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Malvestita #294 e #295

Due malvasegnalazioni tardo estive, molto belle: la prima di Velagiovane, che ci spiega com’è che si fa a trasformarsi in una perfetta malva-emo sucide girl (cliccando sull’immagine, potete vederla più in grande); la seconda mi arriva da Morena (complimenti per il disegno!), che ha incontrato un buffo caso di malvestita kidult.

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come diventare una malvestita emoForse vi sarà capitato di imbattervi in una di queste malve, presenti normalmente davanti a discoteche “alternative” o negozi “punk-emo-goth-dark-pinup-etcetc,” ma questa che ho incontrato l’altra sera (ovviamente davanti a un negozio moooolto trasgressivo) identifica perfettamente tutta la categoria e vale la pena di essere ritratta: sto parlando della suicide girl, vera o presunta.
Innanzitutto partiamo dai tatuaggi sobri, un fiorire di draghi, geishe, fiori, marie addolorate e nomi di ex fidanzati coprono circa il 70% del corpo della malva, che se fossero un ustione sarebbe gia spacciata e che lei invece mostra con orgoglio stoico anche davanti ai 13 gradi dell’altra notte.
Anche la sua pelle, come quella di tutte le suicide girl, è candida, eburnea come una porcellana della nonna, senza una benché minima imperfezione ne segno (non sia mai!!) di melanina. Gli occhi sono immancabilmente inclinati “a gatta” e ricoperti da spessi strati di kajal e ombretto viola.

L’iride ha una tonalità dal sapore alieno, tipica anche questa della suicide girl, che va dall’ azzurro occhio-di-annegato-ripescato-dopo-due-mesi al verdino evidenziatore-stabilo-boss-scarico, ombreggiata da ciglia lunghe e spesse come i peli del naso di mike bongiorno.
Le sopracciglia, completamente estirpate, lasciano il posto a tratti di matita disegnati sulla fronte, alti e a semicerchio perfetto, che neanche giotto potrebbe farle.
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Tokio Hotel vs Emo-Punkettari

Mi scrivono in molti che a Roma in via del corso, il sabato pomeriggio nelle ore chiave dello shopping-struscìo, c’è un bizzarro assembramento di malvestitine emo dark punkettare carnevalescamente agghindate con bombette chiodi creste ceroni, tube bastoni da passeggio e tutto il resto della roba io-sono-originale (c’ho-una-lametta-al-collo). La cosa bella, come si vede nel video che m’ha mandato Agnese (grazie Agnese!) è che queste malvestitine qua, le dark-emo-punkettone, vengono spesso in conflitto con un simmetrico assembramento di malvestitine pro-tokio hotel (che, invece, stanno sul versante della bimbominkitudine), di stanza pure loro sulla via dello struscio, per cui si contendono quel poco di spazio vitale tra foot locker e pimkie.

Un’altra cosa, mi fa notare Agnese, è che tra i componenti dei due gruppi, che si guardano in cagnesco e si insultano a vicenda e si fanno i cori gli uni contro gli altri, ci saranno forse al massimo due tre anni di differenza. Le bimbominkia fanno la scuola media, gli emo-quellilà i primi anni di liceo. E la ridicola spocchia da noi semo adulti c’avemo i gusti musicali gggiusti che esibiscono i più grandicelli, devo dire la verità, mi rende simpatiche le bimbominkia, acc!


Malvestita #284 e #285

Ho finalmente cominciato a rispondere alle mail arretrate: tra queste, ho scovato due belle malvasegnalazioni, la modaiola tatuata di Raffy (e complimenti al suo amico, Andrea, per il bellissimo disegno!), e la cattomalva scollacciata di Rotring. Eccole qui.

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malvestita con tatuaggio Louis VuittonDevo segnalarti assolutamente una malva che ho visto sabato alla fatidica ora dell’aperitivo. Era perfetta nel suo essere rappresentante di tutti trend e le griffe “da esibizione”, praticamente un malvaprototipo. Adesso capirai perché.
Abbronzata, capello biondo con la tipica, stravista frangia; occhialone da sole “io sono una diva”; maglietta semplice MA con scritta RICHMOND, gonna spiegazzata color bronzo; zeppone alte con maculatura sul fianco e borsetta (Guess?) anch’essa maculata (anche se non si vede nel disegno); ma soprattutto… IL MARCHIO LV TATUATO sul braccio!! Geniale o no?

E hai visto come sono brava a disegnare? Sì, magari: in realtà l’autore del ritrattino (su mia indicazione) è un mio amico disegnatore, che doverosamente segnalo, Andrea Rovati, collaboratore tra gli altri della rivista edita dalla mia casa editrice, “M Rivista del Mistero”.

