|
|
Malvestita #322
Lo spasimante della trecentoventidue ha visto su retequattro la valletta analfabeta ex viados che raccontava della tresca col sessantenne lucertolone obeso multimilionario e di quanto lo ama tantissimo perché lui sì che la fa ridere, e poi anche sull’ultimo numero di men’s health nella rubrica L’ultima scians (firmata Max Drago - alterego viagrizzato di Francesco Alberoni) c’era scritto che l’umorismo è la bomba h della seduzione (meglio se combinato ad un completo nero di satin con la camicia spalancata sul petto depilato, cocktail esotico con olivetta più ombrellino e pied-à-terre superattico arredamento minimal smaltato nero lucidissimo), e così lui per il secondo appuntamento con la trecentoventidue ha scelto un film che già solo il titolo è una roba da sbellicarsi, 3ciento.
Gli è andata bene: la trecentoventidue se n’è uscita dal cinema che rideva come una matta, lui che le farfugliava appresso di questa o quella scenetta tanto tanto buffa (”e… e… e serse che è ciccione e si strappa il capezzolo? e… e… efialte che è paris hilton handicappata?”) lei che faceva sì sì entusiasta trattenendo maliziosamente la risatina con la linguetta all’insù (1 - mossa difficilissima! ci vogliono ore e ore di addestramento al simulatore; ancora più difficile con la manina melliflua fintotimidina davanti alla bocca - posizione impossibile però in questo caso, ché la nostra malva c’aveva da reggere il cilindrone dei popcorn - 2 - e doveva scostarsi continuamente la palandrana-cardigan di lanetta cappucciata - 3 - che rischiava di coprirle quella meraviglia di leggero vestitino inguinal-sbarazzino di finto chiffon - 4 - con fantasia floreale e scollatura arricciata).
E a parte le suddette malvaschifezzuole, se vi interessa, c’aveva un borsone guess multilaccettato coi monogrammini bburinetti dappertutto (5), gli stivalazzi cowgirl (6) sulle calze color fesa di tacchino (7 - due giorni fuori dal frigorifero), l’inutil-cinturone collage di quadratini dorati (8) il cui unico scopo è evidenziare la cascante moscezza addominale e il cui fibbione metallico rotondo pendantizza gli orecchini-doblone dei pirati dei caraibi (9 - e quindi forse si spiega tutto, poverina, è maledetta).
di Betty Moore Collezione: l'amore ai tempi delle malvestite, regine del pendon't 62 Commenti
Coppia malvestita #26 - endorsati da dio
Secondo me sperano che a un certo punto alla fine delle elezioni, come succede quando sei piccolino e metti qualcosa ai voti coi tuoi genitori - e perdono loro - sperano che arriva dio padre nostro (quello biblico serialkiller permalosissimo) che dice “col cazzo, il mio voto vale doppio” e gli manda alle camere qualche unto rappresentante - che ne so sicuramente il leader, quella molesta isterica sagomina ritagliata nel tetrapak (funziona tipo le lattine finte di cocacola che quando fai rumore ballano, lui al contrario gli metti un microfono davanti e fa rumore), o il filosofo papalino della anti-scienza o l’ex governatore cicciobello cogli amichetti mafiosi o sua altezza principessina del tennis club parioli col faccione da redattrice di mariadefilippi.

Secondo me quel dio là irragionevole egoista profittatore c’ha molto a cuore le sorti di gente così, e ci scommetto che gli darà una manona a superare lo sbarramento: è per questo che ha infuso sovrumane capacità di persuasione agli evangelizzatori stradali udiccini, simpatici ometti che ti vengono incontro col volantino scudocrociato, quel loro umile malvestitismo che è tipico della retta immacolata cristianità ciellina (annacquatissimo fighettismo bbene più fashion-arretratezza da cestone) - più sul versante grullo della facoltà d’economia università privata lui (col suo giacchettino casual lanaricca - 1 - il riportone precoce zacefroniano - 2 - la camicetta aperta sulla collanazza d’oro della comunione - 3 - le onitsuka tiger comprate ieri pulitissime - 4) più sulla ottava figlia di una medio-bassa famigliola di piccioni cattolici iper-riproducentesi lei (col suo giubbotto peloso informe - 5 - i pantaloni tasconati come andavano vent’anni fa tagliati a pescatore perché ne servivano di nuovi per la nona sorellina appena nata - 6 - gli ornamenti perlinacei fatti coi ricekrispies - 7 - l’immancabile crocifisso - 8) - e poi ovvio in primo piano il loro marchio di fabbrica numero uno, l’insopportabile ghignetto da consultorio (9), non un facile sorrisino qualsiasi ma una complicatissima impostazione maxillofacciale che richiede anni e anni di duro catechismo e di messe e di preghiere e di campeggi azionistici con la chitarrina intorno al fuoco cantando la gloria di dio e di rapporti sodomitici consumati in macchina col fidanzatino per preservare la verginità matrimoniale: solo allora forse se avrai vissuto nella verità del signore potrai modellare a piacimento la tua espressione vacuamente ebete su quel benevolo modesto patetico comprensivo commovente ghignetto con la stellina luminosa di speranza che “io capisco le tue sofferenze io sono con te io voglio la tua felicità” - ti farò passare le pene dell’inferno prima d’abortire - “pensaci bene, cara, vogliamo parlarne un po’ insieme?”.
