Autore Topic: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.  (Letto 86619 volte)

Mixarchagevas

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #750 il: Marzo 24, 2014, 11:40:46 pm »
La ricostruzione dei fatti concreti, fortunatamente o meno, non dipende da preconcetti, sia quelli laidi che quelli aprioristicamente adamantini...
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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #751 il: Marzo 24, 2014, 11:52:39 pm »
Quale sarebbe il preconcetto?
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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #752 il: Marzo 24, 2014, 11:58:09 pm »
L'esclusione di responsabilità delle minorenni in quanto, per il fatto di essere tali, sono vittime-punto.
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Archibald

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #753 il: Marzo 25, 2014, 12:25:55 am »
Non credo il punto sia l'attribuzione della patente di vittima, con il certificato bollato. Credo che non interessi a nessuno. Le responsabilità di una situazione simile sono ben distinguibili, e quelle di una persona non ancora matura sotto tutti i profili - non solo quello giuridico - non possono essere neppure lontanamente paragonabili a quelle di un trentanovenne che pensava di diventare ricco grazie al lavoro sessuale di due minorenni e dei quaranta-cinquantenni che avevano rapporti con loro senza porsi nessun problema etico.
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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #754 il: Marzo 25, 2014, 12:40:30 am »
Scopriamo l'acqua fredda, con sussiego...

La compresenza delle singole responsabilità non é esclusa dalla diversa intensità, già detto.

La stessa non maturità é scontata da un diverso percorso per i minori rispetto agli adulti.

Insistere a comparare é funzionale a far apparire che non esistano o non possano o debbano esistere responsabilità.

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #755 il: Marzo 25, 2014, 12:44:26 am »
Parlare di vittima interessa, in quanto é uno strumento per orientare la lettura dei fatti. Mi stupisco della sufficienza sul punto, dato che é un valido strumento retorico applicato in ogni dove... come tanti altri strumenti

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #756 il: Marzo 25, 2014, 11:04:18 am »
Il traffico era già autogestito, prima dell'ingresso del pappone.
Poi una vigorosa lavata dei panni da parte di avvocati e psicologi confeziona perfettamente i personaggi da servire in procedimento e nel processo.
Ma ci sta, l'età deve fare la vittima, escludendo ogni valutazione dei fatti.

Vedere dei progetti nella Palombelli é cosa prossima all'allucinazione.
Parlare di autogestione è pur sempre relativo. 14 e 15 anni sono davvero pochi: certo che si può decidere di prostituirsi di propria iniziativa, ma è un'età troppo acerba per poter fare serenamente e consapevolmente questa scelta, valutandone anche le conseguenze a lungo termine. Non è così semplice: dovere di un adulto, sia genitore o cliente, è quello di evitare che una ragazza così giovane si ritrovi in una situazione dove c'è una sproporzione immensa di potere ed esperienza tra lei e le persone con cui si confronta. Non è che se una fa la scafata, la cinica, la donna vissuta allora va confusa con un'adulta: si comporta come tale ma non lo è e non può essere valutata con lo stesso metro. Chi andava con loro certo sapeva, anzi, probabilmente la minore età era l'incentivo fondamentale per questi annoiatissimi benestanti. E ipotizzando per assurdo che non lo sapessero, sarebbe comunque stato un loro dovere accertarsene e, nel caso, evitare: cosa che, a quanto pare, alcuni hanno fatto.

L'articolo della Palombelli è inqualificabile. Qualcuno molto cattivo ha insinuato che ha cattiva memoria sui divertimenti sessuali della sua generazione, specie sui capitolini dei quartieri alti.

Sono d'accordo su tutto tranne che sulla parte in grassetto, perché oggettivamente alle volte è difficile distinguere tra una quindicenne e una diciottenne/diciannovenne, specialmente sotto strati di trucco, vestiti che sottolineano il fisico ormai spesso adulto etc...
Concordo però che se c'è anche solo il dubbio è loro dovere accertarsene.

Non che poi andare con una prostituta appena maggiorenne sia tanto meglio eh, quindi il mio giudizio globale varia di ben poco.

