Allora i cazzi che penetrano ci sono, le lingue che frugano ci sono, i sessi che pulsano (e pompano e si uniscono religiosamente) ci sono, i gemiti furiosi e i respiri impudichi e i capezzoli in tiro ci sono, che altro?, il buchetto del culo grinzoso c’è, gli anfratti da esplorare ci sono, un negro col cazzo enorme c’è pure quello – fin qui tutto perfetto, promettentissimo – cos’altro possiamo metterci in mezzo per farne un romanzo tutto intero?, ci sarebbe da buttare giù una storia all’altezza, è un bel problema!, Melissa Panarello aka Melissa P. lo risolve brillantemente in questo modo:
poetessa ninfomane con problemi genetici di vaginosi batterica divorzia dal marito marxista frigido e si mette col marxista fricchettone bisessuale che contemporaneamente se la fa col marxista fotografo bisessuale, threesome, schizzetto di sperma, gravidanza, chi è il padre? – sticazzi, orgia a Buenos Aires, THE END
che è una storia grandiosa!, superlativa!, facciamone un romanzo d’alta classe – colto! sofisticato! intellettuale! letterario! – ci mettiamo dentro:
- i personaggi caricatura che sono artisti depressi ubriachi zozzoni e sboccati (bestemmioni e torbidità animalesche anti-bidet) e però anche profondissimi pensatori e sovversivi rivoluzionari (cacciati da tutti i licei di Roma!, e coi quadretti-calamita di Marx sul frigorifero!) e si muovono dentro cartoline di malinconia boho-kitsch sigarette cocaina bicchieri di vino rosso oroscopi e Montmartre (Montmartre!);
- la prosa tutta storta che si dà le arie di una desueta ampollosità declamatoria (sinonimi pomposetti a manetta, aggettivi buttati a casaccio davanti ai nomi, sgrammaticature d’ermetismo analfabeta);
- l’enfasi poetica visionaria sopra ogni minuscola cosuccia quotidiana (il melodramma dello spazzolino da denti spelacchiato!);
- le saggissime lezioni di vita e le predichette di anticonformismo trasgrescio (l’uomo comune che si scandalizza e gli esplode il cervello a causa dell’eccessiva trasgrescio) e in più – BONUS! – pistolotti misticheggianti di demenzialità new age.
Inchinatevi davanti a questo romanzo, Tre, che sembra fatto tutto quanto – tutto quanto! dalla prima all’ultima sillaba – per essere letto in pubblico ad alta voce, e ne uscirebbe fuori il reading più comico di tutti i tempi, da rotolarsi per terra piangendo e cagandosi addosso, occhio quindi!, questo è il nostro sommario:
1) La poetessa più giovane della città e la farina magica intangibile
2) La coscienza spermatica e il Saturno ostinato
3) Accoppiarsi con uno spazzolino orfano desolatissimo
4) L’allevatore di pappagalli sulle orme di istrici e donnole selvatiche
5) LA PELLICINA INFETTA AL SAPORE DI MERDA
6) L’energia del threesome, i Pink Floyd e i drammatici quesiti perbenisti
7) Il numero cinque è malvagio e tentacolare, il numero sette invece no
8) Il pianeta delle donne tonde, l’orgia, l’armonia, ciucciarsi gli avambracci
E cominciamo.
La protagonista del romanzo si chiama Larissa ed è “la poetessa più giovane della città” (Roma), fa la poetessa di mestiere e ha pure un certo successo – uno straordinario successo! – la sua prima raccolta di poesie ha venduto ben “diecimila copie”, è piuttosto conosciuta (“il suo nome circolava da qualche tempo negli ambienti letterari”) ed è sposata con un tipo che è un
marxista suo coetaneo, ecologista, primitivista e pessimista
Larissa è molto attraente ed emana
una luce che sapeva di mistero, un riverbero arcaico che veniva da lontano
un riverbero arcaico?, ma sì, dài,
come una farina magica, intangibile, che scendeva dalla testa sulle spalle, si allineava ai seni piccoli e rotondi e si adagiava sui fianchi
e tuttavia il marito marxista primitivista e pessimista non sembra granché eccitato dal riverbero arcaico e con Larissa non ci scopa più, lei si annoia e si sente vecchia e trascurata
non possedeva più ricordo delle sue adolescenti avventure, quando le bastava ondeggiare sui tacchi per intravedere erezioni prepotenti […] aveva perso il contatto con la sua natura animale
ma non è colpa del marxista primitivista e pessimista, il matrimonio di Larissa non funziona a causa di un allineamento stellare sfavorevole, c’è Saturno in particolare che s’è messo nel posto sbagliato,
ogni giorno sperava che Venere cacciasse malamente quel Saturno ostinato, quel Saturno che aveva aperto una crepa nel suo matrimonio, e lo mandasse in esilio fino a quando un nuovo seme, una nuova coscienza spermatica, non avesse riconosciuto in lei una donna da ingravidare.
Perché Melissa Panarello aka Melissa P. da un annetto circa ha scoperto l’astrologia (e i tarocchi, anche) e se n’è innamorata all’istante, ha trovato finalmente qualcosa alla sua portata con cui riempirsi la testolina salvadanaio, qualcosa che le permetta di sproloquiare sapientemente e che la faccia sentire MENTALE e PSICHICA, lo dice lei:
«Io sono molto mentale… faccio le carte, più psichiche di me non ne esistono»
sentitelo dalla sua stessa voce:
Il problema del Saturno ostinato per fortuna si risolve nel giro di qualche anno, grazie all’intervento provvidenziale di Urano, e c’è Larissa che capisce di poter assecondare una volta per tutte la sua “natura libertina” (a scapito della sua “indole borghese”) e allora non ci pensa due volte: divorzia dal marxista primitivista e pessimista e per prima cosa, tiè, si fa un grosso tatuaggio trasgrescio,
un centauro, una furia galoppante verso una meta ignota. Le zampe sollevate, scalpitanti, i capelli spostati dal vento
si mette a scopare con gli sconosciuti,
Aveva nell’ordine fatto l’amore con cinque uomini, stessa sera, stessa stanza.
(già che ci sono, Melissa, per la prossima volta: “nell’ordine” si usa per un elenco di cose da mettere in fila – “nell’ordine aveva fatto l’amore con quello e con quello e con quell’altro” – non si usa per esprimere un vago concetto d’insieme)(ma sono finezze che s’imparano dal quarto romanzo in su, non ti preoccupare) nel giro di mezza pagina la nostra protagonista passa dall’euforia del libertinismo tatuato scopereccio alla depressione più nera, ha mollato il marito da non più di trenta righe e già comincia a desiderare “un rapporto più autentico”, “qualcosa che andasse oltre la pelle”,
cercò conforto negli oppiacei e nella cocaina, ma non vi trovava alcuno specchio capace di rifletterla
è tristissima, tutto le sembra tristissimo, anche gli spazzolini nel bicchiere sulla mensola del gabinetto le sembrano tristissimi,
gettò lo sguardo all’ennesimo spazzolino che se ne stava verticale e desolato in mezzo agli altri orfani, le setole consumate
e pensate!, i suoi amanti occasionali la penetrano con quegli stessi tristissimi spazzolini – quale amara ironia!
Sentì un oggetto freddo e liscio, stretto, penetrarle la vagina, in fondo sempre più in fondo dentro di lei, fino a che le spazzole toccarono il suo clitoride.
Ecco che però un giorno Larissa incontra Gunther, “bohémien” e “nichilista” che “odorava birra e fica di mignotta”,
Era quel tipo d’uomo per cui il tempo fatica a passare, ricordando, fra le linee del volto, una fanciullezza mai scomparsa
(non si capisce bene a cos’è che si riferisce quel terrificante “ricordando” – al tempo? al tipo d’uomo?)(ma va be’, appunto: sono finezze che si imparano col tempo, nessun problema Melissa, vai alla grande) Gunther ha un passato travagliatissimo,
Cacciato da tutti gli istituti e i licei di Roma per azioni sovversive e movimenti disturbisti che gli piaceva chiamare “rivoluzioni estetiche”, a diciotto anni aveva avviato il commercio di pappagalli.
Gunther e il marito di Larissa (il marxista primitivista e pessimista) erano vecchi amici, tutti e due rappresentanti d’istituto,
Litigarono per questioni di politica internazionale. Mentre Leo sosteneva la legittimità di Hamas a bombardare i territori di Israele, Gunther asseriva l’inconsistenza di quella faccenda. Discussero tutta la sera davanti a una bottiglia di assenzio.
Larissa perde la testa, capisce subito che Gunther è l’uomo della sua vita: un giorno lui si addormenta sul divano mezzo ciucco e Larissa, guardandolo, scopre che è
un figlio dell’universo consapevole, assorto nella contemplazione della sua natura pura e incontaminata
Gunther ha gli istinti primordiali di un rude fascinosissimo uomo delle caverne,
era il sacerdote degli alberi, eccelso conoscitore e amico degli uccelli, seguiva le impronte degli istrici, donnole e gatti selvatici con un talento che solo antichi cacciatori di epoche perdute potevano possedere
la numerologia del resto parla chiaro,
la verità è che lei e Gunther avevano un 3 in comune e il 12 del mese, sommato, dava ancora 3. Le era molto chiaro: era stato tutto deciso dalle stelle.
La notte che scopano per la prima volta Gunther la sdruma – Larissa è conquistata
Quando la mattina dopo se n’era andato l’aveva lasciata alle prese con una gastrite
Quella stessa mattina, dopo la prima notte di sesso (siamo a un passo dal climax), c’è Gunther che si riveste e se ne va,
tornò a casa sua, portò il cane al parco, ritornò su e si occupò dei pappagalli
una mattina come tante altre, le solite piccolezze casalinghe,
a metà pomeriggio, dopo che ebbe rassettato la stanza, messo i panni in lavatrice, piantato un chiodo al muro da cui era caduta una cornice che ritraeva la più famosa posa di Karl Marx, si sedette al tavolo in cucina.
un po’ di vino,
Si versò del vino e cominciò a sorseggiarlo.
ma a questo punto, AH! (eccoci, ci siamo quasi, il climax è dietro l’angolo)
Si portò un dito alla bocca, rosicchiò una pellicina alla base dell’unghia. E lì la trovò, potente come alcol puro che scende nella gola e brucia.
tenetevi forte, ci siamo!
