E in queste giornatacce moribonde appestate di bilanci e di best of e di previsioni e di classifiche su qualsiasi prosaica frivolezza duemilanove, proprio oggi che i ciellini gelosi fanno i capricci perché i rivali cartomanti astrobaluba c’hanno la prima serata [*], mi sembra opportuno dedicare un pensierino allo strepitoso duemilanove televisivo di Dyo e degli scagnozzi di Dyo, ché il loro duemilanove è stato una bomba, tra l’allarme rosso eutanasia e i mussulmani invasori e i frocioni esagitati e i giornalisti devoti e Padre Pio sotterrato (mo’ sò cazzi dell’Uomo Talpa) e la mistica schiattata e i crocifissi in pericolo e gli atei comunisti e le caramelle ammazza bambini, una vera bomba!, e questa è una minuscola modestissima compilation di Dyo alla televisione duemilanove,
(grazie a Davide che è il manager di Dyo e mi ha concesso di usarne un ritratto recente, di Dyo e della sua televisione azzurra)
[*] i telespettatori cattolici denunciano “Il rischio è che si sfrutti la superstizione, la credulità o la paura, in particolare delle categorie di utenti psicologicamente più vulnerabili” – AHAHAH ROTFL
Eclipse è il romanzo della saga di Twilight che è fatto meglio, ha una storia meno smilza, meno appiattita, più complicata e avventurosa degli altri romanzi: dentro Twilight e dentro New Moon c’è Bella che si muove spedita lungo una sola direzione in linea retta e tutto quel poco che ci si trova attorno viene scansato e neutralizzato sbrigativamente – l’unica direzione è: riuscire a strofinarsi con l’inguine sulle gambe di Edduccio – qui invece Bella finisce in centrifuga tra parecchi brutti problemi che prendono direzioni differenti e le si abbattono addosso contemporaneamente, e questi problemi rimangono tutto sommato abbastanza nitidi e pressanti fino in fondo alla storia, così che rispetto agli altri romanzi Eclipse ha un andamento un po’ meno scontato, fiacco e melmoso, si vede che ci ha messo mano qualcuno che ci sa fare, che sa come confezionare a puntino una polpettazza fragrante che attivi irresistibilmente le fontanelle salivari dei lettori bimbominkia – non si direbbe ma ci vuole una certa scienza e una certa intelligenza anche nel confezionare una polpettazza così, e per dire una Stephenie Meyer sicuramente no, non ne è in grado – tutto ciò comunque per l’appunto, si capisce, sempre limitatamente all’universo diroccato dei romanzoni posticci assemblati facendo su e giù dallo sfasciacarrozze di idee e situazioni esiti e caratteri, non c’è nulla che sia davvero bello interessante e sorprendente, si tratta comunque di una polpettazza ripiena di scarti macinati e aromi artificiali, una schifezza; ma l’inizio della schifezza è efficace, ci sono
- il vecchio trucco cigolante dell’avantilampo thrilling che fa da esca (c’era già nel prologo dei primi due romanzi e ci sarà poi anche nel quarto, funziona sempre a meraviglia)
- le rimuginazioni preoccupate che fanno da sommarietto delle notizie essenziali dai primi due romanzi, tutti i pericoli terribili che incombono sulla testa dei protagonisti
- un qualche nuovo appena accennato stranissimo mistero mortale che sta per incombere sulla testa dei protagonisti
- le rimuginazioni trasognate che fanno da sommarietto dei motivi essenziali per cui il vampiro è Er Mejo e col licantropo non c’è gara
- i problemi in famiglia che si fanno più gravi, il conflitto col padre che odia i vampiri e il futuro dopo il liceo che è incerto e fa paura
- il licantropo anabolizzato che spasima scodinzolante senza dignità e gli ordini restrittivi del vampiro geloso
- i bisticci umoristici cervello di Bella vs la Realtà (col cervello di Bella che fa le figure di merda)
- lo scontro corpo a corpo tra licantropi e vampiri “ahò che me stai a imbruttì?”
- una sconvolgente rivelazione sulla sessualità dei licantropi
Cominciamo a darci un’occhiata, cominciamo dall’esca avantilampo,
Due occhi neri, imbestialiti dal desiderio implacabile della mia morte aspettavano il momento giusto per uccidermi.
come al solito c’è Bella alle corde e il cattivo che si prepara ad assalirla e a mangiarsela in un boccone,
Sarei mai riuscita a conoscere l’esito dell’altro combattimento? Scoprire chi aveva vinto e chi perso? Sarei sopravvissuta abbastanza a lungo?
