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Coppia malvestita #54 - vicini di nastro

E’ emozionante assistere al ricongiungimento di due malvi così [*], provenienti dalla stessa serie di produzione io-sono-originale (stampo: scamiciato vintage nerdino la-so-lunga eccentrichetto), che scorrevano uno accanto all’altra sul nastro trasportatore in mezzo a migliaia di milioni di malvi della stessa serie là dove le braccia meccaniche dei robot sforna-malvi cominciavano col montargli le scarpine (1 - Converse All Star, colori sì ma palliducci, non troppo accessi - siamo adulti, mica Finley), poi gli occhialoni grossi (2 - neri per lui, che al lavoro - fa il regista in radio - gli danno quell’appropriatissimo fascino d’esoticità mmerigan-geek; bianchi per lei, 3, più femminili e frivoletti - perché neri, altrimenti, oh, troppo impegnativi: vogliamo mica inscenare la favola della simpatica quattrocchia emarginata ma tanto brava e bella dentro, uh?), la giacchetta corta di pelle Eeeeeehi (4 - semplicemente nera e lucida, Fonzarelli, per lui; poco più sofisticata quella di lei, 5), i jeans floscetti dall’aspetto usurato montati col cavallo bassino (6 - quelli sigarettati boho per lui; leggermente zampati per lei, 7), il pezzo di sopra che è fondamentale (sottoveste drappeggiata fricchetton-chic per lei - 8 - combo camicia violetta chiusa in gola alla Battiato più maglioncino smanicato di nonno Ugo per lui, nerdissimo - dieci anni fa si sarebbe suicidato, a vedersi oggi - il massimo della figaggine - 9), qualche solo all’apparenza insignificante ritocco di fino (tiè, un pezzetto di camicia da fargli spuntare giù, fuori dal maglioncino - 10) e poi infine una veloce passata dal robot parrucchiere (codine ironicamente infantili per lei - 11 - ammasso informe e disordinato per lui, un caschettone zacefroniano-bimbominkia su cui ha campeggiato per la notte una famiglia di piccioni - 12); adesso che si sono ritrovati, che bello, se la intendono a meraviglia, si piacciono da morire, d’altronde già all’epoca, alla fine del nastro trasportatore, s’erano guardati l’un l’altro e s’erano complimentati “be’, che cazzo, ehi, c’hai stile”.

[*] un clic sul disegno per vederli più in grande

Il decoder Sky con le effe di Fendi? Bleah, chi se lo impippa: fatevi piuttosto il decoder col ritrattino medievale di Franca Sozzani (piacerebbe pure al Rasputin)

Uh-oh, mi stavo dimenticando che a Milano la settimana scorsa c’era una festicciola coi tramezzini offerti da Vogue Italia, un’ottima occasione per tanti microscopici vipparoli nostrani d’affollarsi alticci e ridanciani attorno alle statue di cera con le rotelle Victoria e David Beckham (che però nisba, col cavolo che posano insieme ad una qualunque smaniosa Valeria Marini - “Vigdoria! Vigdoria! You remember? I send you the tangas of my fashion line made with the salame piccante very afrodisiac and the precious rocks!” - sono stati affittati esclusivamente per farsi immortalare accanto al centenario vecchietto anoressico con la parruccona sintetica di Barbie Raperonzola, la potentissima regina della decomposizione profumata Franca Sozzani), e cosa si festeggiava? si festeggiava questa ideona che c’hanno avuto i tipi di Sky [*], il decoder imbburinito dalla firmetta dello stilista famoso.

