E’ tanto tempo che non dedico spazio ad una semo burini di quelle vere, dure e pure, e così oggi, finalmente, ho pensato di riscattarmi con questo esemplare dalla burinaggine doc, limpidissima, che ci propone un intero campionario dei malvestitismi necessari per ottenere un tale perfetto insieme di burinità a prima vista. Prendete nota:
La pelle, in un periodo come questo (in inverno si può facilmente supplire con ceroni e fondotinta), deve presentare una discreta abbronzatura color cuoio, elegantissima, per cui si consiglia una periodica esposizione ai raggi uvì (il disegno non rende, lo so, credetemi sulla parola); il viso truccato e incipriato nonostante l’abbronzatura, le labbra belle umidicce e gli occhi pesantemente marcati; se possibile, un qualche tatuaggio in luogo da esposizione (la #146 insegna), bene la parte alta del braccio (col tattoo che ci ruota intorno, tipo il classico filo spinato) e l’avambraccio (1 - in verticale, ideogrammico o una cavolata qualsiasi - in caratteri gotici però, oh! - buttata là a caso), meglio ancora il fondoschiena (una robetta finto tribale, che spunta dai pantaloni per metà e fa venir voglia di sapere cosa c’è più sotto: sensualissimo).
I capelli vanno tinti, niente storie. E non fate che vi presentate col vostro color non si sa bene cosa con cui mamma v’ha fatto. Basta comprarsi una tinta di quelle da discount che hanno il raffinato potere colorante di una scatola di crayola usati e colorarseli da sole in gabinetto. Il colore dipende, è quello che tira di più in quel preciso malva-momento storico: quindi, per dire, adesso opterei per un bel nero carbone inferno e assolutamente da evitare, per favore, il biondo pipì accecante che ormai se lo fanno solo le malvestite extracomunitarie (mai!). Ovviamente il punteggio di QM può giungere a livelli stratosferici grazie ad una buona acconciatura, come quella della nostra malva: i capelli tirati sulle tempie e stretti sulla cima da un bellissimo codino ad anello (2) che fa un po’ lottatore di sumo, un po’ olivia di braccio di ferro (capelli tirati e coda alta, ricordatevi, andate sul sicuro).
Ciò che si indossa, qualunque cosa sia, non importa come siete fatte, deve essere concepito e assemblato tenendo sempre a mente che la sola finalità del vestirsi è quella di mettere in mostra quanto più possibile le vostre grazie. Dunque scoprirsi e attillarsi sono le due parole chiave: scoprirsi e attillarsi. Guardate la nostra malva, intelligentissima, come reinterpreta alla luce di questi imperativi della burinità i fuseaux a metà polpaccio (3) di derivazione boho che vanno tanto di moda anche tra le meno burine: anziché abbinarli ad una gonnellina o ad un paio di pantaloncini, la nostra malva li burinizza con alcuni semplici accorgimenti, primo tra tutti l’uso in solitaria (così che possiamo ammirarne per bene cosce e culone), poi la presenza del cinturone di pelle nera lucida (4), e poi ancora l’abbinamento con un paio di stivaloni classici (5), mosci e a punta, anziché con le ballerine (che sarebbero state un elemento troppo minimal chic per una burina dura e pura, dunque da rigettare). Ugualmente la canottiera, cortissima (6 - lavorata a bustino con le stecche decorate in pizzo, e il reggiseno bianco con svirgoli neri che spunta dalla scollatura), rispetta il dogma burino della pancia scoperta (ah no, il piercing all’ombelico andava dieci anni fa, mo’ no).
Gli accessori, infine, sono fondamentali. Una burina è come una gazza ladra, è attirata da tutto ciò che luccica. Tipicamente burina per esempio è la mania dei ciondoli, etti ed etti di ciondolame vario (lo stesso dicasi, ovviamente, per il braccialume): la nostra malva in questo è scarsina, porta soltanto una piccola catenina con una M (7), quasi sicuramente l’iniziale del suo nome, che rappresenta benissimo quella deriva di egocentrismo adolescenziale che permane anche nella maturità, inguaribile, delle vere burine (iniziali o anche nomi per intero, su collane e bracciali, persino in camera da letto, con le lettere che fanno il trenino). Non dimentichiamo gli occhiali da sole (8), che devono essere ingombranti e iper vistosi: grossi e con montature ciclopiche, decorati di falso oro e falsi gioielli, il monogramma di marca stampato sopra, oppure come questa nostra povera malva, che si è comprata dall’ambulante un modello tarocco di chissà chi, con la montatura bianca e plasticosa, le lenti quadrate, un’imitazione di quelli boho (ancora!) che spopolano ovunque.
