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Il regalo Malvestito
Ho tentato in tutti i modi quest’anno di infiltarmi a casa di una qualche famiglia super malvestita, presentandomi come una lontanissima cugina di milionesimo grado (orfana e vittima d’amnesia), ma non c’è stato niente da fare, non ci credeva nessuno. E così, che cavolo, mi toccherà passare la solita serata a casa dei soliti noiosi parenti mediamente malvestiti, e non potrò invece realizzare uno dei miei più grandi desideri: scoprire cos’è che si regalano tra loro delle vere Malvestite, per Natale.
Però mi è venuta un’idea. Ho pensato che in fondo ce l’abbiamo tutti in famiglia una o più malvestite, di quelle da competizione, giusto? E allora ho pensato: aiutatemi voi. Cercate di farci caso, guardate cosa tirano fuori da pacchi e pacchettini, e poi venite qui e votate il sondaggio che c’è qua sotto. Ovviamente gli oggetti citati sono degli esempi di massima, rappresentanti di una certa categoria (vestiario e accessori, animalume, trucco e parrucco, tecnologia, intrattenimento - le risposte sono cinque, non quattro come sembra: l’ultima risposta si vede andando con il mouse sulle due freccine che stanno sulla destra in basso). Se volete specificare meglio, fatelo pure nei commenti.

Ah, e anche se vi pare che manchi qualcosa, un’intera categoria di regali (tipo chincaglierie erotiche o cose così: che ho escluso perché ho pensato che no, tra malvestite non si regalano cose così uuuuuh-trasgressive), fatemelo notare. E buon natale malvestito a tutti/e!
di Betty Moore Collezione: chiacchiericci vari 122 Commenti
Malvestita #209
Sono rimasta affascinata dalla sciccheria che questa malvestita emanava da tutti i pori, intanto che da fine intenditrice aiutava l’orango che aveva per accompagnatore (notare i fini catenozzi aggrovigliati ai peli boschivi del polso - 1) a scegliere un profumo che potesse mescolarsi bene ai suoi torbidi effluvi ascellari.
Lei indossa un completino sui toni del grigio, gonna più maglioncino, semplice semplice, perché come si sa le cose semplici sono anche le più raffinate. La parte migliore è sicuramente la parure borsa più cintura, in pelle lilla con una grossa fibbia tutta intrecciata: la forma della borsa (2) ricorda quella dei borsellini portaspiccioli della nonna (ricordate? quelli che i negozianti riesumarono dalle loro ammuffitissime cantine, quando arrivò l’euro) in versione burina, tutta ricoperta di borchiette dorate, e con un catenone d’oro al posto del manico. La cintura (3) ha una marcia in più rispetto alla borsa: un inserto leopardato che in abbinamento al lilla è veramente tutto un programma.
Le calze (4) non potevano essere normali: in tema natalizio, ne ha scelto un modello con tanti fili dorati che si intersecano a rete su sfondo nero. Ai piedi, un paio di scarpette schizofreniche (5): per metà sembrano le delicate calzature di una bimba, con la punta tonda e la vernice lucida, l’altra metà sembrano un paio di zoccoli da lottatore di sumo con la zeppa in noce.
Buttato sulle spalle, uno scialle nero da gran signora (6 - diciamo pure: da vecchia), con milioni di frange che svolazzano nell’aria, e ultimamente ne vedo un bel po’ in giro. Sopra allo scialle, una sciarpina (7) annodata alla maniera “aristocrazia de noantri”, viola per cercare di stare in tinta con la borsa, al cui angolo ha appiccicato una spilla dei nuovi favolosi Paciotti Jewels (8), i pugnali d’acciaio a cui fa pubblicità quel burinone di Bruce Willis, pessima imitazione delle croci Breil.
