Darkness surrounds tutti noi: un viaggio allucinante nello pseudo-cinema deforme che si nasconde dentro le mutande di Maria De Filippi

Dove vanno a finire, tutti quei repellenti invertebrati che brulicano nei più infimi pertugi della più infima televisione?, dico: quando non se ne stanno là in bella vista a contorcersi tra un reality e una televendita e un’italiasuldue e un costanzosciò e una defilippata, nel frattempo, dove vanno a finire? Si infilano sottoterra, lo sappiamo; perché qualcosina, di quel vastissimo antiuniverso fatto di putridi scantinati dove si rifugiano e prosperano gli invertebrati tappabuchi televisivi, qualcosina già la conosciamo: è l’antiuniverso delle rivistacce a cinquanta centesimi, dei servizi fotografici e degli amorazzi tarocchi, delle serate, delle accompagnatrici, delle discoteche, delle ragazze immagine che non sono escort, dei privé innevati, delle sponsorizzazioni, delle marcacce tutte storte – e adesso, grazie ahinoi alla faccenda Noemi Letizia, possiamo aggiungerci un pezzetto tutto nuovo, terrificante!, che è quello dello pseudo-cinema deforme fatto apposta,

orrende produzioni peggio che amatoriali, con legami spesso diretti e strettissimi con le sorgenti del percolato televisivo, che raccolgono la schiuma della quasi-vipparolità brulicante, tutto uno straordinario intreccio di tristissimi artistucoli e mendicanti fustaccioni e registi della domenica e agenti rapaci e attricette stordite; per lo più cortometraggi di cui nessuno sa un accidente, non fosse per la mezza calzetta ex-realitara di turno che si vanta “eh sì il mio sogno è recitare sto facendo un film debutto nel mondo del cinema”, nessuno ha mai pagato una lira per vederseli eppure proliferano inarrestabili – come si rifacciano delle spese, boh, mistero: lo stesso mistero delle marcacce tutte storte, che sono dei terribili fiaschi commerciali, sì, e però continuano a farsi pubblicità ovunque a tutto spiano
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Jovanotti cuore Lapo Elkann: dall’occhiale allo stivale

Jovanotti e Lapo Elkann sullo stesso continente nella stessa città nello stesso baretto alla stessa ora, che s’incontrano e tubano lovvosi congratulandosi a vicenda delle rispettive nullità: è una coincidenza proibita che non dovrebbe verificarsi mai e poi mai, è come incrociare i flussi protonici, è male!, e a leggere il risultato della terribile collisione – l’intervista dell’ultimo GQ – viene su un certo fastidioso pruritino esattamente di quel genere là: la vita come la conosci che si ferma istantaneamente e ogni molecola del tuo corpo che esplode alla velocità della luce.

Lapo è uno che ti fa venire voglia di abbracciarlo, la sua è una comunicazione che cerca l’emozione nell’interlocutore. E’ per questo che in tanti gli vogliono bene

dice Jovanotti, che da vero maestro del linguaggio instupidito e spappolato – con quei suoi ruttini rancidi di sentimentalismo naïf analfabeta [*] – apprezza moltissimo le gutturalità sconclusionate di Lapo Elkann (ve le ricordate, sì?), ci trova qualcosa di umanissimo e commovente, addirittura riesce a trovarci un senso:

non ho preso appunti e nemmeno registrato quello che ci siamo detti. Ma ho tutto qui nel cuore, più che nella testa

e come gli innamorati pazzi che dopo un appuntamento galante si ricordano parola per parola tutto quello che si sono slumacati addosso, Jovanotti fa sgorgare dal suo cuoricino tachigrafico virgolettati e virgolettati lunghissimi, che prodigio!, e meno male, perché hanno parlato di cose serissime, capitali – di quasi tutto, dice Jovanotti introducendo la cosa:

di automobili, di musica, di sogni, della famiglia, di privilegi, di ebraismo, di stile, di business [...] e di Michael Jackson. Perché Michael Jackson ovviamente rappresenta il succo della questione

