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Lolita Bimbominkia: il diabete, il ritalin, le bamboline De Agostini, le scarpe ortopediche, i peti in cgi e il Neo Pessimismo

Scusate per la settimana d’assenza, proprio ora che abbiamo inaugurato la nuova grafica [1], ma sono stata annichilita da una botta improvvisa di sconforto. Oggi, che mi sento meglio, direi di riprendere con un argomento facilissimo, piccolino, allegro, che è sempre fonte di grande spasso: i bimbominkia. Direi che potremmo avventurarci lontano lontano fin sulla soglia di quell’oscuro anfratto della galassia bimbominkia che si chiama “Moda Lolita”, cioè a dire “io mi vesto Lolita”, cioè a dire “voglio essere come quelle graziosissime bamboline di porcellana coi vestitini cuciti a mano della collana De Agostini Le fantasie pedofile del cardinale Richelieu che fanno l’altalena sulle mensole del salotto pelle bianca / ottoni dorati di mia zia Mauscrozia, però in versione un pelino più moderna, bambolina pedo-richeliana sì ma crossoverizzata coll’armamentario del troione da discoteca“, cioè sarebbe a dire che oggi parliamo delle bimbominkia che, se glielo chiedi (mai! pazzi! mai interpellare un bimbominkia! [2]), ti dicono che loro si ispirano allo “stile di vita rococò”,

noi Lolite come le dame del rococò amiamo andare in giro con il nostro ombrellino di pizzo, il nostro vestitino a balze e le nostre scarpe alte e il nostro headdress di pizzo. proprio perché ci piace quello stile di vita

alan moore cuore bimbominkiala qual cosa, gli ombrellini e i pizzi e le balze eccetera, è sempre contaminata da una generica svalangata di degenerazione bburinona (le scarpe ortopediche rialzate con la zeppolona Frankenstein, le gonnelline inguinali, le calze a rete, gli artigliazzi lucidi frenchmanicurizzati) e dal ricorso a più specifici tradizionali malvestitismi bimbominkia, a seconda dei casi: per cui ad esempio ci sono le Punk Lolita (quelle aggressive che c’hanno la parrucca nera con la frangetta tagliata a mezza fronte, il trucco verdino, le calze sdrumate, le catene e le toppe e il bustino coi teschietti e così via), oppure le Gothic Lolita, cioè in pratica il groupie-kindergarten di Marilyn Manson (in bianco e nero, croci, bare, cimiterialità assortita, anellazzi in armatura d’acciaio eccetera); e ci sono pure le Lolita lisce, quelle a zero optional (le Classic Lolita), e le Sweet Lolita, che sono le Lolita superinfantili, le Baby Mia strafatte di Ritalin coi reggicalze e gli zatteroni che

io vado in giro tutta vestita di rosa, baldanzosa, saltellando qua e là

ed è vero che nel Settecento i lecca lecca tridimensionali a forma di Hello Kitty non esistevano (forse), ma insomma, mica è una roba filologica, il cosplay pseudo-rococò delle lolita-bimbominkia è riveduto e corretto secondo le fantasie esageratamente esagerate del tipico mangaka pervertito fuori di testa: dietro quel suo travestimemento da Richelieu, sorpresa!, ci trovate il faccione gonzo di Marrabbio di Kiss Me Licia, ed è per questo che le lolita-bimbominkia, a qualsiasi sotto-categoria appartengano, amano così tanto lasciarsi dietro una scia di assurdità demenziali da anime giapponese (se potessero, sono sicura: suderebbero a goccioloni, riderebbero cogli occhi a melanzana, si farebbero scomparire il naso ogni volta che s’imbarazzano e farebbero canestro nel cassonetto della spazzatura col colpo Annina) - e direi che, sfortunatamente, le lolita-bimbominkia italiane (che tentano un’imitazione delle prime lolita-bimbominkia, quelle giapponesi) finiscono per aggiungere ai cliché manghizzati della fiction in costume d’epoca quelli tristemente wannabe della cartolina turistica made in Giappone: prendete il cibo, ché siccome sono damine del rococò, allora

ci piace chiuderci dentro una sala da tè oppure dentro una cioccolateria

e siccome sono damine, sono conoscitrici della materia

il cioccolato che piace a noi è esclusivamente quello artigianale francese, fatto a mano e con dei lipidi particolari quali caramello, fiori, tutti esclusivamente dolci e zuccherosi

ma siccome però sognano che Via del Babuino sia la Main Street di Harajuku,

il nostro pranzo preferito è un bel piatto di sushi. cose da mangiare esclusivamente giapponesi come il sushi, dei dolci francesi, e anche degli snack giapponesi quali stick di cioccolato alla fragola, dolci, marscmello

Poveri ingenui bimbominkia [3], loro ci si sentono davvero originali e fuori dagli schemi, speciali,

non mi trovo bene con gli altri in quanto io persona con interessi diversi rispetto alla massa, con gusti differenti

e come al solito ci sta qualche minchione musicista - ribelle! ribellissimo! [4] - che fa da modello ispiratore a miliardi e miliardi di bimbominkia come loro, tutti uguali,

ho scoperto la musica di Mana-sama e dei Moi dix Mois. ho visto che Mana-sama indossava dei vestiti meravigliosi e ho deciso anche io di iniziare a vestire come lui, ovvero comprando proprio dalla sua brand giapponese

e per l’appunto, il minchione musicista più famoso di tutti (che sarebbe il fulminato riciclatore di ovvietà pop-musicali da spot televisivo che vedete là più sopra mentre urla una cosa chiamata Neo Pessimista) è anche il furbone che ci guadagna a pacchi sull’equipaggiamento instantmade Lolita Bimbominkia - ha creato un marchio apposta Tutti-Quanti-Originali-Come-Me! che si chiama Moi-même-Moitié (sottotitolo: Elegant Gothic Aristocrat),

non che per le bimbominkia l’evidente preconfezionamento globale della “moda Lolita” significhi qualcosa, anzi: considerate il film che fa loro da manifesto, Kamikaze Girls (una insopportabile palla shojo - pregevole soltanto nelle scene con il bulletto dai capelli priapeschi e in quelle con le puzze a nuvoletta in cgi), è un mega-spottone senza ritegno di un’altra marca equivalente per molti versi a quella del fulminato (ma più sul versante Classic-Ritalin-Lolita) che si chiama Baby, The Stars Shine Bright (c’è la protagonista che darebbe la vita per comprarcisi i vestiti): le bimbominkia lo citano come fosse la Bibbia, se lo sono imparate a memoria,

Lolita è uno stile rigorosamente dolce, uno stile che viene dal rococò, dove era un periodo fantastico in cui si navigava nella dolcezza

e nell’incipit del film, toh,

mi sarebbe piaciuto tanto nascere nell’epoca del rococò. è venuto dopo il barocco, ed era più sobrio e delicato [5]. in quel mondo fantastico si affogava nella dolcezza

il film ce la spiega così la vita delle damine rococò

facevano l’amore dal mattino alla sera. quando erano fuori dal letto ricamavano, e quando si annoiavano si rinfilavano nel letto. dopodiché, lunghe passeggiate nel parco

che cioè, tradotto nel rococò bimbominkia delle Lolita-damine di oggi, sarebbe: si chatta in rete cogli amici bimbominkia dalla mattina alla sera “hai visto che splendido completo che portava Mana-sama nel suo ultimo concerto Soffro-Soffro-SimboloSatanico-Soffro DarkDarkDark-Soffro-Questi-Calzini-Con-Le-Croci-Rovesciate DarkDarkDark-Duemila-Yen-Online-Free-Shipping“; poi si esce a comprare qualche caghetta nei negozi specializzati bimbominkia (”ce l’ha i calzini con le croci rovesciate di Mana-sama?”), poi ci si ributta in internet per prendere appuntamento in piazza cogli altri bimbominkia, e poi, verso le quattro, ci si ritrova in piazza per la merenda, “ehi! c’è anche quel centenario del Lestat! ehi! ciappa qua i miei calzetti nuovi di Mana-sama!”

[1] a proposito: ho aggiornato l’indice delle malve, finalmente, e stamattina inserisco una dozzina di nuove citazioni nel coso rosa su in alto, e metto in moto il JavaScript rotante sui post mejo der mejo nella barra laterale
[2] il video che c’è là sopra, che non ho capito bene da dove viene, me l’ha segnalato Valentina (grazie Valentina!)
[3] e comunque, be’, meglio a quattordici che a trenta anni, credersi raffinate trendissime sciccose, inconsapevoli cosplayare a buon mercato in salsa squallor H&M
[4] non esiste malvestitismo bimbominkia senza un corrispettivo minchione musicista che ne sia idiolo e bandiera
[5] eh?!?

597 commenti

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Tod rischio seriamente di amarti.

se ti loliti al prossimo malvapride ti dovrebbero escludere dalla competizione: vinceresti sicuramente!

:DDD

Commento #401 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 23rd, 2009 @ 8:49 pm

Io a dire il vero invidio tutti questi bimbominkia per come sanno truccarsi e arrangiarsi i capelli, non è che me ne andrei in giro conciata così (mi racconta mio fratello più piccolo che a scuola certi suoi compagni si portano la piastra nello zaino) però se penso ai miei capelli perennemente spettinati e al mio trucco sbavato un po’ rosico ;)

Poi confesso che ieri sera mi sono vista tutto Kamikaze Girls e ho riso tantissimo!Io però non capisco tutto questo astio delle GL, insomma se davvero si sentono così bene a vestirsi così, se è davvero un’esigggenza come dice Nicole, un po’ di critica non dovrebbero fare così male, no?

Commento #402 di Dokmai
aprile 23rd, 2009 @ 10:03 pm

duddurudù…duddurudù..
cavolo..son tre giorni che ho sempre in testa la musichetta del video!!
peggio di wwwmipiacitu dei Gazosa!!!
uffaaaaaaaaa…

Commento #403 di prosperosa larue
aprile 23rd, 2009 @ 10:45 pm

#399 di WeirdintheWyrd

leggi De Profundis, è quasi un’autobiografia…la trovi (in inglese però) integrale on line trascritta dal progetto Gutenberg:
http://www.gutenberg.org/etext/921

Commento #404 di Eugenia
aprile 24th, 2009 @ 8:19 am

@ Eugenia: non é del tutto esatto. sono d’accordo che si tratta di una moda giovanile come tante altre, ma non é una subcultura, é solo un modo di vestire. skinhead è una vera e propria subcultura, e una delle più “antiche” e comprovate. le lolite non esisteranno più tra un paio d’anni.

PS poi non vedo il senso di imitare un’imitazione, in un ping pong di scimmiottamento dall’europa al giappone e ritorno. un po’ come la vecchia pubblicità della “big ameuuuuican pizza, l’orginale pizza americana!”. ma perché da europea devo passare dal giappone per rifarmi al rococò, che è nato in Europa e non in giappone? lo trovo ridicolo.

Commento #405 di a_new_faith
aprile 24th, 2009 @ 8:53 am

Sì peccato che sia l’equivalenza col Rococò a fare acqua da tutte le parti (e sicuramente non è il marchio Made in Italy a fare la differenza).
Il Goth Lolita’s Rokkokko™ sta al Rococò come la torretta Eiffel di plastica a 1€50 sta a quella vera (che è pure un mostro di suo).
Ma riferimenti un po’ più complessi, rielaborazioni un po’ più elaborate, dire cose con un po’ più di responsabilità non vi sfiora mai come possibilità, eh? Sempre la superficie della superficie, l’infarinatura della paccottiglia.
Nessuna Lolita che si sia andata a studiare i libri di storia, uno straccio di storia dell’arte, un manuale delle medie qualsiasi.
Eddai!

Commento #406 di Makabe Rokkokko(kurota)
aprile 24th, 2009 @ 10:03 am

#405 di a_new_faith
il paragone tra lolite e skinhead è forzato, hai ragione, se non altro perché dietro al movimento skin c’erano ragioni sociali/politiche (almeno inizialmente) piuttosto forti.
Però quella delle lolite mi sembra una “cultura” nel senso moderno del termine - intendendo ovviamente per modernità il mondo degli adolescenti di questi anni, in genere totalmente apolitico e slegato dal mondo sociale.
Insomma magari non ci sono afflati culturali dietro il loro look, ma sicuramente è un mood che permea tutta la loro vita.
A dire il vero non so se le lolite scompariranno tra un paio d’anni, è difficile da prevedere l’evoluzione delle subculture.
Essendo stata io una punk/gringe/alternativa/quel che vuoi negli anni 90 ti posso dire che anche noi imitavamo eccome: Courtney Love, le L7 e tutti i gruppi Riot GGGRls (che a loro volta si rifacevano al punk americano dei 70/80 che prendeva origine dal punk inglese…insomma con tutti sti corsi/ricorsi, non mi meraviglia che delle ragazze italiane prendano a riferimento il Giappone.

Ma chiedo a una delle ragazze lolite se mi fa capire cosa c’entra il Rococò -cioè la moda nel periodo barocco e rococò - con il loro modo di vestire.
Io sapevo questo dai miei studi di moda:
http://www.baroque.it/barocco-moda/moda-barocca.php?link=2
non è che ci veda poi tante somiglianze ma mi piacerebbe capire meglio…

Commento #407 di Eugenia
aprile 24th, 2009 @ 10:05 am

di rococò non ci vedo molto. e comunque, dov’è che è sobrio? da quello che avevo studiato io era l’ esasperazione di uno stile che di minimale e lineare aveva già ben poco, per carità, e che tuttavia apprezzabile in alcune sue manifestazioni (sto pensando anche al barocco piemontese e a juvarra, a bernini, eccetera.)
correggetemi se mi confondo.

io ho visto gli abiti del brand marymagdalene,e alcuni sono veramente bellissimi, li metterei senza problemi durante il tempo libero, soprattutto le camicie e alcuni abiti. io però di rococò ci vedo ben poco, direi pure che sono abiti che avrebbero potuto mettere le ragazzine e le bimbe durante l’ era vittoriana. vado a controllare sull’ enciclopedia del costume, chissà dov’è andata a finire..

Commento #408 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 24th, 2009 @ 10:29 am

“rococò, DOVE era un periodo fantastico in cui si navigava nella dolcezza”. Bè, si navigava anche nella peste bubbonica e nel vaiolo, ma con estrema dolcezza.

Commento #409 di sashimi
aprile 24th, 2009 @ 12:08 pm

ho diciott’anni e a parte l’evidente cattivo gusto mi inorridisce l’ignoranza di certe mie coetanee…il rococò un periodo semplice e di dolcezza? il dandy la versione maschile di lolita? (povero Baudleaire)e sopratutto sanno da dove viene il termine lolita? sanno chi ha scritto lolita? ma tanto chi se ne importa mi vesto di rosa e vado in giro saltellando così mi sento felice…vorrei tanto vedere la protagonista al mare o in giro per roma quando ci sono 40 gradi o in palestra vestita così!!!

Commento #410 di Anonimo
aprile 24th, 2009 @ 1:05 pm

@sashimi,avevo un sorso di acqua in bocca e quasi non la sputavo sul pc dell’ufficio, dal ridere.

Commento #411 di Rosalara
aprile 24th, 2009 @ 1:12 pm

Makabe: hai perfettamente ragione sul rococò, anche le capre più capre sanno più o meno che cos’è.
PS: che bello sapere che ci sono persone che trovano orrida la tour eiffel!

Commento #412 di Nina
aprile 24th, 2009 @ 1:41 pm

Betty mi sa che la ragazza non dice “con dei lipidi particolari” ma dei “ripieni”… Poi hai scritto la Main “Stret”. Svolto il mio consueto compito di correttore di bozze ti faccio i complimenti per questo post, l’ho letto più di una volta tanto mi è piaciuto. A quelli che pensano che per i giapponesi il goth siano le gothic lolita e visual kei posso solo dire che si basano su informazioni distorte e falasate date dai manga e dalla rete (un po’ come quelli che pensano che per i giapponesi il punk sia quello che si vede in Nana). Il Giappone è la patria di Visual kei e gothic lolita, tutto qui, ma sono due discorsi distinti (i goth giapponesi li guardano spesso con una punta di disprezzo, così come i punk giapponesi non amano certo Nana et similia, basta farsi un giro su 2channel o altri forum giapponesi, per chi conosca la lingua).

Commento #413 di Matyi
aprile 24th, 2009 @ 4:06 pm

matyiiiiii ciao! ti ricordi di me? e comunque, io ci ho provato, a studiare il giapponese: è troppo difficile…=.=
bisogna dire che ero alle medie, però-

Commento #414 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 24th, 2009 @ 4:29 pm

Questo pezzo e tutte le risposte sono meravigliosi. Quoto Rita al @301 quando include il seguente commento nella saga delle iGHIozie… fantastico.

Chi ha scritto il post mi dà la netta sensazione di non conoscere minimamente l’argomento. Non mi stupirei inoltre, considerando come si pone al pubblico, se fosse una di quelle persone che picchia i cani e se ne compiace.
Commento #190 di Gilbert

Commento #415 di divara
aprile 24th, 2009 @ 4:59 pm

oddio che ridere… grazie betty per questa dose di ironia, come al solito mai banale. comunque ho realizzato che ormai appartengo praticamente alla terza età, ignoravo completamente l’esistenza di queste nuove giovani leve così baraccone…

Commento #416 di Fx
aprile 24th, 2009 @ 5:37 pm

Ciao Devotchka, certo che mi ricordo. :) Anch’io ho iniziato alle medie, ne è passato di tempo.

Commento #417 di Matyi
aprile 24th, 2009 @ 5:48 pm

Comunque a un certo punto si vede nel video che ballano la parapara, una danza giapponese delle gyaru, cioè a dire le truzze giapponesi, quindi lol - si spiega tutto con l’idea della cartolina giapponese di cui parla Betty nel post. Poi mi ha fatto ridere il Lestat quando dice “il mio nome d’arte”…

Commento #418 di Matyi
aprile 24th, 2009 @ 5:56 pm

ah ecco cos’ era quel ballo urendo che fanno nicole e la ragazza sotto ritalin!!
mammamiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. O:O
quoto chi diceva che nel rococò si navigava oltre che nella dolcezza, nella miseria e nelle malattie infettive!

Commento #419 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 24th, 2009 @ 6:30 pm

ma sono bambine, perdoniamo almeno loro. mi rattrista solo che non sappiano nulla di quasi tutto ciò che esce dalla loro bocca, poi che si vestano come vogliono!

Commento #420 di Matt
aprile 24th, 2009 @ 7:25 pm

-Persone che trovano orrenda la Tour Eiffel- presente.

Però dai, ’sò ragazzi’. Adesso mi provocano orticaria ma un tempo ero una di loro.

Commento #421 di Lilly
aprile 24th, 2009 @ 7:29 pm

sarà che ho avuto una madre ultra-severa e molto precisa nei modi,ma…i genitori li lasciano uscire conciati così come se niente fosse? se la mia prole lo facesse sarebbe diseredata e disconosciuta a calci nel sedere.
Oltretutto si truccherebbero meglio di me, rosicherei troppo! e chi glieli da tutti quei soldi????)
starò invecchiando,boh…

Commento #422 di gnomuz
aprile 24th, 2009 @ 8:41 pm

@fiorenza aka DDRD(evotchka)
anche a me sembrano più costumi vittoriani…non c’azzeccano una cippa col barocco e col rococò. Boh!

