Vaporidis vs Shakespeare: Iago di Volfango De Biasi, cioè l’emoticon di Shakespeare stampata sulle mutande di Carlo Rossella

Secondo me è andata così, che Volfango De Biasi è stato convocato dai dirigenti Medusa per parlare del suo nuovo film, Iago, e sentite: “De Biasi carissimo, come stai? vieni vieni, siediti pure là, vieni” lo accoglie il presidentissimo Medusa in persona, che lo sapete, è Carlo Rossella; pensavo a un film che parla di una storia d’amore molto combattuta tra un ventenne poverello ma ambizioso e una ragazza ricca e un po’ troia, dice De Biasi; “oh ma bellissimo! che storia! la troia ricca! mi piace! mi piace! – Rossella è entusiasta – sei uno pieno di idee tu, eh, De Biasi? che storia, oh, anvedi! ma come te vengono? con due grandi capezzoli la troia, eh? grandioso! e voi altri che ne dite? – i dirigenti muti annuiscono convinti – ma com’è che ti vengono queste idee? che c’hai là dentro quella tua capoccetta, eh? che c’hai, eh, e diccelo che c’hai, anvedi questo che dritto ahò, te possino! Te l’avevo già detto?, mia figlia quella piccola, la dodicesima, quella che c’ho avuto dalla ballerina di oba oba brasiliana (e mannaggia er test der DNA der cazzo), lei, che c’ha quattordici anni, è pazza per il tuo film dell’anno scorso, pazza! dice che l’ha fatta piagne, ce credi?, ma so’ io che piagno! io!, c’ha la cameretta con la faccia de Vaporidis stampata pure sul soffitto, mamma mia ahò, quanno ce vado di notte me pigliano certi coccoloni, porco zio!, ahr ahr ahr”;

avevo in mente un film che si svolge a Venezia, dice timidamente De Biasi, e che è ispirato a Shakespeare; “uhm” dice allora Carlo Rossella, che s’è fatto freddo e perplesso di colpo, “uhm”, fa un cenno a un dirigente che s’alza di corsa e va a prendergli dall’armadio-piano-bar il vestaglione rosso di ermellino, “uhm”, Rossella si copre col vestaglione (indossa soltanto le pantofole rosa con le orecchie da coniglietto e un minuscolo slippino speedo da nuotatore) e lentamente s’avvia verso De Biasi, dietro di lui, e gli dice, paterno “De Biasi, tu lo sai come funziona, è il nostro lavoro, si piglia il faccione ebete d’un belloccio qualsiasi di quelli che fanno vendere i giornaletti alle pischelle minorenni, lo si ficca dentro un filmetto qualsiasi low cost con la storia d’amore, i primi piani intensissimi, il lieto fine, la moraletta de sto cazzo e via, fine, un lavoro facile facile e un investimento sicuro sicuro, ma insomma, fino a un certo punto, non se può sgarrare, De Biasi, lo sai, qua basta che al belloccio je famo una pettinata diversa dal solito e le pischelle non ce vengono a vede’ er film, bisogna stare attenti, guarda Scamarcio, che sono quindici anni che fa de tutto, dall’arciere der medioevo al neofascista gangster all’invalido con l’eiaculazione precoce ed è sempre uguale, sempre quei capelli da stronzo gli tengono, mica lo puoi cambiare, quello senza er capello a culo de babbuino è finito, caput, è carne da macello, chi se lo incula? De Biasi stai a gioca’ cor fuoco, qua è una questione che ce freghiamo con un cambio d’acconciatura, ahò, e tu me vuoi complicare tutto con chi?, con Shakespeare, nientemeno, dimme che stavi a scherza, te prego'”; ma no, aspetti, dice De Biasi, lasci che le spieghi,

