Vedi anche il secondo e il terzo conclusivo capitolo della trilogia alleviana
Esistono degli individui che sono malvestiti totali, tristi e mediocri individui che ci provano in tutti modi a farsi vedere in un certo modo, individui che si studiano e ci si impegnano con tutte le loro energie, che vogliono essere interessanti, originali, persino brillanti, che si guardano e si parlano e si ascoltano addosso continuamente, e però gli vien fuori sempre loffa, poveretti, è un tentativo che non gli riesce proprio, e finiscono soltanto per apparirti più tristi, e più mediocri. Uno di questi individui, ad esempio, è Giovanni Allevi.
Giovanni Allevi è come quei personaggi di Verdone che si esibiscono in racconti enfaticissimi sulle loro avventure coi serpenti mortali, o che fumano davanti allo specchio provando il discorso del cargo liberiano. Giovanni Allevi è, prima di tutto, un instancabile apologeta di Giovanni Allevi. E’ un esibizionista sfrenato che non aspetta altro che mostrarsi e far sfoggio di se stesso, lustrando per benino la figura di questo Signor Geniale Compositore che c’è solo nella sua testa, il protagonista delle ridicole storielle che spara via una dietro l’altra, sicuro ed allenato, preparatissimo, senza alcun imbarazzo (pur mantenendo i segnali esteriori della Timidezza, che è forma inevitabile del Geniale Compositore). Giovanni Allevi, se fosse il personaggio di una fiction sulla vita di un musicista, guardereste cinque minuti e poi, sopraffatti dalla suprema melensità di un tale pendulo accrocco di luoghi comuni, girereste su Ballando con le stelle.
Le storielle e gli aneddoti di Giovanni Allevi sono i mattoncini che servono a tirar su questo simulacro d’eroe mitologico, gran sacerdote e tramite tra l’Iperuranio della Musica e il Pianeta Terra, genio sì ma un po’ folle e pazzerello, come del resto sono folli e pazzerelli tutti i grandi artisti; felice e gioioso perché possiede e gode della vera fede (nella Dea Musica) e che però allo stesso tempo, nonostante questi doni di immensa grandezza, e anzi proprio a causa della sua grandezza, è anche modestissimo, un po’ schivo, scanzonato e timiduccio.
L’infantile procedimento di auto-mitizzazione di Giovanni Allevi annovera soddisfatti complimenti a se stesso di stampo spiritual-esegetico (”la mia musica va a toccare le corde profonde dell’emotività collettiva” - non c’è niente da fare, si adora) e aneddoti da primo della classe sborone che vogliono far risaltare le sue evidenti capacità di genio musicale (la storia del commissario che, di fronte alla prova di ammissione per il primo anno di composizione al conservatorio, esclama “o ha copiato la fuga, oppure è Brahms redivivo”; ma questo a Giovanni Allevi non basta - non sia mai che a qualcuno la cosa non dica nulla - lui gongolante chiosa: “eh, sì, ho portato una fuga, che è la composizione più difficile di tutte, si studia appena al settimo anno!”).
Le storielle di Giovanni Allevi hanno un’impostazione banalmente fiabesca, che può essere sovrapposta ad alcuni schemi della teoria Proppiana. Prendete la storia che racconta sempre, quella di lui a cinque anni che vuole giocare col pianoforte che i genitori cattivi tengono lucchettato [1]; un bel giorno Giovannino trova la chiave, lo apre, preme un tasto e - tadàn - rivelazione! Un faro gli si accende addosso (ipse dixit - nel video con Fazio, arrivate fino in fondo) e capisce cosa vuole fare nella vita: suonare. Ma il piccolo Giovannino è avversato dalla crudele matrign… ehm, volevo dire, dai genitori che non sentono ragioni e gli proibiscono di stare al piano. Lui se ne frega e lo suona di nascosto, finché a dieci anni durante una recita scolastica, guarda caso, trova un piano sul palchetto. Giovannino non può frenarsi, la musica lo chiama e lui le cede, siede al piano e suona [2] destando la meraviglia degli astanti. Perfetto dunque: c’è un eroe (lui) avversato da un antagonista (i genitori), c’è la situazione di divieto (il piano lucchettato), ci sono l’infrazione e la reazione (lui che apre il piano, e poi lo suona), c’è il trionfo finale dell’eroe (lui che si incammina sulla strada della mediocrità).
Come le fiabe della tradizione orale, anche le storielle di Giovanni Allevi su se stesso cambiano nel tempo, modificandosi, arricchendosi di particolari. La storiella qui sopra, le prime volte che veniva raccontata, era una roba molto semplice del tipo “c’era il piano chiuso a chiave e io desideravo suonarlo, si desidera sempre ciò che non si può avere, bla bla, punto”. In un secondo momento si sono aggiunti i cinque anni di suonate clandestine (un vero gesto di eroica sfida contro il bieco oscurantismo parentale); poi si è aggiunto il fenomeno ultraterreno della rivelazione, lui che tocca il tasto quella prima volta e viene investito dal “fascio di luce” (il che gli conferisce una misticissima aura da investitura divina); poi, negli ultimi tempi, pare che l’età del piccolo Giovannino stia abbassandosi dai cinque ai quattro anni - ma va be’, siamo ancora in una fase di trepida mutevolezza (credo sia anche già uscito il trailer che annuncia l’imminente Come sconfissi il drago che custodiva la chiave).
Il destino avverso è in agguato, ma Giovanni Allevi non molla e gli riesce sempre di sconfiggerlo, guidato com’è (implicito) dalla saggia mano della Dea Musica, che ha in serbo per lui un futuro di meraviglie musicali da raggiungere a tutti i costi. Eh, che lotta durissima e senza quartiere. Ma lui è fortunosamente creativo anche in questo, nell’aggirar la sfiga. Pensate a quando un giorno - lui, squattrinato compositore di belle speranza - s’è messo a suonare (sul solito palchetto con piano incustodito - è una mania) e una signora che per caso passava di là, rimasta annichilita dalla bravura di quel giovine talento, gli propone di far arrivare una demo a Riccardo Muti; la signora guarda tu la coincidenza è quella che organizza la cena d’inaugurazione alla scala, e stabilisce così un piano astutissimo perché lui, intrufolatosi alla cena come cameriere, possa dare sto cd al sommo maestro (leggete come la racconta Giovanni Allevi [3], è un incrocio tra ratatouille e james bond - anche se dimentica sempre di raccontare il finale, che Muti cioè a fine serata ha miseramente abbandonato il cd sulla sedia vuota). Oppure pensate a quando, stroncato da un attacco di panico (qui), sull’ambulanza che lo portava in ospedale, in una situazione dunque di così grande pericolosa avversità e disagio, ha trovato motivo d’ispirazione ed ha potuto gettare le basi per il suo ultimo capolavoro, Joy.
Folle e pazzerello, dicevo. Giovanni Allevi la follia se la immagina così, del genere più vistoso e facilmente riconoscibile, la follia cinematografica di un tizio un po’ autistico alla Rainman [4]. Giovanni Allevi, per aderire al personaggio, oscilla tatticamente avanti indietro quando sta in piedi, racconta di essere affetto da disturbi ossessivo compulsivi (va a nuotare in piscina e si ripassa mentalmente tutte le note mentre sta ammollo - non può suonare se prima d’ogni concerto non gli danno una torta al cioccolato - per un anno di fila s’è nutrito di sola pasta al tonno), cerca penosamente di stupire gli intervistatori con sciocche rivelazione matematiche (del tipo: “ho calcolato che in un ora di concerto le mie dita compiono all’incirca 36.000 movimenti” oppure “il pianoforte ha 88 tasti, li ho contati” - brrravooo, clap clap, e quante corde? a-ha! non le hai contate quelle, eh? gne gne), pubblicizza bizzarre trovate domestiche (il gatto che aveva da piccolo, che si chiamava Bemolle - il suo attuale animale domestico, un gamberetto che, per amplificare l’effetto paradossale, ha ribattezzato Maciste: io me lo immagino Giovanni Allevi oscillante al negozio di esche, mentre paga il gamberetto, che già pensava come e quando avrebbe raccontato del gamberetto la prima volta, suscitando ilarità ed ammirazione), è sempre istericamente entusiasta di qualsiasi cosa e oscenamente fiero del suo minuscolo intellettualismo da dizionario d’aforismi (”come dice Platone - frase fatta”, “come dice Heidegger - frase fatta”), è sempre lì lì ad un passo dal ruolo dell’eroe romantico in preda a gravi tormenti (soffre di insonnia perché ogni notte è assalito da tumultuosi pensieri musicali che subito trascrive su un foglietto pentagrammato provvidenzialmente tenuto accanto al letto), ed esibisce quello scontato repertorio di atteggiamenti timidoni - occhi bassi, postura gobbetta, movimenti goffi, gestualità nevrotica, i sorrisetti schivi - che si vede nei telefilm per teenager del Disney Channel la domenica mattina. Il tutto, come detto, per creare questo effettaccio Genio Fuori Dal Mondo, un po’ folle ma simpatico e alla mano, confortante e familiare, con una testa piena piena di cose buffe e interessanti.
Per essere accettato, il genio musicale Giovanni Allevi deve darsi l’aria di prendersi alla leggera, per niente sul serio, deve essere semplice e scanzonato, alla portata di tutti (il che, a ben pensarci, è davvero difficile da realizzare, per uno che si crede depositario di un soffio artistico d’emanazione divina, “Non sono io che compongo ma è la musica che fa tutto da sola e utilizza il mio corpo e il mio essere per fluire fuori, sul mio pianoforte”): ciò lo si realizza attraverso un abbigliamento da allegro giovanotto qualunque, indossando abiti casual nella direzione che genericamente prende la moda giovane del momento: felpone belle grosse, jeans belli larghi, camicia di fuori, converse all star, occhialoni nerdy. L’interpretazione è improntata ad una impersonale e anonima figuretta da manichino Oviesse del reparto under quattordici. Immagino che l’intento sia anche blandamente provocatorio, a presentarsi così ridotto ad un concerto, in teatro. Accidenti. E’ chiarissimo purtroppo che sono cose di cui non sa niente, di cui non capisce niente (la felpa è troppo corta, gli tira sulla pancia, le maniche gli salgono, i jeans pure, troppo stretti, un po’ informi), messe insieme a casaccio al solo scopo di completare il quadretto, poveraccio [5], questo suo naufragato tentativo di giovanil-io-sono-originalesimo risulta niente altro che una spaventosa e ridicolissima frittata di cattivo gusto.
Ah, la musica, pffft. E certo, mi dimenticavo la musica. La solita robetta giocata sulla riuscita di suggestioni melodiche, facilona e abborracciata - basso e voci mediane praticamente inesistenti, ideucce piccine picciò in gran parte scopiazzate, un po’ al tardo-romanticismo, un po’ a quell’usuratissimo e ormai infinito bacino di minimalismo annacquato stile Nyman - banali melodie non sempre riuscite e, anzi, spesso insulse e pure lagnosette (Panic ad esempio, la canzone cardine del suo ultimo album, è la sigla di Mio Mini Pony, non si discute [6]); quando cerca di cimentarsi su strutture un minimo più complesse, ahilui, la butta tragicamente in caciara. Sono pezzi che sembrano improvvisati al momento: non c’è ricerca, l’elaborazione tematica è ridotta al minimo, non c’è un cavolo di studio, una serie di (vanamente accattivanti) luoghi comuni impilati uno sull’altro. Giovanni Allevi stesso, del resto, conferma queste impressioni uscendosene con stupidaggini altisonanti come “Suonare è non pensare” - nell’elogio all’abbandono che compare sul sito, nella sua fissazione per l’acqua, l’acqua come metafora di vita, di musica e bla bla, il che è davvero emblematico, perché rende alla perfezione l’idea di Giovanni Allevi e della sua musica: un flusso appariscente e senza controllo di inutili conati.
[1] perché mai i genitori, entrambi musicisti, impediscono al pargolo di suonare il piano? si tratta forse della solita lacrimosa trama degli artisti falliti che soffrono per i propri fallimenti e non vogliono dare al figlio le stesse sofferenze? (Allevi: consideralo un suggerimento)
[2] il preludio in La maggiore di Chopin, dice lui - e uno (il patito di Giovanni Allevi, che ovviamente non sa niente di musica) pensa mamma mia, il preludio in la maggiore, chissà che cosa difficilissima, e si immagina una cosa così, mentre invece è questa puzzetta qua (nulla di cui bullarsi, neppure a dieci anni)
[3] nella pagina degli “scritti”, clic su “la cena di muti” - anche questa storia qui la raccontava diversa, all’inizio: non c’era la signora che lo ascolta per caso rimanendo annichilita e non c’era la missione segreta all’inaugurazione della Scala; c’era soltanto lui che un giorno facendo il cameriere ha servito Muti al ristorante, punto
[4] oh, si potrebbe fare uno studio comparativo tra la sua, e l’idiota rappresentazione del picchiatello promossa da quell’altro simpatico originalone di Simone Cristicchi - a volersi far del male, dico
[5] ah certo, i capelloni sbarazzini, un tasto per capello (eh eh): consiglio, tra un paio d’anni, di rinnovarsi - maturizzandosi - con un paio di baffoni alla Frank Zappa
[6] ovviamente non c’è storia: Mio Mini Pony batte Giovanni Allevi un milione a zero
di Betty Moore, 27 settembre 2007
Categoria: io sono originale, malvageddon, maschioni, very important malvestite
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La descrizione su Giovanni Allevi qui sopra é molto ironica provocatoria, ma rispecchia in gran parte la sua vera realta.
Il potere dei media é incredibile riescono a sopravvalutare un artista in maniera spropositata.
Nel caso di Allevi, nel suo genere musicale non c’é nulla di inventato o originale, ma solo superficiali sonate di pianoforte con dolci melodie a primo ascolto e poco sviluppo armonico musicale.
Ascoltando alcuni dei suoi brani, parte con un tema melodico trascinante, ma al momento del fulcro del pezzo si perde in un bicchier d’acqua non sviluppando bene l’armonia delle note.
Chi si intende veramente di pianoforte o lo suona sa benissimo cosa voglio dire.
Invece per gli ascoltatori superficiali della musica che ascoltano Allevi, voglio dire che il pianoforte é uno strumento fantastico e affascinante e far passare Allevi come un genio del piano é una offesa,purtroppo i media riescono sempre a vendere il piombo per oro.
