cioè il libro che avrebbe voluto scrivere quel prete che disse “dopo lunghi anni e numerose prove e tribolazioni, sono giunto alla conclusione che non c’è niente di meglio di una biondina, sui dodici anni di età”
Sono sicura che qualche fondato sospetto già ce l’avete per i fatti vostri, anche se un libro di Federico Moccia non ve lo siete mai letto - in fondo basta spenderci un minutino quando lo si vede fare le comparsate promozionali alla tivvì, basta sorbirsi i trailer degli agghiaccianti filmetti tratti dai suoi libri (ne abbiamo parlato insieme, ve lo ricordate?, del suo exploit alla regia) - e appunto, proprio perché il sospetto già ce l’avete, immagino sarete felici di vedervelo confermato dettagliatamente qui di seguito, avventurandovi passo passo nella mia ipertrofica mega-recensione di Amore 14 (qui sotto, cliccate il “continua a leggere”), che ci servirà dunque per dimostrare una volta per tutte che non c’è dubbio, è inequivocabile - non esistono giustificazioni del tipo “eh va be’ ma dai io li capisco sono reghezzini ignoranti e un po’ coatti” - se un essere umano di qualsiasi età censo cultura e razza è sinceramente attratto dalle cose che scrive Federico Moccia, be’, non ci sono cazzi - perché le cose che scrive Federico Moccia sono brutte, stupide e fatte male, stupidamente - quell’essere umano là dev’essere per forza un po’ stupido anche lui, perché nemmeno un comunissimo ingenuotto dodicenne, sempre che sia sano di mente e con una minima porzioncina funzionante di cervello, potrebbe sopportare lo sconclusionato guazzabuglio di idee mentecatte, il confuso dilettantismo e l’incapacità narrativa di cui sono fatti i libri di Federico Moccia.
Si capisce bene in questo Amore 14, raccontato in prima persona da una tredicenne scemina e bburinetta: potreste pensare che allora sì, ecco, finalmente un romanzo in cui Federico Moccia può dare il meglio di sé, potreste pensare che sia un gioco da ragazzi per uno come lui mettersi nei panni della tredicenne scemina e bburinetta (si chiama Carolina detta Caro), una cosa da niente, considerando che la sua maturazione cerebrale si è fermata su per giù a quell’età, e che c’ha quindi un sacco di cose in comune con una tredicenne scemina e bburinetta (la vacuità mentale, la povertà di vocabolario, la noiosa e futile ripetitività, il totale disfacimento di qualunque coerente unità di pensiero); e in un certo senso è vero, tra le simpatiche beghette proto-adolescenziali di Amore 14 Federico Moccia ci sguazza perfettamente a suo agio, si vede che è il suo mondo mentale di riferimento, peccato però che non sia neanche lontanamente il mondo quello vero dove sguazzano i tredicenni quelli veri, Federico Moccia non ha la più pallida idea di cosa succeda nella testa e nella vita di una tredicenne, non ne sa un bel niente, la sua interpretazione è uno sgorbiaccio assurdo che viene fuori dalla testa rintronata di un anziano giuggiolone che non conosce le cose di cui parla - non conosce quasi un accidente di qualunque cosa - ma che costruisce la realtà estraendola malamente (perché non ci capisce un’acca) dal serbatoio di stucchevolezza farlocca di spot e fiction televisive: il suo è un orrendo affastellarsi di scombiccherate ideuzze sui gggiovani d’oggi che un anziano pariolino sfigato e parecchio tonto ha costruito a casaccio partendo da una gran massa di altre terribili ideuzze preconfezionate.
E a che punto di mentecattaggine s’arriva, vediamo: Federico Moccia, tanto per cominciare, ritiene plausibile che una tredicenne frivoletta piena di amiche e amici non sappia nulla non dico del sesso, ma neppure dei baci alla francese e del petting (e pensate, che genio: la sua protagonista, Caro, ignara dell’utilizzo linguare nelle pratiche baciatorie, dice d’aver visto Basic Instinct - l’avrà scambiato per un corso video di lotta greco-romana, boh):
Cosa succede? Sento qualcosa di strano nella bocca. E’ la sua lingua! Ma aiuto… Però… non mi dà fastidio. Meno male! Che bello.
Fortuna che in ogni comitiva c’è sempre l’amichetta scafata in torbide storiacce di trombaggio: un bel giorno raduna Caro e tutte le altre per una lezione di educazione sessuale (con tanto di lavagnetta su cui disegnare lo schemino anatomico di pisello e pisella), suscitando il loro scandalizzato stupore:
Alis [diminutivo di Alice - tutti sono provvisti di diminutivo e/o nickname *] è un’ottima prof e scopro cose che non avrei mai sospettato potessero accadere. “Ma vi rendete conto che i nostri genitori avranno fatto tutto questo…” “E anche di più magari!”
