Ho scritto un po’ di tempo fa una cosa direi tutto sommato definitiva su Giovanni Allevi (se non l’avete letta: leggetela), non che sia spuntato qualcosa di importante da aggiungere, ma pensavo che potremmo sfruttare il suo libricino, La musica in testa, per vederne confermato quel perfetto ritrattino di patetica mediocrità - facendoci due risate.
La musica in testa è un’opera capitale che inaugura il genere letterario dell’autovangelo: lo scrivente snocciola una sfilza interminabile di aneddoti fantastici che hanno lo scopo di esaltare le gesta miracolose di colui che venera di più al mondo, se stesso, soddisfacendo il proprio smodato desiderio di specchiarsi, adorarsi, masturbarsi. La struttura generale dell’autovangelo alleviano è evidente: Giovanni Allevi non ha superato quegli oltre trent’anni di anonimi fallimenti, non se li spiega, li rifiuta, tenta di giustificarli cucendosi addosso una storia in cui tutto - anche il più insignificante “chi cazzo è sto cretino” - assume un ruolo fondamentale e necessario nel quadro complessivo dell’enorme successone internazionale a cui la “capricciosa dea musica” l’aveva destinato già dai tempi dello spermatozoo (”una cospirazione divina”, definisce la sua vita).
Come nelle favolette col brutto sfigatello emarginato che ne subisce di tutti i colori [1] e però lo capisci subito che ha qualcosa di diverso e specialissimo - è stato morso da un ragno radioattivo coi capelloni cotonati! - Giovanni Allevi utilizza la chiave del lamento vittimista (nei toni di un falso modesto stupore) per rendere più sfavillante il proprio genio incompreso: quando racconta per esempio che da piccolo “passo il tempo chiuso in uno scatolone di cartone nel garage sotto casa, per sentirmi protetto dall’ansia” - e fin qui niente di eccezionale, è un cliché di alienazione infantile così sputtanato che lo canta pure Mondo Marcio, ma poi aggiunge - “per dirigere in piena libertà l’enorme orchestra sinfonica che ha iniziato a suonare ininterrottamente nella mia testa“: ecco, una bilanciata combinazione di triste sfigaggine e precoce incredibile genialità (non un’orchestra qualsiasi, un’orchestra enorme!) che è il tema dominante dell’autovangelo; perché la cosa che davvero interessa al quarantenne Giovanni Allevi è precisamente questa, sceneggiarsi a posteriori nei panni di ciò che avrebbe voluto essere più di ogni altra cosa, e che però non è mai stato: un ragazzo prodigio.
Giovanni Allevi poveretto non desidera altro, vorrebbe averci venti anni in meno, vorrebbe poter essere celebrato come una giovanissima rivelazione - fa quel che può: si tinge i capelli, fa il giocherellone idiota, ricorre ad un look teenager concepito imitando (male) i più scemi modelli fiction-televisivi: pantaloni larghi, magliettine strette, occhialetti colorati, converse - vorrebbe tanto poter tornare ragazzino com’era ai tempi bui del conservatorio, sigh sob, là dov’era snobbato da tutti. Ah il conservatorio, che sofferenza, che pena, che umiliazioni! Magari non sarà possibile cancellare gli insuccessi passati, ok, ma ecco finalmente la soluzione - grazie alle possibilità di sfrenata ego-esaltazione dell’autovangelo si può magicamente tramutarli in predizioni di futura grandezza: Giovanni Allevi se ne stava ancora là ventottenne a perdere concorsi uno dietro l’altro non perché fosse una scarsa merdina, ma perché aveva “osato andare contro il sistema della musica contemporanea” e “come dice Hegel, in questi casi le possibilità sono due: o vinci e apri una nuova strada, o vieni allontanato perché sei una minaccia per il vecchio ordine“, insomma, il buon vecchio leit motiv del nessuno-mi-capisce sono-troppo-avanti [2].
E come nella pubblicità della carta di credito, quella che regalare il tuo primo romanzo a chi t’aveva detto che non ce l’avresti mai fatta non ha prezzo, nell’autovangelo di Giovanni Allevi c’è ovviamente spazio per la sciocca infantile rivalsa gne-gne-gne. Osavate non cagarmi? adesso ve la faccio vedere io. Da piccolo per esempio c’aveva un compagnuccio (M. lo chiama [3]) stra-adorato dai maestri di musica che suonava il piano divinamente, era il più bravo di tutti, “studia quasi otto ore al giorno! Pare che i genitori lo costringano con la forza” (traduzione: per forza suonava meglio di me, non è che io avessi meno talento, è solo che lui ci passava le giornate, sarei stato capace anche io così [4]), dovreste vedere che squallida fine ha fatto oggi quel ragazzino che amavano tutti, Giovanni Allevi non vede l’ora di prendersi la sua goduriosa vendetta super-orgasmica (notate come non si limiti a un meschino sfottò del fallimento altrui: si lascia andare ad una rabbiosa bullesca ostentazione dei propri successoni) “M. non suona più. Ha preferito un lavoro in banca. Io ho fatto concerti in Italia, Cina, Giappone, Stati Uniti, Europa, Russia, Canada. Ho suonato di fronte a platee immense, in dirette televisive e radiofoniche”.
Non parliamo poi di quei sordi bacucchi reazionari del conservatorio, colpevoli di non averlo saputo apprezzare, per fortuna che la dea musica l’ha fatta pagare pure a loro, che alla fine sono stati costretti a inchinarsi al cospetto della sua strepitosa grandezza: c’è una scenetta molto buffa, ovviamente inventata di sana pianta (sembra l’epilogo di Rocky IV quando l’establishment sovietico è costretto ad applaudire il pugile nemico) “notai che in platea c’era una intera fila di ragazzi con le braccia conserte, che non concessero un applauso per tutta la durata del concerto. Studenti del conservatorio locale. Quando alla fine è venuto giù il teatro, con la gente che urlava dai palchetti e il resto del pubblico in platea tutto in piedi, si guardavano intorno smarriti e per non fare brutta figura hanno dovuto accennare anche loro un applauso”; dove le braccia conserte si riferiscono metaforicamente all’atteggiamento istituzionale di chiusura verso il “nuovo” che Giovanni Allevi dichiara impudicamente di rappresentare (non si contano le sparate del genere “la mia piccola grande rivoluzione culturale”, “ho alterato il sistema”, “un nuovo rinascimento è alle porte”). Se gli aridi dogmatici bacucchi del conservatorio non sono stati capaci di riconoscere la sua esplosiva portata rivoluzionaria, tiè, che schiattino d’invidia, c’è tutta una gigantesca mole di ridicoli aneddotucci che dimostra la piena ricettività del cuore puro e incontaminato dei poveri di spirito [5]: “il pubblico è attonito [...] vedo occhi lucidi di commozione [...] la mia musica ha investito tutti con la sua onda emotiva”, “sono tutti meravigliati dalla follia poetica del mio gesto”, la mia preferita (detta da un’ammiratrice) “questa bottiglia contiene aria che è stata attraversata dalle note di Giovanni Allevi”.
Ma è soprattutto nell’ultimo capitolo, pomposamente intitolato L’era dell’emozione, che Giovanni Allevi dà il meglio di sé: è qui che tenta di fornire una base pseudo-filosofica alle sue composizioni musicali, infilando raccapriccianti dissertazioni da manualetto fricchettone new age sull’uomo l’anima il divino [6]. Ha un’idea stupida e adolescenziale della musica, le attribuisce una natura sovrannaturale, “misteriosa”, crede che derivi da un irrazionale abbandono alle sensazioni del momento (”il segreto è non pensare”); si rifugia nel “mistero” fine a se stesso, nell’insensato, non è in grado di capire le possibilità della ricerca, della curiosità attenta, dello studio, nega la ragione e l’intelligenza perché non ne possiede, è così tragicamente stupido che non ci arriva (”il novecento è stato il secolo della mitizzazione del pensiero scientifico, dell’idea che la ragione potesse spiegare tutto. Ma il mito della concettualità e del tecnicismo ha ingabbiato l’uomo in un eccesso di pensiero [...] Il novecento è stato il secolo più violento della storia: è la ragione l’origine della violenza, perché da essa scaturiscono la differenza e la pretesa di conoscere ciò che in realtà è mistero“), tutto è ridotto a triti automatismi mentali, schemi di crescendo, diminuendo, staccati e fraseggi già sentiti mille e mille volte ancora. Lui la chiama emozione: è stupidità. E Giovanni Allevi è per l’appunto questo: un goffo stupidone buono solo a fare “oooh”, come i bambini scemi della canzoncina.
[1] “alle medie non mi invitavano alle feste”
[2] e però un bel giorno è successo che il direttore del conservatorio non ha potuto trattenersi dal riconoscere che la sua musica è “geniale, a metà strada tra la musica classica e il jazz”, paragonandolo a Keith Jarrett con “un’eco di Chick Corea e Béla Bartók”: se ve lo state chiedendo sì, non c’è dubbio, soltanto nella mente di Giovanni Allevi può esistere un direttore di conservatorio così terribilmente incompetente
[3] non è una questione di riservatezza, semplicemente non è mai esistito
[4] ah, l’Allevi esecutore! che titanico scontro di personalità, esecutore contro compositore: “il Giovanni esecutore deve rendere conto al Giovanni compositore, ma anche l’esecutore scopre nuove sfumature nella partitura, e mi accorgo di essere continuamente dilaniato da questo conflitto” (dilaniato!); a volte timido (sono un compositore troppo figo) “temo di non essere all’altezza di ciò che ho scritto” a volte sborone “scopro che la musica che esce dalle mie dita è ancora più bella e intesa di quella che il compositore sentiva nella sua mente” (come esecutore sono ancora più figo)
[5] “come è bello scoprire intorno a me una nuova generazione di poeti, visionari, sognatori, che hanno deciso spontaneamente di rendersi emotivamente vulnerabili alla mia musica classica contemporanea”
[6] ne ha avuto di tempo per pensarci: “all’università mi sono chiuso sempre di più, arrampicato nelle vette rarefatte del pensiero filosofico. Mentre gli altri si organizzavano per fare viaggi, vacanze o feste, io passavo le estati a studiare Aristotele come un pazzo!”
Veronica
Rileggi bene quello che hai scritto: “Allevi è il maggiore tra i compositori contemporanei”.
Conosci Shostakovich? Prokofiev? Kabalevsky? John Williams? Morricone? Maderna? Luigi Nono? Philip Glass?
[la lista potrebbe essere infinita].
Andrea lo ha paragonato a Corona per absurdum, perchè fanno mestieri diversi, ma hanno un punto in comune: l’apparire, il mostrarsi in tutto, e non solo nel loro specifico campo di lavoro.
