Ed eccoci arrivati all’epilogo della nostra trilogia alleviana (se volete ripassarveli: qui c’è il primo capitolo, qui il secondo). Concediamogli ancora un’ultima commossa pernacchia d’addio esaminando alcuni estratti da questo suo smilzo libricino (In viaggio con la strega), e dopo direi che basta, possiamo metterci una pietra sopra, mi pare d’averlo smontato e svergognato (ignudato e cosparso di pece, e poi di piume) a sufficienza, tanto più che il poveretto non fa che frignare lamentandosi dei cattivoni che gli vogliono male e gli dicono cotica, e che cavolo, non è bello infierire quando s’è già infierito abbastanza, non credete? (uhm a dire il vero, no, di solito infierire è bellissimo: solo che dopo un po’ diventa noioso, ecco cosa), del resto ormai è oggetto di continui sfanculamenti facili facili che gli piovono addosso da tutte le parti, insomma, come dire, c’è più gusto a fare a pezzi uno come Morgan (coming soon), che non ha il minimo sospetto della propria assoluta mediocrità [1] – Allevi invece il sospetto ce l’ha eccome, ne è consapevole e la cosa lo ossessiona, si vede (si legge), e per l’appunto questo suo penoso libricino, in poche parole, lo si può sintetizzare così:
“sto tanto male perché al mondo ci sono i criticoni che mi dicono che non valgo niente ma io lo so che sonosoloinvidiosi e ignoranti e insensibili, a me non me ne frega niente di quello che dicono, non è vero che la mia è una scialba musichetta pop da quattro soldi, la mia musica è nuova e difficile e rivoluzionaria e ai concerti faccio sempre il pienone e mi becco le standing ovation, e tutte le persone che ci capiscono di musica classica (per esempio il mio tassista, che è un fine intenditore di Mahler) mi fanno i complimenti e la ammirano e la rispettano in quanto nuova e difficile, anche Dio la pensa così“
E infatti, appunto, non a caso il libricino s’apre con la scenetta: Giovanni Allevi “inginocchiato sulle mattonelle della cucina” in balia di una profondissima e sconvolgente esperienza mistica, “assalito dallo spasmo di un pianto dirotto”, una scena intensamente tragica (“un pianto secco, senza lacrime, come vomito senza sostanza”) nella quale trova comunque lo spazietto per buttarci una zampata del suo migliore stile auto-apologetico,
la mia mano sinistra è appoggiata allo spigolo del tavolo. Lo stringo come stringo quello del pianoforte quando ricevo un applauso
è stato il giorno che ha “invocato” e quindi “incontrato Dio”, il giorno che gli è venuta “l’idea di lasciare totalmente le redini dell’esistenza a Colui che ne è il primo artefice”, abbandonandosi “all’universale fluire delle cose” (il suo tipico ritornello anti-pensiero); prima che glielo suggerisse Dio in persona [2], però, Allevi aveva provato a “interrogare sul senso della vita” i suoi ammiratori, “con il pretesto degli autografi”, e anzi no, prima ancora degli ammiratori,
prima di vincere il mio pudore e confrontarmi con la gente, cerco risposte su Google [...] digito: “Abbandono a Dio le mie sofferenze”
(e così ho deciso di dargli una mano, ho creato il sito “Abbandono a Dio le mie sofferenze” con un breve messaggio d’incoraggiamento, eccolo qua, così la prossima volta che lo gugla, chissà, potrebbe essergli d’aiuto). Agli ammiratori chiede (ma non lo fa “proprio con tutti: solo con quelli nei cui occhi brilla l’abisso”):
Ma secondo te, io divento matto così? Dimmi la verità, ti sembro normale? Posso continuare questa vita ancora per anni?
a volte va be’, si sbaglia, è talmente posseduto dalle innovazioni musicali che gli riempiono il cervello che con gli ammiratori, ogni tanto, si sbaglia (“con loro grande stupore”) e gli parla in stato di trance (nella più gloriosa tradizione delle cazzatelle alleviane: sono fuori di testa ma riesco lo stesso ad ammirarmi lucidamente dall’esterno anche quando sbrocco, e me ne compiaccio e ve lo racconto, così fate oooh) – sta parlando a “una ragazzina che mi ha chiesto la dedica” (occhio al finale, sedetevi che è da schiantarsi a terra):
“Sì, certo, ma il corno è importante. La tuba può fare quelle melodie, vanno semplificate. Userò due fagotti. L’arpa non può andare, ci sono troppe modulazioni e arriva il problema della pedalizzazione. Il Sol cade sull’ultimo sedicesimo della battuta. Ah, sì, l’autografo, scusami. Vuoi il pupazzetto?“
Se Giovanni Allevi sta male è tutta colpa di quegli stupidi criticoni invidiosi (“un’invidia soffocante e morbosa” – bravi, l’avete fatto piangere: sentitevi in colpa), Giovanni Allevi non li (ci [3]) sopporta più (“E’ possibile che io debba sempre fare i conti con il giudizio degli altri?”), dovrebbero fare il loro lavoro nel modo giusto, quello cauto e inoffensivo, omeopatico,
Non devono giudicare, ma solo svelare, cioè dare ad altri la possibilità di capire l’opera. Credo che sia questo il grande ruolo del critico musicale, ma spesso lo dimentica. Si lascia tentare dall’esprimere un parere personale.
mica per altro, è che spesso il critico parla
da artista frustrato che gode a stroncare colui che, a suo parere, gli ha rubato un posto nella storia
ed ecco una storiella fantasticamente scema (divertentissima!) su com’è che non dovrebbe funzionare il lavoro critico secondo Giovanni Allevi,
Un pittore impiega anni per realizzare il suo quadro e dopo una lunga riflessione decide di mettere macchie azzurre, magari proprio ai bordi, sulla sinistra, perché per lui questo disegno e questa disposizione tutta la sua esperienza artistica ed espressiva. Poi arriva un estraneo, getta uno sguardo all’opera e dice al pittore: “Non erano meglio delle belle macchie verdi qui al centro?”
apriti cielo! ma come ti permetti, caro signor so-tutto-io?
se ti piacciono le macchie verdi, vai al negozio, compri i pennelli, la tela, il colore verde, e realizzi il tuo quadro. Per quale motivo non lo hai fatto? Ah, non ne sei capace? Non sei un pittore? Mi sto già scaldando… cambiamo discorso.
Giovanni Allevi può farne a meno di questi dilettanti macchiaioli rompiscatole, lui si è “liberato dalle gabbie del pensiero” ed è arrivato
lì dove non c’è più il giudizio impietoso su noi stessi, sugli sbagli che abbiamo commesso. Non c’è una perfezione a cui dobbiamo commisurarci perché siamo noi stessi la perfezione!
dove ammette cioè che le ridicole sparatine fricchettoncelle anti-pensiero servono precisamente a questo, a convincersi che va tutto bene, che Giovanni Allevi è il migliore, che è invincibile, che non bisogna badare a niente altro se non alla passiva contemplazione emotiva delle proprie dita dei piedi (“eh eh eh! che carino, tu guarda c’ho dentro dei ciuffetti di lanugine tra un dito e l’altro, sono devastato da un’onda calda calda di emozione!“); e poi c’è la sua musica, la cosa più importante di tutte, che è
un segnale forte e univoco, qualcosa di mai sentito prima in maniera così diretta [...] una ventata di novità da tanti, troppi punti di vista
Giovanni Allevi sbava per un briciolino di credibilità e autorevolezza, desidera più d’ogni altra cosa trovare da qualche parte un singolo terrestre musicalmente non-analfabeta (non certo nelle fila della “élite conservatrice”, ovviamente, per la quale il suo resterà sempre “un lavoro scomodo”) che ritenga le sue creazioni
nuova musica classica contemporanea [4], che prenda le distanze dalle correnti precedenti già consolidate e recuperi un’inedita sensibilità europea
e per questo tenta un’impresa impossibile – nell’unico modo che conosce: auto-esegesizzandosi pomposamente, inciampando su qualche confuso proclametto filosofico, raccontandoci due o tre imbarazzanti favolette di pura fantasia che esemplificano la sua evidente grandezza – vuole dimostrarci che non è quel sempliciotto un po’ coglione che si sceneggia disperatamente da buffo genio stralunato, lui in realtà è soprattutto un dotto conoscitore, un coraggioso sperimentatore (si comincia dalle foto del libricino, in cui appare generalmente più adulto e riflessivo delle solite pose bambinesco-alleviane, anche incupito, turbato, quasi triste [5]); lui è troppo avanti e siamo noi altri, piuttosto, accecati dai pregiudizi, che non sappiamo riconoscere la sua estrema avantitudine – ma lui ci sfida:
dovrò lottare per difendere la mia musica dagli attacchi dei difensori della poetica del Novecento
e qui si fa largo il dotto conoscitore, che mescola tutta l’infinita varietà musicale del Novecento nel micro-pensierino per cui “la poetica del Novecento” consisterebbe nel teorema
ciò che è complesso e incomprensibile è di valore superiore, mentre ciò che è semplice e accessibile a tutti è popolare nell’accezione negativa del termine
e poi e poi, che scatole questa storia che la sua musica è banale e facilona! Non è vero, al contrario, “la semplicità” della sua musica inganna, perché si tratta sotto sotto di
complessità risolta
cioè sarebbe a dire che la sua è “musica contemporanea” che “non rinnega la sua origine colta” ma è resa accessibile (attraverso il difficilissimo compito catalizzatore di Giovanni Allevi) “non soltanto alla cerchia ristretta degli addetti ai lavori”, così che si trasformi finalmente in
una profonda via d’accesso al mondo di oggi e non si esaurisca nella ripetizione di stilemi ormai stratificati nell’accademismo
Il fatto è che lui c’ha superato tutti quanti: lui stesso, da ragazzo, non era ancora riuscito a trovare la chiave per risolverla, la complessità, ed era un qualsiasi astruso e incomprensibile autore di musica contemporanea, ci credereste? è uscito dal conservatorio che era
un perfetto strutturalista di Darmstadt, uno scienziato della composizione, uno che non mette giù una nota se non ci sono prima mille motivazioni logico matematiche
solo più tardi ha capito che tra l’arida ragione (rappresentata dal se stesso ventenne che va in giro con “matita micromina HB 0,9 mm, gomma e righello di legno con cui traccio le asticelle e le zampette delle crome e delle semicrome“) e il languido sentimento (rappresentato dal se stesso quarantenne che cazzeggia in campagna col superudito, “i sensi si affinano e quello che sembra un prato silenzioso è un sistema intricato di rumori, di insetti che camminano e ronzano, di foglie che sibilano” [6]), non c’è storia, vince il sentimento:
sono in balia di forze esterne, ataviche, forze cosmiche che da sempre si abbattono su chi sceglie di vivere senza riparo
adesso che l’ha capito, finalmente, la sua musica può arrivare al cuore di chiunque, anche (soprattutto!) di chi ama la musica colta, sempre che non sia affetto da parrucconite e sappia riconoscere l’avvento del nuovo e del rivoluzionario – per esempio il tassista (che è una mirabile fusione di cuore puro e discrete conoscenze musicali), sentite qua,
Il tassista è un signore anziano dai modi molto garbati. “Lei è Giovanni Allevi? L’ho riconosciuta. Devo confessarle che non ho mai ascoltato la sua musica”. “Non si preoccupi” gli rispondo sorridendo “non è obbligatorio”. “Sono un appassionato di musica sinfonica” mi spiega. “Beethoven, Wagner, Mahler… Non seguo molto le diavolerie di oggi, mi capisce?”
e allora Allevi, che guarda caso è “appena uscito dallo studio di registrazione”, gli propone di mettere nello stereo il suo album nuovo di zecca, Evolution, che guarda caso è registrato con orchestra sinfonica. Il tassinaro è “entusiasta e sorpreso”:
durante il viaggio il mondo esterno sembra assumere un’altra luce, e la frenesia della gente milanese, intenta a correre, assume la veste dell’umanità che, tenera e fiera, affronta giorno per giorno il proprio destino. Quasi fosse un film, il brano finisce esattamente nel momento in cui arriviamo sotto casa. Osservo il tassista attraverso lo specchietto. Ha le lacrime agli occhi e mi guarda senza dire niente.
Con la voce rotta dall’emozione, il tassista gli offre la corsa spiegandogli che:
Non mi deve assolutamente nulla. L’emozione che mi ha regalato la sua musica è inestimabile.
Giovanni Allevi chiosa geniale (è la morale della favoletta):
a Milano i tassisti sono straordinari!
Ma non succede solo ai tassisti di rimanerci secchi, pure agli strumentisti che lavorano con lui [7]; si capisce che a vederlo così, “sorridente e timido, in jeans e felpa”, lo si potrebbe scambiare per il coglioncione fasullo di cui sopra, ma gli strumentisti invece, che sono ben preparati e c’hanno tra le mani la sua straordinaria partitura, intuiscono immediatamente “l’autorità che c’è dietro questo mio modo di essere, gli anni di studi e di sacrifici”, e se questo non bastasse, poi,
assieme al curriculum, alla preparazione e al ruolo, alla storia e ai numeri, è lo sguardo convinto [v. foto qua accanto, che convinzione!], l’intenzione travolgente a conferire autorità
Per “i giovani”, dai, non c’è manco bisogno di parlarne, Giovanni Allevi significa colpo di fulmine [8]: lui è orgoglioso di presentarsi a “i giovani” come una specie di messia salvatore, un motivo di riscatto (“io ho messo in moto tutto questo, lasciatemelo dire: che grande!“), perché
il ragazzino che sta iniziando lo studio dell’oboe assiste al concerto e vede il primo oboe acclamato come una rockstar. Che effetto avrà sulla sua mente un riconoscimento di valore così tangibile? Capirà che l’Italia non è solo il paese di veline e calciatori.
No, giusto, a volte è anche il paese di un esagitato musicistucolo come Giovanni Allevi che si mette nei panni vacuamente trionfanti di una velina o di un calciatore: che meravigliosa opportunità! Una volta è successo che “un giovane” gli ha scritto via mail: “caro Giovanni, secondo me tu hai i superpoteri!”, e Allevi, serissimo, si dice molto fiero d’aver innescato questa cosa (sembra Stan Lee):
E’ bellissimo che i giovani, seguendo il mio esempio, scoprano le proprie potenzialità e acquisiscano un rapporto magico con l’esistenza. Sono felice che proprio loro ricomincino a parlare di superpoteri.