Basta una prima lezioncina tuttavia per innescare il putiferio ormonale: passa un’oretta e troviamo Caro in vasca da bagno a sperimentare il suo primo ditalino, passano un paio di giorni e già siamo arrivati al fisting da parte del suo amatissimo boyfriend (Massi diminutivo di Massimiliano)
Il mio respiro si fa più corto, affannato, affamato di lui, dei suoi baci, della sua mano, che continua a muoversi dentro di me
Ma l’ignoranza e l’inettitudine di Federico Moccia si fanno particolarmente sensibili là dove la tredicenne scemina e bburinetta esprime le sue opinioni su alcuni oggetti di ultima generazione o quasi,
La cosa assurda è che ormai con questi telefonini si fa tutto. Cioè, prima servivano solo per comunicare. Ora sono degli iPod, delle telecamerine, dei computer per andare su internet e chissà quante altre cose che sinceramente io non so fare
Non c’è più alcuno straccio di mimesi, qui sopra, non è la voce del tredicenne idiotino medio (non sa cazzeggiare col cellulare? tzè!) ma quella del cinquantenne idiotino medio imbottito di luoghi comuni, che predica paternalisticamente la sua ottusa e retrograda impermeabilità tecnologica. Di questo genere di pensierini ammuffiti (che ricercano quasi tutti un qualche effettino pseudo-moraleggiante), potete immaginarvelo, è strapieno tutto il libro, così gli ho dato un nome, li ho chiamati Vecchiettismi. Per citarne un altro, ad esempio, Massimiliano detto Massi
mica si è messo a giocare con quelle stupide PlayStation o tutte quelle altre cose che fanno certi ragazzini
Certo, perché i tredicenni bburinetti che piacciono tanto a Moccia non sono tutti drogatissimi di PlayStation (”tutte quelle altre cose”, “certi ragazzini”, la distanza un po’ schifata che potrebbe esibire una vecchiettina stitica allergica ai fili elettrici e ai motori a scoppio); e poi,
Ma chi si può permettere cose di questo genere? Cioè, ma cosa fanno nella vita i genitori di una ragazza che si veste con questo tipo di abbigliamento?
anni luce dalla testa di una tredicenne, sulla frequenza piuttosto di un cresciuto zitellone squattrinato che biasima le sciacquette ricche che si comprano i vestitini firmati. Poi, ancora,
I mobili IKEA! Ti ritrovi dei fogli con delle spiegazioni molto semplici per dei mobili che invece sono complicatissimi, tutti a incastro, con delle viti che giri e si bloccano e delle altre che devi sistemare in modo esattissimo per bloccarne un’altra che così non si muove più. Insomma, se ci riesci sei un drago
Cioè a dire che Federico Moccia s’è comprato un mobile IKEA, ma siccome non è una cima (e qui possiamo metterci la parola fine: i mobili IKEA sono a prova di cretino - quasi) non è riuscito a metterlo insieme com’era sulle istruzioni (probabilmente è rimasto intrappolato tra le tavole di una Flarke e l’hanno dovuto portare al pronto soccorso), e maledice queste infernali modernità così labirinticamente cervellotiche. Fino ad arrivare alle pubblicità progresso vere e proprie: Caro e le sue amiche in discoteca,
Ed è follia, e sono risate, senza bere, senza sigarette, senza nessun altro tipo di aiuto, così pazze e naturali, con il coraggio di essere vivi
poi tutte di corsa al gabinetto (questa è un capolavoro di vecchiettismo)
“Ehi ma che vuoi fare?” Clod è preoccupatissima “Ma che c’hai la droga?” “Ma che!” Alis alza le spalle “Al massimo vuole fare una di quelle scritte sfigate che ogni tanto qualcuno fa“
Abbasso la droga, abbasso i videogiochi, abbasso i telefonini e i mobili IKEA e abbasso pure i cazzetti sui muri, ma non si dica manco per scherzo qualche parolina critica - al contrario, che meraviglia! - nei confronti di quelle sane e pittoresche manie da borghesottume perdigiorno sottoacculturato e superstizioso, tipo ad esempio la cartomanzia, vera passione della tredicenne Caro (la tredicenne che si rivolge al cartomante Jamiro per risolvere le questioni di cuore: eh be’, un classicone), per cui Federico Moccia ci spiega che non esistono soltanto dei viscidi ciarlatani che approfittano delle disgrazie e dei dolori altrui, no, esistono anche dei cartomanti altruisti e amichevoli che esercitano la divinazione per il bene dell’umanità: Jamiro, pensare, sapeva dall’inizio come sarebbe andata a finire la storia tra Caro e Massi e ci stava anche male, poverino,
Jamiro scuote la testa. Guarda il telefono chiuso. Poi quelle carte. Ecco, ora vedo. Non era la pioggia. Jamiro si sente stringere il cuore. Sono lacrime.
