Autore Topic: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.  (Letto 106305 volte)

Mixarchagevas

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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1410 il: Marzo 02, 2020, 06:18:29 pm »
Apro qui la discussione, visto che è difficile ragionare in altri luoghi dove la sensibilità individuale o indotta, la minaccia alla propria costruzione interiore e la chiusura istintiva che ne segue, prevalgono sulla analisi e sulle più ampie implicazioni:


https://www.dire.it/02-03-2020/428322-greta-thunberg-violentata-negli-adesivi-shock-di-unazienda-petrolifera-canadese/?fbclid=IwAR09jLM41NH0sCM1iHlntu6nh-JZmzzYiHz7_xSNfOPoFYiVqKj5jUR8Jnk


Il messaggio che comunica l'immagine, al primo colpo, è abbastanza intuibile, è comunque la prima soluzione che viene in mente.

Viene correttamente fatto notare, in metafora, l'uso punitivo del pene, implicando la forzatura della volontà della ricevente, per l'affermazione della propria posizione.
Tuttavia.
L'immagine è la forma più evidente ed immediata di una formula del linguaggio di uso comunissimo e fruita da ogni sesso, stabile o in transito.
"Prendilo, mettilo, mettitelo, vai in, finalmente l'ha preso in, etc. ...".
Dunque, c'è una tensione collettiva, indifferenziata nel sesso, a riferirsi ad una metafora di penetrazione, del pene o di altro artefatto in assenza del pene, nel pertugio altrui, con godimento per il patimento da questi non voluto?
C'è una tensione allo stupro, collettiva, che si esprime nella accettazione comune del linguaggio, della sua dimensione metaforica, fino alla sua manifestazione iconica, tramite immagine?
L'immagine è più colpevole, perché più immediata, più esplicita?
Perché attribuiamo all'immagine la qualifica di stupro, quando quotidianamente agiamo lo stesso concetto con sorprendente innocenza?
"Te lo metto in culo", "Te lo prendi in culo" "Vai in culo" è e resta, in parole, implicazioni o immagini, la stessa cosa, con la stessa radice di sopraffazione dentro.

A lato.
L'immagine da sola rappresenta un rapporto sessuale "da posteriori", ricevente una donna, dante, assai probabilmente, un uomo, che tiene le trecce, in posizione di dominio, come per altro è la posizione sessuale stessa.
Tolto il rapido sottointeso, non è l'immagine uno stupro. Non ci sono mani al collo, blocchi e la postura della ricevente è rilassata.

È il contenuto implicito, metaforico, a produrre l'associazione allo stupro. Però, quel contenuto, appartiene a tutti, ogni giorno, ogni singola volta che lo usiamo.

Sarebbe interessante riflettere, sulla questione, perché forse appartiene alla collettività, a un compiacimento universale e non alla dinamica di conflitto e sopraffazione tra maschio e femmina.







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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1411 il: Marzo 02, 2020, 07:00:29 pm »
L'immagine è molto più incisiva della parola, sì. Se mi insulti in pubblico o mi disegni sodomizzata su un cartello l'effetto è diverso.

L'idea dello stupro viene perché c'è scritto "Greta", e tendenzialmente sappiamo che la Thunberg, di fronte a qualsiasi lavoratore o proprietario di un'azienda petrolifera, sceglierebbe di fare molte altre cose prima di dargliela.

A me personalmente non viene in mente né lo stupro, né il sesso anale, ma davvero non mi sembra degno di discussione.

Il linguaggio è molto violento, siamo molto violenti e naturalmente questo si riflette nella lingua. Il compiacimento nelle metafore sessuali però non può essere scisso dalle dinamiche di potere tra maschi e femmine. "Prenderlo in culo" è offensivo perché il ruolo sessuale "passivo" (lo stereotipo del ruolo femminile) è considerato disonorevole, meschino, umiliante. Per forza c'è una lettura patriarcale di questo tipo di insulti.
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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1412 il: Marzo 02, 2020, 07:04:42 pm »
Aggiungo: l'immagine è più incisiva anche perché se parli, anche pubblicamente, io posso rispondere. Se mi disegni no. Posso solo lamentarmi, accusare, denunciare. O come ha fatto Greta osservare che sei uno sfigato disperato (parole mie, lei ha solo messo in luce che se si riducono a questo è perché stanno perdendo).
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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1413 il: Marzo 02, 2020, 09:07:20 pm »


PUNTO 1) L'immagine è molto più incisiva della parola, sì. Se mi insulti in pubblico o mi disegni sodomizzata su un cartello l'effetto è diverso.

