Rossella Rasulo, Ti voglio Vivere. Essere cretini

Oggi vi parlo di romanzi cretini per adolescenti cretini. La prima parte del post, che è un’introduzione, si può riassumere in questi cinque punti:

1) un romanzo per adolescenti non dev’essere per forza un romanzo cretino;
2) gli adolescenti non sono tutti cretini (molti lo sono, ma non tutti);
3) un romanzo cretino per adolescenti può essere apprezzato esclusivamente da adolescenti cretini;
4) il principio Qualsiasi Cosa Purché Gli Adolescenti Leggano è un principio cretino pensato apposta per gli adolescenti cretini;
5) un romanzo cretino per adolescenti cretini è un romanzo conveniente (per l’autore, per l’editore, per l’adolescente cretino).

Nella seconda parte del post (clic qui per saltarci direttamente) esaminerò il caso specifico della blogger Rossella Rasulo e del suo romanzo Ti voglio vivere. È un caso molto interessante perché Rossella Rasulo, come blogger, rappresenta il prototipo del blogger cretino; e Rossella Rasulo come scrittrice, d’altra parte, rappresenta il prototipo dello scrittore cretino. Ma cominciamo, e bentornati su Le Malvestite.

È un’ovvietà talmente ovvia che parecchia gente non ci arriva: un romanzo per adolescenti non deve essere per forza un romanzo cretino. L’autore di un romanzo per adolescenti non deve essere per forza uno scrittore cretino. Dove “cretino” non vuole essere un’offesa generica, ma vuole indicare precisamente: gravi deficienze logiche e razionali, ignoranza ottusa e pervicace, travolgente vocazione per l’insignificanza, incompetenza assoluta e zero comprensione nell’utilizzo del linguaggio. Questo è uno scrittore cretino, e uno scrittore cretino non potrà che scrivere romanzi cretini.

Seconda ovvietà: gli adolescenti non sono tutti cretini. Gli adolescenti sono spesso ingenui, goffi, confusi, cialtroni, inconsapevoli, ma non sono necessariamente cretini. La diffusione dei cretini all’interno dell’insieme Adolescenti ha un suo valore medio percentuale che ricalca più o meno quello della diffusione dei cretini all’interno di qualsiasi insieme arbitrario di esseri umani (un ottanta per cento circa, ve ne sarete accorti). Gli adolescenti – tutti gli adolescenti – possono sì apprezzare romanzi (musichette, film) ingenuotti, furbetti, banali e superficialissimi; ma gli adolescenti – quelli non cretini – sono perfettamente in grado di identificare (e di scartare) al volo un romanzo cretino, dove per romanzo cretino si intende: un illogico irragionevole strampalatissimo disordinato guazzabuglio scritto a cazzo di cane da uno scrittore cretino. Un adolescente non cretino non apprezzerà mai un romanzo cretino.

Da cui, quindi, terza ovvietà: un romanzo cretino per adolescenti può essere apprezzato esclusivamente da un adolescente cretino (ma anche, perché no, da un adulto cretino). Prendete il caso esemplare di Federico Moccia. Non sa scrivere, non sa raccontare una storia – non ha storie da raccontare – non capisce niente (non solo di storie e di scrittura – non capisce niente e basta). I suoi romanzi sono i romanzi cretini per eccellenza (qui e qui per una disamina autoptica). Un adolescente a cui piacciono i romanzi di Federico Moccia non è un adolescente qualsiasi, è un adolescente cretino che diventerà un adulto cretino. Non è piacevole a dirsi ma vi prego, fate uno sforzo e affrontate questa amara realtà: se la vostra sorellina legge e apprezza Federico Moccia, mi dispiace, non è un “che ci vuoi fare è soltanto una bambina”, col cazzo, è piuttosto una bambina cretina. Suona come una condanna, e infatti lo è.

Il problema è che molti wannabe scrittori, cretini, si dedicano alla letteratura per adolescenti (quasi sempre come ripiego) perché si illudono che richieda un modesto livello di intelletto e competenza. Sono quei poveri complessati che, di solito, si dipingono come impavidi difensori del diritto degli adolescenti alla lettura e si lamentano ad alta voce perché il loro nobilissimo genere è azzoppato da assurdi pregiudizi; sono quei poveri complessati che per non sentirsi sprofondare nella merda si affrettano a metter le mani avanti e legittimano paraculamente qualsiasi atroce porcheria secondo il principio del Qualsiasi Cosa Purché Gli Adolescenti Leggano, che è di sicuro la più trita cretinata che si possa dire sull’argomento. Se avete afferrato il senso delle tre ovvietà dei paragrafi precedenti vi sarà subito chiaro che il Qualsiasi Cosa Purché Gli Adolescenti Leggano è un principio senza alcun fondamento: considera tutti gli adolescenti come secchioni della spazzatura indifferenziata in cui si può (e anzi: è bene!) gettar dentro qualsiasi cosa, senza star troppo a distinguere e a criticare, senza considerare le autonome capacità di discernimento dell’adolescente non cretino. Il Qualsiasi Cosa Purché Gli Adolescenti Leggano ha come unico riferimento l’adolescente cretino, e non si interessa d’altro.

Il Qualsiasi Cosa Purché Gli Adolescenti Leggano, tuttavia, funziona benissimo nella pratica commerciale. Dovrebbe essere ricamato su un quadrettino e appeso nell’ufficio del responsabile young-adult della Mondadori. È un principio di marketing, non un principio educativo. Funziona benissimo perché, semplicemente, il suo obiettivo è la maggioranza cretina degli adolescenti. Perché sì, gli adolescenti cretini sono effettivamente secchioni della spazzatura indifferenziata. Con il giusto pompaggio pubblicitario ingurgiterebbero quantità industriali di qualsiasi immonda sbobba cretinissima (Federico Moccia, Licia Troisi – gli esempi letterari più bassi e di maggior successo). E poiché produrre un romanzo cretino è facile veloce ed economico, direi che potremmo enunciare una quarta, ulteriore ovvietà: un romanzo cretino per adolescenti cretini è un romanzo conveniente (lo è non soltanto per autore ed editore – che intasano il mercato con un incessante ricambio di cretinate low cost – lo è anche dal punto di vista dell’adolescente cretino, che poveretto avrà pure lui il diritto di venir confortevolmente rimpinzato di romanzi cretini elaborati apposta per il suo cervello cretino).

Ma veniamo al caso specifico di un romanzo cretino che può piacere esclusivamente a un adolescente cretino. Rossella Rasulo, Ti voglio vivere. Rossella Rasulo aka ninna_r ha due blog: questo e questo. Per il secondo blog, sul quale scrive quattro righe alla settimana, viene stipendiata dalla Condé Nast (“paghetta”, la chiama lei) – quattro righe di questo genere:

Pensavo al fatto che le parole non abbiano quasi mai un’unica accezione. Prendi ad esempio la parola “troia”. Potrebbe avere infiniti aspetti negativi, ma quando me la dici nell’orecchio mentre mi prendi, mentre i gemiti iniziano a coprire i nostri respiri, ecco che si trasforma e che mi fa sentire tua.

Entrambi i blog di Rossella Rasulo hanno un numero di visite irrisorio e una miseria di commentatori abituali, ma lei si è sempre presa molto sul serio e ci scrive sopra come se si rivolgesse a una platea nutritissima e interessatissima. Si è fatta conoscere un po’ da tutti quanti, nella blogosfera italiana, grazie agli imbarazzanti videopost (v. sotto) in cui gracchia a letto mezza ignuda facendo la sexy piagnucolosa, grazie alla sua perfetta impermeabilità all’intelligenza e al buon senso, grazie alla sua mostruosa recidività nel non capire mai e poi mai quello che le si dice, grazie alle sue maniere sempre scomposte inopportune e squilibrate, grazie alla sua invadente smania socializzante (Reflex Ergo Sum perennemente a tracolla per trascorrere innumerevoli aperitivi/barcamp fotografando qualche altro blogger che nel frattempo sta fotografando qualche altro blogger che nel frattempo – loop), grazie alla sue squallide pose esibizionistiche da divetta di borgata (fatevi un giro sul suo Flickr, è tutto un LOLLONE: morta sul divano, ha mangiato troppo, è stanchissima – apprezzate la maldestra ironia con cui cerca di camuffare il suo unico vero intento: il peep show), grazie ai cerchietti rossi “da Biancaneve” sul caschetto tinto piastrato, grazie agli occhioni vacui carfagneschi sempre ridicolmente sgranati in autoscatto perché lei è cerbiatta (dice: “Non lo so di che colore ho gli occhi. Ce ne sono troppi. Non è colpa mia. Lo giuro.”), grazie soprattutto a una serie di flammoni leggendari nei quali ha interpretato (e trasceso) in modo sublime il ruolo dell’urlatrice isterica e nei quali è stata seppellita dai ROTFL di mezzo mondo (questo topic per maggiori info). Gran parte della blogosfera italiana schifa Rossella Rasulo e la restante minima parte fa finta di non schifarla, la followa e intanto la schifa di nascosto.

