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L’alba di una nuova era: Derelicte
E’ emozionante assistere coi propri occhi alla nascita di una malvatendenza nuova di zecca, un cratere senza fondo di possibili future innumerevoli implicazioni supermalvestite che ci si spalanca davanti, e noi tutte là sull’orlo a guardarci dentro emozionatissime facendo oooooh.
Un manipolo avanguardista di intrepide very important malvestite sta aprendo la strada alla realizzazione del più grande progetto fashion-mentecatto di tutti i tempi, l’utopia malvestita di Jacobim Mugatu: Derelicte. Oh come sembrano lontani i tempi in cui bastava fare i grunge-stronzetti trendissimi che abusano di stupefacenti e scopicchiano svogliatamente un po’ con tutti, i tempi di quel semplice ingenuotto heroin-chic a cui guardiamo oggi con sufficienza, quasi con tenerezza; il malvestitismo Derelicte prevede un radicale devastante upgrade delle regole esistenziali della coolness vipparola, perché soltanto chi davvero è capace di trasformarsi nel “lercio vomito delle masse di miserabili”, soltanto chi può rivendicare con orgoglio di essere “veramente veramente sporco”, può fregiarsi del malvabollino Derelicte.

Guardiamo allora con sincera partecipazione agli sforzi in tal senso operati dalle intrepide vim in missione d’avanscoperta (clic sulle immagini), che tra mille difficoltà sono giunte a pochi metri appena dalla vetta dell’everest derelictiano: mi asciugo una lacrimuccia leggendo dell’ultimo ricovero psichiatrico di Britney (già da tempo eccezionale scalatrice Derelicte: il matrimonio con lo scimpanzè ballerino, la testona rasata e le dichiarazioni pro-anticristo, la pisella al vento, il figlioletto preso in ostaggio, il look da mignotta, la lovestory col paparazzo ingelatinato) mi asciugo un’altra lacrimuccia leggendo delle preoccupazioni di mamma Winehouse (la figlia, sì, una vera eroina Derelicte: i tatuaggi da marinaio scaricatore, la finestrella tra i denti, le scarpacce da barbona etoile fallita, la cofana portadroga, le unghie zozze, la sbornia ululante in strada, la pipetta al crack), be’ che cavolo - lo so che è triste, ma siate coraggiose, tiratevi su - gonfiate anzi i vostri cuori di fiera riconoscenza, perché il loro sacrificio non sarà vano: Derelicte vive.
di Betty Moore Collezione: allucinazioni, very important malvestite 66 Commenti
Regine del malvapride - Malvestita #306 ad honorem
Be’ intanto grazie a tutte perché io mi sono divertita un sacco, e spero vi siate divertite anche voi, siete meravigliose. La malvagiuria ha terminato i lavori e il giudizio è pressoché unanime, signore e signori - rùllino i tamburi - ebbene sì, la nostra amatissima ex Regina si riconferma campionessa a furor di popolo: non c’è niente da fare, nessuno che possa tenerle testa, ne nascono così ogni diecimila anni, non è più quasi neppure un essere umano, è un simbolo, è il colosso di rodi coi baffi a manubrio la statua della libertà senza mutande la sfinge glitterata del malvestitismo - signore e signori, sono onorata di presentarvi la nostra due volte Regina del Malvapride: TOD!
Durissimo lo scontro per il secondo e terzo posto. Alla fine la spunta Geri, che si guadagna il titolo di vice-Regina grazie ad un apprezzatissimo sfoggio di malvestitismo dimesso-casalingo che ha la sua punta di diamante nelle mutandone ascellari da nonnina mercatara (”la sua impudicizia e il suo sprezzo del decoro e della decenza la rendono malva dentro” dichiara la giurata Iletta83; “Geri mi ha intimamente commossa” dichiara soffiandosi il naso la giurata Laura2).