PUNTO 2) L'idea dello stupro viene perché c'è scritto "Greta", e tendenzialmente sappiamo che la Thunberg, di fronte a qualsiasi lavoratore o proprietario di un'azienda petrolifera, sceglierebbe di fare molte altre cose prima di dargliela.

PUNTO 3) A me personalmente non viene in mente né lo stupro, né il sesso anale, ma davvero non mi sembra degno di discussione.

PUNTO 4) Il linguaggio è molto violento, siamo molto violenti e naturalmente questo si riflette nella lingua. Il compiacimento nelle metafore sessuali però non può essere scisso dalle dinamiche di potere tra maschi e femmine. "Prenderlo in culo" è offensivo perché il ruolo sessuale "passivo" (lo stereotipo del ruolo femminile) è considerato disonorevole, meschino, umiliante. Per forza c'è una lettura patriarcale di questo tipo di insulti.

Interessante, vado per punti:

PUNTO 1)

Apparentemente, dal mio punto di vista; perciò sviluppo quanto accennato di là:
L'immagine, in un tempo di sovrabbondanza come l’attuale, gioca in gran parte sull'immediato dell’emozione, stimolando meccanismi precostituiti e spesso dozzinali, e sul riconoscimento da parte di un gruppo di riferimento. La stessa immagine, in una sovrabbondanza di messaggi e appartenenze, ciascuna col proprio linguaggio, veicola significati diversi. Fa molto rumore ma è imprecisa.
La parola, anche quando forte, è più precisa, indirizza a un determinato orizzonte e lo rafforza. "Glielo mettiamo in culo a Greta" o anche "Mettiamolo in culo a Greta" individua un'area di riferimento non confondibile e contempla un approccio più accettabile, più accoglibile, più insidioso. Offre una riconferma morbida anche per i simpatizzanti più moderati. Sarebbe un’opera improba ricavarne una seria prospettiva di invito allo stupro o di simulazione concettuale di uno stupro.
La parola è molto più incisiva, in senso proprio.
Ha dunque ragione Greta che la scelta sia stata la peggiore per attaccarla, perché l’immagine manca di incisività e sovrabbonda di significati potenziali e di “rumori d’immagine”.

PUNTO 2)

Ecco, questo punto è suggestivo ma mi pare contraddittorio e irrealistico, rispetto al messaggio. Che è invece papale papale, rozzo, immediatamente traducibile.
È comunque un interessante calembour logico e psicanalitico nel quale ci troviamo di fronte la azienda stupratrice che vorrebbe sessualmente soddisfarsi, usando la forza, con la giovane antagonista proprio perché questa la schifa.
Mah, a leggerla così mi convince nulla, mi sembra una soluzione-pezza, applicata a posteriori per rafforzare il rumore emotivo atteso e scuotere gli automatismi culturali di riferimento. Tra l’altro un qualsiasi giornaletto porno anni settanta e ottanta descriverebbe meglio e in modo più… incisivo… il “calembour”.

PUNTO 3)
Neppure a me.
Rimando a quanto ho scritto nel post prima sul perché la precisa accusa di aver rappresentato uno stupro (è circa questo e da questo che partono le considerazioni) ha un po' di buchi e si porta dietro conclusioni artificiose e forzate.
Dissento poi sulla indegnità di discussione.
Questi processi di costruzione e ricostruzione di significati, se non discussi e analizzati, formeranno una mentalità, con pretese di consolidamento e prevalenza assoluta, carica di impurità e di automatismi irrazionali, che potrà fare parecchi danni.