ALCUNI DEI VERI GRANDI PIANISTI:
Andras Schiff, Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini , Vladimir Horowitz , Svjatoslav Teofilovic Richter,
Keith Jarrett , Art Lande, John Taylor , Ketil Bjornstad , Paul Bley, Bobo Stenson, Esbjorn Svensson, Lyle Mays , Vassilis Tsabropoulos, Rainer Bruninghaus , Michel Petrucciani, Mcoy Tyner,Bill Evans
E I NOSRI DUE ITALIANI MOLTO VALIDI:
Cesare Picco , Stefano Bollani
Ascoltate bene la vera musica studiando e non fatevi rincoglionire dai media.
Commento #601 di FictionaryLa descrizione su Giovanni Allevi qui sopra é molto ironica provocatoria, ma rispecchia in gran parte la sua vera realta.
Il potere dei media é incredibile riescono a sopravvalutare un artista in maniera spropositata.
Nel caso di Allevi, nel suo genere musicale non c’é nulla di inventato o originale, ma solo superficiali sonate di pianoforte con dolci melodie a primo ascolto e poco sviluppo armonico musicale.
Ascoltando alcuni dei suoi brani, parte con un tema melodico trascinante, ma al momento del fulcro del pezzo si perde in un bicchier d’acqua non sviluppando bene l’armonia delle note.
Chi si intende veramente di pianoforte o lo suona sa benissimo cosa voglio dire.
Invece per gli ascoltatori superficiali della musica che ascoltano Allevi, voglio dire che il pianoforte é uno strumento fantastico e affascinante e far passare Allevi come un genio del piano é una offesa,purtroppo i media riescono sempre a vendere il piombo per oro.
ALCUNI DEI VERI GRANDI PIANISTI:
Andras Schiff, Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini , Vladimir Horowitz , Svjatoslav Teofilovic Richter,
Keith Jarrett , Art Lande, John Taylor , Ketil Bjornstad , Paul Bley, Bobo Stenson, Esbjorn Svensson, Lyle Mays , Vassilis Tsabropoulos, Rainer Bruninghaus , Michel Petrucciani, Mcoy Tyner,Bill Evans
E I NOSRI DUE ITALIANI MOLTO VALIDI:
Cesare Picco , Stefano Bollani
Ascoltate bene la vera musica studiando e non fatevi rincoglionire dai media.
Commento #602 di Anonimo[...] arrivati all’epilogo della nostra trilogia alleviana (se volete ripassarveli: qui c’è il primo capitolo, qui il secondo). Concediamogli ancora un’ultima commossa pernacchia d’addio esaminando [...]
Pingback #603 di le Malvestite » Blog Archive » Giovanni Allevi, In viaggio con la strega, pare che Dio sia dalla sua parte: non gli fa piovere ai concerti, l’ha eletto a nuovo San Francesco, gli manda gli angeli travestiti da tassinari milanesi - si rafSono da sempre un amante della musica classica/lirica, e quando ho visto nascere questo soggettone ho pensato che avrebbe avuto grandissimo successo di marketing, presso un pubblico ignorante ed ineducato, che oramai è più pratico di mp3 che di musica, e magari è convinto che la musica si studi dalla defilippi piuttosto che nei conservatori.
E’ un prodotto che ha il suo pubblico, che non ha nulla a che vedere con la musica, il che può anche starmi bene.
Oggi però era al concerto di natale del Senato …. e il cerchio si chiude ….. che schifo!
…E adesso che ha diretto pure il Concerto di Natale al Senato della Repubblica quanto vi rode, gente? Malpettinato vs Malvestite 20 a 0!!
Commento #605 di dulcis in fundoNun me pò rode de meno, non è mai stata mia aspirazione suonare al Senato…
…però me rode al pensare che sia proprio in quel tempio colmo di vegliardi meritocratici che strabordano meritocrazia (con rare e dovute eccezioni) che il bigodinatissimo abbia ricevuto cotanta incensata.
Ma d’altronde lì non ch’avrà fatta una cattiva figura visto che lui lì dirige coi capelli, quando questo paese è diretto col culo…
Allevi e Milly Carlucci a Palazzo Madama non mi sconcertano affatto: io mi aspettavo Apicella e Paola Perego. Differenza minima, quindi.
Commento #607 di FutakIL MOZART DEL 2000 PUAH!! UNO CHE COMPONE DA SECONDO ANNO DI ARMONIA COMPLEMENTARE E PER GIUNTA IMPARA A DIRIGERE GUARDANDO I VIDEO DI YOU TUBE. PRESUNTUOSO, SPREZZANTE, VISCIDO FANNULLONE!!
Commento #608 di anam[...] mai incrociati. inoltre, c’è già una lunga e ottima letteratura sull’argomento [1] ; [2] ; [3] ; [4] ; [5] . epperò anch’io oggi sento il meraviglioso sentimento [...]
Pingback #609 di brullonulla » i soldi falsi di giovanni allevi@ tutti i fan di Allevi: leggetevi cosa pensa Uto Ughi di Allevi..
Commento #610 di Anonimohttp://lastampa.it/redazione/spettacoli/articoli/39girata.asp
Commento #611 di Anonimo[...] come Facci sul Giornale e Uto Ughi su La Stampa, e ha acceso discussioni su vari blog [qui][qui][qui]. Per inciso, non credo che la scelta del musicista abbia vilipeso un luogo già di per [...]
Pingback #613 di tomate :: ancora Allevi :: December :: 2008[...] Orginalmente inviato da big1987 ahahahahhaaha non sapevo che Allevi si credesse dio.. No, non si è mai creduto Dio. Solo un misto fra Beethoven, Mozart, Democrito e Gesù Cristo. Un breve articolo sulla squallidità di questo personaggio, che non riesce a suonare 5 minuti senza incappare in valori disuguali, per non parlare dell’incredibile banalità e melensità delle sue compisizioni: le Malvestite ? Blog Archive ? Malvageddon #20 - Giovanni Allevi [...]
Pingback #614 di Uto Ughi bastona Allevi (era ora!!) - Giovani.it - ForumAllevi puo’ piacere o no. Ma non e’ corretto dire che il brano ‘panic’ ti sembri una schifezza. E hai giudicato. Si tratta di rispetto per chi come Allevi si e’ dedicato alla musica. E tra le altre cose si e’ pure laureato con il massimo dei voti.
Ma come cavolo ragiona certa gente? Come Allevi stesso, che risponde a una critica con ‘Come può farmi questo?’, accidenti, lesa maestà!
Che narcisismo sfacciato, uno che pretende che non lo si giudichi, che i critici non facciano il loro lavoro (quella cosa che il critico non dovrebbe giudicare ma solo ‘far comprendere’, ma che idiozia!!), che nessuno si esprima se non con gli osanna, se no si urta la sua sensibilità e si offende che lui povero ha tanto studiato, è solo invidia…
Vogliamo capire il concetto di critica e magari pure di autocritica, è chiedere troppo? Mi sa di sì, visto che il divo in questione ne è totalmente privo…
Certo, è ovvio che le arti non sono come le scienze, non si può dire ‘questa musica/letteratura/pittura è *sbagliata* perché quest’altra la smentisce’ come si fa con i teoremi fisici o matematici, ma per favore, non facciamo i furbetti, questo non vuol certo dire che non ci sia alcun criterio di valutazione, di paragone, di standard, e che sia tutto ‘emozione’ e in quanto tale insindacabile… Capisco un rockettaro punk che faccia questi discorsi (e almeno non avrebbe altre pretese che quelle di divertirsi e far divertire gli altri, e ci sta) ma uno che ha studiato al conservatorio, ma non si vergogna?
E’ ipocrita oltre che narcisista, perché è troppo comodo, passare dal ‘voglio solo emozionare la gente che in massa accorre ai miei concerti’ (va bene, però se restiamo su questo piano, lo fa qualsiasi megastar del pop/rock/hip-hop ecc. che almeno, in genere, ha la piena coscienza di far spettacolo e non la pretesa di portare alla gggente chissà quale gemma rivoluzionaria di intensità e novità assoluta che i ‘criticoni’ non capiscono) a grandiose dichiarazioni sul suo genio e sulla sua innovazione musicale, appunto… allora, se tu per primo ti poni su questo piano, vai oltre la pretesa di puro intrattenimento, e devi accettare che ci siano standard critici di riferimento, gli stessi che ti hanno consentito di studiare e imparare a suonare, se no, facevi il punk e prendevi in mano una chitarra senza alcuna formazione, che almeno la tua musica avrebbe avuto un po’ più di verve!
Troppo comodo predicare il vangelo del ‘non giudicare’ chi si eleva ad artista, e far passare per stronzi invidiosi chi reagisce e magari, avendone le scatole piene di tutti questi osanna e auto-osanna, diventa anche un po’ feroce.
Aggiungo una cosa. Io non sono pianista, non ho studiato musica, ascolto più rock e pop e elettronica, dei musicisti che ho conosciuto son tutti rockettari che lo fanno per passione propria e manco ci campano, quindi sul discorso musica ‘popolare’ vs musica ‘colta’ non ho alcun preconcetto ‘elitista’ o presunto tale, anzi.
Però anche un ascoltatore senza preparazione musicale ‘classica’ ma con un minimo di discernimento può, a volte, capire se si è davanti a qualcosa di piacevole e basta, o a qualcosa di straordinario, no?
Ora, io vivo all’estero e non avevo sentito parlare di Allevi prima di tornare in Italia per le vacanze di Natale. Leggo la cosa di Ughi e penso, ammazza oh, s’è incazzato forte questo, sembra proprio il solito trombone… allora vado ad ascoltarmi qualcosa di Allevi in rete, e resto allibita. Ma è questo di cui di si discute così animatamente? Tutto qui???? questa robina qui? è musichetta da spot pubblicitario, non perché l’abbiano usata per gli spot (capita che anche la pubblicità usi musica decente a volte e non solo l’ultima canzonetta da promuovere) ma perché sembra scritta apposta per gli spot. Quelli del Mulino Bianco. Scialbissima e mielosa! Sono sconvolta, scavo su youtube cercando altri pezzi, tutti uguali! la stessa nenia noiosa e piatta…
Ok questione di gusti, ognuno ascolti quello che gli piace, per carità, ma se iniziamo a parlare in termini di bravura e innovazione e genialità e meglio questo e meglio l’altro, si danno per forza dei giudizi - ascoltate bambini: i giudizi sono cosa buona! se non si giudica niente, non si può nemmeno apprezzare niente! - e se si vuole discuterne non si tronca lì con un ‘come hai potuto offendere uno che si dedica alla musa dell’arte da tutta la vita’. E allora? anche Gigi d’Alessio si dedica alla musica da una vita, vogliamo elevarlo a nuovo genio della chanson popolare? Certo, Allevi sa suonare il piano, e te credo ha fatto il conservatorio, basta questo adesso per parlare di genio?
E per chi storpia il senso del ‘de gustibus’ pretendendo l’annullamento di ogni critica, chiariamo oltre: a me come a tanti altri non dà fastidio in sè il fatto che ci sia gente che ascolti roba che io considero insulsa, io non la ascolto e mi vado a cercare roba che piaccia a me, e siam tutti felici, su questo non dico niente. Ma avremo il diritto di prendere in giro chi parla di genio quando a) i musicisti in questione si autocelebrano come geni ispirati e rivoluzionari e b) non ammettono alcuna critica rifugiandosi nel regno dell’emozione e dell’approvazione delle masse (che è contradditorio con il punto a)), e c) danno pure degli invidiosi a chi si pronuncia diversamente. Che poi, capisco i teenager che ragionano così per entusiasmo dell’età, ma Allevi ha 40 anni, fa incazzare peggio di un Moccia, che almeno non mi pare abbia detto ’sto rivoluzionando la letteratura’…
Commento #615 di mimiAHAHAHA… se uno non avesse mai visto Allevi penserebbe che è una stroncatura troppo acida.
Ma lui è proprio così!
che noia questa invettiva contro allevi….forse sarà pure, a detta di voi altri messeri del pentagramma, niente di più o di meno degli altri, però la verità è che voi, invece di quagliare qualcosa di “buono” state lì verdi di invidia a recitare la parte di anastasia e genoveffa….
singolare: degli invidiosi che fanno tenerezza
Buon Natale
cara Betti,
ma puoi passare tutta la vita a invidiare spasmodicamente allevi???
e dai su…magari una canzoncina di bim bum bam riesci a scriverla pure tu!
Mimi, ottimo intervento. Mi sono ascoltato questo Allevi su youtube e non mi è parso nulla di eccezionale. Certamente il piano lo sa suonare, ma non mi è sembrato questo gran fenomeno, per quanto io abbia una cultura musicale sccarsa. Molta della musica che ascolto io (heavy metal) è ESTREMAMENTE più elaborata. E sto parlando di rozzi rockettari e metallari che si prefiggono come principale scopo quello di suonare bene divertendo la gente tra una bevuta e l’altra…
Commento #619 di Asheh.. come da copione ci risiamo con ‘tutta invidia’, e si torna al via…
Però mi scusino, da quand’è che scrivere tre post (peraltro assai spassosi nella loro ferocia) su un blog significa ‘passare tutta la vita a invidiare spasmodicamente’?
Il senso delle proporzioni qui ha fatto la stessa fine dell’autocritica, eh?
(proseguire scegliendo tra la carta ‘tutta invidia’, ‘c’hai niente di meglio da fare te’, ‘prova tu a scrivere una canzone, se no stai zitto’, ecc.)
Commento #620 di mimiAncora la gag dell’invidia?
Ma che palle!
I pro-alleviani sono scontati, banali e vuoti di idee quanto la musica del caro ascolano quasi quarantenne.
