il libro dove c’è la statuetta medianica del Buddha, il cagnetto Silvia Mandrilla, un terrorista morto derubato, Mussolini che se la comanda nell’aldilà e Umberto Smaila (con la sua amica Pucci Salame) che si spaccia per un discendente del re Saladino – e la de Blanck amerà Capponi, si capisce perché
E’ sufficiente valutare il boom di sfornate che c’hanno avuto negli ultimi tempi gli instant-libretti più o meno autobiografici firmati dalle microscopiche celebrità nostrane – ne popàppano un paio almeno ogni mese, in un crescendo spaventoso: Cassano, Morgan, Buffon, Patrizia de Blanck! – per farsi un’idea attendibile della incombente mega-crisi che c’abbiamo alle porte: è evidente infatti che si tratta di un per nulla benaugurante fenomeno Prendi i soldi e scappa, l’ultimo disperato tentativo delle batterio-celebrità (e dei loro astuti agentucoli succhiasangue) di capitalizzare freneticamente le ultime capitalizzabili bricioline irrancidite di vipparolitudine, prima che effettivamente la tragica penuria di dindini possa far venire in mente a qualche povero disgraziato che leggere la lunga lista degli amanti della madre di Patrizia de Blanck non è poi così essenziale, forse, non quanto sopravvivere, per lo meno (e nessuno lo dice mai, lo dico io: tra i mercati più colpiti dalla crisi c’è – e ci sarà, speriamo, incrociamo le dita – il mercato dell’intrattenimento idiota per subumani: vale a dire tutto quell’universo di televisionaccia e gossip e discotecate e defilippume e realitari vari e compagnia, che prosperano in gran parte sulle tasche degli ultimi e dei penultimi della terra – ci sarebbe da felicitarsene: e infatti, felicitiamocene).
Che tristezza, già già, meno male che c’è sempre il modo di farcisi sopra quattro risate, no? alla faccia di questi inutili spruzzetti brufoleschi di effimera notorietà usa-e-getta: il libro di Patrizia de Blanck ad esempio (A letto col diavolo), usiamolo come piccolo aperitivo recensorio in vista del piatto forte, il libro di Morgan – è il racconto strapalloso della fabulous life di Patrizia de Blanck, cioè come metter giù in stile compunto e ampollosetto (merito di Matilde Amorosi, giornalista di Oggi, Gente e Chi – e insomma, si presenta da sola) sessanta anni di mediocrissimo vuoto pneumatico agghindato e pompato a dovere così che passi per una affascinante e irripetibile girandola di avventurosi incontri romantici con grandi personalità del jet set internazionale – nell’ambito del quale lei, la de Blanck, risalta ovviamente come la più desiderata delle desiderate – una tiratona di auto-sopravvalutazione megalomane [1] fatta d’un pesantissimo succedersi di dettagli e ritrattini di gente e situazioni che boh, l’unica reazione di una persona sana di mente dovrebbe essere: ma chi cavolo è sta gente? e che cosa vogliono da me? aiuto! ehi! il libro mi sta risucchiando! aiuto! aiut!
Vi spiego com’è che funziona la cosa, poi andiamo a esaminare qualche passaggio significativo del libro – anzi no, prima risolviamo un problema spinosissimo che potrebbe interessare chi come me non aveva di meglio da fare (è una perversione, perdonatemi, come Voyager il mercoledì sera) e s’è sciroppato questa edizione de l’Isola dei famosi: la love story di Patrizia de Blanck con lo svitato ossigenato Carlo Capponi – è vera o non è vera? si amano o non si amano? oh, che domandone! – ecco, come potete vedere dalle foto qui accanto (quello a sinistra è Capponi, quello a destra è il padre adottivo della de Blanck) ci sono sul serio delle profonde ragioni psicologiche (di natura banalmente edipica: acc’, sono identici!) che giustificherebbero un’attrazione reciproca altrimenti impensabile, e quindi evviva! bravi, felicitazioni e figli maschi, possibilmente a colonizzare un altro pianeta lontano lontano; e torniamo a noi, come funziona il libro: Patrizia de Blanck immagina la sua vita così, per metà uno shojo manga (un manga per femminucce dal batticuore facile) ambientato nel mondo dell’alta aristocrazia (un po’ Lady Oscar un po’ Candy Candy e Lovely Sara), e per metà il suddetto trambusto di chiavate e intrallazzi con molteplici figaccioni, ambientato nei localoni alla moda e sugli yacht parecheggiati a Monte Carlo. Il processo di auto-sopravvalutazione megalomane non può che cominciare esaltando a dismisura il codice genetico di famiglia [2], e così la madre di Patrizia (contessa Lloyd Dario de Blanck) diventa una donna stupenderrima bramata da ogni uomo sulla faccia della terra, praticamente la donna più gnocca della prima metà del ventesimo secolo (e chi lo sapeva! ‘sti libri di storia scritti dai comunisti, tzè!), capace di conquistare nientemeno che Winston Churchill, Hermann Göring, Picasso, Eduardo De Filippo, Tazio Nuvolari – e ci faceva la schizzinosa, pure: per esempio Picasso che era troppo focoso lo liquidò così
“Se queste sono le sue abitudini, rivolga le sue attenzioni alla servitù!” aveva esclamato, respingendo le sue avance e rifiutando di fargli da modella
con Nuvolari invece andava bene, lui addirittura
gareggiava con una ciocca dei suoi capelli chiusa nella custodia della cintura e le aveva scritto su una fotografia la dedica “Alla donna più bella che io abbia mai visto”
Göring proprio era cotto marcio, e una volta che l’aveva invitata a cena
appena Lloyd si alzò per lasciare la sala invitò i commensali a mettersi in piedi per tributarle un applauso, un omaggio alla sua bellezza che fu una vera standing ovation
Churchill non ne parliamo, una volta le disse durante un pranzo
“Se fosse stata al tavolo della pace probabilmente avremmo restituito le colonie all’Italia!” Per Lloyd fu una pubblica consacrazione, che la elevò dal rango di bella donna a quello di potenziale diplomatica
Era anche “una femminista ante litteram”, che nella testa di Patrizia de Blanck significa andare in giro scodinzolando e facendola annusare a tutti quanti nel raggio di migliaia di chilometri, ma concedendosi di fatto a pochi prescelti (cioè pochi, si fa per dire) e solo dopo un infinito stillicidio di pratiche civettuole [3] ; la mamma del resto c’aveva poi delle strane idee circa il “fascino femminile”, che secondo lei “iniziava dalla biancheria intima” e per questo motivo qua
indossava prima di tutto il reggiseno, le mutandine di seta e il reggicalze con cui agganciava accuratamente le calze
eh sì perché noi altri comuni mortali facciamo come Mr. Bean, prima ci mettiamo i pantaloni e poi le mutande, prima la maglietta e poi il reggiseno, tu guarda là che esperti di cose del mondo questi aristocratici. E il padre della de Blanck? Quello ufficiale, adottivo, è appunto il signor Guillermo de Blanck (“letterato poliedrico e fecondo”), che un giorno la piccola Patrizia s’è trovata dentro casa e da subito c’è stato grande affetto:
“Buongiorno, papà. Mi permetti di chiamarti Willy?”
