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Malvestita #324

malvestita avvolta di zanzariera coi bacetti da pornohostessQuesta nostra malva sciccosa io-me-la-tiro (cammino con la traballante falcatona di un nano cieco in bilico sui trampoli) è evidentemente molto attratta dalla moda corrente del magliettone moscio, che però ormai in effetti se lo mettono tutte, è diventato un po’ troppo popolare, così allora ha trovato un buon compromesso (tra mosciume cascante e sostenuta sciccheria) con questa demenziale blusetta trasparente (1) ricavata da uno di quei rotoloni di zanzariera che usano i fiorai per avvolgere i mazzi di rose a sanvalentino, tutta piena di teneri bacettini stampati (utilissima dunque nel caso disperato - niente kleenex - ci si debba pulir via il rossetto facendo finta di niente), le manichette gonfie biancaneve (2) e il foularino sciccosissimo da hostess (3).

Totalmente in bianco per il resto, a parte le scarpazze appuntite decolleté rosse (4): sono bianchi i pantaloni super stretch anatomici che a starle dietro sembra di vedere una mozzarellona di bufala in centrifuga (5), bianco il megacinturone farwest che si vede in trasparenza sotto la blusetta, bianca la grossa bisaccia Guess (6) con la solita miriade di orpelli inutili che tanto fanno impazzire le malvestite: inserti pellacei, cuciture allacazzo, intrecci noneuclidei, targhette risplendenti ovunque, la mega nappina penzolante per frusticciarsi qua e là come fanno gli elefanti con la coda. Vorrei poi richiamare la vostra attenzione sul bizzarro ciondolone sferico (7), che per un attimo ho pensato fosse un simpatico souvenir spaziale sul modello dello sputnik, ma poi invece ci sono arrivata: si tratta di un banalissimo infusore subacqueo per il tè - e però, oh, un tocco di idiozia io-sono-originale mica da scherzare.


Coppia malvestita #28

pecorelle malvestiteAlle malvestite non gliene frega niente di andarsene a spasso in mezzo a un mucchione sterminato di malvacloni che c’hanno le stesse scarpe dorate, gli stessi pantaloni a sigaretta, gli stessi occhialoni insettoidali, tutte che si sentono ugualmente fighissime trendyssime sexyssime all’ultimo grido: non è che non se ne accorgono, non è che la cosa le lascia indifferenti, se ne accorgono benissimo e ne sono strafelici: il malvestitismo funziona così, il decerebrato passivo acchittamento modaiolo è soddisfatto e trova conferma soltanto quando è verificata la sua sterminata nauseante multiclonazione, ci si riconosce e ci si approva vicendevolmente.

L’unico aspetto positivo della faccenda è che puoi tirar fuori un paio di malve dal mucchione e passarci il tempo giocando al gioco delle differenze. Per esempio queste due qui, vediamo: la struttura portante è identica, ballerine - fuseaux - minigonna - magliettone - maschera protettiva da saldatore; e però il magliettone (1), un coso informe lungo lungo a mezzo culo col risvolto pettorale, c’ha le maniche bombate biancaneve sulle spalle della malva di destra (2), risvoltate sulla malva di sinistra (ah be’ poi certo, verdolino militar-olivamarcia da una parte, rosso scolorito dall’altra); le ballerine di sinistra nere col mega-logo bburinazzo della doppia C incaprettata chanel (3), le altre invece di marca sconosciuta tenute insieme con lo spago per l’arrosto (4); le minigonne a tubino sono identiche non fosse per l’orlo rosicchiato dai piranha a sinistra (5); orecchini verminacei con solidi geometrici color pisellino primavera (6) e guarnizione idraulica al dito medio (7) per una, quintalata cacofonica di braccialetti metallici per l’altra (8); e poi ovviamente le borse, quella di tela etnico-fricchettona ex tappetino welcome al ristorante messicano (9) e quella da signorotta pazza a riquadri storti multicolor (10 - il riquadro centrale è un omaggio fotografico a uno degli animali simbolo della bburinità, la tigre); e infine l’acconciatura, capelli sciolti frisettati a destra (11), codazza alta supertiratissima stirarughe a sinistra (12), sorrisone assicurato.


