Malvestita #288 – Cappello ergo sum

5 settembre 2007 /

malvestita panamaBe’, ce l’hanno menata e mica poco con questa storia del Panama (1): è stato col topless tra le più abusate ricorrenze (senza contare i soliti classiconi stagionali: dieta bikini, depilarsi l’inguine, cocktail dell’anno, ecc.) in tema di “cosa andrà di moda” nelle pagine di questa o quella rivista (lo so perché ne sfoglio sempre un sacco alla Carrefour, sono aggiornatissima). E nonostante in effetti non è che ne siano girati più del solito (lo stesso del resto dicasi per il topless: non una tetta in più dell’anno scorso), secondo me, però, un futuro ce l’ha sul serio, il Panama. E magari l’estate prossima, forse, chissà, vedremo.

Rimane indubbio il suo enorme potenziale malvestito: si sa che il capellaccio da uomo è da sempre utilizzato per donare alla malvestita (soprattutto se di categoria boho o anche friccheton-chic) un immediato e facile Tono, un po’ grazie a quell’aura di pretenziosa originalità, di anticonformismo spicciolo (parente stretto dell’effetto ottenibile tramite tutta quella serie di abiti ed accessori che contribuiscono a formare lo stile cosiddetto – da me, l’ho inventato cinque minuti fa mentre facevo pipì – Garçon-chic: bretelle, cravatte, gilet, pantaloni ascellari, completini in stile Annie Hall e robe del genere), ma anche perché (su donne o uomini, non fa differenza) il cappellaccio forma istantaneamente un’immagine alla Capello ergo sum, quell’aria da artistucolo di strada, un po’ nomade ma comunque intellettualmente attivo (forse per analogia con il tettuccio coi corvi di archimede pitagorico, boh), basta pensare a quanti noiosi ed inutili cantantucoli iperosannati lo usano apposta (non so, mi viene subito in mente la raucedine di Vinicio Capossela, che no, figurati, non se lo mette mica per la calvizie, avrebbero un buon 20% di recensioni positive in meno, senza il cappello).

Ma veniamo alla nostra malva. Da notare c’è la maglietta rossa trasparente (2), moscia e cascante come da stagione, con questo rosso velato che a dire il vero non fa proprio un bell’effetto, dà quasi l’idea di un effetto speciale home-made per rendere l’idea di una pelle scuoiata, il colorino è quello lì, avete presente le illustrazioni del corpo umano senza epidermide, tutto muscoli (oppure, se preferite un riferimento più colto, quel video musicale di tanto tanto tempo fa), che ci sia poi tanto mosciume, insomma, sembra che qualcuno abbia sbucciato la malva (ok, un paragrafetto un po’ troppo splatter, scusate).

Diamo un’occhiata anche alla borsa (4), credo fosse dell’Invicta, non lo so per certo (mi sono lasciata suggestionare dalle tipiche strisce invicta), di sicuro però era terribilmente brutta, sembrava abborracciata all’ultimo momento con i pezzi di scarto di una sdraio da spiaggia; ah e poi ci sono le ballerine (3): un vero capolavoro malvestito, basse e con la punta, che allungano il piede a dismisura, regalandoci tra l’altro una simpatica vista sull’incipit dei ditoni, così, giusto per non farci mancare niente (eh sì che gli sporchetti che si formano tra dito e dito sono molto sexy).

152 commenti

Primo, eh eh…

Commento #1 di klaus
settembre 5th, 2007 @ 12:03 am

Comunque il panama invece dell’ottimo Capossela mi rimanda troppo a quel cantante romano… come si chiama? Sì, dai, quello che entra in scena su un pianoforte bianco, poi ci appoggia sopra il cappello ed eleva obliqui peana ad una città italiana, ad una delle sue squadre di (scusate il termine) calcio e al suo imprescindibile raccordo/circonvallazione autostradale…

Commento #2 di klaus
settembre 5th, 2007 @ 12:09 am

Betty…ahi ahi ahi… e nessuna parola sul l’originalissimo pinocchietto bianco-simil leggings che MAI si è visto in questa estate 2007???

Commento #3 di robi
settembre 5th, 2007 @ 1:03 am

a me i cappelli piacciono anche se nn ne uso perchè mi provocano un terribile prurito sulla fronte

Commento #4 di femmefatale
settembre 5th, 2007 @ 2:00 am

mah, secondo me c’è de peggio.

Commento #5 di Mela
settembre 5th, 2007 @ 2:40 am

Capello o non Capello?!! Bel dilemma è una vita che vorrei comprare un panama o un borsalino ma non trovo mai il coraggio di farlo, per ora mi limito alla mia collezzioni di berretti tipo baseball, forse un pò troppo inflazionati in italia ma è una vita che li colleziono.

Commento #6 di Massimo
settembre 5th, 2007 @ 8:17 am

Borsalino è il Top, da sempre. certo bisogna starci bene, come per tutto il resto insomma anche se la gente, nella maggior parte dei casi, continua a buttarsi addosso roba a c****!
detto questo mi fa piacere che tu abbia citato Annie Hall (Io e Annie trad.) che tra l’altro è il vero nome di uno dei miei miti: Diane Keaton che proprio in quel film usò il suo guardaroba personale, secondo me fantastico PER LEI.
V.

Commento #7 di Vega
settembre 5th, 2007 @ 8:40 am

top ten per momo!
il trasparente su tutto non lo capisco e questa versione da tabula anatomica mi fa pure senso….brrrrr…

Commento #8 di momo
settembre 5th, 2007 @ 8:51 am

fortunatamente non posso portare i cappelli. primo perché non mi piacciono, secondo perché, è vero, fanno prudere la fronte, terzo perché non riesco a camminare. avete presente come reagiscono i gatti se gli mettete qualcosa sulle orecchie? che ne so, una molletta (piccola, sennò si fanno male). camminano tutti bassi, con la testa che rasenta il pavimento e gli occhi che cercano conferme. ecco, io col cappello faccio uguale. non che me ne vanti eh…

Commento #9 di tascabile
settembre 5th, 2007 @ 8:54 am

“avrebbero un buon 20% di recensioni positive in meno, senza il cappello” hahaha! tragicamente vero!
@klaus: esiste un’intera genia di cantanti con panama, potremmo fare un gioco ed elencarli tutti, arriveremmo almeno a 50.
“pantaloni ascellari” questa stagione ne vedremo delle belle http://www.alfemminile.com/mag/moda/d1941/s8110.html
dopo il buco nero avremo il nuovo tormentone dei fantozziani pantaloni-panciera.
“un paragrafetto un po’ troppo splatter” no, Betty, vogliamo più sangue! ;P
“che allungano il piede a dismisura” ma il simpatico fenomeno che si verifica con le scarpe a punta, che dopo i primi 4 utilizzi si sformano prendendo la forma del piede e rivelando così che il piede comincia solo 6-7 cm dopo la punta, assumendo una forma…mmmm… come dire… “a clistere”?

Commento #10 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 8:56 am

SaintJust: la forma a clistere.. :D

Commento #11 di Pam
settembre 5th, 2007 @ 9:22 am

Le malve napoletanoidi adorano i cappelli alviero martini o con cinturina Gucci,ma a loro i panama non piacciono,no,loro adorano quella foggia orrenda di cappello che si mettono i nonni quando vanno a pescare,i cappelli a “Bustina”,e in questo modo si guadagnano l’appellativo di “buuuuustina!”che da queste parti non è proprio un complimento…il Panama io lo trovo davvero fico,e soprattutto adoro Annie Hall,ma ti prego,non toccarmi il mio amore Vinicio:)

Commento #12 di Giulia
settembre 5th, 2007 @ 10:23 am

In generale adoro i cappelli e mi stanno bene, ma con un panama francamente non mi ci vedo…
Comunque, quando è necessario, sii pure splatter quanto vuoi Betty, di certo la visione reale di una delle malve che descrivi sarebbe moooolto peggio!

Commento #13 di Sparkling Girl
settembre 5th, 2007 @ 10:49 am

Finalmente una con le ballerine a punta!!! ;-)
Quelli sono leggings vero?
Andranno anche quest’autunno/inverno…

Commento #14 di kimmi
settembre 5th, 2007 @ 10:56 am

A proposito di buchi neri! Ieri al ristorante c’era una turista abbastanza agée con dei jeans che, più che un buco nero, lasciavano vedere un burrone!!! Da panico, assicuro! Ho anche fatto una foto, se trovo il modo ve la mostro…a dimostrazione che certe malvatendenze non hanno patria nè età!

Commento #15 di Mary
settembre 5th, 2007 @ 11:14 am

E’ proprio vero! quella borsa sembra proprio riciclata da una sdraio 0_0
I pinocchietti bianchi stanno bene se si é longilinee…e poi stanno bene davvero? bianchi? boh…a me non piacciono…..e neanche la blusetta con sotto SOLO il reggiseno….no,non mi piace….

Commento #16 di Vale
settembre 5th, 2007 @ 11:39 am

@Vega
Concordo con te, Diane Keaton è un simbolo di finezza: per favore Betty non ce la malvizzare così…….. non è da te!
Piuttosto la malva di turno mi ricorda tanto i cataloghi Denny Rose.

Commento #17 di annab
settembre 5th, 2007 @ 11:58 am

@SaintJust…aiuto! Ho aperto il tuo link..ed è un autenticon concentrato di idiozia! Praticamente ti descrivono la vita alta come l’unico sistema per avere fianchi stretti, vitino di vespa, forme in evidenza e…addirittura un portamente eretto e sensuale!!
Forse questo avviene se sei alta 1,80 e non hai neanche un grammo di muscolo/ciccetta sul popò…perchè in caso contrario…l’effetto crampo allo stomaco (io lavoro in ufficio e sto seduta per 8 ore di fila…non passo la mia giornata a sfilare!!) è garantito!
Tempi duri…

Commento #18 di Marika
settembre 5th, 2007 @ 12:14 pm

il panama non mi piace e basta, chiunque lo porti.

@SaintJust : mi sono abbastanza preparata all’invasione (vera o presunta) dell’orrenda e scomodissima vita alta : l’inverno scorso ho fatto scorta di pantaloni a vita bassa! Posso resistere per un bel pezzetto, fino a che qualcuno non avrà nuovamente l’idea geniale di riabbassarla per far spendere e spandere i consumatori (noi).
Quanto all’articolo, il passaggio che dice ” Con indumenti a vita alta si avrà un portamento più elegante: infatti bisogna stare ben dritte, con la pancia in dentro, per evitare che si vedano i temuti cuscinetti ” mi ha davvero dato ai nervi.
Propongo che il mentecatto/a conclamato che ha scritto questa schifezza se ne debba andare in giro per un mese con un bustino steccato dell’800 chiuso bello stretto. Così vedrà come si va in giro belli dritti e composti, con quel coso addosso.