Una fesseria low cost - minimo sforzo, nessuna fantasia - che fa leva sulla seduzione bburina per l’attufamento ornamentale, quell’idea malata cioè (che vale per mutande, borse, automobili, telefonini - tutto) secondo cui qualsiasi cosa, più viene riempita di marchietti scritte e loghini vari, meglio è; così, appunto, attraverso la semplice applicazione sul decoder Sky di centomila decalcomanie da copisteria del loghino stilistico, tadàn, ecco a voi l’esclusivissimo decoder firmato Fendi - da spacciare ovviamente in “serie limitata”, così si garantisce al bburinazzo boccalone un certo crasso sentimento di privilegiosità haute couture (”anvedi!”). Dopo Fendi ci sarà, cosa?, il decoder tempestato di Dì e di Gì, immagino - bah, chi se ne frega, lasciate perdere e fate così, se proprio vi siete stufati del decoder tutto nero o tutto bianco, toh, vi ho preparato la riproduzione di un ritrattino medievale di Franca Sozzani (cliccateci sopra: si ingrandisce un bel po’), stampatevelo e portatelo dal vostro copisteraio di fiducia, gli dite di prepararvi una dozzina di decalcomanie ed è fatta, c’avete il decoder Sky tematizzato sul Vogue valacchiano, una meraviglia - se c’avessi un decoder me lo valacchierei anch’io (oh, ehi! quasi quasi vado a valacchiarmi la radiosveglia).

[*] e non solo, quella stessa serata s’è festeggiato anche il debutto delle idiotissime t-shirt cento-euro-l’una concepite da tale Andrea Sablier (marca - boh, mai sentita - Doodski), amichetto perdigiorno del boho-perdigiorno per antonomasia Pierre Casiraghi (entrambi in look eccentrichetto finto-povero: scarpacce da ginnastica slacciate, Marlboro Lights come un qualsiasi anonimo tabagista dodicenne e giacche artisticamente sdrucite - tutto finto-povero eccetto le fidanzate, perticone topmodel biondissime e col cervello denocciolato), pensate: si tratta di magliette doubleface! con le scritte da una parte e il disegno dall’altra! così le puoi indossare da una parte ma pure dall’altra! praticamente c’hai due magliette in una! e le scritte sono in russo! oddio, mi gira la testa solo a pensarci - e vederle così, poi, col faccione spiritato di Rasputin vicino a Franca Sozzani, be’, accidenti, pure alla Sozzani se la avveleni, le spari, la picchi a bastonate e la poi butti nel fiume, niente, lei si dà una pettinata e torna come nuova

Coppia malvestita #50 - Coinsington

La coppia numero cinquanta serve a dimostrarci che ormai c’è speranza per tutti e a qualsiasi latitudine, evviva!, pure da un banale comunissimo grande magazzino in Via dei Puccettoni si può uscirne con quel grugnetto scontroso che lampeggia altezzosità sofisticata e satollo io-sono-originalismo, il baschetto per la cura dell’occhio pigro (1) e il cervello che è sbocciato nel fiorellone di carta da cocktail (2), che stile!, come a uscirsene dal più esclusivo negozietto boho-vintage-eccentrichetto londinese.

malvestite coinsington

Mi fanno un po’ pena le malvestite così, che si capisce, meriterebbero ben altro d’un cappuccino (col cuore di cioccolato sulla schiuma che però sembra un culo raggrinzito) nelle tazze sbrecciate del bar tavola calda Sgommarello, si meriterebbero due passi a Kensington, per dire, un bel bicchierone di caffè fumante take away e qualche fotografo alle calcagna magari, che bellezza sarebbe; guardatele qua come si sono impegnate a pendantizzarsi l’una con l’altra: ce n’è una - dicevamo - che c’ha il baschetto accecante (che le sta spaparanzato sulla faccia come una grossa bistecca anti-ematoma) e l’altra che c’ha il cervello primaverile; una c’ha la sciarpona lunghissima tutta macchiata (3 - in realtà, uhm, credo c’abbia cucite su quelle frittelline di vomito fatto di plastica che si usano a carnevale) l’altra c’ha una maglietta foulardata piena di macchie pure quella (4 - rosee: spruzzare di candeggina e infornare in lavatrice con le mutande di capodanno); tutte e due con gli arti inferiori dai colori allucinanti; una col borsone frangettato di lombrichi ornamentali (5) e l’altra col robo etnico che fa saltellare i testicoletti multicolor (6); una c’ha il pellicciotto-scalpo del capo anziano (quello brizzolato e saggio) d’un villaggio Ewok (7) e l’altra - invidiosa, perché non ha saputo pendantizzarsi in tono - cerca di non pensarci troppo (che noia, il suo cappottino coi baveri alettonati! - 8) e s’accende una salutare sigarettina da passeggio (9).

