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Happy Family, banniamo Gabriele Salvatores

Ditemi voi se non è da punire col bannaggio istantaneo perenne e senza appello da tutti quanti i cinema del pianeta terra quel regista che dentro un film ci mette il discorso agghiacciante di un mentecatto che fa così, agghiacciatevi,

non ci capisco tanto di cani, so soltanto che il bassotto è basso, che il pointer punta, che il barboncino sta sotto un ponticello con il suo fagottino e il fuocherello, che i setter vanno in giro sempre in sette e che però se vanno in tre a un funerale fanno tressetter con il morto

(risate), e poi subito dopo, davanti a due cani che si accoppiano, il mentecatto aggiunge

devono aver messo parecchio lucidalabrador

(risate) - e non si tratta mica di un personaggio scritto apposta per farci la figura del pirla demente a cui tutti gli altri personaggi guardano con imbarazzo e disgusto e compassione, non è scritto così, al contrario!, è un personaggio buffo e irresistibile che recita le sue mostruosità da pozzo nero zelighiano con compiacimento sornione e fa ridere di gusto gli altri personaggi e non solo, il suo finissimo umorismo (un’altra perla, toh, “da giovane ho aperto una gelateria in Cecenia… mi sparavano nella stracciatella”) dovrebbe essere l’umorismo serafico amaro e un po’ rassegnato del pagliaccio saggio e profondo che la sa lunghissima sulle Piccole Gioie della Vita;

e considerate che dentro questo stesso film c’è il pezzo che vedete qua sotto, col mentecatto comico cinofilo insieme a un altro mentecatto comico, il protagonista del film, che vanno dalla massaggiatrice/handjobbara cinese che non sa parlare l’italiano e potete immaginare allora lo spasso, micidiale, con le gag cincinuaouao (risate) e i giochetti consonantici (”paolo saLpi teLzo piano”)(risate),

e questo è niente!, le battutacce del mentecatto comico cinofilo sono apprezzatissime da un personaggio in particolare, non da un personaggio qualsiasi ma dal sofisticato riccone malato terminale che prima del cancro era un ometto imbalsamato e frigido e noioso ma adesso che sta per morire gli riesce finalmente di lasciarsi andare, proprio adesso che sta schiattando riesce ad assaporare finalmente le Piccole Gioie della Vita, e il mentecatto comico lo guida e gli insegna come fare, gli rolla le canne e lo fa ridere e se lo porta in barca sull’oceano (”facciamo il giro del mondo… ci vorranno minimo ottanta giorni”)(risate) - è la prima volta per il malato terminale, sia con le canne che con la barca - e si filosofeggia per metafore tra una boccata e l’altra,

Ma che roba… il mare
“Pensa che c’è da sempre”
“E quindi?”
“Tu ci hai mai pensato… al mondo ci sono cose che durano molto più di noi… le case per esempio… il mare… oppure le strade… o anche le sedie… non ti fa nessun effetto?”
“Uhm…”
(boccata di canna)
“Prova a ripensare alle cose che hai fatto nella vita… le rifaresti?”
(boccata di canna)
“Sì le rifarei”
“La vita è questa… è in questo momento… guarda il mare… c’è da sempre”

voi capite, quindi, il moribondo gioioso che si apre alla Vita e la cannetta che ti libera la mente e il mare che induce alla riflessione metaforica e la domanda sulle cose della Vita da rifare oppure no, ma che cazzo!, non è da tutti riuscire a mettere in fila tanti ignobili cliché uno dietro l’altro,

Ma poi soprattutto anche qui c’è tanta Autoironia - Autoironia dall’inizio alla fine! - per esempio, pochi minuti dopo il raspone con la cinese c’è il mentecatto protagonista voce narrante che guardando in camera fa i pensierini meta-filmici - scrittura originalissima,

“un film non è la vita”
“non si può fare il regista nella vita”

- e ci confessa che forse, in effetti, sì, quella della cinese era una scenetta un po’ pretestuosa, buttata là solo per strappare due risate - e che risate! - è tutta una questione di Autoironia: hai fatto la scenetta della cinese che è una cosa deprimente, gratuita e imperdonabile, una stronzata di quart’ordine che fa pietà, fa venire voglia di piangere, e poi però appena l’hai fatta ci torni su e dici che in effetti forse sì, si poteva evitare - lo confessi un po’ impacciato, fingendo insicurezza, ridacchiando sotto i baffi - non lo pensi veramente, tutt’altro, quella stronzata imperdonabile la trovi divertente, brillante! (e con un valore sociologico mica da poco, di strettissima attualità), è soltanto un modo per rigiocartela nuovamente, è una meta-stronzata (due volte risate, e senza aggiungerci un bel niente); allo stesso modo, dopo il poetico “un film non è la vita” arriva il mentecatto comico cinofilo che (auto)ironizza

“Uèla è arrivato Pirandello!”

i personaggi sono fatti tutti così, sfoggiano tutti quanti una stucchevole irritante Autoironia, sono delle caricature volutamente esasperate, ridicole, che si spiegano con (apparente!) leggerezza attraverso le loro surrealissime paranoie e fissazioni e piccole moine goffe che dovrebbero far ridere a prima vista, sì, e però - ah! - nascondono qualche devastante serissima turba esistenziale, si capisce dalle chitarrine malinconiche della colonna sonora mentre la vecchia nonnetta rincoglionita dice “io non sono capace di cucinare i dolci” (i dolci non sono semplici dolci, ma per favore!, è una metafora, la torta al cioccolato è come il Mare, è la Vita!) - io al cinema mi dicevo “eh sì, è evidente, qui è tutto sottotesto” e mi dicevo “quando torno a casa gùglo il nome del film insieme a sottotesto, vediamo che succede”, e infatti (Silvana Silvestri su Il Manifesto):

Il film si fa forte della compagnia di attori e delle risate che provocano, lo stato di allerta invece si coglie da struttura e sottotesto

e nell’atmosfera magica di queste bizzarre simpaticissime fantasie può capitare di tutto, c’è la mentecatta comica che fa la gag dell’alito puzzolente col mentecatto protagonista (lui che si scansa lei che gli parla in faccia, lui che si scansa lei che gli parla in faccia, ad libitum)(risate) e c’è un cagnolino che ci ha i ritrattini degli antenati canini intorno alla cuccia e a un certo punto parla, sorpresa, il cane coi ritrattini che parla - che idea originale! (il cane dice “speriamo di essere rimasta incinta” riferendosi all’episodio del lucidalabrador) - va be’ ogni tanto poi spunta fuori dal sottotesto la metafora filosofeggiante dichiarata,

è per questo che si dice bagaglio di esperienza, è come uno zaino che ti porti in spalla e con il tempo diventa sempre più pesante, e ognuno ha il suo, ma la strada che facciamo in questo viaggio la facciamo insieme

e improvvisamente un pianoforte, Chopin - dopo un’ora e un quarto di insopportabili meta-pippette e pozzi neri zelighiani - tutto rallenta e si fa composto e intensissimo, è una serenata, una canzone d’amore!, ed ecco in bianco e nero quelle guglie bianche là, inconfondibili, è il Duomo di Milano, e poi il Pirellone, e le luci del traffico, le strade intasate, è Milano di notte - è una canzone d’amore per Milano! è il romanticissimo spot della night life milanese per l’Expo 2015! - i Navigli e poi la Galleria (e nella Galleria in un angolo il punkabbestia triste e solitario che gioca col cagnolino) e la metropolitana che corre veloce nei tunnel sotterranei e la gente con la mascella tesissima che si accende una sigaretta e poi la gente con la faccia segnata e lo sguardo perso ma pieno di significato davanti a una bottiglia di vino rosso, e poi ancora la gente dal balcone di casa che segue con lo sguardo (pieno di significato) il traffico per la strada, e poi il deposito dei tram e il fricchettone con i rasta che bacia la sua ragazza fricchettona alla fermata del tram (e un negro che li guarda sorridendo) e i cantieri con i lavori in corso e un vecchietto sulla panchina al parco che fuma tranquillo, e poi di nuovo il Duomo, e poi gli skater e i writer che graffiteggiano sui muri e poi quelli che i muri li puliscono dai graffiti, ah Milano Milano!, città dai mille paradossi!, o Milano che nascondi tesori di inestimabile bellezza!, i fricchettoni e i negri e i punkabbestia e il traffico e i vecchi tabagisti e i pischelletti stronzi! - la Vita! la bellezza della Vita! - e finisce Chopin e scrosciano gli applausi e si baciano e trombano (metropolitana di Milano che ruota velocissima intorno agli amanti)

Ma certo capisco che è difficile concentrarsi su certi particolari di strepitosa idiozia - la sceneggiatura tutta intera - quando si è distratti dalle seducentissime luccicanti patinature delle immagini, dalle pendantizzazioni cromatiche, dalle simmetrie degli interni e dalle comparse sullo sfondo che fanno le coreografie simpatichette, non è meraviglioso?, sembra un telefilm mmerigano di quelli fatti bene!, è meraviglioso: per qualsiasi gonzetto wannabe trenta-quarantenne un film come questo è il Flickr dei sogni diventato realtà, è la Posa di tutte le pose - ma tu guarda quei due palazzi là a Milano come mai a me non sono mai venuti fotografati così bene, eppure sul marciapiede per prenderli dal basso in alto mi ci ero sdraiato pure io - è la fascinosissima messinscena dello Sfigato Figo: Ray-Ban Wayfarer dappertutto (ne ho contanti una dozzina) e gigantografie di Manhattan e pile di libri con la costoletta gialla e giradischi e finestroni panoramici e ventilatori vintage e MacBook e iMac - è tutto così levigato e splendente anche nella rappresentazione delle sfighe più sfigate che persino uno scalcagnato suonatore di fisarmonica che chiede l’elemosina sulla metro ci ha il cappelletto nuovo di marca col loghetto in vista Kangol.