Ma il padre ufficioso pare sia un altro, dice lei – e qui la storia si fa irta di misteriosità, e guarda caso sembra un articolo di Gente o di Oggi, di quelle bufalate roboanti tipo “Gramsci si convertì in fin di vita” oppure “Dell’Utri e i diari segreti del duce” – il padre ufficioso, dice, sarebbe tale Asvero Gravelli gerarca fascista e “figlio segreto di Benito Mussolini”: Patrizia ne è venuta a conoscenza solo molto tardi, dopo la morte della mamma, quando ritrovò
nascosta sotto un mobile, una piccola valigia di pelle [...] la aprii con una certa trepidazione per scoprire un mucchio di fotografie ingiallite dal tempo e ritagli di giornale riguardanti Gravelli
e ad avvalorare l’ipotesi Gravelli, tra i documenti della madre ce ne sono alcuni in cui s’accenna
a un importante uomo politico che la sosteneva nell’impegno umanitario verso gli ebrei: lo indicava soltanto con le iniziali A.G.
era fascista ma non era cattivo, al contrario, era uno Schindler! meno male; e poi, ma certo!, come nel più classico polpettone Harmony, Patrizia vagamente ricorda
di un bell’uomo alto e bruno che, con la complicità della governante, riusciva ad avvicinarmi quando andavo a giocare in un parco vicino a casa, mi prendeva sulle ginocchia, mi coccolava, ascoltava i miei racconti e ogni volta che mi lasciava mi guardava con gli occhi tristi
un animo carico di bontà che s’è tramandato in Patrizia (nipote di Mussolini quindi, cuginetta di Alessandra, che emozione, che famigliuola!), che al collegio esclusivissimo delle suore cattivissime aveva come migliore amica una bambina povera (attenzione qui, siamo in piena botta iperglicemica Lovely Sara):
Bruna, che aveva perso i genitori e non aveva alcun parente che si occupasse di pagare la retta del collegio, era costretta dalle suore ai lavori più umili, quelli solitamente destinati alla servitù. Bruna ne soffriva molto e risvegliò in me un forte senso di solidarietà, tanto che ne feci la mia confidente e divisi con lei persino i pasti, con grande disappunto delle suore.
Ma la nobiltà d’animo quasi mai viene premiata, si sa, perché la gente è soloinvidiosa, anche le piccole fiammiferaie:
una volta mia madre invitò a Monte Carlo, per una breve vacanza, la mia amica Bruna, che arrivò emozionata con i suoi pochi abiti in una piccola valigia di fibra. L’accolsi con gioia, preparandole una bella stanza e mettendole a disposizione il mio guardaroba, ma qualcosa non funzionò [...] Bruna si sentiva a disagio e le mie continue dimostrazioni d’affetto non riuscivano a rassicurarla [...] cominciò a comportarsi come una nemica [...] il rancore tipico di certe persone capaci di detestare chi le ricopre di doni solo perché ritengono ingiusto che il benefattore sia più fortunato di loro
D’altra parte chi se la impippa la piccola fiammiferaia, Patrizia ormai era lanciatissima: la sua bellezza era irresistibile e tutti la volevano. Un giorno che due tizi della televisione andarono a casa de Blanck per affittare il pappagallo parlante (spara-parolacce) di famiglia, Loreto, che avevano scritturato per un programma radiofonico, videro la giovane Patrizia e rimasero folgorati – questa sì che è meglio del pappagallo!
“Contessa, tra le tante opere d’arte della sua dimora, sua figlia è certo la più pregevole” esclamò il primo, mentre il secondo si limitò a fissarmi come se non avesse mai visto una donna prima di allora
Le proposero di lavorare come “valletta di Mario Riva nella trasmissione Il Musichiere”, e in men che non si dica
Diventai la valletta più amata dagli italiani
l’intera nazione aveva occhi solo per la quindicenne Patrizia
in strada ero inseguita dai cacciatori d’autografi e ricevevo centinaia di lettere di ammiratori
un giorno alla stazione di Monte Carlo, sentite qua
un treno carico di italiani [...] mi riconobbero subito, mi circondarono, mi applaudirono e cercarono di abbracciarmi [...] riuscii a liberarmi dall’assedio solo grazie all’intervento dei carabinieri
Accidenti, che roba! E pensare che sulla pagina wiki lo mettono in dubbio, che sia mai stata per davvero una valletta del Musichiere; ma comunque – che diffidenti questi editor wikipediani – troppa popolarità e troppe attenzioni, Patrizia non ce la faceva più, e decise di
abbandonare quel lavoro troppo lesivo della mia privacy
Piuttosto si sposò: con un cripto-gay inglese dai modi elegantissimi, un vero signore che la prima notte di nozze ebbe (questa è geniale)
l’accortezza di scostarsi da me nel momento finale dell’amplesso, deponendo il suo seme in un raffinatissimo fazzoletto di lino
Patrizia ripercorreva la strada materna, era la più bella e desiderata di tutte. Era così bella che fece colpo persino su Andy Warhol, che ci provò spudoratamente, ma lei lo rifiutò stizzita
Mi afferrò il braccio con la sua gelida mano sottile e fece per baciarmi sulle labbra. Mi sottrassi alla sua stretta
Anche il padre di suo marito fu colto da una improvvisa erezione:
un pomeriggio in cui eravamo soli davanti al caminetto acceso, sorseggiando un brandy mio suocero [...] mentre mi stringeva a sé, il contatto del suo corpo mi trasmise un messaggio non propriamente paterno.
