Poi non ne parlo più perché è una storiaccia triste e squallida e niente altro, voglio solo segnalare un’ultima definitiva perla di idiozia sopraffina dal mea culpa morganiano, una cosa che non è stata considerata nei riassuntini che si trovano online e che però è fondamentale perché - al di là di tutte le pippe rehab moralisticheggianti - risponde concisamente alla domanda “com’è che il giornalista di Max avrebbe strumentalizzato le parole di Morgan?”, ecco, la risposta che dà Morgan è questa
io col giornalista mi riferivo a un presente letterario, io, cioè, se questo non ha gli strumenti letterari per capire, cioè
al minuto 5:10, qua.
Deve essere una cosa tipo il presente letterario di Lapo Elkann: “io avevo un difetto che faccio uso di cocaina”
Be’ ma che volete era solo questione di tempo, sono anni che lo sciagurato non fa altro che raccontare cazzate e cazzate a manetta su qualsiasi - dico qualsiasi - argomento, e tutti là beati a premiarlo e a ridacchiarsela e a paccargli sulle spalle uhuhuh che eccentrico artista burlone; era inevitabile, a forza di cazzarare istericamente a vanvera qua e là avrebbe imbroccato prima o poi la cazzatona epic fail su qualche argomento davvero sensibile; e adesso per l’appunto ha fatto semplicemente ciò che ha sempre fatto, la stessa identica cosa di sempre, raccontare cazzate: è stata la cazzata della coca ma poteva essere, che so, qualsiasi altra inopportunità delirante (ehi, dipende anche dalle citazioni a fumetti che ha letto negli ultimi tempi sulle etichette del vino rosso), poteva essere la pederastia (”è una costrizione capitalistica borghese, un mio amico poeta neo-neoplatonico che stimo molto la pratica secondo gli insegnamenti di Socrate e degli antichi greci, un ragazzino biondo tutti i giorni con regolarità, e negli intervalli molta frutta che fa bene”) oppure che so la rapina a mano armata (”rapinare è una attività legittima e anzi è alla base della società anarchica come diceva Proudhon, poiché la proprietà privata essa stessa è un furto e dunque il capitalismo è un paradosso che si autocondanna, e io nel frattempo al mercato rapino molta frutta che fa bene”); e allora ecco che per la prima volta le compiacenti bignardette che si bevevano allegre e ridacchianti qualsiasi cazzatona musical-filosofico-letterario-politicheggiante ecco che drizzano le antennine scandalizzate e percepiscono la Cazzatona e stringono le chiappe e gli urlano contro un (meritatissimo) COSA CAZZO HAI DETTO - ma lui è sempre lo stesso, non è cambiato di una virgola, ha continuato a fare quello che sa fare meglio (sa fare poco altro), ha fatto quello per cui l’avete sempre ammirato e coccolato, raccontar cazzate, è sempre lui,
e pensare che adesso se ne va, che lo scaricano e ce lo buttano fuori da qualsiasi posto a calci nel sedere, devo dirlo: è un cazzaro imperdonabile ma a me un po’ già mi manca.
È in corso una patetica cripto-campagna pubblicitaria tutta italiana che ha per protagonisti (chissà, forse inconsapevoli) Madonna e il suo ex Guy Ritchie: gli hanno cucito addosso una strampalata bufaletta giornalistica, cavalcata come sempre - indovinate! - da quei cialtroni di Repubblica (e poi come sempre, a partire dalla contagiosissima ebola-sidebar di Repubblica, la cosa s’è diffusa inerzialmente su dozzine di nanoblog copia-incolla e sitarelli vari ricicla-gossip), “una clamorosa rivelazione” la chiamano quelli di Repubblica, una deprimente intervista shock che sarebbe stata rilasciata nei giorni scorsi da Guy Ritchie a una fantomatica rivista inglese, Girl, nella quale il povero uke Guy Ritchie si lamenta delle perversioni sessuali di Madonna, così tragicamente narcisista che lo costringeva a scopare
“con il sottofondo delle sue stesse canzoni”
fosse stato per lui, invece, “io preferivo il sesso sul letto ma lei lo voleva complicato”, e nel bel mezzo di questo crudele penosissimo autoritratto masochista - “conosco a memoria Secret, Vogue, Holiday e tutte le sue oltre 500 canzoni perché ero costretto ad ascoltarle anche nei momenti più intimi” - ecco che Guy Ritchie improvvisamente si trasforma nel commesso secchione di un negozio di arredamenti,
“Amava particolarmente farlo sulla “Sound”, una poltrona dotata di un sistema audio integrato per l’ascolto stereofonico della musica, collegabile a un qualsiasi lettore mp3 ha due altoparlanti invisibili nella spalliera. Ne possedeva 10 di colori diversi. Era maniaca del Made in Italy, se le faceva arrivare dall’Italia perché andava matta per il design della prestigiosa griffe Natuzzi“
che sembra precisamente la cantilena robotica di una didascalia pubblicitaria, no?, e suona un po’ strana, eccome!, suona ancora più strana se considerate che appena un paio di giorni fa, sempre su Repubblica (uh ma tu guarda, che coincidenza!), è apparsa la notiziona bomba: Madonna s’è convertita al made in Italy, adesso va pazza per l’arredamento made in Italy (prima invece no, così così), ha cambiato tutti i mobili di casa e cosa non s’è comprata, toh,
la poltrona Sound e il divano Surround di Natuzzi, non a caso dotati di casse audio e dispositivi per collegare l’i-Pod, integrati nel poggiatesta e negli angoli, per unire l’utile al dilettevole e ascoltare la musica- ovviamente musica dance- in totale relax.