CITO:
oh, si potrebbe fare uno studio comparativo tra la sua, e l’idiota rappresentazione del picchiatello promossa da quell’altro simpatico originalone di Simone Cristicchi - a volersi far del male, dico
GIUSTISSIMO :D :D aha ha
Commento #622 di AshIntanto qui l’unico che rosica è il babbasone ricciolone dopo la tegola che si è preso da Ughi :-) hihihihi. Scriva pure le sue suonerie da fast-food, ma il plauso può trovarlo solo in mezzo agli itaGlioti pappagalli (quelli che ripetono: “siete invidiosi/siete acidi/siete ignoranti/scopate di più”) e dai politici che degnamente li rappresentano e lo invitano al senato. Articolo stupendo, diffuso anche su Facebook. Aspetto la 4^ parte con trepidazione…
Commento #623 di ottibravissima, un’analisi del personaggio acuta perfetta puntuale.
ho appena letto la risposta di allevi a uto ughi sulla stampa, e se prima pensavo che allevi fosse solo un burattino manovrato dal bissnes men di turno, adesso ho capito che invece è proprio uno stronzo se non si può scrivere stronzo qua, sostituiscila con una parola più urbana.
ciao vado a leggermi le altre due puntate
Capirai che tegola… “il grande ughi”… sul finire dei suoi anni, Giovanni avrà il plauso di scriverne o forse narrarne il de profundis della sua maschera di gesso che tanto somiglia, per spocchia e per acredine a quella del signor tuttofare “gianni letta”…
in quanto a quello che scrivi, otti, sei un personaggio “al massimo” da € 1000 al mese, mi spiego:invidioso/acido/ignorante/che scopa poco… e che guadagna la miseria della propria banalità… mi fai pena… dimenticavo… mentre scrivi le tue banalità, Allevi ha già fissato l’agenda della prossima stagione di concerti e al Blue Note di New York hanno già organizzato tre date… statti bene miserabile e datti da fare oltre i limiti del tuo essere scontato e triviale se vuoi guadagnarti da vivere qualcosa oltre l’indispensabile…
Letizia,
ATTENTA, cazzo(!), chè se cadi da quello specchio ti fracassi il muso e l’osso sacro!
Scendi subito!!!
Complimenti Letizia, hai accesso alla mia dichiarazione dei redditi? Mi duole dirti che non ci hai azzeccato granché, ma poco mi importa.
Curiosamente ho rinunciato anni fa alla carriera da musicista professionista proprio per non essere costretto a scegliere tra una vita di arte e stenti e la prostituzione à la Allevi che tanto mercato ha tra i minus habentes come te che, ahimé, sono la maggioranza.
A me fai pena tu e tutti quelli fatti con lo stampino come te, gli itaGlioti assetati di cheap emotions che, ubriachi di Moccia, si sciolgono dietro a due note di cartapesta (ossia si eccitano per la copia malriuscita di una copia malriuscita di Michael Nyman, se va bene), tacciano gli altri di “banalità” e probabilmente non hanno idea di chi sia Alfred Brendel. Difendi pure il ricciolone, vedere le sue groupies che fanno istericamente quadrato attorno a lui lo rende ancora più patetico, se possibile.
Non avete mai suonato una sola nota nella vostra vita che vi appartenga. Non consideratevi pianisti ne musicisti..ma sopratutto non siate presuntuosi di giuducare chi studia,
come Giovanni Allevi,bravo o meno che sia. Vi invito a riflettere che non è importante essere degli Horowitz o dei Pollini..è importante essere se stessi e dare l’anima, se l’intento è regalare emozioni. Vi invito ad essere più umili, i vostri commenti sono taglienti. Perchè ferire chi NEL BENE O NEL MALE, BRAVO O MENO che sia ha regalato degli attimi di felicità?
Non sono un fan di Allevi, né ho mai studiato musica. Di Allevi ho ascoltato solo Evolution e trovo che sia molto bello. Le altre sue musiche da piano non mi esaltano più di tanto. Potreste dirmi perché suscita tante polemiche? Sono curioso… Io al massimo ascolto musica pop e tra i pianisti pop adoro Tori Amos. Sono un incompetente?Illuminatemi. Vorrei acculturarmi di musica classica ora che sono più grandicello
Commento #630 di AdrianMa Giuseppe, caro, se si trattasse solo di ‘regalare emozioni’ e ‘attimi di felicità’, saremmo tutti felicissimi di ascoltare o non ascoltare e finita lì! Questo varrebbe per Allevi come per la Pausini come per Fibbbra come per tutto quello che ‘regale emozioni’ a qualcuno! Ma se Allevi stesso si offende a essere definito ‘pop’ o ‘leggera’ o ‘fusion ‘ e non gli basta a lui per primo essere uno che ‘regala emozioni’, e vuole essere riconosciuto da tutti come grande pianista e creatore di nuova musica classica, e ha studiato classica e lo sa che ci sono degli standard precisi, allora no, allora il discorso non è solo se piace o non piace, capisci? Non si può avere botte piena e moglie ubriaca - se vuoi essere considerato come musicista classico, allora ti becchi tutti i giudizi del caso in base agli stessi criteri che hanno permesso a te di studiare e laurearti al conservatorio. Se no, accetti tu con umiltà o meglio senso del tuo limite di essere uno dei tanti musicisti crossover pop che han venduto dischi negli ultimi anni, e basta. O l’una o l’altra cosa. Troppo comodo tornare a usare il ritornello ‘regalo emozioni, faccio felice la gente’ quando allo stesso tempo ti spacci per ‘mozart del 2000′ e ‘genio italiano del piano’ (vedi tutte le finte recensioni ‘internazionali’ ovvero press release della sua casa - e lì capitolo a parte su quante panzane contano e quanto manipolano i suoi presunti riconoscimenti globali come genio, già quello farebbe poco onore a qualsiasi musicista classico che voglia ritenersi tale).
Non ti pare fin troppo palese la contraddizione? Dai che non è difficile capirlo sto concetto…
Commento #631 di mimiNon c’è bisogno di accedere alla dichiarazione dei redditi per pesare gli scarsi “considerata” della tua tara mentale e/o artistica, è sufficiente il tuo eloquio a contraddistinguere quanto vali, forse, anche economicamente; guarda caso, sei la fattispecie di un “musicista professionista mancato…” per non essere costretto a scegliere cosa? Ricordi tanto la favola di Esopo della volpe e l’uva…
Se ti consideri un “musicista professionista”, magari un “primus inter pares”, senza che nessuno possa avvalorarne l’istanza critica derivante da un giudizio di valore, posso solo immaginare come ti saresti venduto, con il favore o gli onori delle cronache… (magari a te favorevoli).
Ricordati che anche i “minus habentes” (è il sale della democrazia), possono partecipare le emozioni che non sfiorano il tuo talento di “incompreso”, e comunque, invece di imprecare contro Giovanni Allevi, fatti valere, come artista, insegnante, arrangiatore o altro piuttosto che sfogare in una scontata e palese dialettica da “perdente” le distonie che ben contraddistinguono il tuo ego, mendicante un successo non avuto e, forse, mai meritato.
Commento #632 di Letiziaperchè se uno parla male di allevi deve per forza essere invidioso? non può essere che allevi faccia schifo e basta, che la sua musica sia un bluff insipido e che il personaggio, ormai quarantenne, sia assai poco credibile nel look, nelle movenze e nelle -parossistiche- affermazioni? me lo spiegate cosa c’è da invidiare in un simile torzo di broccolo
Commento #633 di lucio cornelioConsiderata la zoppicante tortuosità dei tuoi periodi (specie il primo) non devi valere molto di più, nonostante i sinonimetti altisonanti che ti sei cercata per impressionare i presenti.
Niente da dire, il riferimento pecuniario è il degno indice del pessimo gusto che grossolanamente vanti, tipico del parvenu che veste ostentando griffe cubitali.
Ma anche in questo caso poco mi importa.
Al tuo citazionismo da scimmietta ammaestrata mancava il banalissimo riferimento a Esopo (aggiungi il “non è bello ciò che è bello” e poi hai vinto il mongolino post-moderno)… che però mi suggerisce una domanda: sei così convinta che TUTTI anelino alla celebrità, fossero anche i 15 minuti warholiani?
Sei cresciuta così tanto a pane e De Filippi da non essere in grado di pensare che qualcuno preferisca vivere l’artificio (mi piace considerare la techne come costrutto dell’ingegno) in una dimensione più ricercata e meno troiosamente post-moderna dei tuoi idoletti da due lire?
Se il “successo” e il “portafogli” (argomenti da badante/passeggiatrice ex-sovietica, ci hai fatto caso?) sono la vera e unica ratio… ne consegue che a tuo avviso i cinepanettoni di De Sica & Co. sono pietre miliari della cinematografia, considerati gli incassi da capogiro.
Per concludere, niente da dire sulle “cheap emotions”, ognuno goda come meglio crede… io (come tanti altri qui) non ho nulla in contrario a certa musica in quanto tale, come non mi dispiace la lounge o la new age (a tempo debito).
Ma tra l’apprezzare l’easy-listening e l’incoronarlo come “musica rivelazione del nuovo millennio” ce ne passa, non credi?
La nostra ironia nasce tutta da qui. Vedere un Lino Banfi che pensa di essere Paul Newman fa ridere.
E non serve essere premi Oscar per averne il diritto.
avete cancellato il mio commento, complimenti per lo spirito democratico che informa questo blog!
Commento #635 di marco lenziBravo Otti, non ti è chiaro il primo periodo, e va bene, quanto ai sinonimetti credo debba ispirarmi alla anedottica dei tuoi neologismi di artista mancato? Leggi “cheap emotions”, “groupies” e che mi dici dei “minus habentes”? Questi te li puoi permettere liberamente, per impressionare il parterre? Senti, perché non rispondi al mio ultimo periodo, forse è tortuoso anche quello? E’ facile accusare, blaterare e fare dell’ironia, soprattutto quando sono altri a farne le spese e tu da che parte stai? Hai rinunciato alla carriera da musicista per non essere costretto a scegliere tra una vita di arte e stenti? Di grazia…
Commento #636 di LetiziaMarco Lenzi,
se ti riferisci a questo, è nell’altra discussione.
Uff! Mi sono incasinato con il tag.
Intendevo:
…riferisci a questo, è nell’…
1) Probabilmente intendevi dire “aneDDoTica”, da “aneddoto” non “aneDoTTo”… presumo.
2) Al massimo si tratta di “anglicismi” (o “anglismi”) e non certo neologismi, in quanto espressioni o perifrasi d’uso assai comune… l’autarchia glottologica la lascio al ventennio o ai francesi.
3) “Habentes” è il plurale di “habens”. Come si pluralizza “curriculum” (con “curricula”) ho ritenuto opportuno farlo anche con il participio presente.
Accantonando le punzecchiate reciproche (che mi hanno stufato) vengo al merito della questione, anche se, in parte, ti ho già risposto: ho rinunciato a guadagnarmi da vivere come musicista (il che non significa necessariamente che io sia un mancato/fallito) per poter coltivare le mie passioni a modo mio, senza essere costretto da incombenze esterne.
In soldoni:
1) Poter scrivere quello che voglio, come voglio, quando voglio, con chi voglio, per chi voglio.
2) Poter suonare quello che voglio, come voglio, quando voglio, con chi voglio, per chi voglio.
Ti sembrerà paradossale, eppure l’accettazione di un compromesso (la rinuncia alla “carriera”) mi ha consentito di addentrarmi nel “fatto” musicale… senza compromessi, senza fretta, senza incombenze né ingerenze.
Mi ha permesso di fare ricerca sulla materia sonora (e guarda un po’, gli esami di fisica mi hanno aperto un altro mondo in proposito), sul ritmo, e, soprattutto, di studiare tantissimo senza il fiato sul collo, di acquistare e costruire strumentazione (elettronica in questo caso) di mio gradimento.
E di fare un lavoro che mi piace senza rinunciare assolutamente a niente: suono in più formazioni e continuo a scrivere, sperimentare, giocare con i suoni.
Successivamente dici che “sono gli altri a farne le spese”.
Ma quali altri e quali spese?
Pensi che veramente gli possa importare qualcosa dei miei commenti o di quelli di chiunque altro?
Se si offende allora DAVVERO ha la coda di paglia.
Altrimenti può strafottersene e confortarsi dell’affetto sincero (e legittimo, lo dico fuor d’ironia) dei suoi ammiratori.
Se però l’accademia “dura e pura” (e non parlo di me) lo butta giù dal piedistallo ha poco da lamentarsi.
Tu sostieni che gli attacchi di un incartapecorito come Ughi non valgano nulla.
Da parte mia a Ughi preferisco almeno 3 o 4 violinisti, ma se paragono il suo cursus honorum con quello di Allevi… direi che c’è poco da aggiungere.
In conclusione: lui è liberissimo di montarsi la testa dietro a un prodotto piacevole (mi limito a tratteggiarlo in questi termini).
Ma non si lamenti se non riceve il (desiderato) plauso/consacrazione da chi alla piacevolezza ha anteposto altri valori. E non parlo di me, che “non ho successo”.
Spero di essermi chiarito, anche perché immagino che gli astanti comincino ad annoiarsi.
Commento #639 di ottiVa bene Otti, senza rancore.
Con i miei migliori auguri, Letizia
Commento #640 di LetiziaAllevi vuol far passare la polemica fra lui e Ughi come uno scontro fra progressismo e conservatorismo, fra vecchio e nuovo: è giusto rendersi conto, invece, che ci troviamo di fronte ad un quarantenne che frigna come un ragazzino perché non accetta le critiche legittime di un artista di venti anni più grande. E vent’anni in più possono essere tanti se dall’altra parte c’è un dodicenne, ma non in questo caso. Un quarantenne, poi, non può parlare di un artista di sessant’anni come di un anziano, a meno che lui stesso non sia un immaturo, ancora scottato dalla serie dei suoi insuccessi durati un trentennio. Quando si hanno quarant’anni, poi, si deve avere la maturità di evitare gli atteggiamenti vittimistici, di non spacciarsi per il ragazzo prodigio che non si è mai stato.
Che ci siano folle adoranti pronte ad applaudire ad ogni movimento di riccioli non toglie nulla alla forza degli argomenti di Uto Ughi.
Allevi vuol far passare la polemica fra lui e Ughi come uno scontro fra progressismo e conservatorismo, fra vecchio e nuovo: è giusto rendersi conto, invece, che ci troviamo di fronte ad un quarantenne che frigna come un ragazzino perché non accetta le critiche legittime di un artista di venti anni più grande. E vent’anni in più possono essere tanti se dall’altra parte c’è un dodicenne, ma non in questo caso. Un quarantenne, poi, non può parlare di un artista di sessant’anni come di un anziano, a meno che lui stesso non sia un immaturo, ancora scottato dalla serie dei suoi insuccessi durata un trentennio. Quando si hanno quarant’anni, poi, si deve avere la maturità di evitare gli atteggiamenti vittimistici, di non spacciarsi per il ragazzo prodigio che non si è mai stato.