La sigaretta (9), l’ho già detto mille volte, come farebbe altrimenti la nostra malva a riempire il vuoto pneumatico della sua testa, come farebbe a comunicare all’esterno stati d’animo quali preoccupazione (sigaretta), nervosismo (sigaretta), noia (sigaretta), pensiero profondo (sigaretta), gioia (sigaretta), fine del viaggio in treno o in autobus o in metro (sigaretta), seduzione (sigaretta), aperitivo (sigaretta), dopo che l’avemo fatto in macchina (sigaretta) e mille altri (sigaretta): vorrete mica lasciarla così a far niente, con le mani in mano, in contemplazione del nulla?
di Betty Moore
Collezione: semo bburini
PRIMAAAAAA!!!
Maggio 13th, 2007 @ 2:10 pm
Ma questo è un trattato antropoligico sul malvestitismo burino, ottimo cara Betty! Ci sono anche frasi aforismatiche che verranno tramandate ai posteri come quella della gazza ladra, eccellente! :)
Maggio 13th, 2007 @ 2:16 pm
Dio che truzza portentosa! E’ vero che il ciondolame tintinnante è da cafonazze, tuttavia il particolare che mi sconcerta è il persistere di quell’odioso stivale da folletto… ma quando sparirà?
Maggio 13th, 2007 @ 2:18 pm
Quarta! :)
Il paragrafo conclusivo sulle sigarette è un capolavoro… me lo stampo e lo faccio leggere alle malve fumatrici che conosco. Grandissima Betty
Maggio 13th, 2007 @ 2:24 pm
SIETE TUTTE MALVESTITEEEEEEEEE!!!
Maggio 13th, 2007 @ 2:31 pm
BUUUUUUUUUUUUUUUUH…! VERGOGNATEVI!
Maggio 13th, 2007 @ 2:31 pm
settima!!
Maggio 13th, 2007 @ 2:41 pm
Ma la “M” della collanina non è l’iniziale del suo nome….sta per “malvestita”!
Maggio 13th, 2007 @ 2:47 pm
ti stimo e ti adoro!
Maggio 13th, 2007 @ 2:51 pm
CamOCAMO: hai ragione….hai mica d’ accendere???
Maggio 13th, 2007 @ 3:15 pm
le lettere che fanno il trenino…… :)))))) oh gesù! come ti è venuto in mente?????!
ti leggo spesso e non ho molto tempo per commentare, ma questo è un trattato fantastico: non posso esimermi da anche solo un piccolo intervento.
vorrei troppo parlarti della mia ex collega, per carità una ragazza adorabile, allegra e disponibile, ma cara mia quei look assurdi! cmq, ti racconto solo questo: un pomeriggio di giugno in ufficio, lei stupenda arriva dopo la pausa pranzo al mare con: top in raso o altro tessuto nn identificato azzurro cielo lucido, farpalà a volontà, con sotto il costume ben in vista. ovviamente con cosa poteva sdrammatizzare? un bel jeans slavato a zampa con vari tagli e strappi. tutto servito con un intramontabile tacco 10, di un sandalo NERO!
e lo sò, avresti voluto esserci.
buona giornata
Maggio 13th, 2007 @ 3:56 pm
la moglie del mio parrucchiere! è lei!
Maggio 13th, 2007 @ 3:59 pm
Questa è paradigmatica. Betty, c’è anche la tamarrissima borsa bianca! Da cornice la parte finale sulle sigarette.. Comunque il segnale più evidente e assolutamente irrinunciabile di ogni malva bbburina per me rimane la pelle allampadata color nutella.
Maggio 13th, 2007 @ 3:59 pm
Betty, non puoi non dire qualcosa sul nome CHANEL TOTTI!!!
Maggio 13th, 2007 @ 4:01 pm
accipicchia…direi che qsta descrizione del burinaggio potrebbe trovare un posto nelle migliori enciclopedie!!
