Melissa Panarello aka Melissa P., Tre – il dito radioattivo, lo spermatozoo interplanetario, il cazzo morto del nonno, Marx, una pisciata a occhi chiusi, una posa un po’ vintage

Allora i cazzi che penetrano ci sono, le lingue che frugano ci sono, i sessi che pulsano (e pompano e si uniscono religiosamente) ci sono, i gemiti furiosi e i respiri impudichi e i capezzoli in tiro ci sono, che altro?, il buchetto del culo grinzoso c’è, gli anfratti da esplorare ci sono, un negro col cazzo enorme c’è pure quello – fin qui tutto perfetto, promettentissimo – cos’altro possiamo metterci in mezzo per farne un romanzo tutto intero?, ci sarebbe da buttare giù una storia all’altezza, è un bel problema!, Melissa Panarello aka Melissa P. lo risolve brillantemente in questo modo:

poetessa ninfomane con problemi genetici di vaginosi batterica divorzia dal marito marxista frigido e si mette col marxista fricchettone bisessuale che contemporaneamente se la fa col marxista fotografo bisessuale, threesome, schizzetto di sperma, gravidanza, chi è il padre? – sticazzi, orgia a Buenos Aires, THE END

che è una storia grandiosa!, superlativa!, facciamone un romanzo d’alta classe – colto! sofisticato! intellettuale! letterario! – ci mettiamo dentro:

- i personaggi caricatura che sono artisti depressi ubriachi zozzoni e sboccati (bestemmioni e torbidità animalesche anti-bidet) e però anche profondissimi pensatori e sovversivi rivoluzionari (cacciati da tutti i licei di Roma!, e coi quadretti-calamita di Marx sul frigorifero!) e si muovono dentro cartoline di malinconia boho-kitsch sigarette cocaina bicchieri di vino rosso oroscopi e Montmartre (Montmartre!);
- la prosa tutta storta che si dà le arie di una desueta ampollosità declamatoria (sinonimi pomposetti a manetta, aggettivi buttati a casaccio davanti ai nomi, sgrammaticature d’ermetismo analfabeta);
- l’enfasi poetica visionaria sopra ogni minuscola cosuccia quotidiana (il melodramma dello spazzolino da denti spelacchiato!);
- le saggissime lezioni di vita e le predichette di anticonformismo trasgrescio (l’uomo comune che si scandalizza e gli esplode il cervello a causa dell’eccessiva trasgrescio) e in più – BONUS! – pistolotti misticheggianti di demenzialità new age.

Inchinatevi davanti a questo romanzo, Tre, che sembra fatto tutto quanto – tutto quanto! dalla prima all’ultima sillaba – per essere letto in pubblico ad alta voce, e ne uscirebbe fuori il reading più comico di tutti i tempi, da rotolarsi per terra piangendo e cagandosi addosso, occhio quindi!, questo è il nostro sommario:

1) La poetessa più giovane della città e la farina magica intangibile
2) La coscienza spermatica e il Saturno ostinato
3) Accoppiarsi con uno spazzolino orfano desolatissimo
4) L’allevatore di pappagalli sulle orme di istrici e donnole selvatiche
5) LA PELLICINA INFETTA AL SAPORE DI MERDA
6) L’energia del threesome, i Pink Floyd e i drammatici quesiti perbenisti
7) Il numero cinque è malvagio e tentacolare, il numero sette invece no
8) Il pianeta delle donne tonde, l’orgia, l’armonia, ciucciarsi gli avambracci

E cominciamo.
La protagonista del romanzo si chiama Larissa ed è “la poetessa più giovane della città” (Roma), fa la poetessa di mestiere e ha pure un certo successo – uno straordinario successo! – la sua prima raccolta di poesie ha venduto ben “diecimila copie”, è piuttosto conosciuta (“il suo nome circolava da qualche tempo negli ambienti letterari”) ed è sposata con un tipo che è un

marxista suo coetaneo, ecologista, primitivista e pessimista

Larissa è molto attraente ed emana

una luce che sapeva di mistero, un riverbero arcaico che veniva da lontano

un riverbero arcaico?, ma sì, dài,

come una farina magica, intangibile, che scendeva dalla testa sulle spalle, si allineava ai seni piccoli e rotondi e si adagiava sui fianchi

e tuttavia il marito marxista primitivista e pessimista non sembra granché eccitato dal riverbero arcaico e con Larissa non ci scopa più, lei si annoia e si sente vecchia e trascurata

non possedeva più ricordo delle sue adolescenti avventure, quando le bastava ondeggiare sui tacchi per intravedere erezioni prepotenti […] aveva perso il contatto con la sua natura animale

ma non è colpa del marxista primitivista e pessimista, il matrimonio di Larissa non funziona a causa di un allineamento stellare sfavorevole, c’è Saturno in particolare che s’è messo nel posto sbagliato,

ogni giorno sperava che Venere cacciasse malamente quel Saturno ostinato, quel Saturno che aveva aperto una crepa nel suo matrimonio, e lo mandasse in esilio fino a quando un nuovo seme, una nuova coscienza spermatica, non avesse riconosciuto in lei una donna da ingravidare.

Perché Melissa Panarello aka Melissa P. da un annetto circa ha scoperto l’astrologia (e i tarocchi, anche) e se n’è innamorata all’istante, ha trovato finalmente qualcosa alla sua portata con cui riempirsi la testolina salvadanaio, qualcosa che le permetta di sproloquiare sapientemente e che la faccia sentire MENTALE e PSICHICA, lo dice lei:

«Io sono molto mentale… faccio le carte, più psichiche di me non ne esistono»

sentitelo dalla sua stessa voce:

Il problema del Saturno ostinato per fortuna si risolve nel giro di qualche anno, grazie all’intervento provvidenziale di Urano, e c’è Larissa che capisce di poter assecondare una volta per tutte la sua “natura libertina” (a scapito della sua “indole borghese”) e allora non ci pensa due volte: divorzia dal marxista primitivista e pessimista e per prima cosa, tiè, si fa un grosso tatuaggio trasgrescio,

un centauro, una furia galoppante verso una meta ignota. Le zampe sollevate, scalpitanti, i capelli spostati dal vento

si mette a scopare con gli sconosciuti,

Aveva nell’ordine fatto l’amore con cinque uomini, stessa sera, stessa stanza.

