Twilight #4 – il chupacabra Sozzani Elkann (interviene Roberto Giacobbo: il video)

Le altre puntate di Twilight: 1, 2, 4
Il secondo libro, New Moon, puntate 1, 2, 3, 4 (e c’è anche la recensione del film)
Il terzo libro, Eclipse, puntate 1, 2

Siamo quasi alla fine del primo libro, penultima puntata: arriva il cattivo, altissima tensione! – ma voglio dirvi due parole sui succhiasangue quelli che c’abbiamo noi, quelli veri, perché c’è una notizia dal mondo reale che ci dimostra che ok, i nostri vampiri non saranno aitanti e ganzetti e bellissimi e fascinosi come quelli del mondo di Twilight, anzi, al contrario, i nostri vampiri di solito sono brutti e incartapecoriti e ripugnanti e viscidissimi – i nostri, sì, davvero spaventosi (pensate, non so, a Bruno Vespa) – e difettano sicuramente a prima vista in seduttività e magnetica attraenza, ok, ma non importa, perché rimediano alla grande coi superpoteri vampireschi,

considerate questa storia della regina dei vampiri Franca Sozzani che si spupazza il catafalcone rutelloide Alain Elkann, potete immaginare qualcosa di più repulsivo, di più raccapricciante – sto per dirlo, allarme rosso – della Sozzani sessuata, ignuda, della Sozzani che si riproduce non esclusivamente per mitosi, della Sozzani che ci dà dentro, della Sozzani che se ne sta stesa sul letto con quel suo parruccone di canapa ossigenata che le copre i capezzoli anoressici e ti sluma maliziosa e invitante facendo patpat sul materasso là accanto a sé, oh no, no-no, no che non potete immaginare qualcosa di peggio – sì, be’, ok, la Sozzani che ci dà dentro con la Versace, ma che c’entra, quello è un lesbo-paradosso spaziotemporale, è come tornare indietro nel tempo e incontrare se stessi, scoppia l’universo – per cui insomma volevo farvi vedere questa cosa qua, che pure i non-morti succhiasangue che esistono nella realtà, quelli come Franca Sozzani, sono capaci di far agire sulle proprie vittime, come i vampiri di Twilight (più dei vampiri di Twilight!), un qualche tremendo superpotere ipnotico-seduttivo sovrannaturale – il che lo so, fa venire i brividi

(nel caso specifico, aggiungo, c’è di che aver paura sul serio, perché visti i precedenti pastrocchi cromosomici del bamboccione mascelluto, boh, se dovessi fare un pronostico sul possibile frutto della loro unione immonda, così a occhio, pronosticherei: un chupacabra)

E a proposito di sessualità vampira, ecco, ok, torniamo alla finzione romanzesca – dove eravamo rimasti? – c’è Edward che racconta a Bella della sua vita da vampiro, le dice che c’ha cento anni (è nato nel 1901) e che in questi cento anni

non ho mai immaginato che potesse succedermi qualcosa del genere. Non credevo che avrei desiderato stare con qualcuno…

cioè in pratica le dice che è vergine, le fa capire che non l’ha mai fatto, e Bella – che non vede l’ora – si fa venire qualche dubbio

“Be’, mi trovi minimamente attraente anche in quel senso?”

lui la rassicura deciso, paterno ma maschio,

Rise e mi arruffò i capelli.
“Non sarò un essere umano, ma un uomo sì”

Bella continua ad averci qualche dubbio (è gay? c’ha il micropene? una fimosi?) e tenta di accelerare i tempi, di buttarla là, così,

Be’, mi chiedevo, in effetti, se… io e te… un giorno…

lui frena e ci fa il gradasso,

se per un secondo non facessi attenzione, potrei sfondarti il cranio con una carezza. Non ti rendi conto di quanto tu sia friabile. Non posso mai, mai permettermi di perdere il controllo, se ci sei tu. In nessun senso, mai

(il senso è il solito, mormonizzante, dell’infregolamento terreno a cui bisogna dolorosamente resistere in nome di un principio più alto, ultraterreno, e appunto il fiki fiki prematrimoniale – Edward lo dirà esplicitamente nei prossimi libri – è uno di quei peccatacci terribili che ti dannano l’anima per sempre)(al che Bella, la cui logica solitamente sghemba è acuita dal desiderio incontenibile, obietta: scusa eh ma a un vampiro, che tanto l’anima ce l’ha già dannata per sempre, che gli frega?)(risposta di Edward, indeciso, un po’ imbarazzato: ehm, uhm, sì, ok, è vero, ehm, ma se lo facciamo, ehm, ti si danna l’anima pure a te)