Maggio 13th, 2007 @ 4:05 pm
Fortissimo! il finale sulle sigarette poi… ancora rido………….
Certo bisogna darle atto che ci vuole parecchio coraggio per portare i fuseax da soli….. soprattutto son un fisico non proprio adatto……
e anche per portare gli stivali con la canotta! e con questo coldo!!!!!
però il ciondolo con la mia iniziale ce l’ho anch’io…………….
Maggio 13th, 2007 @ 4:22 pm
La sigaretta tornasole! Ma c’è un manualetto con le pose, le aspirazioni e i fumi?
Maggio 13th, 2007 @ 5:05 pm
Betty sei portentosa come sempre!
Ti prego, ascolta Nina, di la tua sul nome CHANEL TOTTI!
..non aspetto altro!:)
Maggio 13th, 2007 @ 5:16 pm
Devo assolutamente disegnarti la malva che ho visto in centro a Caserta qualche giorno fa.
So disegnare, però, non avendo scanner, mi tocca disegnarla su Paint.
Vedrò di fare il possibile.
Maggio 13th, 2007 @ 5:20 pm
Uno dei possibili anagrammi di Chanel Totti è Alt che tonti.
Vorra pur dir qualcosa….
Maggio 13th, 2007 @ 5:32 pm
cooooooooooooosa? l’ha chiamata chanel?
Maggio 13th, 2007 @ 5:36 pm
Sì, Victoria…..se continuano così, il prossimo, se è maschio, lo chiamano Yves.
O magari Ivo, per dar speranza alle Velie.
Maggio 13th, 2007 @ 5:38 pm
assurdo, sono scioccata…non ci credo, oltretutto penso che hillary sia talmente tonta da non capire che in realtà chanel è il cognome!!! ma sono impazziti…deturpare il nome di una grande stilista è una burinata oscena, pensavo che queste menomazioni si verificassero solo in america…invece la moda del nome “alternativo” sta raggiungendo anche noi…betty, ti prego, dedica un post all’argomento!!
Maggio 13th, 2007 @ 5:39 pm
mi sembra che l’intuizione anagrammatica di roseau sia più che azzeccatissima :-
Maggio 13th, 2007 @ 5:43 pm
@Victoria: è da un po’ che c’è la moda del nome alternativo in Italia, in questi non siamo secondi a nessuno. Io ho conosciuto una Nike. (Esiodo non c’entra.)
Maggio 13th, 2007 @ 5:45 pm
si anche nel mio paese c’è una bambina che si chiama kesy j, e i suoi genitori la chiamano “cj” come pamela anderson in baywatch (oltretutto hanno sbagliato a scrivere il nome, da veri burini), ma da qui ai veri e propri tributi…scommetto che sarà la nuova moda delle malvestite in italia, chiamare sciccosamente il proprio pargolo come una celebrità, altro che “anna” (nome a caso), adesso sentiremo “Shilou”…
Maggio 13th, 2007 @ 5:55 pm
Beh, io so la storia di uno chiamato Sean dai genitori, fan di Sean Connery, solo che sicoome non sapevano l’inglese la pronuncia non è “Sciòn” ma proprio SEAN
Maggio 13th, 2007 @ 5:57 pm
Sono sconvolta che abbiano chiamato la bimba Chanel. Che schifo. Se proprio volevano omaggiare la stilista, potevano chiamarla Gabrielle. Poi, e chi legge il mio blogo lo sa, io ho una viscerale antipatia per Hillary nonostante sia indiscutibilmente una bellissima donna: le trovo una faccia da arrampicatrice sociale e uno sguardo da squalo. E trovo bruttissimo il suo modo di vestire. A Sanremo, un anno e mezzo fa, era come una bella contadinotta vestita a festa. Non sapevo che conoscesse l’esistenza di Chanel; faceva meglio a chiamare la bambina Dolce (da D&G) oppure Cavalla (da Cavalli).