flashback – un lussuoso attico riccamente arredato chic-etnichetto, quartiere Prati, Volfango De Biasi e i suoi collaboratori lavorano al soggetto del film,
dice De Biasi: “si potrebbe ambientare a Venezia tra i canali, no? i due innamorati che fanno su e giù per le calli, che è esotico e romantico, molto suggestivo, cioè molto seicentesco, molto copula sulla gondola all’ombra del ponte dei sospiri, cioè, molto Shakespeare”,
“eh ma giusto, ottima questa me la segno – dice un collaboratore – perché allora non ci mettiamo qualche battuta o qualche scena presa da Shakespeare? cioè proprio mantenendo quel suo linguaggio atavico e pomposetto, ci mettiamo qui e lì una di quelle metafore allucinanti che non ci si capisce niente, eh? farebbero furore sui diari di scuola delle ragazzine, ci scommetto!”,
“sì sì, ci mettiamo qualche scena tipica del teatro di Shakespeare, le robe altisonanti che suonano ironiche, molto brillanti, tipo che ne so ci mettiamo lei al balcone che gli butta giù la treccia, oppure boh, non so, i tre fantasmi del Natale, oppure il cane san bernardo col nome del compositore che combina i pasticci, roba del genere”
“ma forse bisognerebbe trovare una storia di Shakespeare che è tipo la nostra, cioè una storia d’amore molto combattuta, qualcosa di simile… com’è che avevamo deciso finora?”,
“lui che è povero ma bravo e lei che è ricca ma troia”,
“ah sì, giusto, be’, non so, forse Giulietta e Romeo?”,
“no dai, che noia, già fatta mille volte, che due maroni, piuttosto, uhm…”,
Otello!“,
“ah sì, uhm, boh, potrebbe andare, sì, di che parla?”,
“uh, ah, di, cioè, uh, ah, di Otello e, uh, che è negro, e, uh, cioè, tipo di gelosia, una storia d’amore e di gelosia terribile, tipo”,
“oh ma perfetta! e c’è pure il negro! multietnica! ci facciamo pure le battute scorrette del personaggio sboccato che dice la parola negro e gli altri che lo disapprovano, che ironia! stile Comencini, mi piace! – De Biasi è al settimo cielo – allora io cambierei il soggetto così, dunque, c’è lei che è ricca e troia e si mette col negro che pure lui è ricco ma è uno stronzo, Vaporidis invece è povero ma è il più intelligente di tutti – difficile da credere, ma va così – negro hai rotto il cazzo, io so’ er mejo e mo’ te la faccio pagare!”
“qui su internet c’è scritto che nella cosa di Shakespeare c’è uno che si chiama Iago che è invidioso di Otello, il negro, e con i suoi inganni subdoletti lo induce a uccidere sua moglie Desdemona, e praticamente fa morire un po’ tutti, un macello”
“ok allora, andata! lo facciamo ispirato a Shakespeare! facciamo così, che ci sono Otello e Desdemona che si mettono insieme, Iago (che è il poverello ma buono) rosica e si inventa un sacco di cazzate per farli separare! lo chiameremo, uhm, ci vorrebbe qualcosa per modernizzarlo, uhm, ma certo! lo chiameremo Hotello con la H! Oppure Otelloh con la H finale, che forse è più un nome credibile

“ah ma se è così va bene, mi piace! – Carlo Rossella s’è di nuovo ringalluzzito e scompiglia felice i pochi capelli di De Biasi – mi piace! mi piace! Otelloh, poi, è un nome strepitoso! geniale! bravissimo! – in verità, dice De Biasi, alla fine abbiamo pensato di intitolarlo Iago – oh va be’, chi se ne fotte, va bene lo stesso! piuttosto: gli altri personaggi di Shakespeare? come ce li mettiamo nel film? – a casaccio sgrattuggiàti qua e là, dice De Biasi, per esempio c’è Roderigo che è il migliore amico di Iago, e

è un eterno antipatico. Saccente, presuntuoso, superbo: colleziona peccati capitali come sorprese degli ovetti di cioccolato

“ah ma bellissima questa! le similitudini come sapeva scriverle Shakespeare, che cazzo, non gli riesce a nessuno!“; in verità è mia, dice De Biasi lusingato, e comunque non è finita qua, Roderigo

Poi è gay […] ha deciso di azzerare ogni dubbio e sottolinearsi con un evidenziatore esistenziale: l’eyeliner

Cioè sì, gay, perché il gay abbiamo pensato è un personaggio molto moderno e metropolitano, molto personaggio ironico che rompe gli schemi, e infatti l’abbiamo fatto che sfata i luoghi comuni,

Tanto per smentire quelle banalità sui gay appassionati di danza classica e balletto

“eh eh, i soliti froci”

è terzo dan di taekwon-do

all’inizio volevamo fare Otello che era gay, cioè insieme negro e gay, però forse finiva per essere troppo moderno (alla fine di tutto, però, c’abbiamo messo lo zampino, se ne accorgerà) – “bravo! e invece di Cassio che mi dici?”