La storia del film è un’invenzione del mentecatto protagonista (che sta scrivendo un film, che è il film), ma la mentecatta protagonista è ispirata alla sua vicina di casa, esiste nella finzione semplice così come nella meta-finzione, e si incontrano negli ultimi due minuti di finzione semplice, lui suona il campanello e lei esce di casa - wow! è persino più bella nella finzione semplice che nella meta-finzione: nella finzione semplice ha i Ray-Ban da vista pure lei.

di Betty Moore, 1 aprile 2010

Categoria: io sono originale, malvageddon

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131 commenti

Rientro nella Top Ten dopo tanto tempo, pure Salvatores non si salva, Betty?
Fammi leggere.

Commento #1 di Sian *o*
aprile 1st, 2010 @ 5:30 am

secondo??!!

Commento #2 di stanga
aprile 1st, 2010 @ 6:02 am

i fricchettoni e i negri e i punkabbestia e il traffico e i vecchi tabagisti e i pischelletti stronzi!

I palpatori in metro! I rapper (giusro!) sul tram!
Non ho visto il film e manco mi interessa, ma mostrarmi Fabio De Luigi nudo è troppo: Betty, che crudeltà!

Commento #3 di Sian *o*
aprile 1st, 2010 @ 6:27 am

Veramente penoso, forse è un bene che il cinema italiano sia moribondo, così certi cadaveri ce li leviamo di torno.

Commento #4 di Anonimo
aprile 1st, 2010 @ 6:54 am

Non ho visto il film ma immaginavo fosse una roba simile.
Giuro che se vedo ancora qualcuno rollare una canna in un film per “lasciarsi andare” e assumere l’atteggiamento finto rilassato e finto mistico, spacco lo schermo.

Commento #5 di red lipstick
aprile 1st, 2010 @ 7:54 am

ti lovvo ogni giorno , sena fiato!!!
santissime parole, ormai siamo invasi…la de filippi porta a sanremo i suoi e salvatores porta la crew di colorado cafè…. ahhh ma dove è finita la serietà del teatro dell’elfo e porta romana? addio salvatores, anche tu hai perso lo smalto

Commento #6 di ruoso
aprile 1st, 2010 @ 7:59 am

….nun me fai più ride……

Commento #7 di Anonimo
aprile 1st, 2010 @ 8:05 am

il cinema italiano sta scalando vette sempre più alte senza sosta….
comunque la “filosofia” dello zaino è copia-incollata (ctrl-v + ctrl-c) da Up in the Air, il film con Clooney, forse l’ultimo….
molto up-to-date questi sceneggiatori…

Edo

Commento #8 di Edoardo
aprile 1st, 2010 @ 8:26 am

toptennnn!!! e non aggiungo altro.

Commento #9 di vipero
aprile 1st, 2010 @ 8:46 am

Mi unisco a vipero nella top-ten senza colpo ferire :D

Commento #10 di Misia
aprile 1st, 2010 @ 8:47 am

è il film del 1 aprile?

Commento #11 di lucaluca
aprile 1st, 2010 @ 8:48 am

top twenty! In quella foto la Moratti somiglia a mia madre, oddiodddio

Commento #12 di s.mira
aprile 1st, 2010 @ 9:07 am

Betty…mamma mia che tristezza che mi è venuta a leggere sta roba!
Dyo che ansia…ma tutti così ormai?

Commento #13 di Misia
aprile 1st, 2010 @ 9:11 am

Sì sì ok però a me De Luigi fa sessissimo e lo trovo irresistibile…sarò malata?
Forse sì, ma lo amo alla follia

Commento #14 di Inga_dei_Ghiacci
aprile 1st, 2010 @ 9:20 am

lo immaginavo peggio.

Commento #15 di essere disgustoso*
aprile 1st, 2010 @ 9:35 am

NULLA AL MONDO potrebbe mai costringermi a vedere un film con Diego “Skin cancer” Abatantuono e ValeriaBilellodiEmTìVì diretti da quella mediocre macchietta di Salvatores, condito dalla voce impostata di uno sputtanatissimo Fabio de Luigi. NULLA! E poi che schifo: PLAGIO! “Lucidalabrador” è un articolo del Piccol, direttamente da Mai Dire Martedì: http://profile.ak.fbcdn.net/object3/389/109/n82006966575_520.jpg

Commento #16 di Effy
aprile 1st, 2010 @ 9:49 am

Salvatores ha fatto di meglio… Una prova veramente mal riuscita. Che poi insomma il film ognuno se lo dovrebbe vedere e non guardare spezzoni comevuna snack generation qualsiasi commentati da chi non gli è piaciuto…

Commento #17 di AndreaM
aprile 1st, 2010 @ 9:52 am

bravo AndreaM

Commento #18 di Ale
aprile 1st, 2010 @ 10:11 am

Gnam! In top venti! Ora scusate, vado a vedermi i video che sono fatalmente attratto dall’origginalità del MacBook.

Commento #19 di erBisca
aprile 1st, 2010 @ 10:13 am

L’entropia è la metafora ideale che in termini sociali prevede la morte termica della cultura , come per il calore-energia , non ci sarà più trasferimento, ed in ogni punto si finirà con l’avere la stessa quantità di energia e di movimento intellettuale , che finirà con il cessare del tutto .

Commento #20 di mabbò
aprile 1st, 2010 @ 10:25 am

intanto sono nella top tuenti!
e poi stavolta dissentisco!
nununu, sebbene io non abbia visto il film, credere che Gabrieluzzo sia così disperatamente orripilante non ci riesco, quindi ammesso che davvero il film sia una cagata come l’hai dipinta,
bhè, può capitare a tutti di fare un film cacca, non distruggerlo così porello!

Commento #21 di ladonia
aprile 1st, 2010 @ 10:28 am

dissento? dissentisco? il costrutto della frase che ho scritto fa pena…
oggi io no buona!

Commento #22 di ladonia
aprile 1st, 2010 @ 10:32 am

Io, visto che amo il cinema, di Salvatores ho visto veramente pochissimo; però è vero che ha fatto film di qualità differente: alcuni fanno schifo, altri al 5- alla “vedibilità”- ci arrivano, Io non ho paura, per esempio.

Commento #23 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 1st, 2010 @ 11:12 am

Carampaneggio per la Signoris!

Commento #24 di Mae
aprile 1st, 2010 @ 11:26 am

Cercavo un film da andare a vedere stasera…. Credo che questo NON farà parte della rosa dei prescelti….
:*

Commento #25 di Clau
aprile 1st, 2010 @ 11:27 am

(risate)

Commento #26 di sir_perce
aprile 1st, 2010 @ 11:30 am

ARGH! Mi sento in imbarazzo per Fabio de Luigi! Dei dialoghi TERRIBILI!!!! Betty, sei una vera delizia da leggere, come sempre!!!! :-)))

Commento #27 di Rospilla
aprile 1st, 2010 @ 11:44 am

anch’io ho googlato e
ti lascio qualche perla di saggezza …

«In questo film vorrei ricreare una città bella e diversa. Pensando a Woody Allen vorrei che fosse la mia Manhattan, malgrado sia una storia molto di interni, perché Milano è una città d’ interni, costruita per una dimensione privata e se la si guarda dall’ alto si notano i suoi cortili verdi e protetti».

Commento #28 di ISAEFFE
aprile 1st, 2010 @ 11:54 am

Poser!! Non ho mia pensato di andare a vedere questo “cine-colomba”.
Però ammetto che Guastardo di Fabio de Luigi mi faceva morire dal ridere ^^

Commento #29 di Silvia
aprile 1st, 2010 @ 12:00 pm

Mah, per quanto mi riguarda il primo Salvatores è immenso. Questo film non l’ho visto; Fabio de Luigi l’ho visto a teatro e non mi è sembrato affatto male…ma certo fosse per me di cose di cui sparlare te ne rimarrebbero troppo poche eheh!!baci

Commento #30 di alessia
aprile 1st, 2010 @ 12:10 pm

Betty, tutto ciò è troppo.

Te lo chiedo col cuore in mano: ma non si può avere ogni tanto - anche solo come intermezzo - una cara vecchia malvestita?

Dai, è primavera!

Commento #31 di Matteo
aprile 1st, 2010 @ 12:57 pm

Non ho ancora letto il post ma dal titolo voglio dire:

BUUUUUUUUUUUUUUU

Betty

BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

Commento #32 di Valenta
aprile 1st, 2010 @ 12:58 pm

Datemi retta, puntate sulle commedie spagnole (non necessariamente Almodovar, eh!): sono fantastiche, piene di umorismo intelligente, ben costruite, con attori veramente credibili e con quel pizzico di grottesco del quale mai gli italiani saranno capaci. Eppure è esistito un tempo in cui anche gli italiani erano capaci di fare buoni film. Perché, ora, tutto ciò?

Commento #33 di breschau di livonia
aprile 1st, 2010 @ 1:00 pm

Il G. Salvatores dei primi anni 90 mi piaceva. Però sembra che dopo “Nirvana” il filone si sia esaurito. Su De Luigi niente da dire, fra tanti comici e pseudocomici, lui resta uno dei migliori, se non il migliore…e anche i migliori sbagliano, capita.
Comunque anch’io aspetto un po’ di malvestitismo alla vecchia maniera!

Commento #34 di Belial
aprile 1st, 2010 @ 1:35 pm

Stavolta sei tu che non fai ridere, mentre il film sì. Tiè.
Come si fa a paragonare questo film a Zelig e Colorado, solo perchè c’è Abatantuono? O De Luigi? Si vede che non conosci Salvatores, che non hai visto Marrakech Express, Turné, Mediterraneo(c’era anche Bisio!!!), Io non ho paura…
Anch’io odio il cinema italiano, ma per una volta sono contenta di dire che almeno ci resta un bravo regista che fa un film che non sembra una fiction, che riesce a sperimentare e a fare finalmente qualcosa di diverso.

Commento #35 di Valenta
aprile 1st, 2010 @ 1:48 pm

carampana! carampana!

Commento #36 di vipero
aprile 1st, 2010 @ 1:58 pm

nuuuuuuu, allora sono carampana pure io…..nuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!!!