Commento #19 di Dreamingkat
settembre 5th, 2007 @ 12:34 pm

Marika, Dreamingkat: sì, un bel bustino contenitivo ottocentesco, così vedrete che bel vitino da vespa, con spostamento degli organi interni annesso
http://www.mitopositano.it/storia_tessuti_moda.htm
“I canoni di bellezza della donna di quest’epoca, la
volevano esile, con il colorito pallidissimo, accentuato con polvere di
riso; il giro vita era quasi inesistente.
Pensate che le bambine di otto o nove anni, perché crescessero con il fisico
dettato dai canoni richiesti dalla moda vigente, erano sottoposte a vere e
proprie torture, ad esempio, per avere il famoso “vitino da vespa”, le madri
facevano sdraiare sul pavimento le loro figlie e tenendo un piede pressato
sulla spina dorsale stringevano sino all’inverosimile i lacci del busto,
limitando alcuni movimenti e impedendone altri, tutto ciò ovviamente,
provocava gravi danni al fisico, come problemi respiratori, danni
irreversibili agli organi interni e difficoltà nella procreazione.
Le ragazze pur di seguire questa moda, digiunavano e usavano sostanze per
dimagrire diventando anoressiche. Tutto ciò perché la visione che la società
voleva della donna era quella di una creatura fragile, debole, dipendente e
bisognosa di protezione.”

Commento #20 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 1:03 pm

mik sà…come dire….

volgare!

Commento #21 di Vale
settembre 5th, 2007 @ 1:23 pm

intendevo la blusa con il reggiseno sotto.
@ Saintj mio dio!!!!!! allucinante!!!!

Commento #22 di Vale
settembre 5th, 2007 @ 1:26 pm

SaintJust non per niente era l’epoca degli svenimenti…

Commento #23 di Pam
settembre 5th, 2007 @ 1:35 pm

Pam: hehe, infatti! :D

Commento #24 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 1:38 pm

mia sorella i pantaloni a vita alta li ha sempre definiti “pantaloni con il posto pancia”. che devo fare? il pieno di pantaloni a vita bassa prima che li ritirino tutti dal mercato?

Commento #25 di silva
settembre 5th, 2007 @ 1:43 pm

SaintJust: pensa a come cambiano le prospettive.. oggi una donna accorta gira con un preservativo in borsa, duecento anni fa girava con i sali per riprendersi. :-)

Commento #26 di Pam
settembre 5th, 2007 @ 1:43 pm

Pam: “oggi una donna accorta gira con un preservativo in borsa” eh, vecchia marpiona! ;D

Commento #27 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 1:52 pm

Ooops….io ho portato tutta l’estate il panama, e credevo – come dice Giulia più sopra- che fosse molto fico!!! L’ho fregato a mio fratello e abbiamo anche litigato per questo. Ma stava più bene a me che a lui!!!!! e ora scopro che è malvo portare il panama………

Commento #28 di michela
settembre 5th, 2007 @ 1:52 pm

SaintJust: beh, ma può servire in molti modi, ludici, a partire dal gavettone, e pratici, come contenitore, come guarnizione per un tubo che perde (e non ci volevo mettere il doppio senso)..

Commento #29 di Pam
settembre 5th, 2007 @ 2:04 pm

A parte che per me Vinicio Capossela e la sua raucedine non si toccano…oggi ho visto una che ho subito immaginata su questo blog disegnata da Betty…Ero alla posta, lei arriva in moto (una Hornet credo) un colosso di donna alta 1.90 e molto molto imponente vestita in modo improponibile…french ai piedi sandali altissimi bronzati, bermuda strettissimi in jeans con bordino finale sul ginocchio merlettato bianco, maglia nera (sobria…) con scritte anch’esse bronzate borsa pendantizzata a scarpe e maglia e capelli molto corti ossigenati…per finire occhiali a mascherina a specchio!

Commento #30 di Manu the first
settembre 5th, 2007 @ 2:27 pm

@annab: grazie!

Commento #31 di Vega
settembre 5th, 2007 @ 2:42 pm

Ops…mi sono appena imbattuta in questa pagina di Repubblica.it: http://www.kataweb.it/multimedia/media/1101254/3
in cui viene mostrata la Brambilla a passeggio priva di trucco, parrucca Stabilo Boss e completini succinti: in queste foto praticamente fa concorrenza alla badante rumena di mia nonna!

Commento #32 di Marika
settembre 5th, 2007 @ 2:43 pm

Non è un brutto cappello, il Panama. Chiaro, fresco, ma certo non adatto a blusine mosce trasparenti, magari di tessuto sintetico, né a ballerine a punta, né a pinocchietti bianchi, né, tanto meno, a borse a strisce bianconere e a gelati parzialmente blu!
Saintj Hurray per le scarpe clisteriformi! Fanno morire dal ridere! Però col tempo tendono a trasformarsi in babbucce di Aladino…
Pam XD Insomma, per qualsiasi cosa, tranne per lo scopo per cui è nato (ma se è alla fragola fa da chewing gum?)!

Commento #33 di Siminsen
settembre 5th, 2007 @ 2:46 pm

Siminsen: pure se è alla menta! Se ne avessi l’occasione (che non capita quasi mai, e quando capita è meglio se non ce l’hai) lo userei per lo scopo preposto, ma mi piace ottimizzare, le cose che servono eclusivamente a fare una cosa sola non mi convincono, anche perchè prima o poi scadono, perchè buttarli se si possono utilizzare diversamente? Tutta colpa di MacGyver…

Commento #34 di Pam
settembre 5th, 2007 @ 3:04 pm

Pam: certo, mcgyver con un profilattico, un metro di spago e 50 gr di bicarbonato ti costruisce una bomba h!
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/McGyver

Commento #35 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 3:39 pm

e due http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Fatti_su_McGyver
“Una volta Superman ha sfidato McGyver: “se con una lattina e dello spago riuscirai a volare più velocemente di me farò quello che vorrai.” Da allora Superman gira con le mutande sopra ai calzoni.” XD

Commento #36 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 3:41 pm

“McGyver, sul lato destro del collo, ha una porta USB, perchè può sempre servire.”
“Quando Bill Gates progettava la prima versione di MS-DOS, McGyver già usava Linux.”
ragazze, queste sono perle

Commento #37 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 3:42 pm

Sembrano i fatti che girano su Chuck Norris.. “I fermenti lattici vivi dello yogurt di Chuck Norris sono tutti morti”

Commento #38 di Pam
settembre 5th, 2007 @ 3:49 pm

Pam. Ehh…”quando capita è meglio se non ce l’hai” è un po’ adolescenziale…allora veramente è meglio farci qualcos’altro alla Mc Gyver!
Saintj Che sito! Ma ci riesce, Mc Gyver, con lo spago e il borotalco, a far capire ai ginnasiali col debito a greco come si usano i participi?

Commento #39 di Siminsen
settembre 5th, 2007 @ 3:56 pm

Mi ricordo di quando ha curato il suo amico, avvelenato (sapeva che era stato avvelenato perchè ha sentito odore di mandorle amare, ma questo lo sa fare anche la signora Fletcher) facendogli bere il liquido di sviluppo (o fissaggio) per le fotografie.
Siminsen: non è adolescenziale.. è che ultimamente è meglio stenderci un velo pietoso sopra!;-)

Commento #40 di Pam
settembre 5th, 2007 @ 4:01 pm

Scusate ma parlando di Profilattici non posso non citare la grande Sabina Guzzanti in parodia della fu Moana Pozzi che chiede..ma quando ti sodomizzano con un profilattico alla fragola, dopo ti viene sete?! ghghgh

Commento #41 di Massimo
settembre 5th, 2007 @ 4:41 pm

Il cappello peggiore di questa estate per me è indubbiamente quello realizzato interamente con le paillettes. Presente solo in colori sobri come: oro, argento e rosa barbie.

Commento #42 di Fa
settembre 5th, 2007 @ 5:25 pm

Pam Ach…come al solito, non avevo captato il doppio senso! Compatiscimi: ognuno ha i suoi limiti! Adesso capisco, e condivido pure! ;D

Commento #43 di Siminsen
settembre 5th, 2007 @ 5:26 pm

Fa. Meravigliosi! Pari solo alle fruttiere pennute tanto care ad Ascot! Però anch’io ho la mia perla: nel 2004, a Mykonos -non andateci: è un’Italia in miniatura- la sera giravano tre biondine molto simili con tre cappelli perfettamente uguali, da pifferaio magico, ma senza penna e con tre cerchi concentrici bianchi su fondo cartazucchero. Ho pensato che li indossasserio per non perdersi tra la gente.

Commento #44 di Siminsen
settembre 5th, 2007 @ 5:37 pm

non ci credo, facevano sul serio!! repubblica.it/2007/09/sezioni/jeans-vita-bassa.htmlfino a sei mesi di carcere per un pantalone a vita bassa. Gli americani sono fuori come un canale di scolo.

Commento #45 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 6:42 pm

@Marika: “in cui viene mostrata la Brambilla a passeggio priva di trucco” hai visto l’articolo del guardian? l’avevo linkato nei commenti del post di Betty sulla Brambilla, ma è stato in moderazione per 2 giorni e non l’ha letto nessuno! Lo rimetto qua:
http://www.guardian.co.uk/international/story/0,,2160220,00.html
“The Guardian wants to send its own photographer. But, she explains, Brambilla – Silvio Berlusconi’s latest protege and founder of his new party – is never photographed without first submitting herself to the attentions of a hairdresser and a professional makeup artist.” Guai, eh! Guai, ad avere un capello o un’occhiaia fuori posto!

Commento #46 di SaintJust
settembre 5th, 2007 @ 6:48 pm

allora sono una malva!! giuro sono stata vicinissima ad acquistare un panama della Borsalino, poi pensavo di essere ridicola tenendo presente che non abito a Miami ma nell’ultima thule…l’ho consigliato però ad un mio amico figo a cui sta divinamente. ora però me ne pento, magari ritento la prossima estate quando nel resto del mondo non sarà più di moda…
ps: la foto della Brambilla dopo l’intervento di Nunzia (quella dello smacchiavip di Striscia) è orripilante!!

Commento #47 di francophone
settembre 5th, 2007 @ 10:14 pm

Oddio, ma il video di Robby Williams è veramente orribile! non l’avevo visto e ne avrei fatto volentieri a meno… (ma forse sono io che sono troppo impressionabile…)
Il panama, secondo me, non sarebbe neanche male, peccato che le pochissime persone che ho visto indossarlo sembravano così ridicole… secondo me dipende dal fatto che lo portavano solo per sentirsi fighi/e e non per l’unico e sacrosanto scopo per cui è stato inventato: proteggersi dal sole!

Commento #48 di PetitNuage
settembre 6th, 2007 @ 12:18 am

@Saintjust: ho letto l’articolo del Guardian…dipingono la Brambilla cone il nuovo volto della destra italiana! Però perchè ho sempre la sensazione che quando un giornale anglosassone esalta un personaggio italiano…c’è sempre la presa per il c**o di fondo?!?

Commento #49 di Marika
settembre 6th, 2007 @ 10:00 am

Io non esco mai senza un cappello in testa, praticamente da quando sono nata. Colpa dei miei genitori, le volte in cui li ho visti fuori casa senza un cappello si contano sulle dita di una mano, e mi hanno trasmesso l’abitudine… ho sempre un cappello come un’altra ha sempre una borsa o uno zaino.
I cappelli di Panama personalmente non mi piacciono, ma ad alcuni stanno bene (non a questa ragazza, almeno da quanto posso capire guardando il disegno :p)

La vita alta non la sopportavo neppure negli anni 80-90, la trovavo scomodissima, specie nei jeans e specie quando stavo seduta. Del resto non sopporto nemmeno la vita bassa… l’ideale secondo me è poco sotto l’ombelico, una mezza misura insomma

Commento #50 di Leila
settembre 6th, 2007 @ 10:27 am

@Leila, ok per il cappello, basta che non siano quelli alla Marina Ripa di Meana…ma quanto brutti sono???

