Vedi anche Essere Giovanni Allevi, il manuale (Mozart meets Ecce Bombo).
Esistono degli individui che sono malvestiti totali, tristi e mediocri individui che ci provano in tutti modi a farsi vedere in un certo modo, individui che si studiano e ci si impegnano con tutte le loro energie, che vogliono essere interessanti, originali, persino brillanti, che si guardano e si parlano e si ascoltano addosso continuamente, e però gli vien fuori sempre loffa, poveretti, è un tentativo che non gli riesce proprio, e finiscono soltanto per apparirti più tristi, e più mediocri. Uno di questi individui, ad esempio, è Giovanni Allevi.
Giovanni Allevi è come quei personaggi di Verdone che si esibiscono in racconti enfaticissimi sulle loro avventure coi serpenti mortali, o che fumano davanti allo specchio provando il discorso del cargo liberiano. Giovanni Allevi è, prima di tutto, un instancabile apologeta di Giovanni Allevi. E’ un esibizionista sfrenato che non aspetta altro che mostrarsi e far sfoggio di se stesso, lustrando per benino la figura di questo Signor Geniale Compositore che c’è solo nella sua testa, il protagonista delle ridicole storielle che spara via una dietro l’altra, sicuro ed allenato, preparatissimo, senza alcun imbarazzo (pur mantenendo i segnali esteriori della Timidezza, che è forma inevitabile del Geniale Compositore). Giovanni Allevi, se fosse il personaggio di una fiction sulla vita di un musicista, guardereste cinque minuti e poi, sopraffatti dalla suprema melensità di un tale pendulo accrocco di luoghi comuni, girereste su Ballando con le stelle.
Le storielle e gli aneddoti di Giovanni Allevi sono i mattoncini che servono a tirar su questo simulacro d’eroe mitologico, gran sacerdote e tramite tra l’Iperuranio della Musica e il Pianeta Terra, genio sì ma un po’ folle e pazzerello, come del resto sono folli e pazzerelli tutti i grandi artisti; felice e gioioso perché possiede e gode della vera fede (nella Dea Musica) e che però allo stesso tempo, nonostante questi doni di immensa grandezza, e anzi proprio a causa della sua grandezza, è anche modestissimo, un po’ schivo, scanzonato e timiduccio.
L’infantile procedimento di auto-mitizzazione di Giovanni Allevi annovera soddisfatti complimenti a se stesso di stampo spiritual-esegetico (”la mia musica va a toccare le corde profonde dell’emotività collettiva” - non c’è niente da fare, si adora) e aneddoti da primo della classe sborone che vogliono far risaltare le sue evidenti capacità di genio musicale (la storia del commissario che, di fronte alla prova di ammissione per il primo anno di composizione al conservatorio, esclama “o ha copiato la fuga, oppure è Brahms redivivo”; ma questo a Giovanni Allevi non basta - non sia mai che a qualcuno la cosa non dica nulla - lui gongolante chiosa: “eh, sì, ho portato una fuga, che è la composizione più difficile di tutte, si studia appena al settimo anno!”).
Le storielle di Giovanni Allevi hanno un’impostazione banalmente fiabesca, che può essere sovrapposta ad alcuni schemi della teoria Proppiana. Prendete la storia che racconta sempre, quella di lui a cinque anni che vuole giocare col pianoforte che i genitori cattivi tengono lucchettato [1]; un bel giorno Giovannino trova la chiave, lo apre, preme un tasto e - tadàn - rivelazione! Un faro gli si accende addosso (ipse dixit - nel video con Fazio, arrivate fino in fondo) e capisce cosa vuole fare nella vita: suonare. Ma il piccolo Giovannino è avversato dalla crudele matrign… ehm, volevo dire, dai genitori che non sentono ragioni e gli proibiscono di stare al piano. Lui se ne frega e lo suona di nascosto, finché a dieci anni durante una recita scolastica, guarda caso, trova un piano sul palchetto. Giovannino non può frenarsi, la musica lo chiama e lui le cede, siede al piano e suona [2] destando la meraviglia degli astanti. Perfetto dunque: c’è un eroe (lui) avversato da un antagonista (i genitori), c’è la situazione di divieto (il piano lucchettato), ci sono l’infrazione e la reazione (lui che apre il piano, e poi lo suona), c’è il trionfo finale dell’eroe (lui che si incammina sulla strada della mediocrità).
Come le fiabe della tradizione orale, anche le storielle di Giovanni Allevi su se stesso cambiano nel tempo, modificandosi, arricchendosi di particolari. La storiella qui sopra, le prime volte che veniva raccontata, era una roba molto semplice del tipo “c’era il piano chiuso a chiave e io desideravo suonarlo, si desidera sempre ciò che non si può avere, bla bla, punto”. In un secondo momento si sono aggiunti i cinque anni di suonate clandestine (un vero gesto di eroica sfida contro il bieco oscurantismo parentale); poi si è aggiunto il fenomeno ultraterreno della rivelazione, lui che tocca il tasto quella prima volta e viene investito dal “fascio di luce” (il che gli conferisce una misticissima aura da investitura divina); poi, negli ultimi tempi, pare che l’età del piccolo Giovannino stia abbassandosi dai cinque ai quattro anni - ma va be’, siamo ancora in una fase di trepida mutevolezza (credo sia anche già uscito il trailer che annuncia l’imminente Come sconfissi il drago che custodiva la chiave).
Il destino avverso è in agguato, ma Giovanni Allevi non molla e gli riesce sempre di sconfiggerlo, guidato com’è (implicito) dalla saggia mano della Dea Musica, che ha in serbo per lui un futuro di meraviglie musicali da raggiungere a tutti i costi. Eh, che lotta durissima e senza quartiere. Ma lui è fortunosamente creativo anche in questo, nell’aggirar la sfiga. Pensate a quando un giorno - lui, squattrinato compositore di belle speranza - s’è messo a suonare (sul solito palchetto con piano incustodito - è una mania) e una signora che per caso passava di là, rimasta annichilita dalla bravura di quel giovine talento, gli propone di far arrivare una demo a Riccardo Muti; la signora guarda tu la coincidenza è quella che organizza la cena d’inaugurazione alla scala, e stabilisce così un piano astutissimo perché lui, intrufolatosi alla cena come cameriere, possa dare sto cd al sommo maestro (leggete come la racconta Giovanni Allevi [3], è un incrocio tra ratatouille e james bond - anche se dimentica sempre di raccontare il finale, che Muti cioè a fine serata ha miseramente abbandonato il cd sulla sedia vuota). Oppure pensate a quando, stroncato da un attacco di panico (qui), sull’ambulanza che lo portava in ospedale, in una situazione dunque di così grande pericolosa avversità e disagio, ha trovato motivo d’ispirazione ed ha potuto gettare le basi per il suo ultimo capolavoro, Joy.
Folle e pazzerello, dicevo. Giovanni Allevi la follia se la immagina così, del genere più vistoso e facilmente riconoscibile, la follia cinematografica di un tizio un po’ autistico alla Rainman [4]. Giovanni Allevi, per aderire al personaggio, oscilla tatticamente avanti indietro quando sta in piedi, racconta di essere affetto da disturbi ossessivo compulsivi (va a nuotare in piscina e si ripassa mentalmente tutte le note mentre sta ammollo - non può suonare se prima d’ogni concerto non gli danno una torta al cioccolato - per un anno di fila s’è nutrito di sola pasta al tonno), cerca penosamente di stupire gli intervistatori con sciocche rivelazione matematiche (del tipo: “ho calcolato che in un ora di concerto le mie dita compiono all’incirca 36.000 movimenti” oppure “il pianoforte ha 88 tasti, li ho contati” - brrravooo, clap clap, e quante corde? a-ha! non le hai contate quelle, eh? gne gne), pubblicizza bizzarre trovate domestiche (il gatto che aveva da piccolo, che si chiamava Bemolle - il suo attuale animale domestico, un gamberetto che, per amplificare l’effetto paradossale, ha ribattezzato Maciste: io me lo immagino Giovanni Allevi oscillante al negozio di esche, mentre paga il gamberetto, che già pensava come e quando avrebbe raccontato del gamberetto la prima volta, suscitando ilarità ed ammirazione), è sempre istericamente entusiasta di qualsiasi cosa e oscenamente fiero del suo minuscolo intellettualismo da dizionario d’aforismi (”come dice Platone - frase fatta”, “come dice Heidegger - frase fatta”), è sempre lì lì ad un passo dal ruolo dell’eroe romantico in preda a gravi tormenti (soffre di insonnia perché ogni notte è assalito da tumultuosi pensieri musicali che subito trascrive su un foglietto pentagrammato provvidenzialmente tenuto accanto al letto), ed esibisce quello scontato repertorio di atteggiamenti timidoni - occhi bassi, postura gobbetta, movimenti goffi, gestualità nevrotica, i sorrisetti schivi - che si vede nei telefilm per teenager del Disney Channel la domenica mattina. Il tutto, come detto, per creare questo effettaccio Genio Fuori Dal Mondo, un po’ folle ma simpatico e alla mano, confortante e familiare, con una testa piena piena di cose buffe e interessanti.
Per essere accettato, il genio musicale Giovanni Allevi deve darsi l’aria di prendersi alla leggera, per niente sul serio, deve essere semplice e scanzonato, alla portata di tutti (il che, a ben pensarci, è davvero difficile da realizzare, per uno che si crede depositario di un soffio artistico d’emanazione divina, “Non sono io che compongo ma è la musica che fa tutto da sola e utilizza il mio corpo e il mio essere per fluire fuori, sul mio pianoforte”): ciò lo si realizza attraverso un abbigliamento da allegro giovanotto qualunque, indossando abiti casual nella direzione che genericamente prende la moda giovane del momento: felpone belle grosse, jeans belli larghi, camicia di fuori, converse all star, occhialoni nerdy. L’interpretazione è improntata ad una impersonale e anonima figuretta da manichino Oviesse del reparto under quattordici. Immagino che l’intento sia anche blandamente provocatorio, a presentarsi così ridotto ad un concerto, in teatro. Accidenti. E’ chiarissimo purtroppo che sono cose di cui non sa niente, di cui non capisce niente (la felpa è troppo corta, gli tira sulla pancia, le maniche gli salgono, i jeans pure, troppo stretti, un po’ informi), messe insieme a casaccio al solo scopo di completare il quadretto, poveraccio [5], questo suo naufragato tentativo di giovanil-io-sono-originalesimo risulta niente altro che una spaventosa e ridicolissima frittata di cattivo gusto.
Ah, la musica, pffft. E certo, mi dimenticavo la musica. La solita robetta giocata sulla riuscita di suggestioni melodiche, facilona e abborracciata - basso e voci mediane praticamente inesistenti, ideucce piccine picciò in gran parte scopiazzate, un po’ al tardo-romanticismo, un po’ a quell’usuratissimo e ormai infinito bacino di minimalismo annacquato stile Nyman - banali melodie non sempre riuscite e, anzi, spesso insulse e pure lagnosette (Panic ad esempio, la canzone cardine del suo ultimo album, è la sigla di Mio Mini Pony, non si discute [6]); quando cerca di cimentarsi su strutture un minimo più complesse, ahilui, la butta tragicamente in caciara. Sono pezzi che sembrano improvvisati al momento: non c’è ricerca, l’elaborazione tematica è ridotta al minimo, non c’è un cavolo di studio, una serie di (vanamente accattivanti) luoghi comuni impilati uno sull’altro. Giovanni Allevi stesso, del resto, conferma queste impressioni uscendosene con stupidaggini altisonanti come “Suonare è non pensare” - nell’elogio all’abbandono che compare sul sito, nella sua fissazione per l’acqua, l’acqua come metafora di vita, di musica e bla bla, il che è davvero emblematico, perché rende alla perfezione l’idea di Giovanni Allevi e della sua musica: un flusso appariscente e senza controllo di inutili conati.
