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Essere Giovanni Allevi: il manuale
(Mozart meets Ecce Bombo)

Vedi anche il primo e il terzo conclusivo capitolo della trilogia alleviana

Ho scritto un po’ di tempo fa una cosa direi tutto sommato definitiva su Giovanni Allevi (se non l’avete letta: leggetela), non che sia spuntato qualcosa di importante da aggiungere, ma pensavo che potremmo sfruttare il suo libricino, La musica in testa, per vederne confermato quel perfetto ritrattino di patetica mediocrità - facendoci due risate.

essere Giovanni Allevi, la copertina del manualeLa musica in testa è un’opera capitale che inaugura il genere letterario dell’autovangelo: lo scrivente snocciola una sfilza interminabile di aneddoti fantastici che hanno lo scopo di esaltare le gesta miracolose di colui che venera di più al mondo, se stesso, soddisfacendo il proprio smodato desiderio di specchiarsi, adorarsi, masturbarsi. La struttura generale dell’autovangelo alleviano è evidente: Giovanni Allevi non ha superato quegli oltre trent’anni di anonimi fallimenti, non se li spiega, li rifiuta, tenta di giustificarli cucendosi addosso una storia in cui tutto - anche il più insignificante “chi cazzo è sto cretino” - assume un ruolo fondamentale e necessario nel quadro complessivo dell’enorme successone internazionale a cui la “capricciosa dea musica” l’aveva destinato già dai tempi dello spermatozoo (”una cospirazione divina”, definisce la sua vita).

Come nelle favolette col brutto sfigatello emarginato che ne subisce di tutti i colori [1] e però lo capisci subito che ha qualcosa di diverso e specialissimo - è stato morso da un ragno radioattivo coi capelloni cotonati! - Giovanni Allevi utilizza la chiave del lamento vittimista (nei toni di un falso modesto stupore) per rendere più sfavillante il proprio genio incompreso: quando racconta per esempio che da piccolo “passo il tempo chiuso in uno scatolone di cartone nel garage sotto casa, per sentirmi protetto dall’ansia” - e fin qui niente di eccezionale, è un cliché di alienazione infantile così sputtanato che lo canta pure Mondo Marcio, ma poi aggiunge - “per dirigere in piena libertà l’enorme orchestra sinfonica che ha iniziato a suonare ininterrottamente nella mia testa“: ecco, una bilanciata combinazione di triste sfigaggine e precoce incredibile genialità (non un’orchestra qualsiasi, un’orchestra enorme!) che è il tema dominante dell’autovangelo; perché la cosa che davvero interessa al quarantenne Giovanni Allevi è precisamente questa, sceneggiarsi a posteriori nei panni di ciò che avrebbe voluto essere più di ogni altra cosa, e che però non è mai stato: un ragazzo prodigio.

Giovanni Allevi la nuova mascotte del festivalbarGiovanni Allevi poveretto non desidera altro, vorrebbe averci venti anni in meno, vorrebbe poter essere celebrato come una giovanissima rivelazione - fa quel che può: si tinge i capelli, fa il giocherellone idiota, ricorre ad un look teenager concepito imitando (male) i più scemi modelli fiction-televisivi: pantaloni larghi, magliettine strette, occhialetti colorati, converse - vorrebbe tanto poter tornare ragazzino com’era ai tempi bui del conservatorio, sigh sob, là dov’era snobbato da tutti. Ah il conservatorio, che sofferenza, che pena, che umiliazioni! Magari non sarà possibile cancellare gli insuccessi passati, ok, ma ecco finalmente la soluzione - grazie alle possibilità di sfrenata ego-esaltazione dell’autovangelo si può magicamente tramutarli in predizioni di futura grandezza: Giovanni Allevi se ne stava ancora là ventottenne a perdere concorsi uno dietro l’altro non perché fosse una scarsa merdina, ma perché aveva “osato andare contro il sistema della musica contemporanea” e “come dice Hegel, in questi casi le possibilità sono due: o vinci e apri una nuova strada, o vieni allontanato perché sei una minaccia per il vecchio ordine“, insomma, il buon vecchio leit motiv del nessuno-mi-capisce sono-troppo-avanti [2].

E come nella pubblicità della carta di credito, quella che regalare il tuo primo romanzo a chi t’aveva detto che non ce l’avresti mai fatta non ha prezzo, nell’autovangelo di Giovanni Allevi c’è ovviamente spazio per la sciocca infantile rivalsa gne-gne-gne. Osavate non cagarmi? adesso ve la faccio vedere io. Da piccolo per esempio c’aveva un compagnuccio (M. lo chiama [3]) stra-adorato dai maestri di musica che suonava il piano divinamente, era il più bravo di tutti, “studia quasi otto ore al giorno! Pare che i genitori lo costringano con la forza” (traduzione: per forza suonava meglio di me, non è che io avessi meno talento, è solo che lui ci passava le giornate, sarei stato capace anche io così [4]), dovreste vedere che squallida fine ha fatto oggi quel ragazzino che amavano tutti, Giovanni Allevi non vede l’ora di prendersi la sua goduriosa vendetta super-orgasmica (notate come non si limiti a un meschino sfottò del fallimento altrui: si lascia andare ad una rabbiosa bullesca ostentazione dei propri successoni) “M. non suona più. Ha preferito un lavoro in banca. Io ho fatto concerti in Italia, Cina, Giappone, Stati Uniti, Europa, Russia, Canada. Ho suonato di fronte a platee immense, in dirette televisive e radiofoniche”.

giovanni allevi trionfale dopo il concerto alla casa di riposo sordomutiNon parliamo poi di quei sordi bacucchi reazionari del conservatorio, colpevoli di non averlo saputo apprezzare, per fortuna che la dea musica l’ha fatta pagare pure a loro, che alla fine sono stati costretti a inchinarsi al cospetto della sua strepitosa grandezza: c’è una scenetta molto buffa, ovviamente inventata di sana pianta (sembra l’epilogo di Rocky IV quando l’establishment sovietico è costretto ad applaudire il pugile nemico) “notai che in platea c’era una intera fila di ragazzi con le braccia conserte, che non concessero un applauso per tutta la durata del concerto. Studenti del conservatorio locale. Quando alla fine è venuto giù il teatro, con la gente che urlava dai palchetti e il resto del pubblico in platea tutto in piedi, si guardavano intorno smarriti e per non fare brutta figura hanno dovuto accennare anche loro un applauso”; dove le braccia conserte si riferiscono metaforicamente all’atteggiamento istituzionale di chiusura verso il “nuovo” che Giovanni Allevi dichiara impudicamente di rappresentare (non si contano le sparate del genere “la mia piccola grande rivoluzione culturale”, “ho alterato il sistema”, “un nuovo rinascimento è alle porte”). Se gli aridi dogmatici bacucchi del conservatorio non sono stati capaci di riconoscere la sua esplosiva portata rivoluzionaria, tiè, che schiattino d’invidia, c’è tutta una gigantesca mole di ridicoli aneddotucci che dimostra la piena ricettività del cuore puro e incontaminato dei poveri di spirito [5]: “il pubblico è attonito [...] vedo occhi lucidi di commozione [...] la mia musica ha investito tutti con la sua onda emotiva”, “sono tutti meravigliati dalla follia poetica del mio gesto”, la mia preferita (detta da un’ammiratrice) “questa bottiglia contiene aria che è stata attraversata dalle note di Giovanni Allevi”.

povero disgraziatoMa è soprattutto nell’ultimo capitolo, pomposamente intitolato L’era dell’emozione, che Giovanni Allevi dà il meglio di sé: è qui che tenta di fornire una base pseudo-filosofica alle sue composizioni musicali, infilando raccapriccianti dissertazioni da manualetto fricchettone new age sull’uomo l’anima il divino [6]. Ha un’idea stupida e adolescenziale della musica, le attribuisce una natura sovrannaturale, “misteriosa”, crede che derivi da un irrazionale abbandono alle sensazioni del momento (”il segreto è non pensare”); si rifugia nel “mistero” fine a se stesso, nell’insensato, non è in grado di capire le possibilità della ricerca, della curiosità attenta, dello studio, nega la ragione e l’intelligenza perché non ne possiede, è così tragicamente stupido che non ci arriva (”il novecento è stato il secolo della mitizzazione del pensiero scientifico, dell’idea che la ragione potesse spiegare tutto. Ma il mito della concettualità e del tecnicismo ha ingabbiato l’uomo in un eccesso di pensiero [...] Il novecento è stato il secolo più violento della storia: è la ragione l’origine della violenza, perché da essa scaturiscono la differenza e la pretesa di conoscere ciò che in realtà è mistero“), tutto è ridotto a triti automatismi mentali, schemi di crescendo, diminuendo, staccati e fraseggi già sentiti mille e mille volte ancora. Lui la chiama emozione: è stupidità. E Giovanni Allevi è per l’appunto questo: un goffo stupidone buono solo a fare “oooh”, come i bambini scemi della canzoncina.

[1] “alle medie non mi invitavano alle feste”
[2] e però un bel giorno è successo che il direttore del conservatorio non ha potuto trattenersi dal riconoscere che la sua musica è “geniale, a metà strada tra la musica classica e il jazz”, paragonandolo a Keith Jarrett con “un’eco di Chick Corea e Béla Bartók”: se ve lo state chiedendo sì, non c’è dubbio, soltanto nella mente di Giovanni Allevi può esistere un direttore di conservatorio così terribilmente incompetente
[3] non è una questione di riservatezza, semplicemente non è mai esistito
[4] ah, l’Allevi esecutore! che titanico scontro di personalità, esecutore contro compositore: “il Giovanni esecutore deve rendere conto al Giovanni compositore, ma anche l’esecutore scopre nuove sfumature nella partitura, e mi accorgo di essere continuamente dilaniato da questo conflitto” (dilaniato!); a volte timido (sono un compositore troppo figo) “temo di non essere all’altezza di ciò che ho scritto” a volte sborone “scopro che la musica che esce dalle mie dita è ancora più bella e intesa di quella che il compositore sentiva nella sua mente” (come esecutore sono ancora più figo)
[5] “come è bello scoprire intorno a me una nuova generazione di poeti, visionari, sognatori, che hanno deciso spontaneamente di rendersi emotivamente vulnerabili alla mia musica classica contemporanea
[6] ne ha avuto di tempo per pensarci: “all’università mi sono chiuso sempre di più, arrampicato nelle vette rarefatte del pensiero filosofico. Mentre gli altri si organizzavano per fare viaggi, vacanze o feste, io passavo le estati a studiare Aristotele come un pazzo!”

2,173 commenti

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Starla, sollevi un problema enorme. Io non ti ho dato in alcun modo del parruccone, ma te lo sei dato da solo! È questo il problema dei critici di Allevi: si sono da soli posti in contrapposizione alla sua musica (che è molto più tradizionale di tante altre) relegandosi da soli a difensori del passato contro un presente minaccioso. Comunque hai inteso le mie parole. Bravo!

Commento #2001 di Angelica
gennaio 28th, 2010 @ 1:26 pm

non c’è una sola riga in un intervista o néi suoi libri dove butti nel cesso il passato, anzi, Allevi è sempre stato un grande sostenitore della tradizione, e del mondo accademico (fossi in lui butterei davvero tutto nel cesso). Ma ogni momento storico è letto dai compositori contemporanei e non ci si può fermare al passato. L’attuale direttore del conservatorio di Milano, grande critico di Allevi, parlando di lui in un’intervista su Repubblica dice sprezzante: “ogni epoca ha il Mozart che si merita!” PERFETTO!

Commento #2002 di Angelica
gennaio 28th, 2010 @ 1:35 pm

Premetto che il direttore del conservatorio di Milano gode di tutta la mia stima. Sarei più preciso dicendo che ognuno di noi ha il Mozart che si MERITA, sono pienamente d’accordo e trovo confermata ogni giorno questa meravigliosa verità, che mi conforta nei momenti più tristi.
Allevi sarebbe un sostenitore del mondo accademico? mai letto nulla di suo, ovviamente, ma dico ugualmente: embè? la sua musica sarebbe “tradizionale” (pppppprego?????? cosa intendi?????), i critici sarebbero difensori del passato (no, i migliori critici devono essere difensori del miglior passato e del miglior presente, è diverso, così come devono massacrare - devono, sempre, è il loro mestiere e la loro missione - il peggior presente, molto più diffuso del peggior passato). Sai Angelica qual è il problema, secondo me? che per legge costituzionale si dovrebbe proibire, oltre che di suonare e di scrivere patetiche pseudomusichette, anche di esprimere pareri in fatto di musica a moltissima gente, ma ciò purtroppo, pare sia antidemocratico, mi dicono, e va contro alcuni principi invalicabili. Ne prendo atto e sopporto stizzito. Sono un nazifascista della musica e ne vado orgoglioso e fiero, se diverrò presidente del consiglio mi darò da fare in tal senso. Votatemi tutti, votate luca chinaski. Ah, sì sì.

Commento #2003 di luca chinaski
gennaio 28th, 2010 @ 10:08 pm

parlando così non fai certo onore al tuo cognome.

Commento #2004 di Angelica
gennaio 29th, 2010 @ 6:48 pm

Continuo a preferire Hendrix a qualunque parruccone del passato francamente… chissenefrega della Scuola Pitagorica!
È solo musica, rilassatevi… non c’è nessuna “finalità divina” nel comporla nè nell’ascoltarla. Si ascolta quel che piace: stop; e se piace Allevi più di Mozart che problema c’è…

Commento #2005 di Ghigo
gennaio 29th, 2010 @ 7:42 pm

il suo secondo libro “In viaggio con la strega” è un elogio allo studio della composizione al conservatorio. Allevi descrive in modo dettagliato le clausure, i compiti scritti, e l’importanza di una profonda conoscenza accademica del passato. Che personalità ragazzi! Ci credo che la gente ed i giovani musicisti escono fuori di testa per Allevi.

Commento #2006 di Angelica
gennaio 29th, 2010 @ 7:46 pm

per Ghigo: c’è un problema di soldi. Molto serio.

Commento #2007 di Angelica
gennaio 29th, 2010 @ 7:48 pm

La musica classica succhia un sacco di soldi allo stato, perché i concerti non riescono a finanziarsi con i biglietti venduti. Allevi invece è riuscito a farlo, creando nell’opinione pubblica un precedente molto pericoloso. I politici potrebbero chiudere il rubinetto dicendo: “perché non fate come Allevi? Siate più creativi e meno parrucconi”. È ovvio che a questo punto è imperativo categorio usare qualunque mezzo per screditare Allevi, e dimostrare che non ha nulla a che fare con la musica classica (anche questo blog). Ma è inutile. Ormai il cambiamento è in atto.

Commento #2008 di Angelica
gennaio 29th, 2010 @ 8:03 pm

ma non è che Allevi abbia fatto chissà cosa, è il sistema che è entrato in crisi, e una nuova generazione di compositori sta sostituendo nell’immaginario collettivo le vecchie figure dei grandi esecutori. La Musica sta di nuovo incontrando la società.

Commento #2009 di Angelica
gennaio 29th, 2010 @ 8:18 pm

Commento #2016 di Ghigo
non è “solo” musica, per come la intendo io. Io penso che la musica sia molto più che intrattenimento, e penso che chi la intenda come mero intrattenimento sia in grave errore.