Lì la trovò, incastrata fra unghia e dito. L’odore di lei, il suo sangue, il suo umore, le sue feci, rimasti attaccati alla pelle dalla notte prima.
la reazione di Gunther è indimenticabile:
Gli piacque. Continuò a rigirarsi la pellicina infetta fra i denti.
A questo punto Gunther sente anche lui di amarla, ma non è ancora sicurissimo, preferisce che a decidere sia il caso, tenta la prova del nove: la pisciata a occhi chiusi,
Se avesse centrato il buco avrebbe rifatto l’amore con Larissa, se avesse bagnato i bordi non l’avrebbe più rivista.
Chiuse gli occhi.
Sentì la sua urina affondare nell’acqua del water. Sorrise.
Riaprì gli occhi e notò con soddisfazione che la tavoletta era rimasta pulita.
quindi scopano di nuovo, è deciso!, ma Gunther vuole coinvolgere il suo amico e amante francese, George, che è un fotografo che passa il suo tempo a bere vino rosso “seduto in un caffè di Montmartre”, un fotografo marxista,
scattava fotografie alle manifestazioni, ai lavoratori extracomunitari nelle fabbriche, agli intellettuali alle conferenze
George è appena arrivato a Roma per scopare con Gunther e appena sale in macchina – Gunther è andato a prenderlo all’aeroporto – indovinate cosa si trova sotto il naso, avete indovinato: IL DITO DI GUNTHER CHE PUZZA DI MERDA
«Senti, senti il dito! Lo senti?? Cazzo George, c’è il suo odore attaccato alla base dell’unghia, come fai a non sentirlo? Cristo, non va più via. Certo che le ho lavate le mani ma non va via!»
Nello stesso momento, dall’altra parte della città, Larissa è meditabonda – e scopriamo che è un problema genetico, lei ce la mette tutta ma non c’è niente da fare:
fra le gambe un odore ostile che non riusciva a lavar via a colpi di mano. Anche sua nonna aveva i capelli in disordine e un forte odore di fica tra le cosce che saliva fin su al naso, anche dopo che suo nonno era morto, insieme al suo uccello naturalmente
George rimane conquistato dalla pellicina puzzolente di Gunther e il threesome va alla grande, scopano tutti e tre insieme ascoltando i Pink Floyd:
I Pink Floyd volavano sopra e tutt’intorno alla stanza concedendo loro il privilegio di essere, sentirsi, primitivi, più primitivi di tutti gli altri, più primitivi di quanto fossero mai stati.
Se ne vanno a zonzo per locali notturni e slinguazzano davanti a tutti, la gente che sta lì a guardarli ci rimane malissimo, ci sono scene di panico – TROPPA TRASGRESCIO! – c’è chi si sballa apposta per non impazzire,
Perché quella donna offriva la sua lingua prima all’uomo e poi all’altro? Perché quei due uomini si baciavano come fossero un uomo e una donna? Cercare risposte a quei drammatici quesiti spinse gli avventori del locale ad assumere più cocaina, sempre più cocaina, affogata dentro costosissimi bicchieri di daiquiri e vodka lemon
anche la migliore amica di Larissa disapprova il threesome, ma Larissa la perdona – non è colpa sua, anche in questo caso è colpa del sistema solare,
Larissa era sicura che la sua amica avesse Venere in Vergine, era l’unica spiegazione. Con quella disposizione planetaria non era adatta a comprendere.
George non è male, a Larissa piace, ma i suoi occhi non la convincono del tutto
erano azzurri, un colore che considerava malvagio almeno quanto il numero cinque. Era convinta che esistesse una relazione fra il numero cinque e il colore azzurro, e aveva sempre amato uomini con occhi color del bosco perché erano il numero sette. Perché gli occhi di bosco mentivano molto poco, mentre gli occhi azzurri erano indecifrabili, sempre troppo persi a fissare oltre l’orizzonte, troppo concentrati agli spostamenti dell’aria.
sembra una cazzata ma a pensarci bene, in effetti, io non ci avevo mai pensato che
Il cinque è tentacolare, rovina la stabilità del quattro che lo precede; le dita sono cinque per ciascuna mano e ciascun piede, e aveva sempre riconosciuto nelle dita elementi alieni all’essere umano, eccessivamente imprevedibili e dotati di articolazioni complesse e inquietanti, verminose.
Scopano ripetutamente in tre per qualche giorno finché Larissa consulta “la carta astrale”
e s’accorge e che:
«io ho la Luna in Leone, significa che ho un forte desiderio di vivere l’esperienza della maternità […] Questo è Giove. Capisci quanto è vicino alla Luna? Sono attaccati! Congiunto alla Luna, Giove rende tonda una donna!»
Le carte non mentono: è incinta! Per festeggiare, i tre amanti vanno a fare un’orgia a Buenos Aires, a casa di un ex amante di Larissa (quello che le infilava gli spazzolini nella vagina), l’orgia è un successone
L’energia orgiastica beve alla fonte cosmica dell’energia universale
Quasi quasi, pensa Larissa, potremmo rimanere a vivere tutti quanti qui in Argentina; Gunther e George le rispondono perché no?, hanno già trovato delle occupazioni ideali,
Gunther seguiva gli spostamenti degli animali dell’aria scattando la testa in alto a destra e a sinistra
l’altro invece
George scattava foto ai fiori
e Larissa
se ne stava seduta sul divano in una posa un po’ vintage
Finisce così, felicemente, con Larissa che rimugina sul senso della vita,
«Tu hai idea del perché mia madre mi impedisse di succhiarmi gli avambracci, quando ero piccola? […] Credo che lo facesse perché non stava bene che sua figlia dichiarasse amore al proprio corpo.»
di Betty Moore,
Categoria: io sono originale, l'amore ai tempi delle malvestite, malvageddon
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Vorrei chiedere, e sono curioso di sapere, cosa mai abbia voluto esprimere con un racconto simile la scrittrice.
E’ strumentale a qualcosa questo genere di voyeurismo? Mah.
Manca l’ultraviolenza, e meno male: se non altro ha evitato di fare ulteriori danni :|
Sei un po’ come i Radiohead, Betty…non mi deludi mai, quindi ti dico *TI LOVVO* ancora prima di leggere.
*TI LOVVO*
Commento #5 di SilentlyQuesti post vanno assaporati con calma come il buon vino…
Stasera mi deliziero’ della tua recensione
WOOOO top ten!
Che figooo
lo aspettavo ieri sera, però ç_ç
huahuahuauha! finalmente un po’ di letteratura in una posa un po’ vintage!
Commento #11 di valelrondMa davvero, esiste un modo per debellare queste feccie dalla faccia della terra una volte per tutte, non so, tipo modifiche genetiche che eliminino quei geni che determinano il fattore *scemenza+narcisismo+sterilità-ninfo-bimbominkiesca-artistoide+urticante+esibizionista*?
Commento #12 di BarbaraL’Einaudi non si smentisce mai.
Ma Gunther che lavoro si è trovato il bird-watching? XD
Vabè, è chiro che Melissa P. è ormai costretta da chi la pubblica a scrivere libri in cui la trama è un pretesto per scrivere frasi arrapanti.
Ho scoperto ieri questo blog e devo dire che ciò che traspare, come trama di fondo delle storie di tutti questi personaggi, è come il personaggio che vende vada man mano ad esautorare la persona che c’è (c’era?) sotto a favore di una nuova e redditizia macchietta. Il caso Allevi è il più eclatante: una persona comuqnue colta e competente che perde la brocca ed inizia a vendere per oro la sua merda, che dovrebbe ben riconoscere come merda date le sue competenze!
Insomma, la pressione sociale (spesso orientata alla fine al mero profitto) sembra vincere alla grandissima contro l’individualità, anche la più sviluppata!
Io stesso nella vita mi occupo di web marketing: mi sputerei in faccia un giorno si e l’altro pure. Però se, come sto facendo da ieri, passassi tutte le giornate a leggere opinioni, commenti e punti di vista, finirei per vivere sotto ai ponti.
La pressione sociale vince sempre! Che amarezza…
Commento #14 di IrtimooDBetty bellissimo, grazie. Ma la svista Buenos Aires—>Brasile è della Cialtrona P. o tua? Spero sua!! In ogni caso andrebbe corretta….
Commento #16 di Alessandraami è venuta voglia di leggerlo.
cosa hai fatto???
Avrebbe stracciato tutti nel test della purezza!
Commento #19 di MisiaNon leggevo una roba così dai tempi delle minchiate di Asia Argento…
Commento #20 di roybattiHo letto il post dall’ufficio, dove mi trovo ora. Sono riuscita a reprimere le risate fino alla frase “George rimane conquistato dalla pellicina puzzolente di Gunther”, lì sono crollata, ho riso con lacrime dando spettacolo davanti a tutto l’ufficio.
Betty ti AMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Io stesso nella vita mi occupo di web marketing: mi sputerei in faccia un giorno si e l’altro pure. Però se, come sto facendo da ieri, passassi tutte le giornate a leggere opinioni, commenti e punti di vista, finirei per vivere sotto ai ponti.
La pressione sociale vince sempre! Che amarezza…
@IrtimooD [Commento #14]
Hai scritto una cosa molto onesta e molto vera. Sob
Questo è, nell’ordine, uno dei libri più cagata che tu abbia mai recensito.
Lo spazzolino è il personaggio più erotico, comunque.
Betty, ma tu ci spendi soldi per ‘sti libri? Ti prego, dimmi che li prendi in biblioteca.
