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Malvestita #308 - Punkabbestia love

Seguendo scrupolosamente da buona malva-documentarista le norme superquarkiane di non-interferenza ecologica (ero surgelata sottoforma di stalagmite in un angolo buio di strada), ho potuto ammirare dal vivo quel miracolo naturalistico che sono le fasi preliminari di un tenerissimo corteggiamento fricchetton-malvestito. Eccovene uno stringato resoconto.

La femmina di specie Arte Povera in ricognizione solitaria si avvicina con una certa decisione al maschio di specie Punkabbestia, dedito in quel mentre ad attività di tipo sostentario-igienico-intrattenitive, vale a dire che contemporaneamente elemosinava monetine (1) sorseggiando birra discount herrfritz (2) strizzando e arrotolandosi i cappelli sporchi intorno alle dita; la femmina intraprendente rompe il ghiaccio utilizzando la tattica tipicamente arspauperistica della carezzina sul cadavere dell’animaletto pulcioso (3): “che carino come si chiama?” - al che il maschio un po’ scocciato ferma l’arrotolamento capellaro si stropiccia l’occhio incisposito con l’unghia lercia di verde smeraldo e grugnisce “u-uh ganja”, al che la femmina “oooh ganja ciao ganja eh eh” ridacchia, fiera d’aver colto la dotta citazione.

malvestita punkabbestia love

Il tappetino etnico da doccia XL reingegnerizzato in poncho (4), come del resto l’ex strofinaccio per piatti (5) e i jeans godzilliani che le ricoprono integralmente gli arti inferiori (6) rendono palese il carattere anarchico-sballone-raggamuffa dell’attrattiva esercitata sulla femmina artepovera dal maschio punkabbestia. Il corteggiamento procede: il maschio ostentando una calcolata indifferenza aperitiveggia con alcune prelibate molliche di schifezze e ricciolini di polvere pescati dal marciapiede, e la femmina allora osservandolo affascinata domanda piena di curiosità: “ah, sei vegano anche tu?” - lui, che ormai ce l’ha in pugno, si concede un secco “u-uh”.

Siamo ormai nel cuore del balletto preliminar-corteggiatorio: è il momento di verificare il che-c’abbiamo-in-comune, di scambiarsi importanti piccoli aneddoti di vita privata e sagaci pensierini sull’universo e tutto. E’ la femmina, che si sente frivola sobria artificiosamente-artepovera e forse un tantino troppo mughettata in confronto al maschio, è lei che vuole dimostrarsi all’altezza e saltella incessantemente da un argomento all’altro cercando nell’occhietto crostoloso e spiritato di lui un qualche luccichio di approvazione: gli argomenti fricchetton-malvestiti vanno dall’amore per il barbonismo più estremo “che coraggio ci vuole se avessi anche io il coraggio ah! l’anno scorso ho fatto a mano delle collanine con le graffette che trovavo per terra” alla meraviglia per quell’acconciatura così audace “che belli i rastini (7) ma li hai fatti apposta o ti sono venuti su così per il lercio sai sembrano le antenne di un marziano” alle dritte da massaia biologica “io non uso i detersivi normali che inquinano solo bicarbonato e limone che sono naturali” alla rivelazione anti-calzolaio “quando non fa freddo io vado sempre in giro scalza anche per strada mi sento libera scalza” - ed è evidente il brividino gioioso della femmina quando il maschio le concede un molto interessato “u-uh”.

Ho dovuto interrompere ahimé durante la fase subito successiva del “a proposito scusa non è che c’hai du spiccioli”, quando il maschio s’è voltato a guardarmi con una strana smorfia cattiva tipo diarrea fulminante che ho interpretato come Sospetto e allora ho temuto che la mia copertura fosse saltata, già mi vedevo fare la fine di Steve Irwin, poi per fortuna il maschio pacifico se n’è tornato a contare le righe sul poncho di lei, “u-uh” - io, in ogni caso, mi sono scongelata e sono filata via.

L’alba di una nuova era: Derelicte

E’ emozionante assistere coi propri occhi alla nascita di una malvatendenza nuova di zecca, un cratere senza fondo di possibili future innumerevoli implicazioni supermalvestite che ci si spalanca davanti, e noi tutte là sull’orlo a guardarci dentro emozionatissime facendo oooooh.