Che ci siano folle adoranti pronte ad applaudire ad ogni movimento di riccioli non toglie nulla alla forza degli argomenti di Uto Ughi.
ok, futak non mi ero accorto dei due diversi blog, scusa per la distrazione.
Commento #643 di marco lenziil Livella è in musica ciò che il berlusca è in politica.
Strumenti forti per autocelebrarsi, linguaggio minorato per piacere a molti,apparente assenza di contenuti dietro cui si veicola il contenuto del nulla.
Purtroppo non c’è rimedio.
Tocca assistere a cose come queste.
Sappiamo tutti benissimo che un tortellino Rana non è come un tortellino fatto in casa dalla nonna di Bologna. Non c’è bisogno che mi addentri in questa distinzione, non per chi abbia nel palato la memoria di un gusto differente da quello del tortellino industriale.
Eppure compriamo i Rana perchè costano meno e si trovano più facilmente.
ignoranti, invidiosi…
Allevi ha studiato per anni e anni e si è sudato il posto che occupa…se vi sta simpatico o antipatico è un altro discorso!
Lo state confondendo con tutta la vera merda che c’è in Italia, anzi…state dalla parte del mercato più basso, voi che lo additate! I suoi primi dischi non vendevano…ora invece ve ne siete accorti di quanto valgano? lo invidiate e nient’altro! L’umiltà è una dote particolare, di un vero artista… Non si può fingere umiltà!!! Ma voi non siete in grado di coglierla.. Non ci sono parole.
Si, se l’è sudato con le raccomandazioni di Bonolis, di Saturnino e di Jovanotti.
Commento #646 di Andrea BibliotecoLo state confondendo con tutta la vera merda che c’è in Italia, anzi…state dalla parte del mercato più basso, voi che lo additate! I suoi primi dischi non vendevano…ora invece ve ne siete accorti di quanto valgano? lo invidiate e nient’altro! L’umiltà è una dote particolare, di un vero artista… Non si può fingere umiltà!!! Ma voi non siete in grado di coglierla.. Non ci sono parole.
Rossana… sparati un colpo.
Commento #647 di AnonimoSalve a tutti.
Quello che posto ora è un interessante contributo di un mio collega sul “fenomeno Allevi”.
“Riguardo alla musica “classica contemporanea” su cui insiste Allevi, ho dimenticato un elemento che credo possa ricollocare il fenomeno Allevi nella giusta dimensione, ossia una dimensione puramente commerciale; mi spiego:
chi è iscritto alla siae, sa che la siae ha un fondo di incentivazione della musica classica contemporanea (o colta contemporanea) che serve ad incentivare la produzione di nuova musica di estrazione colta. Questo fondo, o cassa, è alimentato da tutti i diritti d’autore percepiti dalla siae ma che la siae, per i motivi più vari, non ha potuto redistribuire (bollettini sbagliati, musica da discoteca non regolarmente depositata etc). Questo fondo è stato pensato proprio per aiutare quell’ambito musicale che non ha un mercato tale da poter sopravvivere con le sole vendite.
Come funziona?
io scrivo un pezzo, e lo deposito come “musica classica contemporanea”.
Lo eseguo in una rassegna dichiarata di musica classica.
La siae, oltre a pagarmi i diritti di autore secondo i criteri stabiliti per legge, mi premia, attingendo dal questa cassa.
Se per legge dovevo ricevere per esempio 1000 euro, la siae mi premia con questo fondo, moltiplicando per 4 o per 6.
Quindi ricevo, oltre ai 1000 euro, una somma aggiuntiva che varia dai 4000 ai 6000 euro.
Gli editori di musica conoscono bene la normativa, e consigliano, laddove è possibile, di depositare sempre il pezzo come musica classica, anche se di fatto la composizione è un brano semiimprovvisato secondo pattern precotti (in questo america e UK sono maestri) e modelli sperimentati (frase breve tonale o modale, passaggi ai toni vicini, linea melodica swingata);
capito perchè adesso anche i canzonettari scrivono opere?
Capito perchè insiste tanto, il candido e innocente Allevi, sulla classificazione della sua musica?
capito perchè i saltimbanchi vogliono uscire dal circo ed entrare negli auditorium?”
Grazie per lo spazio.
C.
Allevi conosce l’arte di vendere il nulla agli ignoranti: è un maestro in questa arte difficile o è solo fortuna ?
Commento #649 di ANTONIOBene. Ho letto praticamente tutti i commenti. Direi che ogni commento è difficile da controbattere. Ognuno esprime benissimo la propria teoria. Molti sono estremi. Sarebbe bello che ognuno avesse il coraggio di firmarsi,dichiarare il proprio nome, le proprie competenza musicale, filosofiche e artistiche. Evidenziando il proprio curriculum. Nei blog o in internet in generale chi tanto animatamente si impegna in una critica, almeno scelga di farla non anonima.IN questo modo, a mio avviso , perde totalmente valore. Ho ascoltato Allevi per la prima volta quando non era ancora un fenomeno commerciale ma comunque abbastanza conosciuto tra chi ha un minimo di competenza musicale.L’ ho ascoltato e riascoltato, ho cercato di riprodurre i suoi pezzi al pianoforte, con esiti più o meno soddisfacenti. Ascoltandolo in alcune circostanze mi sono emozionato, perchè ho collegato un suono a uno stato d’ animo,così come posso emozionarmi nell’ ascoltare Rachmaninov o una canzone popolare trentina. L’ altro giorno, in montagna, una mia amica che non ha mai ascoltato musica classica in vita sua ha deciso di farsi un bagno caldo accompagnata dalle note di Allevi. Quando è uscita era entusiasta, quindi le ho proposto di ascolatare Ludovico Enaudi , poi Jarret. Se non ci fosse stato Allevi, non sarebbe mai arrivata a Jarret. Sappiamo tutti che anche Mozart ha scritto pezzi semplici che piacevano al popolo, ma oggi Mozart dai profani è visto come troppo colto,come lontano, come difficile. Non credo che sia grave o frustrante che Allevi guadagni molto, sono le leggi di un mercato con il quale la musica da molto tempo si confronta. Credo che sia sbalgiato piuttosto che possa guadagnare poco o nulla un qualsiasi diplomato al conservatorio, ma non è certo colpa di Allevi. Io conosco più di una persona che ha cominciato ad avvicinarsi alla musica classica grazie ad Allevi, alcuni hanno anche cominciato a suonare. Credo che la polemica sia da centrare su altro. Sul concetto di arte assoluta. Allevi è un musicista, diplomato al conservatorio, quindi è un ottimo musicista. Questo non serve a definirlo artista, credo che sia piuttosto un fenomeno mediatico commerciale, ma se la sua musica avesse fatto schifo e fosse stata fatta male non sarebbe arrivato a suonare in Senato o a NY. Allevi i non fa male a nessuno, semmai sono i giornalisti incompetenti che lo esaltano a dismisura. Perchè? perchè se un aticolo è scritto in esaltazione di qualcosa è più facilmente piazzabile, chiunque abbia fatto il gionalista sa cosa intendo.
Ho visto tre concerti di Allevi. La musica mi piace, più come colonna sonora che come musica da ascoltare e guardare dal vivo. Lui non mi piace e non mi è simpatico. Sono studiate le sue mosse e i suoi discorsetti ripetuti spiaccicati in ogni concerto, come fosse un disco di presentazione. Ma che male fa? Uccide la musica classica? No, io credo piuttosto che la promuova, in modo da essere capito dalla massa,e la massa, lo sappiamo, non capisce tutto.
Dietro ogni artista c’è spesso una personalità narcisista. E’ ovvio che Ughi non sopporti Allevi, come moltissimi grandi e colti musicisti non apprezzavano Pavarotti dal momento in cui aveva cominciato con il Pavarott & friends. Ughi fra cent’ anni sarà ricordato, probabilmente avràuna piazza con il suo nome, Allevi no. Allevi forse sarà più ricco di un ottimo concertista. E allora? ha fatto ciò che la musica suggerisce di fare. Rendersi commerciale. E’ un delitto? no. E’ una parte della musica. Tutto qui.
p.s: strimpello il pianoforte, l’ ho imparato a suonare a 16 anni suonandolo da solo, senza saper leggere le note. Mi sono avvicinato al pianoforte per riprodurre un motivetto di 4 accordi presente come secret song in un cd del gruppo punk Pennywhise, se non cifossero stati, non avrei mai toccatoun piano, mi faceva paura solo a guardarlo.Ho passato almeno un paio d’ anno, tutte le sere, ad esercitarmi per imparare gli accordi, ad orecchio, senza ausilio di manuali o maestri di piano. POi ho cominciato ad andare ai concerti, e all’ università ho inserito in piano di studio esami di storia della musica e etnomusicologia. Infine mi sono appassionato di Jazz, ho messo su un sestetto e per un paio d’ anni mi sono così divertito. Ho ascoltato centinaia di dischi di musica classi,a sentito conferenze su conferenze, letto libri e fantasticato,ma non per questo mi viene da distruggere un compositore perchè fa musica troppo semplice per essere catalogata come classica. Se la musica regala emozione, bene. Non tutti possono provare le stesse emozioni per la stessa musica. Se a uno non piace basta non ascoltarla e mettere da parte l’ invidia.
Meglio polemizzare su persone che veramente fanno danni, vedi alcuni politici o uomini di potere.
Simone Ariot.
quello che ha riportato Carlo (#648) è vero, ne ho sentito parlare. Ed è il vero motore di molti compositori. Però se ancora molti pensano “se la legge del mercato vuole…” non si andrà mai oltre G.A. o molti altri (L. Einaudi, etc.)
è stato detto:”Allevi è un musicista, diplomato al conservatorio, quindi è un ottimo musicista” niente di più falso!
Ci sono molti diplomati, anche a pieni voti, che non sono musicisti, ma mestieranti. Anche gl’insegnanti di conservatorio rasentano l’osceno… per fortuna non tutti (ci sono dei sommi maestri). Ma molti o non suonano o considerano autori come Bartòk, Schoenberg, Webern troppo arditi. E soprattutto mancano di curiosità (non vanno mai ai concerti, etc). Quindi non darei per scontato che diploma=musicista.
Questo si può benissimo estendere anche a grandi nomi della classica o leggera che quando li senti parlare è EVIDENTE che ingannano, girano intorno alle cose e non sono CHIARI.
Ed essendo l’italianità un mare d’ignoranza è facile vendere fumo (anche all’estero…non crediate che siano meglio, sono però più colti di default).
Quindi o vi mangiate sto FUMO o vi opponete in tutti i modi, musicalmente e artisticamente, a tutti i fenomeni come G.A., A. Bocelli e molti altri.
beh che dire…
sei di una presunzione talmente accentuata da risultare stomachevole—-
tu hai mai sfiorato un pianoforte?hai mai letto uno spartito?sai cos’è o cosa non è la musica?
giovanni allevi non è un giullare di strada, non va giudicato per la sua storia o le sue “storielle”. è un grande maestro che tutto il mondo ci invidia. Non potresti neanche lontanamente permetterti di giudicare..
lasciatelo dire da chi la musica la studia e nonostante ciò non ha la presunzione di spingersi fino ad arrivare ai tuoi bassi livelli
bè…oltre ad averlo sfiorato mi ci sono diplomato, si gli spartiti li leggo (e li scrivo), anche le partiture orchestrali (sai per aver il diploma di composizione devi saperle leggere estemporaneamente al pianoforte). Ma tutto questo non serve dirlo, mi sembra ovvio che si discute solo se si pratica dalla MATTINA alla MATTINA successiva la musica, o no? (per una discussione costruttiva e non semplicemente di gusti).
E frasi: “G.A. non va giudicato per la sua storia o le sue storielle. è un grande maestro che tutto il mondo ci invidia” bisogna evitarle perchè NON DICONO NULLA. Mi sembra che così sei tu a giudicare e difendere le “storielle” più che i FATTI… caro Anonimo (#653).
Perchè… caro Anonimo (#653), e come te molti altri, dovete esprimere i vostri pareri soggettivi? invece di confrontare le cose e portare stimoli costruttivi alla discussione? si capisce da come scrivete che conoscete (per modo di dire) solo uno spicchio della musica. che ascoltate le cose solo in un senso e non in mille altri modi.
Un esempio stupido: avete ascoltato i due concerti di capodanno? chi fra la Fenice e i Wiener ha “suonato”? vi siete accorti della differenza?
ps. a mangiar fumo ci s’imbruttisce ;)
ps2. dal basso le cose si vedono meglio ;)
E io mi devo leggere tutto ’sto pistolotto per scoprire che giovanni allevi è una merda?
Commento #656 di Padoneanche a me non piace TUTTA la musica di Allevi ma direi che esagerate. Poi, chi considera Stefano Bollani un VERO pianista, mi fa ridere. ciao.
Commento #659 di yuriAllevi: un istrione senza alcun merito.
di Gian Pietro Bontempi.
I dilettanti piacevano anche a Goethe, purché si fossero presentati con spontaneità e modestia. Quello invece che offende nel comportamento del pianista Giovanni Allevi è la sua presunzione d’essere l’erede dei più grandi maestri.
Come pianista non ha nulla in comune con Arturo Benedetti Michelangeli, con Vladimir Askenazij, o con Martha Argerich, solo per citare qualcuno. Come compositore riesce solo a esprimere elementari melodie, peraltro prive di un profondo pensiero musicale.
Un pianista che suona solamente le sue dilettantesche arie perché non è in grado di affrontare un repertorio con le più importanti pagine della letteratura pianistica. Di conseguenza mai ascolteremo una sua interpretazione d’una sonata di Beethoven o l’esecuzione di uno studio di Chopin.
L’aspetto però più sconcertante del fenomeno Allevi è il grande successo raggiunto, non solo attraverso la televisione, ma anche attraverso le varie istituzioni musicali italiane.
Sintomo evidente della crisi culturale e della povertà intellettuale nel nostro paese. Palese manifestazione dell’incompetenza artistica dei dirigenti di teatri e istituzioni che hanno permesso al pseudo-musico le sue “performances”, determinando in tal modo la sua ascesa alla celebrità.