Ed è invece Genevieve Lamoitier ad esser proclamata vice-vice-Regina del malvapride, lei che col minimo sforzo, un precisissimo magistrale colpo da biliardo (i sandaloni pelosi da olandesina sherpa), ha conquistato il cuore di gran parte della malvagiuria (”i mucconi, l’abbinamento con le calze da salumeria, impareggiabile” dichiara la giurata Tortapuffa; “è la regina della tundra!” dichiara entusiasta la giurata SaintJust).
E vorrei anche introdurre un piccolo premio di consolazione, quella cosa tradizionalmente sfigatissima che di solito si chiama premio della critica - vale a dire cioè il premio che do io a chi mi pare a me - per cui nomino Damigelle d’onore del malvapride #2 Giorgia e la sua inseparabile compagna di sventure malvestite la fantastica ribaltabile OBADF. Aggiungo quindi ai lingotti d’oro già citati (per cui Regina, vice-Regina e vice-vice-Regina sono pregate di comunicarmi via mail un indirizzo a cui spedire), un utilissimo set di ciglia finte multicolore - di cui Giorgia e la OBADF sono sicura sapranno saggiamente fare a metà.
Il mostro gigante frutto di uno scriteriato pazzo esperimento genetico aka la malvestita trecentosei ad honorem che è saltata fuori da questo secondo malvapride, è così composta: la faccia di Scusiscende impigliata nel perizoma fresco di due settimane d’utilizzo ininterrotto (1); la pelliccia “di mappets” (2) la gonna di zucchero filato (3) e le calze di leopardo incrociato con una lucertola (4) che sono i pezzi forti del completino cosplay di Jem e le Holograms di Siouxsie; la t-shirt moscetta Denny Rose col marinaretto gay e la “stringa da scarpe” infiocchettata di Orochimara (5); il papillon da “cameriera di un sexy bar in provincia di Casalmontone” made in Alizee (6); il cerchietto extraterrestre con le stelline malvagie che hanno preso possesso della mente di Pam (7).
E poi ancora: la manicure blu elettrico “cyber-pendantizzata” col bracciale bucato di Cristina (8); il guanto “di ciniglia e peluche” da gran signora di Chicca (9); l’invidiatissima borsetta quadrata col sorrisino e la frangetta emo di Lucia (10); la cintura con cinque chili di fibbione taroccato D&G “tutta colpa di un’insolazione” di Liv&suasorella (11); le mutandone brandizzate Hello Kitty (come anche il telefonino rosa di LB e di Kimmi) col musetto tenero davanti e didietro di Lisabee (12 - “nominiamo Hello Kitty regina indiscussa di questo malvapride!” propone solenne la giurata SaintJust; e la giurata Fannybrice polemizza: “non ci credo! forse che le avete sottratte furtivamente a quella bimbominkia della vostra cuginetta di 15 anni?”); e infine lo stivale con tacco bigusto e pelle lucida da pugilessa drag queen di Magenta (13).
Non so voi, ma io già non vedo l’ora di rifarlo.
di Betty Moore Collezione: liturgia malvestita 65 Commenti
Malvestita #305

Non scherzo, io penso che questa malvestita qua non se ne stava per davvero materialmente gallineggiando in carne ed ossa ad un metro da me, penso che fosse piuttosto una specie di allucinazione mistica, il malva-angelo custode o qualcosa del genere di una delle malvestite che passeggiavano in strada [*], uno squarcio intradimensionale tra questo e l’altro mondo, il malva-limbo.
Non c’è obiezione razionale che tenga, perché una tale perfetta armoniosa pendantizzante non può appartenere a questo triste mondo sgangherato: e non è soltanto il fatto del collo bianco morbido e capelluto (1) che cinguetta con lo stivale colbaccato in pelo di bigfoot (2), non è la tramatura intessuta sul retro del giaccone (3), quel soave labirinto ortofrutticolo che non può che riportarci alla memoria l’iconografia dell’eden primordiale, non è neanche la gonna accartocciata col tessuto grossolano e rigato da ombrellone balneare (4 - il diluvio universale, ma certo, è un mònito!) né l’audace zebratura dell’occhiale da sole (5 - per il resto incorniciato d’oro - che funge da aureola - con una grossa M sulle stanghette - Michele forse, come l’arcangelo?).