In facoltà è diventato per tutti il Castigatore, un mito dell’acchiappo. E’ bello, attraente, come un gatto sornione con un’aria da stronzo strafottente

“Questa però è di Shakespeare, la riconosco!”; no no, sempre mia, dice De Biasi – Cassio è un nullafacente, uno che di studiare non c’ha voglia,

Per lui non avrebbe fatto differenza, facoltà di architettura o Scienza delle merendine, Ingegneria meccanica o Metafisica del pantofolo messicano

anche questa è mia, dice De Biasi, “sì, capisco, comincio a capire il tuo stile, mi piace, il pantofolo messicano, bello, suona bene! ma spiegami, cos’è che fanno questi qua, sono studenti?”; sì studiano architettura, spiega De Biasi, progettano le città ecosostenibili del futuro, “sì va be’ ma non calcarci troppo la mano, eh, vacce piano, niente prediche sulle menate ecologiche che non è bello, rompe le balle“; ma no no, si figuri, io neanche c’ho capito un’acca, per esempio, ho scritto

Sui tetti, un impianto a pannelli fotovoltaici permette la produzione di energia tramite fonti luminose. Prima tra tutte il sole

“no ma perché, è giusto, c’hai ragione, intendevi che di notte ci si prende energia dalla luce delle lucciole, no? (lucciole che vuol dire anche zoccole, le mie adorate zoccole! ah, le care zoccole!)”; e comunque l’ho ridimensionata per benino, dice De Biasi, questa storia dell’ecosostenibile, senta qua:

E’ un’idea senz’altro alla moda […] Radical chic, se vogliamo

c’è Otello che frega il lavoro di architetto a Iago, ed è questo appunto il succo della storia

Iago combatte la sua guerra ontologica per difendere il proprio valore e la propria ideologia, in un’epoca che pare abbia perso ogni vocazione e in cui la meritocrazia è per i giovani una merce rara

“ahr ahr ahr! detta da te, De Biasi, che faccia de culo che c’hai! me piaci! la meritocrazia, ahr ahr! vie’ qua, fatte bacià! ‘sto film praticamente co’ Shakespeare non c’entra un cazzo! me fai morì! e poi, continuiamo, Otello, invece? com’è che lo fate Otello?”; facciamo che Otello e Desdemona si conoscevano da bambini, poi lui se n’è andato a studiare Parigi, ma ora è tornato, lei

se lo ricorda bambino: un vero sbruffone, pieno di sé. Però, quanto era carino…

adesso è diventato

un magnifico esemplare d’uomo, questo splendido, aitante mulatto dagli occhi chiari

tanto che quando lei lo rivede per la prima volta dopo anni pensa

il nerd con la giacca della cresima è cresciuto davvero bene

“certo, certo, uhm, perché nerd significa uno che è carino e sbruffone, certo, pieno di sé, certo, mi piace questo tuo modo di saper comunicare con il linguaggio dei giovani, bravo De Biasi, bravo! E insomma quindi Desdemona si invaghisce di Otello”, perché Desdemona è una scemina attratta dalle cose più luccicose e superficiali, pensa di Otello

Che sbruffone, prepotente e viziato. Sicuro di sé (ma così maschio) […] Che fisico, Una statua.

ma Desdemona non è una facile,

non è certo una da pizza e Coca-cola, una che si accontenta di andare al cinema il mercoledì così si paga ridotto, una di quelle con cui si fidanza Dylan Dog

“ma sei sicuro che Dylan Dog c’aveva delle fidanzate?”; uhm no, non saprei, ma questa non è mia, è di Shakespeare, “ah ok, capisco, ma senti, ‘sto linguaggio così aulico, boh, non è che alla fine non ci si capisce un cazzo?“, e no, no, non si preoccupi, dice De Biasi, perché ho preparato tutto un alternarsi di frasone poetiche pomposamente teatrali e di cazzatelle tipicamente bimbominkia, per esempio c’è il pippone

Non dicevi che solo la ragione conta, e che noi siamo i giardinieri del nostro avvenire? E che solo quello che la mente pianta, nell’animo fiorisce?

e subito dopo Iago che è indeciso se dire o no una cosa,

Glielo dico-non glielo dico. Glielo dico-non glielo dico. Glielo dico-non glielo dico

ci sta

tedoforo imprevisto e quindi orfano di folle acclamanti, porta orgoglioso la fiaccola di una nuova speranza

e poi

vorrebbe avere il mantello invisibile di Harry Potter

e insieme a queste cose, però, Shakespeare m’ha spinto a ricercare nuove vette della mia personale sensibilità lirica, e senta qua che espressioni moderne ma di stampo letterario classico, Cassio che scende le scale:

lanciando ragnatele immaginarie dalle mani, saltellando come fa Spiderman tra un grattacielo e l’altro

cioè quindi molto contrasto tra culture asincrone, molto pop miscuglio postmoderno, molto Baz Luhrmann, “non esagera’ De Biasi che non te sto a seguì, Bazz come si chiama?…”, no cioè, mi scusi, volevo dire che a scriversele sulla Smemoranda questo genere di cose faranno un figurone! “ah, ok, mo’ ci capiamo, bravo, ma senti, ce stanno i festini? lo sai che io so’ un appassionato, dimme de sì, ce li metti i festini zozzi?“; sì ma certo che ce li metto, assicura De Biasi, c’è una festa superfighetta organizzata da Roderigo, nella sua mega-villa,

ribattezzata per l’occasione Divertilandia

il nome più appropriato per una festa esclusivissima all’insegna della trasgrescio più scatenata