di Betty Moore Collezione: allucinazioni, l'amore ai tempi delle malvestite 164 Commenti
Malvestita #319 - scrotale
A volte succede che il maschio malvestito quello doc al centopercento sia travolto da un improvviso incontenibile raptus bogartiano-ormonale: abbranca rudemente la femmina malvestita (che reagisce svogliata, con uno squittio finto sottomesso-scandalizzato), la strizza, le dà un colpo di clacson (1 - lei sbadigliando: “e daje amo’ che ce vedono tutti”), la poveretta non fa neanche in tempo a sputare la gomma (che non è una gomma, è un omino esploratore microscopizzato in balia del maremoto salivoso) le si avventa addosso (approfittando dello sbadiglio) col boccone umido sturalavandini e le fa un lungo dettagliatissimo esame ortodontico, lì per lì, in mezzo alla strada.
Sono disgustosi spettacolini di ravanaggio apnoico coi quali è soddisfatto il desiderio bburino d’affermazione pubblica della propria piena attività sessual-passionaria, che viene ostentata attraverso un meccanico frigido ma vistoso slinguazzare e qualche annoiato struscio-palpeggìo da manuale del viril-pomiciamento. Insomma, un classicone dell’amorosità iperbburina. E può sembrare il caso banale normalissimo di questa nostra malva trecentodiciannove - nella fase di clacson-slinguazzo - ma invece no.
Fosse stato un lettore delle malvestite chissà magari se ne accorgeva anche lui, il maschio doc centopercento, avrebbe scrutinato pezzo per pezzo l’abbigliamento della malva, il giaccone gonfio salvagente (2) la palandrana sottoveste moscia (3) i fuseaux pizzettati (4) lo stivale coi festoni stesi fuori dagli oblò (5), e poi alla fine perplesso si sarebbe fermato là, sulla borsetta saccoccia monocellulare (6 - “portacriceti”, la chiama SaintJust): e così la volta dopo c’avrebbe pensato per benino prima di farle da dentista, perché la forma fiacca bipartita e non solo pure il colorino pelle mummificata e i pochi ricciolini superstiti alla concia sono inequivocabili, è evidente, si tratta dello scroto del suo ex.
di Betty Moore Collezione: l'amore ai tempi delle malvestite, maschioni, semo bburini 80 Commenti
Amo’ il perizoma di cioccolato è simpatico ma me se scioje tra i peli (un casino)
Accanto al languido cip-cip di bacetti carezzine e seilapiùbelladermonno ptciù-ptciù tigiuro-persempre whitneyhoustoniani, l’orsacchiotto tenero col naso lampeggiante a forma di cuore, il cuscino di lupo alberto che bracca la gallina, il regalo originalissimo che non t’aspetti (”Hai esaurito la memoria del tuo cellulare per conservare tutti gli sms del tuo amore? Trascrivili uno per uno, stampali e potrai creare un libro personalizzato che racconti la vostra storia dalle prime schermaglie amorose ad oggi” - qui), il tavolo con la candela d’atmosfera accanto al gabinetto del ristorantino etnico, il menu afrodisiaco (ostriche, sashimi, cioccolato al peperoncino, champagne, diarstop) e i due euro al pachistano ambulante vendi-rose va be’ giusto perché oggi è oggi, accanto alla solita romanticissima trafila (ah! la wishlist sanvalentiniana in stile lista di nozze: qui), messo da parte l’asessuato angelico platonismo disneyano del cavaliere azzurro a cavallo della sua smart bianca col pupazzetto di winniethepooh che gli penzola dallo specchietto, oltre allo shopping peluche-gadgettistico più tradizionale, c’è anche la possibilità di sistemare eroticamente al meglio la fase più importante della copula dopocenistica tematizzandola con l’acquisto di uno tra gli innumerevoli malvestitissimi completini intimi disegnati apposta per l’occasione.
