Il romanzo di Claudio Baglioni [1], che si chiama Q.P.G.A. [2], funziona un po’ come una specie di Necronomicon della musicaccia melodica italiana: è un buco della serratura interdimensionale che ci permette di dare una sbirciatina a una realtà parallela in cui esiste un mostruoso abominio disintegra-intelletto che per fortuna da noi, invece, ancora non esiste [3], e cioè una canzone di Claudio Baglioni che parla degli intimi travagli amorosi d’una coppia di poetici pischelletti in calore (lei scrittrice in erba “le parole sono profonde come l’oceano”, lui sognatore indefesso soprannominato “Belli Capelli”) - e fino qui, ok, più o meno ce l’abbiamo pure noi - una canzone così, però, lunghissima, qualche ora di Claudio Baglioni senza pause, una canzone sterminata tutta uguale, che rimbombi ininterrottamente di quei suoi caratteristici stucchevoli miagolii di sentimentalismo bigodinato: ecco, a leggere il romanzo di Claudio Baglioni, che è un romanzo che inizia, nella prima riga, con il rintocco demoniaco
sentiva che per racchiudere il senso della vita
ci si può fare una vaga idea dell’effetto spappolante che scatenerebbe una canzone di Claudio Baglioni così, godzilliana, abominevole, sul cervello di un qualsiasi essere umano: ci ridurrebbe tutti quanti nello stato disperato in cui è ridotto lui, Baglioni (cito dall’intervista su A)
Un giorno andai a mangiare con un discografico. Al ristorante un cameriere ci dice: oggi c’è dell’ottimo maialino al forno. Allora mangiamo questo maialino, paghiamo e usciamo. Salgo in macchina e comincio a piangere per due ore: avevo come qualcosa dentro, un terremoto interiore
Claudio Baglioni lo racconta compiaciuto, eccome, perché ha frainteso - confonde la pietà (“che tenerezza, povero anzianotto rimbambito con gli zigomi di Roberto Cavalli”) con la comprensione - ed è sicuro che oggi, da vecchio, a ruminare le stesse smancerie sceme sul The power of the Me sto a emoziona’, quelle stesse che rumina da quaranta anni, sia più legittimato di quanto non lo fosse da adolescentello emo [4]:
Certe cose solo da una certa età in poi si possono raccontare. Se lo racconti quando hai venti o trent’anni che ti sei messo a piangere perché hai mangiato un maialino, ti prendono per il culo per tre mesi di seguito. Sono cose che non puoi confessare.
Ci fa il modesto, Claudio Baglioni, il timidone che si imbarazza quando gli dicono ehi, adesso sei pure romanziere, diventa rosso, si schermisce, non sono all’altezza!, “sono un umile canzonettaro”; ma in realtà sotto sotto, neanche tanto sotto, cova una grassa smodata pazzesca ambizione - si capisce dalla pomposa mini-biografia in quarta di copertina:
musicista, compositore, autore, interprete, scrittore e architetto
(architetto sarebbe: “amò! ‘ndo la voi la lampada, sur tavolino o sur comò?”)
Ha studiato pianoforte e chitarra, armonia e composizione [...] Particolarmente attento alle tematiche sociali [...] Protagonista di due serie televisive cult, Anima Mia e L’ultimo Valzer
(l’ultimo cosa?)
secondo artista al mondo, ha tenuto uno straordinario concerto nell’emiciclo del Parlamento Europeo a Bruxelles
(sì sì, me l’immagino, straordinario: al baretto pianobar là sotto, con l’onorevole Borghezio che gli fa “lei! scusi lei! pianista, lei! uéla! dico a te, sì! finiamola con ’sta lagna! me la sai fare piuttosto la mula de parenzo? bravo! sì, quella! no! no! che fai, mona! canto mi!”) - e poi, soprattutto, si capisce dalla sicumera incontinente con la quale la Furia Baglionizzante s’è abbattuta su ogni cosa dentro questo suo smilzo romanzetto, a cominciare dai personaggi, che sono sempre sistemati in pose innaturali, enfaticissime, esasperate, come fossero protagonisti di un perenne intensissimo primo piano nella scena culmine di una soap opera “tuo fratello è anche tuo padre, che è anche il padre di tua moglie, che quindi è tua sorella”, e pure quando sono da soli e non c’hanno nessuno intorno sospirano, guardano l’orizzonte, socchiudono gli occhi, scuotono la testa, sorridono tra sé e sé, fanno gesti pieni di significato
Allora abbassava lo sguardo. Solo un istante.
Lo sguardo! Lo sguardo, gli occhi, sono fondamentali: cosa c’è di più facile e immediato per far capire cos’è che c’hai dentro, il turbamento, quanta emozione! quanta emozione!, occhi e sguardi li si trova di tutti i gusti e in tutte le salse, sono ovunque, a decine e decine - me ne sono appuntati alcuni dei più buffi (il mio preferito è lo sguardo automobilistico, il secondo):
- Gli occhi le si tingevano di profezia
- Lo sguardo veloce, che non conosceva retromarcia
- Lo sguardo neorealista di sua madre
- Aveva spiegato alla curvatura interrogativa dei suoi occhi
- Gli sguardi, imposte che si chiudono alla pioggia
- Lo sguardo di chi cerca il cielo… E cercare il cielo è già volare!
- Lo sguardo di trementina di Cinzia
- I suoi occhi di polena scandagliavano l’orizzonte
- Lo sguardo indolente dei platani affacciati ai muraglioni.
Poi, certo, siccome le sofferenze d’amore si vivono in solitudine, che strazio! sigh! sob!, oltre ai primi piani strettissimi dell’occhietto umidiccio c’è il silenzio, fondamentale pure quello,
- Il silenzio. Improvviso. Impenetrabile e profondo come un pensiero.
- Il silenzio eruppe, come vapore di geyser.
- Il silenzio sapeva di castagne
- L’aria sapeva di attesa. Il silenzio concimava i pensieri
- Il silenzio, amaro e pesante, come le occasioni perdute. Sapeva di pioggia.
- La magia è come il silenzio: appena la chiami svanisce.
