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Malvestita #331

malvestita con la maglettina saracinescaQuasi sempre con le malvestite lo si capisce a una prima occhiata che non c’è dubbio, sono tragicamente sceme (e in effetti non c’è dubbio nemmeno a una seconda e una terza occhiata, non ci sarebbe dubbio nemmeno facendole gareggiare contro uno scimpanzé al gioco del metti il solido geometrico nel buco giusto - finirebbero soltanto per strozzarsi col dodecaedro), ma osservandole con attenzione capita a volte che persino i casi più disperati rivelino insospettabili guizzetti d’ingegno simil-umano. Eccone un bell’esempio, la nostra malva trecentotrentuno - che ha passato tutta la giornata avanti e indietro per saldi e saldissimi (1), tra il caldone sahariano fuori in strada e il gelo condizionato di negozi e grandi magazzini; e però come sapete il dogma malvestivo prevede che ci si ignudizzi sempre e il più possibile - una felpa, un maglioncino? anche se volesse, nella microborsetta coi taschini spiattellati (2) non c’entra un bel niente (è un fake, le zip manco s’aprono) ed è impensabile che si leghi qualcosa in vita occultando il morbido sculettìo dello shortino attillato (3) - e poi c’è questo filo dorato bburinissimo che le taglia sorridente il pancino piatto (4) di cui la nostra malva va fierissima (col neo - 5 - e l’ombelico che completano l’emoticon addominale) e vuole mostrarlo a ogni costo; parrebbe quindi una inestricabile situazione di stallo (polmonite) ma invece no, la nostra malva ha escogitato una soluzione brillantissima, ispirandosi al mito classico del ciccione trasandato con la saracinesca alzata sul pancione etilico, tadàn, s’è inventata la magliettina arrotolabile (6) che si trasforma in toppino, ai saldi giù e in strada su.

E va be’, ho detto tutto? Il braccio espositore di donuts (7) e che altro, ah sì, le flip-flop sadomaso (8) col laccio annodato di pelle nera e la cordicella di pallini tra le dita, dolorosissima.


Coppia malvestita #35 - le prugnone secche

Da lontano m’erano sembrate uno di quei grumoni scuri fatti di spazzatura e alghe appiccicose che finiscono sparpagliati sul bagnasciuga, poi però avvicinandomi ho visto alzarcisi le nuvolette sbuffose (1) e ho pensato ai resti fumanti di un falò, e poi più da vicino ancora ho visto brillare l’enorme cornettone (2) e allora ho capito che c’erano due possibilità, la carcassa carbonizzata di un elefante o una coppia di semo-bburine iper-melaninizzate.

malvestite prugne secche

Patite dell’abbronzatura estrema con un sacco di tempo libero e niente da fare (spiaggia - tabaccaio - spiaggia - lascia stare che c’ho io due pacchetti), le nostre malve sono ad un passo dal superare il punto di non ritorno (cosiddetto Sunsweet Magda - in onore di una pioniera del prugno-secchismo: qui top-lessata) in cui l’extra-dopaggio di radiazioni ultraviolette trasforma la sensualissima venere color nocciola dei nostri sogni in una raggrinzita prugnona secca d’età indefinita: la malva di sinistra è parecchio in vantaggio sulla strada dell’essiccazione corporale, il che le garantisce una più intricata ragnatela di piegoline sbrindellose (3 - che al minimo piegamento la ricoprono tutta tipo siccità desertificante), mentre le tettine abbrustolite (4) che gli pendulano defunte sull’ombelico non sono in questo caso un buon termine di paragone, perché la malva meno incartapecorita ce l’ha chirurgizzate di fresco (5 - giurerei che gliele hanno riempite col das: ogni volta che c’appoggiava sopra qualcosa le restava l’impronta, bisognava rimodellare la tetta a mano con un movimento rotatorio tipo quello per fare le polpette) - e non lasciatevi ingannare dal mucchietto di cremine discount (6), non hanno alcuna funzione anti-melanomizzante, al contrario, se le spalmano addosso nella sola speranza che qualche loro inquinante esalazione contribuisca a spalancare il fastidioso ombrellone lassù dell’ozonosfera.


