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Malvapuzzle - Coppia malvestita #24

Fuori c’è il sole, fa caldo, i fiorellini sbocciano profumosi e le malvestite in calore gonfiano il collo e tubano come piccioni, che meraviglia, non c’è niente di meglio che starsene dentro casa con le tapparelle sprangate a giochicchiare con un bel malvapuzzle (evviva il malvapuzzle!). Ho disegnato una nuova coppietta di malvestite (#24) che ho bucherellato senza pietà: ciò che ne rimane e i pezzetti ritagliati li trovate sull’immagine più grossa, qui (anche cliccando su questa qua sotto). I primi tre che mi mandano via mail la coppietta ricomposta per benino si beccano un regalone spaziale, un inestimabile bburinissimo malva-coso per limarsi le unghiette, a forma di banana coi bacetti disegnati sopra (foto - reggetevi).

malvapuzzle numero uno

Tutti gli altri invece, così possono mettere un’economica pezzuccia sui buchi nella carta da parati, il solito disegno malvico con la mia esclusivissima dedica autografa (wow!).


Piersilvio e Marina Berlusconi
(dalla collana: Taken by the millionaire)

Mi sembra giusto: il papi li usa in campagna elettorale per stuzzicare i nostri conturbanti desideri infantil-principazzurreschi (dove l’aristocratico cavaliere coll’armatura e il caschetto biondo, al passo coi tempi, s’è trasformato in un palestrato imprenditorotto brianzolo col cravattone e mezzo chilo di gel), dobbiamo ringraziare questi utili giornaletti che tempestivi ci consentono di farci un’idea precisa su quanto son belli bravi fighi e intelligenti Piersilvio e Marina, così possiamo sospirare più sospirosamente sognando ad occhi aperti che un giorno chissà forse in una prossima vita, nascere figli di una bodyguard di un autista di una domestica o di un giardiniere, oh sì! e PierLui bellissimo col petto nudo oliato che riflette la calda luce del tramonto joggingando distrattamente davanti la stalla, vedendoti frustata dal capomaggiordomo perché non hai spolverato a dovere il plasma in cripta, accorrerà in tuo soccorso ordinando “ehi tu fermo! perché frusti questa incantevole creatura? come ti chiami, incantevole creatura?” - oppure certo, sì, la timida e impacciata segretaria-appendino cocopro ignorata da tutti e che però a un certo punto il boss scoprirà sotto gli occhialoni i brufoli i baffi le vene varicose lo strabismo la pancetta l’alito pesante…un cuore grande grande che palpita d’amore! Ah, che sogno.

il faccione di marina berlusconilo strizzume di marina berlusconimarina berlusconi fa pipìla manicure di marina berlusconi

