Malvestita #195 - il lecca lecca
Sull’onda della tendenza kidult, temo stiano per tornare di moda i lecca lecca.
Precedenti: durante l’estate 1998 esplose la mania del chupa-chups. Ve lo ricordate? Fu un’invasione inarrestabile. Persino gli uomini non lo disdegnavano: ricordo i calciatori al mondiale di Francia, il 30% delle foto li ritraeva con l’odioso stecchetto bianco in bocca (il burinissimo Vieri in prima linea). Non c’è niente di più sexy di una ragazza intenta a leccare pubblicamente uno strato cancerogeno di coloranti e smog. La nostra malvestita ha scelto un modello* di lecca lecca classico, a disco, con le spirali vintage rosa e arancioni, in perfetto stile willy wonka (1).
Ma vediamo l’abbigliamento: delirio puro.
Il pezzo sopra ci suggerisce un’ottima malva-idea per riciclare in chiave invernale le canotte senza spalline che tanto sono andate di moda quest’estate (2): basta indossarle sopra ad una maglia a maniche lunghe. Un dolcevita come questo (3), può andare benissimo.
Sotto ci sono un paio di pantaloni mosci da aerobica. La gamba destra (4 - e solo quella), è stata tirata su ad arte fino al ginocchio per far ammirare meglio le calze da pagliaccio dark (6 - o da carcerato, fate voi) a rigone orizzontali bianche e nere. In vita, completamente inutile in questo caso, ma immancabile su ogni malvestita che si rispetti, la cintura, pelosetta e zebrata (5).
Poco appropriate, secondo me (poteva fare di meglio), le scarpe: delle stupide Nike in pelle nera con rifiniture fucsia (7). Ok invece la borsa, più in linea con l’eccentricità dell’abbigliamento: in tela nera scolorita, con un’enorme decorazione di lustrini iridescenti raffigurante una farfalla (8), che sembra una variante psichedelica di una macchia di Rorschach.
I gioielli meriterebbero un post a parte, a cominciare dalla geniale collana (9): una fila di dadi da gioco neri con i numeretti bianchi. No, forse non avete capito, scusate, lo ripeto: una fila di dadi da gioco! Sembra la versione anoressica di uno di quei grossi pelouches da specchietto retrovisore.
Alle orecchie, in un impeto furioso di originalità (mammamia che originalità!), decide di mettere tre orecchini uno diverso dall’altro. Orecchio destro (12): un coniglietto Playboy. Orecchio sinistro in basso (10): un pendaglione a gocce concentriche. Orecchio sinistro un po’ più in alto: due piccole ali d’angelo (11 - la Angel Devil s’è messa a fare anche accessori?).
La ragazza si ritrova una cofana non indifferente di capelli (sono davvero tanti), stratinti di nero, sfibrati all’inverosimile. L’acconciatura le avrebbe fatto vincere degnamente il primo premio a una qualsiasi fiera cinofila paesana: una coda altissima che parte dal centro della testa e cade vaporosa da tutte le parti (13), e una frangiona enorme che le finisce direttamente sugli occhi.
*modello, sì: anche il lecca-lecca è diventato un accessorio in piena regola, d’ora in poi non si parla più di gusti, ma di modelli, abbinabili anche, volendo, al resto dell’abbigliamento
di Betty Moore Collezione: io sono originale, regine del pendant 78 Commenti
Malvestita #194
Una delle cose più tristi delle magliette che si comprano nei negoziacci discount (ipermercati, ambulanti, empori della nonna, ecc.) sono le scritte che spesso e volentieri ci piazzano sopra: tentano di rendere il capo attraente ammiccando a parole inglesi che, secondo loro, dovrebbero essere alla modissima, ma che in realtà sono out minimo minimo dai tempi dei paninari (se mai di moda lo sono state): parole come style, love, life, yeah, dance, disco.
