Fabrizio Corona il ribelle

Dalla settimana scorsa è attivo il canale Youtube di Fabrizio Corona, una cosa ufficiale che si chiama Fabrizio Corona TV: per ora non va tanto bene (due iscritti, appena un centinaio di visualizzazioni), ma dentro c’è un video molto divertente, Corona il ribelle (qua sotto) che parla del lato più oscuro, quello più duro e spietato e gangsta di Fabrizio Corona – da cosa si capisce che è un ribelle?, semplice, si capisce perché

1) si incazza a morte e sta lì lì per puntare il fucile a canne mozze contro il barista distratto che non si ricorda più se deve preparargli il caffè o il cappuccino;
2) si incazza a morte e sta lì lì per puntare il fucile a canne mozze contro le segretarie che non gli hanno cambiato la carta igienica al gabinetto – e questa è meravigliosa, devo trascriverla:

«si può sapere che cazzo fate con la carta igienica, che non c’è mai… che ogni volta che devo cagare mi devo pulire il culo come? con le mani? o coi giornali? come un [incomprensibile] povero? con tutti i soldi che ho fatto?»

3) si incazza a morte e sta lì lì per travolgere con la Bentley un vecchierello in bicicletta che attraversa lentamente (troppo lentamente cazzo! vaffanculo ti ammazzo cazzo!) la strada

Elisabetta Gregoraci VS il Pelapatate

Due sere fa in televisione un esemplare femmina di scimpanzé ha tentato (senza successo) di prendere familiarità con un utensile ad altissima tecnologia, il congegno rompicapo che noi altri esseri umani chiamiamo Pelapatate (lo scimpanzé non capisce dove si trova la lama e scolpisce la patata col bordo smussato – per cinque lunghissimi minuti):

La settimana prossima, allacciatevi le cinture, vi racconto Tre, il romanzo appena uscito di Melissa P. (occhio però!, tutta roba NSFW: vagine, culi, cazzi, poetesse, pappagalli, Marx, merda, – sarà una pacchia!)

G.I.O.V.A.N.N.I. Cos’è cambiato? Ve lo dico io: adesso il suo scrittore preferito è BUKOWSKI

Ho deciso che da oggi lo chiamo così, come lo ha acronimizzato una funz entusiasta sulla pagina Facebook in onore del nuovo disco,

Gioia
Illuminata
Oggi
Vorrei
Ascoltare
N.8 Helena
Notti
Intere
(W G.I.O.V.A.N.N.I.!!!!!)

Dopo tutto quello che ho già scritto nella Prima Trilogia (1, 2, 3) comincerei aggiungendo che a questo punto, io, se non sapessi che G.I.O.V.A.N.N.I. è un personaggio di fiscio che serve soltanto a fare caciara e a tirar su qualche spicciolo, se non sapessi che quando torna a casa dalla moglie e dal figlio si toglie la parrucca, getta via le Converse, infila le ciabattacce di pelle e l’accappatoio, slaccia la panciera, si butta sul divano davanti a X Factor e col vocione baritonale sicuro e aggressivo sbraita «Femmina, cazzo! Tutto il giorno a rompermi i coglioni balbettando timidamente e firmando autografi agli anziani bavosi ciellini di merda… credo di meritarmi un pompino di bentornato, cazzo, oppure no?», se non sapessi che le cose vanno così, be’, forse mi farebbe anche un po’ pena, un po’ tristezza: G.I.O.V.A.N.N.I. è un fallimento assoluto, musicale e d’immagine, e non impara un accidente – ma zero, dico, zero! – nonostante negli ultimi anni sia stato impietosamente sommerso di merda in ogni dove, tutti quanti a rimproverargli più o meno le stesse cose,

– basta col quarantenne bolso travestito da autistico ragazzino prodigio
– basta con le melenserie esistenziali e il filosofeggiare liceale
– basta con gli aneddoti cargoliberiani e col vittimismo anti-parrucconi
– basta con le sparate megalomani sulla musica classica contemporanea

lui niente, neanche una piccola regolatina, sempre uguale, niente di niente, sempre le stesse cazzate, sempre lo stesso – anzi, in certe cose è persino peggiorato, stavolta sbrocca già a partire dalla copertina (cito):