E non vi viene in mente nessun altro, così, pensando a questo personaggio immenso, buono dolce e tanto bravo, coi superpoteri magici, amato dai ragazzi e dai puri di cuore, snobbato e deriso dai malvagi e dai conservatori invidiosi? Niente niente? Giovanni Allevi ci lascia un piccolo suggerimento tramite la patetica favoletta del custode della basilica di San Francesco d’Assisi:
“Venga Giovanni, le faccio vedere una cosa che penso la riguardi molto da vicino”. Mi conduce di fronte a un affresco di Giotto. Rappresenta il giovane Francesco che va da Papa Innocenzo II a presentare il nuovo ordine da lui fondato. Una interpretazione dell’affresco vuole che al fianco del Papa ci siano gli anziani che osservano Francesco con disprezzo e scetticismo, mentre i giovani, dallo sguardo incantato e pieno di stupore, si stringono intorno alla figura del santo”
E la morale alleviana, definitiva, le sue dolorosissime stimmate – e le nostre, anche, quando ce lo troviamo davanti:
“Vede Allevi, quando il nuovo avanza, fa sempre paura, soprattutto se è nella forma della semplicità, da tutti riconoscibile”
[1] che è ammirato, spesso, da quegli stessi ingenuotti che se la sghignazzano gustosamente ai danni del povero caro Giovannino (Morgan è ben peggio di Allevi, vedrete – Allevi quasi fa tenerezza, al confronto)
[2] una versione tutta meteorologica di Dio, sembra – Allevi si vanta d’essere un suo protetto,
per tutto il tour estivo abbiamo avuto ogni volta il cielo sereno, nonostante il cattivo tempo imperversasse qua e là in Italia [...] appena suonato l’ultimo accordo, ma proprio l’ultimo, scoppia un fragoroso tuono che si sente fin dentro il teatro. Sembra proprio esserci una regia dall’alto
[3] pensa a noi, quando scrive: “non consulto internet, per non incappare nelle parole aggressive di qualche detrattore”
[4] sì sì, classica, perché
in fondo cos’è la musica classica se non quel linguaggio colto che fa uso della notazione scritta?
(l’unica cretinissima – sballatissima, lo capirebbe anche l’ultimo degli idioti – definizione ultra-generica di “musica classica” che può permettergli d’infilarci dentro le sue misere robine)
[5] ma niente di che, eh, sono quasi tutte foto del solito Allevi, come quella in cui sta estasiato con le braccia aperte lungo il tramonto e dirige “l’esistenza” (con la didascalia: “il futuro non è nella spiegazione ma nell’incanto del non sapere”)
[6] eh sì, “mi arrendo al mondo e resto così per un tempo indefinito”, solitario, immerso nella natura – ma ops! cos’è questo rumorino? una formica, uno stelo d’erba, una goccia di rugiada? no,
un clic, un suono artificiale, e vedo tra il verde, lontano da me, un fotografo nascosto che sta rubando la mia solitudine
che invadenza! meno male che poi gli ha venduto le fotografie, almeno questo, ehi!, la posa del pensieroso solitario è servita a qualcosa, insomma, oltre a sporcargli le Converse appena comprate – che caz!
[7] gli strumentisti secondo me lo odiano, ma lui pensa di no, al contrario, pensa che lo amino (“mi rispettano, lo sento”); come direttore è un disastro completo,
Staccare il tempo, indicare le dinamiche, mostrare gli attacchi sono tutti aspetti esteriori ed evidenti che non mi preoccupano
cioè i fondamenti del lavoro di direzione, lui se ne impippa, bravo; è chiaro che Allevi, quando pensa a un direttore d’orchestra, pensa ai cartoni animati di Bugs Bunny, pensa al buffone che scapoccia e fa i balletti da matto, e infatti la chiama così, “una danza” e dice “mi muovo come un invasato”; quello che conta anche qui è il più frivoletto effettuccio scenico, è lui che rifiuta il frac e rimane in maglietta,
per scardinare il cliché del direttore d’orchestra
lui che decide
di infrangere l’ultimo tabù: scendo dal podio per andare a dirigere da vicino i musicisti
come se il podio stesse lì per bellezza, una stupida convenzione parruccona e niente altro; lui che fa il Glenn Gould,
canto sempre durante la direzione
e
dirigo con le gambe, i capelli, con lo sguardo
un casino: e infatti, toh,
può accadere che l’orchestra vada in automatico e non mi guardi più.
e lui, ah!, sentite che volpe, non è che se ne accorge dirigendoli, perché magari a un certo punto smettono di seguirlo, no, lui se ne accorge “istintivamente, è una questione di intuizione”.
Gli strumentisti lo amano, non c’è dubbio, è per questo appena hanno ricevuto l’obolo della serata se ne filano via di corsa senza cagarselo di striscio – l’ha proprio teorizzata ‘sta cosa, che pena, poveretto:
deve scattare un innamoramento reciproco, e quando c’è, l’unico modo per preservarlo è evitare qualunque contatto fuori dal palco [...] credo di aver parlato con quattro o cinque musicisti per non più di mezz’ora
[8] tra i tanti messaggi degli ammiratori adoranti, ce n’è uno che brilla per farlocchitudine (son tutti farlocchi, ma questo è insuperabilmente farlocco): “Ciao Giovanni io sono contenta perché vengo al tuo concerto e ti ho visto anche nel cidì. Un bacio da Alice, sette anni”
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Commento #394 di Paolo
ahahahhahahahahahhahahahaha
PS – ho appena letto l’articolo del Sole 24 Ore segnalato sopra da Rita (grazie!). Esercizio interessante: confrontre la storiella raccontata qui dal genio stesso, con quella riportata dall’articolo, circa il suo famoso debutto al Blue Note di New York.
E’ proprio un panzanaro!!! va’, faccio prima a fare il copia-incolla per comodità degli altri lettori:
Il colpo di genio (dei suoi addetti alle pubbliche relazioni) arriva proprio alla fine del 2004. Già il 21 dicembre di quell’anno si annuncia che «il pianista italiano Giovanni Allevi si esibirà al Blue Note di New York». All’epoca Allevi veniva presentato come «un pianista trasversale per la sua capacità di contaminare i generi, dalla musica classica al jazz, dal funky al pop e così via». I giornali riportano resoconti debitamente trionfalistici: «Successo al Blue Note di New York per il pianista Giovanni Allevi. Col doppio concerto di domenica (biglietti esauriti per entrambi) nel tempio del jazz, Allevi ha dato l’avvio a un tour internazionale che lo porterà in Europa e Cina». A una ricerca approfondita su Internet è peraltro sfuggita qualsiasi traccia del concerto sui media di lingua inglese. Come mai? Il concerto era organizzato in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura, in coincidenza della rassegna «Jazz italiano a New York». Una rassegna nell’ambito della quale un discreto numero di gruppi nostrani (sempre a leggere i resoconti in italiano) fece il tutto esaurito in altri locali altrettanto prestigiosi della Grande Mela. Quanto ad Allevi, sui blog di questi giorni sono spuntati nostri connazionali allora a New York che affermano di aver ricevuto inviti per l’evento del 2005, sostenendo che il pubblico era composto in larghissima parte da italiani.
Dopo, l’estate scorsa, ho deciso di andare a stare a New York per un po’, volevo capire la città, viverla. Ho trovato un monolocale a Harlem e andavo in giro. Quando già mi preparavo a tornare, ho preso il coraggio a due mani e ho scritto una mail… (…) a Steven Bensusan, il boss del Blue Note. Ma avevo un indirizzo sbagliato, e non mi ha mai risposto. Allora ho chiamato e ho chiesto un appuntamento. Ero terrorizzato perché confondo i giorni della settimana in inglese, e avevo paura di capire il giorno sbagliato. Per fortuna mi hanno detto “tomorrow”. Sono andato, ho aspettato tutto il pomeriggio, ma lui non si è fatto vedere e sono tornato a casa. (…)
Il giorno dopo sono tornato e mi sono seduto di nuovo nello stesso posto, ad aspettare. A un certo punto Bensusan è arrivato e mi ha portato sul palco, davanti a un pianoforte. Ho suonato dieci minuti, e alla fine mi ha fissato un concerto, per il 6 marzo di quest’anno.
–Certo che ci sai fare con la gente, tu…
Con i pianoforti.
…no, con le favole!
Commento #402 di mimi@ Futak.
Sì. Rende bene l’idea. Purtroppo (argh.)
Il problema non è tanto che esista un allevi, di quelli è pieno il mondo. Stephen Schlaks, richard Clayderman, Michael Nyman, l’autore della colonna sonora di Lezioni di Piano. Lo stesso Bocelli entro certi limiti è un Allevi, cioè uno che ha fatto i soldi pescando dal repertorio della musica classica ed allargandolo, quindi volgarizzandolo, ad un pubblico popolare. Valentino Liberace è stato il loro capistipite. Ma nessuno di loro ha mai preteso di fare cultura. Christian De Sica mica pretende di rifare i Ladri di biciclette di suo padre (non so, Ladri di scooter che ruttano e scorreggiano;)) E inoltre rispettano i veri maestri. Come ho già scritto, Bocelli non crede di essere il nuovo Pavarotti; anzi, sa benissimo di non potergli nemmeno lavare le mutande, ma fa i suoi concerti, ha il suo pubblico, fa i suoi soldini, si gode il suo successo ed è contento così. Allevi invece pretende di fare cultura e ha la faccia di proporsi come l’inventore di un nuovo genere, anzi, di una nuova era musicale: ma stiamo scherzando?? Secondo me non è che ci faccia: lo hanno mentoato, ma lui ci è proprio. Ennio Morricone è un oscar all carriera, ma ha sempre detto di fare musiche da film. ‘Sto qui fa musichette da videogame ed è convinto di essere il nuovo Beethoven. Anche Beethoven era presuntuoso: ma poteva permetterselo, cazzo. Allevi a momenti vuole farsi Papa. Credo che abbia perso i contatti con la realtà. Hanno costruito su di lui un personaggio ed un’operazione di marketing ma tagliati i capelli e comrpa una camicia, cazzo) ma secondo me, a furia di dirgli qaunto sia figo, ha coniciato a crederci davvero, tutot qua. Per non parlare dei suoi piagnistei. Dio, è insoportabile: hai quarant’anni, comporati da uomo. sparati e non se ne parli più.
Commento #403 di PaoloGrazie mimi del raffronto, è davvero impressionante.
Commento #404 di lara-vIo voglio sposare Lara-v
Poi, Claudia mi ha frantumato i maroni ma in un modo…una noia mortale proprio…noiosa superficiale e vuota da far paura…
Allevi, che dire…una cazzata con dei capelli intorno. Una cazzata perchè ne racconta così tante che ormai è saturo…
Alessia Arrivi tardi: lara-v è già promessa. A me. ;)
Commento #406 di SiminsenAlessia, grazie mille, ma come vedi ho una promessa sposa molto gelosa e possessiva! :D
Commento #407 di lara-vEh lo so lo so infatti volevo chiederglielo sul forum ma avevo paura… eheheh..
Commento #408 di Alessiacladi* tua sorella. era un errore di battitura.
commento 397.. cosa vorresti dire, eh ?
Commento #409 di claudiaAncora un post memorabile.
Piegato in due dal ridere.
Sei grande, auguri di un felice anno nuovo Betty.
Commento #410 di Roberto MorelliAnonimo, attento a te, ché appena scopre il tuo indirizzo, oppure l’indirizzo del tuo blog (che fa lo stesso), ti spacca la faccia!
Commento #411 di Ritamimi: su wikipedia inglese si parla invece di new age (http://en.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Allevi). la biografia si ferma al 1998 e non parla di concerti trionfali da nessuna parte (il picco della sua carriera pare una parte di rilievo nella banda nazionale dell’esercito quando faceva il militare.
Commento #412 di AnonimoEh lo so lo so infatti volevo chiederglielo sul forum ma avevo paura… eheheh..
A ragione.
Allevi confonde i giorni della settimana in inglese, segno inequivocabile di genialità.
Commento #413 di Siminsenil pianoforte è uno strumento della banda?
Beh, di certo Allevi era in grado di farlo diventare tale. E ovviamente suonava nella fanfara dei Bersaglieri.
A me, Allevi, sapete chi mi ricorda? Quel tizio che si mette dietro gli inviati televisivi per tormentarli, Paolini.Tra l’altro fa la stessa cosa: si mette dietro Beethoven, Bach, Ligeti ecc. per sparare cazzate brillando di luce riflessa. Solo che loro non lo possono picchiare come ha fatto Frajese con quel tizio.
Commento #415 di kurtA me questo tizio fa incazzare perchè mi stanno emeritamente sulle palle quelli che hanno successo solo perchè hanno venduto il culo al mercato… (perchè si, il suo “successo” è solo un’operazione di marketing, tra l’altro di bassa leva italiana). Ma fin qui potrei anche non curarmene, tanto non è certo l’unico. Però quando mi vedo ste cose che va dicendo in giro fa veramente girare i cosiddetti… sembra che ci vuole prendere per il culo tutti quanti, le battute di Betty sono il minimo che si merita.
Claudia all’inizio pensavo avesse qualcosa di serio da dire, ma commento dopo commento è stata come risucchiata in un turbine di Allevità. Soprattutto quando dice “blabla insultate ingiustamente me e Allevi” (o roba del genere, non mi va di ritrovarlo)… cosa speri, che venga su questo sito, legga 415 commenti, si accorga di come siete ugualmente colpiti da ingiustizie cattive e putride e ti porti sulla Luna col suo cavallo bianco? Hai una cottarella adolescenziale-bimbaminkiale per lui? No perchè le argomentazioni sono quelle, onorate almeno di un italiano corretto, ma comunque prive di senso.
Ciao a tutti e buon 2009
Commento #417 di *Butterfly*butterfly.. dì pure che ti stanno sulle palle quelli che hanno successo, tout court. non servono altre parole per spiegare l’invidia.
commento 416, ti tengo d’occhio.
Commento #418 di claudiaClaudia è un aborto di troll, continuate con la discussione come al solito, ma ignorate le sue risposte…
E’ l’unica soluzione…
…Azz, tutti nottambuli oggi…
Vabbè, ho letto la risposta di allevi ad Uto Ughi… Non c’è niente da dire, è patetico. Piuttosto, sono l’unica ad aver notato che lo stile della risposta somiglia tanto alla “lettera aperta” che la veronicalario scrisse tempo fa al marito insensibile e donnaiolo?