Allevi insomma è un fenomeno da baraccone, la cui popolarità è stata artificialmente costruita dai mezzi di informazione, con un’ operazione di alto marketing.
In tutto questo la grande musica non c’entra; c’è solamente una promozione della furbizia, a scapito di spettatori sempre più passivi e inerti di fronte agli arroganti gestori dell’informazione.
Gian Pietro Bontempi.
Gian Pietro Bontempi
hai capito tutto! (scusa il tu)
Parafrasando Verdi (ed i suoi librettisti): Italiani, vil razza dannata!!
[...] ormonali (ossia, tutti gli adolescenti). Mi trovo fondamentalmente in sintonia con i commenti su http://www.malvestite.net/2007/09/27…ovanni-allevi/ certo esasperati, volutamente parossistici, ma, insomma, insomma, azzerccati. Un commissario del [...]
Pingback #662 di Allevi, Einaudi e i loro critici - Pagina 6 | hilpers[...] del cesso. Non cutto neanche per rispetto. AMEN. ….e quella sul gatto di Shroedinger? http://www.malvestite.net/2007/09/27…iovanni-allevi [...]
Pingback #663 di Aaaahh ... come mi piace quando dicono come stanno le cose... - Pagina 3 | hilpers[...] sta cippa. Preso da iamsc http://www.malvestite.net/2007/09/27…ovanni-allevi/ [...]
Pingback #665 di Alleva sta cippa. | hilpersè ufficiale la MODA di G.A. comincia ad esaurirsi. Ci si ricordera di lui come della “famosa nevicata dell’85″ ;)
bene bene…
ma fate proprio pena ma che bisogno cera di scrive tutto sta cosa che senso ha?
vi fate tanto i cazzi degli altri ve?per prima invece perchè non pensate a voi che sapete solo criticare?
se siete cosi invidiosi fate i “buffoni” come lui e poi vediamo quanto siete bravi
Commento #667 di AnonimoAnonimo (#667) non hai capito un cazzo.
Poi è impossibile fare i buffoni tra di voi che non vi accorgete neanche di quello che avete accanto. Vi passa vicino un evento raro e elevato e voi non vi accorgete di niente. Daria Bignardi vi dice COMPRATE questo o quello e voi OBBEDITE. CAPRE…solo CAPRE siete!
Betty sei il mio nuovo mito!!! Corretto il commento di Bontempi….ho un sospetto: non è che quello (parlo dell’allevi) per far vedere che la sua è una “scelta poetica” ci spara prima o poi una sonata di beeth o un studietto di chopin? mio dio no…no….no….
Commento #669 di lucaè impossibile! è visibile quando suona che non ha la tecnica necessaria per suonare a quei livelli. peccato mi sarebbe biaciuto sentire come avrebbe interpretato i classici. e vabbè!
Commento #670 di chopperSe volete sentire Giovannino in veste di esecutore classico scaricatevi “La Leggenda del pianoforte”. Forse, eccetto il primo pezzo (benino, dài), gli altri fanno veramente schifo. C’è una marcia alla turca vomitevole…
Commento #671 di Andrea BibliotecoTutti siamo liberi di esprimere il nostro parere: duro, libero e magari impopolare… Quindi, ci sta anche che qualcuno stronchi il lavoro di Allevi.
Ma non credo che il pubblico sia tanto ignorante da non meritare la benchè minima considerazione: se Allevi piace, è perchè ha quella semplicità al primo ascolto che non fa altro che avvicinarti alla musica classica, come non avveniva da anni…
e la semplicità non è sinonimo di mediocrità: qualche volta è meglio togliere che aggiungere!
Yaaawn..
Certo che ce n’è di gente col tempo libero.
Lucidissima analisi, ho scoperto questo blog solo oggi, complimenti davvero! un’altra particella di resistenza culturale contro l’idiozia montante del mondo contemporaneo.. e viva Bach
Commento #675 di crawling chaosLeggendo quanto hai scritto Betty, sembri proprio ossessionata da Allevi….non è che ti piace un casino???
Sai, chi disprezza…compra!!
o carino ma non sarai un pò troppo geloso?? ma chi sei?? non ho mai il sentito il tuo nome in TV. se vuoi permetterti di criticare un tale mito vedi di far sapere che tu sai fare di meglio senno StOOO
essere inutile. tu e i tuoi interventi che non servono a niente.
ALLEVI è UN GRANDE E NON HA BISOGNO DI ASCOLTATORI DAL PESSIMO ORECCHIO COME IL TUO.
Eh, si, meno male che ci sei tu che ce l’hai fine…
Commento #678 di Andrea BibliotecoFate a chi ce l’ha più grosso?
E tu, Andrea, come osi criticare qualcuno se NON SEI MAI STATO NEMMENO NOMINATO IN TIVVU’?
Rita: per avere un po’ di intelligenza bisogna essere nominati in televisione?
Allora tu, che compari spesso in molti show televisivi, dimostri di averne proprio poca, anzi di non avere nemmeno il cervello.
Qual’è il problema ? Secondo me c’è posto sia per pianisti come Allevi che per pianisti come Cecil Taylor…fatalmente il primo ha più successo perchè, oltre ad avere un ottimo ufficio marketing fa della musica completamente e assolutamente tonale e l’altro invece no.
Sul fatto che Allevi non sappia suonare non sono d’accordo, anche per suonare così bisogna aver comunque studiato ed avere una predisposizione per lo strumento.
Vorrei saper suonare io il piano come Allevi, certamente poi farei cose completamente diverse…
Sono polemiche sterili, come dire meglio l’Inter del Milan…(io sono interista).
Infatti noi ci lamentiamo che dice che fa classica, non stiamo parlando di gusti… Non relativizzare ciò che non lo è.
Commento #682 di Andrea Bibliotecomamma mia ancora qui state? da quando vi ho lasciati sempre su questi retrocessi pensieri… ma perchè invece di rodervi l’anima non pensate a fare bene la vostra musica a fere cd e a riempire i teatri??? se c’è spazio per uno che considerate mediocre pensate a quanto spazio c’è per voi maestri della musica… oppure non siete così bravi? l’invidia c’è e si vede suppur mascherata con quattro concetti copiati dai libri che leggete e dai professori dei conservatori che più di lì non vanno…
basta Allevi parlate di voi e dalla vostra musica… salvate il mondo da questo mostro! ahahahah
amen e così sia!
Commento #683 di amenamen,
Ma non sai far altro che ragionare in termini di teatri pieni, come se un teatro pieno implicasse irrimediabilmente un capolavoro assoluto dell’arte!
Dacci piuttosto un motivo musicale valido per apprezzare il carissimo Giovanni. Fino a quel momento (e per l’ennesima volta, cheppalle): Allevicacca.
PS l’anima non esiste e nessuno può rodersela
Commento #684 di Anonimoper aninimo… allora chiariamo 1) non sono fan di Allevi 2)vero i numeri non fanno la qualità ma rimangono una realtà non indifferente… un pochino fanno riflettere… 3) non dico di ascoltare Allevi dico solo che deve essere proprio una pizza perdere tempo con qualcosa che non piace e ribadire le stesse cose… pagine e pagine… credo che il passo sucessivo all’aver espresso il proprio parere (favorevole o meno) implica il fatto di non “rodersi l’anima” se piace o non piace ma ci si dedica a qualcosa di più interessante… ne convieni? credo che infondo si parla di gusti, c’è a chi piace e a chi no e allora??? dove sta il problema???? Allevi non è l’unico artista del mondo… se non piace basta lo avete ribadito all’infinito… per ogni artista c’è chi lo ascolta e chi non lo ascolta ma da qui a farci una eciclopedia ce ne passa non credi?
Commento #685 di amen—-l’anima non esiste e nessuno può rodersela—-
PS infatti intendevo qualcos’altro!!!!!!!!!!
E VEDO CHE CONTINUA A RODERE!!!!!!
Commento #686 di amen@amen
i numeri ti faranno riflettere su tante cose (del tipo l’imbecillità e l’ignoranza imperanti) ma hai detto anche tu che non fanno la qualità, ergo non vedo che cosa se ne dovrebbe dedurre.
In secondo luogo leggiti i post e constata che non si sta parlando di gusti, che qui non c’entrano una mazza. Ci si chiede se sia legittimo (e NO, non lo è) che uno come Allevi venga definito “nuovo Mozart”, “genietto musicale” e via dicendo.
E se avrai la bontà di leggerteli, questi post, capirai anche perché ancora c’è gente che non si rassegna a smettere di parlare, finché si trova contro degli ignoranti che pretendono di aver trovato il Verbo musicale del nuovo millennio in Allevi.
Senza rancore.
Commento #687 di crawling chaospiù che altro, amen, visto che dici di non essere un estimatore di Allevi, mi chiedo come mai roda tanto l’anima a te (cosa che desumo dall’eccessiva e fastidiosa quantità di punti esclamativi nei tuoi post) che a qualcuno lo stesso musicante faccia schifo.
Commento #688 di crawling chaosLe musiche di Allevi, come quelle di Yann Tiersen e altri pseudo-compositori, sono scritte per essere vendute. Sono melodie orecchiabili, tipo musica da film (ma niente a che vedere con Morricone!), con un’armonia a metà tra la musica per bambini di Satie e il peggior Claudio Baglioni.
La verità è che non ci vuole niente a copiare la musica del secolo scorso, e darle solo una spolverata per farla sembrare più simile alle canzonette di oggi.
Lorenzo, vedi che Morricone fa stracagare come compositore…
Commento #691 di Andrea Bibliotecoggal #680
O_o
il #679… era ironico…
Ma davvero sono in tivvvù?
Commento #692 di RitaSe tolgo Allevi e metto Ammanniti o Mazzantini forse ’sto bordello finisce.
lorenzac
[...] altri, di aneddoti e concetti simili (le cose più acute in rete vengono dal blog le Malvestite, su di lui e sul libro, mentre questo l’ho scritto io) ma vorrei limitarmi all’ultima [...]
Pingback #694 di Freddy Nietzsche » Tirez sur le pianiste (avec une cerbottane Bic de plastique transparente, comme aux êcoles moyennes, et les quiques de riz au post des proiets) – post dedicato a Barney Panofskyma per fortuna il fenomeno Allevi si sta sgonfiando, comunque ridimensionando, come è giusto che sia.
Credo anche che tutto questo clamore e l’iperconsiderazione che verso di lui hanno indotto i furbastri e accolto coloro che non sanno discernere, ha non solo falsato la percezione della musica ,ma distorto la prospettiva.
Ciò che infastidisce è l’imporlo come genietto rivoluzionario o come guru portavoce della avanguardia illuminata.
Se non fosse stato catapultato con tanta o troppa furbizia nell’iperspazio commerciale pseudocolto sarebbe comunque stato un gradevole musicista pop.
Mario Colli
Pontremoli
Vorrei anch’io partecipare a questa folle discussione!!!!!
Io ritengo che Allevi sia un pianista bravo: tecnicamente e armonicamente preparato con delle discrete idee musicali. Sappiamo benissimo tutti che come lui ce ne sono tanti altri che però purtroppo non hanno dietro dei buon manager. Io preferisco di gran lunga Stefano Bollani e altri che non stò ad elencare. Quello che mi snerva di Allevi è che è in una recente intervista ha dichirato che a casa non ha il pianoforte perchè la sua musica è in testa.
Ok va bene ma non passa!!!!!!!!
E’ come se uno vince il giro d’Italia senza esser mai andato in bicicletta!!!!
Per non parlar delle sue idee compositive sulle lettere del nome associate alle note. Forse non sa che qualcun altro ha studiato Bach e che ha studiato (purtoppo) al conservatorio Composizione!!!!!
Vorrei sapere chi è quel folle che lo ha paragonato a Petrucciani, gli masterizzo tutti i suoi CD, gratis!!!!!
Poche sere fa ho sentito un concerto di S.Bollani insieme a C.Korea (due pianoforti)!!!!!!!!!!!
Ripeto Allevi è un bravo pianista come ce ne sono tanti altri (se volete oltre i nomi vi do anche le loro registrazioni) perchè tanto se uno non ha dietro un manager con i cosidetti…. se ne stà buon buonino ha rovvelarsi.
PS.Io non sono uno di quelli ma avendo la fortuna di sentire tanta musica…..
Credetemi……..
Ascoltate…Ascoltate….Acoltate….
GRAZIEEEEEEEE…. mille volte grazie! Betty Moore i tuoi articoli me li sto stampando e me li appendo al muro, sono delle chicche di intelligenza e ironia. Finalmente un pò di sana intolleranza verso chi se ne sbatte dell’intelligenza altrui…..
Adesso abbasso il livello e dico qualcosa su Giovannino Alleviotto. Se uno ama la sua musica niente da dire, io ne son contentissimo, lui è contento, Giovannino pure, che si faccia tutti i suoi soldini e che tutti vivano in felicità, MA….. non si azzardi nessuno a fare classificazioni (genio ?!?!?!?!?!?!?) o paragoni. Qui sentiamo le deliranti affermazioni di qualcuno che mi dice che, facendo un parallelo con le arti grafiche, è come se Picasso è superato perchè la gente non lo capisce…. oh, ma sentite l’essenza della cretinata ? Io di pittura non ci capisco niente ma non vado certo a dire che i disegni di topolino sono colti solo perchè non capisco Picasso. E se Allevi pensa che Ornette Coleman e DJ Francesco siano al pari o non sente la differenza tra Loredana Bertè e la Fitzgerald beh questa forse non è colpa sua ma non salga in cattedra, se ne stia nel suo angolino ringraziando di avere così tanti soldi nonostante la sua musica.
Cmq per fortuna non c’è bisogno di scomodare i più famosi, sforniamo dei veri talenti in Italia, musicisti che little John manco si sogna ma che guadagnano due lire in silenzio…. rispetto.
Ancora grazie…. fantastica Betty Moore.
