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Tremila bimbominkia!

Non è che voglio mettervi ansia ma dovete sapere che ci sono intere regioni di questo blog che c’hanno la bandierina che sventola e tutto un mega-contingente di carroarmatini bimbominkia dominanti - per esempio il post sui take that, che ormai lo chiamano “il nostro forum” - continuano ad aggiungersi rinforzi e rinforzi bimbominkia che già premono minacciosi ai confini e io mi sento come il giocatore di risiko che gli fregano una carta alla volta finché poi alla fine gli rimane solo un dadino blu e lo stupido accerchiatissimo Kamchakta.

Ieri, nel cuore dell’area cinquantuno delle forze bimbominkia, l’inaccessibile post sui tokio hotel, s’è superata la quota dei tremila commenti (è stata Idraelen a raggiungere la vetta - e senza ossigeno, in solitaria!), una quota terribile che ben dimostra la natura disumana dei nostri nemici (solo dei selvaggi cannibali senza dio possono forumizzare una pagina che a ricaricarsi ci mette un quarto d’ora), per cui ho pensato di dedicare al tragico evento questo piccolo post: gruppo di bimbominkia super-in-tiro nel bel mezzo di una riunione sabato pomeridiana.

tremila bimbominkia!

Il disegno m’ha stremata dunque sarò breve nella descrizione, partiamo da sinistra. (Siparietto romantico-bimbominkia) bimbominkia maschio seduce con cappellino sdrucito (1) zippo tarocco (2) e calzino-portadolci-della-befana la bimbominkia femmina con borsa classicissima emily the strange (3) mèches evidenziatore (4 - manicure pendantizzata) e canottierona moscia con fantasia ad alfabeto cuneiforme. Poi: emo-ciuffo laccato (5), doppia catenozza e stivalone robzombie che va a sciare (6); scozzesume con spille da balia finto-punk avril lavigne (7) e cinturozza borchiata larghissima a mo’ di hula hoop (8); manette che ornano la tracolla (9), due chili di peluche e gadget vari appesi (10); felpona marca nirvana (ah no, non era una marca di magliette?) e occhialoni paris hilton (11); frisettatura schiarita del ciuffo davanti (12), ciocche sul cucuzzolo durissime sparate per aria (13 - ancora sanguinolente dell’ultimo piccione infilzato), borsetta quadrata nightmare before christmas (14), gonna a balze rosa leopardata con rifiniture pellacee lucide (15) e felpona balloonara (16); scaldamuscoli (17 - ricavato dal pantalone stesso - basta tagliarlo a metà e lasciar cadere il pezzo di sotto) e rosario di dadini da specchietto retrovisore (18).

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Malvagiuria, come e dove - Malvestita #304

malvapride 2008E anche questo malvapride s’è concluso gloriosamente - grazie! - siete state tutte meravigliose stupende malvestitissime da far perdere la testa, ma è giunto il momento delle votazioni, soltanto le tre migliori malvapraiders occuperanno un regal scranno nell’olimpo malvestito. L’udienza plenaria della malvagiuria avrà luogo sul forum, in questo topic qua - che è aperto a tutti, chiunque può esprimere una o più preferenze (non c’è bisogno di essere registrati al forum per lasciare un messaggio) - e c’è pure un riepilogone mostruoso per chi s’è perso qualcosa. I lavori della malvagiuria termineranno mercoledì 30 gennaio: avremo allora finalmente i nomi delle tre nuove malva-divinità a cui offrire eterna devozione e - ovviamente - i malvadoni sacrificali (il dvd con Nino D’Angelo, i completini di Barbie e il telefono Smack).