[1] perché mai i genitori, entrambi musicisti, impediscono al pargolo di suonare il piano? si tratta forse della solita lacrimosa trama degli artisti falliti che soffrono per i propri fallimenti e non vogliono dare al figlio le stesse sofferenze? (Allevi: consideralo un suggerimento)
[2] il preludio in La maggiore di Chopin, dice lui - e uno (il patito di Giovanni Allevi, che ovviamente non sa niente di musica) pensa mamma mia, il preludio in la maggiore, chissà che cosa difficilissima, e si immagina una cosa così, mentre invece è questa puzzetta qua (nulla di cui bullarsi, neppure a dieci anni)
[3] nella pagina degli “scritti”, clic su “la cena di muti” - anche questa storia qui la raccontava diversa, all’inizio: non c’era la signora che lo ascolta per caso rimanendo annichilita e non c’era la missione segreta all’inaugurazione della Scala; c’era soltanto lui che un giorno facendo il cameriere ha servito Muti al ristorante, punto
[4] oh, si potrebbe fare uno studio comparativo tra la sua, e l’idiota rappresentazione del picchiatello promossa da quell’altro simpatico originalone di Simone Cristicchi - a volersi far del male, dico
[5] ah certo, i capelloni sbarazzini, un tasto per capello (eh eh): consiglio, tra un paio d’anni, di rinnovarsi - maturizzandosi - con un paio di baffoni alla Frank Zappa
[6] ovviamente non c’è storia: Mio Mini Pony batte Giovanni Allevi un milione a zero
Fatti curare?
Ma fatevi curare voi. Probabilmente siete affetti da “stitichezza a senso unico”: cioè Allevi è un genio e basta, se non ti piace sei fuso. Ma che c***o vuol dire?
“le melodie d’allevi, anche se semplici tecnicamente, hanno una difficoltà interpretativa spaventosa…una stessa canzone può essere interpretata in migliaia di modi diversi…
Mi pare che ogni brano musicale (proprio tutti!) si possa interpretare in mille modi diversi. Capisci, Joy?
E poi, che vuoi dire con “semplici tecnicamente”? Hai mai studiato il pianoforte, sai cosa è la “tecnica pianistica”, e cos’è il “meccanismo”?
Parli di “difficoltà interpretativa spaventosa”, accidenti, nessuno al mondo saprebbe eseguire questi brani… eppure mi risulta che i ragazzini suonino Allevi assai spesso.
Che piaccia, niente da obiettare; che sia un genio, mah…
Il GENIO è colui che riesce a fare una cosa semplicissima, che è lì davanti a tutti, che a tutti arriva dritta senza necessità di spiegazione, che tutti dicono “ma và…saprei benissimo farla anche io”, ma che di fatto solo lui sa fare.
Il GENIO non è bravo, non è più bravo di un altro, è fuori concorso. Per lui la capacità tecnica è solo un mezzo di espressione, ma il GENIO è oltre il concetto di bravura.
Il GENIO non si sviluppa nel tempo, non cresce. Si trasforma, ma infonde di perfezione ogni sua manifestazione.
Il GENIO non crea consenso. Quello bravo sì. Il GENIO spacca, divide, crea discussione ed interesse, quello bravo no.
ALLEVI E’ UN GENIO
Grazie, Roberto S., le tue parole sono veramente illuminanti.
Sei dipendente del collettivo Sole-Luna oppure ti piace fumare qualcosa di forte?
Caro ggal, noto che sei poco informato, infatti Allevi è uscito dalla schiera degli artisti Soleluna già da diversi anni, dal 2003 se non erro.
Trovo molto interessante trovarmi a tu per tu con un detrattore, e allora vorrei farti questa domanda:
se qualcuno pensa che Allevi sia un genio (lo è per me per i motivi che ho addotto, ma credimi, molti altri condividono questa idea), a te cosa cambia?
Cosa ti toglie? Fammi capire cosa c’è dietro le tue parole. (Non dirmi che sei risentito per il Mozart del 2000, definizione assolutamente inconsistente, che non rende giustizia alla freschezza contemporanea della sua espressione artistica).
Roberto S.
Guarda, a me non cambia assolutamente niente - e per fortuna, perchè ascolto altro genere di musica, eseguita magistralmente da altri pianisti (quelli veri, permettimi di dirlo).
E nemmeno mi risento per il Mozart del 2000, l’erede di Brahms, il Chopin redivivo, il degno successore di Beethoven ed altre amenità del genere: te lo dico perchè ho anche ascoltato tutti i dischi di Allevi (ripeto, tutti!).
Proprio perchè li ho ascoltati, senza remore posso dire che la sua musica è gradevole. Ma niente di più!
Quello che non capisco sono le frasi poetico-filosofiche, i voli pindarici che si susseguono l’un l’altro su tanti forum, e come ho scritto in un post poco più sopra, le acerrime litigate che si fanno sopra questo argomento.
Tu, nel tuo post, scrivi in maiuscolo “ALLEVI È UN GENIO”: visto che scrivere in maiuscolo equivale ad urlare, vuol dire che chi non è d’accordo con te - e ce ne sono molti, leggi altri forum, non capisce nulla di musica e dovrebbe andare a nascondersi.
Che a te e ad altri piaccia, non c’è alcun problema. Che sia invece un genio riconosciuto universalmente…
Tanti osannano Allevi per essere un pianista che riprende la tradizione della musica classica: non mi pare affatto!
Comunque hai scritto bene “freschezza contemporanea”: e ribadisco CONTEMPORANEA. Con la musica classica non c’entra proprio nulla.
Saluti.
qualcuno vuole un branino per pianoforte che ho scritto io?
non so se risulti difficile
per quanto riguarda i giudizi espressi quo sopra su Giovanni Allevi non posso certo condannarli,siamo in un paese Democratico no!?ma non gli condivido affatto…credo che Giovanni Allevi sia una persona stupenda,io ho assistito ad un suo concerto,non vedo l’ora di andare ad ascoltarne un altro,credo che tante,forse la maggior parte delle cose scritte su questo blog siano un pò esagerate,è stato ritenuto falso,addirittura si è fatto passare per un ragazzo che è tutto tranne che dotato,non credete che questa sia un’enorme cavolata?!se esistessero più ragazzi come lui molte cose andrebbero in un altro verso,soprattutto per noi ragazze…in bocca al lupo Giovanni!!!
Commento #308 di Rosaperchè tanta cattiveria?
almeno lui sa suonare e tu cosa sai fare, oltre che parlare male di lui?
Anna.
Se ti riferisci a me, la mia risposta è questa.
Ne so abbastanza di musica, e di pianoforte in particolare, per permettermi di dire la mia.
Rosa dice che siamo in un paese democratico: giustissimo, quindi è permesso non apprezzare Allevi.
Non capisco però la frase “se esistessero più ragazzi come lui molte cose andrebbero in un altro verso,soprattutto per noi ragazze…”.
Per farvi contente (nel verso che preferite) bisogna suonare così o dire le stesse cose? Non dimentichiamoci l’ossessiva autocelebrazione che il nostro amico porta avanti da diversi anni. È questo il tipo di persona che più vi aggrada, cioè uno che se la tira all’esasperazione?
Mah, fate pure, siamo in democrazia.
infatti io non ho detto mai che perchè Giovanni Allevi piace a me allora deve piacere anche a voi,ognuno è liberissimo di esprimere ciò che ritiene più giusto i blog ci sono anche per questo no?!è solo che non penso che se la tiri,anzi!se c’è un’artista che nonostante il suo successo è rimasto con i piede per terra quello è proprio lui…e poi anche se fosse ne ha tutti i diritti,non credi?quando dicevo che con ragazzi come lui forse le cose sarebbero diverse intendevo dire che: se secondo me ha un carattere stupendo ed è una persona fantastica e speciale,semplice il principe azzurro no?…
Commento #312 di RosaRosa.
Per dire che ha un carattere stupendo lo devi conoscere molto bene e frequentarlo (e non ne dubito che tu lo conosca così bene).
Per dire che se la tira in maniera piuttost marcata è sufficiente sentire e leggere quello che dice nelle interviste.
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Commento #315 di Rosaggal per quello che hai detto mica me la sono presa!ero solo curiosa di sapere se dicevi sul serio o no?!
Commento #318 di Rosagrazie, grazie grazie graziegraziegrazie!!!! IO GIOVANNI ALLEVI LO ODIO…suono il piano, IO, e lui NO, LUI CI BUTTA LE MANI SOPRA….IO MI FACCIO IL CULO AL CONSERVATORIO, E LUI CI BUTTA LE MANI SOPRA…LO ODIO QUEL COGLIONE!
grazie…ho ancora le lacrime!
mg non ti sembra di esagerare facendo quei commenti su giovanni allevi?come fai a dire che è un coglione?e che tu suoni il piano e lui ci butta ‘’solo”le mani?e poi se lui in questo momento non si sta facendo il culo al conservatorio è perche già se lo è fatto!!!!!!!!!!!non trovi?!
Commento #322 di Rosaanche io il piano l’ho studiato sul serio e non mi sembra un’esagerazione
Commento #323 di Rita (1)rita
mo ti ci metti pure tu!?ok i blog sono fatti per esprimere le proprie opinioni,e sono stata io a dire che siamo in un paese democratico,ma vivere in democrazia non deve necessariamente significare,poter offendere chiunque e per di più gratuitamente,mg chi è per dire che è un coglione e tu per dire che non è un’esagerazione?!
1. butta le mani sul pf. Si vede dai suoi video.
2. sa parlare solo di sé. Si vede dal suo sito.
scusa Rita evidentemente,abbiamo visto dei video diversi,se mi puoi indicare in quali si vede che ci butta le mani!?e poi io ho praticamente visto e letto tutte le sue interviste e visitato decine e decine di suoi siti e in primis parle sempre di quella che è stata ed è la sua ”vita”ma da un punto di vista musicale,non mi sembra che si sia dilungato quasi mai sulla sua ”vita”quella vera,quella che vive dopo esser sceso dal palco,anche perchè la sua vita è la MUSICA ed il PIANOFORTE!quindi!?
Commento #326 di Rosase quello per te è suonare… e comporre, tra l’altro. Per sua fortuna una vita ce l’ha eccome; e la passa a spendere i soldi che gli date voi. Mi fa piacere per lui, in fondo probabilmente non nuoce a nulla e nessuno, visto che questi “fenomeni” sono figli, di una cultura fatta di scuole di Amici, e non i genitori.
Commento #327 di Rita (1)Rita ,da come parli di lui è come se tu conoscessi e vedessi una persona totalmente differente da quella che conosco e vedo io…giovanni non mi sembra proprio il tipo di ragazzo che fa ciò che fa,della sua passione,del suo amore per la musica ed il pianoforte e quindi del suo”lavoro’’solo ed esclusivamente un mezzo per poter guadagnare soldi e poi non mi sembra che lui faccia parte dei”fenomeni” della scuola di amici,il suo è stato un percorso decisamente diverso,si è fatto da solo e tutto ciò che ha lo deve solo ed unicamente a se stesso…
Commento #328 di Rosa“stupendamente scritto, divertentissimo e illuminante (post del secolo!! del millennio!!!). complimenti :)
Luca
Commento di Luca”
Stupendamente scritto? AHahahahahahahahahahahah io direi che i contenuti sono buoni (anche se a tratti onestamente un pò eccessivi), ma la forma lascia MOLTO a desiderare. Qualche esempio(prendo giusto il primo pezzetto di articolo per non infierire):
1)”Esistono degli individui che sono malvestiti totali, tristi e mediocri individui che ci provano in tutti modi a farsi vedere in un certo modo..”;
2)”Giovanni Allevi è come quei personaggi di Verdone che si esibiscono in racconti enfaticitissimi” - enfaticitiCHE???