Élie de Rothschild avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di possederla (ma lei è più furba)
Un giorno, esasperato, mi lanciò l’ultima sfida: “Se riuscirò a fissare il sole con un occhio aperto, tu sarai mia”. Accettai la scommessa sicura di vincere, e invece la persi [...] Per capire dove fosse l’inghippo mi introdussi di soppiatto nella sua cabina e, nascosto nel comodino, in un bicchiere colmo di alcol, vidi un occhio di vetro [...] gli dissi “So perché riesci a fissare il sole, quindi non hai vinto e non hai niente da pretendere. “Touché”, fece lui
Col cripto-gay inglese si lasciò dopo poco, perché lo scoprì a letto col suo migliore amico. Quindi passò ad altro: un uomo molto più navigato di lei in faccende di sesso che si chiamava Bernard Lanvin, che la considerava “una demi-vièrge”, ma a Patrizia le ci volle qualche ora appena per superarlo anche in quello:
Demmo inizio a una gara per riuscire a soggiogare l’altro donandogli la sensazione più forte, e anche se Bernard, con la sua esperienza, partiva in vantaggio, il gioco erotico finì alla pari. Quando glielo feci notare, lui annuì come un guerriero stanco e, in un certo senso sconfitto, perché ormai nel nostro rapporto non era più lui a dominare, nemmeno a letto.
Fu Bernard che coniò per Patrizia
il vezzeggiativo di Paradizia, fondendo il mio nome con il paradiso che sapevo donargli.
Poi ci fu Farouk, un egiziano molto dolce che le disse
“Stasera avrò l’ultima puttana della mia vita, perché da solo impazzirei, ma poi giuro che ti sarò fedele”
venne assassinato dalla ex amante e Paradizia racconta (compiaciutissima)
Sia dopo che durante il processo diventai la preda più ambita di giornalisti e fotografi, finendo al centro di un massacro mediatico in cui talvolta ero descritta come una specie di femme fatale che seminava morte e distruzione
ma Paradizia era tormentata dal pensiero che forse avrebbe potuto evitare la morte di Farouk, perché
dovendo ritirare un paio di scarpe fatte su misura da intonare al mio abito, quel pomeriggio passai sotto l’ufficio di Farouk più o meno all’ora del delitto.
Be’, ok, poveraccio; ma nonostante tutto si dimentica facilmente, no?, con quel popò di amici del cuore – come Francesco Pingitore “detto Ninni”
di cui apprezzavo la rettitudine e il senso della giustizia
(chiaramente, sì, non può che essere un caso di omonimia) e con una schiera enorme di spasimanti indemoniati che minacciavano di suicidarsi pur di riscuotere un bacetto di Paradizia, tra i quali ricordiamo Warren Beatty (che le avrebbe detto: “hai il più bel corpo che abbia mai visto”), Alberto Sordi, Walter Chiari, Vittorio Marzotto, Franco Califano (“con Franco assecondai la sindrome di Lady Chatterley”), tale miliardario arabo Smail Si Ahmed (chiaramente Smaila, Umberto, sotto mentite spoglie [4]), i fratelli Al-Fayed, Yves Montand, Raul Gardini, e poi questo Giuseppe Drommi detto Peppino che è il padre di Giada [5], e che Paradizia considera “l’amore della mia vita”,
Stava sempre alle mie provocazioni, come il giorno in cui mi regalò un orologio di Van Cleef con brillanti, un gioiello modesto rispetto a quelli della mia collezione, che io gli tirai dietro con tutta la scatola dall’alto di una scala. Gli arrivò sulla nuca nel momento in cui mi voltava le spalle, ma lui reagì bene al colpo e il giorno dopo mi mandò un anello con uno zaffiro meraviglioso
Condivisero assieme lo spavento di un dirottamento aereo, i terroristi uccisi dagli agenti della pula in borghese
lo spettacolo orribile dei cadaveri dei dirottatori in un lago di sangue
e in una situazione del genere, coi passeggeri terrorizzati nel bel mezzo di una scena del delitto, nessuno ebbe da ridire quando Paradizia (certo, ehi, che fantasia!),
siccome non ne sopportavo la vista, afferrai uno dei corpi per le braccia e lo trascinai nel corridoio per rinchiuderlo nella toilette
e non solo, trova anche il tempo per la parentesi souvenir
nel tragitto notai al polso del dirottatore un braccialetto di peli d’elefante [...] glielo sfilai sotto lo sguardo costernato di Peppino. “Voglio conservare un ricordo di questa tragedia da cui sono uscita viva per miracolo insieme a te”
Capitolo droghe: buffo, siamo negli anni d’oro della cocaina, che spopola ovunque negli ambienti più in della vipparolitudine, eppure Paradizia de Blanck ci viene a contatto quasi per caso, di nascosto, un giorno che un suo amico tentatore gliene offre una sniffata a casa sua (della coca alle feste, in pubblico, neppure un accenno), Paradizia non sa nemmeno cosa sia [6], quella “bustina piena di polvere bianca”, glielo spiega lui:
E’ cocaina. Presa con giudizio non provoca dipendenza, provala…
Paradizia la prova e le piace, decide di prenderne “una piccola dose” per la seconda volta (sempre in privato, segretamente, “nel silenzio della mia camera da letto”) ma si sente male, va dal suo otorinolaringoiatra di fiducia “il professor Bormioli” e lui le dice che la cocaina è “un veleno”, così lei che era tanto ingenua capisce d’aver agito male e via con la moraletta:
la droga può dare soltanto un sollievo fittizio alle tensioni interiori, che vanno superate unicamente con la forza di volontà
Droga zero, ok, ma occultismo e cazzatelle spiritistiche a gogo, e in fondo mi pare giusto, è tradizione che gli aristocratici perdigiorno siano i minchioni più boccaloni di tutti. Paradizia de Blanck crede che
se esiste un’energia positiva, quella che aiuta a guarire da gravi malattie, è ovvio che ce ne sia anche una negativa
che sarebbe ovviamente l’energia negativa emanata da
il grande problema nella fiera delle vanità televisive, l’invidia, divorante, strisciante e irrefrenabile
Ed è una teoria a cui Paradizia crede fermamente, perché a crederci non è sola, ci sono anche
personalità di alto livello intellettuale, da Eduardo De Filippo a personaggi celebri di oggi come Madonna e Demi Moore, le quali per proteggersi dalla negatività indossano il braccialetto di filo rosso creato per loro da Marcus Weston, uno dei più noti esponenti del movimento spiritualistico della Cabala.
