Avvertenze: cos’è questo blog e i suoi rischi

Le malvestite è un weblog fatto da me, Betty Moore. È nato qualche anno fa e per un po’ è vissuto da un’altra parte, su Splinder.

Da circa un anno vicino al blog c’è un forum molto bello, questo, che ha superato da un po’ i mille iscritti (evviva!).

Sul blog parlo di tutte quelle cose brutte e stupide e ridicole che però si danno l’aria di non esserlo, sono entusiaste e fierissime della propria pomposa pretenziosità – e cioè parlo di qualsiasi cosa, più o meno.
Il blog si chiama Le malvestite perché all’inizio mi divertivo quasi esclusivamente a prendere in giro “le malvestite” (lo faccio ancora, ma faccio anche altro) – cito dal vecchio disclaimer:

le malvestite sono quelle femmine che la natura ha dotato di un cattivo gusto totale, quasi sempre accompagnato da una passiva irresistibile sudditanza alle (peggiori) tendenze modaiole, un terrificante spettacolo di ottusità e cialtroneria – ma sono tutte contente, poverette, perché credono di ottenere l’effetto opposto. È difficile trovare una definizione univoca del fenomeno: Malvestite sono i puttanoni in leopardato, sì, ma anche le ragazzine in jeans col culo grosso fasciatissimo, o le trentenni conciate da adolescenti con la scarpettina all’ultima moda, e così via, Malvestite si può esserlo anche nude, è sufficiente un tatuaggio, quello giusto al posto giusto

I rischi più comuni a cui si può andare incontro, leggendo Le malvestite, sono:

Carampanismo. Ho detto che quell’artista bravissimo, quello intelligentissimo e coltissimo e rivoluzionario che salverà il mondo, proprio lui, non è altro che un minuscolo mediocre cretinetti. Coooosa?! Incredibile! Come mi permetto? Chi sarei, io? Cosa mi credo, che una persona qualsiasi, una signorina nessuno come me, possa azzardarsi a smontare così su due piedi qualcuno – un artista! un artistone! – che invece è famosissimo, che c’ha millemila sostenitori adoranti, che è rispettato e osannato – cosa mi credo? Be’, è vero, l’ho proprio fatta fuori dal vasino. Come se non bastasse, poi, qui attorno c’è persino della gente (poca, ma ce n’è) che sembra pensarla come me – vili pecoroni plagiati! – dev’essere una qualche specie di complotto.

Bimbominkitudine. Come il carampanismo, più o meno, con qualche anno in meno; ma con una violenza distruttiva senza pari: quell’artista là, bellissimo, vuoi sposarlo e andarci a letto, lo lovvi più della tua stessa vita. A me che lo detesto, GRRR, mi vuoi morta.

Personalizzazione. No, no e poi no. E’ tutto sbagliato. E’ scorretto e troppo facile che una come me, la prima imbecille che passa, senza una faccia e senza un nome e senza uno straccio di curriculum, senza che si sappia chi è e cosa fa, si metta qui a sparacchiare sentenze avvelenate su questo o quello. Ci sono dei limiti, cosa mi credo, mica siamo ai giardinetti. Farebbe una bella differenza, no?, se anziché Betty Moore sapessero tutti che il mio nome vero è Assurbanipalla Pippa, tutta un’altra cosa!, meglio ancora se mettessi una fototessera in home e magari pure gli estremi del mio lavoro schifosetto, così che si possa comodamente bypassare tutte quelle fastidiose cosacce che ci stanno scritte nel blog – ché ribattere colpo su colpo, tzè, te lo sogni! le idee, ma per piacere!, chi se le impippa le idee! – basta archiviare la faccenda in un battibaleno alla voce “povera inferiore cozza frustrata repressa invidiosa”, oh ecco, immagino sarebbe confortante.