Comunque devo dare il merito di una cosa, alla Melissa: è riuscita a far sembrare quasi simpatico il Principe. Babba bia.
Buenos Aires in Brasile? Complimenti Betty… Parli parli e poi fai questi errori.
Commento #28 di BarbabietolaLeggendo il commento mi è venuta la vaginite dal ridere :D
Commento #29 di S.che schifo, adesso che ho letto tutta questa trasgrescio vado ad ammazzarmi di daiquiri e coca finchè non mi esplode la cuccuzza!
Commento #30 di ladonia“…setole di spazzolino da denti sul clitoride”… ok ho preso nota. Stasera provo sulla mia ragazza e poi vi dico.
Commento #31 di TeoTeo, già che sei omonimo del mio ragazzo e non si sa mai, le coincidenze astrali: io non ci proverei, se fossi in te. :D
(Comunque cazzo, Betty, come aveva fatto a sfuggirti la tentacolarità del cinque? Per dyo!)
Commento #32 di jules chinaskiI libri di Melissa P. si dimostrano sempre trashosi al limite del sopportabile. La vedrei bene a scrivere un fantatrash, potrebbe battere Ancess e Arsalon.
Ad ogni modo, una delle recensioni migliori del blog.
Ma chi è che compra ‘sto schifo? Mi è uscito sangue dagli occhi a leggere la recensione.
Commento #34 di Cassandra Geminicioè in pratica sta larissa è attraente perché ha della forfora che le scende sulle spalle?! :)
Commento #35 di mbeeScusami, ho bisogno di sapere… “odorava di fica di mignotta” c’è davvero oppure è una cosa che hai scritto tu??
No, perchè se c’è davvero, corro a comprarlo!! muahahahaha
Commento #36 di rochivù“…setole di spazzolino da denti sul clitoride”…
…BUCANO !!! (non ho mai provato ma lo so, è previsione astrale)
Complimenti Betty come sempre… Ma questa poteva cambiare cognome in Panariello, per quanto fa ridere!
Commento #37 di BlackQueenBetty Santa Subito!!!
Da ora in poi non potrò più guardare allo spazzolino senza malizia
Commento #38 di verodiascoliIl sacrificio degli alberi utilizzati per la carta di questo libro può considerarsi vano. Che robaccia!
Commento #39 di CettyUhm… non saprei. Spazzolino a setole morbide con abbondante dentifricio alla menta seguito da risciacquo con Tantum Verde.
Il trattamento avrebbe delle estimatrici, ne sono convinto. Prima fra tutte la protagonista del romanzo con la passera puzzona.
Commento #40 di TeoAlessandra grazie, mi sono confusa! Ho corretto :-P
Commento #41 di Betty Mooreahahah, sono estasiata, Betty.
Comunque vorrei fare notare che la Melissa usa i tarocchi di Alesteir Crowley, dicasi A-lei-ster-Crow-ley!
Troppo esoterica… Anche un po’ Luciferiana.
assenzio + Montmartre nella stesso libro e la fuga in Argentina, bohemiennes for dummies… Mi sono cappottata dal ridere quando ho letto dei “costosissimi bicchieri di daiquiri e vodka lemon”.
Commento #44 di Kaori_NatsuQuesto articolo mi ha sconvolto!
Ma si può mai partorire uno schifo del genere?
Badate bene che non parlo delle orge, dello spazzolino ficcato in figa, ma parlo proprio in generale, del modo in cui è scritto, cosa cazzo sono quei termini? L’astrologia, Giove, Venere, non ho parole!
fuochi d’artificio proprio eh ?!?! :D
comunque “la posa un pò vintage” sarà il mio must d’ora in avanti …
che poiiiii … è tipo una roba più evoluta dello “sguardo magnum” !??
Commento #46 di mokaSono costernata…si scrive troppo di sesso spicciolo, da harmony. Scopano tutti eh, mica è così esotico. Che palle sto assenzio, che è fernet più o meno ma con un erba sola, non fa sballare, non è mistico, solo un distillato, che se fatto male avvelena…che palle il marxismo usato per intendere comunismo da centro sociale liberituttiwannabe adatto solo ai figli di papà…marx fu economista, non politico.
Che palle il bosco, la natura verace, monmartre, i numeri, l’astrologia, il vintage, e le stronzate varie…
Questo libro è pieno di citazioni davvero gratuite: leggeri libertinaggi sabbatici, è il primo libro cui attinge,ma almeno quello faceva ridere ç_ç, poi..è una cagata per deficentelli esotericoiloveyou.
Che schifo, schifo schifo.
Poi.. poetessa…mavacagààààà
Ecco. scusate.
Momo
e dire che a me la Cabello stava pure simpatica, invece ora si è presa la Melissa incapace in trasmissione? :(
Commento #48 di biALa “momo” che esce blu sono io.
AKA MOmo
Visto che siamo in tante, =_= correggo!
La cosa più bella dei video è Mentana che suggerisce una parola alla scrittrice.
Commento #50 di pierluBenedetta Parodi
Cotto e Mangiato, il libro
800.000 mila copie e rimane una cretina qualunque
Commento #51 di AnonimoLa fine è così nonsense, con quel succhiarsi gli avambracci, che sembra fatto apposta, tipo la conclusione de La Cantatrice Calva di Ionesco. Poi la posa vintage sul divano io me la immagino tipo la Paolina Borghese del Canova, tutta oblunga e mollemente adagiata.
Commento #52 di Suky Snobbs[...] Dunque, le seghe. Non ha senso per niente (che senso ha?) calarti giù i calzoni per cacare e poi, perché sei troppo pigro per rialzarti, o per fare altre mosse, metterti a mungere la mucca (con pensieri adeguati) e far schizzare il latte alla fine, col suo fremito dolce, all’acuto finale, farlo schizzare in giù, fra le cosce, quando la spinta in quell’attimo è invece all’insù, in avanti, in fuori, nello sforzo per far venire tutto quanto fuori, radunandolo lì da ogni canto dei lombi, e per spingerlo fuori pulsante fremente manichetto… No, con l’affare che starnazza lì sotto… No, a parte che il sedile del cesso impedisce all’uccello la cabrata naturale… al momento supremo ti prende un grande scoramento, perché non lo puoi ficcare dentro, spingerlo oltre, in dentro oltre lo spasimo… ma stai là stupidamente (in posa cacatoria) e lui come un cretino spande il suo succo verso il basso per scrupolo di igiene e di convenienza, miserabile, povero goffo uccello desolato, anzi castrato addirittura, e tu con le gambe imprigionate nei calzoni calati e la camicia fuori penzoloni, alla cacatora… e neanche ti gusti il guizzo finale, che ti svuota, e alla fine che hai fatto? non hai fatto altro che prosciugare i lombi, come ad averci infilato uno strofinaccio per tirarlo fuori intriso, dopo aver ripulito il serbatoio della brama di vivere. [...]
(da Visioni di Cody – 1959 – Jack Kerouac)
sorry … ma melissa p. è lontana anni luce da Kerouac, Ginsberg o Bukowski
Commento #53 di mokauno spazzolino elettrico sarebbe stato l’apoteosi
Commento #54 di arielMi domandavo come poteva Melissa P divenire più sciocca di prima ed ecco: ASTROLOGIA.
Grazie Betty!
Commento #55 di LewisUna mia amica mi ha regalato una scatola piena di libri che ha letto e di cui vuole disfarsi; tra questi c’è “In nome dell’amore”, lettera aperta al cardinale Camillo Ruini in cui la Nostra esprime il suo pensiero in sostegno della laicità.
Se qualcuno lo vuole, lo cedo volentieri spedendolo personalmente sotto forma di coriandoli.
Ragazze, per piacere, lasciatemi in pace.
Nella vostra bocca pelosa ficcatevi quello stronzo di mio cugino Spazzolone.
Un saluto a Betty dalle mie sorelle Granata, Scopa e Ramazza.
Commento #59 di Orfano e desolato: Spazzolinooddio… sono quasi morta dal ridere!!! :D
speriamo che Melissa scriva ste scemenze solo per alzare soldi (tanto qualche idiota che compra il libro per arraparsi c’è sempre), perché se ci crede davvero, poverina, sta messa proprio male!
Melissa P.:”in maniera accogliente e non… mmmm.. hmmmmm… ehmmm.. come si dice… aspetta che uso anche i gesti per farmi capire…. hmpf…”
Mentana: “…antagonistica.”
Che vergogna.
Quanto avrei dato per poter sapere cosa passava per la testa di Mentana mentre lei cercava di parlare del nulla come una scolaretta impreparata che tenta di improvvisare in un’interrogazione a sorpresa.
Lo spazzolino elettrico era una idea della Cutolo….
nulla di nuovo all’orizzonte..
OMG! La Cabello, oltre alla Melensa, c’ha anche l’Arisa in trasmissione… Ma vuol metter su un circo per far concorrenza a Chiambretti?
Commento #63 di rossaaBeata la Melissa PPì che crede a ‘ste baggianate. TRE minchioni che vivono bohémien campandosi con i succhi delle loro orge… mavafan****
Commento #64 di Chrissono sconvolta, persino Emanuele Filiberto sembra una cima in confronto a questa donna.
Commento #65 di Lauriel’unica minima consolazione è pensare che, ai tempi del buon vecchio stalin, sta melissa pi sarebbe finita in siberia per vilipendio alla parola marx.
Commento #66 di lucalucaLaurie, hai ragione!
Vuol dire che o lui è meno stupido di quello che pensiamo o è Melissa che lo è di più?