Grazie ad una divertente discussione forumistica avviata da Cetty (discussione presto tramutatasi in una impudica sequela di aneddoti porno-demenziali) ho scoperto che ci sono un sacco di marche malvestite che hanno in catalogo delle sexy irresistibili robine per la bollente nottata del quattordici febbraio: per esempio, se la cosa può interessarvi, potreste prendere in considerazione un grembiulino schiava-casalinga Intimissimi per solleticare la bullaggine dominante-imperial-maschilista del vostro lui (se il grembiulino non v’attizza e covate qualche recondita un tantino perversa passione avicola, be’, potete sempre ripiegare sul due pezzi di fenicottero rosa della Tezenis), e sotto che ne dite mi sembra ci stiano a fagiuolo degli appendini a ventosa copricapezzoli, ce ne sono diamantati della Yamamay ma anche forse più adatti quelli cardiaci col tirasciacquone della Agent Provocateur (oppure altrimenti, cito dal sito della Wonderbra, “per la festa degli innamorati stupiscilo con un bellissimo reggiseno multiposizione“, che a dire il vero non si capisce se ha a che fare con il posizionamento della tetta o con una più promettente applicazione sessuale del reggiseno: tipo forse un imbragatura di sicurezza per estremismi architettonici come l’elicottero o la spiderman?) - e poi ancora per le coccole in relax del dopo-orgasmo un dolce casto pigiamino con le bocche sbaciucchianti, sempre della collezione sanvalentino di Yamamay - che ve ne pare?
E se ostriche e sashimi l’avete già vomitati e vi è venuto un certo languorino intanto che pomiciate, nessun problema, c’è la Victoria Secrets che davvero si è distinta nell’ideazione di sexy accessori da dessert-preliminare: toh, hanno messo insieme il materiale da pittura commestibile (”sexy icing”: sexy guarnizione), tre vasetti e pennellino al gusto di vaniglia fragola e cioccolato, c’è il barattolone nannimorettiano di cioccolato spalmabile e l’olio per massaggi “baciabile”; il tutto lussuosamente riunito in un praticissimo kit a forma - pensa! - di cuore, che contiene proprio tutto (olio, pittura commestibile e cioccolato). Per completare il quadretto, direi che potreste dirigervi al bidet indossando un paio di comodissime infradito Yves Saint Laurent (col cuore!), un bel anellazzo Gucci (a cuoricini!) sul mignoletto, e per giocare, mentre siete là sedute che vi date una lavata, sparate nel buio della camera da letto sul faccione del vostro lui mezzo addormentato un bel raggio d’amorosità laser “amo’ ehi amo’ guarda qua amo’!”: per un originalissimo inconsueto finale di serata nella sala d’aspetto del pronto soccorso oftalmico.
di Betty Moore Collezione: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite 72 Commenti
Scusa ma ti chiamo stronzo
Ok sono giorni che sto esagerando con le youtubbate, è vero, ma questa sul serio non potevo mancarla. Grazie ad una segnalazione di Belle vengo a conoscenza di Scusa ma ti chiamo amore, tratto dall’”imperdibile” romanzo omonimo e diretto dallo stesso Federico Moccia: protagonisti Raoul Guardarmi negli occhi è come guardare un furby Bova e l’esordiente Michela Sono uscita da un libro di principesse in cui facevo la scema del villaggio Quattrociocche (no ma secondo me dev’essere la figlia del gommista di Moccia - Quattrociocche in realtà è un nome d’arte ispirato alla carrozzeria del padre, Da Gigetto er Quattrorote). Ah e poi c’è il figlio di Vasco Rossi, Davide classe 86, che c’ha un carrierone davanti che secondo me chi lo sa dove può arrivare, sicuramente farà molto discutere vedrete la sua interpretazione nel prossimo impegnatissimo Albakiara con la K (non è uno scherzo - protagonista Raz Degan - non è uno scherzo! [*]).
Il trailer qua sopra ve lo siete visto? Allora c’è la vociona narrante che sembra uscita da una pubblicità di smacchiatori per pavimenti che ci introduce con un paio di statistichette alla Cioè nell’universo parallelo della mente mocciana (che funziona così: dovete immaginarvi che Federico Moccia è un cinquantenne con la mente di un dodicenne bburino un po’ ritardato che cerca di immaginare come vanno le cose dei bburinetti più grandi - già coi tredicenni è un disastro poveraccio), c’è il gruppo di pischellette estroverse e disinibite “sesso sesso sesso” (a diciassette anni si è già una donna “serena e tranquilla”, dice Moccia, l’unico scopo della tua vita è scopare come una matta - tradotto), c’è il gruppo di maschioni trentenni in carriera che pensano solo ai mignottoni biondi che ciucciano “i bananini” (che diavolo è un bananino?), ci sono le canzoni e il concertone degli Zero Assoluto (Q.I.) che si sa ai pischelletti bburini gli piacciono un sacco, c’è la sfida Raoul Bova (il trentenne dal cuore puro) versus Davide Rossi (l’hippopparo manesco e fattone) e c’è la storia d’amore ovviamente proibita e piena d’ostacoli che inizia con uno scontro fortuito KissMeLicia e si risolverà in un bell’amplesso sulla spiaggia di torvajanica (”è la tua prima volta mio giovanissimo amore?” “seeee cor cazzo, vie’ qua!”).
Non è stupendo? A me Moccia fa venire in mente quei racconti di fantascienza dove c’è il protagonista che sta costruendo la macchina del tempo ed è devastato dal dilemma morale, il classico “sarebbe giusto tornare indietro per uccidere il dittatore sanguinario?” Boh, secondo me sì.