Un’inetta conclamata, dunque, e pure piuttosto fastidiosa. Ma allora, ehi, come mai Rossella Rasulo pubblica con Mondadori? Rossella Rasulo dice che un bel giorno Sandrone Dazieri – “esperto di narrativa di genere e scout di nuovi talenti” (dal suo sito) – è arrivato per caso sul blog www.ninna.it ed è rimasto folgorato. L’ha contattata via mail e le ha proposto di scrivere un romanzo. Rossella Rasulo dice proprio così, sentite (lo chiama “appuntamento con la fortuna”):

mi arrivò un’e-mail, una di quelle che si rileggono una decina di volte.
“Ciao Rossella, sono Sandrone Dazieri, ho letto quello che scrivi qui e…”
Chi? Cosa? Come? Perché? Quando?
Tante volte mi sono sentita dire “dovresti scrivere un libro” e che “sai usare le parole” ma quando lo ha fatto un vero scrittore ho pensato di dargli retta

È solo una coincidenza che la sua carissima amica Licia Troisi (autrice Mondadori dello spernacchiatissimo Cronache Del Mondo Emerso) sia da anni e anni una carissima amica di Sandrone Dazieri (scoperta anche lei da Sandrone Dazieri!). Ma no, non c’entra niente. Sandrone Dazieri si è fatto vivo così, dal nulla. Sorpresa! Un giorno è capitato sul blog di Rossella Rasulo e non ha potuto fare a meno di notare il suo eccezionale talento. E noi, che dite, ci vogliamo credere? Io proporrei di dedicare a questa storia un intenso MOMENTO FACEPALM – staccatevi per un attimo dalla rotella del mouse e facepalmatevi – poi andiamo avanti (qui sotto le carissime amiche).

La protagonista di Ti voglio vivere, Mel, è una liceale megalomane che è la più ganza e la più bella di tutte, la migliore, e le altre ragazzine di conseguenza rosicano e le vogliono male – un po’ come succede a Rossella Rasulo:

Mel era abituata a essere guardata così dalle sue coetanee. Era un misto di invidia e di cattiveria a cui lei non faceva più caso. Ogni volta sentiva l’impulso di rispondere a quegli sguardi dicendo loro un “crepate stronze!”

e qui è Rossella Rasulo che parla di se stessa, evidentemente. Sembra che stia parlando con me, accipicchia! E siccome so che l’argomento per controbattere alla presente mega-rece sarà proprio di questo tipo qua, il classico Seisoloinvidiosa, volevo confessare che in effetti è verissimo, io sono sinceramente e dolorosamente invidiosa: vorrei tanto avere un blog orrendo che non si caga nessuno sul quale perdere cinque minuti al giorno scrivendo stringate cazzatelle per poi essere contattata inaspettatamente da un talent scout entusiasta che mi proponga di scrivere un romanzo. Sfido io, a non essere invidiose. E sfido io, per lo stesso motivo, a non disprezzare mille volte tanto l’irreparabile inettitudine di Rossella Rasulo, che ha potuto sfruttare un’occasione gigantesca che non avrebbe mai neppure lontanamente meritato. È cosa buona e giusta invidiare e disprezzare Rossella Rasulo. Ma scusate, divago, torniamo alla nostra protagonista, Mel. Ecco un simpatico dialoghetto col papà:

– Diciassette anni non sono poi così tanti. Non sei né carne né pesce.
Mel odiava quel modo di dire. Suo padre glielo ripeteva sempre dal giorno in cui le era venuto il primo ciclo.
– No, ma un giorno sarò un peperone!

Questa Mel – Melina all’anagrafe Mel per gli amici – è la protagonista del romanzo, un’adolescente sveglissima, brillantissima, spiritosissima. Già.

– Melina, sei tu?
– Papà, quante volte ti ho detto che non devi chiamarmi Melina!
– Ma è il tuo nome! – sbuffò lui.
– E il tuo è Sergio o Sergino? Uffa.

Sistemiamo subito le coordinate di riferimento: è improprio paragonare Rossella Rasulo a Federico Moccia. Federico Moccia non è uno scrittore abbastanza cretino. Rossella Rasulo è molto peggio di Federico Moccia, Rossella Rasulo è il personaggio di un romanzo di Federico Moccia. Soltanto dentro una fantasia di Federico Moccia potreste trovare una tipa come Rossella Rasulo, una scrittrice così grottesca e improbabile (qui sotto, durante una presentazione reale – no, dico, REALE!, e che però sembra uscita da un film di Federico Moccia – un meditabondo Sandrone Dazieri si pone “al di là del discorso tecnologico” il dilemma “chi vince tra l’amore e l’amicizia” – è una puntata di Uomini e Donne)

La migliore amica di Mel si chiama Simona e ha un cane che si chiama Dick. Anche Simona è una ragazza molto sveglia ed è dotata di un sottile senso dell’umorismo:

– Crock! Dove sei? Vieni qui!
– Smettila di chiamare quella povera bestia con un nome diverso ogni volta. Si confonde poveretto – la rimproverò Carlo dalla sala.
– Ma Dick è un nome orrendo! – esclamò Simona cercando conferme con lo sguardo.
– E che ti importa? Chiamalo Dick e basta.
– Uff! – Nemmeno suo fratello apprezzava l’umorismo.

Una sera, mentre porta il cane a cagare giù in strada, Simona incontra il ragazzo dei suoi sogni, Max. Anche con lui Simona si lamenta perché il nome del cane non le piace granché. Max le chiede come avrebbe preferito chiamarlo e Simona lo conquista con una battuta geniale (adesso ve la dico), poi però s’innesca lo psicodramma e prende il via la scena del lovvo, il primo bacio tra Max e Simona (adesso ve la faccio vedere: è una scena che, come tutte le cose raccontate da Rossella Rasulo, corrisponde perfettamente al suo modo di essere: squilibrata, inappropriata, insensata, vuota) – come chiameresti il cane?, le chiede Max.

– lo chiamerei Ehi Tu.
– Ehi Tu? E perché?
– Sarebbe perfetto. Ehi Tu, vieni qui!

Max ci pensa un po’ su. Poi, serissimo, si congratula:

Secondo me è un nome geniale.

Ma ecco che il cane sta scappando via. Ehi Tu! Lo rincorrono, Max riesce a fermarlo. La corsa ha stancato Simona. Max si stupisce e le chiede:

– Hai il fiatone per così poco?

OMG! OMG! Allarme rosso! Le ha chiesto del fiatone! È un affronto terribile. Simona va subito in paranoia:

Non riuscì a capire se sentirsi offesa o arrabbiata per una domanda del genere.

La domanda del fiatone scatena lo psicodramma. Simona non riesce ad aprire bocca. Sta tremando, è in crisi. Lui cerca di rimediare.

– Non intendevo prenderti in giro. Tendo a essere troppo diretto, lo so.

Altro che troppo diretto!, ha osato chiederle COME MAI HA IL FIATONE! Ma ormai è troppo tardi, non si può più rimediare. Simona non riesce a digerire la storia del fiatone e collassa. Scoppia a piangere, è devastata.

– Dai, non piangere – le disse lui – non era mia intenzione farti piangere.