Un manipolo avanguardista di intrepide very important malvestite sta aprendo la strada alla realizzazione del più grande progetto fashion-mentecatto di tutti i tempi, l’utopia malvestita di Jacobim Mugatu: Derelicte. Oh come sembrano lontani i tempi in cui bastava fare i grunge-stronzetti trendissimi che abusano di stupefacenti e scopicchiano svogliatamente un po’ con tutti, i tempi di quel semplice ingenuotto heroin-chic a cui guardiamo oggi con sufficienza, quasi con tenerezza; il malvestitismo Derelicte prevede un radicale devastante upgrade delle regole esistenziali della coolness vipparola, perché soltanto chi davvero è capace di trasformarsi nel “lercio vomito delle masse di miserabili”, soltanto chi può rivendicare con orgoglio di essere “veramente veramente sporco”, può fregiarsi del malvabollino Derelicte.

amy winehouse e britney spears, Derelicte

Guardiamo allora con sincera partecipazione agli sforzi in tal senso operati dalle intrepide vim in missione d’avanscoperta (clic sulle immagini), che tra mille difficoltà sono giunte a pochi metri appena dalla vetta dell’everest derelictiano: mi asciugo una lacrimuccia leggendo dell’ultimo ricovero psichiatrico di Britney (già da tempo eccezionale scalatrice Derelicte: il matrimonio con lo scimpanzè ballerino, la testona rasata e le dichiarazioni pro-anticristo, la pisella al vento, il figlioletto preso in ostaggio, il look da mignotta, la lovestory col paparazzo ingelatinato) mi asciugo un’altra lacrimuccia leggendo delle preoccupazioni di mamma Winehouse (la figlia, sì, una vera eroina Derelicte: i tatuaggi da marinaio scaricatore, la finestrella tra i denti, le scarpacce da barbona etoile fallita, la cofana portadroga, le unghie zozze, la sbornia ululante in strada, la pipetta al crack), be’ che cavolo - lo so che è triste, ma siate coraggiose, tiratevi su - gonfiate anzi i vostri cuori di fiera riconoscenza, perché il loro sacrificio non sarà vano: Derelicte vive.

Malvestito #25 - buon natale

babbo natale sterminatoreCaro Babbo Natale qualche giorno fa ho visto una cosa così malvestita che non credevo ai miei occhi, mi ha fatto cambiare idea per il regalo - ora ti spiego - tu intanto cancella dalla lista il camper spaziale delle winx. Stavo gironzolando sovrappensiero qua e là e senza accorgermene sono finita nel cuore della zona accademiadibellearti, che io considero la zona rossa offlimits numero uno, mai entrarci per nessun motivo mai: accidenti però mi sono svegliata troppo tardi e infatti, appunto, cos’è che mi capita? l’incontro ravvicinato del terzo tipo con questo malvo numero venticinque.

babbo natale sterminatoreCaro Babbo Natale lo so che stai facendo spallucce, e va be’ starai pensando, niente di speciale, un classicone malvestito: l’io-sono-originalità declinata nella sua forma artistico-sudicio-fattona, il cappello ergo sum (1), la t-shirt sbrindellata (2 - a cinque gradi sotto zero - perché il catarro l’occhio lucido il moccolo, morire di polmonite: c’è niente di più originale?), gli spruzzi di colore ovunque perché lui fa le opere (3), i pantaloni flosci a tre quarti di chiappa (4 - la mutanda che fa ciao ciao) gli stivaletti mocassinati di pelle scena brit-heroin-underground (5 - be’, in realtà sono le pantofole del padre in pensione) e la boccia discount di vino rosso bene in vista (6) ché lo stordimento artistico è un must irrinunciabile; un classicone così senza niente di speciale, starai pensando, non lo vale mica il camper spaziale delle winx.

Caro Babbo Natale aspetta, non è tutto: quando l’ho avvistato - senti qua - il malvo se n’era appena uscito dall’accademiadibellearti ed è sceso in strada che c’eravamo soltanto io e altri due tizi; c’ha lanciato una lunga occhiata di compassionevole derisoria disapprovazione (”ahah, sciocchi normali con normali cappottini”) prima di mettersi in marcia davanti a noi, e stai un po’ a sentire che è successo. E’ successo che nel suo microcervellino dev’essere scattato il BipBipBip dell’allarme rivela possibilità di autogratificazione-io-sono-originale, per cui esaltatissimo ha subito approfittato di noi altri modesto pubblichetto e ha dato inizio allo spettacolo malvestito dal titolo Io sono originale eccentrico strano artista un po’ folle la mia testa è complicata e piena di cose complicate e superiori a voi poveretti normali che non riuscite neanche a capire perché faccio certe cose che a voi sembrano soltanto stronzate da stronzi (che titolone lungo): e così è cominciata, una vergogna che non ti dico, procedeva sulla strada che era tutto un fischiettar danzante, saltellii, piroette, il cappello che faceva su e giù, passettini ubriachi di tip-tap. Che immenso piacere doveva dargli la certezza dei nostri occhietti spaventati a forma di punto interrogativo (io manco dieci secondi e ho fatto dietrofront, me la sono data a gambe). Accidenti però se non era una straordinaria incarnazione di quella equivalenza harmonyosa da cui Diversità uguale Anticonformismo uguale Artisticume (e la principessa se la fa con lo stalliere!), un capolavoro di esibizionismo malvestito, la stupida banalità io-sono-originale ai suoi massimi storici.

Caro Babbo Natale insomma come vedi meritava, e io quindi avrei pensato al posto del camper spaziale delle winx, appunto, se ti è possibile: i malvestiti io-sono-originale di questo genere qua, che ne pensi, ti riesce di dargli come dire, una sterminatina veloce?