E’ da un’altra parte che bisogna volger lo sguardo per comprendere appieno la sua natura sovrannaturale: bisogna guardare alla dominante simbolicissima figura del cerchiolino (il tutto! l’eterno! l’immutabile!). No che non è un caso, proprio per niente, che la mia malvavisione sia letteralmente coperta di cerchiolini - una cosa così, insomma, vi sembra possibile per una comune mortale? - ci sono gli orecchini (6), i manici della borsetta (7 - bianca immacolata anche quella), le guarnizioni inutili sulle tasche della gonna e, infine (senza contare l’occhi a palla), i cerchietti attaccati come fossero piercing tre di qua e tre di là (la trinità!) sugli stivalozzi yetici, vero colpo di genio malva-paradisiaco - non c’è dubbio, no, che m’è toccato il privilegio di sbirciare una realtà malvestita sacra superiore ed invisibile.
E che cazzo, mi sento un po’ come vùpi gòlbe.
[*] lo so che è difficile da credere ma ognuno di noi ha il suo malva-angelo custode, che sarebbe cioè quella vocina che quando vai da scarpe&scarpe ti grida nell’orecchio “prendile! prendile!” mentre stai valutando l’acquisto di un tronchetto peep toe coi festoni natalizi incorporati e gli zirconi laser rotanti
di Betty Moore Collezione: regine del pendant, semo bburini 59 Commenti
Malvagiuria, come e dove - Malvestita #304
E anche questo malvapride s’è concluso gloriosamente - grazie! - siete state tutte meravigliose stupende malvestitissime da far perdere la testa, ma è giunto il momento delle votazioni, soltanto le tre migliori malvapraiders occuperanno un regal scranno nell’olimpo malvestito. L’udienza plenaria della malvagiuria avrà luogo sul forum, in questo topic qua - che è aperto a tutti, chiunque può esprimere una o più preferenze (non c’è bisogno di essere registrati al forum per lasciare un messaggio) - e c’è pure un riepilogone mostruoso per chi s’è perso qualcosa. I lavori della malvagiuria termineranno mercoledì 30 gennaio: avremo allora finalmente i nomi delle tre nuove malva-divinità a cui offrire eterna devozione e - ovviamente - i malvadoni sacrificali (il dvd con Nino D’Angelo, i completini di Barbie e il telefono Smack).
Riprendiamoci intanto dal vertiginoso stress malvapraidaro con una classicissima malva-mammina d’alta scuola, tanto tanto felice di portare a passeggio i marmocchi incostumati che zigzagano frenetici smitragliando coriandoli da tutte le parti.
La malvamma di gran classe c’ha il giubbetto nero fatto di domopack rilucente (1) con le estremità elasticizzate marroncine (lo stesso color lassativo che ritroviamo pendantizzato sulla borsa - 2 - un coso lungo e informe ornato di bulloni argentati, intrecci nodosi e spine di pelle dura - praticamente un roveto) da cui fuoriesce una ciambelletta strizzata di tessuto golfiniano (3) che le fa da strato concentrico a mo’ di sopragonnellina della mini di jeans (4 - sulle natiche didietro, non si vede, c’ha due chiazzone a forma di manata finto-scolorite) e poi le calze piastrellate a rombi con surplus di lineette attorciglia-occhi (5). Molto interessanti gli stivalozzi mosci (6) che presentano una coppia ciascuno di placche borchiettate (interno-esterno), da cui pendono quattro catenelle di adamantio che possono essere utilizzate se occorre come guinzaglio per i marmocchi (ma solo in casi di estrema necessità: per esempio quando si è in strada, squilla il cellullare e una mano è già impegnata con la sigaretta - in quel caso sarebbe meglio agganciarli).
