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Malvestita #322

solo per chi è capace di fare la linguetta a imbutoLo spasimante della trecentoventidue ha visto su retequattro la valletta analfabeta ex viados che raccontava della tresca col sessantenne lucertolone obeso multimilionario e di quanto lo ama tantissimo perché lui sì che la fa ridere, e poi anche sull’ultimo numero di men’s health nella rubrica L’ultima scians (firmata Max Drago - alterego viagrizzato di Francesco Alberoni) c’era scritto che l’umorismo è la bomba h della seduzione (meglio se combinato ad un completo nero di satin con la camicia spalancata sul petto depilato, cocktail esotico con olivetta più ombrellino e pied-à-terre superattico arredamento minimal smaltato nero lucidissimo), e così lui per il secondo appuntamento con la trecentoventidue ha scelto un film che già solo il titolo è una roba da sbellicarsi, 3ciento.

Gli è andata bene: la trecentoventidue se n’è uscita dal cinema che rideva come una matta, lui che le farfugliava appresso di questa o quella scenetta tanto tanto buffa (”e… e… e serse che è ciccione e si strappa il capezzolo? e… e… efialte che è paris hilton handicappata?”) lei che faceva sì sì entusiasta trattenendo maliziosamente la risatina con la linguetta all’insù (1 - mossa difficilissima! ci vogliono ore e ore di addestramento al simulatore; ancora più difficile con la manina melliflua fintotimidina davanti alla bocca - posizione impossibile però in questo caso, ché la nostra malva c’aveva da reggere il cilindrone dei popcorn - 2 - e doveva scostarsi continuamente la palandrana-cardigan di lanetta cappucciata - 3 - che rischiava di coprirle quella meraviglia di leggero vestitino inguinal-sbarazzino di finto chiffon - 4 - con fantasia floreale e scollatura arricciata).

E a parte le suddette malvaschifezzuole, se vi interessa, c’aveva un borsone guess multilaccettato coi monogrammini bburinetti dappertutto (5), gli stivalazzi cowgirl (6) sulle calze color fesa di tacchino (7 - due giorni fuori dal frigorifero), l’inutil-cinturone collage di quadratini dorati (8) il cui unico scopo è evidenziare la cascante moscezza addominale e il cui fibbione metallico rotondo pendantizza gli orecchini-doblone dei pirati dei caraibi (9 - e quindi forse si spiega tutto, poverina, è maledetta).


Malvestita #321

le cosce di una malvestita possono avvisarti di un terremoto in arrivoE poi però ci sono calamità pendontizzanti così spaventose che nemmeno il caos meteorologico mezzostagionale basta a spiegarle, ma soltanto l’esistenza e l’intervento di una malvadivinità cattiva dispettosa e assettata di bruttume - guardate qua per esempio la nostra trecentoventuno - una malvadivinità maneggiona e mezza scema che funziona uguale al bimbetto stronzo di toy story, quello che se la godeva da matti a smontare i giocattoli per ricombinarli insieme appiccicandoli un pezzo qua e uno là nel modo più assurdo e disgustoso possibile, tiè, per metà lady oscar bburin-chiccheria e per metà casalinga bburin-sciattona.

La metà di sopra - lady oscar bburin-chiccheria - c’ha questa camicetta a righe verticali (simile a quella già vista sulla #281) col retro bianco candido a mo’ di magliettina superelasticizzata resistente diecimila atmosfere (1 - che fa pendant col profilo sismico dei fianchi più in basso - 2), le larghe inamidatissime manicozze a vela (3) e una cascata pettorale di svolazzoni settecenteschi fermati al colletto da un testicolone madreperlaceo (4 - il cui luccicume bigiotterioso richiama i vetrini sulle orecchie e sulle maniche del giubbottone pellicciato - 5).

La metà di sotto - casalinga bburin-sciattona - c’ha i fuseaux neri a metà polpaccio (6), i cosi vecchi consumatissimi da aerobica che si usano per stare comode mentre si passa l’aspirapolvere (ammirate - 7 - il segno bassorilievato segachiappa del mutandone contenitivo - manco tanto), e le scarpazze da ginnastica nike casual-borgatare (8) verniciate d’oro con gli ammortizzatori per autotreno sul tallone che espletano l’utile funzione di tacco rialzante; ah be’ poi sì, in effetti ora che ci penso anche la testolona mesciatissima (9) con sfilacciature nere e ricrescita galoppante ringoboys rientra nella categoria (dunque direi più che metà, due terzi casalinga bburin-sciattona).