E comunque, dicevamo, Edward porta Bella a conoscere la sua famiglia di vampiri, i Cullen, che c’hanno una casa sperduta tra i boschi che sembra – sembra – una casa qualsiasi, ma c’ha i passaggi segreti e le protezioni supertecnologiche come la fortezza della Justice League,

con la mano sfiorò i tasti di un pannello segreto sul muro, e con uno stridio un’enorme paratia d’acciaio iniziò a sigillare la vetrata sul retro della casa.

Il dottor Cullen, che è il capo famiglia, ha trecentosessantadue anni, è nato a Londra nel diciassettesimo secolo e la prima cosa che fece, da vampiro, siccome lo sapete che i vampiri c’hanno questa loro pulsione sfrenata allo sbulleggiarsela vanitosi senza scopo (e all’epoca le automobili col turbo ancora non esistevano),

“Nuotò fino in Francia”

e anche a distanza di secoli, toh, lo sbulleggiarsela fa colpo – Bella rimane a bocca aperta,
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Federico Moccia, Scusa ma ti voglio sposare

Questa settimana allora niente Twilight, va be’, ma in compenso ci facciamo tutto un Federico Moccia, che non è male, e poi la settimana prossima recuperiamo con due puntatone sui vampiri mona – ok? ok!

Questo ultimo libro di Federico Moccia, che è la sceneggiatura del suo prossimo film, Scusa ma ti voglio sposare, sarebbe il sequel di quell’altro suo libro, Scusa ma ti chiamo stronzo – e il sommario della mega-recensione fa così:

1) la roccia a forma di cazzo
2) la cameretta per gli ospiti di Michael Jackson
3) gli scherzoni col kukident
4) l’assistente del prof spaccia
5) come si masturba un letterato
6) marchio di fabbrica: il Vecchiettismo
7) Civitavecchia capitale della gioventù ribelle
8) la gattara pazza coi capelli in fiamme
9) i leoni che si accoppiano selvaggiamente
10) il famoso giubbotto in pelle di New York
11) ho un pennarellone nel cervello
12) la torta rustica e il coltello-stereo
13) Vanity Fair, Fabio Fazio e il cane Edmund
14) sputtanare Vinicio Capossela
15) sei davvero giovane dentro? il test
16) tutto è bene eccetera, la panzetta la prossima volta

- racconta il seguito delle avventure amorose di Alex il pedofilo quarantenne e di Niki la svampitella diciottenne, che dopo essersi ritirati in solitudine per mesi e mesi (tra un libro e l’altro) su una magica isoletta deserta (nutrendosi di bacche e umori genitali, dormendo nel faro abbandonato – che è ovviamente la rappresentazione del fallo triste ma accogliente di Federico Moccia), un vero “angolo di paradiso”,

dare il nome a ogni angolo di spiaggia, dalle pozze naturali agli alberi, alle rocce agli scogli. “Ma sì, quello è lo scoglio elefante!” Solo per la strana curva simile a un buffo orecchio. “E quello invece lo scoglio luna, e quello lo scoglio gatto… E quello lo riconosci?
“No, cos’è?”
“E’ lo scoglio sesso”

a un certo punto decidono di tornarsene alla civiltà, a Roma, al lavoro lui e allo studio lei; Alex compra un appartamento per tutti e due, che sono ormai ufficialmente fidanzati, e per essere sicuro che Niki ci stia a proprio agio – dice lui, ma va be’, in realtà per garantire ancora un minimo di lasciva pruriginosità alle sue brame pedofile – le prepara la sorpresona, una cameretta che è identica spiccicata a quella che Niki c’ha a casa dei suoi genitori, identica in tutto e per tutto coi peluche e le tendine rosa e i cuscinetti pizzettosi e i poster bimbominkia e tutte le varie altre cosine da ragazzina tenerella (scopriamo per l’appunto che Alex, da espertone pedofilo, aveva a suo tempo fotografato nel dettaglio, di nascosto, ogni particolare della cameretta di lei), la cosa lo eccita da matti,

“Siamo in camera tua… Ma non c’è pericolo che entrino i tuoi! E’ perfetta. Adrenalina… ma al sicuro!

