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Coppia malvestita #39 - il gene egoista e pure bburino

faranno di tutto per convincervi che è giusto dargli da mangiare dopo mezzanotte: non cascateci!E’ come una specie di legge di Murphy sulla fecondazione: se c’è qualcuno che sarebbe meglio non fosse mai nato, ecco, quello si moltiplicherà. Prendete i bburinoni, che stanno al sapiens sapiens come la morbida semplicioneria dell’uva passa sta alla labirintica complessità del cervello umano (e infatti da quella sono evoluti, da un’uvetta: c’ho proprio qui tra le mani uno schemino esemplificativo, ve lo scannerizzo), era inevitabile: qualcuno, migliaia di anni fa, magari uno scienziato pazzo o chissà chi - migliaia di anni fa quando ancora i bburinoni erano un gruppetto minoritario, e li si usava come schiavi e nelle fiere di paese si faceva il gioco del tiro-a-segno col bburinone sospeso sulla piscina piena di piranha - qualcuno dicevo, molto sconsideratamente, deve aver infranto la regola numero uno della prevenzione anti-bburinità, ovvero quella che dice Mai mai mai dare da mangiare ai bburinoni dopo la mezzanotte, e soprattutto Mai mai mai bagnarli nemmeno con una gocciolina d’acqua; tragedia delle tragedie! moltiplicatisi di milioni e milioni d’unità in un battibaleno, i bburinoni hanno costruito un mondo a loro immagine e somiglianza, bburinità e orrore e scemenza ovunque, sono diventati presidenti del consiglio, imprenditori potentissimi, governano nazioni atomiche (dio, che bburinità!) se la scoattano dappertutto e continuano del resto, imperterriti, a riprodursi e ad aumentare di generazione in generazione.

O almeno, sarebbe bello poterci credere, sognare ad occhi aperti un’età dell’oro in cui i bburinoni erano pochi e sottomessi: non è mai esistita! Non illudetevi, sono sempre stati lì a dominare il mondo, fecondandosi freneticamenti come piccioni - e per uno sfigatone sapiens sapiens che inventava la ruota, c’era già tutto intorno un accalcarsi di bburinoni esaltatissimi che facevano il gesto del volante con le mani e mugugnavano “brum brum brum” e “memmm memmm” (e ce n’è ancora oggi).

La malvacoppietta di oggi, per l’appunto. In una ideale listona di cose che dovrebbero squalificarti come potenziale genitore, obbligandoti per legge alla sterilizzazione, sfoggiano orgogliosi: pantalone trasparente gonfietto stile Aladino risucchiato tra le chiappe (1 - il buco nero che effetto volete che abbia, è come un mega aspirapolvere: il tanghino puoi ritrovarlo in un modo soltanto, con una colonscopia), chilata di braccialettini da caviglia (2) che pendantizzano con l’altra chilata al polso (3 - questi qua col loro ipnotico tintinnìo servono a rintontire ulteriormente il baby-bburino), cofana gobbo di Notre Dame (4), borsone della spazzatura con catenone gigantesco da ponte levatoio (5), magliettina glitterata d’oro con sensuali trippetti che spuntano di qua e di là (6), jeansaccio Dolce & Gabbana con strappi artistici (7) e cintura incorporata simil-elastico-mutandaro (8), scarpe anatomiche velcrate dal colore improbabile (9), pacchettino di Marlboro pronto all’uso (10 - che non si sa mai, il bambino potrebbe smettere di tossire da un momento all’altro), basettone quadrato da metalmeccanico (11) e t-shirt Braccio de Fero (12).

Malvestita #331

malvestita con la maglettina saracinescaQuasi sempre con le malvestite lo si capisce a una prima occhiata che non c’è dubbio, sono tragicamente sceme (e in effetti non c’è dubbio nemmeno a una seconda e una terza occhiata, non ci sarebbe dubbio nemmeno facendole gareggiare contro uno scimpanzé al gioco del metti il solido geometrico nel buco giusto - finirebbero soltanto per strozzarsi col dodecaedro), ma osservandole con attenzione capita a volte che persino i casi più disperati rivelino insospettabili guizzetti d’ingegno simil-umano. Eccone un bell’esempio, la nostra malva trecentotrentuno - che ha passato tutta la giornata avanti e indietro per saldi e saldissimi (1), tra il caldone sahariano fuori in strada e il gelo condizionato di negozi e grandi magazzini; e però come sapete il dogma malvestivo prevede che ci si ignudizzi sempre e il più possibile - una felpa, un maglioncino? anche se volesse, nella microborsetta coi taschini spiattellati (2) non c’entra un bel niente (è un fake, le zip manco s’aprono) ed è impensabile che si leghi qualcosa in vita occultando il morbido sculettìo dello shortino attillato (3) - e poi c’è questo filo dorato bburinissimo che le taglia sorridente il pancino piatto (4) di cui la nostra malva va fierissima (col neo - 5 - e l’ombelico che completano l’emoticon addominale) e vuole mostrarlo a ogni costo; parrebbe quindi una inestricabile situazione di stallo (polmonite) ma invece no, la nostra malva ha escogitato una soluzione brillantissima, ispirandosi al mito classico del ciccione trasandato con la saracinesca alzata sul pancione etilico, tadàn, s’è inventata la magliettina arrotolabile (6) che si trasforma in toppino, ai saldi giù e in strada su.