La stringe, lei ricambia. Si baciano e c’è il momento lovvo (lo sguardo di lui, lo sguardo di lei, il sentimento, il batticuore, ecc.). Non male, eh? Per Rossella Rasulo è impossibile scrivere un dialogo che non sia atrocemente cretino, il che risalta soprattutto là dove uno dei personaggi pretende di concludere con una battuta brillante. Sentite qua, ci sono due tizi che si chiedono come mai ultimamente tutti quanti i loro amici sono nervosi:

– Max si comporta come una ragazza quando ha il ciclo
[…]
– Se non smette di piovere un giorno sì e l’altro pure, diventiamo tutti scemi
[…]
– Dici che siamo meteoropatici?
[…]
O è quello o a turno veniamo posseduti dallo spirito di una persona orribile.

La scrittura di Rossella Rasulo è la scrittura di una bambina analfabeta non madrelingua. Non capisce il senso delle cose che scrive, sono soltanto parole a casaccio, tutto il romanzo è un vomito incontrollato che andrebbe smontato e buttato via pezzettino dopo pezzettino. E invece, pensate, la protagonista del romanzo è una virtuosa:

– Ti limiti a esercitarti con lo stile. Riempi il foglio di frasi perfette nella forma ma prive di qualsiasi trasporto. La prossima volta che rifai questo scherzo, ti metto tre. Sono tutti testimoni.

le dice il professore di italiano. Mel è una scrittrice sopraffina e si interroga spesso sui buffi misteri della lingua (proprio come Rossella Rasulo si interroga sulla parola “troia”):

non è innamorata ma disamorata. Buffo come poche lettere cambino completamente il senso di una parola.

I personaggi di Ti voglio vivere sono tutti quanti moccieschi al cento per cento – hanno sembianze e comportamenti assurdi, fuori dal mondo, sono involontariamente ridicoli, incoerenti, illogici, cretinissimi – ma sono molto meno buffi dei personaggi di Federico Moccia, molto meno!, gli manca quel guizzo inconfondibile di follia perversa e sono decisamente più piatti e prevedibili. Questo, per esempio, è l’affascinante belloccio (Max) che fa innamorare Mel e la sua amica Simona, si descrive così (la povera Rossella Rasulo dev’essersi disperata nel tentativo di renderlo minimamente interessante, e questo è il risultato: Eric Clapton, Pesce, Pizza)

Mi piace ascoltare il blues e per blues intendo Eric Clapton e B.B. King. Non mangio pesce, mi ha sempre fatto schifo, ma vado pazzo per la pizza. Tutto qui. Questo sono io.
Non mi vuoi proprio aggiungere su MSN?

Ah già perché c’è l’internet e i blog e “il discorso tecnologico”, accipicchia!, meno male (che romanzo all’avanguardia!, che utile strumento di discussione per i più giovani!). Cioè niente altro che pagine e pagine di dialoghi via chat (battibecchi insignificanti di poche parole, evviva!, evviva!, che sollievo non dover articolare, che bellezza!, si possono riempire dieci cartelle in due minuti di lavoro!, evviva!),

oi
ciao matto
ciao scema
finito di delirare?
forse
com’è andato il giro con Max?
bene. è simpatico.
ti ha fatto delle domande su di me?
no
ah ok
perché?
curiosità
[e avanti così]

una manciata di e-mail, gli SMS e il telefono cellulare,

quel BlackBerry era caduto un numero di volte troppo alto per i suoi gusti

(Rossella Rasulo, ti prego: “un numero di volte troppo alto” si può semplificare, si può scrivere “troppe volte” – hai visto che magia?, eh?, la lingua è magica!) Spessissimo, poi, non si capisce di cosa cazzo si stia parlando: Rossella Rasulo butta lì senza alcuna ragione delle trovate insensate – sconvolgenti! – che immagino lei ritenga estremamente divertenti e brillanti, ma sono soltanto dei DI COSA CAZZO STAI PARLANDO (e di nuovo facepalm)

– Ma non rompere e prepara i filtri – le ordinò Roberto con il suo solito tono autoritario.
– Guarda che io mi sono stufata. Non puoi farmi queste richieste tutti i giorni – rispose lei.
Vuoi che diminuisca ancora il tuo Q.I. sul muro? – replicò lui, indicando una serie di numeri sulla parete appena sopra il loro banco. L’ultimo era -73. Pensava che farla passare per stupida gli permettesse di darle ordini.

(Roberto sarebbe il fattone trasgrescio della classe, uno che squaglia il fumo sul banco prima della lezione e alla fine del romanzo si suicida)(di questa storia del Q.I. sul muro, no, non se ne saprà più nulla). Rossella Rasulo ha elaborato un trucchetto cretino che dovrebbe servire ad allontanare dal suo romanzo cretino le accuse di Moccitudine. Il trucchetto è: la protagonista non scrive in bimbominkiese, non le piace scrivere con le K. E per quale motivo? Per la poesia:

perché riuscirebbero a distruggere la poesia anche nelle frasi più belle del mondo

Ma non basta mica così poco a scrollarsi di dosso Federico Moccia. Le piacerebbe! La Moccitudine non è un attributo così superficiale, la moccitudine consiste piuttosto nella distorsione allucinogena della realtà in chiave bimbominkia. E Rossella Rasulo, in questo, ci si mette con tutta se stessa. Ecco una scena di Ti voglio vivere che, come molte altre (ma più di qualsiasi altra), potrebbe essere trasferita pari pari dentro un romanzo di Federico Moccia – e rivaleggia con lui in cretineria bimbominkia,

– Professore, posso andare in bagno? – chiese Armando Di Gregorio alzandosi in piedi.
[…]
– No. Ci sei andato non appena è iniziata la lezione.
[…]
– Ma professore! A me scappa anche ora!
– Non insistere. E ora siediti, Di Gregorio.
[…]
– Guardi che la faccio nell’armadietto!
Il professore non rispose. Iniziò a cambiare colore.
Armando allora si avviò verso il fondo della classe e aprì l’armadio di ferro. Tutti iniziarono a ridere quando si sentì il suono inconfondibile della pipì provenire da dentro l’armadio. La cosa strana fu il rumore dello sciacquone.
Armando riemerse da dietro le ante chiudendosi la patta dei jeans. Il professore non disse nulla. Si sistemò il farfallino e uscì di corsa dalla classe. Qualcuno ipotizzò che stesse andando dal preside, altri che si fosse nascosto in un angolo dell’istituto a piangere.
Armando si mise seduto al suo posto, con il cellulare in mano. Fece ripartire la stessa registrazione che si era sentita provenire dall’armadietto.
– Che dite? La metto come suoneria?

(bellissimo il prof che scappa, eh? colpo di genio!) Tra l’altro il tipo col cellulare è un gigante altissimo e grossissimo e non è ben chiaro come faccia a sparire tutto intero dentro l’armadietto, addirittura il tipo è

alto quasi due metri. Aveva due spalle talmente larghe che non riusciva a stare nei letti singoli standard

Il romanzo di Rossella Rasulo è la prima stesura di una principiante negatissima. Ci sono tutte, nessuna esclusa, tutte le sgangherate pastrocchiature dello scrittore principiante cretino: punti di vista sballati uno sopra l’altro (siamo nella testa di un personaggio e una riga dopo siamo nella testa di un altro e poi di un altro ancora, senza alcun controllo, soltanto un gran scombussolamento), movimenti nebulosi, azioni e fatti incoerenti, complicazioni inutili, ansia sinonimica (“porta” si alterna regolarmente con “uscio”), colloquialismi fuori contesto, scenari asfittici, personaggi fotocopia, descrizioni sconclusionate e tutto il resto del repertorio, un macello. Errori basilari che si potrebbero (tentare di) evitare studiando uno a caso tra i più scrausi manualetti di scrittura (e Rossella Rasulo serva da esempio del fatto che: sì, le scuole di scrittura possono davvero insegnare qualcosa di utile)(ammesso che, certo!, una persona come Rossella Rasulo sia in grado di apprendere alcunché – e io così su due piedi non ci scommetterei)(cioè, voglio dire, io scommetterei di no).

