Malvageddon #20 – Giovanni Allevi

27 settembre 2007 / , ,

Vedi anche il secondo e il terzo conclusivo capitolo della trilogia alleviana

Esistono degli individui che sono malvestiti totali, tristi e mediocri individui che ci provano in tutti modi a farsi vedere in un certo modo, individui che si studiano e ci si impegnano con tutte le loro energie, che vogliono essere interessanti, originali, persino brillanti, che si guardano e si parlano e si ascoltano addosso continuamente, e però gli vien fuori sempre loffa, poveretti, è un tentativo che non gli riesce proprio, e finiscono soltanto per apparirti più tristi, e più mediocri. Uno di questi individui, ad esempio, è Giovanni Allevi.

giovanni allevi copertina joyGiovanni Allevi è come quei personaggi di Verdone che si esibiscono in racconti enfaticissimi sulle loro avventure coi serpenti mortali, o che fumano davanti allo specchio provando il discorso del cargo liberiano. Giovanni Allevi è, prima di tutto, un instancabile apologeta di Giovanni Allevi. E’ un esibizionista sfrenato che non aspetta altro che mostrarsi e far sfoggio di se stesso, lustrando per benino la figura di questo Signor Geniale Compositore che c’è solo nella sua testa, il protagonista delle ridicole storielle che spara via una dietro l’altra, sicuro ed allenato, preparatissimo, senza alcun imbarazzo (pur mantenendo i segnali esteriori della Timidezza, che è forma inevitabile del Geniale Compositore). Giovanni Allevi, se fosse il personaggio di una fiction sulla vita di un musicista, guardereste cinque minuti e poi, sopraffatti dalla suprema melensità di un tale pendulo accrocco di luoghi comuni, girereste su Ballando con le stelle.

Le storielle e gli aneddoti di Giovanni Allevi sono i mattoncini che servono a tirar su questo simulacro d’eroe mitologico, gran sacerdote e tramite tra l’Iperuranio della Musica e il Pianeta Terra, genio sì ma un po’ folle e pazzerello, come del resto sono folli e pazzerelli tutti i grandi artisti; felice e gioioso perché possiede e gode della vera fede (nella Dea Musica) e che però allo stesso tempo, nonostante questi doni di immensa grandezza, e anzi proprio a causa della sua grandezza, è anche modestissimo, un po’ schivo, scanzonato e timiduccio.

L’infantile procedimento di auto-mitizzazione di Giovanni Allevi annovera soddisfatti complimenti a se stesso di stampo spiritual-esegetico (”la mia musica va a toccare le corde profonde dell’emotività collettiva” – non c’è niente da fare, si adora) e aneddoti da primo della classe sborone che vogliono far risaltare le sue evidenti capacità di genio musicale (la storia del commissario che, di fronte alla prova di ammissione per il primo anno di composizione al conservatorio, esclama “o ha copiato la fuga, oppure è Brahms redivivo”; ma questo a Giovanni Allevi non basta – non sia mai che a qualcuno la cosa non dica nulla – lui gongolante chiosa: “eh, sì, ho portato una fuga, che è la composizione più difficile di tutte, si studia appena al settimo anno!”).

Le storielle di Giovanni Allevi hanno un’impostazione banalmente fiabesca, che può essere sovrapposta ad alcuni schemi della teoria Proppiana. Prendete la storia che racconta sempre, quella di lui a cinque anni che vuole giocare col pianoforte che i genitori cattivi tengono lucchettato [1]; un bel giorno Giovannino trova la chiave, lo apre, preme un tasto e – tadàn – rivelazione! Un faro gli si accende addosso (ipse dixit – nel video con Fazio, arrivate fino in fondo) e capisce cosa vuole fare nella vita: suonare. Ma il piccolo Giovannino è avversato dalla crudele matrign… ehm, volevo dire, dai genitori che non sentono ragioni e gli proibiscono di stare al piano. Lui se ne frega e lo suona di nascosto, finché a dieci anni durante una recita scolastica, guarda caso, trova un piano sul palchetto. Giovannino non può frenarsi, la musica lo chiama e lui le cede, siede al piano e suona [2] destando la meraviglia degli astanti. Perfetto dunque: c’è un eroe (lui) avversato da un antagonista (i genitori), c’è la situazione di divieto (il piano lucchettato), ci sono l’infrazione e la reazione (lui che apre il piano, e poi lo suona), c’è il trionfo finale dell’eroe (lui che si incammina sulla strada della mediocrità).

Come le fiabe della tradizione orale, anche le storielle di Giovanni Allevi su se stesso cambiano nel tempo, modificandosi, arricchendosi di particolari. La storiella qui sopra, le prime volte che veniva raccontata, era una roba molto semplice del tipo “c’era il piano chiuso a chiave e io desideravo suonarlo, si desidera sempre ciò che non si può avere, bla bla, punto”. In un secondo momento si sono aggiunti i cinque anni di suonate clandestine (un vero gesto di eroica sfida contro il bieco oscurantismo parentale); poi si è aggiunto il fenomeno ultraterreno della rivelazione, lui che tocca il tasto quella prima volta e viene investito dal “fascio di luce” (il che gli conferisce una misticissima aura da investitura divina); poi, negli ultimi tempi, pare che l’età del piccolo Giovannino stia abbassandosi dai cinque ai quattro anni – ma va be’, siamo ancora in una fase di trepida mutevolezza (credo sia anche già uscito il trailer che annuncia l’imminente Come sconfissi il drago che custodiva la chiave).

