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Coppia malvestita #30

coppia di malvestite che si emozionano sentendo cantare di merda di coyote sulle colline innevate di strisce pedonaliA me la prima cosa che viene in mente quando ascolto appena appena un millisecondo di jovanotti è che grazie agli esperimenti del cern tra pochi mesi finalmente avremo un bel buco nero qui dietro l’angolo e potremo così risparmiarci la benzina per spararlo via nello spazio. Queste due malve invece non sarebbero d’accordo: si sono comprate l’ultima fatica jovanottiana (1) che già conoscono a memoria i testi e si rimpallano entusiaste le frasette più belle, “merda di lupo di un altopiano bianco di striscia pedonale… stupenda!”, “e… e… soffio di donna bellissima coi piedi stanchi e il mal di denti… grande!”; devono essere tra quegli imperdonabili enfaticoni che amano soundtrackare con musichette di facile titillamento emotivo certi momenti di profonda introspezione quotidiana - che so per esempio la sigaretta postcoitale, stirare le camicie, farsi la doccia, la coda sulla tangenziale - godendo dell’obeso sentimentalismo poetastro delle idiotissime liriche assembla suggestioncine, gratificandosi degli arrangiamenti paraculi finto-ricercati secondo gli schemi classici del poppume fricchetton-chic più banalmente fighetto.

E va be’ cosa volete, date un’occhiata alla malva di sinistra, col suo collanone wilma flintstone di mentos giganti (2), i ray-ban rossi ultimo grido (3 - ormai si trovano dappertutto, l’ho beccati pure sull’espositore rotante dell’autogrill), le ballerine dorate con fascia elastica e decorazione floreale (4), il golfino annodato sotto al seno (5) che pendantizza sincronicamente coi jeans-shortini inguinali (6) e le decolleté spillate con retrodecorazione fiocchettosa (7) dell’amica (formano insieme il famigerato modello Daisy Duke), la maglietta con fantasia a spruzzo di varechina (8), l’elegantissimo braccialettozzo argentato indossato sopra la manica del golfino (9), e la borsetta che è di una marca che non conoscevo, l’ho dovuta guglare, Fatta Fabbrica Italiana (10 - uh che bella scoperta! fanno della roba di una malvademenzialità incredibile: le borse pieghevoli); a quella di destra cosa rimane, la maglietta blu elettrico (11- prossimo colore malvacult, in sostituzione del verde marvin marziano), il nastrino di raso utilizzato come U.C.O. (12) e la borsaccia di tela Pinko Bag tarocchissima con una lettera in meno (13). Come direbbe jovanotti: “la conga is a friend of mine”.


Costume Institute Gala 2008, il Malvacarpet

Forse ve lo ricordate dall’anno scorso, il Costume Institute Gala è questa festona esclusivissima a cui viene invitato solo chi sta simpatico ad Anna Wintour, la scheletrica bacucca regina della nullificanza cretino-fashionara: è lei che decide se sei abbastanza stilosamente coatto, dall’alto del suo mostruoso vestitino armatura con simmetriche estroflessioni spiraliformi che non ho ancora deciso se sono ispirate ai tradizionali corni caprini demoniaci, oppure se fanno riferimento alle conchigliette nautilus, il che mi sembra anche più appropriato, considerata la viscida molluschità della Wintour - provateci a mettere una parrucchetta ad un paguro, toh, è lei spiccicata.

anna wintourchristina riccinaomi wattstilda swintondonatella versace

Siccome al Costume Institute c’è in corso una mostra di orrendi accrocchi deformi, una specie di rilettura valeriomariniana del tradizionale abbigliamento supereroistico, mi sembrava d’aver letto che i festaioli dovevano indossare qualcosa che ricordasse quel mondo là dei fumetti, ma invece no, delusione, solo pochissime coraggiose hanno osato malvestitizzarsi in tema, e tutte allo stesso modo poi, che barba, appiccicandosierano siamesi attaccati per il cervello: il cervello è andato perduto nell'operazione di distacco a casaccio una stirello-stellina capitanamerica: stirello posteriore sopraculare per Christina Ricci (bustino storto e cinturone, integralmente pendantizzata sullo stucchevole abbinamento raso rosso tulle e chiffon rosa); stirello addominale per Naomi Watts (tunicone candeggina plissettato con ali copritette e sciarpona chilometrica); stirello medaglia al valore per Tilda Swinton (fodera impolverata del divano in perfetto stile babbiona del moige); e poi va be’ la nostra gigantesca inimitabile Donatella Versace, che non ha dovuto manco faticare ad appiccicarsi lo stirello-stellina, sono vent’anni che porta su ininterrottamente il costume integrale del supereroe italiano numero uno, il Bukowski di torbellamonaca, Franco Califano.

