Autore Topic: Riforma della scuola... Perche' protestare??  (Letto 51916 volte)

cristina

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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #346 il: Novembre 03, 2010, 06:46:49 pm »
Si certo, "nobile volontariato".
Diciamo piuttosto un ulteriore modo per chiudere la casta e peggiorare i livelli.
Non mi riferisco a quei proff. in buonafede che ci si imbarcano per evitare il totale dissesto dei corsi d'insegnamento (e peraltro se si deve "morire" forse è meglio farlo fino in fondo e costringere tutto e tutti all'evidenza) ma le masnade di professionisti che impestano i corsi con figli-mogli-amanti di; come se non bastassero quelli che sono già interni.
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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #347 il: Novembre 16, 2010, 04:20:55 pm »
Ovviamente dopo aver abbondantemente nutrito le scuole private, specialmente se confessionali, come si poteva dimenticante di ungere a pioggia i laureifici o università comunque più coperte economicamente, mentre quelle pubbliche sono alla canna del gas?
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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #348 il: Novembre 16, 2010, 08:49:51 pm »
L'unica consolazione è che il privato in Italia è ancora considerato una fabbrica di fogli da inquadrare, al contrario di (parte di) licei e università statali. :-\
[...] è uno de' vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi. (cit.)

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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #349 il: Novembre 16, 2010, 09:09:21 pm »
http://www.unionedeglistudenti.net/sito/index.php?/word/17-now-appello-italiano-della-giornata-internazionale-degli-studenti.html

Citazione
Il 17 Novembre del 1939 gli occupanti nazisti uccisero 9 studenti all'Università di Praga e i loro insegnanti. Il 17 Novembre del 1973 un carro armato abbattè il politecnico di Atene per reprimere la rivolta studentesca contro la dittatura militare. Il 17 Novembre 1989 in Cecoslovacchia la commemorazione del '39 divenne l'inizio della rivolta contro il regime.
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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #350 il: Novembre 17, 2010, 09:25:02 am »
L'unica consolazione è che il privato in Italia è ancora considerato una fabbrica di fogli da inquadrare, al contrario di (parte di) licei e università statali. :-\
Effettivamente Bocconi e Cattolica sono proprio considerati fabbrica di fogli....

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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #351 il: Novembre 18, 2010, 10:50:48 am »
L'unica consolazione è che il privato in Italia è ancora considerato una fabbrica di fogli da inquadrare, al contrario di (parte di) licei e università statali. :-\
Effettivamente Bocconi e Cattolica sono proprio considerati fabbrica di fogli....
sei ironico o serio?al dilà della bontà di una scuola, io comunque sostengo l'equazione "privata"=ti arrangi per il bilancio, visto che si può contare sulle rette, che sono molto più salate di quelle di noi poveri stronzi che andiamo nelle università statali. nel momento in cui le scuole pubbliche soffrono in maniera indicibile finanziare a pioggia le scuole private è parte di un preciso e scopertissimo disegno che definirei criminale.

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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #352 il: Novembre 18, 2010, 11:31:32 am »
L'unica consolazione è che il privato in Italia è ancora considerato una fabbrica di fogli da inquadrare, al contrario di (parte di) licei e università statali. :-\
Effettivamente Bocconi e Cattolica sono proprio considerati fabbrica di fogli....
sei ironico o serio?al dilà della bontà di una scuola, io comunque sostengo l'equazione "privata"=ti arrangi per il bilancio, visto che si può contare sulle rette, che sono molto più salate di quelle di noi poveri stronzi che andiamo nelle università statali. nel momento in cui le scuole pubbliche soffrono in maniera indicibile finanziare a pioggia le scuole private è parte di un preciso e scopertissimo disegno che definirei criminale.
Pure io sono perchè gli istituti privati si arrangino da soli, senza manco 10 cents da parte dello stato.