3)”Giovanni Allevi, se fosse il personaggio di una fiction sulla vita di un musicista, guardereste cinque minuti e poi, sopraffatti dalla…”
Le opinioni sono opinioni. Ma la grammatica italiana non è un’opinione.
Dire che costei scrive stupendamente sarebbe come dire che Allevi compone come Mozart.
Senza offesa ovviamente.
Commento #329 di Nicolascusa Nicola ma non ho mica capito se a te Giovanni piace o meno!?
Commento #330 di RosaRosa
se è così importante per te saperlo…A me piace molto la musica di Giovanni Allevi, sia perchè amo le composizioni per pianoforte (picchietto le dita sulla tastiera da una decina d’anni - da autodidatta), e anche perchè alcuni suoi pezzi sono legati a momenti particolari della mia vita. Ho i suoi dischi sul pc e sono andato ad un suo concerto. Ma onestamente non ho conoscenze tecniche e teoriche sufficienti per poter giudicare la sua bravura compositiva. Credo però in tutta onestà che chiunque, anche un profano, dovrebbe gridare allo scandalo quando legge paragonare Allevi a Mozart o Chopin. Sarebbe come paragonare, che so, Gianni Rodari a Dante. Ora, c’è anche chi, per insultare Allevi, dice che le sue sono musichette orecchiabili e banali, e per questo brutte. A loro rispondo che è vero, le più popolari lo sono, e non è un caso se sono state usate per spot pubblicitari. Ma non sempre semplicità è sinonimo di bruttezza. E aggiungerei che pezzi come ‘piano karate’, ‘new renaissance’ o ’sogno di bach’ sono tutt’altro che musichette orecchiabili. Il problema di discussioni di questo genere è che si dimentica una cosa che si diceva proprio qui in Italia già qualche millennio fa: “de gustibus non disputandum est”.
Saluti a tutti, e buon anno;)
Commento #331 di NicolaNicola.
Bravo, la tua posizione è una delle più equilibrate che io abbia sentito sull’argomento.
Buon anno.
ggal certo che non perdi tempo a complimentarti con chi la pensa esattamente come te!
Commento #333 di RosaNicola mi fa piacere che almeno tu abbia espresso il tuo parere anche se per certi versi negativo nei confronti di Giovanni,però nei limiti della decenza e dell’educazione al contrario di persone che scrivono cose del tipo”è un coglione”ecc,credo inoltre che nessuno dei suoi componimenti sia banale,e il fatto che sia stata utilizzata per uno spot non credo che significhi questo…anche perchè le sue sono note,oguna delle quali è legata ad una particolare occasione,sensazione,ad un particolare momento della sua vita,quindi credo che quando si parla delle sue melodie non si debba criticare se è semplice o complicata se le note utilizzate sono 10 o 20 o che so io…penso invece che ci si debba basare solo ed unicamente su ciò che lui riesce a trasmettere al suo pubblico attraverso il pianoforte,non credete!?cmq buon anno anche a te!
Commento #334 di RosaEsatto, Rosa. E’ proprio questo che intendevo dire: sui gusti e sulle emozioni personali nessuno può discutere. Il problema è che, spesso, chi definisce Giovanni Allevi un genio della composizione è qualcuno che non sa neanche cos’è una semiminima. Io penso che ognuno di noi dovrebbe discutere e giudicare SEMPRE con cognizione di causa. Tutto qui :)
Commento #335 di NicolaVi confesserò: mi piace il latte condensato. Lo ammetto: fa veramente schifo, è nauseante e brucia le papille. Eppure: me lo ciuccio dal tubetto.
Non è un problema se ti piace la musica nauseante. E’ un problema se non sai distinguere quando mangi bene da quando ciucci schifezze.
Commento #336 di yupnon ho mzi sentito tante cazzate tutte insieme….vergogna…è un genio…quello ke nn sarete mai voi
Commento #337 di Anonimox Anonimo.
anche tu sei un genio. Genio del trash: ti costa tanto argomentare meglio quello che vuoi dire, se ne sei capace?
ma non vi vergognate voi tutti? scusate un secondo! ma chi siete voi x giudicare uno ke fa quello ke ama di piu, ossia suonare?!!! accidenti se vi fa cosi schifo non lo ascoltate e basta! se invece di giudicare cosi tanto per fare, vi metteste un po piu a studiare, forse gli errori di grammatica ke ricoprono completamente questo blog non ci sarebbero!
allevi è un grande! alcune sue musiche mi hanno emozionato tantissimo, e altre invece pur essendo banali (che poi non è sempre vero)hanno comunque alietato le mie giornate..insomma..se dovete giudicare, giudicate voi stessi!
[o magari non giudicate proprio, che sarebbe meglio] saluti a tutti..
Alice.
Rileggi quello che hai scritto e troverai anche tu dei gustosi errori di grammatica.
Intanto ti ricordo che “ke” in italiano è sbagliato, così come “alietare”, così come “x”, così come “un po piu”. Anche tu dovresti studiare.
E poi, chi sei tu per dire cosa possiamo giudicare e cosa no? sei per caso più intelligente di qualcun altro? Non sembra proprio.
Buonasera a ttt, sn nuovo e sfrugazzando on line sn capitato qui ed ho letto il buffo blog…
Quello che secondo me emerge più nbettamente è la carenza di quel pizzico di (benedetta) umiltà che spinge a parlare prevalentemente di quello che grossomodo si conosce - più o meno approfonditamente, per carità -, unito alla volontà di stupire x forza a forza di rigurgiti gastrici, stile Buona Domenica/Amici di Mario De Filippi…
Un blog sui malvestiti che, contrariamente a quanto potrebbe far pensare il titolo, pur con uno stile garbato, ironico e gradevole, in 50 righe passa con leggerezza (talora con superficialità) da Allevi a Marta Argerich (come mettere il gasolio nel serbatoio di una F430…), dalla pasta col tonno al latte condensato, accostando capelli, vestiti, musica, talento, apparenza e sostanza?
Bel polpettone…
Scusate ma secondo me chi scrive (tra l’altro abbastanza bene, perlomeno a gusto mio) dovrebbe abbandonare il facile sensazionalismo ed il linguaggio pseudo-comunicattivo, e forse compiere un’analisi introspettiva alla ricerca delle vere motivazioni x cui ce l’ha in maniera infantile con (l’incolpevole) Allevi: invidia? Non saprei dirlo..
1) “New Renaissance” pezzetto improvvisato? Potrei anche comprenderlo da uno che si chiami Rachmaninoff o Listz, da chiunque dimostri cum facta di avere le competenze tecniche per dirlo: ma ho imparato ormai che chi possiede tali doti, spesso, le accompagna con umiltà e rispetto altrui, ergo ..
2) Le stronzate di Muti, le smorfie alla Totò, l’atteggiamento pippesco, le Converse, il cambiamento nel modo di porsi e nel parlare da durante al post concerto (testimoniato ad personam, ma ci avrei scommesso..), tutte le favolette stereotipate e fast food fanno parte del “packaging” che il business ha sapientemente costruito attorno: ognuno è libero di scegliere se fruirne, in qual modo e PER LA PARTE che crede, senza per questo essere giudicato..
3) Mio Mini Pony = Panic? Certo che Phil Collins che copia Clementi o Eric Carmen che copia Rachmaninoff (All By My Self) hanno ben altra classe..
4) Concordo invece con te sull’eccessiva risonanza e sul sensazionalismo connessi al pianista marchigiano, a scapito di colleghi probabilmente altrettanto se non più meritevoli, ma attenzione: una cosa è improvvisazione Jazz (dipende dal talento di chi suona, dal proprio bagaglio tecnico, dalle competenze e dai gusti, ma sempre improvvisazione è..), un’altra è suonare una cosa scritta su pentagramma CHE E’ IN QUEL MODO PUNTO, e questo lo dico da ex studente di conservatorio che suona spesso alcune cose di Allevi e fa molta attenzione alle esecuzioni del suddetto (ricche, beninteso, di imprecisioni: ascoltate AlleviLive)…
Insomma, Allevi secondo me NON é e non sarà MAI Benedetti Michelangeli, Campanella, Schiff, Lupu e chi più ne ha più ne metta: ma i pezzi sono spesso gradevoli (qualcosa è decisamente ottima, altre cose più leggerine a MIO gusto), e se il successo - come ogni caso analogo - è stato sapientemente preparato dal suo éntourage, meglio che la ribalta premi lui ed il suo comunque indiscutibile talento (foss’anche talento x i mosaici musicali, almeno non scopre le terga o le tette) che uno dei tanti tronisti/fancazzisti/giornalai/letterine/passerine/aspiranti scrittori-ici/attorucoli che quotidianamente gonfiano gli attributi a chiunque abbia un briciolo di cervello e sappia come usarlo…
Sursum corda!
Buona serata
Maks
Commento #341 di lippe1976davvero esilarante questa pagina! concordo in pieno! poi mi sono sempre chiesto…cosa CAZZo gliene fregava a Muti, direttore con repertorio “iper-classico”, di ascoltare il CD di allevi? e allevi…tra tutti i musicisti della terra…perchè fare ascoltare la sua musica a muti!?!? perchè il famigerato Inno delle MARCHE, unica regione dotata di inno, lo avete sentito? penso sia il culmine del delirio alleviano…scaricatelo su emule
Commento #342 di stefanazzoper favore…chi è pro-allevi…non scriva in questa pagina!
non è una scusante dire che è uno dei tanti “tronisti/fancazzisti/giornalai/letterine/passerine/aspiranti scrittori-ici/attorucoli che quotidianamente gonfiano gli attributi a chiunque abbia un briciolo di cervello e sappia come usarlo…”….il discorso è:
questo signore prende in giro il pubblico con le sue barzellette e con le barzellette che mette in giro il suo ufficio stampa.
Vada a sentire un concerto in piano solo di Brad Mehldau, Chick Corea, Baptiste Trotignon, Maurizio Pollini, Bojan Z, Marta Argherich, Pierre-Laurent Aimard, e chi + ne ha…più ne metta….pianisti stratosferici che non si permetterebbero mai di prendere in giro il pubblico.
La Musica, per molti di noi, caro Giovanni, è una cosa seria.
Concordo pienamente con la lucida analisi di Betty!
Ho per caso visto il Nostro (anzi meglio sarebbe dire il Loro) ieri sera nel corso della trasmissione di Fazio e ho trattenuto a stento i “conati” con cui Betty giustamente chiosa.
Tra le solite banalità musicali ed extramusicali ascoltate dallo Shine marchigià ne cito una tra tutte: la sedicente usanza di “estrapolare” note musicali da nomi o frasi. Si chiama “tema a soggetto cavato” ed è una pratica musicale (che ogni studente del primo corso di Storia della Musica in Conservatorio conosce), assai comune nel XVI secolo (e probabilmente anche prima) che Bach portò al massimo splendore, scrivendo fughe sul suo nome.
Chissà quali divine melodie riuscirebbe a creare con siffatti presupposti.
Il sentimento che ho provato ieri sera è stato di gran pena nel vedere un ennesimo alfiere della raggelante mediocrità che pervade il nostro triste paese.
un saluto a tutti da un marchigiano suo malgrado…;-)
Commento #344 di MariusMarius.
Da non dimenticare Schumann: quasi tutto il “Carnaval” è incentrato sulle lettere A-S-C-H
Anch’io l’ho visto pochi giorni fa da Fazio. No, via … E’ davvero terrificante … Un miscuglio di cazzate, giri di do … Sembra Clayderman dopo un ictus! Bah! Con tutti i giovani pianisti davvero bravi in circolazione! Una vergogna. Ciao a Tutti!