I voluminosi capelli rossicci sono tenuti in forma da un cerchietto di plastica lilla (9) in tinta con borsa e cintura.
di Betty Moore Collezione: alta moda, regine del pendant 27 Commenti
Malvestita #208
La malvestita che potete ammirare oggi si è esibita tra gli scaffali di un reparto dvd, sempre dentro il megacentrocommerciale dove la #207 si stava facendo impacchettare il pupazzone del wrestling. Le sue attenzioni erano tutte dedicate al nuovo splendido e malvestitissimo cofanetto di Grease (1), avete presente? Quello che è uscito in duplice versione: Pink Ladies (con custodia giubbottino rosa) e T-birds (con custodia chiodo nero). Stava lì con le sue amiche, e tutte insieme canticchiavano (e storpiavano) allegramente le parole di alcune canzoni del film.
Le mie attenzioni, invece, sono state subito attirate dai suoi jeans, qualcosa di assolutamente geniale. Il tipico risvolto ad altezza ginocchio è bloccato da una specie di intelaiatura/strumento di tortura formata da catenelle misto argento e pietre arancioni, con una fila di croci che la fissavano al lato sotto (2), insomma, non sto a descrivervela nel dettaglio, fate prima a guardarla, spero si capisca. E come se non bastasse, il lato esterno dei jeans, subito sopra alla malefica intelaiatura, è tempestato di lustrini, sempre arancioni.
Anche gli stivali erano un bel pezzo di malvestitismo (3). Multimateriale: suola di gomma, stivale in stoffa sintetica lucida, inserti in pelle, punta, tallone e strappo ricoperti di una specie di vellutino nero, più fermalacci di metallo sul davanti. Se volete regalarli a qualcuno a cui volete male: sono della Fornarina.
Vediamo il pezzo di sopra, una via di mezzo fra uno scialle e un maglione (4), in un tessuto a metà fra il pile e quella specie di lana sintetica con cui si fanno le coperte, la fantasia era chiaramente ispirata alla bandiera di qualche paese scandinavo (l’avrà mica comprata all’IKEA?). Il tutto è bordato da una specie di rete in corda a maglie larghe color ecrù (5), utile ad impigliarsi in ogni dove. La cintura (6) è indossata - ovviamente direi - sopra alla cosa informe, ed è nera con rifiniture in oro.
Ultimi accessori: la borsa ispirata al natale (7), di pelle grigia con decorazioni luccicose a forma di abete, il cellulare viola appeso al collo (e la borsa a cosa serve?), e due orecchini lunghissimi d’argento con cuoricini diamantosi in fondo (9). Belle anche le sopracciglia ad angolo retto, tipo Mariagrazia Cucinotta (10).
di Betty Moore Collezione: io sono originale 47 Commenti
Palazzo Fendi malvestito
Mi fa sapere Luca via mail che nel cuore pulsante della roccaforte italiana del malvestitismo, vale a dire l’affollatissimo crocicchio corso-condotti nel centro de Roma, quei geni della Fendi hanno avuto l’ideona di presentare al mondo il primo extrasbrilluccicoso esempio di palazzo malvestito. Ammiratelo a bocca aperta nella foto accanto (cliccando per vederla più grande), oppure qui in un piccolo video (sempre gentilmente offerto da Luca), cercando però di non pensare: a) al consumo energetico necessario a tutte quelle lampadine che brillano giorno e notte, pure sotto il sole di mezzogiorno; b) alle deciene di malvestitie cariche di pacchi e pacchetti che assiepate sotto il palazzo stanno come salami a naso all’insu a guardarlo emozionate dalle meraviglie del natale ed esclamando “anveeedi”; c) all’idea che possa essere imitato in futuro da alti più eccentrici palazzi di moda; d) a Cavalli che addobba un intero palazzo.
nota di servizio: la mia connessione, appena montata, sembra funzionare secondo strani cicli a singhiozzo misteriosamente collegati al passaggio in strada del camioncino col megafono e la canzoncina degli Wham (cioè in pratica funziona due, massimo tre volte al giorno), sono riuscita però a leggere tutte le mail (a proposito, grazie della valanga di malvasegnalazioni!) e sto iniziando pian pianino a rispondere, e prima o poi ce la farò!