Alla fine del romanzo quindi, ora lo sappiamo: rissone, donzella spacciata, salvataggio miracoloso – un classico,

l’inizio del romanzo invece è piuttosto tranquillo, così così, le cose non vanno poi tanto bene, Bella è angosciata – c’è una minaccia terribile che si trascina dietro da due romanzi,
una vampira sadica desiderosa di vendicare la morte del suo compagno uccidendo me, preferibilmente con una lenta tortura
e c’è la minaccia terribile che è venuta fuori dal romanzo scorso,
i Volturi – la famiglia reale dei vampiri, con il loro piccolo esercito di guerrieri – determinati ad arrestare i battiti del mio cuore, prima o poi, in un futuro prossimo, perché a nessun umano era concesso di sapere della loro esistenza
In famiglia, per il solo fatto che Bella è scappata di casa con un volo intercontinentale e per la seconda volta è tornata indietro contusa pestata quasi morta a causa di Edduccio, il padre s’è stranito e l’ha messa in punizione, è terrorizzato all’idea che se ne vadano assieme all’università, Edduccio non gli sta per niente simpatico,
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di Betty Moore,
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite, malvageddon
A quei pochi che passano di qua oggi che è una mortissima domenicaccia di ferie: domani comincio a raccontarvi Eclipse, il terzo romanzo della saga di Twilight – per cui insomma siateci – i giorni scorsi avrei voluto fare Battiato ma sono stata a letto malata e così il blog è rimasto ingolfato su Moccia, che cosa penosa!, Battiato va a finire i primi giorni del duemiladieci – non mancatelo perché veramente Battiato-Bossari mi sa che è il libro più divertente che m’è capitato di mega-recensire.
Oh! E per gli affezionati che in passato nei vari giochini e cruciverba e malvapride mi hanno scritto il loro indirizzo: aspettatevi nella cassetta delle lettere una orrenda cartolina blasfemissima che ho fatto io con le mie manine, uno spam lovvoso di buon Natale. A domani!
Sabato pomeriggio sono andata alla inaugurazione del negozio di Federico Moccia e ho capito che non abbiamo capito niente: quelle fantasie rincitrullite che ci sono nei suoi romanzi e nei suoi film, le vicende bislacche di un mondo alieno fatto di oggetti e desideri che esistono soltanto nella immaginazione di un morboso anzianotto ignorante e tonto, io l’ho capito sabato pomeriggio, non si tratta semplicemente del cattivo racconto di una realtà che non esiste, ma è invece un progetto di conquista della realtà,
Questo negozio che si chiama Amori Concept Store (sito) è un’invenzione stupidissima di quelle che ci si aspetterebbe di trovare dentro un romanzo o dentro un film di Federico Moccia, un negozio che è insieme boutique e cartolaio e bar e pozzo dei desideri e discoteca e ritrovo per writer bimbominkia dei cessi pubblici, non ci si aspetterebbe certo di ritrovarlo materializzato nella realtà, come non ci si aspetta di trovare nella realtà qualcosa che somigli ai cubisti laureati in ingegneria aerospaziale o ai surfisti che s’intubano nei cavalloni di Civitavecchia o ai DJ che scratchano Laura Pausini o all’autoscontro clandestino con le macchinette per minorenni o alle finestre dell’Empire State Builiding che lampeggiano proposte di matrimonio (citando da qui e qui), sono tutti sgorbiacci assurdi che non esistono nella realtà perché non possono esistere, sono troppo stupidi per esistere – eppure, ecco, sabato pomeriggio l’invenzione stupidissima s’è materializzata, la fantasia di Federico Moccia conquista un pezzetto di realtà,
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di Betty Moore,
Categoria: allucinazioni, l'amore ai tempi delle malvestite, semo bburini
Mi ero dimenticata che per chiudere la trilogia sulle fanfiction (1, 2, 3) volevo scrivere una fanfiction anche io, mi sono ricordata e così eccola qua, ne ho scritta una nello stile di quelle slash più svitate ed esplicite – ve lo dico subito sennò poi vi piglia un colpo: è abbastanza svitata ed esplicita, è una specie di ottovolante apocalittico orgiastico coi vampiri e cogli zombie e coi licantropi e con un asteroide mortale che ci farà secchi tutti quanti – cliccate sul continua a leggere soltanto se siete maggiorenni e/o accompagnati da un adulto maniaco irresponsabile. Il mio sogno nel cassetto di giovine fanfictionara esordiente è che diventi presto un classico immortale (l’ho pubblicata pure qua, vediamo che ne pensano le esperte):
CAPITOLO UNO
“Ho deciso qual è il mio ultimo desiderio – disse Bella spostando il suo sguardo appassionato dagli occhi gialli di Edward a quelli nerissimi di Jacob – voglio che mi prendiate tutti e due contemporaneamente, uno da davanti e uno da dietro”
Edward e Jacob annuirono cupamente in silenzio. Continua a leggere »