Che siano state scritte dallo stesso staff di “negri” che scrive i libri di Vespa?
(precisazione per claudia: i “negri” non sono le persone di colore ma coloro che scrivono libri, articoli, commenti, chiose ecc. ecc. ecc. per il ricco e potente di turno che non sa che ca**o dire ma vuol pubblicare lo stesso qualcosa)
P.S.: buon anno :-)
Scusate aggiungo alcuni commenti alla lettera di Allevi a Uto Ughi perché ha un po’ esagerato.
Ho già postato un commento simile su nightpassage.org ma volevo rendere partecipi anche voi.
< Come fa una musica a offendere, se < è scritta e suonata con tutta l’anima?
< Una musica strumentale senza parole?
La morale è: se mi impegno qualsiasi cosa va bene, solo perchè è costata fatica?
E se non ci sono parole non è più offensiva ?
A parte che puo’ esserci un forte contenuto anche senza parole (se Allevi ha studiato come dice di aver studiato lo saprà), ma io credo che Ughi fosse offeso dal fatto che questa musica ottenga tutta questa attenzione, non credo che voci o non voci ci sia molta differenza
< Sono diplomato in Pianoforte con
< 10/10. Sono diplomato in Composizione < col massimo dei voti. Ho pubblicato
< le mie
< partiture musicali. Sono un dottore < in Filosofia, laureato con Lode e ho < pubblicato i miei scritti.
E quindi?
Sta criticando la casta e si vanta di avere dei riconoscimenti istituzionali e pensa che questi siano sufficienti a legittimare la sua musica?
< Il mondo della musica classica è <malato. Lei è uno dei pochissimi che è <riuscito a viverlo da protagonista, ma <forse non
< immagina cosa vuol dire studiare <anni e anni uno strumento musicale per <arrivare, sì e no, a insegnare in una <scuola privata
E questo cosa c’entra col caso di Allevi?
< E così, a spartirsi la torta del <potere musicale
potere musicale? ma sarà mica su topolino che si è formato
< sono in pochi, una casta, impegnata <a perpetrare la propria concezione <dell’arte e la propria esistenza. È <una lobby di potere
< fatta di protettori e protetti,
< nascosti nelle stanze di palazzi per <molti irraggiungibili.
E perchè dovremmo raggiungerli? e da chi si nascondono, da lui?
< Dalla casta emerge sempre lo stesso <monito: «La gente è ignorante, noi <siamo i veri detentori della cultura».
Ok ma mi sembra che per essere lì qualcuno lo debba aver protetto pure lui
e se lui è arrivato lì mi sembra che questa casta non abbia poi tutto questo potere
< Ma proprio nelle aule del <Conservatorio, analizzando le <partiture dei grandi del passato, e <confortato dal pensiero di Hegel
< nella Fenomenologia, ho maturato il <convincimento che ogni epoca abbia <diritto alla sua musica
Mi sembra che nessuno stia dicendo il contrario (a parte che Hegel non mi è molto simpatico): Allevi non è il nuovo, è semplicemente un compositore e un esecutore vuoto. C’è molto di nuovo e di qualità in giro, e invece si è scelto di portare al senato lui, questo sta dicendo Ughi, non che i giovani devono starsene a casa
< La musica cosiddetta «contemporanea», <atonale e dodecafonica, in ogni caso <non è più tale, perché
< espressione delle lacerazioniche <agitavano l’Europa in tempi ormai <lontani.
Io voglio sperare che Allevi conosca altra avanguardia che non sia atonale o dodecafonica, perché se no non ha neanche senso che parli da uomo (omino) di cultura: esiste musica contemporanea molto più contemporanea di quella atonale e dodecafonica,
forse al conservatorio si è davvero fermato a quello che gli insegnavano.
Ci sono state avanguardie come la musica elettronica (forse è più chiaro se dico elettroacustica, nata a Darmstadt dal pensiero di Stockhausen, non quella che si intende oggi come musica elettronica), la musica concreta e la musica spettrale,
oltre a compositori che hanno una loro grandezza pur non essendo facilmente accostabili a dei movimenti (credo): Scelsi, Ligeti, Kurtag, Romitelli, Sciarrino, ma dico veramente cose banali per chi ha studiato un minimo: loro rispetto alla loro epoca si possono considerare novità (per quanto di sicuro ci saranno compositori più attuali oggi).
< Ecco allora il mio progetto <visionario. È necessario uno sforzo <creativo a monte, piuttosto che <insistere solo
< sull’educazione musicale, gettando <le basi di una nuova musica colta <contemporanea, che recuperi il <contatto profondo con
< la gente. Ho provato a farlo, con le <mie partiture e i miei scritti.
Allora, di visionario non c’è proprio niente, è uno scopiazzare di idee che si potevano avere già all’epoca di Gershwin, e non capisco di cosa parli quando dice che solo in quest’epoca si possono scrivere delle musiche così complesse ritmicamente come le sue (frase che ha detto quando è stato ospite a 8 e mezzo): Stravinsky era già più complesso, per non parlare delle poliritmie del jazz, e ancora sto dicendo cose scontate.
< È stato necessario.
Eccolo, ancora, lui, la vittima sacrificale che si è immolata per noi.
< È una musica colta che non può <prescindere dalla partitura scritta e <che rifiuta qualunque contaminazione, <con le parole, con
< le immagini, con strumenti musicali <e forme che non siano propri della <tradizione classica.
Da questo dovrei dedurre che la sua musica non è influenzata dal jazz?
Quindi se scrivo un arrangiamento per musica jazz questo diventa musica classica per il fatto di averlo scritto?
< La mia non è una musica pop, perché <non contempla alcun cantante, alcuna <chitarra elettrica e batteria e
< non usa la tradizione orale, o una <scrittura semplificata come mezzo di <propagazione.
Sembra quantomeno riduttiva come definizione, sia della musica pop che della musica colta.
E’ colta perché è scritta?
Non è pop perchè non ci sono voci chitarre batteria o non è implicata la tradizione orale?
A me sembra che la musica colta si possa scrivere per qualsiasi organico, possa essere influenzata dalla tradizione orale e possa anche essere semplificata, come accade per molte suonerie dei telefoni cellulari.
< Il pubblico cui si rivolgeva Mozart <nel XVIII secolo era forse più colto <del nostro?
Scusate, ma io credo di sì.
Intendo: il PUBBLICO di Mozart, non i suoi contemporanei come forse voleva dire Allevi.
< Io, a differenza di lei, non ricopro <nessun ruolo istituzionale, non ho <fatto intitolare nessun Festival a mio <nome, non ho
< potere alcuno nel cosiddetto «mondo <della musica»
Dottor Allevi, cosiddetto da chi?
Mi definisca “potere” e “mondo della musica”.
Ma al senato c’è andato o no?
http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsVota.asp?IDsondaggio=1195#
sondaggio della Stampa…
sta vincendo Allevi…
ho visto il sondaggio..che tristezza.
sta veramente accadendo qualcosa di perverso in questo paese..abbiamo la carfagna come ministro, il nulla cosmico al potere, e allevi l’ha vinta su uto ughi, ripeto, uto ughi..
Allevi, quando parla di Avanguardia è in malafede. Nella discussione che ho avuto con lui a Roma abbiamo parlato anche dell’avanguardia, e abbiamo citato anche il minimalismo e la New Complexity (quest’ultima certe volte manco la conoscono gli storici della musica, visto che è veramente molto recente), un evidente segno che Allevi le cose le sa, ma le mistifica per il suo piacere…
Non è vero che il pubblico di Mozart aveva più cultura del nostro. Come ho detto altre volte, Mozart faceva Pop. Ma la sua genialità è stata proprio questa: è stato l’iniziatore filosofico di questa categoria musicale (non genere).
Le sue melodie sono di una semplicità e genialità disarmante.
Se non lo sapete, chi è cresciuto o è stato piccolo negli anni ’90, ha canticchiato a lungo Mozart:
http://www.youtube.com/watch?v=5OueTGtbUyk&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=SqTuy9trijw
Tornando ad Allevi, considerando lo stile della lettera, mi immaginavo, per citare un altro commento in un altro post sullo stesso tema
LEI FA UN USO CRIMINOSO DELLA CLASSICA!
In effetti io l’umiltà di Allevi non l’ho colta..
Commento #426 di lara-vleggendo qualche stralcio di interviste o scritti dell’allevi non si può non notare la sua arroganza.. come si fa a dire che sono cose inventate da qualche brutta cattiva e invidiosa?
bah
“Umiltà Allevi, con i discorsi che fa? Mio Dio, quando hanno inventato il termine “pallone gonfiato” secondo me pensavano a lui…
Commento #429 di PaoloNon so se sia più patetico Allevi con le sue esternazioni o una persona che si prende la briga di commentare così maniacalmente le sue affermazioni.
2 esauriti al prezzo di uno.
Commento #430 di Royroy, qui c’è gente che crede che prendere in giro gli altri sia un diritto insopprimibile inscritto nella tavola dei diritti fondamentali dell’umanità.
sono pazzi, o semplicemente cattivi ? questo l’eterno dilemma.
Commento #431 di claudiaMessaggio prova: ho problemi nell’aggiornamento di internet. Scusate
Commento #432 di GiuseppePer quanto concerne il sondaggio riprendo quello che ha scritto Gramellini qualche mese fa sulla stampa “ai ragazzi che si adeguano alla retorica della massa preferisco la solitudine dei numeri primi”.
Quanto alla umiltà di Allevi è come parlare della castità di Rocco Siffredi (lui si che è un mito!!)
Commento #433 di Giuseppeil tenore di certi commenti mi fa pensare ai 2 minuti di odio di 1984 (Orwell). Mascella serrata, digrignar di denti, in preda al livore, all’intolleranza ed al cinismo. E’ cosi’ gratificante? E tutto questo non all’indirizzo di un dittatore, di un boss mafioso, di un bancarottiere ma di un musicista. Un musicista!! Eppure ciascuno di questi commentatori rancorosi, spogliato dell’anonimato e dell’istinto del branco, saprebbe discutere pacatamente dei vizi e delle virtu’ di quello che rimane un essere umano che rende felici migliaia di altri esseri umani. Siete infinitamente migliori dell’immagine che date in questi commenti. Provate a ricordarvelo.
Commento #435 di fanuIo sono esattamente uguale all’immagine che do nel mio commento.
Ripeto quanto già, meglio di me, è stato scritto sull’argomento.
Nessuno spara a zero su Bocelli, Marco Carta e Tony Tammaro: nell’ampio panorama musicale tutti hanno diritto di esistere e lavorare per il proprio pubblico.
La cosa insopportabile è essere presi in giro: Allevi viene spacciato e si erge come il nuovo che avanza sul pentagramma, l’Ulisse del La diesis il Napoleone del pianoforte.
E’ evidente per una persona dotata di una minimissima educazione musicale che ci troviamo di fronte ad un soggetto che nulla ha a che spartire nè con i mostri sacri nè tantomeno con buoni autori contemporanei come Einaudi e
e/o Bollani (che non si sono mai azzardardati a dichiararsi Geni !!).
Per tutto quanto sopra il coro di pernacchioni che volano all’indirizzo di questo soggetto non solo è legittimo ….ma obbligatorio a difesa dell’intelligenza di ciascuno di noi
Commento #436 di Giuseppe@Fanu: grazie per avermelo ricordato: ora vivrò più serena.
Commento #437 di lara-vlara-v…vuoi dire…allevi prrrroot!…love,,,,,,,,b.
Commento #439 di biagiolara-v…non sono maestro…ma ciò che conta……sono solo……le emozioni…love,,,,,,b.
Commento #441 di biagioMi associo pienamente a quanto scritto da Giuseppe nel suo ultimo post e, come scritto da me poco prima e da molti altri, ben meglio di me, nei post precedenti. il problema non è che Allevi abbia il suo pubblico e faccia felice molta gente: è appunto che Allevi pretenda, oltretutto con atteggiamenti molto presuntuosi, di essere un genio e l’inventore di una nuova era musicale. Una pretesa che non sta assolutamente in piedi e visti anche gli atteggiamenti piagnucolosi con cui la ribadisce, dà sinceramente fastidio: eri un pianista fallito, c’hai avuto la botta di sculo di qualcuno che ha trovato la maniera di farti tirare su un bel pò d soldini grazie ad un’accorta operazione di marketing, stà zitto e ringrazia. No, si è (gli hanno) montato la testa e adesso si crede un genio. Che ha cultura musicale lo capisce subito; chi, come me, non ce l’ha, gli basta sentire qualche interpretazione di un meastro vero per capire la differenza tra una fuoriserie e una 500 truccata. Basta avere un buon paio d’orecchie e la mente sgombra da pregiudizi. Come esecutore Allevi a un Pollini non lava neanche le mutande; come compositore lasciamo perdere. Copia e pure male. Quanto all’essere presuntuosi, anche Muti pare sia insopportabile (dicono) e Benedetti Michelangeli aveva un carattere molto difficile e scostante. Ma, a parte che ad essere simpatici si fa comunqune una figura migliore, se sei Muti puoi fare il Muti. Se sei Allevi sei solo un presuntuoso pagliccio. E non dimentichiamoci che al Nostro piace raccontare balle, vedi il caso del concerto al Blue Note. io non so, ma non credo che Uto Ughi, che teneva concerti già a 12 anni, sia mai ricorso a simili miserabili espedienti.
Commento #442 di PaoloIo dico ke vi dovreste vergognare a pensare certe cose!Si vede bnissimo ke la vostra è sl invidia, xkè magari voi siete falliti nei vostri sogni…ma se 1 su 100 mila ce la fa nn è sicuramente da prendere in giro ma da stimare!! La sua musica è fantastica ed è da tempo che nn si scopriva 1 talento del genere in questo campo!E nelle sue interviste si capisce bn che ciò ke dice lo pensa davvero!W GIOVANNI ALLEVI!!!
Commento #443 di Silvia“ciò che dice lo pensa davvero”: esatto, è questo il guaio. Peccato che non lo pensi la maggior parte degli altri. O forse per fortuna: vuol dire che l’intelligenza non è ancora morta, nonostante gli sforzi di Maria DE Filippi (e altri)
Commento #444 di Paolouno su mille ce la faaaaa…. ma quanto è dura la salitaaaaa,,,,,,,,,,,,,,,Silvia….sempre love,,,,,,,,,,,,g.
