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Golden Globe 2010, il malvacarpet

Che ne dite, io dico di malvacarpettare i Golden Globe intanto che aspettiamo per domani il malvageddon sul dinamico duo Bossari Battiato, ché in fondo qualcosa di divertente ai Golden Globe c’era, per esempio

a me è piaciuta moltissimo l’imprudente sfacciataggine di Amy Adams che in pieno malvacarpet è riuscita a fottere chissà come il ciondolone-tastevin gioiellazzo di Julia Robert e se l’è poi astutamente nascosto nelle pieghe del vestito sulle tette, ma guardate, là, gliene scivolava fuori continuamente un angoletto; e mi sono piaciuti moltissimo anche i giganteschi bigattini transgenici che brucavano satolli uno sulla spalla e uno intorno alla vita di Drew Barrymore; e mi è piaciuto moltissimo il solito costumino attillato da zombie pattinatrice sul ghiaccio di Sophia Loren con le maniche impalcature reggi-baracca che le permettono di salutare senza quello spiacevole effetto pelle morta dondolante, e mi sono piaciuti moltissimo anche i suoi occhialoni patriottici con la sfumatura tamarrissima tricolore, che bella idea!,


mi è piaciuto moltissimo il lenzuolo fantasma in posa per i fotografi con le zampe agganciate alle tettine rinsecchite di AnnaLynne McCord (eh? chi? cosa? una telefilmara ex Vacanze di Natale, questa qui), classe ottantasette e sindrome Tatangelo galoppante (lampadatura a legna, stucco edile, fard arancio cadmio); mi è piaciuto moltissimo l’asciugamano-strascico matrimoniale di Kate Hudson e mi è piaciuta moltissimo la giacca coi revers coccodrillati di Mickey Rourke, il cappellone col nastro di raso lucido della cresima texana e la cipolla vintage nel taschino e la minorenne modellina russa con le scarpette calze a rete; e mi è piaciuto anche il coso al contrario con la cucitura sul davanti di Julianne Moore, un classicone malvacarpettaro,


e mi sono piaciute le tettone di Mariah Carey, che sono piene della stessa pongo-imbottitura degli zigomoni sferici lassù e c’hanno pure la stessa forma, sono gli zigomi un metro più in basso quadruplicati in volume; mi è piaciuta la goffaggine di Marion Cotillard che s’è infilata la bretella destra sulla spalla sbagliata e la bretella sinistra le penzola abbandonata sul davanti, e c’ha lo spacco commedia sexy anni settanta che rivela un pezzetto di sottoveste pizzettata; mi è piaciuta la medusa di Chloë Sevigny, mi è piaciuto il burinetto in vinile Taylor Lautner (il nostro caro amico licantropo gay tappabuchi) e mi è piaciuta moltissimo Cher ibernata che si spostava sul malvacarpet come le presenze sovrannaturali nei film dell’orrore, senza muovere un muscolo, impalata, scivolando di qua e di là inquietantissima, un carrelletto a rotelle radiocomandato sotto al vestitone nero.

(le immagini le ho prese qui, qui e qui)

Festival di Venezia 2009, il malvacarpet – fine (con le avventure della famiglia Canningàmmo)

E vediamo un po’ quali abominevoli delizie c’ha riservato la seconda settimana del malvacarpet veneziano, cominciamo dai pezzi forti, dai più brutti: per esempio, ecco, s’aggirava da quelle parti un bizzarro psycho cannibale horror-splatter col camice imbrattato di sangue, questo tizio qua accanto che faceva da accompagnatore a Noemi Letizia (la prossima vittima, sì? – incrociamo le dita), si chiama Massimo Emilio Gobbi, produttore cinematografico e sosia part-time di Bombolo (al festival, dice lui, per presentare il progetto di una cosa che si chiama Camorra Days – eh? cosa? boh, la solita mostruosità low-cost infarcita di wannabe vipparoli, probabilmente)(una cosa tipo Happy Days, immagino, ambientata tra i cunicoli del rione Sanità, le avventure della famiglia Canningàmmo tra piccole gioie e piccoli dolori nel controllo dello spaccio e della prostituzione);


e poi, vediamo, c’era Luca Lionello figlio di Oreste, una specie di veterano della fiscio televisiva (pensate!, era il belloccio furbo di Sposerò Simon Le Bon), che ha ampiamente giustificato il suo status di imbucato sconosciuto con un paio di ottime combinazioni io-sono-originale (le maniche delle tute anni novanta assemblate sul davanti del pigiama assemblato sul didietro di un palandrano hippie, la magliettina mimetica della Banca Centrale Europea e i pantaloni quadrettati bimbominkia);