Il destino avverso è in agguato, ma Giovanni Allevi non molla e gli riesce sempre di sconfiggerlo, guidato com’è (implicito) dalla saggia mano della Dea Musica, che ha in serbo per lui un futuro di meraviglie musicali da raggiungere a tutti i costi. Eh, che lotta durissima e senza quartiere. Ma lui è fortunosamente creativo anche in questo, nell’aggirar la sfiga. Pensate a quando un giorno – lui, squattrinato compositore di belle speranza – s’è messo a suonare (sul solito palchetto con piano incustodito – è una mania) e una signora che per caso passava di là, rimasta annichilita dalla bravura di quel giovine talento, gli propone di far arrivare una demo a Riccardo Muti; la signora guarda tu la coincidenza è quella che organizza la cena d’inaugurazione alla scala, e stabilisce così un piano astutissimo perché lui, intrufolatosi alla cena come cameriere, possa dare sto cd al sommo maestro (leggete come la racconta Giovanni Allevi [3], è un incrocio tra ratatouille e james bond – anche se dimentica sempre di raccontare il finale, che Muti cioè a fine serata ha miseramente abbandonato il cd sulla sedia vuota). Oppure pensate a quando, stroncato da un attacco di panico (qui), sull’ambulanza che lo portava in ospedale, in una situazione dunque di così grande pericolosa avversità e disagio, ha trovato motivo d’ispirazione ed ha potuto gettare le basi per il suo ultimo capolavoro, Joy.

giovanni allevi suona l'atmosfera che esce fuori dallo spiraglio della finestra: genio!Folle e pazzerello, dicevo. Giovanni Allevi la follia se la immagina così, del genere più vistoso e facilmente riconoscibile, la follia cinematografica di un tizio un po’ autistico alla Rainman [4]. Giovanni Allevi, per aderire al personaggio, oscilla tatticamente avanti indietro quando sta in piedi, racconta di essere affetto da disturbi ossessivo compulsivi (va a nuotare in piscina e si ripassa mentalmente tutte le note mentre sta ammollo – non può suonare se prima d’ogni concerto non gli danno una torta al cioccolato – per un anno di fila s’è nutrito di sola pasta al tonno), cerca penosamente di stupire gli intervistatori con sciocche rivelazione matematiche (del tipo: “ho calcolato che in un ora di concerto le mie dita compiono all’incirca 36.000 movimenti” oppure “il pianoforte ha 88 tasti, li ho contati” – brrravooo, clap clap, e quante corde? a-ha! non le hai contate quelle, eh? gne gne), pubblicizza bizzarre trovate domestiche (il gatto che aveva da piccolo, che si chiamava Bemolle – il suo attuale animale domestico, un gamberetto che, per amplificare l’effetto paradossale, ha ribattezzato Maciste: io me lo immagino Giovanni Allevi oscillante al negozio di esche, mentre paga il gamberetto, che già pensava come e quando avrebbe raccontato del gamberetto la prima volta, suscitando ilarità ed ammirazione), è sempre istericamente entusiasta di qualsiasi cosa e oscenamente fiero del suo minuscolo intellettualismo da dizionario d’aforismi (“come dice Platone – frase fatta”, “come dice Heidegger – frase fatta”), è sempre lì lì ad un passo dal ruolo dell’eroe romantico in preda a gravi tormenti (soffre di insonnia perché ogni notte è assalito da tumultuosi pensieri musicali che subito trascrive su un foglietto pentagrammato provvidenzialmente tenuto accanto al letto), ed esibisce quello scontato repertorio di atteggiamenti timidoni – occhi bassi, postura gobbetta, movimenti goffi, gestualità nevrotica, i sorrisetti schivi – che si vede nei telefilm per teenager del Disney Channel la domenica mattina. Il tutto, come detto, per creare questo effettaccio Genio Fuori Dal Mondo, un po’ folle ma simpatico e alla mano, confortante e familiare, con una testa piena piena di cose buffe e interessanti.

giovanni allevi è un manichino del reparto under quattordici dell'oviessePer essere accettato, il genio musicale Giovanni Allevi deve darsi l’aria di prendersi alla leggera, per niente sul serio, deve essere semplice e scanzonato, alla portata di tutti (il che, a ben pensarci, è davvero difficile da realizzare, per uno che si crede depositario di un soffio artistico d’emanazione divina, “Non sono io che compongo ma è la musica che fa tutto da sola e utilizza il mio corpo e il mio essere per fluire fuori, sul mio pianoforte”): ciò lo si realizza attraverso un abbigliamento da allegro giovanotto qualunque, indossando abiti casual nella direzione che genericamente prende la moda giovane del momento: felpone belle grosse, jeans belli larghi, camicia di fuori, converse all star, occhialoni nerdy. L’interpretazione è improntata ad una impersonale e anonima figuretta da manichino Oviesse del reparto under quattordici. Immagino che l’intento sia anche blandamente provocatorio, a presentarsi così ridotto ad un concerto, in teatro. Accidenti. E’ chiarissimo purtroppo che sono cose di cui non sa niente, di cui non capisce niente (la felpa è troppo corta, gli tira sulla pancia, le maniche gli salgono, i jeans pure, troppo stretti, un po’ informi), messe insieme a casaccio al solo scopo di completare il quadretto, poveraccio [5], questo suo naufragato tentativo di giovanil-io-sono-originalesimo risulta niente altro che una spaventosa e ridicolissima frittata di cattivo gusto.

