Più o meno dall’inverno scorso il giubbottone malvestito è disponibile nella variante con collettazzo ribaltabile: ci sono quelli grossi grossi che sembra d’averci sulle spalle un mantellino, e poi ci sono quelli più modesti, come questo qui (1): in comune c’hanno la zip che arriva misteriosamente fino in fondo e boh, non si sa bene a cosa serva, ché a chiudersi il collettazzo fin su in cima - vedi figura (2) - ti coprirebbe per intero il capoccione e non solo, altri venti trenta centimetri di nulla (è quello che in gergo malvestito si definisce Prepuzio Effect).
Se il risvolto del collettazzo è di pile giallognolo, l’esterno del giubbottone è invece tutta una chic-squadrettatura tartan di scialbo marroncino; ricalcando fedelmente il modello malva-classicistico, il giubottone è chiuso alle estremità da porzioni elasticizzate, un enorme fasciona addominale in vita (3 - da cui occhieggia un fugace scorcio di t-shirt, ingrediente ben ponderato di soft-trasandatezza) e due più piccole fascette tubolari intorno ai polsi (4), con le manine ficcate dentro in modo da richiamare pendanticamente il potenziale Prepuzio Effect del collettozzo più sopra; i rigonfiamenti anomali che le si vedono sui fianchi sono due tascone mosce disposte in obliquo che, non vorrei sbagliarmi, ma mi sa che c’avevano l’apertura sul lato inferiore - praticissime dunque in ambienti a gravità zero (ma pure: si potrebbe forse ipotizzare un collegamento figurativo dei tasconi col prepuzio più sopra, ma insomma, è un pochino azzardato).
I pantaloni jeans attillatissimi (5 - pacchettino di marlboro spiaccicato in tasca - 6 - rimboccatura negli stivali di pelle con bolo filamentoso d’ordinanza - 7) derivano da un particolare ramo evolutivo del bburinissimo trend delle scrittone gigantesche da retrotreno (ve li ricordati di sicuro, i culoni targati Rich, o meglio ancora Angel Devil): non si tratta di una semplice stampigliatura trasferelleta bianca, ma di un cubitale “Pinko” ricamato di lustrini luccicosi, in verticale lungo tutto il didietro della coscia destra (8 - la citazione del colore rosa vuole contribuire, immagino, a suggerirci l’intenzionale ricorso al Prepuzio Effect).
di Betty Moore
Collezione: regine del pendant, semo bburini
Davvero brutti sti colletti ribaltabili. Mia madre mi ha regalato un giaccone con tanto di collettone a mantellina di pellicciotto grigio. Orrore! E devo metterlo per forza ogni tanto
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:19 am
secondaaaaaa. dall’argentina.. :D fedele lettrice.
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:32 am
secondaaaaaaaaaaaaaaaa!Che bell’effetto…..mi è venuta giusto un’ideuzza x regalare una cosa del genere a una persona di mia conoscenza!!!Eeheheh
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:32 am
Allora: ho letto solo il titolo ancora e mi sto sganasciando dalle risate!! ma da dove ti vengon queste idee???:-D
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:35 am
“si potrebbe forse ipotizzare un collegamento figurativo dei tasconi col prepuzio più sopra, ma insomma, è un pochino azzardato” In questo ti sei superata! Il giubbottone per la fantasia utilizzata mi ricorda un falegname..
Però sono utili i prepuzio effect.. se dovesse indossarlo il tuo interlocutore sai come zittirlo: chiudi la cerniera e via!
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:42 am
Il Prepuzio Effect d’obbligo immediatamente nel glossario!! Viva Betty per un esilarante inizio di settimana:D
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:55 am
non ho ancora letto niente ma questa e` una giapponese tipo
Dicembre 3rd, 2007 @ 1:07 am
Il prepuzio effect è decisamente antiestetico ed inoltre se ne ignora del tutto l’utilità. Nel complesso la malva 298 è abbigliata in modo piuttosto anonimo, in compenso si è rifatta con l’accostamento di colori degno di uno che si veste al buio: nero, grigio, rosso, varie tonalità di marrone…manco Iridella avrebbe saputo fare di meglio!