Commento #423 di Dokmai
aprile 25th, 2009 @ 1:04 pm

Al Rococò? Ci sto pensando solo ora. Dove sono i parrucconi? Dovrebbero andare vestite come i Rondò Veneziano (solo in versione ancora più esagerata… Probabilmente come Elio quando apparì al Festival di Sanremo) solo con tinte cupe o altre cose simili.
Inoltre, anche a me ricorda moooolto di più lo stile vittoriano che altro.
C’è da dire che i giapponesi, poi, sono generalmente della capre pazzesche (oltre che razzisti), vanno avanti per sentito dire: hanno una visione dell’occidente che è pari a quella di una persona che ha visto la Francia andando solo all’Eurodisney.
Un caso su tutti: Hetalia. E’ un fumetto sulla seconda guerra mondiale trattato in maniera assolutamente banalizzante (io lo trovo altamente disturbante). I personaggi sono tutti stereotipatissimi, e rappresentano singole nazioni o piccole parti di nazioni. Per l’Italia ci sono Veneziano, che rappresenta il Nord Italia, e Romano, che rappresenta il Sud Italia. Nel fumetto, però, è il Sud che è un lavoratore, mentre il nord non fa nulla. Ora, ok, io non voglio essere “razzista” (anche perchè sono siciliano), ma se dovessimo seguire gli stereotipi dovrebbe essere il nord quello lavoratore.
Un’altra dimostrazione è come i giapponesi sono convinti di essere gli inventori del telefono portatile, di essere più civili degli occidentali (”gli occidentali sono cacciatori, i giapponesi agricoltori”, è una frase tipica, quando in realtà, quando loro avevano le prime civiltà provienti dalla Cina, in Grecia avevamo le Olimpiadi), di essere gli unici ad avere quattro stagioni (!) e che il cinese è più simile all’inglese che al giapponese (!!!).

Commento #424 di Andrea Biblioteco
aprile 25th, 2009 @ 1:09 pm

@Andrea Biblioteco: hahahaha, Hetalia, mon dieu! Comunque, non trattandosi esattamente di robina seria, non ne farei un dramma se i personaggi sono ultra-stereotipati e male… in fondo le ragazette (almeno quelle che conosco io) se lo leggono lo fanno per fantasticare inciuci tra gli adddorabbbili protagonisti, non certo per essere culturalmente preparate :)
BTW, il GothLoli è assolutamente vittorano. Le bamboline di ispirazione non sono proprio di quel periodo?

Commento #425 di anoni-mou
aprile 25th, 2009 @ 2:58 pm

arrivo solo ora e non ho neanche etto tutti commenti: io ho 18 anni e mi vergogno perla ignoanza e la tamarraggine inside a quuesta cagata-.- l mie amone punk si stanno disgustando… però in fondo secodo ’ste qua girare per il centro all’ora di pranzo per loro è uguale ad essere “fuori dala massa”…
mno male che qua in provincia (como) non sono ancra arrivate queste lolite…
approposito, ma non era un libro sul rapporto pedofilo di una dodicenne e un insegnante–… che cosa c’entra?

Commento #426 di nunu
aprile 25th, 2009 @ 3:04 pm

Ad Anoni-mou: si, lo so come viene vissuto Hetalia (la ragazza che frequento lo vive proprio in quel modo…), ed infatti è proprio l’autore ed il modo di trattare le tematiche che mi disturba…

A Nunu: non è molto chiaro ciò che vuoi dire, ma essere punk non è dissimile dall’essere GL o altro, eh…

Commento #427 di Andrea Biblioteco
aprile 25th, 2009 @ 3:18 pm

si… è roba leziosa che si fa al vittoriano. i fasti del rococo sono tutt’altra cosa. tralaltro il contraltare maschile delle lolita, come vanno dicendo proprio loro, sarebbe il dandy (figura inglese della fine dell’800 che non ha niente a che vedere col rococo francese di più di un secolo prima). sushi-bar, cioccolaterie, sale da te, il pincio… ma a scuola proprio no, eh?

Commento #428 di #derbcrash#
aprile 25th, 2009 @ 5:31 pm

Rococò… Vittoriano…
ma che mi dite se vi dico…

B I E D E R M E I E R?

Commento #429 di Makabe Rokurota
aprile 25th, 2009 @ 9:28 pm

che cominciando per “bide” è molto IT ;)

Commento #430 di Rita
aprile 25th, 2009 @ 9:35 pm

Rita, LOL!

che cominciando per “bide” è molto IT ;)

ahahah mi sto ancora rotolando…:D

Commento #431 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 25th, 2009 @ 9:59 pm

Oggi ero a bologna in giro turistico, e ho visto un gruppo di lolita. Erano veramente belle e originali.
Betty credo che dovresti scusarti. Puttana di merda

Commento #432 di paolo
aprile 25th, 2009 @ 10:46 pm

Il cioccolato, il sushi e poi nei parchi a ciucciare pupazzi.

Tinto Brass l’ultima fatica la vogliamo qui !
Fallo lo pseudo pornazzo son già pronte tutte le scene no?
1. noia casalinga della Lolita che si scalda pesantemente con amichetta tozza e soda.
2. gitarella fuoriporta con succhiata collettiva al parco.
3. scatta l’invidia tra la porcona in black e la damina in rosa fomentata da lestat transgender
che si farà operare per sposare la zoccola dark.

Commento #433 di fabiofobico
aprile 26th, 2009 @ 8:14 am

ho appena visto la montalcini da Fazio..
anche lei è Gothic lolita!! non vi è dubbio!!

Commento #434 di prosperosa larue
aprile 26th, 2009 @ 8:07 pm

@ DDRD(evotchka)

“io ho visto gli abiti del brand marymagdalene,e alcuni sono veramente bellissimi, li metterei senza problemi durante il tempo libero, soprattutto le camicie e alcuni abiti. io però di rococò ci vedo ben poco, direi pure che sono abiti che avrebbero potuto mettere le ragazzine e le bimbe durante l’ era vittoriana. vado a controllare sull’ enciclopedia del costume, chissà dov’è andata a finire..”

Rispolverando quel poco di cultura che mi ero fatta nel periodo di interessamento al Gothic Lolita: uno dei sottogeneri “base”, credo anche più diffuso, è il classic Lolita che si rifà molto (e dichiaratamente) alla moda vittoriana. Mary Magdalene e Victorian Maiden sono due marche molto famose che propongono vestiti di questo tipo, ad esempio. Link alla voce in inglese di wiki se interessa :) http://en.wikipedia.org/wiki/Lolita_fashion#Classic_Lolita

@Paolo: ho visto ora su GL Zone (ero andata a ricontrollare la definizione degli stili, non volendo scrivere vaccate) che proprio tra oggi e domani hanno un meeting le ragazze del forum. Ecco, loro sono le GL con cervello (almeno da quanto avevo visto 1-2 anni fa, magari adesso la gente che conoscevo non c’è più…), e da quel che avevo visto sono tra quelle che nel vestire GL obbediscono alla regola del buongusto invece che a quella dell’appariscenza ed eccentricitòà ricercata ad ogni costo. Insomma, sei stato molto fortunato a vedere loro, la maggior parte di quelle ragazze ha un ottimo gusto estetico!

Commento #435 di Marquise de Carabas
aprile 26th, 2009 @ 9:16 pm

grazie per la precisazione, marquise.. :*
devo dire che le altre marche citate nell’ articolo mi paiono leziose se non brutte. per esempio, moi-meme moité mi sembra urenda,da loculo funebre nei colori e nei materiali, bssb leziosa e plasticosa.
marymagdalene mi è parsa più sobria (aaah! l’ aggettivo sobrio!! :DDD) e soprattutto dalle rifiniture impeccabili, poi non avendo io idea del cambio yen-euro magari costa paccate di soldi e non me ne son resa conto.. :P

in ogni caso, ti faccio i miei complimenti per esser stata la più chiara e obiettiva tra i commentatori a cui lo stile GL piace.
ciao!^^

Commento #436 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 26th, 2009 @ 9:22 pm

moitié scusate, non che la locuzione abbia un senso compiuto in francese.. XD

Commento #437 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 26th, 2009 @ 9:35 pm

ma basta! state qui a parlare di czzate quando noi del chievo calcio stiamo soffrendo! stronze e puttane!

Commento #438 di Antonello da Messina
aprile 27th, 2009 @ 4:00 am

@ Antonello da Messina: credo che un sonoro “ECCHISSENEFREGA” possa sublimamente riassumere il tuo commento.
Se non te ne sei accorto in questo blog non si parla di calcio, perciò le tue sofferenze di tifoso riportale dove possono muovere a pietà qualcuno della tua stessa specie.

Commento #439 di Clau
aprile 27th, 2009 @ 7:40 am

clau: ti quoto straquoto e ariquoto.
se antonello da messina (????) soffre per il calcio, si vada a sfogare nel forum del chievo.
insomma CHISSENEFREGAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Commento #440 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 27th, 2009 @ 9:53 am

antonello da messina: soffri per il chievo e sei su questo sito?faresti meglio a mettere ordine nella tua vita,hai le idee confuse. magari evita di girare su internet come una mina vagante a insultare gente a caso. Per quello che mi riguarda auguro al chievo e a tutto il calcio di affogare in un mare di letame.buona giornata!

Commento #441 di Anonimo
aprile 27th, 2009 @ 11:06 am

uhm.. quanta ispirazione da queste minorenni ignorantelle… quasi quasi ritiro fuori i merletti, i tricorni veneziani, i bastoni da passeggio, mi calo gli anni e con qualche tocco di colori fluo inauguro lo stile Neo(n)-Cicisbeo-Lolito!! come sottofondo voglio le canzoni dei TH reinterpretate dai Rondò Veneziano in versione electroclash (ormai uno stile dolcemente retrò)!!!

Commento #442 di TOD
aprile 27th, 2009 @ 12:42 pm

@Tod: Ti seguo a ruota!

Commento #443 di Andrea Biblioteco
aprile 27th, 2009 @ 12:57 pm

Ahahah mi viene in mente a questo punto Emily Howard di little britain!

“I’m a lady!”

http://www.youtube.com/watch?v=rwkwSfo0dng&feature=related

Commento #444 di Valenta
aprile 27th, 2009 @ 2:40 pm

Andrea Biblioteco, che il cinese è pù simile all’inglese che al giapponese è inconfutabile. Con il giapponese ha i comune solo gli ideogrammi (pur con molte differenze) e qualche prestito. Come struttura è SVO come l’inglese (mentre il giapponese è SOV); come morfologia il giapponese è agglutinante mentre il cinese è isolante come l’inglese. Ovviamente a livello genealogico il cinese e l’inglese non sono imparentati, ma attenzione: nemmeno il giapponese (che è considerato lingua isolata).

Commento #445 di Matyi
aprile 27th, 2009 @ 6:53 pm

prosperosa la rue: la canzone che fa “du du du duu…” mi pare sia di Kahimi Karie http://it.wikipedia.org/wiki/Kahimi_Karie

Commento #446 di Matyi
aprile 27th, 2009 @ 6:58 pm

@ matyi: cosa si intende con struttura SOV
e con struttura svo? pare molto interessante..

@ valenta: sai che ci ho pensato anche io.. I’m a laaaaaaaaaaaaaaaaaaady…
notare che l’ amico en travesti pure lui si chiama come me (in inglese, ovvio).. zob

Commento #447 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 27th, 2009 @ 8:12 pm

@ matyi: cosa si intende con struttura SOV
e con struttura svo? pare molto interessante..

Soggetto/Oggetto/Verbo e Soggetto/Verbo/Oggetto :)

Commento #448 di oxygen
aprile 27th, 2009 @ 10:40 pm

Matyi: non credo proprio. Le similitudini si fermano lì. I complementi di luogo, di tempo e di accompagnamento sono totalmente diversi.
Il giapponese ha in comune con il cinese l’assenza di articoli e di pronomi relativi, tipici della grammatica occidentale.
Inoltre, non hanno entrambe le lingue le coniugazioni. Per non parlare della scrittura: metà del vocabolario giapponese moderno deriva dal cinese.
Forse la maggiore differenza tra il cinese ed il giapponese risiede nell’uso delle particelle.

Commento #449 di Andrea Biblioteco
aprile 28th, 2009 @ 1:31 pm

E ti pare poco: il giapponese è agglutinante, ecco perché ci sono le “particelle”. Comunque il cinese, nonostante le differenze (che di certo non sto negando), è più simile all’inglese che al giapponese. Il discorso del lessico che fai tu vale fino a un certo punto, in quanto si tratta di parole prese in tempi antichi (si chiamano kango) e non sono prestiti dal cinese moderno: stanno al giapponese un po’ come le parole di origine greca (greco antico ovviamente) stanno all’italiano. Col cinese se è per questo ci sono ancora altri punti in comune che tu no hai citato, come ad esempio i classificatori numerali o la struttura sillabica (anche se qui ci sono parecchie differenze, anche perché i kana - l’alfabeto “sillabico” giapponese - non sempre corrispondono al concetto di sillaba; in cinese gli ideogrammi vengono usati anche con valore fonetico, ad esempio nella trascrizione delle parole stranire, e a ognuno corrisponde una sillaba). Quindi, certamente ci sono delle somiglianze, ma non sono fondamentali come il tipo di morfologia (sebbene l’inglese non sia completamente isolante come il cinese) e l’ordine di costruzione della frase. Ecco perché per i cinesi è più facile imparare l’inglese rispetto ai giapponesi(non è solo questo, ma certo la somiglianza di base conta molto).

Devotchka: S=soggetto O=oggetto V=verbo.

Commento #450 di Matyi
aprile 28th, 2009 @ 4:23 pm

Betty, è iniziata la crociata!
Betty… Sono così emozionata, non le solite carampane, ma proprio Giovannone D’Arco e Crociate!
Ragazze, siamo in pericolo.
*o* *o* *o*

Commento #451 di Sian
aprile 29th, 2009 @ 10:53 am

Voglio dire una cosa sulle coniugazioni, accidenti più ot di così non si può. Il verbo giapponese si coniuga, solo con criteri diversi, ad esempio il “passato” di suru (fare) è shita: ta è la “particella del passato”. In cinese c’è il verbo che è sempre uguale (e quindi non come in giapponese che da “suru” diventa “shi” etc) e poi la particella a seguire: in inglese accade di norma lo stesso: a partire dall’infinito basta aggiungere i suffissi ed e ing. Inoltre, in cinese e giapponese il verbo è impersonale, cioè la stessa voce vale per tutte le persone; in inglese cambia solo la terza singolare del simple present, con l’aggiunta della s. Ma in giapponese non c’è dipendenza dal soggetto come in cinese e in inglese (il soggetto viene espresso solo se necessario o per enfatizzare, un po’ come in italiano).

Commento #452 di Matyi
aprile 29th, 2009 @ 1:03 pm

Per fiorenza aka DDRD(evotchka) clau e anonimo.

“ascoltate stronzi figli di una vacca in calore.” Se io sto male per la mia squadra del cuore e voglio condividere questo dolore, dovreste solo rispettarlo. Se il chievo si salverà dalla serie b , sarà solo grazie al grande cuore dei tifosi che tutte le domeniche si sacrificano ( e sacrificano tempo dedicato alla famiglia) per tifare, incitare i ragazzi a vincere in nome di un ideale. E l’ ideale è portare lustro a un quartiere d grande cuore e coraggio come il nostro!
Pertanto smettetela di fare le puttane isteriche!

Commento #453 di Antonello da Messina
aprile 30th, 2009 @ 4:11 am

beh, che cosa tonificante, farsi dare del figlio di una vacca in calore di prima mattina.
ascolta, magari se continui così ti scoppia una vena del collo. e siamo tutti più felici, noi “puttane” e puttani “isterici” :D
LOL

Commento #454 di fiorenza aka DDRD(evotchka)
aprile 30th, 2009 @ 8:18 am

per antonello da messina
se stai male per la tua squadra del cuore, condividilo con chi ha i tuoi stessi interessi…scusa eh?
magari trovi anche un minimo piu’ di partecipazione…magari qlche buonanima, vedendo il tuo dolore si prende a cuore la tua penosa situazione, che certo…rispetto a che ne so, al surriscaldamento globale, alla crisi economica, alla politica allo sfascio, alla corruzione dilagante, è ASSOLUTAMENTE ASSOLUTAMENTE preponderante!!!
va, va, fatti un favore… alimenta la tua intelligenza.

Commento #455 di la...zara
aprile 30th, 2009 @ 8:48 am

No, ma, Antunecchio da Messina, non ho capito perché devi per forza offendere.

Commento #456 di Makabe Rokurota
aprile 30th, 2009 @ 9:05 am

Offendo perche siete voi i primi che partite con offese e insulti pesanti a gente che ha delle passioni come me oppure le lolita! Figli di un babbuino rappreso!
E’ mio innegabile diritto condividere questo senso di passione che nasce, con chiunque. Sperando sempre di trovare persone comprensibili. E poi solo Betty puo’ scrivere quello che le pare? chi è dio in terra?
Insomma se lei può offendere chiunque posso farlo anche io!
Chievo sempre nel cuore e in serie A!

Commento #457 di Antonello da Messina
aprile 30th, 2009 @ 3:27 pm

Sì ma, caro Antunozzo da Messina, noi ci buttiamo nel pozzo e ti ci butti pure tu?

Commento #458 di Makabe Rokurota
aprile 30th, 2009 @ 4:17 pm

Il pozzo, se vuoi, è già pronto per te insieme alla lapide per tua madre.
Comunque io faccio quello che voglio, ma se proprio ci tieni per buttarti nel pozzo posso darti una spinta.

Commento #459 di Antonello da Messina
aprile 30th, 2009 @ 4:31 pm

per antonello da messina
liberissimo d interpretare qllo che dice Betty come un offesa…
noterai cmq che nn ha usato parole scurrili.
al contrario d te, caro mio, che t ci riempi qlla boccaccia malevola.
Mi domando comunque, perche sto a perder tempo con un flamer della tua risma… sara’ che sento la primavera? ;D

Commento #460 di la...zara
aprile 30th, 2009 @ 4:50 pm

Betty offende sempre tutti e con poco ritegno e non è per niente vero che non usa parole scurrili visto che è sempre pronta a dare del’ imbecille o idiota ad ogni persona che ha una passione o veste in maniera diversa.
Evidentemente lei sarà una complessata o peggio una povera associale di merda
Sono le merde suo pari o come te che non meritano nient’ altro che una lapide.
w il chievo!

Commento #461 di Antonello da Messina
aprile 30th, 2009 @ 11:17 pm

Antonello… torna a preoccuparti del chievo in serie a, almeno non sforzi oltremisura quei due incolpevoli neuroni che giocano a ping pong nella tua scatola cranica. lascia scrivere gli adulti.

Commento #462 di crawling chaos
maggio 1st, 2009 @ 3:33 am

l’ unico che non deve sforzarsi di usare i neuroni sei tu mio caro povero deficiente.
Va’ a prendere per il culo tua sorella invece di preoccuparti di me, delle lolita o del chievo.