Questa malva qua, per esempio, c’ha scritto sul petto (con richiamo sulla manica sinistra) “style with wuassa” (1 - che cavolo significa wuassa?). Poi, non so, magari la maglietta in questione è pure di marca: peggio ancora, ha speso tanto per una cosa che è tutto un trasudare sfiga. Scritta a parte comunque, anche il modello non è male: marrone attillato con scollo obliquo (2), e bordi elasticizzati bianchi. Sembra la versione fashion (da indossare in uno di quei party notturni con le amichette) del pezzo di sopra di un pigiamino.
La nostra malva, poi, è talmente tappa, poverina, che il cane che tiene sotto braccio, un barboncino nero (3), è grosso quasi quanto lei. Nonostante questo, sembra non fare alcuna fatica, anzi sculetta allegra e pimpante a passo svelto. E ti viene da pensare che il cane fosse in realtà imbalsamato, dato che stava fermo immobile.
Dall’altra parte ha una borsa a bauletto Luis Vuitton (4), anche questa piuttosto grandicella rispetto a lei. Mi stupisce che non ci abbia ficcato dentro il cane, secondo l’uso della mitica Paris. Il contenuto era comunque interessante: ad un certo punto ha tirato fuori un bellissimo portafogli leopardato con le rifiniture in oro (5), che mi ha lasciato senza parole in preda ad un moto di meraviglia.
I jeans negli stivali dovrebbero essere aboliti di per sé, perché sono una cosa orrenda. Ma sulle tappe è ancora peggio, perché riescono ad intappirle ancora di più. Se poi aggiungete che spesso, come in questo caso, le sciagurate vanno a scegliere dei modelli senza un filo di tacco e con la punta chilometrica spiaccicata al suolo (6)…
Alcune piccole raffinatezze: le enormi sfere dorate sul collo degli stivali (7), e la fibbia della cintura a forma di fiore (8), sempre dorata, coi petali appuntiti, utilissimi a trasformarsi in cilicio, conficcandosi nella carne, non appena il busto si piega poco poco in avanti.
Vediamo i gioielli: la collana ha come ciondolo la scritta AMORE a lettere argentate (9), con la O a forma di cuoricino. Stupenda. Gli orecchini invece sembrano degli strani scopini di ferro (10 - dai commenti suggeriscono Breil, e te pareva). Da notare anche: il rossetto chiaro bordato con la matita scura (11), una tamarrata che continua a farmi rabbrividire ogni volta che la vedo, i quattro peli sparacchiati tinti di rosso (12), e il basco all’uncinetto (13), piccolo tocco etnico-fricchettone.
di Betty Moore Collezione: semo bburini 44 Commenti
Malvestita #193
Avete visto un maglioncino de-li-zio-so da Sisley ma siete tappe e al giorno d’oggi fanno solo cose per modelle allampanate, quindi il maglioncino vi arriva alle ginocchia? Oppure avete una gonna longuette e vi piacerebbe renderla mini per far ammirare a tutti le vostre splendide gambe? Non c’è problema, potete risvoltare il bordo inferiore, come ha fatto la malvestita #193 col suo vestitino (1)!
Solo che la poveretta, forse traviata dalla moda del risvolto ad ogni costo, ha pensato che fosse bello farlo notare e non si è preoccupata di nascondere l’orlo sotto la cintura (quella cosa ondulata marroncina con le patacche dorate che vedete là in mezzo - 2). No, lo lascia spuntare impunemente, le piace l’effetto ‘vaschetta per la pioggia’, e le piace probabilmente anche la differenza di colore fra il dritto e il rovescio della stoffa.
E a proposito di risvolto a tutti i costi, ne abbiamo un altro splendido esempio in zona 5: il jeans infilato dentro gli stivali, col risvolto del jeans che straborda fuori. E non contenta della miriade di risvolti, anche gli stivali ne hanno uno, enorme (6).
Sugli stivali, già che ci sono: vi prego di soffermarvi e meditare lungamente (per evitare di cadere nell’errore di acquistare una roba simile) sui sei centimetri di suola che fuoriescono in punta (7): cos’è? Un errore di fabbricazione? Sembra che abbiano montato una scarpa sulla suola di un altra di tre misure più grande.
Il buffo cappello da cuoco è decorato su un lato da una spilla floreale bronzea (8). Notevole, per restare in tema di gioielli, anche l’enorme collana a doppia fila (8), un must ormai, con pietre nere tagliate a diamante.