Fosse solo questo, macché! Paradizia de Blanck crede che
fin da bambina ho avuto capacità medianiche. I sogni premonitori hanno spesso accompagnato le mie notti inquiete e talvolta le anime dei defunti si sono manifestate per lanciarmi richieste d’aiuto o per mandarmi un segno della loro benevolenza.
Ma questa roba ve la devo raccontare nel dettaglio, è bellissima. Allacciate le cinture:
Tutto iniziò il giorno in cui una piccola statua del Buddha che tenevo nella mia stanza dal mobile in cui si trovava finì misteriosamente sul letto, dalla parte occupata da Mino [il suo amante dell'epoca]. La governante mi assicurò di non averla spostata [...] Qualche giorno dopo, però, mentre Mino guardava la televisione seduto ai piedi del letto, la statuina ricomparve sul suo cuscino. [...] All’improvviso udii una voce stentorea pronunciare il mio nome, e quando mi girai, convinta che a chiamarmi fosse stato il mio compagno, vidi Mino accasciato sui cuscini. [...] “Patrizia, sono tuo padre”. Rimasi immobile ad ascoltare i suoi discorsi in un linguaggio arcaico, ma non completamente oscuro, perché frammezzato da espressioni in italiano e in un latino abbastanza accessibile che apriva una finestra su mondi sconosciuti, nei quali si parlava di Gran Consiglio [il Duce dev'essere pappa e ciccia con Dio, c'era da sospettarlo], di lusinghe, di sottomissione e il tempo era misurato in soli e lune.
Prendete fiato, continua:
Il piccolo Buddha mi attirava come una calamita [meno male che me ne sono sbarazzata!], ero certa che fosse lui il tramite per entrare in contatto con quell’universo sconosciuto. [...] Una notte, mentre il mio compagno riposava sul letto, strofinai febbrilmente il Buddha invocando il nome di mio padre [...] Mino, in trance e posseduto da un’entità sconosciuta, fece l’amore con me. In quel momento fui certa che non si trattava di mio padre ma di uno spirito malvagio deciso a impossessarsi della mia anima oltre che del mio corpo. Mino andò più volte in trance [...] la prima volta mi profetizzò che una delle mie amiche più care aveva un tumore al seno [...] la seconda volta provocò la morte del mio amato cagnolino. Inspiegabilmente la povera bestia precipitò da un’impalcatura sistemata da tempo sulla facciata del palazzo
Fa ridere, eh? Poi finisce che Paradizia furibonda “rivolsi all’entità insulti pesanti” e allora l’entità s’offese e non tornò mai più, permalosona. Il prete tonto della situazione, richiesto d’un suggerimento esorcistico, consigliò di
gettare il Buddha nell’acqua corrente
E gli sta bene! Ammazzare un cagnetto, che crudeltà, Paradizia ama così tanto i suoi cagnetti (Mandrillo e Kamasutra, i capostipiti) che li usa come fedeltà-detector, tale e quale la pazza vecchietta rugosa di Tutti pazzi per Mary
nessuno può entrare in casa mia se prima non si è guadagnato l’approvazione dei miei cani. Sono certa che essi abbiano un sesto senso, e se all’arrivo di un ospite ringhiano o mostrano segni di fastidio mi metto in allarme
L’ultimo arrivato dei suoi cagnetti – e questo qua è un aneddoto così idiota che va be’, lo userei per concludere – è un “chinese crested dog, la mia migliore e insostituibile amica”, sentite cos’è successo il giorno in cui è nato:
Mi trovavo allo Sheraton, dove Luciano Rispoli aveva organizzato una cena per la fine del suo programma televisivo Tappeto volante, a cui partecipava anche Silvio Berlusconi, quando ebbi la bella notizia. “E’ nata, è femmina”, e non riuscendo a trattenere l’entusiasmo mi rivolsi raggiante a Berlusconi dicendogli: “Presidente, lei mi porta fortuna, in questo momento ho saputo che è nato il cane dei miei sogni”. “Davvero? Allora lo deve chiamare come me!” replicò lui con lo spirito e l’allegria che lo contraddistinguono.
E così, detto fatto, “il cane ricevette il doppio nome di Silvia Mandrilla“.
[1] è convinta d’essere un “fenomeno mediatico”, “il Viagra del tubo catodico perché l’indice di ascolto si alza appena appaio in video”: tra i suoi successi, ci tiene a ricordarlo, “Il primo reality radiofonico, In radio veritas, evento mediatico unico a livello mondiale” (e io che non ne avevo mai sentito parlare!) condotto da un certo Igor Righetti “detto il re delle cravatte perché ne porta sempre due contemporaneamente” (ah però) – e non solo! è convinta che il suo “famoso vaffa… lanciato in diretta ad Adriano Pappalardo” sia una esclamazione molto efficace che è stata ripresa da parecchi personaggi, compreso Beppe Grillo, che ci ha fondato addirittura un partito politico
[2] alla sopravvalutazione megalomane non sfugge il fratello, Dario de Blanck, che sarebbe secondo Patrizia un pittore stratosferico da storia dell’arte, “i suoi quadri meravigliosi, che gli regalarono l’appellativo di erede Chagall da parte dei critici” – vi risulta, mica?
[3] “padrona della situazione, manovrando l’uomo di turno con una serie di illusioni alle quali raramente seguivano i fatti. Il mio orgasmo mentale arrivava nel momento in cui il corteggiatore era totalmente soggiogato, pronto a soddisfare ogni mio capriccio [...] Mi sentivo un Robin Hood al femminile, che, derubando gli uomini dei loro immeritati privilegi, vendicava tutte le donne che si lasciavano schiacciare loro malgrado. Insomma ero una femminista in un momento storico in cui il maschio era ancora considerato signore e padrone”
[4] si capisce che era Umberto Smaila perché le sarebbe stato presentato da “miei carissimi amici discendenti del re Saladino”, ovviamente tarocchissimi, era una burla, “i principi Bassan e Pucci Salameh”, insomma dico: PUCCI SALAME?!?