Quanto a te, Angelica, credo di far onore al mio cervello, altro che. Inoltre sei ancora in errore. La musica classica non è finanziata quasi mai da enti pubblici per mano dei politici, ma da banche, istituti di credito, finanziarie, enti commerciali che spendono in tal senso e scaricano la spesa nei limiti che la legge loro consente. Lo stato non interviene quasi mai (purtroppo, perchè dovrebbe trattandosi del massimo grado di cultura artistica) e così province e regioni, a meno che non si tratti di enti lirici estremamente importanti, e comunque lo fa in misura assai ridotta (questa è la storia, infatti le orchestre e gli enti lirici chiudono bottega, lo leggi sui giornali). Quindi, i politici non c’entrano più di tanto, purtroppo. Ti faccio un esempio: uto ughi prende 50.000 euro a concerto, e il suo manager decide di farlo suonare, che so, a riva del garda. Il comune di riva del garda può permettersi un badget ridottissimo, mettiamo di 10.000 euro, che provengono da 200 biglietti venduti a 50 euro. A questo punto, l’assessore alla cultura, o più spesso il responsabile dell’associazione culturale che gestisce la stagione, si rivolge a banche ed enti commerciali per racimolare il resto. Comunque, la musica, chi deve suonare, non va valutato dai politici, non sono preparati.
Quanto al descrivere del nostro allevi i suoi studi in conservatorio (o gli studi in genere) mi vien da ridere, non commento.
Chiudo dicendo che nessuno mi paga per scrivere quì, lo faccio volontariamente. Pensavo fosse così anche per te, o devo dubitarne?
Sulla musica che incontra la società un breve “embè”? quando la incontra significa che è vicina al livello sociale di quel momento, tutto quì. Il discorsetto di dan brown e di dante alighieri proprio non entra, eh?

Commento #2010 di luca chinaski
gennaio 29th, 2010 @ 8:51 pm

Concordo con luca c. e lo dico da giovane musicista.
Quella che i giovani musicisti escono di testa per allevi è un’interpretazione molto “libera”. I giovani “quasianalfabeti” della musica, forse, non certo i giovani “musicisti” capaci di distinguere…i giovani musicisti hanno ben altri riferimenti, grazie a dyo.

Commento #2011 di fred
gennaio 30th, 2010 @ 12:47 am

Mai sentito parlare del FUS?! Proprio Dante sei venuto a tirar fuori! Colui che abbandonò il latito per il volgare, per avvicinarsi a più gente possibile. Dan Brown scrive romanzi, non poemi, quindi si occupa di un altro genere letterario, e non escludo che possa affacciarsi sulla scena un altro Dante. Ma quando avverrà, sicuramente dei parrucconi faranno di tutto per screditarlo…

Commento #2012 di Angelica
gennaio 30th, 2010 @ 1:24 pm

Certo, è una goccia nel mare che va per giunta ripartita. E’ per quello che ho detto “quasi”, mi riferivo proprio alla goccia e fondi analoghi. Informati.

Bene, dante = allevi. Pensavo che dante avesse perorato la causa del volgare indicando, tra le necessità che ne avrebbero reso virtuoso l’utilizzo, l’obbligo dell’aulicità (intesa come uso dotto del volgare). Un proposito il suo, se permetti, ad alto livello dottrinale, ecco perchè dante è dante. Inoltre scrisse il de vulgari eloquentia in latino. Quando allevi scriverà con cognizione di causa e mezzi appropriati come ha fatto dante ne riparliamo, mia cara. Non parliamo poi dei contenuti. Mi viene da ridere a paragonare anche solo una scorreggia di dante a qualsiasi opera di chi intendi tu. Inoltre, come mai con dan brown ti accorgi (forse) che siamo su pianeti diversi (sempre che con ciò che hai ammesso non intenda dire che dante e brown, pur appartenendo a generi diversi, abbiano pari dignità culturale, altrimenti ritiro la concessione eh…) mentre con allevi non te ne accorgi?

Commento #2013 di luca chinaski
gennaio 30th, 2010 @ 7:20 pm

Angelica, una domanda: ci fai o ci sei? sii chiara, così evito di perdere altro tempo, per favore.

Commento #2014 di luca chinaski
gennaio 30th, 2010 @ 7:27 pm

Oh sì i parrucconi hanno già preso di mira il nuovo Dante: Moccia.

Moccia sta alla letteratura come allevi sta alla musica classica.

nl mzz dl kammin di ns vt

Mavalà

Commento #2015 di Anonimo
gennaio 30th, 2010 @ 9:36 pm

Laura Pausini almeno vende dischi, mentre Luciano Berio, oltre ad essere morto non è mai stato nella hit parade.
Parrucconi invidiosi , non lo sapete che Lorenzo Cherubini vende centomila volte di più di Luigi Cherubini!

Commento #2016 di IlcervellodiAngelica
gennaio 31st, 2010 @ 10:59 am

Ma non capisco quale sia il problema, Luca. Che io apprezzi Allevi pur essendo una musicista? Che io trovi la sua musica di una bellezza divina? Una volta c’erano le querelle, ti ricordi? Tra lullisti e piccinisti. Che senso ha uno scontro tra alleviani e antialleviani? Ad Allevi bisognerebbe contrapporre un giovane compositore contemporaneo, non un matusalemme che suona il violino nemmeno più tanto bene. Che senso ha essere un antialleviano? Ci si rode il fegato e basta, perché comunque Allevi resta il protagonista indiscusso della scena musicale contemporanea.

Commento #2017 di Angelica
gennaio 31st, 2010 @ 2:58 pm

Angelica, devi esserci per forza, altrimenti non si spiega il tuo fanatismo.
Assisto molto divertita tutte le volte alle dotte disquisizioni attorno ad Allevi, e ne resto fuori nel merito per pudore, anche se dopo aver letto “bellezza divina” mi sento in imbarazzo, non so che fare, se intervenire.
No, dai, resto sul “devi esserci per forza” e non aggiungo altro.
Guarisci presto e riguardati.

Commento #2018 di meparlare
gennaio 31st, 2010 @ 5:20 pm

Betty, avevo postato ma è andato nel vuoto, dopo essere finito in moderazione….boh…

grazie Angelica, comunque, non ho voglia per ora di riscrivere tutto se non il finale: grazie, mi hai risposto, ci sei e non ci fai.

Commento #2019 di luca chinaski
gennaio 31st, 2010 @ 6:39 pm

Ma questa angelica dev’essere un fake… mai visto tante pippe per di più campate in aria.

Commento #2020 di ErlKoniG
gennaio 31st, 2010 @ 7:45 pm

che tu apprezzi allevi essendo musicista trovo, in tutta sincerità, che sia un problema piuttosto grave. Infatti mi chiedo quale sia il tuo livello, ovvero: ti definisci “musicista” e se non erro diplomata, eppure trovi la sua musica addirittura “divina”. Beh, sì, lo trovo un problema serio, specie se sei nel mondo dell’insegnamento ai giovani, trovo sia un problema serissimo che segnalerei se conscessi la tua identità, in particolare se tu fossi nel ramo dell’insegnamento pubblico. Ma escludo che tu sia in quel mondo e evito di preoccuparmi.
Io non sono antialleviano, semplicemente non lo considero (e credo sia o molto immaturo o negato chi la pensa diversamente) un musicista dotto e non lo considero un musicista di riferimento. Per me ha lo stesso valore di riccardo cocciante, con meno carisma per giunta. Giovani compositori contemporanei che letteralmente se lo bevono ci sono (anche dodicenni eh, non parlo di gente più matura), così come giovani esecutori (e quì scendiamo sotto gli otto anni di età). Vero, di loro non si parla e si dovrebbe forse parlare di più, ma allevi in questo contesto semplicemnete non si colloca.
Il matusalemme che non suona più tanto bene chi sarebbe? ughi? ora comunque ho capito: ci sei. Grazie, hai risposto.

Commento #2021 di luca chinaski
gennaio 31st, 2010 @ 7:55 pm

E va bene, tutto ovvio. Così deve parlare un anti alleviano. Ma ti prego di farmi almeno un nome. Ecco, mettetevi d’accordo ed eleggete un nome di riferimento, tra i giovani compositori contemporanei, anche dodicenni, che se lo bevono. Solo così la disputa può avere senso, altrimenti tutto si risolve nello scontro tra giovani progressisti e vecchi parrucconi invidiosi.

Commento #2022 di Angelica
gennaio 31st, 2010 @ 8:06 pm

troppo comodo… sei tu che devi dimostrare che allevi è un genio innovativo. La storia dei parrucconi invidiosi poi è tipica di chi non ha un argomento serio che è uno, ma si poggia solo su passioni (…) soggettive permeate da invidia per mancati obbiettivi, infarcite poi di luoghi comuni più o meno contemporanei. Il tuo problema è che non hai argomenti credibili.

Commento #2023 di ErlKoniG
gennaio 31st, 2010 @ 9:11 pm

Ma dai, io mi domando ancora come possa essere considerato un musicista, eppure da quanto ho letto addirittura chi fa musica lo considera tale
Non so se piangere, scandalizzarmi o mettermi a ridere

Commento #2024 di Colonnello addormentato
gennaio 31st, 2010 @ 9:19 pm

@colonnello addormenteto

è un segno di questi tempi: la glorificazione del nulla.

Commento #2025 di ErlKoniG
gennaio 31st, 2010 @ 9:20 pm

@ luca chinaski

una cosa non capisco. Tu stesso ti sei detto un “nazifascista” della musica, ma perché? tempo fa chiusi un mio commento con una citazione da quel libro di lezioni di Webern per fare una battuta a Erlkonig, in cui non si comprendeva il perché dei gusti di goethe. ora tu ti preoccupi addirittura del fatto che Angelica considera divina la musica di Allevi non ostante sia ella stessa musicista. ma perché? il fatto che tu non trovi affatto divina quella musica, e che magari non lo sia in senso oggettivo ( vabbè )cosa toglie al fatto che resta comunque musica? se provi a pensarti completamente ignorante di musica credi che JSB non lo avresti trovato ugualmente divino?

Commento #2026 di paperinoramone
gennaio 31st, 2010 @ 9:31 pm

Qualche nome di riferimento:
Evgeny Kissin, David Lively, Thollem McDonas, Gianluca Cascioli etc…

Commento #2027 di June
gennaio 31st, 2010 @ 9:37 pm

@june

grazie per i nomi.

Commento #2028 di paperinoramone
gennaio 31st, 2010 @ 9:57 pm

Angelica, vado oltre ciò che hanno risposto, e immagino dirai perfino che sono evasivo. Invece fai un sforzo e pensa. Ci sono migliaia di musicisti, solo in Italia, migliori di allevi. Migliaia. Compositori e esecutori, migliaia. MILLE, Angelica. Se te li scrivo tutti ci metto 10 anni. Vai su google, dico per esempio, a vederti il palmares dei concorsi di composizione (o esecuzione) a livello nazionale (è sufficiente, evita gli internazionali che sono altra storia addirittura, lì proprio non se ne parla), vediti che so, i primi classificati ogni anno degli ultimi venti anni di tutti i concorsi che trovi, prendili tutti: ognuno di quei giovani è verosimilmente migliore di allevi. Bene, sono tutti a spasso. Ti ricordo che allevi non è un prodotto da concorso, ma di altro tipo, ovviamente. Avesse fatto un concorso non passava la prova preliminare. Tu dirai che i concorsi sono formati da giurie di “parrucconi”, e siamo da capo. Hai mai fatto un concorso musicale serio, nazionale o internazionale? no, credo di no, sono certo di no, non è possibile dico io. Mi fermo quì, discorso inutile, intuisco. Ma chi raggiunge un successo di pubblico (solo di pubblico, rammento, poichè la critica e la dottrina lo stroncano senza mezzi termini, e senza un concorso decente superato dignitosamente) come quello di allevi almeno il sospetto dell’inciucio dovrebbe metterlo anche a te no? voglio dire, è mai capitato che critica e dottrina siano così compatte in negativo? a memoria non ricordo, ma a memoria non ricordo un tale bluff in effetti. Bada bene, preciso, che anche chi supera un concorso importantissimo (ad esempio il concorso Chopin di Varsavia) rimane di norma nessuno per moltissimo tempo e può essere dimenticato nel nulla se non viene assistito (un esempio, Cominati ha vinto il Busoni una decina di anni fa; fortuna che aveva il brevetto di volo e si è messo a pilotare gli aerei, eppure è bravissimo, un musicista eccezionale). I bravi sono troppi, e si contendono pochi posti. Ed ecco che, come per miracolo, arriva signor-nessuno-allevi-senzaconcorsi e suona ovunque, anche in senato, e dirige per di più, dopo aver imparato su youtube in 24 ore, come il metodo impara la chitarra in edicola, e fa ridere i polli e piangere i musicisti. Solo perchè la tal agenzia ha fatto la tal operazione di “collocamento”.
Tempo fa ti ho pure linkato, ricordo, un video di un giovane musicista che a quattro anni si beveva allevi, c’è il video su youtube, si chiama sergio tiempo. E’ solo un esempio, che ti ricordo. Fu acqua fresca, per te, non facesti alcun commento. Sarà uguale anche adesso, ci giurerei.
Infine, guarda che i “giovani progressisti” esistono, ma sono altra cosa rispetto a ciò che intendi tu.

Paperino, io mi preoccupo perchè lei sostiene di essere musicista, e mi preoccupo perchè a volte i musicisti insegnano musica.

Commento #2029 di luca chinaski
gennaio 31st, 2010 @ 10:20 pm

Perdonami Luca, tempo fa non mi hai linkato un bel niente.
In ogni caso Sergio Tiempo è un pianista straordinario. L’avevo già notato per conto mio e ti posso assicurare che non ho mai sentito eseguire il preludio 16 di Chopin come dalle sue dita. Ci sfigura anche Pollini.
Ma Sergio Tiempo non ha scritto nessuna Suite Sinfonica, non ha scritto nulla di significativo per pianoforte o pianoforte e orchestra, non è un compositore, ma uno straordinario esecutore. E’ assolutamente ovvio che esistono esecutori più bravi di Allevi, ma la gente non riempie l’Arena di Verona o la Carnegie hall di New York per sentire come Allevi suona Beethoven. Va a sentire la sua musica. Questo vale anche per gli altri nomi che mi avete proposto.

Commento #2030 di Angelica
febbraio 1st, 2010 @ 12:00 am

Si, insegno anche musica, ma non ti preoccupare, non sono direttore di conservatorio!
In ogni caso mi risulta, sia dall’esperienza personale, che dai commenti molto preoccupati di altri critici, che Allevi sia ormai regolarmente studiato in conservatorio, oltre che all’Accademia Internazionale di Imola! (E suppongo anche all’estero, ma voglio documentarmi).
E’ vero, ci sono moltissimi pianisti di grande talento…a spasso. Ma ce ne sono anche altri che stanno facendo una bellissima carriera, come Lang Lang, e Cascioli, verso il quale ho una particolare simpatia.

Commento #2031 di Angelica
febbraio 1st, 2010 @ 12:10 am

Angelica, hai poca memoria o ti sfuggono i dettagli. Nota il mio commento n. 1995, ti era sfuggito il dettaglio del link? Il paragone con pollini comunque non lo condivido, ma non è questo il punto. La musica nella sua accezione è fatta di dettagli, se ti sfuggono devi lavorarci, se controlli i dettagli nella musica che osanni scoprirai magicamente l’errore.
Che non insegni in conservatorio, perdona la franchezza, è per me un sollievo ( a dire il vero ci avrei quasi giurato), per quanto ritenga che l’insegnamento della musica sia importante ad ogni livello.
Che allevi sia studiato al conservatorio è una sciocchezza, non accade dalle mie parti per lo meno (potrà accadere che un allievo dei primi corsi lo proponga, accade anche dalle mie parti questo, ma accade anche che l’insegnante serio bocci la proposta; se non accade c’è di che preoccuparsi, alora sì, ma dalle mie parti pare non succeda grazie al cielo).
Che ad imola si studi allevi, giuro, mi sembra la più grande panzanata del secolo. Angelica, non credere a tutto ciò che ti viene detto, a volte la gente dice le cose per prendere per il culo, dai, su…dimmi che l’hai sparata così, dai…ho amici ad imola, su, gli dirò sta cosa ma mi rideranno in faccia cavoli…documentati meglio Angelica, sì, fallo se hai tempo da perdere.
Se invece leggi il mio ultimo commento noterai che, infatti, ti invitavo a riflettere sui concorsi soprattutto di composizione, non di esecuzione, e ho detto mille tante volte. Infine ancora con gli stadi pieni, che sfinimento: no, la gente non riempie gli stadi per sentire il beethoven di allevi, ovviamente, siamo d’accordo, li riempie perchè non sa niente in materia musicale, niente di niente di niente. Le emozioni della gente guidano, e le emozioni sono di valore direttamente proporzionale alla preparazione. Professoressa Angelica, mi stai prendendo per i fondelli vero?