La borsetta è chiaramente una svista. Chi potrebbe mai mescolare coscientemente la pelle nera con la pelle marrone? E mica pelle nera qualsiasi, pelle nera coattissima Guess, con catene, strass e borchie (3). Borchie e catene che, tra l’altro, sono l’unico pezzo argentato in mezzo a tutte le altre decorazioni dorate (quelle su cintura e cappello). Un disastro completo, insomma, non poteva azzeccarci di meno.
E per i capelli, una scelta che non vedevamo da tempo: le mitiche meches biondo su nero (9).
di Betty Moore Collezione: boho chic, io sono originale, regine del pendon't 38 Commenti
Malvestita #192 e #192bis
Pubblico oggi due malvesegnalazioni che si caratterizzano entrambe per la bella idea di usare un manichino come modella per il disegno. La prima è di Hedvig, che mi manda una malvestita verde bruco ricalcata sulla Paris che fa da mascotte al blog. La seconda è di Kiki: una splendida visione da metropolitana (per la serie: iniziamo bene la giornata!).
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Confesso che quando stasera dal finestrino dell’autobus ho visto questa malva, non mi è dispiaciuta.. però poi ho provato a guardarla con i tuoi occhi impietosi, e ho capito che non c’era scampo, dovevo ritrarla e spedirtela =)
Intanto la cosa che mi ha colpito più di tutto, escluse le calze da brucomela (8) che io comunque apprezzo; è stata la posizione delle gambe (inguainate in uno stivale (9) che dal finestrino dell’autobus non ho potuto vedere bene quindi mi sono limitata a fare un copiaincolla di un’immagine trovata con San Google): una specie di mossettina da manga-gothic-lolita che, sulla trentenne in questione (si, perché se ne aveva di meno io allora posso passare tranquillamente per minorenne) faceva:
a) Oltremodo ridicolo
b) Accentuava in maniera spropositata le gambe ad X e il ginocchio bitorzoluto.
Poi.. La gonna (7) è un francobollo di jeans stropicciato che deve aver passato una brutta avventura in lavatrice.. Non dico che le stia male, ma io sono un po’talebana e sulla microminigonna la penso un po’come lo stilista Valentino, ovvero che per me è un capo di abbigliamento che va bene solo per le ragazze al di sotto dei 20 anni. Idem dicasi per la panza de fora, per quanto piatta e tonica (5).
La manina prensile sul fianco (6) ho visto che sulle presenze di questo blog è un must, vien quasi noia a citarla vero? E cosa dire del maglione fatto di bruchi spiaccicati (4) ?! (anche lì.. Maglione di lana, calze pesanti, stivali.. E un metro di lombi al vento? Ma la caghetta a sta gente non viene mai?)
Ancora salendo, al punto (3), troviamo una classica bocca iperlucida di gloss, che più che gloss è vernidas (cit. Luciana Littizzetto), di un color fragola mattonata stranissimo.. Volevi fare pendant con calze e maglione? Almeno mettitelo verde mela no?! Li fa persino Dior!
Poteva mancare poi il tocco boho-chic, l’occhiale gigaenorme (2) alla mondaini?! Ovvio che no!
E come ogni malva che si rispetti, i capelli (1) sono una miscela biondastra che pare tagliata con l’accetta.
E poi uno dice che il verde è il colore della speranza eh..
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Ogni mattina arrivo in ufficio e commento ferocemente con la mia collega le malvestite viste in metro’ o per strada… qui a milano e’ facile vederne una gran quantita’ SOPRATTUTTO in metropolitana!
