Scusate per la settimana d’assenza, proprio ora che abbiamo inaugurato la nuova grafica [1], ma sono stata annichilita da una botta improvvisa di sconforto. Oggi, che mi sento meglio, direi di riprendere con un argomento facilissimo, piccolino, allegro, che è sempre fonte di grande spasso: i bimbominkia. Direi che potremmo avventurarci lontano lontano fin sulla soglia di quell’oscuro anfratto della galassia bimbominkia che si chiama “Moda Lolita”, cioè a dire “io mi vesto Lolita”, cioè a dire “voglio essere come quelle graziosissime bamboline di porcellana coi vestitini cuciti a mano della collana De Agostini Le fantasie pedofile del cardinale Richelieu che fanno l’altalena sulle mensole del salotto pelle bianca / ottoni dorati di mia zia Mauscrozia, però in versione un pelino più moderna, bambolina pedo-richeliana sì ma crossoverizzata coll’armamentario del troione da discoteca“, cioè sarebbe a dire che oggi parliamo delle bimbominkia che, se glielo chiedi (mai! pazzi! mai interpellare un bimbominkia! [2]), ti dicono che loro si ispirano allo “stile di vita rococò”,
noi Lolite come le dame del rococò amiamo andare in giro con il nostro ombrellino di pizzo, il nostro vestitino a balze e le nostre scarpe alte e il nostro headdress di pizzo. proprio perché ci piace quello stile di vita
la qual cosa, gli ombrellini e i pizzi e le balze eccetera, è sempre contaminata da una generica svalangata di degenerazione bburinona (le scarpe ortopediche rialzate con la zeppolona Frankenstein, le gonnelline inguinali, le calze a rete, gli artigliazzi lucidi frenchmanicurizzati) e dal ricorso a più specifici tradizionali malvestitismi bimbominkia, a seconda dei casi: per cui ad esempio ci sono le Punk Lolita (quelle aggressive che c’hanno la parrucca nera con la frangetta tagliata a mezza fronte, il trucco verdino, le calze sdrumate, le catene e le toppe e il bustino coi teschietti e così via), oppure le Gothic Lolita, cioè in pratica il groupie-kindergarten di Marilyn Manson (in bianco e nero, croci, bare, cimiterialità assortita, anellazzi in armatura d’acciaio eccetera); e ci sono pure le Lolita lisce, quelle a zero optional (le Classic Lolita), e le Sweet Lolita, che sono le Lolita superinfantili, le Baby Mia strafatte di Ritalin coi reggicalze e gli zatteroni che
io vado in giro tutta vestita di rosa, baldanzosa, saltellando qua e là
ed è vero che nel Settecento i lecca lecca tridimensionali a forma di Hello Kitty non esistevano (forse), ma insomma, mica è una roba filologica, il cosplay pseudo-rococò delle lolita-bimbominkia è riveduto e corretto secondo le fantasie esageratamente esagerate del tipico mangaka pervertito fuori di testa: dietro quel suo travestimemento da Richelieu, sorpresa!, ci trovate il faccione gonzo di Marrabbio di Kiss Me Licia, ed è per questo che le lolita-bimbominkia, a qualsiasi sotto-categoria appartengano, amano così tanto lasciarsi dietro una scia di assurdità demenziali da anime giapponese (se potessero, sono sicura: suderebbero a goccioloni, riderebbero cogli occhi a melanzana, si farebbero scomparire il naso ogni volta che s’imbarazzano e farebbero canestro nel cassonetto della spazzatura col colpo Annina) - e direi che, sfortunatamente, le lolita-bimbominkia italiane (che tentano un’imitazione delle prime lolita-bimbominkia, quelle giapponesi) finiscono per aggiungere ai cliché manghizzati della fiction in costume d’epoca quelli tristemente wannabe della cartolina turistica made in Giappone: prendete il cibo, ché siccome sono damine del rococò, allora
ci piace chiuderci dentro una sala da tè oppure dentro una cioccolateria
e siccome sono damine, sono conoscitrici della materia
il cioccolato che piace a noi è esclusivamente quello artigianale francese, fatto a mano e con dei lipidi particolari quali caramello, fiori, tutti esclusivamente dolci e zuccherosi
ma siccome però sognano che Via del Babuino sia la Main Street di Harajuku,
il nostro pranzo preferito è un bel piatto di sushi. cose da mangiare esclusivamente giapponesi come il sushi, dei dolci francesi, e anche degli snack giapponesi quali stick di cioccolato alla fragola, dolci, marscmello
Poveri ingenui bimbominkia [3], loro ci si sentono davvero originali e fuori dagli schemi, speciali,
non mi trovo bene con gli altri in quanto io persona con interessi diversi rispetto alla massa, con gusti differenti
e come al solito ci sta qualche minchione musicista - ribelle! ribellissimo! [4] - che fa da modello ispiratore a miliardi e miliardi di bimbominkia come loro, tutti uguali,
