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Essere Giovanni Allevi: il manuale
(Mozart meets Ecce Bombo)

Vedi anche il primo e il terzo conclusivo capitolo della trilogia alleviana

Ho scritto un po’ di tempo fa una cosa direi tutto sommato definitiva su Giovanni Allevi (se non l’avete letta: leggetela), non che sia spuntato qualcosa di importante da aggiungere, ma pensavo che potremmo sfruttare il suo libricino, La musica in testa, per vederne confermato quel perfetto ritrattino di patetica mediocrità - facendoci due risate.

essere Giovanni Allevi, la copertina del manualeLa musica in testa è un’opera capitale che inaugura il genere letterario dell’autovangelo: lo scrivente snocciola una sfilza interminabile di aneddoti fantastici che hanno lo scopo di esaltare le gesta miracolose di colui che venera di più al mondo, se stesso, soddisfacendo il proprio smodato desiderio di specchiarsi, adorarsi, masturbarsi. La struttura generale dell’autovangelo alleviano è evidente: Giovanni Allevi non ha superato quegli oltre trent’anni di anonimi fallimenti, non se li spiega, li rifiuta, tenta di giustificarli cucendosi addosso una storia in cui tutto - anche il più insignificante “chi cazzo è sto cretino” - assume un ruolo fondamentale e necessario nel quadro complessivo dell’enorme successone internazionale a cui la “capricciosa dea musica” l’aveva destinato già dai tempi dello spermatozoo (”una cospirazione divina”, definisce la sua vita).

Come nelle favolette col brutto sfigatello emarginato che ne subisce di tutti i colori [1] e però lo capisci subito che ha qualcosa di diverso e specialissimo - è stato morso da un ragno radioattivo coi capelloni cotonati! - Giovanni Allevi utilizza la chiave del lamento vittimista (nei toni di un falso modesto stupore) per rendere più sfavillante il proprio genio incompreso: quando racconta per esempio che da piccolo “passo il tempo chiuso in uno scatolone di cartone nel garage sotto casa, per sentirmi protetto dall’ansia” - e fin qui niente di eccezionale, è un cliché di alienazione infantile così sputtanato che lo canta pure Mondo Marcio, ma poi aggiunge - “per dirigere in piena libertà l’enorme orchestra sinfonica che ha iniziato a suonare ininterrottamente nella mia testa“: ecco, una bilanciata combinazione di triste sfigaggine e precoce incredibile genialità (non un’orchestra qualsiasi, un’orchestra enorme!) che è il tema dominante dell’autovangelo; perché la cosa che davvero interessa al quarantenne Giovanni Allevi è precisamente questa, sceneggiarsi a posteriori nei panni di ciò che avrebbe voluto essere più di ogni altra cosa, e che però non è mai stato: un ragazzo prodigio.

Giovanni Allevi la nuova mascotte del festivalbarGiovanni Allevi poveretto non desidera altro, vorrebbe averci venti anni in meno, vorrebbe poter essere celebrato come una giovanissima rivelazione - fa quel che può: si tinge i capelli, fa il giocherellone idiota, ricorre ad un look teenager concepito imitando (male) i più scemi modelli fiction-televisivi: pantaloni larghi, magliettine strette, occhialetti colorati, converse - vorrebbe tanto poter tornare ragazzino com’era ai tempi bui del conservatorio, sigh sob, là dov’era snobbato da tutti. Ah il conservatorio, che sofferenza, che pena, che umiliazioni! Magari non sarà possibile cancellare gli insuccessi passati, ok, ma ecco finalmente la soluzione - grazie alle possibilità di sfrenata ego-esaltazione dell’autovangelo si può magicamente tramutarli in predizioni di futura grandezza: Giovanni Allevi se ne stava ancora là ventottenne a perdere concorsi uno dietro l’altro non perché fosse una scarsa merdina, ma perché aveva “osato andare contro il sistema della musica contemporanea” e “come dice Hegel, in questi casi le possibilità sono due: o vinci e apri una nuova strada, o vieni allontanato perché sei una minaccia per il vecchio ordine“, insomma, il buon vecchio leit motiv del nessuno-mi-capisce sono-troppo-avanti [2].

E come nella pubblicità della carta di credito, quella che regalare il tuo primo romanzo a chi t’aveva detto che non ce l’avresti mai fatta non ha prezzo, nell’autovangelo di Giovanni Allevi c’è ovviamente spazio per la sciocca infantile rivalsa gne-gne-gne. Osavate non cagarmi? adesso ve la faccio vedere io. Da piccolo per esempio c’aveva un compagnuccio (M. lo chiama [3]) stra-adorato dai maestri di musica che suonava il piano divinamente, era il più bravo di tutti, “studia quasi otto ore al giorno! Pare che i genitori lo costringano con la forza” (traduzione: per forza suonava meglio di me, non è che io avessi meno talento, è solo che lui ci passava le giornate, sarei stato capace anche io così [4]), dovreste vedere che squallida fine ha fatto oggi quel ragazzino che amavano tutti, Giovanni Allevi non vede l’ora di prendersi la sua goduriosa vendetta super-orgasmica (notate come non si limiti a un meschino sfottò del fallimento altrui: si lascia andare ad una rabbiosa bullesca ostentazione dei propri successoni) “M. non suona più. Ha preferito un lavoro in banca. Io ho fatto concerti in Italia, Cina, Giappone, Stati Uniti, Europa, Russia, Canada. Ho suonato di fronte a platee immense, in dirette televisive e radiofoniche”.