A parte questo, però, nonostante siano fidanzati da pochi mesi, c’hanno già gli atteggiamenti stanchi e ripetitivi d’una coppietta muffita di vecchissima data – c’hanno pure i ricordini soprammobili delle “fughe” all’estero sopra la televisione in salotto, le tazzine souvenir,

“Ma, amore! Sono quelle che abbiamo preso nella nostra prima fuga a Parigi

si preoccupano l’uno della salute dell’altra,

“Senti, non bere troppo caffè, che poi la sera non dormi”

e prima d’andare a nanna si danno alla pazza gioia, gli spassosissimi scherzoni col kukident,

lavarsi i denti ridendo, facendo la schiuma, cercando di parlare senza farsi capire, bofonchiando contro lo spazzolino

Niki si iscrive all’università, a lettere – e Federico Moccia, nel descrivere quello strano mondo là, deviante, pericolosissimo, pieno zeppo di trotskisti drogati, ci regala qualche pezzettino di pura meravigliosa idiozia: per dire, vediamo, durante la lezione in aula magna, col professore che spiega, te ne stai seduto tranquillo a prendere appunti e be’, all’improvviso può capitare che ti si avvicini un tipo del genere,

“Capo? Capo?”
Ha un giubbotto militare, capelli lunghi un po’ mossi, rasta. Sorride. “Scusa, capo, non te volevo spaventa’… Che, vuoi del fumo? Hashish, marijuana, ecstasy, coca, c’ho tutto…

e poi occupazioni e manifestazioni e contestazioni ogni giorno, tutta colpa dei comunisti lavativi,

“Anche oggi! Che palle. C’era una lezione fichissima di Letterature comparate. Quando c’è qualcosa di interessante…”

gli studenti che protestano del resto sono soltanto fantocci, si sa, degli imbecilletti che non ne sanno niente,

“E’ sempre così… Qualcosa muove gli studenti, o comunque gruppi importanti della nostra società, per far sembrare fragile l’intero sistema [...] Sai se chiedi a quei ragazzi dell’Onda il perché delle loro manifestazioni quanti ti sanno dire qualcosa di sensato?”

e durante le occupazioni cazzeggiano con la musicaccia underground,

Renato Materia, il giovane e aitante artista di Sinistra. S’impadronì del microfono a filo poggiato sulla cattedra e inizia subito a rappare

ci sono anche gli scontri tra gruppi di studenti, quelli più estremisti contro quelli meno estremisti – Renato Materia, per esempio, in molti lo considerano “uno schiavo del sistema” e lo fischiano così,

“Buffone, bugiardo, falso artista di Sinistra!”

è proprio tutta l’università italiana che è marcia, c’ha ragione Moccia, i cervelli quelli che funzionano per davvero devono arrangiarsi alla meno peggio, ce ne dà un esempio perfettamente rappresentativo,

“Uno spogliarellista pazzesco con un fisico da urlo, i capelli lunghissimi neri, scuro di pelle e bello da morire [...] due lauree, in astrofisica e in ingegneria aerospaziale, ha scritto vari testi anche su riviste straniere e solo per mantenersi fa lo spogliarellista.”
“Perché in Italia non ci sono borse di studio nelle sue discipline. Ma vi rendete conto?”
“Che tristezza…”

Per fortuna che Niki frequenta gente di un certo livello, tutti studentelli krumiri raffinatissimi di buona famiglia che vogliono soltanto studiare e studiare (dice uno: “Io mi sono iscritto a Lettere solo perché ho voglia di studiare”), e tra loro si fanno certi discorsoni intrisi di letterarietà, u-uh, sentite,

“Scusa ma fai Lettere e ti masturbi?!”
“Minimo minimo pensa a Nicole Kidman…”
Barbara non capisce. “Che c’entra?”
“Be’, ha interpretato Virginia Woolf ed è una bella gnocca”

oppure, ancora, sentite qua che progressione strepitosa, tutto nel giro di pochissime battute,
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La pupù di Daria Bignardi