Spero non abbiate mancato le interviste di Piersilvio su Vanity Fair, di Marina su Anna: non che ci sia alcun buon motivo per mettersi a leggerle, anzi, sono quasi per intero il solito concentrato di noiose innocue banalità studiate rivedute e corrette dalle cavie peruviane laureate in lettere che gli fanno da ghostwriter, a loro e non solo, pure al giornalista intervistante (che nella migliore delle ipotesi è un pupazzo gonfiabile con la parrucca, tipo Maria Latella). A parte le foto, che meritano sì, qualcosina divertente nel testo delle interviste qua e là si trova, nel loro comune noioso ridicolissimo tentativo di montare un’immagine che risponda ai requisiti di grandelavoratore - grandeumiltà - grandepassione - non-è-stato-facile (ce-lo-meritiamo-dove-siamo): piersilvio berlusconi è davvero un tronista misterioso...sceglierà Serena Angela o quell'omino coi baffi e il gilet di pelle sul petto villoso che sembra freddy mercury?per esempio è da spanciarsi quando in apertura c’è descritto il salotto di Marina, “il coffee table non allinea soltanto i prevedibili cataloghi d’arte, ci sono invece un po’ di romanzi sparsi e in cima alla pila uno di Alice Munro”, che simpatica messinscena (s’è pure preparata - cioè, la cavia peruviana le ha preparato - il commentino da antologia scolastica: “storie quasi sempre tristissime, vite di donne complicate che finiscono male” uh ma che intrigante, una donna così di successo che legge di donne complicate e infelici!), ricorda un po’ il woody allen disperato che per far colpo sulla tipa sistema riviste dischi e medagliette in giro per casa; povera Marina, si fa fotografare in pose miaaaaaoooo stile book bburino da matrimonio, guardatela, è così orrendamente attaccata a quel banale prototipo paterno di ostentata bellezza malvestita da volgare scosciatona televisiva, lei ci prova coi suoi vestitozzi attillati le pere strizzate di fuori il suo strano faccione trapezoidale rigorosamente trequarti (e mica si deve notare, oh, che ce l’ha più largo del giro vita), una ranocchia mascelluta con le labbra appaperate e gli occhioni tiratissimi da catalogo estremo di chirurgia estetica, accidenti, dev’essere dura essere la figlia cessa di uno così, che se non fossi sua figlia ti prenderebbe per il culo - e che se non fossi sua figlia, forse forse a esagerare, in mediaset potevi appena farci la concorrente del grande fratello che tutti dicono “ma sì dai, il travestito è quella”

piersilvio berlusconi è anoressico ma c'ha due pettorali così ahòpiersilvio berlusconi renegade brianzolo con le ascelle depilatepiersilvio berlusconi che bicipiti ragazze uuuuuh brividipiersilvio berlusconi spaccia al maggiordomo

Piersilvio invece, che così a occhio lo si direbbe spiccicato al cento per cento il tipico modello del maschio lesso da palinsesto mediaset in salsa alta managerialità yuppie (praticamente il commercialista vice-pappone di Lele Mora), vale a dire il gay camuffato che si veste firmatissimo col capello plasticoso il mascellone selvaggio la lampadatura perenne il fisico scolpito e la fake-fidanzata dal cervello leguminoso - Piersilvio è sopratutto questo sì, l’ebete bonazzo in bianco e nero da reclame del dopobarba che fa rimorchiare, ma scopriamo che no non soltanto, nasconde alcune sue superfascinose stramberie che non t’aspetti, per esempio quando corre nel megaparco del villone arcoriano c’ha il riflesso autistico-giovannialleviano di salutare “per nome i miei alberi preferiti”, e guardate qua sopra che foto (grazie Pam), straordinarie!, dopo il culturista nano sudaticcio con l’addominale storto scombinato adesso Piersilvio vuole presentarsi allo stesso tempo come biker sfrontato a metà tra renegade e un baffuto frequentatore del blue oyster bar, il tronista calciatore col bicipite gonfio e poi be’ questa ultima eccezionale personalità new entry, lo spacciatore tossico senzatetto minaccioso con l’occhietto vitreo che sta aspettando gli acquirenti in un angolo appartato del parchetto pubblico (che appunto in realtà è il praticello dietro la depandance adibita a sauna per Princi, il cane di Marina), e con questa mi sa che almeno in quanto a sexy intriganza e problematicità e Merito gli dà dieci a zero - lui che viene dalla strada, dallo spaccio, dal retro della sauna di Princi! - alla sorella-ranocchio e ai suoi stupidi libretti da coffee table.


Madonna nella Hall of fame?
Head museum, piuttosto

madonna perde una gamba, poi tanto se la riattoppaC’è un breve intervallo di tempo nella splendente carriera da pubblica sgambettatrice di una very important malvestita - che sarebbe più o meno il momento quando comincia ad ammosciartisi e a venir via la punta muffita del naso - è il momento che bisogna decidere cosa farsene del proprio corpicino che non è più quello di una volta: c’hai le vene sulle braccia che sembrano gasdotti sottomarini, le palpebre che colano giù come cera calda, la limpida purezza dermatologica del toxic avenger e ogni mattina, con le fette di cetriolo che ti guarniscono un po’ dappertutto il brodino di cremine, devi spararti una litrata di flebo con coctèil di nicotina e prugnette della california per stappar fuori un dolorosissimo stronzetto magrolino con la densità di una nana bianca; è il momento che bisogna decidere cosa farsene di se stessi prima che qualcuno in strada corra verso di te gridando “signora Loren! signora Loren! un autografo!”, prima che s’accorgano che nel tempo libero sviti la mano e ci metti l’uncino.