Malvestita 318 - touch my pacc

malvestita sweet yearsCi sono delle marcacce malvestite che campano così, s’accodano ai malvaobbrobri che attizzano di più e ne tirano fuori una schifosissima grossolana versione brandizzata, robetta finto-trendy da mettere in vetrina nelle cartolerie-tabacchi tra i quaderni delle winx i peluche tarocchi e i libri di fabio volo (una volta passati di moda, poi, si finisce insieme alle mutande Caghi e ai vhs di Karate kid terzo nei cestoni supersconto carrefour). Destinatario: il minicervellino bburino, più facile se adolescentello.

Per esempio sweet years, marcaccia regina della disco-truzzaggine sabato pomeridiana (come sapete, made in calcio-velino-coattolandia: Vieri Maldini Satta), non gli basta d’aver sfornato un’infinita quantità di vomitevoli magliette e magliettine felpe e felpine con scritte e numeri di ogni genere (selezionati da una scimmietta - avevano provato con la satta, non c’era verso - che apre a caso le pagine gialle californiane: e mica si possono usare quelle nostre, oh, “playa nevada” fa molta più scena di “lido di pomposa” [*]), hanno da poco lanciato una linea di terrificanti fake riproduzioni della scarpetta sneaker più sputtanata ormai persino in ambiente ultrabburino: praticamente delle ciabatte da notte a forma di converse (1), senza lacci, col cuoricino stampato sopra e poi, siccome se non c’è una scrittona da qualche parte il bburino non è soddisfatto, tiè, ottimizziamo gli spazi e brandizziamo la plastichetta del bordino gommoso.

Ma la trecentodiciotto non c’ha preso solo le scarpine in cartoleria-tabacchi, ci s’è comprata tutto l’accessoriume: la borsetta a spicchio d’arancia (2) con la fantasia optical anni sessanta, che pendantizza la cinturazza di cartapesta (3), gli occhialoni bianchi di plastichetta biodegradabile con le stanghette montante all’incontrario (4), un bussolotto di polistirolo che dovrebbe farle da ipod-mollettina coloratissima in pendant col maglioncione attillato (5) e lo zippo finto col segno zodiacale inciso sopra e il motto corrispondente “essendo un segno d’acqua necessita di movimento perché tende a ritenere i liquidi” (6 - uhm, era indecisa tra questo e il bic ricaricabile coi gattini cucciolotti).

[*] lo so che playa nevada è un’altra marcaccia ancora, ma va be’ non fa differenza, questa della scimmietta random-selezionatrice con l’elenco telefonico mmerigano è una strategia comune a tutte le malvaschifezze usa-e-getta che vogliono darsi un’arietta esotica international-borgatara: se proprio volete un esempio sweetyearsiano, ci sono queste mutandine qui che a scriverlo in italiano come lo direbbe bobone vieri, “toccame er pacco”, magari pareva brutto


Malvestita #316 - Radar antimerda?

malvestita supersciccosa col radar antimerdaChe spettacolo incredibile le malvestite altezzosette che staccheggiano boriose velocissime e molleggiate - leggiadre come arrugginiti robot-barbie nazisti - con le loro gambine tese divaricate al massimo (1) che scattano una e poi l’altra compiendo queste falcatozze lunghe lunghe che sembra debbano star lì a scavalcare un gigantesco pozzangherone; e per l’appunto, a combinare il loro camminìo così rapido e sicuro con la schiena e il collo affusolato ben dritti e il mento imbronciato ovviamente sparato su verso le stelle (2), come facciano a individuare e dunque evitare certi spiacevoli ostacolini sulla strada, non so, perché io una malva altezzosetta falcatante con una merda infilzata nel tacco non l’ho mai vista - forse una specie di sistema radar antimerda ad ultrasuoni?

Oh ma comunque: che esperta collezionista di malva-sciccherie! Guardatela con che grazia maneggia ostentandola - pur con simulata superiore indifferenza - la sua vera originale borsetta altamoda (3), altro che quella giungla di dozzinali cheapissime Speedy taroccone, lei c’ha la sua costosa (duemila circa) aristocraticissima Alma in pelle tinta unita dal design ultra-minimale con la griffina Louis Vuitton nell’angolo in basso a destra (va be’ in ogni caso, giusto per esser sicuri che qualche volgare ignorantello non la scambi per la NaJ Oleari che davano in regalo con Gioia).

