Essere Giovanni Allevi: il manuale
(Mozart meets Ecce Bombo)

Vedi anche il primo e il terzo conclusivo capitolo della trilogia alleviana

Ho scritto un po’ di tempo fa una cosa direi tutto sommato definitiva su Giovanni Allevi (se non l’avete letta: leggetela), non che sia spuntato qualcosa di importante da aggiungere, ma pensavo che potremmo sfruttare il suo libricino, La musica in testa, per vederne confermato quel perfetto ritrattino di patetica mediocrità – facendoci due risate.

essere Giovanni Allevi, la copertina del manualeLa musica in testa è un’opera capitale che inaugura il genere letterario dell’autovangelo: lo scrivente snocciola una sfilza interminabile di aneddoti fantastici che hanno lo scopo di esaltare le gesta miracolose di colui che venera di più al mondo, se stesso, soddisfacendo il proprio smodato desiderio di specchiarsi, adorarsi, masturbarsi. La struttura generale dell’autovangelo alleviano è evidente: Giovanni Allevi non ha superato quegli oltre trent’anni di anonimi fallimenti, non se li spiega, li rifiuta, tenta di giustificarli cucendosi addosso una storia in cui tutto – anche il più insignificante “chi cazzo è sto cretino” – assume un ruolo fondamentale e necessario nel quadro complessivo dell’enorme successone internazionale a cui la “capricciosa dea musica” l’aveva destinato già dai tempi dello spermatozoo (“una cospirazione divina”, definisce la sua vita).

Come nelle favolette col brutto sfigatello emarginato che ne subisce di tutti i colori [1] e però lo capisci subito che ha qualcosa di diverso e specialissimo – è stato morso da un ragno radioattivo coi capelloni cotonati! – Giovanni Allevi utilizza la chiave del lamento vittimista (nei toni di un falso modesto stupore) per rendere più sfavillante il proprio genio incompreso: quando racconta per esempio che da piccolo “passo il tempo chiuso in uno scatolone di cartone nel garage sotto casa, per sentirmi protetto dall’ansia” – e fin qui niente di eccezionale, è un cliché di alienazione infantile così sputtanato che lo canta pure Mondo Marcio, ma poi aggiunge – “per dirigere in piena libertà l’enorme orchestra sinfonica che ha iniziato a suonare ininterrottamente nella mia testa“: ecco, una bilanciata combinazione di triste sfigaggine e precoce incredibile genialità (non un’orchestra qualsiasi, un’orchestra enorme!) che è il tema dominante dell’autovangelo; perché la cosa che davvero interessa al quarantenne Giovanni Allevi è precisamente questa, sceneggiarsi a posteriori nei panni di ciò che avrebbe voluto essere più di ogni altra cosa, e che però non è mai stato: un ragazzo prodigio.

Giovanni Allevi la nuova mascotte del festivalbarGiovanni Allevi poveretto non desidera altro, vorrebbe averci venti anni in meno, vorrebbe poter essere celebrato come una giovanissima rivelazione – fa quel che può: si tinge i capelli, fa il giocherellone idiota, ricorre ad un look teenager concepito imitando (male) i più scemi modelli fiction-televisivi: pantaloni larghi, magliettine strette, occhialetti colorati, converse – vorrebbe tanto poter tornare ragazzino com’era ai tempi bui del conservatorio, sigh sob, là dov’era snobbato da tutti. Ah il conservatorio, che sofferenza, che pena, che umiliazioni! Magari non sarà possibile cancellare gli insuccessi passati, ok, ma ecco finalmente la soluzione – grazie alle possibilità di sfrenata ego-esaltazione dell’autovangelo si può magicamente tramutarli in predizioni di futura grandezza: Giovanni Allevi se ne stava ancora là ventottenne a perdere concorsi uno dietro l’altro non perché fosse una scarsa merdina, ma perché aveva “osato andare contro il sistema della musica contemporanea” e “come dice Hegel, in questi casi le possibilità sono due: o vinci e apri una nuova strada, o vieni allontanato perché sei una minaccia per il vecchio ordine“, insomma, il buon vecchio leit motiv del nessuno-mi-capisce sono-troppo-avanti [2].

E come nella pubblicità della carta di credito, quella che regalare il tuo primo romanzo a chi t’aveva detto che non ce l’avresti mai fatta non ha prezzo, nell’autovangelo di Giovanni Allevi c’è ovviamente spazio per la sciocca infantile rivalsa gne-gne-gne. Osavate non cagarmi? adesso ve la faccio vedere io. Da piccolo per esempio c’aveva un compagnuccio (M. lo chiama [3]) stra-adorato dai maestri di musica che suonava il piano divinamente, era il più bravo di tutti, “studia quasi otto ore al giorno! Pare che i genitori lo costringano con la forza” (traduzione: per forza suonava meglio di me, non è che io avessi meno talento, è solo che lui ci passava le giornate, sarei stato capace anche io così [4]), dovreste vedere che squallida fine ha fatto oggi quel ragazzino che amavano tutti, Giovanni Allevi non vede l’ora di prendersi la sua goduriosa vendetta super-orgasmica (notate come non si limiti a un meschino sfottò del fallimento altrui: si lascia andare ad una rabbiosa bullesca ostentazione dei propri successoni) “M. non suona più. Ha preferito un lavoro in banca. Io ho fatto concerti in Italia, Cina, Giappone, Stati Uniti, Europa, Russia, Canada. Ho suonato di fronte a platee immense, in dirette televisive e radiofoniche”.