c’erano Gabriel Garko e Laura Torrisi nella parte della coppietta di bburinoni col vestito buono della domenica, il gangsta impomatato col grugnetto spavaldino e la pupattola sexy fasciata e cotonata; c’era Elisabetta Canalis coi tacchi piramidali che funzionano da praticissimi cuneetti stabilizzanti come quelli che si usano per fermare le ruote delle macchine in discesa; c’era Simona Ventura che insiste sullo spettacolare collasso delle bitorzolute protuberanze fatte col Didò, orologiazzo dorato e maniche arrotolate da muratore; c’era Franca Sozzani che sprizzava allegria (be’, a modo suo) accanto al boyfriend rutelloide fonatissimo; c’era Omar Sharif trasformato in borsetta, c’era un capezzolo striminzito con Sara Tommasi intorno, povero capezzolo, e poi sì, giusto, c’era Valeria Marini a cui quest’anno non è stato concesso granché, appena appena una volata velocissima col motoscafo a salutare i gabbiani festanti (“ma siamo sicuri che siamo nel posto giusto? là c’è scritto Chioggia…”).


e poi cosa, ah già!, la pinna dorsale e le scarpette hovercraft di Tilda Swinton; la maschera anti-infortunistica di Tom Ford; quell’altro che s’è mascherato da pischelletto roccabbilli, Ewan McGregor (che deve aver adocchiato Camorra Days e ci scommetto, s’è messo in competizione con Giggi per il ruolo chiave del bulletto sciupafemmine Esposito J. Fonzarielli – dove la J. sta per Jennarino); la vecchia sciroccata Jane Birkin cogli abbinamenti svalvolati-trasandati alla Annie Hall (toh, avventuriera alcolista anni trenta, e toh, maglione ciclopico di nonna Yeti); e infine, giusto, Jake Gyllenhaal che rispolvera il look da mandriano gay (v. foto sopra)(tutte le foto, con un clic, s’aprono più grosse).

Festival di Venezia 2009 – mezzo malvacarpet

La Gregoraci e la Palombelli, Pierdudy e Briatore, Ligabue e Laura Chiatti, Capossela e la D’Addario, la Cucinotta madrina e poi Simona Ventura e Marta Marzotto, che meraviglia!, che inconfondibile squallore!, questa edizione dei Telegatti l’hanno anticipata di un bel po’ – certo mancano ancora le due stelle più luminose, una che è impegnata a farsi un 740 con le lucertole ai giardinetti e l’altra che è in panne a pochi chilometri al largo dell’Adriatico, ma va be’, sono sicura che per la seconda metà del malvacarpet si faranno vive tutte e due,


La madrina Maria Grazia Cucinotta – ovvero: vent’anni di monotona anonima inconcludenza pagano eccome – si è studiata il ruolo per giorni e giorni davanti allo specchio e si vede, sfoggia con disinvoltura un’unica posa a ripetizione, la posa della diva alticcia con la lombalgia, piegata in due colle tettone ballonzolanti in primo piano e le labbrone sfinterizzate che sparano dappertutto PTCIU’ PTCIU’ (variante lido: riempire di bacetti la scarpa 45 e 1/2)(divertente e sensualissima mossetta post-lombalgia: risistemarsi le tettone nello strizzaseno),


Pierdudy e the Brain (da leggere secondo il motivetto Pierdudy and the Brain, Pierdudy and the Brain, papparaparà) si scambiano lovvose tenerezze con una casta cautela che sembra quasi disgusto, chissà, io non ci credo, sono sicura che the Brain, almeno lei, è innamoratissima (perché insomma un uomo così, un milionario tappetto palestrato mascelluto levigato e fonato a puntino – “Che muscoli!”, sbrodola Signorini – se ne trovano soltanto nella finzione dei manichini manzi da soap opera – non si può che amarlo); quell’altra coppietta, Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, vanno alla grande come sempre: lui con le ciabattine del mago pancione e il doppiopetto spalancato sull’orrida massa di pieghe informi e gelatinose che dalle tettine gli arriva su su fino al mento, e lei che è lei, lo sapete, cioè il nulla – con una paresi facciale;
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Teen Choice Awards 2009, il malvacarpet