[*] ah e poi, giusto per aggiungere inverosimiglianza all’inverosimiglianza: è prodotto dalla Kappafilm - e comunque, be’, date un’occhiata alla sinossi, è un delirio mai visto di luoghi comuni sulla gggioventù di oggi ispirato ai servizi scandalizzati di studio aperto e tg4: dal backstage, pare, trarranno pure un reality show, argh
di Betty Moore Collezione: allucinazioni, l'amore ai tempi delle malvestite 320 Commenti
Malvageddon #22 La velocità della luce dell’idiozia: invalicabile
I tipi e le tipe che partecipano alle trasmissioni di Maria De Filippi sono cavernicoli subumani con un cervello piccolo così situato nei microtubuli di un centriolo di una cellula dell’unghia di un mignoletto: questo è palese, ok, lo sanno tutti. Se c’è una cosa però che forse ignorate - niente paura, ci penso io - è il sottobosco di ammiratori scatenati che ai suddetti cavernicoli subumani nanoencefalici ha dedicato dozzine di osceni altarini internettiani.
I web-fan dei protagonisti defilippici sono subumani pure loro, più sub ancora dei loro idioli [1], tanto che a prima vista ti viene da scambiarli per fake: dici ma no dài impossibile, sono parodie, troppo cretini, ahah che buffo quasi ci cascavo molto divertente. Guardatevi questo, o questo, o questo.
Ce n’è un po’ per tutti, tronisti più o meno popolari ma anche semplici corteggiatori (ok che la venerazione monoteistica da tronista defilippiano è sì abominevole e contronatura, ma insomma, il tronista è pur sempre al vertice della gerarchia lelemoriano-vipparola - il corteggiatore invece bleah, una mezza calzetta), maschi o femmine non fa differenza (i web-fan, loro, sono al 99.9% di sesso femminile), non soltanto quindi sbavicchi di incontrollabile passione groupie per il muscoloso figaccione analfabeta, no no e anzi, tra le più attive ed esaltate ci sono le ammiratrici adoranti che si riconoscono e rivivono nei panni della bburinetta defilippica di turno il sogno di un amore romanticamente pacchiano tra serate in discoteca, macchinozze grandi, rose rosse, frasette idiote da terza elementare e sbaciucchiamenti con lo scimpanzè (sullo stesso genere, romantico “tutto-è-bene-la-storia-coatta-che-finisce-bene”, hanno un gran successo i siti dedicati alle coppie, quelli che stanno ancora insieme e quelli che non ci stanno più, ma speriamo che ci tornano, ehhh, secondo me ancora si amano).
I siti internet degli ammiratori defilippiani hanno spesso la forma di un blog, e sono tutti molto simili: il titolo è quasi sempre “il blog di”, dove il “di” è seguito dal nome della divinità prescelta (il che causa spesso un antipatico fraintendimento nell’avventore occasionale, che lascia commenti emozionatissimi credendosi in diretto contatto col suo idiolo, “ciao sei bello come il sole vieni mai dalle parti di Fossombrone?” - ma l’idiolo non sa manco che esiste, il blog [2]). Alcune interessanti coincidenze strutturali:
1) finestrella di benvenuto stile errore di windows che esorta a votare il blog in una cosiddetta top cento di uomini e donne;
2) homepage pesantissima che ci mette un’ora e mezza a caricarsi intanto che effettacci flash popup e java di ogni genere [3] ti impallano il pc e qualsiasi altro elettrodomestico in un raggio di cento metri;
3) immagini bitmap da duemila terabaits infiocchettate al di là di ogni limite di saturazione visiva da un profluvio di glitteramenti, fuochi d’artificio, scritte e scrittine luminescenti, una tempesta di riflessi lampi e luccichii ovunque;
4) header gigantesco composto da un collage fotografico bestof;
5) tre colonne, una centrale per i post e due laterali zeppe all’inverosimile di qualsiasi possibile immagine esistente al mondo dell’idiolo in questione [4].
Oltre alle millemiliardi di immagini, le colonne laterali contengono:
a) la scheda del tronista copiaincollata dal sito di uomini e donne;
b) una tagboard che funge da spamboard per promotori di iniziative similmente cretine (”ciao! lo sapevi che abbiamo aperto un blog su quel gran pezzo d’un ubaldo col tatuaggio del drago che sta sullo sgabello in terza fila a corteggiare Angela? vieni a trovarci!”);
c) il numero di telefono e gli indirizzi email di programmi televisivi e riviste spazzatura a cui il bravo fan dovrebbe costantemente rompere le balle lamentando le poche apparizioni del suo protetto, non è giusto (sono davvero commoventi, sigh sob, i messaggi di incitamento “dai ragazze, forza! aiutiamo Serena a realizzare il suo sogno!”);
d) la pubblicità cubitale - senza alcuna indicazione sui costi - della chat line telefonica del tronista/corteggiatore (eh sì, quasi tutti i tronisti/corteggiatori c’hanno il numero 899, paghi uno sproposito ma loro in cambio ti concedono una chiacchieratina in diretta, non è meraviglioso?);
e) il sondaggio, forse in effetti un tantinello di parte (”secondo te Giovanni è più supermegameravigliosamente bello, iperstupendamente bello, stradecisamente bello, o bello e basta?”);
f) esposizione del trashfeticcio numero uno: la dedica autografata su fazzoletto da naso usato;
g) esposizione del trashfeticcio numero due: la foto delle webfans, tutte rosse per l’eccitazione, avvinghiate all’idiolo che poveretto non è riuscito a scappare.