Mamma che cagata!! (mai parola fu più appropriata al momento,credo)
Sorvolando sul fatto che fossi in lei (orrore!) mi interrogherei su questa fissazione per la cacca, la cosa che più mi terrorizza è che scrive in un modo che nemmeno in terza elementare! O.O Ho fatto una fatica grammaticale enorme leggere quei pezzetti in azzurro…rivoltante
ha osato copiare bukowski…vergognosa…
e l’astrologia?!?!cosa c’entra? u.u
la farina bianca? è quella che tira per scrivere queste baggianate?
se lo scopo del libro è eccitare, beh..lo trovo eccitante come del peperoncino negli occhi.è trash e disgustoso, e anche un po’ triste, e non ultimo anche immensamente banale e già visto e rivisto.se questa è la anais nin de noantri..vado a consolarmi con lo spazzolino elettrico.
ai tempi di stalin melissapì sarebbe finita nel letto di stalin e lucaluca in un gulag …
Commento #71 di Biber KopfWe, c’è vita tra i marxisti!
Comunque anch’io se incrociassi Melissa P. che ostenta la sua spregiudcatezza da poseur bohémien di Catania con la collaborazione di due coprofagi sarei tentata di annegare i pensieri nella cocaina
No, i Pink Floyd come colonna sonora di questa enorme stronzata NO.
Melissa P: AI LEONI!
Commento #73 di Belialchiaramente anche io devo avere “Venere in Vergine” visto che “non sono adatta a comprendere”
cose come quella del dito o gli avventori strafatti che si sconvolgono di fronte a 3 pirla che si slinguazzano in pubblico.
Betty <3 forrevver!
Commento #74 di SuzywongMamma mia, sembra davvero uno dei libri peggiori tu abbia mai recensito, Betty. E’ talmente pieno di clichè – e Melissa P. stessa è un clichè a sua volta – che mi viene da pensare che la ragazza stia cercando di distruggere il sistema dall’interno tipo Fabri Fibra. Comunque, memore di quando ero una bimbominkia anch’io, posso dire che coi tarocchi inventa, e che fa sembrare una brava scrittrice perfino Isabella Santacroce.
Commento #75 di GaiaEra da tanto tempo che non ridevo fragorosamente leggendo un post… ma è tutto dovuto alle parole di Melissa: fa scompisciare. Devo consigliarla al mio amico che colleziona le vecchie edizioni dei romanzi di Wodehouse: visto che da anni abbiamo esaurito quello che ha scritto possiamo consolarci con P., fa quasi altrettanto ridere. Dite che sarà altrettanto prolifica?
Commento #76 di Allevi3metrisopralcieloIo di solito rido moltissimo leggendo le tue recensioni, ma questa mi lascia basita.
Questo libro non è stato pubblicato, vero?
Ma il bagno in tre nella vasca alla Bertolucci lo fanno?
In realtà Gunther è LUI!!!!
http://www.youtube.com/watch?v=z13qnzUQwuI
Il centauro è un elemento autobiografico
http://sphotos.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v367/160/88/1258843512/n1258843512_30173293_9705.jpg
Ho appena finito di studiare, ho letto la tua recensione, ora vado a stendermi sul divano in una posa un po’ vintage.
Commento #82 di AnnarellaMiseria, quant’è stupido sto libro. Pieno di stereotipi che levati.
Ah, ecco:
non possedeva più ricordo delle sue adolescenti avventure, quando le bastava ondeggiare sui tacchi per intravedere erezioni prepotenti
Ma LOL!
Commento #83 di the girl with a thorn in her sideLa scrittrice repressa in cerca d’avventure che scappa coll’allevatore di pappagalli, la lochescion esotica sudamerinda… TRE è la versone porno de All’Inseguimento della Pietra Verde, in cui la pietra verde è il culo di Larissa e il coccodrillo gigante alla fine non so, forse il cazzone francese. Mi piace. Lo compro.
Commento #84 di FITZoddio ..leggendo avevo capito male, pensavo che parlasse dello scopino del cesso e non dello spazzolino. O_o
Commento #85 di GyGunther?
Ma quel Gunther che penso io?
Commento #88 di Elizabeth PenniwitA me viene in mente solo il fratello defunto di Messner.
Commento #90 di jules chinaskia prescindere dal fatto che ‘sta tizia mi fa vergognare del mio nickname, ma Gy mi ha fatto morire dalle risate…
comunque se deve spingere lo spazzolino in fondo per toccare la clitoride, mi sa che c’ha qualche problema anatomico. senza contare che lo spazzolino come oggetto erotico era stato già sdoganato in modo assai più efficiente da Pornoromantica…leggete qui:
http://pornoromantica.splinder.com/post/6896825
Oh, wow, ma che trasgrescio! Questa donna, per me, crede davvero di essere origgginale, di aver fatto una cosa troooooppo trasgressiva.
Basta fare un giro in un sito di fanfiction per trovare cose scritte mille volte meglio, e con argomenti sicuramente più trasgressivi. Si merita un bel facepalm.
Scrivesse anche scene di sesso che fanno arrapare…manco quello. Non mostra un tubo, è tutto superpoetico e ti viene da sbadigliare.
E lo stile? Orripilante. Leggere ”Einaudi” provoca una gran malinconia.
Commento #93 di ioL’apoteosi del trash pseudo-intellettuale. C’è dentro tutto tutto tutto. Stupescio.
Se solo Melissa si prendesse meno sul serio. Tre è un libro “so bad it’s good” mancato.
P.S. Nel prossimo romanzo: focose sperimentazioni autoerotiche a base di spazzoloni del cesso, Y/Y?
@Elizabeth Penniwit, Kaori_Natsu: OOOH YOU TOUCH MY TRALALA, o sbaglio?
Commento #94 di anoni-mouche peccato, Melissa P. è tanto carina e scrive roba del genere. farebbe meglio a fare pompini a qualche ministro (o ministra).
magari potrebbe anche ascoltarsi un disco qualunque di SabrynaTrash per capire cosa si può fare con un mestolo o con uno scopino del cesso, altro che spazzolino da denti!
“lavati sudicia, fatti un bidè(sic)!”
…almeno fosse la volta buona che i lettori bimbo minkia si convertano in massa al marxismo!
Commento #96 di dadaA me la cosa più tristA di tutte, ben OLTRE lo spazzolino e l’analfabetismo, mi sembra l’imbarazzante assonanza tra Larissa e Melissa, da cui si deduce che la poveretta non è nemmeno in grado di creare un personaggio che non c’entri in qualche modo con lei. E allora perchè trincerarsi dietro a una simile pateticità, e non scrivere direttamente in prima persona? vabbè.
E comqune, Einaudi, perché??? ma perché, perché? se penso alla sotria gloriosa di questo editore e acome sta finendo mi vengono i conati :((
Betty benedetta ragazza: tenchiu, ti dico solo che venerdì andrò in biblioteca a cercarlo.
Però non ho capito, ma quindi il nero con l’uccello enorme è George?
Un fotografo marxista è tipo Fosco Giulianelli?
E’ che ho studiato il marxismo a scuola ma non mi ricordo bene. Aiutatemi
A ogni modo, per commentare il poeticissimo finale, tutto è bene quel che finisce in merda (cit.)
Commento #98 di LillyQuesta sarebbe una scrittrice?!?!
Se prendo un matto e lo invito a scrivere un libro, fa sicuramente meglio!
E come le è venuta in mente la scena del dito puzzolente?! O.O
Internatela!
Commento #99 di HoshiMontmartre?! Dai che con un po’ di sforzo almeno a Belleville ci poteva arrivare per rimanere vagamente credibile nella banalità.
Commento #100 di chiTante, troppe domande suscita “Tre” e ne elenco solo alcune:
- Secondo voi, devo chiamare l’amor mio per chiedergli se ha una pellicina alla base dell’unghia? Se non s’è lavato e magari ha le mani zozze come fogne? Se pur avendo due armi batteriologiche, indefesso si porta alla bocca il dito putrescente?
Se risponde “sì”: la relazione è conclusa.
- Voglio sapere che odore ha la mia fringuella: credevo odorasse di detergente liquido e tampax e se non fosse così? Come si stabilisce, oggettivamente, l’odore “fica di mignotta”? Sarà mica un profumo tipo “Acqua di Gio”?
- Dove ha il clitoride, la nostra Larissa? Non è che erano le tonsille? Non è che l’ha infilato proprio in bocca, ma per lei era sempre la ciambella?
- Da quando, basta sculettare malamente, per farlo schizzare dai pantaloni?
- Chi è amico degli uccelli?
- Come si diventa sacerdote degli alberi?
- Perché i veVi intellettuali bevono solo il dannato assenzio?
- Qual’è l’utilità della nonna con i capelli in disordine e un forte odore di fica? E che mi frega se al nonno gli hanno sepolto l’attrezzo e la nonna se le deve spassare con lo spazzolino?
- C’è una disposizione planetaria adatta a comprendere?
In una posa un po’ vintage rifletto sulla tentacolarità del numero cinque e sugli occhi color del bosco.
Commento #101 di Sianpreoccupante è la mancanza di savuar-fer degli ometti nel romanzo : nessuno lecca il dietro del ginocchio alla tipa?? sono degli scarsoni
cmq lovvo a manetta per Nostra Signora dello Smascheramento degli Stolti (scrittori e cantanti )
Commento #103 di RiQuMa 2 cose:
1) con tutte ‘ste coincidenze, assonanze e casualità varie, niente niente che sto libro è il “tema sulle sue vacanze estive”?
Esatto, proprio quello del primo compito in classe che facevi alle elementari appena tornato dal mare.
Gliel’ha chiesto la maestra del CEPU, è venuto un pò lungo, e là subito l’ideona :ci facciamo una bella copertina e lo pubblichiamo!
2) OT: visto le iene ieri sera?
visto quando hanno fermato MOCCIA dandogli direttamente del coglione con la scusa della finta intervista?
Ah, che meraviglia!!
Ti ho pensato subito! :)
UDITE UDITE!
Oggi il settimanale del Corriere della Sera “Sette” pubblica per i più temerari le prime pagine del romanzo, mettendo la stordita in copertina con il mega titolo ad effetto “Il triangolo sì”.