di Betty Moore Collezione: allucinazioni, alta moda 60 Commenti
Malvestita #207
Da quando vanno di moda questi giubbotti col collo gonfio a palloncino (1), dev’esserci stato un notevole incremento degli affari per i trafficanti clandestini. Vi immaginate quante cose possono essere nascoste dentro quell’enorme salsiccione? Droga, armi, sigarette di contrabbando, di tutto. Chissà a questa malvestita ignara cosa non hanno nascosto dentro al collo i fabbricanti cinesi che hanno prodotto quel giubbotto per la Benetton.
Non ho ben capito com’è fatta la minigonna, ho il sospetto che possa essere una sua creazione. Di jeans leggermente liso e sfilacciato agli angoli, è bordato da due strisce di stoffa malamente sovrapposte (2): quella sopra è un semplice cotone bianco senza alcun tipo di decorazione, tagliato via da qualche lenzuolo probabilmente; quella sotto riproduce (non l’ho disegnata, ma fidatevi) la tipica fantasia a quadri Burberry. Sul davanti, ha anche una toppa con una scritta che non ho letto, delicatamente sfumata dal rosa all’arancio (3): i magici eighties stanno tornando sempre più prepotentemente alla ribalta.
Le calze (4), con tutte quelle lineette e quei puntini, credo avessero scritto qualche tipo di messaggio morse: un inno d’amore in tema natalizio? O erano delle semplici calze grigie che stavano tentando di urlare “SOS, levatemi immediatamente da questa malvestita!”?
Visti e stravisti gli stivali (5), con la pelliccia grigia che li ricopre per tre quarti, e i due pon pon che sbattacchiano su un lato. Questa versione è leggermente più sportiva del solito, con la punta fatta come uno scarpino da calcetto.
E i pon pon, vera ossessione modaiola di questo inverno, ci sono anche sulla bellissima cuffia di lana (6), quasi certamente l’antico copricapo di un giullare di corte, o qualcosa del genere, rivisitato e decorato dalla malvestita con fili penduli e pon pon rosa vagamente chiazzati di verde. Il cappellino, comunque, è il vero trait d’union che lega i vari elementi del vestiario fra loro: ha il rosa che viene richiamato dal giubotto, i pon pon come gli stivali, e contiene anche lo strano abbinamento fucsia-verde che si ripete sulla borsetta (7 - lo vedete? l’interno dei cuoricini è verde), bellissima per altro, di pelle bianca con applicazioni cucite a forma di lune, stelle, cuori, e piccoli tocchi di strass per impreziosire il tutto.
Le malvestite che vedrete nei prossimi giorni le ho tutte trovate (sapeste quante sono) in un supermega centro commerciale, dove stavano tutte scegliendo i regali per amici e parenti. Questa deve avere un nipotino a cui ha deciso di regalare - che pensiero tenero - il bel pupazzone di un Wrestler (8 - ho numerato anche lui perché l’idea di regalarne uno, che se gli premi un pulsante sulla schiena mena pugni urlando “WRAUR!”, è indubbiamente tipica della mente malvestita).
di Betty Moore Collezione: io sono originale 37 Commenti
Malvestita #206
E’ andata così: la malvestita ha fatto quattro vasche in centro, ed è stata sommersa da uno stormo di compari malvestite, tutte con i fuseaux attillati sul culotto. Poi ha visto “Uomini e Donne” e qualche corteggiatrice ignara, anche quella li aveva. Poi ha comprato “Glamour” “Cosmo” “Velvet” e compagnia, e anche lì, una o due paginette con le lodi dei fuseaux (leggings, li chiamano loro). Ed ecco il risultato: la femmina con il fisico meno adatto in assoluto ad indossare un paio di fuseaux - culo piatto, cosce cellulitiche e ginocchio grumoso - illuminata dalla nuova trovata modaiola, se ne compra un paio (1), li mette e se ne va in giro tutta fiera sculettando come fosse Keira Augustina.