PUNTO 4)
La lettura patriarcale sembra, per molti ambiti culturali moderni, la coperta adatta per dare una pelle ad ogni cosa, compresi gli istinti violenti, di affermazione, di sopraffazione, lo sfogo di frustrazioni, etc., etc., della specie tutta.
Coperta che non può che essere corta.
Inoltre, sempre di là, sottolineavo come, volendo seguire alcuni movimenti culturali in via di forte affermazione, l’unica posizione sessuale che potrebbe esimere il maschio dalla presunzione di stupro è quella in cui la donna lo sormonta e guida il rapporto. Per la Banotti era stupro comunque (lo era, a conti fatti, ogni atto sessuale del maschio con la femmina).





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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1414 il: Marzo 03, 2020, 12:55:03 pm »
L'idea dello stupro viene perché c'è scritto "Greta", e tendenzialmente sappiamo che la Thunberg, di fronte a qualsiasi lavoratore o proprietario di un'azienda petrolifera, sceglierebbe di fare molte altre cose prima di dargliela.
Io francamente speravo fosse un fake, a quanto pare non è così
https://www.bufale.net/azienda-petrolifera-x-site-diffonde-adesivi-con-la-scritta-stuprate-greta-thunberg-cosa-sappiamo/
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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1415 il: Marzo 03, 2020, 02:11:43 pm »
L'idea dello stupro viene perché c'è scritto "Greta", e tendenzialmente sappiamo che la Thunberg, di fronte a qualsiasi lavoratore o proprietario di un'azienda petrolifera, sceglierebbe di fare molte altre cose prima di dargliela.
Io francamente speravo fosse un fake, a quanto pare non è così
https://www.bufale.net/azienda-petrolifera-x-site-diffonde-adesivi-con-la-scritta-stuprate-greta-thunberg-cosa-sappiamo/


A proposito della immagine, avevo appunto trovato questa fonte:

https://www.google.com/amp/s/www.unilad.co.uk/news/artist-who-designed-image-used-in-horrific-greta-thunberg-sexual-assault-sticker-speaks-out/amp/


Sarà da verificare ulteriormente (ormai è pratica necessaria) ma l'immagine in sé, dunque, non rappresenterebbe alcuno stupro bensì il soggetto a contenuto sessuale, precedente al clamore, di un tattoo.
(Certo, sì può pensare che chi la rivendica l'abbia fatto a posteriori, per pubblicità, ma anche questo dovrà essere oggetto di una specifica verifica successiva).

L'elaborazione dell'immagine sconta proprio l'indeterminatezza della origine.

Quindi l'incertezza se sia da attribuire direttamente all'azienda, senza alcun invito allo stupro scritto, oppure alla trasformazione di un possibile logo con la scritta di istigazione allo stupro, circolato in precedenza nel sottobosco, in qualcosa di mitigato e di significato differente, ossia "la mettiamo in... etc. a Greta, oppure sia il risultato di elaborazioni sovrapposte.
In tutti questi casi il significato della stessa immagine può essere profondamente differente.





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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1416 il: Marzo 03, 2020, 05:07:05 pm »
L'idea dello stupro viene perché c'è scritto "Greta", e tendenzialmente sappiamo che la Thunberg, di fronte a qualsiasi lavoratore o proprietario di un'azienda petrolifera, sceglierebbe di fare molte altre cose prima di dargliela.
Io francamente speravo fosse un fake, a quanto pare non è così
https://www.bufale.net/azienda-petrolifera-x-site-diffonde-adesivi-con-la-scritta-stuprate-greta-thunberg-cosa-sappiamo/


A proposito della immagine, avevo appunto trovato questa fonte:

https://www.google.com/amp/s/www.unilad.co.uk/news/artist-who-designed-image-used-in-horrific-greta-thunberg-sexual-assault-sticker-speaks-out/amp/


Sarà da verificare ulteriormente (ormai è pratica necessaria) ma l'immagine in sé, dunque, non rappresenterebbe alcuno stupro bensì il soggetto a contenuto sessuale, precedente al clamore, di un tattoo.
(Certo, sì può pensare che chi la rivendica l'abbia fatto a posteriori, per pubblicità, ma anche questo dovrà essere oggetto di una specifica verifica successiva).

L'elaborazione dell'immagine sconta proprio l'indeterminatezza della origine.