Dicembre 3rd, 2007 @ 1:10 am
effetti speciali malvestiti! ;)
Dicembre 3rd, 2007 @ 2:16 am
Betty Moore, dimmi che ieri hai seguito Report! Non che non si sapesse, ma vedere che il malvestitismo made in Italy è in parte prodotto in Cina (70%) e la rimanente parte in Italia (manodopera cinese) negli squallidi laboratori di Prato che utilizzano mano d’opera in nero, fa sempre un certo effetto. Nei laboratori di Napoli poi, con trattamenti (rectius:sfruttamenti) lavorativi da terzo mondo, si producono borse di altissime griffe che a prodotto finito costano 26 euro per essere immesse nel mercato a 440,00.
Il servizio, fra tutti, salvava persone scrupolose come il mio magliaio preferito di Sulmona ed Antonio Marras from Sardinia. Se ne hai perso l’occasione potrai vedere in rete la trasmissione. Buona giornata
Dicembre 3rd, 2007 @ 7:29 am
Betty…col “prepuzio effect” m chiami proprio il doppio senso, ma è talmente ovvio che mi vergogno a dirlo! :)
Dicembre 3rd, 2007 @ 7:49 am
Fantastica Betty! Dio, quanto odio quegli stivali!! E cmq, Pinko passa per un marchio raffinato ma, oltre a costare una barca di soldi, la roba mi ha sempre fatto orrore… IMHO
Dicembre 3rd, 2007 @ 10:08 am
e gli orribili occhiali????
Dicembre 3rd, 2007 @ 10:08 am
A me piace questa dell’adidas, c’entra qualcosa con la circoncisione??
http://www.sneakersnstuff.com/system/search/product.asp?id=7263
Dicembre 3rd, 2007 @ 10:24 am
@Gunex è vero, bella puntata di Report ieri sera. Secondo me soprattutto la parte “alta”, dedicata a stilisti e riviste di moda (bellissima la figura di merda della direttrice di Grazia che nega tutto e poi alla domanda della giornalista “posso dirle cosa hanno dichiarato altre sue colleghe?” risponde con un secco “no!”). Non che l’altra parte fosse meno importante, ma ne avevo già largamente letto su Gomorra di Saviano.
Dicembre 3rd, 2007 @ 10:38 am
Gunex: purtroppo ho perso Report, comunque non c’è niente che mi faccia più inviperire dei commercianti che odiano e offendono “i Cinesi” (come se un intero popolo avesse la colpa di tutte le nostre crisi) e poi, guarda guarda che sorpresa, pure loro fanno fare i vestiti là… Che schifo. Oltre al danno, la beffa.
Dicembre 3rd, 2007 @ 10:40 am
@Trantor, Gunex: la cosa sconvolgente è che non solo fabbricano in cina (riportando indietro pezzi montati al 70%, a cui aggiungere un 30% scarso fatto in italia per potersi guadagnare la targhetta del made in italy) ma importano gli stessi cinesi, per fargli fare qui, in regime di schiavitù, lo stesso lavoro che farebbero là. La cosa ancora più sconvolgente è che questa pratica di produzione avviene attraverso una serie di intermediari che proteggono i dirigenti d’azienda dallo scandalo. Per cui ai vertici fanno gli gnorri e danno la colpa agli intermediari a cui avevano affidato il compito di trovare manodopera, e nessuno mai veramente paga per questo genere di cose, che si ripetono sempre uguali. Fa rabbia :(
Luca
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:18 am
ANOnimo: accidenti è vero - fimosi style - ma fa impressione, quei bottoni messi così, urgh, sembrano punti!