Rarissimamente succede che una vim si rassegni ad abbandonare il ruolo che tanto le donava della zoccoletta minorenne in reggicalze che ancheggia provocante slumando un lecca lecca a forma di pene, e in fondo c’è da capirlo, dopo tutta una vita passata a confondere la propria vera identità (il nullificatore universale) con gli imbellettamenti bburinissimi di questa tonica bambolina plasticosa stra-adorata da mucchioni giganteschi di entusiasti adolescentelli, come si fa ad accettare l’inevitabile oscuro sopraggiungere della fase cosiddetta Silvana Pamapanini (aka: il mostro della laguna nera meets l’esplosione nucleare di uno stabilimento max factor), ovvio che no, non si può accettare: ed ecco così che le very important malvestite preferiscono di gran lunga stiracchiare la scadenza del loro giovanil personaggino sulla strada del bisturi e dell’intruglio radioattivo.

Prendete Madonna, ah lei santissima protettrice dell’esagerazione malvestita, ah lei dizionario vivente di insensata bburinità che le ha provate tutte dai completini di latex ai vestitini da geisha ai cappelli muccati da cowboy, ah lei vuoto cartellone pubblicitario da riempire di volta in volta secondo le future stime di malva-tendenza, ah lei gioia suprema di tanti adulti chic-pop-vintage-revisionisti (tempo mezzo secolo: “eh ma che eccezionale trasformista madonna che inventa le mode”, in topten tra “rosso di sera” e “cielo a pecorelle”), prendete Madonna: che sta succedendo a Madonna? A parte il fatto, dico, che il suo ultimo album sia una ciofeca colossale, tristissimamente ricalcato su madonna nella sala principale dell'head museumquesto stile finto-rappettuccio bianco fighetto (faccio un po’ il negro ma senza esagerare: con le cravatte e gli urlettini), a parte questo: sta succedendo che Madonna ha passato da poco il punto di non ritorno, quello che si chiama in gergo (dei carpentieri) il Confine Madame Tussauds, il punto cioè che per fronteggiare l’imminente naufragio biologico si è ormai dipendenti dall’applicazione di una folle strategia chirurgico-cosmetico-fitnessara i cui risultati - già ben visibili (qui, qui e qui) - consistono nella non molto seducente trasformazione delle proprie membra in cavicchi di nervi tesissimi e carne secca da masticare, più qualche marmorea pallina di silicone appiccicata nei posti quelli là; e se dal collo in giù non è che si possano fare questi gran miracoli, chissenefrega, la cosa più importante di tutte è la testa, e quella insomma davvero la si può tenere in vita senza problemi per millenni, basta convertirla in una rotonda liscia tavolozza da campionario di stucchi graffette e vernici vari, le luci giuste e le fotografie mi raccomando mai troppo da vicino, evviva! il gioco del maliziosume pischellino può andare avanti all’infinito, e magari chissà nella boccia all’Head Museum - “guarda papà, è madonna!”, “me la ricordo, figliolo, era una grande trasformista che inventava le mode” - ti ci lasciano dentro pure il lecca lecca a forma di pene.


X-Factor: i provini (sanremo? pfui!)