Non soltanto gli sguardi e i silenzi (e le voci, anche):
- Voci di ciclostile, limatura di ferro e sudore
- La voce di saggina di sua madre
- Una voce che sapeva di montagna
(e la voce di lei, la protagonista:)
un liquore di labiali nel quale ondeggiavano vocali profumate di menta e maggiorana
più in generale, tutto il mondo che c’è dentro il romanzo subisce una selvaggia baglionizzazione: ogni più piccolo infimo particolare senza importanza si gonfia e si gonfia a dismisura, è una epidemia assassina di liricizzazione Assurancetourixiana (lui), e sul serio ci sono trasfigurazioni incredibili, comicissime - sentite qua, per esempio, com’è che descrive la gente in attesa dell’autobus:
Sul pelo increspato dell’asfalto, centinaia di bipedi della stessa specie si affannavano a salire sul natante da terra
oppure: agli immondezzari bburinoni che smadonnano in romanaccio si riferisce parlando della
inconfondibile modulazione del vernacolo degli addetti alle pulizie
(da cui la moraletta apocalittica):
qualche impurità sfugge ancora all’insaziabile voracità della globalizzazione
ritorna l’autobus, che questa volta diventa:
Un suk a sei ruote che brulicava di corpi, odori e parole.
poi il treno, che copia l’autobus
I treni che passano. Navi di terra.
il gorgheggio lirico non si risparmia proprio nulla, e persino un volgarissimo ascensore
Arrivò. La porta si chiuse con un rumore di emozione strozzata
un telefono da muro diventa:
l’espressione rassegnata di un telefono di bachelite crocefisso
Ma il meglio del meglio di questo processo di baglionizzazione del nulla e dell’ovvio sono i pezzi qua sotto, adesso vedrete, in cui vengono baglionizzati un acquisto da Feltrinelli e un bicchiere di vino: micidiali! Cominciamo dal primo episodio - apprezzate la cadenzata, tetra, pensierosa, emozionantissima prosa in crescendo (tenete pronto un fazzoletto per il momento in cui uscirà lo scontrino - gli sguardi! sempre gli sguardi! che sguardi!):
Porse il libro all’uomo dietro il banco. Quello guardò il libro. Guardò Andrea. Cercò il codice a barre. Vi passò sopra il raggio dello scanner. Aspettò che la luce del lettore, da rossa, diventasse verde. Attese il beep. Controllò il prezzo sul display. Premette ok sul registratore di cassa e sorrise. Poche cose confortano come una procedura che funziona. “Dodici e novanta” disse.
E’ un passaggio così conturbante che addirittura suscita nel protagonista una riflessione estemporanea (un po’ arrabbiata - giustamente, dico io!) sul “criterio col quale stabiliscono i prezzi”:
Dodici e novanta: ma che senso ha? Perché non tredici? Molto più pratico. E molto meno irritante. Qualche guru del marketing ha scoperto che dodici è più rassicurante? [...] O forse dodici sono i semitoni che compongono l’ottava e, quindi, il prezzo acquisisce una valenza musicale capace di sedurre? O hanno, semplicemente, la coscienza sporca e non hanno il coraggio di chiederci gli ultimi dieci, dannatissimi, centesimi?
E poi (non è finita, no!), rifiutando di pagare con la carta di credito, il protagonista si chiede, disgustato:
Aveva, almeno, il diritto di sottrarsi alla coscienza digitale del mondo per i quarantacinque secondi necessari all’acquisto di un libro?
Non male, eh? Non male! E passiamo al secondo episodio di iper-baglionizzazione, il bicchiere di vino:
“Chi assaggia?” chiese la voce in bianco e nero
(che sarebbe cioè il cameriere baglionizzato)
Andrea indicò il padre.
“Lui” disse.
Il cameriere versò il vino per l’assaggio. L’uomo guardò il cameriere. Il cameriere guardò il collo della bottiglia. Il padre guardò il calice. Il cameriere sollevò la bottiglia. Andrea guardò il padre. Lui guardò il figlio. Guardò il cameriere.
(be’, non so voi, io a rileggere questo densissimo pingpong di sguardi c’ho già tutte le budella attorcigliate)
Portò il calice al naso e poi al palato. Trattenne il vino qualche secondo prima di lasciarlo scendere dalle parti del cuore.
“Sagrantino” disse annuendo.
Poi, simmetrico, il rituale si ripete dall’altra parte:
Andrea prese la base del bicchiere. Lo fece roteare. Lo osservò in controluce. Lo inclinò. Avvicinò il naso e chiuse gli occhi.
Chiuse gli occhi!
Finalmente bevve.
Finalmente bevve, che stoccata!, meraviglioso!
Trattenne il vino per qualche secondo. Lo mandò giù. Posò nuovamente il bicchiere sul tavolo.
“Sagrantino” disse.
Stupendo! E sì, oh ma certo, a proposito, vi starete forse chiedendo di che cavolo parla questo romanzo, giusto. Uhm, ok, in due parole: lui povero fricchettone di Centocelle si innamora della ragazzina liceale di buona famiglia, trombano (sulla spiaggia col temporale e il mare in bufera, certo, ovvio),
L’amore è come la marea: quando si ritira, sulla spiaggia lascia solo detriti.
lui va a fare il militare e lei si mette con un altro, lui ci rimane male, lei così così (poi tanti anni dopo da adulti ci ripensano, si commuovono qualche minuto, pensano va be’, sticazzi). C’è di mezzo la contestazione studentesca, il sessantotto, i giovani “fiori nei cannoni” di cui Claudio Baglioni ha capito tutto - li fa parlare così, con un gergo tipicamente giovanile
“Come dicevano i nostri nonni: Vox populi, vox Dei! O, come diciamo noi, oggi: A chi tocca nun se ingrugna!“
e va be’, si sa, erano altri tempi - ma sono comunque impertinenti questi giovinotti, urca:
“E’ così brutto che, se passa la morte, gli lascia il falcetto e se ne va in pensione…”
impertinenti e sboccati, per dindirindina!
“E se mio nonno aveva cinque palle, era un flipper!”
delle proteste in piazza ne parlano come paragrafetti copiaincollati dall’enciclopedia:
“C’è la riforma delle pensioni, la fine delle gabbie salariali e vedrai che, prima della fine dell’anno nuovo, i sindacati riusciranno anche a ottenere lo statuto dei lavoratori”
Che volete, Claudio Baglioni c’ha proprio qualche problema nel concepire la giovane età, dev’essergli un po’ difficile collocare temporale la cosa:
Erano giovani. Non merito loro, certo. Capita a tutti, prima o poi, nella vita. Regalo della biologia.