Riprendiamoci intanto dal vertiginoso stress malvapraidaro con una classicissima malva-mammina d’alta scuola, tanto tanto felice di portare a passeggio i marmocchi incostumati che zigzagano frenetici smitragliando coriandoli da tutte le parti.

malvestita che ama tanto i suoi marmocchi carnevaleschiLa malvamma di gran classe c’ha il giubbetto nero fatto di domopack rilucente (1) con le estremità elasticizzate marroncine (lo stesso color lassativo che ritroviamo pendantizzato sulla borsa - 2 - un coso lungo e informe ornato di bulloni argentati, intrecci nodosi e spine di pelle dura - praticamente un roveto) da cui fuoriesce una ciambelletta strizzata di tessuto golfiniano (3) che le fa da strato concentrico a mo’ di sopragonnellina della mini di jeans (4 - sulle natiche didietro, non si vede, c’ha due chiazzone a forma di manata finto-scolorite) e poi le calze piastrellate a rombi con surplus di lineette attorciglia-occhi (5). Molto interessanti gli stivalozzi mosci (6) che presentano una coppia ciascuno di placche borchiettate (interno-esterno), da cui pendono quattro catenelle di adamantio che possono essere utilizzate se occorre come guinzaglio per i marmocchi (ma solo in casi di estrema necessità: per esempio quando si è in strada, squilla il cellullare e una mano è già impegnata con la sigaretta - in quel caso sarebbe meglio agganciarli).

I marmocchi, per l’appunto, di sicuro già cerebralmente hiroshimizzati dall’inarrestabile tabagismo materno (5 - d’altra parte se non ci si può spippettare mezzo pacchetto quando li si porta a spasso, oh, sai che noia mortale - a tu per tu con il vuoto cosmico), dimostrano fin dalla loro tenerissima età un’attitudine malvestita niente affatto comune, esemplare anzi, direi. Guardateli là cosa si son fatti comprare al toys center: potevano forse scegliere di meglio? Accidenti no! Davvero non è possibile immaginare un costume carnevalizio per bburinetti in erba che sia più appropriato di questi due qua, il manesco pompato alla gommapiuma col tatuaggione gotico sull’addome (6) e lo scemino supercampione analfabeta col cervello di un coetaneo e il tutone sponsorizzato più casco integrale per ciechi (7 - il papi gli ha già promesso la minimoto per il natale prossimo) - un unico rammarico: se le veniva una femmina (mai dire mai, chissà, sovrappopolescion rulez) da toys c’era un costumino così bello, ah, che meraviglia, speriamo.

Scusa ma ti chiamo stronzo

Ok sono giorni che sto esagerando con le youtubbate, è vero, ma questa sul serio non potevo mancarla. Grazie ad una segnalazione di Belle vengo a conoscenza di Scusa ma ti chiamo amore, tratto dall’”imperdibile” romanzo omonimo e diretto dallo stesso Federico Moccia: protagonisti Raoul Guardarmi negli occhi è come guardare un furby Bova e l’esordiente Michela Sono uscita da un libro di principesse in cui facevo la scema del villaggio Quattrociocche (no ma secondo me dev’essere la figlia del gommista di Moccia - Quattrociocche in realtà è un nome d’arte ispirato alla carrozzeria del padre, Da Gigetto er Quattrorote). Ah e poi c’è il figlio di Vasco Rossi, Davide classe 86, che c’ha un carrierone davanti che secondo me chi lo sa dove può arrivare, sicuramente farà molto discutere vedrete la sua interpretazione nel prossimo impegnatissimo Albakiara con la K (non è uno scherzo - protagonista Raz Degan - non è uno scherzo! [*]).

Il trailer qua sopra ve lo siete visto? Allora c’è la vociona narrante che sembra uscita da una pubblicità di smacchiatori per pavimenti che ci introduce con un paio di statistichette alla Cioè nell’universo parallelo della mente mocciana (che funziona così: dovete immaginarvi che Federico Moccia è un cinquantenne con la mente di un dodicenne bburino un po’ ritardato che cerca di immaginare come vanno le cose dei bburinetti più grandi - già coi tredicenni è un disastro poveraccio), c’è il gruppo di pischellette estroverse e disinibite “sesso sesso sesso” (a diciassette anni si è già una donna “serena e tranquilla”, dice Moccia, l’unico scopo della tua vita è scopare come una matta - tradotto), c’è il gruppo di maschioni trentenni in carriera che pensano solo ai mignottoni biondi che ciucciano “i bananini” (che diavolo è un bananino?), ci sono le canzoni e il concertone degli Zero Assoluto (Q.I.) che si sa ai pischelletti bburini gli piacciono un sacco, c’è la sfida Raoul Bova (il trentenne dal cuore puro) versus Davide Rossi (l’hippopparo manesco e fattone) e c’è la storia d’amore ovviamente proibita e piena d’ostacoli che inizia con uno scontro fortuito KissMeLicia e si risolverà in un bell’amplesso sulla spiaggia di torvajanica (”è la tua prima volta mio giovanissimo amore?” “seeee cor cazzo, vie’ qua!”).

