E se milano is burning non vi basta, m’è arrivata da poco questa bella descrizione di un malvatipo che uriel, l’autore, chiama pseudomenagger milanese. Ah, e leggetevi anche cos’ha scritto sul blackberry, che è molto divertente (cos’è il blackberry? questa cosa qui).
Lo pseudomenagger milanese si distingue per i seguenti orrori:
- Camicia presa dal merovingio di Matrix: collo rigido come il mogano, alto, cravatta dello stesso colore (meglio scuro) della camicia, ottenendo un magnifico effetto-becchino poiché sono le 10 antimeridiane.
- In alternativa c’è il modello gialloblu: camicia azzurra più cravatta gialla, che unita alle scarpe nere ti dà quel senso di “doublefas”: la cravatta del colore che dovrebbe (a quell’ora del giorno) avere la scarpa, la camicia chiara come dovrebbe essere il vestito di mattina, il vestito scuro di mattina, come se la suocera potesse morire da un momento all’altro.
- La corameria è random: solo un 40% azzecca le combinazioni, e quindi le scarpe nere sono circa dello stesso colore della cintura, tanto poi ci pensa un orologio waterproof, bulletbroof e acidproof in acciaio al molibdeno blindato (con il cronometro sportivo, of course) a rovinare il tutto. Nessuna camicia potrà mai contenere un simile Big Ben da polso, che trasforma il polsino in un vile ammasso di lamiere contorte.
- Tutti i bottoni sono nelle asole, anche perché d’estate senza guarnizioni uscirebbe del vapore dal collo.
- I gemelli da polsino, questi sconosciuti.
- La borsa da laptop è rigorosamente in pelle, ovvero è una borsa da medico. Si sente male una signora, lo chiamano, e si scopre che lui vende mozzarelle per la Galbani.
- La barba è fatta col rasoio elettrico, che funzionerebbe discretamente se usato la sera, quando la pelle è tesa. Usato al mattino, quando la pelle è gonfia, trasforma la barba in un pigmento grigio metallico che colora la pelle del viso. Dopo le 10.30 l’effetto rasatura è scomparso.
- Il capello più che ingelatinato è rinforzato col calcestruzzo. Il gel, unito al sebo della pelle, fa sì che la sera il nostro paramanager abbia dei chiodi neri piantati su una cute bianchiccia e lucida.
- Non può mancare, avvitato all’orecchio, un auricolare bluetooth, con il quale non può mancare di edurre tutto l’eurostar di quell’ordinativo di trentamilaeuro che la coop di casalecchio deve fargli, solo di mozzarelle.
di Betty Moore
Collezione: chiacchiericci vari, mailvestite, maschioni
primaaaaaa
Maggio 27th, 2007 @ 2:25 pm
finalmente sul podio!!! non c’ero mia riuscita!
Maggio 27th, 2007 @ 2:27 pm
ehm… mai riuscita!
Maggio 27th, 2007 @ 2:28 pm
Acc, mi hai fregato per un soffio!! Mi sono quasi sentita lì lì per urlare PRIMAAA in faccia a chi bacchetta questa usanza.. E invece dirò che non sono arrivata prima perchè il post era troppo divertente per non leggerlo subito!! Grazie Uriel!
Maggio 27th, 2007 @ 2:28 pm
Uh signur qui a Roma sono così gli agenti immobiliari!
quinta??????
Maggio 27th, 2007 @ 2:42 pm
Acc..di nuovo sesta!ma come siamo kidult…ahahah
Maggio 27th, 2007 @ 2:46 pm
Ne ho beccato uno l’altro giorno sul tav, prima classe. Il tipo era più regimental che altro (con inevitabile cravatta gialloblu, e che palle) e impeccabilmente malrasato. Alle farneticanti trattative riguardanti il biscnisse (”non ci siamo con il business plan! Qui finisce tutto a p%tt@n&! Quei c0gl!0n! degli americani!”) inframezzava imperiosi ordini insindacabili all’assistente personale (povera, ammutolita, scialba creatura in tailleur pantalone nero d’ordinanza, con il sandaletto mezzo tacco a metà fra la suora e la maestra montessoriana), fra i quali figurava anche “e mi raccomando, dopo mi telefoni alla nonna che altrimenti non si ricorda che stasera abbiamo la cena dei lions, c*zz0. Urli, che quella deficiente altrimenti non la sente!” (urlando a sua volta come un pazzo, ovviamente). Che bello. Un vero Brianzol Psycho.