Adesso che sappiamo com’è che è andata tra Daria Bignardi e Vauro e Beatrice Borromeo (in onda giovedì scorso – ci sono due video riassuntivi qua sotto) si capisce perché Luca Sofri c’ha avuto quel suo brutto attacco là, poveretto, si capisce perché ha mollato di colpo i placidi giochettini da tavola del miniclub degli intellettuali per corrispondenza e s’è messo a caricare furioso a testa bassa, gli occhietti arrossati con la lacrimuccia e la bolla di moccolo che gli penzolava dal naso, il pugnetto per aria e la voce tremolante “o tu porco levale le mani di dosso” – si capisce sì: perché da qualche parte, tra i confusi turbinii di compiaciute sciocchezzuole e minuscole banalità che c’ha nella nella testa, Luca Sofri doveva aver già subodorato, seppure molto vagamente (cosa pretendete, ehi!, è pur sempre Luca Sofri, lucido fino a un certo punto), che la cara mogliettina, durante quell’intervista, aveva fatto una clamorosa figura di merda; per la precisione, letteralmente, Daria Bignardi la figura di merda se l’è fatta addosso – il che, capite, questo improvviso amarognolo retrogusto di consapevolezza, poveraccio, così contrario alla caratteristica attitudine di famiglia – una lunga tradizione di vanagloriosi chef specializzati in tempura di stronzatine – deve avergli fatto un tantinello perdere la bussola (se volete vedere più grossa l’immagine qua sopra del Luca Sofri all’attacco, basta che ci cliccate su).

Cos’è successo?, è successo che Vauro e Beatrice Borromeo erano prevedibilmente inclini, visti gli ultimi fattacci di cronaca berlusconiana (risuonava ovunque, da pochi giorni, l’ouverture di mignottopoli), a parlare della faccenda, anche in relazione alla puntata di AnnoZero del giorno prima (che, appunto, se ne occupava) e Daria Bignardi, agitatissima, nel tentativo di disinnescare la cosa, che andava da subito assumendo contorni un po’ troppo marcati per la consueta insignificante mollezza del suo piccolo stile, ha infilato una imbarazzante serie di patetiche scemenze – a cominciare, in apertura, da un’osservazione inappropriata, volgare, stupida e addirittura insultante, che metteva sullo stesso piano le oscene performance delle affamate puttanelle in vendita a “nonno porcello” (cit. Vauro) e i fatti personali di Beatrice Borromeo (che aveva appena accennato alla vicenda Noemi Letizia),

tu che da ragazzina hai fatto la modella… non riesci a capire che una ragazza possa voler fare… le ragazzine che mandano i book… tu non riesci a capire che una ragazza possa voler entrare in televisione?

(l’intenzione era quella di spostare l’argomento, sfocando, generalizzando, per far ricadere il tutto nel campo più congeniale a Daria Bignardi, quello allegro e indistinto della spensieratezza nullificante, quello facile facile della superficiale moraletta anti-moralistica “che male c’è”, che le riesce tanto bene – lei, l’osservatrice smaliziata, ragionevole, divertente e divertita, senza pregiudizi, contro i rigidi bigottoni barbosi scandalizzati e moralisti) al sangue freddo di Beatrice Borromeo, che le precisava invece che no, non c’entra niente, qui non si tratta di ambizione allo spettacolo, qui si tratta di ragazze che si concedono al potente vecchiardo bavoso, scambiando prestazioni sessuali con favori di vario genere (spesso: candidature politiche), Daria Bignardi – annichilita dal boato in studio – a capo chino, si gioca il colpo basso (toh, beccatevi la stroncatura dell’amichetta!),

Sabina Guzzanti, che spesso viene ad AnnoZero, oggi ha scritto “mi ha colpito la mancanza di lucidità del ragionamento, dovuta senza dubbio alla mancanza di principi. Non potendo opporre un principio, il risultato sono insinuazioni, suggestioni, gomitate controgomitate, false speranze, servilismo, confusione