[5] educata “in barba al metodo del dottor Spock” (eh? chi? cosa? ah lui, per un momento ho pensato all’altro), a suon di “punizioni, compreso qualche ceffone” – è una cosa che Patrizia de Blanck rivendica fieramente, e brava, ottimo – e chissà poi com’è, nonostante i corsi americani coi maestri di recitazione delle star (“Bernard Hiller, il talent scout di Cameron Diaz” [7]), la figlia poveretta rimane sempre la solita ragazzina insicura e trasparente con la vocina tremolante da paperetta della vasca da bagno (impaurita)
[6] aveva provato le canne, quelle sì, “a Londra, a una festa organizzata dai Rolling Stones” e però niente cocaina nemmeno là, evidentemente – Keith Richards doveva essere a spasso da qualche altra parte, immagino
[7] grazie ai quali corsi “ha già interpretato due cortometraggi, e non ha mai rimpianto di aver rinunciato a un ruolo nella fiction televisiva Orgoglio” – e certo, lei punta a Hollywood
betty, se per noi ti sciroppi simili porcate,… “ti lovvo troppissimo tv1kdb” :DDDD
la biografia è la malattia degli ultimi anni . più sei insignificante e più ne scrivi.
Commento #5 di Fiorenza a.ka. DDRD(evotchka)“Davvero? Allora lo deve chiamare come me!” replicò lui con lo spirito e l’allegria che lo contraddistinguono.
E così, detto fatto, “il cane ricevette il doppio nome di Silvia Mandrilla“.
Aaaahahahhahhahhaahaahahha!
Commento #6 di chiarahhh[...] Read more: Tutti pazzi per Paradizia de Blanck: A letto col diavolo, il libro dove… [...]
Pingback #7 di Tutti pazzi per Paradizia de Blanck: A letto col diavolo, il libro dove…betty, il dottor benjamin spock non è quello di star trek, ma un medico americano piuttosto noto negli anni 50-60: aveva scritto un libro di puericultura in cui – tra le altre cose – si teorizzava che i bambini non vanno puniti. io sono stata allevata con il metodo spock… ;)
Commento #8 di crocodileRimango basita…
Betty, grazie, ammiro seriamente il tuo coraggio nel leggere ste’…
La cosa più allucinante è che potrebbe essere tutto vero…nella sua testa!
Non c’è fine al mentecattismo…e dire che alcuni bravissimi scrittori fanno lavori di merda per decine d’anni, prima di avere un minuscolo riconscimento!
Commento #12 di TefnutSemplicemente scandalosa…sono certa che il libro di Cassano sarà ben più esilarante.
Ma credono che la gente si beva queste cazzate? Dai ma nemmeno mia nonna… questa è un puttanone mentecatto, tutto qui.Che poi tutta sta beltà, dov’è finita???
E come dicevano un tempo…quante iGHiozie che leggo! ahahahahahahahahaahah
Commento #14 di Cettyè incredibile come questo comò luigi VI voglia farci credere di essere stata la più annusata tra le gnocche…
Commento #17 di ainuruthbetty ti lovvo troppo pure io…. queste biografie sono un inno al vuoto pneumatico e al nulla su carta….
speriamo almeno che siano stampate su carta riciclata altrimenti poveri alberi che fine indegna….
che poi questi libri non sono nemmeno buoni come carta igienica…
Non respiro più.
La parte della prima notte di nozze è meravigliosa. Se il fazzoletto non fosse stato di lino, sai che cazzi?
Sarà stato contento lo sguattero che li avrà messi a lavare.
Ma anche il bracciale di peli di elefanti è una perla.
Commento #21 di MarlaSingerBetty, lo Spock a cui si riferisce è Benjamin Spock, il padre della pedagogia permissiva che furoreggiò negli anni ’50.
Almeno questo non se l’è inventato =D
Croco, lamb-O, grazie, in realtà sì, doveva essere una specie di parentesuccia demente che faceva implicito riferimento all’altro Spock, ma vedo che m’è riuscita male (va be’, mica sono infallibile :-P) e l’ho sistemata, grazie comunque! :-)
Commento #23 di Betty MooreNo,no,no non ce la posso fare. Betty, maledetta sono in ufficio e ho le lacrime agli occhi per silvia madrilla, il surreale che diventa lettera scritta!
aiutatemi vi prego, aiutatemi a smettere muahhhaahahah oddio oddio!
Betty addict ormai!
“Buongiorno, papà. Mi permetti di chiamarti Willy?”
è inventato, vero? non c’era scritto così sul libro, vero?
Commento #26 di lara-vi ritagli di giornale ritrovati (in cui patrizia scopre chi è suo padre) erano di gente e oggi dell’epoca, vero?
Commento #27 di lara-vL’amichetta povera divise con patrizia i suoi pasti, nel senso che patrizia si mangiava pure il tozzo di pane della ragazzina, vero?
Commento #28 di lara-vSono arrivata all’occhio di vetro. Non ci credo, dai, secondo me Betty se lo è inventato di sana pianta. Dai. Vero?
Commento #29 di lara-vUna bomba erotica che fa alzare i livelli dell’audience?
Immagino già i lubrici ottuagenari a cambiar canale appena compare in tivù…
MA MI FACCI IL PIACERE, MI FACCI!!!
Commento #30 di WeirdintheWyrdMi piacerebbe vedere qualche foto della Paradizia da giovane.
Prometto che cercherò di trattenere l’energia negativa della mia invidia!
@Elli, eccoti accontentata!
http://www.fotopalmas.com/De_Blank_Patrizia/RM32676.jpg
Anch’io voglio vedere qualche foto della Paradizia quando era ancora carne fresca!
Commento #34 di LanOoh, ho visto ora quella che ha linkato lara-v… però, che peperino, mmmh!
Commento #35 di LanOHOHOHOHOHOHOHOHOH!!!!!
Muahahahahahahahahahahah!
Paradizia… che cattivella! XD
Ma di sicuro la migliore è Silvia Mandrilla XD
Ma che schifo che fa!!! Non riesco nemmeno a riderci sopra! Dire che è stronza, razzista, vanagloriosa e insopportabile è dire poco, non riesco davvero a trovare aggettivi per definirla. Ho una sola certezza: che la manderei a lavorare in una miniera di sale.
Commento #37 di gioda notare il titolo altisonante e ammiccante per vendere..la storia stile lovely sarah..se è vera io sono la Regina Elisabetta.è troppo scopiazzata!
Commento #38 di RosalaraMa libri del genere non servono solo per quei regalini in occasioni tipo “addio al celibato”, comprati da diciotto/ventenni solo perché il titolo fa ridere e si adatta perfettamente ad una qualche situazione personale?
Tu invece dici che li comprano i subumani? Per leggerseli ….. avidi di informazioni sulla sopravvissuta dell’isola?
Grazie Lara!!!