Il protagonista maschio, l’alter ego di Claudio Baglioni, è molto divertente: dovrebbe essere un uomo cinico ma brillante, scaltro, pieno di immaginazione, sempre un passo avanti a tutti gli altri - sentite qua per esempio come umilia senza volerlo quel sempliciotto del suo autista, che non capisce niente (il primo a parlare è l’autista):
“Da domani, però, dovrebbe rinfrescare… Così dicono, almeno… Ci azzeccassero mai una volta…”
“Be’, almeno su questo si può contare…”
“Su cosa?”
“Sul fatto che non ci azzeccano mai…”
“Ah, sì… certo…” replicò confuso l’autista, mentre cercava un senso alle parole dell’architetto…
Eh, che sottile! E’ uno che vede le cose che gli altri non vedono: dentro un’enoteca, per dire, mentre è impegnato a parlare con un altro tizio, segretamente
Sorrise al pensiero che, dall’interno della vetrina, il nome di quel posto si leggeva ACETONE
Ah, che occhio! Peccato però che a questo uomo così brillante, per fregarlo, basta pochissimo, gli si fa fare la figura del fesso con un niente:
“Comunque io sono Andrea, e tu?”
“Io no.”
Quello sul viso di Andrea era il punto interrogativo più curvo e sudato che si fosse mai visto
Che altro dirvi, boh. Vi lascio con qualche botta finale di profonda liricissima saggezza baglionizzante:
La vita è come un cavallo: tu sei convinto di portare lui, mentre è lui che porta te. E, quando scendi, ti accorgi che le tue gambe sono storte
e
I sogni sono come il pesce: o si consumano freschi, o avvelenano
e
La cittadella dell’anima era sotto assedio. I palazzi dei pensieri, rastrellati. Le emozioni, deportate.
e la mia preferita in assoluto, con l’inversione bimbominkia della parentesi conclusiva:
Se l’onda ambrata - di un caramello scuro lievemente venato di henné - era raccolta a coda di cavallo, significava: “Oggi mordo” (com’era scritto sulla tazza di Mafalda che uno dei suoi amici artisti le aveva regalato)
[1] ma forse, sì, sarebbe meglio dire: dell’uomo che dal 1990 si finge Claudio Baglioni - ma lasciamo stare, su, che è un argomento parecchio spinoso (e inquietantissimo) [torna su]
[2] che non è Questo Piccolo Grande Amore, è Qui passarono Giulia e Andrea; e poi anche, ribaltato - dev’essergli costato uno sforzo immane e gli è venuto lo stesso sghembo, poveraccio - Amore Grande Per Sempre Qui [torna su]
[3] sì, va be’, io me lo sento che prima o poi Claudio Baglioni farà piazza pulita dell’umanità con una qualche operona musicale alla Riccardo Cocciante - dyo! [torna su]
[4] che fosse un emo ante litteram, va be’, almeno questo direi che possiamo riconoscerglielo [torna su]
di Betty Moore, 2 aprile 2009
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite, malvageddon, very important malvestite
Maria ma io l’ho letto tutto e sono pure andata a vedermi i link. Tu?
Commento #3 di Mkabe RokurotaAgghiacciante il sito sui cantanti morti e sostituiti dai sosia. Ma ci credono sul serio?
Comunque è “si scherisce”, con la emme. schernire con la enne è un’altra cosa :-)
Commento #4 di Federicaaaaah! scherMisce. la maledizione della emme assassina!
Commento #5 di federicaio non palleggio le parole bene come lui, l’unico commento che mi sorge spontaneo è…niente, nessun commento, però mi viene un po’ da vomitare!
Commento #6 di filodilanafin da bambino, nella seconda metà degli anni ‘70, ho sempre provato orrore per le baglionate. ho ricordi raccapriccianti di gite scolastiche con schiere di compagne di scuola che intonavano invariabilmente le sue stomachevoli canzonette gareggiando sulle note più alte come oche.
Baglioni (ma anche i Pooh) e 90° minuto mi hanno spinto da subito a deviare dalla retta via.
Baglioni dovevano riempirlo di piombo le BR quando era giovane e capellone (ma ben lavato e phonato, come piace alle mamme!). FORSE oggi non avremmo gentucola come Fabio Fazio in tv. ;-)
questo libro non è né meglio né peggio della sua produzione musicale. piacerà alle sue fUnS perché la mediocrità ben patinata paga. sempre.
Della foto da giovane avevo un ricordo nitido….aiutoooo….
Commento #8 di Ghismundaho sempre trovato quest’uomo gradevole quanto l’ortica nelle mutande. Il post non fa che confermare la mia posizione. Ma basta!
Commento #9 di malveil senso della vita lo conosce solo Mr. Creosote…
a un certo punto avevo letto “lui va a fare il militare e si mette con un altro”, ho pensato: cavolo, Mr. B è un genio. poi mi sono accorta che avevo saltato un “lei” :P
e comunque, la tizia del romanzo ha sulla tazza la borsa di Pam!!! :D
Commento #10 di crocodileQuando sono arrivata in Italia, conoscevo l’arte, la cultura, il clima e il cibo ed ero contentissima di venire in un paese così ricco di cose belle. E poi ho scoperto l’esistenza di Caludio Baglioni. Peggio: ho scoperto che la mia compagna di casa era fan e lo ascoltava sempre. Ho in seguito scoperto conoscendo meglio la mia compagna quanto ascoltare Baglioni faccia male al cervello. Queste scoperte furono traumatizzanti.
Commento #12 di L'armadio del delittoun liquore di labiali nel quale ondeggiavano vocali profumate di menta e maggiorana
ma che vuol dire????????????????
PECORA BELANTE l’ho sempre definito così quando mia sorella più grande mi disintegrava i timpani! Tsè!
anch’io a quindici anni ero una liceale che si è fatta una scopata sulla spiaggia (lido di venezia) col temporale e il mare in bufera! allora non sapevo che fosse “certo, ovvio”… e ora che sono adulta ce l’ho tra i miei più trasgressivi ricordi… povera me e pensare che mi credevo assai selvaggia !!!!
