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Malvageddon #20 - Giovanni Allevi

Vedi anche il secondo e il terzo conclusivo capitolo della trilogia alleviana

Esistono degli individui che sono malvestiti totali, tristi e mediocri individui che ci provano in tutti modi a farsi vedere in un certo modo, individui che si studiano e ci si impegnano con tutte le loro energie, che vogliono essere interessanti, originali, persino brillanti, che si guardano e si parlano e si ascoltano addosso continuamente, e però gli vien fuori sempre loffa, poveretti, è un tentativo che non gli riesce proprio, e finiscono soltanto per apparirti più tristi, e più mediocri. Uno di questi individui, ad esempio, è Giovanni Allevi.

giovanni allevi copertina joyGiovanni Allevi è come quei personaggi di Verdone che si esibiscono in racconti enfaticissimi sulle loro avventure coi serpenti mortali, o che fumano davanti allo specchio provando il discorso del cargo liberiano. Giovanni Allevi è, prima di tutto, un instancabile apologeta di Giovanni Allevi. E’ un esibizionista sfrenato che non aspetta altro che mostrarsi e far sfoggio di se stesso, lustrando per benino la figura di questo Signor Geniale Compositore che c’è solo nella sua testa, il protagonista delle ridicole storielle che spara via una dietro l’altra, sicuro ed allenato, preparatissimo, senza alcun imbarazzo (pur mantenendo i segnali esteriori della Timidezza, che è forma inevitabile del Geniale Compositore). Giovanni Allevi, se fosse il personaggio di una fiction sulla vita di un musicista, guardereste cinque minuti e poi, sopraffatti dalla suprema melensità di un tale pendulo accrocco di luoghi comuni, girereste su Ballando con le stelle.

Le storielle e gli aneddoti di Giovanni Allevi sono i mattoncini che servono a tirar su questo simulacro d’eroe mitologico, gran sacerdote e tramite tra l’Iperuranio della Musica e il Pianeta Terra, genio sì ma un po’ folle e pazzerello, come del resto sono folli e pazzerelli tutti i grandi artisti; felice e gioioso perché possiede e gode della vera fede (nella Dea Musica) e che però allo stesso tempo, nonostante questi doni di immensa grandezza, e anzi proprio a causa della sua grandezza, è anche modestissimo, un po’ schivo, scanzonato e timiduccio.

L’infantile procedimento di auto-mitizzazione di Giovanni Allevi annovera soddisfatti complimenti a se stesso di stampo spiritual-esegetico (”la mia musica va a toccare le corde profonde dell’emotività collettiva” - non c’è niente da fare, si adora) e aneddoti da primo della classe sborone che vogliono far risaltare le sue evidenti capacità di genio musicale (la storia del commissario che, di fronte alla prova di ammissione per il primo anno di composizione al conservatorio, esclama “o ha copiato la fuga, oppure è Brahms redivivo”; ma questo a Giovanni Allevi non basta - non sia mai che a qualcuno la cosa non dica nulla - lui gongolante chiosa: “eh, sì, ho portato una fuga, che è la composizione più difficile di tutte, si studia appena al settimo anno!”).

Le storielle di Giovanni Allevi hanno un’impostazione banalmente fiabesca, che può essere sovrapposta ad alcuni schemi della teoria Proppiana. Prendete la storia che racconta sempre, quella di lui a cinque anni che vuole giocare col pianoforte che i genitori cattivi tengono lucchettato [1]; un bel giorno Giovannino trova la chiave, lo apre, preme un tasto e - tadàn - rivelazione! Un faro gli si accende addosso (ipse dixit - nel video con Fazio, arrivate fino in fondo) e capisce cosa vuole fare nella vita: suonare. Ma il piccolo Giovannino è avversato dalla crudele matrign… ehm, volevo dire, dai genitori che non sentono ragioni e gli proibiscono di stare al piano. Lui se ne frega e lo suona di nascosto, finché a dieci anni durante una recita scolastica, guarda caso, trova un piano sul palchetto. Giovannino non può frenarsi, la musica lo chiama e lui le cede, siede al piano e suona [2] destando la meraviglia degli astanti. Perfetto dunque: c’è un eroe (lui) avversato da un antagonista (i genitori), c’è la situazione di divieto (il piano lucchettato), ci sono l’infrazione e la reazione (lui che apre il piano, e poi lo suona), c’è il trionfo finale dell’eroe (lui che si incammina sulla strada della mediocrità).

Come le fiabe della tradizione orale, anche le storielle di Giovanni Allevi su se stesso cambiano nel tempo, modificandosi, arricchendosi di particolari. La storiella qui sopra, le prime volte che veniva raccontata, era una roba molto semplice del tipo “c’era il piano chiuso a chiave e io desideravo suonarlo, si desidera sempre ciò che non si può avere, bla bla, punto”. In un secondo momento si sono aggiunti i cinque anni di suonate clandestine (un vero gesto di eroica sfida contro il bieco oscurantismo parentale); poi si è aggiunto il fenomeno ultraterreno della rivelazione, lui che tocca il tasto quella prima volta e viene investito dal “fascio di luce” (il che gli conferisce una misticissima aura da investitura divina); poi, negli ultimi tempi, pare che l’età del piccolo Giovannino stia abbassandosi dai cinque ai quattro anni - ma va be’, siamo ancora in una fase di trepida mutevolezza (credo sia anche già uscito il trailer che annuncia l’imminente Come sconfissi il drago che custodiva la chiave).

Il destino avverso è in agguato, ma Giovanni Allevi non molla e gli riesce sempre di sconfiggerlo, guidato com’è (implicito) dalla saggia mano della Dea Musica, che ha in serbo per lui un futuro di meraviglie musicali da raggiungere a tutti i costi. Eh, che lotta durissima e senza quartiere. Ma lui è fortunosamente creativo anche in questo, nell’aggirar la sfiga. Pensate a quando un giorno - lui, squattrinato compositore di belle speranza - s’è messo a suonare (sul solito palchetto con piano incustodito - è una mania) e una signora che per caso passava di là, rimasta annichilita dalla bravura di quel giovine talento, gli propone di far arrivare una demo a Riccardo Muti; la signora guarda tu la coincidenza è quella che organizza la cena d’inaugurazione alla scala, e stabilisce così un piano astutissimo perché lui, intrufolatosi alla cena come cameriere, possa dare sto cd al sommo maestro (leggete come la racconta Giovanni Allevi [3], è un incrocio tra ratatouille e james bond - anche se dimentica sempre di raccontare il finale, che Muti cioè a fine serata ha miseramente abbandonato il cd sulla sedia vuota). Oppure pensate a quando, stroncato da un attacco di panico (qui), sull’ambulanza che lo portava in ospedale, in una situazione dunque di così grande pericolosa avversità e disagio, ha trovato motivo d’ispirazione ed ha potuto gettare le basi per il suo ultimo capolavoro, Joy.

giovanni allevi suona l'atmosfera che esce fuori dallo spiraglio della finestra: genio!Folle e pazzerello, dicevo. Giovanni Allevi la follia se la immagina così, del genere più vistoso e facilmente riconoscibile, la follia cinematografica di un tizio un po’ autistico alla Rainman [4]. Giovanni Allevi, per aderire al personaggio, oscilla tatticamente avanti indietro quando sta in piedi, racconta di essere affetto da disturbi ossessivo compulsivi (va a nuotare in piscina e si ripassa mentalmente tutte le note mentre sta ammollo - non può suonare se prima d’ogni concerto non gli danno una torta al cioccolato - per un anno di fila s’è nutrito di sola pasta al tonno), cerca penosamente di stupire gli intervistatori con sciocche rivelazione matematiche (del tipo: “ho calcolato che in un ora di concerto le mie dita compiono all’incirca 36.000 movimenti” oppure “il pianoforte ha 88 tasti, li ho contati” - brrravooo, clap clap, e quante corde? a-ha! non le hai contate quelle, eh? gne gne), pubblicizza bizzarre trovate domestiche (il gatto che aveva da piccolo, che si chiamava Bemolle - il suo attuale animale domestico, un gamberetto che, per amplificare l’effetto paradossale, ha ribattezzato Maciste: io me lo immagino Giovanni Allevi oscillante al negozio di esche, mentre paga il gamberetto, che già pensava come e quando avrebbe raccontato del gamberetto la prima volta, suscitando ilarità ed ammirazione), è sempre istericamente entusiasta di qualsiasi cosa e oscenamente fiero del suo minuscolo intellettualismo da dizionario d’aforismi (”come dice Platone - frase fatta”, “come dice Heidegger - frase fatta”), è sempre lì lì ad un passo dal ruolo dell’eroe romantico in preda a gravi tormenti (soffre di insonnia perché ogni notte è assalito da tumultuosi pensieri musicali che subito trascrive su un foglietto pentagrammato provvidenzialmente tenuto accanto al letto), ed esibisce quello scontato repertorio di atteggiamenti timidoni - occhi bassi, postura gobbetta, movimenti goffi, gestualità nevrotica, i sorrisetti schivi - che si vede nei telefilm per teenager del Disney Channel la domenica mattina. Il tutto, come detto, per creare questo effettaccio Genio Fuori Dal Mondo, un po’ folle ma simpatico e alla mano, confortante e familiare, con una testa piena piena di cose buffe e interessanti.