Ah, la musica, pffft. E certo, mi dimenticavo la musica. La solita robetta giocata sulla riuscita di suggestioni melodiche, facilona e abborracciata – basso e voci mediane praticamente inesistenti, ideucce piccine picciò in gran parte scopiazzate, un po’ al tardo-romanticismo, un po’ a quell’usuratissimo e ormai infinito bacino di minimalismo annacquato stile Nyman – banali melodie non sempre riuscite e, anzi, spesso insulse e pure lagnosette (Panic ad esempio, la canzone cardine del suo ultimo album, è la sigla di Mio Mini Pony, non si discute [6]); quando cerca di cimentarsi su strutture un minimo più complesse, ahilui, la butta tragicamente in caciara. Sono pezzi che sembrano improvvisati al momento: non c’è ricerca, l’elaborazione tematica è ridotta al minimo, non c’è un cavolo di studio, una serie di (vanamente accattivanti) luoghi comuni impilati uno sull’altro. Giovanni Allevi stesso, del resto, conferma queste impressioni uscendosene con stupidaggini altisonanti come “Suonare è non pensare” – nell’elogio all’abbandono che compare sul sito, nella sua fissazione per l’acqua, l’acqua come metafora di vita, di musica e bla bla, il che è davvero emblematico, perché rende alla perfezione l’idea di Giovanni Allevi e della sua musica: un flusso appariscente e senza controllo di inutili conati.

[1] perché mai i genitori, entrambi musicisti, impediscono al pargolo di suonare il piano? si tratta forse della solita lacrimosa trama degli artisti falliti che soffrono per i propri fallimenti e non vogliono dare al figlio le stesse sofferenze? (Allevi: consideralo un suggerimento)
[2] il preludio in La maggiore di Chopin, dice lui – e uno (il patito di Giovanni Allevi, che ovviamente non sa niente di musica) pensa mamma mia, il preludio in la maggiore, chissà che cosa difficilissima, e si immagina una cosa così, mentre invece è questa puzzetta qua (nulla di cui bullarsi, neppure a dieci anni)
[3] nella pagina degli “scritti”, clic su “la cena di muti” – anche questa storia qui la raccontava diversa, all’inizio: non c’era la signora che lo ascolta per caso rimanendo annichilita e non c’era la missione segreta all’inaugurazione della Scala; c’era soltanto lui che un giorno facendo il cameriere ha servito Muti al ristorante, punto
[4] oh, si potrebbe fare uno studio comparativo tra la sua, e l’idiota rappresentazione del picchiatello promossa da quell’altro simpatico originalone di Simone Cristicchi – a volersi far del male, dico
[5] ah certo, i capelloni sbarazzini, un tasto per capello (eh eh): consiglio, tra un paio d’anni, di rinnovarsi – maturizzandosi – con un paio di baffoni alla Frank Zappa
[6] ovviamente non c’è storia: Mio Mini Pony batte Giovanni Allevi un milione a zero

864 commenti

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Madame fandonia, per gli amici landonia.. non ci si deve fare ne avere un pusher, queste sono iconografie del balzello, tare distoniche della claustrofobica visione in cui tu e il circolo pickwick dei tuoi amici hanno creato il blog del “dagli all’untore”.

Noi artisti e critici capaci che si riconoscono nei grandi, gli altri mediocri figli del mercato, colpiti dal virus dell’allevite…
Ricorda tanto il “Io Tarzan, tu Jane”…

Che tristezza…

In fondo per voi ha più senso discutere gli elogi dei “soliti noti” e tramare il de profundis di altri, indirizzando il livore e il malcontento di una resa alle armi: quella di chi non vi ha premiato piuttosto di chi non vi ha riconosciuto, ecc. ecc.

Bravi, davvero originali, speriamo che il futuro possa riservare anche a voi tanta fortuna e per rimanere in tema “domani è un altro giorno e si vedrà”…

Commento #801 di Amostante
aprile 15th, 2010 @ 9:20 am

“Madame fandonia, per gli amici landonia..”

Ti aspettavamo da tempo, Amostante.
Sono impressionato. Scrivi benissimo, complimenti. Bellissimo il finale.

Commento #802 di Anonimo
aprile 15th, 2010 @ 10:47 am

sono impressionato anche io, nonostante mi abbia paragonato a Topo Gigio.

Commento #803 di vipero
aprile 15th, 2010 @ 11:29 am

speriamo che il futuro possa riservare anche a voi tanta fortuna e per rimanere in tema “domani è un altro giorno e si vedrà”…

che me stai a gufà???
(toccatina di tetta sinistra)

Commento #804 di ladonia
aprile 16th, 2010 @ 9:47 am

che lingua si deve selezionare per farsi tradurre da google il messaggio di amostante?

Commento #805 di lucaluca
aprile 16th, 2010 @ 10:23 am

o il saccentino o l’ ermetomichinesco.

Commento #806 di Anonimo
aprile 16th, 2010 @ 10:57 am

ma ke lucaluca fa forse rima con suka suka?

Commento #807 di to lucaluca
aprile 29th, 2010 @ 12:38 pm

che perla di umorismo! aspetta che me la scrivo, semmai diventassi cabarettista!

Commento #808 di ladonia
aprile 29th, 2010 @ 1:21 pm

Seria proposta per l’autore del commento #807: solo per veri appassionati del Bagaglino, vendo tutte le puntate di Rose Rosse, Champagne e Bucce di Banana registrate su vhs. Prezzi modici.

Commento #809 di Ronette Pulaski
aprile 29th, 2010 @ 2:41 pm

Mioddio, ma avete presente quante cazzate riesce a infilare una dopo l’altra, Allevi, nel corso di una sola intervista; e il bello (il brutto) è che le ripete sempre uguali, a ogni uscita pubblica, come eseguisse uno spartito, molto noioso, un po’ zuccheroso, piuttosto facile e infarcito qua e là di qualche frasetta a effetto messa lì a bella posta per épater le bourgeois.
Lo stesso, e pure peggio, dicasi dei suoi motivetti. Quanta mistificazione, quanta falsità.
Insomma, sottoscrivo da cima a fondo questa analisi.