Commento #14 di michelama sembra la trama di uno di quei filmomi con nino d’ angelo :-)
Commento #15 di bibideve essere un libro davvero mediocre! betty, ma come fai a sciropparti tutta questa miseria? nel momento in cui lui parte soldato io ho visualizzato gianni morandi che chiede alla sua bella di andare a prendere il latte! baglioni si è forse formato sui musicarelli del gianni nazionale?
Commento #16 di silvaMi chiedo come si possa dare in stampa cotanto lerciume.
Ho letto tutto il post e Betty…ehm…hai tutta la mia solidarietà dopo aver rischiato lo stop brain detto alla Gialappa!
…baglioni morto e sostituito nel ‘90…teoria agghiacciante…già che era morto, perchè sostituirlo?????
Impossibile….
Ho una segnalazione urgente: ho la sensazione che questi calzini/scarpe, tra poco, saranno ai piedi di tutte le malve che contano. Sono anche peggio delle crocs, non c’è limite al trash!
http://www.ilovejika.com/
interessante come lo diano per morto e sostituito… a me sembrava solo frutto di un accanimento da plastica facciale con relativa rosolatura…
però Betty come fai a leggere certi libri…. io non ce la farei mica….
duro il lavoro della blogger….
Bambi, ho pensato alla stessa cosa! Ma perché, già che era morto, non lasciarlo riposare in pace? Grazie Betty per esserti accollata, anche questa volta, il lavoro sporco e per aver scialacquato per la nostra edificazione i 18.25 euro, o quant’è, da Feltrinelli.
Commento #22 di lsNeanche l’ombra di una mezza carampanina? Il mondo si è rovesciato?
Commento #23 di GhismundaBaglioni, o chi per lui ha scritto ’sta ciofeca, ha letto il libro “On Writing” di Stephen King, lo ha studiato per bene e lo ha accuratamente applicato ALLA ROVESCIA!! Questo libro comprende tutte quelle ispirate perifrasi acchiappa emozione che uno scrittore per lo meno decente non dovrebbe mai lasciar uscire dal privato del suo pc…
Un qualunque insegnante di scrittura creativa di liceo americano gli avrebbe appioppato una F- (circa un nostrano 3) e lo avrebbe bocciato.
@tod “Baglioni dovevano riempirlo di piombo le BR quando era giovane e capellone (ma ben lavato e phonato, come piace alle mamme!). ”
ecco..sono morta dal ridere qua in ufficio!!!!
Commento #25 di zoeBella la parte dove il protagonista scopre i misteriosi meccanismi del marketing.
Ho una domanda: ma è da questo geniale capolavoro che è stato tratto il film “questo piccolo grande amore”?Quel trailer è stato il mio incubo per qualche settimana.
quando me lo analizzi giammaria testa? Non ti deluderà neanche lui, vedrai quanto materiale. Brava e brava!
Commento #27 di Taf- Gli occhi le si tingevano di profezia
- Lo sguardo veloce, che non conosceva retromarcia
- Lo sguardo neorealista di sua madre
- Aveva spiegato alla curvatura interrogativa dei suoi occhi
- Gli sguardi, imposte che si chiudono alla pioggia
- Lo sguardo di chi cerca il cielo… E cercare il cielo è già volare!
- Lo sguardo di trementina di Cinzia
- I suoi occhi di polena scandagliavano l’orizzonte
- Lo sguardo indolente dei platani affacciati ai muraglioni.
Non ho ancora finito, ma devo dirlo: mai letto tante cazzate tutte insieme, questo supera pure Biagio.
E poi - se mai pubblicherò il mio libro - sulla quarta di copertina faccio scrivere: “imbrattacarte, cantante fallita al matrimonio della cugina, bombarola da cucina (ha fatto esplodere una pentola a pressione) e cazzara”
sono esterrefatta!
le sopracciglia di Baglioni e del suo sosia sono DIVERSE!
è davvero morto Betty!!!
E gli occhi che le si tingevano di profezia? Ma che cagate scrive? E pensare che a 14 anni… anche io… niente scopate in spiaggia ma quante lacrime cantando le sue canzoni! E me le ricordo tutte!
Commento #30 di lori“L’aria sapeva di attesa. Il silenzio concimava i pensieri”
…ma come fertilizzante per il cervello funziona non troppo bene, se dobbiamo giudicare dai risultati!
@TOD: faccio mio proprio il tuo “baglioni pensiero”, in quanto identico al mio!
PS:mio coetaneo?
> “Comunque io sono Andrea, e tu?”
“Io no.”
Ehi, ma io rispondo spessissimo così!
E lo faccio quando mi diverte passare per idiota integrale, ho proprio sbagliato tutto nella vita. Tipo adesso, che ho dato un assist clamoroso.
Io so tutte le sue canzoni, almeno quelle pubblicate fino a 10 anni fa.Mia madre non mi ha mai fatto ascoltare altro, a casa, in macchina, per TUTTA la mia infanzia.
E 2 anni fa mi ha dato 50 euro perchè la accompagnassi al concerto…ecco, ho visto 50enni strapparsi i capelli e urlare frasi quali “sono qui, sc***mi!!”.
La mia vita non è più stata la stessa.
La parte del libro è Puro Lirismo!
Grande Betty!
Commento #34 di sir_perceMa di questa cagata di libro hanno fatto pure il film per caso?
La trama mi ricorda vagamente questo trailer orrendo con in sottofondo la voce belante di Baglioni che canta Questo Piccolo grande amore .
“I suoi occhi di polenTa scandagliavano l’orizzonte”
da Baglioni a Borghezio…
Commento #36 di crocodile1) Ma perché secondo Baglioni uno che invecchia non dovrebbe essere preso per il culo per aver pianto dopo essersi mangiato un maialino?
2) Lo sguardo dei platani mi ha inquietato. Sarà che è da piccola che mi porto dietro il trauma degli alberi mutanti che si vedono nel film della Disney di Biancaneve, ma ecco, adesso non riuscirò più a guidare nei vialoni alberati.