Commento #2032 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 12:40 am

Forse mi era sfuggito il link, ma confondere un compositore con un esecutore ti sembra un dettaglio?
Che Allevi sia studiato al conservatorio non è affatto una sciocchezza, e paradossalmente l’ho scoperto proprio in un forum di “detrattori”, i quali si strappavano le vesti per il fatto che ormai comunemente al diploma di pianoforte, nella parte relativa ai compositori contemporanei, viene portato il nostro ricciolino. Se può consolarti so anche di un ragazzo al quale è stato impedito di suonare “Prendimi” ad un concorso internazionale di pianoforte, come se quella musica fosse messa all’indice.
Quanto ad Imola, mi sorprende assai che tu non sia informato su quella che è diventata una sorta di “roccaforte” alleviana! A rompere gli indugi, un’intervista del M°Franco Scala, che come saprai è il direttore della più importante accademia pianistica internazionale che abbiamo in Italia, il quale ha manifestato tutto il suo entusiasmo per la musica di Allevi, che risuona spesso nelle aule.
Ti concludo il quadretto con la riflessione del critico musicale Federico Vacalebre del Mattino di Napoli, storico detrattore di Allevi, all’indomani del suo concerto di pianoforte solo in Piazza del Plebiscito (11mila paganti): gli unici compositori italiani che sono riusciti a colpire l’immaginario collettivo sono Rota, Morricone ed Allevi, ma di questi solo l’ultimo è entrato nel repertorio.
No Luca, non ti prendo affatto per i fondelli, non è mia intenzione. Voglio solo dimostrarti che come ci sono i detrattori illustri, ci sono anche musicisti molto validi che apprezzano la sua musica.
Ti invito anche a riflettere sul fatto che riuscire a colpire l’immaginario collettivo, per un compositore è un valore, non una cosa di poco conto.

Commento #2033 di Angelica
febbraio 1st, 2010 @ 3:02 am

Primo. nei miei commento non troverai mai confusione tra un compositore e un esecutore, come ho in effetti notato sovente accada quì.
Secondo. Forse al conservatorio di ciccio ingrassia capitano ste cose, non nei conservatori statali di musica della repubblica, mi auguro vivamente. I sistemi di diploma sono cambiati, ma non fino a questo punto inaccettabile, mi auguro. Se mi segnali dove accade verificherò come ti sbagli. Certo che è messo all’indice nei concorsi, ma ci mancherebbe pure!
Terzo, il più importante, SGOMBRIAMO QUESTA STUPIDAGGINE. Imola (dove non metterei mai piede oggi, per motivi che non ti spiego) forma (o dovrebbe formare) pianisti concertisti, non decerebrati della musica, giusto? Mi informerò, ma ti premetto che certamente ai tempi di Lazar Berman e Alexander Lonquich ste cose sarebbero state possibili quanto trovare un angolo in un cerchio, te lo garantisco al limone. Oggi sono poco aggiornato, chiederò, ma continuo a ritenerlo impossibile, davvero troppo, e sono convinto (convinto!) che sei completamente soggiogata da qualcuno o qualcosa e che credi alle favole. Roccaforte alleviana! cos’è, una candid camera? Scala che “rompe gli indugi”, ma per favore.
Quarto. Entrato nel repertorio! di chi? degli allievi delle scuole musicali private? lo so, capita in quei contesti, dove l’allievo ignorantissimo paga e va assecondato e dove l’insegnante spessissimo (quasi sempre) è ignorante al pari dell’allievo. NON NEI CONSERVATORI (per scaduti che siano). NON NEL REPERTORIO DEI PIANISTI DA CONCORSO. NON NEL REPERTORIO DEL MUSICISTA CHE POSSA DEFINIRSI TALE. Se per caso, in preda a febbre da malaria, un pianista concertista (non rilevante, ovviamente, diciamo uno che si fa un concerto e lo pagano per quel concerto) suonerà un pezzettino di allevi, uno qualsiasi, il migliore, sarà perchè l’avranno pagato profumatamente per farlo oppure per amicizia personale. E farà comunque male. Punto.
E ancora: certo, ha colpito l’immaginario collettivo, ne ho sempre preso atto e ho sempre detto che non lo ritengo assolutamente rilevante, sostengo che non va valutato per quel motivo, del tutto IR-RI-LE-VAN-TE.

Commento #2034 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 9:14 am

e finiamola di sostenere sta storiella che è compositore esecutore filosofo, per favore. E’ la tipica dimostrazione che chi troppo stroppia. Quando non hai un talento che univocamente ti porta in vetta, allora, visto che proprio vorresti ma non puoi, ti allarghi verso altre vette che ugualmente non raggiungi.

Commento #2035 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 9:17 am

e se per assurdo (per assurdo) il diploma di pianoforte lasciasse campo libero in una sua parte e quindi l’allievo immaturo (che al diploma non manca mai, vedi allevi stesso) portasse un pezzo di allevi, questo sarebbe il tipico esempio di vuoto legislativo che non ha previsto possa accadere ciò. E se ciò potesse, per assurdo, accadere, immagino come verrebbe valutato dalla commissione. Se fossi io in commissione, solo per un motivo del genere farei una guerra per bocciare.

Commento #2036 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 9:21 am

Però accade, proprio nei Conservatori, Statali di Musica della Repubblica Italiana.
Luca, tu dici di non prendere in considerazione Allevi, che la sua musica è irrilevante ecc…
Eppure perdonami, ma sembri proprio imbufalito.
Parli di guerra per bocciare chi lo esegue, blocco ai concorsi, febbre malarica a chi voglia suonarlo. Hei…calmati! Si tratta di palline su un pentagramma. E si conceda a qualunque esecutore di suonare ciò che vuole, in piena libertà. Vuoi entrare nella mente delle persone ed imporre con la violenza le tue idee?
E’ vero, una cosa te la concedo, e ascoltami attentamente. Allevi spopola soprattutto tra gli studenti di pianoforte alle Medie Sperimentali, e lì è un IDOLO assoluto. Eseguono soprattutto i brani più abbordabili tecnicamente, che sono solo due. Poi questi ragazzi entrano in conservatorio, e spesso trovano insegnanti per i quali Allevi è il demonio, e allora sono costretti a studiarlo di nascosto. I concertisti che invece lo eseguono in pubblico ce ne sono eccome. Ma anche se fossero pochi, ti sembra niente? Ma ti rendi conto che ci sono compositori che entrano nel repertorio due secoli dopo essere morti?

Commento #2037 di Angelica
febbraio 1st, 2010 @ 12:42 pm

Ti do un ultimo consiglio: fattene una ragione. Che Allevi sia un musicista amato e odiato, eseguito o no, stimato o avversato, è un dato di fatto.
Quando dici che per arrivare alla vetta si inventa altri metodi, sbagli, perchè se un compositore porta 11mila paganti in Piazza del Plebiscito con un pianoforte solo, 12mila all’Arena di verona con un’orchestra sinfonica, e fa il tutto esaurito alla Carnegie hall di new York, è già in vetta.
Ma se per te ciò è irrilevante (e non lo è mai stato per la Storia) lo accetto senza problemi.

Commento #2038 di Angelica
febbraio 1st, 2010 @ 12:52 pm

bene, accettalo, e sì, sono imbufalito se penso al ruolo che sostieni di ricoprire. Hai detto bene, viene studiato di nascosto. Riflettici. Non va concesso a chicchessia di suonare ciò che vuole in un conservatorio, mai, ci sono programmi strutturati da rispettare che partono da criteri che tu manco immagini, evidentemente. Non si fa scegliere all’allievo cosa suonare, a meno che non sia maturo per farlo, e tieni presente che l’insegnante che lo fa è un pessimo, pessimo insegnante, davvero pessimo, che non ha idea di cosa significhi insegnare o che forse non ha nulla da insegnare, che è peggio.
Spopola alle medie sperimentali, lo sospettavo. Un po’ lo attribuisco alla scarsa preparazione dello studente di musica delle media sperimentali, dovuta in parte all’età; il resto della responsabilità va senz’altro attribuito a chi concede che sia suonato allevi, ossia all’insegnante. Immagino, do purtroppo per scontato, che gli insegnanti in quelle scuole siano pure diplomati (non voglio aggiungere altro).
Ora, ti prego, sono io a chiederti un nome. Fammi un nome di concertista che esegue allevi in pubblico, uno solo. Il curriculum poi vado a vedermelo io. Tu fammi solo il nome. Infine, sei sorda? 11 mila paganti, 100 mila paganti, hai capito o non hai capito che è irrilevante storicamente e non solo per me? per come la pensi tu ( mi rendo conto che il paragone attribuisce ad allevi troppa importanza) è meglio paganini di schubert! è meglio jovannotti di schubert! è meglio la pausini di schubert! Ma dove insegni? ma cosa insegni? sono letteralmente allibito.

Commento #2039 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 1:34 pm

“…11 mila paganti, 100 mila paganti, hai capito o non hai capito che è irrilevante storicamente e non solo per me?…”

Sottoscrivo in pieno. Non si può argomentare sul numero di biglietti venduti e non vi è alcun nesso tra musica e popolarità mediatica.

Commento #2040 di June
febbraio 1st, 2010 @ 2:27 pm

June, è l’unico argomento che ha, ecco perchè lo tira sempre fuori. E’ l’implicita ammissione di non aver uno straccio di niente da dire.
Povera Italia.

Commento #2041 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 2:34 pm

“… al diploma di pianoforte, nella parte relativa ai compositori contemporanei, viene portato il nostro ricciolino.”

(il TUO ricciolino)

Questa è davvero esilarante, Allevi portato per il diploma di strumento. All’ottavo che si porta, Richard Clayderman?

Questa non sa una mazza di pianoforte o di musica Luca, è un fake.

Commento #2042 di ErlKoniG
febbraio 1st, 2010 @ 3:16 pm

Ma andiamo, cosa c’entrerebbero i biglietti venduti?
Una persona seria, che dice di far musica e insegnarla, non alzerebbe mai una discussione sbandierando un argormento simile e che fa acqua da tutte le parti

Commento #2043 di Colonnello addormentato
febbraio 1st, 2010 @ 3:19 pm

vi prego ragazzi, lasciate che mi risponda. Vorrei sentire il nome, sono sicuro che lo spara fuori…vedrete che adesso zimerman ha suonato allevi…vedrete…

Commento #2044 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 3:24 pm

@luca

… perchè non sapevi che Lonquich va a lezione di nascosto da Allevi?

Commento #2045 di ErlKoniG
febbraio 1st, 2010 @ 3:26 pm

ErlKonig, ricordi i quadri di “korsakov”? ….uguale…

Commento #2046 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 3:27 pm

Che mondo mi state aprendo, ragazzi
Non si finisce mai d’imparare

Commento #2047 di Colonnello addormentato
febbraio 1st, 2010 @ 3:32 pm

@luca

ahahahaha si si, me lo ricordo bene!! Il livello è questo.

Commento #2048 di ErlKoniG
febbraio 1st, 2010 @ 3:49 pm

Erl, pensavo che se rinasco al diploma porto questi:
PRIMO GRUPPO: steven schlaks, opera omnia
SECONDO GRUPPO: baglioni (le più famose)
TERZO GRUPPO: riccardo cocciante canta mina
QUARTO GRUPPO: allevi, opera omnia.

per i concerti per pf e orchestra scelgo assolutamente allevi e richard clayderman (il primo moderno, il secondo classico)

Il tutto moooolto lentamente, altrimenti non raggiungiamo i 60 minuti.

Commento #2049 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 3:57 pm

Questa è davvero esilarante, Allevi portato per il diploma di strumento. All’ottavo che si porta, Richard Clayderman?

Questa non sa una mazza di pianoforte o di musica Luca, è un fake.

Naa, si porta la sigla della Pasta Barilla, lo so bene.

Ma che fake e fake, è il nostro Umby, sempre lui, sempre innamorato dei riccioli di Allevi.
Oh Umby, Umby. Io ancora non sono del tutto certa se sei veramente così o ti diverti per qualche malsana ragione a fare il troll (uhm, pensandoci, anche la prima ipotesi non è poi così rassicurante).
Quello che so, è che sono contenta che tu sia qui ora a sparare cazzate che mi rallegrano. Grazie, Umby. =)

Commento #2050 di crawling chaos
febbraio 1st, 2010 @ 4:08 pm

chaos, mi sa che è femmina. E mi sa che non mi risponde. Voglio che torni, voglio che torni, voglio che torni.

ooommm….ooommmmm…..ooommmm….torna dai, su….ooommmm

Commento #2051 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 4:21 pm

parlando così non fai certo onore al tuo cognome.

Commento #2015 di Angelica

Non parlare così al mio blog-conosorte, sai?

(Ciao luca, ciao chaos!)

Commento #2052 di jules "matriarca" chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 4:26 pm

la famiglia riunita, come a natale…sono commosso…lacrimuccia…

Commento #2053 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 4:30 pm

Che bella, la nostra trinità impura e parruccona.

Io non so se sia femmina o maschio, non so nemmeno se è umano- né se la sua razza preveda più o meno di due sessi, se è per questo.
So solo che lo adoro. Lo chiamo Umby per comodità perché è stata la veste principale sotto la quale l’ho conosciuto.

Commento #2054 di crawling chaos
febbraio 1st, 2010 @ 4:47 pm

P.S.
Luca, tu da che deduci il fatto che sia femmina? dall’ossessione per i riccioli del riccioluto ricciolino riccio pseudo-compositore, o da qualcos’altro ancora in particolare?

Commento #2055 di crawling chaos
febbraio 1st, 2010 @ 4:50 pm

chaos, è solo sensazione. Il modo di esprimersi, le maiuscole, non saprei. Solo sensazione, magari è davvero il progenitore Umby.

Commento #2056 di luca chinaski
febbraio 1st, 2010 @ 4:56 pm

Non ascolto Allevi e non lo ascolterò, come non ascolto Chopin e compagnia bella, ma ad Angelica bisogna riconoscere almeno il giusto onore delle armi!
Oh, non s’arrende!