Roma Pride 2008: il gay DFS

Allora cominciamo [*] la nostra trafila di malvume gheipraidaro con questo gruppetto di bburinoni del sindacato tronisti dfs, una della categorie meglio rappresentate e più facilmente riconoscibili: sono quelli superconvintoni che si fanno ogni giorno otto ore di palestra perché sperano che l’effetto serra prima o poi ci riduca tutti quanti ad andare in giro unti rintronati e in mutandine come comparse dei peplum Maciste contro; c’hanno la canottierozza attillata che vibra tesissima sul petto brullo tirato a lucido con la ceralacca per il parquet, un tre quattro peletti sopracciglici sciampati di fresco stirati e messi in piega, i capelli straunti o rasati a zero non-sono-stempiato (1, 2) e ovviamente l’immancabile bicipitone (3) e/o pettorale (4) e/o polpaccio (5) tatuaggiato; e sì precisamente tali e quali un manipolo di qualsiasi friendly neighborhood etero semo-bburinazzi, il che dimostra una volta per tutte che questo genere di pompata bburinità esibizionista ha davvero un fortissimo profondo valore trasversale antidiscriminatorio e che sì potrebbe essere la costante universale in grado di avvicinare e far comprendere le diversità riunendo finalmente le genti nell’amore e nel rispetto reciproco (non sarà una stupida pianolina Bontempi a farci comunicare coi visitatori di altri mondi, ma una sfilatona di Dolce e Gabbana collezione primavera estate uomo machissimo col micromutandino portapalle).

malvestito gay dfs contro freud

La canotta per l’appunto è il pezzo forte dei nostri quattro malvestiti (6 - nera xxs da donna così risalta lo scolpitissimo punto vita - 7 - grigio topo a costine muratoriali - 8 - brasiliana del fratellino piccolo che tifa il calcio), fa eccezione lo spilungone ingelatinato (9) con la Louis Vuitton tracollata (10) che per rimediare s’è tagliato via le maniche della magliettina tamarroide e ogni cinque minuti s’appende tirando forte all’apertura del colletto (11 - sul petto sotto le fiamme fiammeggianti c’ha scritto “Strike It Rich”); e poi dunque pantaloni della tuta larghi hippoppeschi raccolti sul ginocchio per il pelato a destra (12 - numerone bburino e stringhe carabinierare laterali; sotto, Nike gigantesche anni novanta cogli ammortizzatori - 13), bermudoni giungla di rovi per il pelato a sinistra (14; Puma fascianti doratissime - 15) e pinocchietti jeans risvoltati per il brasiliano (16; chiccose scarpette D&G con fierissima bandierina italiana fabbricate per un terzo in Cina per un terzo a Guantanamo e per un terzo da una coppia di simpatici topolini uno magro e uno ciccione in un buchetto nel muro di un garage di Pomigliano D’Arco - 17).

[*] scusate il ritardone ma sti tre giorni m’è capitato di tutto - va be’ che tanto stavate a trastullarvi con la petomania del Biagio (ah bravissime! io direi: raccogliamo tutte le peto-massime in un pdf e mandiamolo a qualche editore spacciandolo per un manoscritto inedito di Osho)


Malvestita #328 - malvamammina e mini-me

malvamammina malvamini-meCon tutte le noie che deve sopportare, mi sembra giusto che una malvamammina come la nostra trecentoventotto sfrutti al massimo le rare occasioni che ha di godersi questa sua stupida appiccicosa creaturina codinata, che quelle due tre volte mensili di scorrazzìo negoziaro possa scegliere e comprare e metterle addosso precisamente quello che si metterebbe addosso lei stessa fosse alta mezzo metro in meno, realizzando così il primo più alto desiderio malvamaterno: trasformare la marmocchietta rompiscatole in una propria assurda versione naniforme, una specie di smorfioso mini-me malvestito - e sì è ovvio che un bambolotto sarebbe molto più pratico (per portarselo in macchina là fino al centro commerciale te lo ficchi dietro nel portabagagli e sai che bello, niente chiacchiericci “mamma guarda questo mamma guarda quello” niente irritante giochicchiare coll’autoradio niente suonerie trapana-timpani e sopratutto una bella sigarettina tranquilla senza che qualche schifoso moralista al semaforo stia a guardarti storto), ma a parte il fatto che non glielo aveva raccontato lei al buzzurrone col gilet Ferrari e i mutandoni Uomo Anderuer (ora signor marito) che il salto della quaglia era sicurissimo al cento per cento, insomma, sarebbe anche potuta andar peggio (e se nasceva con tre gambe? Miss Sixty li fa i leggings perlinati con tre gambe?).