Corona ha “esternato” addirittura di politica, ma fa il fotografo. Allevi ha “esternato” un po’ di tutto, ci ha fatto sapere pure cosa mangia, ma fa il pianista.
Mai saputo i particolari della vita privata del grande Sergio Fiorentino, e a dire il vero nemmeno mi interessa.
(Quoto Prosperosa e Ggal, intanto…)Veronica, non hai altro da aggiungere semplicemente perché continui a ripetere le medesime cose da giorni, nonostante ti sia stato spiegato il perché le tue parole fossero, quanto meno, imprecise (utilizzerei altri aggettivi…ma va bene così…). Hai citato a sproposito Osho, dipingi Allevi come un grande compositore portando come unico metro di giudizio il fatto che ti emoziona (ottimo, va detto che anche la “disperazione” è un’emozione…) e che lo si studia nei conservatori (dove? citare località, docenti e, soprattutto, motivazioni: potrebbero anche proporlo come esempio negativo). Ti è stato anche detto che semplicemente l’etichetta di GRANDE INNOVATIVO COMPOSITORE è completamente sbagliata e che il modo in cui si propone infastidisce alcuni, ma che, per il resto, può piacere e per questo ha successo (cosa che mi riempie di gioia per lui…va!). Per tutta risposta, tu, continui a reiterare la solita solfa del vero, grande genio incompreso: peccato che, solitamente, i genii incompresi abbiano seguiti esigui mentre Allevi può vantarsi di immani battaglioni di carampane.
Detto questo: mia cara, sei irrecuperabile…oppure sei una sua parente, in entrambi i casi, che noia!
d-K
bravo (o brava), mi era sfuggito questo particolare.
Ammesso che tutti i “sold-out” siano veri, è difficile immaginare che un genio incompreso abbia al suo seguito persone disposte a scavalcare i cancelli, creare tafferugli con le forze dell’ordine, piangere dall’emozione ai suoi concerti (tutte cose lette sui forums: addirittura in un qualche paese è stato mobilitato l’esercito per difendere Allevi dalle orde di fans osannanti…)
Ora, se è vero l’uno, è falso l’altro.
Secondo me Veronica è in realtà Allevi. Non mi stupirebbe una cosa simile da parte sua.
Commento #307 di Andrea Bibliotecosi si, anche secondo me..è tipico degli “autoevangelisti” citare Osho..
Commento #308 di prosperosa la rueConosci Shostakovich? Prokofiev? Kabalevsky? John Williams? Morricone? Maderna? Luigi Nono? Philip Glass?
Solo perché, secondo lei, John Williams e Morricone sono scavalcabili da questo astruso tipetto autoditirambista che gioca a fare il gggggiovane con il solo risultato di sembrare una parodia più stupida, meno caustica e più autoreferenzialista di Daria Morgendorffer, non credo che la qui presente Veronica sia degna di repliche, Andrea.
Per Roselinda: Ma ti sei letta gli altri interventi? Ho dimostrato in maniera logica che NON è musica classica.
Ah, neanche Williams e Morricone fanno classica, ma questo non toglie che siano molto bravi.
Commento #310 di Andrea BibliotecoTi sto dando ragione, genio. Sei un po’ autoreferenzialista anche tu, sai?
Commento #311 di RodelindaScusami, sul serio. Ho sbagliato, dovevo scrivere nell’altro post su allevi su un’altra persona…!
Commento #312 di Andrea BibliotecoAvevo letto metà del tuo e metà dell’altro, e quindi ho fatto un pò di confusione =P
Commento #313 di Andrea Biblioteconeanche Williams e Morricone fanno classica
infatti! è musica contemporanea, da film.
Commento #314 di ggalCos’è la musica classica contemporanea? Al di là delle farneticazioni di Allevi.
Federico
Commento #315 di Federicosi appunto..se è classica come fa ad essere contemporanea??!!mah..
Commento #316 di prosperosa la rueCerto c’è una contraddizione.
Ma nei negozi di dischi c’è il reparto della Classica, e lì anche quello della Classica Contemporanea.
…mmm…se io avessi un negozio di dischi metterei tutto in ordine alfabetico per non sbagliare..in molti negozi e megastore della musica trovi i tokio hotel o vasco sulla sezione ROCK!!
Commento #318 di prosperosa la rueC’è qualcuno che mi sa spiegare a parte gli scherzi?
Io non ne capisco molto, e da poco mi sono appassionato al genere, ma il web è pieno di siti di musica “classica contemporanea”.
E’ una definizione sbagliata?
in effetti “classica contemporanea” è una contraddizione in termini.
Comunque, più o meno vuol dire musica di compositori quasi tutti viventi, ma di un certo spessore artistico. Per esempio, Sylvano Bussotti ha scritto musica classica contemporanea (premetto che non mi piace assolutamente), Berio, Nono, per citare alcuni italiani, Xenakis, Skalkottas, Kagel, Stockhausen, Barber, Schuman (con una “n” sola) per citarne altri.
Ovviamente è una definizione molto parziale, lascio ai più esperti di musica contemporanea il compito di illustrare meglio.
Sul sito americano di Wikipedia, puoi trovare le diverse articolazioni di quella che è definita la Musica Classica Contemporanea, una fase che inizia dagli anni ‘70, fino ad oggi.
L’ultima corrente citata è il minimalismo, ma ovviamente sul sito sono menzionati quasi esclusivamente compositori americani.
Personalmente trovo giusta la definizione di musica classica contemporanea, mentre è pedante la differenzazione di questa in mille sotto correnti.
Per Enzo.
Quindi convieni che Allevi sia un compositore di musica classica contemporanea?
Temo di si, ma ci andrei cauto.
Vorrei prima ascoltare i suoi lavori orchestrali. Tutti questi pianisti che si proclamano compositori mi infastidiscono.
In compenso ho scoperto che sul sito di Wikipedia italiano non c’è scritto quasi niente sulla musica classica contemporanea.
Oltre Allevi, Einaudi e Sollima, sapreste indicarmi altri nomi?
Già. Esistono altri giovani compositori italiani oltre quei tre? Per carità, certo che esistono, ma magari non sono altrettanto popolari. A me il genere appassiona.
Commento #325 di FedericoDa Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Viene comunemente definita musica contemporanea la musica di matrice “colta” composta nel XX e nel XXI secolo. Nasce come reazione alla tradizione romantica europea del XIX secolo. In Germania, nel 1919, P. Bekker coniò per la musica contemporanea la definizione di Neue Musik, cioè “nuova musica”, come titolo di una sua lezione sulle tendenze della musica del suo tempo. Fra i sinonimi di musica contemporanea possiamo annoverare musica d’avanguardia, musica d’oggi e musica sperimentale.
Il dibattito sull’uso della definizione è ancora aperto. Alcuni comprendono in questa categoria tutta la musica composta ai giorni nostri, indipendentemente dallo stile adottato, mentre altri ne focalizzano l’uso sulla musica d’avanguardia. Altra differenza consiste nell’includere nella musica contemporanea tutta la musica composta nel XX e nel XXI secolo, o solo quella composta da autori viventi.
—–
Credo che il dilemma scaturisca dalla definizione di “musica colta”.
Aggiungo questo link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Contemporary_classical_music
Ne Allevi ne Einaudi fanno musica classica, anche se quest’ultimo si avvicina di più ad essa, visto che scopiazza dai minimalisti. Leggiti ciò che ho scritto sulla classica e perchè Allevi non lo è.
Commento #328 di Andrea BibliotecoIn senso letterario, poi, dalla musica classica siamo fuori da un bel pezzo tanto cronologicamente quanto geograficamente, essendo stata chiamata musica classica quella mitteleuropea che va da fine Settecento ai primi dell’Ottocento, e cioè Haydn, Mozart e Beethoven - quest’ultimo di transizione verso il romanticismo (cfr. Wikipedia).
Veronica: com’è che fai una domanda a Enzo alle 1.17 e lui ti risponde alle 1.20 firmandosi Veronica?
Tan-tan-tan-taaaaaaan…
Ecco la verità! Enzo è un fakone di grandezza immane!
Allevi non fa classica (o meglio “archetipa”). E l’ho dimostrato.
ahah, a quanto pare Enzo e Veronica sono la stessa persona, oppure marito e moglie (che per scambiarsi delle opinioni scrivono su un blog…).
inoltre, notate un’altra cosa: Veronica nel post 323 dice
Tutti questi pianisti che si proclamano compositori mi infastidiscono
mentre, stranamente nel post 301 affermava
Allevi è il maggiore tra i compositori contemporanei.
Vedo che inizi a capire.
Bravo Andrea.Io non ho altro da aggiungere.
.
Ho l’impressione che Veronica-Enzo abbia anche qualche altro nome in questo blog.
Spero che la cara Veronica dopo questa figura barbina eviti di replicare..
Suvvia..
Commento #332 di Alessiache tristezza… Osho direbbe: povera.povera.povera.
Commento #333 di SaintJustChe casino con questi nomi!
E allora se Allevi e Einaudi non sono compositori, cosa sono? Degli artisti pop? Lasciamo stare.
Mi indicate altri nomi di italiani? Anche sconosciuti ai più. Mi sto intrippando.
Non vi scaldate tanto! Non avevo fatto caso che ci chiamiamo allo stesso modo.
D’ora in poi, per distinguermi dalla mia antagonista, mi firmerò Veronica p.
e riprenderai le citazioni di OSHO P…giusto per non confoderci??!!
Commento #336 di prosperosa la rueAh, e perchè sarebbe una “castroneria” definirli artisti pop? Ma hai studiato musica classica?
Evidentemente no.
Veronica: Già che ci sei, perché non ti chiami anche Enzo P. per distinguerti dalla tua seconda personalità?
Commento #339 di SiminsenAndrea Biblioteco,
io non voglio entrare nella polemica, anche perchè, non avendo studiato musica in profondità, non credo di possedere gli strumenti (hehe…) per parlarne a ragion veduta.
Tuttavia mi sembra di notare una confusione generale sulle definizioni, ed essendo io molto curioso dell’argomento, ti chiedo gentilmente di farmi capire cosa sia la “musica classica contemporanea”, in che cosa si distingue dalla musica di Allevi (del quale non sono un fan), e che cosa significa “musica colta”.
Se hai avuto la pazienza di leggere fino qui, ti pregherei nella risposta di non farmi elenchi di compositori che purtroppo non conosco.
Allargo la mia richiesta a chiunque altro abbia delle idee in proposito.
Federico
Allora, parlare di musica classica contemporanea o di musica colta è sbagliatissimo, visto che sono definizioni molto aleatorie.