Nel frattempo che siamo tutti distratti impegnatissimi a romperci le scatole prendendo per i fondelli le bassezze sanremesi, c’è il malva-trio facchinetti ventura morgan che mette a punto gli ultimi preparativi di uno spettacolone questo sì favoloso che alla Bertè steviewonder con la labirintite in vestaglia mi sa che se la mangia a colazione: ne avrete sentito parlare, sarebbe un programmaccio canoro reality talentshow (il fantastiliardesimo) importato dall’inghilterra, X-Factor, che a giudicare dalle cose che si trovano in rete merita già da ora, da subitissimo, la nostra completa allucinata attenzione. Se i provini ufficiali promettono mica male (tutti coi loro faccioni estatici iper-convinti, che belli - ve ne ho selezionati alcuni nel video qui su: il virtuoso col sopracciglio pavarottiano, il negrone che respira con uno scatto della testa manco stesse facendo una vasca stile libero, le tre pazze che si sono allenate sul pulmino in gita scolastica), be’, non avete ancora visto niente: perché i provini fai-da-te inviati via web non potete neanche immaginarvelo, quale deliziosa meraviglia! dovete vederveli e basta, danno un senso fumettisticamente letterale al battesimo del format (non sono umani, sono mutanti!):

Cliccate sulla foto di ciascuno dei tizi nelle due file qua sopra e sotto per la pagina del video corrispondente. Sul sito ce ne sono molti di più, ho scelto i miei preferiti: il set casalingo improvvisato con la telecamera espressiva che rivela in un colpo solo il termosifone timidino e l’illuminazione strategica; un secondo set casalingo, l’inquadratura più stretta sul comò porta-bomboniere, candelabro kitsch e corniciona intarsiata (ottima scena, peccato per la lavagnetta di plastica); quello intensissimo che si auto-addobba con le lucine natalizie (partendo dai calzini); il disco-bocelliano tutto in bianco a piedi nudi col ditone eccitato (ma davvero!);

il seminarista geniale che scrive canzoni rap travolgenti (“Jovi-not’ Jovi-not’ yu spik inglisc ai du not!” non riesco a togliermela dalla testa); la spiritata che c’ha dei momentacci in cui senza motivo improvvisamente strabuzza l’occhio (un’esilarante sequenza); quello scazzato che ha appena finito di ripulire il laboratorio della asl; e poi soprattutto la musicista di spessore che canta la tragedia dei clochard (nel videoclip, un assemblaggio di foto pescate a caso da google, ne ha presa una che sul corpicino del mendicante c’è fotoscioppato franco sensi - e alla fine del videoclip non so perché, cosa c’entri, ci sta la foto di un tipo col tocco che si laurea: eh si sa gli artisti a volte son così, di difficile comprensione).


Quanto tempo, malva-cruciverba!

Ok allora i primi tre geniali solutori che mi mandano via mail uno screenshot del cruciverba finito si guadagnano un osceno set di unghie french usa-e-getta; tutti gli altri il disegnino di una malvestita autografata con calligafria svolazzante da me medesima in persona - e non so dire francamente quale tra i due è il premio più prezioso. Se il browser ha dei problemi col java interattivo (verificate che non sia disabilitato nelle opizioni), potete guardare il cruciverba qui. Per la soluzione, eccola qui.
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Fertilizzante Disney-Manga per la bimbominkiacoltura

Siccome non è che può rischiare di perdere l’attenzione il gradimento e quindi la paghetta dei pubero-malvestitini, la Disney si sta impegnando ad assecondare i recenti più gettonati gusti del pischelletto bimbominkia contemporaneo: ne deriva un forzoso innesto di elementi yeah-giovanilistici (soprattutto in chiave tecnologico-malvestita), da cui una caricatura entusiasticamente coatta di certe deprecabili scemenze ossessivo-modaiole tipicamente bimbominkia (ma non è solo una tendenza Disney, riguarda da sempre tutte le robe tradizionalmente più facili di intrattenimento fumetto-cartonistico: per dirne una, nell’ultimo Asterix, c’è il gallo teenager fighetto gasato e sfrontatello che balla la musica hiphop e usa i piccioni vibro-viaggiatori digitandogli sulla pancia sms bimbominkiesi [1] - nel video qua sopra).