Però ero ironico nel dire che Bocconi e Cattolica siano considerate università-sfornalauree.
Credo che chiunque se vede una laurea in Economia emessa da Università degli studi di Bergamo (statale) e una emessa dalla Bocconi pensi che l'idiota incapace sia quello con la prima laurea.


Bisca

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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #353 il: Novembre 18, 2010, 03:24:16 pm »
Quelle della Bocconi sono consideratissime (a ragione?), di altre università private in generale anche.
Io parlavo più di licei privati sforna-100 e lodi a figli di papà a cui pesa il culo.
[...] è uno de' vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi. (cit.)

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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #354 il: Novembre 22, 2010, 08:18:39 pm »

Perdonatemi. Sono arrivata a pagina dodici e non ho potuto continuare. Fa troppo, troppo male, mi viene da vomitare. Sono arrivata alle studentesse universitarie che protestano che vogliono fare lezione, quando POSSONO farla, passando per lo stravolgimento dei fatti di piazza Navona e altre piacevolezze.
Sto malissimo.
Il prossimo che mi dice che Cuba è una dittatura mentre l'Italia è libera gli sputo in un occhio, sul serio. Perché non hanno troppo da invidiarci le varie Cina e Cuba e altri paesi considerati da noi (noi generico) con condiscendenza perché, poverini, la loro informazione non è libera!
Ormai avete visto. Protestiamo coi fiori nei cannoni e ci prendono a sprangate, se non è la polizia sono moderne camice nere che casualmente passano inosservate e magari sono finanziate pure dallo stato. Sono intervistati dei coglioni, nessuno fa caso alla verità, nessuno fa caso a niente. Non ci ascoltano.
Mi sto aggrappando al mio essere sarda per non ammettere di essere italiana.

Comunque, sono liceale e ho sempre, sin dall'inizio, scioperato. Prendo molto a cuore queste cose, al punto che, come vedete, provo malessere fisico e una grande rabbia dentro.
Molte persone della mia età non manifestano perché "non serve a niente". ma appunto perché non ci cagano dovrebbero protestare. Appunto perché ci randellano, dovrebbero protestare. Appunto perché dicono bugie, dovrebbero protestare. E io lo faccio. Perché questa è una fottuta dittatura e i governi europei, Gran Bretagna in primis, lo dicono da anni. Sul Times ci hanno messo accanto alla Corea del Nord quanto a idolatria patetica mediatica del capo di stato. Tanto per non dire, del dittatore. Il riferimento mi sembra palese.
« Ultima modifica: Novembre 22, 2010, 08:22:45 pm da Artemis »
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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #355 il: Novembre 23, 2010, 06:40:28 pm »
Ho saputo da mio padre che gli studenti hanno occupato Porta Nuova da qualche ora. (Palazzo Nuovo è già occupato)
[...] è uno de' vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi. (cit.)

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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #356 il: Novembre 24, 2010, 11:40:58 pm »
io sono d'accordo con buona parte dei punti della riforma Gelmini, anzi su alcune cose sarei assai più drastica  ::)
Elenca (magari nel topic apposito se continuiamo a parlarne, mi interessa).
mi riferisco alla parte sull'università, non quella sulla scuola (su cui non sono informata).

http://www.orizzonteuniversitario.it/universita/la-riforma-gelmini-i-punti-fondamentali/
http://www.repubblica.it/scuola/2010/11/24/news/universit_la_riforma_della_discordia_ecco_su_cosa_protestano_gli_atenei-9463701/?ref=HREA-1

- Ricercatori. Avranno un limite temporale di sei anni per riuscire a fare propria l'abilitazione all'insegnamento come associato. <--- mi sembra ragionevole

- Rettori. Anche l'incarico dei rettori avrà un limite temporale: fino ad oggi potevano rimanere in sella anche 16 anni, ma la riforma accorcia questo limite ad otto <--- perfettamente d'accordo

- In pensione a 70 anni. Per quanto riguarda l'età pensionabile dei professori ordinari, il limite massimo è stato ridotto, ma di soli due anni: da 72 a 70. <--- ma anche 68 come tutti i comuni mortali, per come la vedo io.

