Gli ultimi due giorni ho lungamente meditato (sì, se vi stavate chiedendo che fine avevo fatto: meditavo) e sono giunta alla conclusione che questo blog non rende giustizia a quelle malvestite che io amorevolmente chiamo fricchettone.
E’ un peccato, perché davvero hanno un posto speciale nel mio cuoricino: il problema vero, accidenti, è che sono tutte molto troppo simili l’una all’altra, gli stessi colori, gli stessi vestitacci da due soldi, le stesse ciclopiche borsone, gli stessi accessori da bancarella finto-tibetana (il venditore è un cinese di civitavecchia - da due generazioni), gli stessi argomenti (in questo periodo tirano un sacco i concerti de musica cioè una cifra oh pe’ gnente mainstrimme), la stessa aria di compiacimento idiota. Così, alla fine, rischiano di annoiare.
E però, appena m’è sfilata davanti la malva #270, un’epifania! Ho subito realizzato che esiste una variante del malvestitismo fricchettone - anche piuttosto diffuso - a cui non ho mai accennato. E’ la variante del fricchetonismo per così dire chic, il fricchettonismo bbene, quello per intenderci che, se avete passato il secolo di età, fa di voi degli emuli di Marta Marzotto.
Si tratta dunque di una rivisitazione della classica Arte Povera in chiave sedicentemente più elegante e ricercata, più matura. E’, per esempio, il malvestitismo tipico di tante simpatiche giornaliste e similiari (o più in generale ex laureate in scienze umanistiche) che hanno superato da un pezzo la fase della più spensierata giovinezza fricchettona e si sono riciclate così, non tradendo del tutto i vecchi ideali cioè oh della emancipazione cioè oh della libertà oh e quel vecchio sogno giovanile del viaggio in sudamerica con Coelho in saccoccia (eeeeh i vecchi tempi del peyote - oggi, be’, ogni tanto si fanno ancora una cannetta, brrrrivido!).
Guardate qua. I vestiti larghi e sbracaloni, paradigmatici dello stile arte povera, come sono trasformati attraverso il semplice utilizzo di un sobrissimo nero (anziché i soliti classici colori caccola e vomitino), in accoppiata tunica-pantaloni (1), e il taglio maliziosamente asimmetrico della tunica, con una spalla fuori e una propaggine puntuta (2) che le scodinzola dietro. Altrettanto si può dire della cintura simil-etnica (3), formata da un fascio di spaghetti scotti annodati (no, in verità è uno spago da arrosto, perfettamente in tema, stiamo pur sempre parlando di una deriva dell’Arte Povera), che al centro ha questo meraviglioso medaglione d’argento finemente intarsiato, raffinatissimo!
Se volete trarne alcune regole generali, be’, eccole: meno sporcizia, meno trasandatezza stropicciata fine a se stessa, meno cosi che sembrano tirati fuori dai cestoni della caritas, meno tossicità estrema, meno campeggio tra le pozzanghere; e poi, accessori ingombranti e coloratissimi (i soliti, del resto, legnetti e sassetti vari) che sembrino per davvero acquistati a due lire in un paese del terzo mondo, tessuti più ariosi svolazzanti ed esotici (e puliti: puliti!) da signora ricca in crociera di lusso sul nilo, un’aria meno scocciata e ahò incazzata cor monno e più rilassata - ormai avete capito come va la vita - da ochetta giuliva (e però, oh, non meno impegnata: eeeh, ma l’Italia è il posto peggio eeeh guarda in Frangia le femmine c’hanno sette ministeri, eeeeh femmine eeeeh femmine).
Ci sarebbe magari un tantino da obbiettare sulle scarpe e sulla borsa, che rivelano chiaramente l’età ancora ben lontana dai venerandi millenni marzotteschi della nostra povera malva. Le converse all star (4) sono imperdonabili, nonostante siano un modello di quelli già un po’ lisi e rovinati: capisco che ci si voglia dare un tocco da “oh c’avrò pure trentanni ma oh so’ una oh che non ci sta alle convenzione sociali”, ma qualcuno dovrebbe spiegargli che no, le converse ormai ce l’hanno tutti, altro che convenzioni sociali. La borsa (5), in effetti, è una di quelle solite enormi saccone mosce (le arriva a metà polpaccio!) a bande orizzontali variopinte, dal sapore vagamente indianeggiante: certo è impreziosita da lustrini luccicosi e piccoli strass, ma non basta, troppo poco chic pure quella.
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I miei vanno a periodi… ma di solito ne ho sempre uno sulla testa.