Quelli della Disney Italia hanno tentato di svecchiare il settimanale di punta in un sacco di ingegnosissimi modi, con le storielle insulse sui viggèi di mtv [2], la grafica avvolgente internet-metropolitana, la morale bullistico-roccherolle, l’ammiccamento gergale-bimbominkia (le “Barze”), le strip idiote tochiotel-facciniane, i micro-reportage celebratrivi sui gruppetti malvestiti del momento, le quattro paginate di pubblicità a sfondi e suonerie bellatopolona [3], l’oroscopo (”ehi raga settimana da favola!”), l’editoriale Cioè-style delle direttrice imparruccata bimbominkia-sbarazzina che sembra piuttosto una lettrice di Cioè con la sindrome di Werner; e tuttavia si sono accorti che sono gli stessi personaggi papertopolesi che difficilmente mantengono un certo appeal sui bimbominkia overdieci, e allora hanno deciso di tentare qualcosa di nuovo, qualcosa che da una parte facesse davvero direttamente concorrenza ai settimanali femminili teen-fashionari-sarannofamosi, e così son nate le W.I.T.C.H. - di cui abbiamo già parlato, qui - e per quanto riguarda invece il pubblico maschile (ma non solo), gli è venuta l’ideona di buttarsi nella mischia del genere fumettaro che da qualche anno riscuote il massimo supersuccesso tra i malvestitini in fase di pubero-bimbominkità: il manga.

dentro il cervello di un bimbominkiaIl manga [4] è tra le principali cause di propagazione pandemica del virus bimbominkia: non esiste al mondo un più perfettissimo modello di riferimento per molti dei caratteri fondanti della bimbominkitudine. Costringersi a leggere da cima a fondo un manga di quelli che eccitano i bimbominkia è come sperimentare una spaventosa gita di miniaturizzazione tra gli omini mezzi matti che ne governano gli sconnessi meccanismi cerebrali. E’ il caso per l’appunto di questa prima serie pubblicata nella nuova funesta collana Disney-Manga, che si chiama Kingdom Hearts e ha in sé l’intero patrimonio mondiale di geni devianti bimbominkia: c’è davvero tutto il necessario, una storia completamente idiota e confusissima, insensatamente apocalittico-melodrammatica, malvestitini con la capoccia enorme gli occhi galattici i capelli strani sparati per aria dai colori strani e i piedi con le scarpozze cicciose, i pantaloni larghi e la doppia catenona, le faccine dementi che piangono ridono arrossiscono d’imbarazzo c’hanno la gocciolina di sudore, onomatopee gigantesche, spadoni alti dieci metri, urla di battaglia chilometriche, ciondolini dai poteri parimpampù, minuscoli sentimentalismi e poeticumi da template spleen-timburtoniano (“le tenebre si impadroniscono del cuore degli uomini e si spengono le stelle in cielo” - aggiungici un “a mergellina” ed è gigi d’alessio) linee cinetiche dappertutto lotte titaniche coi mostri malvagi e un sacco di assurde tutine fantasy-futuristico-emodarkettare [4]; insomma c’è da scommetterci, sarà un megasuccesso. E voi, se dopo averci discusso e bisticciato tante volte vi è venuta voglia di esplorare i labirinti ganglici della materia grigia bimbominkia, be’, davvero un manga di questo genere è il viaggio allucinante che fa per voi.

disney manga kingdom heartsdisney manga kingdom heartsdisney manga kingdom hearts

[1] direi che questa di asterix è una bimbominkia-contaminazione abbastanza malriuscita: sono i geometri sessantenni coi reperti archeologici che se lo appendono alla cintura, non i bimbominkia
[2] insulsa storiella soggettata dall’insulsa Paresi Ridarola aka Victoria Cabello
[3] ah sì in basso in fondo c’è il pavido timidino sottovoce pissi-pissi “alcuni di questi servizi possono essere in abbonamento”: alcuni? possono? lo sono tutti
[4] ah sì ci sono anche i personaggi dei cartoni disney, tutti caratterizzati allo stesso modo - nullo - tutti uguali spiccicati, degli zeri; si salva Pippo, appena, perché ogni tanto gli scappa uno “yuk”