A leggere i post [5], poi, si imparano un mucchio di cose. Per esempio, io ho capito finalmente per cosa è che li pagano, questi tizi, quando vanno a fare le “serate in discoteca” [6]. Funziona così: allestiscono un palchetto abborracciato alla meno peggio, con una tovaglia da sfondo sulla quale vengono proiettate diapositive del tronista o spezzoni di Uomini e Donne, e nel frattempo il boss della discoteca, microfono alla mano, fa un paio di domande al tronista, tutte sul filone “parlaci dei tuoi progetti, di quello che stai a fà”; siparietto-intervista che dura sì e no cinque minuti, il tronista allora saluta e balla un pochetto, si fa offrire qualche drink, smollica da tutte le parti, sbadiglia in console. Non male, eh? Fa venir voglia di cedere al lato oscuro.
Ah, e poi ho imparato - finalmente! - qual è una delle principali fonti di sostentamento di monella vagabonda e figlie: i webfan dei buzzurri defilippiani, ma certo!, che stanno sempre là prontissimi a interpellare il tronista/corteggiatore sulla marca di questo e quello, “cos’era quell’orologio che avevi oggi? E i jeans di ieri? E il portachiavi? Che assorbenti usi? Il ciondolo di karina dell’ultima puntata è di Facco Gioielli, wow!”.
Il mio preferito è “Il blog di Paola Frizziero“: ex corteggiatrice (ma ehi, si vocifera di una sua prossima promozione a tronista), ex pupa del tronista (questo coso qui, Salvatore Angelucci, lungimirante sponsor della lussuosa oro 24 carati), una bburinotta napoletana doc, sguaiata massaia cicciottella, con una simpatica vocetta gracchiante dall’accento marcatissimo - anche per questo, per la sua fiera ignoranza da bassa-popolanità partenopea, adoratissima dalle compatriote (il blog non c’ha nulla di originale, ma va studiato appunto nelle sue peculiarità folkloristiche: “Paola si o sole nostro”). Segnalo inoltre le chattate di Paola con le fan, strabilianti (es. 1 - Paola, ringraziandole per un regalo [7]: “Ragà, grazie per la waterman! Era stupenda!”; le fan, scaltrissime, che hanno comprato la penna sborona ma della marca non hanno idea: “Cheeeeee????” “Per cooosaaaaaa??” “Eeeeehhh??” “Marooooooo, scrivi italiano Paolèèèèèèèèè” “Che stai a dìììììììì” “Boooohhhhhh”; es. 2 - Paola: “Ragazze, mi dispiace ma la serata del due novembre mi sa che salta”; le fan, disperate: “Nnnoooooo!” “Maròòòòò” “Suicidio di massa!” “Io avevo pure convinto mio marito” “Io avevo prenotato l’aereo!”).
Un altro blog fantastico, geniale, è quello dedicato a “Maurizio, l’amico sballone di Paola” (la Frizziero, di cui sopra), che per il solo fatto di essere amico di una vipparola scarsa, per una sorta di incredibile fenomeno di contagio osmotico della vipparolità, c’ha il fanclub pure lui. Ah ma certo, non fatevi ingannare dal titolo, “Il blog di Maurizio”: no che non è il suo blog, come tutti gli altri è in realtà “il blog delle fan di maurizio”, ma non prendetevela, che cavolo, vorrete mica che colgano certe sottilissime finezze.
[1] “idiolo” è un mio brevetto che deriva dalla fusione di “idolo” con “idiota”
[2] nel migliore dei casi, quando il defilippiano sa del blog e non vuole farci la figura di quello che non gliene frega niente (ma in realtà sì, non gliene frega niente), invia una tantum alle fan-sgallettate qualche simpatico messaggio tipo “oh tutto bene un bacione forte e domani serata a gabicce, veniateci!”
