feed

Come si fa a capire quando Berlusconi sta recitando le battute che gli ha prepato Carlo Rossella?

Facile: è quando tutti i presenti c’hanno la gocciolona di sudore che gli cola sulla fronte come nei manga, fanno i sorrisetti piatti tiratissimi, si guardano intorno emettendo degli scanditi EH EH EH e tutti i telefonini automaticamente spediscono all’intera rubrica l’emoticon della balla di fieno rotante

carlo rossella in casablancaDietro le recenti poco dignitose performance di Silvio Berlusconi non può che esserci la regia del suo fedelissimo barboncino brizzolato Carlo Rossella, lo stile è quello, inconfondibile, ci scommetto che c’ha messo lo zampino proprio lui, il dotto conoscitore di raffinatezze d’alto bordo, “l’uomo di mondo” (cit. se stesso), “l’incarnazione del saper vivere” (cit. Bruno Vespa), il borioso vegliardo che si dà le arie da discolaccio elegantone alla James Bond (sì, va be’, incubo: diretto da Pierfrancesco Pingitore e interpretato da Jerry Calà), il maestro di bon ton che durante le serate ufficiali d’una certa importanza tiene il bicchiere con la mano sinistra e con l’altra mano, intanto, nell’attesa di porgerla a qualche grande personalità, ci si fa le seghe [1]

devi tenere il bicchiere con la mano sinistra, e la destra sfregarla spesso nei pantaloni

che è esattamente il suo stile, perfetto!, difficile trovare un’immagine che possa descriverlo meglio di così, la coppa di champagnino da una parte e la mano affondata in tasca a menarsi l’uccello dall’altra: è Carlo Rossella al cento per cento. Ci scommetto che è a lui che Silvio Berlusconi chiede consiglio ogni volta che c’ha da partecipare a qualche prestigioso evento pieno di vipponi internazionali: dev’essere stato per via di Carlo Rossella, per esempio, che è capitata quella faccenda incresciosa della regina che fa le bizze, dev’essere stato lui che ha spiegato a Berlusconi la necessità dello yodel da venditore ambulante, perché

Questi vertici sono molto rumorosi. E poi Obama sente male dall’orecchio destro, colpa delle immersioni alle Hawaii

carlo rossella nel finale strappalacrime di casablancaChe è una informazione esclusivissima topsecret che non sa nessuno - zero risultati su google - nessuno tranne l’otorino personale di Obama e la pettegola globalizzata Carlo Rossella, ovviamente. Anche la battuta dell’acchiapponico deve avergliela suggerita lui, sicuro: poche ore prima che Berlusconi la utilizzasse, infatti, quella famosa scenetta del Proietti esistenzialista è stata mandata in onda a Porta a Porta [2] dov’era ospite per l’appunto Carlo Rossella - che a parte prendere appunti per le punch lines di sua maestà il principale (naturalmente cialtronizzate: l’acchiapponico di Berlusconi sono il “piacionico” e l’”acchiappesco” di Proietti mescolati) e abiurare i propri trascorsi comunisti perché all’epoca non si usavano i perizomi di seta con la zip sul davanti

il mondo finisce con il sessantotto. ho ancora l’eskimo e quando lo guardo dico oddio mi sono messo questo straccio orribile, con un verde terribile. e anche un paio di scarpe che ci si metteva, non faccio il nome ma si scivolava, delle scarpe orrende. eskimo e quelle scarpacce.

s’è dedicato tutto il tempo, con la solita classe, a lanciare calibrati zampilli di pisciatina maschia sulla permanente della femminella giuliva di turno, Caterina Balivo: Carlo Rossella non vuole cantare e la Balivo lo rimprovera

sta mettendo le mani avanti

e allora Rossella, charmant come sempre

se vieni qua sì che te le metto le mani avanti

e la Balivo che ridacchia tutta contenta, lusingata, il prototipo della donna com’è nei desideri di Carlo Rossella, una mezza calzetta sempre disponibile, asservita, ridanciana, docile, è il molle bersaglio del plausibilissimo “dov’è la zoccola” del congresso pidiellaro, mica una stronza rompipalle che vuole fare come le pare, una come Michelle Obama, che “orrore”, con quelle sue [3]

braccia eccessivamente grosse, da palestrata, braccia rubate all’orticultura

che roba irritante: una donna che ha studiato, che è intelligente, che è giovane e coraggiosa ed è pure negra, che se ne fotte di travestirsi da bambola di porcellana impacciata e timidina

