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Coppia malvestita #30

coppia di malvestite che si emozionano sentendo cantare di merda di coyote sulle colline innevate di strisce pedonaliA me la prima cosa che viene in mente quando ascolto appena appena un millisecondo di jovanotti è che grazie agli esperimenti del cern tra pochi mesi finalmente avremo un bel buco nero qui dietro l’angolo e potremo così risparmiarci la benzina per spararlo via nello spazio. Queste due malve invece non sarebbero d’accordo: si sono comprate l’ultima fatica jovanottiana (1) che già conoscono a memoria i testi e si rimpallano entusiaste le frasette più belle, “merda di lupo di un altopiano bianco di striscia pedonale… stupenda!”, “e… e… soffio di donna bellissima coi piedi stanchi e il mal di denti… grande!”; devono essere tra quegli imperdonabili enfaticoni che amano soundtrackare con musichette di facile titillamento emotivo certi momenti di profonda introspezione quotidiana - che so per esempio la sigaretta postcoitale, stirare le camicie, farsi la doccia, la coda sulla tangenziale - godendo dell’obeso sentimentalismo poetastro delle idiotissime liriche assembla suggestioncine, gratificandosi degli arrangiamenti paraculi finto-ricercati secondo gli schemi classici del poppume fricchetton-chic più banalmente fighetto.

E va be’ cosa volete, date un’occhiata alla malva di sinistra, col suo collanone wilma flintstone di mentos giganti (2), i ray-ban rossi ultimo grido (3 - ormai si trovano dappertutto, l’ho beccati pure sull’espositore rotante dell’autogrill), le ballerine dorate con fascia elastica e decorazione floreale (4), il golfino annodato sotto al seno (5) che pendantizza sincronicamente coi jeans-shortini inguinali (6) e le decolleté spillate con retrodecorazione fiocchettosa (7) dell’amica (formano insieme il famigerato modello Daisy Duke), la maglietta con fantasia a spruzzo di varechina (8), l’elegantissimo braccialettozzo argentato indossato sopra la manica del golfino (9), e la borsetta che è di una marca che non conoscevo, l’ho dovuta guglare, Fatta Fabbrica Italiana (10 - uh che bella scoperta! fanno della roba di una malvademenzialità incredibile: le borse pieghevoli); a quella di destra cosa rimane, la maglietta blu elettrico (11- prossimo colore malvacult, in sostituzione del verde marvin marziano), il nastrino di raso utilizzato come U.C.O. (12) e la borsaccia di tela Pinko Bag tarocchissima con una lettera in meno (13). Come direbbe jovanotti: “la conga is a friend of mine”.


Malvestita #321

le cosce di una malvestita possono avvisarti di un terremoto in arrivoE poi però ci sono calamità pendontizzanti così spaventose che nemmeno il caos meteorologico mezzostagionale basta a spiegarle, ma soltanto l’esistenza e l’intervento di una malvadivinità cattiva dispettosa e assettata di bruttume - guardate qua per esempio la nostra trecentoventuno - una malvadivinità maneggiona e mezza scema che funziona uguale al bimbetto stronzo di toy story, quello che se la godeva da matti a smontare i giocattoli per ricombinarli insieme appiccicandoli un pezzo qua e uno là nel modo più assurdo e disgustoso possibile, tiè, per metà lady oscar bburin-chiccheria e per metà casalinga bburin-sciattona.

La metà di sopra - lady oscar bburin-chiccheria - c’ha questa camicetta a righe verticali (simile a quella già vista sulla #281) col retro bianco candido a mo’ di magliettina superelasticizzata resistente diecimila atmosfere (1 - che fa pendant col profilo sismico dei fianchi più in basso - 2), le larghe inamidatissime manicozze a vela (3) e una cascata pettorale di svolazzoni settecenteschi fermati al colletto da un testicolone madreperlaceo (4 - il cui luccicume bigiotterioso richiama i vetrini sulle orecchie e sulle maniche del giubbottone pellicciato - 5).