E c’ha pure un esclusivo fantastico mantellino svolazzante da supereroina (4 - un lenzuolone multi-avvitato da cui è impossibile liberarsi stile poncho-di-forza): ecco cos’è, la supervendicatrice sciccosa con la falcatona ad ultrasuoni antimerda! (boh, magari è cieca tipo devil - lo stivalone attillato rosso di pelle lucida - 5 - sembra un pezzo del costumino deviliano). E com’è tutta sofistico-pendantizzata, una regina: il ponchone da manicomio in accordo coi jeans appiccicati (6) e col maglione che le spunta da sotto (7), l’oro delle rifiniture louisvuittoniane con l’anellazzo (8), e ha persino trovato il tempo di pendantizzare le unghiette delle mani cogli occhialini rettangolari di plastichetta (9) e il fermaglio su in cima (10) - una malva qualsiasi ci avrebbe perso la testa.


Malvestita #311

malvestita lontano ovestMi mette sempre di buon umore vedere una malva così che si tematizza tutta da capo a piedi: va be’, la smith&wesson sul cinturone di cuoio coi rondelli d’acciaio (1) non ce l’aveva per davvero, ce l’ho messa io - consideratela una specie di licenza malva-poetica (a dire il vero in effetti non è ne avesse poi granché bisogno, con quei suoi portafondine ascellari che le si incrociano sul petto - 2) - ma insomma mi sembrava che un bel cannone a vista le calzasse a pennello, e adesso cos’altro le manca - ah sì giusto! - soltanto una stelletta da sceriffa sul borsone scamosciato con borchiette e frangine svolazzanti squaw (3), e poi sì sarebbe compiutamente trasformata nell’ideale sergioleone incontra madmax che incontra una pecora merinos.

L’equipaggiamento pellaceo (portafondine cinturone borsa e stivali - 4 - forse non proprio i texanoni duri e puri con le guarnizioni d’acciaio calcionellepalle, non proprio, più che altro una loro spinta rivisitazione in chiave contemporanea cowboy chic: moscetti senza tacco e con l’inutile laccio decorativo che pendantizza però - almeno questo - le frangette borsarettare ballacoilupi) tutto st’equipaggiamento qua è pendantizzato sul rosso cupo sangue di bufalo, così come anche la micro-gonnelina assurda un po’ strabica (5 - la fantasia rettangolare ispirata ad una linea di stuoini etnici poggiapiedi - ah, ma forse è uno stuoino etnico poggiapiedi), un pochino invece più sull’arancio sbiadito (pipì di bufalo che ha mangiato asparagi) il foulard sfilacciatissimo che tiene intorno al collo, di quelli cartavelini da bancarella (6 - serve a proteggersi dalle tempeste di sabbia, ma anche a rapinare banche).

Molto interessante direi quasi futurista la trovata malva-concettuale per cui le linee di movimento del capello riccio pubico-ondulato si propagano dinamicamente nelle simili sequenze tremolanti-percoresche del cappottone (7), una decina di metri quadri di copertone lanesco pesantissimo.


Malvestita #305

il malva-angelo custode

Non scherzo, io penso che questa malvestita qua non se ne stava per davvero materialmente gallineggiando in carne ed ossa ad un metro da me, penso che fosse piuttosto una specie di allucinazione mistica, il malva-angelo custode o qualcosa del genere di una delle malvestite che passeggiavano in strada [*], uno squarcio intradimensionale tra questo e l’altro mondo, il malva-limbo.

Non c’è obiezione razionale che tenga, perché una tale perfetta armoniosa pendantizzante non può appartenere a questo triste mondo sgangherato: e non è soltanto il fatto del collo bianco morbido e capelluto (1) che cinguetta con lo stivale colbaccato in pelo di bigfoot (2), non è la tramatura intessuta sul retro del giaccone (3), quel soave labirinto ortofrutticolo che non può che riportarci alla memoria l’iconografia dell’eden primordiale, non è neanche la gonna accartocciata col tessuto grossolano e rigato da ombrellone balneare (4 - il diluvio universale, ma certo, è un mònito!) né l’audace zebratura dell’occhiale da sole (5 - per il resto incorniciato d’oro - che funge da aureola - con una grossa M sulle stanghette - Michele forse, come l’arcangelo?).