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cattomalva al matrimonio
Ti mando una cattomalva (quasi) fresca.
Cattomalva perchè la tipa ha avuto la splendida idea di presentarsi così abbigliata ad un matrimonio

Anellazzi fetish a contenere un (davvero) traboccante decolletè, bretelle del vestito + bretelle del reggiseno + bretelle del costume che avevano lasciato un elegante segno dell’abbronzatura, scarpe con zeppona di sughero e una sciccosissima fantasia orientaleggiante!

Mi rammarico di non aver visto la borsa ma la malva a quel punto mi aveva chiaramente sgamato a scattare foto col videofonino!
Come inviata faccio pena ;)


Luciana malvareportage

Un malvareportage che m’è rimasto un bel pezzo in mail (ecco spiegata la pelliccia): un tris malvestito di periferia, inviatomi da Petit Nuage. E preparatevi per domani, che è in arrivo un nuovo malvacarpet. Buona lettura!

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Da me, che abito in campagna e ben lontano dalle grandi città (quindi qui le mode arrivano anche con parecchio ritardo…) non si vedono tante stramberie da malvestitismo, forse perché anche la città è piccola e ci si conosce un po’ tutti. Comunque qualche perla l’ho scovata, e chi per un motivo chi per un altro, spiccavano inevitabilmente tra la folla “normale”. Le ho messe in ordine cronologico, anche se non sembrerebbe…

malvestita campagnola numero 1La prima l’ho incontrata un mesetto fa, seduta al tavolino all’aperto di un bar, proprio davanti a me, ma quasi di spalle… per prima cosa mi ha colpito l’enorme frontino (1), dorato e luccicante, che a prima vista sembrava maculato tipo serpente, ma che poi si è rivelato a disegni floreali tono su tono, dietro il quale stava sapientemente sistemato un bel grosso paio di occhiali da sole (2) marroni con enormi stanghette (il disegno è venuto malissimo, sigh…), e poi i capelli, ovviamente biondo tinto meshato molto scalati, il cui ciuffetto finale era raccolto dietro la nuca in una treccina striminzita (3) (e ovviamente i capelli più corti, che non arrivavano alla treccia, erano liberi e al vento…).
Mi ha colpito anche la sua magliettina all’apparenza troppo leggerina per la giornata piuttosto ventosa, seppure soleggiata, ma quando si è alzata ho visto il meglio del meglio: pantaloni color cachi (tipo safari) con coulisse in fondo (4), ben stretta affinché non scendesse oltre metà polpaccio, con una grossa arricciatura (5) che, manco a dirlo, ingoffiva da morire la ragazza, già bassina, seppure magrolina e comunque carina… I pantaloni, a vita alta, lasciavano comunque scoperti un paio di centimetri di pelle (6), da dove, quando si abbassava, riuscivano a spuntare delle mutande grigio chiaro (ascellari?). Sopra, la magliettina primaverile era del tipo marinaio, a righe larghe bianche e azzurre, e, poggiato sulle spalle, un golfino grigio di cotone, anch’esso leggerino (non è che sono fissata, è che io portavo un bel maglione di lana con giacca se non invernale, quantomeno autunnale…). Ai piedi, senza calze né calzini, o almeno mi è sembrato, un paio di Puma ultrapiatte bianche con degli inserti giallo chiaro, e infine, meraviglia delle meraviglie, una bruttissima borsa a sacco (a vederla strapiena), di tela giallo sporco (non so se era il colore originale o era sporca davvero….). Chiude la carrellata di capi e accessori accostati a casaccio il guinzaglio (7) rosso acceso, col quale si portava a spasso un cagnolino, quello sì davvero carino…
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Sì, e per l’appunto la cravatta da pene

c-string sfinterianoC’è Fabiusli che stamattina in mail mi segnala questo apocalittico articolo del Corriere online: il tanga quello tradizione avrebbe fatto il suo tempo, è l’ora di questo cosino rigido chiamato C-string, che si applica tipo molletta tra chiappette e patata. Niente più filini di supporto sulle anche, ma una morsa in fil di ferro che ti permetterà una abbronzatura totalissima (a parte lo sfintere, poveretto, quello rimane sempre in ombra - ma qualcuno rimedierà presto, me lo sento, addio sfinteri palliducci!).

pure la cravattina spruzza spermaUna malvestita magari potrebbe chiedersi a sto punto quanto è realistica la cosa, che affidabilità c’ha una notizia del genere: deve mica correre dall’intimaro e comprarsi il coso? Be’ ecco, come dire, rispondere non è poi così difficile, basta farsi un giro sul sito che produce la mollettona inguinale, tale Lovehoney. In homepage, accanto alla pubblicità del G-string, quella di un vibratore che si chiama Willy e, sopratutto, un altro pezzo di biancheria intima sul quale aspetto ansiosa un reportage del Corriere: la cravatta da pene (c’è pure il video!). E quindi, insomma.