La metà di sotto - casalinga bburin-sciattona - c’ha i fuseaux neri a metà polpaccio (6), i cosi vecchi consumatissimi da aerobica che si usano per stare comode mentre si passa l’aspirapolvere (ammirate - 7 - il segno bassorilievato segachiappa del mutandone contenitivo - manco tanto), e le scarpazze da ginnastica nike casual-borgatare (8) verniciate d’oro con gli ammortizzatori per autotreno sul tallone che espletano l’utile funzione di tacco rialzante; ah be’ poi sì, in effetti ora che ci penso anche la testolona mesciatissima (9) con sfilacciature nere e ricrescita galoppante ringoboys rientra nella categoria (dunque direi più che metà, due terzi casalinga bburin-sciattona).


Malvestito #27 - duemilatredici

Non mi piacerebbe per nulla essere così viscidamente corretta rispettosa gentile nedflanderina ptciùpctiù come walter veltroni, che è ovvio crede di essere il coprotagonista del finale enfaticissimo di un filmone spielberghiano (è così entusiasta, così soddisfatto così commosso dal proprio stesso ostentato fairplay, immagino che si aspetti che adesso silvio se lo metta nel cestino della bicicletta sotto una copertina e lo porti a svolazzare sullo sfondo di una intensa luna piena); non mi piacerebbe neanche essere uno di quegli astuti barbosi analisti salotto-realpoliticari che adesso “bisogna riflettere sui motivi profondi di malessere che hanno generato una tale netta affermazione del centrodestra e in particolare della lega nord”; vorrei invece proporre una drastica definitiva soluzione al problema, niente altro che un banale quizzuccio da stampare in cima alle future schede, una robina facile facile tipo collega questa figura geometrica ad un’altra con lo stesso numero di lati - e solo se lo risolvi ti validiamo il voto, sennò t’attacchi: non vi sembra brillante? per la lega non riuscirebbe a votare più nessuno, nemmeno i suoi dirigenti, e il pdl tutto avrebbe le percentuali del partito autonomista free poggibonsi.

malvestita col nonnetto votano legaLa figura geometrica magari disegnata piccolina, così funziona pure da esame della vista per i catorci pluricentenari che votano al seguito dei nipotazzi bburinoni in quota centodestra, tipo questo malvo qua numero ventisette, che al nonnetto (1) un po’ svanito in fila dietro di lui gli ripeteva di continuo “sta attento a non farla fuori” (che sì in effetti sembrava più che altro una raccomandazione di natura igienico-urologica, ma no si riferiva alla crocetta da fare sul simbolino della lega) e il nonnetto nel frattempo del tutto indifferente giocava a esaminare con la lente d’ingrandimento (2) le liste elettorali e i disegni dei bambini appesi al muro (”cos’è, il nuovo simbolo dei comunisti quello?” “no nonno è una lumaca”).

Il bburinazzo qua presente non sarebbe neanche da fare entrare in cabina, a dire il vero: il quoziente d’intelligenza ce l’ha bello in vista stampato sulla coscia (3 - ma lui oh dev’essere una cima in paese, ne va fierissimo, l’ha fatto tutto infiorettare di fiamme esplosive), non che ce ne fosse bisogno, perché certi eccessi di bburinità malvestita sono sempre di per sé un certificato sicurissimo di mentecattaggine: il profluvio di insensate decorazioni, numeri simboli scritte toppe di ogni genere (4 - un grosso numero uno sul fegato, una specie di dragone da insegna medievale sul petto - 5), il tutone stile gangsta-casual col bavero sparato trucidissimo (6 - il collo aperto sulla maglietta della salute sotto) le zip fini a se stesse puramente ornamentali (7) e le tascone multiple macgyver (8), le strane scarpette borchiate con il simbolino creative commons (9 - uhm, in realtà credo siano una roba chiamata costume national); coi soldini del bollo auto - incrociamo le dita - ha già deciso, ci si compra le lucette al neon da mettere sopra il parafango anteriore come supercar, che fanno su e giù.