giovanni allevi è un manichino del reparto under quattordici dell'oviessePer essere accettato, il genio musicale Giovanni Allevi deve darsi l’aria di prendersi alla leggera, per niente sul serio, deve essere semplice e scanzonato, alla portata di tutti (il che, a ben pensarci, è davvero difficile da realizzare, per uno che si crede depositario di un soffio artistico d’emanazione divina, “Non sono io che compongo ma è la musica che fa tutto da sola e utilizza il mio corpo e il mio essere per fluire fuori, sul mio pianoforte”): ciò lo si realizza attraverso un abbigliamento da allegro giovanotto qualunque, indossando abiti casual nella direzione che genericamente prende la moda giovane del momento: felpone belle grosse, jeans belli larghi, camicia di fuori, converse all star, occhialoni nerdy. L’interpretazione è improntata ad una impersonale e anonima figuretta da manichino Oviesse del reparto under quattordici. Immagino che l’intento sia anche blandamente provocatorio, a presentarsi così ridotto ad un concerto, in teatro. Accidenti. E’ chiarissimo purtroppo che sono cose di cui non sa niente, di cui non capisce niente (la felpa è troppo corta, gli tira sulla pancia, le maniche gli salgono, i jeans pure, troppo stretti, un po’ informi), messe insieme a casaccio al solo scopo di completare il quadretto, poveraccio [5], questo suo naufragato tentativo di giovanil-io-sono-originalesimo risulta niente altro che una spaventosa e ridicolissima frittata di cattivo gusto.

Ah, la musica, pffft. E certo, mi dimenticavo la musica. La solita robetta giocata sulla riuscita di suggestioni melodiche, facilona e abborracciata - basso e voci mediane praticamente inesistenti, ideucce piccine picciò in gran parte scopiazzate, un po’ al tardo-romanticismo, un po’ a quell’usuratissimo e ormai infinito bacino di minimalismo annacquato stile Nyman - banali melodie non sempre riuscite e, anzi, spesso insulse e pure lagnosette (Panic ad esempio, la canzone cardine del suo ultimo album, è la sigla di Mio Mini Pony, non si discute [6]); quando cerca di cimentarsi su strutture un minimo più complesse, ahilui, la butta tragicamente in caciara. Sono pezzi che sembrano improvvisati al momento: non c’è ricerca, l’elaborazione tematica è ridotta al minimo, non c’è un cavolo di studio, una serie di (vanamente accattivanti) luoghi comuni impilati uno sull’altro. Giovanni Allevi stesso, del resto, conferma queste impressioni uscendosene con stupidaggini altisonanti come “Suonare è non pensare” - nell’elogio all’abbandono che compare sul sito, nella sua fissazione per l’acqua, l’acqua come metafora di vita, di musica e bla bla, il che è davvero emblematico, perché rende alla perfezione l’idea di Giovanni Allevi e della sua musica: un flusso appariscente e senza controllo di inutili conati.

[1] perché mai i genitori, entrambi musicisti, impediscono al pargolo di suonare il piano? si tratta forse della solita lacrimosa trama degli artisti falliti che soffrono per i propri fallimenti e non vogliono dare al figlio le stesse sofferenze? (Allevi: consideralo un suggerimento)
[2] il preludio in La maggiore di Chopin, dice lui - e uno (il patito di Giovanni Allevi, che ovviamente non sa niente di musica) pensa mamma mia, il preludio in la maggiore, chissà che cosa difficilissima, e si immagina una cosa così, mentre invece è questa puzzetta qua (nulla di cui bullarsi, neppure a dieci anni)
[3] nella pagina degli “scritti”, clic su “la cena di muti” - anche questa storia qui la raccontava diversa, all’inizio: non c’era la signora che lo ascolta per caso rimanendo annichilita e non c’era la missione segreta all’inaugurazione della Scala; c’era soltanto lui che un giorno facendo il cameriere ha servito Muti al ristorante, punto
[4] oh, si potrebbe fare uno studio comparativo tra la sua, e l’idiota rappresentazione del picchiatello promossa da quell’altro simpatico originalone di Simone Cristicchi - a volersi far del male, dico
[5] ah certo, i capelloni sbarazzini, un tasto per capello (eh eh): consiglio, tra un paio d’anni, di rinnovarsi - maturizzandosi - con un paio di baffoni alla Frank Zappa
[6] ovviamente non c’è storia: Mio Mini Pony batte Giovanni Allevi un milione a zero

693 commenti

Pagine: « 1 2 3 [4] Mostra tutti i commenti

La descrizione su Giovanni Allevi qui sopra é molto ironica provocatoria, ma rispecchia in gran parte la sua vera realta.

Il potere dei media é incredibile riescono a sopravvalutare un artista in maniera spropositata.

Nel caso di Allevi, nel suo genere musicale non c’é nulla di inventato o originale, ma solo superficiali sonate di pianoforte con dolci melodie a primo ascolto e poco sviluppo armonico musicale.

Ascoltando alcuni dei suoi brani, parte con un tema melodico trascinante, ma al momento del fulcro del pezzo si perde in un bicchier d’acqua non sviluppando bene l’armonia delle note.

Chi si intende veramente di pianoforte o lo suona sa benissimo cosa voglio dire.

Invece per gli ascoltatori superficiali della musica che ascoltano Allevi, voglio dire che il pianoforte é uno strumento fantastico e affascinante e far passare Allevi come un genio del piano é una offesa,purtroppo i media riescono sempre a vendere il piombo per oro.

ALCUNI DEI VERI GRANDI PIANISTI:

Andras Schiff, Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini , Vladimir Horowitz , Svjatoslav Teofilovic Richter,
Keith Jarrett , Art Lande, John Taylor , Ketil Bjornstad , Paul Bley, Bobo Stenson, Esbjorn Svensson, Lyle Mays , Vassilis Tsabropoulos, Rainer Bruninghaus , Michel Petrucciani, Mcoy Tyner,Bill Evans

E I NOSRI DUE ITALIANI MOLTO VALIDI:

Cesare Picco , Stefano Bollani

Ascoltate bene la vera musica studiando e non fatevi rincoglionire dai media.

Commento #601 di Fictionary
dicembre 19th, 2008 @ 4:01 am

La descrizione su Giovanni Allevi qui sopra é molto ironica provocatoria, ma rispecchia in gran parte la sua vera realta.

Il potere dei media é incredibile riescono a sopravvalutare un artista in maniera spropositata.

Nel caso di Allevi, nel suo genere musicale non c’é nulla di inventato o originale, ma solo superficiali sonate di pianoforte con dolci melodie a primo ascolto e poco sviluppo armonico musicale.

Ascoltando alcuni dei suoi brani, parte con un tema melodico trascinante, ma al momento del fulcro del pezzo si perde in un bicchier d’acqua non sviluppando bene l’armonia delle note.

Chi si intende veramente di pianoforte o lo suona sa benissimo cosa voglio dire.

Invece per gli ascoltatori superficiali della musica che ascoltano Allevi, voglio dire che il pianoforte é uno strumento fantastico e affascinante e far passare Allevi come un genio del piano é una offesa,purtroppo i media riescono sempre a vendere il piombo per oro.

ALCUNI DEI VERI GRANDI PIANISTI:

Andras Schiff, Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini , Vladimir Horowitz , Svjatoslav Teofilovic Richter,
Keith Jarrett , Art Lande, John Taylor , Ketil Bjornstad , Paul Bley, Bobo Stenson, Esbjorn Svensson, Lyle Mays , Vassilis Tsabropoulos, Rainer Bruninghaus , Michel Petrucciani, Mcoy Tyner,Bill Evans

E I NOSRI DUE ITALIANI MOLTO VALIDI:

Cesare Picco , Stefano Bollani

Ascoltate bene la vera musica studiando e non fatevi rincoglionire dai media.

Commento #602 di Anonimo
dicembre 19th, 2008 @ 4:10 am

[...] arrivati all’epilogo della nostra trilogia alleviana (se volete ripassarveli: qui c’è il primo capitolo, qui il secondo). Concediamogli ancora un’ultima commossa pernacchia d’addio esaminando [...]

Pingback #603 di le Malvestite » Blog Archive » Giovanni Allevi, In viaggio con la strega, pare che Dio sia dalla sua parte: non gli fa piovere ai concerti, l’ha eletto a nuovo San Francesco, gli manda gli angeli travestiti da tassinari milanesi - si raf
dicembre 19th, 2008 @ 4:16 am

Sono da sempre un amante della musica classica/lirica, e quando ho visto nascere questo soggettone ho pensato che avrebbe avuto grandissimo successo di marketing, presso un pubblico ignorante ed ineducato, che oramai è più pratico di mp3 che di musica, e magari è convinto che la musica si studi dalla defilippi piuttosto che nei conservatori.
E’ un prodotto che ha il suo pubblico, che non ha nulla a che vedere con la musica, il che può anche starmi bene.
Oggi però era al concerto di natale del Senato …. e il cerchio si chiude ….. che schifo!

Commento #604 di Paperellino
dicembre 21st, 2008 @ 1:59 pm

…E adesso che ha diretto pure il Concerto di Natale al Senato della Repubblica quanto vi rode, gente? Malpettinato vs Malvestite 20 a 0!!