giovanni allevi trionfale dopo il concerto alla casa di riposo sordomutiNon parliamo poi di quei sordi bacucchi reazionari del conservatorio, colpevoli di non averlo saputo apprezzare, per fortuna che la dea musica l’ha fatta pagare pure a loro, che alla fine sono stati costretti a inchinarsi al cospetto della sua strepitosa grandezza: c’è una scenetta molto buffa, ovviamente inventata di sana pianta (sembra l’epilogo di Rocky IV quando l’establishment sovietico è costretto ad applaudire il pugile nemico) “notai che in platea c’era una intera fila di ragazzi con le braccia conserte, che non concessero un applauso per tutta la durata del concerto. Studenti del conservatorio locale. Quando alla fine è venuto giù il teatro, con la gente che urlava dai palchetti e il resto del pubblico in platea tutto in piedi, si guardavano intorno smarriti e per non fare brutta figura hanno dovuto accennare anche loro un applauso”; dove le braccia conserte si riferiscono metaforicamente all’atteggiamento istituzionale di chiusura verso il “nuovo” che Giovanni Allevi dichiara impudicamente di rappresentare (non si contano le sparate del genere “la mia piccola grande rivoluzione culturale”, “ho alterato il sistema”, “un nuovo rinascimento è alle porte”). Se gli aridi dogmatici bacucchi del conservatorio non sono stati capaci di riconoscere la sua esplosiva portata rivoluzionaria, tiè, che schiattino d’invidia, c’è tutta una gigantesca mole di ridicoli aneddotucci che dimostra la piena ricettività del cuore puro e incontaminato dei poveri di spirito [5]: “il pubblico è attonito […] vedo occhi lucidi di commozione […] la mia musica ha investito tutti con la sua onda emotiva”, “sono tutti meravigliati dalla follia poetica del mio gesto”, la mia preferita (detta da un’ammiratrice) “questa bottiglia contiene aria che è stata attraversata dalle note di Giovanni Allevi”.

povero disgraziatoMa è soprattutto nell’ultimo capitolo, pomposamente intitolato L’era dell’emozione, che Giovanni Allevi dà il meglio di sé: è qui che tenta di fornire una base pseudo-filosofica alle sue composizioni musicali, infilando raccapriccianti dissertazioni da manualetto fricchettone new age sull’uomo l’anima il divino [6]. Ha un’idea stupida e adolescenziale della musica, le attribuisce una natura sovrannaturale, “misteriosa”, crede che derivi da un irrazionale abbandono alle sensazioni del momento (“il segreto è non pensare”); si rifugia nel “mistero” fine a se stesso, nell’insensato, non è in grado di capire le possibilità della ricerca, della curiosità attenta, dello studio, nega la ragione e l’intelligenza perché non ne possiede, è così tragicamente stupido che non ci arriva (“il novecento è stato il secolo della mitizzazione del pensiero scientifico, dell’idea che la ragione potesse spiegare tutto. Ma il mito della concettualità e del tecnicismo ha ingabbiato l’uomo in un eccesso di pensiero […] Il novecento è stato il secolo più violento della storia: è la ragione l’origine della violenza, perché da essa scaturiscono la differenza e la pretesa di conoscere ciò che in realtà è mistero“), tutto è ridotto a triti automatismi mentali, schemi di crescendo, diminuendo, staccati e fraseggi già sentiti mille e mille volte ancora. Lui la chiama emozione: è stupidità. E Giovanni Allevi è per l’appunto questo: un goffo stupidone buono solo a fare “oooh”, come i bambini scemi della canzoncina.

[1] “alle medie non mi invitavano alle feste”
[2] e però un bel giorno è successo che il direttore del conservatorio non ha potuto trattenersi dal riconoscere che la sua musica è “geniale, a metà strada tra la musica classica e il jazz”, paragonandolo a Keith Jarrett con “un’eco di Chick Corea e Béla Bartók”: se ve lo state chiedendo sì, non c’è dubbio, soltanto nella mente di Giovanni Allevi può esistere un direttore di conservatorio così terribilmente incompetente
[3] non è una questione di riservatezza, semplicemente non è mai esistito
[4] ah, l’Allevi esecutore! che titanico scontro di personalità, esecutore contro compositore: “il Giovanni esecutore deve rendere conto al Giovanni compositore, ma anche l’esecutore scopre nuove sfumature nella partitura, e mi accorgo di essere continuamente dilaniato da questo conflitto” (dilaniato!); a volte timido (sono un compositore troppo figo) “temo di non essere all’altezza di ciò che ho scritto” a volte sborone “scopro che la musica che esce dalle mie dita è ancora più bella e intesa di quella che il compositore sentiva nella sua mente” (come esecutore sono ancora più figo)
[5] “come è bello scoprire intorno a me una nuova generazione di poeti, visionari, sognatori, che hanno deciso spontaneamente di rendersi emotivamente vulnerabili alla mia musica classica contemporanea
[6] ne ha avuto di tempo per pensarci: “all’università mi sono chiuso sempre di più, arrampicato nelle vette rarefatte del pensiero filosofico. Mentre gli altri si organizzavano per fare viaggi, vacanze o feste, io passavo le estati a studiare Aristotele come un pazzo!”

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ma va Angelica! è che non hai alcun argomento se non “ho deciso che lui è più fico di tutti” e rimani sempre con le spallucce al muro con una facilità incredibile quando ti spieghiamo che come sempre è una questione di punti di vista. Bastano tre concetti per metterti senza un argomento di replica, su che lo sai Angelica…prova a smettere di tirare fuori sempre la stessa storiella standard gne gne come i bambini, vedrai che non ce la potrai fare e tornerai ogni volta a fare gne gne, non hai altro povera Angelica. Ogni volta che rimani a bocca aperta – il che è facilissimo, un gioco da ragazzi – esci con la solita storiella invidia detrattori gne gne etc, non ti resta niente di niente, solo gne gne. Punto sul vivo io…Sbroccano…questa è stupenda…pensa bene, di chi stai parlando? semplicemente la differenza tra te e me è che io non faccio mai gne gne, non lo farei se avessi torto e non ne ho bisogno se ho ragione. Credo sia semplicemente una questione di maturità, o di capacità di discutere, di ammettere l’errore quando è il caso, o l’ignoranza.
Ci vuole ben altro che l’Angelica di turno per pungere me sul vivo, sul vivo di cosa tra l’altro…ma stai proprio tranquilla, non scenderò mai al tuo livello replicando a modo tuo, ho ben altri argomenti…

Commento #3001 di xinxin
giugno 2nd, 2011 @ 6:01 pm

Ma quello è Xinxin, perchè in ultima analisi non ha alcun senso criticare le note di un compositore, soprattutto di uno che sceglie di scrivere in totale libertà da qualunque schema e scuola di pensiero.
A quel punto la critica, così feroce e continua può essere motivata solo dall’invidia che il successo di Allevi riscuote dal grande pubblico, in un periodo in cui i concerti di musica classica sono seguiti solo dai reparti gediatrici dei grandi ospedali.
Nessuno gne gne, ti assicuro. Il problema non è mio, ma è solo vostro.