Non è stupendo? A me Moccia fa venire in mente quei racconti di fantascienza dove c’è il protagonista che sta costruendo la macchina del tempo ed è devastato dal dilemma morale, il classico “sarebbe giusto tornare indietro per uccidere il dittatore sanguinario?” Boh, secondo me sì.

[*] ah e poi, giusto per aggiungere inverosimiglianza all’inverosimiglianza: è prodotto dalla Kappafilm - e comunque, be’, date un’occhiata alla sinossi, è un delirio mai visto di luoghi comuni sulla gggioventù di oggi ispirato ai servizi scandalizzati di studio aperto e tg4: dal backstage, pare, trarranno pure un reality show, argh

Winx il film

Mi sono dimenticata di segnalare questo video qui, apparso su repubblica una decina di giorni fa durante la festa der cinema, che forse non lo sapete ma c’hanno presentato il film delle Winx, una robaccia inguardabile realizzata con quello stile rozzo e sempliciotto da computer grafica della bisnonna (eh, ma va così di moda la cgi! a fare ste schifezze ci vogliono due settimane di lavoro e poi, oh, le bimbette sceme figurati se s’accorgono della differenza coi topi pixar), nell’ormai consolidata tradizione del filmetto lowcost ispirato alle bamboline graziose coi vestitini da supermercato, Barbie e Bratz, tutti uguali.

A parte alcune scene dal film che non dovreste perdervi per nulla al mondo (memorabile la battuta, sagacissima, “yu-uh, c’è nessuno? niente, peggio di un centro commerciale il lunedì”); a parte gli sgambettii delle Winx personificate, che sarebbero praticamente le Pussycat Dolls fatte e finite, ma appena un tantino più orientate sul kidult, sorrisini e smancerie infantili, più asilo nido e meno bordello sin city, zero riferimenti a pompini e sexy sculacciate (per questo c’è tempo, intanto che s’imparino da subito i fondamenti del malvestitismo zoccola-oriented); a parte le mamme bburine con gli occhi luccicosi di emozione che rivedono nelle Winx se stesse da piccine e quel loro sogno infranto di tanto tanto tempo fa, eeeeh (sospirone), diventare un giorno ammiratissime fatine bòne scosciate e canterine (adesso invece fanno le banchiste alla Pam, c’hanno un culo basso così e il massimo che possono permettersi è il pellicciotto di plastica sul collo della giacchina di finta pelle); a parte tutte queste cose, però, se c’è una cosa interessante nel video a me sembra l’intervista a Iginio Straffi, il tipo che se l’è inventate, le Winx.

Dopo una veloce tiratina iniziale con le solite menate sul bene e sul male, l’amicizia l’amore e bla bla, Iginio Straffi molto onestamente si rivela per quello che è: niente più che un buon ragioniere che s’è imparato alla perfezione i classici modi della retorica piccolo-confindustriale da studio televisivo. Giustifica l’esistenza delle scimmie in gonnella raccontandoci del suo probo responsabile e quasi solidaristico reinvestimento dei guadagni, della grande occasione commerciale per il nostro paese, del filmaccio anzitutto come possibilità di far rientrare in italia tanti cervelli che sono scappati all’estero (eh, ma ci pensate? la fuga dei cervelli, risolta! ci pensate? grazie al film più stupido di tutti i tempi! chissà quanto son contenti i cervelli!), e alla giornalista che gli chiede com’è che si concilia la tiratina moralisto-banal-fantasy-cristiana col fatto che le Winx poi in realtà sono delle consumiste shopaholic isteriche mezze pazze e sommergono le bimbette con inarrestabili tsunami di merchandise sfrenato, lui da vero ragioniere non fa una piega, forse neanche capisce la domanda, e impassibile risponde che le Winx non ci pesano mica sulle tasche delle famiglie italiane, accidenti no, basta guardare le statistiche, nessuno compra più barbie e bratz, perché le Winx, molto semplicemente, si sono mangiate tutto il mercato.