Sabina Guzzanti, che, secondo Daria Bignardi (lo dice dopo, verso la fine dell’intervista – secondo video), intendeva dire

non sono uscite prove di cose illegali, ehr, ehr, sono usciti… lo dice anche Sabina Guzzanti… per ora sospetti e pettegolezzi

ed è chiarissima, a questo proposito, l’incompetenza e/o la malafede e/o la scarsa intelligenza di chiunque prepari i ritaglietti per Daria Bignardi (o della Bignardi stessa, non saprei); perché ci sono tre possibilità, chiunque sia stato
1) ha letto soltanto le prime tre righe del post di Sabina Guzzanti (eccolo), oppure
2) l’ha letto tutto ma ne ha estrapolato soltanto le prime tre righe, attribuendogli il significato che più gli faceva comodo, oppure
3) l’ha letto tutto ma non c’ha capito niente;
perché Sabina Guzzanti – e in effetti, oh, si poteva intuire qualcosina anche da quelle prime tre righe – non voleva dire che le mignotto-storiacce di Berlusconi sono (erano: all’epoca) soltanto sospetti e pettegolezzi, al contrario!, voleva dire che hanno un significato politico precisissimo, ma che bisogna saperle maneggiare nel modo giusto, sbattendogli contro un solido inequivocabile ed esplicito riconoscimento di ciò che in esse c’è di inaccettabile, di schifoso, di ingiusto, di dannoso, perché soltanto in questo modo se ne può discutere nel quadro più ampio di “una situazione semplicemente putrida” (cit. Sabina Guzzanti), senza correre il rischio di farle passare per stupidi, vaghi, inutili “sospetti e pettegolezzi”, finendo così per neutralizzarne il valore (rischio che s’era materializzato, secondo Sabina Guzzanti, nell’ultima puntata di AnnoZero)(il che, capisco, è un discorso forse un tantino troppo complicato per Daria Bignardi e compagnia, per cui io sceglierei l’ipotesi numero tre) – Vauro, da bravo, che non ha letto e che non sa, si rifiuta di polemizzare a vanvera con Sabina Guzzanti e snobba la Bignardi,
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Twilight #3: il più pericoloso predatore glitterato di tutti i tempi

Le altre puntate di Twilight: 1, 3, 4
Il secondo libro, New Moon, puntate 1, 2, 3, 4 (e c’è anche la recensione del film)
Il terzo libro, Eclipse, puntate 1, 2

Riassunto delle puntate precedenti: c’è la ragazzina protagonista, Bella Swan, che s’è innamorata di un suo compagno di scuola, Edward Cullen, che è bello bello bello in modo assurdo e c’ha i capelli bagnati che gli stanno da Dyo e lo sguardo “di sottecchi” misteriosissimo e la voce “vellutata” e la calligrafia sexy che ti scioglie e poi, di più!, le ha salvato la vita facendosi rimbalzare sul petto muscoloso un’automobile impazzita e inoltre, ancora!, quando guida la sua, di automobile (che è un razzo Volvo col motore a curvatura), è un adorabile sborone fascinosissimo di quelli che ti si incollano dietro in autostrada lampeggiando assatanati – quindi, insomma, si capisce che di fronte a un tale splendido fustaccio la ragazzina Bella Swan (come del resto tutte le ragazzine nel raggio di chilometri e chilometri) non possa che essere cotta a puntino; ma! – c’è un ma – pare che Edward Cullen nasconda al mondo un qualche oscuro spaventoso segreto – come mai è così superforte? come mai è così superfigo? – cos’è che ci nasconde? Che domande, già sapete tutto, ma ora ve lo racconto io – sommario:

1) com’è che un imbecille seduce un altro imbecille
2) Noè non aveva mandato gli inviti ai lupi mannari
3) internet corrompe più della Coca-Cola
4) il tipo di vampiro “Edduccio” (l’unico da adorare)
5) sopraggiunge Hasselhoff in derapata
6) il completino alla moda papponcello anni settanta
7) i vampiri bari e spendaccioni
8) prima di menare i grizzly li piglio per il culo
9) l’impiccione autistico asfissiante
10) mi ami? ma quanto mi ami? mi pensi?
11) il supercanticchiare
12) una bella idea: meet the Cullens

I personaggi che incontreremo stavolta sono (da sinistra: Jacob Black, Hasselhoff, la colazione di Emmet Cullen, Emmet Cullen, il debosciato ubriacone molesto)