Archibald

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #757 il: Marzo 25, 2014, 11:51:47 am »
Secondo me, al di là delle apparenze che possono essere più adulte - e comunque fra 14 e 18 anni c'è un bel salto - che uno è piccolo si capisce da mille altre cose, in primis da come parla e agisce. Ma non è proprio quello il punto, in questo caso: sul mercato della prostituzione un/una minorenne vale di più, e chi compra nella grande maggioranza dei casi sa cosa sta comprando e perché.
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lucaluca

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #758 il: Marzo 25, 2014, 01:22:44 pm »
  Palombelli fa schifo ma non ha nessuna struttura, nessuna qualità e finezza nella sua contestazione, né nei fatti né nelle conoscenze messe in campo a favore della sua tesi.

A questo posso ririspondere solo con questo, che infatti non parla di nessuna qualità e finezza, non ci sta bisogno di qualità e finezza per fare una struttura, emiliofede mica era di qualità e di fino eppure un suo scopo l'aveva.

La struttura è la solita cosa viscida della destrina italiana, che in fondo la prostituta si diverte e fa soldi, infatti la butta tutta sulle differenze di consumismo femminile. Come che la prostituzione fosse questione di tipe più o meno annoiate con lo sciopping compulsivo, che quando erano alte e raffinate come la palombelli mica la davano via per un viaggetto a ponza!

Preciso che certo questa struttuta non l'ha inventata berlusconi, infatti parlo di destrina italiana, semmai lui, o chi per lui, l'ha aggiornata e resa utile ai suoi scopi.
In fondo è la questione del bordello in cui l'uomo diventa uomo, le donnine allegre, perchè   alle donne gli piace e sono puttane a meno che siano tua madre o tua sorella, ora gli hanno dato sta patina che invece di donnine allegre sono escort, per cui sembra quasi siano manager e vivano nel progresso e nella performance, ma la base, marcia e sempre quella. La solita paccottiglia aggiornata ai tempi moderni, con sto pizzico di borghese della palombelli per cui è giusto puttaneggiare, cioè sesso in cambio di soldi, ma per "il giusto" ed "elegante" compenso.
Ecco questa è la struttura, non è fina? non è di qualità? beh ed allora.

Poi tutte le altre obiezioni mi sembrano quelle dei processi per stupro di anni fa, magari anche ora, in cui si sta a sindacare come era vestita la tizia, sulla sua vita sesssuale passata e presente, se andava a dottrina e se magari aveva detto una frase equivoca o aveva fatto l'occhiolino ecc ecc.
1) se anche le tizie fossero un misto tra lolita e il figlio di rosemary la responsabilità di mussolino e c. non cambia di una frazione di millesimo, se ci sta l'estorsione anche se le tizie sono scafatissime caporacket dalla prima elementare beh sempre il reato di prostituzione minorile esiste ed è gravissimo.
2) qualunque siano le motivazioni per cui le tizie si prostituivano, le più futili e idiote possibili: la responsabilità di mussolino e c. rimane inalterata: sempre sono andati con delle puttane minorenni.
3) allora la discussione sul fatto se i clienti non sapevano che erano minorenni è semplicemente ridicola, e denota classismo, certo che lo sapevano quello cercavano, poi una 15enne può fisicamente avvicinarsi ad una 20 enne ma nel dubbio si evita, invece questi di dubbio non ne avevano. Stiamo parlando non di tizi che abbordano le tipe in strada, ma di gente preavvertita da canali ufficiosi che si stava indagando su di loro.
4) il tipo che va in thailandia a scoparsi le bimbe è uguale a questi, con la minor aggravante che alle spalle non ha poderose protezioni come sti qua, se lo beccano lo additano come mostro e finisce dritto in galera. Questi invece sono ancora fuori.
5) Sulla questione della vittima, allora per quanto consapevoli e lucide fossero, una quindicenne che sente giusto andarsi a scopare il marito della mussolina per fare i soldi e comprarsi qualche minchiata, per quanto operativamente scafata, come minimo è vittima di se stessa, ed è posta in un piano infinitamente inferiore di potere rispetto a quel tipo di clienti. La storia della lolitina super che incanta l'uomo vissuto ci credo come a cappuccetto rosso, e anche fosse vera non cambia di nulla la sostanza: la vittima è lei non lui. Altrimenti siamo sul livello di ragionamenti tipo "sì è stata stuprata ma era una che andava con tutti". Che vuol dire perchè una va con tutti allora deve subire uno stupro, e se una è vittima anche di se stessa, che trova giusto farsi scopare per soldi a 15 anni, per bisogni superflui, allora il mussolino manager con i soldi non è lo stesso  uno che la sfrutta?