di Betty Moore, 7 novembre 2007

Categoria: infanzia perduta, semo bburini

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Malvestita #292 - Bimbominkia

malvestita bimbominkiaDi solito preferisco snobbarli i malvestitismi adolescenziali: tutti ci cascano e non c’è modo di tirarsene fuori, sono come l’acne giovanile o le dita nel naso, non c’è niente di male. Poi crescendo capisci che Bill Kaulitz non è precisamente quel che si dice un modello da imitare, trovi qualche intelligente strategia per metterti le dita nel naso di nascosto (io lo faccio mentre mi chino ad allacciarmi le scarpe) e le cose cominciano a cambiare. Di solito malvestite così le ignoro e basta, a meno che non mi capitino esemplari davvero eccezionali, cose tipo lei, ve la ricordate? Oppure lei.

Ma dal giorno che c’è stata la guerra dei mondi, tra le macerie di quello che era rimasto del blog, semidistrutto dal bombardamento di testate X e testate K, è da quel giorno che mi frulla di dedicare un piccolo spazietto anche a loro, le malvestite adolescenti che si possono genericamente raggruppare nell’insieme cosiddetto delle “bimbominkia”, quel genere là (all’anagrafe - secondo gli esperti zoologi – tra i 9 e i 16 anni).

Prendiamo ad esempio il caso di questa malvestita numero 292. Come si può riconoscere una malva bimbominkia? Facile: le malve bimbominkia non sono capaci di comprendere e interpretare appieno un ruolo ben definito, ancora è lontano il momento in cui finalmente decideranno se buttarsi da questa o quell’altra parte, il loro è un malvestitismo confuso, acerbo e un po’ sconclusionato: toh, la 292 presenta un incoerente minestrone random di ingredienti pseudo-gotico timburtoniani emo gelatinosi e kidult in abbondanza (i primi rigurgiti di quella spinta all’esibizione di straziante solitudine e incomprensione romantica “cioè io sono diverso”, da una parte, gli urletti entusiasticamente infantili e le emoticon ghignanti con i martelletti dall’altra - tendenza quest’ultima ancora decisamente prevalente nella 292). Il tutto sopportato con una sghemba goffaggine, con imbarazzo quasi, anni luce indietro quell’aria di naturalezza posticcia con la quale poi, pian pianino, impareranno a darsi un certo qual contegno di maturo e consapevole malvestitismo (sia esso fricchetton indie boho intelletual coatton chic quel che vi pare).

Cavalcando l’onda delle attuali tendenze malva-giornalettistiche, la bimbominkia 292 si porta appresso mezzo metro di converse all star a stivaletto (1 - Andrea me n’ha segnalate un paio bellissime, in tema), simbolo di punk ribellione ultima maniera (“no! no e no! stasera gli spinaci non me li mangio!”) e delle cattivissime calze nere coi teschietti pirateschi ricamati (2), perfetta sintesi tra l’orrorifica provocazione e il reparto 012 della Benetton (ah, e c’è pure il ciondolo plasticoso a forma di lametta - 3 - suicide bimbominkia!). Passando per l’acconciatura sleccazzata con frangettina minuscola e stallattiti di capello distribuite (artisticamente) a casaccio, troviamo poi la salopette a pantaloncini corti (5) molto mainstream, che abbiamo già visto qui quo e qua, e che però la si tiene con mezza pettorina slacciata, così, giusto per darle un tocco di stravagante originalità (dov’è finita la bretella mancante? mistero). La deriva kidult raggiunge i suoi picchi più alti nell’assortimento cromatico d’insieme, con la felpina lilla (4), la maglietta con paillettes e la pashmina, rosa tutte e due, gli occhialoni fucsia e il fermacapelli a forma di farfalla (6), tipicissimo, un punto fermo della biblica predicazione kidult (e Noè disse: “salgano una coppia di fermacapelli per ogni specie animale”).

Be’, riuscite ad immaginarvele voi centiaia di malve bimbominkia così, che per due giorni interi sono state a refresciare continuamente il blog, tutte con i loro tre o quattro alias diversi, strepitando e dandosi manforte l’un l’altra – non fanno paura?

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