Ha scelto, poi, una maglietta che credo reputasse incredibilmente fashionable (2): rosso fuoco con un popò di scritte a caratteri dorati (perdonatemi se non ho avuto la pazienza di starmele a leggere tutte, mi sembravano comunque una sequela di parole in Inglese senza senso, probabilmente reputate fiche dagli ideatori della maglia: yeah, star, love, style, ecc.), e delle strane decorazioni: due rettangolini di rete da fioraio incollati col vinavil al tessuto.
Sopra alla maglietta, una cintura (3) di pelle marrone alta trenta centimetri buoni, con fibbiazza dorata, e palle in rilievo imitazioni di smeraldi e topazi, talmente grosse che credo le abbia rubate ad un albero di natale.
Sotto ai fuseaux (modello classico a tre quarti, color grigio tuta da ginnastica), una strisciolina nuda con la pelle d’oca (4 - la vera malva non si cura del freddo), e sotto ancora un paio di stivali rigidi di pelle nera (5 - e il pendant? naaah!), con due strisce decorative una rossa e una bianca. Il cerchiolino grigio che interrompe le strisce era una specie di marchio (avete presente le mucche, no?) con un numero.
Per la pettinatura (6) ha pensato di farci un po’ la kidult (sempre ’ste maledette riviste di moda…), con i capelli tirati indietro sopra le orecchie, alla Serena del GF 4, da due mollettine tempestate di strass. I capelli, naturalmente, sono stati immersi per due ore nel catrame liquido. Di strass anche gli orecchini (7), talmente lunghi da arrivarle al seno.
Trucco sobrissimo (8): cipria coprente effetto bambolina, rossetto scarlatto, abbinato alle unghie lunghe laccate (9), ed eyeliner alla Gina Lollobrigida con svirgolo di due centimetri che finisce sulla tempia.
Per concludere in bellezza, l’ho incontrata fuori da un baracchino dei giornali, mentre il fidanzato palestrato e tarchiatello si comprava quattroruote, che sbavava di nascosto di fronte al calendario sexy di Beppe Convertini (10). Ma fra tutti gli strafighi che si possono trovare in edicola in questo periodo, doveva proprio scegliere il peggiore? Quel faccia-larga che s’atteggia da sosia di Tom Cruise, ma in realtà è un incrocio fra Massimo Giletti e il bambolotto di Bruno Vespa (oltre alla funzione “cago” e “piscio” c’è anche quella “premimi la pancia e sorriderò viscido”).
di Betty Moore Collezione: semo bburini 58 Commenti
Malvestita #205
Non so nemmeno io come ho fatto a fotografare mentalmente l’abbigliamento di questa mamma spericolata, che mi è sfrecciata davanti a trenta chilometri all’ora grazie ai suoi rollerblade nuovi fiammanti (11 - quelli arancioni sono riflessi fosforescenti), spingendo senza batter ciglio il passeggino compreso di infante terrorizzato.
Aveva un che della spia in missione segreta, devo dire, il che spiegherebbe tutta la sua fretta. Forse il bambino non era un bambino, ma un pupazzo ad orologeria pieno di esplosivo, chissà. L’abbinamento lupetto nero attillato (2) e guanti alti di pelle nera da sicario (3), è fantastico. Aggiungiamo poi anche il basco nero (5) e gli occhialoni per restare in incognito (7), e il gioco è fatto. Fanno molto femme fatale i capelli rosso fuoco, a caschetto (6), in tinta col rossetto (8).