E va be’, ho detto tutto? Il braccio espositore di donuts (7) e che altro, ah sì, le flip-flop sadomaso (8) col laccio annodato di pelle nera e la cordicella di pallini tra le dita, dolorosissima.

Malvestita #330

malvestita cowgirl col velo da sposaQuesto qua sì che è un vero encomiabile esempio di dedizione malvestita, andarsene tranquillamente a passeggio sull’asfalto illiquidito dalla supernova equatoriale (l’equatore di Mercurio) degli ultimi giorni coi fettoni lessati in un brodino di sudorazza bollente dentro un paio di ermetici stivaloni a pressione, tornarsene a casa e dover estrarre coi guanti da forno e poi scolare nel bidet i moncherini fumanti con le unghiette evaporate; per quale motivo poi, be’, per una semplice questione di armonia pendantizzante: cosa altro vorreste metterci sotto lo spesso cinturone di cuoio reggi-ernia da sollevamento pesi (1 - con due tre chili di fibbione in ferro battuto), una smilza flip-flop? una ballerina? ma per favore, è chiaro che ci vuole una altrettanto massiccia masochistissima coppia di gringo stivalazzi in pelle (2 - con cinturino cavigliare che richiama il reggi-ernia e multiborchiatura dorata a pioggia).

Tenete anche presente il raffinato contrasto boho-chic (cowgirl col velo da sposa - ah sì, e coi fuseaux - 3) che si stabilisce tra l’acchittamento greve da saloon (a cui partecipa il braccialettazzo pendulo a etno-pallettoni arrotolato in modo studiatamente disordinato - 4) e la pretenziosa eleganteria della sottoveste leggera svolazzosa con le candide tramature floreali da copriletto estivo (5) e il mini borsino Louis Vuitton porta saponette (6); gli occhialoni insettoidali a specchio (7)? ah va be’ quelli servono per nascondere le lacrimucce di dolore (guardate la bocca lassù come le sta sublimemente sfinterizzata in un broncetto di sciccosa superiorità: perché sì, lessarsi dà carattere).

Malvestita #328 - malvamammina e mini-me

malvamammina malvamini-meCon tutte le noie che deve sopportare, mi sembra giusto che una malvamammina come la nostra trecentoventotto sfrutti al massimo le rare occasioni che ha di godersi questa sua stupida appiccicosa creaturina codinata, che quelle due tre volte mensili di scorrazzìo negoziaro possa scegliere e comprare e metterle addosso precisamente quello che si metterebbe addosso lei stessa fosse alta mezzo metro in meno, realizzando così il primo più alto desiderio malvamaterno: trasformare la marmocchietta rompiscatole in una propria assurda versione naniforme, una specie di smorfioso mini-me malvestito - e sì è ovvio che un bambolotto sarebbe molto più pratico (per portarselo in macchina là fino al centro commerciale te lo ficchi dietro nel portabagagli e sai che bello, niente chiacchiericci “mamma guarda questo mamma guarda quello” niente irritante giochicchiare coll’autoradio niente suonerie trapana-timpani e sopratutto una bella sigarettina tranquilla senza che qualche schifoso moralista al semaforo stia a guardarti storto), ma a parte il fatto che non glielo aveva raccontato lei al buzzurrone col gilet Ferrari e i mutandoni Uomo Anderuer (ora signor marito) che il salto della quaglia era sicurissimo al cento per cento, insomma, sarebbe anche potuta andar peggio (e se nasceva con tre gambe? Miss Sixty li fa i leggings perlinati con tre gambe?).