(già che ci sono, Melissa, per la prossima volta: “nell’ordine” si usa per un elenco di cose da mettere in fila – “nell’ordine aveva fatto l’amore con quello e con quello e con quell’altro” – non si usa per esprimere un vago concetto d’insieme)(ma sono finezze che s’imparano dal quarto romanzo in su, non ti preoccupare) nel giro di mezza pagina la nostra protagonista passa dall’euforia del libertinismo tatuato scopereccio alla depressione più nera, ha mollato il marito da non più di trenta righe e già comincia a desiderare “un rapporto più autentico”, “qualcosa che andasse oltre la pelle”,

cercò conforto negli oppiacei e nella cocaina, ma non vi trovava alcuno specchio capace di rifletterla

è tristissima, tutto le sembra tristissimo, anche gli spazzolini nel bicchiere sulla mensola del gabinetto le sembrano tristissimi,

gettò lo sguardo all’ennesimo spazzolino che se ne stava verticale e desolato in mezzo agli altri orfani, le setole consumate

e pensate!, i suoi amanti occasionali la penetrano con quegli stessi tristissimi spazzolini – quale amara ironia!

Sentì un oggetto freddo e liscio, stretto, penetrarle la vagina, in fondo sempre più in fondo dentro di lei, fino a che le spazzole toccarono il suo clitoride.

Ecco che però un giorno Larissa incontra Gunther, “bohémien” e “nichilista” che “odorava birra e fica di mignotta”,

Era quel tipo d’uomo per cui il tempo fatica a passare, ricordando, fra le linee del volto, una fanciullezza mai scomparsa

(non si capisce bene a cos’è che si riferisce quel terrificante “ricordando” – al tempo? al tipo d’uomo?)(ma va be’, appunto: sono finezze che si imparano col tempo, nessun problema Melissa, vai alla grande) Gunther ha un passato travagliatissimo,

Cacciato da tutti gli istituti e i licei di Roma per azioni sovversive e movimenti disturbisti che gli piaceva chiamare “rivoluzioni estetiche”, a diciotto anni aveva avviato il commercio di pappagalli.

Gunther e il marito di Larissa (il marxista primitivista e pessimista) erano vecchi amici, tutti e due rappresentanti d’istituto,

Litigarono per questioni di politica internazionale. Mentre Leo sosteneva la legittimità di Hamas a bombardare i territori di Israele, Gunther asseriva l’inconsistenza di quella faccenda. Discussero tutta la sera davanti a una bottiglia di assenzio.

Larissa perde la testa, capisce subito che Gunther è l’uomo della sua vita: un giorno lui si addormenta sul divano mezzo ciucco e Larissa, guardandolo, scopre che è

un figlio dell’universo consapevole, assorto nella contemplazione della sua natura pura e incontaminata

Gunther ha gli istinti primordiali di un rude fascinosissimo uomo delle caverne,

era il sacerdote degli alberi, eccelso conoscitore e amico degli uccelli, seguiva le impronte degli istrici, donnole e gatti selvatici con un talento che solo antichi cacciatori di epoche perdute potevano possedere

la numerologia del resto parla chiaro,

la verità è che lei e Gunther avevano un 3 in comune e il 12 del mese, sommato, dava ancora 3. Le era molto chiaro: era stato tutto deciso dalle stelle.

La notte che scopano per la prima volta Gunther la sdruma – Larissa è conquistata

Quando la mattina dopo se n’era andato l’aveva lasciata alle prese con una gastrite

Quella stessa mattina, dopo la prima notte di sesso (siamo a un passo dal climax), c’è Gunther che si riveste e se ne va,

tornò a casa sua, portò il cane al parco, ritornò su e si occupò dei pappagalli

una mattina come tante altre, le solite piccolezze casalinghe,

a metà pomeriggio, dopo che ebbe rassettato la stanza, messo i panni in lavatrice, piantato un chiodo al muro da cui era caduta una cornice che ritraeva la più famosa posa di Karl Marx, si sedette al tavolo in cucina.

un po’ di vino,

Si versò del vino e cominciò a sorseggiarlo.

ma a questo punto, AH! (eccoci, ci siamo quasi, il climax è dietro l’angolo)

Si portò un dito alla bocca, rosicchiò una pellicina alla base dell’unghia. E lì la trovò, potente come alcol puro che scende nella gola e brucia.

tenetevi forte, ci siamo!

Lì la trovò, incastrata fra unghia e dito. L’odore di lei, il suo sangue, il suo umore, le sue feci, rimasti attaccati alla pelle dalla notte prima.

la reazione di Gunther è indimenticabile:

Gli piacque. Continuò a rigirarsi la pellicina infetta fra i denti.

A questo punto Gunther sente anche lui di amarla, ma non è ancora sicurissimo, preferisce che a decidere sia il caso, tenta la prova del nove: la pisciata a occhi chiusi,

Se avesse centrato il buco avrebbe rifatto l’amore con Larissa, se avesse bagnato i bordi non l’avrebbe più rivista.
Chiuse gli occhi.
Sentì la sua urina affondare nell’acqua del water. Sorrise.
Riaprì gli occhi e notò con soddisfazione che la tavoletta era rimasta pulita.

quindi scopano di nuovo, è deciso!, ma Gunther vuole coinvolgere il suo amico e amante francese, George, che è un fotografo che passa il suo tempo a bere vino rosso “seduto in un caffè di Montmartre”, un fotografo marxista,

scattava fotografie alle manifestazioni, ai lavoratori extracomunitari nelle fabbriche, agli intellettuali alle conferenze

George è appena arrivato a Roma per scopare con Gunther e appena sale in macchina – Gunther è andato a prenderlo all’aeroporto – indovinate cosa si trova sotto il naso, avete indovinato: IL DITO DI GUNTHER CHE PUZZA DI MERDA

«Senti, senti il dito! Lo senti?? Cazzo George, c’è il suo odore attaccato alla base dell’unghia, come fai a non sentirlo? Cristo, non va più via. Certo che le ho lavate le mani ma non va via!»