Non ci sono restrizioni […] un intreccio di corpi […] corpi che fumano e bevono, seduti in terra, ovunque ci sia un buco […] Vorticose immagini di video musicali oltraggiano gli affreschi secenteschi alle pareti. Enormi foto erotiche campeggiano tra i quadri, rendendo l’atmosfera ancora più straniante

e

i ritmi sono forsennati, ultramoderni. Ma il clou della serata sarà il tango

ah, questo è un omaggio per lei, signor Rossella, per quel suo libro che mi ha cambiato la vita e mi ha insegnato a scrivere, “sono commosso, De Biasi, ti amo! ma dimmi, come finisce? lo famo ‘sto eppy endy?“; finisce che Otello perde Desdemona, che va a farsela con Iago (“capezzoli!”, sì giusto, capezzoli), e alla fine fine, dopo i titoli di coda, c’è Otello che incontra per caso Roderigo, il gay, e si sfoga – una scena molto allusiva, le piacerà

“Sono un perdente, un fallito, un bluff.”
Roderigo si aggiusta sulla panchina, guadagnando qualche centimetro: “Ma che dici? Non è vero. Sei un ragazzo in gamba, pieno di doti“.
“Non è vero.”
Un altro piccolo assestamento e altri centimetri guadagnati: “Ma no, credimi. Lo penso davvero. Sei il migliore”.
“Dici davvero?”
Roderigo gli appoggia una mano sulla spalla. “Ma certo! Ti va di cenare da me?

“il negro che alla fine se la piglia in culo! letteralmente! stupendo! questo sì che è un filme! altro che quel Bazz Lightyear dei miei coglioni!” e si tira giù lo speedo.

[le immagini dal film le ho prese qui]
[le citazioni sono tratte dal libro che è tratto dal film, questo libro qua]

70 commenti

Aspetta, fammi capire. In pratica questo Wolfgango ha prima scritto un libro, intitolato “Iago”, che è un adattamento moderno di Otello, e poi ha fatto un film tratto dal suo libro che a sua volta è tratto da Shakespeare? E le citazioni che hai usato da cosa sono prese? Non mi dire che hai sia letto il libro che visto il film perché non ci credo.

Commento #1 di koji
marzo 19th, 2009 @ 4:23 am

Mah, questa rincorsa ai primi posti non m’ha mai fatto impazzire, perciò commenterò nel merito del tuo post:

secondo.

Commento #2 di Billy Pilgrim
marzo 19th, 2009 @ 4:37 am

Piazza d’onore. La giornata comincia inaspettatamente bene.

Commento #3 di gioser
marzo 19th, 2009 @ 7:10 am

is waiting

Commento #4 di Anonimo
marzo 19th, 2009 @ 8:04 am

Alè top ten, Betty vai così…

Commento #5 di Ghismunda
marzo 19th, 2009 @ 8:06 am

Sono troppo indignata da questa lordura per fare domande: vado a vomitare.

Commento #6 di Sian
marzo 19th, 2009 @ 8:20 am

Betty, io ti seguo da tanto tempo e non ho difficoltà a dire che questo entra nella mia hornbiana top-five dei tuoi migliori post…

Commento #7 di Tommaso
marzo 19th, 2009 @ 8:26 am

A me fa paura rossella che va di notte a trovare la figlia quattordicenne. Mi fa paura perché ha l’aria di essere una cosa assolutamente vera.

Commento #8 di alessandra
marzo 19th, 2009 @ 8:48 am

chapeau per il post ma devo dire che sono felicissimo di non avere nemmeno la piu` vaga idea di cosa sia questo film :)

Commento #9 di tore
marzo 19th, 2009 @ 8:49 am

Concordo con Tommaso. Pezzo stupendo. Bravissima.

Commento #10 di Lilla
marzo 19th, 2009 @ 8:52 am

betty, ti devo correggere: Scamarcio, nel film che probabilmente intendevi, era comunista e non neofascista (oohhh!!!) ;-)

Commento #11 di Sara
marzo 19th, 2009 @ 8:52 am

quoto alessandra o.o

Commento #12 di mal20na
marzo 19th, 2009 @ 9:14 am

@sara: betty ha sempre ragione. tu hai in mente mio fratello è figlio unico, lei invece romanzo criminale

Commento #13 di ganfione
marzo 19th, 2009 @ 9:17 am

capolavoro

Commento #14 di alessandra
marzo 19th, 2009 @ 9:20 am

“molto pop miscuglio postmoderno” cosa c’è di piu’ irritante in un film che questo? Bravissima hai colto nel centro.