ho scoperto la musica di Mana-sama e dei Moi dix Mois. ho visto che Mana-sama indossava dei vestiti meravigliosi e ho deciso anche io di iniziare a vestire come lui, ovvero comprando proprio dalla sua brand giapponese
e per l’appunto, il minchione musicista più famoso di tutti (che sarebbe il fulminato riciclatore di ovvietà pop-musicali da spot televisivo che vedete là più sopra mentre urla una cosa chiamata Neo Pessimista) è anche il furbone che ci guadagna a pacchi sull’equipaggiamento instantmade Lolita Bimbominkia - ha creato un marchio apposta Tutti-Quanti-Originali-Come-Me! che si chiama Moi-même-Moitié (sottotitolo: Elegant Gothic Aristocrat),

non che per le bimbominkia l’evidente preconfezionamento globale della “moda Lolita” significhi qualcosa, anzi: considerate il film che fa loro da manifesto, Kamikaze Girls (una insopportabile palla shojo - pregevole soltanto nelle scene con il bulletto dai capelli priapeschi e in quelle con le puzze a nuvoletta in cgi), è un mega-spottone senza ritegno di un’altra marca equivalente per molti versi a quella del fulminato (ma più sul versante Classic-Ritalin-Lolita) che si chiama Baby, The Stars Shine Bright (c’è la protagonista che darebbe la vita per comprarcisi i vestiti): le bimbominkia lo citano come fosse la Bibbia, se lo sono imparate a memoria,
Lolita è uno stile rigorosamente dolce, uno stile che viene dal rococò, dove era un periodo fantastico in cui si navigava nella dolcezza
e nell’incipit del film, toh,
mi sarebbe piaciuto tanto nascere nell’epoca del rococò. è venuto dopo il barocco, ed era più sobrio e delicato [5]. in quel mondo fantastico si affogava nella dolcezza
il film ce la spiega così la vita delle damine rococò
facevano l’amore dal mattino alla sera. quando erano fuori dal letto ricamavano, e quando si annoiavano si rinfilavano nel letto. dopodiché, lunghe passeggiate nel parco
che cioè, tradotto nel rococò bimbominkia delle Lolita-damine di oggi, sarebbe: si chatta in rete cogli amici bimbominkia dalla mattina alla sera “hai visto che splendido completo che portava Mana-sama nel suo ultimo concerto Soffro-Soffro-SimboloSatanico-Soffro DarkDarkDark-Soffro-Questi-Calzini-Con-Le-Croci-Rovesciate DarkDarkDark-Duemila-Yen-Online-Free-Shipping“; poi si esce a comprare qualche caghetta nei negozi specializzati bimbominkia (”ce l’ha i calzini con le croci rovesciate di Mana-sama?”), poi ci si ributta in internet per prendere appuntamento in piazza cogli altri bimbominkia, e poi, verso le quattro, ci si ritrova in piazza per la merenda, “ehi! c’è anche quel centenario del Lestat! ehi! ciappa qua i miei calzetti nuovi di Mana-sama!”
[1] a proposito: ho aggiornato l’indice delle malve, finalmente, e stamattina inserisco una dozzina di nuove citazioni nel coso rosa su in alto, e metto in moto il JavaScript rotante sui post mejo der mejo nella barra laterale
[2] il video che c’è là sopra, che non ho capito bene da dove viene, me l’ha segnalato Valentina (grazie Valentina!)
[3] e comunque, be’, meglio a quattordici che a trenta anni, credersi raffinate trendissime sciccose, inconsapevoli cosplayare a buon mercato in salsa squallor H&M
[4] non esiste malvestitismo bimbominkia senza un corrispettivo minchione musicista che ne sia idiolo e bandiera
[5] eh?!?
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Che ridere! Un articolo meravigliosamente acuto e intelligente, così azzeccato anche se impietoso, in fondo le ragazze sono ragazzine diciottenni, è logico che siano un pò sciocchine e ignoranti. Io sarei stata una gotic lolita se non fossi troppo vecchia per la minigonna, è uno stile che adoro ma da quando si è così diffuso ha perso di originalità e quindi sono alla ricerca di nuove tendenze. Mi piace lo stile steampunk ma anche quello ormai è un filone in esaurimento. Mi piacerebbe tanto potermi vestire ogni giorno in stile vittoriano, così sobrio e modesto, con colli alti, maniche lunghe, gonne lunghe che sono così indulgenti con le donne over quaranta. Penso che sarebbero molto più belle le mie coetanee vestite così invece di mettere cannottiere e shorts che rivelano carne non più fresca.
Voi che ne dite? La rilanciamo la moda vittoriana?? Con tanto di cuffietta.
magari, io già vado vestita così in costa azzurra e non capisco se la gente mi ride dietro o è soddisfatta nel vedermi
Commento #602 di michelanon disperate, vi trombo uguale.
(po’ non pò, melarosameladaimelaprendo)
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