Commento #463 di Antonello da Messina
maggio 1st, 2009 @ 4:32 am

Antonello da messina @453
Ecco l’unica risposta utile, possibile e CIVILE alle tue farneticazioni pseudo-sportive da supporter poco cresciuto: ha ha ha ha ha ha ha ha
Devo però ammettere che i tuoi insulti hanno un che di creativo… forse se studi e ti alleni riesci pure ad entrare in parlamento nelle file della lega -non lega calcio, quell’altra lega-

Commento #464 di Clau
maggio 1st, 2009 @ 8:50 am

Ho letto il post e molti commenti (anche se non tutti) e vorrei dire alcune cose. Alcune persone dicono che le lolite si vestono così perché credono di essere originali, ma che in realtà non lo sono perché fanno parte di un movimento in cui tutte si vestono così, e per essere veramente originali non bisogna riconoscersi in alcun gruppo e vestirsi in modo veramente unico. A parte che penso che non riconoscersi proprio in nessun gruppo/categoria, neanche in minima parte, e vestirsi in un modo in cui nessuno si è mai vestito prima sia per lo meno molto difficile, credo che il bisogno di essere diversi e al tempo stesso di far parte di un gruppo sia abbastanza comune, soprattutto tra gli adolescenti (dato che le lolite sono sono principalmente adolescenti): una persona, a quell’età, spesso sente la necessità di essere diversa da tutti gli altri, ma al tempo stesso vuole essere accettata nella sua diversità (vera o presunta, evidente o nascosta) o comunque non vuole essere giudicata male per la sua diversità (sempre vera o presunta, evidente o nascosta). Perciò si creano dei movimenti/gruppi (lolite, punk, emo, metallari ecc.) che che riuniscono tutti coloro che hanno un certo look, ascoltano certa musica, o hanno determinate idee, un determinato stile di vita ecc. Trovo che questi gruppi siano rassicuranti per un/una ragazzo/a: se uno trova un gruppo in cui identificarsi, pensa: “Cavolo, allora non sono l’unico/a che la pensa così, che ha questi gusti ecc.! C’è qualcuno che mi capisce!” e si sente rassicurato, compreso e meno solo. Penso che sia normale non voler essere soli e desiderare di essere capiti. Il fatto che per far parte di questi gruppi si devano seguire delle “regole” secondo me non è una limitazione della libertà, perché sono “regole” basate su idee che coloro che fanno parte del gruppo pensano e condividono liberamente e spontaneamente, non vengono imposte da un capo o da un’”élite”, quindi dovrebbe venirgli anche abbastanza naturale seguirle. Credo poi che in ogni caso coloro che fanno parte di questi movimenti siano comunque un minimo originali nel look, se non altro perché si vestono in maniera diversa dalla maggioranza delle persone, anche se effettivamente all’interno del movimento si vestono tutti allo stesso modo. Mi spiego: io non so quante lolite ci siano in Italia, ma mettiamo che siano 10 mila, per dire un numero a caso. Sarebbero 10 mila ragazze che si vestono nello stesso stile, e 10 mila persone sono tante numericamente, ma rispetto al totale delle ragazze italiane sono una netta minoranza. Spero di essere stata chiara…buon 1° maggio a tutti :-)

Commento #465 di Valentina (non quella che ha segnalato il video!)
maggio 1st, 2009 @ 2:05 pm

la punk lolita fa pena…
comunque io concordo con quelle che hanno detto di vestirsi così perchè si sentono a loro agio, non capisco che senso abbia prenderle in giro…cosa dovevano dire? perchè una persona dovrebbe vestirsi lolita secondo voi? il lolita non è mica un ideale è un modo di vestirsi.
o magari le prendete in giro solamente perchè non sono come voi?
per me hanno detto una cosa giusta, ognuno è libero di vestirsi come gli pare, se a quella ragazza le mettono allegria i pizzi perchè non dovrebbe vestirsi di rosa con i pizzi per paura di sembrare bimbaminkia?
per me i bimbiminkia non hanno niente a che vedere con le lolite.

Commento #466 di PAZ!
maggio 1st, 2009 @ 3:04 pm

Non so da dove cominciare esattamente.. diciamo dal perchè mi sembra legittimo poter prendere in giro categorie di persone come queste.

La prima cosa che mi ha stupito del “lolita” è che si propone come uno dei vari movimenti di “sottocultura underground” (vedi punk, dark, etc.) ma non ha nessun tipo di filosofia di pensiero, visione della vita, o comunque carattere culturale, nemmeno musicale. Bè, allora sarebbe solo una moda nel vestire; e non ci sarebbe niente di speciale e niente molto da dire, perché, se fosse solo questo, sarebbe giusto dire che ognuno, per quanto possa sembrare eccentrico, è normale che si scelga i panni che più si sente addosso.

Però anche questo non è vero, perché c’è tutto una specie di codice di comportamento da seguire (del tipo saltellare-essere “gioiose” se si è una sweet lolita, essere più composte se si è una gothic, nutrirsi preferibilmente di sushi e tè e cioccolatini e via dicendo).. nonché la manifesta passione per ciò che è giapponese (anche se sarei curiosa di sapere quante lolita conoscano l’opera cinematografica di Akira Kurosawa).

E questo è un altro punto che trovo curioso: cioé, ma come si fa a prendere sul serio un movimento nato in giappone per opera di uno stilista-musicista(?) che riprende a sua volta un abbigliamento di tipo prettamente OCCIDENTALE, mischiandolo con la parte più deteriore della pseudocultura nipponica (le bimbe “sembro-innocente-ma-sotto-sotto-sono-una-gran-porcona” che fanno arrapare il giapponese medio, i manga -peste delle cultura fumettistica- ed hello kitty)…e che non pago di ciò ce lo riporta in occidente spacciandolo per un nuovo, ORIGINALISSIMO modo di vestire e c’è gente che ci abbocca!

Che poi il discorso rococò io non l’ho mica capito, qualcuno lo spieghi.. La moda rococò era quella nata dalla degenerazione del barocco, mentre le lolita parlano di rococò e si vestono come ragazzine vittoriane.
Il tutto frullato sapientemente con il sushi e la pseudocultura di cui sopra compone il confusissimo pout-pourri tipico di tante mode nate nel paese di nipponia.

Se poi consideriamo che per essere lolita si deve far riferimento nel modo di vestire a brand ben specifici e costosi io non so più che differenza vera ci sia tra una lolita e il truzzo modaiolo qualsiasi (dove li prendano tutti questi soldi alla loro età non lo so, ma la prima immagine che suscitano in me è quella di viziatissima gente figlia di papà che non ha un cazzo di serio a cui pensare… ma se qualcuno ha la nonna sarta o l’abilità per cucirsi da solo abiti di pizzo e falpalà prendo atto dell’eccezione).
Sì, certo-hanno risposto anche qui delle sedicenti lolita- allora son meglio le truzze che si scoprono tette e culo e si drogano in discoteca.
Non è neanche questo il punto, perché il discorso che faccio io è un altro: a prescindere che una categoria frequenti sale da tè e l’altra discoteche, che una si faccia di pasticche e l’altra di sushi, che una consideri trendy vestirsi da gucci e l’altra da uno stilista giapponese, entrambe sono le facce di una stessa confusa povertà mentale e spirituale che fa tristezza. Non nego che il sushi sia più salutare, ma la povertà mentale resta.

Ora, rispondendo ad una delle questioni dei post, dico: non è che SI DEVE essere originali (se già si comincia dicendo che “io devo essere originale” si parte da un postulato erroneo), ma soprattutto essere originali non vuol dire, secondo me, trovare il modo di vestire che nessuno ha mai concepito prima; cristo, è ovvio che è pressoché impossibile.
Ma sentire qualcuno che sente necessità, per essere diverso, di adeguarsi a uno stereotipo, per giunta così misero, mi fa sorridere.

Commento #467 di crawling chaos
maggio 1st, 2009 @ 5:34 pm

crawling chaos,
nn so se sei maschio o femmina, ma vorrei sposarti lo stesso ;D
antonello ecc ecc,
mi fai una pena infinita
zittisciti definivamente ed emigra verso lidi piu consoni alla tua statura (?) morale.

Commento #468 di la...zara
maggio 1st, 2009 @ 6:20 pm

Ho letto la scorsa settimana en passant il post di Betty e un paio di risate me le sono fatte …
brava Betty as usual …

i commenti così accalorati mi sono piaciuti un po’ meno… (a parte maty -?- che mi ha acculturato su cinese-nippo-inglese)

c’è sto articolo …
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200901articoli/9281girata.asp

e non so, ma mi sembrano veramente delle bimbe tranquille …

saluti

Commento #469 di Isabella
maggio 1st, 2009 @ 9:37 pm

azz… ma pure queste del Corriere sono dei bei cessi. Colpa del sushi?

Commento #470 di Rita
maggio 1st, 2009 @ 11:41 pm

… pardon, de “La Stampa”.

Commento #471 di Rita
maggio 1st, 2009 @ 11:41 pm

Commento #468 di la…zara
Grazie per l’apprezzamento;)

Commento #470 di Rita
Saranno le dosi abnormi di biscottini da tè e cioccolatini..
E comunque leggendo l’articolo (ti dà sempre modo di farti una sogghignata) ancora mi chiedo dove minchia lo vedono il barocco e il rococò. E che cosa c’entra col rock giapponese (almeno ascoltassero musica tradizionale e si vestissero in kimono e ciocchi di legno ai piedi rispetterei la coerenza pur continuandomi a chiedere perché non si trasferiscono direttamente in giappone).

Commento #472 di crawling chaos
maggio 2nd, 2009 @ 12:17 am

Per crawling chaos e gli altri (tutti)

Inanzitutto nessuna categra dovrebbe essere presa in giro, ma giudicare è il passatempo preferito del mondo e, ammetto, lo faccio anche io, lo fa chiunque!

Vi spiego brevemente cos’è il gothic e Lolita Style. Inanzi tutto si chiama style propio perchè è solo un modo di vestirsi. Il fatto che la maggior parte di ragazze che vestono quello stile si comporti in maniera “simile” può essere dovuto a semplici fattori di aggregazione sociale. Quando si frequentano dei gruppi, ci si sciambia informazioni di vario genere (e intendo dire gusti, modi ecc) e anche non volendo si assimila dagli altri. Infine è naturale che le persone con deteminati gusti si crei un gruppo formato di persone con gusti simili, anche se non sempre accade… insomma esistono le eccezioni. Io sono l’unica Lolita del mio gruppo e le mie amiche sono molto diverse da me, ma ci sono miriadi di situazioni e di gruppi diversi nel mondo e un solo gruppo tra tanti non fa una regola precisa.
Oltretutto non è un solo fattore di integrazione sociale, ma anche di gusti indivudali, se è anche vero che spesso il singolo si annulla per il gruppo, è anche vero che è molto difficile annullarci completamente. Non tutti i truzzi sono simili, non tutti i dark, non tutte le lolita, oguno avrà le sue particolarità e giustificherà le sue scelte in base a questo.
Questo è anche per farvi capire che non tutte le Lolite passano il tempo a salterellare, mangiare sushi o altro, così come un truzzo non passa tutta la sua vita in discoteca.
Infine, i gusti stilistici non influiscono sul rendimento mentale e culturale di una persona. E’ vero che oggi c’è molto povertà cultrale, ma anche questa non è una regola. Se vogliamo a tutti i costi vederla così allora un povero truzzo sarà destinato a fare il lavacessi e un dark finirà in riformatorio.
Io personalmente vesto lolita e CONOSCO LA FILMOGRAFIA DI KUROSAWA e non solo, una lolita non è necessariamente una giappofila. Molte delle cose dette in quel video mostrano una certa ingeuità, ma non è che adesso si può crofiggere qualcuno solo per questo, altrimenti al patibolo dovrebbero andarci in molti.

Ciò detto il Lolita è semplicemente uno stile nato negli anni 90 in giappone, di cui Mana NON è lo stendardo e che non implica che ti piaccia il sushi, ma solo che ti piacciano quei vestiti.

Ma alla fin fine spiegare o no e ben poca roba se la gente non vuole capire e continua a leggere solo ciò che vuole leggere, la verità è che qualsiasi cosa sia diversa da ciò che noi riteniamo “normalità” sarà oggetto di critica.

Commento #473 di PriPri
maggio 2nd, 2009 @ 12:56 am

Commento #473 di PriPri
Comincio col dire che apprezzo il tuo discorso, il fatto che tu ti esprima in un italiano decente, e soprattutto che conosca Akira Kurosawa.. Non sto ironizzando, è un sincero complimento, visto che -ti garantisco- per esperienza personale i nippofili con cui ho avuto la disgrazia di parlare sono in grado di snocciolarmi qualche centinaio di nomi improbabili di anime e relativi autori ma quando gli nomino un qualsiasi film di Kurosawa pensano che stia parlando di un disegnatore di manga.

Riguardo al tuo discorso iniziale (quello sul lolita style) se vedi l’inizio del mio post sopra puoi verificare che nell’ambito non ho niente da dire né da ridire. La mia opinione critica si rivolge, come già scritto, ad altro.

Se ogni truzzo fosse destinato ad una carriera da lavacessi… direi che finalmente vivrei in un Paese in cui vige una forma di giustizia sociale, ma so bene che questo non è possibile.
Che poi i suoi pessimi gusti non influiscano sul suo infimo rendimento intellettivo, bè, continuo a pensarla al contrario; o meglio, penso sia una sorta di circolo vizioso: gusti e impedimento cerebrale sono insieme causa e conseguenza di perservaranza dello stato di coma vigile in cui si trova.

Parlo dei truzzi perché è la categoria considerata “normale”, più numerosa e presentata da mass media e società come specchio fedele del gggiovane contemporaneo.. Ma è ovvio che esista l’imbecillità in qualsiasi sottogruppo culturale, diciamo che quella dei truzzi è solo più evidente.

Non la prendere come un’offesa diretta a te, anzi, mi sembri una persona sveglia.
è che sei tu, per come parli, che mi sembri l’eccezione a ciò che mi appare essere la regola di coloro che prendono il lolita così tremendamente sul serio.. quelli che appunto amano tutto ciò che proviene dal giappone (ma solo se risalente dal 1980 in poi), che dichiarano di passare il tempo a prendere tè, leggere manga, mangiare sushi e sferruzzare a maglia, e rimanendo seri ti dicono pure che si ispirano al rococò.

Insomma se ti piace vestire in maniera vittoriana, vestiti in quel modo e dichiara che ti piace farlo perché ami lo stile vittoriano, che minchia c’azzeccano il rococò e il giappone coi suoi derivati?

Questa è la questione=)

Commento #474 di crawling chaos
maggio 2nd, 2009 @ 2:08 am

Quoto Crawling in ogni singola parola proferita.
A Matyi: ti ringrazio dei chiarimenti, probabilmente ne sai più di me =)

Che poi tornando alla questione rococò… Vorrei vedere se gli dico Carl Philipp Emanuel Bach che mi dicono… O Gluck o Boccherini…

Commento #475 di Andrea Biblioteco
maggio 2nd, 2009 @ 6:16 am

Andrea: no, ti dicono “Sophia Coppola”.

Commento #476 di Makabe Rokurota
maggio 2nd, 2009 @ 2:19 pm

@ crawling chaos: al commento n° 472 ti chiedi: “E che cosa c’entra col rock giapponese (almeno ascoltassero musica tradizionale e si vestissero in kimono e ciocchi di legno ai piedi rispetterei la coerenza pur continuandomi a chiedere perché non si trasferiscono direttamente in giappone).” Secondo me il rock giapponese c’entra semplicemente perché le lolite hanno scoperto questo stile attraverso di esso, anche se se il lolita style non ha nulla a che vedere con la cultura giapponese…ma d’altra parte non vedo perché una giapponese non possa vestirsi come una bambolina vittoriana, o perché una ragazza italiana che si veste come una bambolina vittoriana non possa ascoltare il jrock…

Commento #477 di Valentina (non quella che ha segnalato il video!)
maggio 2nd, 2009 @ 3:15 pm

Commento #477 di Valentina (non quella che ha segnalato il video!)
Ma è proprio questo il punto, l’ho già scritto prima=).
Ora, non sto parlando specificatamente di te, parlo della lolita standard; lo stile vittoriano è nato qualche secolo fa in europa, possibile che prima non sapevi neanche della sua esistenza (oppure non te lo filavi manco di striscio) e che invece da quando te l’ha spacciato il giapponese di turno è diventato una cosa figa? Ma per favore.

ah, sempre senza dimenticare che i giappi, con il solito guazzabuglio che hanno in mente quando si occupano di occidente, creano pastoni micidiali (vedi sto’ rococò -che sto citando fino alla nausea- che è uno dei leitmotiv delle lolita).

Non è che non ci si possano vestire; è che a me ancora più degne di sfottò delle giapponesine che si vestono in stile “rocoò” (quelle son nate là e difficilmente ci sarà verso di spiegargli che Lady Oscar non è un documentario di Alberto Angela sul ‘700 europeo), mi sembrano le europee che si vestono come delle giapponesi che si vestono come delle europee di due secoli addietro (il tutto però ammodernato dal fatto che mica ascoltano quel vecchiume di musica dell’epoca, no, ascoltano il ben superiore rock giapponese.
è questo ad essere ridicolo=)

Commento #475 di Andrea Biblioteco
Sempre viva la premiata ditta Bach & Sons.

Commento #478 di crawling chaos
maggio 2nd, 2009 @ 6:24 pm

ma credete veramente di essere furbi a criticare sempre gli altri eh? che betty ci mostri la sua faccia! visto che è capace solo di criticare ogni persona, argomento di questo pianeta! disadattata lei e voi pezzenti! e poi vi stupite se uno vi offende! Cagnacci di S. Diego!
W il chievo che oggi vincerà!

Commento #479 di Antonello da Messina
maggio 3rd, 2009 @ 4:48 am

x crawling chaos
Inanzitutto grazie dei tuoi complimenti.
Quando ho parlato del lolita style non mi riferivo al tuo post nello specifico, ma volevo solo spiegare a grandi linee cos’è.
Mi trovo daccordo con te quando dici che intelletto e stile spesso si fondono in un circolo vizioso, ma credo comunque che non si possa fare di tutta l’erba un fascio. Per quanto riguarda il discorso dei Nippofili, io ormai tendo a ritenere tali solo quelli che hanno una profonda conoscenza a partire più o meno da Mazinga in poi. Purtroppo spesso chi segue uno stile orientale è anche un nippofilo per ovvi motivi. Come ho già detto molte persone sono ingenue e quindi tendono a credere bianco ciò in realtà è di un altro colore.

Per tutti: Il jrock ha poco a che vedere col lolita, lo stile lolita esisteva già da prima del famigerato Mana-sama (sama non fa parte del suo nome poi, è solo una particella che vuol dire “signor” Mana).
Il jrock si ispira a vari modelli di musica nata in occidente e i loro gruppi sono normalissimi gruppi tanto quanto i Blue o i Blink182 (ho citato gruppi a caso), solo molto meno famosi.
Oltretutto non credo che Mana sia da crofiggere per aver aperto una brand sua di ispirazione lolita. Lo ha fatto anche Fergie e Pharrel e molti altri e l’impatto sui fan è stato lo stesso.

Per Valentina: Forse le ragazze occidentali comprano da marche giapponesi perchè nessuna marca occidentale ripropone un genere simile.
La moda si evolve e anche il gothic lolita è un’evoluzione.

Per Antonello da messina: Grazie per averci dato dei disadattati.

Commento #480 di PriPri
maggio 3rd, 2009 @ 5:11 am

A Commento #480 di PriPri

Prego, e rinnovo la stima nei tuoi confronti;)

Il concetto che ho io del “nippofilo” è lo stesso di cui scrivi tu; quando uso questo termine mi riferisco proprio a loro, quelli che per svariati motivi (dalla mitizzazione dei cartoni animati dell’infanzia alle giovani generazioni in vena di esterofilia priva di senso critico) hanno questo perenne infatuamento per qualsiasi cosa di “giapposo” che rientri nell’arco temporale degli ultimi trent’anni.

Anche secondo me il jrock ha poco a che fare con il lolita, infatti l’ho citato perché trovo buffa questa infatuazione che ne hanno le lolita e i nippofili in genere.
E trovo buffo anche il jrock in sé, proprio perché -sempre sottoscrivendo quel che dici- è una variante giapponese ispirata ai più banali modelli di pop-rock occidentali.
Praticamente la stessa cosa solo con la “j” davanti. Io ammetto di avere dei problemi con certa parte della cultura giapponese=)
Mi pare assurdo che una persona possa sentirsi diversa perché ascolta la stessa salsetta poppettara dell’italiano medio, ma che per il solo fatto che viene da nippolandia non se ne accorga: ah, che originalità, che sound. Per me è grottesco come pensare che bob dylan avrebbe potuto fare carriera cantando in giapponese e strimpellando il koto per poi esportare dischi in giappone.