I marmocchi, per l’appunto, di sicuro già cerebralmente hiroshimizzati dall’inarrestabile tabagismo materno (5 - d’altra parte se non ci si può spippettare mezzo pacchetto quando li si porta a spasso, oh, sai che noia mortale - a tu per tu con il vuoto cosmico), dimostrano fin dalla loro tenerissima età un’attitudine malvestita niente affatto comune, esemplare anzi, direi. Guardateli là cosa si son fatti comprare al toys center: potevano forse scegliere di meglio? Accidenti no! Davvero non è possibile immaginare un costume carnevalizio per bburinetti in erba che sia più appropriato di questi due qua, il manesco pompato alla gommapiuma col tatuaggione gotico sull’addome (6) e lo scemino supercampione analfabeta col cervello di un coetaneo e il tutone sponsorizzato più casco integrale per ciechi (7 - il papi gli ha già promesso la minimoto per il natale prossimo) - un unico rammarico: se le veniva una femmina (mai dire mai, chissà, sovrappopolescion rulez) da toys c’era un costumino così bello, ah, che meraviglia, speriamo.
di Betty Moore Collezione: infanzia perduta, liturgia malvestita, semo bburini 59 Commenti
Malvapride #2
E’ ora dunque di spodestare ufficialmente dal loro trono di ciabatta (glitterata) la regina Tod e la vice-regina Robba, ed annunciare così l’avvio del nostro secondo glorioso appuntamento malvapraidesco. Che straordinario evento! Ero convinta che c’avrebbero fermato sul più bello ingattabuiandoci tutte quante per crimini contro l’umanità. E invece: gioiamo, il secondo malvapride è qui!

Ricordate che il malvapride (da tenersi nei commenti a questo post) si concluderà domenica, che chiunque può partecipare senza distinzioni di sesso (l’ex regina, per dire, è un maschione che si mangia a merenda metà della malvapopolazione terrestre), che si può confessare qualsiasi genere di malvestitismo (ma insomma, sarebbe meglio qualcosa che usate per davvero - perché sì, solo colei o colui che avrà inequivocabilmente dimostrato il più nobile impavido e impudico malvacoraggio potrà ambire ad un posticino sul podio), che ci si può pluriconfessare anche mille volte e che se avete intenzione di mostrare qualche immagine ma non sapete come farlo, be’, c’è questo post qui che potrebbe esservi d’aiuto.
Giusto per rispettare la tradizione, anche se il mio status di supereroina mascherata non è che ci si adatti granché, ho deciso che sì, mi esporrò anch’io al folle ludibrio malvapraidesco con un piccolo privatissimo outing, che troverete prima o poi lungo questi tre giorni di malvapride sperduto tra i commenti qua sotto, scritto con l’inchiostro simpatico in carattere 0,5.
Cosa aspettate allora? Dateci dentro!
di Betty Moore Collezione: liturgia malvestita 601 Commenti
Ventiquattrore al Malvapride - istruzioni!
Una giornatina appena che ci separa dal malvapride, accidenti, ho i capelli dritti per l’emozione! Ma come funziona il malvapride? Vediamo. L’outing lo si fa qui sul blog, nei commenti al prossimo post (che sarà il bang! della partenza, online dalla mezzanotte di oggi). Una descrizione a parole va benissimo, ma certo un foto-reportage dei vostri malva peccati capitali vi darebbe maggiori possibilità di aggiudicarvi un trofeo di quelli là (quanto pazzamente li desiderate? lo so lo so); anche un disegno andrebbe bene, non importa come, a matita sul fazzolettino smoccolato (chiudete con cautela lo sportelletto dello scanner) va bene uguale.
Potete caricare foto e disegni come preferite, su uno spazio web tutto vostro se ne avete uno (sito, blog, flickr, picasa e simili) oppure altrimenti, se vi va, potete usare un servizio di hosting come imgeshack, che è totalmente gratuito, non bisogna iscriversi né metterci dati di alcun tipo, basta caricare il proprio file immagine e via, fatto! E’ molto semplice da usare ma comunque, non si sa mai, ho fatto un piccolo schemino di istruzioni (una cosa molto professionale, spero si capisca). Una volta caricata, ovviamente, basta incollare nei commenti l’indirizzo dell’immagine. Oppure va be’, se proprio non vi riesce, mandatemi tutto via mail che ci penso io.