Commento #51 di kimmi
settembre 6th, 2007 @ 11:14 am

Vi informo di un acqisto Malvoso fatto ora in ambito cappelli, una vecchia bombetta borsalino su Ebay…ghghg poi vi mando la foto

Commento #52 di Massimo
settembre 6th, 2007 @ 2:05 pm

Masimo Be’, con ‘sto freddino nuvolosino è sempre meglio del Panama…

Commento #53 di Siminsen
settembre 6th, 2007 @ 2:22 pm

@ Sim (scusa per l’ abbreviazione troppo “da intimi” ma, nonostante io commenti poco, leggo spessissimo e ciò che dici tu – così come altri – mi piace) : dopo questo lunghissimo incipit, non sono d’ accordo su Mykonos! Sarà pur vero, come dici tu, che è un’ Italia in miniatura, ma dipende anche da quali zone decidi di frequentare: dove ero io, non esisteva un italiano ed il mare era, seppure freddissimo, uno spettacolo cristallino; è uno dei posti dove tornerei immediatamente!!

Commento #54 di Mary
settembre 6th, 2007 @ 4:28 pm

Cavolo la betty come mi è mancata!!

tra pc defunto e vacanze mi son persa troppo malvestitismo
chegggioia ritornare!

Commento #55 di Fede
settembre 6th, 2007 @ 4:32 pm

Ho appena scoperto il tuo sito/blog…hai un nuovo fan! Sei un genio…
P.S. Ti ho pure inserita tra i miei link preferiti sul mio spazio msn!!!
Ti prego: continua così!!!!

Commento #56 di Gianluca
settembre 6th, 2007 @ 4:59 pm

Mary Non scusarti, figurati se me la prendo, anzi! Allora sono stata sfortunata io! Non tanto per le spiagge (ero quasi sempre ad Agrari Beach) o la temperatura del mare (meno caldo dei nostri, ma ho fatto il bagno in acque ben più fredde), ma perché la sera, passeggiando per Mykonos città – carina davvero – era impossibile non imbattersi in qualche dialetto italiano e in frotte di turisti malvestiti. In una taverna, una sera, oltre al personale, l’unico non italiano era il mio compagno. A me i nostri dialetti piacciono, gli italiani non sempre, ma quando esco dall’Italia preferisco evitare gli uni e gli altri! :)

Commento #57 di Siminsen
settembre 6th, 2007 @ 5:19 pm

@ Sim (ci sto prendendo gusto!): Mykonos Town è piena di italiani, questo sì. Io ero ad Aghios Yannis (mi pare si scriva così), e ti dico solo che la sera della finale dei mondiali di calcio, al ristorante c’era il mio tavolo (4 italiani) e tutto il resto francesi! Non sai che goduria….. ;-)

Commento #58 di Mary
settembre 6th, 2007 @ 5:47 pm

Mary Ah ah! Be’, in quel caso avrei difeso la minoranza, non tanto per il calcio, ma perché essere in quattro sotto un’orda di galli da combattimento…scherzo!

Commento #59 di Siminsen
settembre 6th, 2007 @ 5:58 pm

@ Sim : scherzi, ma in realtà non sei andata molto lontano! Tra l’ altro, la coppia che era con noi vive in Svizzera nel cantone francese, quindi era un botta e risposta in lingua…uno spettacolo!

Commento #60 di Mary
settembre 6th, 2007 @ 7:07 pm

Mary :D A me divertono gli italiani in spiaggia: gli uomini hanno sempre i costumi più improponibili, qualcosa di pacchiano (l’orologio, il gioiello, la pettinatura…fa’ tu!) e fanno i galletti; le donne, anche loro coi costumi più tremendi dell’Universo (e più sono alla moda più sono orripilanti), ninnoli e cianfrusaglie addosso, mascara waterproof, solari profumati, mai un libro o un giornale (le riviste di gossip in altre lingue non le leggono). Poi vanno forte gli occhiali da sole “fashion”, la gomma in bocca e la voce udibile da Cape Horn alle Svalbard.

Commento #61 di Siminsen
settembre 6th, 2007 @ 7:26 pm

Siminsen, sono stato una settimana sulle spiagge ed ho assistito ad un fenomeno curioso oltre il folklore che hai già ampiamente e perfettamente descritto tu, l’assalto delle cinesine da massaggio, ogni tanto ne passava una e domandava…Volele massaggio?!!

Commento #62 di Massimo
settembre 6th, 2007 @ 8:29 pm

Massimo L’ho vista in TV, ‘sta cosa? Ma si parla di massaggio massaggio? Ho anche letto su una rivista che giovanotti neri si propongono a donne sole in spiaggia, ma non tanto per soldi, quanto per compagnia reciproca e surrogazione di mogli e mariti asenti.

Commento #63 di Siminsen
settembre 6th, 2007 @ 8:39 pm

Terribile!

http://spettegoland.blogspot.com/

Commento #64 di Shelly
settembre 6th, 2007 @ 8:42 pm

Siminsen no massaggi veri, erano bruttine cicciotte e passavano tra uomini donne e famiglie su spiagge classiche della riviera di Senigallia..hihih non credo proprio ci fosseo sotto altro che non massaggi orientali, però bò..fatti così improvvisati sopra il lettino di un stabilimento balneare non mi convincono lo stesso.

Commento #65 di Massimo
settembre 6th, 2007 @ 10:40 pm

Siminsen- sai dov’ero io la sera della finale Italia Francia?
Sulla torre Eiffel!
Quando siamo scesi stava finendo la partita e abbiamo visto l’esito finale, in uno tra i tanti bar tutti affollatissimi che ci sono là vicino. Eravamo in 4 contro tutto un bar, contro tutta Parigi e urlavamo da bravi italiani discreti.
Alla fine abbiamo esultato e ci siamo abbracciati mentre tutti ci guardavano male e scivolavano fuori neri come la notte.
I vari italiani poi (residenti e in vacanza)insieme a tanti brasiliani (chissà perchè i brasilaini si sono uniti) sono stati fino a tarda notte a festeggiare per le vie.
Noi siamo tornati a casa in metropolitana e lì nei sottofondi della terra Parigina abbiamo visto qualche malafaccia che ci guardava proprio in cagnesco (da bravi francesi!) solo perchè eravamo italiani.
Che situazione buffa!……
“Io-mio”, il solito male di credersi il corpo che abitiamo, sia questo francese (blehhh!) o italiano ;-))))

Commento #66 di Isvari
settembre 6th, 2007 @ 11:38 pm

Ah! i massaggi a Senigallia! Me ne raccontava giusto una mia amica, che abita lì.
L’altro giorno mi diceva che un super fusto tipo armadio 4 stagioni si aggirava tra sdario e lettini con cremine da massaggio varie e due signore attempate hanno accettato il servizio.
Così davanti a tutti, mentre loro beatamente parlavano, il fusto le ungeva e gli muoveva in quà e là i cumuli di ciccia extra…….
ecccheèèè!!???

Commento #67 di Isvari
settembre 6th, 2007 @ 11:43 pm

Si, Isvari, è la volgarizzazione di un servizio che ho letto a inizio estate non so più su quale giornale (Vanity Fair? Marie Claire?) dove intervistavano un giovane pieno d’iniziativa imprenditoriale che si era inventato un lavoro: “untore” in un albergo a 5 stelle, ovverosia girava tra la piscina e la spiaggia dell’albergo, bellissimo, fisicatissimo, con costume giusto ecc. ecc. e, infilate in una cintura in vita, una serie di bottigliette d’olio al thiaré, al bergamotto ecc.: proponeva alle signore di spalmare l’olio solare. Il ficone era molto fiero della sua idea. Che evidentemente qualcuno ha copiato a livelli più bassi…

Commento #68 di michela
settembre 6th, 2007 @ 11:59 pm

Le cose peggiori in assoluto di questa malva sono le scarpe e la borsa. I cappelli, invece, mi piacciono un sacco, ma non tutti i modelli stanno bene a chiunque.
E se il trasparente, portato con disinvoltura (non è il mio caso), può essere ironico, i pantaloni bianchi con un sedere del genere non si possono proprio vedere…brava bella, continua a mangiare gelati, ne hai proprio bisogno!

Commento #69 di Osla
settembre 7th, 2007 @ 1:08 am

ciao a tutte !!!
ma 1 di voi mi dice come si veste ?!
ho un bisogno assurdo di sapere quale meravigliosa creadura modaiola, super
creativity chic continua a strafottere, donne, bensì malvestite, ma innoque !!
pensate a paris hilton, malvestita dentro e fuori, che sta occupando pian piano il nostro pianeta !!!

Commento #70 di ORSAKKIA :-)
settembre 7th, 2007 @ 2:11 pm

ORSAKKIA: lo puoi vedere qui.
Paris Hilton non sta occupando il nostro pianeta, il vero problema è la stupidità che dilaga..

Commento #71 di Pam
settembre 7th, 2007 @ 2:41 pm

devo dissentire in modo assai deciso: annie hall/diane keaton è una meravigliosa incarnazione di femminilità, e vinicio capossela è, insieme a moni ovadia, uno dei pochissimi autentici artisti di questo sciagurato paese.

Commento #72 di Anonimo
settembre 7th, 2007 @ 3:20 pm

OT: ho sbirciato qualche volta sul sito delle shopaholic poichè, in quanto io dipendente da acquisti compulsivi, mi sentivo incuiriosita e solidale…ma ciò che ho constatato inesorabilmente è che ste ragazze comprano delle cose URENDE! Ma proprio brutte! Ci sono cose che neanche alla bancarella davanti all’Coop (io al mercato ci compro spesso e trovo cosette ben più carine), o nel sacco di roba vecchia che mi passa mia zia!

Commento #73 di Arual
settembre 7th, 2007 @ 3:38 pm

Orsak, guarda che qui la moda e le sue gustose aberrazioni sono un pretesto, mica il fine ultimo della discussione, dai!
Anonimo, su Ovadia non si discute (e comunque Ovadia è molto ma molto di più di un semplice “artista” e “italiano”). Come si fa a metterlo sullo stesso piano di un Caposselucolo proprio non lo so.

Commento #74 di ls
settembre 7th, 2007 @ 4:08 pm

Non sarà educato, ma…perdonatemi, sto ridendo da ore…l’ho trovato per caso spulciando fra i blog…
http://zoccolella69.splinder.com/

Commento #75 di Audrey
settembre 7th, 2007 @ 5:41 pm

ridere? è soltànto orrendo…

Commento #76 di michela
settembre 7th, 2007 @ 5:51 pm

HIHIH visto anche io un pò trash e attempata la tipa!:-D

Commento #77 di Massimo
settembre 7th, 2007 @ 6:40 pm

conosco molto bene moni ovadia e la sua famiglia, non solo ho tutti i suoi libri, i suoi dischi e vado a tutti i suoi spettacoli in tutta italia, ma è anche, sono fiera di asserire, un carissimo amico. e lui stima moltissimo vinicio capossela.