Intanto, sappiamo che il bello è soggettivo. Da questo ne deriva che ogni suono è musica. Dall’idea che ogni suono è musica, possiamo dare questa classificazione:
1) Musica Archetipa
2) Musica Derivata
3) Musica Inconsapevole
La musica Archetipa è quella musica che riesce a rinnovare il linguaggio musicale, introducendo innovazioni filosofiche e musicali (deve esserci un motivo, per l’introduzione di una nuova regola). Sarà la base per la musica derivata. In questo genere troviamo tutti i più importanti compositori della storia: Bach, Vivaldi, Beethoven, Wagner, Stravinsky, Schoemberg, per citarne qualcuno.
La musica Derivata è tutta la musica che viene dopo, ovvero che non aggiunge nulla alla musica già esistente. In questo genere troviamo tanto Allevi quanto Marylin Manson e Gigi D’Alessio.
La musica Inconsapevole sono tutti i suoni generati in maniera inconsapevole o comunque non per generare musica nell’accezione comune, come per esempio il rumore del traffico, dei passi, e quant’altro.
Diciamo quindi che in generale la musica classica coincide con la musica archetipa. Ecco perchè Allevi non fa musica classica.
Commento #341 di Andrea BibliotecoFederico: più su hai chiesto nomi, adesso non vuoi nomi che non conosci. Non ti sembra di essere un po’ contraddittorio?
Commento #342 di PamVeronica aka Enzo aka Emanuela aka Luigi aka Roberto aka Giusy aka Alessandro aka Veronica P aka Federico: stai un po’ esagerando. Non mi va che approfitti della pazienza degli altri commentatori smaronandoli all’infinito coi tuoi discorsetti sconclusionati. Almeno scegliti un nick soltanto e rompi le scatole con quello.
Commento #343 di Betty MooreScusami Andrea,
la musica non è il mio forte, ma la logica si.
Riassumo il tuo ragionamento: siccome Allevi non fa musica classica, allora Allevi non fa musica classica.
Continuo a ritenermi un ignorante in fatto musicale, ma se ascolto Allevi, al di là delle emozioni, ho la sensazione di una sonorità di oggi, che in Beethoven non trovo, per quanto mi sia sforzato.
Quindi evidentemente qualche “innovazione” deve esserci nella sua musica, o no?
Ho cercato su Youtube pure dei brani di Glass, che ho trovato davvero noiosi (mentre Allevi mi appare più vivace). Anche lui fa musica derivata?
E poi ancora…cosa è la musica colta?
Scusami se ti chiedo tutte queste cose ma sembri davvero competente in materia.
Federico e tutti gli altri che sono nella sua testa: le avete prese le pillole oggi?
Commento #347 di PamPam, Federico è quello ragionevole e desideroso di apprendere, mentre Emanuela è quella che ricorda di dover prendere le pillole…peccato che in questo periodo Emanuela sia in ferie nel paese della musica (vede le note, ne sente il sapore ma, soprattutto, prova TAAANTE EMOZIOOONIII!!!). Ecco spiegato il rapido scollegarsi delle personalità!
SaintJust, insiste, ma ha cambiato strategia…adesso è passata alle trappole logiche (ehm…pericolosissime…!), Federico è la personalità pacata che è convinto di vincere le discussioni con la sua tranquilla maieutica: è Socrate, ma non glielo dite che ci “riciccia” fuori Osho!
Federico, grazie! Pensavo che questi commenti avessero esaurito le proprie possibilità, me tu m’hai ridato la speranza: Betty, ha scritto quello che ha scritto poche linee più su perché conosce il tuo IP, è la titolare del blog, e sa che cambi solo il nome! ;-)
Chiaro?
Ah, bene… Ecco che si scoprono gli altarini…
Credo non ti debba ulteriori spiegazioni. Ho parlato anche troppo.
se ascolto Allevi, al di là delle emozioni, ho la sensazione di una sonorità di oggi, che in Beethoven non trovo, per quanto mi sia sforzato.
Federico, ti sei risposto da solo: è ovvio che in Beethoven non trovi sonorità di oggi, non devi sforzarti affatto, e non ti spiego nemmeno il perchè.
Vorrei consigliare ad Allevi di scegliere meglio i suoi collaboratori, o almeno raccomandar loro di essere più attenti.
PS, scommetto che tra poco ne arriverà un altro che ci darà degli invidiosi…
Io non c’entro niente con la combriccola, Allevi neanche mi piace.
Solo che continuo a non capire la differenza tra musica archetipa e derivata.
Se c’è una musica archetipa, che possiede uno status artistico superiore, chi è che decide quale sia?
Andrea, sostieni che sia in base ad una regola musicale o filosofica…la tua idea non mi convince.
Non è più semplice pensare che la musica sia tutta derivata, e che anche quella dei grandi nasca dalle esperienze pregresse?
Federico: Betty vede gli IP. Dacci un taglio, sei patetico. O dovrei dire patetica?
Commento #353 di SaintJustche figura di cacchinaaaa…ahahahaha…Federico aka enzo aka veronica p aka giovanni Allevi!!
Commento #354 di prosperosa la rueecco cho mi ricordava Allevi..Bruno Martelli!!grazie Simona!!
Commento #356 di prosperosa la rueXdinci e Xbacco! Ritorno dopo qualche giorno, e trovo un casino!
Intanto rispondo ad Andrea:
- Caro Andrea, io parlavo infatti di un tentativo “maldestro” di Allevi di autodefinirsi, riferendosi al fatto che i suoi studi sono “classici”, magari è imbranato e il successo gli ha confuso le idee.
Non ci piove che la musica classica non è un “genere” (se hai notato la parola la metto spesso tra virgolette), ma neanche il rock o il pop, è limitativo definirli “generi”. Hardcore, heavy metal, grunge, garage, e via dicendo… quelli possono definirsi “generi” che si possono collocare nell’ambito del rock. Lo stesso vale per il Jazz e i suoi “derivati”. Il fatto che cito spesso G. D’Alessio per fare confronti negativi (al di là appunto dei “generi”) è perché trovo che lui e altri come lui, (premetto che sono nato a Napoli e vivo al Sud) sono la negazione della musica intesa come arte; sentire D’Alessio per me è come il gesso che stride sulla lavagna, (con quella voce a trombetta); mentre la musica di Allevi la trovo almeno piacevole da ascoltare (sempre al di là dei “generi”). Avevo già letto sulla “musica archetipa” ecc. Seguendo questo schema, pensi che i Beatles (ad esempio) siano stati archetipi ? (La domanda non è ironica, sto parlando seriamente)
- Cara Prosperosa la rue, (mi piace il tuo nick!), scusa, ma puoi dirmi dove vivi? Pur avendo girato, di “allievi/Allevi” (battutaccia) non ne ho visti poi tanti davanti ai licei, forse nelle foto o filmati di 20/30 anni fa
Commento #358 di MarioVERONICA, CHE SFIGATA!!!!!!!!!!!!!
PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR……………………….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
AHAHAHAH!!!
Commento #359 di AlessiaAllevi non è affatto confuso. Allevi è molto furbo, e fa il deficiente proprio per il personaggio che si è costruito, per esigenza di copione.
Personalmente, non ho studiato i Beatles. Sai se hanno aggiunto qualcosa a livello musicale o filosofico alla musica?
Veronica sei una grande…
Andrea Biblioteco… rilassati.. e’ da due mesi che questo blog parla di Allevi… Vi da’ proprio fastidio … vi brucia proprio….
Sì, vi prego, ditemi che PATRIZIA è una delle tante altre personalità? Ti prego Betty, rendilo noto!
:-D
Ma a questo punto per me è Allevi travestito. Vai così che facciamo venire al quarantenne un travaso di bile!
Commento #364 di RodelindaVeronica sei una grande…
Andrea Biblioteco… rilassati.. e’ da due mesi che questo blog parla di Allevi… Vi da’ proprio fastidio … vi brucia proprio…
Cosa vi avevo detto? basta contare fino a tre e arriva qualcuno. Grazie Patrizia.
Se hai letto bene, ma forse no, questo blog parla di Allevi perchè è proprio dedicato a lui: non è un forum di musica rinascimentale che si è trasformato.
Ma infatti ci si chiedeva se Patrizia non fosse uno dei tanti eteronimi dello stesso rompiballe.
Commento #366 di Makabe RokurotaMakabe.
Non direi “rompiballe”. Secondo me fa il suo mestiere, probabilmente è uno (o una) dell’ufficio stampa dei discografici che va in giro per forums e blogs a parlare di Allevi. Ho notato questa tecnica, letta in più punti: si comincia con un post tranquillo e un po’ patetico, dello stile “… ha la mano che trema”. Le risposte non tardano, dopodichè cambiato nickname si attacca con “brutte merd*cce, falliti schifosi, il fuoco dell’invidia vi brucia”, per sollevare un po’ di polverone.
Intanto compare un altro nickname che, con atteggiamento pseudo-competente, con tono pacato sostiene che la musica di Allevi è questo e quest’altro, che alla Royal School of Music di Londra non si parla d’altro e i programmi di studio sono stati modificati.
E giù altro casino, ogni tanto ritorna il “vorrei vedere cosa sapete fare voi, Giovanni colpisce al cuore e trascina milioni di persone col solo pianoforte”.
Poi arriva il timido, che dice “io non capisco nulla di musica, ma Giovanni mi emoziona come nessun altro. Però vorrei sentire la vostra opinione”.
Amici, secondo me la linea è questa, siete d’accordo?
Affascinante.
Pagherei per fare un mestiere del genere.
Tu dici che sollevano il polverone e magari fanno venire la curiosità di comprarsi il cd all’incauto avventore di passaggio?
Bravo/brava!
Nessuno lavora per la gloria, ma per il soldo.
E vuoi che tra tutti i lettori, a qualcuno non sia venuta voglia di ascoltarlo finalmente, ’sto Allevi? e quindi di comprare uno o anche tutti i suoi dischi?
E del libro non ne parliamo? perchè non comprare anche quello?
D’altro canto i commenti devono essere consapevoli, per cui chi ne parla deve aver ascoltato.
Certo, il disco te lo può prestare un amico, oppure… ehm… siamo nel 2008, il progresso ha fatto passi da gigante :-P
Il sottoscritto conferma di aver ascoltato quasi tutti i dischi in questione. Il libro invece non l’ho letto.
Però, stavo pensando (invece di studiare), che se fosse davvero uno che bazzica di mestiere i forum e i blog dovrebbe sapere che il webmaster accede agli IP. Mah.
La verità è che non mi va di studiare.
Anche io ho ascoltato tutti i CD di Allevi. Senza pagare, ovvio.