Commento #3002 di Angelica
giugno 3rd, 2011 @ 5:57 pm

“in ultima analisi non ha alcun senso criticare le note di un compositore, soprattutto di uno che sceglie di scrivere in totale libertà da qualunque schema e scuola di pensiero”

oh, questa è proprio bella! O si parla bene o si tace, quindi? Intendi dire questo? è una frase tipicamente andreottiana, solo che lui lo diceva con la sua solita sottilissima ironia. Invece mi sento libero di criticare ciò che non mi piace, con il limite dell’educazione, ovviamente. Spiacente. Ma non preoccuparti, puoi sempre farmi gne gne.

“A quel punto la critica, così feroce e continua può essere motivata solo dall’invidia che il successo di Allevi riscuote dal grande pubblico, in un periodo in cui i concerti di musica classica sono seguiti solo dai reparti gediatrici dei grandi ospedali”

E chi l’ha detto? da quando non vai ad un concerto serio, Angelica? a sentire Kissin ci vanno un sacco di giovani, e anche Pollini. Teatri zeppi. Ho avuto fortuna a trovare il biglietto al concerto di Kissin di qualche anno fa, e l’ho trovato solo perchè mi sono preso con mesi di anticipo. E l’ho guardato in piedi, e deo gratias. Forse che sono giovani diversi da quelli che vedi tu, quelli che riempiono quei teatri?

Commento #3003 di xinxin
giugno 3rd, 2011 @ 7:35 pm

Non sei a conoscenza di come funzionano davvero le cose. Kissin e Pollini… Bene. Diciamo a tutta una generazione di giovani concertisti che ci sono Kissin e Pollini e che non bisogna preoccuparsi, basta fare come loro.

Commento #3004 di Angelica
giugno 3rd, 2011 @ 9:32 pm

vedi che sei fuorviata? sono perfettamente a conoscenza di un mondo che conosco piuttosto bene, al quale non sfuggo mai e lo faccio molto volentieri, anche sbattendoci il grugno. Cosa significa “non devono preoccuparsi, basta fare come loro”? questa, permetti, è ironia da due soldi che risalta solo il fatto che c’è chi preferisce le scorciatoie alla strada in salita. E io dovrei apprezzare questo? ma figurati. Grazie al cielo c’è chi non si pone quel problema, perchè c’è chi ama la musica in modo sufficientemente sincero e umile da non ritenere importante il riuscire a fare come loro, ma ritiene importante e bello il semplice tendere e approssimarsi a loro. E c’è ancora, sempre grazie al cielo, chi si preoccupa di farlo senza cercare scorciatoie, tanto per essere chiari.

Commento #3005 di xinxin
giugno 3rd, 2011 @ 11:30 pm

che tristezza mi mettono questi poveri troll, che mi costringono ogni volta ad un esame di coscienza. La vita è ingiusta, ho avuto troppa fortuna immeritata rispetto a tutti questi sfortunelli che non hanno fatto nulla per meritare tanto, ma d’altra parte che posso farci?

Commento #3006 di xinxin
giugno 4th, 2011 @ 3:33 pm

ammappate quanto rode sto troll…povero…vive male proprio…mi piacerebbe conoscerti sai? no, solo per vedere come ti comporti in condizioni normali, anche se già lo so che sei un agnellino balbuziente, dietro la tua tastierina di plasticuccia che ti fa sentire tanto tanto grande e spiritoso e ti protegge dal mondo dei grandi…che peccato che la vita sia così diversa da questo mondo dove puoi sentirti forte e puoi gonfiare il toracino, senza tastierine da brandire, vero? eh, ti capisco sai…

Commento #3007 di xinxin
giugno 4th, 2011 @ 10:48 pm

eh no tesoro, fatti riconoscere tu, sei tu che gonfi il toracino, non io. Io ho solo espresso il desiderio di conoscerti, ma è logico che intendo farlo dove dico io. Quindi mi serve sapere il posto dove ti trovo, il tuo nome e la certezza che tutto ciò non sia inventato. Se riesci a garantire tutto questo (solo per evitare di perdere tempo, non vorrei fare km per niente) a mia volta assicuro che verrò volentieri a conoscerti. Povero troll, non preoccuparti, la tastierina è il tuo scudo.

Commento #3008 di xinxin
giugno 5th, 2011 @ 10:55 am

Strada in salita eh? Dunque è più difficile cercare il successo suonando tutti le stesse cose da più di un secolo, oppure scrivendo una nuova musica sinfonica? Io direi che la strada in salita è la seconda. Ti ricordo, se anche tu non l’avessi capito, che Pollini è un esecutore mentre Allevi è un compositore. C’è una bella differenza.

Commento #3009 di Angelica
giugno 5th, 2011 @ 11:15 am

Anche volendo accettare questa graduatoria “compositore è più che esecutore”, che per divertimento puro accetto ma solo per gioco perchè così non è (è una fesseria, lo sai vero?), ti ricordo, se non l’avessi notato (ma son certo che l’hai notato) che:

1. Pollini è l’Esecutore, Allevi è un compositore sulle cui oggettive qualità rimando a pareri ben più autorevoli del mio (e ovviamente del tuo)
2. in linea generale, non è sufficiente fare una cosa, perchè quella cosa bisogna farla come dio comanda e a dirlo se è fatta bene o male non devi essere tu, parlando di te stesso (troppo facile, eh) ma chi ne sa (chi ne sa Angelica, è fondamnetale).
3. Farsi giudicare da chi ne sa, e tenere conto di ciò che ti viene detto da chi ne sa (e non da un manager, o fa ragazzini): questa è la salita, ed è l’unica strada percorribile per maturare

Ti ho ricordato abbastanza cose?