[3] scritte scorrevoli, puntatori animati che lasciano scie chilometriche di cuoricini, musica di sottofondo così pesante che si carica dieci minuti dopo che tutto il resto ha già finito (occhio che io, ieri, m’ero dimenticata un sito di questi qua aperto, minimizzato, e all’improvviso mi sento la voce di Eros Ramazzotti che starnazza dal pc, m’è preso un colpo)
[4] immagini a volte enormi, non ridimensionate, che provocano un abnorme gonfiaggio delle colonne e di conseguenza della pagina, che va scrollata in orizzontale
[5] sempre che si abbia la pazienza di setacciare, alla ricerca di un articolo scritto, l’infinità di post tutti uguali con l’ennesima fan-art photoshoppatura glitterata
[6] che ad un certo punto, se raggiungi un buon livello di popolarità, puoi farne il tuo primo lavoro, “le serate”
[7] eh sì, da non crederci: i fan squattrinati organizzano collettone fantozziane perché all’idiolo non manchino il regalo di natale e quello per il compleanno e quello della befana e quello di pasqua e quello dell’onomastico e via dicendo; mica roba da niente, macchinette digitali, cellulari, gioiellume, abbigliamento di marca
di Betty Moore Collezione: l'amore ai tempi delle malvestite, malvageddon, very important malvestite 265 Commenti
Coppia malvestita #21
Oh-oh-oh ma che bella famigliola! A vederli così, che passeggiavano placidamente per le stradine agghindate di stellucce intermittenti, uno nella mano nel guinzaglio dell’altro, che teneri, quasi mi commuovevo. Tirati a lucido, in grande spolvero coi vestiti buoni da shopping serale da zona pedonale, più casual marmittone lui, più chic epilady lei, più sobrio ed elegante il pupo, tutti e tre in perfetta sintonia, concentratissimi nel lanciar vacue occhiatine di qua e di là, non si cagavano tra loro manco di striscio, assorti com’erano tutti e tre nel proprio privato emanar figaggine, be’, una dimostrazione di maturità familiar malvestita davvero esemplare.
Lei, che c’ha le sopracciglia così radicalmente lavorate che le sono diventate trasparenti (1 - là da qualche parte), indossa un modello classico di giubbotto tiraemolla (2), di quelli cioè che sono composti da frappe rigonfie pressate, che ad appendercisi e a tirare forte forte si ottiene uno slungamento a fisarmonica del giubbotto che, quindi, è in grado di assumere una seconda natura (oltre alla prima, appunto, il giubbotto rigonfio da coattella tredicenne), si trasforma in un grumo di stoffa slargato e senza senso, ideale per i cestoni benefici della caritas (nel qual caso, però, bisogna anche eliminare quegli unici due tocchi di pretenziosità noblesse, le bordature di pelliccia elettrostatica - 3 - e la fibbia di vetro finto-diamantata - 4).
Lui, che per fortuna s’è appeso gli occhiali da sole alla maglietta (5) così che possiamo godere del suo languido spara-occhiate piacionico (così emotivo, così intenso, mi ricorda qualcosa), indossa delle robe che è evidente, c’è dietro un ricercato tentativo di io-sono-originalità da coupé fuoriserie, un cortocircuito mentecatto innescato da questo furbo accostamento di elementi diversamente malvestiti, la scoppoletta da cretinetti dandismo-mtv (6) e le scarpe da truzzone arricchito di periferia (7 - il modello sneaker monogrammato col corsivo vintage “Gucci” sul tallone) contro la t-shirt fricchettona antagonista (8 - lo slogan non son riuscita a leggerlo, boh, per metà era in cirillico) e il parka peloso verde militare manifestazione-di-piazza d’alto bordo (9) - il tutto shakerato in un guazzabuglio pendon’tistico all’ultimo stadio.
E poi alla fine c’è lui, il viziato e altezzoso pargoletto lanuginoso (10) col maglioncino trapuntato, un vero signore, dovrebbero ritenersi onorati d’esser portati a spasso da uno così.
di Betty Moore Collezione: l'amore ai tempi delle malvestite, regine del pendon't 41 Commenti
Coppia malvestita #18
Accantoniamo le sacre celebrazioni del malvanatale e torniamo ad occuparci di altre (le solite) più prosaiche piccolezze. Cominciamo con questa simpatica coppietta di fidanzati (dice: come lo sai che erano fidanzati? dico: eh, non lo so, ma lui precisissimo ogni tot le mollava una sculacciata dietro - e tutto che le vibrava, vibrava, non immaginate quanto a lungo le vibrava, appena finiva di vibrare lui sciaff!, ricolpiva).
Lo so che sembra ma no, non sono due fidanzati qualsiasi. Durante il volo di un razzo sperimentale, a cui i due parteciparono in qualità di scimpanzè ammaestrati, vennero investiti da una tempesta di raggi cosmici che li cambiò radicalmente, donandogli speciali poteri: lei, che da quel momento venne ribattezzata donna lupo, scoprì di non poter fare a meno di coltivare lunghi arricciatissimi e bene in vista i pelazzi di ascelle e (ma solo nei periodi di luna piena) parti intime; lui, che oggi si fa chiamare uomo verme, provò da subito l’irresistibile desiderio di indossare costumini attillatissimi dai colori accesi su cui spiccasse distintamente l’osceno e disordinato arrotolio dell’organo quello lì, avete capito; e non è finita, come se non bastasse, hanno ricevuto entrambi il dono del malvestitismo assoluto, di un bburinismo superumano.