Voglio lasciarvi con il dialogo che chiude il romanzo, depurato di sguardi e di lacrime e di occhi e di accigliamenti vari (per capirlo avrete bisogno di conoscere qualcosina della trama, in sintesi: Mel scopa con Max che però era fidanzato con Simona e quando Simona lo scopre si incazza una cifra e vuole rompere l’amicizia con Mel)(nel dialogo qua sotto stanno parlando Mel e Max, il problema è: Mel avrà scelto di rimanere con Max – avrà scelto il lovvo, cioè – oppure avrà scelto di fare pace con Simona – avrà scelto l’amicizia?)

Non tenermi sulle spine
[…]
Ho scelto lei
[…]
Come?
[…]
Si tratta di noi o della sua amicizia
[…]
Perché?
[…]
Per noi non c’è futuro
[…]
Non è vero e tu lo sai bene
[…]
Tra un mese mi mollerai per uscire con un’altra o mi mentirai per incontrare la nana bionda
[…]
non è così
[…]
Sono convinta che nessun ragazzo valga un’amicizia come quella che c’è tra me e lei
[…]
Io voglio te, nessun’altra
[…]
Lo sai benissimo che presto ti stuferai
[…]
Ti sbagli
[…]
Convincimi del contrario
[…]
Ti voglio vivere

Ah no scusate, un’ultimissima cosa per tutti i manoscrittori speranzosi che mi stanno leggendo: sappiate che Rossella Rasulo è stata persino incaricata di preparare delle schede di lettura (qui, guardate – soltanto lo screenshot di una cache, purtroppo – chiede aiuto per formulare al meglio le sue stroncature); avete capito bene: se mandate un manoscritto alla Mondadori può darsi che finisca tra le mani di Rossella Rasulo. Siete avvertiti quindi: non state là a baloccarvi con idee di gloria e non mollate PER NESSUNA RAGIONE il vostro posto da schiavi al call center.

726 commenti

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usa più segni di interpunzione rispetto a chi?

Commento #601 di Anonimo
settembre 17th, 2010 @ 8:43 pm

Rispetto a Rossella Rasulo, mi pare chiaro.
<3

Commento #602 di Lilly
settembre 17th, 2010 @ 9:28 pm

Più segni d’interpunzione di quanti ne usasse una volta: non ci sono più i mega-periodi di dieci righe. E’ una cosa positiva. :-)

Commento #603 di jules chinaski
settembre 17th, 2010 @ 10:29 pm

Però non avrebbe dovuto linkare il blog di Gamberetta per dimostrare quanto sia spernacchiata la Troisi, per un semplice motivo: si sospetta che Gamberetta sia la stessa Betty.

Commento #604 di Aglianico doc
settembre 18th, 2010 @ 2:00 am

Mamma mia Jules e quanto sei patetica! Ma usali nel tuo squallido blog i mega periodi di una volta.

Non sapevo dell’esistenza di questa “Gamberetta”, in effetti è proprio come leggere Betty, è la stessa persona quindi.

Commento #605 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 8:59 am

per il prossimo articolo dobbiamo mandare una lettera al presidente della repubblica?

Commento #606 di uva
settembre 18th, 2010 @ 9:13 am

Mah, sia Betty sia Gamberetta stroncano libri. Hanno nomi assonanti. Però le similitudini finiscono qui!

Lo stile è molto diverso, l’uso della punteggiatura pure, gli interessi non mi sembra coincidano. E poi, ahem, Gamberetta è meno acida di Betty.

Commento #607 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 11:13 am

lo stile è praticamente uguale, l’uso della punteggiatura non ci metti niente a cambiarlo

betty non fingerti anonima per sviare i commenti

Commento #608 di uva
settembre 18th, 2010 @ 11:17 am

Differisco da Betty in tanti piccoli dettagli, ad esempio ho un pene

Commento #609 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 11:29 am

Chiara Gamberetta ha vent’anni, Betty ne ha quasi una decina di più (era una ragazzina ai tempi dei Take That).

Commento #610 di jules chinaski
settembre 18th, 2010 @ 11:31 am

ah, è arrivata anche la biografa – nonchè lecca culo – di betty

Commento #611 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 11:38 am

Seppure Betty fosse Gamberetta chissenefotte?

Resta il fatto che questa è una recensione mediocre per un libro (un libro?) mediocre.

Una leccata agli istinti bassi delle vestali del bettimurismo.

Commento #612 di Julio "Aston" Villa
settembre 18th, 2010 @ 11:39 am

Uva siamo tutti Betty, è un’entità cibernetica astratta, asessuata, cameriera sabotatrice. E’ ovunque e chiunque, ci è stata messa davanti per nasconderci la verità. Se uva vuole entrare in Betty deve trovare un’imperfezione del sistema, tipo un deja vu: hai presente quando qualcuno accusa un commentatore abituale delle malve di essere la blogger? Eccola lì! Quando ti succede buttati forte nello schermo di testa e scoprirare quanto è profonda la tana del bianconiglio.

Commento #613 di Lilly
settembre 18th, 2010 @ 11:42 am

ma quanto sono teneri questi trollini, che pur di restare a galla agitano le loro zampette sulle tastiere alla ricerca dell’ultima battuta che tenga viva la conversazione XDD

Commento #614 di Cheeza
settembre 18th, 2010 @ 12:10 pm

cheeta, pardon cheeza, stai imparando a leggere, meriti una bella banana.

Commento #615 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 12:17 pm

e dai trollino, puoi fare di meglio, questa battuta fa quasi più tristezza del tuo nick XD

Commento #616 di Cheeza
settembre 18th, 2010 @ 12:22 pm

certo siete fantastici,voi:600 e passa commenti per dire a una persona che lei è niente e non merita di criticare un libro.

Commento #617 di khuwro
settembre 18th, 2010 @ 12:23 pm

Battuta? No. Appuravo la (tua) realtà, scimmietta.

Commento #618 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 12:26 pm

Sarà che sei mancata per un tot, ma alla fine della prima parte facevo fatica a riconoscere il tuo stile, però alla seconda ho riconosciuto te!!! Betty!!! Bella che sei!

Commento #619 di Queque
settembre 18th, 2010 @ 12:28 pm

Ciao, sono l’anonimo dei commenti #607 e #609. Anonimo dei commenti successivi: fai cagare.

Commento #620 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 12:48 pm

Anziché vergognartene, te ne vanti!? Idiota.

Commento #621 di orange
settembre 18th, 2010 @ 12:59 pm

Betty è Nevruz!

Commento #622 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 1:03 pm

@orange

E dove è che me ne vanterei? Dico solo che l’anonimo che fa battute tristi contro Cheeza non sono io. Anzi, questa volta mi firmo, va.

Commento #623 di MortCinder
settembre 18th, 2010 @ 1:28 pm

Bentornata Betty!!!!!!

Commento #624 di Laura
settembre 18th, 2010 @ 1:39 pm

Vanitas vanitatum et omnia vanitas.

Pace & bene

Commento #625 di fra' Bobby da Rosario Central
settembre 18th, 2010 @ 1:42 pm

Chiara Gamberetta ha vent’anni, Betty ne ha quasi una decina di più (era una ragazzina ai tempi dei Take That).

Le conosci personalmente? Voglio dire, il fatto che siano due identità diverse non prova che siano due persone diverse.

Lo stile è molto diverso, l’uso della punteggiatura pure, gli interessi non mi sembra coincidano.

Invece lo stile presenta molte somiglianze, e Betty ha citato più volte opere fantasy/fantascientifiche. E comunque, anche se fosse come dici tu, non proverebbe nulla. Non mi sembra mostrino interessi contrastanti (tra l’altro hanno entrambe recensito – e stroncato – Twilight).

Commento #626 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 4:13 pm

Gamberetta è più ritmata e veloce nello scrivere, meno analitica, drastica nei giudizi soprattutto quando qualcosa non le interessa, mentre Betty si spende per spiegare i concetti e usa tante citazioni brevi invece che poche ma lunghe. Gamberetta rispondeva sempre ai commentatori, Betty mai, ecc.

