Malvestita #321

24 aprile 2008

le cosce di una malvestita possono avvisarti di un terremoto in arrivoE poi però ci sono calamità pendontizzanti così spaventose che nemmeno il caos meteorologico mezzostagionale basta a spiegarle, ma soltanto l’esistenza e l’intervento di una malvadivinità cattiva dispettosa e assettata di bruttume – guardate qua per esempio la nostra trecentoventuno – una malvadivinità maneggiona e mezza scema che funziona uguale al bimbetto stronzo di toy story, quello che se la godeva da matti a smontare i giocattoli per ricombinarli insieme appiccicandoli un pezzo qua e uno là nel modo più assurdo e disgustoso possibile, tiè, per metà lady oscar bburin-chiccheria e per metà casalinga bburin-sciattona.

La metà di sopra – lady oscar bburin-chiccheria – c’ha questa camicetta a righe verticali (simile a quella già vista sulla #281) col retro bianco candido a mo’ di magliettina superelasticizzata resistente diecimila atmosfere (1 – che fa pendant col profilo sismico dei fianchi più in basso – 2), le larghe inamidatissime manicozze a vela (3) e una cascata pettorale di svolazzoni settecenteschi fermati al colletto da un testicolone madreperlaceo (4 – il cui luccicume bigiotterioso richiama i vetrini sulle orecchie e sulle maniche del giubbottone pellicciato – 5).

La metà di sotto – casalinga bburin-sciattona – c’ha i fuseaux neri a metà polpaccio (6), i cosi vecchi consumatissimi da aerobica che si usano per stare comode mentre si passa l’aspirapolvere (ammirate – 7 – il segno bassorilievato segachiappa del mutandone contenitivo – manco tanto), e le scarpazze da ginnastica nike casual-borgatare (8) verniciate d’oro con gli ammortizzatori per autotreno sul tallone che espletano l’utile funzione di tacco rialzante; ah be’ poi sì, in effetti ora che ci penso anche la testolona mesciatissima (9) con sfilacciature nere e ricrescita galoppante ringoboys rientra nella categoria (dunque direi più che metà, due terzi casalinga bburin-sciattona).

Coppia malvestita #27

23 aprile 2008

malvestite meteoropatiche in delirio di pendontizzazioneQueste settimane di scombussolio meteorologico pre-estivo hanno sulle malvestite un terribile penosissimo effetto: la pioggia e il vento freddo le costringe a ravanare ancora una volta nel cassettone della roba pesante, e però allo stesso tempo le rondinelle in k-way che già stazionano sotto le tettoie alimentano e provocano la loro naturale istintiva pulsione al denudamento stagionale; l’effetto è un po’ quello flipper in tilt lucette impazzite ding-ding-ding di una moglie stepfordiana quando le vanno in corto i transistor: la malvestita disorientata reagisce confusamente ai due opposti imperativi (non prendere la polmonite / spogliati), il che può generare clamorosi eccessi di pendontizzazione – da cui la nostra malvacoppia numero ventisette.

A sinistra possiamo ammirare la codazza alta con cascata posteriore (1) e mega-frangettone marmoreo spiaccicato iperlaccatissimo (2 – a giudicare dalla consistenza, più che capelli, sembrano extension fatte con le striscette di cartoncino); la tendina della doccia con fantasia azzurro-verdolina infondoalmar (3) bordata di pelle e stretta in vita dalla classica cinturona ornamentale (4); i jeans attillati strizzachiapponi e le decolleté rosa confetto rifinite col pennarello nero (5 – tipica rivisitazione bburina dell’equipaggiamento boho skinny-ballerina).

A destra invece abbiamo gli occhiali con le stanghette più grosse del mondo ricavate dal femore di un mammut (6); la maglietta col collettone salvagente sgonfio (7 – che segue la tendenza del già visto cappotto salvagente sgonfio) dall’innovativo stile emo-flamenco; la borsetta ritagliata da un serrandone per garage (8) con la placchetta d’oro copri serratura e il manicone rigido di legno per tirarla su e giù; e infine l’allucinante atroce pendontissima combinazione shortino bianco costa azzurra (9) più collant nero coprente mickeymouse (10) più texano bianco bullonato saturday night fever in rio bravo (11): capolavoro.

Malvestita #320

16 aprile 2008

malvestita gazza ladraSoltanto i selvaggi primitivi mezzi nudi con gli straccetti di pelle e le foglioline di acacia al posto delle mutande possono pareggiare l’attrazione irresistibile che ogni vera malvestita prova nei confronti dello sbrilluccichio lampeggiante dei pezzettini di vetro colorati. Così come l’indigeno mezzo nudo avrebbe dato qualsiasi cosa in cambio dei preziosissimi cocci trasparenti della bottiglia che il conquistatore barbuto gli aveva appena spaccato sulla testa, così una vera malvestita sarebbe pronta a sborsare un patrimonio per accaparrarsi quegli stessi banali pantaloni jeans (1) che ha snobbato un minuto fa, prima che alla commessa furba le venisse l’idea di spaccarsi sulla testa lo specchietto della cipria per spargerne sui pantaloni i resti sbrilluccicosi.

La malvestita di oggi combina questa immortale tendenza malvestito-gazzaladresca (là, sulla cima di questi inqualificabili jeans risvoltati beverlyhills 90210) con alcuni più recenti malvaobbrobri: la scrittona bburinissima enorme su tre piani (2 – “dream tomorrow”) che avvolge tutta la magliettona boho pigiama-gonnellina, combinata al classico dolcevita (3) e alla forca di perline annodate (4), e poi giù in fondo i sandali peep toe (5 – le dita livide accatastate a piramide) con tacco zepposo e scagazzatina floreale sulla punta.