la parentesi quadra coi puntini riempitela con altre due dozzine di parolone genericissimamente altisonanti (la crisi, l’arte, il progresso, ecc.) che no, non sono cose di cui hanno parlato – gli piacerebbe, sì, saperne dire qualcosa che sia più significativa di “ehrrrrr… il progressooooh…. ehrrr…. sì ehrrrr… i telefilm mmerigani?” e “l’arteeee…. sì allora l’arteeeee…. cioè secondo meeee…. l’emozioneeehrr?” – sono soltanto parole che spuntano a casaccio qua e là nel corso dell’intervista, spuntano e s’estinguono all’istante dentro vaghi superficiali discorsetti scemi fatti di cliché microscopici – lo stesso Michael Jackson, che accipicchia “rappresenta il succo della questione” (e bravo Jovanotti!, in perfetta zeitgeist-bimbominkia-sintonia col vetrinista del mediastore che piazza ovunque le magliettine Thriller pseudo-vintage che spopolano tra i ragazzini), è buffo, Michael Jackson non viene mai nominato durante tutta l’intervista, perché appunto, è soltanto un feticcio modaiolo da mettere là a far bella mostra in apertura, in vetrina, mica altro – le domande di Jovanotti sono quelle pregnantissime che si trovano nei test sui giornaletti per subumani rintronati,
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Mtv Tocca a noi: cioè Obama ci dice sbattiamoci, cioè, facciamoci due sbattimenti grossi così, cioè rega tocca a noi… oh e complimenti per gli occhiali!

E’ bello questo “progetto di democrazia diretta senza precedenti”, ovvero fai la legge con un paio di clic, che è la scenografia duemilanove di Mtv Italia, questa cosa che si chiama Tocca a noi (sito) che mette assieme una manciata di sloganucci scemi che c’hanno quel vago saporino zuccheroso di anticonformismo e contestazione tra le t-shirt di Obama yeswecan e i video rèppe col degrado urbano e i proclami fricchetton-rocky-jovanotteschi “se io posso cambiare e voi potete cambiare tutto il mondo può cambiare!” e le trendissime camicie a quadrettoni working class e la cristianissima “vocazione a parlare e ascoltare i giovani” (cit. manifesto) e l’entusiastica sempliciotteria bimbominkia e il frenetico rintontimento facebookaro – cioè tanta di quella sostanza cicciosa, urca!, che basterebbe a farcisi un’identità solidissima e di gran soddisfazione dai dodici anni in su – un progetto, questo Tocca a noi, che è riassunto perfettamente dalle parole di tale Carlo Pastore, VJ (questo attrezzo) – che ne parla qua con Jovanotti,

il sogno di Barack Obama non è nient’altro che questo… qualcosa che noi, sbattendoci con due sbattimenti grossi così possiamo portare avanti, e in questo senso sta a noi, cioè tocca a noi… c’è un ragazzo là che vuole dirci qualcosa… oh complimenti per gli occhiali!

oppure se preferite, toh, dalla sua viva voce, che fa un certo effetto (sollazzo),

Il progetto Tocca a noi, appunto, ha a che fare coi pischelletti azzimati in modalità ricreazione – ora di buco – assemblea di istituto che finalmente “protagonisti attivi del futuro” hanno esercitato “il potere nelle loro mani” cliccando due volte sul sito di Mtv, un primo sondaggione (su quale tema la proposta di legge?) e un secondo sondaggione successivo (ah ok, bene, scuola e università, quale proposta di legge tra queste?), e se il primo sondaggione c’aveva i disegnini, ottimo!, il secondo sondaggione era forse un tantinello ostico – “leggi la proposta”, tzè – ma i pischelletti azzimati si sono messi a fantasticare una università fatta come Mtv comanda – il Nongiovane che organizza le selezioni dei gruppetti roccherolle, Victoria Cabello e Ambra Angiolini in cattedra che si guardano maliziosamente ironichette e ridono a crepapelle, il bagno perennemente occupato da Francesco Bianconi che fuma pensieroso (col cartello fuori “sto fumando pensieroso”), Paola Maugeri in mensa che parla con le verdurine chiedendogli se preferiscono suicidarsi oppure se no, magari non se la sentono – utopia!, utopia!, i pischelletti azzimati eccitatissimi hanno votato in massa, pensate, quasi un milione e mezzo di voti!