Bisogna non avere letto nè l’uno nè l’altro blog per dire che sono scritti dalla stessa mano.

Commento #627 di Lilly
settembre 18th, 2010 @ 4:44 pm

…e chiunque abbia letto Twilight l’ha stroncato. Betty è tutti noi.

Commento #628 di Llly
settembre 18th, 2010 @ 4:46 pm

Ringrazio la triade Anonimo/Cheeza/MortCinder e Betty.

Commento #629 di Ex stitico
settembre 18th, 2010 @ 5:32 pm

Magari Gamberetta e Betty fossero la stessa persona; significherebbe che non abbiamo perso il suo prezioso apporto.

Ma dato che io invece suppongo non sia così (sarà un mio problema, ma io al di là del sarcasmo caustico vedo una metodologia di esposizione alquanto diversa tra le due), meno male abbiamo ancora almeno due cervelli funzionanti in Italia.

Tornando in tema, della Mondadori francamente non mi sorprende più nulla. Non ho intenzione di assaggiare questa pizza perché semplicemente non è di mio gusto (ci fosse un drago che fagocita le protagoniste, forse forse), ma ad ogni modo sembra una bella spernacchiata al buon senso comune tutta la storia.

Commento #630 di Magdalena
settembre 18th, 2010 @ 5:32 pm

Mi dileguo, a leggere gli altri commenti rischio la sciolta.

Ancora grazie. Addio.

Commento #631 di Ex stitico
settembre 18th, 2010 @ 5:33 pm

Ma c’è un livello più basso del poop joke?

Commento #632 di MortCinder
settembre 18th, 2010 @ 5:44 pm

thou shall not feed the troll

Commento #633 di Sbilenca
settembre 18th, 2010 @ 6:08 pm

Nessuno dice che Gamberetta ha chiuso il blog a febbraio per problemi familiari? e che in quel periodo Betty scriveva la stessa cosa? e poi, guarda caso, si è allontanata pure lei dal blog intorno a quel periodo?

No? Non vi viene in mente? Ma le utentesse storiche cosa vogliono fare?

Se fosse la stessa persona che male ci sarebbe?
Magari sono sorelle

Commento #634 di Anonimo
settembre 18th, 2010 @ 7:02 pm

Mah, nulla di male, anche se lo stile mi sembra un bel po’ diverso. Certo, se fosse lei autocitarsi sarebbe abbastanza triste. Ma non credo.

Commento #635 di Devotchka aka losapetegià
settembre 18th, 2010 @ 7:39 pm

La Devotchka lancia freccette dopo il cazziatone che s’è beccato da Betty…

Commento #636 di La Spia
settembre 18th, 2010 @ 8:02 pm

Spero non siano la stessa persona. Che tristezza pensare che ci sia una persona in meno ad avere un’intelligenza e un senso critico accettabili in questa italietta della minchia.

Commento #637 di Crash
settembre 18th, 2010 @ 8:19 pm

Anche se fosse, la mia stima per Gamberetta e Betty non diminuisce.

Commento #638 di Crash
settembre 18th, 2010 @ 8:19 pm

vi anticipo però che l’ho scelto unicamente come bieca strategia di rilancio, perché so che l’autrice blogger fa girare le palle a tutta l’internet

Il post è bieco quanto la strategia.

Flame irrisorio. Betty hai fatto cilecca.

Commento #639 di CalMa
settembre 18th, 2010 @ 8:27 pm

spero che così non sia, perchè se gamberetta e betty fossero la stessa persona mi rincrescerebbe che una donna giovane e nel pieno dell’età passi così tanto tempo in internet, a inebetirsi leggendo e scrivendo esclusivamente di cose che NON le piacciono…

Commento #640 di madame von dunajew
settembre 18th, 2010 @ 11:53 pm

Bisogna non avere letto nè l’uno nè l’altro blog per dire che sono scritti dalla stessa mano.

E bisogna essere davvero ingenui per credere che una persona possa scrivere solo in un modo.

Commento #641 di Aglianico doc
settembre 19th, 2010 @ 1:25 am

mi rincrescerebbe che una donna giovane e nel pieno dell’età passi così tanto tempo in internet, a inebetirsi leggendo e scrivendo esclusivamente di cose che NON le piacciono…

In effetti hanno tutte e due molta disinvoltura nel comprare e leggere (e quindi spenderci tempo e soldi) libri che disprezzano in partenza.

Commento #642 di Aglianico doc
settembre 19th, 2010 @ 1:28 am

basterebbe che si desse al canto.è brava.

Commento #643 di elisa
settembre 19th, 2010 @ 1:43 am

Il giorno che ho scoperto questo blog mi son letto parecchi articoli ridendomela tra i baffi, poi tra i commenti di un articolo ho trovato il link a Gamberetta e mi son spostato a leggere anche quello. E leggi che ti rileggi ho trovato un articolo con una frase identica su entrambi i blog, compreso un errore di battitura. Ovvio che Gamberetta e Betty sono la stessa persona. Comunque è evidente anche senza prove provate di questo tipo.
Poi non c’è mica niente di male …

Commento #644 di ipnorospo
settembre 19th, 2010 @ 3:04 am

Lode lode lode all’ipnorospo, clap….clap…clap

Commento #645 di @_@
settembre 19th, 2010 @ 8:52 am

Al momento la prova provata è che ipnorospo è un bugiardo provetto.

Non c’è mica niente di male… però…

Commento #646 di |Eter_Nauta|
settembre 19th, 2010 @ 9:08 am

Però canta bene…

Commento #647 di Chiara
settembre 19th, 2010 @ 12:15 pm

Voglio scrivere anke io un romanzo bimbominkia cn protagonista una rgz emo!!!

Commento #648 di Rory
settembre 19th, 2010 @ 5:09 pm

non ho letto molto di gamberetta, perché di fantasy ne ho letti pochi e non sono particolarmente interessata al genere, ma da quel poco che ho letto l’unica somiglianza che ho colto tra lei e Betty è l’essere in possesso di facoltà mentali nella norma e il saperle utilizzare (sviluppare opinioni proprie su un argomento, avere un buon senso critico etc).
per il resto mi sembrano due personalità completamente differenti e anche lo stile di scrittura e l’uso dell’umorismo lo dimostrano.
comunque mi pare che Betty abbia uno stile più “maturo” e curato

Commento #649 di zof
settembre 19th, 2010 @ 5:23 pm

Secondo me A. non è la Rasulo ma S.Rocca, l’autore di “Ancess”, un altro “capolavoro” recensito da Gamberetta.

<>

Commento #650 di Gale
settembre 19th, 2010 @ 7:10 pm

Ascoltami Ker! Lascia che ti dica com’è il tuo aspetto prima che il tempo scivoli via come i granuli di sabbia® tra le dita!…

Commento #651 di Gale
settembre 19th, 2010 @ 7:12 pm

Betty come sempre geniale xD comunque, che è sta roba? la solita minestrina riscaldata per la classica adolescente “capelli piastrati-french manicure-minigonna inguinale”? che noia! se l’editoria italiana crede ancora che per risollevare le sorti della letteratuta abbia bisogno di queste cagatine, siamo proprio messi male…

Commento #652 di Ha|jimE
settembre 19th, 2010 @ 7:17 pm

“risollevare le sorti”

siamo proprio messi male

Commento #653 di narcoruspa
settembre 19th, 2010 @ 8:01 pm

Vorrei scrivere un libro orrendo solo per vederlo recensito qui!

Commento #654 di Elena
settembre 20th, 2010 @ 5:04 pm

articolo fantastico!