Commento #346 di FrancescoVi prego aiutatemi…forse ho capito male…sentite cosa riesce a dire Allevi in questa intervista (alla fine del filmato) !!!! http://www.youtube.com/watch?v=-F-lCDqkbJo
Commento #347 di carloCare Malvestite, complimenti: mi avete tenuta inchiodata al post-invettiva fino alla fine.
Avete ragione: Panic è proprio uguale uguale alla sigla del cartone animato e , ovvio, i Mini Pony stravincono.
il precario della vita, Allevi, il precario dell’esistenza, il precario dello stile e il precario del racconto. Basta questi personaggi “stuporosi” a tutti i costi. Potrebbe almeno raccontare delle cose più interessanti
Commento #350 di moderato intransigenteI fanatici si calmino: non siamo tutti dei pianisti mancati e invidiosi. Io i musicisti (e gli artisti in genere) bravi li ammiro, non li invidio. Se vogliono pensare di essere gli unici dal cuore sensibile, facciano pure: è molto puerile però. A me le composizioni di Allevi dicono poco, carine e basta ma banali, come è stato tanto scritto. Mi esalto a sentire una colonna sonora di Wojciek Kilar o di Adrian Johnston… se volete sentire qualcosa di semplice ma magnifico ascoltatevi “Jude”.
Commento #351 di LilyMi pare giusto riportare quello che lo stesso Giovanni Allevi pensa riguardo la struttura compositiva dei suoi pezzi:
“Sei stato definito “il genio italiano della musica”. Molti esperti sostengono che il talento di ogni artista non è mai innato ma è sempre frutto di una grande fatica e di una costante applicazione. Cioè che dietro un genio ci sono sempre anni di “studio matto e disperatissimo”. Vale anche per te?
Devo fare un’opera di grande umiltà per rispondere. Sicuramente ho dovuto faticare tantissimo, ho passato anni e anni curvo sul pianoforte o sulle partiture, ad affinare la mia tecnica fino alla maniacalità, e a comprendere il linguaggio dei grandi del passato. Ma credo che la genialità non possa essere spiegata come una inevitabile conseguenza dello studio accademico. Genialità significa riuscire a comporre qualcosa di apparentemente semplice, che crea dei profondi cambiamenti intorno, che tutti, una volta realizzata, dicono “che ci vuole…saprei farla anch’io”, ma che di fatto nessuno sa fare come te! La “complessità risolta” è la conquista di una semplicità, infinitamente distante dalla banalità, che conserva la forza di una complessità alle spalle e che purtroppo richiede una vita di studio “matto e disperatissimo”. Infatti, se si vuol creare qualcosa di innovativo per il futuro, è necessaria la comprensione profonda dell’opera dei grandi del passato.”
L’intervista completa su:
http://focus.it/brain_trainer/archive/2008/01/09/21.aspx
Commento #352 di NicolaBetty questo post ho evitato di leggerlo perchè non sono così scema da leggere post che prendono in giro personaggi che mi piacciono per evitare di fare una figura da tokiohotellara. Ma comunque allevi secondo me è un bravo musicista,sarà egocentrico finchè ti pare ma è un bravo musicista. Sono stata ad un suo concerto ed è stato qualcosa di rara bellezza. Poi è ovvio che tu puoi pensare e scrivere ciò che vuoi (altrimenti non ti leggerei) ma la mia opinione te la volevo dare. Torna presto a scrivere mi mancano i tuoi meravigliosi post.
Commento #353 di piperita pattyBRAVA.
OVAZIONE.
suuauhsuha
Dove abiti che vengo a chiederti un autografo. Hai saputo trovare le parole.
Mi mangio il fegato da mesi ogni volta che leggo o sento dire :” Il nuovo Mozart!”
Giovanni allevi si na’ puzz!
Commento #355 di Anonimo“Sei stato definito “il genio italiano della musica”. Molti esperti sostengono che il talento di ogni artista non è mai innato ma è sempre frutto di una grande fatica e di una costante applicazione. Cioè che dietro un genio ci sono sempre anni di “studio matto e disperatissimo”. Vale anche per te?
Devo fare un’opera di grande umiltà per rispondere. Sicuramente ho dovuto faticare tantissimo, ho passato anni e anni curvo sul pianoforte o sulle partiture, ad affinare la mia tecnica fino alla maniacalità, e a comprendere il linguaggio dei grandi del passato. Ma credo che la genialità non possa essere spiegata come una inevitabile conseguenza dello studio accademico. Genialità significa riuscire a comporre qualcosa di apparentemente semplice, che crea dei profondi cambiamenti intorno, che tutti, una volta realizzata, dicono “che ci vuole…saprei farla anch’io”, ma che di fatto nessuno sa fare come te! La “complessità risolta” è la conquista di una semplicità, infinitamente distante dalla banalità, che conserva la forza di una complessità alle spalle e che purtroppo richiede una vita di studio “matto e disperatissimo”. Infatti, se si vuol creare qualcosa di innovativo per il futuro, è necessaria la comprensione profonda dell’opera dei grandi del passato.”
Nicola, sbandierare ai quattro venti quanto uno sia umile, e quanto abbia dovuto faticare per raggiungere risultati straordinari, non è opportuno.
Anche perchè sembra ribadire che di umile non abbia proprio niente e che i risultati non siano straordinari per nulla.
Circa l’impegno profuso e la fatica, non dico nulla perchè non ero presente mentre studiava…
ggal, non capisco perchè tu dica questo rivolgendoti a me. Io mi sono limitato a riportare una cosa che ho ritenuto poter essere interessante per i lettori di questo post blog, visto che rientrava negli argomenti della discussione. Non ho aggiunto commenti personali, e il mio commento non significa a priori che mi sia piaciuta la risposta di Giovanni Allevi. Anzi, sono d’accordo con te su quanto affermi.
:)
Saluti
Commento #357 di NicolaPersonalmente questi pezzi li trovo a volte gradevoli, accattivanti, ma interessanti proprio per niente, e dopo qualche minuto “Come sei veramente” (pezzo dotato di alcune idee carine, ma sviluppate, mi duole dirlo, malissimo) mi annoio a morte.
Niente da dire se Allevi presentasse i suoi pezzi per quello che sono: divertissements. Lui fa quello che si sente di fare, c’è a chi piace, c’è a chi no. Ma investire i suoi pezzi di significati filosofici, pretendere di aver ricominciato a fare della bella musica classica contemporanea mi pare pretenzioso, e per giunta offensivo nei confronti di chi di musica “classica” contemporanea si occupa, come compositore, come esecutore o semplicemente come ascoltatore. Con buona pace dei vari Ligeti, Fedele, Andriessen, o se si preferisce qualcosa di più orecchiabile Glass, Reich, Adams, Part, che non saranno mai andati su MTV, ma almeno hanno scritto musica ‘un tantino’ più interessante.
Salvo che poi il Giovannino si tradisce quando dice che il tal pezzo era la colonna sonora di una tal persona, di un tal momento… insomma, musica di sottofondo. E come sottofondo può anche andare, perché no? Purché stia a volume basso.
PS Le cose che fa oggi Allevi le hanno fatte prima e meglio negli anni ‘80 se non addirittura in precedenza. Si vedano certi pezzi per pianoforte di Gian Piero Reverberi nei dischi dei Rondò Veneziano, o le composizioni per arpa celtica di Vincenzo Zitello.
Commento #358 di FranekSalve
volevo solo complimentarmi con l’autrice, ero tutto triste per l’impressione che la maggiorparte della gente comune amasse incondizionatamente Allevi e la sua musica, e questo articolo mi ha sollevato di non poco il morale.
Sono un pianista classico laureato ecc. e posso assicurare che per comporre (e suonare) come Allevi non ci vuole certamente una qualifica.
Sinceramente penso che anche lui lo sappia, se è veramente quello che dice di essere.
La sua musica non è musica. E ora non cominciate con il “ma esprime emozioni”, quello lo fa anche un calcio nelle palle.
Se il mercato non è pieno di gente come Allevi è solo perchè la maggiorparte dei musicisti(non pop) si vergognerebbe di comporre in quel modo, non perchè non ne è capace.
Ora io rispetto la gente che lo ascolta e lo osanna, anche se mi provoca dolore fisico. Però quella stessa gente dovrebbe evitare di promuovere filippiche sul quanto chi critica Allevi sia ignorante in fatto di musica.
E’ vero semmai il contrario: chi ha un’istruzione musicale SERIA pluriennale, o semplicemente chi è un vero appassionato di musica capisce che fra Allevi e la “musica colta” (orribile termine, ma ahimè mai tanto azzeccato come in questi tempi) è un abisso.
Ora spero di non aver offeso chi crede di essere un superesperto perchè ascolta Allevi.
Vi posso ASSICURARE che se:
-ci fosse un’educazione musicale seria nelle scuole;
-ci fosse la musica colta in TV;
-l’Italia fosse più attenta a preservare il suo ruolo di paese dell’Arte (e non delle veline);
allora forse anche voi la pensereste come me…
Questo perchè la musica è un linguaggio, e come tutti i linguaggi nuovi va imparato poco per volta, l’apprendimento inizia da bambini. Purtroppo in Italia finisce prima di iniziare, tanto ci pensa la TV.
Ecco immaginate di studiare l’Italiano SOLO in prima elementare, e poi accontentarvi di sapere scrivere solo frasi semplici, magari con errori ortografici.
E’ esattamente così per la musica. Voglio vedere poi chi con un linguaggio da prima elementare si mette a leggere Nieztsche.
Ecco perchè piace Allevi (non a tutti per fortuna).
Spero di essermi spiegato.
Simone
Commento #359 di Anonimoe o cessssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss
sti guaglio com s vestn
Mi e’ venuta una tristeszza infinita a leggere quello che hai scritto Betty… sai come si chiama la tua e quella dei sedicenti tuoi sostenitori (compositori frustrati inclusi?)… INVIDIA.
Invidia per un ragazzo che da solo con UMILTA’ e con grande talento , grandissimo sforzo si e’ fatto strada. Faticando, facendo concerti con 5 persone inizialmente , ma senza mai perdere la speranza. Arrivando da SOLO dove e’ arrivato. Arrivando al cuore di tutti con la sua musica. Che tristezza… tra veline e grande fratello, dove tutti sono vuoti e dove apparire e’ la cosa piu’ importante, accanirsi contro Giovanni Allevi… grande, grandissimo compositore… Giovanni meno male che ci sei. E viva gli ALLEVIANI
Mi e’ venuta una tristeszza infinita a leggere quello che hai scritto Betty… sai come si chiama la tua e quella dei sedicenti tuoi sostenitori (compositori frustrati inclusi?)… INVIDIA.
Invidia per un ragazzo che da solo con UMILTA’ e con grande talento , grandissimo sforzo si e’ fatto strada. Faticando, facendo concerti con 5 persone inizialmente , ma senza mai perdere la speranza. Arrivando da SOLO dove e’ arrivato. Arrivando al cuore di tutti con la sua musica. Che tristezza… tra veline e grande fratello, dove tutti sono vuoti e dove apparire e’ la cosa piu’ importante, accanirsi contro Giovanni Allevi… grande, grandissimo compositore… Giovanni meno male che ci sei. E viva gli ALLEVIANI
io nn ho una cultura musicale classica tale da poter giudicare, ma l’unica cosa che posso dire è che ho provato ad ascoltare qualcosa di allevi ma proprio nn ci ho provato piacere. in particolare il “brano” panic mi sembra uno schifezza immane
Commento #363 di marge bouvierCiao Marge non e’ questione di cultura musicale classica o meno… e’ riconoscere chi ha talento oppure no. Allevi puo’ piacere o no. Ma non e’ corretto dire che il brano ‘panic’ ti sembri una schifezza. E hai giudicato. Si tratta di rispetto per chi come Allevi si e’ dedicato alla musica. E tra le altre cose si e’ pure laureato con il massimo dei voti. Ti consiglio di andare a sentire un suo concerto o di sentirlo parlare. O almeno di leggere qualcosa che parli di lui.Ma scritto da lui… non basarti su giudizi di altri. Spesso sono pregiudizi. Questo vale per tutti i campi.