Amo’ il perizoma di cioccolato è simpatico
ma me se scioje tra i peli (un casino)

Accanto al languido cip-cip di bacetti carezzine e seilapiùbelladermonno ptciù-ptciù tigiuro-persempre whitneyhoustoniani, l’orsacchiotto tenero col naso lampeggiante a forma di cuore, il cuscino di lupo alberto che bracca la gallina, il regalo originalissimo che non t’aspetti (”Hai esaurito la memoria del tuo cellulare per conservare tutti gli sms del tuo amore? Trascrivili uno per uno, stampali e potrai creare un libro personalizzato che racconti la vostra storia dalle prime schermaglie amorose ad oggi” - qui), il tavolo con la candela d’atmosfera accanto al gabinetto del ristorantino etnico, il menu afrodisiaco (ostriche, sashimi, cioccolato al peperoncino, champagne, diarstop) e i due euro al pachistano ambulante vendi-rose va be’ giusto perché oggi è oggi, accanto alla solita romanticissima trafila (ah! la wishlist sanvalentiniana in stile lista di nozze: qui), messo da parte l’asessuato angelico platonismo disneyano del cavaliere azzurro a cavallo della sua smart bianca col pupazzetto di winniethepooh che gli penzola dallo specchietto, oltre allo shopping peluche-gadgettistico più tradizionale, c’è anche la possibilità di sistemare eroticamente al meglio la fase più importante della copula dopocenistica tematizzandola con l’acquisto di uno tra gli innumerevoli malvestitissimi completini intimi disegnati apposta per l’occasione.

Grazie ad una divertente discussione forumistica avviata da Cetty (discussione presto tramutatasi in una impudica sequela di aneddoti porno-demenziali) ho scoperto che ci sono un sacco di marche malvestite che hanno in catalogo delle sexy irresistibili robine per la bollente nottata del quattordici febbraio: per esempio, se la cosa può interessarvi, potreste prendere in considerazione un grembiulino schiava-casalinga Intimissimi per solleticare la bullaggine dominante-imperial-maschilista del vostro lui (se il grembiulino non v’attizza e covate qualche recondita un tantino perversa passione avicola, be’, potete sempre ripiegare sul due pezzi di fenicottero rosa della Tezenis), e sotto che ne dite mi sembra ci stiano a fagiuolo degli appendini a ventosa copricapezzoli, ce ne sono diamantati della Yamamay ma anche forse più adatti quelli cardiaci col tirasciacquone della Agent Provocateur (oppure altrimenti, cito dal sito della Wonderbra, “per la festa degli innamorati stupiscilo con un bellissimo reggiseno multiposizione“, che a dire il vero non si capisce se ha a che fare con il posizionamento della tetta o con una più promettente applicazione sessuale del reggiseno: tipo forse un imbragatura di sicurezza per estremismi architettonici come l’elicottero o la spiderman?) - e poi ancora per le coccole in relax del dopo-orgasmo un dolce casto pigiamino con le bocche sbaciucchianti, sempre della collezione sanvalentino di Yamamay - che ve ne pare?