Maggio 27th, 2007 @ 3:02 pm
ls, che dire, un esemplare davvero terrificante… Si spiegano molte cose del giorno d’oggi, se sono questi i manager che ci ritroviamo!!!
Maggio 27th, 2007 @ 3:07 pm
magnifico! sono in top ten!
Maggio 27th, 2007 @ 3:14 pm
che bello il menagger di Uriel, e che bello anche il post sul blackberry… davvero molto interessante tutto il suo blog, del resto, me lo sto spulciando da un po’ (il dialogo platonico sul web due punto zero del suo ultimo post è illuminante :P)
Maggio 27th, 2007 @ 3:46 pm
buuuuaaahahahahahaha però manca il disegno esplicativo!e non è stato citato il mezzo di trasporto usato solitamente dallo pseudomanagger milanese…il suv! un auto gigante che non gli serve a nulla visto che tutti i suoi “attrezzi da lavoro” stanno della borsa (gucci made in eritrea ovviamente) ma fà tanto “io sto un gradino o due + sù,plebei!” che poi vorrei sapere come cavolo fanno a parcheggiare? io e la mia amica il sabato sera non troviamo un buco x una 106 e loro riescono a piazzare il loro yacht a 4ruote ovunque…misteri dell’universo…
Maggio 27th, 2007 @ 3:48 pm
Io qui così ci vedo solo “i rappresentanti” e quelli della Tecnocasa. Ma più che il suv, vedo varie Audi. Qualche volta ho notato anelli vistosi. Ma va detto che frequento tutt’altro ambiente.
Maggio 27th, 2007 @ 4:07 pm
@Alexis: col disegno sono una frana. Speravo in Betty. Quanto ai SUV, io vivo sull’appennino , dove nevica molto, e ti posso garantire che quella roba qui non ce l’ha nessuno. In pratica comprano dei fuoristrada che con 15 cm di neve escono di strada. Forse a Cortina gli spazzaneve puliscono alla perfezione, qui no, e quei badanagli metallici con le gomme troppo larghe e troppo lisce (e neanche termiche) servono zerto. La vecchia panda, con le sue ruote da 13 cm, va molto meglio. Giuro.
@Siminsen: io quegli elementi li incontro sull’eurostar: mi sforzo di non usare l’auto quando vado a Milano. Muoversi di 10 metri a Milano con l’auto significa 25 minuti, roba che vedi le vecchiette col carrellino della spesa che ti sorpassano spettinandoti i capelli da tanto che vanno piu’ veloci di te. Di solito uso treno e mezzi vari, al limite il taxi. E arrivo prima dei menaggerz, che vanno sempre in fretta e arrivano sempre in ritardo.
Uriel
Maggio 27th, 2007 @ 4:25 pm
mi riesce difficile fare disegni dalle malvasegnalazioni che mi arrivano, e anzi se una malvasegnalazione non c’ha il disegno allegato di solito neanche la pubblico. e questo uriel per dire che dovresti sentirti eccezionalmente onorato! :-)
(mi piace molto e chissene importa del disegno, non ne ha bisogno - ci volevo mettere questa foto qui, poi però ho cambiato idea)
Maggio 27th, 2007 @ 4:43 pm
@Uriel. Pffff(sospiro di sollievo)! Pensavo che ci lavorassi insieme e mi sono detta “povero cristo”.
In quanto ai SUV, vedessi la leggerezza con cui si adattano alle stradine medievali delle città umbre!
Concordo con Betty, riguardo al disegno: la descrizione è più che evocativa!
Maggio 27th, 2007 @ 4:47 pm
Oh, che poi se serve una foto di assatanato con blackberry e giugulare tesa per lo sforzo della trattativa lattiero-casearia, io posso sempre rubarla sul tav.