giovanni allevi trionfale dopo il concerto alla casa di riposo sordomutiNon parliamo poi di quei sordi bacucchi reazionari del conservatorio, colpevoli di non averlo saputo apprezzare, per fortuna che la dea musica l’ha fatta pagare pure a loro, che alla fine sono stati costretti a inchinarsi al cospetto della sua strepitosa grandezza: c’è una scenetta molto buffa, ovviamente inventata di sana pianta (sembra l’epilogo di Rocky IV quando l’establishment sovietico è costretto ad applaudire il pugile nemico) “notai che in platea c’era una intera fila di ragazzi con le braccia conserte, che non concessero un applauso per tutta la durata del concerto. Studenti del conservatorio locale. Quando alla fine è venuto giù il teatro, con la gente che urlava dai palchetti e il resto del pubblico in platea tutto in piedi, si guardavano intorno smarriti e per non fare brutta figura hanno dovuto accennare anche loro un applauso”; dove le braccia conserte si riferiscono metaforicamente all’atteggiamento istituzionale di chiusura verso il “nuovo” che Giovanni Allevi dichiara impudicamente di rappresentare (non si contano le sparate del genere “la mia piccola grande rivoluzione culturale”, “ho alterato il sistema”, “un nuovo rinascimento è alle porte”). Se gli aridi dogmatici bacucchi del conservatorio non sono stati capaci di riconoscere la sua esplosiva portata rivoluzionaria, tiè, che schiattino d’invidia, c’è tutta una gigantesca mole di ridicoli aneddotucci che dimostra la piena ricettività del cuore puro e incontaminato dei poveri di spirito [5]: “il pubblico è attonito [...] vedo occhi lucidi di commozione [...] la mia musica ha investito tutti con la sua onda emotiva”, “sono tutti meravigliati dalla follia poetica del mio gesto”, la mia preferita (detta da un’ammiratrice) “questa bottiglia contiene aria che è stata attraversata dalle note di Giovanni Allevi”.

povero disgraziatoMa è soprattutto nell’ultimo capitolo, pomposamente intitolato L’era dell’emozione, che Giovanni Allevi dà il meglio di sé: è qui che tenta di fornire una base pseudo-filosofica alle sue composizioni musicali, infilando raccapriccianti dissertazioni da manualetto fricchettone new age sull’uomo l’anima il divino [6]. Ha un’idea stupida e adolescenziale della musica, le attribuisce una natura sovrannaturale, “misteriosa”, crede che derivi da un irrazionale abbandono alle sensazioni del momento (”il segreto è non pensare”); si rifugia nel “mistero” fine a se stesso, nell’insensato, non è in grado di capire le possibilità della ricerca, della curiosità attenta, dello studio, nega la ragione e l’intelligenza perché non ne possiede, è così tragicamente stupido che non ci arriva (”il novecento è stato il secolo della mitizzazione del pensiero scientifico, dell’idea che la ragione potesse spiegare tutto. Ma il mito della concettualità e del tecnicismo ha ingabbiato l’uomo in un eccesso di pensiero [...] Il novecento è stato il secolo più violento della storia: è la ragione l’origine della violenza, perché da essa scaturiscono la differenza e la pretesa di conoscere ciò che in realtà è mistero“), tutto è ridotto a triti automatismi mentali, schemi di crescendo, diminuendo, staccati e fraseggi già sentiti mille e mille volte ancora. Lui la chiama emozione: è stupidità. E Giovanni Allevi è per l’appunto questo: un goffo stupidone buono solo a fare “oooh”, come i bambini scemi della canzoncina.

[1] “alle medie non mi invitavano alle feste”
[2] e però un bel giorno è successo che il direttore del conservatorio non ha potuto trattenersi dal riconoscere che la sua musica è “geniale, a metà strada tra la musica classica e il jazz”, paragonandolo a Keith Jarrett con “un’eco di Chick Corea e Béla Bartók”: se ve lo state chiedendo sì, non c’è dubbio, soltanto nella mente di Giovanni Allevi può esistere un direttore di conservatorio così terribilmente incompetente
[3] non è una questione di riservatezza, semplicemente non è mai esistito
[4] ah, l’Allevi esecutore! che titanico scontro di personalità, esecutore contro compositore: “il Giovanni esecutore deve rendere conto al Giovanni compositore, ma anche l’esecutore scopre nuove sfumature nella partitura, e mi accorgo di essere continuamente dilaniato da questo conflitto” (dilaniato!); a volte timido (sono un compositore troppo figo) “temo di non essere all’altezza di ciò che ho scritto” a volte sborone “scopro che la musica che esce dalle mie dita è ancora più bella e intesa di quella che il compositore sentiva nella sua mente” (come esecutore sono ancora più figo)
[5] “come è bello scoprire intorno a me una nuova generazione di poeti, visionari, sognatori, che hanno deciso spontaneamente di rendersi emotivamente vulnerabili alla mia musica classica contemporanea
[6] ne ha avuto di tempo per pensarci: “all’università mi sono chiuso sempre di più, arrampicato nelle vette rarefatte del pensiero filosofico. Mentre gli altri si organizzavano per fare viaggi, vacanze o feste, io passavo le estati a studiare Aristotele come un pazzo!”

2,243 commenti

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@luca chinaski

troppo facile….

abita a Tenno?

:D :D :D :D

Commento #2201 di ErlKoniG
febbraio 20th, 2010 @ 12:29 pm

Erl, COSI’ NON VALE:-))))))))))))

Commento #2202 di luca chinaski
febbraio 20th, 2010 @ 12:43 pm

Io credo che Vain si riferisse a te, Luca.
Perchè sprecare tanta energia per Allevi se è un mediocre che non merita alcuna considerazione? “Perchè è un megalomane e crede di essere un genio”.
Embè?
Anche mio cugino crede di essere un genio del computer, allora? Lasciamoglielo pensare, tanto che male fa?