Malvestito #26 - Popolo della libertà

malvestito popolo della libertàAdesso che ci sono in giro le bandierine i banchetti e i camioncini della campagna elettorale il brutto è che come meno te l’aspetti puoi averci l’incontro ravvicinato con un esemplare in carne ed ossa a tre dimensioni di quella fauna subumana di entusiasti scimmioni caricati a molla che nei comizi berlusconiani stanno tutti in tiro nelle prime file ad applaudire commossi con l’impomatatura luccicante e la bavetta con le bollicine che gli cola giù sul nodo ciclopico del cravattone rosa.

Per esempio il malvo di oggi, che non è soltanto un virtuoso del molesto volantinaggio propagandistico - bravissimo! cambiava la frasuccia aizzante di incoraggiamento anticomunista ogni due tre passanti (noextracomunitari notasse sìfamiglia): a me appunto, siccome sono di quel genere con le uova, mi ha spiegato caritatevole che “se fai er figlio c’hai le detrazioni” - dovrebbero mettercene a presidiare ogni banchetto di malvi così, che sono molto meglio dei volantini (1): guardate qua che meraviglia, non riesco a immaginare una più completa aderenza vestiaria agli ideali pidiellari, come dire, è una specie di malvestito programmatico.

Toh: il faccione idiota strafottente col broncio carcerario, il nasone spiaccicato da pestaggio, l’occhialazzo da sceriffo e il capello mezzo rasato da sergente istruttore (2); la giaccozza nera gonfietta con le fibbione enormi e il bavero zerbinato (3); lo sciarpone burberry tarocco (4) il padellone di latta multicronometro-altimetro-barometro-acceleratorediparticelle (5) e le scarpette trendy con l’acca smaltata hogan (6 - tarocche pure loro); la cintura poi soprattutto, di questa malva-marcaccia gangsta-pop che non avevo mai sentito prima (ma ho controllato, non è stata un’allucinazione, esiste davvero), John Gotti Jeans, john gotti come john gotti sì; e insomma, un malvestito-manifesto che combina la greve analfabeta prepotente volgarità di purissimo stile bburino-neoclassico col patetico wannabismo minuscolo-imprenditoriale (negoziuccio ferramenta dei genitori) fiat barchetta deodorante axe africa sulla lingua e mutandone elasticizzato calvinklein.


Malvestita #319 - scrotale

malvestita col trofeo scrotaleA volte succede che il maschio malvestito quello doc al centopercento sia travolto da un improvviso incontenibile raptus bogartiano-ormonale: abbranca rudemente la femmina malvestita (che reagisce svogliata, con uno squittio finto sottomesso-scandalizzato), la strizza, le dà un colpo di clacson (1 - lei sbadigliando: “e daje amo’ che ce vedono tutti”), la poveretta non fa neanche in tempo a sputare la gomma (che non è una gomma, è un omino esploratore microscopizzato in balia del maremoto salivoso) le si avventa addosso (approfittando dello sbadiglio) col boccone umido sturalavandini e le fa un lungo dettagliatissimo esame ortodontico, lì per lì, in mezzo alla strada.

Sono disgustosi spettacolini di ravanaggio apnoico coi quali è soddisfatto il desiderio bburino d’affermazione pubblica della propria piena attività sessual-passionaria, che viene ostentata attraverso un meccanico frigido ma vistoso slinguazzare e qualche annoiato struscio-palpeggìo da manuale del viril-pomiciamento. Insomma, un classicone dell’amorosità iperbburina. E può sembrare il caso banale normalissimo di questa nostra malva trecentodiciannove - nella fase di clacson-slinguazzo - ma invece no.