 

lucaluca

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #759 il: Marzo 25, 2014, 01:27:28 pm »
ps poi le responsabilità delle tizie e le misure che andranno a prendere nei loro confronti, sono cosa totalmente a parte delle responsabilità di clienti ed eventuali sfruttatori, con nessuna connessione.
Ed è auspicabile che verso di loro si cerchi di proteggerle e di educarle non di punirle come invece è sacrosantemente giusto verso mussolino e c.

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #760 il: Marzo 25, 2014, 02:24:59 pm »
ps poi le responsabilità delle tizie e le misure che andranno a prendere nei loro confronti, sono cosa totalmente a parte delle responsabilità di clienti ed eventuali sfruttatori, con nessuna connessione.

Infatti possono coesistere responsabilità.
La connessione può assolutamente esserci, come parti attive di reati, senza modificare la responsabilità degli adulti.

Ed è auspicabile che verso di loro si cerchi di proteggerle e di educarle non di punirle come invece è sacrosantemente giusto verso mussolino e c.
Cosa che appunto accade, dovrebbe accadere, nell'operare della giustizia minorile.
Sempre che "la punizione", in quanto applicazione di un diritto penale, esiste pure lì, giustamente compensata da attenzione (più che protezione) e educazione (in teoria).

I 5 punti invece non c'entrano un tubo con le mie considerazioni ma con quello che scrive la Palombelli.
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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #761 il: Marzo 25, 2014, 10:09:49 pm »
'azz quoto anche le virgole del post di lucaluca
comunque come siete "buoni" a scomodare tutti questi ragionamenti e i vostri neuroni per la Palombelli, io molto semplicisticamente appena ho letto l'articolo ho pensato "Ma è proprio una povera scema".
O nasconde anche lei qualche scheletro nell'armadio e magari verrà fuori anche il nome di suo marito (cosa che trovo poco probabile perché mi ha sempre dato l'impressione di essere gaio) perché proprio non capisco come si sia presa la briga di puntare il ditino e fare la morale "femminista" a due giovanissime che non possono essere considerate altro che vittime.
Scusi, è sua moglie quella o le hanno vomitato sulla sedia?

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #762 il: Marzo 26, 2014, 12:19:51 am »
Scopriamo l'acqua fredda, con sussiego...

La compresenza delle singole responsabilità non é esclusa dalla diversa intensità, già detto.

La stessa non maturità é scontata da un diverso percorso per i minori rispetto agli adulti.

Insistere a comparare é funzionale a far apparire che non esistano o non possano o debbano esistere responsabilità.


Veramente molto bravo, pantagrullino. Bravo. Bravo.

In generale, tutto quello su cui hai posto l' accento (e solo quello si può fare) è davvero centrato, denota visione, pure da pratica. A fare buon senso non ci si guadagna mai. E' ovvio che si è 'nel giusto', ma serve ad altro che a darsi ragione?...
Avrei poco da aggiungere, e comunque sarebbero allusioni, pari alle tue. "Il corpo", campo dove il diritto diventa dirimente, come la scienza, e si somigliano gli inquadramenti regolati da rimandi interni coerenti, dove il fine definisce i mezzi, ed il fine non è 'dare la colpa', ma definire modo per 'pesarla'. Evito se non posso dilungarmi molto bene.
E, difatti, vedo che hai sottolineato che non riguardano la Palombelli, quelle ancore lanciate a mo' d' introduzione...Veramente molto ammirevoli.

Le riflessioni di mio pugno, invece, proprio su palombe in passito di Sabaudia.