La felpina di raso rosa con le manichette flosce è la stessa per tutte e due (1), come sono identiche la magliettina a righine col bordo inferiore sfrangettato (2) la collana a pallettoni (3) la cinturona borchiata (4) e le ballerine cuoci-piede intagliate nei copertoni d’auto (5: dei megatarocchi crocs, immagino); i jeans della malvamammina (6) pendantizzano soltanto con la gonnelluccia della marmocchia (7 - con sottocoperta pizzettata e leggings incorporati) e per pareggiare il fattore borsetta (8 - un obbrobriazzo kidult ricoperto di vetrini, col disegno dell’uccellino capoccione e la scritta glitterata tweety) le ha prestato il pacchetto di sigarette (9).


Coppia malvestita #31 - Amore & Amore

Ecco una comunissima coppietta ultrabburina, Amore e Amore (nessuno dei due ricorda più il nome di battesimo dell’altro: l’hanno definitivamente sostituito con Amore dopo la prima slinguazzo-limonata in macchina - senza considerare lo sporadico ricorso a tenerezze d’occasione tipo Tesoro/a, Cucciolo/a, TroionaMia e Cazzetto durante l’amplesso), in un pomeriggio qualsiasi di noiosa nullificanza trascorso a gironzolare con l’amichetto di Amore (lui): come potete vedere nel quadretto qui sotto, secondo le tradizionali pratiche di tubìo piccionario ultrabburino - per cui alla presenza di uno o più spettatori dello stesso sesso il maschione della coppia sente l’irresistibile pulsione a manifestare la propria indole da gradasso coglione un po’ manesco - Amore e Amore si stanno esibendo in un balletto di simpatica sopraffazione fatto di grevi battuttacce, pizzicotti, allungamenti tentacolari, strizzate di popò (1), schiaffetti e risatine civettuole - praticamente il tipo di schermaglie viscido-lumacone che immagino siano nel cuore del nostro malvaministro preferito, che davanti ad uno spettacolo del genere sono sicura annuirebbe orgogliosa tentando di trattenere le lacrimucce che le vengono sempre ogni volta che ripensa ai suoi esordi in politica (a Villa Certosa una notte d’estate suonando il pianoforte per il Presidente, lui che col suo famoso irresistibile umorismo scherzava “voi femmine siete portate per il piano, gli aggiungete due tasti in più” e intanto le citofonava i capezzoli), e del resto non credo che in consiglio dei ministri le capiti diversamente, secondo me funziona come una specie di gioco a inseguirsi Ataru contro Lamù: il Presidente a un certo punto dice “pari opportunità” e lei comincia a scappare, tutti i ministri che le corrono dietro e vince il primo che le sfila il reggiseno.

un balletto di simpatica sopraffazione fatto di grevi battuttacce, strizzate di popò e risatine civettuole

Ah be’, non sono adorabili? C’hanno pure la camicia a righette pendantizzata, grigio scuro Amore lui (2) blu violetto Amore lei (3 - con collettozzo Concorde e manicotti sbuffosi). E poi, vediamo, Amore lui c’ha il giubbino salvaggente rosso Frankie Garage (4 - ve la ricordate?), i pantaloni bianchi cogli strappi di marca (5), l’orologiazzo padellone infilato sul polsino (6) e le mutande tarocchissime Kevin Kline che fanno cucù (7 - sì sì, come l’attore); Amore lei invece c’ha la cintura col megafibbione Gucci rettangolare (8 - che richiama la borchiatura metallara sulla borsetta - 9), le ballerine nere lustrinate (10) e la parruccona con pungiglione arrotolato posteriore (11); e infine l’amico reggimoccolo, va be’, i due lingotti scolpiti a forma di scarpe (12) e il cappellino antigravitazionale che gli sta appiccicato verticalmente non si sa come sulla nuca (13), boh.