Commento #371 di Andrea BibliotecoMakabe, se sei ancora in età di studio, è meglio che continui a farlo, comunque è così, del resto il progresso muta anche il lavoro delle press agencies.
Andrea, vedo che siamo in sintonia, pardon, sinfonia.
Volevo solo segnalare l’imitazione di Allevi a Mai dire grande fratello, troppo forte :)
Commento #373 di CalvinBeh, Calvin, pensa che in realtà è anche peggio!
Commento #374 di Andrea BibliotecoMi fate proprio pena.
E se anche fosse così?
Se fosse uno sfigato che non ha talento e che ha passato trenta anni della sua vita tra mortificazioni?
Non avrebbe il diritto anche lui, a un pò di fama, con tutti i musicisti senza talento che vengono idolatrati al giorno d’oggi?
Non rispondetemi neanche, tanto su questo blog non ci torneò, mi fate solo pena.
Ah, ho letto tutti i messaggi.
Magari direte che io sono un’altra di quelle personalità multiple di qualche utente, o magari Allevi stesso?
Mi sentirei onorato, in entrambi i casi.
Un’altra identità dell’ufficio stampa di Allevi. Non rispondiamo, sennò facciamo il suo gioco.
Commento #376 di Andrea BibliotecoEccomi di nuovo. Forse per l’ultima volta, causa impegni di lavoro.
- Scusatemi, forse sbaglio, ma ho l’impressione (ho detto “impressione” non “certezza”) che alcuni (ho detto “alcuni” non “tutti”) sia tra i “pro” che i “contro”, usano le proprie convinzioni come armi di attacco e/o difesa e non come strumenti per una libera discussione, forse ci si prende un po’ troppo sul serio; un po’ di auto-ironia ogni tanto non guasta. Chiedo venia se ho offeso qualcuno dicendo questo.
- Consiglio di cercare un film documentario intitolato “ZEITGEIST”, una produzione indipendente americana (si trova anche su internet con i sottotitoli in italiano) è piuttosto sconvolgente.
X Andrea: credo che i Beatles si possono definire archetipi nel senso di innovatori, partendo dal rock’n’roll, dal rhythm’n’blues, dalla musica popolare e anche dalle sonorità melodiche del “Tin Pan Alley”, hanno creato qualcosa che prima non c’era. Il fatto che ancora oggi molte band si ispirino a loro è significativo.
Commento #378 di MarioVorrei aggiungere un’ultima cosa: a me piace parlare di musica perché sono un’appassionato “musicodipendente” (ho un negozio di cartoleria dove uno stereo è sempre in funzione), ho ascoltato anch’io tutti gli album di Allevi senza acquistarli e ho trovato la sua musica piacevole, niente di più. Ho scoperto tempo fa una musicista giapponese il cui nome d’arte è “Piana”, lì si che ho provato emozioni!
Di Allevi “personaggio” non mi frega più di tanto (non trovo strano che si tinga i capelli, non è l’unico, d’altronde le donne lo fanno normalmente) e non ho l’esigenza di leggere il libro. Le ultime biografie di musicisti che ho letto sono state quelle di Frank Zappa e di Ray Charles (scusate se è poco). Ho partecipato al blog perché m’interessava l’argomento musica.
“credo che i Beatles si possono definire archetipi nel senso di innovatori, partendo dal rock’n’roll, dal rhythm’n’blues, dalla musica popolare e anche dalle sonorità melodiche del “Tin Pan Alley”, hanno creato qualcosa che prima non c’era.”
Non è vero, si sono limitati a “edulcorare” e commercializzare idee altrui già in circolazione da tempo.
I Beatles sono delle nullità assurte a idoli delle folle, ha ragione Scaruffi.
http://www.scaruffi.com/vol1/beatles.html
Se fosse uno sfigato che non ha talento e che ha passato trenta anni della sua vita tra mortificazioni?
Be’, non esageriamo. Non mi pare il caso di parlare di martirio e di fabbricare il santino.
Giocare con gli scatoloni è cosa comune di tutti i bambini, a molti studenti capita di sentirsi fuori posto alle scuole superiori o all’universitò, studiare d’estate è una cosa che è capitata a tutti, la gavetta l’hanno fatta in molti, i concerti all’estero li ho fatti anch’io (per dire tutti) cantando in cori amatoriali.
Ogni volta che si portano questi esempi, mi viene in mente il povero Sabin.
SaintJust che i Beatles siano stati delle nullità è il tuo modestissimo parere.
Commento #382 di valentinaSiminsen, il tuo è l’elogio della mediocrità. Tutti nasciamo intelligenti allo stesso modo (a meno di malattie, ovvio), ma se non ti interessi alla cultura o sei pigro o svogliato, è solo colpa tua (e ovviamente delle conoscenze che hai fatto: è naturale che se cresci in un’ambiente culturalmente stimolante ti interesserai probabilmente all’arte).
Commento #384 di Andrea Bibliotecotuo, di Scaruffi e magari di un sacco di altra gente. neppure io vado matta per i Beatles e anche io a volte ho chiesto ai miei cosa ci trovassero quando eran giovani a sentir le loro canzoni.Ma tra dire nullità ai Beatles e a Allevi ce ne passa!
Commento #385 di valentinaBeh, avrei potuto dire che sono uno scipito gruppetto di pop borghesotto e superficiale, decantato da più parti (da Red Ronnie a “Un rotonda sul mare”) come il gruppo più importante degli ultimi 50 anni, il che non può che farmi rotolare dalle risate. L’unico merito che gli riconosco è di essere stati sufficientemente furbi da tirar su tutti quei miliardi con quelle sciocche canzoncine. Oooops, ma forse quello è merito del loro manager!
Commento #386 di SaintJustAndrea. Può darsi che tu abbia ragione. Non è vero comunque che tutti nasciamo intelligenti, né che ci rapportiamo al mondo con le stesse qualità e capacità, né con la stessa curiosità; lo stesso ambiente, d’altra parte - pur ricco di stimoli - può produrre dei geni, dei mediocri e degli idioti.
Commento #387 di SiminsenSaintJust questa è una cosa che accomuna qualsiasi gruppo e qualsiasi cantante.Secondo il tuo ragionamento si salva qualcuno dalle operazioni di marketing?
Commento #388 di valentinaNon credo che si possa applicare “qualsiasi gruppo e qualsiasi cantante”, non esiste solo la musica commerciale per fortuna. E comunque la maggior parte degli altri gruppi e cantanti (commerciali e non) non si spaccia e non viene spacciato per il miracolo del millennio o per il genio innovatore che non è. Invece la musica dei Beatles viene ammantata di significati e meriti artistici che non ha. Grande fenomeno di costume, per carità, ma oltre a quello non c’è molto altro.
Commento #389 di SaintJustma sono d’accordissimo. ma probabilmente i significati e i meriti che vengono dati ai Beatles sono per spiegare il grande successo che hanno avuto.
Mentre nel caso di Allevi son meriti che si attribuisce lui in prima persona!
“Mentre nel caso di Allevi son meriti che si attribuisce lui in prima persona!”
Infatti. Io non ho niente contro l’onesta musica pop o commerciale, a volte ne ascolto, e la prendo per quel che è. Allevi però non è “onesto”, ed è questo che disturba e che lo rende ai miei occhi un patetico venditore di pentole. Si limitasse a suonare ci farebbe più figura. C’è da dire però che probabimente se si limitasse a suonare il mondo neanche si accorgerebbe della sua esistenza e noi non ne staremmo parlando, visto che la sua musica si perde nel mucchio.
Siminsen dici a me? io son la stessa valentina del post dei tacchi!
Commento #395 di valentinaSto guardando “tra le righe”.
valentina, non tu!
Oooops, ma forse quello è merito del loro manager!
SaintJust, il tuo ego è assolutamente smisurato. Ti faccio notare che “Sergeant Pepper’s lonely hearts club band”, considerato uno dei più grandi album del XX secolo, sia per meriti artistici che per ciò che ha donato alla storia della musica (ultimo ma non ultimo il lavoro sul sound e sulla nuova e particolarissima tecnica di registrazione utilizzata per realizzare il tutto), è stato creato quando il “manager storico” dei Beatles si è suicidato in corso di produzione e quando comunque non aveva molta voce in capitolo.
Non scambiare i tuoi gusti personali con competenza, per favore: possono non piacerti i Beatles ma non puoi negare che abbiano fatto la storia della musica leggera moderna, partendo dal merseybeat degli inizi e arrivando a “Let it be”. Abbi un po’ di onestà intellettuale.
Rodelinda, siamo a rischio di andare fuori tema, in quanto si stava trattando di Giovanni Allevi, del suo successo presso il grande pubblico (sorprendente per un tipo di musica strumentale, con venature romantiche e cenni di improvvisazione) e del fatto che tale successo sia o meno meritato e non sia invece quasi tutto frutto del marketing.
Però quando si tira fuori la parolina “Beatles” sento il bisogno di dire la mia;
a me questi non piacevano allora (ho solo qualche anno meno di loro….) e non mi piacciono oggi; non credo di aver mai notato chissà mai quale innovazione apportata alla musica leggera: i gruppi beat c’erano già, assieme a loro, ed il gruppo si sciolse alle soglie degli anni ‘70, proprio quando dal panorama inglese scaturirono e si diffusero rapidamente ventate di novità: il “fag rock”, il rock “sinfonico” di Yes, Gentle Giant e Genesis, poi il Canterbury sound, la grande figura di David Bowie, (questo si un innovatore….).
E dopo? Chi ha più sentito parlare di George Harrison e Ringo Starr? Paul McCartney da ormai quasi quarant’anni ci ammannisce le stesse ripetitive canzoncine e fa notizia più per i diritti d’autore e per i divorzi che altro; John Lennon, oltre che per i suoi comportamenti da hippy-in-ritardo-sui-tempi si è fatto ancora notare con tre o quattro dischi di livello discreto, ma non molto di più, fino alla tragica fine….
Il vero jolly pescato da chi ha creato il “fenomeno” Beatles è stata la eccezionale vena melodica di McCartney (un vero mago nel creare melodie che ti si insinuano nel cervello e non se ne vogliono più andare….un novello Franza Schubert) unito al perfetto controllo e cura del look scelto dai quattro, delle mode da seguire e sostenuto da uno staff di marketing e PR all’avanguardia
Rodelinda: bla bla bla…. Non lo nego io, lo nega uno dei più autorevoli critici musicali, che di competenza ne ha sicuramente più di te, red ronnie, mario luzzato fegiz e ernesto assante messi assieme elevati al cubo. E modestamente anche io mi difendo bene.