Commento #364 di PATRIZIAEvviva Allevi!!!!
Secondo me, dovrebbe essere considerato patrimonio dell’Umanità!
Ha il grandissimo talento, e direi pure genialità, di scrivere una musica che sa emozionare come nessuno dei pianisti e compositori sopra citati.
Questo blog è la quint’essenza dell’INVIDIA ALLO STATO PURO.
Sono qui riuniti tutti i musicisti frustrati, gli insegnanti di conservatorio, gli insegnanti delle scuole private, i suoi colleghi musicisti…tutta gente che si sogna di riuscire ad ottenere un briciolo di quanto è riuscito da solo.
Evviva Allevi, il suo talento, la sua musica straordinaria!
(Orologio degli dei)
betty…chiunque tu sia… meriti una statuaaaaaaaaaaa!!! un premio oscar,una premio nobel..qualsiasi cosa!! mai visto un post così geniale e così perfetto!! finalmente la pecora nera che si distingue dal gregge e che ha aperto occhi e orecchie :D betty ti adoro
Commento #366 di AnonimoE’ vero Betty,
mancava un luogo dove potessero incontrarsi tutti gli invidiosi di Allevi!
Non pensavo potessero esistere così tanti BABBIONI REAZIONARI, conservatori polverosi :-)
Perchè al posto di criticare Allevi non provano loro a fare qualcosa?
ah…è più faticoso?!
INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA INVIDIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
IN VI DI AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!
:-)
Nel mare magno di tutti i commenti, non so se il mio possa aggiungere alcunchè.
Aiutatemi a comprendere il motivo. Perchè Allevi ha sollevato tanta discussione?
Questo non riesco a capire.
Ok, l’operazione di marketing (secondo me inesistente). Molti artisti pop rock sono veicolati da operazioni di marketing, fa parte del gioco, e nessuno se ne scandalizza. Molti artisti pop rock sono pompati dalla pubblicità radio e tv….solita solfa, soliti programmi sulle classifiche, soliti Festivalbar….
Perchè per Allevi non è così? Perchè ogni cosa che dice, che fa, candidamente, solleva tanta discussione? Eppure non dice nulla di polemico, è gentile e delicato. Ma soprattutto: perchè il mondo accademico se la prende con lui, che ha tutti i titoli in regola, e non spende una parola quando un divo del pop che sa fare si e no due accordi di chitarra in croce viene definito artista?
Voglio andare oltre l’invidia. Qualcuno mi aiuti a capire.
Veronica
Commento #371 di VeronicaTe lo dico io perchè, cara Veronica.
Le cose che dice Allevi, così tanto candidamente come hai osservato, sono un autentico terremoto per il mondo della Musica Classica, da sempre impegnato nella difesa del passato e nell’affermazione di una irriducibile ignoranza della gente.
Allevi è la dimostrazione vivente del contrario: l’affermazione dell’importanza del presente e della maturità delle nuove generazioni.
Non doveva dirlo!!!!! Così fa crollare un castello di carte che sta in piedi da quasi un secolo!!!!
Ecco il motivo di tanto accanimento.
Allevi è davvero una rivoluzione per la musica, non solo la per Classica, ma anche per il Pop e per il Rock, impagliati da anni sempre sugli stessi noiosissimi e ripetitivi stereotipi.
Allevi una rivoluzione per la musica Classica, pop e rock?
in base a cosa lo si dice?
qualcuno degli adoratori di Allevi conosce veramente la musica classica?
qualcuno dei suddetti adepti del nuovo culto new-age ha veramente studiato una decina d’anni in conservatorio?
sono sicuro di no.
se la Classica sta morendo non è certo colpa di Allevi, è colpa della pigrizia della società: qualsiasi cosa risulti difficile e faticosa viene, per le regole di mercato (greed), semplificata o eliminata.
La musica Classica è per i neofiti difficile da ascoltare? Non vale la pena perderci tempo e studiarla!! meglio produrre canzoni idiote e banalissime col TUNZ TUNZ che tanto quelle poi le capiscono tutti!! e si fanno tanti soldi pur non avendo veri artisti e musicisti!!
quindi massimo guadagno col minimo sforzo, e la Classica va a farsi benedire.
Allevi è di questa corrente.
Allevi va massacrato. Il motivo? Eccolo:
Il bello è soggettivo, giusto? Quindi qualunque suono è musica. Da queste premesse, ecco generati tre differenti generi di musica:
- Musica Archetipa: musica che aggiunge qualcosa a livello filosofico o musicale, e che può servire da base per la musica consapevole.
- Musica Consapevole: musica che non aggiunge nulla a livello filosofico o musicale, che si basa sulla musica archetipa, e che viene scritta in maniera consapevole dal compositore.
- Musica Inconsapevole: Tutta quella musica che viene eseguita incosapevolmente. Per fare degli esempi, i rumori delle auto, dei passi delle persone, e via discorrendo.
Ora, possiamo far coincidere la Musica Archetipa con quasi tutta la musica classica. Per esempio, Mozart, non aggiunge nulla a livello musicale, ma le sue “aggiunte” sono di carattere filosofico.
Allevi, cosa diavolo aggiunge alla musica? Concetti filosofici che lo supportano non ci sono di validi (un’idea del tipo “la musica classica è tutta la musica scritta” è semplicemente aberrante e priva di logica). Musicalmente, non fa altro che comporre usando gli stessi canoni della musica classica o romantica, e di conseguenza non aggiunge nulla a livello musicale.
Lo scopo di Allevi era quello di creare una fascia musicale intermedia tra la classica ed il pop per il “popolo”(o almeno farla percepire tale): un’artista che faccia sentire le persone elevate culturalmente dalle banalità pop, ma che allo stesso tempo non sia un polpettone inascoltabile.
Come se non bastasse, ci sono diversi elementi che fanno vedere come questo artista sia più vicino al pop che alla musica classica:
1) Enfatizzazione del suo personaggio. Io non ho mai sentito parlare Pollini di “missioni segrete” per consegnare CD, oppure Ughi di pasta al tonno o di torte. Evidentemente, loro non ne hanno bisogno. Neanche Stockhausen o Cage (in caso qualcuno dica che Pollini o Ughi non sono compositori) non hanno mai fatto altro che parlare delle motivazioni filosofiche dietro i loro lavori, senza però rivestirsi di auree divine o altro. Semplicemente hanno detto quello che dovevano dire senza aggiungere altro.
2) Estrema facilità di ascolto. L’ho già detto prima, non aggiunge nulla alla musica e comporre ora musica classica con questo stile è a dir poco anacronistico. Non credo che scriverà mai musica aleatoria, musica elettronica o simile.
3) Ha un’ufficio stampa quanto una casa. Lo vediamo fare comparsate d’appertutto, nelle riviste, in televisione, alla radio, nel più puro stile degli artisti Pop (chi non ha mai visto qualcuno apparire in TV per promuovere i concerti o i CD?). Io non ho ancora visto Pollini che va da Fazio a far sentire uno studio per piano di Stockhausen. Inoltre, sempre il suo ufficio stampa, gli ha creato questo simpatico personaggio, che ha permesso ai vari redattori e giornalisti di osannarlo ed incensarlo proprio come hanno fatto con Pavarotti (che è medio-bravo, non è il più grande cantante del secolo, è solo riuscito ad infiltrarsi nel sistema Hollywoodiano).
4) Allevi non fa altro che parlare. Questo dovrebbe rientrare nel primo punto, ma ho voluto riservare a questo argomento un punto a parte. La maggior parte degli artisti classici sale sul palco, suona e se ne va. Al massimo, viene fatto un commento ai brani che vengono eseguiti, ma proprio una cosa stretta all’osso. Allevi fa battute, scherza, racconta annedoti e parla, parla, parla a non finire. Non dimenticherò mai che durante un concerto disse una frase “questo pezzo non lo provo da almeno 3 mesi!”. E allora? Che vuoi fare? Stupirci? Suona e basta, se fai schifo pomodori. Un vero musicista si siede al piano e suona. Nulla più. Non introduce ogni brano con un commentino a piè pagina di questo tipo. Come ho detto prima, può al massimo spiegare le intenzioni dell’autore, ma molto raramente fa commenti di carattere personale.
5) Scarse conoscenze musicali. A livello pratico queste conoscenze si ripercuotono sul suo modo di suonare: le mani sono ben poco sincronizzate e non ho MAI e dico MAI sentito due battute allo stesso tempo metronomico. Altro modo in cui queste scarse conoscenze si manifestano è con boiate del calibro “Io compongo, e qui avviene la rivoluzzione di Allevi: sono gli ascoltatori ad attribuire un significato personale al brano!”. Vero. Un brano musicale suscita emozioni solo perchè viviamo in questa società, e siamo cresciuti collegando certe sonorità a certe sensazioni. Per questo una sincope ci dà velocità o i brani in tonalità minori ci danno tristezza. Peccato che ciò che dice Allevi lo abbia detto Igor Stravinsky all’inizio dello scorso secolo.
Ecco, ora invito gli Alleviani a difendersi da questo discorso, portando loro le giuste motivazioni e antitesi.
Commento #374 di Andrea Bibliotecoaggiungo solo che la grande Marta A. nello stesso articolo con giovanniallevi mi ha fatto caracollare…
Commento #375 di klingsorggal, non capisco perchè tu dica questo rivolgendoti a me. Io mi sono limitato a riportare una cosa che ho ritenuto poter essere interessante per i lettori di questo post blog, visto che rientrava negli argomenti della discussione. Non ho aggiunto commenti personali, e il mio commento non significa a priori che mi sia piaciuta la risposta di Giovanni Allevi. Anzi, sono d’accordo con te su quanto affermi.
Nicola, ho solo riportato quanto tu dicevi, non volevo assolutamente criticare quanto tu affermi - assolutamente legittimo!
Saluti anche a te :)
Secondo me, dovrebbe essere considerato patrimonio dell’Umanità!
Ha il grandissimo talento, e direi pure genialità, di scrivere una musica che sa emozionare come nessuno dei pianisti e compositori sopra citati.
Giusy, ma per favore… patrimonio dell’umanità! Se tutti coloro che fanno qualcosa che piace a qualcuno, dovessero essere patrimonio dell’umanità, Cicciolina dovrebbe essere ambasciatrice dell’ONU !!!
Commento #378 di ggalun autentico terremoto per il mondo della Musica Classica, da sempre impegnato nella difesa del passato e nell’affermazione di una irriducibile ignoranza della gente.
Luigi, il mondo della musica classica (quella autentica!) è ben saldo e non soffre per alcun movimento tellurico. Ed è assolutamente falso che sostenga l’ignoranza della gente: molti ascoltatori di musica classica sono persone di alta cultura, molti non lo sono affatto, e non per questo debbono essere considerati di serie “B” rispetto ai primi.
Allevi non scrive musica classica, neppure quella che si definisce “classica contemporanea”: è musica leggera.
Se piace, ben venga: nessuno può mettere in discussione ciò che piace (sarebbe dittatura). Ma è altrettanto sbagliato sostenere che il mondo stia tremando di terrore di fronte alla musica di Allevi.
e invece proprio questa discussione accanita è la dimostrazione allevi sta davvero sulle palle al mondo accademico, che altrimenti lo ignorerebbe, al posto di cercare in tutti i modi di metterlo a confronto con i vari Pollini e company.