Commento #3010 di xinxin
giugno 5th, 2011 @ 7:01 pm

Ma allora, se ci sono Pollini, Kissin ecc… Se quello che pensa la “gente” non conta, se la critica ufficiale è unanime ed i colleghi sono praticamente tutt d’accordo nel condannare Allevi… Cosa vi interessa? Qual è il problema? È questo che non riesco a capire Xin Xin. Perché continuare ad attaccare Allevi e non ignorarlo, come si ignora Vasco Rossi? Prova a rispondermi con sincerità, convincimi che non sia invidia e risentimento.

Commento #3011 di Angelica
giugno 5th, 2011 @ 10:10 pm

Ok Angelica, sarò sincero come sempre. Non so se ti convincerò, ma ci provo. I motivi sono essenzialmente due, per quanto mi riguarda:

1. cazzeggio (quando scrivo qui è perchè non ho altro da fare), ed è il motivo meno rilevante
2. Allevi (lui o chi per lui, direttamente o indirettamente) ha generato l’equivoco (tu ne sei la prova vivente), mentre Vasco Rossi no (nel momento in cui l’equivoco sarà generato da Vasco Rossi, immagino succederà la stessa cosa nei suoi confronti): in realtà è questo il motivo, anche se pure questo può essere poco rilevante, vista la sostanziale indifferenza nei confronti di ciò che pensa la “gente”. Diciamo quindi che semplicemente è un mettere i puntini sulle i.

Aggiungo che Allevi in realtà è ignorato e continua ad esserlo, nell’ambiente colto. E’ considerato solo per il fenomeno che rappresenta, come sappiamo con un certo e unanime disappunto, ma la sua musica è sconosciuta (se non dalla “gente”, ovvio). Mi spiego meglio parlando di me: sono qui a parlarne con te per puro divertimento, ma non ne conosco la musica se non due note strappate alle pubblicità, e non mi interessa per nulla approfondire la conoscenza perchè quelle due note non mi hanno fatto scattare alcuna curiosità.

Commento #3012 di xinxin
giugno 6th, 2011 @ 9:46 am

Allevi è davvero il Mozart dei nostri giorni.

Commento #3013 di Angelica
giugno 24th, 2011 @ 12:57 pm

Si, ok.

Commento #3014 di Lilly
giugno 24th, 2011 @ 6:23 pm

tranquilla, Angelica. Lo è, nella tua testa ma lo è.

Commento #3015 di Anonimo
giugno 25th, 2011 @ 11:35 am

Verrà ricordato. E’ riuscito in un’impresa senza precedenti. E’ bellissimo quando Bocelli sul Corriere dice: Allevi…per giudicarlo ci vorrebbero dei nuovi Beethoven o Chopin. Ma siccome non se ne vedono in giro…”

Commento #3016 di Angelica
giugno 25th, 2011 @ 5:45 pm

Ma che cosa vuoi Angelica, il sangue?? Ti ho detto addirittura OK ed è il massimo a cui posso arrivare: accontentati.

Commento #3017 di Lilly
giugno 25th, 2011 @ 10:09 pm

Ma ti rendi conto, Lilly, che è stato massacrato in tutti i modi probabilmente l’unico genio musicale di questo nostro tempo?

Commento #3018 di Angelica
giugno 26th, 2011 @ 10:29 am

poooora stela!

Commento #3019 di Anonimo
giugno 27th, 2011 @ 10:46 am

http://www.youtube.com/watch?v=C8rFMBc91zE

quando invitano te, anonimo?

Commento #3020 di Angelica
giugno 28th, 2011 @ 11:39 am

mai Angelica, mai. Primo perchè NON sono un musicista e NON mi interessa esserlo, accontentandomi di fruire della musica, solo di fruire. Esiste anche gente come il sottoscritto al mondo, ti rendo noto qualora non l’avessi notato. Mi interesserebbe esserlo – musicista, parlo dell’essere musicista – SOLO ai massimi livelli, e non è certamente questo il caso: in tal ultimo caso – se potessi esserlo ai massimi livelli dicevo, pertanto SOLO in tal caso – accetterei volentieri la benevolenza altrui, mentre in TUTTI gli altri casi ogni tipo di benevolenza mi infastidirebbe, perchè si scontrerebbe con la coscienza personale, che è la cosa più cara. Coscienza personale, dicevo, che tendo a rispettare SEMPRE. Sono stato sufficientemente chiaro, Angelica? sì, lo sono stato.

Commento #3021 di Anonimo
giugno 28th, 2011 @ 1:41 pm

Guarda Anonimo che intendevo “quando invitano te a guardare una partita di tennis”.
Ho capito che tu e la musica non avete nulla a che spartire.

Commento #3022 di Angelica
giugno 28th, 2011 @ 4:51 pm

Se posti un video rimosso, cosa pensi che possa indovinare? Sono bravo, anzi moooolto bravo, ma non sono Gesù Cristo. Sì, hai capito bene, bravissima! io e la musica siamo un po’ lontani l’uno dall’altra, la ascolto alla radio, al massimo ma proprio esagerando. L’hai capito solo perchè te l’ho detto esplicitamente, perchè se volevo ti avrei tenuta per un mesetto a discutere, ma va bene così, che diamine. Anche un seienne capisce che uno non è musicista se glielo dice, non trovi? Ma poi, ti rode che la mia ignoranza musicale non mi crei alcun problema e che anzi mi diverta? Vuoi che ti spieghi perchè mi diverte? se vuoi te lo spiego, no problem.