Commento #399 di SaintJustSaintJust, prima di andare OT, ti ricordo che ci sono fior di critici musicali anche molto accreditati che sostengono esattamente il contrario. Che poi il tuo ego sia assolutamente colossale, ingiustificato, e che la tua abitudine di trinciare giudizi come se le tue parole siano quelle di Dio resta comunque fastidioso: lascia anche agli altri il diritto di avere un’opinione anche meglio informata della tua, e ammetti che ogni tanto potresti sbagliare.
Commento #400 di Rodelindaoh scusa, devo chiederti il permesso prima di esprimere un giudizio? O forse devo stare direttamente zitta accucciata in un angolino sennò spunti tu ad accusarmi di avere un “ego smisurato”? Se ti/vi da fastidio quello che penso non è un problema mio, comunque se ti può far piacere la cosa è reciproca, anche tu mi risulti fastidiosa e oltremodo molesta.
Commento #402 di SaintJustE ognuno è libero di abbracciare il pensiero di questo o quel critico. Si dà il caso che i critici che io stimo son quelli per cui i beatles son dei trascurabili bruscolini, e non sono pochi.
Commento #403 di SaintJustSaintJust, l’unico motivo per cui mi trovi molesta è che ti faccio notare che potresti anche aver torto.
Commento #404 di Rodelindaoh, no, il motivo per cui ti trovo molesta è che ti sei scaldata tutta buttandola sul personale solo per due commenti più che pacati peraltro non rivolti a te in cui dicevo cosa penso dei Beatles. Mi sembra che l’arrogante qui sia tu, e anche un pò carampana. Nessuno ti vieta nè ha la pretesa di dissuaderti dal coltivare l’altarino di paul Mc Cartney, se ti fa piacere. Siamo in un Paese libero.
Commento #405 di SaintJustA me non da fastidio che tu critichi i Beatles, ma le modalità in cui lo fai… come se fossi Dio in terra.
Commento #406 di RodelindaBe’, se passi il tempo a trinciare giudizi senza dire “io penso che” ma dicendo semplicemente “è così” io la prendo, come minimo, come se fosse un modo nient’affatto pacato per esprimere la propria opinione.
Commento #408 di Rodelinda“se passi il tempo a trinciare giudizi senza dire “io penso che” ma dicendo semplicemente “è così””
“Ti faccio notare che “Sergeant Pepper’s lonely hearts club band”, considerato uno dei più grandi album del XX secolo, sia per meriti artistici che per ciò che ha donato alla storia della musica (ultimo ma non ultimo il lavoro sul sound e sulla nuova e particolarissima tecnica di registrazione utilizzata per realizzare il tutto), è stato creato quando il “manager storico” dei Beatles si è suicidato in corso di produzione e quando comunque non aveva molta voce in capitolo.
Non scambiare i tuoi gusti personali con competenza, per favore: possono non piacerti i Beatles ma non puoi negare che abbiano fatto la storia della musica leggera moderna, partendo dal merseybeat degli inizi e arrivando a “Let it be”. Abbi un po’ di onestà intellettuale.”
Come si dice, il bue che dice cornuto all’asino. E ora pensa quello che ti pare, non mi frega nulla di starti simpatica. Solo prima di fare commenti sulla mia persona pensa a misurare il tuo, di ego, che stando a quello che leggo non ha niente da invidiare al mio.
Be’, guarda, io dico è che considerato da altri e che è stato creato quando Brian Epstein era già con un piede nella fossa. Non sono io a pensarlo né a sostenerlo: è un dato di fatto.
Commento #410 di RodelindaInvece la musica dei Beatles viene ammantata di significati e meriti artistici che non ha. Grande fenomeno di costume, per carità, ma oltre a quello non c’è molto altro.
Dove sono le prove oggettive che questo sia vero? E’ solo ciò che tu pensi. Io mi riferisco a dati di fatto, come ho già sottolineato. Quello che tu credi potrebbe anche non essere vero, ci hai mai pensato?
io vado a vedere i KISS!!!..alla faccia di Allevi e delle vostre pippe sulla musica classica contemporanea..viva la musica grezza e marcia..che fa casino e parla di cavolate..it’s only rock’n'roll but i like it..:))))
Commento #412 di prosperosa la rueE le prove oggettive del contrario? L’unico dato di fatto che riferisci è quello riguardo al produttore e l’OPINIONE di quelli che gli attribuiscono questi grandi meriti artistici (tutti da provare).
Commento #413 di SaintJustIn ogni caso, ho le prove che non sono stati costruiti dal loro manager-produttore, visto che questi era mezzo morto. Quindi la tua prima affermazione era assolutamente arbitraria.
Commento #415 di Rodelindagià, peccato che all’epoca di sgt peppers fossero già strafamosi.
Commento #416 di SaintJustBe’, conoscevano Epstein da quando suonavano in locali di Amburgo semigratuitamente e facevano la fame. Se lui non è riuscito a fare nulla per loro allora, non credo che abbia dopo costruito alcunchè.
Commento #417 di Rodelindae comunque non mi interessa trascinare ulteriormente questa polemica. Ho capito come la pensi, e tu hai capito come la penso io. Ognuno la pensi come vuole. Tanti saluti e arrivederci.
Commento #418 di SaintJust..cmq..per rinfocolare la polemica..l’altra sera stavo parlando con un mio amico che fa il conservatorio..e gli ho chiesto cosa ne pensasse di Allevi..mi ha detto che è un ottimo pianista e anche un bravo compositore..ma, di sicuro, non un innovatore..e che, secondo lui, le sue composizioni rendono bene perchè è lui a suonarle..se le suonasse un altro pianista non renderebbero così…e mi ha spiegato che sta anche in questa sfumatura la differenza tra un grande musicista/compositore e un musicista compositore bravo ma non eccelso..
AVANTI CON LE CARAMPANE!!
poi..ultimissima cosa..penso che il genio innovatore si possa capire solo molto anni dopo..quindi, se Allevi lo è o meno lo si capirà solo tra molti anni..ai posteri l’ardua sentenza..non credete?!
Commento #421 di prosperosa larueNon sono d’accordo. Se è un’innovatore lo si capisce da ora, Schoemberg venne riconosciuto subito come innovatore, così come Beethoven e bella compagnia.
Inoltre, anche io studio musica, e secondo me Allevi non ’sto grande pianista, è bravo, ma da 7, non è certo un Michelangeli o un Pollini. E’ molto sopravvaluto, ecco.
sto mio amico mi parlava di Bollani..boh..per quanto riguarda l’innovazione..dico che, secondo me, - in generale - si capisce - soprattutto e di più - molto dopo perchè dopo anni si può capire la reale influenza che ha avuto sulle generazioni future..però io nn studio musica..e non ne capisco una mazza..
Commento #423 di prosperosa laruetanto per chiarire: Patrizia e’ il mio vero nome, non un nickname, ne’ tantomeno mi celo dietro un ‘anonimo’. Allevi mi piace. Non ho studiato al conservatorio, non sono una sua parente ne’ una sua fan scatenata. Ho avuto l’occasione di vederlo, di ascoltarlo. Mi da’ emozioni. Punto. Se non ve ne da’… se non vi piace… E CAMBIATE ARGOMENTO!!!!
Commento #424 di PATRIZIAP.S.PER GGAL: pensa …non lavoro nemmeno per una casa discografica… vendo viaggi…ma quelli veri!! qua tanti si fanno delle piste invece…
Commento #425 di PATRIZIAcambiare argomento??!!Perchè??!!cara Patrizia..questa è la pagina dei commenti del post su Allevi..per cui, parlare di Allevi è pertinente..se pensi alla logica degli insiemi che insegnano in prima elementare è facile da capire come concetto…
Commento #426 di prosperosa larueCara prosperosa… e non indago sull’origine del nickname… spero per il gentile pubblico maschile che almeno sia per una parte femminile a loro gradita, perche’ di sicuro NON si riferisce ad altro… se e’ elementare sparlare di Allevi su un blog, e’ da asilo Mariuccia continuare ad accanirsi. Su una cosa hai ragione: come ha detto qualcuno di importante…
Commento #427 di PATRIZIA… continuo…
‘There is only one thing in the world worse then being talked about, and that it is not being talked about’…
ecco… magari spostate il vostro BLOG commentando questa frase…
Patrizia.
E di cosa dovremmo parlare in un blog che tratta di Allevi?
Di cucina? dei sonetti del Petrarca?
… ps. per Prosperosa…scusa volevo dire POST… sai quando ho fatto le elementari io nn c’era internet…
Commento #430 di PATRIZIAper ggal: semplicemente di critica costruttiva e nn idiota…
Commento #431 di PATRIZIAcavolo..evidetemente non hai capito come funziona un blog..e non hai capito la fine citazione simpsoniana che origina il mio nick..ma penso che tu non segua e non capisca i Simpsons..altrimenti avresti l’ironia necessaria per capire lo spirito di questo spazio virtuale..
e poi io nn ho detto che sparlare di Allevi sia elementare..ma ho detto che la teoria degli insiemi, che riflette il concetto e la struttura di blog - post - commenti, te la insegnano in prima elementare..evidentemente di prosperoso non c’è nemmeno la tua capacità di comprensione dei testi scritti!!
per prosperosa: hai ragione…i Simpsons li odio… mi sono proprio persa un pezzo di cultura!!!
Commento #433 di PATRIZIAin quattro parole - i simpsons li odio -mi hai fatto capire chi sei..
ritengo senza ombra di dubbio che i Simpsons o Simpson che dir si voglia, siano indubbiamente il programma televisivo più geniale ed intelligente degli utlimi vent’anni!!
wow! hai gia’ capito chi sono!! ascolta usa questa tua capacita’, sfruttala..sai che soldi che ti fai!! e comunque se mi permetti.. il fatto che tu ritenga i Simpsons geniali ed intelligenti non vuol dire che lo siano… io ritengo Allevi geniale ed intelligente… de gustibus cara!
Commento #435 di PATRIZIA..mah..secondo me, il fatto che tu non capisca i Simpons mette in dubbio le tue capacità di conoscenza e giudizio sui prodotti culturali contemporanei..e il fatto che tu liquidi la diversità con un “de gustibus cara” è, al pari della tua mancanza di padronanza della punteggiatura, proprio deprimente..
Commento #436 di prosperosa laruecara la mia maestrina, lo sai che i puntini di sospensione sono tre?
Commento #437 di PATRIZIARibadisco il concetto della frase che ho citato in inglese. Passo… e chiudo definitivamente.
Bellissima l’imitazione di Allevi. Mi ha divertito davvero. Quasi quanto quella di Neri Marcore’ di Ligabue.Il mio mito…
Un’altra identità dell’ufficio stampa di Allevi. Non rispondiamo, sennò facciamo il suo gioco.