Commento #15 di raffigoa
marzo 19th, 2009 @ 10:39 am

Sono abbacinata: post bellissimo….ma paura vera!

E anch’io sono curiosa di sapere la fonte delle citazioni (curiosità morbosa e malata, lo ammetto, dovrei far finta che questo schifo non esistesse, se mi volessi davvero bene).

Commento #16 di Talia
marzo 19th, 2009 @ 10:41 am

Bel racconto ironico!

Commento #17 di L'armadio del delitto
marzo 19th, 2009 @ 11:27 am

Betty ti prego, dobbiamo assolutamente sapere da quale nefandezza sono tratte le tue citazioni,troppa paura!
Rossella era soprannominato S.O.B. da una grande scrittrice italiana:
SON OF BITCH!
P.S. Su Harry Potter a momenti svengo:-D

Commento #18 di Misia
marzo 19th, 2009 @ 11:42 am

koji, Misia: le ho prese dal romanzo che lo stesso Volfango De Biasi, il regista, ha tratto dal film (è una consuetudine acchiappa-gonzi che già aveva testato col suo vaporidis-film precedente, quel cagatone infernale che si chiamava Come tu mi vuoi) – comunque c’avete ragione, grazie, ho aggiunto la cosa in una notarella in fondo al post :-)

Commento #19 di Betty Moore
marzo 19th, 2009 @ 12:03 pm

Possiamo fare qualcosa per evitare questi orrori?

Betty, complimenti per il racconto de ‘the making of’ e le elucubrazioni di Rossella…CAPEZZOLI!

Commento #20 di WeirdintheWyrd
marzo 19th, 2009 @ 12:12 pm

ma imbonire le sale di qs film che senso ha? ma soprattutto: perchè fare filmucci del genere? riciclano soldi sporchi?

Commento #21 di Anonimo
marzo 19th, 2009 @ 12:23 pm

” indossa soltanto le pantofole rosa con le orecchie da coniglietto e un minuscolo slippino speedo da nuotatore”

Credo che non mi riprenderò mai più da quest’immagine. Oh cielo!

In generale tanta tristezza nel sapere che si spendono soldi per queste porcate. Meno male che ci sei tu Betty!

Commento #22 di Lo
marzo 19th, 2009 @ 12:32 pm

Questo è uno dei pezzi più belli che tu abbia mai scritto.

Commento #23 di sir_perce
marzo 19th, 2009 @ 12:52 pm

ho notato che nel libro il stottotitolo e` Amore, Gelosia, Passione e nel film e` Amore, Gelosia, Passione.
E’ solo uno sciatto refuso o pensano che con Amore acchiappa di piu’ ragazzine infoiate mentre con Ambizione tentano di portare al cinema anche i loro fidanzati?

Commento #24 di boychic
marzo 19th, 2009 @ 1:02 pm

Hai tutta la mia stima per questo post. Geniale come al solito :)

Commento #25 di MrsLollyJoh
marzo 19th, 2009 @ 1:07 pm

La locandina è micidiale. Sembra che Capezzola stia sussurrando a Iago: “Aspetta, hai il mento unto di sugo”.

Commento #26 di ls
marzo 19th, 2009 @ 1:33 pm

Carlo Rossella è il male!
L’idea che si facciano ogni anno film, se così li vogliamo chiamare, come questo mi avvilisce. E non poco!

Commento #27 di Loki
marzo 19th, 2009 @ 1:37 pm

Oh-mio-Dio…Oh-mio-Dio…Oh-mio(ok, la smetto qua).. ma Cristo, non è possibile…stavamo parlando di Shakespeare giusto? O degli aborti mocciani? O d’un filmetto di Vaporidis? Tre mondi si sono cazziati e liquefatti in un’orrida brodaglia adolescenziale, con le merdine pop di contorno…e hanno coinvolto Shakespeare!
Scusate, vado a piangere in un angolo…
Betty, articolo stupendo, il confronto Rossella-De Biasi è uno dei tuoi pezzi migliori, sarà difficile superarlo.
Con immutata stima ecc ecc.

Commento #28 di Crazy Simo
marzo 19th, 2009 @ 2:29 pm

Questa è LA recensione.