Commento #2203 di Angelica
febbraio 20th, 2010 @ 3:28 pm

Cara Angelica, sono dispiaciuto, ma avevo in mente te e non Luca, e devo dire che, sei tu la prima che spreca energie e tempo, difendendo l’indifendibile, ma veramente credi di avere a che fare solo con degli invidiosi detrattori? Rispetto la tua dedizione verso quel farlocco sborone di Allevi, ma ci sono altri siti dove il tuo pensiero può finalmente essere apprezzato e condiviso. Riguardo a tuo cugino, occhio che non manometta il sistema informatico di qualche centrale nucleare.

Commento #2204 di Vain
febbraio 20th, 2010 @ 4:27 pm

Lasciamoglielo pensare, tanto che male fa?

C’è il rischio che vada ad insegnare musica alle medie sperimentali.

Commento #2205 di ErlKoniG
febbraio 20th, 2010 @ 4:29 pm

come vedi Angelica, non è solo in musica che prendi cantonate.
Comunque, il tuo ultimo commento trovo sia il primo ragionamento degno di ottenere risposta seria che esponi. Potresti aver ragione in linea teorica, in effetti, se fosse come dici. Il fatto è, invece, che sono convinto che allevi abbia un’idea abbastanza obiettiva di ciò che egli stesso vale, in ciò non è come tuo cugino. Lui, secondo me, a quarant’anni suonati non pensa affatto di essere un genio, conosce il mondo della musica quel che basta per saperlo e conoscere i limiti che connotano il suo essere artista, ha avuto sufficientemente modo di confrontarsi e confrontare. Allevi però, per come la vedo io, fa l’errore madornale di approfittare di ciò che riesce a far credere alla massa, a quelli come te. Quando si renderà conto che questa via porta all’infelicità, quando capirà che conta ciò che sei e non ciò che gli altri pensano di te, sarà tardi. Per ora pensa che sia più importante essere osannato da un pubblico ignorantemente compiacente, che ignorantemente gode della sua musica, ma sa anche certamente molto bene che chi conosce la musica non lo apprezza, o meglio che lo apprezza per ciò che è. A parte la musica, nemmeno tutta la filosofia che ha studiato gli è servita granchè: evidentemente non ha capito nè Orazio nè soprattutto Schopenhauer.

Commento #2206 di luca chinaski
febbraio 20th, 2010 @ 5:11 pm

Forse non ci siamo capiti.
Io non sto qui a difendere nessuno, non c’è nessuno scontro, nessuna polemica. Allevi scrive la sua musica per il suo pubblico, che lo ritiene un genio. Fine.
La critica ufficiale è tutta contro di lui da un bel pezzo, quindi non c’è rischio di nulla. Che il pubblico sia in blocco una massa di ignoranti, è un giudizio azzardato. Che Allevi sia apprezzato solo dai non musicisti, non è vero, ed io ne sono la dimostrazione. ma alla fine che importa? Mi sfugge il problema. A meno che, Luca, tu non abbia bisogno di prendertela con qualcuno su un blog…
Comunque, il genio riconosciuto dalla critica è Bollani, no? Tenetevi Bollani, sostenetelo, andate ai suoi concerti, regalategli quella popolarità e quel successo di pubblico che nemmeno la pubblicità è riuscita a dargli.

Commento #2207 di Angelica
febbraio 20th, 2010 @ 5:30 pm

Ultima considerazione.
Un’altra vostra forzatura è quella di fare il processo alle intenzioni di Allevi. “Allevi approfitta…” “Allevi si condanna all’infelicità” “Allevi in realtà pensa questo e quello…”
No Luca, Allevi mette solo delle palline su un pentagramma, e ti assicuro che, pur essendo un ragazzo molto ansioso e sensibile alle critiche, è felicissimo di vedere 12mila persone applaudire la sua musica all’Arena di Verona.

Commento #2208 di Angelica
febbraio 20th, 2010 @ 5:38 pm

Che Allevi sia apprezzato solo dai non musicisti, non è vero, ed io ne sono la dimostrazione.

….. vabbeh ….

Io non sto qui a difendere nessuno, non c’è nessuno scontro, nessuna polemica.

maperpiacere, ci sono centinaia di tuoi post dove c’è tutto il contrario… un filino di coerenza, dai!!

E lasciamo stare Bollani che non c’entra nulla con allevi, dimostri solo di confondere molto le cose e denunciare una volta ancora le tue limitazioni musicali. Resta su Allevi. E Rattalino.

Commento #2209 di ErlKoniG
febbraio 20th, 2010 @ 5:39 pm

pur essendo un ragazzo molto ansioso e sensibile alle critiche

Qui parla lo stereotipo… allevi ha 40 anni, è un ragazzo come Pippo Baudo è un adolescente. Ed è un furbone perchè ha capito che lo stereotipo del capellone musicista un po’ pazzarello e ansimante gli fa vendere i dischi e mettere in saccoccia il grano. Vecchia roba, altro che ragazzo.

Commento #2210 di ErlKoniG
febbraio 20th, 2010 @ 5:43 pm

NON CAPISCO.
Cosa ti cambia? Ammesso che sia un furbone che ha capito ciò che piace al pubblico, così come altre pop star, e che quindi venda i dischi. Ammesso che sia un megalomane che dice assurdità (sulla musica classica), e che qualcuno gli dia retta, ma per fortuna la critica ufficiale, da più di un anno lo ha smascherato su tutti i giornali, ma proprio tutti. A te, COSA CAMBIA? Questo non riesco a capire. Allevi è finito, non ha più la minima credibilità. Che senso ha tornare a ribadirlo? Per chi?

