le puntate precedenti: uno e due
Volete che la miracolosa, esponenziale, in crescendo clonazione di marche magliettare tutte simili tra loro, oscene e malvestitissime, tutte similmente sponsorizzate da vipparoli televisivi di terza categoria, oggetto di orride e insensate pubblicità che costellano programmacci della peggior specie, volete che un fenomeno così grandiosamente e squallidamente malvestito mi lasci quieta ed indifferente? Per favore.
Ne abbiamo parlato l’ultima volta, forse ricordate, che era ottobre: le figlie di Monella Vagabonda prosperavano facendo bella mostra di sé sul petto di vipparole più o meno scarse (puntando in particolar modo sulla spazzatura umana usa e getta da reality - grande fratello e Defilippate in testa). Ci eravamo interrogati sullo strano fenomeno per cui, in un quadro di complessiva crisi del settore tessile italiano, proliferassero allegramente aziende su aziende, tutte concentrate sullo stesso tipo di prodotto, qualcosa che riunisse in modo piuttosto contraddittorio una pessima qualità (standard meno che cinesi) e allo stesso tempo uno sbandieratissimo made in italy. Ci eravamo interrogati sulla strana coincidenza per cui tante di queste aziende sono di fatto legate l’una all’altra, copie su copie di un unico prototipo, tutte con sede a Barletta, e tutte con un padrone che, nella maggior parte dei casi, sembra sempre il medesimo.
Ma l’interrogativo più cocente, basato sulla semplice constatazione del loro oggettivo e schiacciante flop commerciale, e sul parallelo e continuo sfornare nuove marche (e, be’, anche sulla valanga di denaro necessaria a cotanti spot televisivi), l’interrogativo rimane: come fanno a guadagnarci? E ancora: perché tante marche?
Sarete sicuramente curiosi di sapere come sta oggi l’allegra famigliola: ebbene, c’è qualche nuova pargoletta, e le figlie grandi hanno avuto destini differenti. La progenitrice Monella Vagabonda ha decisamente alzato il tiro. Giusto un pochettino però, non fatevi strane idee. Nuova testimonial, Anna Tatangelo, vipparola scarsina anche lei, ok, ma almeno sulla carta d’identità, alla voce professione, non ha scritto “boh” (Eva Henger, la vecchia testimonial, una volta abbandonato il porno cos’è che poteva scriverci, “spalla del gabibbo”?): ultimamente poi - non dimentichiamolo - è salita di un gradino nella scala vipparola grazie alla strombazzatissima liaison con il boss neomelodico Giggi D’Alessio (il figlio del quale, Claudio, è impegnato anch’egli - pensate un po’ - nel lancio di una marca d’abbigliamento, dal nome tipicamente partenopeo, Playa Nevada - sito). C’è anche un lieve innalzamento dei prezzi, come testimoniato da ebay, dove le orrorifiche magliette con la rana amorfa sono in asta intorno ai 25 euro, a fronte dei 10 dell’anno scorso (non che l’aumento di prezzo le abbia rese più appetibili, eh, non se le compra nessuno uguale).
Tra le figliole, Follettina Girl ha ingaggiato una testimonial perfettamente in tema con la totale desertificazione del gusto di cui è portatrice, Sara Tommasi, mentre Miss Ribellina, che solo qualche mese fa, appena nata, poteva a malapena permettersi una economicissima ex corteggiatrice, è riuscita a convincere la gatta nera Ainette Stephens. Bambolita, neonata orfanella in attesa di adozione, si piglia una mezza calzetta senz’arte né parte, Linda Santaguida, il cui picco di artisticità televisiva consiste nell’aver dato del frocio ad un suo ex collega dell’isola dei famosi (ah sì, giusto, è anche la fidanzata di Costantino, ma chi se lo fila più Costantino?).
C’è anche chi è rimasto tale e quale, come ad ottobre scorso, un pezzettino di nulla cosmico. Miss Pirù, ad esempio, e il maschile Partito Preso, i cui siti (qui e qui) stanno lì ad ammuffire, con le stesse foto della Radchenko e Rannisi in home; ma anche Miss Clò e Ampollina Jeans (qui e qui), che manco si son potuti permettere una testimonial di quelle
che accarezzano i materassi nella televendita di Aspettando Beautiful. Va detto però che all’Ampollina, almeno, sembrano essersi accorti che quell’orrido frullato di incongruenze che gli faceva da mascotte, il pinguino col papillon, una corona sulla testa e un cuore sulla pancia, era davvero troppo al di là della comprensione umana, e l’hanno quindi soppiantato con una più sobria e originalissima “a” stilizzata. Quelli di Furbetta (sito), furbetti, tentano invece di gabbare l’occhio dell’incauta cliente miope prendendo come testimonial una delle più insipide ex-troniste defilippiche, tale Flora, il cui viso ricorda lontanamente la ben più costosa Elisabetta Canalis (diciamo: Elisabetta Canalis appena uscita da una terapia al cortisone).