Quindi l'incertezza se sia da attribuire direttamente all'azienda, senza alcun invito allo stupro scritto, oppure alla trasformazione di un possibile logo con la scritta di istigazione allo stupro, circolato in precedenza nel sottobosco, in qualcosa di mitigato e di significato differente, ossia "la mettiamo in... etc. a Greta, oppure sia il risultato di elaborazioni sovrapposte.
In tutti questi casi il significato della stessa immagine può essere profondamente differente.
Io ho capito che c'era una scritta. Ma non l'ho vista, l'ho letto e non so se sia attendibile.
Ripeto che discutere se sia stupro o no (addirittura con polemica del creatore del tatuaggio originale) mi mette a disagio. Mi sembra di offendere chi di violenza sessuale si occupa seriamente. Se si vuole crocifiggere la stampa in cerca di clic va benissimo, anzi è doveroso. Però è un aspetto da scindere dagli insulti a Greta.
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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1417 il: Marzo 03, 2020, 05:16:37 pm »


PUNTO 1) L'immagine è molto più incisiva della parola, sì. Se mi insulti in pubblico o mi disegni sodomizzata su un cartello l'effetto è diverso.

PUNTO 1)

Apparentemente, dal mio punto di vista; perciò sviluppo quanto accennato di là:
L'immagine, in un tempo di sovrabbondanza come l’attuale, gioca in gran parte sull'immediato dell’emozione, stimolando meccanismi precostituiti e spesso dozzinali, e sul riconoscimento da parte di un gruppo di riferimento. La stessa immagine, in una sovrabbondanza di messaggi e appartenenze, ciascuna col proprio linguaggio, veicola significati diversi. Fa molto rumore ma è imprecisa.
La parola, anche quando forte, è più precisa, indirizza a un determinato orizzonte e lo rafforza. "Glielo mettiamo in culo a Greta" o anche "Mettiamolo in culo a Greta" individua un'area di riferimento non confondibile e contempla un approccio più accettabile, più accoglibile, più insidioso. Offre una riconferma morbida anche per i simpatizzanti più moderati. Sarebbe un’opera improba ricavarne una seria prospettiva di invito allo stupro o di simulazione concettuale di uno stupro.
La parola è molto più incisiva, in senso proprio.
Ha dunque ragione Greta che la scelta sia stata la peggiore per attaccarla, perché l’immagine manca di incisività e sovrabbonda di significati potenziali e di “rumori d’immagine”.


Se l'intento è insultare, ridicolizzare, io ho l'impressione opposta.
Fai una vignetta: il becero ride, il danneggiato si difende, ma sulla base di cosa?
Insulti esplicitamente: il danneggiato può dimostrare che l'accusa non è vera, può insultare di rimando, querelare.

A me quell'immagine lì sembra precisissima. La ragazzina è buona solo per una cosa, che stia zitta, noi siamo grandi e grossi e facciamo come ci pare.
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« Risposta #1418 il: Marzo 03, 2020, 05:17:51 pm »
Uh, questo rispondeva anche al punto 2.
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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1419 il: Marzo 03, 2020, 05:23:24 pm »




PUNTO 3) A me personalmente non viene in mente né lo stupro, né il sesso anale, ma davvero non mi sembra degno di discussione.

PUNTO 3)
Neppure a me.
Rimando a quanto ho scritto nel post prima sul perché la precisa accusa di aver rappresentato uno stupro (è circa questo e da questo che partono le considerazioni) ha un po' di buchi e si porta dietro conclusioni artificiose e forzate.
Dissento poi sulla indegnità di discussione.
Questi processi di costruzione e ricostruzione di significati, se non discussi e analizzati, formeranno una mentalità, con pretese di consolidamento e prevalenza assoluta, carica di impurità e di automatismi irrazionali, che potrà fare parecchi danni.

A me sembra palese che in alcuni articoli la lettura sia distorta, e mi sembra inutile discuterne qui, anche perché già fa abbastanza schifo offendere sessualmente una ragazza che ti mette i bastoni fra le ruote, solo perché sarebbe più difficile convincere la gente che ammazzare i cuccioli di foca e fondere il pianeta è necessario.