Commento #3023 di Anonimo
giugno 28th, 2011 @ 11:26 pm

Il video l’hanno rimosso.
Ti giro quest’altro link dove forse c’è la più bella intervista video che Allevi abbia mai fatto, ed è solo di due giorni fa. Genio assoluto! Un grandissimo maestro, dotato di un indiscusso spessore culturale.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-60245f3c-69b3-445f-b48c-3d53ea186169.html

Commento #3024 di Angelica
luglio 2nd, 2011 @ 9:34 pm

Che dire? il video è una vergognosa testimonianza di come è attualmente ridotto il cosiddetto servizio pubblico, un'”intervista in ginocchio” in cui Allevi e l’intervistatrice fanno a gara a chi spara più bischerate (una volta tanto l’assoluta incompetenza dell’intervistatrice si accoppia a un’analoga incompetenza dell’intervistato).
L’impianto della trasmissione, il parallelo Puccini-Allevi, fa acqua da tutte le parti: non ho il tempo di elencare tutte le castronderie contenute, per cui mi limito a una delle più vistose. Allevi sostiene di tenere in somma importanza il rapporto col pubblico e di mettersi nel solco di Mozart, Chopin, Puccini ecc. Non dice però (o finge di non sapere) che il pubblico che ascolta Mozart Chopin Puccini ecc. di Allevi se ne fa un baffo e non se lo fila manco di striscio. Viceversa il pubblico che affolla i concerti di Allevi in grandissima maggioranza se ne impipa altamente dei grandi autori “classici” a cui Allevi dice di ispirarsi, e frequenta piuttosto le canzoni di Vasoo Rossi e di Biagio Antonacci. Il che è perfettamente legittimo, naturalemente, ma mette un po’ in crisi il tuo teorema culturale, non credi Giovannino/Angelica? Se non ne sei convinto fa’ un test di conoscenze e interessi musicali al tuo prossimo pubblico, e avrai un’amara sorpresa…

Commento #3025 di bresson
luglio 3rd, 2011 @ 3:54 pm

Ancora questa storia? Dai, basta! E’ così inconcepibile che Allevi abbia una fan donna e musicista? O le due cose assieme sono incompatibili?
Veniamo all’intervista. L’ho trovata corretta. Nell’introduzione addirittura il tizio sembra quasi lavarsi le mani e non assumersi responsabilità.
Non riesco a seguire il tuo discorso, mentre seguo benissimo quello di Allevi. Ma il tuo no. Il pubblico che nell’Ottocento seguiva Chopin, Liszt e Brahms, non era certo esperto di Luca Marenzio o Gesualdo da Venosa. Se un pubblico colto snobba Allevi e preferisce Berio o Dallapiccola, cosa cambia? Di un compositore conta ciò che scrive, non cosa ne pensa il pubblico o il suo grado di conoscenza.
Con tutta la buona volontà, non c’è alcun teorema che entra in crisi.

Commento #3026 di Angelica
luglio 9th, 2011 @ 8:03 pm

Commento #3024 di xinxin

risposta:

allora se non conoscevi Mozart e sentivi la sua “ninna nanna” in Tv non ti scattava alcun interesse o curiosità di conoscere Mozart…

e se sentivi in Tv 4e33 di J. Cage??? ahahahaha…..

Commento #3027 di Marco
luglio 11th, 2011 @ 5:04 pm

“Mi interesserebbe esserlo – musicista, parlo dell’essere musicista – SOLO ai massimi livelli, e non è certamente questo il caso: in tal ultimo caso – se potessi esserlo ai massimi livelli dicevo, pertanto SOLO in tal caso – accetterei volentieri la benevolenza altrui, mentre in TUTTI gli altri casi ogni tipo di benevolenza mi infastidirebbe, perchè si scontrerebbe con la coscienza personale, che è la cosa più cara. Coscienza personale, dicevo, che tendo a rispettare SEMPRE.”
Commento #3033 di Anonimo

che vuol dire essere un musicista SOLO ai massimi livelli??? e perche se non lo fossi non potresti comunque dire la tua in campo musicale o realizzare cd, esibirti e quant’altro??
dove sta scritto che per dire la tua devi essere il primo della classe? se valesse questo principio al mondo sarebbero ben pochi quelli che potrebbero parlare ed intendo in tutti i campi, non solo in quello musicale….

e la coscienza in che modo è infastidita o oltraggiata da un tuo stato di mediocrità quando sai che hai dato comunque il massimo delle tue potenzialità?
io non so che lavoro fai ma credi davvero di essere ai massimi livelli? credi di non avere rivali nel tuo campo?? se si, buon per te ma se non fosse cosi, perchè la tua coscienza non dovrebbe sentirsi rispettata da questo?…. al mondo non ci sono solo geni e anche un “non-genio” può comunque contribuire…

che poi normalmente un vero “grande” di solito ascolta… non parla….

Commento #3028 di Marco
luglio 11th, 2011 @ 5:19 pm

Caro Marco, non l’hai capito?
Ora i detrattori di Allevi stanno mettendo in campo un’altra tecnica: SI FINGONO NON MUSICISTI, per sfuggire al confronto ovviamente, per non sentirsi dire: allora fallo tu quello che fa Allevi, visto che sei tanto bravo.
AH AH AH AH AH!!!!

Commento #3029 di Angelica
luglio 11th, 2011 @ 5:26 pm

Sono sicuro che questo troll del cazzo e piglia-in-culo sia Giovanni Allevi in persona!
Almeno, la coglionaggine e l’insulsaggine sono le stesse.
E l’assenza di argomentazioni alle sue immense cagate, pure.

Stendiamo un doppio velo pietoso.

(E guardate bene, ora, come si scatena ad insozzare il blog, giusto per confermarci che è un coglione-e-piglia-in-culo, povero pompinaro sfigato! Tornasse a farsi inculare dai cani…).

Commento #3030 di Anonimo
luglio 19th, 2011 @ 1:52 am

betty smettila.. fatti curare!