Commento #380 di elisabettaPer Ggal:
lo dici tu!!!
Ad un concerto di Allevi una mamma raccontava che al figlio pianista è stato impedito, ad un concorso di pianoforte, di suonare “Prendimi”. Per chi non lo sapesse, “Prendimi” è un brano di Allevi, particolarmente difficile da eseguire.
Ad impedire al ragazzo di eseguire Allevi è stato un importante direttore d’orchestra, presidente del concorso, di cui non riporto il nome.
La mamma ha commentato così: “lo temono! Tremano solo a sentirlo nominare!”
Hai ragione Elisabetta!
Commento #381 di Veronica“tremano solo a sentirlo nominare”?? Ahah!
Veronica scusa se rido, questa frase esprime una tale ingenuità mista a spirito complottista :-)
fidati, veronica, che non lo temono. lo schifano e basta.
Non ci posso credere!!!!
Non ci posso credere!!!!
AAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!
Scusate lo sfogo :-)
Insomma, da diverso tempo leggo i commenti a questo post, e, devo dire che questo Allevi ha iniziato ad incuriosirmi.
E cosa mi capita? Passeggiavo oggi sui Navigli a Milano, e chi ti incontro?
Allevi!!!!
Come non riconoscerlo con quei capelli?
Era solo soletto….camminava dinoccolato guardando per terra, un pò di fretta.
Ho anche pensato che magari poteva essere un sosia, ma dopo pochi minuti un gruppo di ragazzi lo ha fermato e lui, tutto contento, si è messo a parlare con loro e a firmare autografi.
Sono rimasta un pò in disparte ad osservare la scena. Quello lì…quel ragazzo lì, con quel sorriso lì…insomma…era tenero. Gesticolava imbarazzato, ma aveva un sorriso dolcissimo. Come si fanno a scrivere cose brutte su quel ragazzo?
Ho l’impressione che su internet certe volte ci si faccia prendere un pò la mano, ma vi assicuro che ho avuto di lui la sensazione molto bella.
Insomma…sarei stata delle ore a parlare con lui…
Oh…..finalmente uno che dice cose interessanti su Allevi. Insulsa la musica, insulso il personaggio, buona tecnica pianista, stitiche le idee musicali. Normalissimo musicista dei nostri giorni. Riguardo il fascio di luce….. secondo me gli hanno tirato un faro dal pubblico. Comunque, siccome la musica è affascinate perchè permette a tutti di esprimersi e di diventare interessanti anche senza dire niente, lasciamo che la massa si nutra delle sue note. Meglio questo che le cazzate dei politici…..almeno il capellone non fa male a nessuno.
Commento #384 di BebAllevi rappresenta la cultura musicale del nostro tempo, ossia:”il decadentismo”
Commento #385 di se lui è un facio di luce io sono Cristo[...] di tempo fa una cosa direi tutto sommato definitiva su Giovanni Allevi (se non l’avete letta: leggetela), non che sia spuntato qualcosa di importante da aggiungere, ma pensavo che potremmo sfruttare il [...]
Pingback #386 di le Malvestite » Blog Archive » Essere Giovanni Allevi: il manuale(Mozart meets Ecce Bombo)Veronica:
ciò che dico io, se permetti, è valido perchè in fatto di musica e soprattutto di pianoforte ne so abbastanza (in effetti, tu non sai chi c’è dietro il nick “ggal”…), e se non permetti, pazienza!
Tornando a quanto affermi, ascolta qui. Normalmente ai concorsi tutti i concorrenti suonano i brani che la commissione ha indicato nel bando. Un pianista, anche fosse fenomenale come Giovanni Allevi, e non certo uno scarsone come Marc-Andrè Hamelin (che mi perdonerà se lo ho nominato) non può presentarsi e chiedere di suonare ciò che vuole. Ripeto: nessun pianista e nessun altro brano.
Quindi ci credo che glielo hanno proibito, e hanno fatto bene. Qui l’invidia non ha nulla a che vedere, si tratta di regole, e del rispetto delle stesse. Ah già, le regole valgono per gli altri, non per Giovanni Allevi…
Giovini guardate questo…
http://www.youtube.com/watch?v=JA-0dMs1wbs
…Nella mia infinita ignoranza non conoscevo Hamelin. GRAZIE GGAL:)
Commento #391 di NicolaMa se Allevi e’ un genio (ma per favore !) Ariel cos’e’ ?
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=171869552
Please
Commento #392 di AnonimoLe “accuse” ad Allevi non hanno alcun fondamento.
In fatto di musica ognuno ha le sue priorità, le sue classifiche personali. Allevi, è indiscutibile, ha scritto e suonato una sequenza di note che ha colpito dritto al cuore la collettività, cioè un numero impressionante di persone che per motivi emozionali lo riconoscono come un genio.
A questo punto è inutile parlare di Amelin, Ariel, Topolino, i Puffi, Pollini e compagnia bella.
Veronica:
nessuno accusa Allevi.
Inoltre, se leggi meglio, ho detto già più volte che si tratta di generi musicali diversi.
Allevi NON suona musica classica, anche se lo dici tu (non me ne importa niente chi tu sia!)
Quindi: Allevi può piacere come pianista di altra musica, non classica.
Ahaha, grandioso! Questo articolo lo copioincollo al primo che mi elogia Allevi :D
Che poi, per carità: gloria ad Allevi, che (prima che diventasse così onnipervasivo) era perfetto per intortarsi a dovere una bella fanciulla - ma per il resto, un disastro: non funziona manco come ninnananna :(
Come ho argomentato nell’altro post su Allevi, mi accoro a ggal: chiunque può ascoltare Allevi, ma nessuno può ritenerlo un compositore di musica classica: un compositore di musica classica impone delle innovazioni filosofiche o musicali, cosa che Allevi non fa.
Commento #396 di Andrea Biblioteco–citazione: “Sono un pianista classico laureato ecc. e posso assicurare che per comporre (e suonare) come Allevi non ci vuole certamente una qualifica.”–
bene che maraviglia allora chissà quanti concencerti starà facendo sarebbe bello venire a sentirla (in caso potremmo anche scambiarci mail privatamente per garantirle la sua privacy al suo prossimo concerto vorrei davvero esserci).
Sicuramente ognuno è libero di esprimere il proprio parere, ma continuare a parlare di una cosa che non piace deve essere certamente molto deprimente.
Si è liberi di esprimersi, così come altri sono liberi di non tollerare toni e scemenze che si ttrovano in giro.
Ma la riflessione è un’altra, dopo aver esposto chiaramente le proprie idee, come è giusto che sia, semplicemente non lo si ascolta.
Nassuno dice che Allevi deve piacere per forza o che va ascoltato, quindi non mi spiego il motivo perchè tante cattiverie sparse per internet?
Scusate ma che vi toglie Allevi?
va bene io non sono una che lo ascolta, ma insomma non è che mi perdo dietro a classificazioni.
Ognuno è libero di ascoltare o meno tutto qua.
Per critire, secondo me bisogna anche dimostrare di saper far meglio, alrtimenti meglio tacere.
Immagino, che tra i tanti che sparano critiche, ci siano pianisti che hanno composto altrettanti brani come Allevi, e che sono impeganti in vari concerti per i teatri, e che quindi sono in grado di dimostrare all’umanità cosa vuol dire essere “compositori classici contemporanei” e salvarci finalemte dall’ottusità che ci circonda, altrimenti, scusate, un pò di invidia ce la vedo….
E si deve essere così, perchè chi sa fare intanto fa, chi non sa fare intanto si logora….
Per Stella: Il fatto che si riesca a comporre come Allevi non vuol dire che si abbia successo: questo perchè non è più importante la tua bravura, l’importante è il fenomeno commerciale che riesci a costruirti su di te. E poi, è assolutamente vero: i brani di Allevi sono di una facilità abnorme, sono muzak, non musica classica. Quello che critichiamo è che si spaccia per musica classica, non perchè suona.
Per Sara: Vedi, Allevi fa brani che spaccia per musica classica, e non lo sono. Dovresti avere un’idea almeno vaga di cos’è la classica contemporanea, e del perchè Allevi non rompe con il passato o comunque non fa nulla di più rispetto agli artisti pop. Poi, come ho detto prima a Stella, nei fenomeni commerciali come Allevi, non è importante se sei bravo o no: l’importante è la macchina commerciale che hai alle spalle.
Andrea, grazie per la risposta.
Se sotto certi apsetti, posso capire il tuo disappunto, dall’altro mi chiedo, se veramente Allevi non vale nulla, se non ha inventato nulla, se non piace, di cosa si ha tanta paura? alla fine passerà il fenomeno commerciale, e sparirà Allevi nulla di più… giusto?
Le critiche invece si fanno sempre più pesanti, allora forse questo Allevi un pò di paura la fa, perchè altrimenti non se ne parlerebbe più, anzi lo si dovrebbe ignorare, proprio perchè non lo si crede artista.
Non so se mi sono spiegata.
Beh, la “paura” è per quelli che credono in ciò che dice Allevi, e la paura che questo “fenomeno” continui per troppo tempo. Allevi si fa portavoce della classica tra i giovani, permettendosi pure di criticare Schoemberg, e un’eccessivo successo di un’essere del genere, ho paura che porterà ad avere una schiera di mestieranti del piano che spacciano la loro musica per classica, un pò come la schiera di poeti all’inizio del ‘900 (che apparte un paio veramente validi, che hanno cambiato la poesia, nessuno viene ricordato). Insomma: ho paura che vi sia una sorta di “morte” della classica, nel senso che vi sarà una commercializzazione talmente forte che trovare i veri talenti del piano sarà arduo. Ma ancora spero che almeno qualche talento venga ripagato.
Allevi, non ha inventato nulla perchè, se hai studiato musica, vedrai che le cose che dice lui le hanno già dette in tanti. Come pianista, non vale granchè (mani scoordinate e tempo metronomico casuale). La sua fortuna deriva dal sapersi “vendere” ai giornali e alle TV.
Io non ho studiato musica classica, ma ho una cugina diplomata in pianoforte che ora insegna.
Lei dice sempre che più ci si avvicina ai conservatori e più ci si allontana dalla musica, poichè devi adeguarti alle idee che vi si trovano, senza metterle in discussione; insomma mi dipinge un mondo duro, in cui o sei dentro o sei fuori, e se decidi di abbandonare le idee accademiche, in cui un pianista classico, è solo quello che sa suonare un brano tecnicamente perfetto dei grandi del passato, sei decisamente fuori.
Ecco, questo mi fa pensare.
Voglio dire, credere che “classico” debbe essere considerato solo quello già scritto, senza poter esperimere niente di creativo che venga da sè stessi, nella socità che vuol definirsi moderna, dove tutto cambia ed evolve, dove usi e costumi cambiano, non è possibile che qualcuno possa esprimere se stesso, senza per questo cadere nella rete di critiche e quant’altro?
Spostiamo il discorso da questo Allevi, e chiediamoci, la musica classica, è solo da riferirsi al “passato”, senza nulla togliere e nulla aggiungere, oppure è anche possibile esprimersi?
Ma conosci l’ambiente classico contemporaneo? Conosci Maderna, Berio, Nono, Ligeti, Stockhausen, Glass, Tan Dun? Loro esprimono il loro pensiero con la loro musica. Ma non tanto con le loro sonorità, bensì con le idee. Il bello è soggettivo, quindi non è un metro di valutazione apprezabile. Dobbiamo quindi basarci su ciò che il compositore vuole dirci: Allevi non dice nulla di più o di meno rispetto ad un cantante pop. Non dice nulla di quanto non sia già stato detto da altri compositori classici del passato. Per questo critico Allevi: chiunque può esprimere il suo pensiero, ma se vuoi che il tuo pensiero diventi classico, devi dire qualcosa di nuovo.