Fosse stato un lettore delle malvestite chissà magari se ne accorgeva anche lui, il maschio doc centopercento, avrebbe scrutinato pezzo per pezzo l’abbigliamento della malva, il giaccone gonfio salvagente (2) la palandrana sottoveste moscia (3) i fuseaux pizzettati (4) lo stivale coi festoni stesi fuori dagli oblò (5), e poi alla fine perplesso si sarebbe fermato là, sulla borsetta saccoccia monocellulare (6 - “portacriceti”, la chiama SaintJust): e così la volta dopo c’avrebbe pensato per benino prima di farle da dentista, perché la forma fiacca bipartita e non solo pure il colorino pelle mummificata e i pochi ricciolini superstiti alla concia sono inequivocabili, è evidente, si tratta dello scroto del suo ex.


Coppia malvestita #25

Eh sì che le donne vanno fuori di testa quando vedono dei veri fighissimi così: ti becchi il sorrisino compiaciuto spara-bburinità di quello (1), l’impenetrabile misteriosa specchiatura topguniana di quell’altro (2), lo scintillìo ipnotico in codice morse (”sono fighissimo”) del doppio orecchino dorato (3), l’appuntita palizzata storpia-piccioni di gel calcestruzzato (4), l’evocativa cuffietta condom (5), le chiavi del macchinone turbo con le cinture professional da rally (6 - una smart testa rossa con la pubblicità “Barbarah Estetista” sulle fiancate); come si fa a resistere? sei colta da un mancamento improvviso e giù con una piroetta sospirosa e i cuoricini tutto intorno ti afflosci stordita al loro passaggio.

coppia malvestita numero venticinque, i fighissimi bburinoni irresistibili

Mi piacciono un sacco i malvoni di questo genere qua, che ci fanno i vanitosetti un po’ bburino-sofisticati, che si capisce quanto c’hanno studiato su, quanto si sono impegnati a darsi un’aria di così alta fighissimità, con quell’equilibrata dose di malvestitismo io-sono-originale che rende il tutto irresistibilmente rubacuori: perché il gilettino attilla-panzetta a rombetti viola (7 - rivisitazione viggèiara del classicissimo modello montezemolo-gioca-a-golf), la felpina vintage anni ottanta con le righette dissenteriche (8 - una trendy rivisitazione pure questa: del classicissimo modello idraulico-in-tuta-da-lavoro), ma anche la cinturina militare col fibbione metallico (9) e la raffinatissima toppa anale di pelle borchiata col monogramma D&G (10): non è mica roba messa là a casaccio, si vede che c’è dietro tutto un lavorio intellettual-malvestito di primissima classe (guardate bene il malvo a destra: c’ha pure le adidas daltoniche - 11 - quante possibilità ci sono di azzeccare casualmente una tale assoluta completezza pendontizzante? meno possibilità ancora dell’origine della vita biologica! oh be’ per forza, in fatto di malvestitismo sono creazionista).

Il pezzo davvero pregiato dallo stratosferico valore malvestito sono ovviamente le scarpe del fighissimo di sinistra, le bikkembergs (12) tutte d’oro massiccio con lo strappone velcrato gigantesco e il marchio scrittonizzato cucito sopra in bella vista: anatomico-fascianti dall’aspetto calcettistico, sono il tipico esempio di emulazione malvestita della divinità bburina per eccellenza, l’idiota truzzone da campionato (non a caso i testimonial di questo simpatico tentativo di bigiotterizzare i piedoni sono sempre calciatori: Cannavaro fratello l’anno scorso, un certo Andreoli adesso). E per concludere - che direi sancisce perfettamente la loro iperconvinzione bburina - il malvo a destra sulla maglietta azzurra (13) sotto il gilettino simil-trapuntato (che s’è tolto per ficcarsi nello smart-jet) c’aveva stampato lo slogan in stile gotico che sentenziava così: “Fashion”.