Commento #655 di maschilista
settembre 20th, 2010 @ 6:17 pm

incrociai la rasulo nel web nel 2008 ed era ignorantella, spocchiosa, rabbiosa e involontariamente ironica… passati 2 anni stessa solfa ma ora è più fifona: prima i flame li faceva col nick oltre che coi fake anonimi, ora per far finta di esser cresciuta e di fregarsene di tutto usa solo i fake, ma lo stile è inconfondibile… proprio per il discorso di metterci la faccia eh, cara coniglietta paurosa!!! E complimenti per il libro… “conoscendoti” l’ho sfogliato a lavoro (sono commessa in una libreria, 3 copie in totale prese a luglio e ne abbiamo ancora 2) ma non sono riuscita ad andare oltre al secondo capitolo dalla noia… ti rendi conto che dovevano fare un esperimento per la nuova collana per ragazzi ma nessuno aveva voglia di mettere il proprio nome su quella merda lì e Danzieri l’ha proposto a te, impacchettandolo come un grande incarico, e tu ci sei cascato? No perché nellìambito della catena in cui lavoro (indovinate quale :( ) questo si dice.

Commento #656 di Ely_alu
settembre 22nd, 2010 @ 1:38 am

Betty geniale, finalmente!

ah, ovviamente A. mi ha fatto scompisciare, ma…devo uscire e non ho più tempo di leggere i commenti!
chi mi fa un riassunto? come premio(scusate se qualcuno li ha già segnalati e io mi ripeto, ma non ho avuto tempo di finire la lettura dei commenti…)ecco a VOI:

TADANNN
I RACCONTI EROTICI di rossella rasulo(ho trovato il link sul blog del marito…!)
http://ninna.menstyle.it/

Commento #657 di rossana
settembre 22nd, 2010 @ 6:27 pm

ripeto:

I RACCONTI EROTICI DI ROSSELLA RASULO

http://ninna.menstyle.it/

(se sono già stati segnalati, scusate!)

Commento #658 di rossana
settembre 22nd, 2010 @ 6:28 pm

Confermo quanto detto da Eli_Alu.
Se potessi parlare…

Commento #659 di Se potessi parlare
settembre 23rd, 2010 @ 8:23 am

@ Se potessi parlare

E dai, parla! La polizia postale ora non guarda. Sono andati a prendersi un cappuccino.

Commento #660 di Thomas Bernhard
settembre 23rd, 2010 @ 9:24 am

cattivissima!! mi piace mi piace!!!! :)

Commento #661 di dadani
settembre 23rd, 2010 @ 10:46 am

Quoto Thomas Bernhard. Anch’io sono curioso.
Eli_Alu e Se potessi parlare: diteci qualcosa di più!

Commento #662 di Max (non quello di Ti voglio vivere)
settembre 23rd, 2010 @ 3:53 pm

Non nominate più Ancess, mi verrà un collasso solo al ricordo quelle tre righe che ha citato Gamberetta.

Su “Ti voglio vivere” da dire. Cioè, a parte che pare una schifezza assurda, dico.

Commento #663 di Kagura
settembre 23rd, 2010 @ 8:57 pm

premesso che io non so chi sia “se potessi parlare” quel che so io so solo quello che dicono i responsabili in negozio, quelli che hanno i contatti con Mondadori etc (io sto solo alla cassa ragazzi, tanto per capirci, ecco) loro dicono che quella collana è stata fatta per vedere come andava, se c’era mercato in quel frangente e quindi ci hanno buttato dentro un po’ ri rob(acci)a tanto per vedere se bastavamo il genere e l’editore per tirare, qualora la collana avesse un buon riscontro, solo allora, cercheranno roba più decente, per ora solo cazzatelle per lo più su commissione e di sconosciuti perché quelli bravini i loro nomi su quelle cose nemmeno ce li vogliono mettere ma… per sperimentare chi meglio di una morta di fama?

Commento #664 di Ely_alu
settembre 23rd, 2010 @ 9:41 pm

A me, che non ho capacità particolari, se mi si chiedesse di scrivere na cazzatella per mondadori a tempo perso comunque farebbe piacere. Magari arrotondo pure con qualche spiccetto grazie ai bimbominkia. Poi se vende o no chissenefrega. Ma deve morire lì, eh…

Commento #665 di frangesca
settembre 24th, 2010 @ 7:38 am

Pentitevi e convertitevi, peccatrici e peccatori!

http://www.ninna.it/il-giorno-in-cui-internet-crollo/

Commento #666 di Thomas Bernhard
settembre 24th, 2010 @ 9:23 am

sia i gamberi che le malve sono gestiti da GoDaddy… interessante :-)

Commento #667 di Anonimo
settembre 24th, 2010 @ 2:01 pm

sia i gamberi che le malve sono gestiti da GoDaddy… interessante :-)

Ahahaha ma veramente ti serviva questa “prova” per capirlo? non era già palese? entrambe sparite nello stesso periodo e il modo di scrivere è uguale.

Commento #668 di Anonimo
settembre 24th, 2010 @ 2:58 pm

Uuuuuh anonimo n° 668, ti svelo un’altra cosa: io sono concittadina di Tavaroli e Ricci. questo getta nuova luce sugli intrighi rettiliani dietro a mediaset e a telecom… interessante…

Commento #669 di Devotchka aka losapetegià
settembre 24th, 2010 @ 3:02 pm

eccola, la prima scema che arriva a cagare una stronzata senza senso è devotchka

Commento #670 di Anonimo
settembre 24th, 2010 @ 3:12 pm

anonimo, eh sì, una cagata senza senso che però fa il verso a una cagata ancor più senza senso detta due post prima.

poi per quanto mi riguarda puoi continuare a pensare che Betty e Gamberetta siano la stessa persona perche entrambe hanno il sito hostato su GoDaddy,
LOL!

Commento #671 di Devotchka aka losapetegià
settembre 24th, 2010 @ 4:48 pm

Il forum è più interessante da quando si sono iscritti un paio di (ex) troll.

Commento #672 di Anonimo
settembre 24th, 2010 @ 5:30 pm

http://wunderkindtrilogy.blogspot.com/2010/09/ti-voglio-scrivere.html

Che ne dite?

Commento #673 di Anonimo
settembre 25th, 2010 @ 9:59 am

Bentornata Betty.

Mi scuso perchè non c’entra un ciufolo con il post ma facendo un giretto sul web mi sono imbattuta in ciò:

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=1&IDmsezione=18&IDalbum=30156&tipo=FOTOGALLERY#mpos

…un mostro

Commento #674 di Benten
settembre 25th, 2010 @ 11:29 am

Incredibile….questa nota mi ha aperto gli occhi. E quindi sono andata un pò a sfruculiare qui e li. E dopo aver letto cosa dice la Troisi su Giordano (http://www.liciatroisi.it/2010/09/21/la-solitudine-a-cinema/), mi sono fermata e riflettere. E m’è venuto in mente che entrambi sono dottorandi/assegnisti in diverse università, ma nella stessa facoltà: fisica. Non è che per caso tra colleghi dottorandi/assegnisti/scrittori c’è troppa solidarietà? Certo che la Rasulo l’università non l’ha vista neanche da lontano…..e però…lei è bella….la Troisi invece è brutta (solo per farle un complimento).
Bye bye.
Ruvidella.

Commento #675 di Ruvidella
settembre 25th, 2010 @ 2:24 pm

ruvidella, non trovo più l’articolo, deve averlo spostato. :/

Commento #676 di Devotchka aka losapetegià
settembre 25th, 2010 @ 2:39 pm

Doppiamente incredibile!! Lo linko e dopo 3 minuti sparisce!! Ma dove siamo? Ai tempi della Ghestapo!! O è solo una coincidenza? O forse l’ha spostato perchè si vergognava? :-D
Comunque Ella nel suo blog afferma che “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano è, cito testualmente, “uno dei libri più belli che abbia mai letto negli ultimi anni” e “resta uno dei miei libri preferiti”. Mah….pensavo che, visto che scrive roba fantasy, uno dei suoi autori preferiti fosse Tolkien….ma lui era un genio…lei no.
Nella speranza che l’incriminato post ritorni visibile, di modo che tutti sappiano, vi saluto.
Ruvidella.

Commento #677 di Ruvidella
settembre 25th, 2010 @ 2:48 pm

Cercavate questo?

Commento #678 di Colonnello addormentato
settembre 25th, 2010 @ 3:02 pm

“La solitudine A cinema”. Uau. A me basta e avanza leggere il titolo del post, c’ho un pochettino da fare oggi. Applausi, applausi.