Commento #403 di Andrea BibliotecoMi piace questo confronto con te Andrea, sembri un esperto, io sono profana, potrei dirti tutte le pressioni all’interno del glomerulo durante la filtrazione, o tutta la fisiologia cardiaca, se vuoi, dal momento chi mi interesso di materie scientifiche, ma no non frequento l’ambiente classico contemporaneo.
L’unico approccio che ho con la classica, si ferma alle considerazioni di chi frequanta i conservatori, è l’unica cosa di classica che ascolto è Bach.
Lo dico ora per correttezza nei tuoi confronti, e per farti capire che non sono di parte parlando di Allevi.
Secondo te, cosa dovrebbe dire Allevi per essere innovativo? quali ideologie vorresti trovare nella sua musica? o meglio ancora, cosa vorresti esprimere tu di ideologicamente nuovo per essere un artista “classico contemporaneo”?
Anche a me piace questo confronto, e di certo se si affrontassero degli argomenti scientifici rimarrei lì a bocca aperta nello stile del pesce lesso.
Ecco, vedi, per essere un classico contemporaneo deve dire qualcosa che non hanno detto gli altri. Non ci sono cose che ideologicamente DEVE dire: deve solo esprimere idee mai dette prima, ovviamente, motivandole. Io non posso dire ciò che deve esprimere: deve essere lui a dirmelo.
Bravi Sara e Andrea!
finalmente un confronto pacato, e privo di pregiudizi.
Tanti ascoltatori di Allevi che scrivono sui forum (ai quali piace la sua musica, e su questo, ripeto, non si discute assolutamente) citano, secondo me non a proposito, la musica classica. Ebbene, a rigor di logica, la musica “classica” appartiene alla storia, e precisamente al periodo che fu definito “classico”. Poi vennero i “romantici”, poi i contemporanei, ecc.
Ebbene, se a me piace ciò che scrive un compositore come Howard Shore (”il Signore degli Anelli”, “The Aviator”…) mai e poi mai si può dire che sia un compositore di musica classica.
Quando una grandissima casa discografica pubblica incisioni di Glass, questa è musica contemporanea, non classica.
E poi c’è un altro aspetto, di non poco conto: parlando di Giovanni Allevi, troppo spesso si fa riferimento al suo look (cosa tipica dei cantanti di musica leggera, dei quali l’aspetto fisico è determinante), e ancora più spesso a particolari della sua vita privata. Scusatemi se lo dico, ma ciò è aberrante - nel significato latino del termine, ossia “fuori strada”: che ce ne può importare, o meglio la sua musica ha un “di più”, se ci fanno sapere che gradisce la pasta col tonno, o cammina in equilibrio sui binari del tram? Ma per favore…
C’è una cosa che, però, è rilevante: Allevi stesso afferma di non possedere un pianoforte a casa, e di non studiare i pezzi che esegue in concerto se non occasionalmente. Ogni pianista, a partire dal dilettante, sino al professionista affermato, sa che non può prescindere dall’esercizio quotidiano. Io stesso (che non sono Allevi…) ne ho assoluta necessità.
A parte tutto ciò, una cosa sia chiara: è giusto che chiunque possa ascoltare e gradire Allevi, ma è anche giusto non far credere che il mondo della musica sia in procinto di cadere nel baratro.
@Sara: visto che ti piace Bach prova a reperire qualche incisione di Glenn Gould, meglio se le variazioni goldberg del 1988 e poi, dopo aver ascoltato il brano più e più volte (magari anche solo un pezzettino, dura 1 ora circa), prova a fare un raffronto con Allevi.
Riguardo al discorso sul conservatorio che è un ambiente che preserva il pensiero accademico e chiunque pensi diversamente è fuori, è come dire che non ci sono più le mezze stagioni, un mero luogo comune.
Forse la tua cugina diplomata si riferiva al fatto che come insegnamento il conservatorio si attiene a parametri classici nell’esecuzione di un brano: per esempio non usare (troppo) pedale in Bach, attenersi a quello che scrive l’autore, non inventarsi nulla di troppo ardito.
Ciò è assolutamente normale per una scuola.
Parlando di composizione invece è proprio nei conservatori che si sperimenta il nuovo.
Se poi si utilizza l’aneddoto di Allevi in cui lui propone i suoi brani al conservatorio(e poi gli vengono rifiutati) per inventarsi la teoria complottistica che il mondo classico ha paura di Allevi allora siamo proprio alla frutta.
Il motivo vero per cui glieli hanno bocciati non lo so, so per certo comunque che suonare quelle cose in conservatorio farebbe ben ridere docenti e allievi.
Ggal ha perfettamente ragione su (quasi) tutto. Effettivamente ho usato il termine musica classica per non dilungarmi in eccessive spiegazioni: in realtà avrei dovuto dire “musica archetipa”, ovvero che funge da fondamento alla musica successiva. Bach non è classico, Wagner non è classico, Stravinsky non è classico, Dalza non è classico.
Però, effettivamente, Glass ha aperto la strada minimalista nella musica, quindi, in un certo senso, è “classico” (nel senso di archetipo).
Non era per sottilizzare, caro Andrea, era solo per chiarire qualcosa che, forse, davamo per scontato.
Sono pienamente d’accordo con te, in effetti il termine “classico” è abusato, ovvero se ne fa riferimento come a qualcosa che “piace pur rientrando in certi canoni, normalmente appartenenti al passato”.
Voglio aggiungere che Allevi, o meglio il suo entourage, farebbe meglio a proporre la sua musica e basta.
Non c’è bisogno di siparietti, apparizioni mistiche, seminari di matematica o crisi di panico: lo rendono inviso agli uni, patetico agli altri…
Ne convieni?
Assolutamente si. Nelle ultime 4 righe hai sintetizzato ciò che effettivamente dovrebbe fare alla perfezione, esprimendo un’idea che ancora non ero riuscito ad esprimere nella sua interezza.
Commento #410 di Andrea BibliotecoGrazie Andrea per le risposte sempre precise e chiare.
Oddio d’altra parte io credo che oggi dare verve alla propria espressività sia cosa difficile, viglio dire gran parte delle cose sulla musica sono state già scritte, è difficile poter scrivere la propria musica senza cadare nel “già sentito”, spero di essermi fatta cipire.
Simone grazie del suggerimento.
Commento #411 di Saraggal credo che in fondo il confronto sia necessario specie per capire da chi ne sa più di me grazie anche a te per partecipare a questa discussione senza cadere nella retorica e nelle critiche non motivate.
Ora chiedo venia per la domanda sciocca che vi pongo, ma nel vero senso del terimine, senza interpretazioni, cosa è classico? nel senso, la musica classica è intesa come ciò che è stato scritto nel passato, quindi ciò che oggi vogliono far passare come dite per musica classica contemporanea, come si colloca secondo voi la musica di Allevi?
Allora sempre da profana, mi viene da dire pop perchè è melodica, e che non la vedo vicino al Jazz poichè mi sembra ci siano gli spartiti scritti, e non è quindi improvvisata, allora che musica è la sua?
non sono riuscita a sentire quello che mi era stato suggerito però ho appena sentito Glenn Gould che suona J.S.Bach Piano Concerto No.7 in G minor BW
va bene va bene non mi dite nulla scusate sono andata fuori dalla discussione
Simone mille volte grazie :)
Allora… Se dobbiamo attenerci ad una schematizzazione rigida, possiamo dire che Allevi fa musica derivata, ovvero musica in cui non viene introdotta nessuna innovazione. Se invece, vogliamo considerare una definizione più puntuale ma meno precisa, possiamo dire che si colloca nel filone neomelodico: ovvero tutta quella musica basata quasi esclusivamente sul sistema tonale, nata in opposizione alle avanguardie, proprio per accontentare il pubblico affamato di sonorità facili. Questo grande filone neomelodico comprende il pop, il rock, il rap, il raggae, il metal, e molto altro. Allevi non può essere accostato al jazz, in cui l’improvvisazione è parte integrante dell’esecuzione, ma che comunque fa sempre parte del filone neomelodico, non può essere ska, rock o altri generi simili perchè non ha alcuna caratteristica di questi generi, quindi si va a collocare in una sezione non meglio definita come “neomelodica”…
Spero di essere stato chiaro, ho scritto un pò di fretta.
“si colloca nel filone neomelodico” che bello, come gigi d’alessio XD
Commento #415 di SaintJustAndra ma sei stato chiarissimo grazie per la spiegazione davvero interessante
Commento #416 di saraMi fa piacere, almeno non dici che l’ho messo in croce come Gesù o Socrate ;-)
Commento #417 di Andrea BibliotecoAndrea e perchè dovrei dirlo, anzi, per citare proprio Socrate: “non avrò paura, nè aviterò quelle cose, che non so se siano buone, per intraprederne altre che reputo cattive”, ecco lo cito perchè ti dò il merito di avere le idee chiare e precise e di sostenerle con altrettanta chierezza, e questo non è da tutti.
Un solo dubbio, il metal è neomelodico?
Se penso ad esempio al grind, dove per lo più c’è solo “rumore” e suoni gutturali (non me ne vogliano gli amanti del genere)ecco non penso tanto che sia melodico, o sto pensando ad una branca del metal troppo estremista?
Il metal mi fa pensare a tutto ma non alla melodia.
Però è anche vero che forse il metal “classcio” (perdona se uso questo termine forse a sproposito) è un pò più melodico.
Beh, vedi, anche il grind metal, come anche il thrash metal, si basano comunque su un principio: quello di piacere per la sonorità. Quindi fanno parte del filone neomelodico, perchè, per quanto “caotiche” possono sembrare le loro musiche, questo caos è dato dalla massiccia presenza di accordi fuori dalla tonalità e soprattutto da effetti chitarristici e vocali (i celebri growl). Qualunque branca del metal si prenda (eccetto il filone folk, epic e simili, che spesso basano la loro musica sul sistema modale, in uso nel medioevo) si basa comunque parzialmente sulla tonalità, anche se spesso “vanno fuori” proprio per creare quel senso di caos che è dato da esigenze musicali. Sono melodici perchè la musica che generano è formata comunque da una melodia, un’armonizzazione (il basso, la voce, la chitarra, tutti svolgono un ruolo nel più classico sistema tonale), e comunque vi sono degli accordi alla base dei pezzi, e questo basta per catalogarli nella tonalità (anche se, andando fuori, vanno nell’atonalità). Aggiungo inoltre che la loro non è musica esatta, come la chiama Boulez, cioè non risponde a regole specifiche: la loro è una composizione molto libera, che ha un lontanissimo fondamento nella musica vocale popolare.
Spero di essere stato chiaro anche questa volta, purtroppo temo certe volte di essere troppo confusionario nell’esposizione delle mie idee.
Mi fa veramente molto piacere parlare con te, almeno non cito Osho oppure mi dici che la mia critica è derivata dal fatto che “non sono sbocciato”.
(Vai a leggere l’altro post su Allevi se non capisci a cosa mi riferisco… Anche per la citazione a Gesù e Socrate).
Bravo (o brava?) SaintJust.
Non perchè d’Alessio o Allevi facciano lo stesso genere di musica (il primo canta, il secondo no) ma perchè entrambi fanno parte di quel tipico “jetset” musicale italiano per il quale “è obbligatorio” che piacciano (vedi campagne pubblicitarie martellanti, pubblicazioni collaterali, dischi disponibili sempre e dovunque…).
Comunque, su ciò che piace non si discute.