Nello stesso momento, dall’altra parte della città, Larissa è meditabonda – e scopriamo che è un problema genetico, lei ce la mette tutta ma non c’è niente da fare:

fra le gambe un odore ostile che non riusciva a lavar via a colpi di mano. Anche sua nonna aveva i capelli in disordine e un forte odore di fica tra le cosce che saliva fin su al naso, anche dopo che suo nonno era morto, insieme al suo uccello naturalmente

George rimane conquistato dalla pellicina puzzolente di Gunther e il threesome va alla grande, scopano tutti e tre insieme ascoltando i Pink Floyd:

I Pink Floyd volavano sopra e tutt’intorno alla stanza concedendo loro il privilegio di essere, sentirsi, primitivi, più primitivi di tutti gli altri, più primitivi di quanto fossero mai stati.

Se ne vanno a zonzo per locali notturni e slinguazzano davanti a tutti, la gente che sta lì a guardarli ci rimane malissimo, ci sono scene di panico – TROPPA TRASGRESCIO! – c’è chi si sballa apposta per non impazzire,

Perché quella donna offriva la sua lingua prima all’uomo e poi all’altro? Perché quei due uomini si baciavano come fossero un uomo e una donna? Cercare risposte a quei drammatici quesiti spinse gli avventori del locale ad assumere più cocaina, sempre più cocaina, affogata dentro costosissimi bicchieri di daiquiri e vodka lemon

anche la migliore amica di Larissa disapprova il threesome, ma Larissa la perdona – non è colpa sua, anche in questo caso è colpa del sistema solare,

Larissa era sicura che la sua amica avesse Venere in Vergine, era l’unica spiegazione. Con quella disposizione planetaria non era adatta a comprendere.

George non è male, a Larissa piace, ma i suoi occhi non la convincono del tutto

erano azzurri, un colore che considerava malvagio almeno quanto il numero cinque. Era convinta che esistesse una relazione fra il numero cinque e il colore azzurro, e aveva sempre amato uomini con occhi color del bosco perché erano il numero sette. Perché gli occhi di bosco mentivano molto poco, mentre gli occhi azzurri erano indecifrabili, sempre troppo persi a fissare oltre l’orizzonte, troppo concentrati agli spostamenti dell’aria.

sembra una cazzata ma a pensarci bene, in effetti, io non ci avevo mai pensato che

Il cinque è tentacolare, rovina la stabilità del quattro che lo precede; le dita sono cinque per ciascuna mano e ciascun piede, e aveva sempre riconosciuto nelle dita elementi alieni all’essere umano, eccessivamente imprevedibili e dotati di articolazioni complesse e inquietanti, verminose.

Scopano ripetutamente in tre per qualche giorno finché Larissa consulta “la carta astrale”

e s’accorge e che:

«io ho la Luna in Leone, significa che ho un forte desiderio di vivere l’esperienza della maternità […] Questo è Giove. Capisci quanto è vicino alla Luna? Sono attaccati! Congiunto alla Luna, Giove rende tonda una donna!»

Le carte non mentono: è incinta! Per festeggiare, i tre amanti vanno a fare un’orgia a Buenos Aires, a casa di un ex amante di Larissa (quello che le infilava gli spazzolini nella vagina), l’orgia è un successone

L’energia orgiastica beve alla fonte cosmica dell’energia universale

Quasi quasi, pensa Larissa, potremmo rimanere a vivere tutti quanti qui in Argentina; Gunther e George le rispondono perché no?, hanno già trovato delle occupazioni ideali,

Gunther seguiva gli spostamenti degli animali dell’aria scattando la testa in alto a destra e a sinistra

l’altro invece

George scattava foto ai fiori

e Larissa

se ne stava seduta sul divano in una posa un po’ vintage

Finisce così, felicemente, con Larissa che rimugina sul senso della vita,

«Tu hai idea del perché mia madre mi impedisse di succhiarmi gli avambracci, quando ero piccola? […] Credo che lo facesse perché non stava bene che sua figlia dichiarasse amore al proprio corpo.»

283 commenti

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Pietà. Anche nelle cagate c’è una gerarchia. Se sulla recensione di Moonlight mi sfascio dalle risate, la recensione di questo libro mi provoca solo sgomento. E non dico leggerlo, ma mi farebbe senso anche usarne le pagine per pulire le finestre. Non si può recensire un libro simile. Altrimenti faccio una recensione del catalogo del Lidl. Ma l’autrice voleva fare una cosa all’Alina Reys, se mai l’ha letta, o cosa ? Quelle tristesse.

Commento #201 di Grazia
ottobre 17th, 2010 @ 6:33 pm

Reyes, volevo dire.

Commento #202 di Grazia
ottobre 17th, 2010 @ 7:34 pm

Mamma mia, vedendo i due video ero imbarazzatissima.
Mi vergognavo proprio per lei, intendo…
Che imbarazzo, che imbarazzo !!!!!

Comunque ‘sto libro sembra proprio la sagra del luogo comune.
Pieno di clichè triti e ritriti sempre uguali e di fantasie esaltate, banali e ridicolmente imbarazzanti (sic)tipiche di una ventenne sgallettata che pensa di essere tanto originale e unica e trasgresscia quando manco si rende conto che il risultato agli occhi di chi è nato prima di lei è semplicemente patetico.
Patetico ed imbarazzante.

ps. questa i tarocchi sa cosa sono perchè sul mazzo che ha comprato dal tabaccaio sotto casa c’era per l’appunto scritto che trattavasi di tarocchi.
Mica per altro.

Commento #203 di Dreamingkat
ottobre 17th, 2010 @ 7:56 pm

it has been done!

Commento #204 di feffo2470
ottobre 17th, 2010 @ 11:39 pm

@ Anonimo #173, Lola Bi, Charlie, Drama Queen e non so chi altro…

Quella di paragonare Mellissa Panariello a Charles Bukowski è una cosa che state facendo voi, io non mi sono mai sognato di farlo (e l’ho pure precisato nel commento a cui vi riferite, caso mai non fosse risultato già evidente). Né tantomeno mi sono messo a esaltare le doti di scrittrice della suddetta Panariello. E nemmeno mai ho criticato Betty, che mi sta simpatica e mi piace quello che scrive (altrimenti non la leggerei, anche questo già scritto). Lungi dal voler creare strasciconi polemici, ho solo constatato che prendere frasi a casaccio e azzeccarci sopra un commentino spiritoso non direbbe molto della portata del libro talaltro a una platea di persone che quel libro non se l’è mai letto. Il fatto che quel libro sia firmato Melissa P, e che quindi dovrebbe risultare stupido a prescindere, è una coincidenza. Ho perciò riportato un pezzetto di un autore a caso (un autore che mi è spesso piaciuto, ma che con ogni evidenza non ha niente a che vedere con l’autrice di “Tre”) che ha sovente scritto nei suoi romanzi di sozzure e incongruenze di ogni sorta e poi l’ho commentato alla maniera di Betty. Questo per dimostrare quello che sostenevo (è naturalmente sottinteso che lo stralcio che ho usato per fare l’esempio l’abbia estratto da un’opera che per me ha un valore artistico). Chiaramente è una mia opinione e non m’importa che la condividiate o la prendiate in considerazione più del dovuto. Bye.