Il Corriere si conferma essere un giornale scadentissimo.
Da oggi, mentre sto fermo al semaforo, guarderò con sospetto gli automobilisti onicofagici!
Commento #107 di Kro…ma io sono un po’ perplessa: che c’azzecca la nonna che puzza di fica?
Che ce ne frega a noi?
Melissa e la cartomanzia: gli esordi.
http://www.youtube.com/watch?v=X8SMwWO-oDc&feature=related
Commento #109 di kutchodirei che è il libro più orrido che esista al mondo….
Commento #110 di Letizzyho visto solo ora la nuova recensione!
ma perchè tutti quei particolari ripugnanti? la pellicina, bleah….!!!!
Betty, Meno male che ci sei tu che recensisci queste perle, altrimenti non saprei neanche dell’esistenza di certa roba.
presuppongo che qui nessuno abbia letto il libro della panariello. ora, al di là degli ovvi preconcetti che avrei pure io per un “caso” editoriale di alcuni anni fa, a fare copiaincolla di frasi decontestualizzate si potrebbe trovare ridicolo pure “il processo” di kafka. non posso dire se questo libro sia davvero ridicolo, possibile che lo sia, ma non riesco a capire come 111 utenti si lascino condizionare così stupidamente e giù a buttar frasi di compiaciutissima parassitaria sbeffa collettiva senza sapere un accidente. ditemi un pò ora se sono più dementi i vip che prendete per il culo o voi, pover’anime ignoranti.
Commento #112 di m. giraPer il commentatore #112 m.gira:
non si scrive “un pò”, ma “un po’”, con l’apostrofo. “Un pò” con l’accento è un errore di grammatica.
Prima di fare l’esegeta e il saputo, impara l’italiano…
Commento #113 di LauraMa il sesso esplicito andrebbe anche bene pur di non avere la pretesa di spacciarlo per un gran romanzo – questa è roba che la linea harmony a confronto è grande letteratura!!!!
Commento #114 di YanoiAlla #113: Ecco qui solo bacchettature di grammatica (ad ogni modo ”saputo” è solo il participio passato del verbo sapere, mi sa che l’hai collocato male nella frase), non c’è spazio per discussioni di alcun genere. Laura bella, fatti una vita.
Commento #115 di m. giram.gira: sul fatto che il blog sia pieno di individui ansiosi di piacere alla padrona di casa e di dimostrarsi estremamente arguti (v. il commento successivo al tuo), non ci piove.
Devi però ammettere che l’esercizio di fare abbassare la cresta a questi artisti pretenziosi (Allevi, Panarello), e di mettere a nudo il loro dilettantismo, è innegabilmente divertente.
Senza commentare il libro in sè per sè, avrei bisogno di una delucidazione: se sulla protagonista lo spazzolino viene usato a fini “penetrativi” come minchia fanno le setole a toccare il clitoride??? No perchè se è possibile, sono IO ad avere qualche problema anatomico….
Commento #117 di Sappy@ m. gira
Ora pretendo che mi trovi un contesto in cui uno che si odora il dito che puzza di merda o la “posa vintage” o il dildo/spazzolino possano sembrare delle trovate decenti.
Sul mio blog potrete trovare la mia recensione al libro. Complimenti, perché anche tu l’hai almeno letto da cima a fondo, a differenza di tutti quelli che ancora parlano dei cento colpi di spazzola (qui curiosamente ridotti a spazzolino) senza averne mai scorso una riga. Il guaio è che per chi come me vive a Roma da sempre, certi personaggi hanno nome, cognome e indirizzo!
Commento #119 di MarcoNOTA: la mia lunga recensione la trovate su: http://www.marcopasquali.splinder.com/
Commento #120 di Marco@ filippo
sono divertenti anche per me i post di betty, altrimenti dubito che me li sorbirei (facevo notare che con lo schema recensivo che usa potrebbe smontare anche capolavori veri). trovo deprimente solo il servizio-lustraciabatte che ne segue qui.
@ drama queen
tesoro, questo è niente. :)
spero di aver digitato tutto bene, che qui ci sono orde di ghedin-ette che si ditalinano al sol pensiero di trovare per prime l’errore ortografico/di battitura.
Commento #121 di m. giraMa se alla fine la protagonista si ritrova incinta, chi sarà il padre?
1) il marito
2) l’amante
3) Gunther
4) George
5) o lo spazzolino????
Non è tanto il fatto che pubblichino certi capolavori come quello appena recensito ma che questi geni della novella letteratura italiana vengono anche a dirci di essere degli eletti a cui spetta il diritto di giudicare non solo tutto lo scibile umano ma anche chi deve avere facoltà di esprimere opinioni, insomma a sentire questo trombone finto spiritoso (firmatario tra le altre cose dell’ennesimo appello paraculo contro il bavaglio impostogli dall’editore che lo arricchisce)sembra che occorra una sorta di patentino da successo o al tua opinione non vale nulla (anzi sei invidioso)…leggete di seguito, così Diego De Silva parla dei bloggers nel suo ultimo libro.
“Il tignoso da insuccesso finisce per passare la vita in attesa dell’occasione che gliela cambierà. Pensa che, se gliene offrissero la possibilità, farebbe il culo al mondo. Siccome, però, il mondo non gli presta il minimo interesse, lui gli dà l’assalto in rete, pubblicando (dice proprio così, quando pontifica su bacheca elettronica, convinto che quel verbo corrisponda davvero all’attività che svolge con tanta dedizione) impietose recensioni in ogni campo dello scibile, dal cinema alla televisione, dalla poesia alla letteratura, dalla politica al costume, dalla techno alla lirica, dall’architettura d’interni al fashion giovanile (di cui si autoproclama un formidabile esperto, manco poi li frequentasse, i giovani, che tra l’altro non si capisce perchè dovrebbero frequentare lui); ma dal momento che il suo antagonismo non fa presa se non nella confraternita dei diperati telematici che conosce personalmente uno a uno (perché i caduti in disgrazia stanno sempre a sottoscrivere cartelli d’intesa), l’unica è andare in cerca di mentecatti che almeno, rispetto a lui, abbiano il difetto di non conoscere la lingua italiana.”
Commento #123 di SandroQuesto libro è veramente l’apoteosi dell’idiozia, non ha NIENTE di erotico (a parte il birdwatching).
Soprattutto mi sfugge il nesso tra sesso e gastrite.
…
quando bukosky, bukaiolosky, insomma quello lì, scriveva riusciva a far arrapare. e non si prendeva sul serio, almeno.
questa qui fa venire la nausea e ammoscia… e si dà delle arie.
insomma, che cacchio ci spendi 5 euro a fare?
Concordo, clichés a non finire. E basta, per favore, con questa solfa dei perbenisti che si scandalizzano davanti a tutto. Andava bene cinquant’anni fa, ma adesso chi vede più qualcuno scandalizzarsi per qualcosa? Eppure i libri di “giovani” scrittori italiani pullulano di donne che arrosiscono davanti a un tatuaggio, di impiegati di quarto livello che balbettano di fronte a un piercing al naso. Ma LOL! Se vuoi fare lo scrittore, come minimo dovresti conoscere il mondo in cui vivi e cercare di arroccarti il meno possibile sugli stereotipi, no?
Se poi vogliamo muovere una critica a narratori che si limitano a creare alter ego di se stessi, senza andare oltre, e che, non sapendo cosa dire, si giocano la carta della trasgrescio sessuale, mi sa che anche Bukowsy e compagnia bella non si salvano. Che poi sappiano farlo in maniera più cool, non lo metto in dubbio, ma la sostanza non cambia.
E per quanto riguarda Einaudi … beh, il suo più grande peccato del 2010 non è stato tanto la pubblicazione di “Tre”, quanto la pessima traduzione dell’ultimo libro di A. Byatt. Si vergognino!
Commento #126 di Anonimo@ Sandro: Vabbè ma è sempre così, se fai delle recensioni critiche o sei in malafede, o hai estrapolato brani fuori dal loro contesto, o sei un fanatico della grammatica che non coglie le licenze; in ogni caso sei un fallito soloinvidioso che non ha titoli per criticare.
Se poi ti diverti a leggere recensioni altrui e per di più ritieni che siano attendibili, sei un leccaculo indottrinato bramoso di sentirsi parte di un’elite.
E-S-I-L-A-R-A-N-T-E-
non so chi abbia fatto tutto ciò, ma è stato un vero spasso
M. gira (ma sarà mica in onore di Michael Gira? O solo tipo “mi gira la testa”?), anche io trovo spesso poco utili i commenti tipo “oddio, questo lo avevo pensato anch’ioooooo!!!! Sei un geniooooo!!!”, oppure le cose tipo “prima, seconda, terza”, però vabbè, che lo scrivano, poi se io lo reputo interessante o meno sono affari miei. Non so se essere d’accordo sul fatto che l’estrapolazione casuale renderebbe orribili anche dei capolavori: piuttosto, credo che estraendo a casaccio dei pezzi da “La versione di Barney” o da, non so, un libro di Lansdale, ne verrebbero fuori, come minimo, delle belle raccolte di frasi. Certo il senso compiuto del romanzo si perderebbe, ma sarebbe comunque possibile valutare il frammento in sè (e, secondo me, un libro da cui si estraggono frammenti belli è probabilmente bello, uno da cui si estraggono frammenti brutti è probabilmente brutto).
Commento #130 di Suky Snobbs@m.gira: noi che non l’abbiamo letto non possiamo giudicare la storia, certo (anche se io me la immagino, ho letto 100 colpi di spazzola). Però bastano poche frasi per avere un quadro sufficiente delle sua abilità di scrittrice (eh si, bisogna saperlo fare, non basta avere delle buone idee, bisogna tradurle in parole che si facciano leggere) ed io ho notato l’utilizzo – rispetto al romanzo d’esordio- di un linguaggio non suo, ha cercato di essere meno semplice e di usare quei termini io-sono-orrigginale che vanno di moda tra gli indie snob e che fanno tanto sensazione (la posa vintage, il riverbero arcaico, la fonte cosmica dell’energia universale…). Fanno anche tanto finto colto e finto bravo scrittore.