No, guarda sono Giovanni Allevi.
Sisi, proprio il vero giovanni allevi che viene a scrivere su un forum di repressi come questo.
clap clap.
ci godo se è veramente una persona falsa cosi state ancora qui a rodervi il fegato, perche probabilmente avrete fatto una vita come la sua piena di insuccessi ma non siete stati scoperti nemmeno a quarant anni.
ah dite pure che sono di nuovo un entita di giovanni allevi, cosi continuerete a cogiolarvi nel vostro brodo di sfigati represse senza niente di meglio da fare che criticare un vostro pari, se cosi veramente è.
Commento #439 di Giovanni…una che odia i simpsons di certo non ha niente da insegnarmi…
Commento #440 di prosperosa la rueBeh credo che il nostro Giannino sappia perlomeno articolare qualche frase sensata in italiano.
Commento #441 di Makabe RokurotaIo sono Dio!! Chi siete voi per criticarmi? Io sono Mozart redivivo! Io sono l’incarnazione di Brahms! Scrivo fughe che in confronto Bach mi può pulire il sedere! Tutti ascoltano, tutti mi lodano, tutti mi adorano! Se non mi adorate, siete sempre voi, i soliti schifosi complottisti del conservatorio!! Maledetti!
PS: Ho una capigliatura bellissima.
Commento #442 di Giovanni Allevicome direbbe qualcuno..tagliati i capelli e vai a lavorare!!:)..buona giornata a tutti!!!
Commento #443 di prosperosa larueper ggal: semplicemente di critica costruttiva e nn idiota…
Immagino tu abbia letto molto attentamente i post precedenti: “critica idiota” è un modo elegante per dare dell’idiota a chi la fa. Poichè nè io nè altri ci sentiamo idioti nè abbiamo fatto critiche di questo tipo, rispediamo al mittente questa affermazione.
Inoltre, tanto è vero che i puntini di sospensione sono tre (n. 437) è anche vero che nella grammatica italiana “nn” è un errore, forse volevi scrivere “non”.
Caro ggal… (3 puntini)…. si vede che sei amico della prosperosa… lei ha gia’ capito chi sono, e tu leggi nei miei pensieri!! dai mettetevi in societa’! E se invece di rispondere direttamente dovete appigliarvi agli errori di grammatica o di ortografia … mi fate davvero sorridere!
Commento #445 di PATRIZIAbeh…mancano ancora un pò di virgole. La punteggiatura serve per rendere comprensibile il tuo discorso…
Commento #446 di prosperosa larue@Giovanni Allevi: il Tuo intervento divino sceso tra noi umili mortali mi ha illuminato..sono come San Paolo sulla via di Damasco. Corro a comprare i Tuoi cd, libri, magliette, balsami sunsilk ricci perfetti ( benchè Tu non ne abbia alcun bisogno, è ovvio ).
So che sei sposato e hai schiere di groupies..ma posso essere un’altra delle Tue umili ancelle?
Fatina_ro
Secondo me era un post scherzoso, anzi ne sono certo (non l’ho scritto io!).
Patrizia, anche tu ci fai sorridere: puntualizzi sugli errori di grammatica altrui, ma quando ne fai tu - invece - diventano di poco conto. Pazienza.
Comunque sia, per tornare all’argomento del quale si discute (nonostante gli inviti a parlare d’altro) mi pare proprio che di risposte dirette se ne siano già date a sufficienza, basta leggerle tutte.
@ prosperosa la rue
QUOTO. IN TOTO. PERCHè RISPONDERE DA CAPO A COMMENTI SIMILI MI PARE PERDER TEMPO.
E SE UNA PERSONA NON CAPISCE I SIMPSON..BAH..BAH..Bè PEGGIO PER LEI!
Commento #449 di AlessiaCome vi permettete!!!!!!!
Sono IO il vero Giovanni Allevi!!!!!
Che tutti gli impostori della mia identità siano crocifissi!!!!!!
Una dimostrazione?
do re mi fa sol
scusate… ma si scrive SIMPSON o SIMPSONS? Mettetevi d’accordo! E comunque non ho detto che non capisco i Simpson, ho detto che non mi piacciono… o non potevo? ma poi questo non e’ il post di Allevi? allora…. rilassatevi sui SIMPSON ( o SIMPSONS??)
Commento #451 di PATRIZIAPER PROSPEROSA: PERO’ I 3 PUNTINI LI HAI MESSI. BRAVA. PENSIERO INDIPENDENTE DA GGALL . APPLAUSI. QUA DI VIRGOLE NON CE NE ANDAVANO, VERO?
Commento #452 di PATRIZIAOPSSS ho fatto un’altra gaffe… anche GGALL mi dava ragione sui puntini ma non sul nn … aiutoooo ! scusa ggall… sempre se arrivo a capire… mi dici a cosa ti sei ispirato con il tuo nick name?
Commento #453 di PATRIZIAAvevo capito che era uno scherzo…infatti scherzavo anch’io!:) Non credo che un essere dall’intelligenza suprema come la sua si abbassi a perdere tempo su un umile blog…(sto scherzando di nuovo, eh..non verrei essere presa per una carampana, Allevi proprio non lo sopporto! E se anche mi piacesse non lo difenderei certo in questo modo ).
Commento #454 di fatina_roChi è questo Allevi?????
Chi osa paragonarlo lontanamente a me?
Certo…il fatto che i giovani della vostra era…cos’è il 2008?…lo preferiscano alle mie note, un pò mi rode….
ma se non c’ero io, lui non era nessuno!!!!
Chopin
Allevi è una mia creatura
Commento #455 di F. ChopinNon ho sentito che ha detto Chopin…
che ha detto?
Qualcuno mi spiega che ha detto?
Beethoven
Commento #456 di L. BeethovenCalmi, state calmi.
IO solo ho inventato Allevi.
Come suggerisce acutamente la Betty citando il genere dell’autovangelo.
Vi do un comandamento nuovo:
non lasciatevi tentare dal demonio Allevi.
Insomma…pensate più a me!
Gesù
Commento #457 di Gesù di NazaretCredo che scriverò una messa su questo tema.
Commento #458 di Giovanni Pierluigi da P.Bah! Non c’è più religione! Tutti con sto’ pianoforte, si sono tutti dimenticati del clavicembalo e degli archi! Ed i virtuosismi che fine hanno fatto?? Pochi sono stati più crudeli di me quando hanno scritto per strumenti solisti!
Andate a sentire le 4 Stagioni e le cose per voce che ho scritto.
Disdegnate Allevi, che, come diceva il mio amico Gesù, è il demonio.
Oh, ma guarda! Chopin scrive “pò”, Beethoven si firma col cognome e Vivaldi scrive “sto’”!
Ragazzi, una ripassatina alla grammatica e un occhio al bon ton a questo punto è d’obbligo! ;)
Per Pierluigi da Palestrina.
Un’altra messa????!!!! Basta per favore, mi fai scappare le parrocchiane!
Scherzo Pierluigi….
Il Nazareno
Caro Antonio….Vivaldi,
io che tutto vedo e prevedo, so che purtroppo presto verremo subissati dalle composizioni per orchestra di Allevi.
Io per definizione sono troppo buono, ma qualcuno sulla Terra lo fermi!!!! Mi si stanno inc….ndo tutti i compositori del passato, come te.
Sempre Gesù
Commento #462 di Gesù di NazaretPatrizia
scusa ggall… sempre se arrivo a capire… mi dici a cosa ti sei ispirato con il tuo nick name?
ggal con una “l” sola. Iniziali di nome e cognome.
Può essere fuorviante, ma non sono nè GiGi d’ALessio nè Giovanni ALlevi :-)
Sebbene io lavori presso una banca non sono nemmeno quel “M.” compagno di conservatorio che Allevi critica come “fallito”: vorrei ricordargli, se per caso ci legge, che ogni lavoro se onesto è degno di rispetto. Se un pianista come il sottoscritto non fa il pianista di mestiere, ma lavora in una banca, non è detto che sia un fallito.
Allevi invece afferma che è contento di aver intorno a se una
nuova generazione di poeti, visionari, sognatori
.
Ehm, con tutto il rispetto anche per questi ultimi, ma mi pare vivano un po’ fuori dal mondo. Forse la sua musica è destinata proprio a loro?
Chiedo scusa per la lunghezza del post. Patrizia immagino sia il tuo nome.
ehilà, abbiamo tra i “blogghisti” addirittura il Signore!!!
;-)
E una schiera di musicisti che fanno orrori di ortografia! ;)
Commento #465 di SiminsenMa che pretendete? Siamo compositori, mica letterati! Anzi, il loro italiano non è male, se vedeste come scriveva Mozart qualche secolo fa…!
Commento #466 di A. Vivaldi@Patrizia: i Simpson per la lingua italiana…The Simpsons per la versione inglese.
e poi, cara, tu hai detto che li ODI..che è un concetto diverso dal non piacere…
e poi - bis - chi lo ha detto che si fanno SOLO commnenti su Allevi..oltre ad insegnarci quale è la buona musica ci vuoi anche dire cosa scrivere??!!
Patrizia,
tu dici il vero!
Evviva le banche.
Si parla senza cognizione di causa sul fatto che Allevi sia o non sia INNOVATIVO.
Allora partiamo dalla dedinizione ufficiale di INNOVAZIONE formulata dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), secondo cui “l’innovazione è la capacità di gestire la conoscenze al fine di generare vantaggi competitivi attraverso la produzione di nuovi beni, processi e sistemi organizzativi”.
Stando alla definizione, e alla quantità di gente che Allevi riesce a muovere, direi che senza dubbio la sua sia una musica innovativa.
Da un punto di vista strettamente musicale, mettendo a confronto un brano di Chopin e di Allevi, si percepisce immediatamente che quest’ultimo è stato scritto oggi, e che per tanto ne rappresenta un’innovazione.
…mmm…l’OCSE fornisce una defizione di Innovazione in chiave economica, liberista ed occidentale…se poi si vanno a vedere i loro concetti di sviluppo e cooperazione si capisce anche perchè mezzo mondo muore ancora di fame!!
oggi mi sento polemica, come al solito!
A. Vivaldi In quanto italiano, lei è meno giustificato dei suoi colleghi Chopin e Mozart.
Commento #471 di SiminsenCara Prosperosa Larue,
sono pienamente concorde con te, (non tanto sui meccanismi che portano alla fame nel mondo, che sinceramente non conosco) ma sul fatto che la definizione sia in chiave strettamente economica, e quindi difficilmente rapportabile alla creazione musicale. Mi interessa comunque che si parli di risultati tangibili, davanti gli occhi di tutti e da tutti condivisibili. Quindi l’appellativo di “innovativo” non è affidato ad un linguaggio musicale per una scelta a priori dettata da una elite compiacente, ma da un riscontro oggettivo, (numeri? beni emotivi vissuti?) che, a mio avviso, nella musica di Allevi è totalmente lampante. Quella di Allevi è oggettivamente la musica di oggi, e pertanto è oggettivamente innovativa nei confronti di quella del passato.