Io non voglio mica crocifiggere il signor Mana, prendo in giro chi lo idolatra proprio perché sono d’accordo con te: è soltanto uno che come altre star (internazionali e nostrane) si crea la sua linea d’abbigliamento per arrotondorsi il grasso stipendio.
Non è questo che trovo bizzarro, ma il fatto che per essere originali si finisca ad emulare gli stessi banali esponenti del mainstream, quelli che ascoltano i gruppi pop-rock famosi e che comprano gli abiti della marca giusta. Quale sia la marca giusta e se davanti al rock-pop ci sia la J o meno, cambia poco.

Commento #481 di crawling chaos
maggio 3rd, 2009 @ 6:35 am

x crawling chaos

Mi trovo daccordo sul tuo discorso. Il punto è che la globalizzazione ha creato cose il jrock e il gothic lolita, sono semplicemente un altro dei tanti frutti della fusione di vari sottostrati culturali. Un giapponese un giorno ascolta i kyss e fonda una band che fa musica simile ecco i Kyss in giappone… Una ragazza scopre i vestiti lolita, le piacciono ed ecco una lolita italiana. le culture si modificano, assimilano cose dagli altri e le rielaborano, e lo stesso procedimenti che alle origini avevano i racconti trasmessi oralmente.
Chi non capisce questi procedimenti ne è semplicemente la vittima e non può fare a meno di identificarsi in una icona che ne rappresenta il gruppo (vedi kurt cobain per il genere grunge).

Commento #482 di PriPri
maggio 3rd, 2009 @ 6:44 pm

@ PriPri e crawling chaos (rispondo a entrambi insieme così faccio prima): “Forse le ragazze occidentali comprano da marche giapponesi perchè nessuna marca occidentale ripropone un genere simile.” So perfettamente che non ci sono marche occidentali che propongono questo genere di abiti, e pensandoci mi sembra anche un po’ strano, visto che si ispira a uno stile nato e sviluppatosi in Europa…cioè, mi pare strano che in Europa/Occidente non sia mai venuto in mente a nessuno di riproporlo o, se qualcuno l’ha fatto, senza successo (almeno per quanto ne so io)…sarebbe stato più “logico” che la diffusione del lolita partisse dall’Europa, piuttosto che partire dal Giappone, fare il giro del mondo e poi arrivare in Europa…
Per quanto riguarda il rock giapponese, mi rendo conto che non è nient’altro che la versione giapponese del rock occidentale di vario tipo, ma comunque mi piace e lo ascolto volentieri (anzi, alcune band/cantanti mi piacciono decisamente di più di molti loro colleghi occidentali)…e poi so anche che il jrock in sé ha poco a che vedere col lolita, ma in effetti io e altre persone che conosco l’abbiamo scoperto proprio attraverso alcune band/cantanti giapponesi che si vestono in quello stile o che comunque lo propongono in vari modi (vedi Mana con la casa di moda Moi-même-Moitié o Nana Kitade - http://en.wikipedia.org/wiki/Nana_Kitade).
Per concludere, specifico che io non mi vesto in stile lolita (anche se a volte vedo dei vestiti che mi piacciono moltissimo e che mi farebbe molto piacere indossare!!) e che, come avrete potuto capire, sono una “nippofila”, nel senso che il mio interesse per il Giappone è partito dagli anime (in particolare da Lady Oscar, lo ammetto XD), ma poi si è esteso a tutta cultura giapponese (lingua, storia, tradizioni, società ecc.), quindi non mi sono fermata al trio manga-anime-jrock/j-pop e non idolatro assolutamente il Giappone e tutto ciò che è giapponese (il Giappone non è e non è mai stato il Paese dei Balocchi come credono molti nippofili che si vedono in giro per internet)…credo che farlo sarebbe molto limitante, nel senso che mi impedirebbe di vedere le cose in modo obiettivo e di imparare qualcosa di nuovo.
Perdonate il poema, ma quando comincio a scrivere non mi fermo più :-)
Con rispetto,
Valentina

Commento #483 di Valentina (non quella che ha segnalato il video!)
maggio 3rd, 2009 @ 6:58 pm

Ragazzi! il chievo ha pareggiato con la roma!!!!! siamo a *6 dalla zona B! Grande!!1 e mancano solo 4 giornate alla fine!

Commento #484 di Antonello da Messina
maggio 4th, 2009 @ 7:26 am

A PriPri

Concordo su tutta la linea; sono favorevole allo scambio culturale tra individui e nazioni, quello di cui parlavo nel caso in esame era che più che di scambio e contaminazione si assiste ad un trapianto forzato, che non trova un’armonia propria.

Prendiamo l’esempio della musica: in campo moderno la cultura giapponese (quella parte con cui ho dei problemi) ha ripreso con un meccanismo di copiai&ncolla generi musicali stranieri, assumendone gli stereotipi, il look, senza farli veramente propri.
Nel vestiario ha ripreso un’estetica europea passata di secoli e da questo ideale di stile vittoriano tritato con altri stereotipi (come quello della ragazzina dolce e ingenua ma porcellona, che secondo me nel lolita giapponese esiste) ne ha tratto il lolita.

Concludendo, il nodo del mio discorso è che i giapponesi tendono a mischiare un mucchio di influenze culturali estranee senza riuscire a trovargli una coerenza (e che europei secondo me ingenui non capiscono quanto questi assemblaggi siano artificiosi e stereotipati).

Per me é uno degli elementi più incomprensibili della cultura giapponese moderna, ma per discutere di questo dovrei aprirci un post=)

Commento #485 di crawling chaos
maggio 4th, 2009 @ 9:27 am

a Valentina

Ecco, brava, era proprio quella una delle radici del mio discorso: perché delle mode devono attraversare continenti e secoli per tornare da dove erano nate ma attraverso questa mediazione estremorientale?
é da qui che mi vengono i sorrisi riguardo a chi va dietro a questo genere di fenomeni, perché la persona che lo segue mi dà l’impressione già descritta in precedenti post: che prima lo stile vittoriano non sapeva manco dove stava di casa (e se così fosse sta messo male) oppure non gli interessava perché non era presentato come “cosa fèscion” ma solo come “robba vecchia”.
E qui ripeto di nuovo; ma se è solo una questione di gusto nel vestire (eccentrica ma legittima), ma possibile che dovevi aspettare che il giapponese di turno te la riproponesse? possibile che non conosci nemmeno a livello epidermico la stessa cultura in cui sei cresciuto?
La risposta che mi viene di conseguenza è che o sei paurosamente ignorante, o che appartieni al filone di quelli che se una cosa viene dall’europa è vecchia, passata, banale; ma se la stessa te la cucinano alla giapponese allora è nuova, strafiga, mai vista prima.

Sulla musica e sui manga potrei aprire un discorso a parte, ma per ora mi fermo qui.

Commento #486 di crawling chaos
maggio 4th, 2009 @ 9:43 am

@ crawling chaos: “ma possibile che dovevi aspettare che il giapponese di turno te la riproponesse?” Evidentemente sì, perchè nessuno in Europa ha mai pensato di riproporla in versione “cosa fèscion”…e secondo me non è per nulla strano che ci siano stilisti giapponesi che creano vestiti in quello stile (ma forse è perché sono abituata all’idea), piuttosto trovo stranissimo che non ci sia nessuno stilista europeo che ci abbia pensato prima: sulle passerelle e nei negozi di abbigliamento europei si vede di tutto e di più (anche abiti di ispirazione orientale), ma personalmente non ho mai visto abiti lolita o simili, se non quelli di stilisti giapponesi. Credo che alcuni stilisti giapponesi abbiano avuto l’idea di riprendere lo stile vittoriano e rivenderlo presentandolo come fashion/cool/cosa troppo figa, l’idea è piaciuta a molte ragazze giapponesi e ora sta cominciando a piacere anche ad alcune ragazze occidentali…penso che semplicemente agli stilisti europei non fosse mai venuto in mente prima di fare un’operazione del genere (o se gli era venuto in mente qualcosa era andato storto e non avevano avuto successo)…se poi le ragazze che si vestono così non sanno neanche cosa sia lo stile vittoriano o il rococò (ma non penso che siano tutte così) direi che è un problema loro, non di chi glielo propone…

Commento #487 di Valentina (non quella che ha segnalato il video!)
maggio 4th, 2009 @ 4:54 pm

Argh! Conosco Lestat frequentavamo la stessa scuola. Non solo è UNA ragazza ma ai tempi girava pure con la maglietta dei Tokio Hotel e guai a chi glieli toccava, ci si arrabbiava proprio. Non so se essere passata a questo cosplay sia da ritenere un miglioramento…è difficile da dire!
Comunque il filmato mi irrita. Non tanto per il modo di vestire perchè a me proprio non interessa, cioè se una si vuole avvolgere nel domopak e ci sta bene perchè no? Però il punto è questo: starci bene. E alle ragazze di questo video il vestirsi goth lolita non dona nemmeno un po’, mi spiace dirlo.
La cosa che mi infastidisce sono più le pose arroganti e le baggianate dette con sicumera dalla Nicole, che poi non è sto pozzo di cultura e il fatto che molto probabilmente se la scoatti con le altre ragazzine ma alla fine vabbè sono innocue, antiestetiche ma innocue.

Commento #488 di Belle
maggio 4th, 2009 @ 5:31 pm

Per Belle
Ma che cazzo dici? non mi sembri tu il primo pozzo di cultura visto che ti permetti di criticare il video di quelle innocenti ragazze a cui piace vestire lolita.
La vera ignobile sei tu che usi un nickname da bella e la bestia! stronza!
W il chievo!

Commento #489 di Antonello da Messina
maggio 5th, 2009 @ 1:06 am

ma va a cagare, il lolita è super figo :D siamo noi occidentali che facciamo schifo e non dovremmo indossarlo!

Commento #490 di ce
maggio 5th, 2009 @ 9:35 pm

io ti amo e voglio che tutto il mondo lo sappia

Commento #491 di My Funny valentine
maggio 6th, 2009 @ 11:23 am

per antonello ecc ecc
http://www.vittoriovespucci.it/default.asp?pag=articolo&art=6

Commento #492 di la...zara
maggio 6th, 2009 @ 6:03 pm

crawling chaos: credo che ciò che tu intendi con nippofilo sia il tipico wapanese http://en.wikipedia.org/wiki/Weeaboo. Per quanto riguarda la moda lolita, è entrata nell’immaginario erotico giapponese in un secondo momento.
Giacché lo stile è da tempo stato codificato,ampliandosi e diffondendosi a vari livelli, mi sembra interessante il quadro fornito da una ricerca del magazine Talking Heads Sosho (http://www.a-third.com/th/info/thbak.html) e presente sulla wiki giapponese, per capire come, quando parliamo di Gothic Lolita in Giappone, non ci riferiamo a un insieme unitario. Ecco le tipologie distinte da Talking Heads:

1. Appassionate di visual-kei; groupie di tali gruppi.

2. Le intellettuali: leggono Shibusawa, Mishima, Tanizaki,Terayama,Rampo, Aramata. Cultrici delle kyutaikansetsu ningyo (bambole con le articolazioni sferiche: tra i maggiori artisti del settore, Katan Amano, Etsuko Miura, Koitsukihime; qui per farsi un’idea http://www16.plala.or.jp/mahokodoll/information2.html). Amano la musica classica, l’arte classica, vanno a lezione dalle sarte.

3. Le otaku di anime e manga, spesso ex coslpayer. Alcune collezionano bamboline Super Dollfie http://en.wikipedia.org/wiki/Super_Dollfie.

4. Le clubber, fanno capolino agli eventi goth.

5. Le lolite 90’s stle, quelle vintage,
legate allo stile che si vedeva su riviste come CUTiE e Zipper.

6. Le “altre”, ad esempio quelle ispirate da Kamikaze girls. (xD)

Ad ogni tipologia, poi, corrispondono grosso modo varie marche:

1. Moi-même-moitié、VISIBLE、MARBLE、h.NAOTO、BLACK PEACE NOW、Angelic Pretty、BABY, THE STARS SHINE BRIGHT、metamorphose temps de fille、beauty:beast

2. Victorian Maiden、Juliette et Justine、EXCENTRIQUE、Michal Negrin、Mary Magdalene、Jane Maple、Emily Temple cute

3. metamorphose temps de fille、Innocent World、MA・MAM・ネコミミ、A+LIDEL、ALICE and the PIRATES、BABY, THE STARS SHINE BRIGHT、Angelic Pretty

4.危機裸裸商店、TAKUYA Angel、Fotus、Baby Doll、EXCENTRIQUE、Michal Negrin、alice auaa

5. MILK、Jane Maple、Emily Temple cute、Fairy wish

6. BABY, THE STARS SHINE BRIGHT、Angelic Pretty、MILK、Emily Temple cute

(le due in giapponese sono Nekomimi e Kikirara shoten)

Commento #493 di Matyi
maggio 6th, 2009 @ 8:42 pm

Mi correggo: Nekomimi è un sottobrand di Maxicimam (Ma-mam) http://www.maxicimam.com/index.html

Commento #494 di Matyi
maggio 6th, 2009 @ 8:46 pm

Il flamer è spesso un individuo represso, incapace di instaurare relazioni sociali e di reagire nella vita alle angherie altrui. Utilizza la rete per sfogarsi, quasi sempre sfruttando l’anonimato, utilizzando un nickname il più delle volte aggressivo e creandosi una “personalità alternativa” (…)
Il flamer si sente padrone del suo “territorio virtuale”, lo presidia costantemente e, con il comportamento poco gradito alla comunità, causa l’allontanamento degli altri utenti dal gruppo o viene escluso dai moderatori.

Istruttivo il link del la…zara, nè Toni?

NOTA BENE per Antonello: la prossima volta non lesinerò supposizioni sulle tue dimensioni intime.

Commento #495 di Lilly
maggio 6th, 2009 @ 10:03 pm

P.S. sapete che nonostante abbia nell’armadio vestiti da gothic lolita sono cattolica? mi spiace darvi una delusione…

Cara Debba n°87 , chissà come mai non mi stupisce che tu sia cattolica? In fondo, fai anche tu parte delle Fantasie pedofile del Cardinale Richelieu… ah no, perdonami, errore mio.
Purtroppo, a trent’anni, sei un po’ passatella.
Disgraziatamente, noto che mentalmente non sei molto maturata, dato che sembri considerare gli abiti lolita come una misura antistupro.

La vostra fine ha come scopo se stessa, ma voi non siete né arte né armonia, ma solo esseri dotati di inteligenza arbitraria e miope.
Siete stati denaturati di ogni vostro contenuto, siete vuoti, infertili, insensati e incapaci di annaspare nella realtà, inutili e superflui.
Voi siete il nulla.

Piacere, cara Pirate Lolita n° 186, io invece sono Nessuno, altrimenti conosciuto come Ulisse. Non ha molto senso, lo so, ma d’altronde ci si adegua al livello di sensatezza del tuo commento. Le sparate pseudo-Baudelairiane lasciamole a Giovanni Allevi e a Morgan; almeno loro lo fanno per incrementare il loro già gonfio portafogli. Tu lo fai unicamente per dimostrare quanta fatica facciano i tuoi neuroni a comporre una sinapsi.

Commento #496 di Rodelinda
maggio 6th, 2009 @ 10:46 pm

#493 di Matyi
Quello che intendo per nippofilo è, oltre a ciò che ho descritto, ogni appartenente alla categoria che ho incontrato in vita mia:) quelli che vogliono venirmi a propinare la superiorià intellettuale e culturale giapponese a suon di elenchi di manga e non conoscono Breccia, Battaglia, Pazienza e Spiegelmann.

Commento #497 di crawling chaos
maggio 7th, 2009 @ 1:14 pm

Beh, nyarlino, si può amare sia il fumetto orientale che quello occidentale.

(Ammetto però che Breccia lo conosco poco, non mi ha mai conquistato il suo tratto).

Commento #498 di allevi3metrisopralcielo
maggio 7th, 2009 @ 1:22 pm

Mi spiace,seguo il tuo blog da tanto tempo,ma questa volta hai toppato di brutto.
so che ci sono altre ragazze lolita che hanno gia’ risposto,ma tento pure io.
Non sei simpatica.
E ti sei ammazzata da sola sparando a zero e dicendo immani puttanate(vestiro’ lolita ma non sono una damina del 700,quindi sì le parolacce le dico,odio cucire,ed evito la cioccolata.e toh!non spendo 40 euro di pranzo in sushi,e nemmeno 400 euro in vestiti!)
Sei andata a pescare un video vecchio come matusalemme,che le stesse ragazze che vestono lolita hanno odiato.
Non rappresenta un bel niente.
Sembra che questa volta per prendere ispirazione tu abbia inalato o ingurgitato qualche acido molto potente,vista la sequela di cose assolutamente false sullo stile stesso,al di la’ del video,prova del fatto che non ti sei degnata nemmeno di cercare in giro oltre il video.gonne inguinali?ma guarda un po’,una delle primissime regole del lolita e’ proprio la gonna che arriva al ginocchio,al massimo qualche cm sopra per chi e’ molto alta :)
Ah,mi piace il lolita ma non il j-rock.
come la mettiamo?oddio ti ho confuso le idee?
Mi spiace,ma se c’e’ proprio una” categoria”di stile che NON ha delle regole su politica,libri,musica,film ecc e’ proprio il lolita.Ho letto “Neve sottile”,libro giapponese,che non ha nietne a che fare con banana yoshimoto o i manga,per dirti.Ma immagino che questo ti sconvolga,eh?
Non m’interessano le risposte che seguiranno a questo post,se ce ne saranno,perche’ cio’ che avevo da dire l’ho detto,chi vuole capire capisca,per gli altri non c’e’ rimedio :)

Ciao ciao.

Commento #499 di antonella
maggio 7th, 2009 @ 6:56 pm

Sì Antonella… solo che il fatto che tu abbia letto Sasameyuki non toglie che tu ti vesta in modo un po’ ridicolo.
Il che non ti esaurisce come persona, ma ti espone all’ironia della gente.

Per fortuna prima o poi smetterai di vestirti in quel modo e invece l’aver letto Tanizaki ti resterà.

Commento #500 di allevi3metrisopralcielo
maggio 7th, 2009 @ 7:56 pm

e per l’appunto, il minchione musicista più famoso di tutti?? Ma muori scema, cosa ti spinge ad ordiare così tanto uno stile? Almeno loro non hanno paura di mostrarsi come vogliono, invece qui in italia: guarda quello che skifo, quello ha il trucco tutto nero, quello ha una brutta maglia, ma i cazzi propri mai vero?

Commento #501 di silvia
maggio 9th, 2009 @ 9:35 pm

Commento #498 di allevi3metrisopralcielo

Innanzitutto grazie per aver colto il riferimento lovecraftiano=)
Certo che si può, infatti io mi riferivo ad una categoria speficifa di persone -con cui ho spesso intavolato interminabili discussioni- che partivano dal presupposto di potermi dare dell’ignorante in materia perché non conosco a memoria un centinaio di mangaka.
Ci sono manga che ho apprezzatto anch’io, per l’humour o per le rarissime volte che mi capitava sott’occhio uno stile degno di nota (il fumetto di Lupin III è un buon esempio, secondo me), ma non nascondo che in genere preferisco altro, sia a livello stilistico che narrativo.=)

Commento #502 di crawling chaos
maggio 10th, 2009 @ 12:08 am

Care lolite pronte ad accogliere colei che si è definita una lolita di 47 anni?