Doveva fare come Carla Bruni

Carlo Rossella ha ripetuto per tre volte lo sdegnato “ma tutto questo Michelle non lo sa”, quasi scoppiava!, ci si potesse almeno sfogare chiamandola “scimmia”, Carlo Rossella ce l’ha avuto sulla punta della lingua tutto il tempo (”scimmia! scimmia!”) e alla fine s’è potuto concedere appena appena un’insensata metafora circense,

questa signora di Chicago, per quanto presidentessa, per quanto avvocato, messa alla corte di San Giacomo è parsa una neofita, come fare un salto mortale al circo Togni

d’altra parte,

Poteva chiedere a Berlusconi: lui ha un’innata educazione, non sbaglia mai un cerimoniale e sta a tavola come solo gli inglesi.

[1] cito dalla intervista su Il Giornale, di Paola Setti
[2] puntatone agiografico su Peppino Di Capri: me ne sono visto un pezzetto non so neanche io perché, c’avevo in testa “puntatone agiografico su Peppino Di Capri” che m’ha come rimbambita, non riuscivo a muovere un dito
[3] sempre dall’intervista su Il Giornale

Coppia malvestita #55 - Heil Menopausa!

Ecco, bene, facciamo una coppia di malve che ce ne ho giusto qualcuna che m’è avanzata, ancora in tenuta invernale, di cui vorrei sbarazzarmi in fretta, perché insomma manca poco alla stagione delle villose ascellosità al vento e io non vedo l’ora, per cui entro la prossima settimana darò fondo (forse, non so se mi va) a quei due tre disegni che mi rimangono e la chiudiamo qua, con l’inverno 2008/09, basta - e sì, ah!, per quanto riguarda i prossimi appuntamenti: giovedì evento doppio, preparatevi, la mega-recensione di Q.P.G.A, il romanzo di Claudio Baglioni, e il varo della nuova fiammante grafica del blog, wow, che strizza! - cominciamo così quest’ultima veloce carrellata di malve invernali da un classicone, la coppia di bburinazze a spasso per negozi (quella là cogli occhialoni, vedete - 1 - ci dimostra che va be’, a noi può sembrare assurdo - lo sapete, il mondo non va come deve andare - ma non è detto che la combinazione D’Alessio-Tatangelo-Kermit porti un’azienda istantaneamente sul lastrico), le cose che mi piacciono di più sono: il cappottone jeans con gli inserti fiappi di lampredotto (sul collo - 2 - sulle maniche - 3 - sulla tasca - 4) e col bordo inferiore ornato di un morbido straterello di ermellino sintetico (5 - cioè l’ovatta spruzzata qua e là con la stilografica), la fantasia concentrica psicotropa delle calze pippiche (6) infilate negli stivaloni duri da cavallerizza (7), ovviamente la blusa che porta su di sé gli inconfondibili colori della bandiera di Menopausalandia (8 - capitale: Sophialorenopoli), le scarpette floscie Peter Pan rosso fuoco (9) e la bisaccia frangettata con gli enormi anellazzi da ginnasta innestati uno nell’altro (10).

(un clic sul disegno per vederlo più grosso)

Coppia malvestita #53 - giggialessiana

La coppia di fidanzati qui a destra (un clic per vederli più grossi) ci si presenta in una classica formazione horror giggialessiana, vale a dire: lei, giovane bburinazza rintronata dal faccione assente smaltato di trucco, l’occhietto tondo ipnoticamente fisso (non sbatte mai le palpebre e sposta la testa per spostare lo sguardo: se le dici “ehi, lassù, un aereo!”, si sdraia a terra - cioè s’incurva all’indietro finché si ribalta stecchita), sempre ben strizzata dentro un budello di bburinerie super-attillate (i jeans strizza coscia - 1 - il doppio gilet strizza tetta - 2 - le peep toe attorciglia dita - 3), un colpo di magistrale pendantizzazione (il micro giubbottino pellicciato - 4- la sciarpa viola - 5) e l’ inevitabile borsone grandi-marche da sfoggio (la cartelletta Gucci - 6); lui, invece, bavoso omuncolo con qualche anno in più che si dà le arie superiori e un po’ annoiate da papponcello gradasso, le prova tutte per sembrare un fascinoso giovincello alla moda (il riportone chilometrico dei peli della schiena pettinati a mo’ di spelacchiato frangettino da monellaccio ottantenne - 7 - i pantaloni larghi da skater boy - 8 - gli occhiali da sole Carrera Safari - 9 - le scarpe da ginnastica Adidas - 10 - l’orecchino d’oro da scugnizzo spacciatore - 11) e però allo stesso tempo vuole manifestare una stilosità più adulta, classe, forse persino un certo qual prestigio (poveraccio, che terribile miscuglione bburino, ci mancavano solo questi: l’osceno cappotto mono-bavero con la zip obliqua - 12 - e la camicia bicolore da broker yuppie - 13).