Il pezzo forte della mise è però il vestitino di lana bianco e nero (1), orribile per l’effetto collage malriuscito: sembra che abbia unito alla meno peggio due capi diversi, nella speranza che non ci si accorgesse della piccola differenza fra le righe larghe del pezzo di sopra e quelle strettine del pezzo di sotto. Io ho una teoria. Avete presente la mania che è presa a qualche femmina Hollywoodiana, tipo Uma Thurman e altre due o tre, che si fanno vedere in giro coi ferri da calza nella borsetta? Ecco, può darsi che questa sciagurata abbia pensato “Che fico, anch’io voglio fare a maglia”: così ci si è messa d’impegno, e nell’impeto le è venuta fuori sta schifezza, che ha pure avuto il coraggio di indossare.
Passiamo alle calze (4). Ho il sospetto fossero uno dei modelli natalizi di Calzedonia, ne ho visti un paio in vetrina con stelle di natale, babbetti, comete e diavolerie simili ricamate sopra. Questa aveva tanti fiocchi di neve in sobri colori quali: rosa fucsia, verde fluorescente, blu elettrico, ecc., su fondo nero. La borsa (9) è piuttosto semplice, nel suo estremo malvestitismo: una grossa crosta dorata con cinghia sul davanti.
Ultimo tocco, che le sta a penzolare sul collo, chiaramente per figaggine e non certo per utilità (avrebbe potuto metterlo al collo del bambino, piuttosto - e poi senza protezione, bleah, ci staranno banchettando miliardi di batteri) il ciuccio rosa usato come ciondolo trendy (10).
di Betty Moore Collezione: io sono originale, regine del pendon't 84 Commenti
Malvestita #204
La mania del dolcevita + collana di perle ha trovato nella malvestita odierna una sintesi geniale: il collo del suo maglione è infatti ricoperto di piccole perline bianche incollate (1). In sostituzione al classico filo di perle, la malva decide comunque di indossare una collana che alzi il suo quoziente di malvestitismo (QM), ed ecco: una catenina sottile d’argento con una enorme chiavozza come ciondolo, pesantissima, d’argento pure lei tempestata di diamantini, sbriluccicosissima. Sul significato e utilizzo della quale, ho fatto qualche ipotesi: 1) una cosa tipo il cuore spezzato a metà, la chiave cioè del cuore di qualche truzzone che non voglio neppure immaginare; 2) cintura di castità e/o chiave del motorino; 3) sostituto più alla moda del classico specchietto per comunicare a distanza attraverso lampi di luce in alfabeto morse, alle amiche malvestite che stanno battendo i negozi dall’altra parte della città, quale incredibile acquisto malvico si è appena fatto.
Il tema delle perle torna anche sulla gonna, che dava abbastanza nell’occhio: triplo strato, i due esterni di simil-seta nera a pois bianchi, e lo strato centrale in cotone bianco con pizzo di Sangallo, una via di mezzo fra lo stile Kidult e quello folle di Loredana Bertè. Dalla gonnella, veramente corta, spuntano due cosciotti insalamati in calze nere e in un paio di stivaloni da antologia (5), di pelle laccata bianca, lucidissimi, rigidi, ma alti fin sopra al ginocchio, con splendido tacco in acciaio (6).
La borsa di jeans (7) apparentemente stona col resto, ma c’è invece un astuto tentativo di pendant (con la gonna) nelle tre file di Sangallo. Il giubbottone, quello sì che stona del tutto: color bianco-giallino-latte rancido, con cuciture a salsiccetta ravvicinatissime, e un folto pelo di gatto persiano sul cappuccio (2).
Vediamo la testa. Secondo tentativo di pendant con l’elastico per capelli (8), un pendant addirittura doppio: il tessuto jeans s’intona alla borsa, e la fila di perline che lo decora s’intona al maglione. Orecchini allungalobo a cerchio, d’argento, classici, e tenuta da futura cieca (tra occhiali da sole e frangiona bombata, questa perde come minimo una diottria al giorno), firmata Vogue (10). Mi preme sottolineare il solito aspetto nylonoso dei capelli, maltrattati da tinte, lacche e piastre varie (la coda era talmente sfibrata che le stava immobile con un innaturale angolo di 30° dalla nuca).