E se ostriche e sashimi l’avete già vomitati e vi è venuto un certo languorino intanto che pomiciate, nessun problema, c’è la Victoria Secrets che davvero si è distinta nell’ideazione di sexy accessori da dessert-preliminare: toh, hanno messo insieme il materiale da pittura commestibile (”sexy icing”: sexy guarnizione), tre vasetti e pennellino al gusto di vaniglia fragola e cioccolato, c’è il barattolone nannimorettiano di cioccolato spalmabile e l’olio per massaggi “baciabile”; il tutto lussuosamente riunito in un praticissimo kit a forma - pensa! - di cuore, che contiene proprio tutto (olio, pittura commestibile e cioccolato). Per completare il quadretto, direi che potreste dirigervi al bidet indossando un paio di comodissime infradito Yves Saint Laurent (col cuore!), un bel anellazzo Gucci (a cuoricini!) sul mignoletto, e per giocare, mentre siete là sedute che vi date una lavata, sparate nel buio della camera da letto sul faccione del vostro lui mezzo addormentato un bel raggio d’amorosità laser “amo’ ehi amo’ guarda qua amo’!”: per un originalissimo inconsueto finale di serata nella sala d’aspetto del pronto soccorso oftalmico.


Desperate incarriera-wives: Lipstick Jungle

La letteratura per malvestite trentenni subacculturate e shopaholiche che sognano una vita avventurosa frizzantina e di successo con il guardaroba di Barbie e le amichette bla-bla-confidenzamaniache nel caotico spietato mondo impiegatizio metropolitano moderno pesca sempre dallo stesso ristrettissimo assortimento di mattoncini narrativi da montare variamente a seconda del risultato desiderato (più bionda? meno bionda? ha tradito? tradirà? tradita?), che rimane dunque in ogni caso una scialbo debole noioso mescolìo delle solite cretinerie shakerate sul tema “si può essere incarriera senza perdere in Femminilità?”.

Che è una di quelle stupide domandone da libro delle risposte (risp: “Mangia meno carboidrati”) su cui è stato costruito più o meno il novanta percento dei filosoficissimi redazionali da settimanunucolo femminile negli ultimi vent’anni (il restante dieci per cento: “bisogna mangiare meno carboidrati?”), una domandona cioè certamente di gran successo, un immortale evergreen del vuoto ciarlare autoreferenzial-malvestito. Ed ecco allora che arriva dalla ‘mmeriga, che in questo campo qua del telefilm patinato frivoletto e malvestito sono avanti anni luce, una produzione nuova di zecca lussuosamente infiocchettata che copiaincolla sì molte cose dal fratello maggiore sex and the city ma si presenta in salsa più matura, più drammi esistenziali da sgallettata overquaranta piena di responsabilità lavorativo-casalingo-familiari, zero bizzarrie surreal-umoristiche (che era forse l’unico motivo per spararsi una puntata l’anno di sexandthecity: i deliranti pruriti di Samantha Kim Cattrall).

Guardatevi qui sotto il didascalico videuccio che ho tratto dalla prima puntata di Lipstick Jungle. C’è dentro tutto quanto possa stuzzicare la fantasia della malvestita-tipo che sì sì sì voglio essere così, intelligente impegnata realizzata col power-tailleurino ma anche Donna Vera Vera, che significa in pratica ok va bene il lavoro la famiglia e tutto ma anche la Chloé di pelle bianca la serata con le amiche a spettegolare bevendo tavernello e le Blahnik tacco 10.

