Autore Topic: Grandi artisti, brutte persone  (Letto 49623 volte)

Mixarchagevas

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Re:Grandi artisti, brutte persone
« Risposta #495 il: Agosto 20, 2018, 01:13:10 pm »
Lo stesso nel mondo non empireo dell'impresa...
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Re:Grandi artisti, brutte persone
« Risposta #496 il: Agosto 21, 2018, 09:43:12 pm »
Persone estremamente intelligenti che mirano a produrre eccellenza, non possono che pretendere l'impossibile dai propri collaboratori e subordinati.
al netto che questa è la mentalità che si vuole far passare anche in ambito accademico, più passa il tempo e più penso che invece sia segno di totale mancanza di intelligenza da parte di chi "comanda la baracca". Spesso è solo segno di ego smisurato da placare e di ricerca non di eccellenza, ma di "ciò che da standard viene da altri valutato (passato per) eccellenza" - ma non necessariamente lo è -. Il tutto a fini meramente personali, individuali; a discapito dell'esito e di quanto possono trarne gli altri. Peggio, di quanto potrebbero veramente dare gli altri in termini qualitativi.

tendo a concordare in alcuni casi, ma la vedo anche da un altro punto di vista.
ho conosciuto una persona iper-perfezionista (e brava, davvero), che pretendeva il massimo in primo luogo da se stessa. messa a lavorare in gruppo, ha preteso lo stesso livello di maniacalità anche dai propri collaboratori, con atteggiamenti anche brutali nei loro confronti quando non percepiva l'assoluta dedizione che la persona stessa metteva in quel lavoro.

a fine lavoro, si è resa conto di essere stata sgradevole, e ha risolto la cosa con un bel: mai più (lavori collettivi). per sua fortuna (e degli eventuali futuri collaboratori) se l'è potuto permettere. ma quanti artisti il cui lavoro dipende per forza da altre persone non possono farlo e devono continuare a collaborare con altri?

l'esempio dei registi penso sia il più facile a cui pensare, perché è un lavoro di coordinazione artistica, e perché per emergere c'è una competizione spietata. chi arriva alle massime vette credo sia per forza una persona estremamente competitiva e quindi "spietata" (parola che non per forza è sinonimo di crudele). poi ovvio che ci sono pretese e pretese, ovvio che ci sono diversi livelli di severità (da giusta a molesta), e ovvio anche che ci saranno registi più intelligenti ed empatici che sanno guidare col guanto di velluto, ma sospetto che siano più quelli che guidano col pugno di ferro.
« Ultima modifica: Agosto 21, 2018, 09:45:04 pm da Betty Moore »
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Re:Grandi artisti, brutte persone
« Risposta #497 il: Agosto 21, 2018, 10:15:28 pm »
Persone così meriterebbero una mano di botte collettiva, quando sforano di brutto.
Purtroppo la tensione gregaria di fronte all'Alfa, specialmente all'Alfa Venerato Maestro, porta ad accondiscendere. La paura che l'ambiente ti schiacci perché ti macchi di insubordinazione al Migliore è un vincolo purtroppo spaventoso.

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Re:Grandi artisti, brutte persone
« Risposta #498 il: Agosto 21, 2018, 10:18:33 pm »
Godetti quando dei musicisti mi raccontarono delle botte che si prese prima di un concerto De Andrè, dai suoi strumentisti, quando si lanciò in una delle sue non infrequenti intemperanze.
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Re:Grandi artisti, brutte persone
« Risposta #499 il: Agosto 22, 2018, 11:12:03 am »
Persone così meriterebbero una mano di botte collettiva, quando sforano di brutto.
Purtroppo la tensione gregaria di fronte all'Alfa, specialmente all'Alfa Venerato Maestro, porta ad accondiscendere. La paura che l'ambiente ti schiacci perché ti macchi di insubordinazione al Migliore è un vincolo purtroppo spaventoso.