Commento #37 di ladonia
aprile 1st, 2010 @ 2:32 pm

ladonia! … vabbè ma tu sei dei nostri…

Commento #38 di vipero
aprile 1st, 2010 @ 2:35 pm

cioè salvatores ha fatto quelle battute sui cani??@__@ non ho il coraggio di leggere il resto.

Commento #39 di RL
aprile 1st, 2010 @ 2:37 pm

Non ho visto il film ma questa recensione mi conferma l’atroce sospetto che già il trailer aveva innescato: “I Tenenbaum” a Salvatores dev’essere piaciuto veramente tanto. In quanto “carampana” (-issima) di Wes Anderson eviterò questo film per non mettere a repentaglio la mia salute nervosa.

Commento #40 di MichaelEllis
aprile 1st, 2010 @ 2:43 pm

Splendido post, dopo anni di lurking feroce mi permetto di lasciare un commento e di condividere questo esempio di povertà cinematografica italiana su Facebook. In attesa, ovvio, di veder schiattare tra le righe di questo blog i Baustelle, a colpi di intelligenza, di ironia e di Wayfarer colorati.

Fabio De Luigi aveva senso nelle vesti di Olmo, Abatantuono ne ha recuperato un poco solo di recente da quando ha confessato che spesso non porta le mutande quando esce.

Ancora: ottimo blog e stimolante la lettura dei commenti, soprattutto degli habitués.
Olga

Commento #41 di Olga Smorzakandelovna
aprile 1st, 2010 @ 2:48 pm

ecco, appunto: de luigi per me è olmo che canta “c’è simpatia tra di noi”…tutto il resto non mi interessa! salvatores era scaduto da un bel po’, ora è ufficialmente in decomposizione. pazienza. in confronto l’ultimo di ozpeteck era cent’ori!
anche io carampaneggio un po’ per la signoris, e un pochino (solo un pochino dai) per bentivoglio (anche lui si sta decomponendo però…)

Commento #42 di irgendwann
aprile 1st, 2010 @ 3:36 pm

La tua scrittura è talmente vaga e sommessa che non si capisce l’idea che hai del film… se anche questa volta volevi fare l’arguta, cinica, virtuosa della tastiera non ci sei proprio riuscita.

Quanto al film, detesto questi comici riciclati nel cinema.

Commento #43 di sXm
aprile 1st, 2010 @ 3:38 pm

ahahaha Valenta, salvatores “riesce a sperimentare” ahahaha
in che mondo vivi? che cinema guardi?

Commento #44 di Ida
aprile 1st, 2010 @ 3:41 pm

se per “sperimentare” si intende fare cagate allora…
ci sono un sacco di sperimentatori in giro.

Commento #45 di irgendwann
aprile 1st, 2010 @ 3:45 pm

Io amo Betty e questo blog, ma non capisco se ci siete o ci fate (alcuni di voi).
Impossibile che ogni volta che scrive siete d’accordo con lei. Facile essere d’accordo e non commentare quando non lo siete!
Se poi qualcosa vi piace magari, nel fondo del vostro cuor, e qui scrivete di no, per andare d’accordo con LA DIVINA, allora siete da psicanalizzare.
Vorrei pensare di no, ma non c’è fine all’umana idiozia.
Mi unisco agli appelli di chi vuole tornare ai tempi in cui leggevamo di semplici malvestite ai bordi della strada, ma Betty si crede sempre di più DYO e crede di poter parlare di ogni aspetto del mondo.
In questo post ho notato solo la fastidiosa ripetizione dell’aggettivo MENTECATTO.
Io, cara Ida, guardo ogni genere di film, ne guardo tantissimi e toh, mi considero cinefila, e cerco di non avere pregiudizi o preconcetti quando entro in sala.

Recentemente mi sono piaciuti Shutter Island e Il profeta e mi hanno fatto schifo La prima cosa bella e Ozpetek (d’accordo con Betty!)

Sono carampana di Salvatores, sì, ma Come Dio Comanda non mi ha fatto impazzire.
Salvatores sperimenta, sì, per quanto gli è possibile essendo italiano.

A me comunque LUCIDALABRADOR ha fatto ridere.

Commento #46 di Valenta
aprile 1st, 2010 @ 4:20 pm

cara Valenta,
ti sbagli, e di brutto. leggiti i commenti più sopra: qualcuno ha detto chiaramente di non essere d’accordo. e rileggiti pure quelli di ozpeteck: io (non molto chiaramente, ero ancora confusa…) ho detto che il film alla fine mi aveva fatto ridere e che non ero d’accordo con Betty quando affermava che quel tipo di ironia (senza dubbio non raffinatissima) era equiparabile ai Vanzina.
allora, siccome non sei la prima a scrivere che qui siamo tutti a leccare il culo alla Betty, che Betty ha sempre ragione, vatti a rileggere i vecchi commenti, anche quelli delle malve, dove qualcuno ammetteva: “uh ma ce l’ho anche io quella cosa…”
e poi mi sembra ovvio che se uno viene qui e gli fa schifo quello che legge, alla prima può anche commentare schifato, ma alla seconda non ci torna…sarà per quello che i commenti negativi sono pochi?

Commento #47 di irgendwann
aprile 1st, 2010 @ 4:39 pm

Tzè, chissà perchè allora dire timidamente “uh, non sono poi tanto d’accordo, eh, uh” con la coda tra le gambe non suscita nessuna reazione e se io dico buuu e dico le cose come le penso chiaramente mi mettete tra le carampane.
Ahahah.
Ingrate! Sono anche iscritta al forum!

Commento #48 di Valenta
aprile 1st, 2010 @ 4:54 pm

se fai la carampana, ti tocca subirne le conseguenze.

Commento #49 di vipero
aprile 1st, 2010 @ 5:10 pm

allora vipero, sono una carampana soft, cioè non dico eh, uh, mhh….e neanche buuuu, mi vuoi bene lo stesso?

Commento #50 di ladonia
aprile 1st, 2010 @ 5:27 pm

da quel poco che vedo - e che leggo - il film è agghiacciante, sì.
il declino di milano e di salvatores sembrano andare di pari passo.
sarà colpa dell’aria?
di formigoni?
temo sia una china irreversibile per entrambi.

Commento #51 di fulmine
aprile 1st, 2010 @ 5:59 pm

Eppure, con tutto che le battute di Abatantuono sono imbarazzanti e certe scene una paraculata pazzesca, a me il film non è dispiaciuto. La fotografia è stupenda, veramente veramente stupenda, e non mi interessa se sembra una presa di posizione da fighetta di Flckr: io i Wayfarer ce li ho, li metto e mi piacciono pure. :D

(E poi Milano la lovvo, se mi metti Milano mi induci il lovvìo, inquadrano il deposito dei tram e a me luccicano gli occhi)

Commento #52 di jules "palesemente fighetta 30-40enne inside" chinaski
aprile 1st, 2010 @ 6:16 pm

M’interessa una cosa, Valenta: da “carampana” di Salvatores consideri in effetti che Io non ho paura sia uno dei suoi film migliori? Perché io ne ho visti troppo pochi di suoi film, però tra quelli che ho visto indubbiamente è il migliore, vorrei capire se la pensa così anche chi lo apprezza.

Ma per favore non dirmi che è bello Mediterraneo. No, quello è veramente una roba vergognosa.

Commento #53 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 1st, 2010 @ 6:42 pm

Mah, Allevi3metrisopralcielo, Mediterraneo sarà pure “una roba vergognosa” come dici tu, però a me è piaciuto più quel film di Io non ho paura… Poi, oh, chacun a son gout

Commento #54 di Clau
aprile 1st, 2010 @ 7:12 pm

insomma mi sembra di capire che si tratti di un porno senza sesso..sbaglio?

Commento #55 di ElJoDe
aprile 1st, 2010 @ 7:19 pm

mah, su questo film sarò sintetica: merda

per chi volesse saperne di più andate a scaricarlo (giammai, giammai farsi trascinare al cinema e spendere denaro per la cosa di cui sopra, si fa prima ad andare da uno che lavora e sputargli in faccia direttamente) e soffermatevi su due scene che mi hanno fatto ridere davvero, perché non potevo credere che nel 2010 il gran registone italiano premio oscar - mica l’ultimo stonatone appena uscito dal dams - avesse potuto partorire simili cazzate:

1)De Luigi viene trattenuto al telefono e ha la teiera sul fuoco che inizia a fischiare, lui corre la prende, si scotta e la fa cadere gridando. Mah, forse una qualche sitcom di quart’ordine, una fiction nostrana….

2)Una cagna che con la vocetta in falsetto si mette a pensare “speriamo di essere rimasta incinta, i nostri cuccioli saranno bellissimi”

Scaricare per credere

Commento #56 di Zimpi
aprile 1st, 2010 @ 11:19 pm

Credo che Mediterraneo sia non solo il film migliore di Salvatores ma che sia in generale un bel film, per la profondità dei personaggi, macchiette regionali ma al contempo divertenti e anche commuoventi.E’ esattamente questo equilibrio che manca del tutto a questo happy family e lo rende un film del cazzo.

@ MichaelEllis
Grazie a dio un’altra persona in italia si è accorta che Salvatores era l’unico a non avere ancora visto i Tanenbaum e probabilmente era certo che nessuno se ne sarebbe accorto.

Commento #57 di annet
aprile 2nd, 2010 @ 12:26 am

“handjobbara” è bellissimo. :D

Commento #58 di Matyi
aprile 2nd, 2010 @ 1:34 am

Mai avuti Wayfarer; in compenso ho iBook, Macbook 13″, Macbook Pro 17″, Macbook Pro Alluminio 15″, iMac 24″ e Mac Pro con due Cinema Display da 30″. Chiedo venia :-((

Commento #59 di Mickey
aprile 2nd, 2010 @ 9:41 am

ho dovuto guglare per capire cosa fossero i Wayfarer.
Ai miei tempi erano i Persol.