Malvestita #326 - Braccialetto cattolico highlander

e se gli ultimi due si staccano contemporaneamente?Il pezzo forte di questa malva è il braccialetto cattolico highlander per credenti indecisi [*] composto da placchette rettangolari di legno su ognuna delle quali c’è la microfotina di un santo appiccicata con la colla Pritt: il che è fondamentale - che la colla faccia schifo - perché il braccialetto funziona così, le fotine dei santi devono staccarsi via via una dopo l’altra fino a che un bel giorno ne rimarrà una soltanto, quella è ufficialmente la fotina del vostro santo protettore da preghieruccia serale (immaginate la tensione insopportabile quando rimangono le ultime due fotine: San Francesco e Joseph Ratzinger - argh! vale aiutarsi sgrattugiando con le unghie?), per cui il principio è che la connessione terra-paradiso è stabilita secondo la casuale quantità di colla che lo schiavetto cinese incatenato al termosifone di uno sgabuzzino sotterraneo dell’hinterland milanese ha spalmato sul retro delle venerabili fotine. Pare che questi osceni braccialetti highlander siano tra i gadget-cianfrusaglia malvacattolici più gettonati in assoluto (più gettonati delle figurine di Wojtyla! più gettonati del fermacarte di Padre Pio!), addirittura su ebay sono pubblicizzati con esaltanti slogan da magliettina televisivo-defilippiana tipo “Visto su Lina del Grande Fratello e ad X Factor!” [**] e ne esistono persino delle varianti sbarazzine di plastica colorata trasparente per malvacattoliche kidult, un vero successone.

E per il resto - che va be’ impallidisce al confronto - la nostra malva c’ha una canottiera gialla col logone Coconuda stampato sopra (2 - che risponde alla legge fondamentale del mercato semobburini: mai limitarsi alla sola targhetta, piazzare la marca ovunque, possibilmente tramite enormi invadenti scrittone), la borsona di tela A-Style (3 - ecco per l’appunto, esiste una malvamarca con un logo più brutto? a parte il ranocchio di Chernobyl dico), i soliti barbosissimi jeans skinny (4), le ballerine a pois coi finti lacci e la puntina rotonda di plastica simil-Converse (5), e poi infine il grosso tatuaggio che le spunta dai pantaloni (6), un minaccioso dragone lanciafiamme che immagino abbia pure lui un qualche significato religioso, che so magari poco più in basso c’è la depilatura artistica di San Giorgio che lo infilza.

[*] “braccialetto highlander” me l’ha suggerito crocodile: grazie croco!
[**] ad X Factor ce l’ha un bburinetto napoletano, Tony Maiello, che lo chiama “braccialetto ad eliminazione”


Malvestita #325

tante malvestite così tutte in fila altro che la muraglia cinese, si vedrebbero pure da marteCome quelli che per cambiare una ruota di notte si mettono il giubbino catarifrangente, così le malvestite per non passare inosservate prediligono un abbigliamento ad albedo zero virgola nove che col buio basta la candelina sul banchetto del bar-aperitivaro che son capaci di rischiararti mezzo quartiere, e se c’è il sole a picco meglio ancora, si trasformano in malvatizzoni ardenti superluminosissimi che il sabato pomeriggio quando sul corso risplende il sole gli astronauti della ISS passano il tempo a contarle (”Vedi Anatolij quella più luminosa di tutte? Secondo me c’ha una Luis Vuitton mirror. Oppure è cicciona”).

La malva di oggi (in fase di preserata, consuma litrate di vomitevoli intrugli dolciastri - 1) è appunto tra queste accecanti esibizioniste: ha scelto di tematizzarsi su uno dei più amati stili luminescenza-semobburini, quello ispirato alle leggendarie miniere d’oro di Re Salomone, per cui a parte i jeans attillati neri (2 - bianchi ci volevano, accidenti!) il braccialetto schiavistico (3) non proprio perfettamente pendantizzato (metallico e luminoso sì, ma grigio latta) e la noiosa anziana opacissima speedy (4), abbiamo la canottierazza moscia col classico elasticone sotto-tettico (5) le spalline catenate (6) la fibbia doblone della cintura di sottobicchieri medievali sovrapposti (7) la collanina di tarzanelli (8) e le scarpe velcrate (9), tutto immancabilmente doratissimo.