Non c’entra niente, ma volevo chiedervi: sempre in mail, qualche giorno fa, Camilla mi ha proposto un’idea: istituire una giornata di orgoglio malvestito, una specie di malvapride, ventiquattrore in cui tutti tutti si viene qui e ci si sputtana volontariamente su qualcosa che si fa di malvestito. In allegria, coi carri le parrucche e le piume di struzzo. Che ne pensate? Non oggi, dico, facciamo un giorno a metà giugno (in coincidenza col gay pride?), qualcosa del genere, uh?


Lo pseudomenagger milanese

E se milano is burning non vi basta, m’è arrivata da poco questa bella descrizione di un malvatipo che uriel, l’autore, chiama pseudomenagger milanese. Ah, e leggetevi anche cos’ha scritto sul blackberry, che è molto divertente (cos’è il blackberry? questa cosa qui).

Lo pseudomenagger milanese si distingue per i seguenti orrori:

- Camicia presa dal merovingio di Matrix: collo rigido come il mogano, alto, cravatta dello stesso colore (meglio scuro) della camicia, ottenendo un magnifico effetto-becchino poiché sono le 10 antimeridiane.

- In alternativa c’è il modello gialloblu: camicia azzurra più cravatta gialla, che unita alle scarpe nere ti dà quel senso di “doublefas”: la cravatta del colore che dovrebbe (a quell’ora del giorno) avere la scarpa, la camicia chiara come dovrebbe essere il vestito di mattina, il vestito scuro di mattina, come se la suocera potesse morire da un momento all’altro.

- La corameria è random: solo un 40% azzecca le combinazioni, e quindi le scarpe nere sono circa dello stesso colore della cintura, tanto poi ci pensa un orologio waterproof, bulletbroof e acidproof in acciaio al molibdeno blindato (con il cronometro sportivo, of course) a rovinare il tutto. Nessuna camicia potrà mai contenere un simile Big Ben da polso, che trasforma il polsino in un vile ammasso di lamiere contorte.

- Tutti i bottoni sono nelle asole, anche perché d’estate senza guarnizioni uscirebbe del vapore dal collo.

- I gemelli da polsino, questi sconosciuti.

- La borsa da laptop è rigorosamente in pelle, ovvero è una borsa da medico. Si sente male una signora, lo chiamano, e si scopre che lui vende mozzarelle per la Galbani.

- La barba è fatta col rasoio elettrico, che funzionerebbe discretamente se usato la sera, quando la pelle è tesa. Usato al mattino, quando la pelle è gonfia, trasforma la barba in un pigmento grigio metallico che colora la pelle del viso. Dopo le 10.30 l’effetto rasatura è scomparso.

- Il capello più che ingelatinato è rinforzato col calcestruzzo. Il gel, unito al sebo della pelle, fa sì che la sera il nostro paramanager abbia dei chiodi neri piantati su una cute bianchiccia e lucida.

- Non può mancare, avvitato all’orecchio, un auricolare bluetooth, con il quale non può mancare di edurre tutto l’eurostar di quell’ordinativo di trentamilaeuro che la coop di casalecchio deve fargli, solo di mozzarelle.


Malvestita #265 e #266

Malvasegnalazioni di oggi: due bellissimi total look che più total non si può. Il primo, viola melanzana, è firmato Morena; il secondo invece, bianco colomba della pace, è di Federica. Buona lettura!

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malvestita melanzanaLa malva era sui 45, sull’1 e 60 (col tacco 10-12 si intende!) e di una classe (chiaramente!) innata. Il disegno non rende, ma era impossibile non notarla, dato che non era palesemente capace di restare in equilibrio su quelle orrende decolletè fuxia nemmeno da ferma, figuriamoci presa com’era a correre per rifugiarsi in una gelateria.
La cintura da Wrestling era il particolare trash che saltava subito all’occhio, un po’ perchè era enorme e sistemata in un punto del tutto inopportuno per la fisionomia della donnina, e poi anche perchè rifletteva fastidiosamente il sole e il rumore di chincaglieria era insopportabile.
Anche la borsa di vernice rossa era un pugno nell’occhio. E a proposito di pugno nell’occhio, l’occipite era gonfissimo e molle, violaceo di un brutto ombretto melanzana raggrumato in più punti.

Ma la cosa di cui non mi capacito è la tutina di velluto viola, non riesco a rassegnarmi del fatto che esista una cosa simile in commercio (ahimè , non penso che quell’orrore sia sartoriale e quindi unico nel suo genere!), che sia una tutina INTERA, come quelle per i bebé, ma soprattutto, e me ne sono accorta solo dopo… beh, era munita di staffe, staffe argentate.