Commento #205 di m. gira
ottobre 18th, 2010 @ 1:09 am

ah si. FONDAMENTALE. secondo me la posa vintage è una cosa tipo così :-)

Commento #206 di m. gira
ottobre 18th, 2010 @ 1:18 am

La posa ideale per una donna incinta.

Betty, comunque, propone recensioni negative su quanto giudica mediocre. Quella che leggi è un’analisi negativa di un libro.
Scrivere “Questa roba è merda” è ancora un diritto, poiché esprime un personale giudizio e chiunque lo esplica come meglio crede. È legittimo. I commenti alla recensione sono osservazioni sulla suddetta e sulla qualità del testo.
Io penso che “Tre” sia indegno anche come carta igienica.
… E questo è quanto.

Commento #207 di Sian
ottobre 18th, 2010 @ 6:00 am

Prendere frasi di un libro e metterci vicino dei commenti è l’essenza stessa del fare recensioni. Che Betty faccia dei commenti sarcastici è secondario, le frasi originali sono lì e parlano da sole. Certo, uno potrebbe dire: il libro è molto più di quelle frasi estrapolate, ma questa critica si può muovere a qualsiasi recensione, anche quelle che estrapolano brani per esaltare un libro, anche a quelle (e sono la maggioranza tra quelle in circolazione su giornali e riviste) che non estrapolano proprio ed esprimono solo il giudizio soggettivo del recensore senza altre pezze d’appoggio.
Ma ripeto: estrapolare brani e commentare significa fare una recensione. Le recensioni che leggiamo ci possono convincere o no, possono essere fatte con argomentazioni più o meno convincenti. Ma servono appunto per invogliare a leggere qualcosa o per dissuadere il lettore dal comprare un libro che – ovvio – non ha ancora letto.
Bisogna ammettere che Betty, a parte i suoi commenti spiritosi, o ha scelto col lanternino e con stronzaggine proprio quei rarissimi passaggi infelici del libro, o si è semplicemente limitata a maramaldeggiare su una prosa di una banalità, di un’immaturità e di una presunzione imbarazzanti.
E concludo dicendo più in generale, che il fatto che Melissa parli di sesso non c’entra. Le critiche per lo più non le vengono mosse perché il lettore è bacchettone e non sopporta che si parli di sesso. Chi la stronca di solito sostiene semplicemente che Melissa scrive male, ma male sul serio.

Commento #208 di Lilli
ottobre 18th, 2010 @ 8:53 am

“Maramaldeggiare” è il mio nuovo verbo preferito.

Commento #209 di Piperita Patty
ottobre 18th, 2010 @ 2:53 pm

No, dai, io non ci credo.
Una persona non può scrivere tante cazzate in una botta sola.

Commento #210 di Arguzia
ottobre 18th, 2010 @ 3:32 pm

Sicura che è meglio non comprarlo? No, perché la coscienza spermatica mi sembra interessante.
E dopotutto, “… nei romanzi di Melissa P. è sempre il corpo a sapere, a decidere, a dire la verità.” Lo dice Einaudi, eh.

Commento #211 di Pietro Fratta
ottobre 19th, 2010 @ 10:25 am

sul sito dell’einaudi è possibile commentare il libro, io ho esternato la delusione per le loro scelte editoriali e chissà come mai il commento dopo due giorni non è ancora apparso…

Commento #212 di annie
ottobre 19th, 2010 @ 3:22 pm

Secondo me la cosa tragica non è che qualcuno abbia scritto delle minchiate del genere (chissà quanti romanzi nel cassetto ne conterranno così tante se non di più), ma che una casa editrice – e non una casa editrice qualsiasi, attenzione, una delle più importanti case editrici italiane, con una storia e una tradizione notevole – decida di pubblicarle… Questo fatto dice molto del paese in cui viviamo…

Commento #213 di Chiara
ottobre 19th, 2010 @ 3:46 pm

Noto con dispiacere che è passato quasi inosservato lo splendido aggettivo “disturbisti”, inventato da Melissa. Immagino che il neologismo sia nato dalla fusione di “disturbanti” e “comunisti”. E’ un genio incompreso, la ragazza, altro che bucoschi. XD

Commento #214 di Luna Esse
ottobre 19th, 2010 @ 4:02 pm

Devo molto a Melissa P., mi ha definitivamente guarito dal pessimo vizio di mangiare la pellicina intorno alle unghie.

Commento #215 di Ufficetto
ottobre 19th, 2010 @ 6:34 pm

non avevo visto il video.le espressioni che si susseguono sul volto di mentana durante la lettura delle carte coincidono esattamente con le reazioni che si possono avere verso “tre”: imbarazzo, compatimento, un pizzico di fastidio.
e poi da una scrittrice, mi aspetterei una padronanza della lingua -anche orale-superiore alla media, cosa che lei non ha neanche lontanamente.

Commento #216 di RL
ottobre 19th, 2010 @ 7:00 pm

Non ho parola. A parte “che merda”, ma poi mi viene in mente la pellicina e quindi lascio perdere.

Commento #217 di Anonimo
ottobre 19th, 2010 @ 10:03 pm

Ora sono serissimo (attenzione):
e se invece questa si diverte un mondo, scrive cretinate e ride e prende in giro tutti e GUADAGNA, MA QUANTO GUADAGNA?
Se fosse anche questo un romanzo comico… ma nessuno lo capisce (capita spesso alle opere dei geni)?

Commento #218 di PietroFratta
ottobre 20th, 2010 @ 10:09 am

Io sono dovuto correre in bagno a fare pipì per le troppe risate al momento della Pisciata ad Occhi Chiusi e non sapevo come fare per le risate XD

Commento #219 di Logan
ottobre 21st, 2010 @ 12:04 am

Cosa è successo Logan? Che ti è successo?