Questa è comunque la mia personale opinione.
Se qualcuno volesse esprimere la sua idea su ciò che è innovativo in musica, sono pronta a confrontarmi.
@Elena…pensandoci bene la definizione di innovazione mi sa che calza bene..in fin dei conti Allevi ci ha fatto pure un sacco di soldi..
per il resto non so se sia innovativa musicalmente o meno..rapportandola al passato è ovviamente innovativa..ma non so quanto in rapporto ai musicisti contemporanei.
…io ascolto rock’n'roll marcissimo..figurati quanto ne so di musica classica!!:)
Elena
Non è sufficiente, secondo me, ritenere innovativa una composizione in quanto scritta in questi giorni.
Se così fosse, anche le mie modestissime composizioni sarebbero innovative - e invece non lo sono affatto, e ben me ne guardo dal sottoporle al di fuori della schiera dei miei amici.
Il richiamo alla definizione data dall’OCSE si adatta perfettamente a quanto i governi dei paesi cosiddetti “ricchi” dovrebbero porre in essere (e uso il condizionale, proprio perchè i risultati disattendono le aspettative) per garantire una migliore condizione di vita ai popoli delle zone depresse.
Ma come adattarla alla musica? Il
Commento #475 di ggalfine di generare vantaggi competitivi attraverso la produzione di nuovi beni, processi e sistemi organizzativi
qui proprio non ce lo vedo, anche perchè, nelle summenzionate zone “povere” la gente ha bisogno prima di tutto di generi alimentari, di idonee terapie sanitarie, di strumenti per un sostenibile ed efficace sfruttamento del territorio, ecc.
Diciamocelo, la musica viene assolutamente DOPO tutto questo: l’arte e la cultura nobilitano l’uomo, ma non lo sfamano. Perciò quanto affermato dall’OCSE qui, direi, non sia richiamabile.
Che ai concerti di Allevi la gente ci vada, benissimo, nessun problema, ma come verrebbero generati dei vantaggi competitivi?
Elena
Non è sufficiente, secondo me, ritenere innovativa una composizione in quanto scritta in questi giorni.
Se così fosse, anche le mie modestissime composizioni sarebbero innovative - e invece non lo sono affatto, e ben me ne guardo dal sottoporle al di fuori della schiera dei miei amici.
Il richiamo alla definizione data dall’OCSE si adatta perfettamente a quanto i governi dei paesi cosiddetti “ricchi” dovrebbero porre in essere (e uso il condizionale, proprio perchè i risultati disattendono le aspettative) per garantire una migliore condizione di vita ai popoli delle zone depresse.
Ma come adattarla alla musica? Il
fine di generare vantaggi competitivi attraverso la produzione di nuovi beni, processi e sistemi organizzativi
qui proprio non ce lo vedo, anche perchè, nelle summenzionate zone “povere” la gente ha bisogno prima di tutto di generi alimentari, di idonee terapie sanitarie, di strumenti per un sostenibile ed efficace sfruttamento del territorio, ecc.
Diciamocelo, la musica viene assolutamente DOPO tutto questo: l’arte e la cultura nobilitano l’uomo, ma non lo sfamano. Perciò quanto affermato dall’OCSE qui, direi, non sia richiamabile.
Che ai concerti di Allevi la gente ci vada, benissimo, nessun problema, ma come verrebbero generati dei vantaggi competitivi?
A. Vivaldi Giusto perché ho cantato il suo “Gloria”, la condannerò a riguardarsi solo l’accentazione e l’apostrofazione dei monosillabi.
Commento #478 di Siminsenconcordo ggal, concordo pienamente.
Ma su una cosa non sono d’accordo: perchè affermi che le tue composizioni non sono innovative? Come puoi dirlo con certezza? Già per il fatto che tu le abbia scritte oggi, sicuramente conterranno degli elementi di novità. Ma renderle condivisibili è una tua scelta personale che rispetto pienamente.
E poi, cito le tue parole:
“Che ai concerti di Allevi la gente ci vada, benissimo, nessun problema, ma come verrebbero generati dei vantaggi competitivi?”
Domanda più che legittima.
Io ho visto Allevi per la prima volta in tv in occasione dell’MTV day. La scena ripresa in diretta, lasciamelo dire, era di fantascienza: non so quanti fossero…100mila? adolescenti in silenzio ad ascoltare un pianoforte solo. Sai che significa? Che da quel momento in poi, per un adolescente, il pianoforte solo diventa un valore e le possibilità che si aprono sono mille: che i ragazzi sognino di imitarlo, che suonare il pianoforte è “figo”, che andare a sentire un concerto di musica strumentale è bello, che il compositore-esecutore è una figura degna di attenzione televisiva.
Questi sono vantaggi reali, per la musica ed i musicisti, ed è un merito, forse il più grande, che ad Allevi va riconosciuto, indipendentemente dal fatto che la sua musica possa piacere o no.
Per carità Ggal, forse sono troppo ottimista, ma per il momento la vedo così.
Sarei anche tentata di riportare dei passi del libro in cui Allevi affronta gli stessi argomenti con la lucidità di chi sta vivendo le questioni dal di dentro.
Ma suonare uno strumento o adorare un compositore non vuol dire necessarimante che il compositore sia valido.
Per esempio, se il tuo ragionamento fosse valido, non si spiega come mai ancora non ho trovato una ragazza che dopo 3 Metri Sopra Il Cielo è passata alla Divina Commedia, o ad Eco, così, per citare un autore ed un libro a caso.
continuo a sostenere che la cosa più fastidiosa di Allevi non è la musica in se o la sua capacità musicale..ma il suo PERSONAGGIO ipercostruito!!
Commento #482 di prosperosa LarueCaro Andrea, mi rendo conto che l’argomento è molto problematico, però, indipendentemente da Allevi, credo sia molto probabile, e ripeto credo, che a determinare la consacrazione di un compositore sia almeno necessario che la sua musica sia amata, amata dal pubblico, dal mecenate, dal Papa di turno.
Nella storia della musica sappiamo che è andata così, e che la vita dei grandi compositori è stata una continua lotta verso questo obiettivo.
A giudicare dall’entusiasmo che scatena Allevi, c’è da aspettarsi che la sua musica verrà sempre più eseguita.
“Ma anche Clydermann scatenava gli entusiasmi popolari.”
Ma Clydermann non era il compositore della propria musica, ed oltre la famosa Ballade non ha scritto nulla di significativo.
E’ un problema. A me irrita Allevi, ma comincio a pensare che sia molto meno “bolla di sapone” di quanto immaginassi.
Da Tre metri sopra il cielo alla Divina Commedia…non saprei. Da Come sei veramente ai preludi di Chopin è plausibile, perchè conosco molti ragazzi che hanno iniziato a studiare pianoforte dopo aver scoperto Allevi….questo è vero.
Il successo di pubblico non c’entra niente con la bravura dell’artista. Non è necessario che il pubblico lo consacri per renderlo classico.
E per quanto riguarda i ragazzi che hanno iniziato con Chopin, se lo vuoi sapere, conosco gente che ha iniziato con il folk metal ed il symphonic metal per arrivare a suonare flauto e clavicembalo. Quindi non vuol dire nulla che si arriva a Chopin tramite Allevi. Si può arrivare alla classica da tantissime vie. Io sono arrivato alla classica dal Pop, figuriamoci!
per ggal: grazie per la spiegazione.
Se Allevi ha affermato quanto dici, concordo con te. Ma non mi risulta abbia dato del ‘fallito’ a nessuno. Non rientra nelle sue caratteristiche. Conosco tanti bravi musicisti, forse piu’ bravi di quelli che sono diventati famosi, ma che sono rimasti nell’ombra perche’ non conoscevano le persone giuste. Di sicuro la MERITOCRAZIA in Italia e’ un’ altra cosa… buon week end a tutti! a Prosperosa inclusa. L’anno scorso ho visto il fim dei Simpsons. Ma cosa ti devo dire… non mi ha entusiasmato! mi piace tantissimo ’spider pork’. Quella canzone mi fa morire! ps: con questo non voglio affermare che Allevi sia raccomandato. Questo mai.
Personalmente io sono arrivato alla musica classica… per corredo genetico trasmessomi da mamma e papà! Voglio dire che in casa si ascoltava molta musica classica. Poi a 10 anni ho iniziato a studiare il pianoforte, cosa che ancor oggi pratico: ovviamente si tratta di uno studio privato, non indirizzato alla pubblica esecuzione e quindi - purtroppo - fine a se stesso, cioè inutile, ma è la mia “droga”…
Naturalmente il cardine su cui ogni musicista dovrebbe ruotare (così mi è stato insegnato) è l’ascolto di cosa fanno gli altri: e infatti ascolto quotidianamente - possiedo più di 5000 cd.
Lasciando perdere cosa faccio io, che conta meno di niente, vorrei concentrarmi ancora su un aspetto che di Allevi mi convince poco.
Se è vero che è un grande pianista, perchè esegue solo la sua musica, e mai qualcosa scritto da altri?
Se è vero che è un grande compositore contemporaneo, che bisogno ha di tenere atteggiamenti che non sarebbero consoni ad un musicista di somma levatura, ma piuttosto tipici di una pop star?
Se è vero tutto ciò, perchè parlare assai spesso della propria vita privata, dei sacrifici fatti in gioventù, delle estati passate a studiare?
Qualcuno potrà obiettare: e allora cosa ha fatto Glenn Gould? e cosa stanno facendo Nigel Kennedy e Gidon Kremer?
Personalmente rispondo con le parole di molti altri (più competenti di me): avevano e hanno atteggiamenti ridicoli e assolutamente inutili! Sono sicuramente grandi musicisti, ma il “di più” li rende antipatici e presuntuosi.
Facciamo un altro esempio? Arturo Benedetti Michelangeli. Si disse che tanto fosse geniale quanto fosse un essere immondo!
Ebbene, io non ho mai creduto a queste leggende, frutto del fatto che della sua vita privata se ne sapesse in realtà poco o niente. Tant’è che, passato il Sommo Pianista a miglior vita, venne pubblicata una biografia a cura di un suo conoscente, che smontò punto per punto tutte quelle che non sbaglieremmo a definire str*nzate.