Commento #201 di PamMio fratello ha portato un micio meticcio italiano a Oslo, dove ha un altro gatto, norvegese doc. È incredibile come questi due animaletti rispecchino vizi e virtù dei rispettivi popoli di appartenenza: socievole, caciarone, ladruncolo, ruffiano, espansivo, vivace l’italiano e algido, distaccato, corretto, discreto e dignitoso il norvegese. E comunque, adorabili entrambi.
Commento #202 di SiminsenAnch’io c’ho il gatto norvegese, in realtà è mezzo norv, mezzo randagio. La cosa strana è che a lui piace essere preso a sculacciate, è un norvegese masochista
Commento #203 di Silvionaè impressionante, simisen…. non avrei mai pensato a una cosa del genere! E magari… non è che il gatto norvegese ha gli occhi azzurri e la pelliccia bionda? e il gatto italiano è piccolo e nero come uno scugnizzo?! HIHIHIHI!!! Chissà com’è un gatto spagnolo… snello come un torero, galante con le femmine, con occhioni come carboni accesi?!
Commento #204 di MichelaVorrei far notare che la maggior parte di questa gente che si veste così, non ha una lira, non si sente nessuno e si veste così “male” almeno per darsi un tono e sentirsi qualcuno.
Quindi sarebbero da compatire
Un punto di vista
Ciao
Commento #205 di Luisella@Michela. Il caso vuole che il gatto italiano sia bianco e rosso e il norvegese nero e bianco. No, il fenotipo non è quello tipico mediterraneo e scandinavo, ma le differenze di carattere sono marcatissime, direi strabilianti. Ah, pare anche che i gatti miagolino in dialetti diversi. Poi, non so se i gatti francesi miagolino con la erre gutturale o se i tedeschi aspirino il “ch” quando chiedono le croc-ch-ette!
Commento #206 di SiminsenSono fermamente convinta che i gatti vadano al di là delle lingue, sono telepati e sanno cosa pensano i loro umani prima ancora che questi lo sappiano. Idem per il miagolio, loro lo fanno percepire in lingue diverse a seconda delle persone con cui hanno a che fare (visto che noi umani non siamo evoluti). Ovviamente non esistono studi in merito nè potranno essere mai fatti, perchè esiste una Federazione Felina il cui scopo principale è mantenere la segretezza, altrimenti potrebbero essere sfruttati dai servizi come spie. :-)
Commento #207 di Pam@Pam. I Cats in Black! Agiscono per preservare l’intelligenza felina dalla idiote contaminazioni umane e per lo sviluppo planetario della telepatia gattica.
Commento #208 di SiminsenSiminsen Scusa, ho scritto male il nome, mi sono persa un pezzo… desolata e mortificata…
Commento #210 di Pam@Pam. La gattina siamese di una conoscente una notte ha iniziato a miagolare insistentemente, fino a svegliarla. Quando lei si è alzata ha sentito puzza di bruciato: forse un corto circuito, ma vicino ai fornelli qualcosa stava bruciando. Ha evitato il peggio.
Commento #211 di SiminsenE poi ci sono umani che sostengono la non intelligenza dei gatti.
Commento #212 di PamI siamesi sono i gatti più intelligenti.
Nelson detestava il mio ex marito, una volta gli è persino saltato addosso….. gli avessi dato retta! ;-P
si`, ma come mai ci sono piu` di 200 commenti per questa qui?
Commento #214 di IdraelenSo che una donna dello spettacolo di una certa notorietà, da ragazza tentò il suicidio in casa propria, a pochi metri dalla mamma. Prese un flacone di pillole. Il gatto di casa, vedendola in preda a un sonno innaturale, andò a chiamare la mamma miagolando disperatamente e correndo, poi, verso la stanza della padroncina. Così la salvarono.
Commento #215 di seta neraCara Siminsen ma visto il nome e le tue connessioni nordiche, sei norvegese? O danese?
Io sono cresciuta in nord europa…
@barbara. Sono italiana, ma ho mezza famiglia che vive ad Oslo -per cui la considero la mia città madrina- e amici anche in Danimarca (Fyn). Tu, dove sei cresciuta?
Commento #217 di SiminsenAltro episodio alla James Herriot(che sia felice, dovunque si trovi ora!): ho un’amica che vive in campagna. Nella sua aia circola una gatta, che lei sfama. La gatta aveva recentemente partorito tre micini e li allattava vicino ad un vecchio pagliaio, ma i contadini hanno disfatto il pagliaio e i micini sono spariti. La mia amica ha pensato che i contadini li avessero uccisi, e ci soffriva. Una dozzina di giorni dopo, ha trovato la gatta sull’aia che miagolava ripetutamente e faceva l’atto di dirigersi da qualche parte. La mia amica l’ha seguita e la gatta l’ha condotta in un posto nascosto, al riparo della tettoia di una rimessa per gli attrezzi. E lì c’erano i tre micini, vispi e cresciutelli. Quando me l’ha raccontato, la mia amica piangeva.