Commento #2057 di Ghigo
febbraio 1st, 2010 @ 5:51 pm

Certe volte bisogna rendersi conto di quando continuare e di quando invece arrendersi e basta
Consiglio ad Aneglica, Umby o chiunque egli/ella sia una resa incondizionata o un cessate il fuoco

Commento #2058 di Colonnello "preparate l'armistizio" addormentato
febbraio 1st, 2010 @ 6:12 pm

*Angelica
Piccolo lapsus

Commento #2059 di Colonnello "preparate l'armistizio" addormentato
febbraio 1st, 2010 @ 6:12 pm

Personalmente l’adagio per cui “de gustibus non disputandum est” mi è sempre parso eccessivamente e deleteriamente democratico. Ma comunque, se a qualcuno piace Allevi (ne deduco un qualcuno che non conosce la musica classica, perché se conosci la musica classica, se hai delle alternative, perché scegliere Allevi? Sarebbe come avere a disposizione, che so, lasagne e pizza, e preferire invece del mais scondito), se a qualcuno piace Allevi, di pancia, a sentimento, senza cognizione di causa, ok, lo accetto. Del resto accetto anche che Marina Rei, Biagio Antonacci e Francesco Renga abbiano dei fan, nonostante da circa un secolo siano venuti fuori miriadi di band e artisti infinitamente superiori e infinitamente meno famosi (in Italia). Lo accetto, ma non vuol dire che lo condivida: e meno ancora posso condividere che una persona che sa, una persona esperta, che conosce, abbia dei gusti così piatti, ordinari, poco curiosi. E’ come se un critico musicale, dopo aver ascoltato tutto lo scibile musicale degli ultimi 90 anni e aver letto letteratura rock, decidesse che, comunque, a lui piace Vasco Rossi. No. Non è semplicemente possibile.

Commento #2060 di I Love Dominique Laboubée
febbraio 1st, 2010 @ 6:52 pm

Ma c’è qualcuno che ha voglia di farsi uno studio serio di queste 11 pagine di commenti e trovare una segreta struttura- quasi musicale- nel periodico comparire del “commentatore Allevi”? Per esempio, ogni quante identità femminili (che preferisce) ne scatta una maschile? Cosa possiamo trarre dall’analisi dei nomi scelti? Con che scadenza temporale decide di ritornare?

Ricordo che mesi e pagine fa era già stato abbozzato uno schema di come evolve la glorificazione alleviana nei suoi commenti per ogni nuovo nickname adottato, prima più cautamente, fino alla deificazione assoluta come compositore, concertista e uomo. Ci sono degli schemi ricorsivi, anche se non proprio rigidissimi (bisogna dargli atto della capacità- non enorme, ma presente- di introdurre variazioni).
E così il carosello delle argomentazioni, che gira e gira ritornando sempre alle stesse (successo, progresso contro parrucconi, invidia etc.)

Non so, secondo me uno psicologo interessato ai nuovi media ne potrebbe tirar fuori uno studio niente male.

Commento #2061 di Allevi3metrisopralcielo
febbraio 1st, 2010 @ 7:29 pm

Ma c’è qualcuno che ha voglia di farsi uno studio serio di queste 11 pagine di commenti e trovare una segreta struttura- quasi musicale- nel periodico comparire del “commentatore Allevi”?

c’è davvero????

Commento #2062 di vipero
febbraio 1st, 2010 @ 7:38 pm

Ognuno ascolti quello che gli pare. Se Giovanni Allevi è un entertainer e si muove con agilità e scaltrezza nello show-business musicale, buon per lui e per il suo portafoglio. Non approvo però, quella logica idiota secondo la quale, quelli a cui non piace sono solo dei rosiconi con la puzza sotto al naso.
Puoi avere una brillante e pluripremiata carriera e una prolifica attivita concertistica senza avere le adunate oceaniche, incidere dischi per le etichette più prestigiose e sopratutto rimanere nella storia della musica e dell’arte del pianoforte, anche senza essere mai stato a MTV.

Commento #2063 di June
febbraio 1st, 2010 @ 8:01 pm

Come ripeto sempre: il fatto che piaccia allevi non è rilevante, basta non tentare di spacciarlo per quello che non è.

Commento #2064 di ErlKoniG
febbraio 1st, 2010 @ 8:09 pm

http://lario3.splinder.com/post/22160531/Trailer

Commento #2065 di Mary
febbraio 1st, 2010 @ 9:26 pm

Aggiungo un paio di cose, sia sul fatto del successo di pubblico che possa essere indicativo di qualcosa, sia sul fatto che allevi (o simile) sia o meno entrato in repertorio di qualcuno.

1. in linea puramente teorica, specificando meglio ciò che ho sostenuto finora, penso che si possa misurare il valore di un musicista dal pubblico, ma solo tramite analisi ponderata del pubblico. Mi spiego con due esempi: Allevi, che è seguito da un pubblico del tutto ignorante (di ragazzini che provengono dalla musichetta leggera, di politici, di invitati illustri, di impiegati pubblici, ecc.), bene, se valutiamo ponderatamente quel pubblico, ecco che si delinea sintomaticamente il valore di allevi medesimo. Osserviamo poi un altro tipo di artista, Rubinstein. Il suo pubblico annovera ogni essere vivente, più o meno piace a tutti, ma per tutti intendiamo anche critica e pubblico specializzato, oltre che la casalinga di voghera. Ecco, in questo caso si delinea il valore di rubinstein, capace di conquistare con la marcia delle melarance di prokofev, con un tango improvvisato così come con l’appassionata di beethoven, capace di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, pianista che guardava al successo di pubblico, che cercava e desiderava, e alla sostanza obbligatoria al grande musicista. Osserviamo infine schnabel, o fischer. Sale vuote. Loro suonavano bach, mozart, schubert, in modo estremamente professorale, per pochi eletti estremamente preparati ed esigenti. Sale vuote, ci sono foto di un concerto di fischer che illustrano un concerto con otto (otto!) persone presenti (poi, se vediamo bene, una di esse era claudio arrau, l’altra era martin krause, l’altra era furtwaengler, etc.)eppure enorme merito intellettuale e artistico. Onore a quel merito, dico io. Chi sta fuori sta fuori per un motivo: per lui è troppo, non può capire.

2. Sul fatto che allevi (o simile) entri in repertorio di qualche pianista, anche quì devo rettificare in parte ciò che ho sostenuto: ammetto che purtroppo possa capitare, in effetti, e mi spiego meglio però con un altro esempio, che mi riguarda personalmente. Anni e anni fa, quando ero poco più di un ragazzo, dovetti fare un piccolo concerto organizzato da un’associazione culturale, una fesseria adeguata alla mia preparazione e capacità. A quindici giorni dal concerto mi arrivò un compositore locale piuttosto vezzeggiato dai concittadini con un suo preludio e fuga in stile jazz, chiedendo se glielo avessi eseguito. Rifiutai cordialmente, però le pressioni dell’associazione furono tali, diciamo così, da dover accettare per poter suonare il mio programma. Fortuna che era una merdina che mi lessi quasi a prima vista (meglio di allevi eh, almeno aveva forma compiuta), ma il punto è che spesso il giovane che esegue un programma non decide autonomamente il programma, perchè il mercato, gli eventi, decidono per lui: se vuole suonare in pubblico bach e mozart, a fianco ci mette pinco pallino, altrimenti non suona. Ecco, questo è un motivo per cui, per assurdo, un domani potrà verificarsi che un musicista non in condizione di decidere il programma del concerto si trovi ad eseguire una pezzettino dell’allevi. Ovviamente non capita al pianista affermato, questo è ovvio.

Buona giornata a tutti!

Commento #2066 di luca chinaski
febbraio 2nd, 2010 @ 9:33 am

Vi prego di aiutarmi a diffondere questo video il più possibile. E’ molto importante!

http://www.youtube.com/watch?v=LOUOS9vWW38

Commento #2067 di Angelica
febbraio 2nd, 2010 @ 1:16 pm

Angè, ho già cominciando la diffusione porta a porta.

Per ora non ha aperto nessuno, e qualcuno da dentro ha perfino urlato: “poliziaaahh!”

Commento #2068 di vipero
febbraio 2nd, 2010 @ 1:21 pm

non vedo youtube oggi…chissà come mai, però, non credo di perdermi niente. Interpretando ciò che dicevo prima, pur non avendo mai sentito una nota di allevi (forse una, toh, al supermercato) riesco comunque a percepirne con certa chiarezza il valore sulla base del corrispondente pubblico. Dovrò diffondere questo nuovo metodo di valutazione critica! Depositerò il brevetto.

Commento #2069 di luca chinaski
febbraio 2nd, 2010 @ 1:57 pm

comunque:

invito a notare la solita tecnica malvestita: fare sempre e comunque finta di niente (è facile, scrollatina di spalle e via), prescindendo da ogni considerazione (bisogna esserci portati, non è cosa da poco), tirar dritto come non fosse stato detto nulla (ci vuole una personalità mica da ridere), chiedere spiegazioni, ottenendole, ma di contro non fornirle mai, anche se esplicitamente richiesto (ai posteri ogni considerazione nel merito).

Commento #2070 di luca chinaski
febbraio 2nd, 2010 @ 2:17 pm

@Luca

Non so se è l’angelica “musicista in 24 ore”, perchè il video è una discreta presa per i fondelli del pallone gonfiato con i riccioli.

Commento #2071 di ErlKoniG
febbraio 2nd, 2010 @ 3:12 pm

ops, allora ritiro gli ultimi due commenti e mi scuso…grazie erl..

Commento #2072 di luca chinaski
febbraio 2nd, 2010 @ 3:18 pm

Il secondo mantienilo…

Commento #2073 di ErlKoniG
febbraio 2nd, 2010 @ 3:26 pm

ma anche il primo!

Commento #2074 di Anonimo
febbraio 2nd, 2010 @ 3:36 pm

Sì ognuno si emozioni con ciò che vuole, ma non si può far passare questa cacca per quel che non è, perchè di cacca si tratta. Manca tutto ciò che può mancare ad un musiscista, non può rientrare nemmeno nella teoria della soggettività una roba del genere… è giusto musica buona per gli spot della fiat o per le file in attesa alla posta.Non c’è impegno nello scrivere,nel suonare, non è questione di dire: “meglio Allevi di questo o quell’altro”, no! Non si può neppure fare un discorso simile! Non si può fare un paragone perchè mancano i minimi termini di paragone e quindi di soggettività! Non so se mi spiego: Allevi non esiste!!
Scusate lo sfogo :D

Commento #2075 di Jean
febbraio 2nd, 2010 @ 4:02 pm

…”è giusto musica buona per gli spot della fiat o per le file in attesa alla posta”.

Jean, e nemmeno quello! A questo punto preferisco “Music for Airports” di Brian Eno. No, no, Allevi non esiste proprio. ;)

Commento #2076 di I Love Dominique Laboubée
febbraio 2nd, 2010 @ 4:08 pm

ti spieghi benissimo, Jean.

Commento #2077 di luca chinaski
febbraio 2nd, 2010 @ 4:11 pm

Bene, allora io brevetto il postulato della “non esistenza Alleviana”.
Metti che scompare sul serio…

aufidersen! :)

Commento #2078 di Jean
febbraio 2nd, 2010 @ 4:20 pm

Cara Jean, intervento assolutamente ineccepibile. E sottoscrivo laboubée sul “music for airports” di Eno per quanto riguarda gli spot. Allevi non esiste.

Commento #2079 di ErlKoniG
febbraio 2nd, 2010 @ 4:29 pm

comunque io preferisco Mio Mini Pony. Voglio dire, ma volete mettere?

Commento #2080 di luca chinaski
febbraio 2nd, 2010 @ 4:42 pm

Per favore, il video…

Commento #2081 di Angelica
febbraio 2nd, 2010 @ 6:17 pm

si beh… parli di vette musicali luca, ho saputo che è entrato come pezzo d’obbligo al Ginevra… Insieme ai pezzi (nel senso di “rottami”) di Allevi, naturlich.

Commento #2082 di ErlKoniG
febbraio 2nd, 2010 @ 6:19 pm

Piccolo problema di ordine filosofico.
Se Allevi non esiste, perchè sprecate il fiato e vi rodete il fegato per una nullità che non merita alcuna considerazione, e che addirittura non esiste?
Vuoi vedere che invece…esiste?!

Commento #2083 di Angelica
febbraio 2nd, 2010 @ 6:30 pm

http://www.youtube.com/watch?v=LOUOS9vWW38

Commento #2084 di Angelica
febbraio 2nd, 2010 @ 6:33 pm

Di esistere esiste, ma esiste nello stesso universo di D’Alessio e della Tatangelo.

Commento #2085 di I Love Dominique Laboubée
febbraio 2nd, 2010 @ 7:08 pm

Allevi bello, glielo presti per 40 minuti, il tuo bel pianofortino a Charlemagne Palestine!

Commento #2086 di June
febbraio 2nd, 2010 @ 9:15 pm

Cerco di capire il senso del video
Sarò strafatta di Vivin C e non lo capisco, probabilmente

Commento #2087 di Colonnello "assuefatto alle vivin c" addormentato
febbraio 2nd, 2010 @ 10:58 pm

E’ una missione Angelica, chi ha le allucinazioni come te e vede cose che non esistono va aiutato.

Commento #2088 di ErlKoniG
febbraio 3rd, 2010 @ 2:04 am

comunque quoto riquoto straquoto il mio commento 2081, lo straquoto proprio. Mi autocompiaccio della diagnosi, soprattutto nella parte finale.

Commento #2089 di luca chinaski
febbraio 3rd, 2010 @ 9:11 am

ma Angelica rema contro se stessa, o è fake?

Commento #2090 di Anonimo
febbraio 3rd, 2010 @ 10:00 am

Luca, il tuo ultimo post è raccapricciante, e l’ho letto solo ora. Io dovrei ammirare un pianista per la sua “professionalità” perchè è in grado di portare otto persone in una sala da concerto? Ancora la storiella dei “pochi eletti”? Cosa dico ai miei allievi di pianoforte, che un giorno avranno la fortuna di essere ascoltati da pochi e competenti eletti? E’ finita Luca, lo capisci? Il sistema ha fallito. E per fortuna mi hai fatto dei nomi famosi. Cosa ne è delle decine di migliaia di altri pianisti sconosciuti che sono in grado di suonare come loro?
Se vuoi farti un’idea dell’analisi sociologica del pubblico di Allevi, allora vai a leggerti un lungo e pensato resoconto di Piero Rattalino, che non è certo un picopallino nel trattare questo delicato argomento. Il suo è un pubblico assolutamente trasversale, che abbraccia tutte le età e le categorie, ma non ci sono Vip. Come Rattalino racconta, gli è toccato vedere il concerto dalle ultime file, perchè Allevi non ha bisogno di ingraziarsi i favori dei potenti, e quindi ai suoi concerti non c’è la fila dei posti riservati alle autorità.
E’ una diagnosi di morte la tua, la fine di un sistema, e non c’è nulla di cui compiacersi

Commento #2091 di Angelica
febbraio 3rd, 2010 @ 12:54 pm

Allevi è un po’ come il Chivas Regal, quindi.

Commento #2092 di vipero
febbraio 3rd, 2010 @ 1:03 pm

Schnabel. Sigh (sospiro di commozione).
A questo proposito vorrei ricordare che in non ricordo quale romanzo di Chandler, Marlowe incontra un poliziotto pianista che gli spiega come per trovare un buon interprete al piano di Mozart bisogna rivolgersi non a Rubinstein, che- dice- è bravo per Chopin, ma a Schnabel.

Però stiamo parlando di musica, che c’entra Allevi?

Ah, riferendosi a un commento un po’ vecchio: vedere anche solo scritto “Paganini è meglio di Schubert” mi ha sconvolto; lo so che era una frase paradossale per smontare l’argomento che il successo sia indice di valore, ma comunque è troppo assurdo.

Commento #2093 di Allevi3metrisopralcielo
febbraio 3rd, 2010 @ 1:24 pm

Vipero, mi interessa il tuo paragone, visto che molti mesi fa in un gruppo su facebook ho paragonato Allevi a una birra lager superindustriale quasi senza luppolo che si spaccia per una grande birra artigianale.

Per quanto non abbia mai amato il Chivas, mi sembra comunque sin troppo lusinghiero…

Commento #2094 di Allevi3metrisopralcielo
febbraio 3rd, 2010 @ 1:31 pm

Angelica, intanto ti ringrazio della risposta, non me l’aspettavo.
Ti rispondo per punti, sono abituato a essere più preciso possibile.

