E se milano is burning non vi basta, m’è arrivata da poco questa bella descrizione di un malvatipo che uriel, l’autore, chiama pseudomenagger milanese. Ah, e leggetevi anche cos’ha scritto sul blackberry, che è molto divertente (cos’è il blackberry? questa cosa qui).
Lo pseudomenagger milanese si distingue per i seguenti orrori:
- Camicia presa dal merovingio di Matrix: collo rigido come il mogano, alto, cravatta dello stesso colore (meglio scuro) della camicia, ottenendo un magnifico effetto-becchino poiché sono le 10 antimeridiane.
- In alternativa c’è il modello gialloblu: camicia azzurra più cravatta gialla, che unita alle scarpe nere ti dà quel senso di “doublefas”: la cravatta del colore che dovrebbe (a quell’ora del giorno) avere la scarpa, la camicia chiara come dovrebbe essere il vestito di mattina, il vestito scuro di mattina, come se la suocera potesse morire da un momento all’altro.
- La corameria è random: solo un 40% azzecca le combinazioni, e quindi le scarpe nere sono circa dello stesso colore della cintura, tanto poi ci pensa un orologio waterproof, bulletbroof e acidproof in acciaio al molibdeno blindato (con il cronometro sportivo, of course) a rovinare il tutto. Nessuna camicia potrà mai contenere un simile Big Ben da polso, che trasforma il polsino in un vile ammasso di lamiere contorte.
- Tutti i bottoni sono nelle asole, anche perché d’estate senza guarnizioni uscirebbe del vapore dal collo.
- I gemelli da polsino, questi sconosciuti.
- La borsa da laptop è rigorosamente in pelle, ovvero è una borsa da medico. Si sente male una signora, lo chiamano, e si scopre che lui vende mozzarelle per la Galbani.
- La barba è fatta col rasoio elettrico, che funzionerebbe discretamente se usato la sera, quando la pelle è tesa. Usato al mattino, quando la pelle è gonfia, trasforma la barba in un pigmento grigio metallico che colora la pelle del viso. Dopo le 10.30 l’effetto rasatura è scomparso.
- Il capello più che ingelatinato è rinforzato col calcestruzzo. Il gel, unito al sebo della pelle, fa sì che la sera il nostro paramanager abbia dei chiodi neri piantati su una cute bianchiccia e lucida.
- Non può mancare, avvitato all’orecchio, un auricolare bluetooth, con il quale non può mancare di edurre tutto l’eurostar di quell’ordinativo di trentamilaeuro che la coop di casalecchio deve fargli, solo di mozzarelle.
Malvasegnalazioni di oggi: due bellissimi total look che più total non si può. Il primo, viola melanzana, è firmato Morena; il secondo invece, bianco colomba della pace, è di Federica. Buona lettura!
La malva era sui 45, sull’1 e 60 (col tacco 10-12 si intende!) e di una classe (chiaramente!) innata. Il disegno non rende, ma era impossibile non notarla, dato che non era palesemente capace di restare in equilibrio su quelle orrende decolletè fuxia nemmeno da ferma, figuriamoci presa com’era a correre per rifugiarsi in una gelateria.
La cintura da Wrestling era il particolare trash che saltava subito all’occhio, un po’ perchè era enorme e sistemata in un punto del tutto inopportuno per la fisionomia della donnina, e poi anche perchè rifletteva fastidiosamente il sole e il rumore di chincaglieria era insopportabile.
Anche la borsa di vernice rossa era un pugno nell’occhio. E a proposito di pugno nell’occhio, l’occipite era gonfissimo e molle, violaceo di un brutto ombretto melanzana raggrumato in più punti.
Ma la cosa di cui non mi capacito è la tutina di velluto viola, non riesco a rassegnarmi del fatto che esista una cosa simile in commercio (ahimè , non penso che quell’orrore sia sartoriale e quindi unico nel suo genere!), che sia una tutina INTERA, come quelle per i bebé, ma soprattutto, e me ne sono accorta solo dopo… beh, era munita di staffe, staffe argentate.
Se non è malvestitismo questo…
Per fortuna ho dei testimoni, a raccontarle in giro certe malve, sembrano inventate!!! Sigh.