Commento #446 di gianniForse nn lo pensa chi nn ama veramente la musica o nn riesce ancora a comprendere quello che trasmettono i suoi brani..
Commento #447 di Silvia@ il troll che si cela sotto il nome di Silvia.
Innanzitutto se vuoi perorare la causa Allevi cerca di evitare, se puoi, di utilizzare “ke” al posto di “che”, “sl” in sostituzione di “solo” et similia.
Ciò posto ribadisco che non ho mai pensato di fare il concertista, il premio nobel….sono laureato in giurisprudenza e faccio il lavoro che sognavo durante gli studi.
Non mi ritengo un fallito.
Tanto meno considero falliti (anzi!) musicisti come Muti, Pollini, Abbado, Ughi nei confronti dei quali non posso che rivolgere la mia più incondizionata stima.
Anche Allevi, a modo suo, non è un fallito: il ricciolone voleva popolarità e, momentaneamente, i suoi sogni sono esauditi: da qui a considerarlo un autore valido ce ne passa!!
Ribadisco quello che ho più volte detto: di Allevi odio le autoreferenti sparate superomistiche, i raccontini modello Remì e tutta questa ripugnante referenza dei media verso un pagliaccio
Commento #448 di Giuseppegiuseppe…sono segni del cielo…..è dio che ti punisce…perchè parli male di Giovannino..il Prescelto! stai in campana….e il pc si aggiusterà….abbi fede,,,,,love,,,,,,,d.
Commento #450 di DioA proposito di Dio….stasera ci sono “The Blues Brothers”…altro che scialbi riccioli
Commento #451 di Giuseppe…a proposito come mai non c’era nessun pezzo del ricciolone al Concerto di Capodanno??
Commento #452 di Giuseppefanu, non fare della ipocrita retorica cattomillennarista. questi sono infinitamente peggiori di quello che danno a vedere, per il sempiterno principio che la gente cerca sempre di mostrare agli altri la parte migliore di sè.
se tanto assurdo malriposto livore è quanto lasciano trapelare persino a natale.. beh.. c’è da stare preoccupati.
paolo il problema che tu descrivi risiede nei occhi, nel tuo sguardo avvelenato. tu vuoi trovare presunzione e superbia dove c’è l’esatto contrario.
quello che allevi scrive non è affatto “mi ritengo un essere supergenio eletto da dio”. al contrario, il suo è il punto di vista di una persona semplice, che ama quello che fa e che si stupisce del successo che gli capita. non credo sia un atteggiamento presuntuoso, credo sia velenoso pensare che lo sia.
la mia impressione è che egli sia veramente umile e che lo STUPORE con cui descrive le esperienze che gli capitano sia genuino, non frutto di un atteggiamento finto e studiati.
a me sembra che quando allevi parla dei grandi del passato e di coloro che oggi sono considerati i maestri della musica d’arte, lo faccia con molto rispetto e umiltà. eppure voi insistete ad attribuirgli pensieri che sono l’esatto contrario di quello che dice.
tutto questo è perverso e meschino.
Commento #454 di claudiaClaudia, io non capisco niente di musica. Però capisco di persone. non ce l’ho con Allevi, di cui non me ne frega niente. Pe me può fare la musica che gli pare ed avere il pubblico che gli pare. Ma basta rileggersi la lettera che ha inviato a Uto Ughi per capie che Allevi, l’umiltà, non saprebbe trovare dove stia si casa neanche col Tom Tom. E’ convinto di gettare le basi di una nuova era della musica, quando non sa fare bene neanche la vecchia. Il suo livello come esecutore è mediocre, come direttore d’orchestra è nullo e come compositore elementare, basta sentirlo. non ha nessun senso dei propri limiti e racconta pure balle sulle sue imprese. Insomma, il ragazzo(si fa per dire, visto che ha quarant’anni, è un pacco artistico creato da un’ottima operazione di marketing. Ed oltretutto è pure un piagnucolone insopportabile, il che mi dà molto fastidio. Ma cazzo, ma come fa una persona a dire che ci sia una sua fan che vada in giro con una bottiglia contenente “aria attraversata dalle note di Allevi”. Ma per favore! Ma neanche Berlusconi, che quanto a egolatria non è secondo a nessuno, l’ha mai sparata così grossa. E con questo la discussione si chiude qui. Siccome sono stato interpellato direttametne, ho risposto per educazione, ma è inutile tirarla lunga. Se a te Allevi piace, benissimo. A me non solo non piace come musicista, ma lo giudico presuntuoso e piagnucoloso. Sul lavoro ne ho trovati tanti e si riconoscono al volo: non è mai colpa loro. Non c’è problema: prima o poi si fanno fuori da soli. Anche se in verità quest osuccedeva anni fa. Ora li faccio fuori io direttamente. Vedi, la persona intelligente non cerca scuse, ma impara dagli errori e accetta le critiche (costruttie). Allevi non lo fa. Non so se ci sia, ci faccia, o se sia l’entourage di cui si circonda che a furia di dirgli quanto sia figo gli abbiano fatto perdere il contatto col la realtà. Ma non è un buon segno. I palloni gonfiati scoppiano al primo spillo che incontrano. E si compri una camicia e si tagli icapelli, che con ‘sto look da diciottenne fuori tempomassimo ha già rotto, cazzo!
Commento #455 di Paolopaolo.. dici che quelli come allevi credono che non sia mai colpa loro. ma colpa di che ? credo che il concetto cristiano di colpa-ad–ti abbia intasato la mente.
probabilmente allevi non si sente in colpa perchè.. semplicemente non ha fatto nulla di sbagliato.
siete voi che gli attribuite atteggiamenti biasimevoli che lui non ha affatto.
lui scrive la sua musica, la suona se lo invitano, riceve applausi, e ne è contento, poi riceve critiche, e ne è scontento. qual è il problema ? a me sembra che il suo attegiamento sia normalissimo naturalissimo equilibratissimo e per nulla riprovevole.
il veleno sta solo nel tuo sguardo, nello sguardo di chi non ama la sua musica, oppure non ama come lui è fatto, e usa quella che è una personale antipatia come scusa per addossargli difetti che o non ha oppure non sono difetti tout court.
e questa è una disonestà piuttosto grave.
Claudia, se leggi i miei commenti a tutti i post riguardati Allevi ti rendi conto di quanto sia stupido, falso e mistificatore. Ha più volte detto non poche cavolate e panzane mostruose.
E raccontare i propri anneddoti non è leggermente egocentrico?
Inutile continuare oltre la discussione, Claudia: non ci capiamo.
Commento #460 di Paoloil veleno sta solo nel tuo sguardo, nello sguardo di chi non ama la sua musica, oppure non ama come lui è fatto, e usa quella che è una personale antipatia come scusa per addossargli difetti che o non ha oppure non sono difetti tout court.
e questa è una disonestà piuttosto grave.
Ma le hai lette le sue interviste, hai letto il suo libro, hai visto i video su Youtube?
o meglio, Giovanni: ti sei riletto le TUE interviste, hai comprato il TUO libro (ahah!!), hai rivisto i video su Youtube? Ti rendi conto di quello che dici, oppure no?
claudia, non era “ipocrita retorica cattomillennarista”, bensi’ sincera retorica trascendentalista ;o)
Se mi si perdona la psicologia spicciola, a mio avviso uno dei limiti di Allevi e’ quello di essere patologicamente insicuro. Cio’ lo costringe a gonfiare l’ego decantando le sue gesta, per sostenere un’autostima precaria.
Io “in viaggio con la strega” lo sto leggendo con piacere e mi sembra la testimonianza autentica di una personalita’ fragilissima che non sa gestire le critiche e reagisce nel modo sbagliato, d’impulso (ma chi non lo fa?).
Cito: “ho quasi quarant’anni…Si direbbe di me che sono una persona matura, eppure uno dei primi pensieri che ho avuto dopo la registrazione di Evolution è stato: “devo farlo ascoltare a mio padre”. Volevo il suo giudizio, ho cercato una rassicurante conferma nelle sue parole”.
Oppure leggetevi il passo sulla cena con la band di Jovanotti (p. 30).
Quello dell’arte e’ un mondo dove la competizione feroce tira fuori il peggio delle persone.
Se fosse un leader politico sarebbe un populista. Ma per fortuna e’ un musicista e non fa male a nessuno, anzi. Avrebbe bisogno di qualcuno piu’ maturo di lui che lo aiutasse a liberarsi proteggesse dai suoi demoni, incanalando il suo potenziale. O lo vogliamo veder finire come Amy Winehouse?
@Fanu: povero piccolo Allevi! Diamogli anche un buffetto sulla testa, che è tanto insicuro!
Commento #463 di lara-vil veleno sta solo nel tuo sguardo, nello sguardo di chi non ama la sua musica
!
Commento #464 di SiminsenPiù che veleno, direi che nel mio sguardo ci sia solo noia. Inoltre dobbiamo distinguere cosa intendiamo per “sua musica.” “Sua” nel senso di quella che interpreta al piano mi suscita solo noia, perchè si tratta di un pianista medio, se non mediocre. Diciamo che lo sguardo è quello della mucca quando passa il treno. Ma quando parliamo di “sua musica” nel senso di quella che compone, dalla noia si passa apertamente al fastidio e subito dopo alla sopportazione: come compositore non vale niente, copia e copia pure male, collages di musichette qualsiasi. Non ci vuole conoscneza della musica, basta avere buon un paio di orecchie e un minimo di gusto. Ma il peggio di sè lo dà come direttore (si fa per dire) d’orchesrra: in questo è dannoso e offensivo. “Non mi interessano il tempo e le dinamiche”: allora tutti gli altri che le hanno studiate per anni sono coglioni. Voglio fare un giornalista, ma non mi interessano nè la grammatica nè la sinstassi. Voglio fare il ragioniere, ma non mi interessa la partita doppia: ma stiamo scherzando? (Vabbè, nell’ultimo caso ti assumono sicuramente in Parmalat, ma questa è la classica eccezione che conferma la regola;))
Commento #465 di PaoloSalve a tutti.
Allego, anche in questo forum, un interessante contributo di un mio collega sul cosiddetto fenomeno Allevi. Penso che sia utile.
“Riguardo alla musica “classica contemporanea” su cui insiste Allevi, ho dimenticato un elemento che credo possa ricollocare il fenomeno Allevi nella giusta dimensione, ossia una dimensione puramente commerciale; mi spiego:
chi è iscritto alla siae, sa che la siae ha un fondo di incentivazione della musica classica contemporanea (o colta contemporanea) che serve ad incentivare la produzione di nuova musica di estrazione colta. Questo fondo, o cassa, è alimentato da tutti i diritti d’autore percepiti dalla siae ma che la siae, per i motivi più vari, non ha potuto redistribuire (bollettini sbagliati, musica da discoteca non regolarmente depositata etc). Questo fondo è stato pensato proprio per aiutare quell’ambito musicale che non ha un mercato tale da poter sopravvivere con le sole vendite.
Come funziona?
io scrivo un pezzo, e lo deposito come “musica classica contemporanea”.
Lo eseguo in una rassegna dichiarata di musica classica.
La siae, oltre a pagarmi i diritti di autore secondo i criteri stabiliti per legge, mi premia, attingendo dal questa cassa.
Se per legge dovevo ricevere per esempio 1000 euro, la siae mi premia con questo fondo, moltiplicando per 4 o per 6.
Quindi ricevo, oltre ai 1000 euro, una somma aggiuntiva che varia dai 4000 ai 6000 euro.
Gli editori di musica conoscono bene la normativa, e consigliano, laddove è possibile, di depositare sempre il pezzo come musica classica, anche se di fatto la composizione è un brano semiimprovvisato secondo pattern precotti (in questo america e UK sono maestri) e modelli sperimentati (frase breve tonale o modale, passaggi ai toni vicini, linea melodica swingata);
capito perchè adesso anche i canzonettari scrivono opere?
Capito perchè insiste tanto, il candido e innocente Allevi, sulla classificazione della sua musica?
capito perchè i saltimbanchi vogliono uscire dal circo ed entrare negli auditorium?”
Grazie per lo spazio.
C.
Un paio di canzoni sono orecchiabili e tutto sommato carine ( NON è però musica classica). Di base è mediocre, ma c’è di peggio (tranne la canzone della foresta e dell’uomo, quella è un immensa caratura di caramello bollente sulle palle). Quello che lo rende inascoltabile, almeno dal vivo, sono le favolette premusica: alla prima ridi, alla seconda sorridi, alla terza ti chiedi se ci faccia o ci sia, alla quarta ti chiedi chi sia quel genio che ha eseguito quella mirabile lobotomia.
Ho sentito il concerto prima di conoscerlo (me lo avevano spacciato per un simil Einaudi), ma i soldi sono andati ad emergency e tirava molto quel pelo di…
Commento #468 di Urieleandrea biblioteco, dici che allevi è biasimevole perchè egocentrico. ebbene, è proprio questo il punto principale che contesto. c’è forse qualche problema nell’essere egocentrici ? la risposta è NO. l’egocentrismo non è un difetto: è solo l’atteggiamento di uno che si guarda dentro prima che fuori. il 99,9 degli artisti sono fatti così.
un egocentrico non fa del male a nessuno. egocentrico non è sinonimo di egoista. al contrario, è più egoista un eterocentrico che impone agli altri di fare quello che lui vuole, o di essere come lui è. essere egocentrici per di più ha l’inimitabile vantaggio che si pratica la bella arte del VIVI e LASCIA VIVERE, che significa NON INVIDIARE gli altri, ma rispettare le loro caratteristiche e ambizioni quanto si rispettano le proprie. meglio essere egocentrici che stare sempre a guardare quello che fanno gli altri, puntando loro il dito addosso e criticandoli, imitandoli, invidiandoli perchè facciamo di loro il nostro sistema di riferimento.
meglio essere presi da se stessi che da quella ottusa ambizione che ti porta a sopraffare gli altri e a sconfiggerli in una gara in cui i termini sono sempre: se io son fatto così, tu non puoi essere fatto colà, perchè siccome io guardo principalmente fuori di me (non dentro di me) il tuo modo di essere diverso da me, ovvero NON-ME, mette a rischio le ragioni della mia esistenza, e perciò ti devo distruggere o quantomeno soggiogare, combattere.
c’è una bella religione, che è il buddismo, che fa nel scendere dentro se stessi (cosa molto egocentrica che la cultura occidentale non sopporta) e nel navigare entro le proprie peculiarità una fonte di preziosa evoluzione personale e di saggezza superiore. credo che se si lasciasse più spazio all’egocentrismo la nostra civiltà sarebbe decisamente migliore e finirebbe finalmente quella ridicola morale eteroimposta che qui in occidente considera gli uomini come dei fanciulli inconsapevoli da trattare alla stregua di bovini.
il primo passo per uscire dalla bovinità è guardare dentro se stessi, non fuori, essere consapevoli, non eterodiretti, indipendenti e non conformisti, comprensivi e non invidiosi. perciò l’egocentrismo è il primo passo nella discesa verso se stessi e nel miglioramento di se stessi, che poi è alla base del miglioramento di tutta la società.