Commento #2211 di Angelica
febbraio 20th, 2010 @ 6:11 pm

Perchè?

Tu (dici) di insegnare Allevi come se questi fosse un genio: tecnicamente non è in grado di elevare la tecnica pianistica, musicalmente è imbarazzante e non vi è nulla da imparare per come scrive. Spari delle assurdità quali “allevi nei programmi del diploma” e appoggi vezzoli che scambia il numero di dischi venduti e il numero di spettatori ai concerti con la qualità e la profondità di un percorso compositivo.

Cambia che si fanno dei danni. E avanti di Grandi Fratelli e DJ che suonano.

Immagino che non te ne renda conto.

Commento #2212 di ErlKoniG
febbraio 20th, 2010 @ 6:26 pm

Non è vero. La sua musica presenta un “gusto ritmico” che non trovi scritto da nessun’altra parte, se affronti l’iter classico, e questo piace moltissimo ai miei allievi.
Forse in qualche spartito di Corea, ma non è la stessa cosa. Allevi, volente o nolente, è eseguito, anche ai diplomi e ai concorsi. Ma anche lì c’è chi storce il naso e chi approva. Io insegno alle medie sperimentali; se fossi docente di conservatorio lo farei studiare, che problema c’è?
Volevo rassicurarti che non c’è nessun danno. Allevi non ha l’esposizione mediatica di un Grande Fratello, è un artista che puoi benissimo ignorare che esista. Qual è il danno? Che la gente pensi che la sua sia la grande musica? I critici e i personaggi illustri son già corsi ai ripari. Vuoi mettere in dubbio personalità come Uto Ughi? Il danno è scongiurato. La percezione di Allevi è pari a Claiderman, neanche dovesse pubblicare 10 sinfonie.. Stai tranquillo.

Commento #2213 di Angelica
febbraio 20th, 2010 @ 6:46 pm

Come immaginavo non te ne rendi conto.

Che c’entra Corea con Allevi? Che vuol dire gusto ritmico? Che c’è da studiare (e sottolineo studiare) nella produzione di Allevi?!? L’arpeggio dello stato fondamentale nella sinistra o la ripetizione delle quarte nella destra? Ridicolo.

Allevi eseguito al diploma? In che gruppo è? Ma lo hai fatto il diploma?!? E se si, hai portato Clayderman al posto di Ravel?

Scommettiamo che ci troveremo Allevi direttore artistico di qualche teatro?

Altro che danni.

Commento #2214 di ErlKoniG
febbraio 20th, 2010 @ 7:00 pm

Ma dai, Allevi genio rivoluzionario…mi ha sempre fatto ridere, questa cosa.
Allevi va bene per l’uso che ne faccio io: ascolto mattutino 7.30/8.00 sull’autobus quando ho voglia di dormicchiarmela.
Non ci credo nemmeno se mi pagano oro che lo insegnano in conservatorio…non lo insegnano nella mia scuola di musica, andiamo!
E comunque io, alle medie sperimentali, ho suonato il “Flauto Magico”. Un’esecuzione un po’ terrificante, ma sempre meglio di Allevi.
Il problema, Angelica, è che definire Allevi “genio” è una ca**ata di proporzioni apocalittiche. Per quello a uno girano le balle.
Perchè c’è gente come te che insegna ai ragazzini a suonare Allevi, invece di piazzargli in mano qualcosa con un po’ più di valore.
Io, che ho tutta l’intenzione di cominciare a studiare anche pianoforte per piacere personale, voglio farlo per suonare…che so, Bach.
Eh, ma sono una parruccona pure io.

Commento #2215 di Greta
febbraio 20th, 2010 @ 7:54 pm

A me sembrate tutti matti.
Greta, ti ho dato della parruccona? Qualcuno ti vieta di suonare o studiare Bach?
Dai, va bene, non lo insegnano in conservatorio, contenta? E a dire che è un genio ormai sono solo io.
Cosa vuoi che conti il mio parere davanti alla critica che si è espressa ad unanimità contro?
P.s. Greta, non sei una donna. Le donne non ragionano così. O amano o ignorano.

Commento #2216 di Angelica
febbraio 20th, 2010 @ 10:09 pm

Che Allevi sia apprezzato solo dai non musicisti, non è vero, ed io ne sono la dimostrazione.
Commento #2207 di Angelica