Dovete tenere presente questo, che Federico Moccia non conosce e non capisce niente dei ragazzini che popolano le sue storiacce ma non solo - magari fosse questo, e basta - non conosce e non capisce niente dell’universo nella sua interezza, e in ogni sua più spicciola manifestazione; Federico Moccia è un privilegiato viziatone da record che ha sempre vissuto protetto e coccolato dal deddi dentro una campana di vetro, non ha mai avuto la minima idea di cosa ci fosse realmente là fuori, e per questo commette una valanga di errori grossolani anche sulle cosette più banali. Ad esempio: Caro decide di iscriversi al tennis e vuole comprarsi l’equipaggiamento, va al negozio a comprare
scarpe da tennis, calzettoni, gonna con sotto pantaloncino Adidas, maglietta Fila, tuta Nike, racchetta da tennis e due polsini
il tutto per - indovinate un po’ - ottantuno euro, ottantuno, avete capito bene (Federico Moccia è uno che si fa ancora comprare il latte e i pannoloni contenitivi dalla tata filippina, non credo abbia mai messo mano al portafogli personalmente in tutta la sua vita). Nei negozi succede di tutto: ci sono quelli di telefonia dove ti fanno le schede SIM a nome di qualcun altro semplicemente perché gli dici che se non te la fanno tu non gli compri il nuovo Nokia; ci sono quelli (una Feltrinelli) dove ti danno i dati della carta di credito di un cliente che è appena uscito perché te ne sei innamorata e vuoi sapere il suo indirizzo. E la multa per sosta sulle strisce blu senza ticket? Settantatre euro, oh, quasi quanto tutto l’equipaggiamento del tennis (perdere qualche secondo su Google, no? No). E alle scuole medie, sentite qua, ci sono i rappresentanti di classe tra gli studenti e le assemblee di classe come alle superiori. Al mercato popolare, come nelle favolette:
non ci sono commesse a farti i complimenti finti. La gente del mercato è diretta e genuina.
E poi, toh, ecco una scaletta discotecara all’ultima moda secondo Federico Moccia:
Il DJ è un mito, scratcha che è una meraviglia. Entra con i Finley, passa per Battisti, si supera con Tiziano Ferro e poi di nuovo la Pausini. Grande DJ!
Eh sì che scratchare la Pausini, anvedi. Poteva almeno fare lo sforzo di informarsi sui gusti musicali dei suoi lettori decerebrati, e invece no, Federico Moccia pensa che i Tokio Hotel facciano musica da discoteca:
“il titolo della festa è Tokio Hotel!” “E allora?” “E allora dobbiamo essere delle cubiste scatenate!”
Le macchinette under diciotto che usano gli adolescenti bburinetti (e solduti) al posto del motorino (avete presente, uh? quelle cose a metà tra la Smart e le lattine di sgombri sottolio) diventano nella mente di Federico Moccia degli aggeggi superaccessoriati che Pimp My Ride gli fa una pippa, la Batmobile con dentro Ambrogio dei Ferrero Rocher. Sentite questa, è imbarazzante: blu scura metallizzata con “delle strisce bianche e celesti che partono dalle ruote davanti e arrivano fino a dietro”, apertura telecomandata, antifurto, “luci di illuminazione azzurro ghiaccio che illuminano da sotto la macchina” come quelle “del film The Fast and the Furious“, premi un pulsante e ti compare dal nulla uno schermo al plasma quindici pollici, lettore cd-dvd (musica: Giovanni Allevi, proprio lui!), “due casse piccole davanti e un subwoofer enorme dietro”, premi un altro pulsante e “si apre un cassettino da sotto il cruscotto con pentolino, acqua, piastra elettrica” e buste pronte per fare il cioccolato (ruoti il piano e dietro ci sono le buste per fare il cappuccino).
C’è un compagno di classe di Caro che per diventare una star di Scuolazoo (cioè i coglioni che fanno a gara a chi è più coglione) si butta dalla finestra del secondo piano così di punto in bianco, nel bel mezzo di una lezione. Risultato? Nel mondo che conosciamo: morte istantanea, alunni sotto shock, professore in galera che protesta la sua innocenza (“non è colpa mia! è colpa sua che era un coglione!”), telegiornali che non parlano d’altro. Nella distorta fantasia di Federico Moccia: gambetta rotta, ramanzina, compagni che si sbellicano (che mattacchione, quanto ti vogliamo bene!), grande orgoglio per la bravata riuscitissima e due settimane in top ten tra i video più visti del sitaccio dei coglioni in gara.
Federico Moccia guarda ai professori di scuola media come ci guarderebbe un selvaggio prepotente la cui unica fonte di informazioni sono i servizi del tg5: i professori sono dei completi imbecillotti che subiscono passivamente ogni genere di angheria. Ci sono episodi che fanno risplendere in chiave iper-realistica le boiatone cameratesche de I ragazzi della terza C. Ad esempio: un coglionazzo viene appeso all’attaccapanni e si dimena come un matto, arriva la professoressa e trovandolo in quello stato pensa bene di prenderlo violentemente a cartellate sulla schiena (”ma forte, eh” precisa Caro), giustificandosi poi “scusa Cudini, pensavo fosse un ladro!” e poi ancora, contrita, “ma come mai ti fanno questo scherzo ogni volta?” (ah, verrebbe da pensare: ma allora, se è già successo, com’è che l’ha scambiato per un ladro? e di prima mattina, per giunta, in classe, un ladro: ci sarebbe da perplimersi, no?, ma siamo nella testa di Federico Moccia, non dimenticatevelo).