Commento #679 di Blah
settembre 25th, 2010 @ 3:13 pm

@Benten: Uddio che schifo. Sembra Donatella Versace demummificata.

Commento #680 di anoni-mou
settembre 25th, 2010 @ 8:11 pm

premio miglior BILF (Blogger I’d Like to Fuck):nOnna_r.

W LA BLOGOPALLA ITALIANA!

Commento #681 di Led Rossi
settembre 26th, 2010 @ 1:27 am

è spam. ma è la realtà.

(saluti moderati, ciao betty)

Commento #682 di Led Rossi
settembre 26th, 2010 @ 1:30 am

Ridioli e ridicola lei.
All’inizio ho pensato “chissà come ci sarà rimasta male”, poi ho riflettuto… ma male di cosa?
lei solamente a questo può aspirare, vince il premio come miglior blog che gli altri vorrebbero portarsi a letto e punto, altri premi non può vincere
e lei starà morendo dalla gioia, quelle foto provocanti (??? vomito ???) che inserisce sono fatte proprio per questo scopo.

Commento #683 di Anonimo
settembre 26th, 2010 @ 9:09 am

*blogger

Commento #684 di Anonimo
settembre 26th, 2010 @ 9:28 am

Chissà come ne sarà orgoglioNa!

Commento #685 di Mbee
settembre 26th, 2010 @ 10:23 am

(…)leggere fumetti, principalmente manga, e a conoscere un po’ meglio il mondo della fantasy.

DELLA fantasy?

Commento #686 di A.
settembre 27th, 2010 @ 4:46 pm

Io sto leggendo il libro in questi giorni (l’avevo già comprato quando il ragazzo di mia sorella mi ha indicato questo post per farmi capire perché dovevo vergognarmi per averlo fatto).
Leggo il blog di Ninna e credo che sia esibizionista ed egocentrica come tanti blogger. Non condivido molte delle sue scelte, ma soprattutto l’evidente benestare del marito a delle trovate talvolta imbarazzanti.Deve essere un esibizionista anche lui dal momento che lascia che la moglie pubblichi foto in pose provocanti, talvolta lasciando intravedere qualche pezzo di troppo di pelle… Sarà come quegli uomini a cui piace che la moglie venga guardata e desiderata dagli altri, non c’è altra spiegazione.
Non condivido neanche l’eccessiva esposizione della figlia, e sempre in nome della bimba non mi sarei mai messa a scrivere un blog erotico, né a raccontare sul blog che mio marito mi ha regalato un vibratore.
Talvolta trovo che sia così sciocca ad autoesporsi alla gogna che mi dispiace per lei che, probabilmente, ha solo un’adolescenza difficile dalla quale cerca di affrancarsi cercando di mostrare a se stessa e agli altri quanto oggi sia una donna realizzata.

Tornando al libro… è di una banalità inaudita. Per quanto non condivida certe sue scelte, mi aspettavo davvero di meglio da lei come “scrittrice”.
A parte la trama che finora è prevedibile e deboluccia, trovo scarse anche le capacità di scrittura: va bene che lo devono leggere i ragazzini, ma i ragazzini iniziano a studiare i classici in prima media, ormai, quindi sono pronti a qualche periodo complesso ed a tempi verbali appropriati.
Mi riservo di ulteriori commenti a lettura terminata.

Commento #687 di Anonimo
settembre 27th, 2010 @ 9:15 pm

Mi sa che più o meno tra blogger che si linkano, frequentano o soilcazzo, han pubblicato tutti. E comunque se ci pensate dopo anni di leccaculate a destra e manca la pubblicazione è come un’indennità

Commento #688 di barynia
settembre 27th, 2010 @ 10:57 pm

voglio solo dire 2 parole mamma mia un gran libro mi sono innamorata di lui… ti voglio vivere proprio il libro che descrive ogni dettaglio della mia adolescenza grazie mille….

Commento #689 di nene
settembre 29th, 2010 @ 11:04 am

Dai però una botta gliela si da… Cazzo, è pure la BILF 2010 agli MBA! Cioè, vuoi mettere?!

Commento #690 di Sciuscia
settembre 29th, 2010 @ 1:48 pm

Betty che brava che sei :)
Momenti esilaranti grazie a te.

“Complimenti per la trasmissione” e “Ti seguo sempre” fanno molto Antonella Clerici’s fan…

ma davvero grazie!!

Commento #691 di Lia
settembre 29th, 2010 @ 2:42 pm

se la vostra sorellina legge e apprezza Federico Moccia, mi dispiace, non è un “che ci vuoi fare è soltanto una bambina”, col cazzo, è piuttosto una bambina cretina
Questa frase è geniale ma non si può negare che molte di quelle che leggono moccia non sono bambine cretine ma ragazze plurilaureate. Quindi servirebbe un articolo per descrivere questo nuovo fenomeno delle CRETINE-PLURIALUREATE

Commento #692 di maschilista
settembre 29th, 2010 @ 8:46 pm

Quindi servirebbe un articolo per descrivere questo nuovo fenomeno delle CRETINE-PLURIALUREATE

Semplice evoluzione delle bambine cretine. Infondo, se avere mille lauree non serve a scrivere un buon libro è possibile che non serva nemmeno a capire cos’è un buon libro.

Commento #693 di Kagura
settembre 30th, 2010 @ 12:19 am

[…] Troisi, Mondadori, pubblicare un libro, Rossella Rasulo, scrivere un libro, Ti Voglio Vivere A Betty, che senza saperlo mi ha dato lo spunto per il momento “Rabbia […]

Pingback #694 di Questo ucciderà quello « Vita In Pillole
settembre 30th, 2010 @ 8:16 pm

Che dire…..sono un paio d’anni che conosco questa blogger, e penso tutto quello che hai scritto…TUTTO. Spesso mi sono chiesta se davvero lo sono, invidiosa, e me ne sono fatta un cruccio. Ho l’età di Rossella, all’incirca, e appartengo alla folta schiera dei laureati precari che devono fare i conti con questo Paese: clientelismo, baronia, meritocrazia inesistente. E quindi, sì, hai ragione tu: siamo INVIDIOSE. Ma come non esserlo, nel momento in cui prendiamo consapevolezza (e mi ci son voluti due minuti netti) che cotanta gloria è del tutto ingiustificata?
Grazie, oggi mi hai fatto fare un pò pace con la me stessa invidiosa.
Francy

Commento #695 di Francy
ottobre 2nd, 2010 @ 12:19 pm

Sono l’anonima del commento 687 e torno, a lettura conclusa, per confermare la prima impressione. Dire che è un libro banale è poco. E poi qualcuno mi spieghi dov’è il finale a sorpresa, io l’ho trovato prevedibile, come la morte dell’amico sbandato (tra l’altro copiata da Moccia, sebbene in quel caso si trattasse di un incidente).
Però Rossella ci si rivede, in quella Mel, eccome: figa (secondo lei), desiderata (secondo lei), talentuosa nella scrittura e nel canto (sempre secondo lei). Però anche un po’ mignotta. Come la mettiamo, in questo caso?

Commento #696 di Anonimo
ottobre 4th, 2010 @ 8:47 pm

Indovina indovinello, di chi si sta parlando in questo post? Per essere precisi, chi sono le tre scimmiette chiaramente citate nell’ultima parte? Vi aiuto: il commento n.7 da il nome del primo scimmione.

http://laveraeditoria.splinder.com/post/22656438#comment

Commento #697 di ehodettotutto
ottobre 4th, 2010 @ 11:11 pm

@ 697
… ma sei incredibile!!! come hai fatto a trovarla?

penso a ste’ frescacce fantasy …
a Natale scorso cercavo libri per il “nipotino” tredicenne e mi sono imbattuta nello scaffale tipo: tutti copertina nera, tutti con mappa-terre-di-mezzo a pagina 2, storie del cazzo di elfi, cavalieri, notti stellate e maghetti con la variante ambietata nel Far West(a 20 eurini a tomo)…

Insomma mi sono allegramente spostata a comprare Benni e Calvino, Camilleri e Verga e Pirandello e il nipotino ha ringraziato entusiasta …

Commento #698 di iSaF
ottobre 5th, 2010 @ 10:41 am

Complimenti, questi pseudo fenomeni trash vanno smerdati sul nascere: una squallida lobby delle marchette dedita al pressappochismo letterario più becero.
Se questa gente fosse stata meno esibizionista una minima possibilità di farla franca l’avrebbe potuta anche avere, ma questi so’ de coccio, si devono anche autoincensare tra di loro.
Poveri.