Commento #78 di Anonimo
settembre 7th, 2007 @ 7:40 pm

Massimo Attempato sarai tu e attempatini i tuoi bambini! Una del ’69 è attempata? Gesù, I’m over forty, devo chiedere asilo a Villa Arzilla? Va be’ che per il “mio” ginnasiale Gibbs di NCIS è un vecchietto e che invecchiare non mi pare proprio un dramma, ma aspettiamo un po’ prima di definire attempata una trentottenne. Ah, no, forse c’era il doppio senso, per il 69? È così? ;)
Isvari Scattano meccanismi strani, a volte. Però la tua storia e quella di Mary sono proprio simpatiche! Qualcosa di simile l’ho provato anch’io in Francia per un altro motivo, e non so distinguere se fosse orgoglio nazionale o semplicemente amor proprio, o entrambi.
Ero con il mio coro in tournée nei Paesi Baschi della parte francese, in occasione di un festival internazionale.
Era un luglio bellissimo ed eravamo tutti eccitati di trovarci insieme fuori: ragazzini in gita, più che coristi, con l’incoscienza di fare il bagno nelle ondone dell’Atlantico e di cantare mille repertori a squarciagola in pullman, e chissenefrega della voce, direttrice.
Una sera dovevamo cantare nella chiesa di un paesino (se tolgono il Santissimo, una chiesa è una normale sala da audizione: certo, non ci canti “Osteria numero mille”, ma ci sta anche un repertorio profano). Prima di noi un coro basco e un coro di un’Università di Madrid. Sopra il presbiterio, le bandiere basca (verde,bianca e arancione, una specie di Union Jack), la spagnola e la nostra, così stinta da parere irlandese. Il coro basco se la cavò, e poi arrivarono gli spagnoli. Una quarantina di ragazzi fieri (gli spagnoli difettano di umiltà) e dannatamente preparati, con un repertorio di autoriconterranei e contemporanei, di grande effetto. Ottimamente diretti, potenti. Non fosse che dovevamo cantare dopo di loro, da modesta intenditrice avrei detto che non sempre l’effetto è indice di qualità, ma sul pubblico l’effetto funziona. E lì c’era anche la qualità, e cacchio, si sentiva. Guardo la mia bravissima collega contralto, e lei mi guarda. Quanto dice, uno sguardo. Che i nostri tenori non sono al massimo, che a una certa prova non c’ero, che un attacco in Kodaly mi dà pensiero, che ho strillato giocando a pallavolo sulla spiaggia, che il nostro repertorio è antico, difficile, e non concede nulla all’easy listening; che ho paura. Che gli spagnoli sono bravi. Troppo. Non ce l’aspettavamo: ah, gli italiani, sempre approssimativi e faciloni. E che rischiamo la figuraccia. E la collega mi dice esattamente lo stesso, con gli occhi. Ci mettiamo in fila. Tocca a noi, e nelle orecchie abbiamo gli applausi meritati agli spagnoli. Non vola una mosca. Capisco che proviamo tutti la stessa sensazione, che il tempo del gioco è finito. E che per il nostro pubblico noi siamo gli italiani, a dispetto della bandiera stinta. Che non avremo un’altra occasione. E intanto ci dirigiamo verso l’abside e il mio cuore batte forte. Siamo davanti al pubblico e la direttrice passa in rassegna i nostri occhi: so esattamente quello che dice e quello che vuole da me, da ognuno di noi. E poi il concerto comincia. Benedetto Marcello, Salmo XIX. Benedetto davvero, perché a cantare non siamo noi. Qualcosa è successo e lo capisco dal primo fraseggio. Perfetto, calibrato, una voce sola. Poi entrano gli uomini ed è una sorpresa: non sbagliano, non si sgranano: compatti i bassi, omogenei e brillanti i tenori. Non ho tempo di chiedermi cosa stia succedendo, ma ogni cellula del mio corpo mi sta dicendo che cantiamo maledettamente -ehm, benedettamente- bene e che per qualche miracolo abbiamo la ferma intenzione di non sbagliare un’acca, di non calare, di dare il meglio di noi. Il pubblico ci guarda e non batte ciglio. Con la coda dell’occhio vedo il direttore spagnolo prendere posto nelle prime panche. Siamo bravi, eh? “In venticinque e con un gran repertorio, ma tutt’altro che ruffiano, stiamo facendo scintille” vorrei dirgli, ma intuisco che l’interesse che prova per noi è serio, e depongo lo spirito competitivo. In fondo, se i madrileni fossero stati meno bravi, non avremmo ricevuto, per reazione, la spinta e lo stato d’animo giusto per fare bene. Finisce il concerto. Viene giù la chiesa dagli applausi. Non finiscono più. Facciamo il bis. Stiamo uscendo e la gente ci viene incontro a farci i complimenti, e siamo tutti così pieni di grazia che mi pare di parlare francese anche se so dire solo “merci”. La nostra direttrice chiede uno spartito al collega spagnolo: brava, mi piace. Un filo d’umiltà è la ciliegina sulla torta che occorre in quel momento. Perché siamo stati i migliori ma i migliori non strafanno. E poi resta qualcosa che non dimentichi più, che entra nella storia personale e che racconti da ospite in un blog a chi ti ha raccontato una sua bella storia.

Commento #79 di Siminsen
settembre 7th, 2007 @ 7:52 pm

Siminsen davvero bello il tuo racconto complimenti…

Commento #80 di Massimo
settembre 7th, 2007 @ 7:57 pm

Wow Sim! Bellissimo..

Commento #81 di Pam
settembre 7th, 2007 @ 8:46 pm

mi sono emozionata! che bel racconto.

Commento #82 di silva
settembre 7th, 2007 @ 10:04 pm

Siminsen- te l’ho già detto che dovresti aprirti un blogghettino anche te……a quando il bloghettino?….;-))

Commento #83 di Isvari
settembre 7th, 2007 @ 11:02 pm

@ Siminsen, complimenti!!! hai trasmesso la tua emozione…. notte

Commento #84 di opaca massaia
settembre 8th, 2007 @ 1:27 am

ciao a tutti.
ma betty come ti è venuto in mente di creare 1 blog simile ??
Non è malaccio ma alcuni capi ( nn questo! ) sono abbastanza guardabili tipo la malva 230 !!
Certo che alcune alve però dovrebbero darsi all’ ippica !!!
:@)

Commento #85 di ORSAKKIA :-)
settembre 8th, 2007 @ 9:08 am

Anonimo, ls: Capossela è un cantante italiano dignitoso, ma nulla di più. Alla fine è solamente uno scopiazzatore di Tom Waits (@klaus: un altro col panama). Sopravvalutato, ma alla grande. In un panorama piatto e vuoto di contenuti come quello della musica italiana farsi passare per “artista colto” è fin troppo facile.
Siminsen: che bella storia! :)

Commento #86 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 10:30 am

http://www.tgcom.mediaset.it/gossip/articoli/articolo378395.shtml
“Pete Doherty dà il crac al gatto” io a sto coglione gli darei da mangiare le scatolette friskies alle interiora di pollo, così vediamo chi ride.
“Secondo alcuni amici Doherty, si starebbe comportando in modo assurdo perché sconvolto dalla fine della relazione con la Moss. Il rocker avrebbe infatti provato in ogni modo a riconquistare Kate, ma inutilmente. La modella, non solo non ci ha ripensato. Da alcuni giorni fa coppia fissa con un altro musicista, il cantante dei Kills, Jamie Hince, una notizia che Pete non ha certo preso bene, ma che non giustifica il suo comportamento da, è proprio il caso di dirlo, animale.” Ho capito. Questa qui scopa solo con cantantucoli di gruppetti simil-garage (eh, meno male che la musica “garage” si chiama così perchè nasce, appunto, nei garage, non certo nei megastudi di registrazione della Warner o della Universal con megaproduttore dotato di poltrona in pelle umana e con campagna pubblicitaria miliardaria su “Rolling Stone” e “Tutto musica e spettacolo” e recensione lecchina a firma di Mario Luzzato Fegiz) che fa tanto boho-chic andare con un cantante-fattone. Fa molto groupie-zoccoletta anni 60.

Commento #87 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 10:54 am

uh, ma forse ai suoi fidanzati-fattoni a furia di pippare coca gli è morto l’uccello, se lei ha bisogno del vibratore (ma placcato d’oro, eh! Che vi pare? Per chi l’avete presa, per quella disperata di p**noromantica che non può neanche permettersi un vibratore come si deve?)
http://www.tgcom.mediaset.it/gossip/articoli/articolo300923.shtml

Commento #88 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 11:05 am

Sim, sto piangendo in ufficio e questo non va bene…

Commento #89 di Mary
settembre 8th, 2007 @ 11:07 am

il panama non mi piace, però i cappelli me li metto….*sigh*

Commento #90 di Idraelen
settembre 8th, 2007 @ 11:32 am

mi sa che le vere malve sono ancora in ferie, costei nn è degna di rappresentare la categoria :)

Commento #91 di caramellina
settembre 8th, 2007 @ 1:01 pm

http://www.repubblica.it/2006/05/panama-ratzinger.jpg
E’ vero le mode non hanno età nè nazionalità…

Commento #92 di Manu the first
settembre 8th, 2007 @ 1:27 pm

Grazie a tutti dei complimenti, davvero. Isvari, un blog mio non sarebbe mai bello come questo di Betty o quello di Pam. Lo dico senza piaggeria. Finché mi accettano, preferisco affacciarmi nei giardini degli altri! Mary: smetti di piangere! È una bellissima giornata.
Saintj. Pete Doherty è un pezzo di m****. Sarebbe da circonciderlo senza anestesia. Qualcuno gli tolga quella bestiolina dalle grinfie e lo chiuda in galera. Non merita niente.
La povera Kate solo 200 dollari per un vibratore? La mia, permettetemelo, vale molto di più.
Si parlava di tinture per capelli. Bin Laden va contro corrente e appare con un bel barbone tinto che, in confronto, nel settembre 2001 pareva il bisavolo di se stesso. Nuance: grigio antrace.

Commento #93 di Siminsen
settembre 8th, 2007 @ 2:11 pm

i pantaloni bianchi sono odiosi,
kmq voi quanti anni avete ?
betty come cakkio t vesti si può sapere ?
risp. in tante

Commento #94 di ORSAKKIA :-)
settembre 8th, 2007 @ 2:13 pm

Siminsen: stai sopravvalutanto il mio blog, ma grazie per il complimento. Però appoggio il suggerimento di Isvari: dovresti aprirtene uno tuo, io ci passerei e mi ci affaccerei più che volentieri.

Commento #95 di Pam
settembre 8th, 2007 @ 2:18 pm

Sim: “Sarebbe da circonciderlo senza anestesia.” tanto è così strafatto che non sente niente lo stesso
“solo 200 dollari per un vibratore?” LOL, tutto sommato allora la Moss è abbastanza a buon mercato!
“Bin Laden va contro corrente e appare con un bel barbone tinto” dev’essere un’omaggio a Pavarotti che resterà sempre nei nostri cuori come “l’uomo che si tingeva persino le sopracciglia”

Commento #96 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 2:29 pm

Siminsen: bello, complimenti… anch’io canto in un coro, ma, almeno per ora, nessuna tournèe all’estero (singh…)

Commento #97 di PetitNuage
settembre 8th, 2007 @ 3:07 pm

Pam. No, no: è proprio bello, il tuo blog! E poi c’è il Grande Tex! E anche da un blog come quello di Isvari sarei decisamente lontana.
Saintj. LOL per Pavarotti. Posso dire che a me non ha mai entusiasmato? Che la sua presenza scenica era a dir poco imbarazzante? Che nel ruolo del bohémien Rodolfo – che saltava e bruciava i propri scritti per scaldarsi – era addirittura ridicolo? Che le canzoni di musica leggera e tutto quello che non è opera non si può tassativamente cantare come se fosse opera senza fare un macello?