Commento #503 di Nina
maggio 11th, 2009 @ 11:08 am

ognuno ha i suoi pareri (altrimenti saremmo tutti dei borg XD)
io quando posso vesto e disegno abiti loli e mi piace farlo. è anche vero che bisogna avere una certa linea per indossare quegli abiti senza sembrare la mezzana di mulan o la strega del mare(e su questo ti do ragione, quelle del video, e una in particolare, non ce stan proprio U.U) poi non bisogna esser dei fissati/malati di mente/casi clinici (ho fatto una faccia quando ho visto la punk e lestat… quelli si che hanno seri problemi). il lolita è una moda, non una corrente filosofica o uno stile di vita.
c’è soprattutto da far notare che la ragazza del video ha indicato i suoi gusti personali e le sue scelte di vita (se decide che le piace mana sama o mangiare sushi e cioccolato è liberissima di farlo) il problema è che ha generalizzato su tutte le lolite usando il plurale, ma magari stava parlano di lei e dei suoi amici.
il resto è gusto personale. spero che tu abbia giudicato solo le ragazze del video perchè altrimenti come opinione generalizzata è un pò offensiva e chiusa. mi sarebbe piaciuto vedere un disegno fatto da te sul tema… peccato^^

Commento #504 di yukiko93
maggio 12th, 2009 @ 10:34 am

ah già, leggendo i commenti precedenti ho notato che qui siete tutti molto tolleranti… mi è piaciuta soprattutto la signora che prenderebbe a bastonate la figlia… vabbè.

Commento #505 di yukiko93
maggio 12th, 2009 @ 3:13 pm

Ma muori scema, cosa ti spinge ad ordiare così tanto uno stile?

Voialtri difensori della tolleranza easy no-cioé-è-solo-uno-stile-il-mondo-è-bello-perché-è-vario, invece, non allignate di idioti tra le vostre fila, nevvero?

Commento #506 di Rodelinda
maggio 12th, 2009 @ 4:11 pm

@rodelinda: la base del buon dialogo è prima di tutto il rispetto dell’avversario. tirare insulti a destra e a manca equivale a uno scatenare l’inferno. da entrambe le parti.
nessuno è innocente in questo. c’è da dire però che quest’articolo sapeva più di offesa voluta (ha preso come base il peggio del peggio) che di critica ironica…

Commento #507 di yukiko93
maggio 12th, 2009 @ 5:57 pm

Nina basta suspence, di chi si tratta? Loredana Bertè? Valeria Marini?

Uhm… no hai detto 47 anni…

Commento #508 di Lilly
maggio 12th, 2009 @ 8:42 pm

Lily: scusa sono stata un po’ impegnata. Comunque è Alba Parietti! La bambina perversa, la lolita per 90enni. Che patetica, vero?

Commento #509 di Nina
maggio 13th, 2009 @ 10:09 am

Grazie Nina. Si immagina come una tredicenne porca, sappiamo tutti qual è il prossimo step. Il leopardato-menopausa…

Commento #510 di Lilly
maggio 14th, 2009 @ 12:41 am

fate veramente schifo….
sia chi ha fatto quel video che chi ha scritto l’articolo e pure chi l’appoggia.
Non ho neanche la forza per commentare, veramente, mi son cadute le braccia…

Commento #511 di Arashi
maggio 15th, 2009 @ 2:57 pm

Eh, si, meno male che ci sei tu a dircelo.
Motiva no?
Potrei dire pure che tu fai schifo.
Come la mettiamo?

Commento #512 di Andrea Biblioteco
maggio 16th, 2009 @ 8:06 pm

mah andrea biblioteco, potrei dire che tu sei un figlio di puttana, come la mettiamo?

per lilly : difficile da mandare giu’ il fatto che tu sei nata sbagliata vero?

Per allevi3metrisopralcielo : e per fortuna che prima o poi verrai picchiato per strada, essere di merda.

Commento #513 di paolo
maggio 17th, 2009 @ 9:06 am

Arashi, tu non fai schifo, sei solo ridicola:
1) perché sei una Lolita
2) perché incarni tutti gli stereotipi della Lolita, e il piattume stereotipato del tuo blog non aggiunge una virgola all’idea che si sono fatte le persone guardando quel video che ti fa schifo;
3) perché vieni qua ad aprire bocca senza aggiungere niente. Non commentare, brava: non ce n’è bisogno.

Paolo: mi dispiace per te e per le tue ore di solitudine.

Commento #514 di Makabe Rokurota
maggio 17th, 2009 @ 11:10 am

Paolo: vabbè insultami pure, sai quanto me ne frega…

Commento #515 di Andrea Biblioteco
maggio 17th, 2009 @ 2:09 pm

Uh-uhhh… Novanta, la paura!

Senti Paolo: dubito che avresti mai pensato di parlare così a persone vere davanti a te, perciò farò semplicemente finta che non sia successo.
(visto che siamo persone vere: Ironiche, aggressive, perditempo forse… ma vere. Hai presente la madre che ti siede vicino a tavola? Ecco, potremmo essere noi)

Commento #516 di Lilly
maggio 17th, 2009 @ 3:05 pm

Troll o fascista? O tutt’e due?
Spostiamoci a Rennè-Le-Chateau per scoprirne di più.

Commento #517 di Andrea Biblioteco
maggio 18th, 2009 @ 2:39 pm

lilly, scusa se ho cancellato il tuo commento contenente il quote di paolo, ma non mi va che certe orrende idiozie violente rimangano su questo blog.

Commento #518 di Betty Moore
maggio 18th, 2009 @ 2:52 pm

Betty non ti preoccupare, c’è solo da ringraziarti.

Commento #519 di Lilly
maggio 18th, 2009 @ 8:06 pm

Cito Betty
“Scusa se ho cancellato il tuo commento contenente il quote di paolo, ma non mi va che certe orrende idiozie violente rimangano su questo blog.”

Allora dovresti cancellare il tuo blog dalla rete mia cara

Commento #520 di Cosa
maggio 19th, 2009 @ 1:44 am

Santo cielo che palle, ma siete ancora qui a discuterci? E io che ero venuta per curiosita e credevo fosse finito tutto da un pezzo…
Si vede che la gente non ha meglio da fare che sparlare degli altri.

Commento #521 di Pri Pri
maggio 19th, 2009 @ 1:48 am

No, alcuni si dilettano anche a minacciare di stuprarti, Pri Pri. L’ho scoperto dopo che anche io capitavo qui per curiosare.

Commento #522 di Lilly
maggio 19th, 2009 @ 11:53 am

Grazie per l’avvertimenti Lilly, starò attenta per strada, ma considerando che neanche sanno chi sono e dove abito direi che posso evitare di pensarci.
Comunque queste persone non hanno mai visto una gnocca tanto da dover meditare di stuprare una che neanche hanno mai visto in faccia?

Commento #523 di Pri Pri
maggio 19th, 2009 @ 8:24 pm

Sì, Pri, sì. Sottospecie di pavidissimi, viscidi, striscianti misogini frustrati che fremono nel proprio disgustoso intimo alla prospettiva di minacciare di amenità varie le sconosciute; praticamente, la voce schifo del Devoto-Oli. ;D

Commento #524 di jules chinaski
maggio 19th, 2009 @ 8:47 pm

@ drago nero, coda di paglia.

La mia gola è già aperta, grazie, o sarei morta soffocata/di fame e di sete diciotto anni fa.
Lo stato dei miei genitali non ti riguarda nemmeno per sbaglio.
Puttana ecclesiastica? Wow. Nell’altro post ero una vomitevole eretica, o qualcosa del genere.
Io parlo (scrivo, in realtà) come e quanto mi pare.
Altre domande?

Commento #525 di jules chinaski
maggio 19th, 2009 @ 10:31 pm

O jules ti prego, non dargli corda. Con tutto ciò che gli scrivi adesso ci si manuturberà più tardi.
Devi capire che avere 16 anni per lui è un’emozione violenta, specie considerando i già seri problemi di relazionamento con le sue perfide coetanee… per non parlare dell’essere un gothic lolito obeso.

Povero tato! (pat pat…tò croccantino)

Commento #526 di Lilly
maggio 19th, 2009 @ 11:12 pm

Lilly, hai ragione da vendere. E mi hai fatta ridere di gusto con la storia del lolito. :D

Commento #527 di jules chinaski
maggio 19th, 2009 @ 11:18 pm

E’ stato un piacere :)
Tantopiù che lo immagino veramente così.

Commento #528 di Lilly
maggio 19th, 2009 @ 11:25 pm

‘azz, però in un altro commento menzionava l’essere cresciuto (credo, si capisce sega di quello che scrive) nei Mitici anni ‘80, cosa che farebbe di lui un attempato gothic lolito obeso. mezzo calvo, anche, in my humble opinion. ;D

Commento #529 di jules chinaski
maggio 19th, 2009 @ 11:31 pm

Lo ricordo. Ma cambiarsi il nickname è un classico segnale di bimbiminkitudine, come la mettiamo?

(paolo… drago nero, o no? t’abbiamo scoperto subito, mascherina)

Se fosse un vero naziskin poi non avrebbe tempo per postare in quanto impegnato a scappare da una rissa.

Commento #530 di Lilly
maggio 20th, 2009 @ 12:21 am

… la sapete quella del troll le cui due teste litigavano sempre tra di loro?

Commento #531 di alevi3metrisopralcielo
maggio 20th, 2009 @ 12:55 am

Sicuro! Ano Bifronte.

Mostro nato dal dio Posero e dalla ninfa Segonia, per la sua bruttezza fu scaraventato appena nato nelle profondità degli anni 80. Possiede la dote magica di lanciare lunghissimi flame.

Commento #532 di Lilly
maggio 20th, 2009 @ 2:05 am

@Lilly & jules chinaski:

Mi ha fatto scompisciare l’idea del gothic lolito obeso e di mezz’età :D
bella anche la descrizione del nuovo animale mitologico facente parte del bestiario anni ‘80.

Commento #533 di crawling chaos
maggio 20th, 2009 @ 2:33 am

No, perché adesso uno che è cresciuto negli anni ‘80 sarebbe attempato e di mezza età…

Commento #534 di allevi3metrisopralcielo
maggio 20th, 2009 @ 11:33 am

@ allevi3metrisopralcielo

Se uno parla di “mitici anni ‘80″ vuol dire che li ha vissuti nel pieno della sua gioventù, quindi dovrebbe essere nato ALMENO nel 1970, se non prima (basta guardare le date di nascita dei cantanti rappresentativi dell’epoca per rendersi conto di che età può avere uno che quella decade l’ha vissuta appieno).
Di conseguenza dovrebbe avere una quarantina d’anni come minimo, che, almeno io, considero mezza età (e non ci vedo niente di male=).

Commento #535 di crawling chaos
maggio 20th, 2009 @ 12:19 pm

@ allevi3metrisopralcielo

Io ho diciotto anni, i miei genitori erano giovani - non adolescenti, ma giovani - durante gli anni ‘80. Il pensiero di un coetaneo di mio padre, rughette, stempiatura, capelli grigi e tutto il resto, che si mette a darmi della puttana del liceo come se fosse il top delle offese… mi sento libera di riderci sopra, suvvia.

@Lilly

ah ha ha ha un Ano Bifronte che ha subito una mutazione genetica giovincello-wannabe e ora sfoggia tutto contento una serie di graziosi cencetti disegnati per ragazze della stazza di uno dei suoi avambracci - me lo vedo tantissimo. :D

@ chaos: ciao, querida. :D

Commento #536 di jules chinaski
maggio 20th, 2009 @ 1:27 pm

hai 18 anni jules chinaski e non ti degni neppure di fare qualcosa di utile per la società? servizio civile o militare no eh? meretrice corrutrice del demone esterno! Se il comandante Testoni della 7 Brigata fosse qui, ti ficcherebbe un bel fucile nel culo, o un tokarev!

Puttana tu e le tue prossime generazioni!

Commento #537 di drago nero
maggio 20th, 2009 @ 10:03 pm

meretrice corrutrice del demone esterno

ah ha ha ha ha.

Per il militare magari ci penso, ma domani pomeriggio passo in comune a farmi cambiare la professione in meretrice etc. Mi fa piacere sapere che mi sono evoluta in fretta, dai tempi di un banale, modesto

reietta del quartiere

@ Vomitevoli Sorelline: ovviamente, ciò che è mio è vostro; sentitevi pure di libere di fregiarvi dei miei nuovi epiteti. Un saluto a voi e alle vostre prossime generazioni. ;D

Commento #538 di jules chinaski (e le sue prossime generazioni)
maggio 20th, 2009 @ 10:13 pm

Io non sono invitata nel club delle vomitevoli? Ho tutte le carte in regola per entrare, perdincibacco.

Se mi fate membro porterò tokarev per tutte!

Commento #539 di Lilly
maggio 20th, 2009 @ 10:26 pm

Demone esterno?

CHI è il mortale che osa evocarMi?

Commento #540 di crawling chaos, vomitevolmente vostra
maggio 20th, 2009 @ 10:36 pm

Lilly, c’è bisogno di chiederlo? Qui, qui tra le mie vomitevoli braccia di reietta, tu e le tue prossime generazioni. :D

Commento #541 di jules chinaski
maggio 20th, 2009 @ 10:38 pm

@ jules chinaski

Salve, carissima :)
sei tu la meretrice corruttrice del dio esterno lovecraftiano di cui mi fregio di portare il titolo?

@ Lilly
evvai col tokarev party!

Commento #542 di crawling chaos vomitevolmente vostra
maggio 20th, 2009 @ 10:42 pm

Le Vomitevoli Infedeli

jules chinaski: puttana del liceo in carica, reietta del quartiere (non militeassolta), genio a tempo perso
crawling chaos: Demone esterno, Giulia onoraria, indimenticata compagna delle prime vomitevoli scorribande
Lilly: stimatissima armaiola ufficiale, vomitevole bocciolo volontario, Linneo della naturalistica lolito-attempata-trollesca.
giulia: eroica inviata su youtube, fustigatrice implacabile del commento malvestito, fulgido esempio d’abnegazione e modello noi tutte.
Kay Scarpetta: addetta alle trombe della vomitevole apocalisse, bandiera dell’orgoglio vomitevole sul forum, impagabile Luogotenente dell’Armata Vomitevole.

Commento #543 di jules chinaski
maggio 20th, 2009 @ 10:49 pm

@chaos, mia amata

Oui, c’est moi. Wanna get corrupted? ;D

Commento #544 di jules chinaski
maggio 20th, 2009 @ 10:50 pm

Ah, i troll… la maggior parte delle volte già dedicargli un commento è troppo;la povertà intellettiva di cui fanno sfoggio è espressa in modi così banali e disarmanti che più che ignorarli non puoi.
Ma a dragonero devo riconoscerlo: nel delirio del suo cervello divorato dalle larve, è capace di dare spunto per belle iniziative come questa.

jules, hai cominciato a corrompermi da quando mi invitasti in questa parrocchia di vomitevole infedeltà. Vi amo tutte, vomitevoli.

Commento #545 di crawling chaos
maggio 20th, 2009 @ 11:08 pm

chaos, chaos, drago nero è stato il nostro paraninfo, mio, tuo e di tutte le altre vomitevoli. Dovremmo fargli un regalino - non saprei, un paio di sinapsi, un dizionario dei sinonimi, un guantino di pizzo stretch per completare il suo abbigliamento. :D

Commento #546 di jules chinaski
maggio 20th, 2009 @ 11:43 pm

scusate se non riesco ad arginare l’idiozia di questo drago nero, ma purtroppo c’ha l’ip mobile e non riesco a bannarlo in modo definitivo. faccio quel che posso, appena trovo un suo commento glielo cancello.

Commento #547 di Betty Moore
maggio 21st, 2009 @ 4:04 am

Tranquilla, Betty, io personalmente non mi offendo affatto per le sparate di quel soggettone; poi ovvio, la pagina è tua e non vuoi tenertela costellata di idiozie.

Un bacio devotissimo,

la reietta del quartiere

Commento #548 di jules chinaski
maggio 21st, 2009 @ 7:09 am

oh povera betty!!!! allora mostraci la tua faccia una volta tanto! invece no! te ne stai nascosta perchè sai benissimo che verresti subito criticata come fai tu con tutto!
p.s sono convinto che i libri che commenti manco li leggi. Ho trovato notevoli incongruenze su quello che dici……e i libri che ho preso ne sono la prova.

Commento #549 di erko
maggio 21st, 2009 @ 10:57 pm

@ erko: l’abuso di punti esclamativi e l’overdose di puntini di sospensione (sono tre, cacchio, tre: “…”, non ci vuole una scienza) non depongono a tuo favore, per quanto mi riguarda. Ma è una fissa mia.

Mi piacerebbe sapere quali sono le incongruenze a cui ti riferisci: non ho mai trovato il coraggio di aprire nessuno dei libri di cui ho letto la recensione su questo blog, sinceramente,quindi direi che sono pronta ad abiurare la Betty se mi si dimostra, citazioni alla mano, che la ragazza manipola le fonti per il nostro sollazzo (cosa di cui dubito, però).

ps. Betty non ci mette la faccia, ma non ce la metti nemmeno tu. Né io, se è per questo. Siamo tutti sullo stesso piano.

Commento #550 di jules chinaski
maggio 21st, 2009 @ 11:10 pm

a me lo stile lolita piace un sacco invece…e comunque trovo k prendere in giro uno stile k nn t appartiene sia davvero da stronzi se permetti…cmunque…ognuno è libero d pensare ciò k vuole….credo k tu (o voi) k hai(avete) scritto questa pagina siate persone k giudicano solo le apparenze in una persona…ciao

Commento #551 di kikyo
maggio 23rd, 2009 @ 3:44 pm

A dir la verità dietro la cultura pop lolita, che terrei a precisare, esiste da una decina d’anni e ancora furoreggia in patria e all’estero, in barba a chi di voi la dà per passeggera, esiste una forma di pensiero, certo non rintracciabile in un forum di 14enni italiane.

Le lolite giapponesi sono spesso ragazze poco inclini a seguire le regole della società in cui vivono e, contrariamente a chi assume un look aggressivo, optano per un aspetto più aggraziato, ma unito ad una assoluta freddezza nei confronti di persone e regolamenti.

Il roccocò e altri sottotesti sono parte della novel da cui è stato tratto il film e non elementi originari di questa moda.

Quanto a Mana, beh, c’e’ chi sa come fare i soldi e vivere bene e c’e’ chi critica. Voi.