Cosa rimane? Vediamo. Non è che ci siano poi queste grandi regole, anzi direi che il malvapride non ce ne ha quasi di regole: si può confessare un numero infinito di malvestismi e di qualsiasi genere, dalle pantofole di velluto tempestate di swarovski intermittenti alla giacchina di pelle frangettata buffalo bill al sospensorio leopardato allo sticker di steve jobs ignudo sul macbookpro. Certo sarebbe meglio, più nello spirito malvapraidesco, confessare qualcosa che vi piace per davvero, qualche bel malvestitismo a cui siete affezionati, da confessare appunto con orgoglio. Per il resto io direi di scannarsi vicendevolmente in allegria - delazioni (non è vero! è di tua nonna quella che sta in manicomio!) gomitate dita negli occhi sgambetti, evviva!
di Betty Moore Collezione: liturgia malvestita 89 Commenti
Malvageddon #24 La genìa delle tshirt spaghetti mmerigani vintage
Sappiamo già che i produttori di magliettacce mono-cretinata [1] sono la muffa pelosa viscida e schifosetta che si riproduce allegramente nel luridume analfabeta delle più squallide periferie dell’universo malvestito: ne spuntano ovunque senza sosta, campano qualche mese caccheggiando ridicole pubblicità televisivo-rotocalchiche [2], magliettizzano un paio di vipparoli scarsi ma di quelli scarsi veramente e poi alla fine spariscono così, flop! nel nulla - salvo poi ripresentarsi verginelli con un nuovo nome e un nuovo marchio poco tempo dopo, felici di reinvestire sugli stessi vipparoli scarsi e sulle stesse ridicole pubblicità.
Capita spesso che nascano delle vere e proprie famiglie di marchi malva-tiscertari che approfittano tutti insieme di un’unica miserrimma micro-ideuzza, un spunticino qualsiasi da cui deriva uno sconfinato esercito di cloni. E’ successo con Monella Vagabonda & Figlie (mono-cretinata: l’animaletto e/o l’oggettino antropomorfo tenerello col nome sbiruleggiante [3]), sta succedendo coi marchi ipermalvestiti che proliferano ultimamente, ispirati tutti quanti al medesimo scombussolato modello dell’italo-mmerigano da filmetto spaghetti vintage con implicazioni più o meno marcate che riguardano lo spaccio la mafia la discoteca la violenza il vandalismo le scemate poliziottesche la spacconeria gratuita - esaminiamone qualcuno nel dettaglio.
Il primo della serie, l’innocente adamo ed eva, l’ideale progenitore di tutto il triste ambaradan del genere spaghetti mmerigani vintage, credo sia stato Frankie Morello: non c’entra granché con le altre marcacce usa-e-getta perché Frankie Morello si occupa più o meno di abbigliamento “vero” (passatemi il termine), fa collezioni complete e non solo magliettine da copisteria col logo-simboletto (non ce l’ha neanche, un logo-simboletto) da incollare ogni dieci centimetri quadrati di polivinilcloruro cinese; ma d’altra parte il suo nome da ristorantino little italy, così come del resto la fiction-storiella del marchio, creato da due italiani wannabe cosmopolitan-newyorkesi (frankie è un cane italiano immigrato in america: il padre clandestino è stato rispedito in italia, lui è solo in terra straniera che aspetta la partenza dalla sicilia della promessa sposa cagnetta, carmela), son state di sicuro le scariche elettriche che zappando ripetutamente il malva-brodo primordiale hanno dato vita alle originarie molecole di idiozia spaghetti mmerigani vintage.