Malvestito #33 - swish swish, hoooooock, chwwwwk, ptoie! (e vi spiego il perché di Arlens)

Domanda: cos’è che genera nei bburinoni maschi l’impulso irresistibile a scandire la propria misera esistenza cerbottanando in giro pallettine di liquami bianchicci alla velocità della luce? Io non lo so, c’ho pensato su qualche minuto oggi pomeriggio mentre tentavo di persona lo sputacchio velocissimo super-compatto - niente, è difficilissimo, mi ci sono sbrodolata tutta - e le uniche cose che mi sono venute in mente sono che, vediamo, potrebbe essere: a) uno spettacolino di rude e animalesca esuberanza machoman da bandito pistolero, b) un disgustoso sintomo di incontinenza salivare dovuto a un mix letale di Marlboro lights e suonerie disco, c) una forma di esibizionismo ribelle e un po’ vandalo non-me-ne-frega-niente-tiè-becca, d) una metaforica rassicurazione d’efficienza eiaculatoria, e) il liquido cerebrospinale che si suicida disperato auto-espellendosi, f) un’arma micidiale ostentata come deterrente (eh, sapete, va talmente veloce: tipo il rigurgito dei lama - o questo spruzzosauro qua), oppure che ne so, alla Giacobbo, g) parte di una competizione super-segreta le cui regole e i cui scopi sono noti soltanto all’élite delle più venerate logge super-bburine, una specie di prato fiorito di Windows su scala planetaria, le caselle sono invisibili a noi comuni mortali, cliccabili solo tramite scozzo, e la posta in palio è il futuro della specie umana - non so, voi che ne dite, qualche altra idea?

Ah, e fateci caso, il giaccone c’ha una scritta che è il risultato di una successione comunicativa “telefono senza fili” tra papponi dell’industria tarocca: il pappone numero uno dice al pappone numero due “cazzo ne so, facce mette ‘na scritta mmerigana, ’spetta che sto ad aprì er gugol maps, tiè, ecco, mettice Harlem“, il pappone numero due dice al pappone numero tre “il capo ha detto di mettece Arlem” e il pappone numero tre dice al sarto cinese incatenato nelle catacombe sotto il centro di Prato “piglia sta pelle de cane randagio e scrivici Arlens, svelto” - e Arlens fu.

di Betty Moore, 25 febbraio 2009

Categoria: maschioni, semo bburini

52 Commenti

|

Coppia malvestita #51 - il Bburinonio

malvestiti bburinonioPotevamo finire tutti così, se il brodo primordiale fosse stato la pozzetta ribollente atomi di bburinonio (BB - in basso a destra) d’uno scatarrìo defilippiano. Avremmo ciabattato tutti quanti dentro un paio di catafalchi del genere (1), enormi, che si aprono come scarponi da sci slacciati (la camminata è la stessa, quella prudente pianta-pianta di chi rischia da un momento all’altro di lasciare uno scarpone per strada e restarsene in calzini), mantenendo sempre e comunque bene in vista la mega-linguetta brandizzata (2); avremmo indossato i pantaloni flosci da odalisca alluvionata (3 - che scivolano giù, inesorabilmente, e bisogna procedere a gambe larghe per trattenerli) e magari una cinturazza col fibbione bello grosso, pacchiano e scintillante (4); e poi la giacca gonfia fantasia desert storm (5) o quella classica bombata col tappetino dell’auto intorno al collo (6); i capelli a zero sulle tempie, tokiohotellizzati sulla cima e lisci dietro sulla nuca (7), e gli occhialoni di plastica che vendono al supermercato per il travestimento carnevalesco da dottore pazzo (8).

« Post precedenti
Post successivi »