Commento #220 di Eusko
ottobre 21st, 2010 @ 12:06 pm

i vermi non hanno articolazioni

Commento #221 di Anonimo
ottobre 21st, 2010 @ 6:01 pm

non so se avete visto l’intervista fattale ieri da Le Iene: apparte le varie cavolate che diceva (“non me ne frega niente se mia figlia diventa una puttana” ecc.), la prendevano allegramente per il culo xD

Commento #222 di Ha|jimE
ottobre 21st, 2010 @ 6:56 pm

ah se vedete Melissa P. ditele che c’erano gli Harmony prima di lei, che erano molto meglio scritti. altrimenti ci guardiamo un pornazzo e ci divertiamo di più. almeno non ci sono stronzate pseudo-intellettuali. però, vi dico la verità: sono invidiosa. invidiosa perché ‘sta stronza scrive cagate colossali e guadagna milioni. e noi, qui, a ciucciarci il calzino.

ah, peccato per Victor Victoria, era un programma divertente. ah e ditele che se vogliamo ridere, ci sono le barzellette di Totti, che fanno proprio al caso.

chiedo scusa per il linguaggio oxfordiano.

Commento #223 di Tea
ottobre 21st, 2010 @ 9:25 pm

leggendo il blog di melissappì ho avuto l’impressione che non fosse così stupida come la sua scrittura farebbe immaginare. il problema è che probabilmente non è neppure intelligente quanto crede di essere. la sua scrittura trasuda spocchia da ogni virgola, non senza inciampare in qualche strafalcione lessicale abbastanza divertente. mi piace l’idea di recensire citando frasi, non solo non mina per nulla la credibilità della recensione ma rende meglio l’idea di cosa abbiamo davanti e appaga quel minimo di curiosità (morbosa?)impedendo all’incauto lettore di avventurarsi nel libro vero…il che potrebbe essere un’esperienza deprimentissima. ma alla fine di “100 colpi di spazzola” (ho letto, appunto, solo la pagina finale e altre sparse in una libreria) avete capito anche voi che la tizia si mette con un dolce ragazzo che è poi pure il figlio dell’editore che la pubblicherà? e comunque da quel libro sono passati 8 anni ma non mi sembra ci sia stata un’evoluzione, anzi…

Commento #224 di Anonimo
ottobre 22nd, 2010 @ 4:04 am

ho provato anch’io a lasciare un commento sul suo blog. mai pubblicato, ovvio.

Commento #225 di TOD
ottobre 22nd, 2010 @ 8:18 am

Potrebbe essere anche intelligente (?), come qualcuno evince dal suo sito; o anche ex enfant terrible (dal suo sito)
Potrebbe essere anche un genio (sempre dietro gli scivoloni di una coscienza spermatica, ovvio).
Ma… ecco… e se non avesse talento?
Così per dire, eh.
Che poi pubblichi per Einaudi è tutt’altra faccenda :)

Commento #226 di PietroFratta
ottobre 22nd, 2010 @ 4:58 pm

beh sì, è decisamente priva di una vera originalità, di genuinità, di uno stile di scrittura interessante. e priva anche di “storie”, sebbene la letteratura e la narrativa di fiction non siano necessariamente la stessa cosa. se fosse intelligente (davvero) forse la cosa riscatterebbe in parte questa sua mancanza di talento, perché l’editoria è piena di persone che oltre a non saper scrivere sono anche stupide. ma solo in piccolissima parte. e comunque ho visto un’intervista recente in cui sembra proprio peggiorata, involuta,una specie di macchietta radical chic che fa il verso al finto femminismo alla sex and the city.
la cosa più scema è che magari qualcuno si rallegra pure che questi libri (scrittori come lei proliferano) vendano, perchè è segno che la gente “legge”

Commento #227 di Arta-ud (anonimo 224)
ottobre 22nd, 2010 @ 10:01 pm

Spassoso. Ti vorrei invitare a leggere Claudia Durastanti – Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra. Comprato a causa della inconcepibile recensione di Rumore – sorry, Mungo, non mi hai convinto – è la nuova frontiera, lo assicuro.
Te lo spedisco gratis. Piego ordinario.

Commento #228 di Alessandro
ottobre 23rd, 2010 @ 11:20 am

ma l’avete vista l’intervista alle Iene? Quelle risposte non denotano proprio NESSUNA intelligenza. Aggiungiamoci poi il fatto che apre un blog e pubblica solo i commenti di chi non la contraddice, ma già il fatto che crede nelle carte e nell’oroscopo dice tutto della sua presunta intelligenza.

Commento #229 di annie
ottobre 23rd, 2010 @ 2:58 pm

Oddyo Betty, sei divynah!
Ti adoviamo.Oh!

Commento #230 di Poteve Opevajo Povto Votondo
ottobre 23rd, 2010 @ 10:13 pm

O__O
OSCENO. giuro, non ho parole. disgustoso.

Commento #231 di tsuya
ottobre 24th, 2010 @ 4:25 am

ah ovviamente betty sei un genio, mi sono scompisciata! X°D

Commento #232 di tsuya
ottobre 24th, 2010 @ 4:25 am

Profondo rispetto per Betty!
Il dramma è che ci sono tantissime persone che scrivono in questa maniera abominevole e stuprano l’italiano per produrre dei testi improponibili, stupidi e ridicoli (perché sì, fa ridere, ma si tratta di ironia tragica!)…e si considerano dei poeti, tutti pensano di essere il novello Dante!
Che barbarie!

Commento #233 di Aurora
ottobre 26th, 2010 @ 5:01 pm

“…fra le gambe un odore ostile che non riusciva a lavar via a colpi di mano. Anche sua nonna aveva i capelli in disordine e un forte odore di fica tra le cosce che saliva fin su al naso, anche dopo che suo nonno era morto, insieme al suo uccello naturalmente…”

E se invece l’uccello del caro nonnino non fosse morto?E se una notte fosse strisciato fuori dalla sua tomba,non in cerca di sangue,non in cerca di cervella,ma in cerca di qualcos’altro dalla cara nonnina?
Un porno-horror,wow!
Ah,già,ma dopo Gunther,i capirinhas con coca e soprattutto il dito al plutonio come li cacciava la nostra Melissa in questo capolavoro?
Peccato,occasione sprecata…!

Commento #234 di A.Bahn
ottobre 27th, 2010 @ 1:27 pm

… un forte odore di fica tra le cosce …

Ovvio, dove vuoi avercelo l’odore di f**a, nei piedi?