Credo fermamente non abbiano nulla a che vedere con la pseudodestra italiana queste impostazioni retrostanti, tutt' altro: quanta moderna invidia di feluca, qui si soffoca...Sono evidente portato della fascia nominalmente libertaria post sessantottina, quella dove si situa anche Giuliano Ferrara, il quale, nel posticcio quadretto italiano di sovrapposizioni boccaccesche delle materie di indagine 'intellettuale', può infatti permettersi da un pezzo di giganteggiare tra un libertarismo stracciavesti il lunedì ed un salto all' angolo nordamericano del tè bigotto il giovedì.
Qui la certificazione è forse oltre i limiti accettabili da un ipermetrope (qualcuno saprà di che parlo), probabilmente confonde per quello, altrimenti non si spiega come si possa deviare, non cogliendo il segno, fino al machismo geriatrico con colpa in dotazione allo stereotipo di femmina da lupanare associato, dal tenerissimo stagionato argomento ad vuitton (il conformismo consumista, secondo dettami pubblicitari maggioritari, del riccastro, agguerritamente rivendicato dalla pseudodestra vera- a ragione, ma terrei fuori, qui, il mio giudizio completo, lasciando scivolare solo il sentore della preferenza per il metro estetico 'tivvù d' accatto'...è spontaneo, moralmente preferibile, se non si è proprio corrotti fin nel midollo, o non si sentono più gli odori) e dal ben più mastodontico, sempreverde, lussureggiante anzi, spartiacque intellettual- classista, che sboccia puntuale, come brillocco alla prima dell' LCOper, nella gemma del fascinoso oratore assembleare che sopravanza, da titolo inalienabile della repubblica dell' Argentario, il porco dottore commercialista.
Il "lui può"- che equivale al "con lui si può".
Niente di italicamente destrorso, quindi: arcinoto mostro di deriva debordiana incistata borghese, donde s' aborre la "mentalità del piccolo impiegato", pari colla "merda fatta a professore". Intrisa di putrido cattolicesimo da campanile per altro, lo stesso- incredibile!- per cui un Messori zittisce un Odifreddi con la qualifica di 'geometra' (e non come il santo filosofo Ratzinger). Quella piramide da ansia conservativa nella ricostruzione dopoguerra, dove, fuor dalla chiesa, c' è medico, piuttosto ancora conandoyliano, e maestro: il resto svolge fantesco e sta umile. E però, subito dopo, messa a tacere la manodopera inutile e grigia (ma solo latinamente, nel campanile gerarchico, ché Kafka non esiste), per mezzo del professore, la carta è quella dell' ipocrita dileggio dell' autorità, al cui rango si assurge con semplice tessera di superiore estraneità alla cricca libersolidale e ai passatempi à la page che la caratterizzano.
Un Ferrara, al momento pachidermicamente più goffo del solito, negli assestamenti del tutto post-ideologici attuali, che si scaglia contro 'i Dati' ('merda fatta a professore') e 'la maniera del Signor Sindaco' ('mentalità del piccolo impiegato')*, farà al caso.
Niente fascio, dunque.
Tecnicamente è un 'eravamo meglio noi' dell' après-midi, con cipiglio Roma Prati.

(Dove, 'parallèlement', Debussy incontra Respighi. Al cesso.).









« Ultima modifica: Marzo 26, 2014, 01:15:45 am da Dark Star »
mary jane girl

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #763 il: Marzo 26, 2014, 12:21:28 am »
*
Per onestà: anch' io avevo battezzato il discorso 'della fiducia con la mano in tasca', "rifinanziamento bocciofila senato", ma ci arrivo da parte proprio opposta, perché, poi, i tecnicismi estremi, contro gli abbozzati, per lo più infarcimenti a puntellare la retorica, quando non buona, sono il precipitato più puro delle convinzioni sull' idea di società e, viceversa, le convinzioni, rebus sic stantibus, vi si concretizzano- nel panorama odierno, si pensi a Barca, che è, difatti, un burocrate; i fogliastri, semplicemente, svanito l' orizzonte della pugna alla medietas da esattore del tempo quotidiano, non sanno che inventarsi, Langone mi è già sconfinato nell' ultima tendenza maître- à- porter, il marianesimo, da un annetto, non vorrei mi si rifugiasse nel cannibalismo gourmet ora...no, quello ci sarà in giro, e poi, madonnina, sicuramente in città! nell' orrida metropolitana piovra dello spirito ferino originario, facciamo 'auto', 'autocannibalismo gourmet', oltre tutti i limiti del buonismo, quello della conservazione della specie, stavolta.
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Allevi3MSC

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Re: Peripatetismi - questioni spicciole di maschile, femminile, neutro.
« Risposta #764 il: Aprile 04, 2014, 12:05:40 am »
http://www.huffingtonpost.it/2014/04/03/antonio-razzi-ragazzi-tutti-effemminati-mai-usato-preservativo_n_5085112.html?utm_hp_ref=tw

Ci sono talmente tanti delirii che non sapevo dove metterlo... ma lo piazzo qui per il parallelismo che sembra istituire tra l'uso del preservativo e l'essere effeminati.
Io sono un capibara e voi no.