Gio
ciao a tutti,
ho scoperto da poco questo blog (grazie mille crawling chaos, ti sono debitore ^^) e devo dire che lo trovo davvero brillante… :-)
quando ho letto qusto articolo su Allevi (cui auguro tutto il bene di questo mondo ma che musicalmente non mi dice proprio nulla, sorry) mi sono quasi commosso… lui è davvero la dimostrazione vivente di quanta ignoranza musicale ci sia in giro e di quanto i media riescano ad influenzare l’opinione comune.
non fraintendetemi, non discuto il fatto che possa piacere, quelli sono gusti e non mi permetto di dire alcunchè in merito ma da qui a farlo passare per il nuovo genio della musica classica ce ne passa… da un punto di vista compositivo, condivido pienamente l’opinione a suo tempo espressa da Uto Ughi.
ciao
Stefano
rileggetevi i commenti di fosforo, l’unico che ha zittito i sapientoni con cognizione di causa…. Allevi forse non è e non sarà mai un Grande, ma da qui a definirlo una schiappa della musica classica (perchè questa fa) ne passa…
Commento #699 di felice“Panic ad esempio, la canzone cardine del suo ultimo album, è la sigla di Mio Mini Pony”
AHAHAHAHAHAHAHAHHAHA!!!
TI PREGO, QUALUNQUE COSA SCRIVERAI NELLA TUA VITA.. FAMMI UN FISCHIO. E SE DIVENTERò UN EDITORE TI PUBBLICHERò A SCATOLA CHIUSA. RICORDATI DI ME! :)
Giovanni Allevi è il sintomo di come il Comunismo abbia egemonizzato la cultura in Italia…eccone i risultati!!!
Commento #701 di Papoppopopo[...] (proprio così, col caps lock bimbominkia): e si capisce, appunto, che come per il suo ex-sodale Giovanni Allevi, Jovanotti è convinto che la musica (l’Arte) si faccia così, abbandonandosi [...]
Pingback #702 di le Malvestite » Blog Archive » Jovanotti rilegge Mozart, io rileggo Jovanotti - Federico Moccia in ascensore, come evacuare l’evocativoMhm.
Non mi interessa più di tanto sto tizio, ma più leggo la gente, più mi convinco che le emozioni siano la moneta corrente.
Nulla di più.
E poi mi si chiede perché ho sfiducia nel genere umano.
Premetto che la mia educazione musicale è stata del tutto selvatica in tenera età (quella in cui, se a qualcuno viene in mente di coltivarti, hai qualche speranza di diventare un musicante anche se non hai il talento per nascita), basata su ascolti mescolati e non sempre rispettabili, e che studiando musica alle medie e soprattutto alle superiori ho recuperato poco. Premetto anche che il mio orecchio, oltre che essere relativo, è parecchio credulone, ed in generale piuttosto tonto. Premetto infine che della persona Giovanni Allevi mi sono sempre altamente infischiata, ne ho considerato solo la musica – e mi è bastato. Tutto ciò premesso, vorrei ringraziarti per la rassicurazione che leggere il tuo articolo mi dà… mi trovo sempre da sola a spregiare Allevi con tutto il cuore! Mi ricordo quando venne fuori: il paladino che reinventava la musica classica e vi riavvicinava le nuove generazioni… suvvìa! E mi ricordo anche quella volta che stavo studiando, e sentii dal televisore della stanza accanto quelle note che potevano sembrare uno Schumann semplificato; accorsi domandando cosa ci facesse il mio Robert così straziato al telegiornale e scoprii Allevi. Poi ci hanno bombardato, fra radio e pubblicità in televisione. Io, che come si può intuire dalle premesse non capisco granché di musica, arrivo a immaginare le note sul pentagramma in quei giri melodici che tanto emozionano i fan di Allevi… capisco il trucco, diciamo – il che sminuisce parecchio il genio del compositore! Poi mi sono consolata, conoscendo tanti miei coetanei che canticchiano Mozart e fanno la coda al botteghino del teatro per i Lieder di Schubert… e soprattutto leggendo questo articolo! Però sono sempre preoccupata, e arrabbiata. Il capellone montato si spaccia per compositore e spaccia la sua roba per musica fresca, originale, geniale; la gente ascolta lui e non Débussy (un altro cui spesso tende a somigliare)…!
Quel mitico Preludio di Chopin potrei suonarlo anch’io, che del piano so appena quale nota corrisponde a quale tasto (suono il flauto traverso, tutt’altra roba). A proposito di piano! Qualcuno poteva suggerire a Giovannino di contare le ottave, invece che perdere tanto tempo sui tasti… E “Mio miny pony” è decisamente più gradevole e coerente con il proprio genere.
E infine… GRANDE per il paragone con lo scontatissimo Cristicchi! Due piccioni con una fava, in una conclusione che è raffinatezza pura! ;)
se devo dire la verità la musica di allevi mi piaceva, l’ho sentita per la prima volta al mare, tutto il giorno, tutti i giorni, partiva dal bar del lido (|o|); il secondo anno stesso lido stessa musica, sicchè ho chiesto chi fosse il compositore e mi hanno detto Enaudi…ho scoperto da sola che era allevi,da un intervista allo stesso….
quest’anno ancora allevi stesso lido!
ha un potere ammorbante sulle menti delle persone!
l’anno prossimo vado in vacanza da un’altra parte, sperando che riccioli d’oro non sia di moda! la musica sarebbe anche piacevole se non mi ricordasse lui che mi sta così tanto sui coglioni…..
p.s. non sono invidiosa/acida né credo di scopare poco, è che mi sta proprio sui coglioni…..
Commento #706 di ladoniaGrazie, non ho mai riso così tanto!!! Da lacrime agli occhi, giuro!! :-)
Penso che Allevi sia il più grande bluff della musica italiana degli ultimi anni… Lo dimostra il fatto che piace a chi non ha NESSUNA cultura musicale.
Pensate tutti quello che volete, l’unica cosa vera, a mio giudizio, è che siete tanti straccioni, impoveriti dall’invidia e segnati dal rancore di come arrivare a fine mese..fate proprio pietà, invidiosi squattrinati…
P.S.
Se Giovanni con i suoi dischi non ci avesse guadagnato una lira, avreste sfogato il vostro livore da accattoni sula bella di turno, sui cinepanettoni o su quanti soldi guadagna un presentatore come Jerry Scotti…ma continuate a morire di fame, accattoni invidiosi…
@esselte: che pensieri profondi!
Posso?
Vai a cagare.
Esselte (la contessina perditempo)ci definisce straccioni, impoveriti dall’invidia e segnati dal rancore di come arrivare a fine mese, nonchè invidiosi squattrinati, morti di fame, accattoni, con la variante “accattoni invidiosi”.
Commento #710 di Revenantscrivete quello che vi pare, con le varianti che esprimono sempre lo stesso concetto: vi rode e vi fa male che qualcuno ha avuto e meritato plauso e successo in tutto il mondo…
Quanto ai vostri di pensieri, poco spessore e tanta, forse troppa invidia, quella che vi ha consumato in un giudizio scaduto e omologato…
@ esselte
Il problema con Allevi ma anche con altri della sua risma è il “meritato” successo (se tra due soggetti mediocri, esempio allevi e antonacci il primo supera di una spanna l’altro, non significa necessariamente che il primo sia un genio ed il secondo uno normale ma che il primo è un mediocre e che il secondo ogni cinque minuti si infila un dito nel culo per vedere che odore ha), ma è soprattutto l’atteggiamento da genio non compreso dal mondo che è irritante. L’articolo di Betty prende coscienza da questi due dati di fatto.
Del resto io sono realmente invidioso di allevi, sono capace di fare L’eroica coi rutti e a me non mi ha ancora chiamato nessuno. E’ il caso che cambi taglio di capelli..
@ esselte
Ecco un esempio da un collega:
http://www.youtube.com/watch_popup?v=pxs57QtTqsI
:-D Excuse me.
La contessina Esselte è scesa dalla carrozza e per definirci, questa volta ha usato termini meno classisti. Ora possiamo scrivere quello che ci pare (grazie del permesso), ma il nostro limite (bisogna esserne consci) è che esprimiamo sempre lo stesso concetto (solo i suoi commenti sono degni di nota) e i nostri pensieri hanno poco spessore e proviamo tanta, forse troppa invidia(ma chi cavolo sei?)
Commento #715 di RevenantO anche:
ITALIANI, VIL RAZZA DANNATA (mi fa schifo citare Verdi, ma…)
che brutta gente siete…
morite d’invidia per un ragazzo, uno dei pochi che è riuscito a farcela con una storia tutta italiana…
vergognatevi e cercate di costruirvi un percorso in cui qualcuno possa apprezzarvi, nel lavoro o nella musica, così la finite con tutte queste eresie che dimostrano quanta cattiveria avete dentro
filippo è il migliore. secondo me è tutta gente pagata da allevi che passa le giornate a girare per i forum dove lo si prende per il culo e rispondere per far finta di salvare un minimo di fottuta apparenza che per altro se n’è già andata da un pezzo!
io mi ricordo solo dell’uscita sulla fuga in stile contrappuntistico che secondo il buon Allevi avrebbe dovuto essere una genialata… penso non servano altri commenti considerato che allevi se non erro è un nostro contemporaneo!! XD
«Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è “anche” un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro».
Uto Ughi dice questo NON io… e Ughi è un violinista idolatrato da tutti che non è certo invidioso di Allevi… potete dare degli invidiosi a noi che siamo sconosciuti, ma come fate a dare dell’invidioso a lui???
Commento #721 di giovanniCaro Giovanni,
di cosa è invidioso Uto Ughi?
1) Proporzione tra classe di provenienza e dischi venduti, anche a livello internazionale (Se Allevi continuerà così arriverà all’età del violinista ad aver venduto più dischi di Mikael Jackson)…piccola chicca, verifica quanti dischi ha venduto Ughi a Vienna e poi informati anche solo sulle vendite di “no concept” nella stessa città…
2) Le persone che ascoltano la musica di Allevi, hanno un’età compresa tra gli 11 e i 78 anni; tanto per esercizio, prova a verificare chi ascolta Uto Ughi, e chi ancora, lo conosce tra i giovani sotto i 20 anni;
3)”Il successo di Allevi mi offende”, dice il violinista, per forza, non gli hanno ancora offerto di esibirsi al Senato della Repubblica (ha chiesto troppi soldi), sono anni che i suoi manager tentano di conciliare un’agenda con il Senato, e ancora, niente da fare (continua a costare troppo)…
4)Per acquistare uno dei due violini che possiede, lo Stradivari del 1701, denominato “Kreutzer”, ha dovuto chiedere un prestito ad una banca di Busto Arsizio, forse l’idea che un Giovanni di nemmeno 40 anni possa averlo potuto acquistare senza indebitarsi lo ha fortemente contrariato…
5)Ughi è bravo, così bravo che…ha mai scritto, composto e suonato qualcosa di suo, rischiando la faccia in prima persona? è molto facile suonare brani di altri musicisti, soprattutto quelli più famosi..inoltre al Conservatorio di Milano, ben due anni fa un ragazzino di 5 anni ha suonato tra le altre la famosa Ciaccona da partita, n.2 in re minore - BWW 1004, ricevendone una assegnazione per concorso esecutivo, ma tanto il più bravo è sempre lui, il nostro grande Ughi….
ah..dimenticavo, anche Ughi, rispetto ad Horowitz e Rubinstein è ovviamente un nano, inoltre, non sorridendo mai e avendo una certa spocchia da primo della classe (ricorda un pochino l’atteggiamento di Gianni Letta), non gode di molta simpatia..e anche questo lo contraria non poco…
Commento #722 di MarilenaMarilena,
dai, ci puoi arrivare, deciditi a prendere atto che esiste qualcuno che preferisce la dignità ad un grassissimo conto in banca.
(Mozart è morto poverissimo perchè, evidentemente, gli ha sempre fatto schifo scrivere musica del cazzo da vendere facilmente).
Futak,
guarda che Allevi quando ha inziato a comporre la propria musica non pensava ad un conto in banca, il successo è arrivato quasi inaspettatamente, e tuo o mio malgrado, possiamo scrivere quello che vogliamo, è così.
Mozart è morto povero, il nostro Ughi invece vuole morire come Verdi ed essere celebrato ai posteri in pompa.
I giudizi sottolineati in grassetto puoi riservarli a qualche tuo parente, se sei una persona intelligente, fai delle riflessioni, considerando e soprattutto rispettando, anche senza condividerle, le opinioni altrui.
Addio e a mai più risentirci.
Buona fortuna, Marilena
Commento #724 di MarilenaMarilena, sei fuori strada. Prova a pensare in modo diverso, te lo dico senza intenti offensivi e spero di essere invece costruttivo. Da come scrivi sembri ampiamente capace di intendere. Ti dirò un paio di cose, per come la vedo io, se posso permettermi ovviamente.
1. che allevi abbia venduto più di ughi non è rilevante. Non mi soffermerei su questo, ricordo solo che anche eros ramazzotti, per esempio, l’ha fatto. Sul successo arrivato inaspettatamente per allevi ci sarebbero da notare alcune precisazioni, ma lascio correre. Prendiamo atto comunque del successo, che nessuno nega infatti.
2. stesso dicasi sull’età dei cultori dell’uno o dell’altro: ciò dipende, a mio avviso, esclusivamente dalla preparazione necessaria per comprendere l’arte dell’uno e dell’altro, tutto quì. Dan Brown avrà senz’altro più estimatori di Dante Alighieri, ciò non toglie che appartengano a pianeti diversi, giusto? Mia nonna ascolta allevi e immediatamente lo comprende, ascolta ughi e non ci capisce nulla: non significa che ughi sia peggio, significa che allevi ha scritto ed eseguito musica adatta a mia nonna e ughi no. L’ha fatto anche claudio villa, in effetti. Grande claudio villa, come dice sempre la nonna, altro che bach!
3. Ughi non appartiene forse alla sfera dei miei preferiti, ma….il fatto che non scriva musica non significa proprio un bel nulla. Se volesse lo farebbe immagino con risultati migliori di allevi (vendendo senz’altro meno, per i motivi precedentemente esposti, ma non rileva), è una questione di interesse, lui eccelle nell’esecuzione e si direziona lì e solo lì. In genere al musicista pienamente realizzato (ughi, che ti piaccia o meno, lo è) non serve cercare vie, ha già trovato la via maestra. Inoltre non paragonerei mai, dico mai, l’esecuzione di un giovane virtuoso alla maturità di ughi. Mai. Il giovane virtuoso deve ancora rendersi conto dei doni che ha, quando accadrà potrà non tenere più il passo perchè si perderà (capita sovente). Ughi era un giovane virtuoso, come il ragazzino che indichi, e ha fatto il salto della maturità concesso ai pochissimi. Lo auguro anche al bambino che citi.