Commento #552 di Elisa
giugno 8th, 2009 @ 6:04 pm

Il gothic lolita nasce in Giappone verso gli inizi degli anni ‘80 (non mi pare perciò un fenomeno passeggero come è stato da alcuni profetizzato). Leggevo inoltre, in un altro commento, che lo stile è ampiamente e giustamente criticabile in quanto fondato da un musicista che mirava a far cassa, e io mi permetto di dire che tale commento è infondato in quanto il gothic lolita non è stato in alcun modo ideato da mana, il quale ha il solo merito di esser riuscito a portarlo alla ribalta (che poi l’abbia fatto anche per dare respiro alla sua casa di moda mi pare logico…ma secondo voi, uno che fa lo stilista poi non veste il suo gruppo con le sue stesse creazioni?), anche grazie al successo del suo gruppo (i Malice Mizer e non i Moi Dix Moi che sono venuti diversi anni dopo). I Malice Mizer nascono come un gruppo indie autoprodotto dalla stesso mana e non perciò pensati in origine come una possibile macchina sforna soldi; vengono scritturati da una major solo grazie alla presenza del cantante Gackt Camui (la suddetta major impose, fra l’altro, che nell’album fosse presente una canzone scritta dallo stesso Gackt, cosa che porterà quest’ultimo ad essere cacciato a calci nel sedere e all’abbandono, da parte del gruppo, della major incriminata ). Prima di chiamare le giapponesi che vestono gothic lolita o visual delle bimbeminkia, bisognerebbe conoscere l’ambiente e la cultura in cui queste ragazze sono cresciute, un ambiente in cui l’essere tutti uguali non è un diritto, ma un imperativo (chi esce dallo standard è visto come un ribelle che mira a distruggere gli equilibri della propria nazione o cerca di dimostrarsi superiore e più degno di esistere e stare al mondo degli altri): si è cercato di raggiungere la pace sociale eliminando drasticamente ogni diseguaglianza nell’aspetto e nel modo di comportarsi. Pensate che le persone con i capelli riccioli naturali (un gene che nella popolazione nipponica è rarissimo) dovevano e, in certi casi, devono ancora sopportare ogni tipo di angheria sin da piccoli perchè tacciati come responsabili della propria diversità vista come un tentativo di distinguersi dagli altri. Il movimento Visual Kei è stato perciò visto in patria come una vera eresia e un abominio e i giovani l’usavano come forma di ribellione al conformismo imperante (una forma di ribellione anche musicale, in quanto, fino ad allora una musica leggera giapponese non esisteva se non nella forma delle cover band che scimmiottavano le star occidentali.. basti pensare che nei grandi “teatri” come il Tokyo Dome non si erano mai esibiti artisti giapponesi prima degli X-Japan a metà degli anni ottanta). Il visual kei era però un movimento troppo aggressivo e di rottura per essere subito assimilabile dal pubblico femminile giapponese ed è per questo che nasce la moda lolita, ovvero come un cuscinetto fra le due realtà.

Commento #553 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 9th, 2009 @ 1:48 pm

@Mi sto mettendo nei guai…
Su questo topic ho scritto fin troppo. Volevo solo precisare, rispondendoti, che qui non ci si riferiva a bimbeminkia giapponesi.
Che poi per me in certi aspetti la cultura giapponese sia profondamente malata, è un altro discorso :)

Commento #554 di crawling chaos
giugno 9th, 2009 @ 1:57 pm

crawling chaos mi riferivo a queste frasi presenti nell’articolo:

e come al solito ci sta qualche minchione musicista - ribelle! ribellissimo!

che qui in Italia non ci faccia un baffo è un conto, ma provate ad andare in Giappone a chiedere a un adulto cosa ne pensa di mana e vi dirà che è un demone. Si in Giappone è visto come un ribelle, ribellissimo mi spiace (tant’è che fa quasi più successo in Francia e Germania ai raduni metallari - ma secondo voi la pettinatura di quel sfigato dei tokyo hotel da dove viene? è solo una mala copia di quella originale di Mana XD - che in patria XD… non è colpa di mana se in queste nazioni sono un po’ più tolleranti e il suo look sa di già visto).

e a questa:

(che tentano un’imitazione delle prime lolita-bimbominkia, quelle giapponesi)

prima di poter giudicare almeno quelle giapponesi bisognerebbe per un po’ camminare nelle loro scarpe. Poi è satira, eh vabbè, ma era riferito soprattutto a quelli che prendono seriamente quanto leggono qui e si fanno un’idea sbagliata.

Commento #555 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 9th, 2009 @ 2:06 pm

@jules: no dai … così mi fate venire in mente le Spietate Ninfette della Santacroce: non sia mai!

Commento #556 di breschau di livonia
giugno 9th, 2009 @ 2:16 pm

@Mi sto mettendo nei guai…
Capito=)
Non so quanto Betty conosca della cultura giapponese, la discussione comunque verteva sulla ridicolaggine delle lolite nostrane (specie quelle che si prendono sul serio).
Io l’ho già detto, trovo incomprensibile che una persona occidentale si vesta in maniera vittoriana perché gliel’hanno importato dal Giappone, quando da noi quello stile esiste da un paio di secoli. Dovevi proprio aspettare il nippomane di turno? Sennò non fa figo? Ecco, è questo che trovo sciocco, non tanto il fatto di vestirsi come una bambola di porcellana. Quelle stesse manie che in Giappone (Paese di una società per alcuni aspetti schizoide) almeno hanno un senso nell’assurdità complessiva dell’ambiente, qui appaiono semplicemente ridicole.

Commento #557 di crawling chaos
giugno 9th, 2009 @ 2:30 pm

Grazie della spiegazione Mi sto mettendo nei guai

Commento #558 di Lilly
giugno 9th, 2009 @ 2:36 pm

crawling chaos, in un paese come l’Italia dove una testata nazionale, che non voglio nominare per un blocco mio psicologico(ma se volete vi basta cercare su google musi gialli e ambasciata giapponese ^^) si permette, nel 2009, di chiamare i giapponesi “musi gialli” mi pare che seguire una moda nipponica faccia tutto tranne che figo. Le gothic lolita occidentali si vestono per la maggior parte così perchè gli piace e punto (le altre fanno cosplay e basta per essere ammirate ai festival del fumetto… sono come quelli che si vestono da punk a carnevale per intenderci): gente che da anni seguiva il mondo nipponico e la sua industria dell’intrattenimento e ha così scoperto queste case di moda e stilisti e deciso di adottare la loro filosofia. Perchè se uno è patito della francia e si veste solo con vestiti rigorosamente di stilisti parigini nessuno gli dice nulla, ma se invece ha la sfiga di essere un’ammiratrice dei capi di h-Naoto è una bimbaminkia che scimmiotta i giapponesi? Se trovano consono lo stile vittoriano alla propria personalità, ma a nessun modaiolo europeo è mai venuto in mente di riprodurli in chiave moderna mentre delle case giapponesi si, che colpa ne hanno loro? Perchè ci fa invece comodo che i giapponesi importino la nostra moda e non ci indignamo così tanto che ci copino, anzi non lo percepiamo nemmeno come un copiare? Da fastidio che gli stilisti giapponesi facciano un po’ di soldini vendendo i loro abiti alle occidentali, mente se valentino, D&G, versace e compagnia bella vanno a fare i milioni in Giappone allora tutto normale.

Commento #559 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 9th, 2009 @ 5:57 pm

no dai … così mi fate venire in mente le Spietate Ninfette della Santacroce: non sia mai!

nooo, V.M.18 nooo, mai letto libro più orrendo (scritto malissimo, tra l’altro). da allora guardo con sospetto:

a) i cani
b) i soprammobili a forma di delfino
c) le maledette collegiali dai nomi assurdi

Commento #560 di jules chinaski
giugno 9th, 2009 @ 6:09 pm

@MI sto mettendo nei guai:
Guarda, io quando scrivo qualcosa intendo dire esattamente quello e niente altro.
E’ ovvio che non posso che guardare con disprezzo un commento del genere (del resto basta vedere da che testata proviene), tra l’altro lo conoscevo e non si può fare a meno di notare la signorilità dell’ambasciatore giapponese in confronto alla burinità dell’altra parte.
A me non indigina che i giapponesi ci copino, né che delle ragazze occidentali comprino i loro vestiti: lo trovo solo ridicolo. Punto. Lo trovo ridicolo come troverei ridicolo che delle ragazzine giapponesi si vestissero con i loro vestiti tradizionali importati dall’Italia o degli scozzesi che comprassero kilt americani.
O, per riprendere il tuo esempio, che uno a cui piace la francia si vestisse come un eschimese perché uno stilista francese si è messo a fare riproduzioni di abiti eschimesi.
Non volevo assolutamente far entrare in campo il discorso di chi vende a chi, non me ne importa assolutamente nulla, lo trovo normale andamento di mercato e non mi dà nessun fastidio che gli stilisti giapponesi vendano la loro merce qui (e Mana non è certo l’unico).
Trovo soltanto buffo e risibile che una persona occidentale si accorga che lo stile vittoriano le piace solo quando glielo importano dal Giappone; se era davvero lo stile a piacerle poteva benissimo vestircisi da prima, dato che quel taglio di abiti esiste da circa duecento anni (e se davvero non lo conoscevi vuol dire che dimostri un’ignoranza abissale circa la più superficiale conoscenza della storia europea) e che i sarti esistono da più tempo ancora (se hai soldi da spendere in abiti così costosi non ci credo che non potevi andare da un professionista a farti cucire un modello).
Capito la mia linea di pensiero? :)

Commento #561 di crawling chaos
giugno 10th, 2009 @ 8:30 am

crawling chaos, il problema è che lo stile adottato dalla gothic lolita non è quello puro vittoriano, ma mischia vittoriano, roccocò, gotico e pure decorazioni “kawaii” giapponesi (tant’è che le prime gothic lolita giapponesi si compravano l’abito “base” e poi lo personalizzavano a modo loro - spunti che sono stati poi implementati nel processo di confezione dell’abito). Un conto è dover trovare una sarta per farsi confezionare un abito, un conto è ricercare una persona in grado di disegnarti un modello ex novo con quegli spunti così diversi da armonizzare. In Giappone lo facevano già con successo ed è quindi convenuto ad entrambe le parti. Io credo che, in un mondo come il nostro in cui possiamo confrontarci così apertamente con persone e popoli dei più disparati angoli della terra, sia una atteggiamento di chiusura rifiutare un proposta stilistica solo perchè, in origine, questa non apparteneva alla società che l’ha poi adottata. Il giapponesismo è un componente imprescindibile dell’arte moderna europea (tant’è che molti artisti, tutt’oggi stimati, possedevano intere collezioni di stampe giapponesi). Un esempio restando in campo di moda: Paul Poiret, uno stilista francese della fine dell’800 inizi del 900, che viene studiato nel campo della storia del costume e considerato il primo vero stilista in senso moderno, aveva riutilizzato il modello del kimono giapponese per creare i suoi abiti e cappotti e tutt’ora è ricordato anche per questo. Quindi, come non fa meraviglia che l’espressione artistica e stilistica europea abbia preso a piene mani da quella giapponese, non dovremmo scandalizzarci se poi anche i giapponesi si “permettono” di andare a pescare elementi, per loro stimolanti, nella nostra cultura. Come i giapponesi sono liberi di apprezzare un monet noi dovremmo essere liberi di poter apprezzare un mana per le sue creazioni di moda. La cultura e la storia sono un patrimonio di cui tutta l’umanità dovrebbe farsi carico, e non andrebbero mai ghettizzate per ragione di nascita geografica.

Commento #562 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 10th, 2009 @ 11:59 am

Allora.
Ordine nella mia testa, cerco di rispondere in punti per essere meno fraintendibile possibile.

1) Lo Stile
Per quanto ci siano chiare contaminazioni dai manga, lo stile lolita per me è vittoriano. Definitivamente.
Il rococò non dovrebbe entrarci nulla, perlomeno così mi ha confermato -molti commenti fa- anche un’altra sedicente lolita che diceva come la tizia del video non fosse un elemento degno di fiducia.
Il rococò da quel che conosco è uno stile successivo al barocco; quindi risalente alla prima metà del ‘700. Questa non è una definizione opinabile: ora, che elementi di rococò ci sono nello stile lolita?
Non vedo parrucche incipriate alte 80 cm, né bustini stretti ad esaltare la scollatura, né gonne a campana.
Io, da occidentale, non saprò riconoscere certe sfumature dei dettagli kawaii, ma a me quelli paiono chiaramente vestiti vittoriani, stile bambolina di porcellana d’epoca.

2)Contaminazione
Io sono più che favorevole alla contaminazione, quando questa porti a risultati fruttuosi. Non trovo niente di orripilante o contronatura nell’esempio dello stilista che hai citato. Quante volte si vedono e si sono viste influenze di terre lontane toccarsi a vicenda per dare vita a nuovi spunti creativi?

Quello che continuo a trovare incomprensibile è l’abitudine tipicamente giapponese di prendere in blocco qualcosa di completamente alieno alla loro tradizione e trapiantarlo senza nessun tipo di elaborazione creativa, di integrazione in un proprio originale retroterra culturale.
Per farti un esempio pratico, Akira Kurosawa per me è un esempio felice di contaminazione
. Non rinnega il suo stesso mondo cinematografico ma al tempo stesso lo ha portato avanti nell’ammirazione per grandi registi occidentali.
Uno stilista che si ispiri a certi tagli di abiti stranieri e li rivisiti in una personale elaborazione di modelli già esistenti, è un altro esempio di contaminazione fruttuosa.
Uno degli esempi di contaminazione infelice è, per me, questo del lolita; prendere abiti vittoriani occidentali e mischiarli appena a quel tocco di pedo-pornografia latente in molto immaginairio maschile giapponese.

3)Oriente & Occidente
Ora, che questo essere supini ad uno stereotipo di antica moda occidentale sia comprensibile in un Paese come il Giappone, che reprime fortemente l’individuo, è un altro discorso.
Sto solo parlando delle persone occidentali che, per accorgersi di quello che a casa loro esisteva da secoli, hanno bisogno della nippomania che gliela frulli con manga e sushi e gliela riconsegni per interposta persona come l’ultimo grido in fatto di moda.
E’ questo che trovo buffo e anche un po’ ridicolo, te lo ripeto, come troverei buffo un giapponese che compri riproduzioni di antichi kimono, disegnati e fatti in Italia.
E’ questo che non trovo per niente armonizzato, nel lolita come in altri aspetti della cultura giapponese.

Commento #563 di crawling chaos
giugno 10th, 2009 @ 6:19 pm

Uffi. Moderazione. Mannaggia.

Commento #564 di crawling chaos
giugno 10th, 2009 @ 7:42 pm

Eeeh
Fuori moderazione
Gaudio:D

Commento #565 di crawling chaos
giugno 10th, 2009 @ 9:28 pm

Purtroppo per scarse capacità mie di osservazione, faccio davvero fatica a ritrovare tutta questa moda vittoriana in blocco presa e buttata a mo di sacco sulle ragazzine giapponesi. Sciaguratamente non posso postare le immagini di storia del costume in mio possesso, per severo divieto del professore, ma ho trovato questo utile sito che fa un po’ il riassunto della moda di alcuni secoli. Danno un’occhiata veloce, mi pare che di lavoro di adattamento, e arricchimento i giapponesi un po’ ne abbiano fatto… soprattutto rivisitandone i canoni in chiave moderna e scorrendo, per sovrapposizioni, più decenni successivi.
Ricordiamo che la cultura occidentale è stata imposta con la forza al Giappone, eppure, in ogni espressione, si può vedere, a mio avviso, un tentativo di riassorbire tutto dentro i canoni e i confini della propria civiltà e di ciò che li rende giapponesi. Vorrei poter portare ad esempio, di questa mia affermazione, la loro storia della musica, ma il discorso si farebbe troppo lungo e ampio (non che, dovrei prendere pezzi dalla mia tesi di laurea prima ancora di averla presentata XD). Vi invito comunque a cercare le creazioni di h.Naoto sul web per farvi un’idea (non è proprio lo stilista cult delle gothic lolita, ma lo è in genere per il mondo del visual kei).

E la pornografia giapponese si avvale anche, ma più di vestiti occidentali sul genere delle divise da infermiera, hostes, cameriera e cose del genere… lolita non è stato scelto per indicare ragazzine che vanno con gli adulti (è più facile che siano le gals a vedere la loro compagnia per comprarsi gli abiti)… a dire il vero tutt’ora non ho capito perchè proprio lolita visto che nella loro regola di mostrare la quantità minore possibile di pelle, mi pare si discostino parecchio dall’idea occidentale.

Commento #566 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 10th, 2009 @ 9:45 pm

oh my, in moderazione il mio invece XD.

Commento #567 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 10th, 2009 @ 9:46 pm

@Mi sto mettendo nei guai…

AHhahahahaha

Ci sabotano!

Commento #568 di crawling chaos
giugno 10th, 2009 @ 9:55 pm

Bello il link, l’ho anche salvato tra i preferiti. Non sono del settore (tu invece da quel che ho capito ci studi) ma ho sempre trovato interessante la storia del costume. E la pagina sulla moda infantile mi ha dato conferme su quello che penso.

Durante l’Ottocento le bambine sfoggiano abitini corti, quasi mai oltre il ginocchio, che pur riprendendo la linea di quelli delle loro madri, non ne copia mai la silhouette esasperata, lasciando il corpo alle sue linee naturali. Anche le bambine spesso indossano il busto, ma a differenza di quello per donne adulte, questo non stringe la vita, ma fornisce solo un sostegno che aiuti una corretta postura, oltre naturalmente ad essere più morbido e meno costrittivo.

Mi tocca ripetermi, ma è inevitabile.
Non ho mai sostenuto che queste siano ricostruzioni storiche di abiti d’epoca. Sostengo che il blocco centrale dell’ispirazione del gothic lolita è indubbiamente viittoriano. E che di conseguenza per me il rococò non c’entra una cippa (anche riferendosi a quest’ultimo per l’elaboratezza degli abiti, la trovo una definizione stiracchiata).
Che poi vi siano stati sovrapposti in un amalgama (malriuscito) influenze riprese dal goth (europeo anche quello) e da anime e manga (pure quelli con influenze stilistiche occidentali) per me non cambia l’assunto di base.
Io non ci trovo niente di nuovo ed è per questo che non capisco le persone del mio stesso background culturale che si sono accorte che gli abiti vittoriani, lo stile dark, e le bambole sulla mensola della nonna esistono solo da quando gliel’ha detto il loro stilista giapponese preferito. No, davvero, lo trovo buffo.
Non è il comprare vestiti all’estero ad essere strano, ma lo scoprire di adorare questo modo di vestire e nel frattempo essersi fatti passare sotto il naso abiti d’epoca, darkettoni (antichi e nuovi) e vecchie bambole senza averli trovati degni di nota. Al punto di non essersi evidentemente accorti della loro esistenza.
Per riprendere uno degli esempi che facevo, mi immagino uno scozzese che non ha mai preso in considerazione di mettersi in kilt; fino al giorno in cui dagli USA gli arriva una linea di riproduzioni rifatte in chiave americana (che so, magari con la M del MacDonald’s applicata sul borsellino davanti), e allora, essendo un fan della cultura americana, comincia a comprarli. Io lo troverei ridicolo.

Sì, confermo che il tutto mi sa di un pastiche di moda europea preso e buttato in pasto alle ragazzine giapponesi. Solo che non posso né voglio avere la pretesa di insegnare a loro cosa succede in Europa dal 1800 a oggi (l’hai accennato e ribadito anche tu il discorso sulla tendenza omologatrice), ma avrei dato per scontato, al contrario, che una ragazza occidentale queste cose le conosca, anche solo a livello visivo.

Non ho mai detto né fatto intendere che la definizione “lolita” vada interpretata nel senso che queste ragazzine cerchino la compagnia di uomini adulti.
Ho scritto invece che questo tipo di collage fa leva nel suo appeal anche a elementi di fondo dell’immaginario erotico maschile giapponese -e non solo-; quello della bimba apparentemente innocente che non vede l’ora di essere traviata dall’uomo che saprà tirar fuori la ninfomane che è in lei.
Se hanno deciso di definirsi “lolita” forse si riferiscono al fatto che il loro abbigliamento richiama quello dell’infanzia dell’epoca europea che io continuo a vedere come base di partenza -anche se io avrei evitato di usare tale denominazione, in quanto si riferisce ad un genere ben specifico di ragazzina.
E questo mi conferma la tendenza frullatrice giapponese a fare pastoni senza avere compreso la natura degli ingredienti utilizzati, natura opposta a quella della rielaborazione come io la concepisco.