Commento #98 di Siminsen
settembre 8th, 2007 @ 3:12 pm

PetitNuage Soprano o contralto? Non dovrebbe essere difficile fare gli “scambi” con cori di altre città italiane. In genere le Regioni danno piccoli incentivi in denaro per queste manifestazioni. È bello anche girare per l’Italia!
Sopra: saltava e = saltava i pasti (ho saltato anch’io).

Commento #99 di Siminsen
settembre 8th, 2007 @ 3:17 pm

Siminsen: la circoncisione senza anestesia non è abbastanza. Propongo di ripagarlo con la stessa moneta: gli sostituiamo il crack con la sabbietta usata del micio, e gliela facciamo fumare. Quanto al gatto io mi offrirei volentieri volontaria per portarlo a casa mia e aiutarlo a disintossicarsi. Che figlio di @#*§…

Commento #100 di Pam
settembre 8th, 2007 @ 3:18 pm

Pam :D Magnifica applicazione della legge del contrappasso! Doherty fa schifo anche ai bachi del suo cervello. Magari potessi prendere tu il gattino…

Commento #101 di Siminsen
settembre 8th, 2007 @ 3:26 pm

Sim: “Posso dire [...]?” puoi (e concordo), e aggiungici che era pure un evasore fscale http://www.repubblica.it/2007/08/pavarotti-fisco.html
e ora quasi quasi lo santificano e gli fanno i funerali di stato.

Commento #102 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 3:26 pm

Ma il mio blogghettino umile e piccolo nessuna di voi ci ha dato un occhio…hihih scusate il raptus di orgoglio blogghesco.

Commento #103 di Massimo
settembre 8th, 2007 @ 3:31 pm

@Siminsen, io Pavarotti non l’ho mai seguito, ma credo comunque che un talento grande gli sia riconosciuto, il quale può essere condiviso o meno.
Oggi molti lo piangono, la mia sensazione è quella che la cultura italiana abbia perso una fetta importante (e che fetta, vista la mole del signor Luciano ;-) ).
Nonostante la mia ignoranza lirica, imbarazzante e ridicolo sono 2 termini che non posso condividere…

Commento #104 di kimmi
settembre 8th, 2007 @ 3:36 pm

Massimo Visti i tuoi pets! Piacere! È un blog simpatico e hai un sacco di amici: evidentemente non sono malvestiti, perché i malvestiti vengono tutti qui! ;)
Saintj Pare che alla fine del contenzioso abbia dato un assegno: bontà sua! Che gentile largizione ;)
kimmi Ci mancherebbe che si debba tutti pensarla allo stesso modo. Purtroppo io l’ho trovato fuori posto più di una volta: fuori ruolo, fuori repertorio, fuori tempo e pure stonato. E comunque sempre “troppo”.

Commento #105 di Siminsen
settembre 8th, 2007 @ 3:52 pm

kimmi: a prescindere dal discorso pavarotti sì pavarotti no, la cosa che mi piace poco di tutta sta faccenda è che qui si identifica la cultura italiana con un personaggio il cui apporto culturale si limita ad essere un INTERPRETE (ti ripeto, non parlo della qualità) di opere scritte da ALTRI. Mi sembra che la percezione della sua presunta grandezza sia proporzionale alla forza massmediatica del personaggio, il che non è indicativo nè di valore artistico nè di qualità (se fosse così britney spears sarebbe beethoven).
Qualche anno fa, quando morì Luciano Berio non se lo cagò nessuno. Perchè? Perchè nessuno sa neanche chi sia. Eppure quello è stato DAVVERO un artista influente a livello internazionale, che ha contribuito CONCRETAMENTE (perchè era un compositore, non un interprete) allo sviluppo della musica contemporanea. Era uno sperimentatore e fu tra i pionieri della musica elettronica. Conobbe e collaborò con alcuni tra i più grandi nomi della musica del 900 tra cui JOHN CAGE (qualcuno qui dentro lo conosce?). Nonstante ciò, quando è morto due paroline al TG giusto per dovere e via. Altro che funerale in pompa magna con presidente della repubblica ecc ecc.
Quello che cerco di dire, kimmi, è che la cultura vera, profonda, non passa dalla tv e manco dai concerti alla scala, non ha un pubblico impellicciato e col giro di perle e sta chiusa sola soletta in qualche studio di registrazione a inventare il nuovo, e non è accolta da applausi scroscianti, ma tra 500 anni sull’enciclopedia Luciano Berio avrà 2 colonne, luciano pavarotti 4 righe, ammesso che tra 500 anni lo reputino ancora meritevole di starci, sull’enciclopedia. Ma ne dubito fortemente.

Commento #106 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 4:02 pm

Saintj D’accordo con te. Anche Gigi D’Alessio pensa d’essere un grande cantante perché “vende tanti dischi” e nell’accezione comune, la quantità fa la qualità.
Ma lasciami dire che non sottovaluto il ruolo di interprete. Ognuno nasce col suo talento: Berio, Nono erano compositori, Pavarotti un cantante con la voce potente. Non avrebbe saputo comporre, come Berio o Nono non avrebbero saputo cantare l’opera (anche se secondo me, tante altri pezzi li avrebbero cantati meglio di Pavarotti!)
E non posso paragonare due talenti così diversi o porli sulla stessa scala di valori. E poi non tutti i compositori sono eccellenti, né tutti i cantanti.
E, per kimmi, vorrei dire che per me un bravo interprete è chi ha l’intelligenza di capire i propri limiti, che non si butta, per soldi, in qualsiasi avventura canora: la musica del ’500 per esempio va cantata in modo totalmente diverso dall’opera. Ci sono cantanti meravigliosi che si specializzano in certi generi musicali che mai si sognerebbero di fare incursione nell’opera. Snaturerebbero le loro voci. Hai mai sentito la voce di un controtenore? Totalmente fuori dagli ideali canori di adesso, ma Mozart se ne serviva e aveva le sue ragioni. Ma un controtenore (sono rarissimi) non canta il gregoriano né il melodramma ottocentesco, e sa esattamente perché.

Commento #107 di Siminsen
settembre 8th, 2007 @ 4:33 pm

Sim: “non sottovaluto il ruolo di interprete” neanche io, ma se posso in qualche modo “misurarne” l’importanza sta sicuramente sotto il compositore, come l’attore sta sotto il regista. Creare è l’attività prima dll’arte, chi non crea niente di nuovo e di suo deve almeno interpretare con tanta forza e personalità da dare un NUOVO SIGNIFICATO a ciò che interpreta, e non mi sembra che pavarotti facesse ciò… Parlo di una Diamanda Galas per la musica, un Carmelo Bene per la recitazione… ce ne sono altri, ma guarda caso nessuno è molto mainstream.
Poi si può anche dare una interpretazione “corretta”, o anche coinvolgente ed emozionante (come, ad esempio, è coinvolgente per molti l’interpretazione di Pavarotti), ma mi spiace, quella per me non è arte. E’ la stessa differenza che c’è tra Michelangelo e un onesto artigiano che produce delle belle statuine, di ottima fattura e realizzate con perizia, ma che non aggiungono nulla al discorso artistico e tra 500 anni nessuno ricorderà. Anche l’artigiano ha un talento, ma ciò non fa di lui un artista o un produttore di cultura.

Commento #108 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 4:49 pm

Io l’ ho visto un concerto di Diamanda Galas! “Da far arrizzicare le carni”, come direbbero da me!
@ Sim: ultimamente sono dalla lacrima facile, lo ammetto (e non ho problemi di sorta, figurati!)(ieri ho pianto pure quando Charlie trova il Golden Ticket per la fabbrica di Willy Wonka. Ok, sto male). Però ciò che hai scritto ha un potere evocativo davvero grande, ergo anch’io appoggio la mozione per l’ apertura del blog ;-P

Commento #109 di Mary
settembre 8th, 2007 @ 5:40 pm

Saintj Io vedo l’arte come espressione di sé e come manifestazione del proprio talento e della propria unicità. E il talento può essere nella mente o nel corpo. Micheal Caine è più grande come attore di quanto non lo sia un Vanzina come regista, e lo sarebbe anche se recitasse con la regia dei Vanzina. Non credo che per essere artisti occorra necessariamente creare qualcosa di nuovo ma, piuttosto, che sia essenziale vedere le cose che esistono con occhi nuovi. È l’aggiunta di un quid indefinibile, ma perfettamente percepibile, a qualsiasi realtà. Un artigiano, che come dici tu, si limita a riprodurre il già fatto, anche se con maestria, non aggiunge niente al discorso artistico, ed è vero, ma un artigiano è un esecutore, e non un interprete. Non si pone egli stesso come filtro della realtà, non può trasmettere la propria essenza, perché non ha il talento per farlo. Ma un “Lago dei Cigni” danzato da un onesto dilettante o da Nurejev non è la stessa cosa. Eppure è sempre Chaikovskij. Pavarotti, per me, aveva doti da esecutore di una certa parte del panorama musicale che richiede potenza ed estensione, ma che sia un buon interprete non posso dirlo, e ancor meno che sia un artista. Ma Nurejev sì, anche se il “Lago dei Cigni” non l’ha scritto lui.

Commento #110 di Siminsen
settembre 8th, 2007 @ 5:41 pm

@Mary: “Io l’ho visto un concerto di Diamanda Galas!” non puoi neanche immaginare quanto ti invidio
@Sim: “Micheal Caine è più grande come attore di quanto non lo sia un Vanzina come regista” chiaro che è così, resto convinta però del primato delle attività intellettuali sulle altre (i talenti della mente su quelli del corpo, insomma) come linea di principio, poi il valore del singolo si misura in base al suo operato, mica solo in base alla sua categoria di appartenenza! La distinzione che fai tra interpretazione ed esecuzione è più o meno quello che cercavo di dire parlando di “interpreti che aggiungono” e “interpreti che non aggiungono”. Hai espresso il concetto meglio di me!

Commento #111 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 6:38 pm

@SaintJust: se ti piace Diamanda Galas, forse ti piacerà anche Lisa Gerrard, che sarà a novembre a Roma all’ Ambra Jovinelli. Io vado!

Commento #112 di Mary
settembre 8th, 2007 @ 7:11 pm

Mary: conosco Lisa Gerrard (anche se musicalmente non ha molto a che vedere con diamanda galas ;P) ma sono rimasta ai Dead Can Dance e non ho idea di come siano i dischi solisti. In ogni caso non sarei potuta venire al concerto perchè Roma è un tantinello lontana da dove abito io, purtroppo. Divertiti anche per me!

Commento #113 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 7:34 pm

Mary. Allora per rallegrarti, ecco un pezzo di un grande canadese malvestito.
Saintj. Non riesco a concepire mente e corpo scissi, per questo considero l’arte un’attività umana a tutto tondo, purché esista “il tocco” che produca emozione, che dia vita all’usitato e lo trasformi in inusitato.
Robert M. Pirsig ha impiegato un libro intero per definire la qualità: io impiegherei tre blog per tentare di definire l’arte. Desisto.

Commento #114 di Siminsen
settembre 8th, 2007 @ 7:44 pm

Bettyyyyyy qnd è ke pOsti di nuOvO?eddaiiiii vOgliO vedere la prOssima malva!!! ;)

Commento #115 di Chiaretta
settembre 8th, 2007 @ 7:44 pm

@ SaintJust: hai ragione che musicalmente non c’entrano niente, ma entrambe hanno una voce che è un portento! L’ esibizione dal vivo della Galas è stata a dir poco violenta, nel senso che ti trascinava sulle note del pianoforte e ti sbatteva in faccia la potenza della sua voce; non mi aspetto la stessa cosa da Lisa Gerrard, ma mi aspetto comunque un ottimo spettacolo. Ho acquistato gli ultimi dischi da solista e rimane sul genere; io la adoro in un brano dei This Mortal Coil, soprattutto. So che sei calabrese, ma magari era anche un’idea per fare semplicemente vacanza :-)
Ti penserò allora quando vado!