4. Ughi, Horowitz, Rubinstein…quì dovrei entare nel merito, ma sono stanco ed è tardi. Almeno non direi che Ughi è un nano rispetto a Horowitz, comunque non lo direi, mi sembra davvero fuori luogo. Anzi, se fossero vivi entrambi potrebbero suonare insieme, come è capitato sovente nella storia dell’interpretazione. Il fatto che ughi non sorrida e sia spocchioso, poi, è una tua interpretazione. Anche fosse, nessuno compra i suoi dischi o paga 50 euro per i suoi concerti a causa del suo bel sorriso. Se il successo di allevi lo offende, infine, ciò non è certamente dovuto al mancato concerto al senato, credimi, è stato semplicemente un sussulto provocato di onestà intellettuale. Ughi non ha bisogno del concerto al senato, ovviamente.
Buona notte a tutti.
Commento #725 di luca chinaskiLe persone che ascoltano la musica di Allevi, hanno un’età compresa tra gli 11 e i 78 anni; tanto per esercizio, prova a verificare chi ascolta Uto Ughi, e chi ancora, lo conosce tra i giovani sotto i 20 anni
Bè, i Puffi sono conosciuti dal bambino di cinque anni come da mia nonna ultraottantenne. Ad Allevi lo stracciano.
P.S.
Buonanotte, chinaski :***
Wow!
Mi ero perso Marilena… che nostalgia.
Dite che è ancora lui? Io ci spero.
Marilena,
primo: se è vera la regola “nessuno non deve offendere nessuno” che tu stessa ribadisci, allora (ah, la logica! Anche tu!!) ti consiglierei di non contraddirti stupidamente da sola dicendomi:
I giudizi sottolineati in grassetto puoi riservarli a qualche tuo parente
.
Ci arrivi da sola, almeno, a questo? O ti serve qualche disegnino, magari solo abbozzato? Non aver vergogna, dimmelo!
Secondo:
Di mie riflessioni sulla musica di G.A. è pieno il blog. Ci tengo a precisare che io sono uno dei pochi che da anni tenta di circoscrivere il problema unicamente all’aspetto musicale (leggere tutti i miei interventi per credere, please).
Ma i suoi difensori, chissà perchè, deviano perennemente il discorso sui soliti patetici ed inutili cliché: invidia dell’accusatore (e mai a parlare di musica); alcuni lo ascoltano (se raggiunge i loro cuori è automaticamente un grande artistone, perché rifletterci oltre? E mai a parlare di musica); vende molti suoi dischi (quindi è il migliore, ecchecacchio. E mai a parlare di musica).
Io,ancora, cerco qualcuno che contraddica con dati concreti ciò che è palesemente evidente nelle sue partiture, ovvero che scrive musica del cazzo. Tu sei in grado, Marilena?
Se si, spara, se no a mai più risentirci, allora (che bello!).
Però assicurami che non comunicherai con me neanche usando la telepatia, come hai fatto invece con Ughi e Allevi, di cui conosci alla perfezione pensieri, desideri ed intenzioni.
PS luca chinaski, crawling chaos e Allevi3metrisopralcielo, mi siete simpatici! Si si!
Commento #728 di FutakIch war falsche era, entschuldigung.
Commento #729 di Carl Maria von Weber@Allevi3metrisopralcielo
Umby è già tornato e io l’ho salutato, sta nell’altro post su giovannino.
Si firma angelica ma è proprio lui, sempre lo stesso buon vecchio umby.
Con tutta la parafernalia di argomentazioni che non argomentano e di “voiparrucconinvidiosinvidiosinvidiosi”.
*sigh*… che nostalgia.
@Futak
Simpatie ricambiate =)
CHAOS, mi spiace non aver ricambiato la gute nacht, ma quando sei intervenuta ero già con il pigiama con gli elefantini e la cuffia:-)
FUTAK, ricambio!:-)
TREMETRI, da quanto!:-)
Commento #731 di luca chinaskiEh, da quando frequento il forum sto trascurando i commenti al blog…
Commento #732 di Allevi3metrisopralcielolui è malato di felicità. lui mangia la torta al ciocccolato. anche in cina dove non c’è la torta al cioccolato, ha voluto la torta al cioccccccocioccolato. ha preteso la torta al cioccolato. ha ordinato ..ORDINATO.. la torta al cioccolato. lui va al mac donald’s. il mac donald’s è l’isola felice dell’alimentazione mondiale. secondo lui. piccolo stupido coglione insignificante.
Commento #733 di tappoComplimenti banda di falliti.
Da come e cosa scrivete siete consumati sino all’idrofobia dal vostro ego…siete bravi e pieni di talento soltanto voi e quelli che a vostro inopinabile e insindacabile giudizio devono essere ritenuti tali; in fondo, per citare il brocardo latino “superiorem non recognoscens” e voi siete, molto di parte, “superiorem” a tutti quelli che non la pensano come voi…
Arrivate addirittura ad insultare chi vuole contribuire a riflessioni differenti dalle vostre.
Bravi, un esempio di democrazia partecipativa, in cui la colletanea di falso moralismo, insulti, invidia (traspare in ogni intervento), gratuità di cattiverie, vi rende autenticamente inimitabili, complimenti davvero…
Visto che siete così bravi, il giorno in cui esiberete le vostre composizioni pubblicamente, auguratevi che vi siano altrettanti commenti alla vostra persona, che possano essere come la chiusa di “tappo” (perdonate la bassezza, ma la citazione non è mia)”piccoli stupidi coglioni insignificanti”…Adieu…
E’ sempre divertente vedere gente che si infuria per le stronzate - non parliamo poi della ferrea logica intrinseca al “non si deve insultare la gente, coglioni”-.
Però dai, sforzati e vai oltre al “sietesoloinvidiosi”, siamo abituati a troll di ben altro livello.
Au revoir :)
Commento #735 di crawling chaosGiorgio, secondo me l’addio è un semplice arrivederci, come (quasi) sempre…comunque, tutto detto molto bene, con le frasette latine e tutto il resto, complimenti vivissimi! Sulla sostanza, invece, è appena il caso di richiamare la tua attenzione su quanto consideri chiosando con “…chi vuole contribuire a riflessioni differenti dalle vostre.” Quali riflessioni, scusa?
Inoltre, la favoletta dell’invidia è l’unico argomento portato avanti, che anche tu non riesci proprio a escludere non avendo altro, pur essendone palese l’insussistenza. Non so come dirlo, proverò in tedesco la prossima volta, sigh, non sono invidioso di allevi, io sono invidioso di Sokolov e di Lonquich, moltissimo. Boh. A ognuno le sue invidie, no?
Ah, tranquillo, non vedrai mai sul mercato una mia composizione, quindi anche il tuo ultimo auspicio è un buco nell’acqua.
Arrivederci!
Giorgio,
se qualcuno ti dice:
«In ogni triangolo rettangolo, l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti»,
cosa fai?
1) Studi la geometria e cerchi di verificarne la veridicità o falsità da solo, stando pronto ad aggiornare la tua opinione se qualcuno ti dice qualcosa di intelligente in proposito, oppure
2) te ne strafotti della geometria e ti accodi al parere di coloro che hanno scartato la prima ipotesi (perchè, tanto, sono la maggioranza e quindi hanno ragione imprescindibilmente -inoltre io sono uno di quelli-; infatti chi ha scelto la 1) è senza dubbio consumato sino all’idrofobia dal proprio ego -mica sono un ridicolo coglione patentato-?)
Commento #737 di FutakFutak, che domande….ovviamente, citare il solito teorema di Pitagora per parlare di cateti e ipotenusa è un tipico atteggiamento di superiorità che ti squalifica immediatamente, poichè denota che sei invidioso di chi se ne fotte del teorema di Pitagora (ossia dell’innovatore, quello che calcola l’ipotenusa col pigreco, eh, che diamine) e inoltre il tuo atteggiamento è comunque antidemocratico.
Commento #738 di luca chinaskiuei stanislao mulinski, dovè il patsy?
futak..fottitik..
Commento #739 di tappooddyio!davvero :«In ogni triangolo rettangolo, l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti»?
machecazzo, allora è vero che Pitagora è un genio!
tutti quei greci bastardi accattoni invidiosi che lo pigliavano per il culo!
siano maledetti 4everandever!
Spunto di riflessione dopo 37 minuti persi a leggere tutta ’sta roba (tanto per dare valore ai 37 minuti e non considerarli persi):
Ma perché Warhol che non era Giotto dipinge una semplice banconota da un dollaro e rivoluziona l’arte e ’sto povero Allevi suona le sue semplici cose e anche se non è Mozart tutti se la prendono con lui perchè non è Mozart?
Commento #741 di Anonimorisposta: perchè ALLEVI non e’ warohl. Semplice.
Commento #742 di luca chinaskiRisposta banale… neanche Mozart è Bach.
Ma cosa differenzia un Warhol che non sa dipingere neanche molto bene o un Fontana che taglia una tela (ed entrambi sono stati quello che sappiamo) da un Allevi che a detta di molti non sa neanche suonare opere complesse?
Allora sarò un po’ più preciso, me la cavo con un copia incolla:
“”"”Giovanni Allevi è come quei personaggi di Verdone che si esibiscono in racconti enfaticissimi sulle loro avventure coi serpenti mortali, o che fumano davanti allo specchio provando il discorso del cargo liberiano. Giovanni Allevi è, prima di tutto, un instancabile apologeta di Giovanni Allevi. E’ un esibizionista sfrenato che non aspetta altro che mostrarsi e far sfoggio di se stesso, lustrando per benino la figura di questo Signor Geniale Compositore che c’è solo nella sua testa, il protagonista delle ridicole storielle che spara via una dietro l’altra, sicuro ed allenato, preparatissimo, senza alcun imbarazzo (pur mantenendo i segnali esteriori della Timidezza, che è forma inevitabile del Geniale Compositore).”"”
Scusa Betty se ho replicato papale papale un frammento del tuo articolo, ma mi pare davvero utile per spiegare il perchè richiesto (a ciò si aggiunga che NON E’ MOZART, ma nemmeno pollini, ma nemmeno cascioli, ma nemmeno….etc etc). Nè fontana nè warhol credo siano giunti a tanto.
Commento #744 di luca chinaski…avevo già letto tutta l’analisi psicologica dettagliata dell’esperto di turno e quello che ne esce è che sicuramente è pieno di sè, antipatico ecc. Allevi metaforicamente non sa tenere il pennello in mano e crede di essere Giotto, poi disegna una casetta e piace a un casino di gente che si emoziona e lo loda (tranne i parrucconi che dicono che quella è solo una fottuta casetta, proprio come un taglio di Fontana che so fare anch’io). Ma la domanda è: Non sarà mai un grande pittore anche se ha riscontro solo perchè non risponde a certe caratteristiche, e quali sono queste caratteristiche? Lo chiedo a chi spero possa argomentare perchè sono sempre affascinato dalle persone che mettono passione in quello che fanno (anche se il Giovanni è un po’ esaurito) e non conoscendo la musica con la quale si confronta vorrei capire meglio.
Commento #745 di TestafluidaIo poi ho sempre pensato che anche Warhol non fosse granché, ovviamente non ai livelli di Allevi, però…
Commento #746 di Allevi3metrisopralcieloinfatti…
allora cosa fa la differenza? Voglio dire, Bocelli non sarà Pavarotti ma lì ci sono dei criteri tecnici confutabili (credo, e comunque loro eseguono e basta e vengono valutati per questo), ma quando si tratta di giudicare una composizione artistica (o presunta) di cosa si parla?
Fontana, Warhol, ma anche Mirò… ammetto il mio parrucconismo: fanno cagare e visto che potrei fare anche io quegli sgorbi, non è arte ma semplice passatempo (opinione personalissima, ovviamente, quindi tutta foderata di pfdm).
E mi domando: è colpa loro o sono “vittime” di un sistema che deve esaltarli per sostenersi?
Voglio dire: un critico d’arte che non estraesse sangue dalle rape, che critico sarebbe?
@vipero
eh no, altre domande no :-). Rimaniamo al tuo giudizio: tutti questi fanno cagare, ok, ma qual’è il tuo metro di paragone? Si valuta un’opera solo in base alla difficoltà d’esecuzione? Un po’ pochino credo. Come tra i chitarristi, chi è più veloce è meglio? No, c’è dell’altro spero. Mi piace pensare all’emozione. Allora forse un’opera deve dare emozione ma deve essere anche un po’ distante e complicata quel tanto da non renderla “per tutti” e quindi più colta “per pochi”. Poi arriva uno che fa la casetta del cazzo che da’ la stessa emozione e tutti gli danno addosso…
Qual’è il limite fra la casetta del cazzo e l’opera d’arte?
Testafluida, i limiti sono i seguenti, già discussi seppur succintamente, quindi non mi soffermo ma li ricordo schematicamente:
1. tecnica trascendentale: se manca la tecnica esecutiva e compositiva(aggiungo trascendentale) non sei un artista.
2. ispirazione: viene da se, non può mancare mai, sia per il creatore che per l’esecutore.
3. modestia: l’artista egocentrico non guarda dentro la propria anima, poichè teso allo scrutare il giudizio dei terzi, e non crea pregevolmente.
4. cultura: almeno con riguardo specifico al settore d’appartenenza, ma è ben accetto lo spaziare in altri ambiti artistici.
Ci sono casi particolari che derogano, entro alcuni limiti, a cultura e modestia, ma non derogano mai a tecnica e ispirazione. Parlarti di ispirazione e soprattutto di tecnica mi sembra arduo se non sei del mestiere.
Chiudo precisando per l’ennesima volta che l’emozione del pubblico non preparato non rileva.
@chinaski
grazie della risposta circostanziata.
1. tecnica esecutiva: questo mi lascia un po’ perplesso. Vedi i tagli alla tela di Fontana, tanto per ripetermi. Lui ha fatto un gesto che farebbero tutti (specialmente nei confronti di certi quadri) ed è andato oltre…
tecnica compositiva: cosa significa? Se me lo spiegassi, soprattutto riferito alla musica, te ne sarei grato.