Mi hai tolto una grossa curiosità :D
Purtroppo però non riesco a trattenere la mia invidia…
Ho liberato l’energia negativa (sotto forma di grassa risata), e adesso ho paura che lo spirito malvagio venga a tormentarmi per questo.
Dato che non posseggo statue di Buddha, lo spirito potrebbe comunque raggiungermi attraverso il calendario di Frate Indovino?
Ma era un cesso pure da ragazza! Sembrava la povera Daniela Rocca in “Divorzio all’italiana”!
Commento #41 di LesterTheNightflyMinchia ‘na gnoccona da far scatenare l’inferno nelle mutande…marò…
Commento #42 di Alessiahahahahahahahahahhahaha….cliccate sul link per trovare una foto della giovane strafiga della Patrizia DeBlanck:
http://www.fotopalmas.com/De_Blank_Patrizia/RM32676.jpg
bellissima..magnifica!! …bleah :/!!
Commento #43 di dadaniMadre de Dios! Già la copertina è terribile, fa paura! Ma quale diavolo, la De Blanck è più orrenda, sembra Ron Pearlman quando faceva la Bestia sul telefilm con Linda Hamilton (se non lo ricordate andate a cercare e poi mi dite) solo che lui appunto era truccato.
Ora mi leggo la recensione!
@Elli: attenzione alle energie negative dell’invidia! Questo blog e il forum ne sono piene, ricordatelo! Ti consiglio di munirti di un braccialettino rosso e di togliere il calendario di frate indovino dalla parete. Magari brucialo, già che ci sei, per sicurezza.
Commento #46 di lara-vQuesto è un libro da leggere con una massiccia dose di coraggio anche sotto l’ombrellone.
<>
Sono morta.
Commento #48 di fedeverzal’accortezza di scostarsi da me nel momento finale dell’amplesso, deponendo il suo seme in un raffinatissimo fazzoletto di lino.
Ecco,sono morta per questo.
Commento #49 di fedeverza..Cioè…è qualcosa di osceno.
Il Buddha…La cocaina..
BUAHUAHUAHUAHA!!!!!!!
Stavo leggendo ma da quando sono arrivata a Pucci Salame non riesco a smettere di ridere…. XD geniale!Comunque quello degli “occhi tristi” a Paradì svegliati si chiama pedofilia!
Commento #52 di SilviaBChi è che ha vinto il buddha al malva interior design?Eh…ora che abbiamo scoperto i superpoteri attenzione mi raccomando!
Ah e quoto gio #37 per la stonza,razzista,vanaglosiosa, molto appropriati.
Che dire, grazie Betty!
La serata di Rispoli è quella dove c’era anche la mitica iena Enrico Lucci?
Nel 2007?
http://www.youtube.com/watch?v=i07fUzxUWr0&feature=related
La contessa appare al secondo 50
O nel 2008?
La contessa appare al minuto 2.46 con la povera “cana”
http://www.youtube.com/watch?v=HnP9MGMzAxM
Boh ora non ci dormo la notte!
Commento #54 di ValentaCara Betty ti lovvo perché riesci a leggere simile schifezze per tutte noi.
Una statua d’oro ti basta?
La contessa di sti ca**i ha partecipato veramente al musichiere, non so per quanto tempo, ero troppo piccola per avere ricordi di cotanta strafica.
Commento #55 di opaca massaiaMa la storia della bimba nel collegio, che non ha soldi per pagare la retta e la mettono a fare le sguattera è copiata paro-paro da un film che danno nel periodo di Natale!
Commento #57 di cristinai film è questo: “La piccola principessa”
http://it.wikipedia.org/wiki/La_piccola_principessa_(film_1995)
Credo che farsi scorreggiare direttamente nelle narici da un babbuino sarebbe meglio che avere a che fare con la De Bl(e)ank.
Commento #59 di OrangoScusateeeeeeeeeeee… lovely Sarah… film… davvero nessuno a parte me ha letto il libro?
Commento #60 di Sir_Perceho pianto le mie ultime lacrime della giornata su PUCCI SALAME.
Adesso me ne vado a letto sghignazzante.
Ma sono tutte una marea di cazzate! Ma non ci credo… non credo a niente di tutto cio’!
Commento #62 di warghalvOh Betty, ma il premio del malva -pride d’interni, non sarà mica una porta per spiriti maligni vero?
Ghismundilla-spiritilla
su rieducational channel!
La ricorderemo sempre a Striscia la Notizia, dietro un bancone coi microfoni (conferenza stampa? giuria di un festival? lezione accademica sulla demenza congenita, con lei come riscontro empirico?) che si esprimeva in cotanta perla di snobismo e ignoranza dell’uman vivere:
“Che poi, una volta, ho lavato l’insalata…ma un lavoro così noioso, guarda, una fatica…”
Dopo questa uscita volevo un’ora di educazione domestica settimanale per tutte le scuole presenti sul suolo patrio.
Commento #65 di WeirdintheWyrdLeggendo, ho immaginato una versione del libro illustrata da Scozzari e ho riso ancora di piu’.
Inoltre la mentecatta non sa che se ti infili le mutande (di seta) prima del reggicalze, poi quando devi fare pipi’ le mutande non si abbassano perche’ impedite dal reggicalze?
#60 di Sir_Perce
IO ho letto il libro da piccola ;)
Io pure l’ho letto! Me lo aveva regalato mia nonna, lei la mettevano in collegio da riccona ma poi il padre moriva in India e la vecchiarda della direttrice poi le faceva fare la sguattera, no?
Ahaha anch’io ho pensato a Suor Dentona, sarebbe fantastica la De Blanck disegnata così!
ma Suor Dentona aveva una missione, la contessa mi pare più stile “lampi sul messico”!
Commento #69 di chiarapetrucciQuasi quasi scrivo un saggio di eto-sociologia:
“Patrizia de Blanck: quando l’inutilità dell’esistere diventa danno attraverso i media”
Io sono un po’ preoccupata da tutti questi fenomeni inquietanti. Ho a che fare per lavoro con dei ragazzi di 15-18 anni e mi sono accorta che si esaltano solo quando si nominano i programmi televisivi o le varie marche di vestiti o motorini. Forse sono io troppo seria e non capisco “i ggiovani”, ma, sì, sono un po’ preoccupata.