Commento #29 di noesis2
marzo 19th, 2009 @ 2:31 pm

Complimenti, hai descritto un Carlo Rossella molto vicino all’originale.
Quello vero però è lombardo e quindi non si esprime in romanesco ma soprattutto non è volgare alla romana, bensì alla lombarda: come un “ragionatt” che ce l’ha fatta.
E’ vero che Rossella pensa sempre alla figa (forse ormai ci pensa e basta) ma soprattutto pensa ai soldi e quando evoca “feste colossali in locations costosissime” gli brillano gli occhi come la prima volta che ha toccato un assegno in vita sua.
Buffo no? Rossella è questo fanciullino sempre pronto a gioire imprigionato nel corpo di un vecchio rotto a tutto.
Piccolo dettaglio: la vestaglia gliela porge una segretaria bonissima sempre con la gonna cortissima.

Commento #30 di r
marzo 19th, 2009 @ 2:51 pm

Sì sì shakespeare, però quello messinese di Giacobbo.

Commento #31 di Bubu
marzo 19th, 2009 @ 3:22 pm

Tremo al pensiero di orde di ggiovani che credono che Shakespeare sia davvero questo e che, leggendo il vero Otello, storcono il naso commentando “Cioè oh, qst fa tr skifo!!!!”

Commento #32 di Fa
marzo 19th, 2009 @ 3:24 pm

a boychic:
nella locandina mi sembra di leggere
AMBIZIONE
e mi si gela il sangue nelle vene!

Commento #33 di Misia
marzo 19th, 2009 @ 3:25 pm

Ahimé, ho avuto a che fare molto da vicino con questa schifezza, e posso confermare ogni parola sulla volgarità umana e intellettuale di De Biasi & Co.
Mi consola comunque il fatto che sia stato un flop colossale: ad oggi non ha incassato neppure la metà di quanto è costato (per la cronaca, ben 4 milioni). E perfino la critica “alta”, solitamente fin troppo accomodante verso le produzioni nostrane, non è riuscita a contenere il ribrezzo.
Consiglio a tal proposito la rassegna stampa su mymovies, c’è davvero da godere!

Commento #34 di LesterTheNightfly
marzo 19th, 2009 @ 4:17 pm

Non voglio credere che un film del genere esista, mi rifiuto di accetarlo…

Commento #35 di piperita patty
marzo 19th, 2009 @ 5:31 pm

Non voglio credere che un film del genere esista, mi rifiuto di accetarlo…

Commento #36 di piperita patty
marzo 19th, 2009 @ 5:31 pm

Sarà un commento banale il mio, ma credo che il povero Shakespeare stia ballando il charleston nel loculo.Poraccio, se avesse saputo…

Commento #37 di juleZ
marzo 19th, 2009 @ 5:53 pm

Spesso penso se Betty ha avuto l’orrore di conoscerli tutti di persona, e più ci penso più mi convinco che è così.

Dai guardate anche voi questa perla di intervista doppia Chiatti-Vaporidis e attenzione alla profondità del Vaporidis-pensiero. Indovinate a cosa lui risponde: “devi esse CHEI se nun ce voi nnà”? (ma quanto è odioso e stupido!)
Notate prego l’espressività facciale binaria di Laura Chiatti (c’ha proprio 2 espressioni, come Betty diceva non ricordo dove= catatonia/sorpresa).

Commento #38 di Lilly
marzo 19th, 2009 @ 7:16 pm

A Rossella piace la f..a?!?Mah…ho i miei dubbi da quando l’ho visto comparire la prima volta(Non so,in qualche incubo credo,dove faceva la parte di Priscilla da vecchio/a).Tornando al post,complimenti.Anche per la forza di volontà…io piuttosto guarderei l’intera serie della signora Minù.

Commento #39 di grace
marzo 19th, 2009 @ 7:26 pm

Quasi quasi mi stanno meno sul culo i film di Boldi e De Sica che ‘ste fregnacce.

Commento #40 di anoni-mou
marzo 19th, 2009 @ 8:53 pm

Uno dei post più geniali di sempre!! “un evidenziatore esistenziale: l’eyeliner” lol questa me la tengo XD

Commento #41 di SilviaB
marzo 19th, 2009 @ 10:10 pm

Ho riso di gusto ma ci sarebbe da piangere…finirà mai il filone giovanilistico che è ormai usurato? Forse quando Vaporidis sarà completamente pelato,ce lo leveremo dalle palle ma mi sembra che sia ricorso al trapianto,vedo un ciuffo più folto…aiuto!?
Qui si raschia proprio il fondo del barile,la prossima volta faranno un musical su Santa Maria Goretti per redimere le biNbeminkia?

Ecco una bella intervista di CarlA RossellA che ci fa sapere di “aver appeso le mutande al chiodo” http://commozionecerebrale.wordpress.com/carlo-rossella-mutande-al-chiodo/

Vado a letto contenta.