C’è pure il professore che non riconosce gli alunni, che se ci si scambia di posto non s’accorge di nulla e mette i voti secondo la disposizione memorizzata dei banchi: un disturbo gravissimo che renderebbe inabili all’insegnamento, macché, per Federico Moccia è un espediente umoristico di prima categoria, liquidato con due parole e uno scherzetto, il solito buffo coglioncello che cambia di posto zitto zitto e fa beccare un bel quattro al secchione brufoloso (”il prof Pozzi ha un difetto assurdo. Non riconosce nessuno!”).
E vorrei raccontarvi, cos’altro manca, lo strepitoso demenzialissimo primo incontro tra la protagonista, Caro, e il suo futuro fidanzatino, Massi. Ha i tempi e la meccanica di una pessima pubblicità smielosamente romantichetta di una marca di calze, di un deodorante, che ne so, di un guanto lubrificato per il fisting. Luogo: libreria Feltrinelli. Caro ascolta un CD di James Blunt, quando all’improvviso l’apparizione angelica:
vedo un tipo riflesso nello specchio che mi guarda. Ha gli occhi azzurro intensi, i capelli scuri, è alto e magro ed è più grande di me. Poi improvvisamente mi sorride. E allora ho un tuffo al cuore.
Caro abbassa gli occhi e quando li rialza, “Puff!”, è sparito. Uscita dalla libreria, sta guardando le vetrine dei negozi e di nuovo
una voce che mi sorride. “E’ questo vero?” Compare davanti a me il CD di James Blunt. E sento anche la musica, sembra quasi una magia.
Non è magia: è la suoneria del cellulare di lui (ragazzi, prendete appunti: può sembrare smanceriosa come strategia, ma ricordate che si finisce pur sempre con un fisting in quarantotto ore, e con una minorenne! dico, ehi! wow!).
Spunta dalla mia spalla sorridendo. Quasi mi annusa. Mi gira intorno, mi guarda e non dice niente sempre sorridendo
Notate il ricorso costante al Sorriso, che è un tipico atteggiamento riempi-vuoto crea-enfasi da scrittore mediocre.
“Vieni, andiamo!” Massi mi prende per mano e cominciamo a correre tra la gente
Siamo al climax della pubblicità del guanto per fisting, la musica (di Allevi? perché no) si fa più intensa e travolgente, è l’amore che sboccia (la trovata della corsa tra sconosciuti deve piacergli mica poco a Federico Moccia - quante idee! è pieno di idee! - l’ha usata identica in Scusa ma ti chiamo Amore tra Raoul Bova e Michela Fatina della Paresi Facciale Quattrociocche).
E io corro e rido e cerco di stargli dietro e alla fine come due perfetti stranieri ci fermiamo senza fiato di fronte alla fontana.
Piccola parentesi turistica con lancio della monetina.
Mi guarda in maniera intensa. E per me è come se all’improvviso avessi diciotto anni. Il cuore mi batte a duemila. E abbasso la testa e cado in affanno e guardo in giro in cerca di una scialuppa. Oddio sto naufragando.
A questo punto Federico Moccia tenta di suggerire al lettore una Mocciata nuova di zecca, vale a dire un’azione cretinissima (v. i lucchetti di Ponte Malvio) che dovrebbe introdursi subdolamente e propagarsi come un virus auto-sponsorizzante (leggi: spam) tra i bburinetti moccinizzati: Massi dà il suo numero di cellulare a Caro lasciandoglielo scritto sulla vetrina di un negozio, così, senza nessun motivo concreto se non quello di farci la figura del provolone strano e misterioso. Il numero di lei, comunque, Massi non lo vuole: “No, io non voglio scocciarti. Non voglio il tuo. Ti chiamerei in ogni momento”. E se ne va via così, di spalle, col tramonto che gli risplende davanti,
Monta su una moto poco più lontano. Si gira un’ultima volta e poi quel sorriso, bellissimo.
Perché i figaccioni c’hanno tutti la moto potentissima che sgomma a trecento all’ora come i ribelli scapestrati dei cartoni animati giapponesi anni settanta. Anche il fratello di Caro ce l’ha, Giovanni detto Rusty James, un ragazzo alto bello un po’ trasandato intelligentissimo e dal grande talento, che vuole fare lo scrittore e scappa di casa per andare a vivere da artista solitario in un barcone sur Tevere (quanta poesia bohemien! anche se ovviamente è un pochino fragilina, e bisogna fare attenzione a non menzionare acqua fetida, pantegane, umidità assassina, scoli tossici, prostitute e barboni), il suo primo romanzo si chiama Nuvole e mi sembra giusto concludere con un pezzettino da lì, siccome è palese l’affetto compiaciuto che Federico Moccia riserva ad un personaggio in cui si vede riflesso (ah! povero illuso, te piacerebbe)
E poi l’abbraccio stretta. E lei mi guarda negli occhi. “Ma…” “Shhh…” Le metto un dito sulla bocca. “Silenzio… Non senti il mio amore?” Lei allora sorride. Anche io. “Non andartene mai più”.
Cioè un Harmony, peggio di un Harmony. Ma Federico Moccia non c’ha dubbi, Rusty James è un genio, nessuno lo capisce ma è un genio e un poeta. Quando Caro legge queste parole qua sopra non ce la fa, è sopraffatta dalla profondità poetica del fratello, non riesce a trattenersi:
“Non andartene mai più!” E’ bellissimo… ma come ti vengono certe cose?