Senza contare che tutta questa mistificazione assurta a successo mi ricorda spaventosamente qualcuno.

Il dio della Musica ce ne scansi e liberi (e pure quello della Politica)!

Commento #810 di aitan
maggio 1st, 2010 @ 5:53 pm

seria proposta per l’autore del commento ottocentonove: vai a farti fottere qui e in ogni dove…

Commento #811 di Stainek
maggio 3rd, 2010 @ 1:50 pm

aitan..banzai o altan che dir si voglia…sei un pochino scontatello, ma che fai sottoscrivi da fondo a cima (di rapa che sei) la tua stessa analisi????
Testa di condominio!!!

Commento #812 di Paté de foie gras
maggio 3rd, 2010 @ 1:57 pm

Cicisbei, perchè non fate un bel blog aul figlio di Bossi, Renzo “padanio”.
Il papà, diplomato per corrispondenza alla scuola radio elettra per guadagnarsi lo stipendio (in quanto si moriva di fame), si è inventato la palla del federalismo e del parlamento del “raviolone di zucca” a Mantova, e adesso, dopo essersi sistemato come ministro con portafoglio “senza lavorare”, sapete ha un handicap psyco-neuro-motorio ha pensato di sistemare la trota di suo figlio, lo scarabocchio-papocchio steccato tre tris trois volte alla maturità, alla regione lombardia per 9600 euri netti mensili.
‘ncazatevi con illo e scrivete, senza rodigare, il triste abbandono della ragione alla insensataggine verde dei Visitors padani…

Statevi bene…

Commento #813 di placido rizzotto
maggio 20th, 2010 @ 10:51 am

Allevi-arsi il dolore spegnendo iutub

Commento #814 di waldemar
giugno 7th, 2010 @ 10:27 am

A mio avviso Gionanni Allevi fa benissimo a crearsi un immagine. Anche nel mondo della musica classica non da classifica si è sempre fatto lo stesso e giustamente, perchè è un mezzo di comunicazione. Poi può stare antipatico o meno, ma trovo triste tutto il livore ed il sarcasmo che gli si getta addosso. Se davvero si vuol dimostrare che c’è molto altro che merita nel mondo musicale ed indubbiamente è così, di nomi di pianisti contemporanei e compositori ne potrei fare a decine, sarebbe più produttivo farlo tirando fuori le proprie qualità e promuovendole al meglio. Su youtube c’è chi si è ossessionato nel criticaro addirittura aggiungendo commenti direttamente da solo direttamente nel proprio video su singole parole! Nonchè mostrando come comporrebbe Allevi, con tecniche riscontrabili in ogni composizione, senza però comporre davvero ed anzi suonando molto male. Quello che si fa con Allevi lo si potrebbe fare con una marea di musicisti, ad esempio smitizzando molti improvvisatori jazz che suonano con scale bene precise su un numero di battute divise perfettamente tra ognuno e su accordi ben standardizzati.

Commento #815 di Red
giugno 17th, 2010 @ 9:03 am

Grande Red!
Finalmente un commento intelligente in questo ciarpame di commentatori con l’uzzolo dell’indivia sintomatica ad ogni piè sospinto…

Un caro saluto, Manlio

Commento #816 di Manlio
giugno 20th, 2010 @ 8:11 pm

… ma quali commentatori? mi facci il piacere!!!
Questa è una manica di segaioli, scapestrati e tartassati da fobica apprensione che ha pigliato un bersaglio a caso, Giovanni Allevi, per vomitargli adosso tutte le proprie enfatiche “ansie da prestazione”, anzi “mancata prestazione”, perchè questi, caro Red, non soltanto non suonano o strombazzano e quindi non se li “stima” nessuno, ma non scopano!!!
…leggiti i commenti sopra e tutte le seghe mentali per tentare di destituire il favore di ascolto e pubblico che ha meritato Giovanni e ti renderai conto che questi “casi freudiani” sono davvero il rimasuglio di una Italietta claustrofobica e trombata nei propri mancati ardori…

Commento #817 di Serpico
giugno 23rd, 2010 @ 1:50 pm

vai serpico….

che vadano a fare in culo sti segaioli con il parossismo solipsistico…

..mentre giovanni incassa soldi e successo questi minkioni se ne stanno sconsolati sulla tazza d’o cesso….

Commento #818 di fan qulo il chinazzi
giugno 24th, 2010 @ 1:19 pm

Dai quattro ai nove anni (per cinque anni in cui si suppone sia rimasto in casa non da solo ma in presenza di adulti responsabili) ha suonato il pianoforte “di nascosto”…

Commento #819 di Mitilene
luglio 3rd, 2010 @ 3:58 pm

scusa chi?
non ho capito chi?
ahhhhhhh, chi???????
sempre lui na capa è quiz
ana rebus grammo del comunista sfigatello in terra di padania…
uei non è luc besson…
è luK cap ‘e cazz… anagrammate gente anagrammate…

Commento #820 di nisciuno
luglio 4th, 2010 @ 11:51 pm

Beeeeeeeetttiiiiiiiiiiii! Tooooooornaaaaaaaaaaaaaa!

Commento #821 di BettyTORNA
luglio 7th, 2010 @ 4:47 pm

Leggendo il #817 e #818 ci si rende conto come l’italietta dei frustrati da prestazione intellettuale sia ben rappresentata da individui come questo, totalmente incapace di mettere insieme due concetti logici e parlando di “scopate” “segaioli” “fare in culo” e compagnia cantando. Vero emblemi di vacuo cretinismo assoggettato alle proprie gonadi.