Commento #42 di fedeverza
marzo 20th, 2009 @ 1:19 am

[i]Una donna bellissima, due grandi seni, enormi, giganteschi…. Sono stato molto tentato di toccarglieli[/i]

uau, che fine conoscitore della psiche femminile…adesso che ha appeso il pirulo al chiodo come farò, me misera?? sob sob sigh shigh
(betty, seriamente, era ora che qualcuno parlasse della decadenza morale e fisica del rossella. un pesonaggio viscido come una salamandra, tanto che mi chiedo quanti processi per molestie sessuali abbia in corso.. =.=)

Commento #43 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
marzo 20th, 2009 @ 7:47 am

betty sei stupenda come sempre, anzi sta volta ti sei superata..:-)

Commento #44 di luca
marzo 20th, 2009 @ 10:35 am

Volevo proprio parlare di questo fantastico libro dopo averlo visto in mano ad una ragazza l’altra mattina in stazione, ma vedo che sono arrivata tardi. Betty è sempre avantissimo e questo è davvero uno dei migliori post di sempre :-)

Sui tetti, un impianto a pannelli fotovoltaici permette la produzione di energia tramite fonti luminose. Prima tra tutte il sole

Mi piacerebbe tanto sapere dal signor De Biasi quali siano, di grazia, la seconda la terza

Commento #45 di lucia
marzo 20th, 2009 @ 10:48 am

ma perché devono deturpare la mia città con queste cazzate?

Commento #46 di maggie
marzo 20th, 2009 @ 1:09 pm

Brava Betty …
ti lovvo!

Commento #47 di isabella
marzo 20th, 2009 @ 1:17 pm

Mamma mia! ma come si fa a scrivere (e pubblicare!! e vendere!!!! @__@) un libro con uno stile così pecoreccio? oltre che intriso di baggianate e di assurdità??
Boh!!
Immagino quale scempio potrà essere il film, diretto dalla stessa “mano”… (anzi, dallo stesso piede!)
Sempre grande Betty! l’incontro Rossella-De Biasi è veramente da morire!! XD

Commento #48 di PetitNuage
marzo 20th, 2009 @ 2:00 pm

Stai attenta, Betty: ti consiglio di consultare un avvocato…il tuo documentario è frutto di intercettazioni e, visto che dovranno inserirlo anche tra i bonus del dvd, hai violato anche le leggi sul copyright, oltre a quelle sulla privacy.
Probabilmente cominceranno a cercare microfoni e telecamere nascoste nella stanza di Rossella e nel pensatoio degli Shakespeareggiatori…

Commento #49 di Crystal
marzo 20th, 2009 @ 2:31 pm

Brava Betty!
Leggo il tuo blog da qualche mese e questo post e’ tra i migliori.
Il “capello a culo di babbuino” e’ geniale!
L’unico appunto che ti vorrei fare: ma un commento sull’obbrobrio che ha la Chiatti nella locandina del film, che pare il pelo di uno struzzo permanentato non l’hai messo?
Comunque sono contenta di vivere a Londra, almeno questo film si spera che non arrivi qui. Putroppo mi tocca sorbire la faccia da pechinese di Scamarcio, che con il suo ultimo “film” ha infettato anche i verdi pascoli inglesi.
P.S. Ho letto due delle recensioni sul libro “Iago”. Da notare che gli utenti, pur professandosi fans di Moccia, hanno bocciato De Biasi. Deve aver proprio toccato il fondo.

Commento #50 di mancspag
marzo 20th, 2009 @ 2:58 pm

Ho provato a guardare l’intervista fatta dalle Iene, ma non sono riuscita ad arrivare alla fine. Vaporidis e’ di un’antipatia cosi’ orrenda che sfiora il sublime.

Commento #51 di mancspag
marzo 20th, 2009 @ 3:00 pm

Va bene che io sono sempre stata quella strana rispetto alle coetanee che sbavavano per i Duran Duran, ma pensare che le ragazzine considerino bello questo Vaporidis è quanto di più incredibile io possa immaginare.

Commento #52 di Nina
marzo 20th, 2009 @ 4:34 pm

4 milioni di euro? per fare questa roba?bella l’idea di scrivere libro-girare film, del tipo me la canto e me la suono.in tutto questo non riesco mai a ricordare chi è Vaporidis,è talmente fico e famoso e bravo che l’avrò visto 100 volte ma la faccia proprio non me la ricordo mai.

Commento #53 di Rosalara
marzo 20th, 2009 @ 4:48 pm

Betty ma tu ce l’hai proprio dentro il trash :)))

Finche’ non ho visto la foto finale non capivo dove volevi andare a parare, ma per davvero l’hanno girata questa cosa??? ahahahahahahahahahahaahahahh !!!!!!!!!!