Coppia malvestita #27

malvestite meteoropatiche in delirio di pendontizzazioneQueste settimane di scombussolio meteorologico pre-estivo hanno sulle malvestite un terribile penosissimo effetto: la pioggia e il vento freddo le costringe a ravanare ancora una volta nel cassettone della roba pesante, e però allo stesso tempo le rondinelle in k-way che già stazionano sotto le tettoie alimentano e provocano la loro naturale istintiva pulsione al denudamento stagionale; l’effetto è un po’ quello flipper in tilt lucette impazzite ding-ding-ding di una moglie stepfordiana quando le vanno in corto i transistor: la malvestita disorientata reagisce confusamente ai due opposti imperativi (non prendere la polmonite / spogliati), il che può generare clamorosi eccessi di pendontizzazione - da cui la nostra malvacoppia numero ventisette.

A sinistra possiamo ammirare la codazza alta con cascata posteriore (1) e mega-frangettone marmoreo spiaccicato iperlaccatissimo (2 - a giudicare dalla consistenza, più che capelli, sembrano extension fatte con le striscette di cartoncino); la tendina della doccia con fantasia azzurro-verdolina infondoalmar (3) bordata di pelle e stretta in vita dalla classica cinturona ornamentale (4); i jeans attillati strizzachiapponi e le decolleté rosa confetto rifinite col pennarello nero (5 - tipica rivisitazione bburina dell’equipaggiamento boho skinny-ballerina).

A destra invece abbiamo gli occhiali con le stanghette più grosse del mondo ricavate dal femore di un mammut (6); la maglietta col collettone salvagente sgonfio (7 - che segue la tendenza del già visto cappotto salvagente sgonfio) dall’innovativo stile emo-flamenco; la borsetta ritagliata da un serrandone per garage (8) con la placchetta d’oro copri serratura e il manicone rigido di legno per tirarla su e giù; e infine l’allucinante atroce pendontissima combinazione shortino bianco costa azzurra (9) più collant nero coprente mickeymouse (10) più texano bianco bullonato saturday night fever in rio bravo (11): capolavoro.


Malvestita #320

malvestita gazza ladraSoltanto i selvaggi primitivi mezzi nudi con gli straccetti di pelle e le foglioline di acacia al posto delle mutande possono pareggiare l’attrazione irresistibile che ogni vera malvestita prova nei confronti dello sbrilluccichio lampeggiante dei pezzettini di vetro colorati. Così come l’indigeno mezzo nudo avrebbe dato qualsiasi cosa in cambio dei preziosissimi cocci trasparenti della bottiglia che il conquistatore barbuto gli aveva appena spaccato sulla testa, così una vera malvestita sarebbe pronta a sborsare un patrimonio per accaparrarsi quegli stessi banali pantaloni jeans (1) che ha snobbato un minuto fa, prima che alla commessa furba le venisse l’idea di spaccarsi sulla testa lo specchietto della cipria per spargerne sui pantaloni i resti sbrilluccicosi.

La malvestita di oggi combina questa immortale tendenza malvestito-gazzaladresca (là, sulla cima di questi inqualificabili jeans risvoltati beverlyhills 90210) con alcuni più recenti malvaobbrobri: la scrittona bburinissima enorme su tre piani (2 - “dream tomorrow”) che avvolge tutta la magliettona boho pigiama-gonnellina, combinata al classico dolcevita (3) e alla forca di perline annodate (4), e poi giù in fondo i sandali peep toe (5 - le dita livide accatastate a piramide) con tacco zepposo e scagazzatina floreale sulla punta.

Ah sì poi c’è il borsone, il grosso spicchiettone sono-proprio-donna spy bag fendi (6) candido autenticissimo affarone irripetibile (”non ci crederai incrediiiibileeee l’ho trovato su ebay nuovo originale a cinquanta euro!” - una settimana e fa la fine del culo di charlize theron), e poi certo gli occhialoni da sole poligonali (7), come quelli che usava alberto tomba trentanni fa nello slalom gigante (cioè i cosini squadrati usaegetta che ti danno al cinema 3D, ma con le lenti a specchio).