La battona e il maledetto
(non è l’ultimo di sepulveda)

anna tatangelo e i suoi capezzoli azzeratiVa bene allora quello che ci insegnano le foto di Anna Tatangelo su Max, la morale, è che puoi stuccarti come una volgare bburinissima battona cinquantenne in gita al club privé per scambisti, puoi adulterinamente trombare con il più inetto brutto pelato vanamente tronfio capetto della più instupidente ignorante correntuccia musicale nostrana, puoi raccontare di raggelanti scenette di te e il viscido che limonate allegri e di quanto trovi sexy l’odore della sua pelle, puoi partecipare a sanremo svestita da discinta starlette alla fiera del porno e puntare sul melensismo sensodicolpista della facile denuncia povero - gay - ebreo - negro - paraplegico - accettatelo, puoi vantarti delle tue tette nuove di zecca e farti fotografare coperta solo di una canottierina trasparente nell’esecuzione assolo di un paio di capitoli a caso del kamasutra [1] - cioè praticamente puoi macchiarti di ogni più assurdo infame crudele splatter antiumano crimine sulla faccia della terra ma no, mai e poi mai assolutamente mai mostrare i capezzoli: piuttosto al limite anche nelle foto in cui inequivocabilmente dovrebbero comparire no, meglio una cancellatina fotoscioppara, meglio rischiare che qualcuno pensi ad una dimenticanza del chirurgo [2] - i capezzoli mai, che può sembrare di cattivo gusto.

nicolas vaporidis il pete doherty di settebagniE ok è vero che ci sono sì, è pieno il mondo di queste squallide tipette vim che farebbero di tutto per cucirsi addosso quell’atavico stupido personaggino di banale perfezione bellonesca da fotoromanzo, liscie cigliose labbrute sinuose sfocate e tettone come bambolette sexy del paginone centrale da pippa - ma c’è anche un nutrito gruppone di vim che s’ispira invece a prototipi di pari vuotezza cerebrale ma meno universali più di tendenza, specifiche correnti di fighettaggine all’ultimo grido, roba cioè oh di posti in cui manco se parla l’italiano, robba cioè oh una cifra particolare: per esempio lui, l’eroe protagonista di tutti quei recenti filmetti amatoriali il cui soggetto è deciso estraendo a caso una frasetta dalle profondissime canzoncine di venditti (io non vedo l’ora che si decidano a fare un film da “La barba lunga è sintomatica di un grave virus postatomico” [3]), lui che c’ha il nome e la faccia di un elettrodomestico e se la fa col generale in comando del corpo disperate mignottone televisive d’assalto (tale Ilaria Spada - categoria siamo-pure-discretamente-cesse), lui, il patetico nicolas vaporidis, si fa vedere in giro col ciuffo unticcio il cappello ergo sum vintage io-sono-originale [4], la barbetta incolta e la giacca di pelle lucida da spacciatore moldavo, la sigaretta pendente in bocca e quello sguardo ebete un po’ rintronato che gli viene naturale, non c’è dubbio, flirta pure con quel catorcio bburino-aerofagico di gabbana, è ovvio che sta tentando di immedesimarsi nel modello di dissolutezza barbona tossica e maledetta brit-decadence alla pete doherty, e accidenti gli riesce benissimo! secondo me passa pure i pomeriggi al verano scrivendo strazianti distici sulla vita e sulla morte:

ahò,
amò.

tiè,
mbè?

[1] ma quasi solo dalla vita in su, ché il culone e le gambotte informi ancora non hanno inventato un modo facile per sistemarli al bisturi, e col photoshop è una noia
[2] e sul forum appunto AnLi si chiede “Scusate ma questa donna non ha i capezzoli!?” (e se non vi pare abbastanza, SaintJust sospetta che c’abbia pure le “le sopraciglia smontabili”, o forse delle extension)
[3] o anche “Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati”, o “Santa Brigida mia divina nun fa’ piover alle castagne”, o “Che ti succede amico estetico?”, o il più sputtanato “Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto” (un blockbuster!)
[4] e però Eleonora nei commenti contesta la sua ergosummitudine: “Tutto parte da un problema di calvizie che gli va a inficiare l’immagine di giovinetto eterno. Da qui la trovata del cappello. Ma come fai a giustificare un capello? Semplice: ti vesti come Pete Doherty/ Johnny Depp de noantri. E tutta ’sta pagliacciata per un ciuffo di capelli in meno. E’ dura la vita del teen idol.”