E’ da un’altra parte che bisogna volger lo sguardo per comprendere appieno la sua natura sovrannaturale: bisogna guardare alla dominante simbolicissima figura del cerchiolino (il tutto! l’eterno! l’immutabile!). No che non è un caso, proprio per niente, che la mia malvavisione sia letteralmente coperta di cerchiolini - una cosa così, insomma, vi sembra possibile per una comune mortale? - ci sono gli orecchini (6), i manici della borsetta (7 - bianca immacolata anche quella), le guarnizioni inutili sulle tasche della gonna e, infine (senza contare l’occhi a palla), i cerchietti attaccati come fossero piercing tre di qua e tre di là (la trinità!) sugli stivalozzi yetici, vero colpo di genio malva-paradisiaco - non c’è dubbio, no, che m’è toccato il privilegio di sbirciare una realtà malvestita sacra superiore ed invisibile.

E che cazzo, mi sento un po’ come vùpi gòlbe.

[*] lo so che è difficile da credere ma ognuno di noi ha il suo malva-angelo custode, che sarebbe cioè quella vocina che quando vai da scarpe&scarpe ti grida nell’orecchio “prendile! prendile!” mentre stai valutando l’acquisto di un tronchetto peep toe coi festoni natalizi incorporati e gli zirconi laser rotanti


Malvestita #298 - the prepuzio effect

malvestita prepuzio effectPiù o meno dall’inverno scorso il giubbottone malvestito è disponibile nella variante con collettazzo ribaltabile: ci sono quelli grossi grossi che sembra d’averci sulle spalle un mantellino, e poi ci sono quelli più modesti, come questo qui (1): in comune c’hanno la zip che arriva misteriosamente fino in fondo e boh, non si sa bene a cosa serva, ché a chiudersi il collettazzo fin su in cima - vedi figura (2) - ti coprirebbe per intero il capoccione e non solo, altri venti trenta centimetri di nulla (è quello che in gergo malvestito si definisce Prepuzio Effect).

Se il risvolto del collettazzo è di pile giallognolo, l’esterno del giubbottone è invece tutta una chic-squadrettatura tartan di scialbo marroncino; ricalcando fedelmente il modello malva-classicistico, il giubottone è chiuso alle estremità da porzioni elasticizzate, un enorme fasciona addominale in vita (3 - da cui occhieggia un fugace scorcio di t-shirt, ingrediente ben ponderato di soft-trasandatezza) e due più piccole fascette tubolari intorno ai polsi (4), con le manine ficcate dentro in modo da richiamare pendanticamente il potenziale Prepuzio Effect del collettozzo più sopra; i rigonfiamenti anomali che le si vedono sui fianchi sono due tascone mosce disposte in obliquo che, non vorrei sbagliarmi, ma mi sa che c’avevano l’apertura sul lato inferiore - praticissime dunque in ambienti a gravità zero (ma pure: si potrebbe forse ipotizzare un collegamento figurativo dei tasconi col prepuzio più sopra, ma insomma, è un pochino azzardato).

I pantaloni jeans attillatissimi (5 - pacchettino di marlboro spiaccicato in tasca - 6 - rimboccatura negli stivali di pelle con bolo filamentoso d’ordinanza - 7) derivano da un particolare ramo evolutivo del bburinissimo trend delle scrittone gigantesche da retrotreno (ve li ricordati di sicuro, i culoni targati Rich, o meglio ancora Angel Devil): non si tratta di una semplice stampigliatura trasferelleta bianca, ma di un cubitale “Pinko” ricamato di lustrini luccicosi, in verticale lungo tutto il didietro della coscia destra (8 - la citazione del colore rosa vuole contribuire, immagino, a suggerirci l’intenzionale ricorso al Prepuzio Effect).