Il problema della società giapponese è forse proprio quello di non essere riuscita a trovare una via di armonizzare e modernizzare i propri canoni con le influenze esterne. Questo è un discorso ampio che dovrebbe essere svolto a parte e di cui io ho solo ipotesi del tutto personali, anche se mi piacerebbe sapere cosa ne pensa un sociologo che abbia studiato nel dettaglio l’argomento.

Commento #569 di crawling chaos
giugno 11th, 2009 @ 6:52 pm

Non so perchè, in un momento di cieca follia, ho dimenticato completamente che lo spunto iniziale fosse la moda per l’infanzia e non quella degli adulti (anche se va detto che fino ai primi del novecento una moda per i bambini non esiste nel vero senso della parola e li si vestiva semplicemente come dei piccoli adulti - la prima stilista ad occuparsi veramente della creazione di abiti per i più piccoli sarà la francese Lanvin)…ero andata mi sa.

C’è da dire che la moda, fino ai tempi recenti, è sempre stata francese, quindi, la moda vittoriana, non appartiene propriamente nemmeno a noi italiani in quanto l’Italia, all’epoca, era famosa per la grande ricchezza artigianale che si prodigava di copiare i modelli provenienti da Parigi e ben poco, se non nulla, produceva di suo.

Io credo comunque che le occidentali non si vestano da gothic lolita perchè lo fanno le giapponesi, penso che alla fine sia stata una combinazione di eventi che le hanno fatto scoprire, grazie ad un popolo straniero, un retaggio culturale che vuoi per formazione o ambiente in cui erano cresciute, vuoi per casi della vita, avevano perso. So che anche il gothic prende spunto in parte dagli abiti vittoriani, ma non è detto che queste benedette ragazze fossero vicine a quei contesti, nè che gli importasse di esserlo o che avessero un’idea distorta e/o pregiudizi al riguardo. Credo che sia questione di come una persona giunga alla fine ad un’informazione, ovvero attraverso che canali: ragazze che erano appassionate alla musica giapponese o ai manga o magari anche solo al cibo e per caso si sono imbattute in questa moda e riscoperto un eredità che per nascita gli apparteneva, ma a cui prima di allora non aveva mai avuto modo di avvicinarsi. Se una persona nella propria formazione non ha mai avuto modo nè occasione di entrare a contatto mettiamo con la cuffietta da notte delle bisnonne e poi scopre, per caso, che il suo artista giapponese preferito le disegna aggiungendoci il faccione di hello kitti (si sto sparando la cosa più pacchiana che esiste, ma de gustibus non disputandum est - vai che mi lancio nell’unica citazione latina che conosco XD), ed è l’unico al mondo a fare una cosa del genere (ma soprattutto proprio come lei l’avrebbe fatta se ne fosse stata capace), io credo sia più che legittimo che tale persona acquisti quelle creazioni e continui a seguire quel produttore se lo desidera.

Alla fine, gli abiti vittoriani non sono affatto costumi tradizionali nel senso letterale del termine (e probabilmente in Italia erano molto diversi da quelli che sono rimasti poi nella storiografia ufficiale) come lo può essere un kilt o un kimono: fanno semplicemente parte della moda di un determinato periodo (creata e imposta alla clientela da stilisti che, per capacità o carisma propri, erano riusciti a conquistare la fiducia e il consenso delle fasce ricche della popolazione) tanto quanto i pantaloni a zampa di elefante. Come una qualsiasi altra moda hanno avuto un nascita, uno sviluppo, un punto di massiva visibilità e popolarità, un declino e una fine nell’oblio della storia. Alla fine è come se le gothic lolita fossero un gruppo di giapponesi che per cavoli loro avessero deciso di vestirsi esclusivamente con pantaloni a zampa di elefante, ma applicandoci stampe di hokusai + croci gotiche + fiocchettini assortiti. Mettiamo che in Italia a nessuno fosse mai più venuto in mente di riportare in auge il suddetto tipo di pantaloni (o fosse venuto in mente solo a un gruppo di nicchia cui non tutti potevano giungere o comunque non se non grazie a particolrai circostanze e interessi) e fossero almeno 2 secoli che non si usassero, se non nei film in costume… sto disgraziato di ragazzo che ammira proprio allo sbavo il bassista di quel simpatico gruppo giapponese lo vede in un dvd, con questi famigerati pantaloni e pensa, “cavolo sono adorabili, li voglio!”, che poi anche questo figliolo si documenti e scopra che il capo facevano parte un tempo molto lontano dello stile della propria nazione, ciò non toglie che nella sua epoca gli unici a produrli siano 4 nipponici mentre in europa (se ci sono) non vengono prodotti seguendo la chiave di lettura che lui vorrebbe vedere applicata. Ecco, io credo che le gothic lolita occidentali siano molto simili a questo ipotetico modello.

Detto ciò io ritengo che, come non possano esistere veri gruppi musicali visula kei al di fuori del giappone (perchè il visual kei non è uno stile musicale, ma un modo di essere fin nel midollo che, per quanto si possa fare, sfuggirà sempre a chi non è nato o almeno non è vissuto a lungo in quella nazione) non possano esistere nemmeno vere e proprie gothic lolita (nel senso letterale del termine) in europa, ma solo persone che si vestono e cercano di attenersi a linee guida di quel tal gruppo che sentono loro affine: tutto dipende da come si vuole usare il termine. Ad esempio, manga in giapponese indica qualsiasi forma di fumetti, anche quelli stranieri, mentre all’estero lo stesso termine è usato invece per indicare solo ed esclusivamente i fumetti nipponici con le loro caratteristiche distintive: credo che lo stesso ragionamento possa essere facilmente applicato al termine gothic lolita che, dovrebbe avere un diversa valenza e peso fra madre patria e altre nazioni.

Commento #570 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 11th, 2009 @ 8:19 pm

C’è da dire che la moda, fino ai tempi recenti, è sempre stata francese, quindi, la moda vittoriana, non appartiene propriamente nemmeno a noi italiani in quanto l’Italia, all’epoca, era famosa per la grande ricchezza artigianale che si prodigava di copiare i modelli provenienti da Parigi e ben poco, se non nulla, produceva di suo.

Rispondo brevemente (questa è solo una precisazione): puoi notare che io mi riferisco sempre a ragazze “occidentali” =)
Poi in questo post ovviamente abbiamo messo l’accento sul fenomeno nella sua accezione nazionale perché è quello che abbiamo più vicino.

Probabilmente sono io che dò per scontate informazioni che non sono tali per altri: l’interesse per la storia, l’antichità in genere, il passato, il cinema, e anche per la musica new wave. Le reputo informazioni che fanno parte di una cultura di base che penso sia ovvio conoscere, se non per diretta passione nei loro confronti, per semplice cultura generale.

Di norma questo genere di ragazze sono quelle che sono in palla con la cultura giapponese e quindi la pongono come riferimento culturale principe. Io non ho niente contro di questo, è che mi fa sempre un effetto sgradevole vedere che a fronte di tanta informazione nei confronti di uno stile di vita che può essere compreso davvero solo per chi abita in quei luoghi, fa da contraltare un’ignoranza preoccupante nei confronti dei propri retaggi culturali.
Non immagini quante volte mi sono scontrata sul fronte fumetto con nippomaniaci che si permettavano di darmi dell’ignorante nel campo per il fatto di non citare a memorie palate di nomi di mangaka, quando loro non conoscevano nemmeno chi fosse Andrea Pazienza. =)

Interessarsi al passato può essere un ottimo modo per scoprire e reinterpretare modi di vestire desueti e riportarli in auge nella propria personale moda. Il fatto di prenderli preconfezionati da qualcuno solo perché te li presenta col fascino della nipposità mi fa strano: è come un’occasione persa per crearti da solo qualcosa di genuinamente tuo (sempre con influenze da una qualche corrente, quello è inevitabile) per buttarti su uno stereotipo predigerito.
Non dico che non sia legittimo, per quel che mi riguarda uno può anche andare in giro vestito da menestrello medievale, se gli fa piacere. E’ solo che in questo forse mi fa anche un po’ di tristezza perché penso al fatto di cui scrivevi tu: che queste ragazze non sono cresciute in un ambiente tale da permettergli di entrare in contatto con la loro stessa cultura.
Oppure fanno parte di quei maniaci che idolatrano acriticamente qualsiasi cosa a patto che sia giapponese (e ci sono anche quelli).

Hai ragione nel dire che gli abiti vittoriani non sono abiti strettamente tradizionali nel senso che si darebbe ad un costume con un’identità geografica ben precisa come il kilt: è che a me l’effetto che fanno è precisamente quello. Ma sempre perché, come dicevo al principio del post, per me è scontato che quello vittoriano sia il genere identificativo di una certa epoca europea (pur con tutte le sue sfumature da nazione a nazione).
Come quando sento parlare di musica dark le prime immagini che mi vengono in mente sono quelle dei Joy Division, dei Bauhaus, di Siouxsie Sioux. O come quando vedo le gothic lolita penso alle bambole di porcellana nella vetrinetta della mia fu bisnonna.
Se trovo ridicole le mode giapponesi trapiantate in altri luoghi sicuramente dipende anche da quello che scrivi nell’ultima parte del post; che anch’io credo che non possano nemmeno esistere delle vere gothic lolita al di fuori del Giappone.

P.S.
Bella l’immagine della cuffia della bisnonna col faccione di Hello Kitty :D

Commento #571 di crawling chaos
giugno 11th, 2009 @ 9:50 pm

Le reputo informazioni che fanno parte di una cultura di base che penso sia ovvio conoscere, se non per diretta passione nei loro confronti, per semplice cultura generale.

Il problema è che in Italia la storia del costume non è sentita nemmeno quale argomento facente parte dal minimo di cultura generale che sarebbe sempre bene possedere (come si può notare della grandi inesattezze e gli strafalcioni, più recenti che passati, commessi in diversi film o fiction in costume - sebbene l’Italia vanti forse la più grande tradizione mondiale di costumisti). Molto spesso popoli come quello giapponese sono ben più ferrati di noi in materia (basti pensare che uno dei più famosi musei del costume, con diversi capi originali anche rari, si trova proprio a Kyoto - spero la memoria non mi inganni e non stia sbagliando città dato che non riesco a ritrovarla negli appunti) ed è anche per questo che non mi meraviglia che abbiano avuto più successo degli europei nel riproporre questi modelli che non gli appartenevano (seppure la moda occidentale si sia fatta sentire anche da loro, soprattutto in campo maschile).

Non immagini quante volte mi sono scontrata sul fronte fumetto con nippomaniaci che si permettavano di darmi dell’ignorante nel campo per il fatto di non citare a memorie palate di nomi di mangaka, quando loro non conoscevano nemmeno chi fosse Andrea Pazienza.

Io credo che tacciare d’ignoranza sia ingiusto sia da un lato che dall’altro e che nel campo del fumetto esistano inclinazioni personali che ognuno deve poi seguire: penso che ciascuno di noi possa essere più propenso ad appassionarsi ad una filosofia ed una corrente artistica piuttosto che un’altra e, di conseguenza, conseguire una maggior competenza in questo piuttosto che in un altro filone. Al giorno d’oggi persino un settore come quello del fumetto ha raggiunto proporzioni talmente vaste che è impensabile che una persona (anche se quello è il suo mestiere) ne possa possedere la conoscenza universale: come in tutti i saperi contemporanei, ciò che una persona può giungere a possedere a pieno è solo una conoscenza specifica, o meglio settoriale collocata poi in quel minimo indispensabile per definirla di quadro d’insieme. Come non mi scandalizzo se un “seguace” della marvel sa ben poco del fumetto italiano e ancora meno di quello giapponese, non trovo ragione di indignazione se un cultore del fumetto giapponese conosce poco della produzione casalinga. So che sembra brutto, ma solo perchè una cosa è italiana non è detto che la sua conoscenza debba essere imposta a tutta la popolazione con la forza e non lasciando l’individuo libero di trovare ciò che meglio soddisfa il suo “appetito” (anche per seguire i manga sarebbe bene conoscere un po’ di storia del fumetto, perchè alla fine tutto ha una radice comune, ma ciò non significa che la conoscenza degli autori italiani sia imprescindibile…si potrebbe fare l’esempio dei grandi maestri della letteratura obbligatori negli anni scolastici, ma non riesco a veder applicato lo stesso principio a un prodotto complesso quale quello del fumetto - a mio avviso che i maestri studiati siano inglesi, francesi o giapponesi, in questo campo, pari dignità hanno). Quindi, trovo sia da condannare sia chi accusa d’ignoranza una persona per la sua scarsa conoscenza in un campo quanto chi l’accusa per le sue mancanze nell’altro (e concluderei portando il felice esempio della mia dolce metà che legge sia i classici italiani, che i fumetti della casa marvel, che i manga… le cose possono convivere XD).

Il fatto di prenderli preconfezionati da qualcuno solo perché te li presenta col fascino della nipposità mi fa strano

Consideriamo il fascino della nipposità come l’influenza che caratterizza queste persone. Loro sono affascinati dall’aspetto luccicante della nipposità e la vogliono appiccicata sui propri abiti, poi ci sono quelli che ne conoscono il significato intrinseco e quelli a cui interessi solo che sbrilluccichi adeguatamente, ma questo non avviene forse in tutte le correnti forse? Nei punk, come nei gothic, come nei metallari etc.? Alla fine anche questi movimenti sono tutti nati in nazioni che non sono l’italia, certo ci separavano meno chilometri di quanto non ci separino dall’asia e condividiamo grosse fette di storia e cultura, ma alla fine, nell’era di internet, non si può forse dire che il concetto di distanza sia diventato molto relativo?
La questione del preconfezionato si lega io credo solo a una mancanza di abilità, competenze e capacità nel settore: non tutti, anche desiderandolo con tutto loro stessi e immaginandolo mille e più volte la notte prima, hanno la capacità di alzarsi la mattina e appiccicare quel maledetto fiocchetto nero nel punto giusto dell’abito senza distruggerne irrimediabilmente l’equilibrio. Come in tutte le cose alla fine è una questione di compromessi: io da solo non sono in grado di confezionare, nè magari di immaginare in forma fisica ciò che meglio potrebbe rappresentarmi e parlare immediatamente di me stesso al mondo, però vedo quest’abito creato da un’altra persona e lo sento come mio.

queste ragazze non sono cresciute in un ambiente tale da permettergli di entrare in contatto con la loro stessa cultura

Non è detto che l’ambiente non gli abbia fornito le condizioni per entrare in contato col proprio patrimonio culturale, il problema è quanto abbia reso questo patrimonio appetibile, quanto sia stato in grado di instillare in loro la passione per tali argomenti. E’ indubbio che l’interesse per il proprio passato debba essere implicito, ma se affrontato in maniera sbagliata può diventare solo un peso o essere trattato con superficialità, dipende tutto da chi sono i maestri: se un professore non riesce a comunicare l’emozione che gli suscita il tema che deve trattare difficilmente, se non già inclini verso di esso, gli alunni lo seguiranno con attenzione. Magari queste ragazze il vittoriano lo conoscevano anche a memoria, ma fino a che mana non si è messo sul palco vestito in quel modo a molestare quel bel gran uomo che è Gackt Camui mentre quel poverino cercava di cantare, lo avevano visto solo come una cosa grigia, monotona e noiosa (semplicemente nozionistica e non viva). Uso un esempio mio personale; i primi due anni delle superiori mi sono ritrovata un’insegnante di italiano alla quale non importava minimamente se la gente durante la lezione si metteva anche a giocare a tombola, perchè era la prima ad essere incerta sulla propria materia e a non sapere come inculcarla nella testa dei ragazzi. Ora, dalla terza in poi ho avuto il privilegio di aver un’insegnata dakka quale traspariva chiaramente amore per quello che ti voleva insegnare (e sapeva anche come catturare l’interesse e renderne piacevole l’ascolto) tanto che non potevi non vederne la bellezza e amarlo a tua volta (in una sorta di “amor, ch’a nullo amato amar perdona” dantesco XD - spero di ricordarla giusta ò_ò). Credo che, in molti casi, nella società odierna manchi proprio questa figura del maestro che sa fare il suo mestiere (e con maestro intendo sia in senso letterale che figurativo) e finisce che i ragazzi se li debbano cercare da soli magari nell’autore straniero di fumetti, o nel musicista nipponico che tanto riesce a muoverli sentimentalmente e, nonostante la lingua, sembri loro parlare direttamente e parlare soprattutto di quello che sono o credono di essere.

Oppure fanno parte di quei maniaci che idolatrano acriticamente qualsiasi cosa a patto che sia giapponese (e ci sono anche quelli).

I maniaci che idolatrano ci sono in qualsiasi ambito umano. E’ un problema un po’ della nostra specie (come le persone che qualsiasi cosa scriva il loro autore è fantastica, qualsiasi cosa suoni il suo gruppo del cuore infatuato è sublime e via dicendo).

il genere identificativo di una certa epoca europea

E’ il genere identificativo quanto lo sono i pantaloni a zampa di elefante e le magliette psichedeliche, ma spero con tutto il cuore che (per quanti ami i pantaloni a zampa di elefante sia per la loro praticità e comodità che per la linea estetica appagante che donano alle gambe femminili), fra duecento anni, nessuno li veda come abiti tradizionali europei. Sono mode, con radici più o meno radicate in un territorio e in un popolo, ma sempre mode… non hanno i caratteri della “tradizionalità” (va che ci butto pure il termine campato per aria XD).

Se trovo ridicole le mode giapponesi trapiantate in altri luoghi

il gothic e il punk, se non mi sbaglio, sono mode nate in inghilterra; i metallari, sempre se non sto dicendo un’eresia, provengono dall’america (trovo poi il metallari molto simili agli appassionati del visual kei in cui rientrano le gothic lolita in genere)… so che questi fenomeni son ben più che di costume, rispetto soprattutto a una moda gothic lolita che ha una filosofia alla base molto più povera (ma non se si prende per tale il visual kei che è molto complesso), ma sempre mode sono.

Commento #572 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 11th, 2009 @ 11:19 pm

chiedo scusa per i numerosi errori di cui mi accorgo solo adesso, ma non ho riletto ciò che ho scritto come, purtroppo, è mio vizio fare con i testi nelle caselle dei commenti (meno mille punti lo so ;_;, ma sono così piccole…. mi infastidiscono XD XD XD).

Commento #573 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 12th, 2009 @ 12:04 am

ma figurati:D
Sto per postarti la risposta, scrivo le ultime righe, faccio una veloce revisione, prego la dea Sintassi di non aver scritto cazzate clamorose, e te lo posto.

Commento #574 di crawling chaos
giugno 12th, 2009 @ 12:15 am

crawling chaos, ho paura ò__ò… cosa mi inventerò adesso XD?! Ho dato fondo a tutte le mie risorse.

Commento #575 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 12th, 2009 @ 12:19 am

Sull’ignoranza italiana complessiva con me sfondi una porta aperta. Anche parlando d’altro oltre la storia del costume.