2: l’ispirazione è un po’ soggettiva… anche il nostro dice di esserne travolto.
3: modestia: questo è interessante. Diciamo che l’artista deve avere la “necessità” di fare senza che lo scopo sia il plauso degli altri e tantomeno il vantarsene…
4: cultura: un po’ dissento. Certo, sapere quello che è stato fatto aiuta a non copiare e accorcia la strada per evitare di reinventare la ruota, ma credo che ci siano degli artisti completamente avulsi dall’ambiente accademico che hanno sensibilità e capacità superiori ai “colti”.
L’emozione del pubblico non preparato non vale nulla. Su questo concordo nel senso che ognuno si emoziona con quanto crede, sia Mozart o Cristicchi. Penso comunque che un Artista debba potere essere apprezzato da una fascia molto ampia di persone, anche quelle non preparate, perchè questo conferma la capacità di toccare corde emotive che vadano oltre la mera conoscenza della storia di una data disciplina e dei suoi codici.
Commento #751 di Testafluida@testafluida.
non valuto in base alla velocità d’esecuzione, ma all’emozione che suscita, come giustamente dici.
Personalmente Herbie Goings e il suo gruppo che eseguono “the thrill is gone” mi emoziona fino al groppo in gola. Cosa che a Bach e Mozart non riesce.
Però li rispetto. Rispetto anche Dalì, perchè uno che ti tira fuori un capolavoro come la crocifissione, poi può fare quello che vuole.
Fontana e Mirò (cito ’sti due a memoria, ma in mente ho anche il signore che dipigneva con la fiamma ossidrica) non suscitano rispetto, e non perchè siano veloci ad eseguire, ma perchè non mi dice nulla la loro “arte”.
Insomma, siamo sicuri che: “Sin dal 1949, infrangendo la tela con buchi e tagli, egli superò la distinzione tradizionale tra pittura e scultura. Lo spazio cessò di essere oggetto di rappresentazione secondo le regole convenzionali della prospettiva. La superficie stessa della tela, interrompendosi in rilievi e rientranze, entrò in rapporto diretto con lo spazio e la luce reali.” fosse esattamente il pensiero di Lucio?
Commento #752 di viperoerrata corrige: “e non perchè siano veloci da eseguire” leggasi “e non perchè siano facili da eseguire”.
Commento #753 di viperodunque:
1. tecnica esecutiva: in musica (immagino a differenza che in altre arti) è determinante. L’esecuzione si distingue nel dettaglio, se non sai cogliere il dettaglio non sai eseguire. Ciò non significa eseguire alla massima velocità o alla massima potenza, ma alla velocità giusta e con l’intensità adeguata, tanto per dire fin troppo banalmente. Tecnica intesa come capacità di commisurare logos, phatos e etos, per dire meno banalmente. Quanto a tecnica esecutica ci sono dodicenni (parecchi) che suonano correttamente gran parte degli studi di chopin, per esempio, che allevi a quarant’anni suonati ancora non suona. Come esecutore, quindi, allevi trovo sia del tutto irrilevante, per mancanza di capacità tecnica minima richiesta. Potrei entrare nel dettaglio, parlando di uso del corpo, peso, mano, etc., ma mi fermo quì.
2. tecnica compositiva: significa, in due parole, conoscere il modo adeguato di esprimere il proprio messaggio, che deve essere significativo. Nel caso specifico, o allevi non ha un messaggio interessante e utilizza quindi inutilmente una tecnica adeguata al suo “messaggio mancato”, oppure ha un messaggio interessante (la mia è una provocazione eh..) che non riesce a realizzare per mancanza di tecnica. Qualcosa di necessario mi pare manchi comunque.
3. ispirazione, intesa direi come messaggio trascendentale ispirato. Quì si dovrebbe entrare un po’ nello specifico, anche confrontando, e in questo contesto mi sembra troppo difficoltoso. Ti chiederei un atto di fede. Diciamo brevemente, a mio suffragio, che la musica di allevi non viene considerata buona dai musicisti nel loro complesso, non viene eseguita da nessuno che possa definirsi musicista se non a pagamento e quasi a prima vista etc.
sulla cultura fai bene a dissentire, nel senso che è vero, ci sono alcuni casi particolari, più tra i creatori che tra gli esecutori direi. L’esecutore completo deve (dovrebbe) essere colto, il creatore a volte no, ma aggiungo che quando non lo è la sua opera, seppur mirabile, non supera alcune “barriere”.
Sul fatto che l’artista debba essere apprezzato sono dogmatico. Ritengo sia auspicabile, ma ritengo sia un problema del pubblico, non suo. Il mercato distorce la capacità di comprendere, spesso anche l’ignoranza ottiene il medesimo effetto, e così proliferano allevi, orietta berti, i pooh, etc. Di ciò trovo che l’artista assorto nella sua arte non debba preoccuparsi mai.
Commento #754 di luca chinaski@vipero
ok, solo che non non ho ancora capito la discriminante che usi. Mozart lo rispetti e Mirò no. Entrambi maestri riconosciuti solo che uno fa una musica inarrivabile e l’altro dei disegni che potresti fare (tecnicamente) anche tu. Forse è questo che ti permette di liquidarlo con più facilità? Cioè, se una cosa è difficile da produrre/riprodurre merita più rispetto di quella più semplice? Alla fine, o meglio all’inizio, parli comunque di “groppo alla gola” e questa è emozione e l’emozione te la possono dare anche cose più semplici…
Non è che torniamo alla casetta del cazzo? :-D
@chinaski
molto interessante, grazie.
1. “immagino a differenza che in altre arti” penso che sia la frase chiave.
2. Quindi una “grammatica e una sintassi delle emozioni” che VA rispettata?
3. vada per l’atto di fede…
riguardo la cultura parlavo di compositori certo…
riguardo l’artista apprezzato anch’io sono del tuo parere ma solo a livello teorico, perchè comunque chi arriva a più persone forse e dico forse, ha qualche capacità in più. Voglio dire, se scrivo una poesia che dovrebbe tradurre in parole le mie emozioni e in emozioni le mie parole ma fa l’effetto della lista della spesa forse da qualche parte fallisco.
Con l’ultima frase mi giustifichi il Giovanni però, nella sua torre d’avorio (o casetta del…). :-)
@vipero
dimenticavo…
riguardo a “siamo sicuri che?” la risposta è: assolutamente no, o meglio, assolutamente si, che quello è il pensiero del critico. Penso che spesso i critici scrivano (riguardo ai giudizi sulle motivazioni dell’artista) una riga di baggianate frutto delle loro elucubrazioni autoreferenziali, tanto per giustificare la propria esistenza.
…spesso connotata dalla frustrazione di non avere il talento di quelli che giudicano.
Citando Bertolaso ieri a Ballarò, che ha citato Muti:
“chi suona stona, chi non suona critica”
Io comunque non do addosso a nessuno. Per me se Allevi diventa milionario grazie alla sua casetta della minchia, sono affari suoi e di chi spende i soldi comprando i suoi dischi e andando ai suoi concerti.
Non credo saprei distinguere Allevi da un qualunque altro pianista o compositore, comunque la sua musica non intacca le mie emozioni.
Mi fido del giudizio dei signori qui intorno: è uno costruito ad arte e vende tanto quanto i back street boys, le spice girls o i duran duran prima di lui.
Pace.
(Così come non do addosso a Mirò o Fontana. Non mi emozionano, non mi piacciono quindi non mi sforzo più di tanto. Chi spende 9milioni per un taglio è ai miei occhi a) un investitore che ci rifarà su il doppio; b) un emerito imbecille).
Commento #758 di viperoNon grammatica delle emozioni, grammatica compositiva. Forma, regole, etc., che possono essere stravolte o perfino dimenticate ma non perchè non si conoscono, semmai perchè sono state assimilate e volutamente, ispiratamente derogate. Diceva qualcuno che l’arte è conoscere la tecnica per poterla dimenticare. Condivido, quindi la tecnica va conosciuta.
Chi arriva a più persone ha incontrato maggiormente il gusto (normalmente immaturo, direi per definizione) del pubblico. Distinguerei questo fatto, poichè il concetto è fondamentale. La storia è connotata da grandissimi artisti che nessuno si è filato, sale vuote tranne un certo pubblico molto preparato, dieci persone a volte in sale che ne potevano contenere 1000. Veri artisti, che hanno segnato più degli altri la storia dell’interpretazione e dell’arte musicale. Qualche grande artista che ha incontrato il gusto del grande pubblico c’è e c’è stato, ma è un fatto che non trovo oggettivamente rilevante: si tratta di grandi artisti a prescindere dal pubblico, che come dicevo è ignorante per poter valutare. Il pubblico si basa solo sull’istinto, sul piacevole, addirittura sull’aspetto! senza sapere che significa, che so, forma ciclica, sonata, fuga, toccata. Tu dici: “chi arriva a più persone forse e dico forse, ha qualche capacità in più”. Direi che è un concetto errato. Io dico: chi arriva alle persone giuste ha le capacità in più, questo sì.
Con l’ultima frase non giustifico allevi, perchè lui al pubblico deve per forza tenere e infatti fa di tutto per accattivarselo: è tutto ciò che ha.
è vero, chi suona stona e chi critica non suona, ma chi suona lo sa a priori e non se ne deve troppo lamentare, tranne casi di critica incompetente ovviamente, specie se è un artista serio. Direi invece che per fortuna c’è una certa critica competente (non tutta quindi) che mette qualche doveroso paletto, altrimenti sarebbe davvero il dilagare senza controllo del nulla.
Commento #760 di luca chinaski@vipero
tutto ok, nessuno da addosso a nessuno, era solo una mia curiosità capire come la pensavi.
@chinaski
Molto interessante.
Il riferimento all’ultima frase era della serie “i parrucconi non mi capiscono e io non me ne curo”. Certo che il resto del pubblico è meglio che se lo tenga buono.
Grazie a tutti della chiacchierata, vado a mangiarmi una fetta di torta al cioccolato :-)
Commento #761 di Testaluidatorta al cioccolato? molto interessante lo dico io!
Commento #762 di luca chinaski@luca : scusa, ma la torta non dovevi mandarla a me???
@testafluida: occhio che dentro c’è la lima e ti strozzi!!!
Commento #763 di ladonia@ladonia
capperi, hai ragione, ma per te mi figuravo una torta tuuuuuuutta pannosa, no cioccolato sì panna a gogò:-)
Grazie Luca, mi conosci bene,
da quando ho saputo che riccioli d’oro mangia solo tonno e torta al cioccolato, ho smesso di manguiarli io,
metti che sia frutto di una contaminazione alimentare? metti che dopo una fetta di torta al cioccolato mi sveglio con la faccia da cazzo e una parrucca carnevalesca nera sulla testa…naaaaa!!!!
tutta pannosa forever! ti lovvo!
Sapevo del tonno, ma il cioccolato noooooo….io lo mangio in tutte le salse…dovrò rivedere sta cosa. Dici che mi crescono i riccioloni?
Lovvosità reciproche!
non so, dovrebbero fare come con le sigarette e scrivere sulle confezioni:
” il cioccolato provoca una forte allevità, non cominciare” oppure
” Betty e le malvestite.net possono consigliarti come evitare di diventare allevi”… adesso smetto anche col nesquik, si sa mai!
non scherziamo per favore, il cioccolato è una cosa seria.
Commento #768 di viperoè più seria l’allevite!
io conosco una che ce l’ha avuta, mi pare si chiamasse rossana, chissà che fine ha fatto porella…
Vipero, niente groppo in gola con Mozart e Bach? Strano, davvero strano.
Commento #770 di Allevi3metrisopralcieloROTFL!
Grazie a tutti della chiacchierata, vado a mangiarmi una fetta di torta al cioccolato :-)
Commento #761 di Testaluida
torta al cioccolato? molto interessante lo dico io!
Commento #762 di luca chinaski
Voglio intervenire anch’io (ma perchè proprio ora sono andato a mangiare cinese, ed ho esagerato con la grappa di rose?)!!
Appena posso…
A3msc… che ti devo dire? è un mio limite.
però suggeriscimi pure qualche pezzo abbordabile da un neofita e ti prometto che lo ascolterò attentamente.
vipero, mi intrometto: partirai senz’altro con le suites francesi nell’interpretazione di glenn gould. Cerca e trova. Non si discute:-)
Commento #773 di luca chinaskigrazie luca. è un momentaccio, chissà che un po’ di buona musica non alleggerisca l’anima.
Commento #774 di viperofunziona solo con la grande musica e se riesci a penetrarla. La musica che ti ho consigliato è grande musica senz’altro, tra la più grande che esista. Rilassati e lasciati condurre da bach, da solo, e vedrai:-)
Commento #775 di luca chinaskiDa solo, di questi tempi, vuol dire in bagno/cacca/e-sbrigati-pure ;o)
Proverò con le cuffie, di notte.
ottima idea!un’ora di sonno in meno per il nutrimento dell’anima. Ora scappo, finito il tempo bagno cacca per me:-)
Commento #777 di luca chinaskiMe ne fotto altamente dei gusti vostri, a me Allevi piace e l’ascolto fregandomene dei commenti. Come dicevano una volta gli antichi, de gustibus non est disputandum. Pure i vostri suggerimenti sono quelli “dei media”, quindi non vedo perchè debba lasciarmi influenzare da voi.
Commento #778 di vivalleviCommento #778 di vivallevi
infatti non devi lasciarti influenzare, puoi semplicemente farlo o non farlo, così come oggi puoi mangiare carne o pesce, frutta o dolci senza tener conto di nulla se non dei tuoi gusti. E’ una libera scelta che compete solo a te. Buon ascolto.
dell’antichi se dice pure che magnassero le cocce e buttassero i fichi…
Commento #780 di vipero@luca : buon ascolto = vai a cagare,
in questo senso? XD
@ vivallevi
Me ne fotto altamente dei gusti vostri.
fottitene pure, chissenefrega.
Commento #782 di vivaiddio@vivallevi
Intervento geniale, bellissimo. Se fosse anche sensato saresti una leggenda. Peccato che non significhi un cazzo. Nessuno ha mai detto “non ascoltate Allevi!”.
Commento #783 di vivalamammaPagine: « 1 2 3 [4] Mostra tutti i commenti
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