Maggio 13th, 2007 @ 5:57 pm
leggo il commento di Dor…… è difficilmente qualificabile la gente che dà ai figli nomi di cui non sanno il significato e nemmeno la pronuncia. Il bimbo Sean, potevano chiamarlo John (se non erro, è il nome corrispondente in inglese) o addirittura Giovanni sui documenti, Sean (Scion!) per gli amici. Nella mia città ci sono alcuni bambini con i seguenti nomi: TIBET, TARZAN, COMFORT, TOFFEE. E una Nike (voluta dal nonno grecista) che la mamma parrucchiera pronuncia “Naike” come Naike Rivelli. Tanto fa, potevano chiamarla Vittoria, Nike per nonno suo.
Maggio 13th, 2007 @ 6:03 pm
CHANEL!!!!??????????? ma sul serio l’han chiamata così??? Certo la poverella in famiglia ha già mamma Ilary e zia Melory…
Cmq servirebbe reportage malvestito sulle standiste: alla Fiera del Libro la grandissima maggioranza è del tipo “io sono originale” con leggera tendenza “boho”, ma si sa, cosa c’è di più bohemienne che leggere il libro di qualche scrittore maledetto di tendenza o di qualche scrittrice “uuuh parlo di sessualità femminile in maniera spregiudicata ma anche ironica”. Era di rigore lo stivale in pelle, con gli oltre 30 gradi che c’erano lì dentro -.- Ho visto anche la variante gommosa, una evoluzione della ciabatta ospedaliera fashion che però versione stivale e nero, sembrava quello per andare in pollaio.
Ad altre invece han imposto una fantastica divisa gialla e bianca, con leggings in lycra di quel colore e ballerine bianche.
I bei tempi in cui portavano quei tristi tailleur… eeeeeeeeeeh….
Cheers!
Maggio 13th, 2007 @ 6:18 pm
Anche io non sopporto Ilary. Quando sorride sembra la caricatura brutta di un papero che per l’appunto sorride in maniera fastidiosa. Anche se per il resto oh, è bella, per carità. Comunque ricordo già almeno 16 anni fa bambini chiamati Beverly, Kimberly, Brandon, Dylan ecc… E anche io avevo una lontana cugina chiamata Nike, che si pronunciava “naiki”. Ovvove
Maggio 13th, 2007 @ 6:29 pm
@roseau: un inchino per l’infilata su Ivo ^__^
Maggio 13th, 2007 @ 6:30 pm
PS anche se credo che con Maria Lourdes abbiano toccato il fondo. A quando il prossimo bambino Padre Pio?
Maggio 13th, 2007 @ 6:31 pm
meravigliosa pagina di riflessione sulla burinità malvestita… la parte sull’egocentrismo adolescenziale residuo e sull’ossessione per il proprio nome mi ha fatto sbellicare!
Maggio 13th, 2007 @ 7:11 pm
fermi tutti; io ho come compagna di classe una wendy!
Maggio 13th, 2007 @ 7:24 pm
mmm…io mi ricordo di Pamele, JR e similari…mi sa che sto invecchiando…
Maggio 13th, 2007 @ 7:33 pm
Beh, sappiate che una bimba del mio paese, nata a metà degli anni ottanta, fu chiamata Suelle, in omaggio alla Sue Hellen di Dallas (e prima che Benigni ne mettesse una ne “il mostro”). E io poi conosco Eveli, Desy, Gionata, Maicol, Braian, Maraia e un’infinità d’altri, basta che vi facciate un giro per Livorno! Comunque a me Ilary già stava sulle balle, poi le ho sentito dire “Mi piace il mio nome perché ASSUONA con ilarità” e ho deciso che è semplicemente scema.
Maggio 13th, 2007 @ 7:41 pm
La “caccola” gotica: semplicemente straordinario.
Ogni volta che vedo un tatuaggio penso all’inevitabile invecchiamento del suo portatore, alla sua pelle che avvizzirà mortificata dalla permanenza di un disegno idiota o di parolette banali ulteriormente svilite dal tempo trascorso, e all’eventuale trattamento di cancellazione che dovrà subire -un secondo stupido martirio autoinflitto-quando qualcuno decreterà che i tatuaggi non sono più di moda.
Maggio 13th, 2007 @ 8:05 pm
ahahahahah! come quelli che si tatuano l’ideogramma cinese di “involtino primavera”, o “tacchi dadi datteri” e poi vanno in giro tutti tronfi nella loro marzialità. Per la legge del contrappasso, i cinesi ci ammollano brand simil-english e scritte da maglieria davvero interessanti. Un giorno ne parliamo, eh.