@sim: mogliera, non è che poi vuoi divorziare se ti confesso che lavoro (anche) per chi scrive l’os mirato a fare le scarpe a blackberry? (fiuu. che giro di parole per non nominare direttamente la fonte di tutti i mali del mondo)
Maggio 27th, 2007 @ 6:26 pm
comunque milano is burning è geniale.
Maggio 27th, 2007 @ 6:27 pm
p.s. la guardia forestale altoatesina vanta un parco di panda 4×4 perfettamente funzionale ed efficiente. E siccome ’ste panda io le ho viste con i miei occhi affrontare situazioni tipo bufera con 50 cm di neve per terra, significa proprio che i suv sono stati progettati appositamente per le signore che vanno dal prestinaio a milano e permettere loro di parcheggiare più agevolmente in doppia fila e quindi bloccare il tram. Anche perché il sedile di pelle, secondo me, dopo due o tre volte che sali in macchina rivestito di resina di pino-fango-olio motore eccetera, un po’ ne risente.
Maggio 27th, 2007 @ 6:30 pm
@ls. Naaa! Non divorzio, tranquilla: non abbiamo ancora inaugurato il lenzuolino! E comunque, per gli pseudomenaggers: in dubio, pro reo. Fino a prova contraria sono tutte brave persone, sia chiaro. Io, purtroppo non so parlare né il didattichese degli insegnanti (quando dicono “modulo” penso al LEM), né maneggio il lessico tecnico-finanziario, spesso fiorito di curiose pronunce dell’inglese, per cui davanti a questi tipi mi viene spontaneo il “grazie, non mi serve niente”!
Maggio 27th, 2007 @ 6:47 pm
divertentissimo questo pezzo di Uriel, rende perfettamente l’idea! :)
Maggio 27th, 2007 @ 7:15 pm
Confermo, confermo tutto!
Volevo parlare anche io di questa canzone su Milano, ma per pigrizia sto continuando a rimandare.
Maggio 27th, 2007 @ 7:24 pm
Orgoglisa di aver introdotto il tema Frangetta nei commenti del post precedente!
Maggio 27th, 2007 @ 8:18 pm
Quale categoria di persona incarna meglio dello pseudomenager l’eterno dilemma “vorrei ma non posso”? Fanno di tutto (sbagliando) per darsi un tono e gli basta davvero fare i rappresentanti di mozzarelle per credersi i nuovi Tronchetti-Provera, anche se il prodotto che meglio riescono a piazzare spesso è proprio la loro cafoneria.
Maggio 27th, 2007 @ 9:15 pm
Quale categoria di persona incarna meglio dello pseudomenager l’eterno dilemma “vorrei ma non posso”? Fanno di tutto (sbagliando) per darsi un tono e gli basta davvero fare i rappresentanti di mozzarelle per credersi i nuovi Tronchetti-Provera, anche se il prodotto che meglio riescono a piazzare spesso è proprio la loro cafonaggine.
Maggio 27th, 2007 @ 9:16 pm
scusate, non volendo ho scritto due volte lo stesso messaggio, ma in effetti credo che “cafonaggine” sia più corretto di “cafoneria”. Sono un pò pignola, sorry! :-)
Maggio 27th, 2007 @ 9:18 pm
Sto blackberry è una piaga biblica: non è un cellulare, non è un palmare, non è un pc…ma che cavolo è allora??? Una mia amica assolutamente impedita anche solo nell’uso normale e quotidiano del cellulare ha deciso di prendersi il balckberry “xchè fa figo, cosmopolitan dice che che un must e io DEVO averlo”… ora coccola il cellulare e ha speso più per le cover protettive in silicone che per l’acquisto del famigerato strumento!
Maggio 28th, 2007 @ 12:31 am
Vorrei spezzare una lancia a favore del Blackberry, ho lavorato su uno per un pò di tempo e quando l’ho dovuto restituire mi si è spezzato il cuore. Certo, non è facile da usare, ma non è una piaga bibilica. Alcuni lo considerano un accessorio, tutto qui, e quindi come qualsiasi accessorio tutto dipende da come si porta e come si usa, e questo vale per tutti gli oggetti tecnologici. Non avete idea di quante persone che non sono riuscite a superare psicologicamente indenni il passaggio dal telefono di casa col disco per i numeri a quello per la tastiera si vadano a comprare chissà quali gioiellini di tecnologia perchè fa figo e poi non siano nemmeno in grado di accenderli, figurarsi di sfruttarli appieno.