Ah sì poi c’è il borsone, il grosso spicchiettone sono-proprio-donna spy bag fendi (6) candido autenticissimo affarone irripetibile (“non ci crederai incrediiiibileeee l’ho trovato su ebay nuovo originale a cinquanta euro!” – una settimana e fa la fine del culo di charlize theron), e poi certo gli occhialoni da sole poligonali (7), come quelli che usava alberto tomba trentanni fa nello slalom gigante (cioè i cosini squadrati usaegetta che ti danno al cinema 3D, ma con le lenti a specchio).

Coppia malvestita #25

7 aprile 2008

Eh sì che le donne vanno fuori di testa quando vedono dei veri fighissimi così: ti becchi il sorrisino compiaciuto spara-bburinità di quello (1), l’impenetrabile misteriosa specchiatura topguniana di quell’altro (2), lo scintillìo ipnotico in codice morse (“sono fighissimo”) del doppio orecchino dorato (3), l’appuntita palizzata storpia-piccioni di gel calcestruzzato (4), l’evocativa cuffietta condom (5), le chiavi del macchinone turbo con le cinture professional da rally (6 – una smart testa rossa con la pubblicità “Barbarah Estetista” sulle fiancate); come si fa a resistere? sei colta da un mancamento improvviso e giù con una piroetta sospirosa e i cuoricini tutto intorno ti afflosci stordita al loro passaggio.

coppia malvestita numero venticinque, i fighissimi bburinoni irresistibili

Mi piacciono un sacco i malvoni di questo genere qua, che ci fanno i vanitosetti un po’ bburino-sofisticati, che si capisce quanto c’hanno studiato su, quanto si sono impegnati a darsi un’aria di così alta fighissimità, con quell’equilibrata dose di malvestitismo io-sono-originale che rende il tutto irresistibilmente rubacuori: perché il gilettino attilla-panzetta a rombetti viola (7 – rivisitazione viggèiara del classicissimo modello montezemolo-gioca-a-golf), la felpina vintage anni ottanta con le righette dissenteriche (8 – una trendy rivisitazione pure questa: del classicissimo modello idraulico-in-tuta-da-lavoro), ma anche la cinturina militare col fibbione metallico (9) e la raffinatissima toppa anale di pelle borchiata col monogramma D&G (10): non è mica roba messa là a casaccio, si vede che c’è dietro tutto un lavorio intellettual-malvestito di primissima classe (guardate bene il malvo a destra: c’ha pure le adidas daltoniche – 11 – quante possibilità ci sono di azzeccare casualmente una tale assoluta completezza pendontizzante? meno possibilità ancora dell’origine della vita biologica! oh be’ per forza, in fatto di malvestitismo sono creazionista).

Il pezzo davvero pregiato dallo stratosferico valore malvestito sono ovviamente le scarpe del fighissimo di sinistra, le bikkembergs (12) tutte d’oro massiccio con lo strappone velcrato gigantesco e il marchio scrittonizzato cucito sopra in bella vista: anatomico-fascianti dall’aspetto calcettistico, sono il tipico esempio di emulazione malvestita della divinità bburina per eccellenza, l’idiota truzzone da campionato (non a caso i testimonial di questo simpatico tentativo di bigiotterizzare i piedoni sono sempre calciatori: Cannavaro fratello l’anno scorso, un certo Andreoli adesso). E per concludere – che direi sancisce perfettamente la loro iperconvinzione bburina – il malvo a destra sulla maglietta azzurra (13) sotto il gilettino simil-trapuntato (che s’è tolto per ficcarsi nello smart-jet) c’aveva stampato lo slogan in stile gotico che sentenziava così: “Fashion”.

Malvestita #317

1 aprile 2008

malvestita pesce d'aprile? magariVisto che oggi è il giorno degli scherzoni divertentissimi ah ah ho pensato di proporvi questo stupendo malvone io-sono-originale (regina del creativismo finto-straccione clown-accazzodicanesco) così non vi angosciate troppo, potete pensare che me la sono inventata io per prendervi in giro e via tranquilli, senza che state col fiato sospeso ogni volta che girate l’angolo.

Perché insomma non è che davvero a qualcuno può venire in mente di mettersi quattro calze diverse una sull’altra (1), o meglio diciamo una calza tutta intera a rigoni verde fosforescente, sotto, e tre calzette sopra sbrindellate bucatissime (di cui una a rete ridotta a pochi straccettini) che formano insieme una specie di ragnatelone moccioloso che cola giù dal reggicalze agganciato alla gonnellina rosa shocking smangiucchiata (2 – Cercasi sheena disperatamente).

Guardate là il coso, il collanone a bavaglino fatto di anellozzi viti bulloni e un marasma di graffette incatenate (3 – che pendantizzano con le cascatelle metalliche più in basso – 4 – sul doppio cinturone borchiato – 5), guardate la canottiera maculata color blu-violetto (6 – come anche per il verde fosforescente, il rosa della minigonna, i lacci spaiati delle scarpe – 7 – e i capelli tinti con lo spray – 8 – la sua io-sono-originalità da accozzaglia casuale è studiatamente esaltata dalla pendontizzazione allucinata di colori insoliti), ma sì dev’essere uno scherzo della Betty: non è che sta vanitoseggiando rettilianamente il piercing sulla lingua, è proprio che ci sta facendo la linguaccia (9).

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