Commento #54 di CloseTheDoor
marzo 20th, 2009 @ 8:44 pm

Ahahahah!!!

Commento #55 di lara-v
marzo 21st, 2009 @ 12:21 am

Dopo aver letto i meravigliosi estratti vado a lavarmi gli occhi con l’ammoniaca, con permesso…

Commento #56 di Leilani
marzo 21st, 2009 @ 11:59 am

scusate, off topic

http://magazine.libero.it/quant-e-dura-essere-valeria-marini.phtml

duracell? mmh mi ricorda
qualcosa….

Commento #57 di tangerine
marzo 21st, 2009 @ 7:10 pm

lo famo ’sto eppy endy?

Commento #58 di Snow
marzo 22nd, 2009 @ 4:22 pm

Scusate mi faccio pubblicita’: chi ha gia’ sentito parlare del film di prossima uscita “Pride & Predator”?

http://lagallina.splinder.com/post/20136171/Pride+and+Predator

Commento #59 di CloseTheDoor
marzo 22nd, 2009 @ 7:04 pm

Se i ragazzi del Grande Fratello improvvisassero qualcosa che avesse a che fare, solo nei nomi, con l’Otello, ne uscirebbe questo film di De Biasi. ( Maurizio Porro – Il corriere della sera)

purtroppo conosco persone che hanno apprezzato un tale film…

Commento #60 di mauz
marzo 23rd, 2009 @ 4:07 am

Shakespeare dovrebbe essere protetto dall’UNESCO e dovrebbe essere vietato per legge infangare il suo nome in tal modo

Commento #61 di elfofemmina
marzo 23rd, 2009 @ 8:40 pm

ma volfango è la rivisitazione italiota di wolgang? Così oltre al teatro sputtaniamo anche un po’ la musica classica… nessuno è più al sicuro

Commento #62 di cane
marzo 24th, 2009 @ 9:43 am

E questi sono i registi, gli sceneggiatori, gli attori del nuovo cinema italiano?

Ho bisogno di massiccia dose di K. Branagh.

Commento #63 di nonsonougo
marzo 24th, 2009 @ 10:30 am

TI AMO

Commento #64 di Alex
marzo 30th, 2009 @ 10:50 am

ma de biasi è peggio ancora di moccia!proprio nn sa scrivere!ho letto “come tu mi vuoi” e dalla trama di questo iago sembrano identici…tipo ricco tipa povera si fanno in continuazione e ogni tanto qualche frase ad effetto con paragoni che non stanno nè in cielo nè in terra…
e pensare che quelle ragazzine che sbavano dietro ste cavolate hanno pochi anni in meno di me!

Commento #65 di Anonimo
maggio 12th, 2009 @ 9:16 pm

madonna k kafone k 6… davvero 1 ignorante… stai zitto va k è meglio senza commentare il lavoro degli altri… 6 solo dei poveri kretini, sapete sl criticare al posto di cercare di capire le cose cm stanno… ma fatemi il piacere, quelli cm voi dovrebbero andarsene tt a fanc…

Commento #66 di vale.nicolas
giugno 9th, 2009 @ 8:31 pm

Attacco carampano avvenuto! xD
No comment sul libro e no comment sull’utente n°66 (qui ci vorrebbe un Giacobbo che dice: “ma se ci fosse stato un 6 in più alla fine di quel numero, che numero sarebbe? Coincidenze? Per noi di Voyager no”)

Commento #67 di Greed92
giugno 21st, 2009 @ 8:51 pm

@Greed

=D grazie per la segnalazione!

Le coincidenze non esistono. valenicolas è uno dei compagni del teschio Max.

Commento #68 di crawling chaos
giugno 21st, 2009 @ 8:58 pm

Giungo in ritardo ma… Shakespeare no. Lui no.
La recensione era splendida come sempre, comunque :)
Mi hanno fatta ridere parecchio quei “botta e risposta” XD

Commento #69 di La sposa di Lammermoor (Altresì detta K)
novembre 8th, 2009 @ 10:03 pm

Lo so, so passati mesi da sto post, ma vedendo il capolavoro su SKY oggi..mi son ricordata di quando un giorno il Saporidis uscendo con la mimimacchinetta fiammante(adeguata ad altre proporzioni)dalla concessionaria mi stava prendendo sotto perchè intento a guardarsi il ciuffo già in via di decomposizione nello specchietto….Se solo non fossi stata così atletica!!adesso nn avrebbe + nemmeno un dindo x un toupet di pelo di nutria…e addio film da pischellette adoranti!!! Non odiatemi troppo, espierò ve lo prometto!!!

Commento #70 di Anto
febbraio 11th, 2010 @ 10:07 pm

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