Il malvacarpet dei Teen Choice Awards lo usiamo anzitutto come esercizio per ripassare le facce dei personaggi principali di Twilight – perché tra pochissimo, tenetevi pronti, vi racconto il secondo libro della saga – e cominciamo dal Patty, cioè Edduccio, che sfodera il meglio del meglio del suo repertorio, i soliti sensuali occhietti a mezz’asta in anestesia locale, eccolo,


e guardatelo là assieme a Megan Fox, che coppietta strepitosamente sexy!, lei che c’ha in anestesia locale tutta la parte bassa del viso, la mandibola cascante e la bocca spalancata e le labbra mollemente protese, sensualissima; e poi, certo, il Patty c’ha quel suo solito scolpito fungone Wolverine e la solita barbetta selvaggia e la solita trasandatezza sbrindellata boho-scazzo (ma con le Nike nuove di zecca che insomma, stonano – la linguetta all’infuori come un qualsiasi entusiasta bimbominkia appena uscito dal Foot Locker, insomma); mentre il resto del cast di Twilight invece, eccoli,


c’è Kristen Stewart aka Bella col completino ignorante roccherolle, la canotta da muratore e la gonna istrice fatta coi proiettili – è che si sta immedesimando nel personaggio, e quindi smalto nerissimo e impacchi di sanguisughe per farsi venire le occhiaie – e poi c’è Taylor Lautner aka l’indiano licantropo nelle vesti del bburinetto palestrato in ghingheri per la festa della cresima, le gambe aperte da duro in posa cowboy con l’orchite; c’è Jackson Rathbone aka uno di quei due vampiri mona che si fanno fregare da veri mona alla fine del primo libro (qua) che è in pieno delirio d’esaltazione maniacale io-non-sono-un-inutile-pirlotto-io-sono-johnny-depp; e poi c’è Ashley Greene aka l’altro vampiro mona che si fa fregare da vero mona (aka quella delle foto appena uscite con le poppe di fuori) che c’ha il corsetto-reggiseno con le stecche e i ferrazzi a vista e la panciera abbinata al gonnellone (opportunamente scorciato) della nonna.


E questo ridicolissimo scrondo qua sopra? Eh, non so, si chiama Ed Westwick ed è una specie di attore-cantante, non c’entra niente con Twilight ma volevo farvelo vedere lo stesso, è il tizio poveraccio che s’è dato più da fare sul malvacarpet per superare in figaggine il più figo di tutti, cioè il Patty, e gli ha dato del filo da torcere mica da niente, c’aveva il ciuffo sleccazzato e il piedino nudo sudaticcio nei boho-mocassini e gli skinny da pescatore di cozze e la t-shirt con l’eroe maledetto (ci mancava solo il freccione verso l’alto e la scritta wannabe sotto) e per giunta s’è imparato un sacco di espressioni facciali super-seducenti, tra cui la Magnum e e il colpo di lingua per togliersi le robe dai denti.


Oh e poi sì, per quanto riguarda invece gli altri team acchiappa-bimbominkia, vediamo: ci sono Zac Efron e Vanessa Hudgens di High School Musical, lui che c’aveva la nuovissima acconciatura con la riga a cinque dimensioni cosiddetta PaoloLimiti e lei col vestito-tendina drappeggiata con cintura-cordone in stile uniforme di Gheddafi; mentre i Jonas Brothers, uhm, direi niente da segnalare (i soliti incommentabili fintissimi completini da Disney Club anni Ottanta), vorrei solo farvi notare la presenza di quel buffo anziano nanetto che si portano sempre appresso e spacciano per il loro quarto fratellino, quello piccolo, ma è chiaramente un nano di una certa età e non c’ha neanche una bella cera (probabilmente è il vecchio pazzo visionario che scrive le canzonacce del gruppo, il bistrattato Repetto della situazione).


Che altro c’è, quasi niente, c’è Fergie col bracciale robotico-fantascientifico di Barbarella, Britney Spears tenuta assieme tutta d’un pezzo con lo scotch da elettricista, Miley Cyrus che fa la caricatura di Cher vent’anni fa, e poi, sì, altre due non-ho-idea-chi-cavolo-sono che c’avevano il vestitino fatto con la stampante di casa, tale Miranda Cosgrove che c’ha la stampante a getto d’inchiostro in bianco e nero che s’è fatta una modestissima fantasia alleviana di note volanti, e invece tale Shawn Johnson (ah sì, lei) che c’ha la stampante laser a colori e s’è fatta tutto il wallpaper foresta-incantata.