Commento #60 di vipero
aprile 2nd, 2010 @ 10:52 am

Le scelte sui dialoghi di Salvatores sono spesso orrende, ma la fotografia di questo film è tra le cose più belle viste in Italia negli ultimi cinque anni.
Sopperisce tranquillamente alla mancanza di intelligenza dei personaggi, basta spegnere il cervello e lasciarsi trasportare dalle immagini di una Milano che non ho mai visto così perfettamente esaltata dalla potenza espressiva del cinema. Grande lavoro.

(a parte: Salvatores, in generale, non lo sopporto)

Commento #61 di Billy Pilgrim
aprile 2nd, 2010 @ 11:21 am

(come si vede, che io e j. siamo marito e meglio, eh?)

Commento #62 di Billy Pilgrim
aprile 2nd, 2010 @ 11:23 am

se lo è, adesso lei scriverà:
“si vede proprio che siamo moglie e merito”.

Commento #63 di vipero
aprile 2nd, 2010 @ 11:37 am

Vip, la mia dignità di persona lotta strenuamente per impedirmelo.

Commento #64 di jules chinaski
aprile 2nd, 2010 @ 11:45 am

Betty, attendo trepidante un bel post dissacrante su Chiara Ferragni.

Commento #65 di Fa
aprile 2nd, 2010 @ 12:15 pm

da mò che Salvatores non si salva…. cmq devo stare attento a cliccare sui collegamenti, perchè Betty Moore ci mette del sarcarsmo specialmente in quelli, e io all’0apparire della pagina, cado per terra !! dal ridere anche se si dovrebbe piangere, Betty for president, ciau

Commento #66 di RiQu
aprile 2nd, 2010 @ 12:25 pm

Ma il cane parla come la volpe di Von Trier?
http://www.youtube.com/watch?v=Vmn9asN-8AE

Commento #67 di Klaus
aprile 2nd, 2010 @ 3:25 pm

Veramente a me tutte queste battutacce del protagonista piacione e la storiaccia del riccone malato terminale (nonché la banalissima scena della pianista in rosso che suona Chopin) sono sembrate volutamente banali, fuoriluogo e di cattivo gusto. Non so, ma mi è sembrato che il regista abbia voluto fare una parodia (piuttosto spietata) di tutto il cinema cosiddetto d’autore degli ultimi dieci anni, da Moretti a Ozpetek.

Commento #68 di bea
aprile 2nd, 2010 @ 4:01 pm

bea sei un’ottimista

Commento #69 di Klaus
aprile 2nd, 2010 @ 4:48 pm

A proposito, Betty, ma come fai a trascrivere i dialoghi? Ti porti il registratore al cinema?

Commento #70 di Matyi
aprile 2nd, 2010 @ 6:17 pm

sono un lettore assiduo e divertito, anche se mi sono sempre chiesto: possibile che le faccia sempre cacare tutto? che non ci sia mai un “però in fondo una cosa che mi è piaciuta c’è”? poi pensavo che era una scelta, diciamo stilistica.
però è vero che se si va al cinema con l’idea di scrivere un grande post (e questo lo è: fa ridere), si potrebbe massacrare pure Otto e mezzo o Il posto delle fragole (per esempio cominciando con chiamare i protagonisti, sistematicamente, “mentecatto”). però a quel punto rischia di diventare un esercizio di stile, un po’ sterile, e finisce che si sa sempre cosa aspettarsi (ovvero non “vediamo che cagata smaschera a questo giro” ma “vediamo su cosa si misura oggi il suo virtuosismo massacratorio”).

Commento #71 di spremuta
aprile 3rd, 2010 @ 12:39 am

Preferirei piuttosto che queste sceneggiature sempre tutte uguali siano progettate appositamente per fare soldi, avrebbero sicuramente più senso. Invece no, ci provano pure a fare il film profondo, e alla fine (temo) sono pure soddisfatti.

Commento #72 di Banach
aprile 3rd, 2010 @ 8:40 am

“Anch’io odio il cinema italiano” cit. da Valenta.

Cito solo qualche nome (di registi, si nomina sempre loro): Rosselini, Fellini, Antonioni, Visconti, De Sica, Ferreri, Bellocchio, Bertolucci, Olmi, i Taviani, Bene (anche se regista è improprio,un caso isolato)ecc. ecc.. ma anche Leone, Monicelli, Germi, Risi, Comencini o Petri, Rosi o Camerini, Lattuada ecc.. e altri ancora… direi che possiamo ritenerci più che soddisfatti del cinema italiano.
La situazione contemporanea è un altro discorso…

Commento #73 di The Transgressor
aprile 3rd, 2010 @ 1:07 pm

Bertolucci e Bellocchio… eh, da andarne fieri.

Io poi disprezzo anche Rossellini, ma lì il discorso è più complesso.
(Antonioni? Chi?)

Commento #74 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 3rd, 2010 @ 1:25 pm

Perfettamente d’accordo con Transgressor: c’è da andare fieri del cinema italiano che fu (e che in alcuni casi ancora é) ma la situazione adesso è cambiata. Se c’è una cosa che non sopporto è chi si attacca a discorsi del tipo: ah, ma una volta noi italiani eravamo i migliori artisti del mondo. Ok, una volta, ma guardiamo un po’ in faccia il presente: come siamo messi adesso? è il caso di accontentarsi di riposare sugli allori? Secondo me, no.

@ Allevi: beh, neanche a me piace Bertolucci e Ermanno Olmi mi fa addormentare (ma pure Pasolini). Però aldilà dei gusti personali, non mi puoi dire che fossero (o siano) cattivi registi.

Commento #75 di breschau di livonia
aprile 3rd, 2010 @ 1:33 pm

Vero:tra quelli da nominare immediatamente ho dimenticato Pasolini!
Brescau le ragioni della situazione del cinema italiano contemporaneo sono molteplici e talmente complesse da spiegare che non basterebbe un post. E non lo sto dicendo per atteggiarmi con la solita frase e fuggire da un’analisi. D’altronde è l’arte in generale ad essere in crisi e, tornando al cinema, direi che quello europeo- occidentale è da tempo cammina su un filo di lana.
Su quello italiano, che dire, probabilmente non tornerà mai ai fasti di un tempo (o forse sì), resta il fatto che qualche (ho detto qualche) buon film ancora si riesce a fare e in generale la situazione mi sembra migliore rispetto ai novanta. Certo, si piange rispetto al passato…ma così è.

Commento #76 di The Transgressor
aprile 3rd, 2010 @ 2:00 pm

è tutto moolto televisivo. sia gli attori che i discorsi così come gli arredamenti. e la bicicletta nell’ingresso no?
a me salvatores ha fatto sempre un effetto lassativo, Mediterraneo è una paraculata pazzesca con i protagonisti che avevano semplicemente cambiato epoca.un tuffo nel futuro per loro.
non capisco perchè mai salvatores faccia dei film.
ah, de luigi , che peccato che faccia il comico, è sprecato, io gli farei fare un ruolo drammatico in un bel film magari. ha una faccia pazzesca.

Commento #77 di addiokyra
aprile 3rd, 2010 @ 2:07 pm

P.S. con questo mica ho voluto dire che non ne riconosco lo stato comatoso…anzi. Volevo solo sottolineare che, tempi odierni a parte, “quello” (dei registi che ho nominato e non) è il cinema italiano. E basterebbe la doppia triade: Rossellini-Visconti-De Sica e Fellini-Antonioni-Pasolini.
Voglio dire, con i relativi distinguo, visto che si parla di un altro linguaggio (ricordiamoci poi che riferirsi sempre e solo ai registi è una convenzione…anche nel cinema più autoriale, vi è sempre una differenza tra un film, ovvero una collaborazione, e uno scritto), ma quando ci riferiamo alla letteratura italiana a chi pensiamo? Ai vari Dante, Petrarca e compagnia cantante, ecco questo volevo dire con il mio post (e ci ho messo una vita…)

Commento #78 di Anonimo
aprile 3rd, 2010 @ 2:14 pm

Scusate “Anonimo #78″ sono io. Troppo pc…

Commento #79 di The Transgressor
aprile 3rd, 2010 @ 2:16 pm

bea:
a me la storia “scene piacione=satira pungente delle stesse nel cinema contemporaneo” fa storcere il naso. E’ la stessa reazione che ho quando in un film dell’orrore dicono “sembra di essere in un film dell’orrore di serie Z!” . Il fatto di esserne consapevoli non eleva nemmeno di un gradino l’opera, anzi io mi immagino l’autore che si crogiuola nel suo non prendersi troppo sul serio: che classe, che modestia!
Anche parodia e satira hanno le loro regole: copiare le stesse battute volgarotte e i dialoghi da soap dei brutti film, mettendo alla fine uno che dice “accidenti, ma siamo finiti in una soap opera?” è pessima narrazione.

Commento #80 di kyr
aprile 3rd, 2010 @ 4:21 pm

possibile che le faccia sempre cacare tutto? che non ci sia mai un “però in fondo una cosa che mi è piaciuta c’è”?

A sorpresa (?), pare le piaccia Lady Gaga. Ha scritto che è brava.

Commento #81 di Matyi
aprile 3rd, 2010 @ 5:02 pm

Scusate ho dei problemi con la tastiera

Commento #82 di Matyi
aprile 3rd, 2010 @ 5:03 pm

Boia Betty stavo leggendo l’aarticolo sulla poltrona e sono volato di sotto 5 volte mentre legevo l’articolo dalle convulsioni che mi hai provocato a livello ilare. Ti faccio una statuina di caucciu’ e me la metto sullla scrivania. Viva te.

Commento #83 di Giacomo
aprile 3rd, 2010 @ 7:01 pm

Che Bertolucci e Bellocchio non siano e non siano mai stati bravi registi non solo si può, si deve dire.
Per Rossellini ammetto che il discorso sia più complesso, ma non sono certo il primo o il solo a ridimensionarlo.