Nasce così Joe Rivetto, che è ad oggi la marca leader delle suggestioni “anni settanta centrifugati in un video trendy di Mtv” (ne abbiamo già parlato, ricordate? malva 248): la scrittona cicciosetta dai credits di austin powers e il logo di marrabbio imparruccato afro basettoni e occhiali a goccia che ha lanciato la moda del faccione stencilizzato da graffitaro cittadino; nasce così anche Fred Mello, che c’ha il logo ricalcato sugli stereotipi grafici da college mmerigano, la data in bella vista 1982 (wow, retrò!) che richiama the very glorious yuppies age e la scrittona “established in new york city” la cui provincialotta pretenziosità è sputtanata e ha un effetto comicissimo in homepage, quando leggi poco sotto “padana superiore, cernusco sul naviglio”.
E poi quel capolavoro malvestito che è Frankie Garage: il nome che rivela chiaramente il suo debito frankiemorelliano, il logo chiaramente scopiazzato da Joe Rivetto (ma Joe è molto più raffinato come tipo, frankie è piuttosto un trucido matto alla hulk hogan - o meglio, enrico montesano che imita hulk hogan: nasone grosso, basette mammut, baffoni vichinghi, occhialozzi da discotecaro ipertamarro), gli slogan macchine alcool pupe che sono tanto simpatici e irriverenti. Per dire del suo enorme successo (strano però, mi segnalano che a Roma è pieno di autobus brandizzati Frankie Garage) sul sito c’è una sezione che si chiama “Frankie’s Friends”: compri una cosa di Frankie Garage, ti fai la foto e gliela mandi (si sono messi d’impegno a scattare foto che sembrassero vere, di gente vera, non è che ci sono riusciti tanto bene); c’è una sezione direi identica nel sito di Joe Rivetto, solo che qui le foto sembrano quasi vere, incredibile (sarà che non è necessario fotografarsi con qualcosa di JR indosso, basta un pezzo di carta).
E poi da non crederci c’è persino di meglio, Joe Marmellata (”moda per… quei bravi ragazzi”), un miracolo malvestito a tutti gli effetti: la scopiazzatura di Joe Rivetto è palese, il faccione stampato sulle magliette è a colori e non stencilizzato, ma il capello afro e gli occhialoni a goccia non mentono. E’ evidente dunque che dal punto di vista strettamente vestiario Joe Marmellata è un semplice banale caso di clonaggio [4]; è invece nella fiction-storiella del personaggio - progettata da un vero genio del crimine che ha operato una fusione nucleare di elementi malvestiti per riscuotere consenso dalle più varie frange della popolazione di coattolandia - è là che troviamo alcune malva-prelibatezze davvero superstraordinarie. Joe Marmellata è una specie di mezzo gangster scagnozzo del boss (per i coattoni bulli mafia style), ma è pure un nero che gioca a basket e fa musica rap (per i coattoni hippoppari), s’acchitta come John Travolta in saturday night fever (per i coattoni disco vintage) e si ossigena i capelli (per i coattoni io-sono-originale), il grosso della sua carriera malavitosa si svolge tra i 13 e i 17 anni (l’utenza è pur sempre quella, pischelli idiotini undersedici): nel sito, “la vita di Joe”, potete leggervi la sua biografia (abbassate le casse ché lo speaker finto siculo è un impulso assassino). Le cose più divertenti sono: 1) Joe che si chiama così, Marmellata, perché lui “consuma chili di marmellata”, un mmeriganismo ingenuotto da quartiere popolare anni cinquanta “marmellata, latte, mostarda” (del resto la cameretta di Joe, come si vede nel filmatino, è uguale a quella di Nando, piena di gagliardetti I love NY); 2) Joe che a un certo punto della storia, dopo che c’hanno raccontato di sparatorie e avventure pericolosissime di tutti i tipi, si scopre di punto in bianco che è un megaobeso (e subito, come lo scopri, ti dicono che è riuscito a dimagrire cinquanta chili - quale categoria di coattoni volessero sedurre con questo particolare non l’ho capito, gli ex ciccioni fanatici di pesi e steroidi forse, boh); 3) la pubblicità del profumo di Joe Marmellata qui a sinistra, in-su-pe-ra-bi-le, che si chiama “Bronx” dove “Bronx” però è anche un’onomatopea, “Bronx” è il rumore che fa il deodorante quando te lo spruzzi.