Mtv Movie Awards 2009, il malvacarpet (l’anilingus di Bruno e il licantropo fatto col pongo)

Il pezzo forte degli Mtv Movie Awards 2009, ieri sera, è stato il pezzo più forte di tutte le edizioni degli Mtv Movie eccetera messe assieme, e cioè: le candide chiappone depilate di Bruno aka Sacha Baron Cohen che si agitavano per aria, frementi di desidero, tentando di fagocitare la testolina del povero disgraziato Eminem che, comprensibilmente turbato all’idea di esibirsi così su due piedi in un doppio esercizio omosessuale di anilingus e succhia-palle (non c’ha un nome scientifico) con un estraneo pazzo svestito da angioletto dei sogni erotici di Roberto Cavalli, gli ha scatenato contro i suoi due negroni babysitter ex berretti verdi, Grizz e Dot Com, e poi dopo, alla fine, se n’è scappato via piagnucolando, umiliato e offeso, bestemmiando la Madonna e Fabri Fibra – e intanto, guardate, c’era Zac Efron come inebetito, poco più in là, che non c’ha capito un accidenti, viene chiamato sul palco a ritirare “Best Too-Much-Gay Hair Style” e quasi non realizza

salvo poi concludere entusiasta, più tardi, quando gliel’hanno spiegata coi gessetti sulla lavagna (traduco) “cioè, uomo, voglio dire, fighissimo, voglio dire, cioè, grande”. E c’ha ragione. Facciamo salire al cielo l’ennesimo sentito ringraziamento per l’esistenza di Sacha Baron Cohen, che ieri era vestito così, nei panni di Bruno – non è commovente? – un omaggio totale al nostro stilista malvestito di riferimento, beccatevi qua sotto che elasticone firmato, appunto: Roberto Cavalli


Il secondo pezzo forte della serata, che è un pezzo forte per modo di dire, va be’, è stato il debutto del trailer di New Moon, il filmaccio quello là dei Bimbominkia twilighters, che è degno di nota perché alla fine, dopo due minuti di pallidi illanguidimenti vari “ti amo vampiro mona dall’ascella pezzata – sbaciucc” e “ti amo anche io forève – sbaciucc sbaciucc” e “nun potemo più sta insieme, toh, ti mollo qui da sola nella giungla, attàccate al cazzo” fa la sua prima comparsa il lupo gigante / licantropo in CGI più brutto e mal realizzato di tutti i tempi

E due parole sul malvacarpet? Ma certo, come no: a proposito dei protagonisti di Twilight, tanto per cominciare, si faceva a gara com’è d’obbligo a chi c’aveva l’aspetto più sornione io-sono-originale, Robert Pattinson con la canotta della salute che gli spunta dalla camicia nera arroncinata (sopra: giacchetta improbabile di Tony Binarelli), Kirsten Stewart con le Converse slacciate che pendontizzano molto creativamente il vestitino da sera dell’Uomo Ragno e i capelli zozzi di una settimana come lui, l’adorato partner (un chiaro segno di vero lovvo), e poi c’è quello col baschetto e la camicia da boscaiolo, quello muscoloso tonto che sulla canotta della salute c’ha messo il giubbino di pelle, e c’è anche quello dal nome assurdo di un pornodivo wannabe-francese (Cam Gigandet) che invece s’è messo direttamente la canotta e via, ma prima l’ha sottoposta a una smangiucchiatina tarmitica sui margini e ci s’è messo la collanina col primo dentino da latte a ciondolarci sopra – eccoli qua


E per restare in tema bimbominkia, vediamo, il cast di High School non era niente male: c’era Zac Efron con la classica acconciatura diagonale laccatissima e Ashley Tisdale che addirittura s’era portata dietro lo scagnozzo col ventilatore per farle svolacchiare il capello Panten Provì; e ha fatto del suo meglio anche la sensuale Vanessa Hudgens, con la chiccosissima tenda di raso color Philadelphia al salmone del ristorante Villa Chiara di Casoria,


E poi non ci si può sbagliare, vai sul sicuro, c’era Paris Hilton nella solita versione inclinata-casqué col dildo-bot che la sorreggeva perpendicolare (v. grafici); c’era Hayden Panettiere molto triste che ha coperto la porzione incriminata del tatuaggio con l’errore che s’è quindi trasformato nella pubblicità della ex-soap opera di Canale Cinque (anche il font è lo stesso); c’era Rumer Willis impresentabile, come sempre, con gli inserti da vetreria pseudo-modernista della parrocchia di Centocelle; c’era Sienna Miller con le scarpette tre misure troppo grandi; c’era Megan Fox che sta imparando lo snodìo cervicale da vera diva; c’era Cameron Diaz ormai in uno stadio piuttosto precoce di menopausa alcolica, giacchettino-federa con zip e stivaletti scamosciati al neon; c’era Taraji Henson col vestito-teiera porcellanesco (è una schifezzona di gran moda); e c’era Malin Akerman, bellissima, ok, che c’ha la fronte più spaziosa di quella di Nicole Kidman, forse, non so, sembra impossibile pure a me.


Ecco fatto.

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