Li ho beccati in spiaggia l’altro ieri e siccome sono una grande fan del fumetto a loro dedicato (la donna lupo accoppa i nemici avvolgendoli e stritolandoli, mentre lui invece, be’, come dire, lui pure) mi ci sono avvicinata per un autografo - e così ho potuto guardarmeli per benino.
Lei indossava un bikini leopardato (1) piuttosto semplice, con una chiazza priva di maculatura in centro al seno (forse una trovata fashion, forse una lavatrice sbagliata, chissà); il pareo copri-culone (2), che è una specie di vello nero trasparente ricamato di bianchi sbriluccicanti arabeschi, fiori e farfalline, sistemato in modo che ci sia una appropriatissima finestra aperta proprio lì, sull’inguine - e ci sono anche delle lunghe frange nere scompigliate, forse dei rastini del suo stesso pelo rimasti impigliati nel tessuto; il gioiellume d’ordinanza consiste in due grossi cubi di plastica trasparente (3) che le penzolano dalle orecchie tipo arbre magique (dentro secondo me c’è qualcuno, spaventatissimo), un orologetto e un braccialettozzo tutti e due d’argento, niente di che (sul braccialettozzo, che è uno di quelli con le placchette componibili, c’è scritto “acquario” - disposizione alla paccottiglia oroscopica che risalta anche dal tatuaggio sulla caviglia - 8 - un sole con la luna e le stelline, boh).
Lui, oltre al già citato costume attillatissimo (4 - color rosa barbie - che è anche il color rosa malvestite, ora che ci penso - marca Freddd, con tre D, sì, un taroccone mostruoso della Freddy), ha una medaglietta militare (5) al collo, che credo gli serva per enfatizzare ulteriormente una sua qualche strana necessità di mascolina esibizione (a me, invece, mi veniva voglia di guardare se c’era scritto che marca di mangime per cani preferisce); un tatuaggiazzo tribale (6) sulla spalla, i peli rasati sul petto e sulle gambe in travolgente ricrescita (forse l’aveva fatto per la fidanzata, per non mettercisi in competizione), e sottobraccio un asciugamani raggrumato (7) che, se non ho visto male, aveva al centro un mega swoosh della Nice. Sì, con la C.
di Betty Moore Collezione: l'amore ai tempi delle malvestite, semo bburini 131 Commenti
L’amichevole trio malvestito
E’ cosa buona e giusta che una true malvestita si scelga delle amichette che siano il più possibile complementari ai propri gusti malvici. La perfetta complementarietà matematica, che ve lo dico a fa’, è irrealizzabile. Ma guardate quanto virtuosamente ci si avvicinano queste tre malva-amiche, fondendosi l’una nell’altra in un unico sfumato affresco intriso di semo-bburinità.

La biondona sulla sinistra - lo si può dedurre dal modo che ha d’inclinare superbamente al cielo il faccino - è senza dubbio l’anima vamp del gruppetto, l’interprete del ruolo da fatalona, insomma, quella che acchiappa. La matassa di capelli biondi le è stata accuratamente vermicellata con l’arricciacapelli, così che forma un voluminosissimo casco di ciocche a fusillo (1), davvero notevole: così come anche gli orecchini dorati a spirale conica, la bottiglietta d’acqua pret a porter (2 - idrata la pelle, elimina le rughe, faccio un sacco di plìn plìn), e l’arguto botta e risposta sui toni del rosso tra fascetta alla rambo, pantaloncini da safari e sandali di vernice con tacco a spillo e plateau (3 - molto vamp, appunto). Un tantino troppo cheap, direi, la borsa di tela Pinko Bag (4), buona forse giusto per la scuola media.
La biondona, come pure l’amichetta sulla destra, porta dei fuseaux un po’ velati, che lasciano trasparire una ombra di carne e che rappresentano l’inevitabile componente boho dell’insieme. Ma è lei, quella sulla destra, la più vicina a personificare il classico modello b-c. Vedi le b****rine (5 - scusate ma mi viene un misterioso crampo alle mani solo a nominarle per intero), lustrinate con decorazioni serpentiformi, la tipica minigonna (6) sopra i fuseaux, le sovrapposizione finto-trasandata delle due canotte slabbrate (7 - quella sopra nera, quella sotto zebrata: ahi ahi, decisamente un eccesso di semo-bburinità), la collanazza (8) doppio giro a pallettoni e i capelli finto-spettinati (9), con la coda amorfa e il micro-cerchietto infilzato a casaccio sul cucuzzolo. Peccato per la tamarrissima zebratura, ma non solo, anche per gli orecchini a stellina (10) e per il doppio braccialetto di plastica (11) con catenella di collegamento, che sanciscono la disfatta dei suoi desideri da boho-wannabe.