Infine, sempre a proposito di malva-marche che tentano di cavalcare la medesima tendenza vintage anni settanta un po’ bulla e stronzettina io-sono-originale anticonformista (in questo senso sì c’è una parentela, seppure no non c’entra niente con la famiglia dei faccioni spaghetti-mmeriganici) vorrei sottoporvi la neonata malvestitissima Arancia Meccanica (sito - non vi dico le decine di segnalazioni). Lo sfoggio di ultraviolenza è ovviamente molto annacquato per non scatenare le ire delle associazioni moigesche (le magliette c’hanno su dei disegni osceni, Alex e i drughi che diventano inoffensive superchicche manga con gli occhioni luccicosi grossi così): si parla di “ragazzate”, “Alex e i suoi compagni teppistelli” e ci tengono a sottolineare che “Arancia Meccanica non vuole dare un cattivo esempio di vita; ma in fondo ognuno di noi è stato almeno una volta ragazzaccio di strada”, e nell’animazione flash iniziale, per favore, gustatevi che spettacolosa giravolta di ipocrita paraculite da pubblicità progresso: i cinque drughi [5] entrano nel bar (ai manichini hanno messo le mutande, che ridere) e ordinano “Latte +” il primo “Latte +” il secondo “Latte +” il terzo “Latte +” il quarto e poi l’ultimo “A me solo latte senza +… stasera tocca a me riportarvi a casa sani e salvi”. Stupendo! E che dire della pischelletta che, in un forum, si intromette nella discussione kubrickiana ed esclama con gran candore e tanto di faccine perplesse auto-martellantesi “ma arancia meccanica nn era una marca d vestiti o qualcosa del genere??????”
[1] mono-cretinata perché basta una singola minuscola cretinata e ci si costruisce su un’itera azienducola malvestita: la ranocchia zoppa? perfetta! stampate la ranocchia zoppa sopra un milione di magliette tutte uguali! uhm cos’altro… la foca miope? ottima! stampate due milioni di magliette con la foca miope! la chiameremo Oftalmofokyna!
[2] nei programmacci di maria defilippi e nelle riviste sandromayeriane vanno alla grandissima: dove trovino i soldi e cosa ci guadagnino, boh, resta un mistero
[3] il tutto disegnato da un bambino di sei anni con le mani legate dietro la schiena che tiene i pennarelli con la bocca, durante un terremoto
[4] eppure, chissà come, la Dollar Line (che è il nome sobrio sobrio dell’azienda proprietaria di JM) c’ha tanti soldi da sponsorizzare addirittura una squadra di calcio
[5] certo ne hanno aggiunto uno, ragazza, per sedurre malvestiti maschi e femmine - che intelligentoni
di Betty Moore Collezione: io sono originale, malvageddon, semo bburini 80 Commenti
Malvestita #303
Ci sono malve privilegiate che arrivano con l’incrociatore galattico (nero lucidissimo, con la ruota di scorta appiccicata sul retro che sembra un canotto) fin dentro la zona dello shopping pedonale cinque stelle, parcheggiano il bolide in mezzo alla strada davanti al negozione prescelto, smontano leggiadre sprangandolo a distanza col telecomandino (il bi-biiiip da duemila decibel dell’allarme frantuma un paio di vetrine non antiproiettile) e lo lasciano lì tutto il tempo necessario per comprarsi la borsetta nuova - a far la guardia alla stazione spaziale, non bastasse l’allarme, un coso gigantesco che latra inferocito contro i passanti terrorizzati.
La malva trecentotre è una di queste malve qua, che entrano solo nei posti dove c’è la coppia di oranghi con la fronte alta una bic e il completino su misura a far la guardia all’ingresso, oppure anche nei posti dove ci sono le porte blindate che per entrarci devi suonare il campanello e mostrare al proprietario che c’hai almeno un indumento firmato oltre il mezzo migliaio di euro. E siccome è una che c’ha classe s’è malvestitizzata di classe, alta moda: il pezzo pregiato è ovviamente il giubbino (1), una pelliccia smanicata di scoiattolo albino disegnata a vestaglietta, cucita a romboni schiacciati, con le bordature vaporose di zucchero filato (2) e stretta in vita da una frusta di pelle nera annodata alla cazzo (3).