E’ così convinta della bellezza e sopratutto dell’originalità della frase “Non andartene mai più” - be’, però, effettivamente - che se la rivende con Massi, salvo poi scusarsene
E’ vero, l’ho fregata a Rusty, ma il libro chissà se uscirà… e poi… quant’è bella questa frase?
E c’è questo estratto da una paginetta del diario di Rusty James, alias quindi il poeta che si cela sotto il cappellino da baseball di Federico Moccia (è un poeta-batterio, minuscolo, che vive là dentro un ex bulbo pilifero), che comincia così:
Scrivere è il mio sogno, vedere asciugarsi l’inchiostro di una stilografica su un taccuino tenuto a malapena insieme da un po’ di colla e un elastico
E continua
Amo lo sguardo di una donna innamorata. Ecco. Vorrei essere in quello sguardo, dentro, sempre, essere il suo sogno, farla sentire preziosa e unica come la stilla di rugiada che al mattino illumina il petalo di una mammola.
E finisce
Viva la vida!
Be’.
[*] Alis, Clod, Bretta, Stone, Jimmi, Filo, Gibbo; e i miei preferiti, Giovanni detto Rusty James o anche RJ e “Gianni detto Giagua perché è sardo e di cognome fa Dengiu”
di Betty Moore, 21 novembre 2008
Categoria: chiacchiericci vari
Tag: Federico Moccia, Libri, recensioni
Pagine: « 1 [2] Mostra tutti i commenti
Il fatto è che Moccia non solo è pedofilo, ma è anche minorato mentale, e quindi non riesce a montare i mobili XD per dare l’idea: ci riesce mia sorella che ha 7 anni…
Commento #201 di AngleReiLe carampane di Moccia sono inspiegabilmente sintetiche.
Commento #204 di lara-vIo TI AMO. Mi hai fatto morire dal ridere. Dio, quant’è banale e scontato Moccia… fa venire il voltastomaco. E di nuovo col fighetto con la moto e la ragazzina romantica, ma BASTA, BASTA, BASTAA!! A NESSUNO col cervello piacciono tipi del genere, capito, Moccia? Mettitelo in quella tua testaccia vuota non appena finisci di montare il mobile dell’IKEA! E Cristo…
Commento #205 di ValeForse ci penserà il Tevere a cancellare l’obrobrio dei lucchetti mocceschi.
Incrociamo le dita e speriamo che con ponte e lucchetti vengano spazzati via anche i vari Cicci, Nini, Beby, Didi, Sissi, Mimmi…
Ma veramente permettono che simili oscenità vengano pubblicate? E ci tagliano gli alberi per fare la carta per scriverci su QUELLA ROBA?
Moccia dovrebbe usare la carta igenica.
E il risultato non cambierebbe.
Bravissima Betty. *_*
Commento #207 di Elenaio parlo da 15enne e vi dico ke a me è piaciuto veramente tanto sia questo libro che gli altri di moccia…credo ke moccia non sia cm dite voi pedofilo o minorato mentale, ma credo ke si sia immedesimato nella testa di una 14enne e cn l’età ke ha è ovvio ke sia una cosa difficile xk tutti sappiamo ke a 14 anni si vivono così i primi amori..il fatto del sesso a 14 anni e tutto il resto credo ke sia una cosa soggettiva..andatevi a informare e capirete quante ragazze hanno ftt sesso già a 13 anni!!!! poi è naturale ke altre preferiscono farlo in un’età + avanzata ma ripeto è una cosa soggettiva!!! credo sia sciocco e da immaturi INSULTARE PROFONDAMENTE questo scrittore perchè ognuno ha un’opinione diversa e mi sembra poko rispettoso nei conronti di ki ha letto i libri di moccia e sn piaciuti..avete mai provato un tradimento? se avete letto il libro nella parte finale moccia riesce veramente a immedesimarsi in un’adolescente innamorata ke è stata tradita..leggetevi qlle pagine e non solo le parti riferite al sesso!!! ammiro questo scrittore x il modo in cui riesce a immedesimarsi nella testa di un adolescente! certo a modo suo..e ammetto ke alcuni errori c sn nel libro..tipo un po di confusione con i generi musicali, ma è ovvio nessuno è perfetto..ma qsto libro manda un messaggio ke nn è affatto fare sesso a 14 anni! ma ke a 14 anni abbiamo tutta la vita davanti e possiamo superare ogni difficoltà… qsto è qllo ke penso io…ognuno ha la sua opinione
Commento #208 di ilary_93ti amo!!!! sei una grande davvero! hai messo per iscritto tutto quello che penso di questo squinternato dalla demenza senile
… e poi i commenti sul libro…! mia madre mi ha preso per pazza perche ridevo da sola davanti al computer xD spero che non mi rinchiuda!
cmq GRAZIE per questo articolo, davvero grazie, ora almeno ho fiducia nel futuro perche ci sono ancora persone in grado di pensare con la propria testa, non solo bimbomikia del cazzo!
c’è ancora una speranza per il mondo xD antimoccia di tutta italia, unitevi!