3)
(be’, non so voi, io a rileggere questo densissimo pingpong di sguardi c’ho già tutte le budella attorcigliate)
Uuh, tutto questo mi ha fatto venire in mente un film ORIBBBBBBILE “interpretato” da Pamela Prati, una perla inestimabile del trash più NERO, Riflessi di Luce (il fatto che sia stato girato da un regista che ha firmato anche una pellicola dal titolo Mandingo Superstar dovrebbe spiegarvi molte cose). Anche lì c’era la stessa folle poetica dei palleggi di sguardi totalmente inutili e immotivati. Era a metà tra un film di Sergio Leone e Quattro Carogne a Malopasso (per chi vedeva Mai Dire TV). XD
Commento #37 di LanBetty è da tanto che ti leggo ma è la prima volta che lascio un commento, lo faccio perché con questa recensione ho riso fino alle lacrime e poi anche per ringraziarti per i link alle note, ora i post sono più leggibili.
Commento #38 di MatildaMBCredo che sia talmente involontariamente comico, che potrei anche acquistarlo (se con i soldi pagati aiutassi la cura per il cancro o robe del genere…)
“Il silenzio sapeva di castagne”…
Ciao
Totola
Tod: hai tutta la mia solidarietà perchè anche io ho dovuto subire lo stesso trattamento da parte delle compagne di classe e, se non bastasse, con l’aggiunta di Pupo!
Commento #40 di NinaConcordo con TOD e PamCuocaSfigata….
ero piccola.avevo solo 10 anni. la simca 1000 arancione era troppo piccola per portare 4 paersone. più la tenda. più il tavolo. più il canotto. più la tendy motta. tutto verso la Puglia. traumi d’infanzia.
mio padre cantava questo piccolo grande amore, porta portese ed altre canzoni di claudio baglioni…. traumi d’infanzia…pozzi neri come la pece impastata con il sudore degli operai sull’A1 il 15 d’agosto….
io provavo a distrarmi ma era più forte di me…quelle canzoni bucavano il mio timpano e si istallavvano nel cervello…ed io provavo a distrarmi…10 anni e sapevo riconoscere qualsiasi macchina o camion o furgone anche di notte dal profilo dei fari anteriori o posteriori…..traumi d’infanzia…
Eh? che ne dite? bella la scrittura sincopata e le iperboli assurde per entusiasmare gli emobimbominchia che compreranno il libro e, illuminati, ne trascriveranno interi brani sui loro diariacci!!
Betty, ma non dici nulla sugli zigomi rifatti di claudiaccio, sulla sua bocca modello jenna jakson e gli occhi stile ridge de noantri con sguardo tipo giovine mandrillo??
io avevo davvero letto nel post ‘i tuoi occhi di polenta’, e mi sembrava la similitudine più bella (i tuoi occhi rassicuranti e familiari, caldi e confortanti come la farina gialla).
la questione dello sguardo rimpallato a me invece rimanda alla mente un film di… gerry calà forse, con marina suma (forse ‘vado a vivere da solo’), uno dei cui alati dialoghi recitava:’l'altro guardava lei, io guardavo lei, lei guardava l’altro. a me non mi guardava nessuno’.
ma ce la fa? no dico, baglioni, non ha nulla di meglio da fare?
che ne so, farsi una pista, phonarsi i capelli, tagliarsi le vene…
Cate, commento #19: ma quelle “scarpe” sono il mio sogno… io odio le scarpe, di qualsiasi tipo, mia madre mi dice sempre che sono una “ciavattara”
(sì, sono una malva, va bene?)
spero davvero che arrivino anche qui, guarda.
Ma siete mai stati innamorati?
Capireste cosa vuol dire il “silenzio sapeva di castagne…”.
Poverini mi fate tanta tenerezza.
Claudio è un mito inalterabile…
In bocca al lupo per il libro, per il Tour non ne hai bisogno sappiamo che è sempre tutto esaurito!!!
@Vio: a me ricordano la 127 bianca del mio primo moroso, con l’autoradio estraibile da 15 kg che si nascondeva sotto il sedile, l’antenna da due metri per il cb (molto utile quando si scatenava un temporale), le canzoni di baglioni, di Pupo, dei Cugini di Campagna, dei Pooh-pooh (si pronuncia pupù) e financo Ti amo di Umberto Tozzi, cantata a squarciagola (da lui, io già allora amavo i Kiss).
Avevo 15 anni, un secolo fa….. sigh!
Adesso conviviamo, guido io e per punizione ha imparato tutta la discografia degli U2 e dei Police.
Simona cara, io sono tutt’ora innamorata, ma se il mio grande amore mi dicesse “il silenzio sa di castagne” chiamerei il neurologo.
Commento #48 di PamCuocaSfigata“…comincio a piangere per due ore: avevo come qualcosa dentro, un terremoto interiore…”
Non bastava un sonoro rutto, per liberarsi??!
Commento #49 di Astenersi Perditempole carampane di Baglioni sono tremende. io ne conosco una (ha 22 anni). già prevedo il divertimento.
Commento #50 di Mattiasono indecisa tra lasciare un commento baglionizzato oppure limitarmi a lanciare uno sguardo indolente dalla mia scrivania metaforica e lasciare che il silenzio concimi la mia presenza su questo blog.
Commento #51 di SaintJust“O forse dodici sono i semitoni che compongono l’ottava e, quindi, il prezzo acquisisce una valenza musicale capace di sedurre?”
Un vero noiosone.
Commento #52 di lara-vO.T. a causa della proposta di legge sulla necessità di vietare l’anonimato in internet redatta dalla super esperta di informatica e fisica On. Carlucci ( non perdetevi il suo blog, c’è di che preoccuparsi) le malvestite potrebbe chiudere? ribelliamoci!!!
Commento #53 di michi[quote]Lo sguardo di trementina di Cinzia[/quote]
Ma perché?
P.S.: quella del maialino e del rutto è fantastica.. forse gli serviva un po’ di coca cola! ADESTE CARAMPANAE!
Commento #54 di Cynthia@Cate: quelle calze-scarpe nere sembrano degli zoccoli di mucca…!
Commento #56 di Aneromè talmente squallido(il libro ovviamente,il post fa schiattare) che se stavolta non arrivano le carampane mi incazzo!!