Commento #3031 di -.-
luglio 21st, 2011 @ 2:05 am

A me, questo tipo che scrive in siciliano sta molto simpatico! Sicuramente è più genuino di te, anonimo, che fai il finto intellettuale.

Commento #3032 di Angelica
luglio 21st, 2011 @ 9:51 am

come minimo i commenti di angelica e del porcaro vengono dalla stessa tastiera

Commento #3033 di andropausa
luglio 21st, 2011 @ 2:29 pm

E quali sarebbero i post in cui mi dimostro un “finto intellettuale” (detto da te, poi… ‘coddio)?
Segnalameli, assicurandoti che siano scritti da me (se l’ha scritto un altro non hai capito un cazzo come al solito, stronzona).
Se nò, torna a farti fottere dai cani, ed ammetti di aver scritto una (come al solito) puttanata colossale, STRONZONA!

Commento #3034 di @Angelica, da quell' Anonimo
luglio 31st, 2011 @ 2:04 pm

E meno male che qualche dyvina moderatrice ha cassato definitivamente le stronzate di quello stronzo che scrive in siciliano (ma per Angelica è genuino, quindi sticazzi, povera lei!.

Commento #3035 di Anonimo
luglio 31st, 2011 @ 2:11 pm

*”li ha”, non “l’ha”,
per i minus habens.

Commento #3036 di Anonimo
luglio 31st, 2011 @ 2:22 pm

La volgarità, lo sprezzo e la detrazione scadente di alcuni signori, tra i quali andropausa (?), anonimo ecc. non hanno limiti. Se Allevi vi ha fatto qualcosa, vi ha privato del perduto onor o se non lo sopportate perchè a lui sì e a voi no, fatevene una ragione.
Potete scrivere tutte le miserande e desertificanti considerazioni che volete e cercare forzature, infigimenti e tardo convincimenti pindarici ma il merito, il plauso e la stima che Allevi si è guadagnato nei principali e più importanti teatri in Italia e nel mondo rimane tale.
Se avete riserve intellettuali ed energie da spendere, impiegatele per costruire un percorso artistico all’altezza delle vostre aspettative e forse, se lo meritate, avrete la considerazione cercata.

Commento #3037 di Bisanti
agosto 2nd, 2011 @ 10:42 am

La volgarità, lo sprezzo e la detrazione scadente di alcuni signori non hanno limiti. Se Allevi vi ha fatto qualcosa, vi ha privato del perduto onor o se non lo sopportate perchè a lui sì e a voi no, fatevene una ragione.
Potete scrivere tutte le miserande e desertificanti considerazioni che volete e cercare forzature, infigimenti e tardo convincimenti pindarici ma il merito, il plauso e la stima che Allevi si è guadagnato nei principali e più importanti teatri in Italia e nel mondo rimane tale.
Se avete riserve intellettuali ed energie da spendere, impiegatele per costruire un percorso artistico all’altezza delle vostre aspettative e forse, se lo meritate, avrete la considerazione cercata.

Commento #3038 di Bisanti
agosto 2nd, 2011 @ 10:43 am

Siete tutti bravi a riconoscere nel successo di altri le vostre personali miserie e derubricare una serie di panegirici, declamando epiteti ed improperi che arrivano tutti nel medesimo punto:

Lui sì e io no!

Continuate a circumnavigare su sociologia, psicologia, esegesi del gusto, del sentire (che tra l’altro dimostrate di conoscere assai poco) e quant’altro il problema per voi irrisoloto è sempre lo stesso:

lui (per voi mediocre, visto che soltanto le 14enni possono apprezzarlo) e Voi (artisti illuminati, compositori, interpreti) che invece meritano tutto ciò che, secondo voi è immeritatamente indirizzato ad Allevi.

Bene, questo ricorda tanto il

“io Tarzan Tu Jane” e rafforza ancora il medesimo motto che tanto vi fa arrampicare sui vetri:

Lui sì e io no!

Difatti, questo forum, come si legge in testa allo stesso “Essere Giovanni Allevi: il manuale…) è nato per ospitare tutti i soggetti che la pensano come voi e che si esprimono con le vostre stesse illazioni e detrazioni, senza il minimo rispetto per chi la pensa diversamente.

Venite, o Voi detrattori, artisti incompresi, ma nella giusta ricerca di una causa di riconoscimento, a partire da questo forum, riprendiamoci lo spazio negato bla..bla..bla..

Cosa volete fare? Organizzare una raccolta di firme per un referendum che chieda alle case discografiche di non licenziare alcuna opera di Allevi e di accogliere le vostre?

Poi, una volta vinta la causa, aprirete un blog, contro quelli che hanno vinto la lotteria o il concorso di Miss Italia, perchè in fondo la ragione è la stessa:

Loro sì e noi no!

Questo forum è un forum nato per il dileggio e la detrazione, quindi non c’è più niente da aggiungere.

Chi cerca un’interlocuzione ed un confronto cordiale e disponibile, deve fare i conti con questa realtà, andate avanti così a lisciarvi il pelo da soli, e magari, si può vincere la scommessa del solipsista e disforico artista mancato, uno tra i fondatori di questo “democratico” forum, che punta a quota 3.000

..Che tristezza…

Commento #3039 di Ripostando l'amico Edoardo
agosto 2nd, 2011 @ 11:36 am

“Derubricare una serie di panegirici”?
Ma per piacere, impara l’italiano prima di usare i paroloni.