Commento #605 di dulcis in fundo
dicembre 22nd, 2008 @ 8:33 am

Nun me pò rode de meno, non è mai stata mia aspirazione suonare al Senato…

…però me rode al pensare che sia proprio in quel tempio colmo di vegliardi meritocratici che strabordano meritocrazia (con rare e dovute eccezioni) che il bigodinatissimo abbia ricevuto cotanta incensata.
Ma d’altronde lì non ch’avrà fatta una cattiva figura visto che lui lì dirige coi capelli, quando questo paese è diretto col culo…

Commento #606 di WeirdintheWyrd
dicembre 22nd, 2008 @ 5:17 pm

Allevi e Milly Carlucci a Palazzo Madama non mi sconcertano affatto: io mi aspettavo Apicella e Paola Perego. Differenza minima, quindi.

Commento #607 di Futak
dicembre 22nd, 2008 @ 11:28 pm

IL MOZART DEL 2000 PUAH!! UNO CHE COMPONE DA SECONDO ANNO DI ARMONIA COMPLEMENTARE E PER GIUNTA IMPARA A DIRIGERE GUARDANDO I VIDEO DI YOU TUBE. PRESUNTUOSO, SPREZZANTE, VISCIDO FANNULLONE!!

Commento #608 di anam
dicembre 23rd, 2008 @ 4:36 pm

[...] mai incrociati. inoltre, c’è già una lunga e ottima letteratura sull’argomento [1] ; [2] ; [3] ; [4] ; [5] . epperò anch’io oggi sento il meraviglioso sentimento [...]

Pingback #609 di brullonulla » i soldi falsi di giovanni allevi
dicembre 24th, 2008 @ 3:04 pm

@ tutti i fan di Allevi: leggetevi cosa pensa Uto Ughi di Allevi..

Commento #610 di Anonimo
dicembre 24th, 2008 @ 3:45 pm

http://lastampa.it/redazione/spettacoli/articoli/39girata.asp

Commento #611 di Anonimo
dicembre 24th, 2008 @ 3:46 pm

Quanto è vero quello che dici!

Commento #612 di Filippo
dicembre 27th, 2008 @ 12:55 am

[...] come Facci sul Giornale e Uto Ughi su La Stampa, e ha acceso discussioni su vari blog [qui][qui][qui]. Per inciso, non credo che la scelta del musicista abbia vilipeso un luogo già di per [...]

Pingback #613 di tomate :: ancora Allevi :: December :: 2008
dicembre 27th, 2008 @ 3:41 pm

[...] Orginalmente inviato da big1987 ahahahahhaaha non sapevo che Allevi si credesse dio.. No, non si è mai creduto Dio. Solo un misto fra Beethoven, Mozart, Democrito e Gesù Cristo. Un breve articolo sulla squallidità di questo personaggio, che non riesce a suonare 5 minuti senza incappare in valori disuguali, per non parlare dell’incredibile banalità e melensità delle sue compisizioni: le Malvestite ? Blog Archive ? Malvageddon #20 - Giovanni Allevi [...]

Pingback #614 di Uto Ughi bastona Allevi (era ora!!) - Giovani.it - Forum
dicembre 27th, 2008 @ 4:42 pm

Allevi puo’ piacere o no. Ma non e’ corretto dire che il brano ‘panic’ ti sembri una schifezza. E hai giudicato. Si tratta di rispetto per chi come Allevi si e’ dedicato alla musica. E tra le altre cose si e’ pure laureato con il massimo dei voti.

Ma come cavolo ragiona certa gente? Come Allevi stesso, che risponde a una critica con ‘Come può farmi questo?’, accidenti, lesa maestà!

Che narcisismo sfacciato, uno che pretende che non lo si giudichi, che i critici non facciano il loro lavoro (quella cosa che il critico non dovrebbe giudicare ma solo ‘far comprendere’, ma che idiozia!!), che nessuno si esprima se non con gli osanna, se no si urta la sua sensibilità e si offende che lui povero ha tanto studiato, è solo invidia…

Vogliamo capire il concetto di critica e magari pure di autocritica, è chiedere troppo? Mi sa di sì, visto che il divo in questione ne è totalmente privo…

Certo, è ovvio che le arti non sono come le scienze, non si può dire ‘questa musica/letteratura/pittura è *sbagliata* perché quest’altra la smentisce’ come si fa con i teoremi fisici o matematici, ma per favore, non facciamo i furbetti, questo non vuol certo dire che non ci sia alcun criterio di valutazione, di paragone, di standard, e che sia tutto ‘emozione’ e in quanto tale insindacabile… Capisco un rockettaro punk che faccia questi discorsi (e almeno non avrebbe altre pretese che quelle di divertirsi e far divertire gli altri, e ci sta) ma uno che ha studiato al conservatorio, ma non si vergogna?

E’ ipocrita oltre che narcisista, perché è troppo comodo, passare dal ‘voglio solo emozionare la gente che in massa accorre ai miei concerti’ (va bene, però se restiamo su questo piano, lo fa qualsiasi megastar del pop/rock/hip-hop ecc. che almeno, in genere, ha la piena coscienza di far spettacolo e non la pretesa di portare alla gggente chissà quale gemma rivoluzionaria di intensità e novità assoluta che i ‘criticoni’ non capiscono) a grandiose dichiarazioni sul suo genio e sulla sua innovazione musicale, appunto… allora, se tu per primo ti poni su questo piano, vai oltre la pretesa di puro intrattenimento, e devi accettare che ci siano standard critici di riferimento, gli stessi che ti hanno consentito di studiare e imparare a suonare, se no, facevi il punk e prendevi in mano una chitarra senza alcuna formazione, che almeno la tua musica avrebbe avuto un po’ più di verve!

Troppo comodo predicare il vangelo del ‘non giudicare’ chi si eleva ad artista, e far passare per stronzi invidiosi chi reagisce e magari, avendone le scatole piene di tutti questi osanna e auto-osanna, diventa anche un po’ feroce.

Aggiungo una cosa. Io non sono pianista, non ho studiato musica, ascolto più rock e pop e elettronica, dei musicisti che ho conosciuto son tutti rockettari che lo fanno per passione propria e manco ci campano, quindi sul discorso musica ‘popolare’ vs musica ‘colta’ non ho alcun preconcetto ‘elitista’ o presunto tale, anzi.

Però anche un ascoltatore senza preparazione musicale ‘classica’ ma con un minimo di discernimento può, a volte, capire se si è davanti a qualcosa di piacevole e basta, o a qualcosa di straordinario, no?

Ora, io vivo all’estero e non avevo sentito parlare di Allevi prima di tornare in Italia per le vacanze di Natale. Leggo la cosa di Ughi e penso, ammazza oh, s’è incazzato forte questo, sembra proprio il solito trombone… allora vado ad ascoltarmi qualcosa di Allevi in rete, e resto allibita. Ma è questo di cui di si discute così animatamente? Tutto qui???? questa robina qui? è musichetta da spot pubblicitario, non perché l’abbiano usata per gli spot (capita che anche la pubblicità usi musica decente a volte e non solo l’ultima canzonetta da promuovere) ma perché sembra scritta apposta per gli spot. Quelli del Mulino Bianco. Scialbissima e mielosa! Sono sconvolta, scavo su youtube cercando altri pezzi, tutti uguali! la stessa nenia noiosa e piatta…

Ok questione di gusti, ognuno ascolti quello che gli piace, per carità, ma se iniziamo a parlare in termini di bravura e innovazione e genialità e meglio questo e meglio l’altro, si danno per forza dei giudizi - ascoltate bambini: i giudizi sono cosa buona! se non si giudica niente, non si può nemmeno apprezzare niente! - e se si vuole discuterne non si tronca lì con un ‘come hai potuto offendere uno che si dedica alla musa dell’arte da tutta la vita’. E allora? anche Gigi d’Alessio si dedica alla musica da una vita, vogliamo elevarlo a nuovo genio della chanson popolare? Certo, Allevi sa suonare il piano, e te credo ha fatto il conservatorio, basta questo adesso per parlare di genio?

E per chi storpia il senso del ‘de gustibus’ pretendendo l’annullamento di ogni critica, chiariamo oltre: a me come a tanti altri non dà fastidio in sè il fatto che ci sia gente che ascolti roba che io considero insulsa, io non la ascolto e mi vado a cercare roba che piaccia a me, e siam tutti felici, su questo non dico niente. Ma avremo il diritto di prendere in giro chi parla di genio quando a) i musicisti in questione si autocelebrano come geni ispirati e rivoluzionari e b) non ammettono alcuna critica rifugiandosi nel regno dell’emozione e dell’approvazione delle masse (che è contradditorio con il punto a)), e c) danno pure degli invidiosi a chi si pronuncia diversamente. Che poi, capisco i teenager che ragionano così per entusiasmo dell’età, ma Allevi ha 40 anni, fa incazzare peggio di un Moccia, che almeno non mi pare abbia detto ’sto rivoluzionando la letteratura’…

Commento #615 di mimi
dicembre 29th, 2008 @ 2:20 pm

AHAHAHA… se uno non avesse mai visto Allevi penserebbe che è una stroncatura troppo acida.
Ma lui è proprio così!