Commento #218 di Siminsenche meravigliaaaaa…. io su un libro di medicina veterinaria ho trovato l’episodio (che illustrava la reattività delle gatte madri) di una gatta che aveva nascosto i cuccioli in una legnaia. Ci venne a rovistare un orso, di quelli che si avvicinano troppo alle case per rubare un pò di cibo: e la gatta attaccò l’orso!!! e lo fece scappare! (anch’io ho letto “creature grandi e piccole”, “cose sagge e meravigliose” ecc. dell’adorabile dott. Herriot).
Commento #219 di seta nerale mie gatte da giardino (dovete sapere ke ho gruppi separati di animali tra interno casa e fuori giardino) hanno da poco partorito e questi giorni stanno addestrando i loro cuccioli alla caccia alla lucertola..povere lucertoline!!
ma guardarli vi giuro e’ uno spasso!
Ciao Siminsen,
sono cresciuta in Finlandia tra Helsinki e Turku…
Commento #221 di barbaraquella che ho potuto ammirare frequenta economia…adora ancora i pantaloni a zampa, anzi quelli larghi larghi che finiscono ancora più larghi, meglio se di velluto, perchè lei è alternativa…
canottierine simil camicia, senza reggiseno….(anche senza seno)
gonne lunghe lunghissime che toccano per terra e che somigliano a quelle di una maganò-megera!(qnd vuole fare l’elegante)
capelli rasati o estremamente corti, e la simpatica abitudine di leccare il culo al professore a ogni fine lezione….naturalmente evitando di fare domande intelligenti o che chiedessero cose effettivamente difficili da capire…
circondata da maschi carucci, le ipotesi sono tante a qst punto:
-gli passava gli appunti, studiava per loro…
-è una spacciatrice….?
-?????????
Sim, Seta, viste le vostre inclinazioni e letture, ovviamente anche per voi Gerald Durrel fa parte dell’iperuranio degli uomini da adorare subito senza se e senza ma, vero?
Commento #223 di ls@ls. Perché, non sono adorabili, il vet scozzese, la famiglia di Durrell e Konrad Lorenz a bagno con le papere? Ma i migliori se ne vanno, si sa!
Commento #224 di Siminsen@barbara. Negli aeroporti nordici cerco sempre il liquore “Lakka”: mi piace il frutto (in Norvegia lo chiamano “molter”, la “o” si legge “u”) così come lo disegnano e lo fotografano, perché dal vivo non l’ho mai visto. E ho un debole per la porcellana Arabia biancolatte, “pastosa” ed essenziale.
Commento #225 di SiminsenSicuramente G. Durrel è uno scrittore adorabile e di grande umorismo, come Herriot, ma per me Konrad Lorenz è un gradino più su, il prossimo anno saranno vent’anni che è andato in Cielo. Si, perchè anche se sono atea penso che ci sia un Paradiso per uomini come loro, e anche per creature come l’Ochetta Martina (di Lorenz) et similia. (mi ha colpito la descrizione della porcellana Arabia, devo informarmi…. aborrisco le porcellane tipo Limoges cariche di fiorellini)
Commento #226 di seta neraodio le porcellane di ogni genere…invece e’ troppo forte la curiosita’ di sapere ki e’ l’ochetta Martina.
Commento #227 di paolae a proposito di libri adorabili…ma il Piccolo Principe? un capolavoro,secondo me,il mio libro preferito..l’ho letto innumerevoli volte e non ha mai finito di emozionarmi.
Commento #228 di paola@seta nera. Guarda sul sito “www.arabia.fi”. Le linee che preferisco sono “Lumi” e Arctica”: neanch’io amo i fronzoli, né la porcellana in genere, ma questi oggetti hanno una linea pulita, con quel quid che li fa sembrare subito utili e allo stesso tempo, eleganti senza la pretenziosità e la leziosità di tanta porcellana internazionale. Più passa il tempo più mi attira il “nordico”
Certo che c’è il Paradiso dei Lorenz e compagnia con i loro animali! E c’è anche Saint-Exupéry! Guai se così non fosse!