E oltre al doppio clic dei sondaggioni, però, siccome la “democrazia diretta” di Mtv prevede l’utilizzo massiccio dei “nuovi spazi di espressione” e delle “tecnologie della cultura contemporanea”, allora ecco che i pischelletti azzimati hanno cliccato una terza volta per iscriversi al gruppo Facebook fatto apposta e poi ancora un quarto clic per pubblicarci la foto col cartelletto Tocca a noi e poi infine un clic – per fortuna l’ultimo, uff, ma il più importante di tutti – per iscriversi al casting,
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Twilight: i miserrimi succedanei per bimbominkia in crisi d’astinenza

Un qualche ingenuo sprovveduto poco esperto di cose bimbominkia potrebbe biasimare i subdoli editori che s’approfittano del blockbusterone vampiro super-redditizio, quelli che partoriscono in frettissima dozzine e dozzine di libracci-cloni pessimamente confezionati sulla falsariga del modello originale – sapete, tutto quel ciclopico fortino di luccicose gotichetterie hardback che se ne stanno impilate là all’ingresso della libreria – che servirebbero a raggirare biecamente le deboli innocenti testoline delle ragazzette bimbominkia colpite da insolazione cerebrale; e questo è sicuramente vero, ok, ma il dotto conoscitore delle paradossali anomalie bimbominkia sa che la faccenda è un tantino più complessa, perché sono le stesse folli ragazzette bimbominkia che desiderano e invocano la clonazione spregiudicata dei loro libracci preferiti, ne sono consapevolissime e non gliene frega niente, la scopiazzatura usa-e-getta non è un loro problema ma al contrario, ne vogliono ancora e ancora, sono affamate di miserrimi succedanei che siano il più possibile vicini all’originale e un qualsiasi ignobilissimo tarocco – ignobilissimo! – può diventare utile a soddisfare sul momento quel loro lacerante bisogno di romanticume vampiro, e allora succede che – cito

Conoscete dei libri sui vampiri simili come trama alla saga di Twilight?…Ambientati ai giorni nostri ? Sono in astinenza da libri come quelli della Meyer….aiuto! W i vampiri!. >_<

e (cito)

mi potreste consigliare dei libri che trattano dei vampiri come la saga della meyer? che narrano la storia d’amore tra un vampiro e una umana andrebbero bene anche altri un consiglio..i libri che narrano di dracula sono carini?

quando s’annuncia una nuova clonazione le bimbominkia non stanno più nella “giaia”, eh!

Non sto piu’ nella giaia per vedere arrivare un’altra serie adolescenziale…che felicità!!! >_> spero che almeno uan di queste serie in arrivo si ritrovi un buon acquisto…forse allora mi si salva. U_U se….

e storcono il naso, invece, se il clone si prende troppe libertà

Dopo aver fatto un pò di ricerca ho preso evernight…. Lo sto leggendo ora e mi piace molto. Certo nn è esattamente uguale, però vale la pena leggerlo…. Buona lettura!

e però, allo stesso tempo, ci sono i cloni-libracci che pur mantenendo intatto il nucleo fondamentale della scopiazzatura lo farciscono per benino di astute variazioni sul tema: per esempio, ecco, c’è il crossover Twilight-Harry Potter, la saga che si chiama La scuola della notte, ben sei romanzi sfornati nel giro di soli tre anni (e già pronti per il cinema), che fanno così,