Commento #116 di Mary
settembre 8th, 2007 @ 8:00 pm

@Mary: penso che tu possa vantare di aver visto dal vivo la più grande cantante vivente, e una delle più grandi di tutti i tempi. In un periodo lavorativamente meno intasato ed finanziariamente più propizio sicuramente verrò a Roma a vedere qualche bel concerto, visto che lì non mancano mai.
@Sim: “io impiegherei tre blog per tentare di definire l’arte.” hehe, del resto ci sono fior di studiosi che da secoli si scannano sull’argomento senza riuscire a trovare un accordo ;D

Commento #117 di SaintJust
settembre 8th, 2007 @ 8:21 pm

Hem cavarsela con il classico…impara l’arte e mettila da parte è riduttivo troppo SaintJust….hihihi

Commento #118 di Massimo
settembre 8th, 2007 @ 9:26 pm

Capisco e rispetto il vostro punto di vista Siminsen e SaintJust, ma allora perchè dopo 10 anni dalla scomparsa di Lady Diana, la si ricorda come una santa?…. credo che l’unico gesto di santità sia stato sposare Carlo ;-)
Emhh….in questi giorni è morto anche Gigi Sabani, “MAESTRO” nell’imitazione….su quello non dite nulla??! ;-)
Comunque a parte ciò…nell’arte è già stato tutto inventato, quello che si fa ora è cercare di mettere insieme tutto quello che è stato creato per poterlo interpretarlo al meglio.

Commento #119 di kimmi
settembre 9th, 2007 @ 10:19 am

La trasformazione di persone normali in idoli, o santi, o maestri, post mortem è un classico. Nel dubbio di non sapere cosa ci attenderà “dopo” ricordiamo i morti in modo da avere la speranza di essere ricordati a nostra volta. Va aggiunto che non si parla male dei morti, causa atavica paura che tornino vendicarsi. I retaggi antichi sono duri a morire.

Commento #120 di Pam
settembre 9th, 2007 @ 11:01 am

Boh, io non credo che nell’arte “sia stato già tutto inventato”, che ne sappiamo? Ci sono sempre nuovi scrittori, e nuovi compositori, e nuove mostre di arte contemporanea, e al di là del fatto in sè, molte opere sono davvero innovative. Anche la musica leggera continua a produrre nuovi esperimenti e nuove opere (anche se non sempre), quindi la creatività umana non si è mica fermata… Solo che a volte trova anche strade differenti, e una di queste può anche essere l’interpretazione. Concordo tristemente con SaintJust su Berio, giusto Repubblica fece un paginone su di lui quando è morto; ma che ci aspettiamo, la musica a scuola praticamente non si studia; fa notizia Pavarotti, “colui che ha cantato con Zucchero” (anche se è stato un grande interprete, nonostante possa piacere o no), e non Berio, non Cage, non Nono, ecc ecc ecc. La conferma è che fa notizia e vende migliaia di dischi persino Bocelli, che canta male sia tecnicamente che musicalmente (la mia è un’opinione tecnica che tutti i musicisti che conosco condividono; poi magari può piacere, per carità, de gustibus, al mondo c’è posto per tutti). Io sono felice che lui sia diventato ricco, ma rimane il fatto che la sua fama è tristemente dovuta al suo handicap: senza quello, i cantanti come lui non fanno carriera; ma è quello che fa sensazione nel pubblico, come Beethoven che componeva nonostante fosse diventato sordo e Mozart che scriveva musica a 5 anni. Questo è il livello delle cultura musicale classica in Italia: l’aneddoto-gossip che è più importante dell’opera musicale in sè, il pubblico che va a teatro perchè fa chic, due ore di flauto alle medie giusto perchè lo dicono i programmi ministeriali, ecc ecc ecc. E tutto questo ci potrebbe anche stare, SE ci fosse ANCHE una cultura musicale dignitosa. Scusate lo sfogo OT depresso, ma sono musicista e musicolologa e il panorama attuale mi intristisce sempre di più.

Commento #121 di Trantor
settembre 9th, 2007 @ 11:01 am

Betty, tirami fuori il peggio della 64esima mostra di Venezia….;-)

Commento #122 di kimmi
settembre 9th, 2007 @ 11:33 am

Preciso che l’outfit di cui sopra non mi piace…

Ma a prescindere da questo devo dire che questo blog più lo leggo più mi sembra esagerato.

Prima di tutto non capisco perchè (auto)eleggersi giudici di buon gusto. Lo può fare chi ha dato prova dello stesso, certi stilisti, per dire…

Seconda cosa poi… In alcuni casi ritratti è vero che si assiste a ridicolaggine, ma in altri semplicemente a espressione di gusti personali, magari originali, magari non condivisi, ma tant’è…

La moda è espressione, estro.

Sembra che qui non vada bene nulla di eccessivamente espressivo.

Ed è un pò triste far passare il messaggio che sia “malvestitismo” esprimersi, mettere cose che ci piacciono anche se non piacciono ad altri.

Non è per forza schiavismo nei confronti della moda. La moda ci ispira, ci dà spunti, per esprimere noi stessi.

Ognuno esprime se stesso con il suo mezzo preferito, ma perchè crocifiggere chi lo vuole fare coi vestiti?

Più va avanti più questo blog diventa meno divertente. Lo poteva essere quando la ricerca non era forzata, quando si assisteva a spettacoli indubbiamente comici o ridicoli (e C’E’ una differenza). Ma qui sembra che tu forzi volutamente la mano.

A me sembra che la ricerca di particolari da criticare ferocemente, l’etichetta stessa “malvestita”, siano molto discutibili. Mi sa di persona repressa.

Magari a osare di più ci si sente più liberi. E bisognerebbe esserlo, dai giudizi altrui e dalla smania di etichettare e giudicare dall’alto in basso.

Commento #123 di Cecilia
settembre 9th, 2007 @ 2:38 pm

@kimmi: “su quello non dite nulla??!” sabani si commenta da solo, non c’è bisogno che arriviamo noi ad ammazzarlo 2 volte ;P
“nell’arte è già stato tutto inventato” io invece penso che nell’arte una componente importante sia la ricerca e la sperimentazione. La tua posizione è analoga a quella del movimento post-moderno, che sostiene la fine delle avanguardie [ http://en.wikipedia.org/wiki/Postmodern_art ], teoria condivisa da molti, ma non da tutti (e io sono tra quelli che non condividono). Le avanguardie esistono ancora, anche se sono meno numerose, meno organizzate e forse meno “radicali” delle avanguardie storiche, ma anche le “piccole” invenzioni (invenzioni in senso lato, come dice Trantor e anche Siminsen, anche l’interpretazione può essere “invenzione”, ne abbiamo già parlato diffusamente) sono importanti, e sicuramente più interessanti del riproporre ciò che è stato già acquisito da tempo.
@Trantor: quoto tutto quello che hai detto.

Commento #124 di SaintJust
settembre 9th, 2007 @ 2:43 pm

Siminsen: soprano…
Purtroppo il mio coro è attualmente troppo piccolo e un po’ male assortito per poter fare scambi culturali…
Pensa che questa mattina siamo andati a cantare ad una cerimonia in 7… direttrice compresa…
Qualche anno fa abbiamo girato un po’ (ma mai all’estero) poi c’è stato un periodo di crisi, ridimensionamento e successivo cambio di direzione artistica, e adesso stiamo cercando pian piano di risollevarci… ma in un ambiente limitato come il mio (sia come popolazione sia come cultura della musica e del canto corale) non è facile.
Comunque, per restare in tema della vostra discussione (scusate se mi intrometto) io credo che l’arte, in generale, sia comunicazione, ed espressione di sè. C’è chi è più bravo, chi meno; chi è più apprezzato e chi meno (e guarda caso non coincidono quasi mai), ma è fondamentale, per un artista, qualunque sia il suo “livello”, trasmettere e suscitare emozioni e dare qualcosa di sè… Chi ha del talento innato è più fortunato di altri, che cercano di sopperire attraverso lo studio e l’applicazione, ma le forzature o semplicemente le cose fatte “per vendere” si riconoscono sempre… Detto questo, sarò buonista ma trovo un po’ ingiusto criticare i defunti, tanto più che quello che in realtà infastidisce (anche me) è solo l’importanza mediatica che si dà a certi eventi, nonchè l’esaltazione ingiustificata di alcune persone che da vive nessuno si sarebbe sognato di osannare tanto…. (e scusate il papiro)

Commento #125 di PetitNuage
settembre 9th, 2007 @ 4:27 pm

TRANTOR- cito: “Boccelli deve la sua fama al suo handicap,senza quello i cantanti come lui non fanno carriera,ma è quello che fa sensazione nel pubblico; come Beethoven che componeva nonostante fosse sordo e Mozart che scriveva musica a 5 anni”……??????!!!?????

Che paragone è scusa?
Mozart e Beethoven devono la loro fama, uno grazie alla inconcepibile precocità e l’altro alla sordità?
Non sarebbe più geni di bravura intoccabile, di talento ormai estinto (ahinoi!), di armonia di grazie e di bellezza, se avessero iniziato a suonare a 30 anni o con il massimo grado dell’udito possibile fino alla fine?
Questa non l’ho proprio capita…….:-(

Commento #126 di Isvari
settembre 9th, 2007 @ 4:55 pm

@PetitNuage: ma esistono tante forme d’arte “fredde” e impersonali che non esprimono emozioni (e men che meno esprimono la soggettività dell’artista) ma solo “concetti” o “pure forme”, come il minimalismo o l’arte concettuale! Come la mettiamo? [ho paura che questa dicussione non finirà mai ;P]

Commento #127 di SaintJust
settembre 9th, 2007 @ 5:12 pm

Isvari, credo che Trantor non volesse dire quello, bensì che spesso le persone riducono grandi interpreti al gossip che si è creato intorno a loro, e così tutti si ricordano di Beethoven perchè sordo e di Mozart perchè precoissimo e probabilmente un po’ pazzo, pur non avendo ascoltato mai nessuna delle loro composizioni. Su Pavarotti, non mi pronuncio, chè ne so poco davvero di opera e di musica, ma credo che nel suo caso conti molto l’essere stato un simbolo positivo di Italianità, un talento (comunque una gran voce di tenore) tutto italiano, fatto sta che tutto il mondo lo ha ricordato e ha titolato per giorni sui quotidiani. Questo per me è già positivo, in un mondo in cui l’Italia è ricordata solo per la cafoneria dei suoi turisti, i fischi durante gli inni nazionali altrui, la mafia, la pizza e Berlusconi.
Gigi Sabani, pace all’anima sua, era un pessimo imitatore, secondo me, nonostante a Buona Domenica ci si sganasciasse di fronte alle sue gag; è vero che la sua morte e i suoi funerali sono stati commentati più di quelle di molti altri artisti, che artisti lo erano davvero. Purtroppo non è un difetto della contemporaneità, ma succede da che mondo è mondo (si pensi a Baudelaire o a Moliere, gettati in fosse comuni, poveri e schifati finchè le generazioni successive non si sono rese conto del loro genio, o ancora Artaud), , ma per fortuna succede anche il contrario (Fellini, Pasolini…). Semplicemente, dipende molto dal tipo di vita che un personaggio decide di fare, anche per inclinazione caratteriale : Fellini e Mastroianni e altri erano per carattere dei viveurs, era nel loro dna l’apparire (in senso positivo, ovviamente), l’essere sempre sulla scena, l’essere “primedonne” (anche qui, in senso positivo!), Berio magari ha preferito tutta la vita la riservatezza e la discrezione. Credo che le scelte di vita spesso rispecchino ciò che accade post mortem.
Il vero dramma è un altro: il fatto che persone che si atteggiano a primedonne, ma che in realtà nascondono solo vuoto pneumatico, appaiano continuamente nelle nostre vite quotidiane. E ce ne sono molte.