Mi sento rappresentato dall’immagine della copertina. Esprime quel senso di pre-turbamento pre-caravaggio ancora nell’immagine sacra nel rinascimento

e ci tiene a precisare:
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Misterioso attacco e aggiornamento guida

22 settembre 2010 /

Ho buttato via una giornata intera e un bel pezzo di nottata (e non ho ancora finito) per sistemare il sito che ieri è stato attaccato da una valanga di codice ostile che si è infilato ovunque e non ho ancora capito come cavolo sia successo. Adesso però dovrebbe funzionare bene, ho ripulito tutto quanto e reinstallato tutto quanto (se vi accorgete di un qualsiasi problemino, per favore, ditemelo). Già che ci sono vi presento la nuova pagina della guida (bottone su in alto), dove adesso trovate una sterminata collezione di piccole immagini, delle cose così

che sono le facce di tutti i tipi famosi (attori, cantanti, stilisti, scrittori, giornalisti, ecc.) di cui ho parlato sulle malve in questi anni. Cliccando su ciascuna delle immagini potete leggere i post del blog che parlano del tipo che c’è nell’immagine (anche per la guida, se ci fate un giro e non dovesse funzionare, per favore, fatemelo sapere!).

<3 <3 <3 Tweet (Stefano Gabbana <3 To Fart)

Dunque ormai un vipparolo americano senza il twitter è un vipparolo morto, l’abbiamo capito, e così di conseguenza anche qui da noi in provincia, con un certo comprensibile ritardo, a forza di boxini morbosi e gallerie fotografiche con le pellicine delle unghie dei vipparoli americani, daje e daje, ecco che i nostri buzzurri vipparoli tecnolesi hanno deciso finalmente di upgradare la propria sciatta imitazione di coolaggine mmeriganoide, si sono fatti aprire dagli assistenti PR un twitter personale e si sono fatti mettere l’applicazione sull’iPhone e cominciano a scattarsi le macro alle pellicine delle unghie – e che smacco per i blogger socialite italiani!, proprio loro che il twitter l’hanno sorpassato due anni fa, che cavolo, non lo sanno i nostri squallidi vipparoli che per una volta (una buona volta!) i blogger italiani stanno un passo avanti chiunque altro ner monno?, non se n’è accorto nessuno?, e nessuno che prende esempio?, ehi!, c’è nessuno là fuori?, va bene non farsi cagare di striscio quando si tratta di politica e di elezioni e di Partito Democratico, ok, ma così irrilevanti da farsi bypassare come niente fosse da una Laura Pausini qualunque, boh, dove andremo a finire; hanno aperto un twitter tutti quanti, i peggiori,

da Laura Pausini a Franca Sozzani a Tiziano Ferro a Paola e Chiara a Giusy Ferreri a Fabri Fibra a J-Ax a Carlo Pastore ai dARI ai Lost e via dicendo un’infinità della peggio gente, non me li ricordo più;

ma insomma per lo più niente di che, a parte il massiccio ridondante pierraggio pubblicitario è il solito repertorio di micro-cronachette dei cazzetti propri infarcite di idiozie enfatiche la-mia-vita-non-è-soltanto-torpore-vegetale; si trova qua e là giusto qualche rarissima epifania mentecatta “Come i cani anzi peggio… Piscio il territorio per sentirmi in gabbia” (Carlo Pastore) – con l’unica novità dell’inglese da sfoggio (che non serve certo per twittare worldwide, per favore!, serve soltanto a impressionare la parrucchiera subumana che ti followa da un casermone popolare di Centocelle), “A hat always gives a twist to your look!” (Franca Sozzani) e “Mondo Cane! God Damn!” (Pierpaolo Peroni) – peccato per qualche twitter che prometteva benino ma è finito subito in vacca, tipo il “Vasco N°1 nella musica e ora anche nelle App!” (Vasco Rossi) oppure il “mangio i bastoncini findus…!!!” (Airys); il mio twitter preferito è quello aggiornatissimo superbburino pieno di fotografie di Stefano Gabbana (che adora twittare, dice: “<3 <3 <3 tweet”), l’unico che forse forse può tenere testa ai twitter mmerigani,
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