La neonata Fragolita (sito), contro la cui odiosa musichetta in midi avrete forse bestemmiato prima dell’inizio di Uomini e Donne, ci offre per la prima volta una mascotte ortofrutticola (una fragola, appunto, cosa altro). Testimonial ufficiale è la storica trainatrice di monella vagabonda, Eva Henger. Nulla di nuovo, le solite noiose magliette piene di scrittine di paillette luccicanti in inglese maccheronico (”for only vip”), con la mascotte (la fragola appunto) che fa capolino qui e là, e qualche deprimente tentativo di riciclare attuali tendenze (v. la felpa stellata in foto). Ma la giocosa e bambinesca Fragolita nasconde una seconda identità, più cupa e trasgressiva, che risponde al nome di Exen Jeans (qui). Nonostante il patetico tentativo di celarsi dietro il nome di due diverse società barlettane (CF group s.r.l. Fragolita, NICOS s.r.l. Exen Jeans), si son fatti fregare sia dai numeri di telefono, che coincidono, sia dalla presentazione delle aziende (sulle rispettive homepage), identica per entrambe, persino con lo stesso copiaincollato errore di punteggiatura (1 e 2 - non è una meraviglia, Nina Moric in preda ad un attacco di diarrea?).
Del resto, si tratta della ormai conclamata pigrizia dei creativi barlettani (eh sì, perché non c’è una di queste marche che non sia di Barletta), per cui anche Miss Pirù e Six Shout (sito) sono entrambe identicamente “griffe di moda e tendenza. Puro Made in Italy da indossare”, come si legge sui rispettivi siti.
Ma non è finita. Alcuni nuovi marchi Monella Vagabonda Style sono nati negli ultimi tempi persino nella ricca e industriosa Padania (eh, che volete, le cattive idee si diffondono facilmente). Quanto a banalità, squallore e potenziale malvestito non hanno nulla da invidiare alla famiglia Monella Vagabonda; rispetto alla quale però risultano un tantino più tollerabili, se non altro perché evitano le amorfe e improponibili mascotte animali e ortofrutticole, e i nomignoli da vezzeggiativo scemo che un bambino non troppo sveglio di cinque anni, ci scommetto, riuscirebbe a fare di meglio. Quanto ad intrallazzi, be’, se la battono alla grandissima con le cugine barlettane.
Considerate la precoce Sweet Years di Bobo Vieri e Paolo Maldini, o la Hollywood Milano (sponsor di Costantino Vitagliano - ispirata alla omonima discoteca milanese implicata nello scandalo Cocaina Vallettopoli and Friends): basta fare una visitina ai loro siti (tac, tac) e ci si accorge di come entrambi siano contenuti all’interno di un bel sitone più grosso e multiforme, www . mediastarcorporate . com, che contiene tra l’altro cosine come:

Sarebbe l’agenzia che si occupa della gestione web delle aziende i cui loghi vedete qui sopra, tra le quali spiccano certamente la sconosciuta Nutrix Più (una marca di cibo per cani: Carmen Russo come testimonial), la Mooby gioielli (un triste emulo padano di Breil) e la Chronotech (malvamarca di orologi, che ne fa pure di firmati Sweet Years).
Tra le aziende un tempo rappresentate dalla mediastar, ma oggi non più (seppure il loghetto - eh, ché fa figo - è ancora presente sul sito), oltre alla stranota Guru di Matteo Cambi (che sponsorizza con la Chronotech la F1 Renault di cui è direttore generale Flavio Briatore), oltre al trascurabilissimo megafloppone intergalattico Vite Spiate (un web-reality ambientato in un appartamento di Milano, stracolmo di malvestiti all’ennesima potenza, tutti rispondenti allo stereotipo “belloccia/o che sogna di fare la/il modella/o”), figura niente meno che la LM, aka la Lele Mora management (qui nella sua nuova veste “non è vero che sono un maniaco, assomiglierò pure a Jabba ma sono un tipo tranquillo e inoffensivo, giusto po’ eccentrico”).
Non è stupenda, tutta questa rete di simpatiche relazione tra colleghi in affari? Che infatti, per dire, i testimonial semivip di queste marche qui della mediastar sono (o sono stati) tutti pupilli massaggiatori di Lele Mora: c’è Francesco Arca (ex fattoria, prima Holsen poi Mooby gioielli), c’è Costantino, c’è Federica Ridolfi (schedina, Exe), c’è Aldo Montano (ex fattoria pure lui, Chronotech).
Ma mi sto perdendo, è un buco nero.
ps - ah sì, quei due nella foto sono Den Harrow e signora, in posa per Donky (che no, a quanto pare non ha niente a che fare con le marche sopracitate)
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MONELLA VAGABONDA FAI TUTTO PER NOI T V T T T T T T T T T T B
Commento #201 di AnonimoDOVE POSSO TROVARE GLI STIVALI DELLA MONELLA VAGABONDA A MIDICA OPPERE IN SICILIA??X FAVORE AIUTATEMIIIIIIII..
Commento #202 di CHIARAQueste marche si trovavano al mercato molto prima che venissero lanciate in tv… Mi ricordo una mia amica del liceo che mi disse “Ho comprato una maglia di una marca assurda al mercato!! “Monella Vagabonda”! XD” Incredibile… mi viene voglia di inventarmi una marca bburina e lasciar perdere medicina
Commento #203 di Silver SoulPagine: « 1 [2] Mostra tutti i commenti
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