Commento #616 di Alessandro
dicembre 29th, 2008 @ 4:16 pm

che noia questa invettiva contro allevi….forse sarà pure, a detta di voi altri messeri del pentagramma, niente di più o di meno degli altri, però la verità è che voi, invece di quagliare qualcosa di “buono” state lì verdi di invidia a recitare la parte di anastasia e genoveffa….
singolare: degli invidiosi che fanno tenerezza
Buon Natale

Commento #617 di diletta
dicembre 29th, 2008 @ 4:40 pm

cara Betti,
ma puoi passare tutta la vita a invidiare spasmodicamente allevi???
e dai su…magari una canzoncina di bim bum bam riesci a scriverla pure tu!

Commento #618 di carlo de stefaniis
dicembre 29th, 2008 @ 4:42 pm

Mimi, ottimo intervento. Mi sono ascoltato questo Allevi su youtube e non mi è parso nulla di eccezionale. Certamente il piano lo sa suonare, ma non mi è sembrato questo gran fenomeno, per quanto io abbia una cultura musicale sccarsa. Molta della musica che ascolto io (heavy metal) è ESTREMAMENTE più elaborata. E sto parlando di rozzi rockettari e metallari che si prefiggono come principale scopo quello di suonare bene divertendo la gente tra una bevuta e l’altra…

Commento #619 di Ash
dicembre 29th, 2008 @ 6:18 pm

eh.. come da copione ci risiamo con ‘tutta invidia’, e si torna al via…

Però mi scusino, da quand’è che scrivere tre post (peraltro assai spassosi nella loro ferocia) su un blog significa ‘passare tutta la vita a invidiare spasmodicamente’?

Il senso delle proporzioni qui ha fatto la stessa fine dell’autocritica, eh?

(proseguire scegliendo tra la carta ‘tutta invidia’, ‘c’hai niente di meglio da fare te’, ‘prova tu a scrivere una canzone, se no stai zitto’, ecc.)

Commento #620 di mimi
dicembre 29th, 2008 @ 6:22 pm

Ancora la gag dell’invidia?
Ma che palle!
I pro-alleviani sono scontati, banali e vuoti di idee quanto la musica del caro ascolano quasi quarantenne.

Commento #621 di Futak
dicembre 29th, 2008 @ 6:23 pm

CITO:
oh, si potrebbe fare uno studio comparativo tra la sua, e l’idiota rappresentazione del picchiatello promossa da quell’altro simpatico originalone di Simone Cristicchi - a volersi far del male, dico

GIUSTISSIMO :D :D aha ha

Commento #622 di Ash
dicembre 29th, 2008 @ 7:16 pm

Intanto qui l’unico che rosica è il babbasone ricciolone dopo la tegola che si è preso da Ughi :-) hihihihi. Scriva pure le sue suonerie da fast-food, ma il plauso può trovarlo solo in mezzo agli itaGlioti pappagalli (quelli che ripetono: “siete invidiosi/siete acidi/siete ignoranti/scopate di più”) e dai politici che degnamente li rappresentano e lo invitano al senato. Articolo stupendo, diffuso anche su Facebook. Aspetto la 4^ parte con trepidazione…

Commento #623 di otti
dicembre 29th, 2008 @ 10:16 pm

bravissima, un’analisi del personaggio acuta perfetta puntuale.
ho appena letto la risposta di allevi a uto ughi sulla stampa, e se prima pensavo che allevi fosse solo un burattino manovrato dal bissnes men di turno, adesso ho capito che invece è proprio uno stronzo se non si può scrivere stronzo qua, sostituiscila con una parola più urbana.
ciao vado a leggermi le altre due puntate

Commento #624 di coticone
dicembre 29th, 2008 @ 11:12 pm

Capirai che tegola… “il grande ughi”… sul finire dei suoi anni, Giovanni avrà il plauso di scriverne o forse narrarne il de profundis della sua maschera di gesso che tanto somiglia, per spocchia e per acredine a quella del signor tuttofare “gianni letta”…
in quanto a quello che scrivi, otti, sei un personaggio “al massimo” da € 1000 al mese, mi spiego:invidioso/acido/ignorante/che scopa poco… e che guadagna la miseria della propria banalità… mi fai pena… dimenticavo… mentre scrivi le tue banalità, Allevi ha già fissato l’agenda della prossima stagione di concerti e al Blue Note di New York hanno già organizzato tre date… statti bene miserabile e datti da fare oltre i limiti del tuo essere scontato e triviale se vuoi guadagnarti da vivere qualcosa oltre l’indispensabile…

Commento #625 di Letizia
dicembre 30th, 2008 @ 12:05 am

Letizia,
ATTENTA, cazzo(!), chè se cadi da quello specchio ti fracassi il muso e l’osso sacro!
Scendi subito!!!

Commento #626 di Futak
dicembre 30th, 2008 @ 1:05 am

Dai, Letizia, porcaMadòn….

Commento #627 di Futak
dicembre 30th, 2008 @ 1:37 am

Complimenti Letizia, hai accesso alla mia dichiarazione dei redditi? Mi duole dirti che non ci hai azzeccato granché, ma poco mi importa.
Curiosamente ho rinunciato anni fa alla carriera da musicista professionista proprio per non essere costretto a scegliere tra una vita di arte e stenti e la prostituzione à la Allevi che tanto mercato ha tra i minus habentes come te che, ahimé, sono la maggioranza.
A me fai pena tu e tutti quelli fatti con lo stampino come te, gli itaGlioti assetati di cheap emotions che, ubriachi di Moccia, si sciolgono dietro a due note di cartapesta (ossia si eccitano per la copia malriuscita di una copia malriuscita di Michael Nyman, se va bene), tacciano gli altri di “banalità” e probabilmente non hanno idea di chi sia Alfred Brendel. Difendi pure il ricciolone, vedere le sue groupies che fanno istericamente quadrato attorno a lui lo rende ancora più patetico, se possibile.

Commento #628 di otti
dicembre 30th, 2008 @ 2:22 am

Non avete mai suonato una sola nota nella vostra vita che vi appartenga. Non consideratevi pianisti ne musicisti..ma sopratutto non siate presuntuosi di giuducare chi studia,
come Giovanni Allevi,bravo o meno che sia. Vi invito a riflettere che non è importante essere degli Horowitz o dei Pollini..è importante essere se stessi e dare l’anima, se l’intento è regalare emozioni. Vi invito ad essere più umili, i vostri commenti sono taglienti. Perchè ferire chi NEL BENE O NEL MALE, BRAVO O MENO che sia ha regalato degli attimi di felicità?

Commento #629 di Giuseppe
dicembre 30th, 2008 @ 4:19 am

Non sono un fan di Allevi, né ho mai studiato musica. Di Allevi ho ascoltato solo Evolution e trovo che sia molto bello. Le altre sue musiche da piano non mi esaltano più di tanto. Potreste dirmi perché suscita tante polemiche? Sono curioso… Io al massimo ascolto musica pop e tra i pianisti pop adoro Tori Amos. Sono un incompetente?Illuminatemi. Vorrei acculturarmi di musica classica ora che sono più grandicello

Commento #630 di Adrian
dicembre 30th, 2008 @ 12:25 pm

Ma Giuseppe, caro, se si trattasse solo di ‘regalare emozioni’ e ‘attimi di felicità’, saremmo tutti felicissimi di ascoltare o non ascoltare e finita lì! Questo varrebbe per Allevi come per la Pausini come per Fibbbra come per tutto quello che ‘regale emozioni’ a qualcuno! Ma se Allevi stesso si offende a essere definito ‘pop’ o ‘leggera’ o ‘fusion ‘ e non gli basta a lui per primo essere uno che ‘regala emozioni’, e vuole essere riconosciuto da tutti come grande pianista e creatore di nuova musica classica, e ha studiato classica e lo sa che ci sono degli standard precisi, allora no, allora il discorso non è solo se piace o non piace, capisci? Non si può avere botte piena e moglie ubriaca - se vuoi essere considerato come musicista classico, allora ti becchi tutti i giudizi del caso in base agli stessi criteri che hanno permesso a te di studiare e laurearti al conservatorio. Se no, accetti tu con umiltà o meglio senso del tuo limite di essere uno dei tanti musicisti crossover pop che han venduto dischi negli ultimi anni, e basta. O l’una o l’altra cosa. Troppo comodo tornare a usare il ritornello ‘regalo emozioni, faccio felice la gente’ quando allo stesso tempo ti spacci per ‘mozart del 2000′ e ‘genio italiano del piano’ (vedi tutte le finte recensioni ‘internazionali’ ovvero press release della sua casa - e lì capitolo a parte su quante panzane contano e quanto manipolano i suoi presunti riconoscimenti globali come genio, già quello farebbe poco onore a qualsiasi musicista classico che voglia ritenersi tale).

Non ti pare fin troppo palese la contraddizione? Dai che non è difficile capirlo sto concetto…

Commento #631 di mimi
dicembre 30th, 2008 @ 12:36 pm

Non c’è bisogno di accedere alla dichiarazione dei redditi per pesare gli scarsi “considerata” della tua tara mentale e/o artistica, è sufficiente il tuo eloquio a contraddistinguere quanto vali, forse, anche economicamente; guarda caso, sei la fattispecie di un “musicista professionista mancato…” per non essere costretto a scegliere cosa? Ricordi tanto la favola di Esopo della volpe e l’uva…

Se ti consideri un “musicista professionista”, magari un “primus inter pares”, senza che nessuno possa avvalorarne l’istanza critica derivante da un giudizio di valore, posso solo immaginare come ti saresti venduto, con il favore o gli onori delle cronache… (magari a te favorevoli).