qui sta l’equivoco. No Angelica, tu per me non sei la dimostrazione di nulla, per il semplice fatto che io intendo altro quando parlo di musicista, e qui si chiude il mio cerchio. Non averne a male, Angelica, ma per me il musicista è ben altro, spiacente, davvero ben altro. Cerchiamo di sfatare il mito “insegnante di musica alle medie = musicista”, per cortesia, non cavalcare questa balla colossale. Il fatto che insegni musica alle medie trovo sia ovviamente il nulla, il tuo è semplicemente un mestiere che ti è consentito fare. Parere personale, ma piuttosto condiviso mi pare. Fine. Insisti pure nell’insegnare allevi a ragazzi che si bevono che la luna è il formaggio, l’ordinamento pare consenta queste cose ed trovo sia uno scandalo, un vero scandalo. E finiscila col dire stupidaggini su diplomi e concorsi, per cortesia. Ti ho già detto cosa penso di questa cosa: anche fosse possibile questa cosa (nell’italietta di oggi non escludo nulla, ahinoi) chi lo fa ritengo sia per definizione un pessimo musicista, e come lo ritengo io immagino lo ritengano TUTTE le commissioni d’esame o di concorso che possano definirsi tali. TUTTE. E immagino, ipoteticamente, la fine che fa quell’esaminando o quel concorrente. Quindi finiamola con sta cosa degli esami e dei concorsi.
In effetti poi sarà anche vero, lui sarà anche finito come dici (in realtà non è mai iniziato, diciamo che è finito il successo di pubblico). Non voglio la fine di allevi, non mi interessa che sia finito, buon per lui se ha fatto qualche euro, a me interessa mettere i puntini sulle i e definire cosa è e cosa non è grande musica e grande esecuzione, lo faccio perchè credo di saper distinguere con cognizione di causa, a differenza di qualcuno che non lo sa fare. A me non interessa che allevi, orietta berti, i pooh abbiano fatto i miliardi, sono contento per loro tutti, davvero. A me interessa che allevi, e non solo lui, sia collocato dove è giusto, se poi riscuote successo di pubblico fino al 3000 buon per lui. Mi spiace anche che tu, dopo ciò che è stato detto e spiegato non da me, per carità, ma dal mondo musicale e dalla critica nel loro insieme, spiegato mi sembra in ogni lingua, tu insegnante di musica (!) condivida questa discutibile passione con gli allievi, anzichè concentrarli (e concentrarti) su ben altro. Trovo che tu non stia facendo un favore ai tuoi allievi, ma solo danno, per il semplice motivo che stai insegnando musica, seppure a basso livello, che dovrebbe essere, almeno negli istituti di istruzione pubblici, comunque cosa seria e affrontata seriamente, cosa che ritengo tu forse inconsapevolmente non faccia. E trovo che i programmi ministeriali dovrebbero arrivare anche alle medie sperimentali, visto che ti sono permesse queste scelte che definire ardue mi pare sia un eufemismo. Il danno grosso è scongiurato, dici bene, ma se devo dirla tutta credo non ci sia mai stato il pericolo di alcun danno particolare: in ogni caso bene che ughi e gente del suo calibro, anche mazzonis, ne abbiano parlato se pur brevemente, perchè come dimostri tu se ne parlo io sembro solo invidioso (ah, in ogni caso non mi importa nulla di ciò che io sembro a te, detto per inciso, così come immagino sia reciproco).

Commento #2217 di luca chinaski
febbraio 20th, 2010 @ 10:31 pm

a me interessa mettere i puntini sulle i e definire cosa è e cosa non è grande musica e grande esecuzione

stsnding ovstion

Il profondo danno culturale che Allevi porta alla società sorretto dalle Angeliche è proprio quello: perdere completamente la cognizione di cosa è grande e cosa è merdina in una massa indistinta e gelatiniforme di ignoranza. A vantaggio della saccoccia di alcuni. E non è un danno da poco se poi ci si ritrova qualcuno che spara idio… fanfaluche sui programmi ministeriali, concorsi e diplomi e questi lo vanno a dire a dei
gli studenti! Così sul serio Allevi diventa Bach, anzi meglio, perchè è più “gustoso” ritmicamente e divertente. Il che sommato a tutto il resto del panorama musicale-artistico-mediatico ci rende quel paese di beoti che è sotto gli occhi di tutti. Se tengono spenta la tv.

In conclusione Angelica non risponde alle domande fatte che la obbligherebbero a sviluppare un senso critico e continua a fare danni. Moltiplica questa situazione per enne “musicisti” (vuoi che il tipo dei quadri di un’esposizione di Korsakov non straveda per Allevi e lo insegni? E così moltissimi altri all’interno delle scuole musicali. E io e te sappiamo perfettamente COSA gira dentro quelle strutture) più la massa di non-musicisti e ti ritrovi Allevi ministro della cultura.

Commento #2218 di ErlKoniG
febbraio 20th, 2010 @ 11:01 pm

P.s. Greta, non sei una donna. Le donne non ragionano così. O amano o ignorano.

Ragioni come un automa a stati finiti.

Vabbeh.

Aspetto le motivazioni per cui quei tre brani sono dei capolavori contemporanei, cosa intendevi con “gusto ritmico”, cosa c’è da studiare nei suoi brani che altri non hanno. E la faccenduola di Rattalino.

Commento #2219 di ErlKoniG
febbraio 20th, 2010 @ 11:08 pm

Wow, questa replica supera le mie aspettative.
Ok, Angelica, te lo spiego: l’ultima frase era sarcastica ^^ Quindi passiamoci sopra, che è meglio.
Sul fatto del conservatorio: guarda, ci credo solo se mi presenti un professore di conservatorio che lo dice.
Boh, sarà il conservatorio delle patatine, al conservatorio di Milano non insegnano di certo Allevi, o avrei qualche amico coi capelli bianchi.
Prenditi un po’ meno sul serio, dai. Semplicemente ti si fa notare quanto sia ridicola la pretesa di prendere sul serio questo qui.
Ho letto i tuoi commenti precedenti, è inutile che cerchi di correggere il tiro, le castronerie le hai sparate ormai.
Allevi ha il suo posto nel mondo come lo hanno…chessò, i pantaloni cagaroni! O le Timberland. O…boh, il caffè solubile?

P.S: sì, hai ragione, mi hai scoperto. In realtà sono un Dalek e sto tramando nell’ombra per distruggervi tutti. Per quello sono così acida, il mio unico intento è distruggere.
Mi scuso se la citazione non è stata colta xD
Comunque smettiamola con questa storia del “le donne qua” “le donne là” che stiamo solo al gioco della gentaglia che ci considera irrazionali e buone solo a stirare e far pagnotte.
Non esiste la categoria “le donne” per il modo di ragionare, i gusti, le idee. Non mi sento diversa da un altro essere umano in quanto donna come non mi sento diversa da un altro essere umano in quanto mora o in quanto italiana o in quanto alta 1,76.
Le donne sanno odiare ferocemente, credo che tutti ne siamo consapevoli.