Maggio 28th, 2007 @ 9:06 am
Bè, è uguale al neoproletario descritto da Tommaso Labranca in “Neoproletariato”, appunto. Questo pseudo-manager, in genere è un agente immobiliare…manca solo la descrizione del cravattone ENORME d’ordinanza.
Maggio 28th, 2007 @ 11:12 am
Hahahaha maledettamente geniale, per fortuna qui a Bologna se ne vedono pochi di esauriti del genere…però quei pochi sono davvero uguali…anzi forse peggio dato che tutti quelli che ho visto dimostravano chiarissimi segni da abuso/dipendenza/effetto di coca…ed effettivamente manca la polverina nella descrizione di Uriel…
Invece invece mi ha dato da pensare il fatto dei gemelli da polso…io li adoro ma essendo uno studente universitario non ho occasione di metterli e non l’avrò salvo matrimoni/ funerali fino al giorno della laurea, quindi, non è che esageri un po con il “vestirsi bene”?
Sull’orologio-panzer invee sono pienamente daccordo dato che io odio qualsiasi cosa al polso e giro tutt’ora con un orologio da taschino…ahhh che figata…(si un po mi piace spandere me**a facendo vedere che “io sono originale” hihihi…)
Maggio 28th, 2007 @ 11:34 am
ahahaha! qua nella mia città uno così, uguale identico (agente immobiliare) si è candidato alle elezioni comunali. Faceva anche il PR x le discoteche. Durante la campagna elettorale ha regalato emozioni!
X ora non vi dico nome e città perchè i seggi sono ancora aperti e qualcuno potrebbe avere la tentazione di votarlo! Comunque ha dichiarato ad un giornale locale che si è riprodotto togliendosi ore di sonno preziose e che legge Platone sul water.
Maggio 28th, 2007 @ 12:46 pm
—
l’avrò salvo matrimoni/ funerali fino al giorno della laurea, quindi, non è che esageri un po con il “vestirsi bene”?
—
No, non esagero. Mi spiego: se un giorno decidi di essere elegante, non e’ che siccome sei un uomo basta qualsiasi vestito con giacca+cravatta. Alcune regole di base, per essere “eleganti” e non solo “in giacca e cravatta” ci sono.
altrimenti sembri un becchino-manager milanese.
Avere una corameria decente , mettere vestiti (e scarpe) scure solo nelle occasioni ove sia richiesto anziche’ sembrare becchini, sono regole di base, non e’ una sofisticazione bestiale.
Sui polsini: mi spiace, ma con un gessato se non metti i polsini stai facendo un mac burgher col caviale. Cioe’ scegli un colpo d’occhio “classico ” mettendo un gessato e poi ti fermi sul piu’ bello. Col gessato, i polsini. E le scarpe di vernice. Grazie. :P
Se vuoi un orologio da taschino, allora ti serve un doppio petto. Nelle tasche dei pantaloni sembri un ferroviere.
In realta’ questo modo di vestire e’ derivato dai cosiddetti “dress code” in voga nelle Tier-1. Siccome gli impiegati non hanno moltissimo gusto, le aziende impongono un vestito. Per non scoprire quanti colori possono venire abbinati male, fanno un vestito nero per tutti.
Ma i dress code non valgono per i top manager: loro, si presume che sappiano vestirsi.
Uriel
P.S: ho avuto una madre scassacoglioni in maniera assurda. Ti assicuro che queste sono solo regole “di base”. Rompeva cosi’ tanto che per ribellione ho passato l’adolescenza vestito come i Motley Crue. Poi ho capito che aveva ragione lei.
Maggio 28th, 2007 @ 2:04 pm
ahahah troppo divertente [e vero!]!
V.