Andrea e Sara, rinnovo i complimenti per il garbo col quale rendete la discussione assai piacevole.
Per tornare alla domanda di Sara, circa ciò che è definito “classico”, ebbene la risposta non è - almeno per me - così facile.
Ossia, ho già detto prima che “classico” è un periodo storico ben definito e che la definizione corretta sarebbe “archetipo”, come ci ha esposto Andrea.
I francesi parlano non di musica classica ma di musica “seria” o “seriosa”. Per capirci, vi consiglio di ascoltare le “Variations Serieuses” di Mendelssohn: un mirabile esempio sonoro di ciò che si intendeva (e ancor oggi si intende) per “serio”.
Altri ancora parlano di musica “impegnata”: mi pare un concetto un po’ vago, però, perchè molta musica anche non classica è impegnata.
Non possiamo certo dire che Frank Sinatra non facesse musica impegnata.
Non possiamo dire che Kenny G non faccia musica impegnata. Tantomeno i Pink Floyd… potremmo elencarne tantissimi.
Secondo me la definizione più corretta dovrebbe ritrovarsi in una parola che comprenda tutte le precedenti, e proporrei “di alta cultura”, perchè propositiva, seria, impegnata, geniale, ecc…
Circa il “geniale”, molti compositori definiti universalmente geniali, hanno avuto comunque momenti di “scarsa genialità” se non addirittura di bassezza. Capita a tutti, erano umani anche loro. Beethoven, ad esempio, talvolta ha scritto delle “pochezze”, fra le quali la famosissima “Für Elise” (chissà perchè così famosa, quando c’è molto di meglio). Anche il genio musicale per antonomasia, Bach, scrisse qualche sciocchezzuola.
Ma comunque rimangono dei geni. E geni musicali ce ne furono molti, anche poco conosciuti: per esempio, chi conosce la musica di Evaristo Felice dall’Abaco? è geniale, sembra Vivaldi, e qualche volta addirittura lo supera.
Ci siamo mai chiesti perchè nel periodo “classico” (che ricomprende rinascimentale, barocco, classico, romantico, primo Novecento, ecc…) ci furono così tanti compositori “di alta cultura”?
Azzardo una risposta: perchè le comunicazioni erano ristrette, non di massa, la tecnologia decisamente scarsa, le possibilità economiche ridotte, la cultura era priva di contaminazioni, e l’intelletto veniva esercitato e sfruttato a fondo.
Ovvio, non sto facendo apologia di nulla e tantomeno ideologia: è solo constatazione di fatti storicamente avvenuti.
A voi il microfono… pardon, la tastiera, questa discussione mi appassiona.
Andrea la cosa bella di te è che supporti le idee spiegando anche a me che di musica ne capisco poco, le motivazioni e riesci a farmi capire bene.
Le cose che si dicono su una persona, a me interessano poco se prima non non riesco a capire il perchè dice determinate cose, e questo vale sempre, e vale anche per te, ecco perchè bisogna prima comprendere e conoscere, e questo confronto con te non solo ma avvicina di più alla musica, ma al perchè c’è molta confusione, specie sul concetto di musica stessa.
Credo oltretutto, che la discussione si sia fatta interessante, perchè non si discute sulla libertà di ascoltare una cosa o l’altra, d’altra parte ognuno ascolta quello che vuole, ma sul fatto che l’ascolto della musica sia fatta con consapevolezza.
E se una come me riesce a capirti allora significa che la tua cultura e il tuo modo di porti, è corretto e bello, e quindi cosa si dice di te non mi interessa, mi avvicino a te per il confronto piacevole ed educato che si è creato, e la pazienza e la disponibilità che mostri.
Cedevo proprio che il metal fosse atonale per antonimasia, e che non ci fosse il minimo approccio alla muisca melodica in un genere così estremo.
Ggla, grazie anche a te per la dispinibilità, è un vero piacere parlare con persone come voi.
Però non immaginavo che il concetto di classico fosse così ampio, e così difficile.
Le parole “impegnata” e “propositiva” le vedo appropriate per definire la muisca classica, e credo anche innovativa, ma probabilmete oggi di innovativo c’è ben poco.
Io stessa pensando alla cultura moderna che c’è in musica, non vedo questo filone innovativo, secondo me questo è davvero una pecca dell’Arte musicale in genere, anche perchè credo che ci siano molti artisti emergenti o che ancora rimangono in ombra, che potrebbero davvero essere innovativi.
Mi è ancora poco chiara la definizione di “genio”.
Chi è il “genio musicale”? quello che riesce ad essere innovativo? quello che riesce ad avvicinare le persone alla musica classica?
Credo che anche su questo ci siano diversi modi di vedere la cosa, e il fatto che la musica diventa a volte così interpretativa un pò mi confonde.
E poi ancora come può essere definito “l’artista?” quali sono i “compiti” dell’artista nella società di oggi?
Mi sono lasciata andare, scusate, ma avvicinarsi alla musica, capire ciò che è stato da cosa è diventata, capire le motivazioni per cui oggi viene tutto gettato in una grande miaschia, e sapere che spesso buone operedi marketing, suggeriscono un linguaggio musicale non appropriato, mi lascia un pò amareggiata.
mi sono ascoltata
Variations Serieuses op.54 di F.B. Mendelssohn
veramente grazie del consiglio :)
Grazie Sara. Le “Variations” di Mendelssohn sono stupende.
Chi è il genio musicale? eh, la sua definizione è ancora più ardua di quella di “musica classica”.
Ma proviamoci ugualmente.
Se facessimo questa domanda ai passanti, il 75% direbbe Bach. Altri Beethoven, Mozart, Schubert… qualcuno Liszt, qualcuno Schumann, qualcuno Brahms, qualcuno Chopin.
Eppure sono stati tutti geni della musica, loro e tantissimi altri che la sorte non ha riservato maggior fama. Lasciando perdere le dispute (romanzesche, più che altro) sul binomio “genio=sregolatezza”, per i quali Mozart, Schumann e Liszt furono i prìncipi, furono uomini e donne come tutti gli altri. Musicalmente con una o due marce in più: cioè il loro lavoro, in certi casi mastodontico - come quello di un genio dimenticato quale fu Carl Czerny - o addirittura fenomenale - come quello di Bach o Mozart - ha lasciato al mondo un’eredità di fronte alla quale non ci si può non inchinare (che piaccia o meno la musica classica, s’intende). E questa eredità non ci è arrivata grazie ai mass media, nè agli uffici stampa, tantomeno al look che avevano: i primi due non esistevano proprio, mentre le raffigurazioni o le fotografie di tali compositori non evidenziano certo bellezza o fisico possente - per inciso, il sommo Bach aveva una pancia talmente grossa che negli ultimi periodi faceva fatica a suonare…
Voglio dire questo: il patrimonio musicale che ci è pervenuto, lo abbiamo solo grazie ad esso stesso, alla sua bellezza, alla meraviglia che desta, al “clamore” che ha attraversato i secoli. Le comunicazioni di massa, la tecnologia non hanno fatto altro che aumentarne la portata, ma non hanno aggiunto alla musica un infinitesimo di valore in più.
E ora la musica cosiddetta contemporanea. Il solo Novecento va già distinto in più periodi che hanno visto stili diversi, i primi rifacentisi ai romantici di fine ottocento, i secondi a nuove sonorità e concatenazioni armoniche, fino ai “terzi” dove ricerca di nuove possibilità espressive e contaminazioni con la musica popolare o col jazz hanno aperto nuovi fronti.
Il Novecento non è solo la dodecafonia (che personalmente non apprezzo…) nè le canzoni del quartetto Cetra. Un esempio: ascoltate i due concerti per pianoforte e orchestra di Giuseppe Martucci. Meravigliosi, e geniali.
E che dire della scuola pianistica e compositiva napoletana il cui capostipite fu Sigismund Thalberg?
Avete mai ascoltato la bellezza della musica di Giorgio Federico Ghedini? o Dallapiccola?
Per concludere, e scusate la lunghezza del post, questa è la musica cosiddetta “classica”, e c’è una bella differenza rispetto a quella di Allevi.
grazie Ggla per le risposta, la musica è un mondo affascinante, non solo per sua vastità, ma è senz’altro la forma d’Arte, attraverso la quale tutti passiamo nella nostra esistenza, e il fatto di poter apprendere tutto quello che mi state imparando, le rende meravigliosa, ben vengano posti come questo in cui si può davvero imparare cose nuove.
–(il sommo Bach aveva una pancia talmente grossa che negli ultimi periodi faceva fatica a suonare…)– questa descrizione di Bach mi fa sorridere, e io sinceramente da ascoltatrice di Bach, rientro in quel 75% che ti risponderebbe che Bach era un genio :) ma grazie per i concetti verso cui mi state portando, perchè così ho più elementi per poter esprimere giudizi.
Certo che il potere dei mass media è veramente mastodontico, e secondo me sottovalutano l’enorme responsabilità che deriva da questo potere, non solo perchè la maggior parte delle persone attinge dalle informazioni che diffondono, senza una reale preparazione, o senza avere una minima idea di che cosa si stia parlando, ma perchè attraverso di essi, si diffonde una vera ideologia che non sempre è bene seguire.
In tutto questo, la musica neomelodica e calssica sono strade parallele che non si incontreranno mai? lo scontro tra classica e tutti i generi derivati dopo, dove ci stanno portando? come sono da vedersi le contaminazioni tra vari generi musicali e in che “categoria” possono rientrare? è giusta quasta mascolanza tra generi?
un saluto a voi tutti.
vorrei semplicemente dire nella mia pur umile ignoranza che se grazie alla musica di allevi esiste gente come in questo forum che esplora,ascolta ,confronta musica ,compie in definitiva operazioni che prima non avrebbe mai immaginato di fare allora ben venga allevi!
vorrei dire anche che se la sua musica sia classica o meno a me poco importa:migliaia di ragazzi riscoprono le timbriche e le sonorità di uno strumento meraviglioso qual’è il pianoforte:dove sono i vari pollini,bollani,einaudi ecc ecc ?forse molti per inseguire la tecnica: specializzandosi,diplomandosi,elevandosi dimenticano che la musica deve essere patrimonio di tutti ,deve arrivare al cuore e lì restare e sedimentare :è una questionbe di pelle ,se uno ci riesce non gli si può sparare addosso!!!un saluto roberto
Roberto benvunuto a te in questo spazio di confronto che si è creato; io no ho seguito la discussione dall’inizio su Allevi, però navigo molto in internet per motivi di ricerca e studio, e anche per la musica, e mi sono imbattuta qui.
Ti assicuro che Andrea e Ggla mi stanno aiutando in questo “viaggio musicale”, senza pregiudizi, anzi dal momento che io non sono preparata musicalmente, è veramente notevole che delle persone preparate possono essere così disponibili, e quindi su questo ti dò ragione, ben vengano posti questo e persone che sono gentilissime ed etremamente educate e chiare.
Spero vorrai unirti anche tu, c’è molto da imparere credimi.
di Giuseppe Martucci sono riuscita ad ascoltare
-Notturno op.70 n.1
-Operatic fantasy on Verdi’s “Force of Destiny”
Allora, cara Sara, non posso che essere felice dei complimenti che mi fai, ed è una gioia trovare delle persone che sono sinceramente interessate alla musica e che fanno funzionare il cervello.
Devo però contraddire ggal su alcuni punti. Per prima cosa, il genio. Il genio in musica è colui che riesce a vedere talmente oltre da anticipare i tempi, e per questo essere il primo a fare quella cosa. Un’esempio in letteratura è Don Delillo, con “
Sei pazzo o stai parlando di Allevi tuo fratello!!! Ma guarda questo!!!!
Commento #301 di AnonimoNovembre 26th, 2007 @ 2:40 pm