mary j bligefergieallegra versaceStella McCartneyvenus williams

In generale, mi pare che abbia furoreggiato il vestitone-fazzoletto fatto di un unico monocromatico chilometro quadrato di raso con spiegazzatura accroccata random: ce n’aveva uno Mary J. Blige, un coso nero annodato in vita con codone strascicoso (in più, giaciglio di paglia sul testone alla Simona Ventura e orecchinoni diamantosi a scimitarra); ce ne aveva uno Fergie, cupissimo fazzolettone monomanica con spermatina sulla spalla; e poi Allegra Versace, saccone lilla e golfino all’uncinetto sul petto anoressicamente concavo; anche la mediocrissima “papi da grande voglio fare la stilista” Stella McCartney (accompagnata da Kate Moss, con la quale fa a gara a chi c’ha la faccia ingrugnita più “london look” - leggi: scema viziatella annoiata), monofazzolettone ceruleo con spacco e fioccone amebico; e Venus Williams, classicissimo involucro cioccolatinesco marroncino-dorato (che pendantizza con la borsetta lingotto) e ciclopico megamantellone rosso toreador (ah, uh, forse una citazione kryptoniana?).

margherita missonimischa bartonmichelle trachtenbergkimora lee simmonscharlotte gainsbourg

Niente male nemmeno lo stile arlecchinesco di opposta concezione, brandelli di tessuto che non c’entrano nulla l’uno con l’altro combinati secondo uno schema ottenuto lanciando i dadi del risiko: a tal proposito s’è distinta un’altra mediocrissima “papi da grande voglio fare la valletta” (”amore mio sei alta un metro e venti, che ne dici piuttosto della stilista?”), Margherita Missoni, campanone a strisce marroncine raso/lustrinate con tendina mantovana sulle tette e collanone piatto mosaicato; e guardate Mischa Barton, firmata appunto dalla Missoni (che talento visionario, che follia pendontizzante!), gonna lunga corsa dei sacchi color biscotto plasmon, corpetto scagazzato bianco e nero con pseudopodi che colano schifidi verso il basso, due ammassi medusiformi fanghigliosi usati come spalline, e borsettina scrotale con braccialino di sicurezza; oppure Michelle Trachtenberg (chi è? boh), grezzissimo canottierone attillato sopra il tendone dorato che usa come gonna (ma sul serio è un tendone, davvero: ha pure usato il cordone intrecciato nappinato come cintura); e non perdetevi Kimora Lee Simmons col campionario per pennarelli, e Charlotte Gainsbourg vera fricchetton-chic io-sono-originale che se la redcarpettizza scalza tutta contenta coi sandali in mano.

david e victoria beckhamdavid beckham palpa victoriaashley olsenmary kate olsenle gemelle olsen e il loro accompagnatore originalone

Non potevano mancare i prezzemolini coniugi Beckham, Boccuccia Anale Victoria e Big Jim David, lui in smoking col farfallone gonfio ipertiroideo (è chiaramente di quelli pieni d’acqua simpatichetti che ti spruzzano), la mano elegantemente adagiata sul culo rinsecchito della moglie, lei coi capelli a banana in vestagliona da notte semitrasparente con ricami floreali sbriluccicanti e megaspacco frontale a pochi millimetri dall’area cinquantuno (leggi: pisella). E non potevano mancare le prezzemoline Gemelle Olsen: se Ashley c’ha una robetta nera piuttosto banale, con orridi oblò ovoidali sui fianchi, come sempre la migliore è Mary-Kate, che impersona il ruolo della smilza barbona senzatetto che è finita per sbaglio nel dietro le quinte di un circo e s’è fregata il tunicone e le scarpone numero cinquanta della donna colosso; e notate vi prego lo sconosciuto accompagnatore delle gemelle, che per farci il buffo originalone s’è appiccicato sul petto un foglio di carta con scritto “bang” - che insomma con quelle pantofoline perlinate, accidenti, suona alle mie orecchie come una felice premonizione.