Ma i suoi libri sono scritti in maniera superficiale.. non trasmette emozioni forti.. sono cose frivole…tutti e tre i libri sono identici.. tranne questo che non l’ho letto…e non lo farò..
Commento #210 di Brianna;T’amo pio Moccia
e gli altri sono tutti MOCCIATI
ANALFAMOCCI
io ho letto tt i libri di moccia e da 14enne poxxo dire ke mi hanno emozionato tantissimO!moccia è un grande xkè è riuscito ad immedesimarsi in un’adolescente e nn riesce a molti epoi vorrei sapere da voikeritikate tanto se foste kapace di scrivere un libro!nn penso prp
Commento #212 di federikaEhi, ma sei mitica! Guarda che dovresti fare TU la scrittrice, altro che quel *** di Moccia! Mi fa specie solo che ci siano tanti ragazzini (soprattutto ragazzine) che credono che sia il nuovo Manzoni!
Commento #213 di CristinaMeno male che in questo mondo di mocciosi esiste ancora qualcuno col cervello a posto…
Commento #214 di JR[...] giornalismo, e mi è toccato leggere l’ultimo capolavoro di moccia. vi invito a leggere questo. rispecchia essenzialmente quello che penso. __________________ ._.-._.-._.-._. dammi solo [...]
Pingback #215 di Concentrate il vostro odio su federico moccia - Page 10 - Girlpower - la community delle girlz[...] fare a meno di chiedersi, Hugh Jackman - per niente consapevole (beato lui) delle sabbie mobili di scombiccherate fantasie idiote nelle quali Federico Moccia inabissa i suoi sventuratissimi personaggi: Adolescenti che si [...]
Pingback #216 di le Malvestite » Blog Archive » A come Antimateria, cioè Barbara Berlusconi matrona del cellofan, Federico Moccia araldo della stupidità universale, la famiglia Convintony, Donatella Versace che forse non esiste, Veltroni poeta del nonsense eCitazione”io ho letto tt i libri di moccia e da 14enne poxxo dire ke mi hanno emozionato tantissimO!moccia è un grande xkè è riuscito ad immedesimarsi in un’adolescente e nn riesce a molti epoi vorrei sapere da voikeritikate tanto se foste kapace di scrivere un libro!nn penso prp”
Punti di vista cara federiKa …io per esempio non ci vedo nulla di emozionante, è una delle solite favolette cavolose che Moccia propone e ripropone. Basti pensare al finale ancora più demenziale, e poi scusami tanto, ma una tredicenne cosa cavolo racconata a un diciottenne…le favole?!Poi il fatto che “Caro” non sappia nemmeno come si bacia mi lascia senza parole XD con la gioventù bruciata di oggi mi suona MOLTO MOLTO strano.
Comunque complimenti per la recenzione è stupenda, e rende pienamente l’idea di che razza di obrobrietà scrive Moccia.(mi dispiace che tu non possa sentire i miei applausi^-^)
PS”poxxo” questa è la prova che Moccia distrugge la letteratura italiana =o=
Standing Ovation per Betty- E…Ragazze (Federika), wake up!
Mi sto autopropinando Ho Voglia Di Te e Tre Metri Sopra il Cielo da quando mi sono resa conto che quel che mi faceva più paura di questi testi non era il vuoto di fondo o le marche (solo nell’incipit di 3MSC ne conto 11: Levis, Malboro, Ray-Ban, Fiat 500, New Bearle, Micra, Punto, Mercedes 200, Pioneer, Honda blu VF 750 Custom, Adidas), ma il profondo maschilismo alla base. In 3MSC un ragazzo non attacca bottone con una ragazza se non per provarci, una ragazza non si fa bella se non per un uomo, il corpo della donna è in funzione dell’uomo e la perdita della verginità non è un fatto è una virtù (e l’omosessualità un’offesa), le racchie sono cattive ed acide e le strafighe sono belle e buone (aka la bellezza è una virtù *morale*) fino ad arrivare alla scena di HVDT dove Gin cambia il crick e Step da dietro non l’aiuta ma le guarda il sedere, arrivano poi 5 loschi figuri che vogliono violentarla- e Step li fa scappare, per poi rimporoverare Gin perché i suoi jeans istigavano alla violenza (Non vi ricorda una certa sentenza di cassazione a cui Moccia pare dar implicitamente ragione?).
Moccia prende ispirazione o è un modello? Perché se è un modello, non ci stupiamo della ragazzina violentata da 7 animali la mattina del primo del’anno (che erano solo una versione *uncensured* di Step e i suoi amici). E neanche della sedicenne morta dopo una pasticca ad un altro rave quest’estate (episodio che ricorda tanto quello della Daniela in HVDT). State attente figliole mie, Moccia è pericoloso, promuove un mondo che ci marcia contro in cui la donna ed il suo corpo sono in funzione maschile. E se non credere alle pari opportunità, spero che il mondo vi ci faccia presto sbattere la testa!