Gli ingredienti sono quelli giusti, tutti solidi classicissimi stereotipi narrativi chickletterari: la sequenza d’apertura delle scarpette che si fanno largo nel grigio ingorgo cittadino con musichetta allegra-gasante (e notate vi prego il profondissimo sottotesto per cui di una Donna Vera Vera il carattere lo si può intuire dal tipo di scarpa: la goffa dolce ce l’ha comode basse da vecchina, l’aggressiva cattivona c’è l’ha spillate con un po’ di zeppa roooar, la fashionaria eccentrica c’ha i tronchetti mezzi rossi mezzi leopardati); ultraquarantenni al top del top iperstressate con un miliardo di cose da fare ma ancora bellissime dinamiche giovanili e attraenti (oh quasi mi viene voglia di iscrivermi ad un Circolo della Libertà); l’alta borghesia sì che fa gola ma neanche troppo alta alta, che sennò la cassiera della Conad come fa a identificarcisi (e poi non le viene voglia di bruciare due mensilità per la Chloé di pelle bianca e le Blahnik tacco 10, “ah! sono la Carrie italiana!”); sono ricche e potentissime ma in fondo ebbene sì persone normali e semplici coi problemi delle persone normali semplici e quando gli dice male si mettono in pigiama e frignano sulle spalle delle amichette del cuore (al posto del cioccolato caldo, però, la più sofisticata vinazza); una delle protagoniste alle prese col tipico dilemma sondaggistico-studioapertiano della donna lavoratrice, posta di fronte alla scelta famiglia o carriera, col marito fighetto che si sente umiliato perché lui non fa niente ed è mantenuto (uuuh che pathos, mai visto, il capovolgimento della coppia tradizionale!) e si scambiano sms a proposito della separazione in bimbominkiese; un’altra che c’ha il marito professorone intellettuale con la testa tra le nuvole e non ci fa più sesso da una vita così lo tradisce col tronista pompatissimo ma poi se ne pente (be’ ma che coraggiosi, affrontare così di petto il problemone della routine che uccide la passione!); e poi infine la fashiondesigner single un po’ svampita che se la fa col maschilista strabilionario che ci fa l’arguto provocatore cuor di pietra ma che alla fine si scoprirà, lo sappiamo tutti, che invece era buono buono inside.

Direi che non c’è miglior commento di questo qui che ho trovato su ibs - ah sì giusto perché LJ è tratto da uno dei capisaldi della chick lit, l’omonimo romanzo di Candace Bushnell - cito: “Scorrevole e carino… Voto 4 perchè mi è piaciuta la borsettina!” (in omaggio col libro c’era “la borsettina”).


Malva News, puntata #1

Allora il titolo rimane questa ciofeca qui, provvisoriamente, perché ancora non ne ho trovato uno che mi convinca. Per le migliorie tecniche mi sa che dovrete aspettare qualche altra puntata, è parecchio più complicato di quanto credessi, e poi col fatto che ho tentato un montaggio un pochino più ahah-simpatichetto, non immaginate quanto tempo c’ho messo. Grazie a Pam che me l’ha un po’ ristrutturato, e grazie alla Voce Timida per la pazienza. Sotto il video, dopo il “continua a leggere”, la pagina 777 per noniutubbanti. E insomma tenete duro che per la puntata numero mille sono sicura avremo un nome sghicissimo ed effetti speciali da urlo.

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Malva News, puntata pilota

Il video che trovate qui sotto è il pilota di una cosa che si chiamerà Malva News [*], o almeno questo è il suo titolo provvisorio (lo so manco a me sembra granché originale - se avete qualche idea migliore: sono tutta orecchie). Dovrebbe diventare (forse, se non vi fa vomitare - impossibile, è sgangherato ma già strepitoso!) l’appuntamento settimanale con il commento alle più infime putride orrorifiche notiziacce di malvagossip internazionale. La Voce - bellissima - ha deciso di restare anonima.

Vorrebbe anche essere un modo per dare risalto ad una piccola parte almeno delle cose divertenti che si scrivono sul forum: nel capitoletto dedicato ad Amy Winehouse, ad esempio, sono citate SaintJust e AnLi. Dateci un’occhiata insomma e ditemi che ve ne sembra - non giudicatelo troppo severamente però, non avevamo mai fatto una cosa del genere prima (non io né tantomeno la signorina Voce), miglioreremo, prometto che miglioreremo!

Ah per chi non lo sapesse, a proposito dell’ultimo capitoletto sul pappone scientologo e le sue tecniche di rimorchiaggio, si parla di questo e questo. E vi prego perdonate alla Voce il suo “obumidamento”, che secondo me suona pure meglio della parola quella vera.

[*] sì il nome provvisorio è ispirato allo star news del corriere, ma volete mettere? quei flaccidi strabanalotti temini da seconda elementare non sono nemmeno degni di allacciargli le scarpe al malva news, tzé