Provini GF #3 - Underground

malvestita provini grande fratello raver undergroundE poi c’è la malva che si è conciata da raver underground e dice che c’ha il myspace di musica sua electro-punk-hardcore fatta con la crew ignorantissima quanto-semo-trucidi di torpignattara - le chiedono un po’ stravolti perché dovrebbero ficcarla nella casa e lei risponde “perché sono una persona diversa, cioè abbastanza unica impossibile da etichettare, fondamentalmente per avere una persona diversa, cioè, per determinate caratteristiche”: classicissimi tòpoi di retorica io-sono-originale.

Non importa cos’altro le chiedono, perché tanto pure lei da buona malva-provinanda c’ha il discorsetto e le battutine preparate a casa e quelle vuole recitare, stop, e così appunto le chiedono se ha già fatto casting televisivi e lei risponde che a volte quando capita è pure un po’ lesbica (lo dice fiera, con tono di sfida, passandosi una mano tra i capelli cortissimi ossigenati - 1), le chiedono cosa le piace fare nella vita e lei risponde che il suo ex è stato mille volte in comunità di recupero e che il suo cane si chiama Metadone (ridacchia consapevole del proprio irresistibile humour nero: ah ah, ah), le chiedono da che città hai detto che vieni e lei risponde che nella casa sarà un elemento di disturbo perché è una tipa tosta e aggressiva e pure parecchio attaccabrighe, oltre che parecchio porca, le chiedono che ore sono e lei risponde elencando il significato la data e l’occasione di tutti e venticinque i suoi body modifichescion, piercing (2) e tatù.

Alcuni pochi particolari che andrebbero messi in evidenza - del suo malvestitismo altrimenti così noiosamente già visto - sono per esempio lo strascichetto disintegrato (3) dei pantaloni oversize, un modo creativo molto igienico per evitare di farsi l’orlo (come realizzarlo? basta tenere il pantalone sotto il cingolato del moonboot hippopparo - 4 - tre quattro giorni di attrito sull’asfalto e vai con lo strascico), la posizione attentamente ponderata del giubbottone verde militare col pelo (5), il brand bene in vista della canottiera da uomo (6 - UMM, che cosetta cheap! la mettevano le mie amichette alle medie, bleah), il catenone da motorino (7) che le penzola dal cinturone borchiato (8) e che serve sì come ornamento, non solo però, sopratutto da zavorra perché la vita dei pantaloni sia giù giù il più in giù possibile.

di Betty Moore, 28 novembre 2007

Categoria: arte povera, io sono originale

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Malvestito #22 - Lucca Comics

malvestito lucca comicsOggi inizia il Lucca Comics e io vorrei starmene a gironzolare per fumetti cosplayata da spongebob, ma uffa, che cavolo, non posso andarci. Allora per rimediare un pochino, per sublimare assenza e nostalgia, ho pensato a questo malvo numero 22, che è tra i più comuni e adorabili esemplari da fiera del fumetto.

Gli voglio un bene, come si fa non volergli bene? C’ha la chioma lunga lunga da metallaro (1) che in salumeria quando lavora se la tiene legata sotto al cappelletto, una spanna di pizzettone caprino spelacchiato ma chi se ne importa, e i basettoni anche belli lunghi un po’ retrò, il tutto in omaggio al suo leader spirituale, il virtuoso chitarrista mangia-ratti del gruppo death trash metal di cui sfoggia orgogliosissimo la t-shirt (2 - c’è una piccola sbavatura sul didietro che è stata la mamma stirando, non immaginate poi quando lui se n’è accorto, quasi quasi il mammicidio).

Lo zaino è quell’Invicta (3) che ha dai tempi delle scuole medie, un po’ usurato ma sempre utilissimo, non conterrà magari tutta la scatola del robottone giapponese anni settanta (4 - un vero pezzo da collezione, ancora imballato, mezzo stipendio!), ma ci son sopra le scritte fatte anni e anni fa coi pennarelli e col bianchetto a cui è affezionatissimo, non riesce a staccarsene (oltre ai vari titoli di questa o quella band, c’è il nome dell’unica ragazza che gli abbia mai prestato un foglio protocollo, il solo pensarci lo fa sciogliere tutto).

I jeans sono il tipico modello c’ho-l’acqua-in-casa (5), neri assemblea d’istituto, un pochetto scoloriti per via d’un errore di programmazione della lavatrice (eh ma prima o poi, appunto, il mammicidio ci scappa), pendontizzati con un bel paio di calzini spugnosi da tennis (6). Va be’, i jeans così somigliano di più a quelli sporchi e stropicciati del suo eroe trasandato numero due John Constantine, oh ma a proposito, incredibile, è riuscito a trovare il volume (7 - imbustato!) che gli mancava, evviva.

ps e invece per quanto riguarda halloween, toh, beccatevi questa e questa, dal party cavalliano di nuova york: dritte nel dizionario! cosa si intende quando si dice “di classe”

di Betty Moore, 2 novembre 2007

Categoria: arte povera, maschioni

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