Probabilmente il solito fake che imperversa con nomi disp(e)arati per sostenere tesi che non ha e non riesce a sostenere proprio per mancanza di elementari nozioni culturali, oltre che per effettiva carenza neuronale.

Non stupisce quindi che Allevi sia sorretto da questi poveretti, che pensano di essere milioni ma sono molti di meno di quelli che vanno a sentire Titti Bianchi, che, secondo la loro logica, è più “ggènia” del nulla con i riccioli.

E non stupisce che l’italia stia diventando il quarto mondo culturale proprio grazie a gente come gli autori dei due inutili quanto stolidi commenti.

Red forse pensa di aver detto chissà cosa, ma l’immagine (naturale o costruita) di un uomo di spettacolo è cosa naturale, i jazzisti fanno quello che lui dice da sempre. insomma, acqua calda.

Per Mitilene: pensa un po’, e nessuno se ne è mai accorto… Finchè ci sono i serpici che credono alle balle di questo qui dove si vuole andare?

Commento #822 di ErlKoniG
luglio 12th, 2010 @ 12:44 pm

Er Ricchione (ndr pederasta – gagà) come si dice a Roma, ha scoperchiato il vaso di Pandora: il poveraccio che uniformato agli slogan di quattro invidiosi che assediano il blog dell’ “addosso a Giovanni Allevi” si ritiene degno di commento in nota…
Fai soltanto pena perchè chi ti fa eco in questa “stanza del vescovo” sono gli sfigatelli onanisti che come te si riconoscono nel sostegno ai soliti quattro artisti sponsorizzati dall’establishment di frontiera: bravi i soliti noti, i figli d’arte, gli uto ughi, bla, bla, bla, bla…
Ah, dimenticavo, scrivi da schifo e dimostri di essere un tantino elementare nella fatiscenza dell’espressione gergale

Commento #823 di E ricchione sei...
luglio 12th, 2010 @ 3:46 pm

Scrivo in fretta, caro nulla del #823. A proposito, sei riuscito a trovare un’argomento credibile o sei ancora fermo alla scopata mancata? Se vuoi discutere di Allevi pianista, compositore, innovatore eccetera, vedi di attrezzarti un po’ meglio, culturalmente, altrimenti la figura barbina da bravo ignorantello che sei, non te la leva nessuno.

Ah! Intanto continua ad ascoltarti Lady Gaga, so che con lei la tua realizzazione è massima.

Commento #824 di ErlKoniG
luglio 12th, 2010 @ 4:45 pm

sì, sì scrivi in fretta, povero piccolo sciocchino, il tuo vocabolario e i lemmi dell’assenza che ti rappresenta in un abito di sopita demenza sono fin troppo chiari…
Sei scontato e scrivi in un forum di epigoni del mancato talento, indi, non mi interessa affatto il tuo povero e precario eloquio da Lucignolo…
Adieu, fallimentare ectoplasma…

Commento #825 di Eri perso e rimani assente
luglio 12th, 2010 @ 6:50 pm

Beeeeeeeeeeeeeettttiiiiiiiiiii!!!
Toooooooooooooornnaaaaaaaaaaaa!!!

Commento #826 di BettyTORNA
luglio 12th, 2010 @ 7:08 pm

#826

Ti ho spaventato cocchino? L’assenza di argomenti che non siano la “mancata scopata” o l’appunto da maestrino isterica (erore voluto) sui lemmi ha rivelato il nulla che risiede nel tuo cervelletto? Vai vai tranquillo, nessuno può incolparti della tua insipienza.

Commento #827 di ErlKoniG
luglio 13th, 2010 @ 8:50 am

muahuaahahahahahahahah!!
“erore”…sei un povero, triste e melenso omuncolo, eri ectoplasma e rimani perdutamente fantasma…
ah, dimenticavo, la Scala di Milano sta organizzando la presenza di Allevi per la prossima stagione artistica…continua a sbavare di invidia, garrula voce nel dominio di assenza

Commento #828 di Eri pezzente e rimani orfano
luglio 13th, 2010 @ 9:53 am

Che solidi argomentoni che porti avanti, mancate scopate e invidie, devi vivere molto male il tuo complesso di inferiorità, mi dispiace per te, che hai bisogno di Allevi per darti un minimo di tono.

Allevi alla Scala? E allora? Per fare cassetta succede questo e altro. E’ successo al Festival Mozart in Trentino come in altre parti. Dietro ad Allevi si muovono capitali utili a tenere in piedi certe manifestazioni. Resta il fatto che la “presenza” come tu la definisci, non significa nulla. Se Allevi va alla scala rimane una merdina. Anche se arriva al Metropolitan rimane una merdina. Perchè al pianoforte, alla bacchetta e con la matita può fare robetta insulsa di bassa levatura, i suoi evidentissimi e facilmente certificabili limiti non gli permettono di fare altro. Ed è questo che conta.

Ma capisco che per te che vivi di Lady Gaga è difficile poter capire, mi rendo conto che è un problema serio.

Tanto da non aver capito dove sta l’erore.

Commento #829 di ErlKoniG
luglio 13th, 2010 @ 11:27 am

quanto fai pena, straccetto di periferia..
Quindi quelli che ascoltano Allevi si danno un minimo di tono e gli artisti ospiti alla Scala sono invitati per fare cassetta?
Da queste argomentazioni e per quello che scrivi ribadisco la tua insulsa e drammatica condizione di morto di fame, squalificato ai margini di una estrema, assoluta e disperata povertà…
Scontati i giudizi della massa su Sviatoslav Richter, Alfred Cortot e Ivo Pogorelich, che all’inizio della propria carriera sorbivano gli stessi strali biforcuti e carichi di malessere esistenziale, quello che consuma il tuo povero e desolato vissuto.
Mi fai proprio schifo e scanso equivoci a mai più risentirci

Commento #830 di eri assenza e rimani un nulla
luglio 13th, 2010 @ 1:09 pm

Yawn… sei davvero messo male… Pensi che a tirare in ballo qualche grosso nome ti elevi dal mare di ignoranza in cui sguazzi? Ti chiami Morgan Castoldi per caso?

