Malvestita #305

30 gennaio 2008

il malva-angelo custode

Non scherzo, io penso che questa malvestita qua non se ne stava per davvero materialmente gallineggiando in carne ed ossa ad un metro da me, penso che fosse piuttosto una specie di allucinazione mistica, il malva-angelo custode o qualcosa del genere di una delle malvestite che passeggiavano in strada [*], uno squarcio intradimensionale tra questo e l’altro mondo, il malva-limbo.

Non c’è obiezione razionale che tenga, perché una tale perfetta armoniosa pendantizzante non può appartenere a questo triste mondo sgangherato: e non è soltanto il fatto del collo bianco morbido e capelluto (1) che cinguetta con lo stivale colbaccato in pelo di bigfoot (2), non è la tramatura intessuta sul retro del giaccone (3), quel soave labirinto ortofrutticolo che non può che riportarci alla memoria l’iconografia dell’eden primordiale, non è neanche la gonna accartocciata col tessuto grossolano e rigato da ombrellone balneare (4 – il diluvio universale, ma certo, è un mònito!) né l’audace zebratura dell’occhiale da sole (5 – per il resto incorniciato d’oro – che funge da aureola – con una grossa M sulle stanghette – Michele forse, come l’arcangelo?).

E’ da un’altra parte che bisogna volger lo sguardo per comprendere appieno la sua natura sovrannaturale: bisogna guardare alla dominante simbolicissima figura del cerchiolino (il tutto! l’eterno! l’immutabile!). No che non è un caso, proprio per niente, che la mia malvavisione sia letteralmente coperta di cerchiolini – una cosa così, insomma, vi sembra possibile per una comune mortale? – ci sono gli orecchini (6), i manici della borsetta (7 – bianca immacolata anche quella), le guarnizioni inutili sulle tasche della gonna e, infine (senza contare l’occhi a palla), i cerchietti attaccati come fossero piercing tre di qua e tre di là (la trinità!) sugli stivalozzi yetici, vero colpo di genio malva-paradisiaco – non c’è dubbio, no, che m’è toccato il privilegio di sbirciare una realtà malvestita sacra superiore ed invisibile.

E che cazzo, mi sento un po’ come vùpi gòlbe.

[*] lo so che è difficile da credere ma ognuno di noi ha il suo malva-angelo custode, che sarebbe cioè quella vocina che quando vai da scarpe&scarpe ti grida nell’orecchio “prendile! prendile!” mentre stai valutando l’acquisto di un tronchetto peep toe coi festoni natalizi incorporati e gli zirconi laser rotanti

Malvestita #296

30 ottobre 2007 /

malvestita jlo pigiamataEcco qua una malva creata in laboratorio appositamente per accoppiarsi con un DFS, perché i geni defilippizzati vengano trasmessi intatti alle generazioni successive e, col trascorrere del tempo, i discendenti di sangue puro assumano una posizione evolutivamente dominante, via via fino alla conquista del mondo.

E’ stata progettata sul modello JLo, che ai DFS si sa, li fa impazzire di lussuria: una nana corta e cicciottella con la pancia e il culottentotto che si intrufola presuntuosa dentro abitini stretti stretti per farci vedere bene com’è che è fatta, uno spettacolo di irresistibile fertilità malvestita (c’ha un meraviglioso completino total grey di lanetta, pigiama – 1 – e calze – 2 – coordinate, che richiama alla memoria le prodezze stilistiche del Gran Mogol – certo il baschetto sbarazzino, seppur ottimamente pendantizzato – 3 – non può competere in audacia e chiccosità con la bandana chemioterapica, ma va be’, mica uno diventa Gran Mogol per niente); e non chiedetevi com’è che fa a uscire da questo coso, sto tubo elastico con appendice moscetta intorno al collo, dev’essere una scena abbastanza raccapricciante, tipo quella dei serpenti che perdono la pelle (raccapricciante sì, ma d’alto valore etologico).