I docenti dovranno lavorare almeno 1500 ore l’anno delle quali almeno 350 dovranno essere dedicate ad attività didattiche di sostegno e assistenza agli studenti. I docenti dovranno inoltre certificare la loro presenza a lezione. <--- ERA ORA

L’attività didattica e la ricerca saranno soggette a continue verifiche da parte di un’apposita Anagrafe Nazionale, da qui la necessità per docenti e ricercatori di dimostrare i risultati raggiunti attraverso la pubblicazione di articoli scientifici o libri. Lo spessore delle pubblicazioni e la qualità delle lezioni svolte in aula diventeranno fondamentali per ottenere i finanziamenti: infatti i due terzi del fondo ordinario saranno assegnati in base alla qualità della ricerca e un terzo in base alla qualità della didattica. <--- ERA ORA, così la si finisce con le pubblicazioni senza nessun reale interesse scientifico fatte tanto per fare numero e allungare il curriculum "scientifico" (HAHAHA), e si comincia a fare ricerca SERIA, e chi non la fa... a casa a calci nel sedere e avanti il prossimo.

Concorsi. Le selezioni saranno affidate a una commissione composta da quattro docenti ordinari estratti a sorte. <--- allucinante che prima non fosse così

Chi passerà la selezione acquisirà l'abilitazione all'insegnamento ed entrerà a far parte di un'unica lista nazionale, da cui tutte le università italiane attingeranno, all'occorrenza, i propri docenti. I professori da prescegliere saranno eletti a loro volta da una lista di docenti ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. <--- mi sembra giusto, così la si finisce coi concorsi farlocchi dove già si sa che deve passare "l'assistente di tizio", che praticamente non sono concorsi ma promozioni per anzianità di onorato servizio di lecchianggio.

Atenei. Prevista anche la fusione degli atenei più piccoli: con questa "mossa" il Miur cercherà, contemporaneamente, di ridurre le spese e migliorare l'offerta formativa. Ogni università potrà avere, ad esempio, non oltre 12 facoltà. Ed è prevista anche un'ulteriore operazione di "pulizia" dagli atenei dei mini-corsi accademici cui sono iscritti, a volte, anche meno di dieci studenti.  <--- mi sembra cosa buona e giusta, ad esempio è ridicolo che ci siano nel giro di 5 km due facoltà di Giurisprudenza come nel caso di Reggio e Messina. Fate un'unica università GRANDE e amen.
« Ultima modifica: Novembre 24, 2010, 11:42:46 pm da NuovaCarne »
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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #357 il: Novembre 24, 2010, 11:46:28 pm »
Ah, ok, pensavo parlassi dei licei :ghignomalefico:

Sì, i punti da te citati sono sicuramente :up:, così come nella riforma delle superiori, ma ovviamente tutto ciò è affondato in un mare di merda tremontiana da sforbiciaggio economico incontrollato. :-\
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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #358 il: Novembre 24, 2010, 11:49:02 pm »
Infatti per esempio era ORA che si riformasse della roba, ma se contemporaneamente sforbici, allora vaffanculo.

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Re: Riforma della scuola... Perche' protestare??
« Risposta #359 il: Novembre 25, 2010, 12:17:22 am »