di Betty Moore, 27 gennaio 2009

Categoria: boho chic, regine del pendon't

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Malvestita #344

La seconda puntata di Cavalli Man che c’avevo in serbo per oggi arriverà con un po’ di ritardo perché devo ancora dare qualche ritocchino alla copertina (intanto ve lo dico, il titolo dell’episodio è “L’arrivo del Cubo che sconfisse il supercattivo ossigenato Pene Prepotente” - e indovinate chi è P.P.), quindi al suo posto vi beccate questa bella malvestita boho fricchetton chic (ora che ci penso, ehi, quarta malva di fila!, non succedeva da un paio d’anni almeno: è che durante le feste ne ho cacciate in gran quantità, mandrie e mandrie di malvestite a perdita d’occhio - tra cui quasi tutte indossavano il basco sbarazzino - 1 - o una cuffietta floscia come le ultime due malve - e io già non ne posso più):

combina assieme cioè - lo sapete, qui siamo all’abc - robette classicamente fricchettone (dieci chili di tendone della zingara cartomante arrotolato intorno al collo - 2 - il borsettino di pelle con fantasia afro - 3) con altre più genericamente eccentrichette (i pantaloni da uomo gessati Annie Hall - 4) e modaiole (le Converse colorate - 5) - senza contare un leggero spruzzetto di bburinisimo (il giubbottazzo corto dotato d’elastici alle estremità - 6 - e il cinturone con borchiatura a due piani - 7) - il tutto frullato secondo quella trita strategia di stilosità finto-randomizzante che è la chiave di volta del bohochiccume, in due parole: vestirsi da scemi facendo finta di niente.

di Betty Moore, 9 gennaio 2009

Categoria: arte povera, boho chic

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Coppia malvestita #43 (con Gay da Asporto)

malvestite con gay da asportoNon c’è dubbio che le nostre due malve qua si sono già belle che pentite d’essersi messe alle calcagna questo assatanato mastino logorroico del loro Gay da Asporto (eppure, eppure, sembrava così appetitoso! sul menù Brutti Stereotipi Chicklittari Incarnati Peggio c’erano tutti quegli optional appetitosi: l’hanno ordinato condito col cravattino a clip, 1, il gilettino lucido, 2, la sciarpetta zeffirelliana, 3 - e in omaggio c’era una crocchetta di patate!), non s’aspettavano tanto poveracce, si vede da come procedono silenziose e coi grugni tesi un pochino esasperate, è chiaro che lo vogliono morto, si vede da come tentano di disinnescare - palesando noia e indifferenza (che dramma, quella s’è accesa la sigaretta al contrario, 4) - la slavina monologante dei fattacci suoi (senza successo sembra, che disgraziate: lui si sta divertendo come un pazzo, “è il più bel pomeriggio della mia vita da quel pomeriggio che ho conosciuto il maestro Gomez! Ma come chi è il maestro Gomez! Non vi ho ancora parlato della palestra di Pilates Sodoma & Gom… ez?“): peccato che non vadano d’accordo, perché il Gay da Asporto può rivelarsi un accessorio malvestito di gran pregio, da non sottovalutare - sarà magari meno maneggevole del cagnetto mosca, però ridacchia a ogni vostra fesseria e non sporca, si veste da minchione autonomamente, è una specie di perpetua e insensata cacofonia Ambient (tipo i canti delle balene antartiche) - e poi è così ricercato che sta bene accanto a tutto, pure ai gilettini lanosi della nonna allungati a dismisura (5), alle magliettine alfabetiche da esame oculistico (6) e alle collane fatte coi tappi di sughero (7) e agli stivaloni fiappi del gatto frignone (8), così come ai pantaloni zompafosso (9) e ai foulardoni etnichetti (10) e ai mocassini con le nappine (11) - e poi insomma guardateli, c’hanno tutti e tre la stessa giacchetta di pelle nera con le estremità elasticate (12), secondo me ci vuole solo un po’ di tempo per farci il callo, ma c’è sintonia.

di Betty Moore, 12 novembre 2008

Categoria: boho chic

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