Commento #3040 di Anonimo
agosto 20th, 2011 @ 11:25 am

risposta al commento 3026 di Allev… ehm, di Angelica:
Perfetto, quindi riconosci che il pubblico di musica “classica” snobba Allevi mentre gli alleviani dei “classici” non conoscono una beneamata mazza. Su questo allora ci troviamo d’accordo, peccato che proprio questo piccolo dettaglio sia stato pietosamente omesso dalla RAI: dalla trasmissione cioè sembrava che a disprezzare Allevi fossero solo i critici e i musicisti “accademici”, cattivonicattivoni invidiosiinvidiosi. Uno spettatore straniero ignaro del fenomeno potrebbe farsi l’idea che invece il “pubblico” di semplici ascoltatori non addetti ai lavori alterni gioiosasamente e “senza paura” l’ascolto di Puccini, Mozart, Chopin con la fruizione dell’opera alleviana. Lo scopo principale della trasmissione era proprio questo, far passare l’idea che Allevi come Puccini sia disprezzato dall’accademia ma amato dal “pubblico”,senza specificare però di quale pubblico si stesse parlando. Ritengo questo un vergognoso esempio di disinformazione, mentre sarebbe bastata qualche banale intervista sui gusti musicali della “gente per strada” e di un campione di semplici ascoltatori non specialisti per far capire come stanno realmente le cose: e cioè che se nel corso di un concerto di musica “classica”(di qualsiasi tipo: rinascimentale, barocca, sinfonica, cameristica, lirica, novecentesca ecc.)un altoparlante annunciasse improvvisamente agli spettatori in sala la presenza di Giovanni Allevi, il pubblico con unanime sentire esploderebbe d’acchito in un’immensa, sonora, gioiosa pernacchia.
Sarebbe stato opportuno farne cenno, non credi Giovanni?
ora passo e chiudo forever.

Commento #3041 di bresson
agosto 21st, 2011 @ 4:56 pm

Guarda povero ignorante che tutti i termini sono in riferimento alla diuturna, peregrina, miseranda e sgrammaticata fobia solipsistica che ti ha dato in testa e ti fa vomitare soltanto insulti a tutti quelli che non si uniscono al coro greco “Giovanni è brutto e cattivo e noi siam bravi, anche si ci han trombato”.

Se credi di valere qualcosa datti da fare, le tue stucchevoli osservazioni sono soltanto la ripetizione del tuo fallimento e questo blog non ti aiuterà certo a farti sentire meglio.

Adieu.

Commento #3042 di per il commento 3040
agosto 23rd, 2011 @ 4:39 pm

Sicuramente sai esprimere concetti banali con termini altisonanti.
Solo questo purtroppo, eviti accuratamente di rispondere al commento 3041, come mai?
Il dizionario fornisce tante belle parole ma poche argomentazioni?

Commento #3043 di Anonimo
agosto 23rd, 2011 @ 7:06 pm

E’ a tua discrezione il concetto di banalità quanto quello di termini altisonanti. Io ho personalmente espresso il mio disappunto a quanto scrivi, sempre e soltanto critiche sprezzanti e decostruttive perchè parti dall’assunto che Allevi si merita le pernacchie mentre altri devono guadagnarsi obbligatoriamente il plauso di una platea omologata alle griffe.
Quanto al commento 3041, non rispondo perchè il tuo ragionamento si sviluppa sempre sull’omologazione di un massimo sistema, un concetto booleano (vero-falso bianco-nero) nel quale dividi il “pubblico” tra chi ascolta i classici e chi ascolta Allevi…
E’ la solita nenia dei buoni e cattivi che nasconde un riduzionismo di frontiera…
Hai già scritto, diviso, definito ed enunciato tutto da solo…
L’istituto della detrazione gratuita nasconde la più grande sterilità intellettuale: quella di non riconoscere il primato del confronto aperto e circolare, attraverso il quale, tutti possono restituire con la propria sensibilità un valore che concorre a riconoscere e valutare un artista o un’opera anche semplicemente per il contributo della propria proposta professionale, sia essa musicale, pittorica, ecc.
Ti rammento che qualsiasi argomentazione deve necessariamente articolarsi con un linguaggio proprietario, altrimenti la banalità e la scontatezza di certi commenti rischiano di attrarre le riflessioni di quelli che la pensano soltanto come te e che nel narcisismo più assoluto si parlano attraverso lo specchio del reame in attesa di quella risposta che sin da bambini conosciamo già tutti.

Commento #3044 di Per Anonimo
agosto 24th, 2011 @ 9:10 am

1)Il commento 3041 non è opera mia.
2)Domanda: difenderesti in questo modo Allevi se non avesse l’enorme seguito di pubblico che si ritrova?
3)Scusa se non “aggiungo” del linguaggio proprietario a questo commento, adoro l’essenziale, i concetti li esprimo comunque [de gustibus]

Commento #3045 di Anonimo
agosto 24th, 2011 @ 12:21 pm

3042:
Non ho mai insultato Allevi o chi lo ascolta. Non sono un musicista e opero in tutt’altro campo. Quindi non si capisce a che cazzo ti riferisci. Forse mi hai scambiato per qualcun altro, o forse hai un repertorio standard.
Mi sono limitato ad insultare te. Uno che derubrica panegirici, omologa massimi sistemi e articola linguaggi proprietari dovrebbe vivere per legge con oggetti enormi nel retto. Sparati nel culo, pagliaccio.

Commento #3046 di Anonimo
settembre 12th, 2011 @ 12:39 pm

Ma che minchia avrà voluto dire con la locuzione “derubrica panegirici”?? Forse ha sfogliato il dizionario di sinonimi e contrari solo per darsi un tono. Però, siccome la pischella è alle prime armi con l’italiano, ha gettato tutto nel calderone alla cazzodicane. “Linguaggio proprietario”?? Ma credi che il tuo interlocutore sia un programmatore di Pc? Segui il consiglio di Anonimo!!

Commento #3047 di A Legnano corro con Angela
settembre 13th, 2011 @ 10:29 am

fottiti e krepa con chi ti ha cacato nel mondo

Commento #3048 di 3046
settembre 20th, 2011 @ 5:28 pm

Io intanto me ne sto qui in un angolino a godermi il becero spettacolo sgranocchiandomi un toast. Panem et circenses, letteralmente.