Commento #132 di cristina sotto un porticato colmo di promesseComunque la gente che si ammazza di cocaina dopo che li ha visti limonare in tre è meravigliosa: prima del prossimo gay pride metto su un’attività di pusher.
Commento #133 di cristina sotto un porticato colmo di promesseteribbbbile.
che poi un giorno l’ho vista in un programma del cazzo su MTV che andava in giro a chiaccherarsela con i gigolò di Milano o Roma. A parte che non vedo il perchè di un tale programma, però davanti a MTV taccio che sennò ce ne sarebbe da scrivere per 20 anni, ma la cosa che mi ha basita è stata la lunghezza del pelo ascellare: giuro che non aveva mai visto una lametta in tutta la sua vita!!! un pò come Melissa non ha mai visto un professore di italiano.
Io ho Venere in Cancro e questo, come tutti sanno, mi impedisce di capire perché Einaudi sia caduta così maledettamente in basso.
Commento #135 di AngoloNeroche poi l’assenzio… credo che sia passato di moda almeno cinque anni fa.
non è nemmeno aggiornata sui trend. o parla di persone che non si sono accorte che la moda è cambiata
“@ drama queen
tesoro, questo è niente. :)”
che risposta è? Avanti, si cimenti, MrM.Gira!
secondo me non avete capito niente, ma aspetto di leggere il libro, perché da una dozzina di frasi estrapolate dal contesto è facile fare un falò impietoso.
Commento #138 di carolinacarolina, si è capito che difendi il tuo investimento di 15 neuri…
Commento #139 di primo capoLavarsi fa bene, lavarsi è bello grazie Betty rincarerò la dose di sapone di Marsiglia quotidiana in tuo onore.
Una mia amica, inorridita più dalla stupidaggine della cosa che del trasgrecio cercò di rifilarmi il libro ma non riuscì!!!
non serve aver letto il libro per capire che è una merda. forse che tutti i critici letterari/cinematografici ecc leggono ciò di cui fanno la recensione? assolutamente no… strano, ma no.
quindi, basta sentire parlare ‘sta tizia, leggere ciò che scrive betty e dedurre che questo libro è spazzatura.
ho provato a linkare questa recensione sul blog di questa ragazza, ma il commento è finito in moderazione.
mammachefastidio! manco il coraggio di accettare le critiche.. vergogna!!
Faccio solo notare una cosa.
Il bacio a tre avviene in un locale in cui si tira coca (quindi pieno di gente che se lo può permettere, tanto più che cita “costosissimi daiquiri”) e che immagino dalla descrizione sommaria un luogo che sia tipo l’hollywood, pieno di wannabe vipparoli e vim di quint’ordine.
In un posto del genere…ci si sconvolge per un bacio a tre, per una che bacia due uomini – potrebbe essere una prostituta o semplicemente una facile – e due uomini che si baciano?
Tanto da sfarsi ancora di più di coca?
Questo estratto basta e avanza: se è scritto tutto così è da buttare nel cesso.
primo capo: veramente coltivo la sana abitudine di non giudicare quello che non ho letto.
Commento #143 di carolinaIo aspetto ancora che mi si contestualizzi la posa vintage in una frase intelligente…
Pure questa: “Cacciato da tutti gli istituti e i licei di Roma per azioni sovversive e movimenti disturbisti che gli piaceva chiamare “rivoluzioni estetiche”, a diciotto anni aveva avviato il commercio di pappagalli.”
Può uscire fuori da un bel romanzo una boiata del genere? Può? Due rondini non fanno primavera ma una sequela di stronzate come queste frasi prese certo non faranno un capolavoro della letteratura.
‘primo capo: veramente coltivo la sana abitudine di non giudicare quello che non ho letto.’
io invece schifo Melissa Paracula sulla fiducia – e di Betty mi fido ciecamente, anche se ogni tanto sparisce. Mai fidarsi della prosa di una che balbetta scemenze con la voce impostata!
Commento #146 di braccobaldaLeggo Moccia per sapere che è una merda?
No. Grazie a Dio certi autori possono essere scherniti sulla fiducia.
(e comunque ai tempi del liceo lessi i famosi cento colpi eccetera eccetera, e faceva schifo. non credo che sia cambiato molto, da allora)
Commento #147 di the girl with a thorn in her sideSignori, io in gioventù ho letto TUTTO V.M.18 della Santacroce.
A mia discolpa, preso in biblioteca.
Commento #148 di jules chinaski@Laurie: haha, verissimo!
Emanuele Filiberto riesce ad essere brillante di fronte al battibeccare di Melissa Pi.
La quale, dopo la battutina di PrincEmFil sulla dicotomia Victoria-mentale vs. Melissa-fisica ci tiene a mettere subito i puntini sulle I a proposito delle sue cervella:
“ma guarda. (svolazzo della mano un po’ solfeggio, un po’ vintage, un po’ lancioilguantodellasfidaPROVACI.) dovresti scriverlo anche tu un liBBro, penso che avresti molte cose da dire da quello che vedo dalle carte.”
“Oh! ma le carte son su mia figlia, non sono mica su di me..”
LOL.
Commento #149 di CharliePer i difensori a spada tratta (o per partito preso) di questo libro:
Non serve averlo letto tutto per dire che frasi come “Aveva nell’ordine fatto l’amore con cinque uomini, stessa sera, stessa stanza.” e “Era quel tipo d’uomo per cui il tempo fatica a passare, ricordando, fra le linee del volto, una fanciullezza mai scomparsa” sono scritte in un italiano zoppicante.
Un cuoco deve saper cucinare, un autista deve saper guidare, uno scrittore dovrebbe saper scrivere.
@M.gira: sono curiosa! si, sono una pover’anima ignorante che non ha letto e non possiede l’ultimo romanzo della Panarello, se ne hai voglia mi piacerebbe che tu ri-contestualizzassi questo passaggio della tua recensione:
Commento #151 di Charlie“Scherzi a parte, la sessualità è senz’altro la cifra della scrittrice, ma è bene precisare che il sesso è significante. Nella pornografia, significante e significato coincidono; qui invece si parla di esclusività dell’amore (p.140), di rigenerazione (p. 105),; di dolore (p. 160). Il sesso è piuttosto il tessuto connettivo di un discorso più ampio, che bisogna anche saper leggere.”
Giusto per chiarire con un esempio quello che ho scritto prima:
“E Herb apriva un buco nel cocomero e si fotteva il cocomero e poi obbligava Talbot, Talbot il tappo, a mangiarselo. […] Ci riposavamo ed eravamo stanchi, eravamo malati ed eravamo stanchi, eravamo cotti. “Non dovresti farli mangiare quel cocomero”, dissi. “Avanti mangialo,” disse Herb, “mangialo, altrimenti ti stacco la testa dalle spalle!”. Talbot il tappo affondava i denti in quel cocomero, ingoiando semi e sborra di Herb, piangendo silenziosamente.”
Esegesi à la Betty: Ma che delizia trucidona, che inventiva bieca! B., l’autore, sa inventarsi proprio delle cose fetide! Ma dico la sborra corretta al succo di anguria, deve essere una squisitezza deviata coi fiocchi, no? Perchè mai il tappo dobrebbe frignare? Ma chi si legge queste porcate da asilo? Ah sì Califano, e poi scrive “Avventura con un travestito”.
E giù le chiose cortigiane delle commentatrici.
* non paragono Melissa P. a Bukowski, dimostravo solo che il metodo utilizzato sopra regge solo per una divertente recensione scritta in malafede.
* cit. dal racconto “La barba bianca” da “Il compagno di Bronze” di Charles Bukowski
Basta con questa gente che viene qui a dire che siamo una massa di cagnolini scodinzolanti al grido del padrone!
ma insomma: me ne sto sul divano, in pigiama, signora e padrona del mio pc, è ovvio che vado dove mi piace andare! se la Betty non mi gusta, basta un dito (pulitissimo, si intende) e cambio sito.
faccio outing: io condivido Betty all’80% ed oltre (per francuzzo battiato mi dichiarai carampana). se non fosse così non sarei qui ma sarei sul blog di qualcuno di voialtri cavalieri sanza macchia!
Comunque…
Ci sono libri belli che non piacciono e libri che fanno vomitare: la distinzione è chiara e, per persone con un quoziente intellettivo appena superiore alla media degli spettatori della de filippa, non è soggettiva!!
Se qualcuno mi chiedesse cosa ne penso del codice da vinci, pur non avendolo letto direi che è una merda.
Se mi chiedessero de La Coscienza di Zeno direi che l’ho interrotto a metà e che, quando mi ci cade sopra lo sguardo, lo osservo con terrore. Non mi piace ma, per dyus!, è un bel libro e sono certa che arriverà il momento nel quale avrò gusto di leggerlo. non ci piove!
un libro bello può essere difficie in un dato periodo ma meraviglioso al momento opportuno: Il Castello di Kafka mi aveva sconfitto qualche anno fa ma, di recente l’ho letto di gusto.
ci sono libri belli, libri che si leggono bene, libri difficili e libri belli che non piacciono ma, ribadisco, ci sono anche libri oggettivamente schifosi il cui unico pregio e quello di puzzare da lontano e credo proprio che quest’ultima fatica della mel p, puzzi più del “peggior cesso di tutta la Scozia”!
non leggerò mai tre ma sono convinta che, qualora colta da raptus masochista, mi approcciassi a tale aulica lettura, ne ricaverei le stesse considerazioni della Betty anzi, di sicuro incazzerei di brutto perchè un libro stupido mi fa ridere ma uno stupido e ruffiano mi fa proprio incazzare!
un saluto a tutti, scusate il post fiume, di solito sono più sintetica.