Commento #235 di Anonimo
ottobre 27th, 2010 @ 1:54 pm

cmq per qualsiasi critica che uno fa è sbagliato estrapolare frasi fuori dal loro contesto e commentarle cm c…. ci pare……….è il difetto di molte se non di tutte le recensioni di betty……..così si perde oggettività e si potrebbe perfino sputare in faccia anche hai più grandi scrittori e cantanti della nostra epoca……..faccielo tu un libro, scrivi tu una canzone e presentati davanti alla critica italiana e quindi anche a quella mondiale, poi vediamo davvero se sono solo ” chiacchere e distintivo” o se invece sai davvero cosa è o non è un buon prodotto……..poi qualsiasi cosa può piacere o no, ma cmq tt quello che tu commenti andrebbe prima analizzato nelle cose sià positive che negative, poi alla fine nel giudizio personale finale si scrive quello che uno pensa e la propria opinione (che è sempre rispettabile, purchè sia motivata da ciò che ho detto in precedenza).

Commento #236 di matteo
ottobre 27th, 2010 @ 2:45 pm

sputare in faccia anche “hai” più grandi scrittori
“faccielo”
cose “sià” positive

direi che faccielo tu un libro che è molto meglissimo

Commento #237 di lucaluca
ottobre 27th, 2010 @ 2:56 pm

Leggete qua:
http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/melissa_p_intervista_facebook271010.html

Pare che la cara Melissa legga il blog di Betty… :)
Melissa, se leggi anche i commenti, sappi che è poco elegante non accettare le critiche… e sappi anche che Betty il tuo libro l’ha letto, altrimenti come avrebbe fatto a farne una recensione così dettagliata e documentata?
Ma vai a lavorare va’, che scrivere non è proprio cosa tua.

Commento #238 di Ilaria
ottobre 27th, 2010 @ 4:36 pm

Betty, dì la verità: sei stata tu a far chiudere la fanpeig di Melissappì su Fessbucc… Confessa! :P

Commento #239 di Demart81
ottobre 27th, 2010 @ 4:45 pm

lucaluca scusa se nel mio commento c’è qualche errore, dovuto al fatto che ho scritto velocemente dato che sto facendo i compiti di latino e greco da quando sono uscito da scuola……….comunque il senso della mia critica si è capito benissimo e non mi sembra affatto stupida e meritevole di una risposta più esaustiva della tua………contento ora?

Commento #240 di matteo
ottobre 27th, 2010 @ 5:57 pm

comunque per qualsiasi critica che uno fa è sbagliato estrapolare frasi fuori dal loro contesto e commentarle cm c…. ci pare……….è il difetto di molte se non di tutte le recensioni di betty……..così si perde oggettività e si potrebbe perfino sputare in faccia perfino ai più grandi scrittori e cantanti della nostra epoca……..faccelo tu un libro, scrivi tu una canzone e presentati davanti alla critica italiana e quindi anche a quella mondiale, poi vediamo davvero se sono solo ” chiacchere e distintivo” o se invece sai davvero cosa è o non è un buon prodotto……..poi qualsiasi cosa può piacere o no, ma comunque tutto quello che tu commenti andrebbe prima analizzato nelle cose sia positive che negative, poi alla fine nel giudizio personale finale si scrive quello che uno pensa e la propria opinione (che è sempre rispettabile, purchè sia motivata da ciò che ho detto in precedenza).

corretta dalle imperfezioni volontarie, contenti? ORA VOGLIO VEDERE COME RISPONDETE…….

Commento #241 di matteo
ottobre 27th, 2010 @ 6:01 pm

a scusate se nn ho messo le virgolette, “volontarie” è chiaramente in modo ironico……..

Commento #242 di matteo
ottobre 27th, 2010 @ 6:02 pm

a scusate se nn ho messo le virgolette, “volontarie” è chiaramente in modo ironico……

Commento #243 di matteo
ottobre 27th, 2010 @ 6:03 pm

Ah io vado a lavarmi le mani, ho un dito che puzza di merda e l’altro di fregna..

Commento #244 di Double Penetration
ottobre 27th, 2010 @ 6:17 pm

Ho letto la recensione, non leggo i commenti perché non mi va. Ma io vi amo: sapevatelo!!!

Commento #245 di Clairederwelt
ottobre 27th, 2010 @ 9:17 pm

Una cosa è recensire un’altra prendere in giro… Questa non è una recensione! Oltre che pessima, vorrei sapere se hai letto il libro io no quindi nn parlerò del libro, ti vorrei far capire che recensire un libro vuol dire parlarne non prendere pezzi del libro e deriderli anche perchè una persona che vorrebbe leggerlo si spoilera parte del libro cosi…

Commento #246 di Alessio
ottobre 28th, 2010 @ 12:15 pm

Spingitori di assunzione di cocaina, su Rieducational Channel!

Commento #247 di vulvia
ottobre 28th, 2010 @ 1:44 pm

[...] sempre stato appassionato di coincidenze. Per esempio, questa cosa di questa qua. La signorina scriveva da mesi per il supplemento del Corriere della Sera dei gustosissimi [...]

Pingback #248 di Maledetto Berlusconi famose n’orgetta in tre. at amlo
novembre 7th, 2010 @ 3:11 pm

Neanche il tuo umorismo lo rende digeribile… ho lasciato il post a metà, perdonami (intanto, la ribelle va a parlare male del suo editore ad Anno Zero – SANTORO, PERCHE’??????)

Commento #249 di Anonimo
novembre 8th, 2010 @ 2:43 pm

Neanche il tuo umorismo lo rende digeribile… ho lasciato il post a metà, perdonami (intanto, la ribelle va a parlare male del suo editore ad Anno Zero – SANTORO, PERCHE’??????)

Commento #250 di esiliato
novembre 8th, 2010 @ 2:43 pm

Comunque i territori bombardati da Hamas, non sono di Israele, infatti si chiamano “Occupati” per quello. Dio santo…

Commento #251 di Maria
novembre 12th, 2010 @ 2:42 pm

@matteo

Leggere frammenti non toglie nulla ad un’opera nel suo complesso. Perchè una parte può anche rappresentare il tutto… quando il tutto ha un senso, un valore, una dignità letteraria.
Non è questo il caso.
“faccielo tu un libro, scrivi tu una canzone e presentati davanti alla critica italiana e quindi anche a quella mondiale, poi vediamo davvero se sono solo ” chiacchere e distintivo” o se invece sai davvero cosa è o non è un buon prodotto…….”