Sono d’accordo con la Bette sul fatto che Moccia di adolescenti non sappia niente- o almeno si diverta a sposare la prospettiva di *una parte* sola (Due se ci contiamo la pottina Babi)- ma anche se veramente si calasse nei panni di una 14enne, credete davvero che ciò basti a farne un libro degno di pubblicazione? Hmmm…
Io ho quattordici anni e resto sinceramente schifata,non tanto dal libro, ma dalle lettrici!! Non posso davvero credere che mie coetanee si ritrovao in quelle quattro frivolezze… Mi sento profondamene umiliata dai suoi libri, lui non sa proprio nulla di ciò che sente e prova chi ha quatordici anni…Arrivati a questo punto preferrei addormentarmi con la testa sopra cEerentola piuttosto che su Amore14, almeno il primo non ha la presunzioe di passare come una resoconto della realtà giovanile…
Commento #219 di SaraHoh betty hai ragione e tutto…anche io odio quei libri per il modo in cui sono scritti ma diciamocela tutta…quanto sei rosicona??sembra che tu abbia scritto sta recensione per dimostrare che a fare i soldi ci dovresti essere tu e non lui!!!e daaaaaaaaaaaaaaaaai….non dovresti dedicarti a queste cose…è solo un libro che si dimenticheranno tutti e di cui non frega niente a nessuno…lasciaglieli scrivere che tra 10 anni nessuno si ricorderà di lui…mamma mia siete troppo dei presi a maleeee
Commento #221 di Ale13ho visto moccia da vicino, da troppo vicino (saranno stati 3-4 metri) ed emana viscidume da tutti i pori. e poi con quel caspita di cappellino in testa è proprio ridicolo - ehh ma fa tanto ggggiovane! ma la cosa peggiore è stato il ragazzino esaltato con l’autografo dell’essere immondo..
Commento #222 di elenami hai aperto un nuovo mondo, grazie!! sei semplicemente geniale e da oggi sarai il mio nuovo mito.. non ho mai avuto il coraggio nemmeno di leggere la trama di questi suddetti libri..e ora scopro di non aver fatto bene… benissimo!! fa pietà come scrive, è tremendo!!!!!!!
Commento #223 di Slam DunkCiao, bè che dire ho letto tutto il tuo post e non posso fare altro che concordare con tutto quello che hai detto! Moccia insulta la letteratura italiana banalizzando valori importantissimi come l’amore e l’amicizia. Ho 13 anni, ho letto Tre Metri Sopra Il Cielo per fare un piacere ad una mia amica. E’ raccapricciante O.O
Complimenti per la recensione, davvero GENIALE!
Commento #224 di MartiAssolutamente geniale e vera.
Faccio parte da molto tempo di un forum Anti Moccia e ho letto numerose recensioni, ma la tua le supera tutte come ironia.
Che dire? C’è da piangere, e per il fatto che lo chiamino “il nuovo Dante” da suicidarsi.
Odio Moccia e le sue cavolate, ricordo ancora la prima ed unica volta che ho letto le sue cavolate,mi avevano regalato il libro di tre metri sopra il cielo,nn sono riuscita neanche a finirlo era terribile. comunque bella recensione.
Commento #228 di MartyE’ confortante sapere che la moda Moccia non abbia inquinato i cervelli di tutti… Non sono solaaaaa! Stavo cominciando a preoccuparmi, siccome le mocciose della mia classe erano tutti eccitate e leggevano Amore 14 mentre la professoressa di inglese spiegava WILDE! No, dico… Avevo le lacrime agli occhi, seriamente. Dove andremo a finire?
Commento #229 di AlexielNella prima riga volevo dire “non HA inquinato”. Scusate la svista^^
Commento #230 di Alexiele pensare che mia zia me l’ha regalato x il compleanno…mi sono cadute le braccia qnd ho aperto il regalo!!cosa crede k abbia 12anni???cavolo ne ho compiuti 17……… x curiosità l’ho letto ed ora sono tentata dall’immane desiderio di lanciarlo nel tevere
Commento #231 di asiaIl libro di Moccia è lo specchio di quello che un certo tipo di gente acefala riesce a proporre in campo artistico. E’ uno scempio e non dovrebbe neanche essere pubblicato tanto è vomitevole. Ma io dico: “quanto ci mette un albero a crescere??” e Moccia mi usa tonnellate di fogli per scrivere certe boiate che al confronto topolino è un capolavoro della letteratura. Una crosta di superficialità, banalità, luoghi comuni e cacca farcita con errori grossolani che non farebbe neanche mia nonna che ha 86 anni…. Ma io mi chiedo: “sto tipo si informa prima di trattare un argomento??”.. 81 euro per un completo da tennis???? ma neanche in Angola… Battisti, Pausini in discoteca??? ma non è che stavano per caso in una Balera invece che in una disco!!!. A sta gente non dovrebbe essere permesso scrivere perchè proprio la loro superficialità inquina e fa breccia tra i giovani che essendo più immaturi ed inesperti sono inconsapevoli vittime di questo modo di distorcere la realtà. Ecco la prova matematica: Moccia:Cacca=Cacca:Moccia ovvero Moccia=Cacca….. riporta!
Commento #232 di marcoapMoccia parla di una generazione, sono gli adolescenti di adesso, con i loro problemi, turbamenti, scoperte, curiosità.