Malvestita 318 - touch my pacc

malvestita sweet yearsCi sono delle marcacce malvestite che campano così, s’accodano ai malvaobbrobri che attizzano di più e ne tirano fuori una schifosissima grossolana versione brandizzata, robetta finto-trendy da mettere in vetrina nelle cartolerie-tabacchi tra i quaderni delle winx i peluche tarocchi e i libri di fabio volo (una volta passati di moda, poi, si finisce insieme alle mutande Caghi e ai vhs di Karate kid terzo nei cestoni supersconto carrefour). Destinatario: il minicervellino bburino, più facile se adolescentello.

Per esempio sweet years, marcaccia regina della disco-truzzaggine sabato pomeridiana (come sapete, made in calcio-velino-coattolandia: Vieri Maldini Satta), non gli basta d’aver sfornato un’infinita quantità di vomitevoli magliette e magliettine felpe e felpine con scritte e numeri di ogni genere (selezionati da una scimmietta - avevano provato con la satta, non c’era verso - che apre a caso le pagine gialle californiane: e mica si possono usare quelle nostre, oh, “playa nevada” fa molta più scena di “lido di pomposa” [*]), hanno da poco lanciato una linea di terrificanti fake riproduzioni della scarpetta sneaker più sputtanata ormai persino in ambiente ultrabburino: praticamente delle ciabatte da notte a forma di converse (1), senza lacci, col cuoricino stampato sopra e poi, siccome se non c’è una scrittona da qualche parte il bburino non è soddisfatto, tiè, ottimizziamo gli spazi e brandizziamo la plastichetta del bordino gommoso.

Ma la trecentodiciotto non c’ha preso solo le scarpine in cartoleria-tabacchi, ci s’è comprata tutto l’accessoriume: la borsetta a spicchio d’arancia (2) con la fantasia optical anni sessanta, che pendantizza la cinturazza di cartapesta (3), gli occhialoni bianchi di plastichetta biodegradabile con le stanghette montante all’incontrario (4), un bussolotto di polistirolo che dovrebbe farle da ipod-mollettina coloratissima in pendant col maglioncione attillato (5) e lo zippo finto col segno zodiacale inciso sopra e il motto corrispondente “essendo un segno d’acqua necessita di movimento perché tende a ritenere i liquidi” (6 - uhm, era indecisa tra questo e il bic ricaricabile coi gattini cucciolotti).

[*] lo so che playa nevada è un’altra marcaccia ancora, ma va be’ non fa differenza, questa della scimmietta random-selezionatrice con l’elenco telefonico mmerigano è una strategia comune a tutte le malvaschifezze usa-e-getta che vogliono darsi un’arietta esotica international-borgatara: se proprio volete un esempio sweetyearsiano, ci sono queste mutandine qui che a scriverlo in italiano come lo direbbe bobone vieri, “toccame er pacco”, magari pareva brutto


Malva-trittico pasquale

E’ bello starsene fuori ad aspettare la fine della messa per vedere quelli che se ne escono frettolosi con l’aria stravolta e la sigaretta già piazzata tra le labbra, come tabagisti esasperati che hanno appena messo piede a terra dopo qualche ora in autobus bloccati nel traffico. E se a qualcuno magari può sembrare teologicamente sconveniente fumare così sul divino gusto ostia, d’altra parte in coincidenza di questi giorni qui c’è da dire che pure Gesù Cristo terminator secondo me dopo settantadue ore di sepolcro una paglia se la sarebbe fatta - fischiettando.