Torniamo alla nostra storia, allora, e ritroviamo Bella Swan che sta cazzeggiando con gli amici, tra cui un gruppetto di adolescenti indiani, della tribù Quileute, che abitano in una riserva lì vicino Forks; quando per caso viene fuori il nome di Edward Cullen (le amiche sonosoloinvidiose la sfottono Bella sposa Edward Cullen! Bella sposa Edward Cullen!) gli indiani si straniscono e dicono uhm, i Cullen, già già, li conosciamo bene i Cullen, noi, è proibito per i Cullen entrare nella nostra riserva – e troncano bruscamente il discorso; al che Bella, incuriosita, punta l’indiano più piccoletto, che si chiama Jacob Black, e decide di estorcergli qualche informazione in più – come fare? facile: lo prende in disparte e tenta di farci la smorfiosetta seducente,

Speravo che il giovane Jacob non ci sapesse ancora fare con le ragazze e che perciò non avrebbe smascherato i miei tentativi di flirtare con lui

(il concetto sarebbe cioè che non esiste miglior modo per far parlare un maschio che intontirlo sculettandogli attorno e facendogliela annusare nella posa della cretinetta svampita adorante) – e i furbissimi “tentativi di flirt” di Bella consistono in

“Quanti anni hai, sedici?”, chiesi, cercando di non fare la figura dell’idiota mentre sbattevo le ciglia come avevo visto fare a qualche ragazza in TV

ovvero: solleticare astutamente la vanità del ragazzino a cui piace pensarsi più grande e grosso e maturo di quel che è – incredibile ma vero: funziona!

“Ne ho appena compiuti quindici”, confessò lui, lusingato.
“Davvero?”. La mia espressione era piena di falsa sorpresa. “Ti facevo più grande”.
“Sono alto per la mia età”.

andata!, ormai che il bamboccio è intontito a sufficienza, praticamente sotto ipnosi, è pronto a spifferare qualsiasi cosa: Bella gli chiede di parlarle dei Cullen e Jacob esegue – la prende un po’ alla larga (piccola parentesi di creazionismo mormone),

“Alcune leggende risalgono al Diluvio Universale. A quanto pare, gli antichi Quileutes legarono le loro canoe alla cima degli alberi più alti, per sopravvivere, come Noè e la sua arca”.

ma poi arriva al punto: le spiega che la sua tribù di indiani è in realtà una tribù di licantropi che storicamente c’ha sempre avuto qualche scazzo coi vampiri – per via delle robe da mangiare – e che quindi secoli e secoli fa indiani/licantropi e vampiri hanno fatto il patto di non rompersi più le scatole a vicenda, ed è per questo che la famiglia Cullen non entra nella riserva, perché nessuno lo sa, ma è una famiglia di

“Bevitori di sangue”

oh ecco, ottimo!, e adesso che Jacob le ha spifferato tutto e non c’è più bisogno di tenerselo nei paraggi, via, sciò, Bella congeda l’indianuccio con uno svenevole regalino d’addio,

Ero profondamente grata a Jacob e impaziente di ricompensarlo. Gli feci l’occhiolino.

(per quanto riguarda la storia dei licantropi, ve lo anticipo: sì, ci sono pure i licantropi – che sono esserini idiotissimi ancora peggio dei vampiri, vedrete! – dal secondo libro in poi: ce n’è uno nel trailer di New moon, ce l’avete presente?, è proprio questo Jacob qua, come dice Fitz, “il licantropo cabrio, che si trasforma al volo tipo Commander”)

Dopo aver parlato con Jacob, terrorizzata, Bella si mette al computer alla ricerca di qualche notizia sui vampiri, e però, siccome internet è uno strumento di Satana e la mormona Stephenie Meyer non deve averci una gran confidenza, non sa come funziona, succede che appena Bella si connette
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Domani i vampiri bimbominkia e poi, toh, c’è il banner

15 luglio 2009

Uhm, e va be’, ho detto tutto qua sopra nel titolo: domani vi faccio la seconda emozionante puntata di Twilight, il primo libro della saga, e poi la settimana prossima, invece, tocca alla mega-recensione del nuovo coso di Federico Moccia – non vedete l’ora lo so (intenditori!) – al quale ho dedicato il bannerino (inquietantissimo!) che c’è in alto a destra – e tra i bimbominkia vampiri e i bimbominkia mocciani, se mi riesce, parlerei un po’ anche dell’anniversario del nostro amatissimo ministro Mara Carfagna, che se lo merita.

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