Ma il mio ovvove per il libro è stato interrotto dalle scarpe-calzini con dito separato(ma perchè?????) del commento #19 myo dyo!! @__@
“Un giorno andai a mangiare con un discografico. Al ristorante un cameriere ci dice: oggi c’è dell’ottimo maialino al forno. Allora mangiamo questo maialino, paghiamo e usciamo. Salgo in macchina e comincio a piangere per due ore: avevo come qualcosa dentro, un terremoto interiore”
…in effetti il maiale si digerisce con fatica.
Commento #58 di ChrisVery Off Topic.
qualcuno ha detto che non dobbiamo perderci il blog della carlucci.
e ha ragione!
è una miniera di orrori!
sintattici e ortografici, voglio dire.
il libro nero della lingua italiana…
Commento #59 di verde d'invidiaLo spettro della morte cerebrale si erge opalino monolite come un titanico ippopotamo al centro del deserto del reale, e nell’aria di zirconio rancido solo sibila maligna la dissociazione schizofrenica. Dall’asfalto bagnato pivono al cielo incudini al quadrato. Esterrefazione, straniamento. Il cervello come congelato nella grafite di un contrabbandiere alieno. Lo sguardo attonito di altoforno dismesso smantellato rivenduto in Cina con il benestare di guardie confinarie corrotte. Baglioni é morto, e anche la letteratura non si sente molto bene.
Commento #60 di FitzPregusto l’invasione delle carampane.
E comunque C.I.S.
Commento #61 di Andrea Biblioteco“Belli Capelli” sembra una involontaria parodia di “Riccioli neri” di De André :-/
Commento #63 di CloseTheDoor@ Verde d’Invidia (commento # 59)
Come, non mi dirai che ti sei perso tutta la telenovelas di Gabriella Carlucci che ha intimato a un premio Nobel in fisica di “non dire le bugie”, neanche fosse una bambina di 7 anni?
Un breve sunto della storia qui:
http://lagallina.splinder.com/16352826/Periodo+ipotetico
Commento #64 di CloseTheDoorCa**o Michi e Verde, sono tornata nel suo blog, la Carlucci ha bloccato i commenti e vuole rendere Internet *NON ANONIMO*?
:-ooo
*Qualcuno potrebbe spiegarle che siamo tutti tracciabili con l’ID dei nostri computer?*
Commento #65 di CloseTheDoorVERY OT
http://dailymail.co.uk/Bootylicious-Beyonce-flies-air.html
Betty, ginocchio in the air :-D
Baglioni, vaccaro delle metafore.
*me l’immagino sul cavallo, cappello da cowboy e frusta, mentre cerca di far entrare la mandria dentro al libro:
“Vai neorealista! Occhidipolena, buona!
Su, Silenzioconcima! Frena aria-che-sa-di-attesa!” *
Forse qualcosa si salva (tipo quella del geyser, l’idea del silenzio che come un vapore cala), altre mi sanno di osmosi cosmica da qualche altra fonte…
Il silenzio che sa di castagna è una sinestesia (agh, dove va l’accento?), ma presa a sè non mi pare abbia molto senso. Stavano in un bosco?
Era autunno?
Stavano zitti come due maron-glacès?
@67 WeirdintheWyrd
L’ultima frase sembra scritta da Luciana Littizzetto :)
Commento #68 di CloseTheDoorBaglioni è veramente architetto, si è laureato qualche anno fa, al 65esimo anno fuori corso, più o meno.e magari firma pure progetti..
http://archiviostorico.corriere.it/2004/giugno/Baglioni_architetto_108.shtml
“un liquore di labiali nel quale ondeggiavano vocali profumate di menta e maggiorana…”
solo labiali? E come si esprimeva, con suoni tipo “Mama fufu bibi…”? Mi vengono in mente due possibilità: o la ragazza è in uno stadio precedente la lallazione, oppure le mancano, quantomeno, la glottide, i denti e la lingua.
Ma Claudio, leggiti almeno la wikipedia prima di usare parole a caso…
tronfio nella mia puntualizzazione fonologica, torno nell’ombra.
Commento #70 di stegoHo trovato il forum di Baglioni:
http://freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?f=1566
Sono tentata di linkare questo post..
Quest’uomo ha degli zigomi impressionanti. O_O
Commento #72 di LemurakkiaA parte che menta+maggiorana ricorda la famosa battuta dell’amaro così schifoso che vomitava pure il frate sull’etichetta :P
Commento #73 di Zino DavidoffBeh, se si è laureato qualche anno fa, allora è stato il sostituto a laurearsi..adesso tutto si spiega..
Commento #74 di BambiNo: il silenzio che sa di castagne non può avre senso nemmeno se i due si trovavano in un bosco durante l’autunno. Questo perchè le castagne NON hanno odore; è un dato di fatto inconfutabile. E comunque basta con questi romanzetti adolescenziali con lui finto cinico e intelligente che si innamora della ragazza oca e superficiale! O se proprio vogliono continuare con ’ste balle, allora che imparino a farlo con più classe!
Commento #75 di breschau di livoniaprecisazione.
Borghezio è purtroppo piemontese, non dice “mona”, al massimo “piciu’”.
saluti
pax
pardon, la disgafia impera
“picio” non “piciu”
saluti
pax
Io mi chiedo, soprattutto, come si possa portare un calice al palato. Capisco degustare il vino con passione, ma - uhm - ingoiare l’intero bicchiere di vetro mi pare eccessivo.
Commento #78 di ViperaVenerea@68: a furia di ascoltarla ogni santa domenica avviene una sorta di osmosi cosmica morganiana (altrèsì detta, scimmiottamento) :D
@75: Le castagne hanno odore. O perlomeno, lo hanno i ricci semiaperti o le castagne sbucciate. Sottilissimo e strano ma c’è. O forse non è una questione di gusto: un bel silenzio al sabor di caldarroste :D
(e comunque hai centrato il punto: il racconto è trito, non importa quanto un libro possa essere farcito di metafore e di altre figure retoriche).
Pardon… il racconto mi -pare- trito e ritrito. Visto che non ho avuto il coraggio di leggerlo. Un romanzetto rosa, alla fine.
Oggi Homer Simpson ha detto la sua perla, mentre parlava a tutti i Vip riuniti:
“…e lasciate, per una buona volta, scrivere un LIBRO ORRENDO anche alla GENTE COMUNE!!!” XD
Commento #80 di WeirdintheWyrd@weird: ah ah ah, anche io, ascoltando la battuta di Homer, ho subito pensato al libro di Baglioni (adesso deve uscire anche quello di Cremonini: non ci facciamo mancare niente, eh!)