Ricordati che anche i “minus habentes” (è il sale della democrazia), possono partecipare le emozioni che non sfiorano il tuo talento di “incompreso”, e comunque, invece di imprecare contro Giovanni Allevi, fatti valere, come artista, insegnante, arrangiatore o altro piuttosto che sfogare in una scontata e palese dialettica da “perdente” le distonie che ben contraddistinguono il tuo ego, mendicante un successo non avuto e, forse, mai meritato.

Commento #632 di Letizia
dicembre 30th, 2008 @ 4:32 pm

perchè se uno parla male di allevi deve per forza essere invidioso? non può essere che allevi faccia schifo e basta, che la sua musica sia un bluff insipido e che il personaggio, ormai quarantenne, sia assai poco credibile nel look, nelle movenze e nelle -parossistiche- affermazioni? me lo spiegate cosa c’è da invidiare in un simile torzo di broccolo

Commento #633 di lucio cornelio
dicembre 30th, 2008 @ 6:29 pm

Considerata la zoppicante tortuosità dei tuoi periodi (specie il primo) non devi valere molto di più, nonostante i sinonimetti altisonanti che ti sei cercata per impressionare i presenti.

Niente da dire, il riferimento pecuniario è il degno indice del pessimo gusto che grossolanamente vanti, tipico del parvenu che veste ostentando griffe cubitali.

Ma anche in questo caso poco mi importa.
Al tuo citazionismo da scimmietta ammaestrata mancava il banalissimo riferimento a Esopo (aggiungi il “non è bello ciò che è bello” e poi hai vinto il mongolino post-moderno)… che però mi suggerisce una domanda: sei così convinta che TUTTI anelino alla celebrità, fossero anche i 15 minuti warholiani?

Sei cresciuta così tanto a pane e De Filippi da non essere in grado di pensare che qualcuno preferisca vivere l’artificio (mi piace considerare la techne come costrutto dell’ingegno) in una dimensione più ricercata e meno troiosamente post-moderna dei tuoi idoletti da due lire?

Se il “successo” e il “portafogli” (argomenti da badante/passeggiatrice ex-sovietica, ci hai fatto caso?) sono la vera e unica ratio… ne consegue che a tuo avviso i cinepanettoni di De Sica & Co. sono pietre miliari della cinematografia, considerati gli incassi da capogiro.

Per concludere, niente da dire sulle “cheap emotions”, ognuno goda come meglio crede… io (come tanti altri qui) non ho nulla in contrario a certa musica in quanto tale, come non mi dispiace la lounge o la new age (a tempo debito).

Ma tra l’apprezzare l’easy-listening e l’incoronarlo come “musica rivelazione del nuovo millennio” ce ne passa, non credi?
La nostra ironia nasce tutta da qui. Vedere un Lino Banfi che pensa di essere Paul Newman fa ridere.
E non serve essere premi Oscar per averne il diritto.

Commento #634 di otti
dicembre 30th, 2008 @ 6:44 pm

avete cancellato il mio commento, complimenti per lo spirito democratico che informa questo blog!

Commento #635 di marco lenzi
dicembre 30th, 2008 @ 7:21 pm

Bravo Otti, non ti è chiaro il primo periodo, e va bene, quanto ai sinonimetti credo debba ispirarmi alla anedottica dei tuoi neologismi di artista mancato? Leggi “cheap emotions”, “groupies” e che mi dici dei “minus habentes”? Questi te li puoi permettere liberamente, per impressionare il parterre? Senti, perché non rispondi al mio ultimo periodo, forse è tortuoso anche quello? E’ facile accusare, blaterare e fare dell’ironia, soprattutto quando sono altri a farne le spese e tu da che parte stai? Hai rinunciato alla carriera da musicista per non essere costretto a scegliere tra una vita di arte e stenti? Di grazia…

Commento #636 di Letizia
dicembre 30th, 2008 @ 7:30 pm

Marco Lenzi,
se ti riferisci a questo, è nell’altra discussione.

Commento #637 di Futak
dicembre 30th, 2008 @ 7:31 pm

Uff! Mi sono incasinato con il tag.
Intendevo:
…riferisci a questo, è nell’…

Commento #638 di Futak
dicembre 30th, 2008 @ 7:34 pm

1) Probabilmente intendevi dire “aneDDoTica”, da “aneddoto” non “aneDoTTo”… presumo.
2) Al massimo si tratta di “anglicismi” (o “anglismi”) e non certo neologismi, in quanto espressioni o perifrasi d’uso assai comune… l’autarchia glottologica la lascio al ventennio o ai francesi.
3) “Habentes” è il plurale di “habens”. Come si pluralizza “curriculum” (con “curricula”) ho ritenuto opportuno farlo anche con il participio presente.

Accantonando le punzecchiate reciproche (che mi hanno stufato) vengo al merito della questione, anche se, in parte, ti ho già risposto: ho rinunciato a guadagnarmi da vivere come musicista (il che non significa necessariamente che io sia un mancato/fallito) per poter coltivare le mie passioni a modo mio, senza essere costretto da incombenze esterne.

In soldoni:

1) Poter scrivere quello che voglio, come voglio, quando voglio, con chi voglio, per chi voglio.
2) Poter suonare quello che voglio, come voglio, quando voglio, con chi voglio, per chi voglio.

Ti sembrerà paradossale, eppure l’accettazione di un compromesso (la rinuncia alla “carriera”) mi ha consentito di addentrarmi nel “fatto” musicale… senza compromessi, senza fretta, senza incombenze né ingerenze.
Mi ha permesso di fare ricerca sulla materia sonora (e guarda un po’, gli esami di fisica mi hanno aperto un altro mondo in proposito), sul ritmo, e, soprattutto, di studiare tantissimo senza il fiato sul collo, di acquistare e costruire strumentazione (elettronica in questo caso) di mio gradimento.
E di fare un lavoro che mi piace senza rinunciare assolutamente a niente: suono in più formazioni e continuo a scrivere, sperimentare, giocare con i suoni.

Successivamente dici che “sono gli altri a farne le spese”.
Ma quali altri e quali spese?
Pensi che veramente gli possa importare qualcosa dei miei commenti o di quelli di chiunque altro?
Se si offende allora DAVVERO ha la coda di paglia.
Altrimenti può strafottersene e confortarsi dell’affetto sincero (e legittimo, lo dico fuor d’ironia) dei suoi ammiratori.
Se però l’accademia “dura e pura” (e non parlo di me) lo butta giù dal piedistallo ha poco da lamentarsi.
Tu sostieni che gli attacchi di un incartapecorito come Ughi non valgano nulla.
Da parte mia a Ughi preferisco almeno 3 o 4 violinisti, ma se paragono il suo cursus honorum con quello di Allevi… direi che c’è poco da aggiungere.
In conclusione: lui è liberissimo di montarsi la testa dietro a un prodotto piacevole (mi limito a tratteggiarlo in questi termini).
Ma non si lamenti se non riceve il (desiderato) plauso/consacrazione da chi alla piacevolezza ha anteposto altri valori. E non parlo di me, che “non ho successo”.

Spero di essermi chiarito, anche perché immagino che gli astanti comincino ad annoiarsi.

Commento #639 di otti
dicembre 30th, 2008 @ 10:05 pm

Va bene Otti, senza rancore.

Con i miei migliori auguri, Letizia

Commento #640 di Letizia
dicembre 30th, 2008 @ 10:37 pm

Allevi vuol far passare la polemica fra lui e Ughi come uno scontro fra progressismo e conservatorismo, fra vecchio e nuovo: è giusto rendersi conto, invece, che ci troviamo di fronte ad un quarantenne che frigna come un ragazzino perché non accetta le critiche legittime di un artista di venti anni più grande. E vent’anni in più possono essere tanti se dall’altra parte c’è un dodicenne, ma non in questo caso. Un quarantenne, poi, non può parlare di un artista di sessant’anni come di un anziano, a meno che lui stesso non sia un immaturo, ancora scottato dalla serie dei suoi insuccessi durati un trentennio. Quando si hanno quarant’anni, poi, si deve avere la maturità di evitare gli atteggiamenti vittimistici, di non spacciarsi per il ragazzo prodigio che non si è mai stato.
Che ci siano folle adoranti pronte ad applaudire ad ogni movimento di riccioli non toglie nulla alla forza degli argomenti di Uto Ughi.

Commento #641 di pier francesco
dicembre 31st, 2008 @ 12:17 am

Allevi vuol far passare la polemica fra lui e Ughi come uno scontro fra progressismo e conservatorismo, fra vecchio e nuovo: è giusto rendersi conto, invece, che ci troviamo di fronte ad un quarantenne che frigna come un ragazzino perché non accetta le critiche legittime di un artista di venti anni più grande. E vent’anni in più possono essere tanti se dall’altra parte c’è un dodicenne, ma non in questo caso. Un quarantenne, poi, non può parlare di un artista di sessant’anni come di un anziano, a meno che lui stesso non sia un immaturo, ancora scottato dalla serie dei suoi insuccessi durata un trentennio. Quando si hanno quarant’anni, poi, si deve avere la maturità di evitare gli atteggiamenti vittimistici, di non spacciarsi per il ragazzo prodigio che non si è mai stato.
Che ci siano folle adoranti pronte ad applaudire ad ogni movimento di riccioli non toglie nulla alla forza degli argomenti di Uto Ughi.