gisele bundcheneva mendeseva longoriascarlett johanssonkatie holmes

Per concludere, non tralasciamo di riservare un pochetto di biasimo per Gisele Bundchen, col suo bustino di fasci intrecciati che le schiantano le tette dandogli una strana forma pagnottesca a sviluppo laterale; un pochetto di biasimo per Eva Mendes, peep-toe perlacee con inspiegabile plateau rosso e involucro oversize caramella per la gola già parzialmente scartato (basta tirare il pezzo di stoffa più chiaro); un pochetto per Eva Longoria, delirio di volant arricciolati; un pochetto per Scarlett Johansson, che povera disgraziata s’è messa nelle mani dei sovrani di Bburinolandia Dolce & Gabbana, e così ha rimediato un robo rigido strizzaseno (mai strizzaseno quanto quello dell’anno scorso) e un gonnellone multistrato di tulle vaporoso, tutta dorata ovunque epidermide compresa (dev’essersi spalmata qualche sostanza cancerogena che la fa luccicare tutta, o forse è semplicemente sudata, è il colorito che ti viene a traspirare Cristal); e poi alla fine soprattutto dedichiamo un ultimo speciale conato a Katie Holmes (insieme al marito rotondetto, azzimatissimo nella sua divisa bburina da testimone di nozze): è tutto il pomeriggio che mi ci scervello ma davvero non so come definire questo suo coso di plastica impermeabile (trucco spray in tinta) demenzialmente pendontizzato con le scarpine blu, proprio non saprei, mi ha messo ko.


Malvestita #324

malvestita avvolta di zanzariera coi bacetti da pornohostessQuesta nostra malva sciccosa io-me-la-tiro (cammino con la traballante falcatona di un nano cieco in bilico sui trampoli) è evidentemente molto attratta dalla moda corrente del magliettone moscio, che però ormai in effetti se lo mettono tutte, è diventato un po’ troppo popolare, così allora ha trovato un buon compromesso (tra mosciume cascante e sostenuta sciccheria) con questa demenziale blusetta trasparente (1) ricavata da uno di quei rotoloni di zanzariera che usano i fiorai per avvolgere i mazzi di rose a sanvalentino, tutta piena di teneri bacettini stampati (utilissima dunque nel caso disperato - niente kleenex - ci si debba pulir via il rossetto facendo finta di niente), le manichette gonfie biancaneve (2) e il foularino sciccosissimo da hostess (3).

Totalmente in bianco per il resto, a parte le scarpazze appuntite decolleté rosse (4): sono bianchi i pantaloni super stretch anatomici che a starle dietro sembra di vedere una mozzarellona di bufala in centrifuga (5), bianco il megacinturone farwest che si vede in trasparenza sotto la blusetta, bianca la grossa bisaccia Guess (6) con la solita miriade di orpelli inutili che tanto fanno impazzire le malvestite: inserti pellacei, cuciture allacazzo, intrecci noneuclidei, targhette risplendenti ovunque, la mega nappina penzolante per frusticciarsi qua e là come fanno gli elefanti con la coda. Vorrei poi richiamare la vostra attenzione sul bizzarro ciondolone sferico (7), che per un attimo ho pensato fosse un simpatico souvenir spaziale sul modello dello sputnik, ma poi invece ci sono arrivata: si tratta di un banalissimo infusore subacqueo per il tè - e però, oh, un tocco di idiozia io-sono-originale mica da scherzare.


Malvestita #323 - battesimale

malvestita che per un pelo non raggiunge il QM della madonnina tempestata di pietre prezioseA una malvestita di stampo bburino doc le bastano pochi minuti appena di celebrazione religiosa che le prende a girare la testa, si sente disorientata confusa sopraffatta dal caotico allucinato sempre più vorticoso vortice di colonne candele marmi velluti ori argenti ninnoli putti acquasantiere, il sacro luogo di culto si trasfigura vertiginosamente al ritmo gioioso degli osanna nel salottone da ricevimento kitsch-malvestito dei sogni: la malvestita bburina doc ci prova a mantenersi contegnosa e composta, recita a memoria il copione preghieristico canta e amenizza al momento giusto, ma il suo piccolo avvizzito cuoricino leopardato batte soltanto per quell’enorme superostentato sfoggio incontrollato di bburinità, e l’unica cosa che le viene in mente - oh che invidia l’opulento drappeggio punteggiato di pietre preziose della sciccosa madonnina nel loculo là a destra - guarda il proprio tutto sommato modesto acchittìo bburino e si chiede: sarò all’altezza?