Memore quindi del tuo bel sito questa mattina ho deciso di descriverti la tipa in piedi di fronte a me in metropolitana…
Te la descrivo: era un tipetto scialbo e senza trucco, di quelle che potresti vedere tutti i giorni senza riconoscere…
Aveva una maglia violacea (1) molto estiva e scollata nonostante sia gia’ freschino, che le arrivava oltre il cavallo, chiusa da una simpatica cintura di paillettes (2) sicuramente comprata dai cinesi al mercato, aveva poi una gonna in velluto grigio/nera (3) che sembrava pesantissima e contrastava con la maglia leggera, sulle gambe inoltre portava degli elegantissimi fuseaux grigi (3) modello anni ‘80 per chiudere con raffinatezza delle modernissime ballerine argento (4) con fiore argento scuro sulla punta. Come borsa solo una shopper nera (6) con un accennato motivo floreale…
di Betty Moore Collezione: mailvestite 23 Commenti
Malvestita #191
La malva di oggi era seduta su un muretto e mangiucchiava, pescandoli da un sacchetto di carta (1), tonnellate di bigné al cacao (delusione d’amore?). Vi prego innanzitutto di ammirare la posa da amazzone, con entrambe le gambe dallo stesso lato del muro, per far ammirare alla piazzetta antistante:
2- i collant a righe orizzontali sfalsate nere e fucsia e
3- gli stivali di pelle nera con una strana decorazione a punte, tutta storta che pare fatta in casa da una sarta cieca, cucita sul lato esterno.
La posizione leggermente gobba fa sì che dai corti jeans spuntino un buon centimetro di mutandine rosa, con giusto un lieve accenno di buco nero (4). Vabbè dai, almeno non aveva il perizoma di strass.
Il dolcevita nero infeltrito, col bordo inferiore arricciato dai migliaia di tentativi di tirarlo giù fino alle caviglie (5), fa un po’ a pugni col resto per la sua estrema sciatteria.
Interessantissimi gli accessori.
Tanto per cominciare, dove cavolo ha trovato quella borsa (6)? Il manico è tondo di bambù (e non è stato né il primo né l’ultimo che ho visto, quel pomeriggio) e la stoffa ha una tremenda fantasia da tovaglia dei “fantastici premi Esselunga 1998/1999″ con tante farfalline in colori pastello. Qua e là, senza apparente logica, qualche lustrino sui corpi delle farfalle.
Poi ci sono gli orecchini di plastica (7): il pendente è un cuoricino con righe orizzontali bianche e nere.
L’orologio (8) ha cinturino e quadrante ricoperti da placche di cristallo ipersbriluccicanti. Ma che utilità può avere un orologio col quadrante talmente piccolo e sommerso di decorazioni da non mostrare chiaramente l’ora? Misteri del malvestitismo.
E per finire i capelli (9) col solito noiosissimo stravisto (ebbasta!) taglio scalato con frangetta corta e ciuffi lunghi dietro, e la tinta, anche quella stravista ma un po’ demodè, color prugna.
di Betty Moore Collezione: semo bburini 36 Commenti
Malvestita #190
La femme fatale qui a lato è in realtà soltanto una povera pischella che si dava grandi arie da donna vissuta, con le amichette che la seguivano scodinzolanti, invidiosissime del suo charme sopraffino (le amichette erano ancora ferme alle cinture paillettate D&G, povere).
Devo premettere che il disegno non riesce a rendere appieno l’estrema orripilanza di giacca-felpina (1) e maglietta (2). Entrambe nello stesso tessuto: avete presente quella specie di lycra con cui si fanno i costumi del pattinaggio artistico? A cui viene fatto quel trattamento che la riempie di pallini traslucidi, per far scintillare l’abito di riflessi cangianti? Ecco, esattamente così, con la tramatura della giacca leggermente più fitta della maglietta. Tutto uno scintillìo.
I jeans sarebbero normalissimi, se solo la ragazzetta non avesse la mania della vita bassa a tutti i costi, per cui li ha calati a forza creando cosi delle antiestetiche borse in zona cavallo (3). Inutile, a questo punto, ma molto chic la cintura di pelle nera, con fibbia tonda vintage (4) e l’estremità che spunta sul lato tipo lingua (e qui mi dilungherei sulla valenza metaforica della cosa, su come sembri che la sua stessa mise, con una linguaccia, esprima il proprio disgusto per se stessa - ma non lo farò).
E’ la seconda malvestita che incontro (la prima qui) con un modello simile di borsa Chanel (5), bianca e nera con pelle trapuntata: inutile dire che la trovo veramente orrenda, la pelle trapuntata mi causa delle irrefrenabili ondate di tristezza anni ‘80, per non parlare delle borchiette che decorano il manico. Che c’azzecca poi il bianco con il resto, rimane un mistero.