In campo fumettistico io non pretendo di sapere qualsiasi cosa, è ovvio che è quasi impossibile anche per chi ci lavora.
Ciò che non apprezzo è il campanilismo per partito preso, o meglio, il limitarsi ad un solo aspetto dello scibile, in questo caso del fumetto, e sentirsi in grado di venire a dare lezioni di qualità alla sottoscritta.
Io come puoi immaginare apprezzo maggiormente un certo tipo di fumetto (e non è quello giapponese), ma ho a mio tempo letto dei manga, alcuni li ho apprezzati (sopra a tutti penso Lupin III), e proprio perché posso fare dei confronti adesso ti posso spiegare perché preferisco Dino Battaglia a qualsiasi mangaka. Questioni di gusti e di estetica, certamente, ma motivati.
Quello che dicevo anche nel post precedente è sempre lo stesso concetto: che mi irrita l’ignoranza in un ambito applicata alla pretesa di conoscenze che non si possiedono. Su questo non la penso come te, io credo sinceramente che si dovrebbe avere un minimo di conoscenza di storia del fumetto e dei grandi maestri nell’ambito (non solo italiani) per poter avere poi dei parametri su cui poter dire “preferisco tal dei tali perché…”.
Se il confronto si basa solo sul fatto che uno che di fumetto occidentale non conosce davvero nulla vuole avere la pretesa di dirmi che il manga è superiore, io gli rido in faccia e gli dò dell’ignorante. Perché lo è.
Se io ti spiego perché non apprezzo molto manga e molto modo di farlo, te lo posso spiegare, motivare, e farti dei paragoni. Poi puoi continuare a pensarla diversamente anche perché non pretendo di convertire nessuno; vorrei solo che la gente motivasse i suoi punti di vista.
E per farlo bisogna avere gli strumenti che te lo consentono. Conoscenza, appunto. Guardare, leggere, confrontare, e poi trarre le proprie conclusioni.

Il concetto di distanza è certo diventato molto relativo, ma solo parlando in termini di chilometri, secondo me =)
Moltissima distanza separa ancora mentalmente le persone, anche tra quelle che vivono nello stesso condominio.
Con tutto ciò, movimenti come il punk, il metal, il dark, sono fenomeni diversi perché legati soprattutto a precise correnti musicali, e il fatto che siano nati in Inghilterra non nega il fatto che appartengono a questa musica (e al contesto storico in cui sono nati) più che alla società britannica. E questo ha permesso loro di diffondersi contemporaneamente nel mondo occidentale dell’epoca, invece di rimanere rilegati all’isola albionica per vent’anni prima di essere esportati.
Questo perché bene o male in tutte le nostre differenze (e il popolo italiano è molto campanilista, tra gli altri) abbiamo comunque una certa porzione di radici comuni in quanto occidentali, anche solo a livello musicale.
Mentre l’Estremo Oriente è rimasto per troppo tempo, storicamente, come parte a sé, tanto che rimane sempre molto più lontana come società dalla nostra, su tutti i fronti; molto più rispetto tutte le differenze che ancora ci possono separare dalla Gran Bretagna.

Che poi non tutti siano in grado di avere competenze nel settore della moda, certo, sono d’accordo: ma penso anche che bisognerebbe sempre cercare di far lavorare la propria fantasia e creare il proprio stile da prima, invece di trovare la pappa già bella e pronta da consumare. Ma questo è solo il mio modo di vivere il costume =)

Sul fatto che chi dovrebbe insgnare e trasmettere la cultura non lo sappia o non gli interessi farlo, mi trovi completamente d’accordo.
Considero maestri e insegnanti svogliati uno dei primi male della società, fin dai tempi in cui ho avuto contatto col sistema scolastico. Ho avuto, come molti, alcuni professori pessimi, pochi illuminati e bravi, diversi insegnanti sanza infamia e sanza lodo.
Ma credo anche fermamente che ognuno è responsabile della propria cultura, e chi vuole rimanere ignorante lo fa perché non gli interessa cambiare il suo stato.
Poi è ovvio, come dici tu, che il ragazzo si cerchi il maestro da solo, da altre parti.

Lo so che i maniaci esistono in qualsiasi ambito =); è solo che ora citavamo i nippomani, quindi mi limito a citare quelli.

Su quello che dicevamo di tradizione e moda, quello che ho scritto ripeto: li considero dei generi identificativi di una certa epoca e una certa area geografica =)
Come i pantaloni a zampa per il mondo occidentale era frikkettonica.

La differenza tra gothic lolita (o qualsiasi altra moda, e sottolineo MODA) e punk, gothic, e metal, (ma potremmo aggiungere anche il flowerpower) è sostanziale: la prima (o le prime, parlando di mode) sono modi di vesitre, stili puri e semplici.
Tutte le altre sono correnti: sono movimenti legati a specifici generi musicali, eventi sociali di un’epoca. Almeno, così agli inizi; ovvio che il punk nato come movimento nelle suburbe inglesi non è lo stesso di oggi.
Una corrente detta anche una moda nel vestire, ma non è assiimilabile alla moda in sé.
Una corrente raccoglie istanze non solo di ribellione giovanile ma anche di filosofie portate avanti attraverso una musica, una propria poetica.

Piccola parentesi sulle radici del metal: si trovano sicuramente in Inghilterra anche quelle, visto che tutti i gruppi che possono essere considerati padri fondatori del genere (vedi hard rock) sono principalmente tutti di lì: Led Zeppelin, Black Sabbath, Blue Oyster Cult, Deep Purple.
E le prime band metal vere e proprie? Non dimentichiamo Iron Maiden e Judas Priest, attivi fin dagli anni ‘70. Anche i Venom, ora che ci penso, erano inglesi.
Poi il termine heavy metal compare per la prima volta in una canzone degli Steppenwolf (presente nella colonna sonora del film Easy Rider): Born to be WIld. E quelli effettivamente sono americani =)

Poi, per come la penso io, il punk, il gothic e il metal in realtà sono ormai morti come generi, e ciò che ne rimane è poco più di un guscio vuoto. E questo mi è confermato dal modo in cui molti dei metallari o dei darkettoni di oggi vivono questo loro essere (come una moda nel vestire, per l’appunto).
Per quanto i metal kids spesso mi facciano pure tenerezza e simpatia.

Commento #576 di crawilng chaos
giugno 12th, 2009 @ 12:40 am

(refuso: I pantaloni a zampa per il mondo occidentale NELL’era frikketonica)

Commento #577 di crawling chaos
giugno 12th, 2009 @ 12:41 am

Perfetto, ho bisogno di dormirci su ed essere lucida e pimpante domani per cercare di “ribattere” efficacemente su una o due cosucce. Comunque ti ringrazio perchè le tue risposte mi hanno aiutato a notare particolari a cui prima ero un tantino cieca. Ah, grazie anche per il chiarimento sul metal: ammetto di aver scommesso sulle origini puntando su antiche e polverose memorie di racconti di amici più ferrati di me in materia (temo di essere una di quelle fans dei gruppi metallari targati anni novanta - tranne, forse, i Blind Guardian che mi pare siano dell’85 - e di conoscere i fasti del passato solo grazie a racconti e/o qualche pezzo storico pervenutomi a mo di racconto epico/leggendario).

Commento #578 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 12th, 2009 @ 1:08 am

Persevero nelle ripetizioni XD, possibile che mi dimentichi subito quello che ho scritto due parole prima? Vabbè, pazienza, userò la scusante dell’ora tarda.

Commento #579 di Mi sto mettendo nei guai...
giugno 12th, 2009 @ 1:11 am

@Mi sto mettendo nei guai…
Ottimo ;)
Piace anche a me poter portare avanti discussioni vere, ogni tanto qualche pausa dalla bimbominkiaggine (di tuttte le età)e dai flamer ci vuole.

Commento #580 di crawling chaos
giugno 12th, 2009 @ 1:21 am

Emh, ciao
Devo dire che io adoro Mana, il giappone e i manga. Ma non per questo li considero superiori agli altri. Anzi.
Come stile di musica, gli Iron Maiden (che ascolto) sono molto superiori ai Moi Dix Mois(attuale band di mana). Però a me piacciono tutti e due. (i gusti eh?! xD)
Per quanto riguarda il fumetto e i manga. Perchè preferisco i manga? Perchè i disegni sono meno curati. Se vedete lo stile occidentale, è ben curato tanto che sembrano persone vere.
Per quanto riguarda la moda. Si, questa è una gran cazzata. In giappone quella “moda” dura da anni, il che è accettabile. Ma in italia, beh… credo che fra due anni tutti si dimentichino cosa sia una lolita.
Kamikaze girl l’ho guardato, e sinceramente fa troppo ridere xD in più adoro l’attrice: Anna Tsuchiya.
Io ascolto Jrock, si, ma ascolto anche il rock, il gothic e il metal occidentale. I fumetti? Leggo solo manga, forse perchè preferisco le storie più semplici. (che poi se c’è un manga che non mi piace, non lo leggo e non lo apprezzo).
Vado al contrario? sicuramente xD

Commento #581 di Hiko
giugno 26th, 2009 @ 3:11 pm

Tutte emerite cazzate, dato che sua altezza Betty si crede al di fuori del mondo e si concentra solo su ciò che gira attorno a lei sarei proprio curiosa di sapere come si veste!
Prima di tutto non ci si può basare su di un look guardando un video che farebbe cadere le braccia alle Loli stesse, ma ci si deve INFORMARE (ciò che sta gran sfigata di Betty non ha fatto) e secondo chi o cosa è lei per permettersi il lusso di parlare male di un look che non la riguarda?
Betty ma lo sai l’11esimo comandamento? Fatti i cazzi tuoi!
Ma chi ti credi di essere? Ovviamente non avrai sparlato male del TUO modo di vestire… Basterebbe guardare un attimo il blog per capire a quale razza appartieni… A meno che non vai in giro nuda!
Notare come non cita i commenti contro poichè il suo cervello non le permette di formulare risposte intelligenti!
Bella fatte una vita o suicidati.

Commento #582 di Lela
agosto 21st, 2009 @ 2:08 am

Mi scuso con le persone educate per il modo brusco di esprimermi ma ho il dente avvelenato XD

Comunque suppongo che Betty sia una truzza poichè si crede al di sopra del mondo… Magari è pure una tossica che va in disco e si piglia c***i in ogni dove!

Se mia figlia torna a casa vestita sweet loli altro che mazzate, mi metto a piangere perchè ho una figlia decente! Non una drogata che quando dice “vado a dormire da una mia amica” va ad ubriacarsi ad una festa e si fa passare AIDS da tutti i presenti maschi!

Commento #583 di Lela
agosto 21st, 2009 @ 2:13 am

@ Lela: spero qualche medico pietoso ti abbia già sterilizzata.

Commento #584 di dot
agosto 21st, 2009 @ 9:00 am

Come dire, meno male non siamo tutte uguali anche noi lolite e sopratutto…c’è anche chi mantiene il contatto con la realtà ^^

Commento #585 di Anonimo
settembre 1st, 2009 @ 7:27 pm

Purtroppo i bimbominkia esistano in tutti gli stili di moda e di vita, anche il recente, bambolistico e molto trendy,perchè relegato al mondo Giapponese… Stile Lolita.
Si devono accettare i giudizi altrui,in fondo le malvestite ha criticato la vacuità di argomentazioni e gli streotipi usati di molte tra coloro che in Italia usano vestirsi Lolita.
Molte Lolita “serie” usano questo abbigliamento solo alle fiere del fumetto perchè già cosplayer professioniste o lo usano durante qualche uscita ma non tutti i giorni, perchè colpite da questo stile di moda.
L’unico consiglio che vi dò è di non dimenticare per dovere di ironia il vostro fine principale che è quello di mondare dalla superficialità che denota superiorità becera il mondo della cultura e anche quello dei mondi benvestiti troppo spesso colpiti da poser malvestiti.

Commento #586 di Carla
settembre 14th, 2009 @ 4:50 pm

Sono capitata qui per caso e non credo che ripasserò. Intanto vorrei dire che se non si conosce un argomento a fondo è inutile parlarne da espertone, dando giudizi. La moda lolita si lega al mondo giapponese, completamente diverso dal nostro, e come tutte le cose può piacere o non piacere, è questioni di gusti. Lo stile di vita lolita che hai descritto tu [tè, andare in giro saltellando con i parasole ecc...] evidentemente è tratto dalla vita di una povera ragazza dalla mente insana che vuole solo conformarsi…
Dico questo da appassionata, per quanto interessi la mia opinione, seguo la moda lolita proprio perchè essendo un amante della musica gotica e dello stile gotico amo i vestiti da gothic lolita. Non per questo sono una bimba tutta nastri e fru fru [i vestiti più belli e di marche famose non sono certo tutti pizzi e merletti come spesso se ne vedono in giro] semplicemente quando una moda scoppia tutti indosserebbero di tutto pur di conformarsi.
Posso dire che hai ragione per metà…è vero che sono sempre più le persone che fanno di una moda [anche affascinante per alcuni versi] un obbrobrio unico, inventando cavolate di ogni genere [sushi+lolita=abbinamento mai sentito nè visto] tuttavia giudicare una moda proprio partendo da queste persone non è molto giusto…si rischia di fare di un erba un fascio!

Commento #587 di Gaia
settembre 25th, 2009 @ 4:44 pm

@Gaia
Parlo seriamente, voglio risponderti(ho commentato abbondandemente su questo topic e lo faccio ancora):
Questo blog non fa critica letteraria/cinematografica “seria”; non detta leggi per la moda e il vestire. Questo blog fa satira di costume.
Sì, è feroce, è al vetriolo, ma è satira. Si prende un aspetto ridicolo della realtà e lo si prende per i fondelli.
Ora, non è il fatto di vestirti gothic lolita (o apprezzare Twilight, o quel che ti pare) in sé, ad essere ridicolo.
E’ ridicolo l’atteggiamento di chi, incapace di operare un minimo distacco da se stesso, lo prende mortalmente sul serio. Tanto da incazzarcisi, sul serio. E più si incazza, più conferma la propria ridicolaggine (e diverte gli altri)
Se si è capaci di autoironia, si può riconoscere pure all’interno del proprio “gruppo d’appartenenza” (sia esso un modo di vestire, un autore di romanzi o canzoni particolarmente amato, il culto del Grande Cthulhu) delle esagerazioni, e trovarle comunque divertenti. Io sono stata una goth per anni (che maledettismo, mon dieu), e ti garantisco che c’era eccome di che ridere in quell’ambiente.
Se si prendesse con più leggerezza, anche una “lolita” potrebbe ridere di questo pezzo.
Dico davvero =)

Commento #588 di crawling chaos
settembre 25th, 2009 @ 5:27 pm

Ma passi il Gothic Lolita…
Ma Gaia, ti prego, dimmi che quel “dandy” Lestat (che sembra poi pericolosamente una femmina) sembra ridicolo anche a te.

Anne Rice un giorno dovrà pentirsi sui ceci, altro che.

Commento #589 di Magdalena
ottobre 25th, 2009 @ 1:34 am

Mi scuso con le persone educate per il modo brusco di esprimermi ma ho il dente avvelenato XD

Comunque suppongo che Betty sia una truzza poichè si crede al di sopra del mondo… Magari è pure una tossica che va in disco e si piglia c***i in ogni dove!

Se mia figlia torna a casa vestita sweet loli altro che mazzate, mi metto a piangere perchè ho una figlia decente! Non una drogata che quando dice “vado a dormire da una mia amica” va ad ubriacarsi ad una festa e si fa passare AIDS da tutti i presenti maschi!

Non posso che quotare con la signora, potrebbe essere mia mamma.
Io vedo che i ragazzi tutti firme sniffano coca come pochi^0^( e tutte le droghe esistenti sono loro)
i fighetti si fanno di psicofarmaci( ma che belli^^)
E le ragazzine schioppano d’anoressia per mettersi un pantalone segnato tg 40 ma che in realta’ va’a un bimbo di 12 mesiXDDDDDDDD
Denoto tanta ignoranza da parte di chi scrive(tantaaaaaaaaaaaaaaaaaaa)e tanto veleno …….
Prima di tutto bimbominkia = EMO, l’emo non centra niente con il gothic
Il gothic è sensuale a cominciare dalla lingerie( completi in seta, bustini in raso, guanti di pizzo e/o satin)Contro la massa che indossa gli slip della Coop e le mutande tagliate con il laser……
La femme gothic non porta croci o teschi ma questi ornamenti sono parte dell’abbigliamento:
Black metal-punk-industrial goth
Nessuno coltiva il suicidio o l’autolesionismo al contrario delle fighette della massa che per entrare nel 38 di griffe arrivano a pesare 30 kg.
LA MAESTRA ALLE ELEMENTARI MI DICEVA SEMPRE:PRIMA PENSA E POI PARLA…………

Commento #590 di Emanuela
novembre 7th, 2009 @ 9:52 pm

Sono una gothic lolita; non mi strafogo di sushi, Mana-sama lo ascolto ogni morte di Papa e disprezzo quelle hce dicono “oh, ma checcarina la crestina da infermierina, troppo dolciosa”.
Quindi, devo informarti che stai facendo di un’erba un fascio; insulti e spari parolacce gratuitamente, solo per far vedere che tu sei superiore a questo genere di vestiti e mode.
Io invece, guarda un po’, non vengo qui a insultarti, anzi, il tuo blog mi piace anche parecchio e lo seguo sempre con piacere. Ti dico solo che ti ripari dietro a quel video dove una bimbaminkia repressa se ne sculetta in giro con gli abiti firmati Mana e fa la ragazza alla moda sbafandosi la cioccolata, senza prendere in considerazione noi goth lolite serie, che ce ne freghiamo di che marca sia la camicia che indossiamo e che abbiamo anche un normale calzino a righe sotto gli stivali -i miei comprati in saldo e riadattati come più mi piacevano-.

Detto questo, complimenti comunque per la simpatia di certe frasi. Buona giornata.

Commento #591 di Pierrot
dicembre 8th, 2009 @ 9:52 pm

Grandissimo articolo!Io sono stata presa emotivamente dalla dolcezza delle gothic lolita e dagli ideali di amicizia commoventi di kamikaze girls…ma il tuo articolo è spettacolare e mi ha un po’riportatp sulla terra ferma!hai un modo di scrivere delizioso!complimenti!

Commento #592 di LilyMary
dicembre 22nd, 2009 @ 12:57 am

Ciao ^^, sn Camilla, sn da poco una sweet lolita..e vorrei dire con tutto il rispetto che il tuo discorso mi fa una certa pena. Il fatto che tu non riesca a capire uno stile come il lolita, accentua una grettezza mentale da parte tua non indifferente. Tu puoi, come tutti esprimere le tue opinioni ma non ti devi permettere di insultare quelle degli altri, cmq non mi abbasso certo al tuo livello, preferisco ridere di te come rido di chiunque mi guardi male, perchè si sa che le pecorelle che seguono la massa, insultano quelle che non la seguono, semplicemente perchè hanno paura , una paura esagerata di essere individui e non massa.

Commento #593 di Camilla
gennaio 4th, 2010 @ 1:49 pm

si sa che le pecorelle che seguono la massa, insultano quelle che non la seguono, semplicemente perchè hanno paura , una paura esagerata di essere individui e non massa.

Guarda, ho una fifa boia quando vedo delle tizie autoetichettatesi tutte tese ad imitare un trend -quello giapponese- che ha infettato il 99,9% della popolazione giovanile ;)

Poi però passa subito e mi vien da ridere.
Sweet lolita, tu sì che hai trasceso la massa.

Commento #594 di crawling chaos
gennaio 4th, 2010 @ 2:10 pm

Io ezere pimpamenga loliten me piazere look pampolina manka sessi

Commento #595 di Hanatarash
gennaio 4th, 2010 @ 2:51 pm

Beata massa! Chi è nella massa ha zero responsabilità, zero pensiero, tanto divertimento. Capisco che le Lolite si sentano fuori, ma si sbagliano perchè è il nome la massima etichetta che si può dare a se stessi, e già quello è pesante, senza ridursi a pallida maschera.

Ciao.

Commento #596 di nunu
gennaio 4th, 2010 @ 7:10 pm

Io apprezzo lo stile Lolita anche se non me lo posso permettere causa corpo non conforme.
Quello che mi chiedo è: come parlano le ragazze nel video? Alla faccia della finezza!

Commento #597 di Astrid
febbraio 7th, 2010 @ 12:22 am

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