Maggio 13th, 2007 @ 10:35 pm
@Sim: dalla caccola gotica alla colata di guano quando invecchierà.
Maggio 13th, 2007 @ 10:37 pm
@ls. Ah, mi sono già tatuata la “l” su una natica. Domani passo alla “s”, perché due lettere in un giorno fanno male e non riuscirei a farmi fare il solito spanking.
@roseau. Il guano, almeno, è un buon fertilizzante; la caccola gotica, manco quello.
Maggio 13th, 2007 @ 11:03 pm
vestirsi completamente di nero in estate è veramente burino (nonchè altamente masochistico!)…
ma poi mi chiedo…A COSA SERVE LA CINTURA SUI FUSEAUX??????
Maggio 14th, 2007 @ 12:35 am
Fatti una scopata, ogni tanto ti farebbe bene!
Maggio 14th, 2007 @ 12:41 pm
Ragazze/i, io conosco ben DUE cinquantenni che si chiamano NIRVANA.
Maggio 14th, 2007 @ 1:50 pm
Dai,il nome Chanel è carino!
Maggio 14th, 2007 @ 7:47 pm
OH mio dio, questa burina deve andare su National Geographic, è troppo una razza da studiare. E poi diciamocelo osservare le “malve” ci fa entrare nei meandri della psiche umana, che va via via degradandosi…Ci vuole un coraggio barbaro ad uscire in fuseau (pantacollant Nd mia mamma XD), manco avesse il fisico da ginnasta°_° e poi mi chiedo ma quante lampade ci vorranno per diventare marroni? 100.000 euro basteranno?°_° Un post grandioso. Piero Angela sarebbe orgolgioso di te!! Un tale acume e una descrizione del soggetto esemplare!
Per il nome Chanel, dico solo povera figlia… =_=
Maggio 14th, 2007 @ 10:09 pm
ORRORE!!!!
Betty devi assolutamente venire a Firenze!
Città dove la gente gira seminuda tutto l’anno, dove nei porticati dell’università si incontrano i finti studenti venuti-solo-per-sculettare-nei-loro-vestiti-di-marca-nuovi,
dove l’annullamento personale supera l’impossibile e l’apparire supera l’essere in ogni qualsiasi forma.
(Scusate.. sfogo tristissimo dopo che oggi a lezione -causa mancanza altri posti liberi- sono stata costretta a sedermi a tale Paris Hilton dei poveri, e a constatare con orrore che indossava una maglietta trasparente senza reggiseno..)
Maggio 15th, 2007 @ 1:23 am
[…] Ma comunque siccome lei ci tiene a far vedere che ce n’è ancora pure nell’aspetto, di quella ventenne là, senza contare tra l’altro che quando glielo hanno chiesto s’è tolta d’un colpo circa dodici anni, e poi oh che cavolo in fondo l’anno scorso le hanno fatto condurre tutta scosciata i tre minuti della rubrica sulle partite del campionato eccellenza su una rete condominiale di vibo valentia, oh, un minimo di reputazione da difendere ce l’ha: e quindi com’è giusto tenta il tutto per tutto, le unghiette french (2) come ogni vera decerebrata malva-televisiva che si rispetti (e peccato non sia stagione, c’ha i mignolini dei piedi che sono difficilissimi perfettamente squadrati, un capolavoro), la cintura col nome scolpito in fibbia (3 - Carol) che ha trovato sulla bancarella in centro e che le piace un sacco (solletica quello sbuffo di egocentrismo adolescenziale - sapete no, i ciondoli di dadini con le lettere, i trenini da comidino che le lettere le trasportano sui vagoncini, cose così - poveretta ne va fierissima). […]
Novembre 26th, 2007 @ 12:21 am
[…] La cinturazza inutil-ornamentale (anche detta U.C.O., Unidentified Cintur Object) - dal nastro per pacco regalo alla catenella di bigiotteria alla cartucciera con fondine - da allacciare sopra maglioni giacche magliette canottierone sottovesti tute spaziali eccetera è uno dei più gettonati must malvestiti: è così gettonata che c’ha addirittura un utilizzo trasversale, se la mette la bburinazza (lei) ma anche l’alta moda (lei) e la boho-chic (lei). […]
Febbraio 6th, 2008 @ 4:48 pm
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