Due piccoli tocchi di rosso, giusto per richiamare la maglietta, non potevano mancare. Le scarpe (6) sono una via di mezzo tra la punta tonda e la punta triangolare (è una punta tonda che all’ultimo secondo forma un piccolo angolo ottuso), arricchite da due file di piccoli volant, sempre in pelle. E poi c’è il bracciale (7): le piace talmente tanto che per farlo vedere lo porta sopra al polsino della giacca, una catenina d’argento a cui è appesa un enorme coccinella smaltata.
Gli ultimi accorgimenti per aumentare l’effetto ‘fatalona’ sono i capelli (8), leggermente cotonati dietro al cerchietto nero, in un tentativo di emulare Pamela Anderson, e la sigaretta (9) già portata, nonostante la giovane età, con stile consumato (cioè con aria di somma rottura di scatole), da tabagista cinquantenne con enfisema in corso.
di Betty Moore Collezione: regine del pendant 47 Commenti
Malvestita #189
Lo so cosa state pensando: “Stava andando in palestra a lezione di aerobica”. E invece no (non che sia un’attenuante eh - mica che la palestra è un porto franco del malvestitismo), stava passeggiando per le vie del centro di sabato pomeriggio, mano nella mano col fidanzato e l’occhietto attentissimo alle vetrine (l’ho persa quando è entrata da Max & Co).
Il pezzo sopra è una maglia grigia di cotone leggermente elasticizzato, con le coppe incrociate (1) e le maniche larghe svolazzanti (2). Sotto indossa una minigonna sempre nello stesso tessuto, un cotone pesante un po’ elastico, di un grigio un po’ più chiaro però: decorata da tante piccole stelline nere ricamate e fermata in vita da un laccetto viola (3).
Ho paura che quest’inverno ci toccherà subire calze e collant di ogni genere, un modello più assurdo dell’altro: in questo caso (5), gli anni ‘80 tornano prepotentemente alla ribalta, con una sfumatura che abbraccia i colori: nero, viola, grigio, verde acqua, blu. E via a ripetersi. Per arricchire l’insieme, ecco due pratici scaldamuscoli grigio scuro (4), portati calanti sulle scarpe (con il margine inferiore che finisce sotto la suola, sbrindellato e sporco di fango), e un paio di Puma bianche (6).
Accessori: una borsa a metà fra l’etnico e il neon-psichedelico, in tela nera con decorazioni lustrinate variopinte (7). In testa, portati a diadema, gli occhiali Just Cavalli (8), un piccolo particolare iper-burino che stona un po’ col resto.
Capolavoro i capelli (9), a due strati di decolorazione: rossicci sopra, con un paio di ciuffi completamente biondi sotto.
di Betty Moore Collezione: io sono originale 44 Commenti
Malvestita #188
Stanno forse tornando in auge i cardigan lunghi e io non lo sapevo? A vedere questa malvestita - boh - parrebbe di sì. Ne indossava uno molto voluminoso (1), con le tipiche trecce da maglione della nonna, e collo e maniche pelosissimi, in barba alla temperatura quasi primaverile di ieri.
Forse proprio per mitigare le scalmane causate dal pesante pastrano, ci ha messo sotto due capi estivi: una minigonna a balze gonfie (ignoro il nome tecnico: sono quei raggrumi spessi di stoffa, tipo tenda mantovana), grigia con un motivo a quadri (3), e una splendida canottiera formata da tre strati sovrapposti di pieghe cascanti, color rosso fuoco (2).
Il rosso viene richiamato dai calzettoni (4), che spuntano da un paio di Doctor Martens grigie con fantasia a scarabocchio (5). E non rinuncia al pendant nemmeno sulla shopper (7): ha scelto con cura un negozio stefanel, proprio per avere una delle loro bellissime bustone rosse. E rosso, per finire, è anche il rossetto, da gran diva anni ‘30, che però le sta malissimo, sulle labbra filiformi quasi invisibili (8).