@ls @seta nera. Non sono d’accordo: Lorenz, Herriot e Durrell non sono scrittori, hanno obiettivi diversi, svolgono professioni diverse. Herriot curava gli animali ancora prima dell’avvento della penicillina, Durrell è un naturalista e, dei tre, forse il miglior scrittore, Lorenz è etologo…no, proprio non riesco a fare una classifiaca.
Commento #231 di Siminsensi ma Il Piccolo Principe? lo so non c’entra nulla ma mi piace troppo!
Commento #232 di paolaInfatti, mogliera, non sono paragonabili. Il mio intento classificatorio mirava a sistematizzare la simpatia, non la competenza. In simpatia per i miei gusti vince Durrell. In competenza, nessuno dei tre: pari merito.
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Commento #238 di Skrezelquanto siete acide, mi sto facendo certe risate
:D :D :D
Commento #239 di Anonimosarcasmo a parte. ma tu come ti vesti?
a leggere il tuo blog si dovrebbe andare in giro nudi, e si avvicina l’autunno…. °_°
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Pingback #241 di le Malvestite » Blog Archive » Malvestita #290 - Malvestita Feltrinelli[...] Prendete la frangetta (1): la si usa per nascondere la veneziana di segnacci orizzontali che ad ogni minimo movimento di sopracciglia ti fa su e giù sulla fronte. Semplice no? La bocca invece va stretta e protesa in avanti, così che si stirano per benino le rughe cosiddette muso-da-scimmia (ma sì, è quella posizione da bacetto schifato che sta sempre là stampata sul faccino di Eva Braun). La sciarpetta (2) arrotolata serve ad occultare gli strati geologici del collo e il cedimento strutturale della fu - bei tempi - pappagorgia (ormai ridotta ad un moscissimo blob ectoplasmatico). L’abbigliamento, ispirato ad uno chic-fricchettonismo largo e cascante (v. i pantaloni - 3 - tipici del genere), contiene e mimetizza il crollo catastrofico di tette, popò, braccia, rotolini e celluliti varie (lo scialle etnico legato in vita - 4 - attualissimo, confonde ulteriormente le acque). Il trucco poi - fondamentale - ricalcato su quel genere di restauro edilizio che è insegnato una settima sì e l’altra pure sulle pagine delle riviste femminili (”più giovane in 10 mosse!” - “sharon stone splendida quarantenne: truccati come lei!”), stratagemmi scientificamente avanzatissimi tra i quali troviamo la solita parure di correttori in venti nuances per nascondere occhiaie, borse e couperose, lucida-inturgidalabbra, phard e ombretti che creano ombre e punti luce altrimenti inesistenti (e che - attenzione! - se mal disposti, possono creare paradossi ottici capaci di portare alla pazzia). [...]
Pingback #242 di le Malvestite » Blog Archive » Malvestita #291ahahah!blog simpatico.Fortunatamente non mi riconosco in nessuna malvestita(anche se ci casco anche io a volte!),forse in questa.
Pantaloni larghi?s,decisamente comodi per chi corre appresso all’autobus(e quelli di roma son particolarmente indicati per fare jogging) e senza fiato crolla su uno scalino sperduto.
MAglioni e tuniche della nonna:si ma è passato il periodo del ‘midevonascondere’,qualcosa di meno enorme è piu gradito.
PEr il vestire equo e solidale:se l emie tasche lo permettessero volentieri.Se si han i soldi perche non dare una mano che non sia solo carità?
Per l’ignoranza delle finte no global: ahahah è vero è vero,ma dove non dilaga?(l’umiltà invece va via via perdendosi).
Vi parlo da stereotipo,ho adirittura i dreadlocks:)
forse sarebbe meglio guardare al di là delmalvestire o no?
sei solo una stupida figlia di papà che non capisce un cazzo della vita non capisci il senzo sociale della ribbellione in ogni sua forma
tu sei solo una snob che cerca di imitare le troie che si fanno trombare pur di diventare famose ,come paris hilton piena solo di niente
ti cerchi di creare un’immaggine politicamente corretta solo per farti accettare dal tuo ambiente stupido che crede solo nell’apparenza
la assistente del mio prof di resturo recava al collo una mini urna bucherellata piena di incenso, che respirato alle 8 del mattino poteva farti svenire, naturalmente dopo aver vomitato la colazione
Commento #245 di SA!!!!
Ma guarda un po’ chi ci trovo qua? :)))
la mia ragazza, con tutti i suoi accessori, espressione, passo :) e con la mia borsa!!! (in cui pero’ anche le strisce messe rosa sono una tonalita’ diversa di verde)
gli anelli non li usa, ma nel disegno le stanno bene!
mi ci vorra’ un po’ per leggere tutti i commenti, ma intanto posso affermare che in camera non ha nessun poster di nek e che al tempo del disegno (o del primo commento comunque) aveva poco piu’ di vent’anni, non trenta :)
Complimenti per il sito, anche se per la mia inettitudine nel vestire e nell’igene mi sento spesso chiamato in causa, non posso che dire bellissimo!