Commento #642 di Anonimo
dicembre 31st, 2008 @ 12:18 am

ok, futak non mi ero accorto dei due diversi blog, scusa per la distrazione.

Commento #643 di marco lenzi
dicembre 31st, 2008 @ 1:10 am

il Livella è in musica ciò che il berlusca è in politica.
Strumenti forti per autocelebrarsi, linguaggio minorato per piacere a molti,apparente assenza di contenuti dietro cui si veicola il contenuto del nulla.
Purtroppo non c’è rimedio.
Tocca assistere a cose come queste.

Sappiamo tutti benissimo che un tortellino Rana non è come un tortellino fatto in casa dalla nonna di Bologna. Non c’è bisogno che mi addentri in questa distinzione, non per chi abbia nel palato la memoria di un gusto differente da quello del tortellino industriale.
Eppure compriamo i Rana perchè costano meno e si trovano più facilmente.

Commento #644 di citrus
dicembre 31st, 2008 @ 12:30 pm

ignoranti, invidiosi…
Allevi ha studiato per anni e anni e si è sudato il posto che occupa…se vi sta simpatico o antipatico è un altro discorso!
Lo state confondendo con tutta la vera merda che c’è in Italia, anzi…state dalla parte del mercato più basso, voi che lo additate! I suoi primi dischi non vendevano…ora invece ve ne siete accorti di quanto valgano? lo invidiate e nient’altro! L’umiltà è una dote particolare, di un vero artista… Non si può fingere umiltà!!! Ma voi non siete in grado di coglierla.. Non ci sono parole.

Commento #645 di rossana
dicembre 31st, 2008 @ 2:30 pm

Si, se l’è sudato con le raccomandazioni di Bonolis, di Saturnino e di Jovanotti.

Commento #646 di Andrea Biblioteco
gennaio 2nd, 2009 @ 8:45 am

Lo state confondendo con tutta la vera merda che c’è in Italia, anzi…state dalla parte del mercato più basso, voi che lo additate! I suoi primi dischi non vendevano…ora invece ve ne siete accorti di quanto valgano? lo invidiate e nient’altro! L’umiltà è una dote particolare, di un vero artista… Non si può fingere umiltà!!! Ma voi non siete in grado di coglierla.. Non ci sono parole.

Rossana… sparati un colpo.

Commento #647 di Anonimo
gennaio 2nd, 2009 @ 9:59 am

Salve a tutti.
Quello che posto ora è un interessante contributo di un mio collega sul “fenomeno Allevi”.

“Riguardo alla musica “classica contemporanea” su cui insiste Allevi, ho dimenticato un elemento che credo possa ricollocare il fenomeno Allevi nella giusta dimensione, ossia una dimensione puramente commerciale; mi spiego:

chi è iscritto alla siae, sa che la siae ha un fondo di incentivazione della musica classica contemporanea (o colta contemporanea) che serve ad incentivare la produzione di nuova musica di estrazione colta. Questo fondo, o cassa, è alimentato da tutti i diritti d’autore percepiti dalla siae ma che la siae, per i motivi più vari, non ha potuto redistribuire (bollettini sbagliati, musica da discoteca non regolarmente depositata etc). Questo fondo è stato pensato proprio per aiutare quell’ambito musicale che non ha un mercato tale da poter sopravvivere con le sole vendite.

Come funziona?
io scrivo un pezzo, e lo deposito come “musica classica contemporanea”.
Lo eseguo in una rassegna dichiarata di musica classica.
La siae, oltre a pagarmi i diritti di autore secondo i criteri stabiliti per legge, mi premia, attingendo dal questa cassa.
Se per legge dovevo ricevere per esempio 1000 euro, la siae mi premia con questo fondo, moltiplicando per 4 o per 6.
Quindi ricevo, oltre ai 1000 euro, una somma aggiuntiva che varia dai 4000 ai 6000 euro.

Gli editori di musica conoscono bene la normativa, e consigliano, laddove è possibile, di depositare sempre il pezzo come musica classica, anche se di fatto la composizione è un brano semiimprovvisato secondo pattern precotti (in questo america e UK sono maestri) e modelli sperimentati (frase breve tonale o modale, passaggi ai toni vicini, linea melodica swingata);
capito perchè adesso anche i canzonettari scrivono opere?
Capito perchè insiste tanto, il candido e innocente Allevi, sulla classificazione della sua musica?
capito perchè i saltimbanchi vogliono uscire dal circo ed entrare negli auditorium?”

Grazie per lo spazio.
C.

Commento #648 di Carlo
gennaio 2nd, 2009 @ 12:45 pm

Allevi conosce l’arte di vendere il nulla agli ignoranti: è un maestro in questa arte difficile o è solo fortuna ?

Commento #649 di ANTONIO
gennaio 2nd, 2009 @ 4:35 pm

Bene. Ho letto praticamente tutti i commenti. Direi che ogni commento è difficile da controbattere. Ognuno esprime benissimo la propria teoria. Molti sono estremi. Sarebbe bello che ognuno avesse il coraggio di firmarsi,dichiarare il proprio nome, le proprie competenza musicale, filosofiche e artistiche. Evidenziando il proprio curriculum. Nei blog o in internet in generale chi tanto animatamente si impegna in una critica, almeno scelga di farla non anonima.IN questo modo, a mio avviso , perde totalmente valore. Ho ascoltato Allevi per la prima volta quando non era ancora un fenomeno commerciale ma comunque abbastanza conosciuto tra chi ha un minimo di competenza musicale.L’ ho ascoltato e riascoltato, ho cercato di riprodurre i suoi pezzi al pianoforte, con esiti più o meno soddisfacenti. Ascoltandolo in alcune circostanze mi sono emozionato, perchè ho collegato un suono a uno stato d’ animo,così come posso emozionarmi nell’ ascoltare Rachmaninov o una canzone popolare trentina. L’ altro giorno, in montagna, una mia amica che non ha mai ascoltato musica classica in vita sua ha deciso di farsi un bagno caldo accompagnata dalle note di Allevi. Quando è uscita era entusiasta, quindi le ho proposto di ascolatare Ludovico Enaudi , poi Jarret. Se non ci fosse stato Allevi, non sarebbe mai arrivata a Jarret. Sappiamo tutti che anche Mozart ha scritto pezzi semplici che piacevano al popolo, ma oggi Mozart dai profani è visto come troppo colto,come lontano, come difficile. Non credo che sia grave o frustrante che Allevi guadagni molto, sono le leggi di un mercato con il quale la musica da molto tempo si confronta. Credo che sia sbalgiato piuttosto che possa guadagnare poco o nulla un qualsiasi diplomato al conservatorio, ma non è certo colpa di Allevi. Io conosco più di una persona che ha cominciato ad avvicinarsi alla musica classica grazie ad Allevi, alcuni hanno anche cominciato a suonare. Credo che la polemica sia da centrare su altro. Sul concetto di arte assoluta. Allevi è un musicista, diplomato al conservatorio, quindi è un ottimo musicista. Questo non serve a definirlo artista, credo che sia piuttosto un fenomeno mediatico commerciale, ma se la sua musica avesse fatto schifo e fosse stata fatta male non sarebbe arrivato a suonare in Senato o a NY. Allevi i non fa male a nessuno, semmai sono i giornalisti incompetenti che lo esaltano a dismisura. Perchè? perchè se un aticolo è scritto in esaltazione di qualcosa è più facilmente piazzabile, chiunque abbia fatto il gionalista sa cosa intendo.
Ho visto tre concerti di Allevi. La musica mi piace, più come colonna sonora che come musica da ascoltare e guardare dal vivo. Lui non mi piace e non mi è simpatico. Sono studiate le sue mosse e i suoi discorsetti ripetuti spiaccicati in ogni concerto, come fosse un disco di presentazione. Ma che male fa? Uccide la musica classica? No, io credo piuttosto che la promuova, in modo da essere capito dalla massa,e la massa, lo sappiamo, non capisce tutto.
Dietro ogni artista c’è spesso una personalità narcisista. E’ ovvio che Ughi non sopporti Allevi, come moltissimi grandi e colti musicisti non apprezzavano Pavarotti dal momento in cui aveva cominciato con il Pavarott & friends. Ughi fra cent’ anni sarà ricordato, probabilmente avràuna piazza con il suo nome, Allevi no. Allevi forse sarà più ricco di un ottimo concertista. E allora? ha fatto ciò che la musica suggerisce di fare. Rendersi commerciale. E’ un delitto? no. E’ una parte della musica. Tutto qui.
p.s: strimpello il pianoforte, l’ ho imparato a suonare a 16 anni suonandolo da solo, senza saper leggere le note. Mi sono avvicinato al pianoforte per riprodurre un motivetto di 4 accordi presente come secret song in un cd del gruppo punk Pennywhise, se non cifossero stati, non avrei mai toccatoun piano, mi faceva paura solo a guardarlo.Ho passato almeno un paio d’ anno, tutte le sere, ad esercitarmi per imparare gli accordi, ad orecchio, senza ausilio di manuali o maestri di piano. POi ho cominciato ad andare ai concerti, e all’ università ho inserito in piano di studio esami di storia della musica e etnomusicologia. Infine mi sono appassionato di Jazz, ho messo su un sestetto e per un paio d’ anni mi sono così divertito. Ho ascoltato centinaia di dischi di musica classi,a sentito conferenze su conferenze, letto libri e fantasticato,ma non per questo mi viene da distruggere un compositore perchè fa musica troppo semplice per essere catalogata come classica. Se la musica regala emozione, bene. Non tutti possono provare le stesse emozioni per la stessa musica. Se a uno non piace basta non ascoltarla e mettere da parte l’ invidia.
Meglio polemizzare su persone che veramente fanno danni, vedi alcuni politici o uomini di potere.
Simone Ariot.