Commento #2220 di Greta
febbraio 21st, 2010 @ 12:32 am

Ah, vorrei aggiungere che questa frase:

“Io, che ho tutta l’intenzione di cominciare a studiare anche pianoforte per piacere personale, voglio farlo per suonare…che so, Bach.”

è riferita al post in cui raccontavi che i tuoi allievi vogliono disperatamente suonare Allevi. Avrei dovuto specificare, mea culpa.
Comunque…ma provare ad elevare i loro gusti musicali no? Non assecondarli in queste follie…un’insegnante avrebbe il compito, secondo me, di guidarli verso la vera musica classica di spessore.
Poi vabbè, ad ognuno le sue idee, ma porgli come traguardo Allevi mi sembra un po’ pochino, eh.

…comunque, luca, spargo un po’ di lovvo per te anche in questo post *O*
Toglimi una curiosità: dato che sembri sapere parecchio di musica, sei solo un ascoltatore appassionato o suoni? ^^

Commento #2221 di Greta
febbraio 21st, 2010 @ 12:39 am

@ angelica:

la tua battuta sulle donne che o amano o ignorano è sicuramente la cosa peggiore che hai scritto. Magari scherzavi, però visto che qui sei stretta nella morsa dei parrucconi invidiosi perditempo ( scherzo eh! ) con certe battute ci perdi in simpatia.

Commento #2222 di paperinoramone
febbraio 21st, 2010 @ 2:14 am

Greta, grazie, lovvosità reciproca:-) suono poco ormai, non bene come vorrei ma miracolosamente quel poco mi basta per migliorare (almeno questa è la mia impressione, sono euforico perchè ho la mano giusta in questi giorni:-). Non insegno, per fortuna campo d’altro.

p.s. il fatto che tu sia 176 cm, ossia ben un cm più di me, mi crea un’invidia pazzesca! qui si che rosico, altro che allevi!:-))))))

Commento #2223 di luca chinaski
febbraio 21st, 2010 @ 11:49 am

Commento #2218 di ErlKoniG
già…desolazione pura….

Commento #2224 di luca chinaski
febbraio 21st, 2010 @ 12:18 pm

luca: ghghgh xD Vedi, anche tu ti dimostri infine esemplare di “seisoloinvidioso” allo stato puro u.u

Comunque per me questo insistere su “le donne qui” “le donne lì” è sullo stesso piano della d’urso che parla “in quanto mamma” e di quell’altra gentaglia là (chi era, l’alloro?) secondo cui le donne “possono non avere coscienza storica” perchè ragionano “di pancia”.
E’ maschilismo cammuffato e forse ancora più becero.
(E poi diglielo tu alla mia prof. di matematica che ragiono “di pancia” e che quindi sono dispensata da saper studiare una funzione. Poi vediamo come ti risponde <.< che la logica sembra sia ad appannaggio maschile…)

Commento #2225 di Greta
febbraio 21st, 2010 @ 12:43 pm

Greta, sono pienamente d’accordo. Anche e soprattutto sul fatto che sonosoloinvidioso:-).
Non ho mai pensato, nemmeno un secondo, che uomo e donna possano far valere la loro appartenenza al rispettivo genere sic et simpliciter. Chi l’ha fatto, chi lo fa, quanto meno sbaglia di grosso e merita solo una bella spontanea risata in faccia.

Commento #2226 di luca chinaski
febbraio 21st, 2010 @ 1:02 pm

A parte gli scherzi, avete vinto voi. Allevi è finito. In un primo momento c’è stata una certa spaccatura nel mondo accademico, e qualche voce isolata si è espressa in suo favore. Ora invece c’è una compatta levata di scudi, e sono a conoscenza di altre prese di posizione di illustrissimi esponenti del mondo musicale classico, contro Allevi. Aspetto a citarne il nome prima che si espongano pubblicamente.
E’ andata così…

Commento #2227 di Angelica
febbraio 21st, 2010 @ 5:16 pm

“voi” chi? Ma meno male, aggiungerei.
Ci credo che l’hanno preso a scarpate, se le cerca…e tutti dietro ad incensarlo manco fosse Mozart redivivo. Se si fosse limitato a suonare nel suo cantuccio senza allungarsi presuntuosamente verso la musica classica vera l’avrebbero lasciato in pace.

Luca: bello incontrare qualcuno che la pensa così ^^ dato che per me una donna che si ritiene “diversa” da un uomo in quanto donna, che pensi di essere più “sensibile” (io c’ho la sensibbbbbilità dentro!!) e altre amenità è peggio di un maschilista. Perchè uno si aspetta che una si svegli e capisca di fare il gioco dei maschilisti, e invece…
Mah.
Angelica, dicci come la pensi: il sesso secondo te è parte così fondamentale dell’identità? Non ti sto provocando, sono seria.
Sono OT, però è interessante come argomento xD