La malva-amichetta centrale è forse la meno interessante, l’anima casual-insulsa del gruppo. Non so se vi rendete conto: porta un banale paio di jeans (12), parecchio sbragaloni è vero (seduta com’era le si vedeva un buco nero che quasi mi risucchiava), ma dico, si può andare in giro con un paio di jeans quando hai due amiche così al passo coi tempi, in leggings? Naaaa. Cerchiamo di accontentarci di alcune appena sufficienti pennellate di semo-bburinità: il braccialone di plastica (13) a pois neri, per esempio, che sembra una specie di grosso cerottone; o la canotta di raso azzurro stabilo boss (14 - ah, il raso: devo fare un post sul raso), a pois anche quella; o, ancora, le Onitsuka Tiger (15), nere con le strisce rosa e la linguetta sputata fuori. Uh!
Cosa posso dire: sono malvestite malvagie, le amiche, perché chiaramente sanno benissimo che scarpe così sono outtissime da anni, ma se ne stanno zitte zitte ché lei, quella al centro, deve far la parte dell’amica dal malvestitismo obsoleto che, così, rende tanto più affascinanti loro due, aggiornatissime. Malvagie, punto.
di Betty Moore Collezione: l'amore ai tempi delle malvestite, semo bburini 154 Commenti
Ponte Malvio
Dichiarazioni d’amore, pure quelle, possono presentarsi in forme così enfatiche e coatte, così inutilmente plateali ed esibizioniste, che non si può esitare un momento nel farne una nuova categoria di super malvestitismi.
Quando si tratta di un ingenuo ragazzotto che, spray alla mano, verga sul muro fuori casa della sua bella “te amo jennifer me stai a spezza er core”, allora ok, passi pure. Idem per la serenata con ukulele e repertorio di Gigi D’Alessio (be’, qui ti meriteresti una incudine dritta sulla testa, ma va be’, che tenero).
Malvestitissimi e anche un po’ inquietanti, invece, sono le dichiarazioni di questo genere qui, così coatte ed enfatiche, che avvengono per emulazione, in serie, perché oh, l’ha fatto quello là al cinema. Parlo ovviamente dell’effetto che hanno, su molte piccole malvestite in erba, i racconti sgangherati di Federico Moccia. Lui, che ha dei grossissimi difetti d’immaginazione, è più forte di lui, in ogni cosa che scrive ce ne deve ficcare almeno una, di queste dichiarazioni d’amore malvestite. Non gli bastano le ridicole imbarazzanti panzane che dicono e fanno i suoi personaggi, roba talmente scollegata dal mondo che sembra di vedere uno strano e mentecatto film di fantascienza (sapete: un’ucronia), no, lui se non ci mette la dichiarazione fatta coi lucchetti a Ponte Milvio (”per sempre? per sempre”), o quella del primo film con la scrittona sempre su Ponte Milvio (”io e te tre metri sopra il cielo”), e adesso questa ultima con le foto tessera di Scamarcio e Laura Chiatti ingrandite di venti metri per cento e stese su di un fianco dell’isola tiberina (un’opera di una imponenza tale, che in confronto le Linee di Nazca ci fanno un baffo).
Un povero ragazzetto che non gira con la moto turbo e non fa l’autore televisivo (perché l’ha raccomandato papà) e non ha gli occhi né il monociglio di Scamarcio, è ovvio, non potrà mai replicare la straordinaria meraviglia della foto tessera gigante. E gli tocca dunque accontentarsi del lucchetto sul lampione di Ponte Malvio. E se ti vergogni a comprarne uno dal ferramenta, o forse non sai neanche cos’è un ferramenta, non ci sei mai entrato, non hai la più pallida idea di dove si vendano lucchetti, ok no problem, ci pensa il sempre miticissimo Cosmopolitan. Allegato al numero di questo mese, tadàn!, un bel lucchetto già pronto e di due colori diversi , da scegliere, alla modica cifra di 4.90 euro. Piccolino, che puoi usarlo come ciondolo! E - colpo di genio - con l’acronimo del film HVDT bello impresso sopra da una parte e dall’altra. Che però non si capisce: com’è che fa, da tradizione, il povero ragazzo che acquista il lucchetto ciondolo e vuole andarlo a ficcare là a Ponte Malvio, o anche solo per tenerselo al collo, come fa a scriverci il nome suo e della sua bella, e la data del giorno della lucchettatura, com’è che fa, con quell’acronimo fastidiosissimo di mezzo? Boh, che fregatura.
Una cosa economicissima e per tutti, invece, è il sottofondo di Tiziano Ferro: quello è facile, basta scaricarselo da internet, portarsi a Ponte Malvio un walkman (ok: un ipod), e fare una cuffietta per uno.
di Betty Moore Collezione: allucinazioni, l'amore ai tempi delle malvestite, semo bburini 352 Commenti
|
| |
|
|