Gli occhialoni marroni da gran diva con lenti sfumate (4) sono molto appropriati, e anche i capelli sono perfetti, crespi informi strastirati con la piastra (notate il gonfiume da ovatta sintetica, tipico delle piastrature effettuate nei giorni di umidità), il trucco pesante pure è quello che ci vuole, e abbiamo infine il giusto contributo di accessori sbrilluccicosi finto-preziosi, orologio-padella (5) e orecchini giganti (si sa, il malvo DFS è come i selvaggi nativi americani, lo si seduce coi vetrini colorati); ci s’è molto impegnata ma forse poteva dare qualcosina in più, ché gli stivaloni bburini di pelle (6) sono un po’ sorpassati, ci vuole un richiamino d’aggiornamento.

Malvestita #293

20 ottobre 2007

malvestita con gli stivali e l'ombrellino di plastica... tenera!E per la stagione delle piogge, nel caso che un selvaggio acquazzone spozzangheri per benino la sunset boulevard di roccacannuccia (e provateci voi a fare shopping saltellando qua e là con delle permeabilissime sottili leggere ballerine – vorrete mica tornare a casa con la french dei piedoni tutta ammollata, no eh?), pare ci sia un nuovo fondamentale malva-gadget che permette di superare indenni certi momentacci – di superarli con Stile intendo – lo stivale di gomma (1 – questi qui, vedete, c’hanno una fantasia kidult tutta ciliegine), tenero sì, ma re-ingegnerizzato in salsa malvestita, più corto sul polpaccio, svasato e col tacco.

Ci si potrebbe chiedere: ma se i rain boots di solito c’hanno la suola tutta d’un pezzo che serve a tenere sul bagnato e a non scivolare, cioè, dico, ma che razza di utilità possono averci dei rain boots così con la suola divisa in due, col tacchetto piccolino ultra-destabilizzante? Be’, se ve lo state chiedendo per davvero la questione è molto semplice: utilità praticità funzionalità eccetera sono idee demodè, superflue e banali, che non hanno mai contato un piffero, e voi altri – accidenti a voi! – non avete capito niente di malvestitismo.

Prendete l’ombrellino di plastica trasparente (2), minuscolo (ottimo! sei sferzato di pioggia da tutte le parti tranne che un centimetro quadrato sulla cima della testa). Questo affarino sciccosetto da bambolina non serve certo per ripararsi, ma solo ed esclusivamente come richiamo di pendantizzazione materiale (plastica luccicosa) con gli stivali più sotto. E gli occhiali da sole (3)? Ok che il nome suggerisce una chiara indicazione per il loro corretto utilizzo, ok che se è nuvoloso e c’hai la vista ridotta e se pure indossi delle scarpe instabili rischi di fare un bel ruzzolone, ma insomma non state troppo a sottilizzare, ve l’ho già detto, il malvestitismo non funziona così.

Potremmo concludere interrogandoci sul perché dei leggings a tre quarti (4) usati a mo’ di calze, con mezzo polpaccetto striminzito all’aria aperta tutto violaceo per il freddo, ma è sempre la stessa storia. Almeno s’è messa il maglione di lana col collo alto e le maniche lunghe, il vestitone preparto (5) pieno di tascone e una collana multi-attorcigliata (6) di salciccette allo spiedo ancora belle calde. Piuttosto concluderei interrogandomi su questo, che è ben più inquietante: dentro gli stivali, sotto i leggings – secondo voi – ce li avrà dei calzettini?

p.s. la borsa (7) non sono sicura, c’aveva una orrenda tigratura che non può che essere riconducibile a lui, Roberto Cavalli il re della Savana

Coppia malvestita #19

26 settembre 2007

coppia di malvestite all'esame dell'espertaSe uno la sa lunga – come me – il malvestitismo, nei suoi più minuti particolari, lo si può leggere e interpretare in modo da tirarne fuori qualche profondissima verità pseudo-psicologica, un po’ come fanno gli astrologi con le stelle, o la grafologa del tg4 con le firme di Anna Falchi e Valeria Marini.