E poi si sa che i libri infarciti di metafore e altre figure retoriche sono tipici degli scrittori-pacco …
Commento #81 di breschau di livonia… proviamo un po’ a pensare a un nome sopra tutti gli altri: Susanna Tamaro!
Commento #82 di breschau di livoniao signùr a forza di leggere questo ’silenzio al profumo di castagne’ me ne e’ venuta in mente una bellissima ’silenzio che sa di carogne’
mmmm forse e’ ora che arrivi il weekend…
Scusate ma a me Baglioni piace! certo non spenderei mai quei soldi per il suo libro, concordo pienamente con quello che ha scritto Betty…però a me le sue canzoni piacciono, 1000 giorni di te e di me la trovo stupenda!
Commento #84 di Anonimo“Sul pelo increspato dell’asfalto, centinaia di bipedi della stessa specie si affannavano a salire sul natante da terra”
sembra una frase tradotta dal traduttore di google… :-D
Commento #86 di SimoLya, non temere, il libro l’ha scritto Sbaglioncino, l’unico vero sostituto di CB. L’originale se ne sta a ruttare birra e maialino tutto il giorno su una spiaggia tropicale.
Commento #87 di ls“emo ante litteram”
Quant’è vero, caro vecchio Agonia :)
Prima ha scritto la canzone,poi è uscito il film e adesso ha dato alle stampe il libro? Altro che raschiare il fondo del barile!
Comunque lo “stile” è TREMENDO: non poteva permettersi un ghost writer un minimo decente? Lo ha scritto proprio tutto da solo ’sto coso?
Fortunatamente i miei genitori l’han sempre odiato.
scusate.. lo so che non c’entra niente.. ma sta cosa ve la dovevo postare assolutamente http://gossipnews.it/gregbriatore/vestito_trasparente_valeria_marini.jpg
Commento #90 di vipigaNon entro assolutamente nel merito dei contenuti, ma il post è scritto benissimo e tanti complimenti pure ai commenti. Quella del rutto poi è da premio Strega. Ciao e in bocca al lupo a tutti.
Commento #91 di antonio pennacchiCiao a tutti, è la prima volta che scrivo ma leggo sempre il blog!
Beh, che dire: il post fa scompisciare, Baglioni è indiscutibilmente imbarazzante, la parte sul ping pong di sguardi è allucinante e pure quella sulle castagne, di cui non ho capito il sns poetico rivendicato da qualche commento…
Baglioni è venuto anche nella mia cittadina a fare un concerto: ancora ringrazio DYO per l’evento, perchè (così dicono le cronache, io ovviamente non c’ero) mentre cantava una canzone scatenandosi come un ggggiovane fricchettone è STRAPIOMBATO GIU’ DAL PALCO ROMPENDOSI UNA GAMBA!!!
Interrotto il concerto e portato in ambulanza all’ospedale hi hi hi hi!
Commento #92 di FrancescaP.Baglioni non ha mai avuto niente da dire.
Questo libro lo dimostra.
Perchè questi quasi centenari della canzonetta non se ne vanno finalmente in pensione a godersi i denari che hanno scippato ai poveri fans e non ci lasciano finalmente in pace?
Preferisco Tony Dallara, come carampano cinguettante.
Commento #93 di nonsonougo@vipiga: AAAAAARRRRRRRGGGGGHHHH, ma è uscita così?mi viene da piangere..
Commento #94 di Silvia@silvia: le trasparenze della marini sono imbattibili.. da notare i bozzi di cellulite… secondo me stanno tutti impazzendo!
Commento #95 di vipigaAhahahaha… quanto è saggio Bajone (il mio prof del liceo lo chiamava così)!!!! mamma mia, sarebbe da denunciare il ghostwriter…
Commento #96 di RobiDevo dire la verità, la cosa che mi ha fatto più ridere è la storia di Sbaglioncino, ormai la gente non sa proprio a cosa pensare…è la stessa persona! solo che con qualche ritocchino è logico che la faccia cambi!
Andrea poi…che complessato…quanto la fa lunga x 10 centesimi!
Ho iniziato la lettura pensando “ma perché questa donna si fa del male leggendo certe cose?”, poi le risate hanno archiviato la domanda. Il mondo baglionizzato, mai più senza… :D
Commento #98 di Laylagrazie di esistere.
PS: io ricordo il suo periodo simil Laibach, quando sembrava il replicante di Blade Runner passato per un teletrasporto difettoso… incubo!
@ Fitz: Se avessi.Messo qualche.
Punto.
A caso in più.
Saresti stato.
Perfetto.
Per.
Un.
Commento.
à la.
Baricco.
Mi ricordo tutte le mie amiche che impazzivano per Baglioni, io - tamarra inside - adoravo Drupi……………
Commento #101 di rebeccaIl pezzo sul bicchiere di vino mi piace moltissimo. Mi ricorda le scenette in cui Antonio Albanese prendeva in giro i sommelier televisivi: rigirava il calice per mezz’ora, lo annusava, lo esponeva in controluce, ne sorseggiava un millilitro facendolo girare in bocca e… a occhi chiusi (naturalmente) esibiva un lapidario…..
…. E’ ROSSO.
Commento #102 di divarascommetto che nella biografia non compare il brillante concerto che tenne a torino e che si sospese perché gli tiravano gambi di sedano…..
Commento #103 di eleonoraoddio, grazie, davvero ! :) sto ancora piangendo dal ridere perche’ si’, e’ verissimo, baglioni quando fa gli acuti a gola stiracchiata e’ davvero Assurancetourix !
Commento #104 di fedeccino“”"con l’onorevole Borghezio che gli fa “lei! scusi lei! pianista, lei! uéla! dico a te, sì! finiamola con ’sta lagna! me la sai fare piuttosto la mula de parenzo? bravo! sì, quella! no! no! che fai, mona! canto mi!””"
Betty geniale! e quella del maialino, che dire…un decerebrato proprio.
Simona: che cavolo vuol dire “siete mai stati innamorati”? Certo, eppure il Baglioni non ha mai sfiorato le mie corde. Francamente me ne vanto, lo considero indice di media sensibilita(non alta, poichè è un’ovvietà).