Mi chiamo Zoey, ho sedici anni [...] un giorno ho ricevuto il Marchio: una mezzaluna blu tatuata sulla fronte [...] il Marchio è la prima tappa per diventare un vampiro. La successiva è entrare nella Casa della Notte, una scuola dove s’impara a controllare i propri poteri [...] il mio marchio è diverso da quello degli altri, è il segno di capacità incredibili per una ragazza della mia età [...] qui, nella Casa della Notte, sta succedendo qualcosa di profondamente sbagliato e pericoloso. E io sono l’unica che possa fermarlo

il figaccione protagonista c’ha pure il nome simile al nostro Edduccio, si chiama Erik – le bimbominkia, da vere intenditrici, approvano,

Bella sorpresa, i dialoghi e la scrittura adolescenziali lo rendono scorrevolissimo, la trama è originale (versione vampiresca di Harry Potter) e il finale lascia spazio ad un seguito, lo consiglio a tutti!

Sul medesimo solco, sì, ma un po’ meno harrypotterizzato, c’è Evernight, che è Twilight al contrario, lei vampira e lui umano, lei che si chiama Bianca (*sigh*) ed è una vampira straordinariamente bella che va a stare in una scuola-collegio dove incontra Lucas, il belloccio ribelle, flirtano e si innamorano e si lasciano e si rimettono assieme e niente, va avanti secondo copione, la lovvo story tormentata “oh me tapino! io umano e tu vampiro!” – c’è addirittura qualche blasfemo bimbominkia che lo preferisce all’originale, cito,

in fin dei conti credo di preferire Evernight a Twilight (notate che i titoli fanno la rima XDXDXDXDXDXD)

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Coppia malvestita #56 – il telefonino stereo truccato

17 agosto 2009 / ,

I bburinoni che se ne vanno in giro col telefono cellulare in mano che suona le musichette bburinone a tutto volume, bburinoni cioè come questi due qua a sinistra (cliccateci su per vederli più grossi), le prime volte che mi sono capitati sottocchio non mi ci raccapezzavo mica, e siccome la cosa mi sembrava preoccupante cercavo su Google “strano fenomeno gente idiota non risponde lascia squillare suoneria insopportabile”, non ci capivo niente ma lo strano fenomeno continuava, e anzi, me ne capitavano ogni giorno di più, e allora ho cominciato a subodorare l’incredibile amarissima realtà e mi sono messa a guglare “imbecilli musica cellulare senza cuffie”, “cellulare come radiolina vecchietti pensionati“, “cellulare versione microscopica stereo dieci chili sulla spalla ghetto neri film anni ottanta“, “telefonino colonna sonora portatile vita di merda”, ed è proprio così,

sto cercando di moddare un pò il nokiotto in campo audio, aumentando il volume,se si può fare! ho già sostituito l’altoparlante del nokiotto con una di un motorola V547…. non dico che il nokiotto non si sentiva bene,dico solo che poteva fare di meglio,per questo mi sono messo al lavoro eeeeee……WALAAAA’…. quando vuoi gareggiare contro di me con il tuo nokiotto,fammi un fischio…ahhahahaha!!!!!!!!

la cosa è ben documentata e neanche da pochissimo (v. qui e qui) e pensate, ecco, si fa a gara a chi c’ha il cellulare più rumoroso, li si “trucca” apposta come si fa coi motorini – e questi due brutti scimmioni qua sopra, all’avanguardia della più ottusa e prepotente ricerca di ostentazione bburina, se ne vanno a spasso coi cellulari che suonano contemporaneamente due cosacce diverse mischiate in un unico indistinto baccano lo-fi, perché è giusto,

quando ascolto le musiche che piacciono a me arrivano quelli che incominciano e mi dicono“ma che ascolti cambia sto schifo di musica!” non sai quando mi da fastidio!!! ma comunque gli rispondo sempre il cell è mio perciò tu non mi devi obbligare a cambiare musica o a spegnere il cell.

immaginatevi una dozzina di bburinoni così, tutti assieme, coi telefonini che suonano ciascuno una cosa diversa, immaginateveli un po’ – io non ci riesco.

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