- Ricercatori. Avranno un limite temporale di sei anni per riuscire a fare propria l'abilitazione all'insegnamento come associato. <--- mi sembra ragionevole
e solo 1 su 3 verrà assunto, in base ai fondi previsti. Il sistema dovrebbe mutuare quello tedesco, peccato che in Germania i 2/3 di 35-40enni non vengano lasciati a casa, ma solo una quota minima per manifesta incapacità, visto che la selezione dura è a monte.
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L’attività didattica e la ricerca saranno soggette a continue verifiche da parte di un’apposita Anagrafe Nazionale, da qui la necessità per docenti e ricercatori di dimostrare i risultati raggiunti attraverso la pubblicazione di articoli scientifici o libri. Lo spessore delle pubblicazioni e la qualità delle lezioni svolte in aula diventeranno fondamentali per ottenere i finanziamenti: infatti i due terzi del fondo ordinario saranno assegnati in base alla qualità della ricerca e un terzo in base alla qualità della didattica. <--- ERA ORA, così la si finisce con le pubblicazioni senza nessun reale interesse scientifico fatte tanto per fare numero e allungare il curriculum "scientifico" (HAHAHA), e si comincia a fare ricerca SERIA, e chi non la fa... a casa a calci nel sedere e avanti il prossimo.
rido :rotfl: resterà tutto come prima, con la sola differenza che chi non ha l'appoggio giusto e chissà perchè è serio e ci mette il tempo che deve metterci per pubblicare (della serie non le 500 pubblicazioni annue di alcuni ricercatori che pubblicano le loro ricerce a rate solo per far numero) se la prenderà ancora di più sui denti. Chi decide cosa vale o cosa no? Chi decide i titoli scientifici delle pubblicazioni? Il peer review richiede tempo (quindi non numero) e peraltro anche dove viene praticato può essere facilmente aggirato

Citazione
Concorsi. Le selezioni saranno affidate a una commissione composta da quattro docenti ordinari estratti a sorte. <--- allucinante che prima non fosse così

Chi passerà la selezione acquisirà l'abilitazione all'insegnamento ed entrerà a far parte di un'unica lista nazionale, da cui tutte le università italiane attingeranno, all'occorrenza, i propri docenti. I professori da prescegliere saranno eletti a loro volta da una lista di docenti ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. <--- mi sembra giusto, così la si finisce coi concorsi farlocchi dove già si sa che deve passare "l'assistente di tizio", che praticamente non sono concorsi ma promozioni per anzianità di onorato servizio di lecchianggio.
idem resterà tutto uguale. L'estrazione a sorte è un palliativo, in ambienti tanto piccoli non muta le cose nella sostanza. Inoltre questo dimostra ancora una volta che chi ha pensato la legge se ne frega o ignora le differenze metodologiche di ricerca per i diversi ambiti. Tutte le attività scientifiche che sono non per motivi di vantaggio carrierisitico ma per esigenze connaturate alla loro natura legate ad un territorio diventeranno difficili da portare avanti. Non esistono solo quelli che se ne stanno in laboratorio o che pensano astrattamente in uno studio, c'è chi si deve confrontare con un posto per portare avanti le sue ricerche. Ci sarà chi morirà secoli nella lista e altri che chissà come chissà perchè balzeranno spavaldi avanti. Non che l'estrema regionalizzazione sia un bene, anzi, ma passare da un estremo all'altro significa modificare il problema, non risolverlo.

Citazione
Atenei. Prevista anche la fusione degli atenei più piccoli: con questa "mossa" il Miur cercherà, contemporaneamente, di ridurre le spese e migliorare l'offerta formativa. Ogni università potrà avere, ad esempio, non oltre 12 facoltà. Ed è prevista anche un'ulteriore operazione di "pulizia" dagli atenei dei mini-corsi accademici cui sono iscritti, a volte, anche meno di dieci studenti.  <--- mi sembra cosa buona e giusta, ad esempio è ridicolo che ci siano nel giro di 5 km due facoltà di Giurisprudenza come nel caso di Reggio e Messina. Fate un'unica università GRANDE e amen.
in questo caso il problema è il 3+2 non tanto il numero. Basterebbe togliere le millemila sedi staccate. E far funzionare quelle che ci sono. Le università solo perchè sono grandi non significa siano migliori, anzi i dati sulla qualità dimostrano il contrario. Sarebbe sufficiente razionalizzarle e soprattutto far finire i campanili nel volere la piccola sede propria solo per dire che "si ha l'università" quando invece grande o piccola di essa non si tratta, ma di una succursale mangiasoldi.

E sono OT, amen.
« Ultima modifica: Novembre 25, 2010, 12:44:03 am da purple »
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