1. riporto testualmente la domanda che mi fai: “Io dovrei ammirare un pianista per la sua “professionalità” perchè è in grado di portare otto persone in una sala da concerto?” Risposta: non perchè ha portato otto persone, ma per la sua professionalità senz’altro, e solo per quella. Il discorso delle otto persone era riferito a chi sono quelle otto persone, era una valutazione ponderatsa del pubblico per confutare il fatto che se vengono 12.000 persone incompetenti è irrilevante (per inciso: muovere arrau dalla sedia per venire a un tuo concerto mi pare almeno indicativo che qualcosetta vali, non trovi?). Il problema è che devi essere in grado di capire perchè vale la pena andare a quel concerto, capire il perchè arrau ha deciso di andarci (capire il perchè della professionalità artistica di chi suona). Spero di essermi spiegato.

2. “Cosa dico ai miei allievi di pianoforte, che un giorno avranno la fortuna di essere ascoltati da pochi e competenti eletti?” no, certo che no, probabilmente loro non avranno la fortuna di essere ascoltati mai da nessuno, se non in qualche concertuccolo da strapazzo ( e questo per onestà è bene lo sappiano da te), perchè se sono alle medie sperimentali e suonano fesserie è la prova che è già per loro purtroppo troppo tardi (a 13 anni chi deve suonare per professione fa concerti e vince concorsi importanti, a 13 anni si deve già aver assimilato certa parte di importante letteratura, altrimenti a 16 anni non suoni la sonata di liszt o la settima di prokofev). A loro, quindi, devi dire che non devono ascoltare musica di serie b, ma solo musica di seria a, devi spiegare loro quanto giovamento potranno comunque trarre dalla musica quanto più profondamente riusciranno a comprenderla, e sarà una conquista meravigliosa se ci riuscirai, della quale ti saranno forse grati per la vita. Loro devono studiare mozart, bach, schubert, non allevi. Si cresce con bach, non con baglioni, e tu devi farli crescere e non regredire. Devi studiare insieme a loro, far capire il perchè una sonata di haydn è fondamentale e vada compresa, e opporti con tutta te stessa al fatto che si perdano in musica non educativa. Per quella ci sono già la radio e la televisione e xfactor che fanno sufficienti danni, ai quali non riuscirai a sottrarli se non cercando di guidarli. Devi far capire all’allievo che la musica è cosa assai complessa e va affrontata tenendo conto di questa complessità, non è un semplice svago, e soprattutto va affrontata con estrema umiltà. L’alternativa è diventare come allevi. Questi aspetti, con più tempo, se vuoi te li posso sviluppare, ma il concetto mi pare sia delineato.

Conosco bene rattalino, e lui conosce bene la musica, specie pianistica. Non attribuirgli pensieri errati. Sul fatto che si sia trovato in ultima fila non ne percepisco l’utilità, cosa vorresti dire? La mia è una diagnosi di morte, certamente, ma la cura, come spero riesca a vedere, la conosco piuttosto bene.

Commento #2095 di luca chinaski
febbraio 3rd, 2010 @ 1:33 pm

e, detto per inciso prima che venga frainteso, il fatto che un rattalino si sia trovato al concerto di allevi non cambia di un grammo il mio ragionamento, anche perchè rattalino, da buon onnivoro del pianismo da documentare qual si pone da decenni, sarà andato per forza UNA VOLTA per rendersi conto dal vivo di cosa si tratta sto fenomeno, e sono certo che non ne farà un libro se non per dire effettivamente di che si tratta. Rattalino è abituato a ben altro.

Commento #2096 di luca chinaski
febbraio 3rd, 2010 @ 1:39 pm

Angelica, dove possiamo leggere il lungo e pensato resoconto di Piero Rattalino? Grazie.

Commento #2097 di Svjatoslav
febbraio 3rd, 2010 @ 1:40 pm

tremetri, mi fa immenso piacere ti commuova il pensiero di schnabel:-)

Commento #2098 di luca chinaski
febbraio 3rd, 2010 @ 1:43 pm

Io insegno ai miei allievi Bach, Mozart, Chopin e Allevi, e vedessi con quale entusiasmo si impegnano nello studio nella speranza un giorno di eseguire “Ossessione”, “Prendimi” o la “Toccata in 10/16″, autentici capolavori contemporanei.
Oltre il M°Franco Scala, anche Piero Rattalino è uno scomodo sostenitore di Allevi. Ha già rilasciato sulla rivista “Suonare” un intervento molto lungo, in cui, in sostanza, evidenzia come Allevi abbia totalmente rivoluzionato il concertismo, riportando in voga la figura del compositore esecutore.

Commento #2099 di Angelica
febbraio 3rd, 2010 @ 1:49 pm

Io insegno ai miei allievi Bach, Mozart, Chopin e Allevi

E i tuoi allievi ti prendono sul serio?

vedessi con quale entusiasmo si impegnano nello studio nella speranza un giorno di eseguire “Ossessione”, “Prendimi” o la “Toccata in 10/16″

Poracci. Mai viste ambizioni basse tanto basse in uno studente di piano.

Commento #2100 di crawling chaos
febbraio 3rd, 2010 @ 1:58 pm

Io insegno ai miei allievi Bach, Mozart, Chopin e Allevi

Io insegno ai miei allievi Dante, Petrarca, Montale e Stephenie Meyer

Io insegno ai miei allievi Raffaello, Giorgione, Picasso e Saverio Terruso

Commento #2101 di Anonimo
febbraio 3rd, 2010 @ 2:05 pm

Io insegno ai miei allievi Stanislavskij, De Filippo, Ugo Tognazzi e Vaporidis.

Commento #2102 di Al
febbraio 3rd, 2010 @ 2:24 pm

Io insegno ai miei allievi Dreyer, Bresson, Lang e i fratelli Vanzina.

Commento #2103 di Anonimo
febbraio 3rd, 2010 @ 2:43 pm

Io insegno Ada Boni, Artusi e Antonella Clerici.

Commento #2104 di Al
febbraio 3rd, 2010 @ 2:57 pm

Angelica, io ti ho detto quel che penso, la mia coscienza è a posto e tu non ci hai capito niente. L’hanno capito altri non muscisti, e tu non l’hai capito: ci sarà una ragione, no?
L’entusiasmo dei ragazzi per come lo descrivi, del quale non dubito, significa solo che li assecondi colpevolmente nella loro incolpevole immaturità, e temo di averne compreso la tristissima ragione. Comunque affar tuo, non siamo colleghi di certo e non facciamo lo stesso mestiere, e questo mi rincuora. Alla prima favorevole occasione segnalerò volentieri il caso, immaginando sia ricorrente nelle scuole medie sperimentali.
Rattalino ha sempre dimostrato attenzione verso la categoria compositore / esecutore, avrà voluto fare un parallelismo di qualche tipo che mi interessa pochissimo, forse avrà voluto assecondare una moda del momento (e mi trova in disaccordo) ma comunque NON CREDO PROPRIO intendesse paragonare allevi a rachmaninov, a liszt, a chopin o a beethoven. Se così avesse fatto, viceversa, immagino dovrebbe essere del tutto impazzito, e credo invece non sia impazzito. Su Scala invece, per moltissimi motivi, non mi pronuncio.

Commento #2105 di luca chinaski
febbraio 3rd, 2010 @ 3:01 pm

Io non sono insegnante, ma oggi ho ascoltato Iannis Xenakis, Aretha Franklin, The Band e Katy Perry. Per oggi pomeriggio, sono indecisa se guardare un film di Capra oppure “Baciami Ancora”, ma forse potrei leggere un libro, e allora dovrei scegliere fra Hugo, Fante, Vonnegut e il libro di Giorgio Pasotti. La vita ci pone sempre di fronte a bivi importanti.

Commento #2106 di I Love Dominique Laboubée
febbraio 3rd, 2010 @ 3:34 pm

che cosa sono le medie sperimentali?

Commento #2107 di paperinoramone
febbraio 3rd, 2010 @ 5:04 pm

@angelica

““Ossessione”, “Prendimi” o la “Toccata in 10/16″, autentici capolavori contemporanei.”

Bene. Attendiamo di sapere PERCHE’ dovrebbero essere dei capolavori.

Commento #2108 di ErlKoniG
febbraio 3rd, 2010 @ 5:43 pm

Ossessione = La brutta copia di Inferno di Keith Emerson.

Prendimi = Michael Nyman bruttalizzato da Stephen Schlaks, con un pò di John Williams.

Toccata in 10/16 = Allevi usa uno spartito di Satie come carta igenica e poi lo suona.

Commento #2109 di Anonimo
febbraio 3rd, 2010 @ 6:11 pm

io insegno ai miei allievi Gesù ,Kennedy, Gandhi e Berlusconi

Commento #2110 di ladonia
febbraio 3rd, 2010 @ 7:02 pm

Rattalino è impazzito, Franco Scala pure. Chi segue Allevi è ignorante! Ma come mai in questa autostrada vanno tutti contromano? sono tutti pazzi?

Commento #2111 di Angelica
febbraio 3rd, 2010 @ 7:58 pm

Ma come mai in questa autostrada vanno tutti contromano?

Perché non sanno guidare?

Io ai miei allievi insegno Socrate, Pascal, Heidegger e Franco Battiato.

Commento #2112 di crawling chaos
febbraio 3rd, 2010 @ 8:15 pm

Angelica, rispondi.
Potresti estrapolare dal lungo e pensato resoconto di Piero Rattalino, la parte dove tesse le lodi di Allevi

Grazie

Commento #2113 di Svjatoslav
febbraio 3rd, 2010 @ 8:18 pm

Io insegno ai miei allievi Bach, Mozart, Chopin e Allevi

E’ peggio di quell’insegnante che faceva leggere Moccia a scuola
Non scherzo

Commento #2114 di Colonnello addormentato
febbraio 3rd, 2010 @ 8:32 pm

Commento #2122 di Angelica

Ma come mai in questa autostrada vanno tutti contromano?

…disse l’ubriacone fermato dalla polizia dopo 20 km contromano…era così la barzelletta, vero?

Angelica, Svjatoslav (bel nome) ha ragione : copiaci testualmente le lodi di Rattalino, non credo abbia scritto un poema, sarà questione di poco inconfronto al tempo che hai dovuto dedicarci finora. A questo punto sono davvero curioso, dal momento che ho letto molto di Rattalino e non l’ho mai sentito dire sciocchezze di portata assoluta. Dai, ne va della tua credibilità che ormai tutti quì ritengono minata (dovrai però citare dettagliatamente la fonte eh, non pensare che non mi fidi della tua buona fede ma è sempre doveroso farlo, quando si cita).
Forse non ci farà cambiare comunque idea, e questo lo sai, ma almeno la tua credibilità acquisterà nuovo valore, nel senso che nessuno penserà che inventi di sana pianta. Non è poco, vero?

Attendiamo con estremo interesse.

Commento #2115 di luca chinaski
febbraio 3rd, 2010 @ 8:46 pm

Io insegno ai miei allievi Kant, Heidegger, Adorno e Alberoni

Commento #2116 di Anonimo
febbraio 3rd, 2010 @ 8:54 pm

ErlKonig, non vorrei dover rispondere alla domanda che hai fatto ad Angelica…:-)

Commento #2117 di luca chinaski
febbraio 3rd, 2010 @ 9:07 pm

Per quanto riguarda la questione Rattalino aveva spiegato qualcosa parecchie pagine fa l’utente Salieri, che oltre a essere un mio vecchio amico si è diplomato con lui e lo conosce bene.

Commento #2118 di Allevi3metrisopralcielo
febbraio 4th, 2010 @ 12:34 am

Leggete qui:
“Nonostante i grandi riscontri di pubblico (ha da poco ricevuto durante i Wind Music Awards il premio per le 100 mila copie vendute del suo ultimo album “Evolution”) non si sente ancora arrivato ad un punto d’arrivo, ammesso che esista: “Tutto ancora deve accadere, non c’è mai un punto d’arrivo purtroppo e ho imparato a non dare troppo peso né alla storia passata né alle previsioni future. Mai fare il punto della situazione, mai inglobare noi stessi nelle definizioni che vengono dal passato o da ciò che vorremmo fare nel futuro, la musica mi ha insegnato a vivere l’attimo e la dimensione poetica del presente.”
Al grande successo di pubblico hanno fatto da contrappeso delle critiche pesanti, in particolare quelle del maestro Uto Ughi. Allevi commenta in questo modo: “Non mi sono state rivolte delle critiche mi sono arrivati addosso dei veri e propri macigni. Tuttavia a distanza di mesi mi sento di dire che è stato importante ricevere quelle critiche così violente perché hanno rappresentato una luminosa conferma di quello che sto facendo. Se il cambiamento nella musica classica da me prospettato non fosse stato così importante, certi personaggi non si sarebbero minimamente scomodati. Leggendo le cronache dell’epoca, le stesse critiche che sono state rivolte a me erano state rivolte a Mozart, Brahms, Puccini, Bernstein e Debussy, sono in ottima compagnia!”.
Prosegue poi (su nostra richiesta e curiosità) con il racconto dettagliato della mattina del 24 dicembre 2008: “Sono stato in paradiso fino alle 9.30 perché il concerto in Senato era andato benissimo, uno dei miei concerti più belli in assoluto. Tutti avevano percepito il carattere innovativo di quel concerto. Poi arrivano le prime critiche. Il Senato si riunisce per decidere cosa fare perché c’era rischio che una polemica musicale si trasformasse in polemica istituzionale. Dopo il panico iniziale sono rimasto in attesa e dopo aver notato che tutti avevano preso le difese del maestro Ughi, ho veramente sentito la casta. I mie fan erano sgomenti. Per chi aveva amato così tanto la mia musica vedere un giudizio così duro e impietoso mira la tua identità. Mi era stato suggerito di non rispondere per non ingigantire la polemica ma poiché i miei fan c’erano rimasti male ho elaborato la mia risposta, per dare chiave di lettura diversa: la crocifissione di Allevi avveniva proprio perché inevitabile. Proprio perché era importante ciò che stavo facendo, la crocifissione rappresentava una conferma, una consacrazione dura ma comunque una consacrazione. I critici pensavano che questo episodio avesse scalfito la mia popolarità ma il pubblico ha invece iniziato a seguirmi con un affetto moltiplicato per dieci. Davvero bellissima questa vicenda, ora posso dirlo!!!”.
Abbiamo poi chiesto ad Allevi che cosa intendesse per casta: “Casta di due tipi. Casta della musica classica che ha grande difficoltà ad accettare che esista il nuovo. Sono diventato il simbolo del giovane alla riscossa. Tuttavia ciò che ha dato più fastidio è stata la destabilizzazione culturale: l’idea che il bello sia il complesso e l’incomprensibile è superato. La complessità come strumento di potere è un modo superato di pensare (cita Azzeccagarbugli e Adorno). Ritorniamo alla semplicità, che la musica classica torni ad essere pop, questo è un discorso di grande destabilizzazione culturale”.
Chiediamo poi di parlarci del concerto a New York, di cui ci ha dato anticipazione: “Sarà un concerto di pianoforte solo in una delle più importante sale da concerto al mondo. In questi anni mi sono sempre rivolto all’Oriente, Cina e Giappone, sono stato abbastanza negli Stati Uniti e stiamo a vedere che succede, anche se ho la sensazione che il centro del mondo stia diventando l’Oriente… e l’Italia!”
L’ultima domanda riguarda d’obbligo qualche anticipazione sul suo prossimo lavoro, in uscita con molta probabilità nel 2010: “La musica per me ha un significato ontologico, è un’entità che ha una realtà a se stante. L’ho definita una “strega capricciosa che ha monopolizzato la mia vita”. Non ho possibilità di scelta nei suoi confronti. Per anni ha suggerito nella mia testa il timbro del pianoforte solo, da quattro anni a questa parte si esprime con i timbri dell’orchestra sinfonica, ora ha ricominciato col timbro del pianoforte solo, quindi il prossimo lavoro sarà probabilmente di piano solo. Non mi entusiasma la contaminazione con altri generi, non fa parte della mia natura. Credo sia finita l’era della contaminazione e mi piace pensare che i generi musicali mantengano intatta la loro purezza e specificità e che si evolvano al loro interno. Sono convinto esista il genio musicale in qualsiasi genere, non solo nella musica classica”.