Commento #699 di Dietrologo
ottobre 5th, 2010 @ 8:23 pm

l’autrice di questo blog è un genio. scrive benissimo, è ironica, sarcastica ma soprattutto intelligente. le auguro presto di venire scoperta…spero non da un Dazieri…

Commento #700 di daniela
ottobre 7th, 2010 @ 3:45 pm

http://issuu.com/brek_magazine/docs/brek14_web/38

Leggete qua… non vi pare misteriosamente vaga quando spiega “come” è diventata scrittrice?

Commento #701 di rochivù
ottobre 13th, 2010 @ 12:24 pm

“Gamberetta e Betty sono la stessa persona?”
Cazzo, Voyager.

Commento #702 di anoni-mou
ottobre 13th, 2010 @ 10:13 pm

[…] catepol shared Rossella Rasulo, Ti voglio Vivere. Essere cretini. […]

Pingback #703 di Social Sharing – September 14th : Catepol 3.0
ottobre 16th, 2010 @ 8:28 am

“Tu sei una donna da contemplare secondo me, lì, nuda, tra le lenzuola profumate.”

No, sul serio, ma che razza di pattume scrive?
Questo è un esempio, ma alcuni “pensierini” sono peggio. Non ha uno straccio di talento e per scrivere di sentimenti ed emozioni ne serve. Non sa usare le parole, le getta a caso, le spreca.

Commento #704 di Sian
ottobre 18th, 2010 @ 6:18 am

OMFG, ho appena scoperto che la Rasulo è di Lodi. Cioè, potrei incrociarla per strada, visto che ci abito anch’io.
Ok, sono sotto esami ma ho trovato un motivo migliore per non uscire più di casa XD

Commento #705 di MadameFalena
novembre 12th, 2010 @ 4:27 am

“c’è qualcosa di peggio dell’attention whoring, l’attention whoring di secondo livello: http://www.ninna.it/

[Hat tip: Vertigoz]

Commento #706 di jules chinaski
novembre 15th, 2010 @ 2:42 pm

Uffa, ho sbagliato il link. Vertigoz: http://friendfeed.com/vertigoz/04a9e27d/c-e-qualcosa-di-peggio-dell-attention-whoring-l

Commento #707 di jules chinaski
novembre 15th, 2010 @ 2:43 pm

Vabbè, ho fatto anche lo screenshot, così vi risparmiate la visita.

Commento #708 di jules chinaski (poi la pianto)
novembre 15th, 2010 @ 2:49 pm

Al commento 417 ho perso conoscenza. La Rasulo conforta la mia teoria “Effetto Corrida”. Gente che canta come un gatto con la coda chiusa in una porta e si interroga inorridita sul perché il pubblico non sia plaudente, ma irridente.
In quanto a Danzieri sono convinta di due cose: che scriva bene e che a causa del suo ego, per cui paga più ICI del Pirellone, si circondi di mezze calzette per aumentare il contrasto.
Riperdo conoscenza.

Commento #709 di Anonimo
novembre 29th, 2010 @ 11:51 pm

Ma l’intervista fatta dalla ‘scrittrice’ al direttore di Vanity Fair sul Vanityblog, ve la siete persa? Perché purtroppo non potrete più rivederla: l’hanno cancellata, chissà se per vergogna dell’intervistato o dell’intervistatrice.

Commento #710 di Anonimo
dicembre 1st, 2010 @ 11:22 am

Ninna che si vergogna è un controsenso. Ma era stata pubblicata l’intervista o ti riferisci a quel promo spassoso di lei che barcolla sui tacchi fino all’ufficio di lui?

Commento #711 di jules chinaski
dicembre 1st, 2010 @ 1:31 pm

C’era tutta la videointervista, conclusa con un indimenticabile ‘indubbbbbiamente’ della ficcante intervistatrice.
Sul post di presentazione del direttore, ( vanityblog, http://blog.vanityfair.it/2010/11/post-direttore/ ), negli ultimi commenti, hanno spiegato che devono solo sistemare il video e renderlo più adatto a vanity.

In effetti è vero, ninna e vergogna non stanno nello stesso vocabolario.

Commento #712 di Anonimo
dicembre 1st, 2010 @ 4:02 pm

Nooo, me lo sono perso! Speriamo che lo rimettano alla svelta, vanityzzato o no.

Commento #713 di jules chinaski
dicembre 1st, 2010 @ 5:16 pm

Temo d’aver perso una punta di Inquartatiful: perché ninna e fairyvision non sono più amicissime e lovvose come prima?
Grazie :)

Commento #714 di Rigg
dicembre 3rd, 2010 @ 7:55 am

ehm…una puntata

Commento #715 di Anonimo
dicembre 3rd, 2010 @ 8:00 am

Non lo so, ma ho appena scoperto Fairyvisions, e il fatto che il suo blog si apra con un’insulsissima citazione di Coelho mi fa quasi (quasi, eh) prendere le parti di Ninna.

Commento #716 di jules chinaski
dicembre 3rd, 2010 @ 6:05 pm

Uh… il mondo digitale ti permette di cancellare i tuoi clamorosi rigurgiti di idiozia. Noto che i link ai video e il blog ” banal sporcaccionello” sono stati ripuliti dai contenuti ” banal formulazioni di una che con un fondo pazzesco ha chi la segue, banal fan dopotutto” … ciò la dice lunga sull’onestà intellettuale…

Commento #717 di Anonimo
gennaio 30th, 2011 @ 8:27 pm

Io so solo che dopo aver commentato negativamente il libro su aNobii, non ho più accesso alla pagina quando sono loggata (mi devo per forza sloggare). Ma come cazzo fa?!

Commento #718 di Silent
luglio 23rd, 2011 @ 4:57 pm

[…] Oggi potrete sollazzarvi con la recensione maligna a “Ti voglio vivere” di Rossella Rasulo. Mettetevi comodi e cliccate QUI. […]

Pingback #719 di Ti voglio… stroncare! « Gumwriters
settembre 18th, 2011 @ 12:33 pm

[…] figure di un certo peso come Sandrone Dazieri [quello che poi caldeggia e promuove Licia Troisi o questa cosa], e che arrivano a usare epiteti piuttosto pesanti e intraprendere serie azioni di boicottaggio […]

Pingback #720 di editoria a pagamento, autopubblicazione e passaparola | gaia baracetti
dicembre 4th, 2011 @ 1:31 pm

Ommioddio…Ci riprova! Perseverare è malvagio…http://www.rossellarasulo.it/meno-quattro-settimane/

Commento #721 di Quelo
giugno 4th, 2012 @ 12:15 pm

Nooo…Anche le foto in stile pupazzo -anime giapponese creato con la cg, rigorosamente ritoccate all’ennesima. ;) http://www.flickr.com/photos/ninna_r/6904166260/

Commento #722 di Quelo
giugno 4th, 2012 @ 12:20 pm

Loal… http://www.flickr.com/photos/ninna_r/6904166260/
http://www.rossellarasulo.it/meno-quattro-settimane/

Ah ah ah… Trollate anche?;)

Commento #723 di Quelo
giugno 4th, 2012 @ 8:37 pm

http://www.flickr.com/photos/ninna_r/7420919966/in/photostream
ussignur…

Commento #724 di gramigna
giugno 25th, 2012 @ 2:59 pm

La rasulo è più giovane e più figa e più sposata di dania, dovrebbe bastare affinchè quest’ultima la odii come se non ci fosse un domani.

Commento #725 di Francesca Federici
ottobre 8th, 2012 @ 10:53 am

Way cool! Some very valid points! I appreciate you writing this post and the rest of
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Commento #726 di pembesar penis
maggio 26th, 2014 @ 6:03 am

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