Coppia malvestita #25

Eh sì che le donne vanno fuori di testa quando vedono dei veri fighissimi così: ti becchi il sorrisino compiaciuto spara-bburinità di quello (1), l’impenetrabile misteriosa specchiatura topguniana di quell’altro (2), lo scintillìo ipnotico in codice morse (”sono fighissimo”) del doppio orecchino dorato (3), l’appuntita palizzata storpia-piccioni di gel calcestruzzato (4), l’evocativa cuffietta condom (5), le chiavi del macchinone turbo con le cinture professional da rally (6 - una smart testa rossa con la pubblicità “Barbarah Estetista” sulle fiancate); come si fa a resistere? sei colta da un mancamento improvviso e giù con una piroetta sospirosa e i cuoricini tutto intorno ti afflosci stordita al loro passaggio.

coppia malvestita numero venticinque, i fighissimi bburinoni irresistibili

Mi piacciono un sacco i malvoni di questo genere qua, che ci fanno i vanitosetti un po’ bburino-sofisticati, che si capisce quanto c’hanno studiato su, quanto si sono impegnati a darsi un’aria di così alta fighissimità, con quell’equilibrata dose di malvestitismo io-sono-originale che rende il tutto irresistibilmente rubacuori: perché il gilettino attilla-panzetta a rombetti viola (7 - rivisitazione viggèiara del classicissimo modello montezemolo-gioca-a-golf), la felpina vintage anni ottanta con le righette dissenteriche (8 - una trendy rivisitazione pure questa: del classicissimo modello idraulico-in-tuta-da-lavoro), ma anche la cinturina militare col fibbione metallico (9) e la raffinatissima toppa anale di pelle borchiata col monogramma D&G (10): non è mica roba messa là a casaccio, si vede che c’è dietro tutto un lavorio intellettual-malvestito di primissima classe (guardate bene il malvo a destra: c’ha pure le adidas daltoniche - 11 - quante possibilità ci sono di azzeccare casualmente una tale assoluta completezza pendontizzante? meno possibilità ancora dell’origine della vita biologica! oh be’ per forza, in fatto di malvestitismo sono creazionista).

Il pezzo davvero pregiato dallo stratosferico valore malvestito sono ovviamente le scarpe del fighissimo di sinistra, le bikkembergs (12) tutte d’oro massiccio con lo strappone velcrato gigantesco e il marchio scrittonizzato cucito sopra in bella vista: anatomico-fascianti dall’aspetto calcettistico, sono il tipico esempio di emulazione malvestita della divinità bburina per eccellenza, l’idiota truzzone da campionato (non a caso i testimonial di questo simpatico tentativo di bigiotterizzare i piedoni sono sempre calciatori: Cannavaro fratello l’anno scorso, un certo Andreoli adesso). E per concludere - che direi sancisce perfettamente la loro iperconvinzione bburina - il malvo a destra sulla maglietta azzurra (13) sotto il gilettino simil-trapuntato (che s’è tolto per ficcarsi nello smart-jet) c’aveva stampato lo slogan in stile gotico che sentenziava così: “Fashion”.


Malvestita #317

malvestita pesce d'aprile? magariVisto che oggi è il giorno degli scherzoni divertentissimi ah ah ho pensato di proporvi questo stupendo malvone io-sono-originale (regina del creativismo finto-straccione clown-accazzodicanesco) così non vi angosciate troppo, potete pensare che me la sono inventata io per prendervi in giro e via tranquilli, senza che state col fiato sospeso ogni volta che girate l’angolo.

Perché insomma non è che davvero a qualcuno può venire in mente di mettersi quattro calze diverse una sull’altra (1), o meglio diciamo una calza tutta intera a rigoni verde fosforescente, sotto, e tre calzette sopra sbrindellate bucatissime (di cui una a rete ridotta a pochi straccettini) che formano insieme una specie di ragnatelone moccioloso che cola giù dal reggicalze agganciato alla gonnellina rosa shocking smangiucchiata (2 - Cercasi sheena disperatamente).

Guardate là il coso, il collanone a bavaglino fatto di anellozzi viti bulloni e un marasma di graffette incatenate (3 - che pendantizzano con le cascatelle metalliche più in basso - 4 - sul doppio cinturone borchiato - 5), guardate la canottiera maculata color blu-violetto (6 - come anche per il verde fosforescente, il rosa della minigonna, i lacci spaiati delle scarpe - 7 - e i capelli tinti con lo spray - 8 - la sua io-sono-originalità da accozzaglia casuale è studiatamente esaltata dalla pendontizzazione allucinata di colori insoliti), ma sì dev’essere uno scherzo della Betty: non è che sta vanitoseggiando rettilianamente il piercing sulla lingua, è proprio che ci sta facendo la linguaccia (9).