su questo concordo al 100%
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Re:Grandi artisti, brutte persone
« Risposta #500 il: Agosto 22, 2018, 11:15:42 am »


ho conosciuto una persona iper-perfezionista (e brava, davvero), che pretendeva il massimo in primo luogo da se stessa. messa a lavorare in gruppo, ha preteso lo stesso livello di maniacalità anche dai propri collaboratori, con atteggiamenti anche brutali nei loro confronti quando non percepiva l'assoluta dedizione che la persona stessa metteva in quel lavoro.
ma semplicemente non la puoi pretendere.
Anzi, a mio avviso se la pretendi non hai capito niente. Sarai dotato di grandissimo talento per una professione, attività, etc., ma non sei assolutamente intelligente a tutto tondo.
Personalmente non trovo nemmeno sana la maniacalità applicata su se stessi, ma non la discuto perché chi lavora (o fa altro) da solo se vuole struggersi lo faccia. Io dubito che essere ossessionati alla fine paghi molto più di uno 0.00001% dell'essere dedicati, coscienziosi, professionali e attenti, ma affari suoi e potrei aver torto io. Magari fa differenza all'1% e quello cambia sul serio.

Citazione
e ovvio anche che ci saranno registi più intelligenti ed empatici che sanno guidare col guanto di velluto, ma sospetto che siano più quelli che guidano col pugno di ferro.
io trovo invece che per chi lavora, ma soprattutto, dirige un gruppo di lavoro l'empatia (non il lassismo o il farsi andare bene e giustificare tutto) sia invece la chiave dell'intelligenza applicata al suo ruolo. Se sei un organismo complesso, non puoi guardarti sotto una lente individuale e devi tenere conto di tutte le tue componenti armonizzandole. Non puoi decidere che una parte (qualsiasi) sia il metro slegato dal resto.
Oltretutto, rendere l'ambiente invivibile, per reazione anche non volontaria, sono certa fa crollare le performance.
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Re:Grandi artisti, brutte persone
« Risposta #501 il: Settembre 05, 2018, 04:50:11 pm »
Persone estremamente intelligenti che mirano a produrre eccellenza, non possono che pretendere l'impossibile dai propri collaboratori e subordinati.
al netto che questa è la mentalità che si vuole far passare anche in ambito accademico, più passa il tempo e più penso che invece sia segno di totale mancanza di intelligenza da parte di chi "comanda la baracca". Spesso è solo segno di ego smisurato da placare e di ricerca non di eccellenza, ma di "ciò che da standard viene da altri valutato (passato per) eccellenza" - ma non necessariamente lo è -. Il tutto a fini meramente personali, individuali; a discapito dell'esito e di quanto possono trarne gli altri. Peggio, di quanto potrebbero veramente dare gli altri in termini qualitativi.

tendo a concordare in alcuni casi, ma la vedo anche da un altro punto di vista.
ho conosciuto una persona iper-perfezionista (e brava, davvero), che pretendeva il massimo in primo luogo da se stessa. messa a lavorare in gruppo, ha preteso lo stesso livello di maniacalità anche dai propri collaboratori, con atteggiamenti anche brutali nei loro confronti quando non percepiva l'assoluta dedizione che la persona stessa metteva in quel lavoro.

a fine lavoro, si è resa conto di essere stata sgradevole, e ha risolto la cosa con un bel: mai più (lavori collettivi). per sua fortuna (e degli eventuali futuri collaboratori) se l'è potuto permettere. ma quanti artisti il cui lavoro dipende per forza da altre persone non possono farlo e devono continuare a collaborare con altri?

l'esempio dei registi penso sia il più facile a cui pensare, perché è un lavoro di coordinazione artistica, e perché per emergere c'è una competizione spietata. chi arriva alle massime vette credo sia per forza una persona estremamente competitiva e quindi "spietata" (parola che non per forza è sinonimo di crudele). poi ovvio che ci sono pretese e pretese, ovvio che ci sono diversi livelli di severità (da giusta a molesta), e ovvio anche che ci saranno registi più intelligenti ed empatici che sanno guidare col guanto di velluto, ma sospetto che siano più quelli che guidano col pugno di ferro.

qui si entra in un campo un po' off topic, cosa sia la capacità di "leadership" per ottenere il meglio dalle capacità di ognuno. In ogni caso, sono convinto che il pugno di ferro non sia da preferire, oltre che per la mancanza di empatia, anche perché più faticoso e meno efficace ed efficiente
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Re:Grandi artisti, brutte persone
« Risposta #502 il: Settembre 06, 2018, 12:23:29 pm »
concordo.
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