Commento #84 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 3rd, 2010 @ 10:53 pm

“Che Bertolucci e Bellocchio non siano mai stati bravi registi non solo si può, si deve dire” è una esimia stupidaggine: il fatto che tu lo affermi con sprezzante e apodittica sicurezza non lo rende più vero. Personalmente non amo molto Bertolucci mentre riconosco a Bellocchio un notevole talento visionario, ma i miei gusti (o i tuoi) non hanno particolare importanza quando si parla di capacità oggettive. Si potrà discutere sul loro valore artistico ma che siano entrambi “bravi registi” (cioè gente capace di fare bene il suo mestiere) non è in discussione. Dirò di più, entrambi non sono solo “bravi registi” ma anche “autori” a pieno titolo: che poi il loro mondo non piaccia o lasci indifferente è un altro discorso.

Commento #85 di robert bresson
aprile 3rd, 2010 @ 11:59 pm

Diciamo che parto col pregiudizio che non è cosa buona e giusta criticare mastro Salvatores. Non leggo il post per non rovinarmi la sorpresa. Vedo il film e poi dico la mia. Passo e chiudo.

Commento #86 di P!nkinside
aprile 4th, 2010 @ 5:42 am

Bravo Bresson (85)! :-)

Commento #87 di burmashave
aprile 4th, 2010 @ 10:05 am

Capacità oggettive, di cosa, di fare il mestiere di regista? In che senso? Nel senso di saper stare su un set e dirigerlo? Sia pure; in effetti il primo dei due ha anche dimostrato di saperne gestire di molto imponenti. Ma anche nel senso che sanno fare film decenti? No. I film di entrambi (ma soprattutto di Bertolucci) sono infarciti di pretestuosità e di cattivo gusto, sfiorano quasi sempre il ridicolo involontario e galleggiano sul compiacimento a buon mercato.

Non ho detto che siano dei dilettanti, che non conoscano il mezzo, e per quanto mi riguarda posso concedere loro a cuor leggero la qualifica di “autori”- della quale poco m’importa, preferisco di gran lunga un regista asservito alla produzione e che non ha messo becco nella sceneggiatura, se svolge bene il suo lavoro di messa in scena- ma ribadisco che sono dei cattivi realizzatori di film, in quanto realizzano cattivi- pessimi- film.

Il “tuo” (mi riferisco al nick) mondo non mi piace, ma il tuo talento è immenso e indiscutibile, la tua visione è quanto di più lontano e odioso ci sia per me, ma i tuoi film sono splendidi (splendidi è dir poco); L’ora di religione al contrario esprime una visione ideologica che condivido, ma pochi altri film mi hanno fatto altrettanto schifo (sì, un esempio posso farlo, un altro con lo stesso incolpevole Castellitto: La carne di Ferreri).

Commento #88 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 4th, 2010 @ 10:27 am

eh alè…..ora che so che andrei a vedere una cagata pazzesca, devo trovare qualcos’altro da fare lunedì sera….che maroni….MI TOCCHERA’ STUDIARE?!?UFFFIIIII..
auguroni betty:buona pasqua..

Commento #89 di moretta
aprile 4th, 2010 @ 1:09 pm

Ciao, premettendo che leggevo Malvestite già sul splinder e che mi faceva MORIRE, ho letto il tuo post/forum su Chiara Ferragni.
Ho aperto da poco un nuovo blog, dove l’idea sarebbe di prendere per il culo tutte quelle galline deficienti.. Se ti va visitalo, e magari fallo girare!
Ciao!!

The Blogbuster

Commento #90 di The Blogbusters
aprile 4th, 2010 @ 2:23 pm

di Salvatores ho visto Io non ho paura e Nirvana e mi sono piaciuti tanto entrambi, quindi credo di apprezzare il regista.
Certo è che se sentissi al cinema una battuta comprendente la parola lucidalabrador uscirei immediatamente in preda alle convulsioni.
Battuta peraltro fregata al Piccol, imparo dai commenti, dai, che tristezza infinita!

Commento #91 di Starla
aprile 4th, 2010 @ 3:18 pm

…Invece io ho trovato questo film grazioso. Mi è piaciuto il ritratto che ha fatto di Milano, e ho addirittura riso alla scenetta (che forse non c’entrava, boh) ambientata nel quartiere cinese, dove fra l’altro vivo. Mi sono piaciute le due famiglie milanesi a confronto, le riprese notturne che forse vogliono essere troppo poetiche, è vero, ma chi conosce e vive Milano, e si è mai ritrovato in Brera alle 4 di notte, o in una piazza del Duomo completamente deserta… E i personaggi? Forse sono un po’ macchiette, è vero; ma raramente ho visto film commedie nei quali si riuscisse a cogliere l’infinita complessità del carattere di un uomo in sole due ore. Probabilmente queste “macchiette”, uomini e donne presi così, ritratti attraverso i loro vizi/aspetti più evidenti e determinati, maniacali, forse vorrebbero rimandare o ricordarci di qualcuno che tutti conosciamo, magari con l’ironia grezza di Abatantuono o l’insicurezza cronica della Bilello…e siamo noi allora, a dovergli dare forma e spessore “umana”, costruirli a partire da un’intuizione nella nostra testa. credo anche che gli attori fossero bravi : ).
Riguardo poi ai discorsi filosofici con canna e malato terminale…bè, erano dialoghi alla portata di tutti senza pretese di illuminare le menti, spero!Per esprimere un concetto profondo credo si possa anche parlare in prosa : ), siamo uomini.
…E siccome il cinema è finzione, a me sono piaciute anche le scene tutte su un colore, il metacinema,e mi è sembrato carino il fatto che “mancasse una trama”, quella cosa lì insomma che ha detto bene Betty. Surreale, in generale, sì: ma in questo forse a volte vicino all’esistenza. io lo consiglio : )
cheers!

Commento #92 di Heilà
aprile 4th, 2010 @ 3:48 pm

mannaggia…io ci provo eh! ogni tanto vengo qui e leggo gli ultimi post,per vedere se fai ridere anche me dato che qui c’è ”gente che si cappotta dalle sedie”…niente,non ci riesco! davvero pensate che questo umorismo basato sul disfare l’aspetto o il lavoro altrui E-BASTA sia più intelligente e originale di qualche battuta sulle razze canine di abatantuono!?E non è solito buonismo a priori il mio,sia ben chiaro! mi piacciono le iene ‘fatte bene’ ….lavoro nella moda,non proprio a cucciolandia :D e bhe si sa,non esiste ambiente migliore per sparare acidità e malignità a raffica su qualunque altro essere che respira,lo so che è facile…però dopo un po’ basta, dai…quanto astio in corpo gente! E’ sempre la stessa solfa…tizio caio + aggettivi pseudosardoniciacuti + sarcasmino+ citazione +sarcasmino2….ma tu guardi le cose già pensando a come disfarle dopo? davvero,non è un’accusa sterile (altrimenti non scriverei qui proprio nella tana del lupo! :) ) è che proprio non capisco…

per tornare in tema: a me le citazioni di Wes Anderson non hanno dato fastidio,scenografia e costumi erano proprio da gustare con gli occhi,De Luigi me lo farei volentieri (non mi si chieda il perchè!) e per finire le battute sceme secondo me non avevano tutta questa pretenziosità…

Commento #93 di mani
aprile 4th, 2010 @ 3:57 pm

Sono in disaccordo stavolta. A me il film ha strappato quattro risate, niente di che ma niente di così deplorevole dai. A volte mi piacerebbe sapere che cosa PIACE a Betty :-). I detrattori nei commenti se lo sono visto il film o si basano sulla critica di parte? Spero la prima.
Io sto aspettando la demolizione degli odiosissimi Bausettete con ansia nè!

Commento #94 di sara
aprile 4th, 2010 @ 4:54 pm

complimenti per aver scovato la chicca firmata da Silvana Silvestri de Il Manifesto. Quanto si potrebbe dire da questo a tutto quel mondo che segue a ruota…

Commento #95 di Anonimo
aprile 4th, 2010 @ 7:34 pm

@3metri. Ok, ora hai precisato meglio quello che intendevi: il problema è che nessuno o quasi consentirebbe sulla tua definizione di “bravo regista”. In generale un regista è ritenuto bravo proprio “nel senso di saper stare su un set e dirigerlo” e nel senso di saper coordinare i vari elementi del film e i vari collaboratori dalla pre- alla post-produzione, così da renderlo un prodotto coerente. Bertolucci e Bellocchio sono questo e molto di più, e non credo che nessun regista di qualche valore consentirebbe a definirli “cattivi realizzatori” (proprio Bertolucci ad esempio è addirittura idolatrato da Scorsese, Coppola e compagnia bella).
Detto questo, la tua posizione è interessante, è quasi un capovolgimento della “politique des auteurs” anni ‘50: meglio un bravo artigiano come Henry King che un “autore” di film che per qualche motivo sono da ritenersi “cattivi”. Personalmente non sono d’accordo: a me ad esempio Nicholas Ray non è mai piaciuto e lo trovo sopravvalutato (molto più di Bellocchio); tuttavia lo trovo molto più interssante di Henry King. Poi è chiaro che ad essere “autori” e quindi a essere “personali” si rischia sempre di più, e si rischia anche di fare cattivi film…

Commento #96 di robert bresson
aprile 4th, 2010 @ 7:55 pm

Infatti.
Sono anni che penso che la “politique des auteurs” abbia fatto danni quasi irreparabili al cinema. D’altra parte niente di ciò che viene dai Cahiers e da “padri nobili” tipo Bazin può essere un bene. ;-) Le peggiori boiate le ho sempre viste fatte da auto o etero proclamati autori.
Quanto a “Scorsese, Coppola e compagnia bella”, te li cedo tutti in blocco per un qualunque film di grande produzione degli anni ‘30, una commedia possibilmente.

Non ti piace Nicholas Ray? Io lo conosco solo parzialmente, ma certi film sono splendidi (non Gioventù bruciata, d’accordo). Molto meglio Satyajit, comunque, indubbiamente ;-).