è veramente incredibile l’ignoranza che leggo nelle parole di quelli che criticano l’intrispezione/egocentrismo.
idem per quanto riguarda l’insicurezza: attaccare qualcuno perchè insicuro, augurargli di superare tale insicurezza come se fosse il male peggiore che esiste, è veramente un’ottica miope e facilona. a me personalmente danno più fastidio quelli che non hanno mai dubbi su chi sono, cosa vogliono, dove vanno. mi sembra che le certezze e gli atteggiamenti di chi si mostra come supersicuro nascondano in fondo un’incapacità di pensare, una superficialità e una semplicità nel considerare le questioni che trovo fastidiosa. ma di certo non mi scaglio contro di loro con la cieca veemenza con cui voi vi scagliate contro uno che invece non fa altro che farsi domande su se stesso e su ciò che fa. io non sto tanto a discutere se quello che dice siano scemenze o verità elevate: a me comunque interessa sapere cosa pensa di se stesso un artista, un coetaneo, un artigiano, un amico, un collega, chiunque purchè sia autentico e non un attore che finge sicurezze semplicemente perchè fa proprie conclusioni che altri hanno pensato per lui.
allevi non è d’accordo con il modo in cui viene classificata la sua musica ? bene. discutiamone. mi sembra che egli dica cose sensate, se non altro è interessante suscitare un dibattito in tal senso. di sicuro non capisco chi si crede di avere già capito tutto e tronfio di tanta gnosi si permette pure di prendere per il culo.
magari ci provassero tutti a pensare con la loro testa, senza appoggiarsi e soprattuto senza usare glialtri come oggetti su cui lanciare i propri strali.
Commento #470 di claudia@claudia: no, l’egocentrismo non è ” l’atteggiamento di uno che si guarda dentro prima che fuori”. Basta anche solo guardare su wikipedia, mica su un manuale di psicologia:
In psicologia, l’egocentrismo è la caratteristica di quegli individui che ritengono le proprie opinioni o i propri interessi più importanti di quelli altrui.
Su questa premessa adesso sviluppami un temino lungo come quello che hai appena fatto, che è da buttare nel cesso perchè basato su una premessa totalmente sbagliata.
Commento #471 di lara-vC’è un unico modo di definire quello che hai scritto, claudia: un prolasso di parole.
Commento #472 di lara-vSe ti vai a leggere i miei commenti puoi ben vedere come ho di rado commentato il suo atteggiamento, focalizzandomi più sulla musica…
Ma dubito che tu sia andata a leggerti tutti quei tomacci sparsi per il blog.
Scusate ma se non “posto” non si aggiorna…solo io ho problemi di aggiornamento ??
Commento #474 di Giuseppea me se premo F5 si aggiorna! poi però vedo certi pistolotti e me ne dispiaccio.
Commento #475 di RitaE finisce così? Quando con soli altri tre commenti il post entrerebbe nella top ten (a monito perenne)?
Ok: Caudia, vorrei sapere se a tua opinione esistono anche minuscoli margini di critica, o come direbbe io buon Giovannino, di ‘disvelamento’.
Non si può essere scettici sulla definizione della sua musica, sull’originalità dei suoi componimenti, sulla complessità delle partiture, sull’inarrestabile narcisismo, sull’insicurezza mascherata, sull’infantilismo, sulla demagogia delle sue parole.
Sono vietate o comunque sconsigliate tutte le manifestazioni di critica umana sociale o musicale sul fenomeno Allevi. Abolita l’ironia. Condannata senza appello la satira.
Ora immagino un universo parallelo di ispirazione fantastica, in cui prima di parlare si deve chiedere il permesso a te. Sarebbe un posto noiosissimo ancor più che dittatoriale.
Commento #478 di Lillyinsicurezza mascherata ? ma chi detiene il potere di determinare che l’insicurezza sia un’atteggiamento che lui finge ? mettiamo pure che sia autentica. è bello dare contro ad uno in questo modo perchè insicuro ? No, è cattivo, stupido, ingiusto..
idem per quanto riguarda l’infantilismo, che non mi pare sia frutto in allevi di una posa finta. allevi narciso ? non so. egocentrico, forse.
e allora va bene: se satira significa prendere in giro in sto modo uno che ha il grave difetto di essere insicuro e infantile, allora sono contraria alla satira, come sono contraria a tutte le forme di maltrattamento dei più deboli.
volevate che dicessi questo ? ebbene, l’ho detto e lo ripeto: non va bene dileggiare chi è più debole, a vario titolo (es. stupido, immaturo, ingenuo, infantile, sensibile, pauroso, incolto, ecc).
non va bene. è sbagliato. è cattivo dare contro agli altri perchè si ritiene che le sue opinioni e interessi siano una minaccia per la nostra propria esistenza.
per quanto riguarda la definizione di egocentrismo, wikipedia descrive un aspetto della faccenda, che è quello che non sanno guardarsi dentro colgono di un egocentrico: ovvero il fatto scandaloso che egli abbia i suoi parametri di riferimento dentro di se e non fuori. ovvero: egli ascolta prima di tutto la propria coscienza anzichè il furviante consiglio degli altri. attenzione bambini, che gli altri spesso sbagliano a giudicarti/consigliarti perchè proiettano su di te i loro complessi/problemi/ombre, e perciò fidarsi delle opinioni altrui, almeno per quanto riguarda la valutazione di se stessi, è un grave errore.
percià essere egocentrici, fare affidamento sulla propria coscienza anzichè su quella altrui è un segno di maturità, o almeno un segno che una coscienza la si possiede. invece chi fa delle opinioni altrui il proprio fondamento, e obbedisce a regole di comportamento e giudizio eteroimposte questa coscienza dimostra di non averla, ovvero di non ascoltarla. e questo fa di lui un burattino alla mercè di tutti, un cretino influenzabile, uno di quei deficenti che vivono di gossip perchè credono di poter imparare a vivere guardando come fanno gli altri, e soprattutto si ritengono quasi in dovere di criticarli perchè questo fa sentire loro di essere migliori e li illude di preservarsi in tal modo dal cadere neiloro stessi errori.
ma è una pia illusione, cosa che ciascun egocentrico sa bene, per averci riflettuto e averlo provato in prima persona.
perciò lo ribadisco: essere egocentrici, avere il proprio sistema di riferimento dentro di se, nella propria coscienza e non fuori, nelle regole imposte da altri, nei pregiudizi e nelle opinioni preconfezionate, è il primo passo per acquisire indipendenza di pensiero, autonomia nelle scelte, responsabilità nelle azioni, maturità, saggezza, comprensione, e soprattutto empatia verso gl ialtri anzichè la solita guerra di tutti gli estroversi contro tutti gli altri estroversi, che vedono la paglizza negli occhi del prossimo e non la grossa trave nei propri.
ma questa è una storia che dovreste già conoscere..
per quanto riguarda la definizione di egocentrismo, wikipedia descrive un aspetto della faccenda, che è quello che coloro che non sanno guardarsi dentro colgono di un egocentrico: ovvero il fatto scandaloso che egli abbia i suoi parametri di riferimento dentro di se e non fuori. ovvero: egli ascolta prima di tutto la propria coscienza anzichè il furviante consiglio degli altri. attenzione bambini, che gli altri spesso sbagliano a giudicarti/consigliarti perchè proiettano su di te i loro complessi/problemi/ombre, e perciò fidarsi delle opinioni altrui, almeno per quanto riguarda la valutazione di se stessi, è un grave errore.
Commento #480 di claudiaquanto al fatto che un egocentrico anteponga i propri interessi a quelli degli altri, mi sa che la definizione è sbagliata, perchè in queste casi si tratta di EGOISMO, e non di semplice egoccentrismo.
l’egocentrismo non è che la manifestazione esteriore dell’introversione. e non ha nulla a che fare con l,’egoismo.
pensare che l’introversione e l’egocentrismo siano la stessa cosa dell’egoismo è un bel modo per dare contro a chi semplicemente cerca di pensare con la sua testa.
guardate che il signor buddha era un grandissimo egocentrico. e pure leonardo, gesù cristo e via dicendo. tutte le persone evolute sono egocentriche.
Commento #481 di claudiaahi ahi socrate e leonardo fanno parte di quelli che qualcuno definirebbe culattoni
chi era?
ah si, tu claudia
nessun periodo storico è tanto egocentrico come quello in cui stiamo vivendo, solo che l’egocentrismo è autodistruttivo perchè avere se stessi come punto di riferimento fa perdere la percezione della complessità del mondo
(non è mica una mia opinione personale nè un attacco di buonismo, l’universo naturalmente e l’uomo artificialmente funzionano per reti sistemi e relazioni, mica per unità autoreferenziali!)
forse claudia il tuo discorso ha un po’ più di senso se sostituisci egocentrismo con coscienza di sè, cioè coscienza reale delle proprie potenzialità e dei propri limiti
ed è ancora una cosa differente da manie di protagonismo
Cazzo, claudia, hai stravolto il concetto di egocentrismo modellandolo a tuo piacimento. Non ti va bene la definizione di wikipedia? Allora andiamo a vedere su un comune vocabolario. Quello che ho in casa dice: “egocentrismo: il considerare se stesso centro dell’universo, rimanendo insensibile ai problemi degli altri”.
Quindi: empatia=zero, quindi possibilità di confronto=zero, quindi crescita personale=zero.
Hai sbagliato di nuovo, rifammi il temino.
Claudia…Buddha egocentrico??? Attaccato al sè???
Non mi sembra proprio.
Come dice il Dalai Lama nel suo libro “L’abbraccio del mondo”:
“Per esempio, se prendiamo in esame la nostra concezione del Sé, troveremo che siamo propensi a credere che esista qualcosa di solido e permanente al nostro interno, indipendente dagli elementi esterni, sia fisici sia mentali. La filosofia della vacuità afferma invece che questa visione non è solo un errore madornale ma costituisce anche la base per l’attaccamento, il senso del possesso e lo sviluppo dei nostri innumerevoli pregiudizi.”
Citando direttamente il Sutra del Cuore di Buddha:
“…nel vuoto, non ci sono
forma, sensazione, percezione, tendenza, coscienza;
né occhio, orecchio, naso, lingua, corpo, mente;
né colore, suono, odore, sapore, contatto, idea.
Non c’è regno visivo, e così via fino alla coscienza mentale.”
Infine, dagli insegnamenti del maestro Zen Seung Sahn sunim: “Nomi e forme sorgono dal tuo pensiero. Quando non pensi e non sei attaccato a nome e forma, allora tutto è uno. La tua mente-non-so taglia in due il pensiero. È la tua sostanza. La sostanza di questo bastone Zen e la tua sono la stessa. Tu sei questo bastone e questo bastone è te.”
Se ho capito male ciò che intendevi, spiegamelo.
Ma così come l’hai espresso fai sembrare il Buddhismo uno sterile ripiegarsi su sè stessi che ottiene solo di attacarsi ancor più alla forma.
Grazie se risponderai.
@ Claudia Troll.
Riprendendo l’ultimo post di lara-v ti sarà facile trovare sul vocabolario la definizione di “Egocentrismo”: si trova sopra la fotografia di Allevi
penultima riga post #485:
attaccarsi, ovviamente…mi sono mangiata una c!!!
La definizione che hai dato tu, ovvero quella di guardare nella propria coscenza non è la definizione di egocentrismo, ma di ideologia: si rapporta ad un modello di propria creazione la realtà. E se non lo sai, la filosofia contemporanea rinnega l’ideologia: da Kant in poi, è considerata… Come dire… Fuorviante?
Un prodotto dell’ideologia? L’applicazione del comunismo da parte di Stalin: Marx aveva stabilito dei criteri per sviluppare il comunismo. Lui ha deciso di fregarsene altamente (la fase delo stato socialista su tutte), perdendo di vista la realtà, e arrivando direttamente al comunismo. Per questo si è avuta una dittatura e non uno stato VERAMENTE comunista, nel senso originario della parola, e non nelle deviazioni dittatoriali che ha partorito il ’900.
Si deve attingere dal reale per trarne le proprie conclusioni. E’ ciò che fa la scienza con il metodo scientifico.
E poi perchè Allevi dovrebbe essere un “debole”?
Ma perchè le rispondete? Va bè che dobbiamo arrivare a 500 post, ma qui si esagera. Certe argomentazioni sfidano la legge di gravità, nel senso che è peggio che arrampicarsi sugli specchi. E poi ricordatevi della regola di Mino Maccari:”Mai discutere con un coglione: la gente potrebbe non notare la differenza”…
Commento #489 di PaoloPaolo, questa è una bella discussione in toni sostanzialmente civili. Cesserà quando si sarà esaurita.
Claudia, molto di quel che tu sostieni è più che ragionevole. Ma io penso che La Bionda abbia perfettamente ragione in merito al Buddha.
Il Buddha, Socrate, Plotino, Whitman, Emerson, Gesù, Krishnamurti e compagnia bella avevano comprenso che l’introspezione è la via maestra, ma non è la destinazione. Il punto di arrivo è l’Uno di Plotino, l’Atman dell’Induismo, il Superuomo di Nietzsche (che purtroppo lui stesso fraintese), l’Oversoul di Emerson, il Regno di Dio di Gesù, il “Tu sei il Mondo” di Krishnamurti, la coscienza cosmica, ecc. Tutte espressioni che indicano l’assenza di Ego, l’impersonalità. Egocentrismo ed eterocentrismo sono solo illusioni ed Ego è solo un mezzo, utile, ma indegno di essere idolatrato.
A questo punto i demoni interiori (paura, narcisismo, risentimento, ecc.: il samsara) svaniscono e rimane la Luce, come quella di Mozart (o di Einstein, o di Etty Hillesum).
La Luce che Allevi sta cercando (buon per lui).