La felpina di raso rosa con le manichette flosce è la stessa per tutte e due (1), come sono identiche la magliettina a righine col bordo inferiore sfrangettato (2) la collana a pallettoni (3) la cinturona borchiata (4) e le ballerine cuoci-piede intagliate nei copertoni d’auto (5: dei megatarocchi crocs, immagino); i jeans della malvamammina (6) pendantizzano soltanto con la gonnelluccia della marmocchia (7 - con sottocoperta pizzettata e leggings incorporati) e per pareggiare il fattore borsetta (8 - un obbrobriazzo kidult ricoperto di vetrini, col disegno dell’uccellino capoccione e la scritta glitterata tweety) le ha prestato il pacchetto di sigarette (9).

Malvestita #325

tante malvestite così tutte in fila altro che la muraglia cinese, si vedrebbero pure da marteCome quelli che per cambiare una ruota di notte si mettono il giubbino catarifrangente, così le malvestite per non passare inosservate prediligono un abbigliamento ad albedo zero virgola nove che col buio basta la candelina sul banchetto del bar-aperitivaro che son capaci di rischiararti mezzo quartiere, e se c’è il sole a picco meglio ancora, si trasformano in malvatizzoni ardenti superluminosissimi che il sabato pomeriggio quando sul corso risplende il sole gli astronauti della ISS passano il tempo a contarle (”Vedi Anatolij quella più luminosa di tutte? Secondo me c’ha una Luis Vuitton mirror. Oppure è cicciona”).

La malva di oggi (in fase di preserata, consuma litrate di vomitevoli intrugli dolciastri - 1) è appunto tra queste accecanti esibizioniste: ha scelto di tematizzarsi su uno dei più amati stili luminescenza-semobburini, quello ispirato alle leggendarie miniere d’oro di Re Salomone, per cui a parte i jeans attillati neri (2 - bianchi ci volevano, accidenti!) il braccialetto schiavistico (3) non proprio perfettamente pendantizzato (metallico e luminoso sì, ma grigio latta) e la noiosa anziana opacissima speedy (4), abbiamo la canottierazza moscia col classico elasticone sotto-tettico (5) le spalline catenate (6) la fibbia doblone della cintura di sottobicchieri medievali sovrapposti (7) la collanina di tarzanelli (8) e le scarpe velcrate (9), tutto immancabilmente doratissimo.

Malvestita #324

malvestita avvolta di zanzariera coi bacetti da pornohostessQuesta nostra malva sciccosa io-me-la-tiro (cammino con la traballante falcatona di un nano cieco in bilico sui trampoli) è evidentemente molto attratta dalla moda corrente del magliettone moscio, che però ormai in effetti se lo mettono tutte, è diventato un po’ troppo popolare, così allora ha trovato un buon compromesso (tra mosciume cascante e sostenuta sciccheria) con questa demenziale blusetta trasparente (1) ricavata da uno di quei rotoloni di zanzariera che usano i fiorai per avvolgere i mazzi di rose a sanvalentino, tutta piena di teneri bacettini stampati (utilissima dunque nel caso disperato - niente kleenex - ci si debba pulir via il rossetto facendo finta di niente), le manichette gonfie biancaneve (2) e il foularino sciccosissimo da hostess (3).

Totalmente in bianco per il resto, a parte le scarpazze appuntite decolleté rosse (4): sono bianchi i pantaloni super stretch anatomici che a starle dietro sembra di vedere una mozzarellona di bufala in centrifuga (5), bianco il megacinturone farwest che si vede in trasparenza sotto la blusetta, bianca la grossa bisaccia Guess (6) con la solita miriade di orpelli inutili che tanto fanno impazzire le malvestite: inserti pellacei, cuciture allacazzo, intrecci noneuclidei, targhette risplendenti ovunque, la mega nappina penzolante per frusticciarsi qua e là come fanno gli elefanti con la coda. Vorrei poi richiamare la vostra attenzione sul bizzarro ciondolone sferico (7), che per un attimo ho pensato fosse un simpatico souvenir spaziale sul modello dello sputnik, ma poi invece ci sono arrivata: si tratta di un banalissimo infusore subacqueo per il tè - e però, oh, un tocco di idiozia io-sono-originale mica da scherzare.

Coppia malvestita #28

pecorelle malvestiteAlle malvestite non gliene frega niente di andarsene a spasso in mezzo a un mucchione sterminato di malvacloni che c’hanno le stesse scarpe dorate, gli stessi pantaloni a sigaretta, gli stessi occhialoni insettoidali, tutte che si sentono ugualmente fighissime trendyssime sexyssime all’ultimo grido: non è che non se ne accorgono, non è che la cosa le lascia indifferenti, se ne accorgono benissimo e ne sono strafelici: il malvestitismo funziona così, il decerebrato passivo acchittamento modaiolo è soddisfatto e trova conferma soltanto quando è verificata la sua sterminata nauseante multiclonazione, ci si riconosce e ci si approva vicendevolmente.