Commento #2119 di Angelica
febbraio 4th, 2010 @ 12:38 am

Segnalo a proposito di Rattalino il commento #1219 a pagina 7 a firma di salieri; in quella stessa pagina c’è anche il più corposo dei contributi del mio amico, ai tempi in cui Angelica si chiamava Virginia.

Commento #2120 di Allevi3metrisopralcielo
febbraio 4th, 2010 @ 12:46 am

I mie fan erano sgomenti. Per chi aveva amato così tanto la mia musica vedere un giudizio così duro e impietoso mira la tua identità.

E’ per questo che sei ancora qui, Umby? La tua identità non s’è ancora ripresa e stai cercando di ricostruirla frugando tra le macerie?
E pensi di farlo continuando ad affermare qui il tuo lovvo per Allevi e i suoi riccioli?

Commento #2121 di crawling chaos
febbraio 4th, 2010 @ 12:47 am

Leggete anche qui.

Sei stato definito “il genio italiano della musica”. Molti esperti sostengono che il talento di ogni artista non è mai innato ma è sempre frutto di una grande fatica e di una costante applicazione. Cioè che dietro un genio ci sono sempre anni di “studio matto e disperatissimo”. Vale anche per te?
Devo fare un’opera di grande umiltà per rispondere. Sicuramente ho dovuto faticare tantissimo, ho passato anni e anni curvo sul pianoforte o sulle partiture, ad affinare la mia tecnica fino alla maniacalità, e a comprendere il linguaggio dei grandi del passato. Ma credo che la genialità non possa essere spiegata come una inevitabile conseguenza dello studio accademico. Genialità significa riuscire a comporre qualcosa di apparentemente semplice, che crea dei profondi cambiamenti intorno, che tutti, una volta realizzata, dicono “che ci vuole…saprei farla anch’io”, ma che di fatto nessuno sa fare come te! La “complessità risolta” è la conquista di una semplicità, infinitamente distante dalla banalità, che conserva la forza di una complessità alle spalle e che purtroppo richiede una vita di studio “matto e disperatissimo”. Infatti, se si vuol creare qualcosa di innovativo per il futuro, è necessaria la comprensione profonda dell’opera dei grandi del passato.

La critica ti definisce il Mozart del 2000. Che cosa ti accomuna al
 grande Amadeus?
Beh, certo il fatto di essere un compositore, che scrive ed esegue le sue musiche, così come il mitico Mozart. Ma forse ha colpito ancor di più il mio approccio apparentemente giocoso alla musica, che al tempo stesso conserva un estremo rigore, tipico della musica “seria”.

Quanto ha contribuito, nelle tue scelte, avere una famiglia così “musicale”?
Ringrazio infinitamente la mia famiglia per avermi dato la possibilità di iniziare a studiare, ma sono anche convinto che in generale il talento trovi sempre la propria strada per esprimersi, indipendentemente dal luogo geografico di origine o dalle condizioni familiari.

Quanto hanno contribuito lo studio della filosofia della scienza e della fisica (mi riferisco soprattutto alla tua tesi sul vuoto nella fisica contemporanea) al tuo percorso artistico? Quanto e come entrano nelle tue composizioni?
Molti miei ascoltatori mi riferiscono del potere emotivo della mia musica, e probabilmente ciò è dovuto a una potente struttura sotterranea che ne veicola i contenuti. La padronanza delle strutture del linguaggio, della sintassi, della logica e della contraddizione, non può che trarre origine dalla Filosofia. Che poi il mio interesse filosofico si sia rivolto alle scoperte più avanzate della Meccanica Quantistica, è una passione che mi porto dietro dall’adolescenza. In generale considero la Filosofia e la Musica due discipline diametralmente opposte: la prima è una riflessione razionale e distaccata sulle vicende umane e un’altrettanto disincantata previsione degli scenari futuri, mentre la seconda è un’immersione nell’attimo, irrazionale ed emotivo. La Filosofia mi ha dato anche la forza intellettuale per commettere un simbolico “parricidio” nei confronti dei grandi compositori del passato, passaggio doloroso ma necessario se si vogliono affermare con coraggio le proprie idee, senza farsi schiacciare da una storia troppo imponente e gloriosa.

Come componi? Prova a descrivere come cominci, che cosa ti passa per la testa, se parti da un’idea o se ti lasci andare al flusso delle emozioni, se lo fai in un momento particolare della giornata…
Il mio metodo compositivo è per deduzione, dal generale al particolare: la Musica viene a trovarmi, già perfettamente strutturata, ed io la trascrivo su un pentagramma, come in una sorta di “download mentale”, e quindi non nasce dall’improvvisazione al pianoforte. Vengo assalito dalle melodie soprattutto nel dormiveglia, e finchè non dò alla musica una definitiva forma scritta, continua a girare nella mia mente in modo ossessivo anche per mesi. Comporre musica per me non è manifestare le mie emozioni, ma dare voce alle note che mi raggiungono. Solo in un secondo momento queste possono suscitare delle emozioni, le mie o quelle di un ascoltatore, che cambiano da persona a persona, e che rappresentano il gesto finale della creazione artistica. Le persone onorano la mia musica del loro vissuto interiore, e di questo sarò loro per sempre grato.

Le emozioni che provi oggi sono diverse rispetto a quelle che provavi quando non eri ancora famoso?
Devo ammettere che essere in continuo contatto con la musica sta facendo di me una persona sempre più emotiva e vulnerabile, e quindi negli ultimi anni sono aumentate le mie ansie, le mie paure ed il panico spesso si affaccia nel mio cuore, ma va benissimo così. Più sono vicino al nocciolo dell’essere umano, alla sua imperfezione, al suo essere fragile ed emotivo, più la mia musica è intensa.

Nelle tue composizioni, quanto c’è di razionalità-tecnica e quanto di creatività-libertà?
Senza una ferrea padronanza tecnica e un controllo razionale delle forme, i contenuti creativi non hanno la possibilità di svilupparsi pienamente. Tecnica e fantasia devono trovare un equilibrio, non solo in Musica ma in qualunque ambito dell’agire umano. Ci sono stati dei periodi storici in cui uno dei due elementi ha avuto il sopravvento. Nel Novecento la tecnica ha raggiunto livelli altissimi, si è creato il mito della complessità, e l’uomo, ingabbiato in un eccesso di pensiero, ha partorito il secolo più violento della storia. Ora entriamo in quella che considero l’Era dell’Emozione, e sta alle nuove generazioni trascinare il mondo verso un nuovo Rinascimento.

La musica classica contemporanea è ritenuta da molti “incomprensibile”, poco popolare. Tu sembri comunque aver trovato un modo per comunicarla al grande pubblico. Come hai fatto?
La musica cosiddetta “contemporanea”, relativa all’Avanguardia del secondo Novecento, ha avuto delle solide motivazioni sociali, politiche e poetiche, e ha voluto essere incomprensibile e impopolare per scelta, non ponendosi in alcun modo l’obiettivo di volersi rapportare ad un pubblico. Io rispetto profondamente quella musica ma purtroppo quel linguaggio non è più…contemporaneo! Da lì il mio sforzo giornaliero e maniacale di creare una nuova musica classica contemporanea, che ritrovi un contatto profondo e consapevole con il nostro tempo. Come ho fatto? Ho sviluppato nelle forme della grande tradizione classica europea i contenuti artistici della contemporaneità, fresca e inedita, con le sue ritmiche nuove, con attuali armonie e melodie, e così le nuove generazioni si sono improvvisamente riconosciute in quella musica, e attraverso questa sono entrate in contatto con una “grandezza sotterranea” della quale sembrava persa la memoria. L’attenzione dei giovani è stato il regalo più bello ed inaspettato che mi si potesse fare!

Come sei veramente” è il tuo brano più famoso. A cosa si riferisce, a chi è diretto?
Sono sempre rimasto affascinato da un concetto che ci viene dalla Teologia medievale. Dio conosce l’universo che ha creato fino all’ultimo atomo, ed ama in modo infinito la sua creatura. Amare e conoscere coincidono. Trasponendo questo concetto alla dimensione umana, ho pensato che solo chi ama è in grado di conoscere l’altro così come è veramente! Quindi il titolo della composizione non ha una valenza propriamente “sentimentale”, ma vuole avere un significato più profondo.

E tu invece “come sei veramente”? Hai un modo di fare molto particolare… Ti senti diverso o in realtà sei più simile agli altri di quanto sembra?
Ed io come sono veramente? Forse è vero, la Musica mi ha reso diverso, o meglio ha fatto in modo che io percepissi il mondo con occhi diversi, incantati, con l’entusiasmo infantile di chi vede le cose per la prima volta. Sto però facendo di tutto per essere più vicino possibile alla gente comune: sono andato a vivere a Milano in un piccolo bilocale immerso nello smog e nel traffico, ho rinunciato alla macchina, mi muovo in autobus o in metropolitana, vado a fare la spesa. Ho bisogno di essere vicino a quell’umanità dispersa e gettata nell’esistenza, per poter scrivere una musica che sia vicina al cuore della gente! 



Una curiosità: la torta al cioccolato che mangi prima di ogni concerto è un vezzo scaramantico oppure pensi che il cioccolato ti aiuti a suonare meglio?
La mia indole filosofica mi impone di rifiutare qualunque gesto scaramantico, nei confronti del quale finirei per essere schiavo, mentre la libertà di espressione è per me un principio assoluto. La fetta di torta risponde alla mia reale necessità di acquisire l’energia necessaria per affrontare il concerto, ma di fatto è una coccola che mi concedo per lenire la paura di suonare.

Nelle tue turnée hai girato parecchio il mondo… Come differisce il pubblico italiano da, per esempio, quello cinese o quello americano?
Trovo incredibile che grazie alla Musica, quanto di più apparentemente impalpabile, astratto e inutile, io abbia avuto la possibilità di fare molte tournèe internazionali. Ho potuto constatare che il pubblico, indipendentemente dalle differenze culturali e geografiche, reagisce ogni volta sempre con grande emozione ed entusiasmo. Non ho mai creduto al pregiudizio per cui all’estero ci sia una maggiore preparazione e consapevolezza, anzi, devo dire che il pubblico italiano, in questo periodo, dimostra una straordinaria attenzione per tutto ciò che è nuovo, fresco, poetico ed originale. Ma non c’era dubbio che fosse così, vista la profondità storica e culturale di cui l’Italia è detentrice. I giovani italiani ed europei hanno vissuto sulla propria pelle il crollo della società dell’immagine, dentro cui i loro colleghi d’oltre oceano sono ancora imbrigliati, ed hanno sviluppato una nuova sensibilità poetica dalla bellezza disarmante. Per questo motivo credo che l’Italia farà da volano per un nuovo Rinascimento nei prossimi anni, e non bisogna mai cedere alla tentazione di considerare il grado di avanzamento di una società in relazione alla sua ricchezza economica.

Noi siamo una rivista di giochi. Quanto è importante il “gioco” nella tua vita, inteso come voglia di mettersi alla prova, di sfidare se stessi e/o gli altri, di divertirsi anche. Si può dire che giochi con le note?
Mi appresto alla composizione musicale con lo stesso entusiasmo con cui un bambino apre la sua scatola dei giochi, ed ascoltare la mia musica suonata da un’orchestra mi regala una gioia ed un’emozione incontenibile. Tuttavia ho sempre pensato che la Musica sia una cosa serissima, che coinvolge ogni cellula del mio corpo, ogni mia facoltà emotiva e mentale, anche se sul palco sono in jeans e scarpe da ginnastica. Mettere in gioco la propria anima, a servizio dell’espressione artistica, significa anche guardare in profondità dentro se stessi e venire in contatto con i propri limiti e le proprie paure. Non credo che tutto ciò sia, come dire…divertente. E’ emozionante, è passionale. Ha a che fare con l’Amore!

Alcuni dei nostri giochi sono basati sulla matematica e sui numeri.
 Chi studia il cervello sa che le capacità matematiche e quelle musicali sono collegate. Che cosa pensi in proposito?
Dopo aver appoggiato fortemente le idee di Pitagora per cui la Musica possiede nel suo intimo una struttura matematica, e dopo aver seguito in passato la possibilità ideale di creare una musica attraverso procedimenti algebrici e geometrici secondo la tradizione dell’Avanguardia strutturalista, ho avuto un inevitabile rifiuto a favore della fantasia e della imprevedibilità della creazione artistica. Riconosco nella musica una logica ferrea, solida ed indiscutibile, ma non è matematica. La struttura profonda della Musica ha a che fare non con la concettualità ma con l’emozione, altrimenti dovremmo pensare che un computer può essere in grado di comporre una sinfonia immortale!

Ci sono accordi musicali che ti evocano immagini o sensazioni particolari?
Ce ne sono tanti ma ne citerò tre. A dir la verità, i primi due cerco di evitarli, per una mia antipatia “a pelle”.
La “settima di quarta specie”
Do Mi Sol Si
mi comunica una serenità troppo piatta, al limite dell’ansia, l’immobilità di chi è frenato da un sottile senso di colpa. Forse sono io?
La “settima diminuita”
Mi Sol Sib Reb
dà l’idea di “suspance”, ma in composizione è considerata una sorta di “stargate” perchè permette l’accesso a tante tonalità diverse. Basta divertirsi ad abbassare di un semitono, una per volta, le note che la compongono: se ne otterranno tanti altri accordi di settima!
Concludo con uno degli accordi più famosi della Storia della Musica: il “Tristan-accord” che si trova nella seconda battuta del “Tristano e Isotta” di R.Wagner. Ha un colore indefinito, è un vero punto interrogativo, e sulla sua importanza sono stati versati fiumi di inchiostro!

Fa Si Re# Sol#
(Per la realizzazione degli accordi in mp3 si ringrazia Claudio Procopio)

Per concludere: secondo te quanto è importante la musica per il cervello, e perchè?
L’uomo e il suo cervello hanno bisogno di musica, anzi credo che ognuno di noi, in fondo, sia fatto di musica. Si dice spesso che chi si impegna in attività musicali diventi più intelligente, ed in questo senso debbo purtroppo considerarmi un’eccezione! :-) In realtà la Musica ha il grande potere di metterci in contatto con le nostre emozioni più profonde, e quindi non solo fa bene al cervello, ma a tutto il corpo.

Commento #2122 di Angelica
febbraio 4th, 2010 @ 12:53 am

Quanto ha contribuito, nelle tue scelte, avere una famiglia così “musicale”?
Ringrazio infinitamente la mia famiglia per avermi dato la possibilità di iniziare a studiare.

Ma la storia non era quella che gli tenevano il pianoforte chiuso a chiave, con la chiave nascosta in un pozzo situato in fondo ad una caverna abitata da una famiglia di cinghiali incazzosi che si trovava sul fianco di una montagna altissima?

Commento #2123 di crawling chaos
febbraio 4th, 2010 @ 1:04 am

Angelica, sei il Big Bang delle cazzate, l’hapax legomenon del nulla.

Devo risponderti punto per punto? (Per amor tuo, rispondi di no!)