ma come, la poltrona non ce l’aveva già?, è strano, perché Madonna e Guy Ritchie si sono lasciati, dunque, vediamo, nell’ottobre del 2008, la poltrona dovrebbe avercela minimo da un paio d’anni - è strano eccome! - e allora forse è necessaria una guglata per sistemare le cose, per trovare la fonte originale della “clamorosa rivelazione” di Repubblica, e gugla che ti gugla, niente, non si trova niente, non c’è un solo sito straniero che riporti la “clamorosa rivelazione” delle chiavate musicali sulla Natuzzi - peggio ancora! non si trova da nessuna parte il minimo accenno al nuovo mobilio made in Italy di Madonna, al suo innamoramento per la roba Natuzzi - e poi del resto, adesso che ci penso, Guy Ritchie disse un po’ di tempo fa (qui) che lui e Madonna prima di divorziare non facevano sesso da due anni, cioè dal 2006, ehi!, e la poltrona Sound della Natuzzi è stata buttata sul mercato soltanto nel 2008, accipicchia, c’è qualcosa che non quadra. Saranno mica notizie farlocche? Dài, Non è possibile!
Dunque dunque dare un seguito alla fanfiction porno slash su Twilight non si può fare, si capisce, perché c’è l’impatto supernucleare del meteorite gigante e muoiono tutti sul colpo e la vita e le orge dopo la morte non esistono e quindi niente, finita lì; però ho pensato che sarebbe bello vedere cos’è che succede nel frattempo, sempre all’ombra di quello stesso meteorite gigante assassino, da qualche altra parte nel mondo, a Hogwarts!, e allora eccola qua, una fanfiction porno slash dalle parti di Harry Potter, e anche qui ovviamente c’è qualche buffa ragione che innesca una depravatissima maniacale girandola di acrobazie sessuali, ci sono di mezzo una malvagia profezia, il cunnilingus bidimensionale, il bustino reggicalze di Ron Weasley, la porno chat dei Grifondoro, gli incantesimi anti-sodomia e il lucchetto dell’amore for ever e tanto altro ancora - cliccate sul continua a leggere soltanto se siete maggiorenni e/o accompagnati da un adulto irresponsabile. La mia carriera di giovine autrice fanfictionara è ormai lanciatissima: questa l’ho pubblicata sia qui che qui, e aspetto con ansia il parere degli esperti.
(oh, e la settimana prossima faccio: The Vampire Diaries, il telefilm bimbominkia, e Avatar: il manuale di istruzioni)
CAPITOLO 1
Harry Potter percorreva in punta di piedi i corridoi bui e desolati di Hogwarts, appiattendosi contro le pareti di pietra e invisibilizzandosi sotto al mantello magico ogni volta che incrociava qualche studente tutto nudo che sculettava allegro verso la sala mensa.
“Maledetto lascivo traditore di Hogwarts!” pensava con rabbia Harry Potter stringendo i denti, disgustato dal clima di festoso abbandono orgiastico che opprimeva Hogwarts da quando poche ore prima nel cielo era comparso il profilo minaccioso di un asteroide in rotta di collisione con la terra.
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Allora lunedì vi parlo un po’ del buffo pirla che c’è nel banner qua a destra, ché non ne posso più, e per scaldare l’atmosfera nel frattempo direi di fare un quizzetto pirla a premi, vincono quelli che per primi indovinano il lavoro che fa il pirla, o meglio, com’è che il pirla definisce il suo lavoro da pirla, guardate qua, lasciatevi ispirare dal biglietto da visita,
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