Ultimo tocco di classe, la solita intramontabile french manicure, lunghissima. Anche se, anche se (incrocio le dita), mi capita di vederne in giro un po’ meno, negli ultimi tempi, e dunque mi chiedo se non stia lentamente passando di moda. Mi informano anche che numerose storiche telestarlette appassionate di french (da Jackye Marone a Brooke Logan a Simona Ventura) sono tornate all’unghietta corta (smaltatissima ma corta). Sarà una coincidenza? Sarà che le loro manicuriste sono andate tutte contemporaneamente in vacanza? Magari insieme, o forse ad un congresso di manicuriste. Chissà. Noi speriamo nel miracolo.
di Betty Moore Collezione: regine del pendant 54 Commenti
Malvestita #203
Finalmente (salvo catastrofi) da oggi riuscirò a postare con una certa regolarità. No, non mi hanno ancora installato internet, figuriamoci. Semplicemente sono riuscita a trovare un bar che ha nel retrobottega un vecchissimo computer (Windows 95) con un vecchissimo modem (56k), il cui utilizzo mi è concesso per qualche minuto ogni giorno alla modica cifra di un chilo di caviale. Nel disegno, molto modestamente, mi sono presa una piccola vendetta sui tecnici della Telecom - l’omino col giubbotto rosso che vedete brutalmente calpestato lì per terra è spero il più possibile simile (così che abbia effetto vudù) a quel disgraziato che ieri come se niente fosse mi ripetuto “altri dieci giorni circa, forse, o dodici, una cosa così”.
L’allegra malvestita calpestatrice, a giudicare dalla quantità di pellaccia grezza e ricciolini bianchi che si porta addosso, deve possedere un qualche numerosissimo gregge di pecore. Oppure di barboncini. Devono essercene volute almeno una decina di povere pecorelle indifese, per tirar fuori quel giubbotto (2), un modello per altro terribilmente fuori moda, con le cuciture a vista e le maniche gonfie di pelliccia (pelliccia di pecora: lana, cioè). Da un rarissimo esemplare di pecora rosa viene invece il cappellino (1), realizzato con la stessa tecnica del giubbotto (le orribili cuciture a vista).
Il rosa torna sul maglioncino, modello stravisto e stracult nella passata stagione, quello coi rombi, che le dà un giusto tocco da fighetta figlia di papà, e una fascia elastica stretta in vita tipo pancera non più bassa di mezzo metro o giù di lì (3). Rosa anche sulle decorazioni della borsa Autentic Original (10). Sì, sì, proprio Autentic senza la ‘th’ centrale: il che rende il suo significato piuttosto ironico, no?
Tra giubbottone lanoso, pullover, camicetta, sciarpa annodata tipo fazzolettone da ristorante di lusso (4) e guantoni (5), la temperatura della parte soperiore della malva era sicuramente non inferiore ai 37 centigradi. Temperatura che crolla però vertiginosamente ai -5 sulle gambe nude (oppure indossava collant invisibili, può essere), con solo un paio di shortini in jeans che sembrano quelli di uno scout a cui s’è allagata casa (7). Bellissima la cintura, credo Rock & Republic (la marca della divina, ehm, Victoria Beckham) a giudicare dall’enorme corona dorata che più truzza non si può che fa da fibbia.
Sui polpacci decide di rialzare di nuovo la temperatura: calzerotti di lana pesante (8), e stivali di pelle nera con una deliziosa fila di pon pon infeltriti che penzolano dal lato esterno (6), che spuntano identici dai guanti: l’ennesimo obbrobrio Killah, forse. Le suole invece devo essere sincera: non le ho viste, me le sono inventate così, frastagliate come le ruote di un fuoristrada, e solo per fare un po’ più male all’omino Telecom.
di Betty Moore Collezione: regine del pendant 52 Commenti
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