Commento #3049 di Ah, 'sti italiani...
gennaio 16th, 2012 @ 10:35 pm

se il capodanno
e il primo giorno dell’anno
la musica e prima

Commento #3050 di Anonimo
febbraio 4th, 2012 @ 10:41 pm

spilli
con le scarpette da punta si balla
aveva preso tacchi a spillo
camminatore
o pedone e lo stesso
ci sono molti spilli
e lo stesso portaspilli o puntaspilli
camminatore
o pedone e lo stesso

Commento #3051 di Anonimo
febbraio 21st, 2012 @ 7:22 pm

Allevi fa musica classica.

Commento #3052 di Ginevra
aprile 8th, 2012 @ 2:38 pm

Ginevra ha scritto:
Allevi fa musica classica.

…principalmente, fa musica intellettualmente inutile.

Commento #3053 di Futak
aprile 9th, 2012 @ 10:59 pm

Invece il tuo commento, Futak, brilla di utilità intellettuale. Principalmente….

Commento #3054 di Ginevra
aprile 10th, 2012 @ 6:44 pm

Ginevra,
mostrami qualcosa – qualsiasi cosa – di intellettualmente interessante che si trovi UNICAMENTE nella musica di Allevi. Se non c’è, si deduce che è sufficiente la musica degli altri. E che, quindi, quella di Allevi è inutile.

Qual’è quell’in più che si può imparare SOLTANTO da Allevi?

Commento #3055 di Futak
aprile 13th, 2012 @ 1:04 am

Se non ci fosse stato Allevi, non avrei incontrato te, FUTAK, con i tuoi grassetti, i tuoi maiuscoli.

Commento #3056 di Ginevra
aprile 16th, 2012 @ 9:41 pm

Ma, Ginevra, qualcosa di “utile intellettualmente” almeno da parte tua? …proprio “no”, eh?

Almeno, rispondere alla mia domanda?

Commento #3057 di Futak
aprile 17th, 2012 @ 12:18 am

Ora vado ad ascoltarmi un concerto di Chopin, perché è intellettualmente utile…

Commento #3058 di Ginevra
aprile 17th, 2012 @ 9:57 am

…Che risposte sublìmi!
(Certo che non potevo pretendere di meglio, in effetti!…)

Commento #3059 di Futak
aprile 19th, 2012 @ 12:15 am

[…]

Ginevra ha scritto:
Futak, pensi davvero che il valore di una composizione risieda nel suo interesse intellettuale?

Ottima domanda, (…bravissmia → complimenti, davvero!) …ti rispondo domani! ;)
(comunque, lo anticipo, “sì”)

Commento #3060 di Futak
aprile 20th, 2012 @ 11:36 pm

ops…. “bravissima“, era ovvio! ;)

Commento #3061 di Futak
aprile 20th, 2012 @ 11:41 pm

Attendo tue, Futak…

Commento #3062 di Ginevra
aprile 22nd, 2012 @ 10:23 am

Nella musica di Allevi esistono degli elementi intellettuali “extramusicali” che sono molto potenti, e che le giovani generazioni condividono. Il concetto dell’alieno, la creazione e il primo battito cardiaco, la forza della fragilità ed il ritorno alla vita, l’elogio dell’imperfezione, il panico come forza atavica. Ma anche l’uso contemporaneo delle forme classiche è un concetto molto interessante che nessuno prima di lui aveva portato all’attenzione dei media. Il concetto di innovazione, di evoluzione della creazione artistica. Allevi è molto interessante da un punto di vista intellettuale.

Commento #3063 di Ginevra
aprile 22nd, 2012 @ 12:40 pm

Ottimo Ginevra, scrivimi anche se sembro essere assente! Ti garantisco che ti risponderò, sempre. Appena -ehm- sarò in condizioni.
Per esempio (speriamo bene) domani! ;)

Commento #3064 di Futak
aprile 28th, 2012 @ 12:35 am

Superata questa parentesi tutt’altro che intellettuale…cerca di convincermi dell’unicità dell’intellettualismo come valore nella musica classica. Ti anticipo che la vedo dura…

Commento #3065 di Ginevra
maggio 4th, 2012 @ 5:11 pm

[…] Come nelle favolette col brutto sfigatello emarginato che ne subisce di tutti i colori [1] e però lo capisci subito che ha qualcosa di diverso e specialissimo – è stato morso da un ragno radioattivo coi capelloni cotonati! – Giovanni Allevi utilizza la chiave del lamento vittimista (nei toni di un falso modesto stupore) per rendere più sfavillante il proprio genio incompreso: quando racconta per esempio che da piccolo “passo il tempo chiuso in uno scatolone di cartone nel garage sotto casa, per sentirmi protetto dall’ansia” – e fin qui niente di eccezionale, è un cliché di alienazione infantile così sputtanato che lo canta pure Mondo Marcio, ma poi aggiunge – “per dirigere in piena libertà l’enorme orchestra sinfonica che ha iniziato a suonare ininterrottamente nella mia testa“: ecco, una bilanciata combinazione di triste sfigaggine e precoce incredibile genialità (non un’orchestra qualsiasi, un’orchestra enorme!) che è il tema dominante dell’autovangelo; perché la cosa che davvero interessa al quarantenne Giovanni Allevi è precisamente questa, sceneggiarsi a posteriori nei panni di ciò che avrebbe voluto essere più di ogni altra cosa, e che però non è mai stato: un ragazzo prodigio. Secondary Lightbox (External Page Demo – WordPress.Org in iFrame) Le Malvestite: ritratto di Giovanni Allevi […]

Pingback #3066 di Allevi soto la lente di Betty Moore
giugno 5th, 2012 @ 4:30 pm

Betty, sei passata di moda. Il tuo blog non se lo fila più nessuno. Mi dispiace.

Commento #3067 di Ginevra
ottobre 3rd, 2012 @ 5:00 pm

No, il suo blog è sempre in altìssimo. E ci rimane anche se non ci scrive nessuno; non è affatto un problema.

Commento #3068 di Futak
dicembre 19th, 2012 @ 11:10 pm

BASTAAAAA!!!!

Commento #3069 di elat
maggio 31st, 2013 @ 12:36 am

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