Comunque non è che la tua visione sia proprio maggioritaria: se dico che Zeffirelli è un cattivo regista (anche d’opera) la maggior parte delle persone mi dà ragione, eppure come esperienza e capacità gestionale è inattaccabile, e come regista d’opera oggi come oggi è forse il più esperto che ci sia su piazza, eppure il suo cattivo gusto e la sua mancanza di vero talento gli fanno concepire quelle regie in stile pompier che tutti conoscono e quasi tutti i competenti disprezzano.

Proprio se un regista assurge al rango di autore non può più essere giudicato in base alle competenze pratiche e all’esperienza, bensì solo ed esclusivamente in base alle opere delle quali si prende in pieno la responsabilità, e se sono ciofeche questo fanno dell’autore un cattivo regista.
E’ la lineare conseguenza del loro (voler) essere considerati autori. Al contrario posso ammirare, per esempio, la fotografia di un Nestor Almendros anche in boiate tipo Laguna blu: non ha nessuna responsabilità sull’idiozia del film.

Poi i diecimila dilettanti allo sbaraglio con camera digitale sono quasi tutti ancora peggio, e non sanno nemmeno confezionare un prodotto guardabile, ovviamente, ma è un altro discorso, e poi quasi sempre ambisco a essere autori, non semplici professionisti.

Commento #97 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 4th, 2010 @ 11:30 pm

“ambiscono”

Commento #98 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 4th, 2010 @ 11:31 pm

L’idea di giustificare l’assenza di idee semplicemente ammettendo di non averne NON è un’idea.
Forse lo è stata per il primo che l’ha avuta!
Ma salvatores arriva un po’ tardi mi pare…
Peccato basare tutto su questa struttura inconsistente, perché alcune cose del film sono valide, il tatteggio dei personaggi e dei loro pensieri segreti ad esempio era ben fatto. Bellissima poi la fotografia… E anche il ritratto di Milano mi è piaciuto. Quello che mi fa arrabbiare, in genere, guardando i ilm italiani ultamente, è la loro incompiutezza. Sembra che chi li fa non abbia voglia di impegnarsi un po’ di più, eppure a volte basterebbe poco. Si ha sempre l’impressione di qualcosa fatto tanto per fare, per non parlare della pubblicità che spunta da tutte le parti. Peccato. Sono d’accordo con betty sul fatto che sempre più spesso vada di moda l’assenza di sostanza spacciata per leggerezza e saggezza. Quando è solo pigrizia mentale e mancanza di autocritica.

Commento #99 di Vy
aprile 5th, 2010 @ 12:53 am

@ Vy: perché questo film lo trovi incompiuto? (o era una cosa in generale…? ) giusto per capire, non per fare polemica, eh!
: ) ciao

Commento #100 di Heilà
aprile 5th, 2010 @ 10:15 am

Quoto bresson: sarà che mi accontento di poco, ma per me essere padroni del mezzo, conoscerlo e ben gestirlo è già molto. E non parlo solo di cinema; per me il discorso vale anche per la pittura e la letteratura. Se poi l’argomento o l’ottica attraverso la quale viene analizzato e trattato non sono di mio gusto, pazienza. Potrò dire che l’opera non mi piace, ma non che è priva di valore. Un esempio letterario può essere Agota Kristoff: non sopporto la sua visione del mondo (quello della Kristoff è un cinismo gratuito, e talmente grottesco da sfociare nella stupidità), ma non c’è dubbio che la Kristoff abbia una tecnica eccellente, e per quello bisogna almeno apprezzarla. Del resto, non mi capita spesso di vedere un buon “autore” che sappia anche essere un buon “artigiano”. E anche quando capita l’opinione è sempre soggettiva, non necessariamente condivisa da chi mi sta intorno.

Commento #101 di breschau di livonia
aprile 5th, 2010 @ 11:06 am

@3metri. Non condivido affatto la tua visione ma devo dire che è originale e ben argomentata. Sulla questione terminologica del “bravo regista” continuo però a pensare che rimarrai in splendida minoranza..

Commento #102 di robert bresson
aprile 5th, 2010 @ 11:37 am

E poi, qui mi sembra che ci si stia infognando un po’ troppo sul discorso del regista (alla faccia del criticare la politica degli autori!). Il regista conta parecchio ,ma non è il solo elemento che determina la buona riuscita o meno di un film. Se in un libro il discorso è portato avanti dall’autore e poi recepito e filtrato dal lettore, nel cinema bisogna calcolare più elementi. Ad esempio, James Ivory è un ottimo regista (almeno per me) ma il valore dei suoi film è dato non solo dalle scelte di regia (a parer mio, mai troppo ingombranti) ma anche dagli attori, dalle scenografie, dalle sceneggiature, dalla fotografia.
Poi se vogliamo parlare solo del cinema d’autore vero e proprio, non ha neanche senso farlo in un post dedicato a Salvatores :D

Commento #103 di breschau di livonia
aprile 5th, 2010 @ 11:40 am

Bof, a rilettura più attenta il post non mi è sembrato interessante come gli altri. Iniziamo a sfatare una cosa: molto spesso si notano Mac invece che normali PC nei film…forse perché i film normalmente vengono rimessi a posto-rifatti con i MAC (FinalCut), quindi è ovvio che ci sia un numero maggiore dei prodotti Apple in visione sullo schermo. Se poi uno spettatore è cretino e vuole seguire la moda (quindi si fa il Mac) la colpa è del cervello vagante (nel senso che vaga lontano dal cranio) o del regista?
Si nota però una cosa: il delitto dell’intelligenza. Si nota in generale che alcuni (troppi?) commentatori, non appena leggono ‘fa schifo’ (in sunto), subito si allontanano dal film, dicendo ‘allora fa schifo’. Cazzata assurda, perché così si presuppone che il giudizio individuale del singolo postatore nei riguardi di un prodotto parta solo in funzione del giudizio individuale dell’autrice del post. Cazzata disumana, anche perché questo non è assolutamente un post di critica cinematografica. Manca, ad esempio, una valutazione oggettiva dell’operato registico tecnico. Quello che si legge in questa sede è solo un dito puntato contro la sceneggiatura (dialoghi, in realtà, perché la storia non si capisce dal tutto) e le scelte ‘estetiche’.
Quello che però mi preme, è un’altra cosa. Mettiamo che l’autrice se ne uscisse fuori adesso dicendo: ‘era uno scherzo, coglioni, era un pesce d’aprile. Il film è fantastico’. Quanti allora cambierebbero idea in un secondo? Non provate a dirmi nessuno, sarebbe difficile per me crederlo.

p.s.: al 97, Allevietc., attento a fare generalizzazioni, perché se mi dici che butti via ‘Coppola e Scorsese’ per una commedia degli anni ’30, stai facendo la figura del cinemasnob eurotrash. Mi vuoi dire che butteresti via ‘Apocalypse Now’, ‘Toro scatenato’, ‘Taxi driver’ come niente? Perché in questo caso vuol dire assoluta mancanza di visione e accettazione del talento registico quando presente. Stessa cosa, al 23 stai dicendo che Salvatores fa schifo, ma non lo dici in maniera soggettiva, lo dici in realtà in maniera draconiana: ‘visto che amo il cinema’. Niente di che, anzi, noto che nella maggioranza dei casi fai commenti intelligenti (vedi il 53), ma ogni tanto queste piccole cadute di stile stonano.

p.p.s.: al 33, se gli italiani sono incapaci di grottesco mi chiedo da dove vengano ‘I mostri’, ‘Il sorpasso’, ‘I soliti ignoti’, ‘Brancaleone’, ‘La dolce vita’, ‘Amarcord’…devo continuare?

p.p.p.s.: al 56…mi trattengo un poco, dall’usare parole più consoni, direi che non posso far altro che autocensurarmi su miei possibili commenti nei riguardi di ‘scaricate, scaricate’. Dirò solo che qualcuno farebbe meglio a scaricarsi l’intelligenza.

Commento #104 di burmashave
aprile 5th, 2010 @ 1:17 pm

Una piccola cosa: basta con questa storia che il cinema italiano odierno fa schifo. Capisco che si viva nell’autocompiacimento autofustigatorio, tuttavia…Sul mare, Le chiavi di casa, La bocca del lupo, Alla luce del sole, L’imbalsamatore, Gomorra, Il Divo, L’oro di Cuba, Feltrinelli.
Non mi sembrano opere da due soldi (colta citazione, ma non è Brecht), concordo che vengano messe fuori in pochi cinema, ma le opere buone esistono. Basta cercarle (non scaricarle!).

Commento #105 di burmashave
aprile 5th, 2010 @ 1:39 pm

burmashave: infatti, forse non ho specificato bene. Io intendevo cinema italiano degli ultimi 25, 30 anni. I films citati da te sono ottimi esempi di grottesco, ma non strettamente contemporanei. Per il resto, anche io ammetto che qualcosa di buono c’è ancora adesso, ma poco, troppo poco per tenere su la bandiera del cinema italiano.

PS: magari la citazione colta sarebbe stata opera da TRE soldi :)

Commento #106 di breschau di livonia
aprile 5th, 2010 @ 1:49 pm

Allevi3metrisopraalcielo se per te i film di Bellocchio e Bertolucci sono brutti film (quali poi? bisogna vedere caso per caso: sono TUTTI brutti?) è un tuo parere, non una cosa universalmente accettata ed oggettiva.

Commento #107 di The Transgressor
aprile 5th, 2010 @ 3:07 pm

No, non posso dirlo. Sia di Bellochio che di Bertolucci io ho visto pochi film; ho però visto alcuni di quelli che sono considerati i migliori e di periodi molto diversi e distanti delle loro carriere, e se questo è il meglio che hanno saputo dare mi chiedo cosa sia il peggio.
Da molti anni ho abbandonato l’idea di vedere anche quello che non mi piace per una sorta di dovere, e di Bertolucci e Bellocchio ho già visto sin troppo. Faccio già fatica a vedere il maggior numero possibile di film che mi piacciono e di “autori” che mi piacciono.