Se non è malvestitismo questo…
Per fortuna ho dei testimoni, a raccontarle in giro certe malve, sembrano inventate!!! Sigh.

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Coppia malvestita #16 e #17

Ok, oggi facciamo un po’ di malvasegnalazioni, ché ne ho ancora un mucchio di interessantissime, in mail, che scalpitano per esser pubblicate. E’ il turno di due giovani promettenti malvabusters, Sara, che già ci aveva deliziate con la sua coppia malvestita #14, e che ci propone nuovamente una coppia, mamma e figlia (turiste: dalle quali prende spunto per una lunga digressione sul malvestitismo turistico), e Claudia, che ha avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con una coppia di allucinanti gemelline. Fate clic sulle immagini per vederle più grandi.

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coppia malvestita numero 16Queste due belle bionde le ho viste a Firenze mentre stavo entrando a scuola… madre e figlia sicuramente, non solo si riconoscevano per la somiglianza fisica, ma addirittura per i vestiti e la tinta dei capelli!
Parentesi: i turisti sono sempre i malvestiti migliori, sia perché sono convinti che in Italia ci siano 40° anche a Gennaio, sia perché qualunque cosa ci sia su un negozio italiano per loro è fashion…
Non so se avete mai notato e contemplato, se avete mai visto giapponesi andarsene in giro con sabot, minigonne o vestiti molto sexy cuciti su modelle di 1.80 (per cui loro, nane, sembrano delle vestali greche un po’ tamarre) o le vecchiette comprare a Firenze o a Roma dei foulard con scritto “Venezia” o “Milano”.. e come ultima cosa, che mi fa arrabbiare di brutto, quando se ne escono dai negozi di marca con dei sacchettoni più grandi di loro (magari con dentro solo un paio di calzini) e poi, chiaramente, salgono nel tuo stesso treno intasando il corridoio per ore e ore nell’attesa di capire come fare a mettere questo antipatico sacchetto,e a domandarsi perché l’ abbiano mai preso.

Chiusa la parentesi, mi sono rimaste impresse queste due perché mi ha colpito subito quel foulard fucsia coordinato! Era proprio lo stesso, la madre con navigata eleganza lo portava in testa a mò di turbante, mentre la figlia, (distinguibile solo dai capelli lisci e + moderni!), lo aveva vezzosamente e giustamente messo a sottolineare il suo bianco sederone, già abbastanza costretto dai jeans. Forse non ho già specificato che le ho viste un mese fa, per cui le birkenstock e le magliettine erano decisamente precoci per il periodo, e invece hanno voluto deliziarci con un dei primi “rotolo-party” della stagione…forse i turisti non sanno che in Italia, oltre alla pizza e alla mafia, abbiamo anche degli occhi che funzionano bene!
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Infornata di malvasegnalazioni

Due belle malvasegnalazioni: la prima di Veronica, un breve reportage sulle migliori malve da lei avvistate durante l’ormai conclusa stagione invernale; la seconda di Vintervila, che si è imbattuta all’aereoporto in un paio di pantaloni davvero niente male.

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A) C’ ERAVAMO QUASI: trentenne avvistata in treno, graziosa anche se con capello nero stopposetto… Indossava piumino marrone effetto metallizzato con bordo in vita di lana e cappuccio bordato di una cosa finta tipo stoppa da idraulicomalvestite assortite, mah? Si proteggeva il collo dal freddo con sciarpona di lana marrone pendula sul davanti e fin qua andava ancora bene, forse piumino troppo lucido ma passabile. Il problema era il resto: maglioncino super colorato che usciva volutamente di 10 cm dal giubbo abbinato (?) a dei ciclisti elasticizzati color verde scuro, calze velate testa di moro e,udite udite, stivali aderenti a forma di scarpa sportiva ma alti e senza lacci marroni effetto bronzo. Allucinanti!! La borsa era lucida anche lei poverina ma più sul color giallo ottone, un po’ troppo gigante per l’altezza della proprietaria…

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Giulia malvareportage

In attesa che domani torni su questi schermi, dopo tanto tanto tempo, una malvestita di quelle vere, con disegnino e numeretti (e sperando che questa infilata di ultimi post, così scritti, ma così tanto scritti, non vi abbia troppo affaticato), ho pensato di lasciarvi un pochino in compagnia di questo bel disegno di Giulia, che io trovo molto divertente: potete vedere ritratte, in ordine sparso, la compagna di classe stilosa in tubino nero, due malva-esemplari da festa di paese e Giulia medesima, in un impietoso quanto spassoso confronto con le malvestite più in tiro.
Fate click sull’immagine per vederla in grande.

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casistica di malvestite