Commento #650 di Simone
gennaio 3rd, 2009 @ 3:06 pm

quello che ha riportato Carlo (#648) è vero, ne ho sentito parlare. Ed è il vero motore di molti compositori. Però se ancora molti pensano “se la legge del mercato vuole…” non si andrà mai oltre G.A. o molti altri (L. Einaudi, etc.)

è stato detto:”Allevi è un musicista, diplomato al conservatorio, quindi è un ottimo musicista” niente di più falso!
Ci sono molti diplomati, anche a pieni voti, che non sono musicisti, ma mestieranti. Anche gl’insegnanti di conservatorio rasentano l’osceno… per fortuna non tutti (ci sono dei sommi maestri). Ma molti o non suonano o considerano autori come Bartòk, Schoenberg, Webern troppo arditi. E soprattutto mancano di curiosità (non vanno mai ai concerti, etc). Quindi non darei per scontato che diploma=musicista.
Questo si può benissimo estendere anche a grandi nomi della classica o leggera che quando li senti parlare è EVIDENTE che ingannano, girano intorno alle cose e non sono CHIARI.

Ed essendo l’italianità un mare d’ignoranza è facile vendere fumo (anche all’estero…non crediate che siano meglio, sono però più colti di default).
Quindi o vi mangiate sto FUMO o vi opponete in tutti i modi, musicalmente e artisticamente, a tutti i fenomeni come G.A., A. Bocelli e molti altri.

Commento #651 di chopper
gennaio 3rd, 2009 @ 6:53 pm

beh che dire…
sei di una presunzione talmente accentuata da risultare stomachevole—-

Commento #652 di Anonimo
gennaio 4th, 2009 @ 9:49 am

tu hai mai sfiorato un pianoforte?hai mai letto uno spartito?sai cos’è o cosa non è la musica?
giovanni allevi non è un giullare di strada, non va giudicato per la sua storia o le sue “storielle”. è un grande maestro che tutto il mondo ci invidia. Non potresti neanche lontanamente permetterti di giudicare..
lasciatelo dire da chi la musica la studia e nonostante ciò non ha la presunzione di spingersi fino ad arrivare ai tuoi bassi livelli

Commento #653 di Anonimo
gennaio 4th, 2009 @ 9:52 am

bè…oltre ad averlo sfiorato mi ci sono diplomato, si gli spartiti li leggo (e li scrivo), anche le partiture orchestrali (sai per aver il diploma di composizione devi saperle leggere estemporaneamente al pianoforte). Ma tutto questo non serve dirlo, mi sembra ovvio che si discute solo se si pratica dalla MATTINA alla MATTINA successiva la musica, o no? (per una discussione costruttiva e non semplicemente di gusti).
E frasi: “G.A. non va giudicato per la sua storia o le sue storielle. è un grande maestro che tutto il mondo ci invidia” bisogna evitarle perchè NON DICONO NULLA. Mi sembra che così sei tu a giudicare e difendere le “storielle” più che i FATTI… caro Anonimo (#653).
Perchè… caro Anonimo (#653), e come te molti altri, dovete esprimere i vostri pareri soggettivi? invece di confrontare le cose e portare stimoli costruttivi alla discussione? si capisce da come scrivete che conoscete (per modo di dire) solo uno spicchio della musica. che ascoltate le cose solo in un senso e non in mille altri modi.
Un esempio stupido: avete ascoltato i due concerti di capodanno? chi fra la Fenice e i Wiener ha “suonato”? vi siete accorti della differenza?

ps. a mangiar fumo ci s’imbruttisce ;)
ps2. dal basso le cose si vedono meglio ;)

Commento #654 di chopper
gennaio 4th, 2009 @ 12:51 pm

Barenboim forever!

Commento #655 di Futak
gennaio 5th, 2009 @ 1:08 am

E io mi devo leggere tutto ’sto pistolotto per scoprire che giovanni allevi è una merda?

Commento #656 di Padone
gennaio 6th, 2009 @ 1:01 am

No, ti basta leggere una sua partitura.

Commento #657 di Futak
gennaio 6th, 2009 @ 1:10 am

Bollani.
Tutto il resto è finzione.

Commento #658 di giupina74
gennaio 6th, 2009 @ 9:37 pm

anche a me non piace TUTTA la musica di Allevi ma direi che esagerate. Poi, chi considera Stefano Bollani un VERO pianista, mi fa ridere. ciao.

Commento #659 di yuri
gennaio 7th, 2009 @ 2:13 pm

Allevi: un istrione senza alcun merito.
di Gian Pietro Bontempi.
I dilettanti piacevano anche a Goethe, purché si fossero presentati con spontaneità e modestia. Quello invece che offende nel comportamento del pianista Giovanni Allevi è la sua presunzione d’essere l’erede dei più grandi maestri.
Come pianista non ha nulla in comune con Arturo Benedetti Michelangeli, con Vladimir Askenazij, o con Martha Argerich, solo per citare qualcuno. Come compositore riesce solo a esprimere elementari melodie, peraltro prive di un profondo pensiero musicale.
Un pianista che suona solamente le sue dilettantesche arie perché non è in grado di affrontare un repertorio con le più importanti pagine della letteratura pianistica. Di conseguenza mai ascolteremo una sua interpretazione d’una sonata di Beethoven o l’esecuzione di uno studio di Chopin.
L’aspetto però più sconcertante del fenomeno Allevi è il grande successo raggiunto, non solo attraverso la televisione, ma anche attraverso le varie istituzioni musicali italiane.
Sintomo evidente della crisi culturale e della povertà intellettuale nel nostro paese. Palese manifestazione dell’incompetenza artistica dei dirigenti di teatri e istituzioni che hanno permesso al pseudo-musico le sue “performances”, determinando in tal modo la sua ascesa alla celebrità.
Allevi insomma è un fenomeno da baraccone, la cui popolarità è stata artificialmente costruita dai mezzi di informazione, con un’ operazione di alto marketing.
In tutto questo la grande musica non c’entra; c’è solamente una promozione della furbizia, a scapito di spettatori sempre più passivi e inerti di fronte agli arroganti gestori dell’informazione.
Gian Pietro Bontempi.

Commento #660 di Gian Pietro Bontempi
gennaio 10th, 2009 @ 11:58 am

Gian Pietro Bontempi
hai capito tutto! (scusa il tu)
Parafrasando Verdi (ed i suoi librettisti): Italiani, vil razza dannata!!

Commento #661 di Futak
gennaio 17th, 2009 @ 4:35 am

[...] ormonali (ossia, tutti gli adolescenti). Mi trovo fondamentalmente in sintonia con i commenti su http://www.malvestite.net/2007/09/27…ovanni-allevi/ certo esasperati, volutamente parossistici, ma, insomma, insomma, azzerccati. Un commissario del [...]

Pingback #662 di Allevi, Einaudi e i loro critici - Pagina 6 | hilpers
gennaio 18th, 2009 @ 1:52 pm

[...] del cesso. Non cutto neanche per rispetto. AMEN. ….e quella sul gatto di Shroedinger? http://www.malvestite.net/2007/09/27…iovanni-allevi [...]

Pingback #663 di Aaaahh ... come mi piace quando dicono come stanno le cose... - Pagina 3 | hilpers
gennaio 18th, 2009 @ 2:20 pm

ma come si fanno i pingback :D?

Commento #664 di Rita
gennaio 19th, 2009 @ 10:16 pm

[...] sta cippa. Preso da iamsc http://www.malvestite.net/2007/09/27…ovanni-allevi/ [...]

Pingback #665 di Alleva sta cippa. | hilpers
gennaio 21st, 2009 @ 4:57 pm

è ufficiale la MODA di G.A. comincia ad esaurirsi. Ci si ricordera di lui come della “famosa nevicata dell’85″ ;)
bene bene…

Commento #666 di chopper
gennaio 22nd, 2009 @ 8:42 pm

ma fate proprio pena ma che bisogno cera di scrive tutto sta cosa che senso ha?

vi fate tanto i cazzi degli altri ve?per prima invece perchè non pensate a voi che sapete solo criticare?

se siete cosi invidiosi fate i “buffoni” come lui e poi vediamo quanto siete bravi

Commento #667 di Anonimo
gennaio 23rd, 2009 @ 10:31 pm

Anonimo (#667) non hai capito un cazzo.
Poi è impossibile fare i buffoni tra di voi che non vi accorgete neanche di quello che avete accanto. Vi passa vicino un evento raro e elevato e voi non vi accorgete di niente. Daria Bignardi vi dice COMPRATE questo o quello e voi OBBEDITE. CAPRE…solo CAPRE siete!