Commento #2124 di Futak
febbraio 4th, 2010 @ 1:54 am

Sei stato definito “il genio italiano della musica”. Molti esperti sostengono che il talento di ogni artista non è mai innato ma è sempre frutto di una grande fatica e di una costante applicazione. Cioè che dietro un genio ci sono sempre anni di “studio matto e disperatissimo”. Vale anche per te?

Devo fare un’opera di grande umiltà per rispondere: sono uno stronzo.

La critica ti definisce il Mozart del 2000. Che cosa ti accomuna al
 grande Amadeus?

Giovanna Civitillo.

Quanto ha contribuito, nelle tue scelte, avere una famiglia così “musicale”?

Ringrazio infinitamente la mia famiglia per avermi dato la possibilità di iniziare a studiare e mi scuso per non aver finito ragioneria, che era il mio vero talento.

Quanto hanno contribuito lo studio della filosofia della scienza e della fisica (mi riferisco soprattutto alla tua tesi sul vuoto nella fisica contemporanea) al tuo percorso artistico? Quanto e come entrano nelle tue composizioni?

Molti miei ascoltatori mi riferiscono del potere emotivo della mia musica, e probabilmente ciò è dovuto a una potente struttura sotterranea che ne veicola i contenuti, o a un’allucinazione collettiva dovuta a mais andato a male distribuito nelle mense scolastiche.

Come componi? Prova a descrivere come cominci, che cosa ti passa per la testa, se parti da un’idea o se ti lasci andare al flusso delle emozioni, se lo fai in un momento particolare della giornata…

Il mio metodo compositivo è per deduzione, dal generale al particolare: la Musica viene a trovarmi, già perfettamente strutturata, ed io la trascrivo su un pentagramma, come in una sorta di “download mentale”… ahahah, oddio, cosa cazzo ho detto? DOWNLOAD MENTALE… ahahah e voi ve le ascoltate pure ’ste minchiate!

Le emozioni che provi oggi sono diverse rispetto a quelle che provavi quando non eri ancora famoso?

Devo ammettere che essere in continuo contatto con la musica sta facendo di me una persona sempre più emotiva e vulnerabile, e quindi negli ultimi anni sono aumentate le mie ansie, le mie paure ed il panico spesso si affaccia nel mio cuore, ma va benissimo così, magari smetto di fare musica prima di suicidarmi.

Nelle tue composizioni, quanto c’è di razionalità-tecnica e quanto di creatività-libertà?

Senza una ferrea padronanza tecnica e un controllo razionale delle forme, i contenuti creativi non hanno la possibilità di svilupparsi pienamente. Io mi definirei, quindi, il Giugiaro del pianoforte.

La musica classica contemporanea è ritenuta da molti “incomprensibile”, poco popolare. Tu sembri comunque aver trovato un modo per comunicarla al grande pubblico. Come hai fatto?

Rendendola una stronzata e facendo il personaggio a oltranza. Sai, la storia della sega… no, della strega. O era la sega. Mah.

Come sei veramente” è il tuo brano più famoso. A cosa si riferisce, a chi è diretto?

Sono sempre rimasto affascinato da un concetto che ci viene dalla Teologia medievale. Oppure era il titolo di un fumetto con protagonisti Brigitta e Filo Sganga, non ricordo.

E tu invece “come sei veramente”? Hai un modo di fare molto particolare… Ti senti diverso o in realtà sei più simile agli altri di quanto sembra?

Sto facendo di tutto per essere più vicino possibile alla gente comune: sono andato a vivere a Milano in un piccolo bilocale immerso nello smog e nel traffico, ho rinunciato alla macchina, mi muovo in autobus o in metropolitana, vado a fare la spesa. Sono il pianista operaio.

Una curiosità: la torta al cioccolato che mangi prima di ogni concerto è un vezzo scaramantico oppure pensi che il cioccolato ti aiuti a suonare meglio?

Non è cioccolata, è merda.

Nelle tue tournée hai girato parecchio il mondo… Come differisce il pubblico italiano da, per esempio, quello cinese o quello americano?

Trovo incredibile che grazie alla Musica, quanto di più apparentemente impalpabile, astratto e inutile, io abbia avuto la possibilità di fare molte tournée internazionali. Insomma, ecco, vi piglio tutti per il culo, da nord a sud, da est a ovest! Non ho mai creduto al pregiudizio per cui all’estero ci sia una maggiore preparazione e consapevolezza, anzi, devo dire che il pubblico italiano, in questo periodo, dimostra una straordinaria attenzione per tutto ciò che è nuovo, fresco, poetico ed originale: si bevono tutto ciò che la tv presenta!

Noi siamo una rivista di giochi. Quanto è importante il “gioco” nella tua vita, inteso come voglia di mettersi alla prova, di sfidare se stessi e/o gli altri, di divertirsi anche. Si può dire che giochi con le note?

Mi appresto alla composizione musicale con lo stesso entusiasmo con cui un bambino apre la sua scatola dei giochi, ed ascoltare la mia musica suonata da un’orchestra mi regala una gioia ed un’emozione incontenibile. E con la stessa età mentale, di solito, rispondo alle domande.

Alcuni dei nostri giochi sono basati sulla matematica e sui numeri.
 Chi studia il cervello sa che le capacità matematiche e quelle musicali sono collegate. Che cosa pensi in proposito?

Dopo aver appoggiato fortemente le idee di Pitagora per cui la Musica possiede nel suo intimo una struttura matematica, mi sono dato alla sua tavola. Penso che fra un paio di anni queste tabelline non saranno più un problema.

Ci sono accordi musicali che ti evocano immagini o sensazioni particolari?

Uno degli accordi più famosi della Storia della Musica: il “Tristan-accord” che si trova nella seconda battuta del “Tristano e Isotta” di R.Wagner. Ha un colore indefinito, è un vero punto interrogativo, e sulla sua importanza sono stati versati fiumi di inchiostro!
 [Questa faceva così cagare, punto esclamativo compreso, che non ho saputo cambiarla]

Per concludere: secondo te quanto è importante la musica per il cervello, e perchè?

In realtà la Musica ha il grande potere di metterci in contatto con le nostre emozioni più profonde, e quindi non solo fa bene al cervello, ma a tutto il corpo. La mia fa soprattutto andare di corpo!

Commento #2125 di Al
febbraio 4th, 2010 @ 3:11 am

“Sono diventato il simbolo del giovane alla riscossa.”

“Se il cambiamento nella musica classica da me prospettato non fosse stato così importante, certi personaggi non si sarebbero minimamente scomodati. Leggendo le cronache dell’epoca, le stesse critiche che sono state rivolte a me erano state rivolte a Mozart, Brahms, Puccini, Bernstein e Debussy, sono in ottima compagnia!”.”

Cara Angelica,dopo tutta questa pestifera sbruffonaggine (basta leggere le righe sopra), ti chiedo ancora una volta di essere più collaborativa e rinnovo speranzoso la mia richiesta: “potresti pubblicare ciò che ha scritto Piero Rattalino su Allevi, citando presisamente la fonte”.

Grazie

Commento #2126 di Svjatoslav
febbraio 4th, 2010 @ 7:37 am

@Angelica

Commento #2127 di luca chinaski
febbraio 4th, 2010 @ 9:06 am

@Angelica,

non riesci proprio a rispondere?

non so da dove partire, non so più cosa dire, davvero. Mi lasci senza parole. Hai fatto il copia incolla più inutile della storia, se mai facessero un campionato di copia incolla tu vinceresti l’ultimo premio, anche fossi l’unica partecipante. Sono sempre più convinto che tu ci sei, ci sei eccome, ed è solo per questo che sto mantenendo, nei nostri inutili colloqui, “toni da notaio”.

E’ inutile per almeno due motivi:

1. non leggo quella roba, capito che si tratta di ciò che allevi pensa di se stesso mi sembra inutile leggerlo, e non vado oltre, già detto anche troppo nel titolo del post della Betty, così eloquente nella sua ironia. Tu hai voluto confermare la sintesi del titolo con un mega copia incolla, te ne siamo grati ma è un di più, e dovresti sapere che nella vita, nella scrittura, in musica, il troppo stroppia. Se qualcuno quì ha quella voglia, di leggerlo intendo, si accomodi e ti risponda puntualmente. Io non lo faccio. Semplicemente scorrendo col mouse fino ad arrivare in fondo, non riuscendo a scendere più veloce della luce ho avuto modo di leggiucchiare qua e la, e tanto mi è bastato per ridere a crepapelle.

2. Angelica, e la storia di Rattalino? sì dai, quella che ci viene propinata da mesi, la storia di Rattalino, la favoletta che ormai sono certo si tratti di favoletta, visto che la citi ogni volta non ti viene richiesta e la eviti ogni volta ti viene richiesta, la favoletta come la storiella di Biancaneve e i sette nani, quella che leggo a mio figlio di sei anni la sera, ce la vuoi documentare? ah, no? hai deciso che non ce la documenti? ma dai, e io che pensavo potesse essere vera, pensa che ingenuità! no sai, perchè è un secolo che aspettiamo ce la documenti, eppure non lo fai mai. Almeno ci vorresti spiegare perchè non la documenti, perchè la citi sempre e non la documenti mai?

Ok, ti ho dedicato anche troppo tempo.

Commento #2128 di luca chinaski
febbraio 4th, 2010 @ 9:27 am

Oltre il M°Franco Scala, anche Piero Rattalino è uno scomodo sostenitore di Allevi. Ha già rilasciato sulla rivista “Suonare” un intervento molto lungo, in cui, in sostanza, evidenzia come Allevi abbia totalmente rivoluzionato il concertismo, riportando in voga la figura del compositore esecutore.

In quale di questi numeri?

http://www.suonare.it/arretrati/img_arretrati/107_G.jpg

http://www.suonare.it/arretrati/img_arretrati/128_G.jpg

http://www.suonare.it/arretrati/img_arretrati/144_G.jpg

Commento #2129 di azote
febbraio 4th, 2010 @ 10:14 am

… mentre io resto in attesa dell’attenta analisi delle tre composizioni di allevi citate (nel senso del primate di tarzan) che sostengano e comprovino il roboante appellativo di “autentici capolavori contemporanei”.

Commento #2130 di ErlKoniG
febbraio 4th, 2010 @ 12:27 pm

Poi nel copia e incolla si sono persi gli accordi in mp3 (che a quanto pare c’erano).

Commento #2131 di Al
febbraio 4th, 2010 @ 1:21 pm

Angelica, per stimolare la tua risposta al mio quesito, ottempero alla tua richiesta al commento #2033, pigliando quasi a caso e ribadendo che ce ne sono tanti tanti altri:

http://it.wikipedia.org/wiki/Faz%C4%B1l_Say

Commento #2132 di luca chinaski
febbraio 4th, 2010 @ 4:08 pm

Angelica ha ragione per il commento positivo in favore di Allevi rilasciato, si è solo confusa, non l’ha scritto Rattalino su ‘Suonare’ ma Giovanni Rana su ‘Giallo Zafferano’

Commento #2133 di ladonia
febbraio 4th, 2010 @ 5:49 pm

@allevi #2105dunque (scusa ma leggo solo ora, è un periodaccio sorry).
La gente pensa che il non plus ultra degli scotch sia il Chivas Regal, solo perchè è il più venduto grazie al fatto di essere il più pubblicizzato.
Ho lavorato in una rivendita di vini e liquori, ed ovviamente a Natale arrivavano tir di Chivas perchè… è il più venduto!
Ma sarà il più buono, per questo?

Commento #2134 di vipero
febbraio 4th, 2010 @ 6:08 pm

@vipero

mettiamola così: i backstreet boys con il “backstreet’s back” hanno venduto 28 milioni di dischi… sono i più meglio ggeni… figuriamoci Michael Jackson.

Commento #2135 di ErlkoniG
febbraio 4th, 2010 @ 6:42 pm

vipero, il tuo discorso è troppo coerente, non va bene. Oggi va di moda un altro discorso, che è il seguente:
“il chivas regal è il liquore del momento, che ha modificato il modo di bere della nazione. Prova ne sia che se ne vendono milioni di bottiglie ogni anno, perfino intenditori come xxx ne hanno assaggiato un bicchiere e addirittura scritto un articolo nella nota rivista “il bicchiere”. L’amministratore delegato della società per azioni produttrice dichiara di aver puntato sulla qualità del prodotto fin dal primo istante della produzione, sconfessando chiunque gli faccia notare che il bilancio fiscale dell’anno da poco concluso indichi nella posta “spese di pubblicità e di propaganda” il 90% degli elementi negativi di reddito. E’ un cambiamento epocale, destinato a modificare il sistema di vendita del prodotto ma anche il modo di bere degli italiani. Il presidente di confindustria, intervistato, ha voluto aggiungere che auspica un concreto intervento del governo, finalizzato ad incrementare le esportazioni del prodotto in tutto il mondo, col fine ultimo della conquista del mercato globale. Al termine della serata di beneficienza, alla quale erano presenti le massime autorità, il ministro xxx, parlando a nove dell’esecutivo, ha manifestato piena disponibilità e grande interesse. La serata è terminata stappando la bottiglia di chivas regal denomiata Flaminia, unico esemplare prodotto in onore del nome del socio di maggioranza della società produttrice, dott. Flaminio Flaminia, il tutto accompagnato da entusiastici cori di approvazione. Chivas regal, la bevanda del millennio.”

Commento #2136 di luca chinaski
febbraio 4th, 2010 @ 6:52 pm

Angelica elicah elicaah elicaaah!
sali sù, è troppo buio nella litosfera!
come dici? eh?…………parla più forte!! Ah, ho capito, non ti incazzare, nessuna traccia dell’articolo di Rattalino. Vabbè, risali su per favore!

Commento #2137 di Anonimo
febbraio 5th, 2010 @ 9:04 am

luca, tu sei Ammaniti, ammettilo ;) (faccio lo sborone perchè a Natale m’hanno regalato “che la festa cominci” - l’ho letto tutto in due giorni e sto ancora rabbrividendo - altrimenti certe citazioni dotte sarei incapace di esprimerle)

Commento #2138 di vipero
febbraio 5th, 2010 @ 10:01 am

vipero, mi hai sgamato:-)

Commento #2139 di luca chinaski
febbraio 5th, 2010 @ 2:05 pm

la cosa agghiacciante è che questa Angelica insegna…

Commento #2140 di ErlKoniG
febbraio 5th, 2010 @ 2:21 pm

@ErlKoniG

anch’io!
Insegno ai miei allievi Loren,Magnani, Vitti e Martina Stella.

Commento #2141 di ladonia
febbraio 5th, 2010 @ 4:04 pm

Angelica insegna. ai suoi allevi.

Commento #2142 di vipero
febbraio 5th, 2010 @ 6:01 pm

ragazzi, Angelica è (ovviamente) sparita.
Tornerà sotto altre spoglie e ricomincerà tutto da capo, come se non fosse stato detto nulla, insistendo sui soliti due argomenti. Non credo tarderà.
L’alternativa, ossia rispondere ad un paio di quesiti forse un po’ troppo stringenti, parrebbe non aggradarle:-)

Commento #2143 di luca chinaski
febbraio 5th, 2010 @ 6:18 pm

chissà che nick userà stavolta…

Commento #2144 di ladonia
febbraio 5th, 2010 @ 6:28 pm

@luca

semplice: Angelica non ha le capacità di sostenere argomentazioni che vanno oltre un certo limite di superficie. Mi viene in mente una nostra comune conoscenza milanese d’origine con un V° corso fatto nel 1955, più o meno.

Anch’essa “insegna”: poli il polipo, il coccodrillo della tastiera, czernyana e cassoela.

Solo con quest’ultima non si cappotta suonando.