Capisco come tu possa difendere melissa p. Detto chiaramente non sai scrivere, pertanto non sai neanche leggere.
I libri di Melissa p. accontentano le bocche buone, quelle di chi non è abituato alla narrativa, alla letteratura. E può arrivare a ritenere che questa sia letteratura.
In quanto al PRODOTTO… bravo, hai ragione è un prodotto. Non un’opera letteraria. E’ roba da vendere. Einaudi è un’azienda e vuole guadagnare. Un tempo, invece, il ruolo delle case editrici era anche quello di essere RIFERIMENTI CULTURALI.

Credimi, scrivere un libro così è facile. Basta sbattere nelle pagine luoghi comuni, frasi banali, volgarità, genitali, scopate.
Quel che è pessimo è che questa bassa narrativa, entri nelle case grazie ad Einaudi.

CHE ORRORE.

Commento #252 di bluevalentines
novembre 20th, 2010 @ 11:12 pm

@alessio, quando uno legge una recensione può anche sospettare che gli vengano dati particolari riferiti al libro.
In genere in una recensione si danno pochi elementi perchè lo scopo è quello di far leggere un libro.
Ma qui parliamo di Melissa P. e darle più pubblicità di quella che ha già è un delitto.
Se vuoi leggere il libro, devi comprarlo.
Qui ci sono solo pochi frammenti.
Ma se ti dava tanto fastidio, potevi evitare di proseguire la lettura, dopo la prima citazione…
Le citazioni sono ben evidenziate.

Insomma avete una cosa: liberta’. E non la sapete usare.

Commento #253 di bluevalentines
novembre 20th, 2010 @ 11:29 pm

Melissa Pi mi ha rovinato il vintage.
E adesso la odio.

Per il resto, quoto e straquoto Sbilenca sulla reazione alla supertrasgressione da bar.
Cioè, per intenderci: io abito in un paesino, piuttosto piccolo anche. Uno di quelli pieno di vecchietti.
E se, nel bar del centro, una tizia qualsiasi si mettesse a baciare due uomini (uuuh, che anticonformismo), ormai non le presterebbero più attenzione neanche i pensionati: la briscola è più trasgrescio.

Ah, m’è venuto un dubbio… Ma l’autrice *lo sa* chi è Marx, sì?

Commento #254 di Tan
novembre 21st, 2010 @ 1:39 am

Ma è matta???

O sono matti alla Einaudi…

Però il personaggio del fotografo delle manifestazioni mi spiega perché l’hanno invitata ad Annozero a dire non si sa bene cosa…

Commento #255 di Mary
novembre 25th, 2010 @ 5:55 pm

“Sentì un oggetto freddo e liscio, stretto, penetrarle la vagina, in fondo sempre più in fondo dentro di lei, fino a che le spazzole toccarono il suo clitoride.”
Ma il clitoride non è fuori dalla cavità vaginale? Era uno spazzolino con la testina snodabile? E quanto snodabile? Credo di non aver capito bene la dinamica della cosa. Forse che Larissa sia anche affetta da qualche mutazione genetica di natura astrale?

Commento #256 di G.
dicembre 7th, 2010 @ 9:51 pm

@G.
Credo che lo spazzolino fosse infilato dalla parte del manico, non della spazzola…
Che è una cosa assurda lo stesso, perchè che cavolo di giochini erotici vuoi fare con uno stecchino di plastica? Peggio che masturbarsi con un tampax.
MELI’, MA UN BEL DILDONE VINTAGE IN MOGANO MASSELLO NOOO?!

Commento #257 di anoni-mou
dicembre 8th, 2010 @ 10:04 pm

Qui è riportato un articolo in cui viene citato anche “Le Malvestite”.
Non ho letto i libri della Panarello e non mi pronuncio, ma se possono avere peso degli “indizi” che alimentano dei sospetti che hai su qualcosa, la frase “posa un po’ vintage” è tra questi.

Commento #258 di Daniela
dicembre 21st, 2010 @ 8:26 pm

Dopo lo stretegggismo sentimentale di Marra, non posso non comprare questo libro.

Commento #259 di Luca
gennaio 7th, 2011 @ 11:40 pm

Ma di M.P. riciclata come “esperta” di UFO a Mistero ne vogliamo parlare? Al peggio non c’è mai fine…

Commento #260 di No way
febbraio 9th, 2011 @ 1:52 pm

è ridicola, non sa piu dove spartersi e sbattersi per stare in tv

prima la cartomante della victoria, ora l’ufologa da mistero ahaha

Commento #261 di Anonimo
febbraio 9th, 2011 @ 11:29 pm

Ma più che ridicola, inquietante. Melissa P è entrata nel tunnel dell’esoterismo nel 2011…l’esoterismo faceva figo negli anni ’70, ora fa paura! Paura per la condizione mentale di chi ci crede!
Quanto metteva a disagio gli ospiti di Victor Victoria facendo le ‘carte’ agli intervistati, ovvero aprendo bocca e dando fiato a un flusso di coscienza. Faceva quel che si otterebbe con il test delle associazioni mentali: lei dice ciò che l’immagine le richiama alla mente, senza interporre freni, il risultato è un tipico racconto erotizzato proiettivo.

Purtroppo i poveracci che hanno subìto questa sequela di baggianate erano consapevoli di non poter controbattere: ogni paragnosta risponde sempre alle obiezioni che “sono le carte/stelle/pendolino a parlare, non io”. Il risultato? Un silenzio troppo imbarazzante perfino per la seconda serata.
(Si è capito che detesto queste cacchiate new age?)

Commento #262 di lilly
febbraio 10th, 2011 @ 3:54 pm

@G
anche io mi son fatta parecchie domande sulla parte dello spazzolino. ho cercato di immaginarmi la cosa e devo avere avuto una faccia tra lo schifato e il perplesso – qui a lavoro mi han chiesto se va sempre tutto bene. basta leggere questo blog a lavoro. nun ze può. :)
ma la sora betty, quando mi ritorna in pista?