E magari chissà, anche quei grandi parrucconi scopavano poco. Forse tu capisci solo questo.

A parte che l’inizio della carriera per coloro che hai citato è situata ad un’età enormemente inferiore a quella di Allevi, che per la cronaca ha 40anni e fischia, e dovrebbe già saper suonare un po’ meglio di adesso, quello che suonava Richter a 19 anni Allevi se lo può sognare e dimenticare. E non parliamo di Cortot.

Accostare questi nomi ad allevi sottolinea solo una volta di più la tua crassa e arrogante ignoranza in materia.

Ma non vado oltre, mi sembra di sparare sulla croce rossa. Tornatene ad ascoltare Lady Gaga frustratello da due soldi, più in la non puoi andare. Fattene una ragione.

Commento #831 di ErlKoniG
luglio 13th, 2010 @ 1:51 pm

l’unica ragione che mi faccio, picchiatello a filo di alfabeto, è che sei uno scontato arrogante. E comunque, indipendentemente dall’età e dai tuoi stereotipati, sterili giudizi, a ciascuno il suo…
Un consiglio: se riesci a scoprire il vincitore dell’ultimo superenalotto, apri un blog e vomitagli addosso tutta la tua presunzione vigliacca di consapevole morto di fame che sei…

Commento #832 di eri e rimani un nulla
luglio 13th, 2010 @ 2:09 pm

vi prego non smettete!
vedere due stronzi che litigano per uno stronzo… è così spassoso

Commento #833 di Anonimo
luglio 13th, 2010 @ 4:19 pm

#835

… ci mancava il coglione 2 …

Sorry, proprio poco fa avevo deciso di non rispondere più perchè mi sembrava sufficiente quanto detto, ma vedo che qualcuno ha ancora voglia di farsi notare per la dabbenaggine, anche se anonimo.

Commento #834 di ErlKoniG
luglio 13th, 2010 @ 4:22 pm

clap
clap
clap
clap
boria di talenti del perduto onor nella sconfitta comune, della serie non partecipate se come artisti non avete ricevuto mazzate:
buuuhhhh son tutti cattivi….
buuuhhhh siam bravi solo noi, solo noi, e non tutti voi….
buuhhhhh Allevi l’han premiato e a noi c’han bastonato…
l’Allevi vien gratificato da plausi e onori e noi incazzuti e bastonati ci riconosciam nel blog dei detrattori…
ecc. ecc. ecc. lasciate ogni speranza a color che per Giovanni un buon giudizio avanza…
benvenuti a tutti quelli che senza onor ne musico allor saran bidelli
forza avanti tutti gli altri che trombati son rimasti dalla sorte che gli avanza ad un passo dalla morte…

Commento #835 di ugo fantocci in arte ughi ute lemper
luglio 13th, 2010 @ 7:16 pm

Guarda un po’ che allegra combriccola dell’asilo… che poi, a giudicare dal nulla cosmico degli interventi, facilmente è sempre quello.

Commento #836 di ErlKoniG
luglio 13th, 2010 @ 9:57 pm

commento 841. ma vai a fare in culo!!!

Commento #837 di Cassandra
luglio 13th, 2010 @ 11:46 pm

Betti, torna!

Commento #838 di BettyTORNA
luglio 13th, 2010 @ 11:47 pm

@Betty:
Che dire… uno stile dissacrante e pesantemente sarcastico, con questo stile potresti “segare” chiunque (ti proporrei di parlare così di Berlusconi, ma sarebbe troppo facile).
Purtroppo il 50% degli italiani (percentuale stimata) non è d’accordo. Questo 50% coglie quello che voleva (e ha sempre voluto fare) Allevi con la sua musica: dire qualcosa, far emozionare la gente. Il resto è, molto probabilmente, un tentativo di costruire del marketing attorno a una persona mossa da buoni ideali (se qualcuno ha sentito o sentito parlare dell'”Avvelenata” di Guccini capirà che cosa intendo).
Se togliamo le storie che racconta (che gli fanno raccontare?), il resto è un tentativo di raggiungere i nostri cuori.
E anche qui, il fatto che ci sia riuscito o meno, è questione di opinioni. Io penso che ci sia riuscito.
(Se mi ritenete scontato, scrivete pure “bella l’acqua calda”, tanto io potrei rispondere la stessa cosa ad alcuni di quelli che lo criticano…molti ripetono le stesse cose che dice…ehm, scrive Betty).
(Un applauso anche a Matte, del commento #198).

Commento #839 di ...
luglio 15th, 2010 @ 10:16 pm

Mi pacerebbe tanto, ma proprio tanto che tutti questi “esperti” di composizione, di direzione, di armonie e di copiaticci ci facessero sentire le loro grandiose opere.
Solo allora Voi vci potrete permettere di parlare e sparlare si una persona che ci mette la faccia, nelò vero senso della parola.
Che poi tante cose, racconti sulla vita di Giovanni, sulla strada che ha persorso, siano stati romanzati ad uso e consumo di quanti morbosamente vogliono conoscere ogni particolare, sta nel gioco… Quanti di voi raccontando un episodio della propria vita non lo hanno enfatizzato ad uso e consumo del momento??