Si trattava di un uomo come tutti gli altri, col grande dono di “avere in sè la musica”, e costantemente mirato alla ricerca della perfezione che pretendeva senza sconti da se stesso e dal suo strumento. Tanto era severo, inflessibile, rigoroso e maniacale seduto di fronte alla tastiera (guardate i pochissimi filmati che esistono, e direte: che portamento, che austerità, ecco un signore!), tanto era invece cortese e raffinato coi pochissimi amici che aveva attorno a se.
Certo, la sua vita fu isolata: mai un’intervista, mai una parola di gossip, mai una foto rubata (ma incisioni “a tradimento” sì, e per fortuna qualcuno le ha fatte!!!), egli viveva esclusivamente per la musica.
E lui, sì, ha incantanto migliaia di persone, e anche l’ultimissimo dei suoi incondizionati ammiratori, cioè il sottoscritto.
Patrizia
hai centrato, secondo me, il fulcro della situazione.
In Italia la meritocrazia non è quasi mai esistita, purtroppo nemmeno in ambito musicale. Soprattutto al giorno d’oggi: nessun musicista, di nessun genere, nemmeno di musica classica, riesce a sfondare se non ha alle spalle i soliti grandi nomi, che non riporto per ragioni di privacy :-)
Non c’è niente da fare: prova a partecipare ad un concorso, se anche sei bravo ti chiedono chi è il tuo maestro, e chi ti ha fatto arrivare fino lì. Se non è uno “della lista”, mi spiace, ritenta sarai più fortunato.
Ma poi facciamo di tutto per salvare la forma: quante volte il primo premio non è stato assegnato? quante possibili carriere stroncate? quanti grandi artisti non conosceremo forse mai?
Accidenti Andrea, io sono d’accordo con te, ma la totale indipendenza tra pubblico ed artista è una visione romantica che non appartiene alla realtà.
Se ti capita, leggi un bellissimo libro di Pietro Rattalino: Da Clementi a Pollini. Duecento anni con i grandi pianisti.
Ti rendi perfettamente conto che gli artisti di ogni tempo hanno dovuto fare i conti con il consenso, e se oggi noi amiamo la Rapsodia in Blu, non è perchè qualche critico ha detto o scritto che Gershwin è un grande compositore, ma perchè quella musica ha commosso e affascinato il cuore della gente.
E tornando al libro, è divertente notare come nella storia dei grandi compositori esecutori, ci siano stati sempre delle Betty o degli Andrea o delle Elena pronti ad instillare il dubbio sulle capacità creative dell’artista. Lo stesso Bartok, che per comporre musica si ispirava alla tradizione popolare…fu avversato come non mai, e nelle critiche a lui mosse leggo le stesse parole e le stesse accuse rivolte ad Allevi, per la sua eccessiva vicinanza al pop.
Quando scrivi che ad Allevi daresti 7 come pianista….scopri che anche Chopin era scarsino, era considerato nel suo tempo un asinello, in confronto a Liszt, che però riempiva le sale da concerto suonando…arie d’opera, sollevando le ire dei puristi.
E’ vero che si può giungere alla musica classica attraverso mille strade. Anche io mi sono diplomata prima ancora di sapere chi fosse Allevi.
Io non voglio difenderlo, sto solo cercando di osservarlo con obiettività. E per questo è anche necessario aggiungere che anche se per molti musicisti Allevi è una bolla di sapone, un prodotto del marketing, per molti altri è un idolo, soprattutto per i più giovani (tutti i miei alunni vogliono suonare Allevi).
La virtù sta nel mezzo: non va bene la santificazione ma neanche la demonizzazione.
Chopin era scarsino, era considerato nel suo tempo un asinello, in confronto a Liszt, che però riempiva le sale da concerto suonando…arie d’opera
queste sono opinioni di Rattalino. Altri e numerosi studi concordano sul fatto che Chopin non fosse affatto un pianista da poco. Inoltre, Liszt non suonava solo arie d’opera: ha scritto su di esse delle mirabili fantasie, che però rappresentano una minuscola parte della sua immensa letteratura.
Questo lo posso affermare senza problemi, perchè conosco bene la musica di Liszt. Hyperion pubblica l’integrale per pianoforte solo eseguita dal grandissimo Leslie Howard, che non a caso è anche presidente della Liszt Society.
Per Ggal.
Quoto!!! E ti rispondo con un pensiero espresso dallo stesso Allevi durante uno dei suoi incontri nelle librerie.
Sosteneva di dire sempre le stesse cose perchè i giornalisti gli chiedono sempre le stesse cose. E perchè? Perchè la gente è affascinata da Allevi. Capisci che Allevi rappresenta un mondo di cui si erano perse le tracce e che prepotentemente è tornato nell’immaginario collettivo?
Chi se ne frega dei Tokyo Hotel! I ragazzi vogliono capire cosa pensa, cosa fa, come vive un compositore, un pianista, che scala le classifiche con la musica strumentale e riempie Piazza del Duomo a Milano. Ma ti rendi conto che bomba?
La cosa sconcertante è che Allevi non dice niente di strano: che ha passato le estati a studiare, che ha paura di suonare, che ha fatto la gavetta, che ad un concorso è stato cacciato…tutte cose normalissime per la vita di un musicista, ma che agli occhi della gente appaiono fantascienza.
Allevi non suona più i classici. E’ vero. Ma perchè dovrebbe farlo? Forse noi ameremmo di più Chopin sapendo che suonava Mozart o Bach?
@Patrizia..non avevo dubbi che Spider Pork fosse l’unica cosa che ti ha entusiasmato..
Commento #491 di prosperosa la rueElena.
Tu sei diplomata in pianoforte e, se non sbaglio, insegnante.
E hai detto che tutti i tuoi studenti vogliono suonare i brani di Allevi. Immagino però che, se sono alle prime armi, a loro si debba far suonare pezzi consoni alla loro età e alla loro preparazione. Molti contemporanei hanno scritto pezzi facili per principianti, quali Aprea, Bloch, Guastavino ecc. Se sono già un po’ più smaliziati dovranno affrontare qualcos’altro, come i Piccoli Preludi e Fughette di Bach, l’Album per la Gioventù di Schumann o di Tchaikovski. Se sono in procinto di sostenere l’esame di quint’anno, allora affronteranno il Bolero di Chopin, il Carnevale di Vienna di Schumann, gli Improvvisi di Schubert, ecc.
Se poi vogliono anche suonare Allevi e ne sono in grado (in quanto all’ascolto non paiono pezzi per ragazzini) nessuno glielo vieta.
Però mi chiedo: questi ragazzi vengono a lezione per imparare a suonare il pianoforte o per imparare a suonare Allevi? cioè, cos’è prevalente, lo strumento (quindi anche i necessari e noiosissimi studi di meccanismo, i canoni di Kunz, i grandi classici) oppure il brano che tanto mi piace, a prescindere dai risultati?
Secondo la mia opinione, l’approccio allo strumento perchè “così posso suonare anch’io Allevi” è approssimativo e superficiale, ed equivale in tutto e per tutto a quanto si diceva anni fa, “così mi sento Richard Clayderman”, “così assomiglio a Burt Bacarach” et similia.
Non desidero mettere in discussione la competenza nè i metodi di nessuno, però ho l’impressione che così facendo non si va lontano, e dopo un po’ si viene sopraffatti dalla noia.
Inoltre
I ragazzi vogliono capire cosa pensa, cosa fa, come vive un compositore, un pianista, che scala le classifiche con la musica strumentale e riempie Piazza del Duomo a Milano.
Rispetto la tua opinione, sia ben chiaro - questo è il valore della discussione pacata! - ma è tipico della pop star far sapere come vivono (chi non ha sentito parlare di Neverland, la reggia di Michael Jackson?), cosa fanno, cosa pensano dei fatti di attualità, il tutto indorato da un’atmosfera rarefatta.
Inoltre, le classifiche che hai citato sono quelle delle Top Ten, a fianco di Madonna, i Simply Red, e i tormentoni dell’estate.
I giovani che si avvicinano al pianoforte in quanto tale, e vogliono seriamente “affondare le dita nella tastiera” non lo fanno per poter suonare questo o quel brano, ma per saper suonare e, se arriveranno in alto, avere un repertorio il più vasto possibile.
pero’ prosperosa non sei molto simpatica…il mio era un tentativo di riappacificazione…
va be’ fa niente.
per ggal: sai la cosa buffa? che le tue inziali.. sono come quelle di GIOVANNI ALLEVI!
VOLEVO DIRE ‘INIZIALI’… SCUSATE… MEGLIO PRECISARE…
Commento #494 di patriziaPatrizia
per ggal: sai la cosa buffa? che le tue inziali.. sono come quelle di GIOVANNI ALLEVI!
leggi il mio post n. 463
Sarei proprio fuso a non piacere nemmeno a me stesso… :-)
Commento #495 di ggalPer Ggal: lo avevo letto… pero’ e’ buffo che le iniziali siano le stesse no??
Commento #496 di patriziano mi dispiace…la mia non è pocasimpatia o cattiveria..è che, sai, quando una mi dice che odia i simpson e ascolta ligabue..beh..non posso essere simpatica!!:)..affinità elettive..
Commento #497 di prosperosa la rueprosperosa la rue visto che ti piaciono i simpson ti lascio questo link anche se non c’entra col post http://simpsonizeme.com/#
Commento #498 di Valentinagrazie valentina…lo conoscevo già..e ho trovato anche quello per farti tipo south park!!bellissimo!!
Commento #499 di prosperosa la rueCaro Ggal,
non è che sei Giovanni Allevi, e ti stai divertendo alle nostre spalle? :-)
E infatti c’è un problema: che i brani di Allevi non sono per niente facili da suonare…
Comunque, sono molto contenta del tono pacato della nostra discussione, e concordo con te nell’idea di ritenere Allevi un fenomeno, forse passeggero, ma che nel 2008 l’idolo delle ragazzine (e non solo, perchè spopola tra gli universitari) sia un compositore (non me ne voglia Andrea), cioè sia uno che ha passato la vita a studiare, che non ostenta una ricchezza materiale, che non se la tira e che parla di Heidegger, mi fa simpatia.
Tutte le rock star farciscono la propria immagine di aneddoti vari, ma alla fine sono sempre gli stessi. In questo caso si cambia totalmente registro: l’eccezionalità di Allevi sta nel suo essere assolutamente normale.
..rispondo ad Elena: non ho capito il
Proprio così.
Fabrizio Corona è il numero uno tra i fotografi paparazzi, così come Allevi è il maggiore tra i compositori contemporanei.
Vedo che inizi a capire.
Bravo Andrea.
Io non ho altro da aggiungere.
Ciao
Veronica
Commento #301 di VeronicaMaggio 6th, 2008 @ 8:22 am