Commento #247 di pangonQuesta sono io Betty, e se non l’hai vista a Pisa a Lucca o a Firenze devo essere venuta a trovarti in sogno, o hai avuto un’allucinazione e mi hai visto in un altro posto. Ma questa sono io.
La stessa cintura, la stessa maglia, gli stessi pantaloni…e le converse rosse, per non parlare della collana!Sono esattamente io un paio di anni fa… non mi tornano gli anelli che non sono mai riuscita a portare…Quella borsa poi è sicuramente quella del mio ragazzo,spiccicata! che impressione ho la pelle d’oca.
Comunque io non sono una figlia di papà,i miei sono semplici impiegati statali e se siete un minimo informate,dovreste sapere che se la passano peggio di chi fa il meccanico o vende frutta al mercato, detesto nek e all’epoca dovevo avere un 23 anni…
Non ho mai riso così tanto…ah ah ah
ah ho dimenticato la cosa più importante:coelho mi fa veramente cagare!!!!
ma proprio tanto tanto tanto tanto…
scusate se continuo a postare come un’ossessa, ma ancora mi sento sconvolta(perchè questa sono io, ma proprio io, non nel senso che mi ci rispecchio, ma nel senso che questa è una mia fotografia e ritrae me nello specifico).
Ho letto con attenzione tutti i commenti e sinceramente alcuni mi turbano non poco.
Cazzolina, ma le mie sembianze esteriori scatenano tutti questi dibattiti??
Essendo emotivamente coinvolta non posso fare a meno di propinarvi alcune pallosissime precisazioni di cui fareste volentieri a meno.
1)come ho già detto non sono una figlia di papà, i miei sono impiegati non imprenditori o chirurghi o avvocati.
2) se davvero la tipa qui rappresentata sono io,Betty ha dei poteri paranormali.”accessori ingombranti e coloratissimi (i soliti, del resto, legnetti e sassetti vari) che sembrino per davvero acquistati a due lire in un paese del terzo mondo, tessuti più ariosi svolazzanti ed esotici (e puliti: puliti!) da signora ricca in crociera di lusso sul nilo”
Studio archeologia-e siccome sono brava- l’università statale( e non il paparino) mi paga circa un viaggio all’anno per andare a lavorare(campagne di scavo)in Medio Oriente, dove con meno di 100 euri faccio incetta di accessori “etnici”. Se tua suocera spende 700euro per una pashmina è solo una povera rincoglionita, al massimo un’idiota romanticona piena di soldi… ma non è certo il mio caso.
3)non ho mai fumato il peyote(o mangiato? non sò manco come si usa!)
4) questo blog è veramente carino e divertente, sinceramente non mi sento offesa, anzi ho riso tantissimo; mi sconvolgono però certi commenti di certe fondamentaliste-anti-freak, che non fanno della sottile ed elegante ironia, ma esprimono il loro odio e tutto il loro disgusto per una categoria che si autorappresentano esclusivamente mediante comodi stereotipi.
5) piuttosto che parlare di frikkettoni e non, si dovrebbe parlare di persone sane di mente e perfetti imbecilli: due categorie trasversali presenti in egual misura tra freak, puttini,persone che si vestono “normali”, gente di destra, di sinistra, di centro, di sopra, di sotto e di fuori.
6)maria de filippi e la sua ex moglie(costanzo) sono la più grande vergogna della televisione italiana.
Per quel che mi riguarda dovrebbero essere mandati in corea a cucire palloni di cuoio assieme a tutti i loro fun.
7) mi dispiace rovinarmi la festa, ma non mi sono mai definita una frikkettona, SONO UN’EX METALLARA IN BORGHESE.
La borsa infatti è del mio ragazzo: lui è un frikkettone doc, di quelli che non si lavano e puzzano virilmente di sudore PERCHE’ LAVORANO SODO.
ciao ciao
ebbrava renni!!!
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(mammamia che impressione!)
malva ,1,80 di statura e di dolcezza, puoi indossare quello che vuoi , sei sempre bella ,pulita: sei sepre te stessa.
Commento #252 di Anonimoma perchè mal vestita? è certamente un poco di invidia vi fa scrivere tutto questo!!!!
Commento #254 di AnonimoPagine: « 1 [2] Mostra tutti i commenti
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