Anche il borsone trapezoidale (4) non scherza, m’è sfuggita la marca e non ne sono sicura (non ci scommetterei ma forse forse era un malvacatafalco targato Hermès): monotracolla fibbiata di pelle cucita di bianco, triplice pista centrale simil-gucci e soprattutto l’elegantissimo superchiccoso oblò rosso laterale, ideona borsistica mica da niente, che funziona come bersaglio ad uso del ladruncolo in autobus, che così sa dove tagliuzzare per scipparti il portafoglio - ah ma tanto la trecentotre in autobus non ci va, niente paura.
Ai piedi le peep-toe (5) con guarnizione grigietta che fa da ponte cromatico tra il blu sporco dei pantaloni sopra (6 - i classici boho-jeans attillatissimi ispirati alle mute da subacqueo) e il nero laccato più sotto; sulla prua delle scarpette, poco prima della voragine piptoara, uno sgorbio informe che è il fiore di un vegetale da un altro pianeta - e poi infine la punta mozza dalla quale sbirciano straziati e deformi il pollicione gonfio e due ditarelli rattrappiti tinteggiati di nero (in pendant con le unghie delle mani - 7), una visione raccapricciante, un grido di disperazione podologica che vorremmo non udire mai più.
ps grazie a tutti per i consigli, il prossimo malva-news vi sorprenderà, sono sicura!
di Betty Moore Collezione: alta moda 100 Commenti
Mastella Cirilli
Elio Mastella quando fa Gabriele Cirilli non mi ha mai fatto ridere, anzi mi fa abbastanza schifo direi. Invece ieri ho scoperto che nelle vesti del suo alterego in borghese con gli occhiali, quello sì che mi fa ridere.
E per il prossimo giornalista invertebrato a cui capita l’obiezione “ma quale figlio del boss io guadagno milleottocento euro al mese”, un piccolo suggerimento: “scusi ma lei lo sa che lavoro fa il figlio di Tony Soprano? Il muratore”.
di Betty Moore Collezione: allucinazioni 40 Commenti
Malva News, puntata pilota
Il video che trovate qui sotto è il pilota di una cosa che si chiamerà Malva News [*], o almeno questo è il suo titolo provvisorio (lo so manco a me sembra granché originale - se avete qualche idea migliore: sono tutta orecchie). Dovrebbe diventare (forse, se non vi fa vomitare - impossibile, è sgangherato ma già strepitoso!) l’appuntamento settimanale con il commento alle più infime putride orrorifiche notiziacce di malvagossip internazionale. La Voce - bellissima - ha deciso di restare anonima.
Vorrebbe anche essere un modo per dare risalto ad una piccola parte almeno delle cose divertenti che si scrivono sul forum: nel capitoletto dedicato ad Amy Winehouse, ad esempio, sono citate SaintJust e AnLi. Dateci un’occhiata insomma e ditemi che ve ne sembra - non giudicatelo troppo severamente però, non avevamo mai fatto una cosa del genere prima (non io né tantomeno la signorina Voce), miglioreremo, prometto che miglioreremo!
Ah per chi non lo sapesse, a proposito dell’ultimo capitoletto sul pappone scientologo e le sue tecniche di rimorchiaggio, si parla di questo e questo. E vi prego perdonate alla Voce il suo “obumidamento”, che secondo me suona pure meglio della parola quella vera.
[*] sì il nome provvisorio è ispirato allo star news del corriere, ma volete mettere? quei flaccidi strabanalotti temini da seconda elementare non sono nemmeno degni di allacciargli le scarpe al malva news, tzé
di Betty Moore Collezione: chiacchiericci vari, very important malvestite 88 Commenti
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