Commento #153 di viòah, per i puristi della corretta digitazione (fastidiosissimi!): scusate gli errori ma, correggendo qualche frase ho segato qualche parola di troppo e mi sono mangiata un è.
….uff…questa è la cosa che odio di questo blog
ari saluti a tutti
Commento #154 di viòAscolta m.gira, quando Bukowski racconta (bene) del nulla te lo fa capire per tutto il libro. Non crea del nonsense inconsapevole (vedi pezzo sul marxista disturbista allevatore di pappagalli di Melissa P.)
Ecco perché non credo mai che Betty ne scriverebbe in questi termini.
Poi perché divertirsi alle spalle di un bravo autore incolpevole, quando ce ne sono senza dubbio tanti altri da randellare?
Ecco, la prossima volta che qualche scassamaroni di mia conoscenza pretenderà di mettersi a raccontarmi la storia della sua vita/delle sue scopate trasgrèscio/dei suoi tristi probbbbblemi pppppsicologggggici risponderò “Guarda, ho Venere in Vergine, vai a tarallare le palle a qualcun altro”.
Commento #156 di MariannaSecondo me questa si è fatta un’iniezione con la stessa siringa della Tamaro: mai visto personaggi marxisti così stereotipati, quasi al livello della Tamaro. Solo che qui si scopa. Con gli spazzolini, ma si scopa.
Commento #157 di Crash@m.gira: uh, si, Bukowski è trucidone. Però Bukowski, anche se decontestualizzato, scrive bene. “Ci riposavamo ed eravamo stanchi, eravamo malati ed eravamo stanchi, eravamo cotti.” C’è un certo ritmo, c’è un certo climax.
E se anche non piacesse, Bukowski è quello che ha fatto questa intervista qua:
HIGH TIMES: Do you consider yourself an erotic writer?
BUKOWSKI: Erotic! I write about everything. The reason sex got into so much of my stories is because when I quit with the Post Office , at the age of fifty, I had to make money. What I really wanted to do was write about something that interested me. But there were all those pornographic magazines on Melrose Avenue, and they had read my stuff in the Free Press, and started asking me to send them something. So what I would do was write a good story, and then in the middle I had to throw in some gross act. of sex. And so I would write a story, and at a certain point I would say, “Well it’s time to throw some sex into it.” And I would throw some sex in it and kept writing the story. It was okay, I would mail the story and immediately get a three-hundred-dollar check.
Insomma, uno che ammette di spolverare di sesso i suoi racconti perchè così vendono e riesce a pagare le bollette non è mica malvestito.
L’autore malvestito è quello che scrive storie in cui si, vabbè, il sesso c’è, ma mica perchè è fine a se stesso, razza di provinciali. è metafora di catarsi. è specchio della società. è immagine dell’anima. serve per comunicare lo smarrimento interiore, la ricerca trascendentale, l’ammòre vèro.
Solo che bisogna saperlo leggere, neh, che se non hai l’ascendente giusto non ci riesci mica.
la Tamaro è troppo criptolesbica per parlare chiaramente di scopate, anche se fa della pornografia sentimentale.
Commento #159 di Anonimo@Charlie, interessante interpretazione!
Victoria-Melissa che ci ripropongono il Parnaso (con tanto di posa impostatissima)!!!
Commento #162 di GhismundaLa Tamaro, è vero, appartiene un pò a quel genere di intellettuale “cattochic” (non saprei bene definirlo… insomma, pensate al Foglio di Giuliano Ferrara) che neppure a me ispira troppa simpatia… però ho letto molto di lei ed è impietoso paragonarla a questa roba quassù di Melissa.
Si può rimproverarle un certo bigottismo, o un eccessivo sentimentalismo, ma rimane una scrittrice di indubbio valore.
Commento #163 di rochivùChi l’avrebbe potuto mai immaginare.
Maro’
Bettyna, tu, tu che sei diversa, almeno tu nell’universo, un punto sei che non ruota mai intorno a noi, un sole, che splende per noi soltanto…
dicci che per sempre sarai feroce e ci allieverai la croce…
Haaahaha la faccia disgustata di Mentana mentre ascolta Melissa è meravigliosa XD
Commento #166 di Fragolama che senso ha commentare prima di leggere?????
Commento #167 di marinaah, dimenticavo,per avere scritto un librazzo, il primo, non è manco riuscita a diplomarsi (!). e ne scrive altri e dyo solo sa quanti ancora. un incubo, la cultura nelle mani di una squinzia con la terza media. mi sento male male malissimo
Commento #168 di braccobaldaMa scusate: 1. Giove “rende tonda una donna”. 2. Giove ha occupato la vita astrale di Mentana. 3. Mentana tende ad ingrassare. Ok, nessuno si spinge ad una conclusione?
Non è che le han detto: “devi fare le carte a Mentana”. Lei: “Uhm… Mentana, quindi donna (finisce per A). C’è Giove e quindi deve per forza aspettare un bambino”. Poi se l’è trovato in trasmissione, l’ha visto uomo e ha ripiegato sull’ingrasso. Aveva il 50%. Poteva urlare al miracolo.
bello ma scrivi troppoooo
consiglio: si puo’ dire bene lo stesso dicendo meno, scrivendo meno
Non è che Giove sia segno dominante degli Stati Uniti? Forse non c’entrano McDonalds e abitudini alimentari. Forse è Giove!
Commento #171 di Idea@Anonimo #160: Ma che Psicopolizia, “Tre” è opera del ministero dell’abbondanza, per far contenti i prolet.
Commento #172 di G.DrogoL’intervista di Bukowsky altro non è se non la famosa “captatio benevolentiae”, usata e strausata dagli scrittori di tutte le epoche. Lo scrittore è per sua natura un narcisista: può minimizzare il suo lavoro davanti al pubblico, ma dentro di sè è sempre sicuro di essere un genio, sennò non manderebbe i suoi manoscritti alle case editrici, atto per il quale ci vuole un coraggio e una sicurezza di sè cento volte superiori a quelli che occorrono a una qualsiasi sciaquetta che si iscrive a miss Italia.
m. gira: se Betty avesse commentato in simile maniera il passo da te citato, sta sicuro che le avrei dato ragione. Il fatto è che nessuno avrà mai l’onestà intellettuale di criticare o sfottere uno scrittore che, a torto o a ragione, viene considerato un mostro sacro della letteratura. A questo punto, sto cominciando a simpatizzare per Melissa, che almeno viene riconosciuta per quello che è: autrice di robetta per adolescenti limitati e finto trasgressivi. Definizione che si meriterebbe anche il signore di cui sopra, ma tant’è.
Commento #173 di AnonimoQuesto è il commento che ho lasciato sul blog di Melissa P.
ricordatemi di usare le vostre chiappe, allora, la prossima volta. Se per voi va bene, farei su e giu lungo l’argine tutta la notte per vedere se tiene.
Pare che il commento per apparire debba essere sottoposto alla oderazione del suo blog. Ora, questo è quello che penso, leggere Betty mi diverte emi da un pò di conforto perchè dopotutto non sono sola.
Commento #174 di DevaSono arrivata in questo blog su suggerimento di nothingwoman, siete un taglio! Non ho mai letto nulla di Melissa P. e credo di poter continuare così, specialmente dopo aver sentito parlare di “Posa vintage”, anzi, un po’ vintage…roba da manicomio, va bene le orge, gli spazzolini, ma la posa vintage che cacchio sarebbe?! Io ho capito questa mattina di avere una borsa vintage perchè ce l’ho dall’esame di terza media, ma la posa vintage chi me la spiega?! Mia nonna…Baci!
Commento #175 di cateritaA me la cosa che più scassa le balle non solo di Melissa P. – che, vabè, fa schifo, c’è poco da dire – ma anche della maggior parte degli scrittori contemporanei di romanzi sostenuti da premi letterari nazionali, super editori e mega battage pubblicitari, è la poca onestà. Cioè, scrivi di cose oneste, cavoli. Cose tue che ti hanno toccato. Non mi fare il roboante tirandomi fuori i fotografi alcolizzati a monmàrtr, oppure rapporti a tre contornati di descrizioni ampollose e artificiali. Tanto si vede lontano un miglio che lo fai solo per vendere.
Non è un concetto di difficile assimilazione, persino quel genio di Louisa May Alcott c’era arrivata, eh -___-
A quando una stroncatura de I Canti del caos di Antonio Moresco?
Commento #177 di .exeMarx e Bukowski si stanno rivoltando nella tomba.
Commento #178 di IgorMelissa risponde alla vostra domanda direttamente dal suo blog:
“Perché pubblichi ancora un libro che parla di sesso?”
[...]Parlo di sesso perché in Italia il presidente del consiglio governa con il suo uccello. Parlo di sesso perché sono stanca di vedere corpi esibiti e nessun interesse verso la sessualità vera e autentica. Siamo il popolo più ignorante per quanto riguarda le faccende sessuali. Per quelle di cuore poi siamo tantissimo indietro.
Il sesso non è un argomento di serie B. Il sesso è il racconto del mondo e un popolo si conosce soprattutto grazie ai suoi costumi sessuali.
Se fate certe domande mi sa che il mio lavoro non è ancora finito. Devo continuare a raccontarvi storie porche. E’ una missione. Non c’è alternativa: quando comincerete a guardare al sesso come a un fatto normale e non peccaminoso potrò ritirarmi in campagna ad allevare tigrilli e savannah cats”.
Tefnut: guardacaso, la Alcott scriveva proprio per mangiare ;) E quello che scriveva, in linea di massima, non era poi tanto onesto, ovvero, spesso scriveva di cose che non sapeva, come puntualizzò anche Henry James all’epoca del suo primo romanzo “da adulti”.
Comunque, certi suoi racconti-thriller di donne fatali non sono proprio male!
Commento #180 di Anonimoma, scusate, io il discorso di Bukowsky proprio non lo capisco.