Malvestita #296

malvestita jlo pigiamataEcco qua una malva creata in laboratorio appositamente per accoppiarsi con un DFS, perché i geni defilippizzati vengano trasmessi intatti alle generazioni successive e, col trascorrere del tempo, i discendenti di sangue puro assumano una posizione evolutivamente dominante, via via fino alla conquista del mondo.

E’ stata progettata sul modello JLo, che ai DFS si sa, li fa impazzire di lussuria: una nana corta e cicciottella con la pancia e il culottentotto che si intrufola presuntuosa dentro abitini stretti stretti per farci vedere bene com’è che è fatta, uno spettacolo di irresistibile fertilità malvestita (c’ha un meraviglioso completino total grey di lanetta, pigiama - 1 - e calze - 2 - coordinate, che richiama alla memoria le prodezze stilistiche del Gran Mogol - certo il baschetto sbarazzino, seppur ottimamente pendantizzato - 3 - non può competere in audacia e chiccosità con la bandana chemioterapica, ma va be’, mica uno diventa Gran Mogol per niente); e non chiedetevi com’è che fa a uscire da questo coso, sto tubo elastico con appendice moscetta intorno al collo, dev’essere una scena abbastanza raccapricciante, tipo quella dei serpenti che perdono la pelle (raccapricciante sì, ma d’alto valore etologico).

Gli occhialoni marroni da gran diva con lenti sfumate (4) sono molto appropriati, e anche i capelli sono perfetti, crespi informi strastirati con la piastra (notate il gonfiume da ovatta sintetica, tipico delle piastrature effettuate nei giorni di umidità), il trucco pesante pure è quello che ci vuole, e abbiamo infine il giusto contributo di accessori sbrilluccicosi finto-preziosi, orologio-padella (5) e orecchini giganti (si sa, il malvo DFS è come i selvaggi nativi americani, lo si seduce coi vetrini colorati); ci s’è molto impegnata ma forse poteva dare qualcosina in più, ché gli stivaloni bburini di pelle (6) sono un po’ sorpassati, ci vuole un richiamino d’aggiornamento.


Malvestita #293

malvestita con gli stivali e l'ombrellino di plastica... tenera!E per la stagione delle piogge, nel caso che un selvaggio acquazzone spozzangheri per benino la sunset boulevard di roccacannuccia (e provateci voi a fare shopping saltellando qua e là con delle permeabilissime sottili leggere ballerine - vorrete mica tornare a casa con la french dei piedoni tutta ammollata, no eh?), pare ci sia un nuovo fondamentale malva-gadget che permette di superare indenni certi momentacci - di superarli con Stile intendo - lo stivale di gomma (1 - questi qui, vedete, c’hanno una fantasia kidult tutta ciliegine), tenero sì, ma re-ingegnerizzato in salsa malvestita, più corto sul polpaccio, svasato e col tacco.

Ci si potrebbe chiedere: ma se i rain boots di solito c’hanno la suola tutta d’un pezzo che serve a tenere sul bagnato e a non scivolare, cioè, dico, ma che razza di utilità possono averci dei rain boots così con la suola divisa in due, col tacchetto piccolino ultra-destabilizzante? Be’, se ve lo state chiedendo per davvero la questione è molto semplice: utilità praticità funzionalità eccetera sono idee demodè, superflue e banali, che non hanno mai contato un piffero, e voi altri - accidenti a voi! - non avete capito niente di malvestitismo.

Prendete l’ombrellino di plastica trasparente (2), minuscolo (ottimo! sei sferzato di pioggia da tutte le parti tranne che un centimetro quadrato sulla cima della testa). Questo affarino sciccosetto da bambolina non serve certo per ripararsi, ma solo ed esclusivamente come richiamo di pendantizzazione materiale (plastica luccicosa) con gli stivali più sotto. E gli occhiali da sole (3)? Ok che il nome suggerisce una chiara indicazione per il loro corretto utilizzo, ok che se è nuvoloso e c’hai la vista ridotta e se pure indossi delle scarpe instabili rischi di fare un bel ruzzolone, ma insomma non state troppo a sottilizzare, ve l’ho già detto, il malvestitismo non funziona così.