Quanto alla troppa attenzione sul regista sono perfettamente d’accordo, ma questa è più o meno la concezione attuale e io mi trovavo a rispondere al commento numero 73 (che per altro già ammetteva la parzialità del riferirsi solo ai registi), in effetti, volendo mettere i puntini sulle i la frase che avrei potuto dire era “i film con la regia di Bertolucci e Bellochhio sono- limitatamente alla totalità di quelli che ho visti- dei brutti film”.
Sul fatto che per il cinema vada considerato anche l’apporto di altre figure, sono il primo a dirlo: a parte quello ovvio degli attori, e senza addentrarsi nei- per altro fondamentali- ruoli esclusivamente tecnici, bisogno considerare almeno il direttore della fotografia, lo scenografo, il compositore, il costumista e persino quel poveraccio dello sceneggiatore (ma qui sono di parte…). Certo, nel caso di un Chaplin che scriveva, dirigeva, interpretava, produceva e musicava persino in prima persona i propri film si può fare una semplificazione e dire “un film DI Chaplin” a cuor leggero.

La frase “visto che amo il cinema ho visto pochissimo Salvatores” era sarcasmo à la Betty, stavo scrivendo un breve commento, non parlando seriamente di cinema.

Quanto ai registi della New Hollywood… proprio non sono il mio genere, posso dire che non mi piacciono né Apocalypse now né Taxi Driver senza suscitare scandalo? Da molto tempo combatto l’idea dell’attuale generazione di critici “al potere” (sto semplificando scherzosamente) secondo la quale siano il massimo del cinema.
E poi mica ho detto che li buttavo via: li scambiavo contro qualcosa che mi piace davvero.

Commento #108 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 5th, 2010 @ 4:16 pm

In generale tutta la discussione sta virando verso lidi troppo complessi da sbrogliare, e io, di solito, vengo in rete per distrarmi.

Dunque faccio solo qualche chiusa e puntualizzazione: ognuno ha la propria visione del cinema (anche chi lo vede dal punto di vista artistisco, come interessa a me). Ognuno ha i suoi film ed i suoi autori preferiti. Vero è che io personalmente tendo a vedere del buono anche in cose che non mi piacciono in toto e/o che sono lontane da me (d’altronde, spesso l’arte porta a reinterrogare noi stessi).
Ora, non so quale sia la tua visione di cinema (mi riferisco ad Allevi3msc), ma dal momento che hai detto di “disprezzare” Rossellini e hai sbeffeggiato Antonioni (tra i miei preferiti di sempre) suppongo sia molto lontana dalla mia.

Su Bellocchio e Bertolucci, per chiudere, credo che quello che hanno cercato di dirti gli altri utenti è che, al di là dei gusti o meno, sono registi la cui produzione presenta delle precise soluzioni stilistiche e di ricerca formale con una linea tematica/poetica che spinge lo spettatore ad interrogarsi. Dunque, per forza di cose sono importanti più di un, che ne so, Muccino qualsiasi (anche lui ha un suo stile e poetica, ma non vi è nessuna soluzione estetica degna di nota e la poetica/tematiche sono piuttosto superficialotte e banali; credo che questo se ne renda conto chiunque, anche chi vede “I pugni in tasca” e non gli piace). Stesso discorso può praticamente farsi per l’esempio di Zeffirelli che hai citato. Ho banalizzato ma era per far capire.

P.S. per la cronaca, preferisco Bellocchio a Bertolucci.

Commento #109 di The Transgressor
aprile 5th, 2010 @ 8:22 pm

@106: infatti, non è Brecht ;-), che poi non ho letto in questo caso (ma ho letto il Gay…che detto così suona molto male, ma tant’è, noi continuiamo ad avere il Goldoni). Concordo che negli ultimi anni di grottesco è rimasto poco nel cinema, come genere (forse il Portaborse è uno degli ultimi esempi, mi dicono), ma vorrei far notare che la mancanza di buon cinema è spesso data dalla perdita di pubblicità. Poche sale per buoni prodotti, mentre altri vanno più alla grande, che non è cosa nuova, ma è sempre stata così. Dobbiamo aspettare qualche anno per avere un occhio critico migliore, senza dimenticare anche quei prodotti che si perdono nei meandri prima di essere ripresi e rivalutati (in bene o in male, un esempio la prima produzione di Brass, che è, a mio avviso, magnifica, mentre la seconda è altalenante ma in buona parte sufficiente).

@108: iniziamo con una piccola cosa, è corretto dire che se un regista non partecipa alla sceneggiatura, parte in qualche modo in svantaggio. Tuttavia, il lavoro del regista è quello di coordinare tutto, di trovare una sceneggiatura e portarla in scena, prendendosi carico di ogni cosa. Ti faccio un esempio: se il film X fa un flop, la colpa va sullo sceneggiatore incompetente oppure sul regista? La responsabilità è e rimane sua, anche quando teoricamente non ha nulla a che fare. Basti pensare a Godot. Se il regista teatrale non capisce che è una commedia, il pubblico non apprezza. Eppure il testo è sempre quello! Attento, perché stai facendo un decostruzionismo della figura del regista e dal tuo punto di vista risulterebbe che come persona non abbia poi queste grandi qualità (che invece ha, perché è lui che sceglie gli attori, lui che li indirizza, lui che gli dice come fare le battute, come intonare i dialoghi, lui che decide se la scena va fatta così o cosà, lui che decide cosa tagliare oppure no, lui che…insomma, spero si sia capito).
Quello che stai attuando è il revisionismo shakespeariano (teatrale in generale) per cui, portati da due o tre parole cadute all’orecchio, si pensa che l’autore inglese avesse in realtà fatto ben poco sui testi a noi pervenutici. Una palla, visto che la filologia serve a qualcosa, oltre allo studio dei topoi (temi) ricorrenti, sia da un punto di vista di trama-struttura, che di personaggi-dialoghi e tecnica pura.
Altra cosa, non puoi gettare fango su Bertolucci (persona gentile e modesta, mi dice chi l’ha incontrato) e poi dire che di lui hai visto solo pochi film. E’ una boiata infame quella che stai facendo. Se dici ‘non mi piace’ nessuno si scandalizza. Opinioni tue personali, giustificabili da tue precise scelte e gusti. Qua però ti stai arrampicando sugli specchi. E’ come se una persona si banfasse di essere conoscitore di Kubrik per aver visto solo Full Metal Jacket. Mi spiace, ma qua non è assolutamente corretto gettare fango su registi di cui hai visto solo una piccola parte delle loro opere. Inoltre, dici che hai visto quelli che sono considerai i migliori: ma da chi? Da altri, non da te, quindi ti stai facendo un’opinione basandoti sulle opinioni altrui. Il tuo discorso logico è fallace, perché da questo punto di vista dovremmo dire che Blade Runner è un pessimo prodotto di Scott se tornassimo indietro nel tempo (cattivissime recensioni quando uscì), e tu non lo guarderesti.
Più semplicemente: dire ‘mi fa schifo’ è arrogante e saccente, dire ‘non mi piace’ invece è sinonimo di intelletto evoluto (tiè, detto da uno pseudogiornalista tutto ciò ti apre una ferita nel costato su cui spalmo sale ;-) ).

@71: commento azzeccato. Qua mi metto gli occhiali e rileggo con un occhio critico. C’è una grande differenza tra sbugiardare e gettare fango. Nel primo caso, chi scrive utilizza il mezzo della penna in maniera ironica-satirica, nel secondo caso invece in maniera ‘sarcastica’. Se andiamo a guardare bene l’incipit di quanto scritto, l’autrice parte prevenuta e ci rende partecipi di questa forma mentis, cosa che invece chi fa satira-ironia non si permetterebbe di fare. Il ‘Ditemi voi se non’ potrebbe tranquillamente essere tolto e non cambierebbe per nulla il senso totale negativo tacciante. Questo però ci chiama subito in causa, e quindi ci immette in un dialogo che in realtà è un monologo. Chi fa ironia-satira non si permette di introdurre un dialogo con “ ‘un mentecatto’ dice…” ma trascrive prima il dialogo e poi dopo arriva ad una conclusione di cui vuole farci partecipi. Forse è per questo che a volte quanto scrive non piace: non è un questione di attaccare ciò a cui siamo legati (vi piace Salvatores? Beccatevi questo), ma il sentore di ‘arroganza’ (è un sentore, sia chiaro, perché io non conosco l’autrice che potrebbe essere la persona più gentile del mondo) che fuoriesce. Usando il ‘sarcasmo’ l’autrice parte da una presa di posizione definita (il film fa schifo) e costruisce attorno dei jingle ripetuti (mentecatto, mentecatta, mentecatto etc. etc.) e porta ogni tanto delle prove alla sua tesi. Può piacere (a me a volte piace) oppure no (a me a volte non piace). Tanto per capire, Betty Moore ha speso pagine per scrivere (benissimo, e in maniera divertente) sulla Meyer e Twilight, Stephen King ha fatto più in fretta, in una sola riga: ha detto semplicemente che è una pessima scrittrice che ha saputo centrare un tema catalizzatore. E per quanto riguarda i Mormoni, guardatevi la puntata di South Park, lì c’è ironia, tanta, satira, tanta, ma anche autocritica (tanta, veramente tanta). Forse è un problema mio, ma vorrei che quanto l’autrice scrive non mi spinga solo a ridere, ma anche a pensare e fare autocritica. (rimane bravissima, comunque)

Commento #110 di burmashave
aprile 5th, 2010 @ 8:24 pm

Mi basterebbe quotare quanto scritto sopra di me, da “commento azzeccato…” a “…fare autocritica”, e, di conseguenza il commento di spremuta (#71). Però due parole le spendo anche io: seguo da qualche tempo questo blog, ma intervengo solo ora perché, in quanto ‘apprezzatore’ del film, mi sento in dovere…
Effettivamente sembra che si prendano a pretesto alcune componenti del film per smerdarlo totalmente. Ho recensito a livello amatoriale questo film (qui: http://cattivobruttobuono.blogspot.com/2010/04/happy-family.html - sì, squallida autopromozione) ed ok “Happy Family” = “I Tenenbaum”, ok battute di Abatantuono = cacca (che poi, secondo me, non servivano per far ridere gli spettatori, ma per inquadrare il personaggio), ma smontare un film solo per alcuni difettuci… boh…
Salutoni!