La borsa (6) è invece in pendon’t: un’orribile Balenciaga motorcycle di pelle nera, tipico accessorio boho di cui faremo indigestione ancora per un bel pezzo, temo.
Risolleva però lo scettro di regina del pendant esibendo altre due tonalità di rosso sulla capoccia: gli occhiali bordeaux spento (9), di Armani, credo, a giudicare dalla A dorata incastonata in mezzo agli occhi; e la tintura per capelli, un bel mogano su taglio corto cotonato da cinquantenne in crisi da menopausa (10).
di Betty Moore Collezione: regine del pendant 41 Commenti
Malvestita #187
Penso ci siano poche cose più brutte dei capelli stratinti. Diventano stopposi, opachi, canaposi. E quelli tinti di nero sono i peggiori in assoluto. Un biondo spento o un castano spento o un rosso spento (beh, dipende dal rosso, ovviamente) almeno sono colori che esistono in natura. Il nero spento (8), no. E’ un abominio: quando mai si sono visti capelli grigiastri?
E tanto per restare in tema, vediamo il top: in lycra, con le maniche a sbuffo in velo trasparente (1), è piuttosto attillato e decisamente troppo corto, tanto da lasciare scoperte in bella vista le maniglie dell’amore (2), che fanno rotolino sopra alla minigonna strizzata (3 - notare le tasche con elegante ricamo in filo d’oro). Bellissima anche la cintura (4), di pelle nera, con degli enormi diamanti romboidali appiccicati sopra, tutti bordati da piccole perline d’oro: una cosina proprio sobria che non si fa notare.
La borsa è abbastanza strana: una specie di lingotto, piramidina, cono stradale in pelle nera (7). Sul davanti c’è un disegno che purtroppo non sono riuscita a vedere bene (forse una costellazione?) realizzato in borchie argentate.
Il culmine del malvestitismo viene raggiunto con i collant (5 - una delle ennesime originalissime invenzioni Calzedonia?), che hanno una spettacolare fantasia a scalini nera-grigia-bianca.
Banalotti, invece, gli stivali a metà polpaccio (6), di pelle nera con un inutile tacchetto largo e tozzo.
di Betty Moore Collezione: semo bburini 31 Commenti
Animale malvestito #1
Cani indossatori, incappottati e infiocchettati di tutto punto, se ne incontrano da sempre. Ma ho notato una crescita esponenziale del kitsch animalesco da quando Paris Hilton si fa vedere in pubblico con la sua Tinkerbell, la chihuahua più famosa (ed anoressica - e malvestita) del globo.
Ovviamente la concia, poveretta, quasi peggio di come si concia lei stessa. Vestitini da campagnola, per la prima comunione, tappezzeria vintage, le cose peggiori che si possono pensare, insomma (e non voglio immaginare il prezzo stratosferico delle diavolerie che le mette addosso).
I precursori sono stati gli yorkshire, tra i pochi animali che riescono ad essere malvestiti anche così, senza nessuna aggiunta. Per renderli più adorabili, i padroni usano mettere loro fermacapelli d’ogni tipo sulla frangetta: si va dagli elastichini, ai fiocchetti, fino ad arrivare ai diademi da principessine del regno animale.
Poi ci sono i vestitini, sui cani di piccola taglia soprattutto, chihuahua in primis. Hanno iniziato coi coprischiena imbottiti, per l’inverno, e da lì è partito il delirio, con le case di moda che marciano allegramente sul business creando straccetti firmati da migliaia di euro.
Guardate, per imitare le star, come hanno conciato questa povera chihuahua (Paris docet) che ho incontrato in braccio alla padrona, una signora sulla cinquantina il cui passatempo preferito sembrava essere slinguazzare in pubblico con la cagnetta. Il cappottino rosa bon bon ha una voluminosissima criniera di pelo che le circonda il musetto (chissà che fastidio). E’ chiuso su collo e ventre da due nastri fucsia in raso lucido, al centro dei quali, come fermaglio, un finto (mi auguro) diamante a taglio ottagonale. Povere bestiole.
di Betty Moore Collezione: allucinazioni 67 Commenti
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