Commento #840 di Roberta
luglio 27th, 2010 @ 8:19 am

@Roberta

Il problema è inverso, cioè se questi grandi difensori del genio (e dell’opera di Allevi) hanno sufficiente cognizione di causa per poterlo sostenere in una discussione un po’ più elevata del “che figata”, “siete invidiosi”, “voi parrucconi”, “”esperti””.

la risposta è no.

Commento #841 di ErlKoniG
luglio 27th, 2010 @ 9:46 am

@…
sono d’accordo con te, solo che nel mio caso non ha raggiunto il cuore, o il mio cervello se vogliamo. E’ una questione di livello, direi. Essendo avvezzo a ben altro livello, non sono stimolato da un livello artistico diverso.

@Roberta
basta volerlo: di giovani compositori seri è piena l’Italia, basta andare a sentirli, vai a sentirli, informati su dove e quando vengono eseguite le loro opere, anche relativamente vicino a casa tua immagino. Il problema è che non ci vai. Perchè? vediamo se dai la risposta che ritengo esatta.

Commento #842 di Anonimo
luglio 27th, 2010 @ 11:10 am

E’ incredibile, ‘sti post su Allevi sono il ricettacolo degli atteggiamenti che più mi danno fastidio… Per parlare di Michelangelo, Dante o Mozart con competenza devo essere un genio come loro? E’ tutto qui: avere gli strumenti per capire cosa sta facendo un artista, non il talento per saper fare quello che sa fare lui, che c’entra?

E il battere in continuazione sull’emozione nell’arte: non basta, c’è anche il livello intellettuale, oltre a quello del coinvolgimento emotivo. Ci sono artisti che apprezzo infinitamente a livello intellettuale, ma che non mi emozionano, perchè si vede che non toccano corde della mia psiche, del mio inconscio o del mio lato istintivo… e con questo? Il loro valore artistico, culturale, rimane intatto (anzi, a essere più precisa, per quanto mi riguarda lo stupore difronte alla loro complessità è già una forte emozione, che mi “commuove” appunto, anche se diversa da quella dell’istinto). All’opposto, possono esserci cose di livello infimo che mi emozionano grandemente, al di là degli intellettualismi, e mi sta benissimo così, mi sta benissimo lasciarmi coinvolgere anche dagli scarabocchi o dall’urlo viscerale o dal sovreccitante tam tam dei tamburi selvaggi.
Quando, poi, il coinvolgimento emotivo profondo si unisce all’apprezzamento intellettuale e lucido, allora è il massimo, e se è il caso è la vertigine, perchè capisci che sei difronte al genio.

E’ solo questo il punto, saper collocare le cose, non mi sembra difficile da capire. E’ quando vengono confuse che qualcuno si inca**a.

Commento #843 di Daniela
luglio 27th, 2010 @ 12:03 pm

…e comunque è ridicolo: se per poter parlare male di un compositore (o di chiunque vogliate) devi essere un bravo compositore, ciò varrebbe anche per il poterne parlar bene.
Bah.

Commento #844 di Daniela
luglio 27th, 2010 @ 12:10 pm

Giusto Daniela. La cosa è semplice, ma pare non se ne venga fuori. Pare anche che la solita banale forma di censura, arroccata saldamente sul “non bisogna criticare”, sia talmente e intimamente radicata in buona parte dell’umanità da passare per altro: anzi, pare quasi che questa forma di censura sia il vero strumento di offesa, utilizzato consapevolmente per radicarsi in certi ambienti a spese di chi “deve opportunamente tacere e guardare nel proprio piatto”.

Una precisazione però, che immagino condividerai: quando coinvolgimento emotivo si sposa con apprezzamento intellettuale non è comunque detto che si sia in presenza del genio. Anche in questo caso si tratta di valutazione soggettiva, che può benissimo non essere condivisa.

Commento #845 di luca chinaski
luglio 27th, 2010 @ 12:27 pm

ErlKoniG, sposami!

Commento #846 di luca chinaski
luglio 27th, 2010 @ 12:33 pm

quando coinvolgimento emotivo si sposa con apprezzamento intellettuale non è comunque detto che si sia in presenza del genio.

Luca, tu sei bravissimo a tirarmi fuori i passaggi che mi viene il dubbio, già quando li scrivo, possano dar adito a fraintendimenti :-) , e hai ragione. E’ già successo una volta, non so se ricordi, e come allora siamo in realtà d’accordissimo: intendevo dire proprio questo, se è il caso c’è la vertigine del genio, se non è il caso niente vertigine e niente genio :-D .

Pare anche che la solita banale forma di censura, arroccata saldamente sul “non bisogna criticare”, sia talmente e intimamente radicata in buona parte dell’umanità da passare per altro

Si, infatti, passa per corretezza, rispetto e perfino democrazia quando invece non è che buonismo, nella migliore delle ipotesi, e censura nelle peggiori.
E che dire del “metterci la faccia”? Il personaggio pubblico ci mette la faccia? E ci mancherebbe. Ci mancherebbe che lui imponesse la sua presenza, la sua visibilità alla società senza che gli altri potessero dirne male: in quel caso saremmo difronte a Benito Mussolini.

Commento #847 di Daniela
luglio 27th, 2010 @ 12:52 pm

@Daniela

Ottimo post! Condivido in pieno (e già ne ho parlato parecchio) l’irritazione per la confusione tra emozione – qualità, genio – copie vendute e sembra che non se ne venga fuori.

@Chinaski

Una sola parola e pianto moglie e figli per te! Bentornato.

Commento #848 di ErlKoniG
luglio 27th, 2010 @ 1:22 pm

ho capito, no post no party.