Commento #111 di Samu
aprile 5th, 2010 @ 11:38 pm

No, volevo fare un errata corrige: non penso che “Happy Family” = “I Tenenbaum” sia un difettuccio… ma una semplice ispirazione/citazione…
Non ce lo vedo Salvatores che spera che nessuno se ne accorga!

Commento #112 di Samu
aprile 5th, 2010 @ 11:39 pm

Burma, io non ho mai detto di essere un esperto di Bertolucci, ci mancherebbe (solo altri i registi di cui sono, non diciamo esperto, ma in qualche modo competente), e infatti generalmente non parlo di lui, però ho visto abbastanza per farmi un’idea su quali siano le sue capacità. Per esempio di Muccino ho visto (trascinato) un solo film, ma mi è bastato per dire che non vorrò mai più vedere un suo film. Non mi metterò a scrivere articoli o monografie su nessuno dei due, però non mi tirerò indietro nel dire cosa penso di loro.

In ogni caso non so se tu abbia mai conosciuto dei cinefili, io ne ho frequentati alcuni, specie in un certo periodo della mia vita, e trovarne uno che apprezzi anche solo un poco Bertolucci è davvero un compito arduo.
Che poi sia una persona gentile è vero, ma questo non fa di lui un bravo autore.

Sai, qui siamo sulle malvestite e qui si dice “mi fa schifo”, in un altro contesto mi sarei espresso diversamente. Per altro la tua distinzione è fatta male: avresti dovuto contrapporre “fa schifo” (senza mi) a “non mi piace”, perché tra “MI fa schifo” e “non MI piace” la differenza è solo nel tono, ma il giudizio è altrettanto soggettivo e altrettanto lapidario.
Un mio caro amico (di una generazione precedente) che mi manca molto ricordava sempre che da bambino, a tavola, mi era stato consigliato di sostituire “mi fa schifo” con “ne voglio poco”, e per anni usavamo questa espressione per indicare la riprovazione più totale di qualcosa; per esempio, visto che aveva per Raffaello un disprezzo infinito diceva sempre “di Raffaello ne voglio poco”.

Balde runner l’ho visto, ma non avrei poi perso molto a mancarlo…

Il paragone con Shakespeare invece non l’ho proprio capito.

Per transgressor: certo che l’arte porta a reinterrogare se stessi, capita spesso anche a me, non cerco solo cpnferme; l’ho già detto, alcuni dei miei registi preferiti hanno una visione del mondo per me assolutamente inaccettabile e che combatto aspramente (diciamone uno: Dreyer), ma la maestria con cui la mettono in scena mi fa ammutolire dall’ammirazione. Un regista come Bertolucci, invece, mi genera solo fastidio, noia e ilarità (da lui non voluta).

Commento #113 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 6th, 2010 @ 10:48 am

Ma anche chi se ne frega eh.

Commento #114 di Shepard
aprile 6th, 2010 @ 3:50 pm

Ma scusa Betty Boop oops Moor che tra questa marea di mentecatti potresti aggiungerti pure tu?Qualcuno mi ha segnalato questo blog per la bassezza dei contenuti e per gli improperi rivolti a tizio e caio…ma complimenti cara!

Commento #115 di gaba70
aprile 6th, 2010 @ 5:15 pm

*non hai mai pensato

Commento #116 di gaba70
aprile 6th, 2010 @ 5:16 pm

@gaba70: Ma anche chi se ne frega eh.(cit.)

P.S. Milàn l’è semper en gran Milàn!

Commento #117 di Sian *o*
aprile 6th, 2010 @ 5:34 pm

Anch’io preferivo questo sito quando si parlava delle malvestite per strada, però devo dire che questa volta hai ragione: happy family è BRUTTO! Cominciavo a pensare di essere l’unica disgustata dalle battute, la gente in sala rideva e io non me ne capacitavo.

Commento #118 di bi.
aprile 6th, 2010 @ 8:07 pm

ma almeno c’è della fica^^?

Commento #119 di professorkranz
aprile 6th, 2010 @ 11:51 pm

La fica? Ma no, è un film di sinistra. La fica è mitica.

Commento #120 di Shepard
aprile 7th, 2010 @ 9:30 am

Vero Shepard…ma dato che gli “AUTORI” in generale e Salvatores in particolare un paio di topless a film ce lo infilano sempre così lo montano nei trailer come richiamo per i gonzi…se stavolta non ha messo manco quello è veramente decaduto..

saluti

Commento #121 di professorkranz
aprile 7th, 2010 @ 1:03 pm

I pezzi del film sono veramente noiosi (non mi fanno ridere) e ammetto che sono arrivata solo a metà del post.

Però ci tenevo a dire (voglio esprimermi in tutta la mia profondità) che anche a me De Luigi fa sesso e nemmeno poco!

Commento #122 di Haruna
aprile 8th, 2010 @ 9:55 am

Sono stato a vedere Vincere di Bellocchio, c’era anche lui.
Che pessimo film. Quanta retorica, quanta falsità. Lui però è anche simpatico.

Commento #123 di Allevi3metrisopralcielo
aprile 8th, 2010 @ 11:11 pm

Ma chi è quel cesso di merda che nella sidebar si alterna a bianconi? e che c’entra con lui? gesù fa davvero schifo, mi viene da vomitare, non riesco a guardarla senza sentire il bisogno di tagliarle quella gola di merda

Commento #124 di Dante Dellamorte
aprile 9th, 2010 @ 2:00 am

Allevi, potresti citare qualche film che ti è veramente piaciuto?
È per capirsi perché la discussione è interessante e su certi aspetti sono anche d’accordo con te però non si può mica fare a pezzi tutto il cinema autoriale altrimenti rimaniamo davvero solo con Avatar e Laguna Blu …

Commento #125 di der zorn gottes
aprile 9th, 2010 @ 8:20 pm

Mai avuti Wayfarer; in compenso ho iBook, Macbook 13″, Macbook Pro 17″, Macbook Pro Alluminio 15″, iMac 24″ e Mac Pro con due Cinema Display da 30″. Chiedo venia :-((

Commento #59 di Mickey

Già, al giorno d’oggi bisogna scusarsi di avere un (due, tre… :-)) buon computer! Si scatena la fighetto-police se dici di avere un Apple! W la merdosoft proletaria! :-P

Commento #126 di Lil
aprile 11th, 2010 @ 7:08 pm

bah, forse nessuno ha capito che i personaggi sono volutamente caricaturiali e portati all’eccesso. Ozpetek un film del genere sogna di farlo da anni, eppure viene sempre incensato. Salvatores nel suo piccolo non fa un film uguale all’altro. Già per questo sarebbe da stimare. La scena finale di “come dio comanda” vale da sola tutta la stagione 2008 dei film italiani. “Io non ho paura” è uno dei suoi film più belli (fotografia immensa) e un grande Abatantuono. Il mio preferito è “Nirvana”, snobbato da molti, ma che andrebbe premiato anche solo per il fatto di aver avuto le palle per girare un film del genere Cyberpunk in italia.
Uno dei pochi veri registi Italiani rimasti.

Commento #127 di Zimo
aprile 13th, 2010 @ 11:19 pm

Cara autrice di questo blog,

sarebbe troppo semplice condannare il cinismo e la cattiveria con cui, in questo blog, ti permetti di criticare tutto ciò che ti circonda come fossi un’esperta di cinema, musica o d’arte.

Vorrei solo proporti una cosa: abbi il coraggio, per una volta, di metterti in gioco davvero. Scrivi un articolo in cui ci spieghi cosa salvi, cosa non criticheresti in questo blog, che film pensi meritino di esser visti o che cd ascolti. In questo modo saresti più credibile!

E’ facile, Betty, criticare. Significa rimanere costantemente sulla difensiva, equivale a non esporsi.

Questo vuole essere un consiglio, non una critica quindi ringrazierei le tue “fans” se non rispondessero al posto tuo e soprattutto ringrazierei te se accettassi la mia sfida.

Saluti, Carlo

Commento #128 di Anonimo
aprile 16th, 2010 @ 2:48 pm

amo salvatores e lo conosco dai tempi del teatro dell’elfo.il film mi ha emozionato e divertito.leggendo betty…beh..potrei essere d’accordo su molte cose se ci avessi fatto caso.ma io ero presa dal film, la mia testa e il mio cuore insieme.senza stare troppo a ragionare. una volta tanto.solo emozionandomi. e questo mi sembra già un risultato meraviglioso.amo il cinema italiano che non piange e basta. e non panettona e basta.e gli attori di questo film , persino abatantuono che non amo molto, sono bravi bravi bravi!gabriele avrai fatto anche meglio ma questo film non è certo da distruggere!anzi-

Commento #129 di fiorella
maggio 9th, 2010 @ 7:20 pm

Il film non l’ho visto. Ho visto solo la scena di FabioDeLuigi che va a fare massaggi.Quindi:
1. Se a Milano c’è quel sole e quella luce come nel cortile (cineseggiante) del palazzo, allora mi trasferisco DOMANI STESSO a Mi. No, perché nella pianura dell’Emilia Padagna ti possono solo apparire in sogno, insieme a S.Gennaro che lacrima sangue!
2. A me FabiodeLuigi ha fatto ridere nonostante le battute povere di spirito e la scenotta in sé banalotta. E’ proprio questo che distingue un comico di talento da chi ci prova solo a spiritoseggiare in libertà. Per il resto la mia opinione è che attualmente il film italiano non riesce a uscire dal provincialismo anche a causa del provincialismo che attanaglia tutta la sedicente “intellighenzia” italiana.

Commento #130 di lallina
agosto 27th, 2010 @ 10:14 am

Avete notato che Fabio De Luigi somiglia sempre di più a Vaporidis? Si passa dal penoso (l’ultimo video è pure più stomachevole della scenetta cinese) all’inquietante. O_o

Commento #131 di Nappika82
settembre 1st, 2010 @ 12:32 pm

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