Gunex, io mi aspettavo da un momento all’altro di sentir cicciare fuori il nome di barletta, e della misteriosa multi-clonazione di marche monellavagabondiane, sarà per la prossima volta :-)
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:22 am
AAARGH! MEA CULPA….ho la giacca col risvoltone!!!! e si, le tasche messe lì sotto-tette sono scomodissime, anche se hanno l’apertura dalla parte giusta:)…la mia però dev’essere un modello vecchio perchè è marroncina e il risvolto dentro è in lana simil-pecora…meno male che son ingrassata e per quest’inverno non ci entravo più, dehehe:D
vabe dai non posseggo neanche un paio di jeans con scrittone incrostate, posso ancora salvarmi se faccio un po’ di penitenza???
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:34 am
Luca: infatti, è un sistema tipicamente umano che fa vomitare. Ci rimettono sempre le persone più povere. La beffa è che oltre tutto quei cinesi, sfruttati esattamente come schiavi, devono pure sopportare gli insulti razzisti degli stessi commercianti. Davvero una cosa orrenda. Per non parlare poi come dicevi tu dei guadagni stellari che ci sono dietro!! Inoltre, non ho mai capito come facciano a non vergognarsi vendendo una borsa di pura plastica a 440 euro, oppure abiti (spesso anche orrendi) al prezzi di auto.. A me sembra immorale, non so a voi..
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:37 am
@Trantor: se hai tempo e vuoi rifarti, sul sito di report c’è il testo integrale della puntata. Oppure aspetti qualche giorno ancora e dovrebbero mettere online il video. Qui c’è il testo:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243^1075811,00.html
Luca
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:46 am
A proposito delle scritte sul sedere, frequento Trieste ma non sono di lì, in questa città vanno molto questo genere di jeans soprattutto per gli uomini
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:52 am
beh, Trantor, nessuno è obbligato a comprarli. Nessuno. Guardati attorno, tutte le borse di Vuitton o di Prada in pura plastica non sono state comprate perchè i proprietari sono stati costretti, ma soltanto indotti dalla vanità di possedere un pezzo di “moda”.E pensata alle vendite dei diamanti: costano sangue e vite umane, come ha ben spiegato il film di un anno fa, “Bloody Diamond”: ma credete voi che qualche donna abbia rinunciato al diamante di fidanzamento dopo aver visto quel film? io no.
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:56 am
Se anche gli stilisti fanno cucire i loro abiti in Cina, ora potrò divertirmi con quelle snob che dicono io no, io non compro gli abiti cinesi, sono brutti, fatti male. In ogni caso io ho comprato delle cose Made in China e, visto che so cucire e me ne intendo, sono cucite molto meglio di quelle con scritto Made in Italy con le quali rischi spesso di trovarti con il sedere scucito in mezzo alla gente. (Vedi negozi monomarca Made in Italy, che fregatura)
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:57 am
Nina, io abito a Trieste da quattro anni, ho la sensazione che i culi alati siano onnipresenti fin da allora. Questo vuol dire che presto la moda passerà. Teniamo duro.
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:58 am
Che bell’inizio di settimana! Ho riletto il Malvageddon su Angel Davil: che ridere l’esegesi del ginnasiale!
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:00 pm
… devil!
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:00 pm
Solo il titolo mi ha fatto ridere per 10 min!
Grande Betty (come sempre del resto!)!