E con tutto questo, Betty, grazie del tuo stoicismo.
io, giovane fanciullina di 18 anni, vi assicuro che NESSUNO caga neanche di striscio ‘ste puttanone siliconate. siamo schifati!!! (una che scambia sogni erotici per visioni mistiche è cretina forte!!)
ciao
Ma l’amante egiziano, Farouk, era RE FAROUK??? l’epoca era quella. Forse che per modestia non abbia detto di esser stata l’amante del re egiziano? anche lui girava sempre a Montecarlo, grande giocatore.
Commento #73 di michelaMacchè re Farouk! Questo era un imprenditore che mentre Paradizia comprava scarpe che facessero pendont con l’abito si dava da fare con tutte le femmine dell’universo, finchè una di queste si è stufata e lo ha sparato e sfregiato con il vetriolo.
Commento #74 di Laluisami ero dimenticata una cosa fantastica, di purissima folle megalomania, ve la dico qui e poi l’aggiungo in nota: Paradizia è convinta che il suo “famoso vaffa… lanciato in diretta ad Adriano Pappalardo” sia una esclamazione molto efficace che è stata ripresa da parecchi personaggi, compreso Beppe Grillo, che ci ha fondato addirittura un partito politico
Commento #75 di Betty MooreNon sa neanche che Beppe Grillo non ha mai fondato un partito… che ignoranza… si merita di essere finita in un contenitore di spazzatura come l’Isola dei Famosi… grazie Betty!
Commento #78 di MartaNon riesco a togliermi dalla maente la scena del cane che precipita dalle impalcature dei lavori in corso!
Commento #79 di Zuita1)L’ho letto solo adesso e adesso riprendo la correzione delle verifiche sghignazzando a ruote libera.
2)Oh, ma Warren Beatty è miope? Questa ha 1,2 cm di fronte.
non ci credo che ti leggi ‘ste puttanate per intero al solo scopo di commentarle sul tuo blog
cazzo, io non lo farei neanche se mi pagassero :D (beh, in quel caso forse…)
Io darei fuoco a lei e a Silvia Mandrilla. E pure a Silvio, che non fa mai male.
Al giorno d’oggi scrive veramente chiunque, è pazzesco.
Cos’è, la versione aristocratica di “I miei primi 40 anni” di Marina Ripa di Meana? Che spreco di cellulosa.
P.S. Betty, per precauzione ho spostato in soggiorno la tua testa di Buddha, non sia mai che nel cuore della notte si metta a parlarmi in “un latino abbastanza accessibile”, c’è da restarci secchi!
Commento #83 di Sumire“Patrizia de Blanck: quando l’inutilità dell’esistere diventa danno attraverso i media”
quoto in pieno PamCuocaProvetta!!!
non riesco a smettere di ridere..
Commento #84 di cecicmq – tanto per essere precisi – sulla pagina wiki di patrizia de blanck si dice che: “Nel 1960, secondo il sito di Rai Uno sarebbe stata valletta ne Il Musichiere condotto da Mario Riva, all’età di 19 anni” e perciò non a QUINDICI come vuole darci a bere la Contessina…
Ergo, io non credo ad una sola parola di quanto sostenuto nel libro.
Commento #85 di ceciPrima ero indecisa se fosse più inutile lei o la figlia. Adesso non ho dubbi, mi sono convinta del fatto che questo essere sia solo in grado di rubare ossigeno e spazio vitale alle altre persone.
A parte che non mi pare fosse una gran gnocca (http://www.fotopalmas.com/De_Blank_Patrizia/RM32796.jpg). O ha avuto il culo di appartenere ad una generazione in cui la figa era un bene raro, oppure si è fatta tanta di quella cocaina che ha passato buona parte della sua vita a farsi dei gran trip mentali. Questo spiegherebbe anche i suoi dialoghi con l’aldilà.
Commento #86 di Fase nel 1960 aveva 19 anni, oggi ne ha 67 non 60 come dice…
e poi, tornando al braccialetto rubato al morto (!!), si chiama sciacallaggio!
Commento #87 di Irulanper silvia madrilla applausi a scena aperta…ps: lo hai letto a scrocco alla feltrinelli, vero?
Commento #88 di carolaSpettacolare…
(as usual)
aspetto con ansia MORGAN!!!!
Commento #89 di Isabella FLa miriade di frasi da cucco che le hanno inventato tutti quei cretini dai nomi altisonanti non le ha fatto minimamente sospettare che stessero solo cercando di scoparsela, no? xD
Esilarante la scenetta del ghei nel fazzoletto di lino auhauaahauahuahuaahuaahau
Commento #90 di GloriaBetty, ho trovato altro pane per i tuoi denti: i libri di Morelli (lo psichiatra). Li trovi anche al blockbuster, sono un ricettacolo di frasi inutili e vuote, che nemmeno uno psicologo appena uscito dall’università potrebbe concepire. Pensaci su.
Commento #91 di lara-v[...] reincarnazione umana dello spirito (scicchissimo e acutissimo!) di Mandrillo Primo ex cagnetto di Paradizia De Blanck, cioè a dire Lina Sotis – per fortuna che quest’anno alla prima della Scala [...]
Pingback #92 di le Malvestite » Blog Archive » Si scrive “Prima della Scala” ma è solo un modo paraculo per chiamare il raduno annuale di Cafonal: poi vanno tutti assieme dallo Zozzone a mangiarsi la pizza cipolle aragosta e patatine fritteIn questa biografia ci sono solo un mucchio di balle. Ad esempio il fatto de Il musichiere. Ebbene da quello che ho sentito dire dai miei genitori era un cult per grandi e piccini, ma nessuno si ricorda di questa splendida valletta. A differenza ad esempio della Ciuffini che se la ricordano in molti.
Commento #93 di NinaPucci Salame è una risata che ricorderò a lungo :)
I pezzi sui “libri” sono in assoluto i miei preferiti.
Chapeau.
Che dolore. Penso che mi regalerò questo grottesco agglomerato di carta straccia per natale, voglio conoscere ogni torbido particolare della vita di questa Divah immortale.
….poi dicono che in italia non ci sono più veri comici. Tsk.
ps. ma er paggginone di playboy ce l ha avuto la nostra bellissima Viagra De Blanck?
Commento #95 di MyLail’ho letto,un libro bellissimo,certe vicende umane sono descritte con una precisione assoluta,sopratutto i contrasti generazionali(problemi tra lei e sua madre),mi ha emozionato moltisimo,ma non so trovare le giuste parole se non:leggetelo fino alla fine
Commento #96 di niccolò dentesaniDate un’occhiata qui:
http://ezboard.com/DAGOSPIADE-BLANCK-CONTESSA/topicID=74
a quanto pare non è una vera contessa!