Magari all’altezza della madonnina no, ma comunque sì la nostra trecentoventitre (madrina battesimale) la sua porca figura se l’è guadagnata eccome: ha un tailleur di raso lucido azzurrino riflesso d’ostrica (1), composto dai pantaloncini bermuda attillati (2) e dalla giacchetta superspallinata con amplissima scollatura esibisci pizzo reggipettaro (3 - notate la sapiente posizione a braccia conserte, utile a spremere i tettoni tirandoli in su e in fuori); sul petto nudo, due chili di collanona multicatenata (4) con anellini di congiunzione zirconati e malizioso pendagliuccio con croce interna proprio lì tra i seni; gli orecchini lampadario etrusco con tendina di pendaglietti tintinnanti (5) e qualche altro pezzo di bigiotteria paola perego style, le solite inutili moleste propaggini scintillo-rumorose (6 - anellazzo smeraldifero, orologio gioiello placcato oro e tempestato di strass - che pendantizza con le cacchette strassate sui bottoncini - 7 - e sulle stanghette degli occhiali - 8); la borsa rosa metallizzata (9) con catenozza da motorino, una specie di versione macro per adulti del gadget giocattolo porta monete per bburinette in regalo su Cioè; e quale osceno abominio le gambone insaccate nella retina elasticizzata per fasciature (10) e i sandali laccati (11) che fanno scivolare il piedone genoveffiano in avanti a tal punto che i ditini terrorizzati sporgono pericolosamente oltre il ciglio del burrone plateau - il che poverini non mi sembra per niente cristiano.


Coppia malvestita #29 - primo maggio

Però bisogna dire che adesso ci sarà più gusto a farsi quindici ore a/r in piedi appallottolati sulla retina portaborse di un intercity affollatissimo coi finestrini sprangati senza aria condizionata, e poi spiaccicati per terra in mezzo al lerciume e alla spazzatura di altri diecimila stipatissimi fricchettoni in canottiera; ci sarà più gusto a godersi quel mezzo metro quadrato di spazio sudaticcio, che emozione rollarsi un cannone intanto che dal palco esplodono rabbiose le grida rivoluzionarie di quello che fa il simpatico citofonando alla gente, dei settantenni hippy finto-anarchici coi pizzettoni flosci che da venticinque anni cantano le stesse canzoncine popolar-zingaresche, e poi i tamburi e i vestitini etnici e i cart cobbei der tufello e i bellaciao e le magliettine antagoniste e i liberalizziamola e i pugni al vento e le converse e le cravattine boho-originalone e le bandierine sovietiche e poi soprattutto quando ti scappa ti accucci con la gonna tirata su e pisci là sull’erbetta;

è bono sto fumo? è bono è bono

un copione perfettissimo che si ripete e si ripete sempre uguale, praticamente un pezzettino della solita ovvia stereotipata sceneggiatura virziniana (ragazza fricchettona io-sono-originale laureanda in filosofia c’ha gli ideali e si fa le canne, scopre che il mondo è una merda): che goduria però a interpretarla adesso, eh sì!, adesso che c’è il brividino del pericolo in agguato, adesso che la città è diventata nera e proprio là a due passi su via Merulana ci sono i tassisti ingrugniti col fascio dux mea lux tatuato sul bicipite, e il nuovo sindaco è questo buffo irritante omino con la croce celtica al collo e gli occhietti vuoti senza bianco, tutto pupilla come i piccioni, uno che si è sposato la figlia di Dracula, che vuole mettere un volgare bburinazzo matusalemme alla festa del cinema, che al Campidoglio gli facevano il saluto stranamore ma lui non se n’è accorto - per non parlare poi del governo nazionale, della superlega - il concertone fricchetton-antagonista del primo maggio finalmente redivivo! che forza! che emozione! che carica eversiva! sarebbe come fare una manifestazione antilacca sotto Palazzo Marino a Milano.

(Originale twin-set golfino color vinazza - 1 - canottiera della salute ingiallita - 2 - con pizzetto sangallo che le spunta dalla scollatura - 3 - bastoncino trovato per terra reggi-capelli - 4 - jeansacci sbrindelloni a campana - 5 - peep-toe grigiastra con zeppolona di sughero - 6 - strafottio di gioiellume bancarella trasteverina, orecchini fatti con lo stampino cuki da forno spiaccicato - 7 - collanona di caramelle - 8 - grande assortimento di braccialettume e anellume vario, tra cui la fascetta idraulica sul medio della destra - 9; piercing sovralabiale effetto neo alla Cindy Crawford - 10 - canottieraccia consunta slabbratissima - 11 - reggisenaccio morto privo di qualsiasi potere sostenitivo - 12 - farfallone tatuato sul piede simbolo di libertà e vita breve - 13 - copertone fantasia etnica - 14 - folto pelazzo ascellare trattieni umori - 15)