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:06 pm
Luca: grazie mille! Avevo già letto cmq perchè cercavo il video e infatti pensavo lo inserissero più avanti. Michela: certo che non si è obbligati, è ovvio, quello vale per molte cose per fortuna, anche per i diamanti… :-) E’ che mi scandalizza lo stesso vedere, con tutti i problemi che ci sono, la totale mancanza di buon senso nel dare valore alle cose. Mi ha sempre fatto pena dare un così alto valore a beni futili (si parla in fin dei conti di migliaia di euro per un pezzo di stoffa). Poi, anche a me piace comprare vestiti, però vedendo quei prezzi e poi sapendo che mano d’opera e che “divisione della torta” c’è dietro, beh, anche se non sono obbligata a comprarli, mi fa schifo lo stesso! :-)
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:16 pm
Michela ma che discorso è? Non è una pura e semplice questione di vanità se in mezzo ci sono dei subdoli meccanismi pubblicitari di indottrinamento, non è una pura e semplice questione di vanità se non possendo un certo tipo di bene di lusso non puoi neppure sognarti di essere “un certo tipo di persona”
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:31 pm
Luca se leggi “gomorra” di Saviani scopri di certe cose, di come le grandi marche fanno produrre in mano la camorra in zone particolari della campania in cambio della gestione dei falsi fatti nelle stesse zone e con gli stessi materiali degli originali!!! Detto in poche parole le grandi marche producono a poco e niente e rivendono a cifre esorbitanti e chiudono un occhio sul falso alla faccia della sbandierata lotta al falso. Non sò se sono stato chiaro nello spiegare il processo…
Dicembre 3rd, 2007 @ 12:31 pm
@Claudia: Sai che ho pensato la stessa cosa?? Chissà che bidone han preso quelli che seguendo Report ieri sera si son accorti che tra le borse filmate(70%china e 30%italia ma sempre assemblate da cinesi)ce ne stava anche una delle sue pagate centinaia di euro…ma prodotte dai cinesi che molto spesso snobbano e schifano.
Aggiungo alle belle figure di m..il NO COMMENT di dolce & gabbana.
Dicembre 3rd, 2007 @ 1:38 pm
ho visto anche io report, ieri sera. la falsa produzione made in italy me la aspettavo; non mi aspettavo il quadrato del mondo della moda solo alla parola report. insomma, in Italia ci sono una cento diecimila caste! la direttrice di grazia ha fatto una figura barbina, questo è poco ma sicuro. e poi anche la questione della settimana della moda: accorciata perchè l’ha chiesto la wintour per motivi meramente economici -loro. parigi risponde no e noi tiriamo subito giù le braghe. sì, sono tutti commercianti, e della peggior specie anche!
Dicembre 3rd, 2007 @ 1:48 pm
Massimo, sei stato chiarissimo. Della serie, non c’è limite al fondo del barile. Andrò a leggere anche io Saviani, non conoscevo questo libro e mi interessa molto.
Dicembre 3rd, 2007 @ 1:52 pm
A tutti propongo di boicottare e snobbare le riviste e le griffes che ieri sera hanno fatto una pessima figura(definizione elegante) a Report.
Dicembre 3rd, 2007 @ 2:04 pm
Ho letto anch’io Gomorra, e tutto quello che succede nelle fabbrichette clandestine dove abilissimi artigiani vengono sottopagati eccetera. Ma le autorità dormono? a parte questo, Trantor, ti dò perfettamente ragione: è assurda la mancanza di buonsenso (e le insensate priorità) nel dare valore alle cose, ma tant’è, la gente è fatta così ed è la gente che crea il mercato. Se avessero più cervello e più scrupoli verso gli operai sfruttati, la richiesta si estinguerebbe o quanto meno diminuirebbe, e di conseguenza il fenomeno-sfruttamento verrebbe ridimensionato. Ma chi cambia il cervello alla donna che spende tremila euro per il pezzo firmato, il cui valore reale è di dieci volte minore? Quanto all’indottrinamento, io dico una cosa: viene indottrinato chi è predisposto a farsi indottrinare. Tutto qui. La pubblicità non fa presa su tutti, ma solo sui più sciocchi.
Dicembre 3rd, 2007 @ 2:31 pm
michela: sulla questione dei “diamanti insanguinati” guardacaso ci fu un’altra puntata di Report svariati anni fa. Ecco il link http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90080,00.html
E ce ne fu anche una sulla roba taroccata, in cui si scopriva che gli artigiani che cuciono le borse e le scarpe di prestigiose firme italiane sono gli stessi che per arrotondare lo stipendio mettono in circolazione copie perfette “non ufficiali” a prezzo ridottissimo, copie illegali ma qualitativamente uguali a quelle “originali”. Che significa tutto ciò? Significa che se una borsa “ufficiale” la paghi 1000 euro, e una “non ufficiale” ma identica o quasi la paghi 100 euro, paghi 900 euro in più solo per avere la firma e l’autorizzazione di Pinco Pallino, non per la qualità e la fattura del prodotto.