Commento #2228 di Greta
febbraio 21st, 2010 @ 6:58 pm

Angelica, non ho mai pensato di essere in guerra contro Allevi, e nessuno credo abbia giudicato la sua arte sulla base di ciò che si dice di lui sulle malve, ci mancherebbe altro. Forse te ne ho dato l’impressione, della guerra dico, ma in realtà non sono in guerra con lui nè con altri, soprattutto perchè non lo seguo per nulla, così come prima anche adesso che apprendo da te che se la vede brutta. Ho visto solo un suo video, per due minuti, per prendere coscienza di chi fosse: mi è bastato per un’idea chiara, come mi capita sempre in musica. Sono altrettanto severo con me stesso, chi mi conosce lo sa. Mi basta vedere come una mano tocca il tasto, come un corpo reagisce davanti alla tastiera, spesso non mi serve nemmeno sentire. Scopro da te che è finito, così come da Betty che esiste, lui esiste solo sulle malve per me, so però che se l’è cercata e che era abbastanza inevitabile. Comunque, se ha perso una guerra gli direi idealmente che da una guerra persa può trarsi vantaggio, si capiscono molte cose, nel suo caso (parlo da chi pensa da anni alla musica in maniera filosofica) gli augurerei un serio esame di coscienza per capire ciò che gli manca e tendere a migliorarsi con serenità, tendere a capire, anche se ciò certamente comporta scontrarsi con problematiche troppo difficili da superare. In effetti questo trovo sia il meraviglioso destino del musicista realizzato, una continua ricerca dentro, non fuori.

Greta, non sarei troppo severo col comparto femminile. Ci sono autorevoli maschietti che hanno complessi di superiorità parimenti disdicevoli, magari con in più l’autorità data dal comando che spesso manca alla donna.
Ho amici, inoltre, che sostengono come certa la superiorità maschile nelle arti, e io mi diverto a stuzzicarli con esempi femminili che ogni volta li rendono nervosi:-)

Commento #2229 di luca chinaski
febbraio 21st, 2010 @ 9:52 pm

p.s. a proposito di donne nell’arte:

http://www.youtube.com/watch?v=EUtMnx6iLrg

giù il cappello…

Commento #2230 di luca chinaski
febbraio 21st, 2010 @ 11:35 pm

Luca: Beh, io mi riferivo a quelle tipiche che con la scusa “io sono sensibbbbile, sono una donna veraH” fanno le sciacquette svanite che possono permettersi di essere ignoranti come capre.
Non per niente, appunto, la D’Urso parla “come mamma” e l’Alloro dice che le donne possono non avere la coscienza storica.
L’avere idee un po’ stereotipate sui sessi è una cosa diversa, direi accettabile in fondo ^^
La cosa che mi da fastidio è che queste sembrano dire che la donna è il meglio del meglio, ma di fatto la mettono al focolare a fare la calza e la relegano alla parte “emozionale” della realtà. E’ un modo come un altro di giustificare il maschilismo becero.
“Sì sì, siete sensibbbbbili, infatti state a casa a badare ai marmocchi. Adesso stai zitta che devo guardare la partita, vai pure a stirare con sensibbilità”.

Commento #2231 di Greta
febbraio 22nd, 2010 @ 6:53 pm

Greta: capisco che vuoi dire, tra doppie e h sei estremamente espressiva:-)

Commento #2232 di luca chinaski
febbraio 22nd, 2010 @ 7:08 pm

Per conoscenza (un pochetto oltre il tema): noto per caso che su l’espresso del 25/2 c’è articolo che illustra il problema del pianismo attuale (tristemente da me condiviso), si esprimono brevemente alcuni noti esponenti (viene appena citato allevi). W Arrau.

Commento #2233 di luca chinaski
febbraio 24th, 2010 @ 8:25 am

@Luca Chinaski

Citato come sintomo? :o)

Commento #2234 di ErlKoniG
febbraio 24th, 2010 @ 10:18 am

@ErlKoniG
mi pare che si dica una cosa (non ricordo chi sia a dirlo) tipo “non stiamo a parlare dei vari Allevi”, in un discorso sull’attuale svalutazione di un semplice diploma di pf.

Commento #2235 di luca chinaski
febbraio 24th, 2010 @ 10:25 am

“Sì sì, siete sensibbbbbili, infatti state a casa a badare ai marmocchi. Adesso stai zitta che devo guardare la partita, vai pure a stirare con sensibbilità”.

Come ti permetti di citarmi??? ;o)

“ahia… maddai cara, stavo ascherzà… no la playstation no…ahia!!!”
(mia moglie è insensibbbile, sappiatelo)

Commento #2236 di vipero
febbraio 24th, 2010 @ 11:24 am

Converrai, Luca, che non bastano due minuti di video per farsi un’idea di un’artista che ha alle spalle 12 anni di carriera. Si, se la passa brutta. Quello che è scritto qui è riportato anche sui giornali con un linguaggio differente. Ora non resta che attendere il giudizio della storia, ma noi non ci saremo.
Comunque, col senno del poi, non ho mai visto tanta ferocia verbale contro un artista, ai limiti dell’odio.
Ma forse, come dici tu, se l’è cercata. Forse…

Commento #2237 di Angelica
marzo 6th, 2010 @ 4:53 pm

In linea generale potrei essere d’accordo con te, Angelica. Due minuti non bastano, nel senso che in due minuti non si possono apprezzare (sia in senso positivo che in senso negativo) capacità o qualità per le quali è necessario più tempo, questo sì. A volte un artista che di primo impatto ti conquista, per alcune ragioni che noti solo col tempo va a finire che ti annoia (e magari sono le stesse ragioni che inizialmente ti hanno conquistato). Mi è capitato. Così come è difficile giudicare un’esecuzione della sonata di liszt dalle prime quattro battute, anche se quacosa si intravede.
Due minuti, invece, sono anche troppi quando ti accorgi che un difetto grave, talmente grave da squalificarti immediatamente, non è stato risolto o addirittura (peggio) è ignorato o ingenuamente nascosto. In quel contesto due minuti sono più che sufficienti, a volte bastano dieci secondi scarsi in realtà. Se ne hai voglia ti spiegherò volentieri cosa intendo in concreto per difetto grave.
Aggiungerei che nei confronti di chi ha quei difetti non c’è odio, ma solo assenza di stima, che si anima quando i difetti sono banalmente nascosti o ignorati, come dicevo prima.