Maggio 28th, 2007 @ 2:18 pm
Oh, Uriel, anche io ho avuto un madre che ci teneva un monte a tutte le regole del ben vestire. E pure io nell’adolescenza (e anche dopo)ho avuto qualche mise ardita, ma ora mi compiaccio di essere donna elegante e benvestita. Grazie a Iddio.
Maggio 29th, 2007 @ 10:49 am
ma che minchia è la corameria?
Giugno 1st, 2007 @ 1:52 am
“mi spiace, ma con un gessato se non metti i polsini stai facendo un mac burgher col caviale.”
cristo, sta frase si commenta da sola.seconda me da piccola ti stupravano in gruppo (in modo molto elegante però)
Giugno 1st, 2007 @ 1:54 am
(i motley crue ti stupravano però in gessato coi polsini)
Giugno 1st, 2007 @ 1:56 am
corameria: accessori di pelle e cuoio. Scarpe, cintura, cinturino dell’orologio.
Non credo i motley crue abbiano mai messo un gessato. Forse bisognerebbe chiedere a Pamela Anderson che li conosce bene.
Per quanto riguarda lo stupro, appena rinasco donna ti so dire. Per ora stuprarmi e’ difficile il giusto.
Uriel
Giugno 2nd, 2007 @ 10:01 pm
Ma che merda di sito é?
Giugno 7th, 2007 @ 5:18 pm
Questo è un ottimo sito ,certa gente è proprio maleducata
Giugno 7th, 2007 @ 5:19 pm
[…] Certo le si potrebbe obbiettare che quel nastro addominale (2 - munito di bottoncini) che la insacca per benino, forse, una qualche funzione di supporto ce l’ha; si potrebbe pure sindacare sulla certificazione biologica delle sue tettone: ma no, non vogliamo esser così malignamente puntigliosi. Piuttosto, io direi di soffermarci un pochino sulla straordinaria commistione socio-malvestita ad opera della camicetta: riesce infatti ad unire assieme a) la modaiolità tronistica delle manichette corte un po’ sbuffose e la strettoia fasciata in vita con b) qualcosa (la fantasia a righine, i bottoncini di plasticaccia) del grembiulone da lavoro delle cameriera d’albergo con c) la camicia inamidata dalle estremità rigide ed imponenti di un colletto bianco (il cui animale domestico evidentemente - ah, l’esotismo di certi menagger! - è un grizzlie infuriato e manesco). […]
Luglio 4th, 2007 @ 5:46 pm
…ed eccomi finalmente al primo post su questo blog spettacolare…che tra le altre cose mi sta creando dipendenza nella vita quotidiana…ogni volta che incontro e vedo ragazze in giro mi vien da pensare se corrispondano a qualche malva descritta qui…
…ma tornando allo pseudomanagger milanese, premesso che ce ne sono davvero tanti di questo tipo…che magari mangiano pane e cipolla ma devono vestirsi firmati assolutamente…la descrizione mi pare si adatti più ad un rappresentante o agente di commercio che ad un manager (magari è manager di se stesso o forse della propria agenzia…mah). Secondo me il punto debole di questi tizi è il tacco della scarpa…alle volte ci vedi le zolle di terra non pulite attaccato… :)
Luglio 6th, 2007 @ 11:18 am
[…] Milano da buttare Torna il dibattito su quale città, tra Milano e Torino, corra più veloce sulla strada della civiltà e dell’innovazione. In questi giorni a Milano ci sono state due passerelle. Quella della moda, con polemiche su l’anoressia e certe croniste che inneggiano al garbo delle p.r. women, tutte cellulare le eroine del superfluo. Seconda passerella. In Viale Abruzzi(non periferica) monta la protesta degli abitanti contro i viados, leziosamente chiamati “cerbiatti”. Fino all’alba grida, sesso sulle auto, defecazioni e vetri rotti sui marciapiedi, coltellamenti, smercio di droga. La polizia è intervenuta con posti di blocco. Niente da fare. Un partigiano della supremazia meneghina parla di “Rinascimento”. Prima di ricorrere a paroloni, si tolga – please – la giacchetta dello stilista più in voga e cammini in strada, non solo sulla moquette. […]
Ottobre 1st, 2007 @ 4:22 pm
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote> <em> <i> <strike> <strong>