alleluja è finita

Poverine le nostre tre malvestite post-eucarestia, tutte intirizzite per il freddo, che devono ripararsi dalla pioggia sotto la tettucciuola dell’ingresso parrocchiale per farsi una intelligentissima spippetto-chiacchierata casalingo-dietologica (”è una settimana che mi preparo all’abbacchio arrosto mangiando soltanto unghie”) prima di correre a casa che c’è il pranzone di famiglia che le aspetta (”tanto da stasera mi rifaccio con una settimana di sole tisane - e unghie”). Capisco che a prima vista si potrebbe ritenerle non adeguatamente acconciate al mega-evento resurrezionale, ma insomma - fermo restando che io sono dell’opinione che certi cose non si meritino poi sta grande enfasi (in fondo tutti i supereroi sono resuscitati una o più volte, persino taylor di beautiful è resuscitata, non è che stiamo ogni anno a celebrarne la ricorrenza) - comunque no, non è vero, sono tutte e tre cristianamente malva-adeguatissime.

Basta guardare per esempio il marchio dal simbolino ortofrutto-biblico del giubbotto rosso a sinistra, perfettamente in tema d’universale caritatevolezza (1 - Baci e abbracci), la borsa con la scrittona borchiata a destra (2 - Love), oppure anche - soprattutto direi - il monogramma del cinturone dedicato al santo patrono di secondigliano (3 - Luigi Vuittone); non fate caso ai catenoni infernali della borsetta in mezzo (4), alla lingua di fiamma sciccosamente adagiata sul cappotto doppiopettato della biondina (5), agli stivalozzi luciferin-dundee di pelle serpentata (6); e non fate caso nemmeno a tutto quel mucchio di purgatoriali noiosità malvestite, i soliti classicissimi colletti pellicciati (7 e 8), i pantaloni bburini arrotolati da palafitta (9), i moscioni col frangettino svolazzante (10) e via dicendo - com’è che si dice, chi è senza peccato eccetera.


Malvestita #313 - Mostropoli

malvestita pullman turistico per malva-mostriciattoliA prima vista può sembrare che la malvestita di oggi sia una malvestita qualsiasi perfettamente nella norma, col suo bel giacchettone gonfio multi-pelosetto cortino elasticizzato in vita (1), gli occhialazzi rettangolari ornati di sbrilluccichii (2), la borsetta bburino-leopardata (3) e i jeans strettini (4) ficcati negli stivaloni d’ordinanza (5).

A studiarla più attentamente, invece, possiamo notare nel suo malva-equipaggiamento alcune piccole e inquietanti stranezze: per esempio gli assurdi pompon di peluche (6) che le pendono giù da un lungo filamento moscino appeso al colletto, oppure anche la bizzarra disposizione tripartita della pelliccetta pecorella (7) sulla sommità dello stivale, oppure ancora gli inutili anellini (8) che circondano da una parte e dall’altra la linguetta della borsa animalier. Avete capito bene, non si tratta di semplici obbrobri malvestiti: la nostra malva trecentotredici è l’inconsapevole vettore terrestre di un gruppetto di ospiti mostropolesi che hanno preso in prestito il suo corpicino come fosse un pullman turistico.

Capisco che la cosa possa un pochino angosciarvi, l’idea che tra le grucce di zara si nasconda un giaccotto vivente coi baffi (vi sembrava un elasticone: col cavolo, erano baffi) che non vede l’ora di farsi un giretto a scrocco sulle vostre spalle, che la borsetta bburina possa improvvisamente volarsene via col portafogli il cerone e la matita per gli occhi, che lo stivalozzo pellicciato poverino soffra l’inferno a causa delle vostre acuminate french podali - o peggio ancora, che possa essere pettinato meglio di voi (ehi guardate là che sciccosa frangettina cotonata) - capisco i brividini di paura ma tenete duro, fatevi forza, qui sotto i mostriciattoli svelati:

malva-mostriciattoli in gita turistica

p.s. ho dato una modificata ai commenti, adesso sono organizzati in pagine (ogni cinquecento commenti una pagina) così è possibile continuare a giocare in quei post che di commenti ne hanno migliaia senza dover stare delle ore a caricare il blog - spero funzioni bene!