EDIT: Mi sembra inutile discuterne a margine di questo caso specifico. In generale invece mi mette a disagio, perché certe situazioni innocue o solo disgustose, come appunto l'immagine di cui sopra, possono essere un trigger per chi ha subito un abuso.
« Ultima modifica: Marzo 03, 2020, 05:34:23 pm da Mae »
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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1420 il: Marzo 03, 2020, 05:28:24 pm »



PUNTO 4) Il linguaggio è molto violento, siamo molto violenti e naturalmente questo si riflette nella lingua. Il compiacimento nelle metafore sessuali però non può essere scisso dalle dinamiche di potere tra maschi e femmine. "Prenderlo in culo" è offensivo perché il ruolo sessuale "passivo" (lo stereotipo del ruolo femminile) è considerato disonorevole, meschino, umiliante. Per forza c'è una lettura patriarcale di questo tipo di insulti.

PUNTO 4)
La lettura patriarcale sembra, per molti ambiti culturali moderni, la coperta adatta per dare una pelle ad ogni cosa, compresi gli istinti violenti, di affermazione, di sopraffazione, lo sfogo di frustrazioni, etc., etc., della specie tutta.
Coperta che non può che essere corta.
Inoltre, sempre di là, sottolineavo come, volendo seguire alcuni movimenti culturali in via di forte affermazione, l’unica posizione sessuale che potrebbe esimere il maschio dalla presunzione di stupro è quella in cui la donna lo sormonta e guida il rapporto. Per la Banotti era stupro comunque (lo era, a conti fatti, ogni atto sessuale del maschio con la femmina).
Non dico che tutta la violenza dell'umanità sia patriarcale, però da troppi secoli c'è questo sottinteso e ci vorrà molto tempo per ripulire la violenza "liscia" da implicazioni di genere.

Il discorso della posizione sessuale spero davvero di non averlo capito. E' una provocazione? Servono davvero regole d'ingaggio per capire cosa è un rapporto consensuale e cosa no? Non è una cosa che ormai ha stufato anche i mmeregani?
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Re:Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #1421 il: Marzo 03, 2020, 06:01:15 pm »
(E comunque: ma quello che si fa tatuare quell'immagine, davvero pensa di poter mai trombare senza pagare?! Io basisco.)
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« Risposta #1422 il: Marzo 03, 2020, 06:43:01 pm »



PUNTO 4) Il linguaggio è molto violento, siamo molto violenti e naturalmente questo si riflette nella lingua. Il compiacimento nelle metafore sessuali però non può essere scisso dalle dinamiche di potere tra maschi e femmine. "Prenderlo in culo" è offensivo perché il ruolo sessuale "passivo" (lo stereotipo del ruolo femminile) è considerato disonorevole, meschino, umiliante. Per forza c'è una lettura patriarcale di questo tipo di insulti.

PUNTO 4)
La lettura patriarcale sembra, per molti ambiti culturali moderni, la coperta adatta per dare una pelle ad ogni cosa, compresi gli istinti violenti, di affermazione, di sopraffazione, lo sfogo di frustrazioni, etc., etc., della specie tutta.
Coperta che non può che essere corta.
Inoltre, sempre di là, sottolineavo come, volendo seguire alcuni movimenti culturali in via di forte affermazione, l’unica posizione sessuale che potrebbe esimere il maschio dalla presunzione di stupro è quella in cui la donna lo sormonta e guida il rapporto. Per la Banotti era stupro comunque (lo era, a conti fatti, ogni atto sessuale del maschio con la femmina).
Non dico che tutta la violenza dell'umanità sia patriarcale, però da troppi secoli c'è questo sottinteso e ci vorrà molto tempo per ripulire la violenza "liscia" da implicazioni di genere.

Il discorso della posizione sessuale spero davvero di non averlo capito. E' una provocazione? Servono davvero regole d'ingaggio per capire cosa è un rapporto consensuale e cosa no? Non è una cosa che ormai ha stufato anche i mmeregani?

- L'impatto degli estremismi nella "lotta al patriarcato" rischia di essere simile alle teorie fisiognomiche e frenologiche. Un fiorire di interpretazioni di moda e (soprattutto a posteriori) fuorvianti, poi rielaborate e analizzate, sotto vari aspetti accademici, dall'evoluzione delle conoscenze.