Commento #128 di Audrey
settembre 9th, 2007 @ 5:23 pm

Cecilia, non so se hai notato, anche tu, ma i personaggi di Betty non vengono sviscerati per un semplice esercizio tassonomico. Non so se il blog lo fa l’autore o i commentatori o un misto delle due cose, ma periodicamente qui, grazie all’occhio critico di Betty e all’acume di parecchie ottime commentatrici, si verificano una reazioni catalitiche straordinare – vedi gli interventi decisamente profondi, e ricchi, e arricchenti, a commento della scialba malvestita di cui sopra. E poi: qui dentro (dalla Betty alle Ottime Commentatrici) nessuno si erge ad arbiter elegantiarum. Quindi Cecilia, tutta ‘sta ferocia is in the eye of the beholder. Qui ci si sta solo a divertire. Poi, rileggiti un po’ le vecchie puntate del blog: vedrai che siamo capaci di autoprenderci in giro alla stragrande.
Isvari, mi permetto di commentare l’ottima Trantor: in parole povere, bocelli CI MARCIA ;) La grandezza del vero genio prescinde dal suo eventuale handicap, su questo siamo d’accordo tutti, direi.
SaintJ, forse (e dico forse), viste le nuove modalità di scambio e fruizione delle informazioni, può essere che le avanguardie non riescano più a farsi sentire e a colpire allo stomaco perché più o meno tutti hanno accesso all’informazione e più o meno tutti possono farsi sentire (parlo del nostro pasciuto mondo occidentale, eh, naturalmente). Insomma, un po’ come quando sei in un ambiente affollato e non distingui discorsi singoli ma brusio indifferenziato. E poi (problema enorme) alla fine chi si distingue è spesso chi grida più forte. Non chi dice le cose più sensate. Ecco come ad esempio un cantante mediocre dotato di savoir faire, faccia tosta, argent de poche (ma a palate :)) e conoscenze giuste (ce le mettiamo dentro tutte) diventa un idolo delle folle.
Sim, MI HAI FATTA PIANGERE PURE A ME! Che moglie che ho. Un tesoro.

(scusate la logorrea, è che mi mancate e che mi manca un po’ il tempo)

Commento #129 di ls
settembre 9th, 2007 @ 5:23 pm

p.s. fra verificano e reazioni c’è un “una” di troppo. Scusate, ma nella foga mi è scappato.

p.p.s.: chiamare Sabani “imitatore” è un po’ esagerato. Qualcuno si ricorda di Alighiero Noschese? Ecco, facciamo un confronto, poi mi dite. Sabani era un uomo di spettacolo e basta, e non mi ha mai fatto ridere.

Commento #130 di ls
settembre 9th, 2007 @ 5:30 pm

non so, forse da “esterna” è l’impressione che ne ricavo. Ho capito che dai commenti si è formata una “comunità” che ha legato, che scherza tra sè. Però non mi si toglie l’impressione che questo blog abbia un atteggiamento più “antipatico” che ironico/costruttivo.

Poi penso possa essere utile avere pareri, per questo ho lasciato il mio (completo di mail, indirizzo blog…).

Però ecco, la penso diversamente e credo che sia triste che non si possa apprezzare la creatività e l’espressione personale, anche quando non coincide coi nostri gusti. “Malvestitismo”… e in base al parere di chi?

Commento #131 di Cecilia
settembre 9th, 2007 @ 5:41 pm

@ls: “in parole povere, bocelli CI MARCIA” hehe, straquoto!
“viste le nuove modalità di scambio e fruizione delle informazioni [..]” quello che dici è secondo me verissimo, ma è anche vero quelo che dice Audrey, e cioè che spesso l’avanguardia è troppo “avanti” per essere compresa dai suoi contemporanei e verrà digerita solo dalle generazioni successive. E’ estremamente raro che le avanguradie godano dl plauso generale (ed è sempre stato così anche in passato) anche per il motivo che l’avanguardia ha spesso un atteggiamento di “rottura” con lo status quo (sennò che avnguardia è? ;P) e propone un’arte “contraria” al concetto di arte corrente (es: il dadaismo) quindi dai suoi contemporanei non viene neanche percepita come arte ma come “robaccia” o “sega mentale”.

Commento #132 di SaintJust
settembre 9th, 2007 @ 5:41 pm

@ls: insomma: perchè l’avanguardia venga riconosciuta come “arte” (parliamo sempre del grande pubblico, la critica specialistica non è sempre così miope) ha bisogno di essere legittimata dalla storia e dall’influsso che ha sulle generazioni di artisti successive.

Commento #133 di SaintJust
settembre 9th, 2007 @ 5:50 pm

Ehm Isvari il “paragone” era ironico infatti…. Secondo me Bocelli deve molta della sua fama a causa della cecità, e dicevo che purtroppo cose analoghe solo le sole ad essere ricordate anche per compositori di IMMENSO valore: purtroppo la gente passa più tempo a ricordare gli aneddoti che ad ascoltare veramente le opere di Mozart e Beethoven. Era questo il senso… Dal resto del discorso ti sembra che io volessi dire che l’unico talento di Mozart fosse di scrivere a 5 anni? Sarò stata poco chiara, cmq l’idea era esattamente l’opposto… !!! :-) Anche perchè facendo la musicologa non avrebbe senso, no? Proprio io non sopporto quando si parla dei compositori solo in termini sensazionalistici. Al centro ci dovrebbe essere la musica, non la sordità di Beethoven! :-)

Commento #134 di Trantor
settembre 9th, 2007 @ 5:51 pm

Cecilia: esprimiamo dei pareri, non lapidiamo le persone per come si vestono, e siamo tutte consapevoli che prima o poi potremmo essere noi le malvestite di turno, anche per semplice identificazione con il soggetto del momento. Non si può fare tutto, o siamo ferocemente ironiche e critichiamo, o facciamo buonismo e apprezziamo la creatività e l’espressione personale anche quando non coincidono con i nostri gusti. Non è il caso di parlare di tristezza, ma di scelte.
E poi, la butto là ma senza cattiveria e prescindendo dal fatto che le discussioni che nascono qui sono spesso costruttive: dove sta scritto che si deve essere costruttivi a tutti i costi?
E poi, certo che è utile avere pareri e soprattutto esprimerli, ma ti consiglio di andare a rileggere più indietro, senza soffermarti sulla comunità che ha legato, ma sui contenuti che vengono espressi, a volte anche da persone che commentano una volta sola.

Commento #135 di Pam
settembre 9th, 2007 @ 5:58 pm

Certo, nessuno dice che si debba essere costruttivi per forza.

Poi però allora non possiamo lamentarci dei cloni vestiti tutti uguali, se ogni tentativo di reinventarsi, esprimersi, viene bollato e deriso. Non lamentiamoci della piattezza culturale, dell’appiattimento. La moda è anche questo. Ricchezza, passione, estro. Se viene appiattita a forza di derisione è un pò triste. Un pezzo di arte che se ne va in ciascuno di noi.

A me sembra avvernga questo, nei commenti di questo post ho anche letto “ma quella dovrebbe mettere giù quel gelato”, che sinceramente mi sembra QUELLO il cattivo gusto, non l’outfit.

Certo, il confine tra ironia e feroce derisione è sottile e diversamente percepito da ognuno. Quindi la mia è solo una voce fuori dal coro, certo non farò chiudere il blog per un’opinione contraria ^^.

Eppoi certo, non bisogna essere costruttivi per forza, ma voglio vedere quanti sarebbero contenti di essere derisi nella propria espressione personale (sia essa i vestiti, o i gusti letterari, o che ne so…). Appunto, un conto sono le differenze e i gusti, un conto è la presa in giro sistematica, a mio avviso spesso forzata e troppo cercata, e qualche volta senza ragione.

E guarda, questo blog lo leggo da tempo anche se non commento mai. Perchè comunque cerco di aprire la mente anche a visioni diverse dalla mia. Quindi il mio parere ora espresso è da molto maturato. Oltretutto nel tempo ho visto che uno sforzo esagerato di andare a “pescare” l’esempio, con risultati sempre meno simpatici.

Commento #136 di Cecilia
settembre 9th, 2007 @ 6:15 pm

Un’ultima osservazione: se noti Betty difficilmente analizza le signore che si mettono i cappellini da Ascot a forma di padella con dentro un cinghiale con mela in bocca, le calze verdi pistacchio, gli anfibi e le culotte multistrato di sangallo bianco sotto al cappotto da ussaro (onore e gloria a chi sa vestire in questo modo!). Betty stigmatizza in particolar modo le adepte cieche e supine dell’ultima moda (in senso cronologico e qualitativo). Mette alla gogna chi non si veste per divertirsi (come penso facciamo io e tutti, qui dentro) ma per conformarsi. Oppure chi fa l’anticonformista e per farlo comunque si conforma.
Capito il punto? E comunque, come dice Pam, bisogna per forza essere sempre costruttivi?

Commento #137 di ls
settembre 9th, 2007 @ 6:49 pm

A me sembra che qui nessuno appiattisca nulla, poi è questione di opinioni. Sul discorso del gelato hai ragione, ma come puoi vedere nessuno ha dato seguito a quel commento. Personalmente non ho problemi ad esprimermi, su qualsiasi cosa, e non ho problemi a confrontarmi con gli altri, in qualunque modo lo facciano o non lo facciano, l’essere derisa, e ti posso assicurare che è accaduto, non mi disuade dall’essere me stessa, nel modo che preferisco. Infatti lascio sempre l’indirizzo del mio blog, che è aperto a chiunque, e nel quale i commenti sono liberi.

Commento #138 di Pam
settembre 9th, 2007 @ 6:52 pm

Meno male che non sono la sola a credere che per istituire il 5 settembre San Big Luciano sarebbe una vera blasfemia (altro che natale malvestito).
Perchè gli si perdona l’evasione fiscale milionaria, il tradimento alla moglie e gli eccessi di cui tutti sorridono in questi giorni e non si pensa invece a quei preti che rifiutano di celebrare il funerale di un uomo solo perchè separato?Grande artista della lirica e niente più.

Commento #139 di Manu the first
settembre 9th, 2007 @ 6:55 pm

@ls: bhe, sinceramente sono in dubbio sul tuo commento.

A me pare che se la “prenda” anche (soprattutto) con chi adotta elementi di moda e li integra nel suo stile. Questo lo dico perchè tali elementi non sono (nei disegni) integrati nel loro trend (come presentato nelle sfilate, come divenuto famoso), ma piuttosto nello stile personale.

Ad esempio col fedora hat qui in questione.

Comunque apprezzo la vostra disponibilità a rispondermi, e a spiegarmi la vostra filosofia. Non la condivido, ma apprezzo che non mi siate saltate addosso ^^.