Ok, oggi facciamo un po’ di malvasegnalazioni, ché ne ho ancora un mucchio di interessantissime, in mail, che scalpitano per esser pubblicate. E’ il turno di due giovani promettenti malvabusters, Sara, che già ci aveva deliziate con la sua coppia malvestita #14, e che ci propone nuovamente una coppia, mamma e figlia (turiste: dalle quali prende spunto per una lunga digressione sul malvestitismo turistico), e Claudia, che ha avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con una coppia di allucinanti gemelline. Fate clic sulle immagini per vederle più grandi.
Queste due belle bionde le ho viste a Firenze mentre stavo entrando a scuola… madre e figlia sicuramente, non solo si riconoscevano per la somiglianza fisica, ma addirittura per i vestiti e la tinta dei capelli!
Parentesi: i turisti sono sempre i malvestiti migliori, sia perché sono convinti che in Italia ci siano 40° anche a Gennaio, sia perché qualunque cosa ci sia su un negozio italiano per loro è fashion…
Non so se avete mai notato e contemplato, se avete mai visto giapponesi andarsene in giro con sabot, minigonne o vestiti molto sexy cuciti su modelle di 1.80 (per cui loro, nane, sembrano delle vestali greche un po’ tamarre) o le vecchiette comprare a Firenze o a Roma dei foulard con scritto “Venezia” o “Milano”.. e come ultima cosa, che mi fa arrabbiare di brutto, quando se ne escono dai negozi di marca con dei sacchettoni più grandi di loro (magari con dentro solo un paio di calzini) e poi, chiaramente, salgono nel tuo stesso treno intasando il corridoio per ore e ore nell’attesa di capire come fare a mettere questo antipatico sacchetto,e a domandarsi perché l’ abbiano mai preso.
Chiusa la parentesi, mi sono rimaste impresse queste due perché mi ha colpito subito quel foulard fucsia coordinato! Era proprio lo stesso, la madre con navigata eleganza lo portava in testa a mò di turbante, mentre la figlia, (distinguibile solo dai capelli lisci e + moderni!), lo aveva vezzosamente e giustamente messo a sottolineare il suo bianco sederone, già abbastanza costretto dai jeans. Forse non ho già specificato che le ho viste un mese fa, per cui le birkenstock e le magliettine erano decisamente precoci per il periodo, e invece hanno voluto deliziarci con un dei primi “rotolo-party” della stagione…forse i turisti non sanno che in Italia, oltre alla pizza e alla mafia, abbiamo anche degli occhi che funzionano bene!
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Due belle malvasegnalazioni: la prima di Veronica, un breve reportage sulle migliori malve da lei avvistate durante l’ormai conclusa stagione invernale; la seconda di Vintervila, che si è imbattuta all’aereoporto in un paio di pantaloni davvero niente male.
A) C’ ERAVAMO QUASI: trentenne avvistata in treno, graziosa anche se con capello nero stopposetto… Indossava piumino marrone effetto metallizzato con bordo in vita di lana e cappuccio bordato di una cosa finta tipo stoppa da idraulico
, mah? Si proteggeva il collo dal freddo con sciarpona di lana marrone pendula sul davanti e fin qua andava ancora bene, forse piumino troppo lucido ma passabile. Il problema era il resto: maglioncino super colorato che usciva volutamente di 10 cm dal giubbo abbinato (?) a dei ciclisti elasticizzati color verde scuro, calze velate testa di moro e,udite udite, stivali aderenti a forma di scarpa sportiva ma alti e senza lacci marroni effetto bronzo. Allucinanti!! La borsa era lucida anche lei poverina ma più sul color giallo ottone, un po’ troppo gigante per l’altezza della proprietaria…
In attesa che domani torni su questi schermi, dopo tanto tanto tempo, una malvestita di quelle vere, con disegnino e numeretti (e sperando che questa infilata di ultimi post, così scritti, ma così tanto scritti, non vi abbia troppo affaticato), ho pensato di lasciarvi un pochino in compagnia di questo bel disegno di Giulia, che io trovo molto divertente: potete vedere ritratte, in ordine sparso, la compagna di classe stilosa in tubino nero, due malva-esemplari da festa di paese e Giulia medesima, in un impietoso quanto spassoso confronto con le malvestite più in tiro.
Fate click sull’immagine per vederla in grande.