Malva-trittico pasquale

E’ bello starsene fuori ad aspettare la fine della messa per vedere quelli che se ne escono frettolosi con l’aria stravolta e la sigaretta già piazzata tra le labbra, come tabagisti esasperati che hanno appena messo piede a terra dopo qualche ora in autobus bloccati nel traffico. E se a qualcuno magari può sembrare teologicamente sconveniente fumare così sul divino gusto ostia, d’altra parte in coincidenza di questi giorni qui c’è da dire che pure Gesù Cristo terminator secondo me dopo settantadue ore di sepolcro una paglia se la sarebbe fatta - fischiettando.

alleluja è finita

Poverine le nostre tre malvestite post-eucarestia, tutte intirizzite per il freddo, che devono ripararsi dalla pioggia sotto la tettucciuola dell’ingresso parrocchiale per farsi una intelligentissima spippetto-chiacchierata casalingo-dietologica (”è una settimana che mi preparo all’abbacchio arrosto mangiando soltanto unghie”) prima di correre a casa che c’è il pranzone di famiglia che le aspetta (”tanto da stasera mi rifaccio con una settimana di sole tisane - e unghie”). Capisco che a prima vista si potrebbe ritenerle non adeguatamente acconciate al mega-evento resurrezionale, ma insomma - fermo restando che io sono dell’opinione che certi cose non si meritino poi sta grande enfasi (in fondo tutti i supereroi sono resuscitati una o più volte, persino taylor di beautiful è resuscitata, non è che stiamo ogni anno a celebrarne la ricorrenza) - comunque no, non è vero, sono tutte e tre cristianamente malva-adeguatissime.

Basta guardare per esempio il marchio dal simbolino ortofrutto-biblico del giubbotto rosso a sinistra, perfettamente in tema d’universale caritatevolezza (1 - Baci e abbracci), la borsa con la scrittona borchiata a destra (2 - Love), oppure anche - soprattutto direi - il monogramma del cinturone dedicato al santo patrono di secondigliano (3 - Luigi Vuittone); non fate caso ai catenoni infernali della borsetta in mezzo (4), alla lingua di fiamma sciccosamente adagiata sul cappotto doppiopettato della biondina (5), agli stivalozzi luciferin-dundee di pelle serpentata (6); e non fate caso nemmeno a tutto quel mucchio di purgatoriali noiosità malvestite, i soliti classicissimi colletti pellicciati (7 e 8), i pantaloni bburini arrotolati da palafitta (9), i moscioni col frangettino svolazzante (10) e via dicendo - com’è che si dice, chi è senza peccato eccetera.


Malvestita #314 - Multidimensionale

malvestita a cinque dimensioniL’altro giorno alla carrefour leggevo su focus questa storia della superficie delle padelle antiaderenti, che c’ha una configurazione atomica tutta incasinata che non si capisce bene da dove esce fuori, per cui secondo certi cervelloni potrebbe essere la proiezione tridimensionale di una struttura cristallina a più dimensioni che a noi miseri mortali non ci riesce di percepire: ecco - un’illuminazione! - allo stesso modo delle padelle antiaderenti la mia ipotesi è che questa malvestita qui, che nel nostro universo tridimensionale fa la figura di un’impossibile caotica accozzaglia attorciglia-occhi, sia in realtà la proiezione 3D di una benvestita carinissima da un universo multi-dimensionale inaccessibile ai nostri sensi (il che del resto è perfettamente in accordo col Primo teorema inconfutabile di Betty: “non esistono benvestite, almeno non in questo universo”).

Lo so che è un’ipotesi azzardata, ma come spiegare altrimenti il cappottone vestaglia tweeddato a spina di pesce da pavimento maldimare dell’ascensore (1 - coi bottoni inutili disposti a casaccio sul collettone a bavaglino), il baschetto rosso montmartre col pirulicchio melinda (2 - pendantizzato con le calze - 3), i capelli sciolti artisticamente disordinati con l’abbozzo (un nonfinito malva-michelangiolesco) delle treccine tirolesi (4), gli stivaloni di pelle con quegli strani laccettini scubidù che le pendono qua e là (5) e i guanti di lana sditati fricchetton-chic così che possiamo ammirare la sua creativissima manicure marziana (6).

Ma sopratutto, dico, come spiegare altrimenti quel coso là, il borsone artistoide-patchworkato (7) composto da un illogico astratto insieme di rattoppamenti in feltro colorato e pezzettoni di tweed (ah, forse un’astuta triplice pendantizzazione cromatica con unghie, calze-baschetto e vestaglia); come spiegare altrimenti la gonna mutaforma (8), un cosone lungo fino a metà polpaccio a cui basta dare un’annodata un’arrotolatina laterale e via, diventa una longuette gonfiona dal disegno deliziosamente irregolare (effetto corsa dei sacchi) - possibile? non è possibile: è multidimensionale.