Commento #2145 di ErlKoniG
febbraio 5th, 2010 @ 6:36 pm

ErlKonig,
non dirmi che ancora insegna…ricordo eccome, pora stela, però aveva forse un minimo di consapevolezza, se ben ricordo…pora stelina…hai avuto dei bei dipendenti da gestire Erl (non solo lei…), ti ho sempre visto come un eroe:-)

Commento #2146 di luca chinaski
febbraio 5th, 2010 @ 6:43 pm

ehm…..ho visto il video proposto da qualcuno che si spacciava per Angelica (non posso credere sia stata lei), di cui copio sotto il collegamento:

http://www.youtube.com/watch?v=LOUOS9vWW38

vedetelo….tutto…..solo una volta, ma fatelo….

Commento #2147 di luca chinaski
febbraio 6th, 2010 @ 11:26 am

Dyo degli eserciti!
È senza pudore, nè dignità. Un autentico schifo.

Commento #2148 di Futak
febbraio 6th, 2010 @ 11:45 am

Futak, la cosa meravigliosa è che parla sottovoce, col nodo alla gola…il finale mani - cervello - assicurazione londinese non ha prezzo…

Commento #2149 di luca chinaski
febbraio 6th, 2010 @ 2:16 pm

ieri sera su radiodue ho sentito un altro cinopianista compostore: ludovico einaudi. Ascoltandolo ho riso per tutto il viaggio in auto…

Commento #2150 di ErlKoniG
febbraio 6th, 2010 @ 4:33 pm

Erl, ho scoperto john ogdon…

http://www.youtube.com/watch?v=AQH28ZeOdMA

Commento #2151 di luca chinaski
febbraio 6th, 2010 @ 5:37 pm

dimenticavo:

http://www.youtube.com/watch?v=v2qLdHY87LQ

Commento #2152 di luca chinaski
febbraio 6th, 2010 @ 6:01 pm

@luca

non lo conoscevo… davvero bravissimo!!

Commento #2153 di ErlKoniG
febbraio 6th, 2010 @ 7:04 pm

sì, meraviglioso…col suono che noi magri non avremi mai…sigh…voglio diventare ciccione…

Commento #2154 di luca chinaski
febbraio 6th, 2010 @ 7:09 pm

@ luca

Un pianista dal suono davvero possente… che vuoi farci, ci piacciono così. Ma tanto lo sai che mi piaci così come sei.

Commento #2155 di ErlKoniG
febbraio 6th, 2010 @ 10:19 pm

sì lo so, ma ti piacerei di più:-)

Commento #2156 di luca chinaski
febbraio 7th, 2010 @ 10:35 am

Questa è incredibile! Risale già a qualche anno fa, prima della polemica.
Sentite che dice:

“Posso toccarti i capelli?
«Certo, tocca pure».

E le mani?
«Ma hai una fissa!» (sorride).

Be’, mi trovo davanti un genio
«Quale genio…».

Sei diplomato al Conservatorio sia in Pianoforte sia in Composizione. E hai venduto 250 mila dischi di “piano solo”, genere non proprio da hit parade
Risponde solo con un sorriso Giovanni Allevi, il Mozart del Duemila. Poi si siede davanti a me. La sua tournée, Allevilive Tour 2008, sta riempiendo i teatri. Ed è appena uscita la sua autobiografia, La musica in testa (Rizzoli). Ma più che per tutti gli impegni che ha, lui sembra preoccupato per il mio registratore. Lo scruta timidamente, nascosto dietro gli occhiali e la caratteristica nuvola di riccioli neri. «Sono un po’ agitato. Di che cosa dobbiamo parlare?».

Del tour, del libro, di te. Perché sei tanto preoccupato?
«Scrivere questo libro è stato un lavoro estenuante. Mi sono messo a nudo, cercando di essere sincero dalla prima all’ultima parola» (continua a guardare il registratore con la coda dell’occhio).

Perché lo hai fatto?
«Ora ti spiego (abbassa la voce, fin quasi a sussurrare, e scandisce ogni parola). Io sono ansioso, molto ansioso. E faccio continuamente bilanci. Comporre musica e, in questo caso, scrivere è il mio ansiolitico. Il libro è un bilancio fin qui. Dovevo farlo per proseguire questa meravigliosa avventura che è la mia vita con le mie note».

Che cosa hai raccontato?
«I momenti significativi della mia storia. Le battute d’arresto soprattutto».

Se il mondo intero ti osanna…
«Adesso. Ma mi sono preso tante di quelle porte in faccia».

Racconta
«Dieci anni fa, ne avevo 28, mi ero trasferito da Ascoli Piceno, dove sono nato, qui a Milano per tentare la carriera di concertista classico. I miei genitori si erano opposti. Abitavo in un monolocale e per vivere facevo il cameriere».

E che cosa è successo?
«Dopo vent’anni di studi, mi presento all’esame del Conservatorio di Milano per diventare concertista. Deciso a giocarmi tutto, porto le mie composizioni. Ma vengo bocciato: mi dicono di lasciar perdere, che il pianoforte proprio non fa per me».

Come hai reagito?
«Sono tornato a casa e ho pianto. Ero pieno di vergogna, mi sentivo un fallito. A quasi 30 anni i miei sogni erano andati in frantumi».

Come sei riuscito, poi, a realizzarli?
«Proprio allora ho capito che la musica era il mio destino. Quella sconfitta era un doloroso dono, mi diceva che stavo bussando alla porta sbagliata».

Perché?
«Nel mondo accademico, musicale e no, vince chi si uniforma. La mia libertà nel mescolare la tradizione classica con le tendenze pop contemporanee per loro era una minaccia».

Hai mai provato rancore?
«No, no, mai, davvero! (sgrana gli occhi, scandalizzato dalla domanda). Anzi, ho capito che se avessi passato quell’esame avrei forse perso me stesso. E allora la mia creatività si è moltiplicata. Se volevo aprire la strada a un nuovo modo di fare musica, non potevo contare sulla vecchia accademia».

E l’accademia cosa pensa di te?
«Mi getterebbe sotto un’automobile, a quanto ne so» (si mette a ridere).

Commento #2157 di Angelica
febbraio 8th, 2010 @ 1:21 pm

nel mondo accademico, musicale e non, di regola vince chi vale, non chi si uniforma (che vorrà dire uniformarsi poi…), punto. Ogni tanto ci sono anche i talenti incompesi, per carità, ma…se a 28 anni (28! mica 12!) tenti la carriera (a 28 anni? scherzi? cosa tenti a 28 anni suonati? chi sei, richter? hai quei numeri? ah no?) e non va, beh…ci sarà un motivo, non credi? è davvero molto molto tardi…un po’ troppo tardi…di quì ecco il furbo (furbo? per me assolutamente no) cambio di direzione, ecco che forse l’altra via può offrire opportunità, la via dove la critica e la concorrenza sono pressochè assenti, la via dove le difficoltà sono nulle, dove basta “solo” mettere la faccia…

Commento #2158 di luca chinaski
febbraio 8th, 2010 @ 2:00 pm

luca, io non ci capisco niente di musica e non ascolto quella classica. Però mi fido di te, ecco.

Commento #2159 di vipero
febbraio 8th, 2010 @ 2:42 pm

vipero, grazie della fiducia:-)
Nella classica parte tutto molto presto. A 28 anni (non dico a 40) si deve essere già belli in carriera da almeno un decennio, con i propri bei concorsi vinti e tutto il resto, quindi non si tenta nulla: si tenta a 12 anni, a 18 anni si suonano quasi tutti gli studi di chopin e di liszt e le loro sonate. Perso quel treno sei fuori, di regola. Allevi non mi pare proprio sia l’eccezione, l’ho visto suonare venti secondi e mi è bastato, non voglio aggiungere altro.
Ricordo nella storia pochissime eccezioni a livello diciamo medio, una sola eccezione a livello alto (sviatoslav richter, esploso dopo i 40 anni come concertista di portata mondiale, ma questo perchè proveniente dalla carriera di maestro sostituto, quella sì intrapresa precocemente e sempre ad altissimo livello).

Commento #2160 di luca chinaski
febbraio 8th, 2010 @ 3:22 pm

Il Mozart del Duemila?
Angelica, non ho capito che senso ha pubblicare questo ulteriore contributo.
Sono solo inutili pettegolezzi biografici su di un vanaglorioso.
A quando il pezzo di Rattalino?

Commento #2161 di Svjatoslav
febbraio 8th, 2010 @ 5:50 pm

Ecco,
qui
, Florian Fricke che suona malamente Agnus Dei interpretando il pianista cieco in un film di Herzog è diecimila volte più commovente, toccante, spirituale, emozionante di qualsiasi esecuzione di Allevi. La prima volta che l’ho sentito stavo quasi per convertirmi al cristianesimo.

Commento #2162 di Laura Palmer
febbraio 8th, 2010 @ 6:33 pm

Sublimi sequenze, grandissimo Herzog.
Ho visto e rivisto Kaspar Hauser, amo questo film. Grazie della citazione, Laura.

Commento #2163 di Svjatoslav
febbraio 8th, 2010 @ 6:58 pm

Svjatoslav, ma ancora aspetti? non arriverà mai ciò che aspetti…
p.s. non credo sia Angelica, ma qualcuno che si spaccia per lei/lui, non può essere altrimenti che non si renda conto di ciò che emerge da quelle interviste, per me è una presa per i fondelli di Angelica da parte di qualcuno…
OVVOVE…

Commento #2164 di luca chinaski
febbraio 8th, 2010 @ 7:00 pm

Forse, è più probabile che Rattalino pubblichi un pezzo su Angelica.

Commento #2165 di Svjatoslav
febbraio 8th, 2010 @ 7:08 pm

Io sono un giovane compositore, compongo brani di vario genere per vari ensemble, analizzando la musica di Allevi ci dobbiamo però rendere conto di una cosa: alla fine delle finite è musica scritta bene, piacevole, con qualche spunto interessante…. non sarà a livelli di altri compositori però in fin dei conti se un compositore oggi giorno vuole che la sua musica venga conosciuta dal pubblico non può certo sperare di farlo con la dodecafonia, l’avanguardia o con la musica concreta……

anzi con questi generi il pubblico si allontana dalla musica, e la reazione a questo è il successo di Allevi, che io ritengo non del tutto meritato, ma se il mondo musicale oggi non offre alternative che possano competere commercialmente con questo…

bisogna ricordarsi che la musica la si scrive anche per il pubblico e non solo per se stessi…
secondo me se altri compositori, qualitativamente migliori di Allevi, avessero o osassero un pò di più dal punto di vista della pubblicizzazione (tramite internet,…..) forse anche compositori migliori avrebbero trovato un pò di fortuna, invece l’esagerato purismo di taluni che affermano di non pubblicare su internet la loro musica perchè credono che l’arte debba essere fatta solo nelle sedi opportune….. (guai se il pubblico di massa aprezza lal oro musica, loro devono avere il loro pubblico d’elite….)

in ocnclusione:
come possiamo sperare di non avere Allevi nelle sale da concerto, quando non esiste un’alternativa concreta e non idealista?

Commento #2166 di andreavezzoli
febbraio 9th, 2010 @ 9:21 am

aggiungo altre considerazioni: alcuni conservatori sono talmente arretrati, che non mi stupisco che gli allievi di pianoforte vogliano suonare Allevi, giusto insegnare il repertorio di Bach (il mio preferito), gli studi dell’Hanon, …. i canoni astrusi……
ma diamo anche qualche soddisfazione ai ragazzi facciamogli suonare nel 5% del tempo qualche pezzo leggero, jazz….,…
il mondo è cambiato!

Commento #2167 di andreavezzoli
febbraio 9th, 2010 @ 9:30 am

Vipero, purtroppo non riesco più a trovare il mio paragone tra Allevi e la birra…

Commento #2168 di Allevi3metrisopralcielo
febbraio 9th, 2010 @ 10:18 am

andreavezzoli,
ti risponderò più puntualmente possibile, per essere più chiaro possibile, citando i tuoi interrogativi.

1.Io sono un giovane compositore, compongo brani di vario genere per vari ensemble, analizzando la musica di Allevi ci dobbiamo però rendere conto di una cosa: alla fine delle finite è musica scritta bene, piacevole, con qualche spunto interessante…. non sarà a livelli di altri compositori però in fin dei conti se un compositore oggi giorno vuole che la sua musica venga conosciuta dal pubblico non può certo sperare di farlo con la dodecafonia, l’avanguardia o con la musica concreta……

Dunque…personalmente, sarò abituato troppo bene, non trovo nulla di piacevole e di interessante in quella musica. Liquido così questa considerazione, aggiungendo che il compositore che fa musica semplicemente “piacevole” non ottempera al suo magistero in modo corretto.
Il compositore deve sempre tendere all’alto, sempre, semplicemente perchè esprime la propria arte. Se non lo fa perlomeno ritiene che ci siano due livelli possibili di composizione, e mi trova in totale disaccordo. Ecco perchè il mestiere del compositore ispirato trovo sia colmo di difficoltà: non può pensare al pubblico, se non con il fine di educarlo alla sua arte, senza alcun compiacimento nei suoi confronti. Chi non opera in questo senso non gode della mia stima, per quel che può valere si intende. Chi pensa accettabile questo compromesso, sempre a mio avviso s’intende, non ha ben compreso quella che intendo essere una missione, chi compone pensando la strada del consenso compone male. Ma allevi ritiene che la sua arte sia ispirata, addirittura una “sintesi” mi dicono, e non musica per compiacere il pubblico, quindi altro ambito… rifletti su questo…

2. “forse anche compositori migliori avrebbero trovato un pò di fortuna, invece l’esagerato purismo di taluni che affermano di non pubblicare su internet la loro musica perchè credono che l’arte debba essere fatta solo nelle sedi opportune….. (guai se il pubblico di massa aprezza lal oro musica, loro devono avere il loro pubblico d’elite….)”

posso condividere, semmai possa ipotizzarsi tale problema che non rilevo. Semplicemente, anzichè un rifiuto della massa a favore dell’elite come intravedi tu, io vedo nel compositore ispirato un disinteresse verso il pubblico nel suo complesso. Parallelamente, il pubblico competente sceglierà solo ciò che vale, ignorando ciò che non vale.

Sul tuo ultimo commento ho già detto abbastanza, confermo che non se ne deve parlare proprio, non nei conservatori. Il mondo dell’arte non è cambiato, per niente, non può semplicemnete, è il mondo che c’è tutto intorno che vorrebbe cambiarlo.

Commento #2169 di luca chinaski
febbraio 9th, 2010 @ 10:20 am

a3msic non fa nulla. mi fido anche di te, sallo.

Commento #2170 di vipero
febbraio 9th, 2010 @ 12:33 pm

certo che se fossi allevi e leggessi tutto questo popò di apprezzamento cambierei mestiere…LEGGIMI ALLEVI, LEGGIMI LEGGIMI!!!!!!!!

Commento #2171 di ladonia
febbraio 9th, 2010 @ 3:31 pm

Il problema però non sta, a mio avviso, sul reale valore delle composizioni di Allevi, e vi dirò pure che di quel che si suona nelle sale da concerto mi interessa fin là, potrebbe pure andarci Madonna a suonare il mandolino e non me ne fregherebbe nulla.

Il problema è che Allevi parla, scrive e si comporta come un megalomane vendicativo e allucinato e spero per lui che sia una posa perchè è un atteggiamento imbarazzante e ridicolo già nei geni veri, figurarsi in lui. Ed è per questo che merita il mio scherno eterno.

Commento #2172 di Starla
febbraio 9th, 2010 @ 4:00 pm

Ogni volta che leggo le dichiarazioni del sedicente grande pianista incopreso mi ricordo perchè non lo sopporto: in confronto Jovanotti è persino arguto

Commento #2173 di Sappy
febbraio 9th, 2010 @ 4:36 pm

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