Potremmo concludere interrogandoci sul perché dei leggings a tre quarti (4) usati a mo’ di calze, con mezzo polpaccetto striminzito all’aria aperta tutto violaceo per il freddo, ma è sempre la stessa storia. Almeno s’è messa il maglione di lana col collo alto e le maniche lunghe, il vestitone preparto (5) pieno di tascone e una collana multi-attorcigliata (6) di salciccette allo spiedo ancora belle calde. Piuttosto concluderei interrogandomi su questo, che è ben più inquietante: dentro gli stivali, sotto i leggings - secondo voi - ce li avrà dei calzettini?

p.s. la borsa (7) non sono sicura, c’aveva una orrenda tigratura che non può che essere riconducibile a lui, Roberto Cavalli il re della Savana


Coppia malvestita #19

coppia di malvestite all'esame dell'espertaSe uno la sa lunga - come me - il malvestitismo, nei suoi più minuti particolari, lo si può leggere e interpretare in modo da tirarne fuori qualche profondissima verità pseudo-psicologica, un po’ come fanno gli astrologi con le stelle, o la grafologa del tg4 con le firme di Anna Falchi e Valeria Marini.

Prendiamo la coppia malvestita di oggi. In formazione binaria da struscio, chiacchieravano cordialmente di non importa cosa, scambiandosi sorrisoni a piena dentiera e consigliandosi a vicenda (”ma sì, per te sarebbe peeeerfetto!”) questo o quel negozio. Ebbene, se per chiunque che non sia avvezzo alla lettura dei segni malvologici queste due potrebbero davvero passare per amichette del cuore - tanto più che condividono una ingannevole generica impostazione chiccosetta d’alto bordo - io, che della malvologia ho fatto pratica d’accademia, posso dirvi che no, per niente, macchè amiche e amiche: si odiano e anzi, una delle due, quella a destra, ha sognato ieri notte di strangolare l’altra.

Trascurate la patina superficiale di amabile carineria e affabilità reciproche. Concentratevi piuttosto sui particolari malvestiti: guardate ad esempio cosa indossano al piano di sotto. Stivaloni da cavallerizza (1) su gambe nude e inspiegabile gonnellina bianca (2) per l’una, infradito (3) sotto leggings neri (4) per l’altra: una dunque, quella di destra, che cavalca l’onda del momento, il tipico abbinamento boho-chic (fuseaux più scarpette basse) - l’altra poverina che non ha capito da che parte va il malvestismo, ed è rimasta incriccata nella cowgirl-mania di un paio d’anni fa. E anche solo questo basterebbe, agli occhi della malvologa, per escludere la possibilità di un sincero rapporto tvb. Ma andiamo avanti.

Davvero c’è qualcuno - pur tra voi altri senza pubblicazioni scientifiche - che pensa siano compatibili la semplice canottiera (5) banalmente pendantizzata in marroncino cogli stivali e l’abitino moscetto giallo (purè irrancidito) a righette nere (6), trendissimo, che perfettamente si sposa col resto dell’ambaradan boho-chic? Per favore. E quella coda lunga a treccia di bufala (7)? Accidenti se all’altra, ogni tanto, non le scappa di chiamarla Sissi (deve mordersi la lingua).

Ok: è vero che hanno tutte e due la cintura decorativa senza scopo a mo’ di corsetto, ben stretta, alta in vita. Ma che vuol dire, la malvestita di destra (8 - elasticizzata con strano fibbione romboidale e fantasiose decorazioni di ostriche scintillanti - incrostazioni calcareo madreperlacee) è fermamente convita che non ci siano paragoni in fatto d’originalità e depreca la scelta barbosa dell’altra; quella di sinistra invece (9 - candida pelle con doppia chiusura ornata di perle e borchione argentato, clip sul davanti e passante circolare sul didietro) è fermamente convinta d’essere impareggiabile quanto ad eleganza e stilosità, e ci sputa sopra alla molesta pacchianeria dell’altra; insomma, ci si impiccherebbero a vicenda, se solo potessero (son troppo corte le cinture).

Per cui, com’è chiaro: studiate il malvestitismo, capite le persone.