Non trovo che scriva male, e tanto meno che sia uno stupido! Sa bene cosa “sfornare” per il mercato, e soprattutto sa come parlare ai giovani. Ha inventato un genere, e per questo ha il successo che merita. Forse chi non riesce a vedere tutto questo ha un FILINO di invidia???
Meditate gente…meditate…
Tu sei il più grande mito della storia dopo l’attore di “mai provato urrà”.
Commento #234 di Maria Beatrice@Paola: ha inventato un genere… precisamente quale?
Sono invidioso del fatto che è riuscito a farsi pubblicare… ma tanto ho ancora tempo per scrivere di tresche adolescenziali a quarant’anni! :P
Imho:
‘Saper parlare ai giovani’ è diverso da ‘approfittarsi di cervellini semiformati sommersi dall’ormone’… Moccia non comunica una cippa ai giovani se non una scopiazzatura di quello che loro già provano, non è parlare è porre davanti a loro uno specchio (deformante, perchè è scritto da un quarantenne). Non è formativo una cippa, non comunica loro niente di cui non abbiano già fatto una parziale esperienza… Non disvela nulla, nè trasmette loro nulla di nuovo, non mi pare ‘parlare’/'comunicare’ mi pare fare il pappagallo o allisciarseli.
allora prima cosa io ti do torto proprio su tutto…ma chi ti credi di essere??scrivilo tu un libro con quei pensieri e poi vediamo…poi io ho 14 anni e allora??sarei scema perchè leggo tutti i suoi libri vedo tutti i suoi film ed è il mio scrittore preferito??
mi sono ritrovata molto in questo libro io perchè sto vivendo tutto ciò che vive caro…i sogni ,i desideri,le emozioni che si provano solo a questa età sono fantastiche…tutto è bello… il tuo primo amore…le storie andate male e quelle da paura…come io che sto vivendo una favola indescrivibile…sai ne vado fiera di avere un pensiero così”scemo”come lo descrivi tu perchè questa è la vita di noi 14enni e nemmeno x tutto l’oro del mondo la venderei perchè tutto è magico
liberissima d leggere e fare tutto quel che vuoi, ma dire che moccia scrive bene
parliamone.
OGGETTIVAMENTE ha uno stile di scrittura banalissimo,
questo non vuol dire che tu non ti ci possa ritrovare beninteso…
è solo un libricino che va letto giusto alla tua eta’ per potersi beare e ritrovare nelle descrizioni (continuo a dire, banalissime) dei sentimenti e stati d’animo dell’adolescenza.
e va benissimo eh? l’importante è che sei contenta tu.
Ma non confondere una critica stilistica con un attacco personale al tuo modo di vedere/sentire/vivere la vita.
Son 2 cose ben diverse.
scratchare con la pausini HAHAHAHAHAHAHA!!!!!! avevo le lacrime quando l’ho letto!! ma si può??
comunque VIVA LA VIDA :D
HAHAHAHAHAHA!!!!
secondo me è molto difficile cercare di interpretare il messaggio che da questa spazzatura arriva ai ragazzini, perchè lo stesso libro letto da un tredicenne comunicherà qualcosa di diverso rispetto a un lettore più adulto.
Resta il fatto che sicuramente c’è stato un decadimento generale.
Voglio dire ci sono sempre stati libri diventati un cult per i ragazzini però un tempo erano libri che per quanto e per forza di cose specchio della società,dei costumi,del momento storico avevano in sè una particolarità e un’unicità spesso ravvisata dai giovani stessi e non proposta su un piatto senza proposta di critica dai mass media.
Mi viene in mente il buffo porci con le ali, o il bellissimo jack frusciante è uscito dal gruppo, libro cult dell’ultima generazione superstite ante era veline e porcatine.
Libri che rispecchiano una generazione, e nei quali ci si è rispecchiati.
Io oggi non mi stupirei tantissimo guardandomi attorno e vedendo la vacua idiozia dei ragazzini del fatto che libri del genere ne siano lo specchio fedele. Forse non per dati tecnici ma per l’atmosfera generale sì, e anche sul fatto che questo specchio sia proposto da una persona “vecchia” beh in fondo io penso che sia un metafora, di una generazione manipolata da altri, da un potere più saputo e furbo.
Pensateci.
ciao
Commento #241 di critical masssono daccordo con te: i testi sono banali e non ci propone niente di nuovo, sempre le stesse cose in tutti i libri che ha scritto (ed io scema che me ne sono letti ben 2!!) però non è facile immedesimarsi (per uno della sua età) in ciò che pensa un’adolescente di oggi e tantomeno nelle sue prime esperienze sessuali. penso che il mondo adolescenziale che descrive lui sia basato un pò troppo su “macchinette, sesso, essere figo, andare in discoteca e fare casino.. così manda un messaggio sbagliato e i ragazzi pensano che siano solo quelle le cose importanti… non è così. questa generazione dà troppa importanza alle cose superficiali e non ha principi veri… purtroppo non c’è rimedio e posso solo dire che per fortuna non sono tutti così!
Commento #242 di AllyPagine: « 1 [2] Mostra tutti i commenti
Tag permessi: <a href=""></a> <b></b> <i></i> <strike></strike> <blockquote></blockquote>