- Circa la posizione sessuale, questa è legata, e l'ho legata, all'immagine e ai suoi riverberi. All'immagine, ripeto. Ciò per evitare una volta per tutte ogni tentativo di deriva.

Negare che la posizione sia comunemente interpretata come di controllo e dominio del maschio sulla femmina, il che potrebbe essere la spiegazione dell'uso di questa immagine (rubata o meno, decontestualizzata oppure prima estremizzata e poi ridisegnata nel significato) e non di altra, e negare, altrettanto, che sia associata dagli estremismi, in sé stessa, all'idea di sottomissione forzosa (violenza, stupro) mi pare difficile.

Citavo non a caso la Banotti, femminista radicale con uscite spesso estremistiche e nel tempo contraddittorie. A volte se ne usciva considerando l'atto sessuale dell'uomo "macchiato" da una radice di stupro. Radice che risaliva alla formazione secolare del maschio (compreso l'immaginario). Certo, poi, negli scritti, articolava, che si fosse d'accordo o meno, in modo più ampio ma, nelle uscite brevi, televisive (mezzo molto incidente), sovente non andava per il sottile. (Nota mia, preferivo i pipponi intellettualistici ostili ma con molti stimoli anche disarticolati, che le attuali fedi lineari e cartesiane).

L'immagine in sé, dunque, della posizione doggy-style, viene associata con estrema facilità alla prevalenza maschile sul femminile. Sia nell'interpretazione di domino, maschile ed eventualmente maschilista, sia in quella di forzatura, femminista estremista.

La rappresentazione di una diversa posizione sessuale non avrebbe ottenuto lo stesso risultato mediatico.

Immagine, ripeto ancora.

Ma resta un discorso collaterale.






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« Risposta #1423 il: Marzo 03, 2020, 07:01:25 pm »




PUNTO 3) A me personalmente non viene in mente né lo stupro, né il sesso anale, ma davvero non mi sembra degno di discussione.

PUNTO 3)
Neppure a me.
Rimando a quanto ho scritto nel post prima sul perché la precisa accusa di aver rappresentato uno stupro (è circa questo e da questo che partono le considerazioni) ha un po' di buchi e si porta dietro conclusioni artificiose e forzate.
Dissento poi sulla indegnità di discussione.
Questi processi di costruzione e ricostruzione di significati, se non discussi e analizzati, formeranno una mentalità, con pretese di consolidamento e prevalenza assoluta, carica di impurità e di automatismi irrazionali, che potrà fare parecchi danni.

A me sembra palese che in alcuni articoli la lettura sia distorta, e mi sembra inutile discuterne qui, anche perché già fa abbastanza schifo offendere sessualmente una ragazza che ti mette i bastoni fra le ruote, solo perché sarebbe più difficile convincere la gente che ammazzare i cuccioli di foca e fondere il pianeta è necessario.


EDIT: Mi sembra inutile discuterne a margine di questo caso specifico. In generale invece mi mette a disagio, perché certe situazioni innocue o solo disgustose, come appunto l'immagine di cui sopra, possono essere un trigger per chi ha subito un abuso.

La questione del trigger (potenziale) come argomento risolutivo per limitare i discorsi non mi piace, sinceramente. Meriterà considerazioni più ampie che adesso non ho modo di fare.

Inoltre si può parlare abbastanza liberamente di impatto della comunicazione, di percezione di un messaggio e sue derive, etc.
Una discussione ampia e approfondita e non limitata allo scambio di formule rituali. Un dibattito informato che non si sostituisce certo a chi ha conoscenze maggiori (anzi, una collettività attiva più complessa può essere un ambito di valutazione più ricco per chi se ne occupa professionalmente).
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« Risposta #1424 il: Marzo 05, 2020, 04:18:37 pm »
Anche a me non piace il trigger come scusa per la censura. Però bisogna tener conto che la percezione dei messaggi dipende dall'esperienza personale e dal suo peso soggettivo. Io non me la sento di rintuzzare una vittima di violenza perché è "ipersensibile".
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