L’unico aspetto positivo della faccenda è che puoi tirar fuori un paio di malve dal mucchione e passarci il tempo giocando al gioco delle differenze. Per esempio queste due qui, vediamo: la struttura portante è identica, ballerine - fuseaux - minigonna - magliettone - maschera protettiva da saldatore; e però il magliettone (1), un coso informe lungo lungo a mezzo culo col risvolto pettorale, c’ha le maniche bombate biancaneve sulle spalle della malva di destra (2), risvoltate sulla malva di sinistra (ah be’ poi certo, verdolino militar-olivamarcia da una parte, rosso scolorito dall’altra); le ballerine di sinistra nere col mega-logo bburinazzo della doppia C incaprettata chanel (3), le altre invece di marca sconosciuta tenute insieme con lo spago per l’arrosto (4); le minigonne a tubino sono identiche non fosse per l’orlo rosicchiato dai piranha a sinistra (5); orecchini verminacei con solidi geometrici color pisellino primavera (6) e guarnizione idraulica al dito medio (7) per una, quintalata cacofonica di braccialetti metallici per l’altra (8); e poi ovviamente le borse, quella di tela etnico-fricchettona ex tappetino welcome al ristorante messicano (9) e quella da signorotta pazza a riquadri storti multicolor (10 - il riquadro centrale è un omaggio fotografico a uno degli animali simbolo della bburinità, la tigre); e infine l’acconciatura, capelli sciolti frisettati a destra (11), codazza alta supertiratissima stirarughe a sinistra (12), sorrisone assicurato.

Malvestita 318 - touch my pacc

malvestita sweet yearsCi sono delle marcacce malvestite che campano così, s’accodano ai malvaobbrobri che attizzano di più e ne tirano fuori una schifosissima grossolana versione brandizzata, robetta finto-trendy da mettere in vetrina nelle cartolerie-tabacchi tra i quaderni delle winx i peluche tarocchi e i libri di fabio volo (una volta passati di moda, poi, si finisce insieme alle mutande Caghi e ai vhs di Karate kid terzo nei cestoni supersconto carrefour). Destinatario: il minicervellino bburino, più facile se adolescentello.

Per esempio sweet years, marcaccia regina della disco-truzzaggine sabato pomeridiana (come sapete, made in calcio-velino-coattolandia: Vieri Maldini Satta), non gli basta d’aver sfornato un’infinita quantità di vomitevoli magliette e magliettine felpe e felpine con scritte e numeri di ogni genere (selezionati da una scimmietta - avevano provato con la satta, non c’era verso - che apre a caso le pagine gialle californiane: e mica si possono usare quelle nostre, oh, “playa nevada” fa molta più scena di “lido di pomposa” [*]), hanno da poco lanciato una linea di terrificanti fake riproduzioni della scarpetta sneaker più sputtanata ormai persino in ambiente ultrabburino: praticamente delle ciabatte da notte a forma di converse (1), senza lacci, col cuoricino stampato sopra e poi, siccome se non c’è una scrittona da qualche parte il bburino non è soddisfatto, tiè, ottimizziamo gli spazi e brandizziamo la plastichetta del bordino gommoso.

Ma la trecentodiciotto non c’ha preso solo le scarpine in cartoleria-tabacchi, ci s’è comprata tutto l’accessoriume: la borsetta a spicchio d’arancia (2) con la fantasia optical anni sessanta, che pendantizza la cinturazza di cartapesta (3), gli occhialoni bianchi di plastichetta biodegradabile con le stanghette montante all’incontrario (4), un bussolotto di polistirolo che dovrebbe farle da ipod-mollettina coloratissima in pendant col maglioncione attillato (5) e lo zippo finto col segno zodiacale inciso sopra e il motto corrispondente “essendo un segno d’acqua necessita di movimento perché tende a ritenere i liquidi” (6 - uhm, era indecisa tra questo e il bic ricaricabile coi gattini cucciolotti).

[*] lo so che playa nevada è un’altra marcaccia ancora, ma va be’ non fa differenza, questa della scimmietta random-selezionatrice con l’elenco telefonico mmerigano è una strategia comune a tutte le malvaschifezze usa-e-getta che vogliono darsi un’arietta esotica international-borgatara: se proprio volete un esempio sweetyearsiano, ci sono queste mutandine qui che a scriverlo in italiano come lo direbbe bobone vieri, “toccame er pacco”, magari pareva brutto