Ma non fa prima a chiamare l’elettricista? Lo dicono anche a hollywood: “se proprio vuoi inviare un messaggio, lascia perdere il copione e manda un telgramma”. Adesso si fa anche prima: basta un’email. O no?
Commento #491 di Paolo@claudia
la Forza scorra potente in Allevi
–
..uh uh.. in effetti si sente, è vero!!
PS
Che la Scorra sia con Te e con tutto il Tuo Pirito!!
signorina g mi sto davvero trattenendo per non insultarti..
perchè se egocentrismo non è la stessa cosa che coscienza di sè (e infatti io ho scritto che è il primo passo per la coscienza di sè, a cui poi devono aggiungersi altri passi che impediscano di trasformare l’egocentrismo in egoismo), altrettanto vero è che egocentriscmo e mania di protagonismo non sono nè sinonimi nè lontani parenti, come tu stupidamente insinui.
signorina ti dimostri molto poco intelligente, per non dire incolta e gallina, e sono davvero infastidita ad argomentare contro una che scrive queste scemenze
per l’altra gallinadi nome lara, a cui finora ho raramente risposto perchè considero appunto gallina: considerare se stesso centro dell’universo è egocentrismo, rimanere insensibile ai problemi degli altri è egoismo.
nè wikipedia nè i vocabolari che tu possiedi, a quanto pare, danno definizioni di gran profondità, dato che tendono a confondere i significati di parole che invece dovrebbero essere usate con precisione chirurgica, dovendo noi parlare dell’ego di un altro essere umano che non spetta a noi giudicare e se lo facciamo, almeno facciamolo con prudenza e usando LE PAROLE GIUSTE, intese nel loro corretto e preciso significato.
egocentrismo significa solo mettere se stessi, la propria anima e personalità al centro delle proprie speculazioni/riflessioni, e porre in secondo piano le impressioni7influenze che si ricevono dall’esterno. perchè come dice socrate, per capire il mondo bisogna prima capire se stessi. dunque socrate è ego-centrico, ma per nulla egoista.
gente, prima di commentarmi andate a ripassarvi la filosofia del liceo. se non sapete le basi che parlate a fare ?
Commento #496 di claudiabionda, grazie per lo sforzo. almeno tu cerchi di capire prima di sparare amenità che mi fanno venire solo il nervoso.
che la conclusione di tutte le riflessioni, siano esse centrate su di se o sul mondo esterno sia il nulla, il vuoto, è una conclusione cui buddha e suoi discepoli sono giunti dopo decenni di meditazione.
e la meditazione, per tuo grande dispiacere, non avviene leggendo i blog, prendendo in giro i musicisti incolpevoli, spettegolando dell’ultimo flirt del tale vip o del colore delle maniche del vestito della vicina di casa. la meditazione si pratica chiudendosi in se stessi e osservando che cosa succede dentro di noi, che è cosa prettamente introversa e decisamente egocentrica, anche se poi quello che si scopre è che l’ego è solo apparenza e perciò l’egoismo è un male, ma poi andando avanti si scopre che pure l’anima è apparenza, idem per la religione, e tutti i grandi valori che tanti credano siano assoluti e immortali, e per dirne una che lascia sbalorditi, pure dio è apparenza, vuoto, nulla, figuriamoci che dire dei jeans di cavalli.
ma per capirlo bisogna fare il primo passo, cioè essere egocentrici. e il povero musicista che egocentricamente riflette su se stesso a me sembra che gli si possa dire tutto, tranne che sia da condannare perchè fa questo.
Commento #497 di claudiac’è una claudia/impostora che non sono io e che se non la pianta di millantarmi vado a chiedere al mio dio egocentrico e pieno di smanie di grandezza che la fulmini immantinente
Commento #498 di claudiache il punto di arrivo sia “l’UNO” lo dici tu perchè lo hai letto da qualche parte. per quanto mi riguarda io sto con la filosofia buddista che ripudia ogni assoluto, e crede che ipostatizzare concetti che invece sono SEMPRE RELATIVI sia la causa del conflitto e della violenza. I paesi dell’est non stanno a est della cina, ma da noi si ipostatizza e li si chiama così. Ed è una definizione vuota, semplicemente assurda. Peggio: è una convenzione. Gli assoluti sono trabocchetti del pensiero. E il monoteismo è la principale causa delle guerre.
Perciò non rompete e state zitti e buoni, che siete in errore e non ve ne rendete nemmeno conto, troppo presi a sciorinare l’estensione della vostra cultura tratta da qualche compendio di filosofia ad uso degli istituti tecnici.
quanto all’ideologia, essa è una teoria che nasce come elaborazione di riflessioni derivate da un punto di vista particolare (es. i morti di fame che cercano sistemi per assicurarsi il cibo minimo, i ricchi che cercano sistemi per salvaguardarsi dall’impoverimento, gli studenti che cercano sistemi per passare l’esame ecc) che per miopia, fanatismo e la sempiterna sopraddetta tendenza a ipostatizzare, sono eleveti al rango di valori assoluti: es. basare un’intero stato su una sola teoria politica (di destra o di sinistra, non ha importanza) è ideologico, perchè così facendo si misonoscono le esigenze, punti di vista di tanti che hanno altre teorie.
ideologia è fare di uno strumento pensato per funzionare in un certo contesto, qualcosa che si vuole funzionante in assoluto per tutte le situazioni. come dire: io sono estroverso, e il mio strumento di conoscenza è superiore al tuo, perciò uno che si comporta come introverso va attaccato e dileggiato finchè non la smette, perchè la sua via alla conoscenza è sbagliata, diversa dalla mia.
questa è ideologia, credere che i tuoi valori debbano andare bene per tutti.
e non è una cosa che uno egocentrico, di solito fa, essendo preso prevalentemente e per la maggior parte del tempo da se stesso.
Sai, tu le parole le usi proprio con precisione chirurgica, cara claudia, visto che confondi egocentrismo con coscienza di sè.
Commento #500 di lara-vSi si si va bene… (tranquilli è l’ultima volta che la nutro)…
…intanto da tutte le tecniche e le teorie filosofiche che hai sciorinato, pari pari, dai diversi filosofi che citati, sembrerebbe che la filosofia vada memorizzata a pappagallino nei principi e nelle applicazioni delle diverse correnti, invece che usata per creare una filosofia personale contestualizzata alla propria epoca, alle proprie necessità di crescita. Per riflettere.
Che è esattamente l’obiettivo dello studio della filosofia.
Perciò io mi permetto di suggerire a te di riprendere in mano i libri, evidentemente dell’università, e farne l’uso che dovresti.
Anche se io credo ormai che tu predichi questi papozzi a NOI, sperando che i grandi nomi ci facciano quel tanto di timore e pressione psicologica sufficienti a farci abbandonare la facoltà riflessiva e arrenderci, stopparci alla necessaria* ragione di questo o quest altro grande filosofo. Penso ti dia fastidio che gli altri usino la filosofia per PENSARE (n.d.r. Il suo scopo forse? Forse?), e l’ho capito dalla pervicacia con cui pretendi di farci bere certe assurdità argomentate assurdamente.
Mentre TU hai usato bene la filosofia per te stessa, si capisce.
A questo proposito vorrei introdurre l’elemento PERTINENZA. Esso è il primo criterio che si usa quando si definisce il senso di un termine. Perciò dire egocentrismo, salvo specificazioni esplicitate, non può che riferirsi al termine nel suo senso primo e comune.
Sennò cosa? “Da domani ragazzi, quando state per dire ‘introspezione’ sostituite subitaneamente con ‘egocentrismo’ mi raccomando, chè da ora vale il secondo significato!” Ma va là.
Perchè quando conversiamo noi presupponiamo che si stia cooperando per ottenere il massimo della comprensibilità. Il dizionario di lara-v dice benissimo, se tu che non capisci.
O se non ti piace quest’ultima storia contesta Grice e non me, per favore.
Le regole della pragmatica conversazionale non le ho inventate io.
Ha detto bene Paolo: sento lo stridore delle unghie che perdono presa sullo specchio, Claudia è ora di scendere!
* Che abbiano ragione non è affatto vero nè necessario, come si esegue una meditazione non lo decide Buddha ma chi la vuole praticare perchè quello che è importante è il percorso di domande e ragionamenti che tutti hanno fatto per giungere a una conclusione, non quella conclusione.
Ma io devo ripassare sui libri del liceo o PEGGIO di un istituto tecnico (dio non voglia!), dopotutto che ne so.
Commento #503 di LillyClaudia, di come la metti tu, proprio ciò che Allevi fa è ideologia.
Commento #504 di Andrea BibliotecoGrazie Betty Moore,la tua trilogia alleviana è stata la lettura più spassosa di fine anno. La si dovrebbe leggere sui quotidiani al posto di tanta tristissima e servile prosa.
Se posso aggiungo un’avvertenza.
Con il Senato della Repubblica Italiana, ormai pazienza: Giovanni Allevi, il cotonato “pifferaio magico” ascolano, s’è mangiato in insalata quasi tutte le maggiori cariche dello Stato, quel che è fatto, è fatto. Ho il vago sentore però di quello che potrà essere l’ulteriore passo in questa folgorante ascesa del nulla. Allora, da cattolico quale sono, metto in guardia le massime Autorità Vaticane, che già faticano a tamponare la costante migrazione di fedeli verso altre confessioni. Se vedrò il capelluto profeta “della nuova musica classica contemporanea” esibirsi alla Sala Nervi in Eurovisione alla presenza del Pontefice, giuro che mi convertirò all’istante al buddismo!
mi dispiace Claudia, mi è difficile controllare queste cose (parlo dei tuoi fake) quando i simpaticoni c’hanno degli ip mobili, come in questo caso. cercherò di tenerli sotto controllo il più possibile :-P
Commento #506 di Betty MooreBetty Moore, ALL(I)EVA DEL DEMONIO, pentiti o le saette del MIO DIO ti renderanno cenere!!!
Commento #507 di claudiaQuindi se ho ben capito ci sono due claudie, una meglio dell’altra.
Commento #508 di lara-vla sempiterna sopraddetta tendenza a ipostatizzare,
Ma questo è Morgan sotto mentite spoglie, eh. Tipo: “la miglior difesa è l’attacco”, si tutela.
Commento #509 di Anonimoe ancora da dagospia
http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-2419.htm
gervasio
in Vaticano già hanno Frisina, non credo che un Allevi possa aggiungere molto…
@Claudia, quella de “la filosofia secondo me”: stai dicendo un sacco di baggianate.
Commento #512 di Lemurakkiaciao Futak, ti spiego. mettiamo che vuoi linkare la parola Allevicacca, devi fare così: prima di Allevicacca senza spazi ci metti [a href="http://www.malvestite.net"] (con i segni di minore e maggiore in quest’ordine al posto delle parentesi quadre; e l’indirizzo che ti pare a te), dopo Allevicacca senza spazi ci metti [/a] (sempre con la sostituzione di cui sopra). e per il title lascia perdere, chissene, è una perdita di tempo, fai solo come t’ho detto.
Commento #515 di Betty MooreOltretutto, avete fatto caso quando racconta del “fotografo che sta rubando la sua solitudine” mentre se ne sta seduto a su un prato. A parte il fatto che secondo me non stava raccolto in meditazione, ma più prosaicamente stava cagando, ce lo vedete voi un povero paparazzo a fare il passo del leopardo per stare dietro ad Allevi? Sai le foto che vende poi, roba da transennare le edicole, visto i bagni di folla che regolarmente circondano questo Mocio vileda dal volto umano (vabbè, “umano…) Più facile, anzi, facilissimo, che la paparazzata sia stata organizzata dai suoi addetti alle pierre. Tranquillo, giovanni, che a tua sola – tudine non te la ruba nessuno. A meno che a qualche ricercatore del Cnr non serva in fretta un contenitore per il vuoto assoluto..
Commento #516 di Paolo[...] la paternità dei suoi fallimenti a questo o quel cattivone invidioso(consiglio la lettura di questo). Quindi cosa dovrebbe c’entrare l’intervista ad Ughi, che fa ottima musica classica [...]
Pingback #517 di Note dolenti « Cometa Periodicalilly, ma non sai che l’ammissione della propria ignoranza è un atto di grande egocentrismo ?
un vero non-egocentrico non vede mai le proprie mancanze, solo quelle degli altri..
io a questo punto me la rido
Commento #518 di claudiagervasio, benvenuto nel club degli abiuranti ! mettiti a tuo agio. vuoi qualcosa da bere ? una pastina ?
Commento #519 di claudiabetty, grazie della comprensione. non ti far ingannare dal commento 507. è lui l’impostore.
commento 518, preparati ! dio sta per arrivare (e conosce l’indirizzo del tuo blog)
Commento #520 di claudiaClaudia, ringrazio per l’accoglienza, ma dai già per scontato che io debba abiurare? Spero proprio di no! Finchè non vedrò con i miei occhi il cotonato da Ascoli zampettare sulla tastiera laddove suonò Arturo Benedetti Michelangeli, io sto con i cristiani. Oppure tu sai, per caso, se l’evento sciagurato sia già in cantiere?
Commento #522 di gervasioFinalmente il Corriere della Sera si occupa, sia pure trasversalmente, del caso “inadeguatezza di Allevi al Senato della Repubblica Italiana” (perchè questo è poi il vero oggetto del contendere)! Lo fa con un’intervista all’arpista Cecilia Chailly.
Intanto mi chiedo perchè il Corriere della Sera, Repubblica, Sorrisi & Canzoni Tv e molte altre testate abbiano taciuto miseramente sulla faccenda fino ad ora. Quel che mi viene da pensare è che le numerose testate di cui lo staff del profeta ascolano ha oculatamente acquistato intere pagine promozionali, abbiano taciuto in un misto di codardia e di prudenza. Secondo pensiero va a quelle testate che hanno pubblicato in allegato riedizioni di cd del cotonato da Ascoli e che quindi preferiscono reticere in nome del business.
Ma il peggio è altrove. Ve ne siete accorti che dal 2 Gennaio è calata sull’argomento una vera e propria scure censoria? Saranno arrivati segnali, intimidazioni, direttive, “suggerimenti” dall’Alto sull’opportunità di stoppare il dibattito prima che qualcuno si ponesse troppo insistentemente alcune domande? Domande tipo: ma di chi è la responsabilità della scelta di Allevi al Senato? Di quali consulenti musicali si avvale il presidente Schifani? E’ vero che l’ex-presidente Ciampi ha manifestato delle perplessità? E’ vero che il ministro dei Beni Culturali Bondi, era assente? Perchè una persona di grande profilo culturale (oltrechè istituzionale) come Giorgio Napolitano era lì ad applaudire?