Coppia malvestita #30

coppia di malvestite che si emozionano sentendo cantare di merda di coyote sulle colline innevate di strisce pedonaliA me la prima cosa che viene in mente quando ascolto appena appena un millisecondo di jovanotti è che grazie agli esperimenti del cern tra pochi mesi finalmente avremo un bel buco nero qui dietro l’angolo e potremo così risparmiarci la benzina per spararlo via nello spazio. Queste due malve invece non sarebbero d’accordo: si sono comprate l’ultima fatica jovanottiana (1) che già conoscono a memoria i testi e si rimpallano entusiaste le frasette più belle, “merda di lupo di un altopiano bianco di striscia pedonale… stupenda!”, “e… e… soffio di donna bellissima coi piedi stanchi e il mal di denti… grande!”; devono essere tra quegli imperdonabili enfaticoni che amano soundtrackare con musichette di facile titillamento emotivo certi momenti di profonda introspezione quotidiana - che so per esempio la sigaretta postcoitale, stirare le camicie, farsi la doccia, la coda sulla tangenziale - godendo dell’obeso sentimentalismo poetastro delle idiotissime liriche assembla suggestioncine, gratificandosi degli arrangiamenti paraculi finto-ricercati secondo gli schemi classici del poppume fricchetton-chic più banalmente fighetto.

E va be’ cosa volete, date un’occhiata alla malva di sinistra, col suo collanone wilma flintstone di mentos giganti (2), i ray-ban rossi ultimo grido (3 - ormai si trovano dappertutto, l’ho beccati pure sull’espositore rotante dell’autogrill), le ballerine dorate con fascia elastica e decorazione floreale (4), il golfino annodato sotto al seno (5) che pendantizza sincronicamente coi jeans-shortini inguinali (6) e le decolleté spillate con retrodecorazione fiocchettosa (7) dell’amica (formano insieme il famigerato modello Daisy Duke), la maglietta con fantasia a spruzzo di varechina (8), l’elegantissimo braccialettozzo argentato indossato sopra la manica del golfino (9), e la borsetta che è di una marca che non conoscevo, l’ho dovuta guglare, Fatta Fabbrica Italiana (10 - uh che bella scoperta! fanno della roba di una malvademenzialità incredibile: le borse pieghevoli); a quella di destra cosa rimane, la maglietta blu elettrico (11- prossimo colore malvacult, in sostituzione del verde marvin marziano), il nastrino di raso utilizzato come U.C.O. (12) e la borsaccia di tela Pinko Bag tarocchissima con una lettera in meno (13). Come direbbe jovanotti: “la conga is a friend of mine”.


Malvestita #321

le cosce di una malvestita possono avvisarti di un terremoto in arrivoE poi però ci sono calamità pendontizzanti così spaventose che nemmeno il caos meteorologico mezzostagionale basta a spiegarle, ma soltanto l’esistenza e l’intervento di una malvadivinità cattiva dispettosa e assettata di bruttume - guardate qua per esempio la nostra trecentoventuno - una malvadivinità maneggiona e mezza scema che funziona uguale al bimbetto stronzo di toy story, quello che se la godeva da matti a smontare i giocattoli per ricombinarli insieme appiccicandoli un pezzo qua e uno là nel modo più assurdo e disgustoso possibile, tiè, per metà lady oscar bburin-chiccheria e per metà casalinga bburin-sciattona.

La metà di sopra - lady oscar bburin-chiccheria - c’ha questa camicetta a righe verticali (simile a quella già vista sulla #281) col retro bianco candido a mo’ di magliettina superelasticizzata resistente diecimila atmosfere (1 - che fa pendant col profilo sismico dei fianchi più in basso - 2), le larghe inamidatissime manicozze a vela (3) e una cascata pettorale di svolazzoni settecenteschi fermati al colletto da un testicolone madreperlaceo (4 - il cui luccicume bigiotterioso richiama i vetrini sulle orecchie e sulle maniche del giubbottone pellicciato - 5).