Beh, auguro a tutti i Pinco Pallino di finire i loro giorni spaccando pietre in Siberia.
Dicembre 3rd, 2007 @ 2:35 pm
Ho lavorato per un corriere internazionale e confermo tutto… le importazioni delle nostre griffes nazionali provengono quasi tutte dalla Cina e a prezzi veramente risibili…
Dicembre 3rd, 2007 @ 3:44 pm
Cina, Paesi dell’est, terzo mondo, ovunque possano produrre pagando un pugno di riso e rivendendo al quintuplo qui in italia o nell’occidente. Già anni fa Report mostrave le produzioni in romania di capi di abigliamento di marche come Replay o D&G, li pagato 10 e qui rivenduto a 1000!
Dicembre 3rd, 2007 @ 3:56 pm
come la simpatica borsa di nylon + 3 pezzettinini risicatissimi di pelle a 400 e fruscia euro da Prada… e la giornalista che diceva “per forza con quel prezzo devono essere perlomeno indistruttibili!!”
Dicembre 3rd, 2007 @ 4:00 pm
..è il bello che si incazzano e fingono di far lotta al falso perchè è ovvio che la Sora Gina che non arriva fine mese nel momento che non trova il falso a 50 euro sulla bancarella andrà nel negozio a comprare la vera a 500 euro!!
Dicembre 3rd, 2007 @ 4:43 pm
a me le malvestite piace tantissimo. ma non sarebbe ora di cominciare a postare qualche esempio di benvestite? tanto per non incappare nel rischio di far pensare che tutto sia malvestitismo cosa che non e’. si tende un po’ a generalizzare. esempio lo stivale / lo stivale sopra al jeans. in generale e’ segno dimalvestitismo ma se lo stivale e’ super minimal e sobrio e se hai gambe anche non da modella ma tendente al magro normale sta bene. io propongo, visto che e’ natale e tutti siam piu’ buoni, di postare esempi di benvestite circondate da un fragroroso applauso e corredate da pioggia di caramelle.
Dicembre 3rd, 2007 @ 5:44 pm
Esempi di come essere belle dopo i 50 anni.
http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_03/donne_cinquanta_guardian.shtml
I giornalisti ogni tanto ricevono qualche mazzetta da qualche ufficio stampa di qualche cariatide. Non mi spiego altrimenti come siano stati selezionati alcuni esemplari. Piuttosto una si tira un colpo prima.
Dicembre 3rd, 2007 @ 5:54 pm
ls: infatti, Donatella “color biscotto bruciato” Versace e Marina “silicon” Ripa di Meana si spiegano solo a seguito di mazzette. Ogni volta che le vedo ho scorbuto
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:01 pm
ops, ho “lo” scorbuto
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:01 pm
Sono arrivato alla conclusione che la gente ha disimparato a usare gli specchi,dilaga il disuso degli specchi,fai un post sull’argomento ;)
se a questo aggiungiamo l’assoluta mancanza di senso estetico….
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:02 pm
ahhhhhhhaHHHHHHHHHHH!!!!!
http://www.repubblica.it/2006/08/spettacoliecultura/spice-girls.html
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:07 pm
@IS
Laura Morante è bellissima
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:10 pm
bibì, ma come c$£&o sono conciate??!!
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:21 pm
Sottoscrivo, bibì, Laura Morante è una donna bellissima e di fascino. Malgrado il mezzo secolo. Quanto a Marilù, ha avuto un’idea simpaticissima e condividibile (o si dice condiviSIbile?) … vedremo se Betty ha voglia di ascoltare il consiglio. Intanto, un altro parto malvestito: la Tulliani ha messo al mondo una nuova piccola Malva di domani.