Ma torniamo alla scure censoria che getta una luce sinistra sulla supposta libertà di opinione esistente in Italia.
Sul sito de Il Giornale hanno addirittura bloccato il pop-up per la lettura dei commenti (evidentemente sgraditi) ad alcuni articoli dello stesso quotidiano. E se fino a qualche giorno fa cliccavi su un certo link precedente al 2 gennaio venivi addirittura dirottato sulla faccia di Schifani con tanto di articolo redazionale intitolato “Schifani ‘regala’ 50.000 euro ai bambini romani’(o qualcosa del genere). “Regala”? Manco fossero soldi suoi! Poi però hanno tolto anche quel ridicolo contributo redazionale, probabilmente colti da un sussulto di vergogna.
Se poi si va sul sito http://www.informazione.it, dove fino al 2 gli articoli e le agenzie sul genio marchigiano pullulavano, e si cerca “Allevi” oppure “Ughi”, viene fuori altro! Come nulla esistesse in archivio!
Altro che libertà di parola garantita dalla Costituzione! Le massime cariche istituzionali dello Stato non solo sono immunizzate, ma nemmeno le puoi nominare in un ragionamento o nella formulazione di un’opinione. Dunque prevedo anche questo intervento verrà presto oscurato. Per chi ancora non lo sapesse, stiamo peggio che in Cina.
“Dai valà va a studiare ignorante!”. Propongo questo meraviglioso dodecasillabo di Anonimo come titolo del prossimo cd del M° Allevi, il cd della post-evolution in cui il cotonato da Ascoli dirigerà con due bacchette i Berliner Fisarmonicher (noto complesso marchigiano).
Commento #526 di gervasioNon essere inutilmente fazioso, Giuseppe. Se per una volta il ministro Bondi ha fatto una cosa buona, ammettilo!
Commento #528 di gervasio@ Gervasio:
Sono stato frainteso: l’assenza alla quale mi riferivo era quella di natura cerebrale
Commento #529 di GiuseppeGervasio: avevo letto “Beliner Fisarmoniker” e avevo pensato ad un’orchestra genovese X-D
Commento #530 di RitaRita, sei meravigliosa! Adesso che ci penso in effetti il complesso con cui il M° Allevi effettuò una memorabile tournée doveva essere metà marchigiano e metà genovese. Ma lo sai che nei siti alleviani qualcuno pensa sul serio che il plurilaureato pupazzo ascolano abbia diretto i Berliner Philharmoniker (sì sì, quelli di Wilhelm Furtwaengler e di Herbert von Karajan)?! Proprio uno che la bacchetta potrebbe più utilmente usarla per togliersi le caccole dal naso!
Ora, chissenefrega se un compositore pop come Allevi diriga o meno un’orchestra del genere? Ma siccome si vuol far passare la strabufala dell’Allevi fondatore della “nuova musica classica contemporanea”, si butta l’amo con quel tanto di imprecisione e vaghezza, e poi si aspetta che i pesci abbocchino. E ce ne sono, quanti ce ne sono!
Dopo Ughi proseguono le proteste:
http://ilmanifesto.it/175/?tx_ttnews%5Bb.htm
Ieri s’aggiunge vibrante protesta di Cesare Mazzonis rivolta a Corrado Augias. Eccola qui:
Repubblica 8.1.09
Allevi e il concerto delle polemiche
risponde Corrado Augias
Caro Augias, mi lasci tornare sull’imbarazzante episodio verificatosi in Senato per il concerto delle festività di fine anno. Un Senato e un presidente della Repubblica posti ad ascoltare un’orchestra diretta da chi palesemente non sapeva dirigere, oltre ad essere un mediocre pianista che esegue proprie musiche che non saprei se qualificare da piano-bar o da che cosa, il tutto reclamizzato come rivoluzione nella musica contemporanea. Mi pare faccia pari con due secoli di lotte sociali serie e talvolta tragiche sfociate ultimamente nel trionfo di Luxuria all’Isola dei Famosi. Di sciocchezze se ne sono dette da Adamo in poi, soltanto non esisteva il megafono dei “media”: dunque sarebbe auspicabile un po’ di cautela prima di spararle pubblicamente. Aggiungerei che con queste marmellate in cui tutto si equivale non ci dovremmo stupire se tanta gente non sappia più stare al mondo, e si comporta di conseguenza. Ci apprestiamo a festeggiare l’Unità d’Italia: spero che il collante che ci unisce non stia diventando l’idiozia. “L’Italia s’è desta” oppure “l’Italia sede e sta?”.
Cesare Mazzonis Direttore Artistico dell’Orchestra Nazionale Rai
Risponde il dott. Corrado Augias su Repubblica:
<>
Grazie, Mazzonis! Era indispensabile giungesse una voce della Sua competenza a rinforzo del parere esposto dal M° Uto Ughi. Ed era indispensabile questa voce giungesse dall’ambito Rai. Un amico tedesco, dopo aver visto quel penoso spettacolo, mi ha telefonato da Berlino canzonandomi per quello che aveva visto in Eurovisione! Mi chiedeva chi fosse quella scimmia munita di bacchetta che era lì a rappresentare il prestigio musicale italiano in Europa. Miglior modo per ravvivare il luogo comune degli italiani cialtroni non si poteva trovare. Mi sono vergognato come italiano, non sapevo che cosa rispondere.
Ha ben fatto, prof. Mazzonis, a dirigere la Sua missiva al quotidiano La Repubblica, finora distintosi brillantemente per non aver trattato la questione scandalosa del M° Allevi al Senato. Anzi la domanda è proprio questa: perchè La Repubblica ha potuto tacere, finchè non è giunta una missiva della Sua autorevolezza a rendere ineludibile una risposta? Forse perchè qualcuno pensa davvero il M° Allevi sia “un artista di sinistra”? O forse perchè il quotidiano La Repubblica ha rieditato in allegato cd del maestro di Ascoli e preferisce tacere in nome del business?
Il concerto di Allevi in Senato è stata l’ennesima trappola del centro-destra. Scelta perfetta – Schifani sei un genio! – per intercettare un nuovo potenziale elettorato giovanile (quello che segue estasiato gli esangui conati creativi del genio di Ascoli), imbavagliando nel contempo la sinistra, impossibilitata a dire qualche cosa di fronte a tanta vergogna (perchè se Allevi è dei “nostri”, quel che fa, deve essere bellissimo per forza)! Per fortuna abbiamo artisti coraggiosi come Lei, come il M° Ughi, che all’assopirsi della ragione, reagiscono gagliardamente additando lo scempio. Grazie ancora.
[...] esprimere un’opinione piuttosto che un tifo, ma vuoi mettere il divertimento di leggere una cosa del genere? E suvvia. La terza, è che Uto Ughi che si cala in una specie di rissa da pub, sperando che [...]
Pingback #533 di Riflessioni attorno ad una polemica | Licia TroisiQualcuno potrebbe dire che, sulla questione dell’artista che si astiene dal fare critiche ai colleghi pubblicamente, Licia Troisi sia anche troppo politicamente corretta. Io, al contrario, trovo che sia di una onestà intellettuale apprezzabilissima, soprattutto in questi tempi in cui ogni artista (scrittore, musicista o pittore che sia)tende ad ergersi a Padreterno assoluto, con il solo risultato, peraltro, di sottolineare la propria mediocrità …
Commento #534 di breschau di livoniaricordo a molti che il NOSTRO presidente della repubblica era amico di Luigi Nono. Ed ora applaude al fenomeno G.A.
o mentiva allora con Nono o proprio s’è disabituato alla musica d’arte.
E lo so chopper, è dura da mandare giù.
Tirati su con questo colpo di genio e, mi raccomando, diffondilo quale anticorpo al Patacca da Ascoli!
http://www.joshuaheld.com/All/all.html
Betty Moore, diamine, batti un colpo! Avrai letto la patetica risposta di Giovannino a Ughi sulla Stampa e l’intervista al medesimo Giovannino sulla Repubblica di ieri. Ci sono vagonate di corbellerie che la tua penna affilata potrebbe chiosare analizzando questi due ennesimi capolavori di una mente disturbata. Avanti, non farci stare in pena!
Commento #537 di protasioho chiesto alla mia vecchia amica Mara (diploma in pianoforte con 10/10, laurea in architettura e filosofia con 110 e lode) cosa pensasse di Allevi.
E’ stata la prima volta che l’ho sentita bestemmiare.
Andiamo in pace
“ho chiesto alla mia vecchia amica Mara (diploma in pianoforte con 10/10, laurea in architettura e filosofia con 110 e lode) cosa pensasse di Allevi.
E’ stata la prima volta che l’ho sentita bestemmiare.”
AHAHAHA…ehm scusate…
A Klingsor:
Eh, non sai che è una parruccona invidiosa? =P
indipendentemente dal fatto che allevi vi PIACCIA o meno, sia come persona che come musicista, penso che molti qui dimentichino la parola “rispetto”.
perchè per quanto la sua condotta di vita possa infastidirvi, o generarvi invidia, lui non ha finora insultato nessuno di voi, mentre voi lo fate apertamente, tranquillamente, senza troppi fronzoli.
un conto è avere una preferenza ed un’opinione, un altro è insultare il prossimo.
(e per favore niente filosofia spicciola “è lui che insulta la musica classica”)
Commento #543 di uhmuhm,
guarda che quando si giudica la musica i gusti sono l’ultima cosa di cui tenere conto. L’importante sono le scelte compositive e null’altro. Chi, come Allevi, scrive musica già sentita e per niente rilevante dal punto di vista artistico, deve aspettarsi che glielo si rinfacci. Peggio per lui.
Ma è possibile che ci sia sempre qualcuno a rompere con ‘sta storia dell’invidia? Io, come suppongo tutti i comuni mortali, sono solita ammirare gli artisti che trovo bravi e, di conseguenza, parlarne bene. Se dico che un musicista o uno scrittore fa schifo è semplicemente perchè la sua inettitudine mi salta all’occhio e mi deprime. Perchè mai dovrei invidiare un artista che non apprezzo? Ma soprattutto, chi lo fa?
Commento #545 di breschau di livoniaVi abbraccio per questi post sulla figura(ccia) di Allevi, il Re del nulla musicale. Mi ero ripromesso al momento di riaprire il mio spazio web, come prima cosa di distruggere, oh beh, soffiare via la nebbia che non permette di vedere quanto ridicolo e presuntuoso sia questo personaggio da avanspettacolo. VI ringrazio per i bei post, scritti bene e ineccepibili nella critica. Per chi parla di invidia, si ricordi che il Napo Orso Capo del pianoforte, si vanta e si gioca la faccia nel campo dell’arte e il rispetto lo si ottiene come artisti non come venditori di fumo. E comunque il rispetto non è in bundle con le persone, ma va conquistato.
Commento #546 di ErlkoniGscusatemi se non sono stato molto chiaro, ma non intendevo affatto dire che tutte le vostre critiche erano vuote perchè mosse dall’invidia (l’ho infatti inserita in opzione “fastidio generato dalla sua musica”).
io sono ben felice che la gente, ancora oggi, pensi, generi un’opinione, si faccia un’idea sulle cose e prenda una posizione: finchè tutto questo esisterà, ci può essere speranza per delle nuove generazioni abili e motivate :)
quel che volevo solo far notare era il TONO della critica. perchè tra dire “non mi piace la sua musica, penso che la sua casa discografica giochi su una trovata commerciale” e lasciarsi andare a insulti gratuiti che vanno dallo schifo, ridicolo, etc .. beh, ce ne passa.
comunque buona continuazione di discussione!
Commento #547 di uhmcommento #542: “Ceterum censeo Cotonato delendo esse…?”…… Paolo TI ADORO!!!
Commento #548 di ceciho letto il post su Morgan ma per ora, secondo me, Allevi stravince.
Commento #549 di RitaGrazie, Ceci, ma non è proprio il caso. Ci sono commneti magari meno diveertenti, ma molto più significativi del mio. E comunque non ho ancora capito chi sia il mandante delle cazzate che mi vengono in mente. Più o meno come Aleevi, ma ma almeno io non ho la pretesa di avere il numero diretto di Dio
Commento #550 di PaoloGrande Betty. Ho appena scoperto il tuo blog da una settimana e mi sono sparato tutto Allevi, Morgan, Carfagna, Amici… oltre a scrivere bene sai essere pungente e ironica. C’è bisogno di persone intelligenti e con houmor in rete! GRAZIE!
Per quanto riguarda Allevi, concordo pienamente con le critiche, la sua musica avrà il pregio di aver emozionato folle di teenagers con melodie da film, e questo ci può anche stare, ma l’autoesegesi dell’autore è insopportabile e da condannare
Commento #551 di pietroHai ragione, Giovanna, non lo merita! Manco avesse scritto la Sagra della primavera …
Commento #553 di gervasioè ufficiale la MODA di G.A. comincia ad esaurirsi. Ci si ricordera di lui come della “famosa nevicata dell’85″ ;)
bene bene…
erlkoenig, sei tu????
betty, come sempre sei inimitabile. Mi ha fatto piacere leggere anche – nei commenti – il pensiero di mazzonis (non poteva essere diverso) e soprattutto di augias (per fortuna valà che abbiamo esseri pensanti ogni tanto – da riflettere sul colpaccio gobbo di schifani…che sia vero?:-)))))
Sulla querelle Ughi-Allevi non mi pronuncio. Così come non mi pronuncio sull’effettivo valore della musica di Allevi. Il mio commento lo dedico a un altro argomento e cioè: “Come un ufficio stampa ti può cambiare la vita.”
Per chi non lo sapesse Allevi non ha sempre avuto un vero ufficio stampa, non ai tempi dei primi due cd, che infatti hanno venduto pochissimo. Poi, miracolato sulla via di Damasco, è passato alla Parole e Dintorni, il più grande ufficio stampa musicale d’Italia.
E in meno di un anno è diventato un fenomeno. Come?
Pensateci bene…
Non capita mai che la stampa generalista si interessi di un artista PRIMA che abbia avuto successo.
In genere accade così:
1) o l’artista partecipa a qualche manifestazione particolarmente importante (vedi Sanremo) dove ottiene visibilità e/o successo;
2) o l’artista attraverso canali alternativi ottiene successo da solo (vedi Mika su MySpace);
3) o la stampa SPECIALISTICA si accorge dell’artista e pian paino gli consente di ritagliarsi un pubblico di nicchia che, ancora una volta pian piano, si allarga.