Commento #2238 di luca chinaski
marzo 6th, 2010 @ 6:10 pm

Tutto chiarissimo. E’ praticamente morto. Diciamo che questa “mancanza di stima” che altrove rasenta l’odio, lo sberleffo, l’ironia, ha raggiunto ogni angolo del mondo musicale colto. Sto anche per dare a voi, popolo dei detrattori di Allevi, una bellissima notizia, servita su un piatto d’argento (ma aspetto che sia ufficiale).
Io sinceramente avevo sottovalutato la forza di un blog scritto da anonimi su internet. non pensavo che potesse compromettere seriamente una carriera (perchè di questo si tratta, appena sarà ufficiale quello di cui ho sentito parlare). Che dire? Complimenti!

Commento #2239 di Angelica
marzo 7th, 2010 @ 12:59 pm

Angelica, non so cosa dovrai dirci, lo sai solo tu, personalmente non mi sento alcun merito e alcun demerito.
Io penso che la carriera di allevi, che mi dici tu esser finita, ha avuto la sua spiegabile temporanea esplosione in un certo contesto, ma penso anche che si vedesse da subito il limite oltre il quale non poteva esplodere. Penso che fosse compromessa dall’interno, non dall’esterno. Se uno ha i numeri giusti, nessun blog e nessun invidioso detrattore potrà più di tanto compremetergli la carriera, perchè i numeri non si cambiano, ci sono a prescindere dalle invidie e avversità e dei numeri bisogna sempre prendere atto. Funziona così per tutti, nel mondo della musica colta è così, nessuna operazione di collocamento, autonoma o gestita da terzi, potrà mai reggere al giudizio di chi è abituato a fruire di un certo livello minimo, come appunto accade al fruitore non occasionale di musica colta. Sei in balìa della comunità critica e sei giudicato in base a ciò che sei per la comunità, non in base a ciò che dici o pensi di essere. Molto semplice.

Commento #2240 di luca chinaski
marzo 7th, 2010 @ 2:00 pm

Bè…dovrai riconoscere che il declino di Allevi è iniziato proprio quando la “comunità critica” si è espressa in modo plateale ed ufficiale.
In fondo sono i critici a darlo per finito, mentre per me la sua musica è più viva che mai, ma io sono solo una prof di serie b.
E’ incredibile come per la critica ufficiale, il grande compositore contemporaneo rappresentativo del nostro tempo sia Einaudi, mentre Allevi, che scrive una musica molto più vivace, complessa e strutturata (e riconoscibile) sia considerato, dalla cultura dominante, meno di Claydermann. Ma si sa, la verità è quella decretata dalla cultura dominante.
Ho difeso Allevi anche perchè faccio il tifo per gli artisti che non si uniformano, e che non piacciono ai salotti. Ti confesso che speravo almeno in una spaccatura, non in una presa di posizione unilaterale.
Vabè, Luca, ormai non c’è più motivo perchè rimanga qui, devo riconoscere la sconfitta. Molto semplice.

Commento #2241 di Angelica
marzo 7th, 2010 @ 7:59 pm

Che c’entra einaudi? mai nominato, mai ascoltato oltre i cinque secondi, nè credo lo vedrò mai in una stagione della filarmonica.

Comunque, Angelica, sul resto diciamo che sono d’accordo con te, o diciamo che avevo capito le tue idee, intenzioni e anche speranze, che trovo ora come allora immature. Sono stato franco e sincero con te fin dall’inizio, non dubito minimamente lo sia stata anche tu, quindi penso che meriti franchezza fino alla fine.

P.S. dalla serie b, a volte si viene promossi in serie a, trovo dipenda molto da come si lavora su se stessi.

Commento #2242 di luca chinaski
marzo 7th, 2010 @ 8:39 pm

Il punto è che come dicevo Allevi è alternativo a Clayderman, non a Sokolov. Questioni di ambiti: se prendi Allevi e lo poni di forza nell’ambito della musica colta e il pianismo classico, esso verrà giudicato in base a quei parametri, da persone che masticano da una vita un certo livello qualitativo che Allevi non può sperare di sfiorare nemmeno se studia 6 mesi al giorno per 30 anni.

Non ci si può lamentare, è nell’ambito sbagliato e se lo insegni come appartenente a quell’ambito crei un falso che danneggerà i tuoi studenti. Non è detto che si debba evitare, ma di dargli il giusto peso e far comprendere all’allievo la portata che può avere lo studio di un’autore così.

Se invece lo giudichiamo nella musica pop, senza rivestirlo di titoloni accostandolo a Mozart o come innovatore della musica colta e classica, lui ha il suo ambito nel quale può dire qualcosa e avere un successo tutto sommato non scandaloso.

Ho avuto modo di ascoltare Einaudi in un concerto live su radio3 mentre viaggiavo in auto: semplicemente osceno. Perfino le terzine con la destra riusciva a sbrodolare, aveva un’agilità di dita pari a quelle di una zampa palmata di anatra e poche idee (ma di possibile effetto per la massa) ripetute in svariati modi. Ho riso per tutto il viaggio a sentirlo suonare, perlomeno mi sono passato viatre quarti d’ora divertendomi.

Non è quindi questione di sconfitte e vittorie, ma di dare a Cesare quello che è di Cesare. Allevi sta nel mondo dei poppettari con le loro mediocrissime caratteristiche, insieme a jovannotti e Biagio Antonacci, e non nel mondo dei grandi esecutori e compositori.

Commento #2243 di ErlKoniG
marzo 9th, 2010 @ 11:55 pm

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