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:29 pm
Beh, se si precisa che le Spice Girls sono vestite da Cavalli si spiegano molte cose!!!!
..o le avrà vestite Mr Cubo??
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:40 pm
@bibì: la spice sportiva ha il classico “pigiama” di star trek. Signor Data, velocità a curvatura punto due!!
Laura Morante mi era piaciuta in qualche film tanto tempo fa quando moretti non era ancora il montatissimo pavone che è adesso e faceva film divertenti e intelligenti senza tanta stupida retorica dentro. Ora lui si sente un “regista impegnato” e lei si sente un’”attrice arrivata”, prima ilsuo viso era pulito e semplice, ma più va avanti con gli anni e più si avvicina pericolosamente al modello Dalila di Lazzaro/Giuliana De Sio.
Dicembre 3rd, 2007 @ 6:53 pm
SaintJust mi spiace contraddirti ma quella è la tutina del comandate Koenig di Spazio 1999 ghghghg
http://www.space1999.net/spazio/personaggi/koenig.html
Dicembre 3rd, 2007 @ 7:24 pm
http://www.space1999.net/spazio/tecnologia/uniforme.html
Dicembre 3rd, 2007 @ 7:26 pm
Massimo, hai ragione! Era il pigiama di Spazio 1999, io l’avevo confuso con l’alta uniforme di star trek (quella bianca per le cerimonie ufficiali)
Dicembre 3rd, 2007 @ 7:35 pm
Anziche andare avanti sembra proprio che la presunta moda à porter faccia passi da gigante ma indietro e che la tendenza sia allo sciattume diffuso. Ora dico io da che mondo è mondo il beige e il tartan lo porta solo mia zia Franca!
Dicembre 3rd, 2007 @ 9:10 pm
Bibì, infatti ho parlato di _alcune_ cariatidi.
Dicembre 3rd, 2007 @ 9:49 pm
la posh spice mi fa paura.
Dicembre 3rd, 2007 @ 9:57 pm
Per quel che riguarda la malva devo proprio fare outing e dire che a me piacciono molto i cappotti con il collo enorme, quest’anno finalmente me lo sono comprato!
Per quel che riguarda report invece ieri sera avevo gente a cena e non l’ho visto, ma grazie alla vostra segnalazione mi sono appena vista il servizio in streaming sul sito: sotto sotto avevo sempre sospettato qualcosa del genere, ma visto dal vivo mi ha davvero impressionata.
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:12 pm
I cappotti con collo enorme, mi ricordano la replicante Rachel di BLADE RUNNER. Proverei a postare un link…. ma non trovo immagini di Sean Young incorniciata da enormi colletti, grrrr!
Dicembre 3rd, 2007 @ 11:23 pm
A proposito di splendide cinquantenni.
Dicembre 4th, 2007 @ 12:37 am
[…] Per il resto, lasciando da parte le ambigue speculazioni malva-complottiste, possiamo notare quanto la parte superiore della trecentonove sia aderente al classicissimo modello dell’americanismo topgàniano, occhiali aviator a specchio sboronamente calati sulla punta del naso, cuffietta yankee (4), orecchini rotondi eighties di gomma da masticare e codine laterali maliziosette da cheerleader (5); il dolcevita è coperto da un maglione-panciera violaceo attillatissimo con scollatura incrociata kimono (6) e il giaccone di pelle nera presenta l’ultima tecnologicissima versione del collettone a mantello con funzione prepuzio-ribaltabile (7); i jeans stretti a sigaretta (8) hanno le borchiettature sui taschini e poi infine le scarpe, rosse lucidissime, che sono delle ballerine micro-taccute con cinturino fibbiettato sulla punta (9) e le frappette arricciate scolpite per dare l’illusione del tessuto moscio elasticizzato delle ballerine, quelle vere. […]
Febbraio 19th, 2008 @ 4:03 pm
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