In tutti e tre i casi la stampa generalista (i quotidiani a tiratura nazionale, i settimanali, i mensili) arriva sempre DOPO.
Nel caso di Allevi, invece, è venuto tutto PRIMA.
Segnalazioni, interviste, articoli…ovunque. Dalla sera alla mattina un vero e proprio bombardamento mediatico, studiato a tavolino, attraverso cui prima della musica è stato venduto “il personaggio” ricorrendo al facile stereotipo del genio incompreso e alienato ma dotato di un rivoluzionario talento.
In questo florilegio di articoli si parlava del gamberetto di Allevi, della pasta al tonno di Allevi, della torta al cioccolato di Allevi, delle crisi di panico di Allevi, mai della musica di Allevi.
Qualcuno sa cosa mangi prima di un concerto Biagio Antonacci o Vasco Rossi? Eppure sono entrambi sulla scena da decenni…
Anche loro, che pure sono artisti pop, hanno avuto più pudore.
Che io ricordi non si è mai parlato tanto di un artista e così poco della sua arte, e mai così tanto di un artista prima ancora che diventasse veramente famoso.
Se qualcuno dubitasse ancora che dietro ad Allevi, come giustamente sottolinea anche Ughi, c’è una enorme e msitificante operazione di marketing, aggiungo questa considerazione…
Come mai pochissimi giornali hanno riportato notizia o dato comunque risonanza alla querelle Allevi-Ughi che, invece, ha tenuto banco su internet per un mese?
Sarà forse perché il più grande ufficio stampa musicale d’Italia tiene tutti i giornali per le palle?
Se parli male di Allevi, dimenticati l’intervista con Ramazzotti…
MA ALLORA CHI E’ DAVVERO PARTE DI UNA CASTA? E’ UGHI CHE ESPRIME LA REAZIONE DI CHIUSURA DELLA CASTA DEI MUSICISTI O E’ ALLEVI CHE E’ MANIFESTAZIONE DEL POTERE DELLA CASTA DEGLI UFFICI STAMPA?
Vi lascio con questo interrogativo.
Quanto tempo ci avrebbe impiegato Allevi a raggiungere il successo con le sue forze, cioè senza approfittare di una grancassa mediatica che nessun altro musicista ha mai avuto a quei livelli?
Le ragioni di questo privilegio ci sfuggiranno sempre, temo, ma ci resta da chiederci: sarebbe mai arrivato anche soltanto a 1/3 del successo, costruito sulla stima e sul vero passarola, di un Bollani?
@anonima, non è che poi le ragioni di tale privilegio siano davvero tanto oscure. Immagino che siano le stesse per cui la ditta De Filippi&Costanzo sforna programmi di livello complessivamente demenziale, con ospiti di cui importa poco a chiunque sia dotato di un minimo senso critico, e con i soliti vipparoli scarsi che acquistano popolarità senza essere neanche in grado di esprimere un pensiero elementare in maniera accettabile (figuriamoci quelli complessi).
Commento #557 di Lemurakkia@Lemur
Certo, le ragioni in generale sono chiare, individuare un talento medio da vendere come genio al pubblico televisivo. Intendevo…perché proprio lui? Cioè, ce ne saranno tanti di Allevi in giro, no? Ma immagino sia un interrogativo inutile, nel senso che non sposta niente. Lui o un altro non cambia il senso dell’operazione. Purtroppo…
Diciamo che Allevi ha avuto fortuna. L’uomo giusto al momento giusto. Con il complesso di onnipotenza giusto.
Commento #559 di LemurakkiaMuch ado about nothing. E soprattutto molta noia.
Commento #561 di danielparlando d’altro …: il prossimo Leone d’Oro Musica alla carriera verrà assegnato a Gyorgy Kurtag?
Commento #562 di Anonimo[...] per i fattacci loro. Una roba così scomposta, goffa, così imbarazzante che se lo magna, al Giovanni Allevi direttore d’orchestra (ché lui, almeno, si dimena da tarantolato: fa ridere [3]). Io me l’ero già chiesto allora, [...]
Pingback #563 di le Malvestite » Blog Archive » Federica Fornabaio: chi?! una che annegava a Sanremo davanti a Marco Carta e fa le musiche di ER quando muoiono i vecchiettiè trp bll….io l’ho letto….è un grande giovanni….e so suonare tntissime cs grazie ai suoi consigli che scrive sui libri…..ti voglio bn….
Commento #564 di Anonimo#564
è trp bll….io l’ho letto….è un grande giovanni….e so suonare tntissime cs grazie ai suoi consigli che scrive sui libri…..ti voglio bn….
I suoi libri sono scritti così?
Commento #566 di ggalDa musicista non posso che sorridere a questa trilogia.
Ho scoperto il tuo blog oggi pomeriggio e lo sto divorando.
complimenti vivissimi….davvero!
Divertente e ironico come pochi!
Rispetto!
Commento #567 di Mrelemgiuseppe, ma alla fine ha funzionato il computer? il mio ora pure non va tanto bene .credo
Toner Fiuta
Commento #568 di toner fiutaAh, ma è sposato Allevi?
Nemmeno lo sapevo…
E non vi viene in mente nessun altro, così, pensando a questo personaggio immenso, buono dolce e tanto bravo, coi superpoteri magici, amato dai ragazzi e dai puri di cuore, snobbato e deriso dai malvagi e dai conservatori invidiosi? Niente niente?
cioè io a questo punto stavo già pensando a gysus, tutto torna, è seguito dalla “regia dall’alto” converte i tassinari e dispensa parabole su se stesso.
Commento #570 di zofsì, vogliamo la casta blindata e chiusa. Se devono uscire “genietti” dell’ultim’ora come questo, meglio il nulla.
Commento #571 di Houghmalder S. Sequis Donatroy, qui c’è gente che crede che prendere in giro gli altri sia un diritto insopprimibile inscritto nella tavola dei diritti fondamentali dell’umanità.
Claudia, si chiama ironia. Ironia. C’è chi ce l’ha e chi no.
E usarla è un diritto fondamentale e inalienabile dell’umanità: se non lo fosse, la vita sarebbe decisamente più bestiale e noiosa.
Ma, come ho già detto, c’è chi ce l’ha e chi no.
Allevi, evidentemente, no.
Un rigurgito Alleviano oggi al tiggì3.
“Ora parliamo del musicista Giuseppe Allevi che è ritornato in Italia dopo un lungo tour all’estero.”
Se è stato declassato da prezzemolo a peperone, quarcosa vorrà dì.
“Numerose critiche: la tua musica è buona solo per le sale d’aspetto.”
“eh ma son le stesse critiche che facevano a Debussy.”
Sì, uguali spiantate XD. Poi se n’è uscito con una sparata epocale che ora non ricordo perchè i miei neuroni vogliono preservare la mia intelligenza.
Commento #573 di WeirdintheWyrdha davvero detto così? dimmi che non è vero…dimmi che non ha nominato proprio debussy, claude debussy….ti prego, oggi andava tutto così bene…
Commento #574 di luca chinaskiLuca… cerca l’edizione delle quattordici e mezza del tg3 di oggi. Servizio di chiusura.
“The horror! The horror!”
No grazie, mi fido ciecamente, chissà come mai ti credo…
Commento #576 di luca chinaskiDavvero un bel post e una bella figura (???) per costui
Quel che mi viene da pensare è se questo tizio qui non si vergogni o meno delle cazzate che scrive
E’ c’è persino chi le compra e piacciono, eh
ciò che è complesso e incomprensibile è di valore superiore, mentre ciò che è semplice e accessibile a tutti è popolare nell’accezione negativa del termine
……………………..
Mi ha illuminatoooooooooooooooooooo
ecco perché non capisco il professor Stefano Zecchi, Paolo Crepé, Alba parietti, Gigi d’alessio, La Defilippa…
Signore fammi rimanere deficiente e volgare come sono.
Giovanni Allevi Pippo Franco
Th.De Hartmann G.I.Gurdjieff
Vote for Betty Moore!
Commento #579 di BelfagorruVa be’.. anche lui è un personaggio un po’ macchiettistico, dice cazzate, ecc ecc, concordo in pieno.
Ma quando dice che spesso “il critico parla da artista frustrato che gode a stroncare colui che, a suo parere, gli ha rubato un posto nella storia” un po’ di ragione (forse) ce l’ha.. e non vale solo per i critici. L’invidia rende la gente talentuosa nel dire cattiverie (anche se a volte uscirsene con questa storia del “sietesoloinvidiosi” è solo un goffo e sbrigativo tentativo di confutazione, ne prendo atto).
Ogni tanto però sarebbe bene farsi l’esamino di coscienza e controllare quanto siamo sinceri con noi stessi e coerenti col prossimo, o si rischia di diventare arroganti come coloro che critichiamo, IMHO.
Commento #580 di Paco matricianix“Un perfetto strutturalista di Darmstadt”
Ma quando cazzo è uscito dal conservatorio?! Nel ’56?
Se ha scritto una cosa del genere, è veramente una capra!
Commento #581 di indyeuge[...] l’ispirazione?, l’ispirazione? – Franco Battiato risponde alla Giovanni Allevi, l’ispirazione è un diarreino fulminante inaspettato, mi è venuta un po’ così. Ho [...]
Pingback #582 di le Malvestite » Blog Archive » Franco Battiato e Daniele Bossari, Io chi sono?Paolo scrive:
“E comunque non ho ancora capito chi sia il mandante delle cazzate che mi vengono in mente.”
. Se vuoi te lo dico io chi è il mandante. Hai copiato la frase dal testo: anche le formiche nel loro piccolo si incazzano. Il bello è che critichi Allevi, proprio tu che copi le battute altrui per sembrare divertente. Che squallore…
Commento #583 di AgostinoRodelinda,
ho l’impressione che tu non distingua il concetto di ironia dal reato di diffamazione.
ecco, lo dicevo che sarebbero arrivati i Lawyers…io non ho scritto niente di diffamatorio, a parte che allevi è un coglionazzo, m’hanno rubato l’ID, dev’essere stato il padano dell’altro post!
Commento #585 di ladoniaahahahahahhahaa ma io ti amo :’D lo giuro!
che squallidissimo surrogato xD
Commento #586 di yukiSTARyuki star ? … yuki ho ben preciso…star mi ricorda il cane vy , che ci sia qualche yuki star e che io possa centrarci ? o che ci sia qualcun’altro con la passione per la neve giapponese e per le stelle ? mha
Commento #587 di mabboAhahahah!! questo capolavoro letterario l’ho letto anche io! Altro che i promessi sposi!!!!! queste si che sono storie apppassionanti!!!
Commento #588 di EveyMa vi siete mai accorti che Allevi è identico a Roberto Ciufoli con una parrucca di Gullit…
MA IDENTICO
Beeeeeeeetttiiiiiiiiiiii! Tooooooornaaaaaaaaaaaaaa!
Commento #591 di BettyTORNA[...] tutto quello che ho già scritto nella Prima Trilogia (1, 2, 3) comincerei aggiungendo che a questo punto, io, se non sapessi che G.I.O.V.A.N.N.I. è un [...]
Pingback #592 di le Malvestite » Blog Archive » G.I.O.V.A.N.N.I. Cos’è cambiato? Ve lo dico io: adesso il suo scrittore preferito è BUKOWSKIAllevi sostiene che il paradigma che sostengono i suoi detrattori sia che “ciò che è complesso e incomprensibile è di valore superiore, mentre ciò che è semplice e accessibile a tutti è popolare nell’accezione negativa del termine.” Voglio fargli ascoltare questa canzone leggendaria: http://www.youtube.com/watch?v=SD5engyVXe0&feature=related che è Firth Of Fifth dei Genesis. Una canzone di un gruppo rock, quindi non una sinfonia scritta da qualche parruccone di conservatorio. Un brano per carità, abbastanza complesso, ma di certo non “incomprensibile”. È una canzone. Eppure voglio vedere se Allevi sarebbe capace di scrivere qualcosa di lontanamente paragonabile non dico all’intera canzone, ma al celeberrimo e leggendario intro di pianoforte, che ha una musicalità ed un sentimento di cui tutte le sue composizioni messe insieme non arrivano neanche ad una frazione infinitesimale.
Commento #593 di KahlessAggiungo anche che è una canzone famosissima, riproposta da tantissimi altri artisti e la suddetta parte di piano è una delle cose che qualsiasi pianista arrivato ad un certo livello impara, un pò come Stairway To Heaven con la chitarra. Quindi per l’appunto è una delle cose di questo livello meno “inaccessibili” che conosca.
Commento #594 di KahlessPer tutti i vari troll pro-Allevi e se-non-vi-piace-non-criticate:
la questione va ben oltre i meri gusti personali. Si parla di rispetto verso il consumatore che ha PIENO diritto di lamentarsi se il prodotto che gli si vende è farlocco. Sorvoliamo sul discorso artistico -che di arte non ce n’è manco un’oncia- e andiamo sul piano qualitativo. Vendere le istant-musichette di Allevi richiede molto meno tempo e soldi che produrne di nuove (per davvero!), studiate e curate. E’ sullo stesso piano della Mondadori che non garantisce al proprio pubblico degli editor degni di questo nome e permette a Licia Troisi di scrivere di battaglie e guerrieri senza capirne mezza. Neanche si può concedere il beneficio dell’ingenuità e del prodotto fresco e innovativo non privo di pecche. E’ rigurgito e basta, roba rimasticata e vomitata in pasto al pubblico solo per tirarci su due soldi facili. Altro esempio ancora così è a prova di cretino il discorso: la Square Enix che pubblica un Final Fantasy XIV impubblicabile, pretendendo di farlo pagare e di riscuotere un abbonamento. Adesso escono le patch perchè, dice il portavoce, il gioco “non era pronto”. Bravo. Vedi che le cose le sai? Posticipavi la data di uscita e sfornavi un prodotto passabile. Si tratta di RISPETTO verso chi compra, che dovrebbe essere fruitore e non bestia da pascolo.
A livello etico è come aprire un chiosco di limonate e allungare la bibita col piscio perchè costa poco e il colore è grossomodo simile. Chi ha una vaga idea di come sia fatta una limonata mi sgama ma i gonzi che si bevono il piscio li trovo a carrettate. Sfido chiunque in ambiti simili a parlare di “gusti personali”. Finisce a sberle e basta.
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