Commento #668 di chopper
gennaio 25th, 2009 @ 1:21 am

Betty sei il mio nuovo mito!!! Corretto il commento di Bontempi….ho un sospetto: non è che quello (parlo dell’allevi) per far vedere che la sua è una “scelta poetica” ci spara prima o poi una sonata di beeth o un studietto di chopin? mio dio no…no….no….

Commento #669 di luca
gennaio 27th, 2009 @ 3:27 pm

è impossibile! è visibile quando suona che non ha la tecnica necessaria per suonare a quei livelli. peccato mi sarebbe biaciuto sentire come avrebbe interpretato i classici. e vabbè!

Commento #670 di chopper
gennaio 27th, 2009 @ 11:26 pm

Se volete sentire Giovannino in veste di esecutore classico scaricatevi “La Leggenda del pianoforte”. Forse, eccetto il primo pezzo (benino, dài), gli altri fanno veramente schifo. C’è una marcia alla turca vomitevole…

Commento #671 di Andrea Biblioteco
gennaio 29th, 2009 @ 3:04 pm

Tutti siamo liberi di esprimere il nostro parere: duro, libero e magari impopolare… Quindi, ci sta anche che qualcuno stronchi il lavoro di Allevi.
Ma non credo che il pubblico sia tanto ignorante da non meritare la benchè minima considerazione: se Allevi piace, è perchè ha quella semplicità al primo ascolto che non fa altro che avvicinarti alla musica classica, come non avveniva da anni…
e la semplicità non è sinonimo di mediocrità: qualche volta è meglio togliere che aggiungere!

Commento #672 di Cinzia
febbraio 8th, 2009 @ 10:27 am

Yaaawn..
Certo che ce n’è di gente col tempo libero.

Commento #673 di daniel
febbraio 15th, 2009 @ 4:45 pm

Stasera Giovannino a Sanremo

Commento #674 di Andrea Biblioteco
febbraio 19th, 2009 @ 8:26 pm

Lucidissima analisi, ho scoperto questo blog solo oggi, complimenti davvero! un’altra particella di resistenza culturale contro l’idiozia montante del mondo contemporaneo.. e viva Bach

Commento #675 di crawling chaos
aprile 30th, 2009 @ 11:33 pm

Leggendo quanto hai scritto Betty, sembri proprio ossessionata da Allevi….non è che ti piace un casino???
Sai, chi disprezza…compra!!

Commento #676 di Anonimo
maggio 4th, 2009 @ 11:13 pm

o carino ma non sarai un pò troppo geloso?? ma chi sei?? non ho mai il sentito il tuo nome in TV. se vuoi permetterti di criticare un tale mito vedi di far sapere che tu sai fare di meglio senno StOOO
essere inutile. tu e i tuoi interventi che non servono a niente.
ALLEVI è UN GRANDE E NON HA BISOGNO DI ASCOLTATORI DAL PESSIMO ORECCHIO COME IL TUO.

Commento #677 di Alessia
maggio 7th, 2009 @ 9:56 pm

Eh, si, meno male che ci sei tu che ce l’hai fine…

Commento #678 di Andrea Biblioteco
maggio 10th, 2009 @ 9:44 am

Fate a chi ce l’ha più grosso?
E tu, Andrea, come osi criticare qualcuno se NON SEI MAI STATO NEMMENO NOMINATO IN TIVVU’?

Commento #679 di Rita
maggio 10th, 2009 @ 5:23 pm

Rita: per avere un po’ di intelligenza bisogna essere nominati in televisione?
Allora tu, che compari spesso in molti show televisivi, dimostri di averne proprio poca, anzi di non avere nemmeno il cervello.

Commento #680 di ggal
maggio 13th, 2009 @ 2:06 pm

Qual’è il problema ? Secondo me c’è posto sia per pianisti come Allevi che per pianisti come Cecil Taylor…fatalmente il primo ha più successo perchè, oltre ad avere un ottimo ufficio marketing fa della musica completamente e assolutamente tonale e l’altro invece no.
Sul fatto che Allevi non sappia suonare non sono d’accordo, anche per suonare così bisogna aver comunque studiato ed avere una predisposizione per lo strumento.
Vorrei saper suonare io il piano come Allevi, certamente poi farei cose completamente diverse…
Sono polemiche sterili, come dire meglio l’Inter del Milan…(io sono interista).

Commento #681 di Luciano
maggio 13th, 2009 @ 7:53 pm

Infatti noi ci lamentiamo che dice che fa classica, non stiamo parlando di gusti… Non relativizzare ciò che non lo è.

Commento #682 di Andrea Biblioteco
maggio 14th, 2009 @ 12:27 am

mamma mia ancora qui state? da quando vi ho lasciati sempre su questi retrocessi pensieri… ma perchè invece di rodervi l’anima non pensate a fare bene la vostra musica a fere cd e a riempire i teatri??? se c’è spazio per uno che considerate mediocre pensate a quanto spazio c’è per voi maestri della musica… oppure non siete così bravi? l’invidia c’è e si vede suppur mascherata con quattro concetti copiati dai libri che leggete e dai professori dei conservatori che più di lì non vanno…

basta Allevi parlate di voi e dalla vostra musica… salvate il mondo da questo mostro! ahahahah

amen e così sia!

Commento #683 di amen
maggio 25th, 2009 @ 1:00 pm

amen,
Ma non sai far altro che ragionare in termini di teatri pieni, come se un teatro pieno implicasse irrimediabilmente un capolavoro assoluto dell’arte!
Dacci piuttosto un motivo musicale valido per apprezzare il carissimo Giovanni. Fino a quel momento (e per l’ennesima volta, cheppalle): Allevicacca.

PS l’anima non esiste e nessuno può rodersela

Commento #684 di Anonimo
maggio 27th, 2009 @ 1:00 am

per aninimo… allora chiariamo 1) non sono fan di Allevi 2)vero i numeri non fanno la qualità ma rimangono una realtà non indifferente… un pochino fanno riflettere… 3) non dico di ascoltare Allevi dico solo che deve essere proprio una pizza perdere tempo con qualcosa che non piace e ribadire le stesse cose… pagine e pagine… credo che il passo sucessivo all’aver espresso il proprio parere (favorevole o meno) implica il fatto di non “rodersi l’anima” se piace o non piace ma ci si dedica a qualcosa di più interessante… ne convieni? credo che infondo si parla di gusti, c’è a chi piace e a chi no e allora??? dove sta il problema???? Allevi non è l’unico artista del mondo… se non piace basta lo avete ribadito all’infinito… per ogni artista c’è chi lo ascolta e chi non lo ascolta ma da qui a farci una eciclopedia ce ne passa non credi?

Commento #685 di amen
maggio 29th, 2009 @ 1:19 am

—-l’anima non esiste e nessuno può rodersela—-

PS infatti intendevo qualcos’altro!!!!!!!!!!

E VEDO CHE CONTINUA A RODERE!!!!!!

Commento #686 di amen
maggio 29th, 2009 @ 1:21 am

@amen
i numeri ti faranno riflettere su tante cose (del tipo l’imbecillità e l’ignoranza imperanti) ma hai detto anche tu che non fanno la qualità, ergo non vedo che cosa se ne dovrebbe dedurre.
In secondo luogo leggiti i post e constata che non si sta parlando di gusti, che qui non c’entrano una mazza. Ci si chiede se sia legittimo (e NO, non lo è) che uno come Allevi venga definito “nuovo Mozart”, “genietto musicale” e via dicendo.
E se avrai la bontà di leggerteli, questi post, capirai anche perché ancora c’è gente che non si rassegna a smettere di parlare, finché si trova contro degli ignoranti che pretendono di aver trovato il Verbo musicale del nuovo millennio in Allevi.

Senza rancore.

Commento #687 di crawling chaos
maggio 29th, 2009 @ 1:27 am

più che altro, amen, visto che dici di non essere un estimatore di Allevi, mi chiedo come mai roda tanto l’anima a te (cosa che desumo dall’eccessiva e fastidiosa quantità di punti esclamativi nei tuoi post) che a qualcuno lo stesso musicante faccia schifo.

Commento #688 di crawling chaos
maggio 29th, 2009 @ 1:31 am

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

e basta!

Commento #689 di amen
maggio 30th, 2009 @ 10:11 am

Le musiche di Allevi, come quelle di Yann Tiersen e altri pseudo-compositori, sono scritte per essere vendute. Sono melodie orecchiabili, tipo musica da film (ma niente a che vedere con Morricone!), con un’armonia a metà tra la musica per bambini di Satie e il peggior Claudio Baglioni.
La verità è che non ci vuole niente a copiare la musica del secolo scorso, e darle solo una spolverata per farla sembrare più simile alle canzonette di oggi.

Commento #690 di Lorenzo
giugno 6th, 2009 @ 11:01 am

Lorenzo, vedi che Morricone fa stracagare come compositore…

Commento #691 di Andrea Biblioteco
giugno 9th, 2009 @ 8:40 pm

ggal #680

O_o

il #679… era ironico…

Ma davvero sono in tivvvù?

Commento #692 di Rita
giugno 13th, 2009 @ 2:26 am

Se tolgo Allevi e metto Ammanniti o Mazzantini forse ’sto bordello finisce.
lorenzac

Commento #693 di lorenzac
giugno 14th, 2009 @ 4:03 pm

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