è un autore che non ho mai letto ma il brano postato mi sembra obbiettivamente prosa di ben altro livello rispetto a quella di Melissap. che poi scrivesse solo per denaro ci credo poco; io credo che come ogni scrittore di fama duratura abbia saputo cogliere delle istanze del proprio tempo e renderle materia di comprensione universale.
ciò premesso, fare il processo alla blogger sulla base di quel che avrebbe forse potuto dire riguardo a Bukowsky non ha senso.
m.gira, se non condividi quel che ha detto su Tre, ribatti punto su punto.
per quanto mi riguarda, una scrittrice che pretende di scrivere di sesso e non sa nemmeno com’è fatto il proprio organo sessuale, è una che vende fumo. lo sarebbe anche se scrivesse come Oscar Wilde, ma almeno sarebbe piacevole leggerla.
purtroppo però dai pezzi postati appare evidente come ricorra a stereotipi abusati per supplire alla propria mancanza di descrittività; e il peggio è che nell’affannosa ricerca dell’originalità utilizza stereotipi irreali, come quello del marxista che tiene appeso in casa un quadro di marx… ma caz, al massimo di Che Guevara, che era più fotogenico..!
Io, non so perché, a Melissa ci voglio un po’ di bene, e partecipo intensamente del suo dolore, quando cerca parole che non trova. A parte i libri, che non ho letto, mi domando perché si ostinino a farle fare televisione: ogni volta che la vedo mi viene il patema, nel video dove parla con Mentana ho sofferto terribilmente.
Commento #182 di isla@Tefnut: intendiamoci, melissa p(essima) neppure scrive fantasticando una realtà improbabile, ma proprio ricalca stereotipi triti e ritriti.
Non è vero tuttavia che lo scrittore debba raccontare solo di ciò che ha vissuto… piuttosto dare al lettore delle suggestioni e, se è bravo, ci riesce lo stesso.
Prendi Emilio Salgari e i suoi libri, su cui generazioni di lettori, me compreso, si sono formati: ci crederesti che non è mai stato in Malesia in vita sua!?
Commento #183 di AnonimoMacchemminchia???!!!
Posa vitange???Giove che sta’ vicino alla luna e rende tonda una donna??? gente che si scandalizza e si fa di cocaina per 3 che slinguazzano a turno? Io non ho letto il primo libro della scrittrice ma non penso prprio che leggero qualsiasi altra cosa pubblichi…grazie betty per la recensione e le frasi estrapolate, ho capito che il libro non fa decisamente per me =)
AHAHAHAHHAHAA ODDIO XD mi ha sbagliato il copia incolla XDDDD
Commento #185 di DevaNon sei altro che un sottoprodotto dell’abbruttimento ignorante che imperversa di questi tempi. Non c’è, nei tuoi libri, nei tuoi scritti (e nemmeno nelle tue interviste) nemmeno un briciolo di creatività, di sensazioni vere, di abilità narrativa.
Una sequela di frasi che sembrano copiate da un traduttore on line, una facina bellina e pulita che finge di raccontare perversioni e sesso, una realtà talmente sfaccettata di cui ti arroghi il diritto di essere portavoce, narratrice eletta, ma di cui al massimo sei protagonista/osservatrice soggettiva, come tutti.
Sei di una banalità imbarazzante, per questo riscuoti tanto successo.
QUESTO e’ il commento…strarido.
Commento #186 di AnonimoCara Betty, ho il sopetto che tu sia più un bettino che una bettina. I tuoi commenti sono feroci, dilanianti,definitivi. Per questo mi piacciono e mi divertono molto.
Bacino . Lilly
come sono felice che sei tornato/a!
le tue recensioni mi riempiono di giuoia!
Betty, chapeau per questa recensione, anche se sei stata forse troppo buona.
Io questa Melissa proprio non la digerisco, scrive solo di scopate e lo fa così male che sulle porte dei cessi dell’autogrill si trova una prosa più fluida e più profonda della sua.
Per soldi o per passione, per schiettezza o captatio benevolentiae… il personaggio Bukowski ha una sua saggezza. E se vogliamo anche classe. E amore per la scrittura. (“the secret is in the line”, disse. semplicemente.)
Non come chi dà la colpa a Berlusconi delle stupidaggini che scrive, melina p.
Commento #191 di Charlie@Anonimo: mi sono espressa male, non parlavo di realismo ma di onestà. Qualcuno degli autori citati nei commenti avrebbe mai scritto frasi come “cacciato da tutti gli istituti e i licei di Roma per azioni sovversive e movimenti disturbisti che gli piaceva chiamare ‘rivoluzioni estetiche’, a diciotto anni aveva avviato il commercio di pappagalli”, oppure “se ne stava seduta sul divano in una posa un po’ vintage”? No. Perché? Perché non vogliono dire un cazzo di niente, ecco perché.
Commento #192 di Tefnutma non posso credere che un libro del genere esista veramente… è peggio di moccia, è peggio di allevi, forse lo si potrebbe equiparare in bruttezza al libro tratto da uomini e donne…. ma nemmeno perchè lei mi sa che si prende sul serio… oppure prende per il culo i suoi fan (!)… e poi Melissa, consulta il tuo ginecologo per un buon detergente intimo! :) e poi…marx???? mavalàààààà :)
Commento #193 di SimoQuanto mi sta sulle scatole quella tipa… non è possibile che della gente valida e brava debba vivere senza arrivare a fine mese, e questa mette insieme due rutti di cervo e ha già la pensione in tasca! Checcavolo!
Commento #194 di LadyLindyDue precisazioni:
Questione spazzolino e clitoride: mi sembra di capire che lo spazzolino venga infilato dal manico, così quando è penetrato tutto le setole arrivano al clitoride.
Riguardo all’Einaudi: vorrei ricordare che oggi l’un tempo gloriosa casa editrice appartiene al gruppo mondadori. Indovinate di chi è il gruppo Mondadori?
Commento #195 di Teresa“Perché pubblichi ancora un libro che parla di sesso?”
Melina guarda che la domanda che tutti le vorremmo fare è un’altra:
“Perchè pubblichi ancora un libro se non sai scrivere?”
Sorvolo sulla risposta demenziale che ha dato, non solo non sa minimamente scrivere ma è anche irritante nella sua idiozia.
@m. gira
che ti devo dire se non che il tuo esempio non c’azzecca una cippa?
Ma proprio niente di niente! Il fatto non è scrivere di sesso, non a caso avevo estrapolato la frase dell’allevatore di pappagalli, ma come si scrive. Bukowski descrive quel passaggio con un ritmo e uno stile riconoscibili, è grottesco, sgradevole però divertente. Le frasi estrapolate dal libro in questione invece non hanno alcuno stile, non sono divertenti e mancano totalmente di ironia, sono involontariamente demenziali perchè si capisce benissimo leggendole che Melassa pensava di aver scritto qualcosa di serio. Sono talmente scioccata che temo andrò a farmi tre strisce di coca.
Ciao ho sbirciato un po’ il tuo blog presente e passato, alla ricerca di fotine di malvestite (in cui fortunatamente non mi sono riconosciuta)
ma volevo lanciarti una proposta/provocazione (non dissimile a quella intelligentemente lanciata nel mio blog a proposito di cattive coinquiline e pessimi appuntamenti)
Perché una volta tanto non segnalare una BENVESTITA!?
Non è una critica all’oggetto del blog, che anzi è molto carino e divertente, ma la domanda che aleggia (ad es. nella mia testa ora) è “ma come dovrebbe vestirsi una “taglia forte” per non finire immortalata quassù???”
Converrai con me che già portare una 44 è diventato un flagello quanto a ricerca di vestiti decenti in giro per negozi, ok, non bisogna seguire la moda, bisogna avere un proprio stile, ma la roba da qualche parte bisogna pur comprarla…
Mi piacerebbe vedere ogni tanto “esempi positivi”. Ogni tanto… altrimenti poi il blog e la sua intestazione ne risentono!!!
Baci!
(magari ci sono già e me li sono persi…)
In un locale romano i cui avventori consumano cocktail costosi e cocaina come fosse zucchero in piena vista, io credo piuttosto che i tre “trasgressivi” sarebbero stati liquidati, con un’alzata di spalle, come dei semplici patetici esibizionisti. Contestualizzando, eh!
Commento #198 di Sbilencascusate.
solitamente leggo il tutto astenendomi dal commentare (betty fa tabula rasa, altro non è necessario), ma una domanda mi preme e la impongo:
ma solo io penso che melissa p. non se la scopi NESSUNO?
anzi, che la brava ragazza avrebbe un bisogno mostruoso di farsi scopare (anche solo per evitare di scivolare nel patetico quando tenta, povera lei, di parlare di sesso in modo convincente)?
mi è così lampante da ciò che scrive -e che dice, povera, poverissima lei- che mi sono chiesta se qualcun’altro condividesse questa opinione.
all’epoca lessi i 100 COLPI sull’onda autolesionistica che colpisce molti (“so già che faccio una cazzata, ma forse mi sbaglio..forse”)e a parte le dispersive invenzioni -non so di cosa parlo ma più o meno il sesso trasgressivo sarà così, masssìì- l’unica cosa vagamente realistica del tutto è il pompino che viene più o meno costretta a fare a inizio libro.
credo che quello sia l’inizio e la fine della vita sessuale di melissa: un pompino eseguito da un’ingenuotta quindicenne che la convince di essere votata a una vita di sesso&trasgrescio.
pagate qualcuno, insomma. un gesto umanitario.
evvai un altro libro della P.! e io che credevo si fosse volatilizzata o scappata in Papuasia… vabbè, ancora un ricettacolo di scopate fricchettone: come dimenticare il suo immenso capolavoro “100 colpi di spazzola prima andare a dormire”? lì si toccano momenti di vero lirismo… ed io che non li capivo :( il dito zozzone RULLA!
Commento #200 di Ha|jimEPagine: [1] 2 » Mostra tutti i commenti
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