Malvestita #313 - Mostropoli

malvestita pullman turistico per malva-mostriciattoliA prima vista può sembrare che la malvestita di oggi sia una malvestita qualsiasi perfettamente nella norma, col suo bel giacchettone gonfio multi-pelosetto cortino elasticizzato in vita (1), gli occhialazzi rettangolari ornati di sbrilluccichii (2), la borsetta bburino-leopardata (3) e i jeans strettini (4) ficcati negli stivaloni d’ordinanza (5).

A studiarla più attentamente, invece, possiamo notare nel suo malva-equipaggiamento alcune piccole e inquietanti stranezze: per esempio gli assurdi pompon di peluche (6) che le pendono giù da un lungo filamento moscino appeso al colletto, oppure anche la bizzarra disposizione tripartita della pelliccetta pecorella (7) sulla sommità dello stivale, oppure ancora gli inutili anellini (8) che circondano da una parte e dall’altra la linguetta della borsa animalier. Avete capito bene, non si tratta di semplici obbrobri malvestiti: la nostra malva trecentotredici è l’inconsapevole vettore terrestre di un gruppetto di ospiti mostropolesi che hanno preso in prestito il suo corpicino come fosse un pullman turistico.

Capisco che la cosa possa un pochino angosciarvi, l’idea che tra le grucce di zara si nasconda un giaccotto vivente coi baffi (vi sembrava un elasticone: col cavolo, erano baffi) che non vede l’ora di farsi un giretto a scrocco sulle vostre spalle, che la borsetta bburina possa improvvisamente volarsene via col portafogli il cerone e la matita per gli occhi, che lo stivalozzo pellicciato poverino soffra l’inferno a causa delle vostre acuminate french podali - o peggio ancora, che possa essere pettinato meglio di voi (ehi guardate là che sciccosa frangettina cotonata) - capisco i brividini di paura ma tenete duro, fatevi forza, qui sotto i mostriciattoli svelati:

malva-mostriciattoli in gita turistica

p.s. ho dato una modificata ai commenti, adesso sono organizzati in pagine (ogni cinquecento commenti una pagina) così è possibile continuare a giocare in quei post che di commenti ne hanno migliaia senza dover stare delle ore a caricare il blog - spero funzioni bene!


Malvestita #310

grazie mano meccanicaPerò il boho-chic è comodissimo, ci puoi risparmiare un sacco di tempo e di stupide noie. Per esempio di mattina presto la boho-chic non è come tutte le altre malvestite che deve sforzarsi di vincere l’inerzia cisposa aprendosi con le tenaglie un pertugetto minuto tra le palpebre appiccicaticce, e poi giù dal letto mugolando e strisciando verso la serranda a cui appendersi per fare un po’ di luce. La boho-chic è perfettamente a suo agio nelle tenebre e neanche fa la fatica di aprirli, gli occhi; la boho-chic non passa un’ora a testa in giù nell’armadio devastata dalla più tragica indecisione: la paranoia del dubbio amletico-abbinatorio le è sconosciuta; l’armadio della boho-chic è fatto come quei bussolotti da lunapark con la mano meccanica che si tuffa nel marasma abbigliatorio e pesca su e le fa piovere addosso le prime cose che gli capitano - la vera boho-chic, quella abilissima consumata che c’ha anni di sincera esperienza boho-chicchica, ancora sta sognando: fa tutto in uno stato di beato sonnambulismo malvestito.

La nostra malva trecentodieci è molto soddisfatta del risultato del marchingegno automatico di malva-randomizzescion: il pezzo forte della sua audace composizione boho-chic è questa specie di camicione da notte xxl a righe azzurre (1 - tenuto fermo da un grosso cinturozzo ornamentale sbieco - 2), che le spunta dal cappottino britpop (3 - stretto doppiopettato, asimmetrico, con un lembo ripiegato a lingua penzolante sul davanti e un semicolletto moscio sulla spalla opposta - a dargli un tocco di fascinoso boho-eccentrismo, l’osceno fiocchetto sul retro - 4), camicione che potrebbe farle quasi da primitivo gonnellino copri-pudenda, non ci fossero i fuseaux neri (5 - ficcati dentro un paio di stivali slaimerosi - 6 - la cui estrema flaccidità e tendenza allo scioglimento liquido è tenuta a freno da un impalcatura di legacci di pelle annodati); c’è la borsaccia a sacco (7) d’ispirazione etnico fricchettona che pendantizza casualmente con le geometrie rettofile del camicione, e poi infine il trucco agli occhi scurissimo marcato allungante palla da rugby (8): peccato che se lo sia fatta lei di persona, da sveglia - sicuro la mano meccanica avrebbe fatto di meglio.