Prendiamo la coppia malvestita di oggi. In formazione binaria da struscio, chiacchieravano cordialmente di non importa cosa, scambiandosi sorrisoni a piena dentiera e consigliandosi a vicenda (“ma sì, per te sarebbe peeeerfetto!”) questo o quel negozio. Ebbene, se per chiunque che non sia avvezzo alla lettura dei segni malvologici queste due potrebbero davvero passare per amichette del cuore – tanto più che condividono una ingannevole generica impostazione chiccosetta d’alto bordo – io, che della malvologia ho fatto pratica d’accademia, posso dirvi che no, per niente, macchè amiche e amiche: si odiano e anzi, una delle due, quella a destra, ha sognato ieri notte di strangolare l’altra.

Trascurate la patina superficiale di amabile carineria e affabilità reciproche. Concentratevi piuttosto sui particolari malvestiti: guardate ad esempio cosa indossano al piano di sotto. Stivaloni da cavallerizza (1) su gambe nude e inspiegabile gonnellina bianca (2) per l’una, infradito (3) sotto leggings neri (4) per l’altra: una dunque, quella di destra, che cavalca l’onda del momento, il tipico abbinamento boho-chic (fuseaux più scarpette basse) – l’altra poverina che non ha capito da che parte va il malvestismo, ed è rimasta incriccata nella cowgirl-mania di un paio d’anni fa. E anche solo questo basterebbe, agli occhi della malvologa, per escludere la possibilità di un sincero rapporto tvb. Ma andiamo avanti.

Davvero c’è qualcuno – pur tra voi altri senza pubblicazioni scientifiche – che pensa siano compatibili la semplice canottiera (5) banalmente pendantizzata in marroncino cogli stivali e l’abitino moscetto giallo (purè irrancidito) a righette nere (6), trendissimo, che perfettamente si sposa col resto dell’ambaradan boho-chic? Per favore. E quella coda lunga a treccia di bufala (7)? Accidenti se all’altra, ogni tanto, non le scappa di chiamarla Sissi (deve mordersi la lingua).

Ok: è vero che hanno tutte e due la cintura decorativa senza scopo a mo’ di corsetto, ben stretta, alta in vita. Ma che vuol dire, la malvestita di destra (8 – elasticizzata con strano fibbione romboidale e fantasiose decorazioni di ostriche scintillanti – incrostazioni calcareo madreperlacee) è fermamente convita che non ci siano paragoni in fatto d’originalità e depreca la scelta barbosa dell’altra; quella di sinistra invece (9 – candida pelle con doppia chiusura ornata di perle e borchione argentato, clip sul davanti e passante circolare sul didietro) è fermamente convinta d’essere impareggiabile quanto ad eleganza e stilosità, e ci sputa sopra alla molesta pacchianeria dell’altra; insomma, ci si impiccherebbero a vicenda, se solo potessero (son troppo corte le cinture).

Per cui, com’è chiaro: studiate il malvestitismo, capite le persone.

Malvestita #289

12 settembre 2007

malvestita pinguinoAvrei tanto voluto vederla col monocolo, l’ombrellino e la sigaretta non così, semplice, ma col bocchino lungo mezzo metro. Allora sì che avrebbe acquistato quella dimensione penguiniana che, altrimenti, un pochino va perduta (soprattutto le ballerine lustrinate – 1 – col fiocchino da bimbetta sopra, no, sono davvero fuori luogo). E poi la tuba! Come dimenticare la tuba (i capelli raccolti, pronti per starci dentro, quelli ok).

Tutta nerissima, unica eccezione la scollatura camiciale bianca a mo’ di panciotto (2), naso appuntito e figura rotondetta – forse i pezzi mancanti del travestimento sono là dentro nella borsino bianconero Chanel (3), gelosamente custodito sotto braccio. Certo le ballerine, ma anche la fascia inguinale (4 – lustrinata pure quella), come anche le manichette a sbuffo (5) risvoltate di bianco, mi fanno sospettare che boh, forse mi sbaglio, forse è semplicemente una rivisitazione belle epoque del comunissimo abbinamento maglietta di biancaneve più pantaloncini più ballerini. Ma sì.

e – ehm – scusate la stringatezza di questa malva qui, ma sto lavorando ad un post lungoooo e bellissimooooo che, se aspettate un po’, arriva

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