Commento #97 di Myreascusate la domanda idiota, ma pucci salame? chi è? il nome d’ “arte” di una del drive in?
Commento #98 di fiorenza aka DDRD(evotchka)il tal niccolo dentesani che sostiene che sia un libro stupendo, mi sa che è l’unico libro che ha letto.
Io adoro questa recensione, è la mejo de tutte, ogni tanto ci torno su e me la leggo.è davvero materiale di prim’ordine per betty.
è chiaro che sia scritto “bene”, mica l’ha scritto lei!
NON C’è LIMITE AL PEGGIO MAI E POI MAI..non sapevo del libro… :)
Commento #100 di Beatriceogni tanto torno…quando crede che un sogno erotico sia il diavolo che la viola è davvero magnifica.
Commento #101 di nunuTra il suo libro e la sua scenata alla maturità di Giadina-mifamalelagambahhh non saprei dire cosa sia più demenziale…
Commento #102 di Linuscerto che quella in cui Giulio Cesare le fa il cunnilingus sulla biga è proprio bella…ah, non c’era? eppure mi sembrava credibile!
Commento #103 di sBah, quella del braccialetto la qualifica. E lo scrive pure su un libro.
Per Lloyd fu una pubblica consacrazione, che la elevò dal rango di bella donna a quello di potenziale diplomatica
Questa, invece, a voler esser maligni, potrebbe suonare equivoca…
(P.s.: complesso di Elettra ;-) )
Commento #104 di DanielaChe serraglio che ci fai conoscere, che illumini con la tua arguzia,intelligenza.
Potrei continuare con mille altri aggettivi, se li sapessi. E pensare che cominciavo a pensare che effettivamente Marzullo avesse delle qualità misconosciute non solo da me. Mica i dirigenti Rai sono dei fessi disonesti. Mica i più bei nomi di intellettuali italiani sono dei mentecatti, che accorrono tempestivi nel suo salotto. Mica milioni
di spettatori sono dei dementi.
“E pensare che cominciavo a pensare…”.
Non è tutta ignoranza, c’è pure tanto rincoglionimento da parte mia.
Credetemi, sono migliore di come scrivo.
Nel prosieguo della lettura sono diventato
pluriorgasmico: veri sballi.
Se continuo a leggere Betty, mi ucciderò, lo so, consunto da tale pratica.
Patrizia è la dimostrazione tangibile, scientifica che gli uomini non sono tutti uguali.
Commento #108 di FernandoPerò ‘sta nobildonna ha qualcosa che ricorda Mafalda ‘A Pisciatora.
Commento #109 di FernandoWarren Beatty (che le avrebbe detto: “hai il più bel corpo che abbia mai visto”), Alberto Sordi, Walter Chiari, Vittorio Marzotto, Franco Califano (”con Franco assecondai la sindrome di Lady Chatterley”), tale miliardario arabo Smail Si Ahmed (chiaramente Smaila, Umberto, sotto mentite spoglie [4]), i fratelli Al-Fayed, Yves Montand, Raul Gardini, e poi questo Giuseppe Drommi detto Peppino che è il padre di Giada [5], e che Paradizia considera “l’amore della mia vita”,
Azz
azz è stata un’allucinazione collettiva.
Da manuale di psichiatria.
È da studiare, così potrà vantarsi di essere stata d’aiuto anche alla scienza.
All’improvviso udii una voce stentorea pronunciare il mio nome, e quando mi girai, convinta che a chiamarmi fosse stato il mio compagno, vidi Mino accasciato sui cuscini. [...] “Patrizia, sono tuo padre”. Rimasi immobile ad ascoltare i suoi discorsi in un linguaggio arcaico, ma non completamente oscuro, perché frammezzato da espressioni in italiano e in un latino abbastanza accessibile che apriva una finestra su mondi sconosciuti,
………………………………….
Per molto meno mi hanno fatto uno TSO
L’amichetta povera divise con patrizia i suoi pasti, nel senso che patrizia si mangiava pure il tozzo di pane della ragazzina, vero?
Commento #28 di lara-v
dicembre 3rd, 2008 @ 1:14
ihihihhiihihihiihihiiihihihihiihihihihihhi
uhhahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
hohoohohoohoohoohohhoohohoohhoooooooooooo
Come si fa a sottolineare le citazioni con
lo sfondo rosa più scuro?
questi libercoli andrebbero letti quando pensi che la vita è una merda, così, per la teoria secondo la quale c’è chi sta peggio e non ci si deve lamentare…..
cara Betty, se per farci disgustare di cotanta gentaglia e farci allo stesso tempo piegare in due dalle risate ti devi ciucciare roba del genere….preferisco non leggere più recensioni, ne va della tua geniale mente!
metti caso che per una qualche fattura il ghost del buddha passasse dal libricino a te?????
E il diavolo sarebbe lei? D’ora in avanti sarò buonissimo, non voglio passare l’eternità con questa.
Ma forse il titolo va inteso come:
“a letto c’è li ho portati tutti, pure i puffi, mi è rimasto da provare solo il diavolo”.
http://xoomer.virgilio.it/d.deblanck/cuba/l1.htm
La biografia della madre della De Blanck… Muahahahahahah, che risate!
Commento #116 di Silver Soulimmaginate:il primo marito(il gentleman inglese)che durante l’amplesso ha l’accortezza di deporre il suo seme in un fazzoletto di lino(molto chic)…ora chiudete gli occhi e immaginate…mattino,il domestico che va a rassettare la camera…sottofondo musicale di guccini”lo raccolsero che ancora respirava,lo raccolsero che ancora respiravaaa”.patrizia,patriziaaaa,impiccati!
Commento #117 di stefanoBetty dev’essere dura leggere certe cose. In ogni caso devi essere leggermente masochista ed aver sviluppato un ottimo gusto dell’orrido.
Domanda da un milione di dollari: è essenziale scrivere dell’inessenziale??
Un abbraccio, cara eroina dei tempi moderni.
Ale
Commento #118 di Anonimomamma mia….. ma questi ono gli scrittori italiani????? mi costringono a rimpiangere Giacobbo!
Commento #119 di Eveyla de blanck da giovane, a parte quel problema dell’alitosi che descrive a pag. 49 era davvero una strafiga
strafiga
emma marrone sul giornale
a detto e il paradiso
invece non e l’inferno
mi piace vederlo
gioioso celetano
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