E’ solo che io credo una cosa: che per essere nella posizione di fare una critica, bisogna guadagnarsela. Ad esempio: sull’ambito lavorativo può criticarmi il mio capo (per dire), ma non uno che fa lo stesso lavoro da 5 minuti e ancora non ha dimostrato nulla.

Ecco, criticare senza esporsi mi sembra così, e non mi sembra una pratica corretta. Bho. ^^

Sarò strana io!

Continuerò a leggere il blog comunque…

Commento #140 di Cecilia
settembre 9th, 2007 @ 6:58 pm

Cecilia scusami non sono d’accordo, il diritto di critica è di tutti che poi sia una critica errata, sbagliata o fatta senza alcun criterio e senza esperienza è un’altro conto, ma il diritto di critica o di parola è di tutti ed è tutelato dal concetto di democrazia:-)

Commento #141 di Massimo
settembre 9th, 2007 @ 7:49 pm

ls. Lo so, faccio piangere, ma abbiate pazienza: sono il dinosauro del blog e inciampo facilmente sul melò causa età.
Trantor. Nelle scuole elementari e medie di qui sono attivi laboratori musicali pomeridiani. Comprendono ascolto, canto, corsi di chitarra, di flauto ecc. In alcuni Circoli Didattici esistono cori per genitori ed insegnanti.
Cecilia. A me pare che questo blog ironizzi sull’importanza che ci attribuiamo per esser vestiti in un certo modo. Sul desiderio di apparire fichi, unici, originali e up-to-date attraverso l’abbigliamento. “Cappello ergo sum”, ma anche scarpa firmata – o qualsiasi altro oggetto- ergo sum. Innocenti debolezze? Allora è innocente debolezza anche il riderci su. Sottolineatura del proprio status? Allora è ironia o critica, pungente in diretta proporzione all’ostentazione. E non solo a carico di terzi. Qualche giorno fa ho fatto i capelli per andare il libreria. Il libraio mi piace. ;) Sono stata un pezzo a pettinarmi con phon e spazzola. Alla fine sembravo Jean Claude e mi sono sentita abbastanza deficiente. Ho rimesso i capelli come al solito.

Commento #142 di Siminsen
settembre 9th, 2007 @ 7:53 pm

@Cecilia: quoto ls, mai parole furono spese meglio per descrivere lo spirito di questo blog. Aggiungo che ad essere messa alla berlina è la “ricercatezza senza autoironia” e cioè anche chi “integra” come dici tu nel suo “stile”, perchè è la convinzione stessa di “avere uno stile” che fa ridere in sè, quando manca la componente giocosa e di divertimento di cui parlava ls (“i cappellini da Ascot a forma di padella con dentro un cinghiale con mela in bocca, le calze verdi pistacchio, gli anfibi e le culotte multistrato di sangallo bianco sotto al cappotto da ussaro” LOL :D). Inoltre il più delle volte tutto questo stile si riduce a maldestri tentativi di apparire seducente, “cool” o “alternativo/a”.
“criticare senza esporsi mi sembra così, e non mi sembra una pratica corretta.” a me invece sembra proprio la scelta più corretta, perchè è proprio mostrandosi che otterrebbe l’effetto che tu le contesti, e cioè quello di qualcuno che si erge a maestro di stile (tipo: io sono ok, gli altri fanno ridere i polli). Essere “senza volto” le permette di scherzare sugli altri senza apparire supponente. Ha preferito fare la “voce fuori campo” ed è per questo che sfugge all’antipatica sensazione che si ha leggendo molti blog, e cioè quella di trovarsi davanti ad una persona con manie di grandezza o di protagonismo, o di una che si sente meglio degli altri.

Commento #143 di SaintJust
settembre 9th, 2007 @ 7:56 pm

apprezzo i vostri punti di vista, senz’altro interessanti.

@saintjust: sicuramente il tuo è quello che più mi ha fatto riflettere, non so se sono d’accordo, ma da una parte capisco il tuo punto.

però devo dire che non sono d’accordo che “avere uno stile” sia ridicolo in sè, perchè è l’espressione di se stessi.

Commento #144 di Cecilia
settembre 9th, 2007 @ 9:33 pm

@Cecilia: non intendevo dire ch avere uno stile è ridicolo (per carità, tutti, volenti o nolenti, ne abbiamo uno!), ma “essere convinti” di averlo, nel senso che se lo stile è davvero espressione di sè stessi (e in molti casi lo è. Esempio: io mi sentirei a disagio vestita in maniera troppo elegante o femminile perchè ho una personalità pratica e mascolina, per cui mi vedrete vestita più o meno sempre alla stessa maniera. Oppure una persona timida, ad esempio, tenderà a scegliere vestiti discreti e poco appariscenti. E poi ognuno ha i suoi colori-fissazione, ha la predilezione per la gonna o per i pantaloni, camicia o t-shirt, classico o casual, barocco o minimale, capello corto o lungo, ecc. E’ naturale sentirsi più a proprio agio con ciò che sentiamo vicino al nostro modo d’essere) la cosa non è meditata, ma spontanea. Quando uno “è convinto” di avere uno stile, vuol dire che ha “escogitato” (cioè ci ha pensato, ripensato e rimurginato) un modo di vestire che ritiene essere “molto personale”. E’ questo che trovo abbastanza ridicolo (come trovo ridicole tutte le cose artefatte), perchè rivela – secondo me – la necessità di connotarsi attraverso i vestiti. In questo caso non è lo stile che riflette la personalità, ma al contrario si cerca di costruirsi una personalità attraverso lo stile.

Commento #145 di SaintJust
settembre 9th, 2007 @ 10:26 pm

ah ho capito che volevi dire ^_^.

si, su questo punto diciamo che mi trovi d’accordo, l’ostentazione non è mai cosa buona, il voler essere quello che non si è. Ma magari lo “sforzo” e “ricerca” possono anche essere sforzo e ricerca di esprimere se stessi, non sempre viene facile o è naturale, o ci riflette come vorremmo. Come dici tu una persona timida tende magari a fare certe scelte, ma forse non è quella l’immagine che vorrebbe avere. Un pò come si è – come si vorrebbe essere. Tradotto nel vestiario può anche essere cosa buona. Sempre che, come dici tu, non si scada nel “wow, adesso mi metto addosso questo trend così appaio ____ (inserire parola: hipter, boho, chic, etc etc…)”.

Commento #146 di Cecilia
settembre 9th, 2007 @ 10:44 pm

@SaintJust…hai centrato in pieno, il mio pensiero del “tutto è stato creato, nulla si inventa , ma si trasforma” si rifà al movimento post moderno…saranno le idee inculcatemi dai miei proffessori all’accademia d’arte, me le hanno messe in testa così bene, che ci credo pure io!!

Commento #147 di kimmi
settembre 10th, 2007 @ 9:42 am

Siminsen: mi fa davvero piacere che in molte scuole ci siano dei laboratori e dei corsi musicali… E’ che il panorama è in generale lo stesso deprimente; la mia idea (utopia, al momento) è che la musica venga considerata un’arte e una materia al pari delle altre, come in diverse scuole superiori (anche qui per brevità generalizzo) si fanno due ore alla settimana di storia dell’arte figurativa (si potrebbe anche dire che sono lo stesso poche, ma allora dobbiamo aprire un altro argomento). Anche io collaboro con le scuole medie e curo dei laboratori corali… Dicevo solo, forse generalizzando, che la cultura musicale da noi purtroppo è ben poco apprezzata/incentivata/presa in considerazione. Questo purtroppo mi sembra sotto gli occhi di tutti. Tra l’altro la pratica musicale è un’esperienza tra le più formative, e sarebbe bello che diventasse patrimonio stabile di tutte le scuole. Detto ciò, vivaddio se esistono scuole e istituti che attivano dei corsi/laboratori musicali!

Commento #148 di Trantor
settembre 10th, 2007 @ 4:33 pm

kimmi Il principio che citi è molto più generale: riguarda la conservazione delle masse ed è stato inglobato nella termodinamica. È fisico, sempiterno ed universale, ed esiste da molto prima che si concepisse la postmodernità. Scusa, ma “date a Cesare ecc.”! :)
Trantor. Totalmente d’accordo. Senza contare che la musica, come la matematica, è un linguaggio logico ed oggettivo, educa all’ascolto in generale -del mondo e di se stessi- aiuta l’espressione delle emozioni, stimola la creatività. Ho fatto ascoltare brani classici e pezzi scelti dagli alunni (ma filtrati da me: purtroppo certa musica mi dà sui nervi, quando non rincoglionisce, e devo porre dei limiti) durante una lezione di Disegno Tecnico. La classe ne è stata entusiasta e l’esperimento è stato ripetuto. Secondo me la musica dovrebbe avere il suo peso anche in termini di interdisciplinarietà, ma qui si studia a compartimenti stagno, e spesso gli stessi insegnanti non sono in grado di uscire da tracciati triti e ritriti. Io son convinta che ascoltando, che so, Cherubini, si capisca meglio anche lo spirito della Rivoluzione Francese, e via di questo passo. Ma Storia è Storia e Musica è Musica.

Commento #149 di Siminsen
settembre 10th, 2007 @ 5:46 pm

pensavo che la carica antoconformista di quel cappello fosse morta da tempo…

Commento #150 di manu
settembre 12th, 2007 @ 1:32 pm

[...] Per immedesimarcisi meglio ha deciso di vestirsi in tema, e guardatelo accidenti se non incarna alla grande quel malvestitismo io-sono-originale un po’ chic-eccentricità da jazz club per pensionati: la scoppoletta (2 – vedi anche il capitolo Cappello ergo sum), l’insolito un-due viola giallo di giacca (3 – un reperto vintagiosamente infeltrito, strettina e corta sulle maniche, bohoissima) e camicia (4 – il collettone largo seventies disteso sul bavero della giacca, i polsini slacciati), i pantaloni jeans moscetti non troppo sbragaloni (5 – oh, è pur sempre jazz-chicchitudine), wayfarer d’ordinanza, un paio di sorpassatissime New Balance (6 – ma chissene, l’importante è il corto circuito io-sono-originale giacca similelegante versus scarpa da ginnastica) e la borsetta louis vuitton (7) che in effetti non c’entra molto, troppo agiata alto-borghese, ma lo perdoniamo sì che lo perdoniamo. [...]

Pingback #151 di le Malvestite » Blog Archive » Malvestito #24 - tredici milioni di pixel
novembre 13th, 2007 @ 1:46 am

[...] Caro Babbo Natale lo so che stai facendo spallucce, e va be’ starai pensando, niente di speciale, un classicone malvestito: l’io-sono-originalità declinata nella sua forma artistico-sudicio-fattona, il cappello ergo sum (1), la t-shirt sbrindellata (2 – a cinque gradi sotto zero – perché il catarro l’occhio lucido il moccolo, morire di polmonite: c’è niente di più originale?), gli spruzzi di colore ovunque perché lui fa le opere (3), i pantaloni flosci a tre quarti di chiappa (4 – la mutanda che fa ciao ciao) gli stivaletti mocassinati di pelle scena brit-heroin-underground (5 – be’, in realtà sono le pantofole del padre in pensione) e la boccia discount di vino rosso bene in vista (6) ché lo stordimento artistico è un must irrinunciabile; un classicone così senza niente di speciale, starai pensando, non lo vale mica il camper spaziale delle winx. [...]

Pingback #152 di le Malvestite » Blog Archive » Malvestito #25 - buon natale
dicembre 24th, 2007 @ 12:54 am

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