La metà di sotto - casalinga bburin-sciattona - c’ha i fuseaux neri a metà polpaccio (6), i cosi vecchi consumatissimi da aerobica che si usano per stare comode mentre si passa l’aspirapolvere (ammirate - 7 - il segno bassorilievato segachiappa del mutandone contenitivo - manco tanto), e le scarpazze da ginnastica nike casual-borgatare (8) verniciate d’oro con gli ammortizzatori per autotreno sul tallone che espletano l’utile funzione di tacco rialzante; ah be’ poi sì, in effetti ora che ci penso anche la testolona mesciatissima (9) con sfilacciature nere e ricrescita galoppante ringoboys rientra nella categoria (dunque direi più che metà, due terzi casalinga bburin-sciattona).


Malvestito #27 - duemilatredici

Non mi piacerebbe per nulla essere così viscidamente corretta rispettosa gentile nedflanderina ptciùpctiù come walter veltroni, che è ovvio crede di essere il coprotagonista del finale enfaticissimo di un filmone spielberghiano (è così entusiasta, così soddisfatto così commosso dal proprio stesso ostentato fairplay, immagino che si aspetti che adesso silvio se lo metta nel cestino della bicicletta sotto una copertina e lo porti a svolazzare sullo sfondo di una intensa luna piena); non mi piacerebbe neanche essere uno di quegli astuti barbosi analisti salotto-realpoliticari che adesso “bisogna riflettere sui motivi profondi di malessere che hanno generato una tale netta affermazione del centrodestra e in particolare della lega nord”; vorrei invece proporre una drastica definitiva soluzione al problema, niente altro che un banale quizzuccio da stampare in cima alle future schede, una robina facile facile tipo collega questa figura geometrica ad un’altra con lo stesso numero di lati - e solo se lo risolvi ti validiamo il voto, sennò t’attacchi: non vi sembra brillante? per la lega non riuscirebbe a votare più nessuno, nemmeno i suoi dirigenti, e il pdl tutto avrebbe le percentuali del partito autonomista free poggibonsi.

malvestita col nonnetto votano legaLa figura geometrica magari disegnata piccolina, così funziona pure da esame della vista per i catorci pluricentenari che votano al seguito dei nipotazzi bburinoni in quota centodestra, tipo questo malvo qua numero ventisette, che al nonnetto (1) un po’ svanito in fila dietro di lui gli ripeteva di continuo “sta attento a non farla fuori” (che sì in effetti sembrava più che altro una raccomandazione di natura igienico-urologica, ma no si riferiva alla crocetta da fare sul simbolino della lega) e il nonnetto nel frattempo del tutto indifferente giocava a esaminare con la lente d’ingrandimento (2) le liste elettorali e i disegni dei bambini appesi al muro (”cos’è, il nuovo simbolo dei comunisti quello?” “no nonno è una lumaca”).

Il bburinazzo qua presente non sarebbe neanche da fare entrare in cabina, a dire il vero: il quoziente d’intelligenza ce l’ha bello in vista stampato sulla coscia (3 - ma lui oh dev’essere una cima in paese, ne va fierissimo, l’ha fatto tutto infiorettare di fiamme esplosive), non che ce ne fosse bisogno, perché certi eccessi di bburinità malvestita sono sempre di per sé un certificato sicurissimo di mentecattaggine: il profluvio di insensate decorazioni, numeri simboli scritte toppe di ogni genere (4 - un grosso numero uno sul fegato, una specie di dragone da insegna medievale sul petto - 5), il tutone stile gangsta-casual col bavero sparato trucidissimo (6 - il collo aperto sulla maglietta della salute sotto) le zip fini a se stesse puramente ornamentali (7) e le tascone multiple macgyver (8), le strane scarpette borchiate con il simbolino creative commons (9 - uhm, in realtà credo siano una roba chiamata costume national); coi soldini del bollo auto - incrociamo le dita - ha già deciso, ci si compra le lucette al neon da mettere sopra il parafango anteriore come supercar, che fanno su e giù.