Commento #263 di miss e.
febbraio 14th, 2011 @ 5:44 pm

[...] scrivere i suoi libercoli (senza significativi miglioramenti, se è vero quanto apprendo dall’articolo che è alpha e omega di ogni critica su Melissa P.), ma occhieggia furtivamente la televisione e soprattutto tenta di intrufolarsi nel discorso [...]

Pingback #264 di Melissa P. e Luca T. « Così saprete chi non invitare al mio funerale
febbraio 15th, 2011 @ 10:22 pm

Io ho letto un paio di prodotti marchiati Melissa P.
Devo dire che, in quanto ad inventiva e padroneggiamento della lingua, è alquanto peggiorata.
D’altro canto c’è da dire che non è mai stata una cima come scrittrice(?).
I suoi prodotti, a mio parere, sono soltato uno spreco di inchiostro, carta e soldi dell’acquirente.

Commento #265 di Setsuna
marzo 25th, 2011 @ 5:33 am

Ragionandoci su, c’è da dire che è una self-insertion che manco le peggiori fanfictions.
Ma la Pi saprà scrivere di qualcosa di diverso dai suoi pipponi mentali su Melisse, Larisse (la prossima si chiamerà Marissa, sò convinta) e compagnia cantante? Insomma, sarà capace di creare personaggi che non siano la-tizia-che-vorrebbe-essere-e-non-è e adoni greci che amano giocare con gli spazzolini da denti e guardare gli uccelli (QUALI uccelli, poi?) con la testa che scatta di qua e di là?

Commento #266 di Laurie
aprile 14th, 2011 @ 7:04 pm

@Luca in effetti la Melissa potrebbe essere la testimonial perfetta del prossimo capolavoro di Marra…a farsi spogliare da tizi travestiti da Milord non è seconda a nessuno, nemmeno a miss Rubacuori.

Commento #267 di Laurie
aprile 14th, 2011 @ 7:16 pm

il problema non è tanto questa analfabeta che scrive quanto l’editore che pubblica sta merda!

Commento #268 di Riccardo
maggio 10th, 2011 @ 10:47 pm

Einaudi si sta rivoltando nella tomba…

Commento #269 di Riccardo
maggio 10th, 2011 @ 11:15 pm

[...]sembra fatto tutto quanto – tutto quanto! dalla prima all’ultima sillaba – per essere letto in pubblico ad alta voce, e ne uscirebbe fuori il reading più comico di tutti i tempi, da rotolarsi per terra piangendo e cagandosi addosso[...]

Ebbene si, il momento che tutti aspettavamo è finalmente giunto

Commento #270 di capcap
maggio 16th, 2011 @ 8:42 pm

quanto hai scritto… ma non bastava “vaffanculo”? :D

Commento #271 di a come a
giugno 4th, 2011 @ 10:14 pm

Niente di peggio quando si prova miseramente a far passare comune robaccia da trivio come alta letteratura erotica. Qualcuno lo vada a dire al dito di Gunther….
Ma ancora scrive ‘sta battona???

Commento #272 di Ballestrero
giugno 5th, 2011 @ 12:50 pm

Allora, io sono di Catania e ho conosciuto gli ex compagni di liceo della Melissa P….intanto, per prima cosa, era una sfigata e nessuno la cagava, si credeva chissà chi ma non aveva amici… e nessun uomo! altro che orge! e una mia amica, sempre di Catania, che lavora in una casa editrice di cui non farò il nome, è stata tra i primi a ricevere il manoscritto 100 colpi di spazzola: era scritto da analfabeta, una schifezza unica, solo scene di sesso e mal scritte per giunta…A Catania è stato rifiutato, ma la cara Fazi ha pensato di RISCRIVERLO da capo e stravolgerlo, non è farina del sacco di Melissa comunque…Ah, è per chi non lo sapesse, il suo vero nome è CARMELA PANARELLO, e Melissa è una specie di 2′ nome che si è data lei stessa…

Commento #273 di Connie
giugno 5th, 2011 @ 8:37 pm

bella lì connie

Commento #274 di Anonimo
giugno 5th, 2011 @ 9:48 pm

Connie ti lovvo.

Commento #275 di Laure
giugno 24th, 2011 @ 6:16 pm

Beh, Connie, la cosa mi stupisce. Lessi 100 colpi di spazzola a suo tempo, e mi sembrò scritto in modo a dir poco pessimo. Ci rimasi male, perché in giro si diceva che non l’aveva scritto lei, ma era scritto talmente male che non poteva che averlo scritto una ragazzina presuntuosa. E invece pare proprio che sia stato corretto. Mi immagino com’era.
Comunque ricordo che alcune scene erano talmente costruite e cinematografiche che non potevano che essere inventate di sana pianta.

Commento #276 di Smy
settembre 4th, 2011 @ 12:53 pm

[...] » Blog Archive » Melissa Panarello aka Melissa P., Tre – il dito radioattivo, lo sp le Malvestite » Blog Archive » Melissa Panarello aka Melissa P., Tre – il dito radioattivo, lo s… Source : http://www.malvestite.net Allora i cazzi che penetrano ci sono, le lingue che frugano ci [...]

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settembre 14th, 2011 @ 12:06 am

[...] la recensione di “Le malvestite” all’imperdibile (?) “Tre” di Melissa [...]

Pingback #278 di Ops, ho pestato Tre merle! « Gumwriters
settembre 18th, 2011 @ 12:35 pm

Grazie, davvero. Ho riso fino alle convulsioni. Lo so, ci sarebbe da piangere, ma è questione di carattere.
Eppure, non posso fare a meno di notare che se Melissa P. non esistesse, non avrei neanche potuto leggere questa brillante recensione.
E allora mi chiedo: Tutto nel mondo ha un senso? Oppure si può avere Saturno tra le cosce e scambiarlo per uno spazzolino usato?

Commento #279 di Arianna
settembre 21st, 2011 @ 12:51 am

Dalla trama si direbbe un brutto film di Bellocchio.

A.

Commento #280 di A.
marzo 8th, 2012 @ 2:57 pm

Grazie di aver affrontato la lettura di questa cagata al posto nostro… Ho riso tutto il tempo XD Bleah!

Commento #281 di Angela
novembre 14th, 2012 @ 7:20 am

questa è fonte d’ispirazione per molte numerose e focose sex blogger!!

Commento #282 di carlone
marzo 8th, 2013 @ 3:46 pm

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Commento #283 di kliknij tutaj
dicembre 19th, 2013 @ 1:51 pm

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