Commento #849 di Addio
luglio 27th, 2010 @ 1:40 pm

@Daniela
sapevo che era solo questione di intendersi:-) quanto al “metterci la faccia”, certo, ci mancherebbe. Fa parte del gioco: vuoi metterti in campo? sappi che ti vedono tutti in quel campo in cui ti collochi, magari distrattamente ma ti notano, e non sempre benevolmente solo per il fatto che ti collochi, specie se sei super valutato per via tuoi atteggiamenti o di quelli dei tuoi funz.

@Erl, scappiamo, vivremo di amore, sesso e bachmozartschubert.

Commento #850 di luca chinaski
luglio 27th, 2010 @ 1:50 pm

non se ne viene fuori e avevo deciso di evitare di leggere almeno i commenti qui. Solo che poi vedo “ErlKoniG” e “luca chinaski” e ci ricasco ;-) :-D .

Commento #851 di Daniela
luglio 27th, 2010 @ 1:56 pm

lo stesso vale per me, pensavo di non intervenire più, vista l’aridità del contendere e visto l’evolversi di toni, modalità e contenuti dei commenti da qui a qualche mese fa. Ma ogni tanto mi scappa l’intervento:-)

Commento #852 di luca chinaski
luglio 28th, 2010 @ 8:20 am

@ luca

http://zonareality.wordpress.com/2010/08/21/chinas-got-talent-il-giovane-liu-wei-conquista-la-cina-suonando-il-pianoforte-con-i-piedi/

ogni riferimento è puramente voluto :D

Commento #853 di ErlKoniG
agosto 21st, 2010 @ 6:35 pm

@ErlKoniG
Ha ha ha ha ha ha ha!

Commento #854 di Futak
agosto 22nd, 2010 @ 8:53 am

beh, Erl, che dire…io non ce l’avrei mai fatta, ne sono sicuro. Gran pedalone a parte.

Commento #855 di luca chinaski
agosto 23rd, 2010 @ 8:49 pm

[…] tutto quello che ho già scritto nella Prima Trilogia (1, 2, 3) comincerei aggiungendo che a questo punto, io, se non sapessi che G.I.O.V.A.N.N.I. è un […]

Pingback #856 di le Malvestite » Blog Archive » G.I.O.V.A.N.N.I. Cos’è cambiato? Ve lo dico io: adesso il suo scrittore preferito è BUKOWSKI
ottobre 7th, 2010 @ 2:49 am

Com’è che gli album di Allevi sono già da tempo a 9.90€, mentre quelli dei Beatles (per dire un nome a caso) sono ancora a 20€? Della serie “battete il ferro finchè caldo” da una parte, e “questi li vendo al prezzo che voglio anche tra 100 anni” dall’altra? Perché si creano solo fenomeni da consumare in fretta prima che sia tardi, invece che coltivare musica che dura nel tempo? Chi ci perde è la cultura musicale. Tra 20 anni non sapremo neanche più chi era Allevi, mentre di sicuro canteremo ancora Michelle o Yesterday sulla spiaggia con la chitarra.

Commento #857 di sisco
novembre 13th, 2010 @ 11:23 am

[…] la continuità con la musica contemporanea. Praticamente l’opposto del pensiero filosofico di Giovanni Allevi, il divoratore di pasta al tonno che prende troppo sul serio la propria “arte”, che si […]

Pingback #858 di Pianisti. | …
gennaio 30th, 2011 @ 3:29 pm

dovesse piovere, non potendo attribuire il rapporto di causa effetto al governo che in questo caso è ladro, forse, un metereopatico potrebbe diversamente organizzare la sua agenda quotidiana…

Commento #859 di e se domani...
maggio 9th, 2011 @ 2:44 pm

http://www.giovanniallevi.com/live

dai, forza, grandi talenti, siete così bravi…

candidatevi e suonate il campanello:

…è inutile bussare qui non vi aprirà nessuno…

Commento #860 di il soldato di ventura
maggio 9th, 2011 @ 4:31 pm

ha ragione andropausa a scrivere a Matteo “è come sparare sulla croce rossa”

dai, suvvia, non è difficile suonare al Blue Note (a Milano e a New York), in fondo che ce vò…

http://festival.blogosfere.it/2006/05/giovanni-allevi-3.html

ah, dimenticavo, voi siete di casa…

quante ripetizioni di solfeggio dovete dare in un anno solare per guadagnare quello che un artista si merita in una notte stellata al blue note?

..è come sparare sulla croce rossa, bravo andropausa, hai (ovviamente) sempre ragione…

Commento #861 di ha ragione andropausa
maggio 9th, 2011 @ 4:35 pm

pensare che mussorgsky si alcolizzava perché questo è un mondo di merda poi vedi allevi e ti viene voglia di suicidarti !! PORCODDIOOOO

Commento #862 di nonvaleuncazzo
giugno 15th, 2011 @ 2:03 am

ma chi è questa omacciona barbuta e in evidente sovrappeso nominata dal monti?
Questa parla di abolire il titolo di studio e poi con una laurea in scienze politiche e non in giurisprudenza si mette a fare la lady di ferro (sembra una botte per far invecchiare il vino rosso)e il prefetto.
Ma davvero bisogna vergognarsi, ma dove l’hanno presa sta truzza paciarotta che potrebbe fare la pubblicità del parmacotto???

Commento #863 di il ministro cancelliere
gennaio 30th, 2012 @ 1:07 am

[…] in felpa jeans e scarpe da tennis – ma sul look del nostro è molto meglio andare a leggere la descrizione che ne fa Betty – e sentito con le mie orecchie dire che “per umiltà” non avrebbe fatto nulla di […]

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ottobre 29th, 2016 @ 7:00 pm

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