Commento #105 di lucaClaudio é un poeta, anche se nel libro magari ha un po’ esagerato. E’ ovvio che espressioni del genere decontestualizzate fanno sorridere, ma magari in QPGA hanno senso…
Commento #106 di berenche dire, ho lasciato un canzonettaro abbondantemente avviato sul viale del tramonto e toh!, mi ritrovo un autentico poeta dal lirismo a briglia sciolta…
Ora vi saluto, vi auguro buona giornata e vado a prendere il natante da terra…..
Commento #107 di ceciBEREN…SCUSAMI….ME SE LUI E’ UN POETA (MA NO…), CHI CAVOLO E’ CHOPIN?
Commento #108 di lucaFantastico pezzo. Ma ho solo un rammarico, per te che ti immoli sull’altare delle puttanate solo per portarne testimonianza agli ultimi che clandestinamente resistono. Vorrei pagarti la pensione. Non scherzo. Ma, da ricercatore precario, intanto aspetto la mia. Ahahaha.
Buon lavoro, bravissima!
Che peccato davvero vivere come voi …
Claudio è un grande …
E il suo romanzo è “solo” alla terza ristampa …
nessuno riempie di piobo voi,siete propio la vergogna dell’Italia!!!
Commento #114 di pippil’espressione rassegnata di un telefono di bachelite crocefisso ad un letto
questa gliel’ha passata Grignani (vedi mai dire martedì XD).
Commento #115 di Mi sto mettendo nei guai...la stessa tremenda baglionizzazione la ricordo bene nelle cover delle sigle TV proposte durante “Anima Mia”
Dio ce ne scampi
Commento #116 di VikkSono un po’ in arretrato con le letture. Perdonate il commento tardivo.
Se Claudio, al tempo della foto con la faccia da nerd e gli occhiali di Arisa, lo chiamavano affettuosamente “AGONIA” un motivo ci sarà stato.
Sì insomma il destino nel soprannome.
Per me che ho conosciuto e lavorato per Claudio Baglioni (quello VERO nel 1982) assistere allo sputtantamento continuo della figura di Claudio da parte di un emerito idiota (errata corrige - idioti - lui e il suo staff, Maria De Filippi in primis) che ha avuto solo il culo di aver la voce molto simile (il resto è stato totalmente rifatto e si vede) è un angoscia quotidiana.
Eccellente lo humor di questo sito,
Dategli giù … rovinatelo!
Ma ricordate: NON è il VERO CLAUDIO BAGLIONI
Commento #118 di GiovanniHo consigliato la lettura di questo articolo a un’amica, seguace di Baglioni, perché voleva comprare il libro… Mi ha scritto: “il libro non lo compro più!” :D :D
Sono soddisfatta, grazie Betty ;)
Il libro ha bisogno di essere interpretatato e se non lo avete ancora capito parla della sua storia…
E al contrario di molte persone lui dice tutto e non nasconde fatti di cui potrebbe vergognarsi…
E poi se andate a vedere la’articolo http://jojofc.livejournal.com/176428.html è ovvio che non coincidano certi particolari ci sono almeno 11 anni di differenza tra le due foto…fino a prova contraria anke il mitico Baglioni invecchia(purtoppo)…invece se confrontate la stessa foto a sinistra con quelle di io sono qui o dei tour succesivi sono quasi identiche ad eccezzione del taglio di capelli…
cmq se prendete una foto vostra di 10 anni fa e la confrontate con come siete oggi troverete delle differenze, probsbilmente secondo chi scrive queste cavolate significa che siete sosia di voi stessi…Svegliaaaaa!!!!!!!!! Se vi dicono che gli asini volano aprite subito la bocca!!
C’è una parte di marketing e di retorica dolciastra in questa opera,è vero… ma per fortuna quelle come te,le zitelle acide distrutte da una vita che non è andata come volevano, hanno solo i blog per sfogarsi un po… stasera quando scongelerai la tua cena da sola,davanti alla tv, ricordati che l’amore esiste… e se non sei una vecchia zitella ma sei giovane, cambia ora o sarà troppo tardi…
Commento #122 di ParisAH… naturalmente vale per tutte quelle/quelli che vanno dietro a questo relitto umano..
Commento #123 di ParisCavolo, che noia ’ste carampane. Più che darci delle zitelle acide non sanno fare. Ma sono davvero così morte di cazzo da proiettare la propria frustrazione su tutti i soggetti con cui si relazionano, o è una posa? Al mondo ci sono taaaante cose che potete fare anche senza un maschio a fianco, care.
Commento #124 di jules chinaskiSi’, da qualche anno è posseduto dagli ultracorpi…spianano le zampe di gallina, donano una “facies amimica”, e tentano di scrivere romanzi! Terribile, e pensare che c’è chi non ci crede!
Commento #125 di Cricos’è sta storia del finto baglioni?
vi prego, forse era morto e ce lo ripropinano in clono-versione?
minkia.
bella la recensione, sarò un’acida zitella?
Ma invece di sfrantumarci i coglioni, perche’ Baglioni non si droga e va a puttante come tutti?
Commento #127 di Destrosio Al Magnesiobeh, devo dire che il commento al libro di Baglioni è molto cattivo ma divertente, molto cattivi anche diversi post….
bene, ovviamente può piacere o non piacere, e ovviamente non proprio TUTTO quel che fa può essere riuscitissimo, ma Claudio Baglioni, non dimentichiamolo e non confondiamo il proprio gusto con la verità, è uno dei maggiori artisti italiani. Sul libro non entro nel merito, l’ho letto e non l’ho adorato ma nemmeno disprezzato, ma le critiche all’uomo e all’artista sono fatte senza competenza e intelligenza. Non si fa musica per 40 anni ad alto livello se non si è molto bravi, non si collabora con grandi musicisti, non si sfornano tanti album e pezzi di grande bellezza compositiva (Oltre su tutti…) se non si è dei grandi della musica. Inoltre, il suo impegno a favore del tema dell’immigrazione clandestina (O Scià) è un esempio di come coniugare fama a impegno sociale. Lasciate stare Claudio Baglioni, uno straordinario musicista autore cantante che senza bisogno di sventolare bandiere di appartenze politiche o intellettualistiche è da 40 anni un VERO GRANDE ARTISTA.
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